(Adnkronos) –
La lettera di Elly Schlein alla premier Giorgia Meloni sul clima e sul tema dell'energia, pubblicata su Repubblica, cade come un sasso nello stagno. E non trova sponde all'interno del campo largo. Di più, c'è chi parla apertis verbis di un errore. Insomma, stupore per l'iniziativa, della quale gli alleati erano all'oscuro, che si trasforma in malumore, facendo aprire una nuova crepa all'interno dello schieramento progressista. Giuseppe Conte attende la sera per recapitare il suo messaggio nella bottiglia alla leader dem: "Non ci sono le condizioni per lavorare con il governo". Mentre Angelo Bonelli, all'Adnkronos, giudica un "errore" tendere la mano alla presidente del Consiglio. Che peraltro coglie la palla al balzo, sostenendo che la lettera di Schlein "è un implicito riconoscimento al lavoro del governo" e assicurando che approfondirà "senza pregiudizi" i temi toccati dalla leader dem: "Se ci sono proposte utili, le prenderò assolutamente in considerazione''. Insomma, un vero e proprio corto circuito nel campo largo, con gli alleati a darsele di santa ragione e la premier che invece non chiude affatto all'appello della segretaria del Pd. Conte mette agli atti che "sono quattro anni che abbiamo fatto tante proposte e soprattutto oggi non ci sono le condizioni per poter pensare di lavorare insieme con chi, governo Meloni, ancora l'altro giorno ha detto che vuole fare le trivellazioni, di chi, con otto decretini, addirittura ha lasciato che si gonfiassero i prezzi dei carburanti e delle bollette e non ha fatto nulla di nulla. Adesso, Meloni, è meglio che vada a casa e lasci lavorare noi". Mentre Bonelli non condivide "questa mano tesa a Meloni", "non tanto nel merito delle proposte, che sono condivisibili, ma per la richiesta di collaborare con chi ha sabotato le politiche sul clima, è responsabile del caro energia, ha ridotto gli italiani in ginocchio, ha ripreso le trivellazioni. Penso che sia un errore collaborare con chi ha creato questo disastro", scandisce l'esponente di Avs.
Se Conte e Bonelli escono allo scoperto, i mal di pancia attraversano il campo progressista. Non sono poche le lamentele a taccuini chiusi. Ma come, nel momento in cui il centrosinistra sta per affrontare la costruzione del programma comune, si lancia una iniziativa targata solo Pd e rivolta, nientemeno, alla premier?, si interrogano i parlamentari. Anche il timing scelto da Schlein lascia qualche scoria: sembra un azzardo proporre una collaborazione al governo proprio all'indomani dell'annuncio dell'abolizione del bollo auto, che l'opposizione ha etichettato come una misura spot di carattere elettorale, solo per raccogliere qualche voto. "Sembra un patto di inizio legislatura più che gli sgoccioli di questa", si osserva maliziosamente. E poi: solo una settimana fa, dal palco della festa di Avs, Bonelli aveva lanciato una proposta unitaria del 'blocco unito' sul clima, che si fa ora? Ci si rimangia tutto per approvare delle norme con la premier? Schlein, nella lunga lettera in cui dapprima spiega lo scenario della crisi climatica globale e soprattutto dell'Italia, ha lanciato un amo a Meloni, dicendosi "come Partito democratico" disponibile al dialogo su come utilizzare" "al meglio" le risorse messe in campo dall'Unione europea negli interventi in deroga per la transizione energetica, 14 miliardi di euro entro il 2028. "In questo spirito costruttivo – propone la segretaria del Pd – offriamo alla vostra attenzione la nostra proposta di un piano in cinque interventi, fondato in buona parte su misure già esistenti e pienamente attuabili, che potrebbe contribuire in modo significativo alla resilienza energetica del Paese".
E dunque i cinque punti, che sono il raddoppio delle dotazioni per il Conto termico per le pompe di calore; 3 miliardi in più per il Piano casa del governo per la riqualificazione energetica; 4 miliardi per sostenere le imprese; 3 miliardi al Fondo unico per le reti metropolitane e il trasporto rapido di massa; 2 miliardi per l'elettrificazione, oltre a "una revisione della tassazione sull'energia elettrica, oggi più elevata rispetto a quella sul gas". Per Schlein, "interventi concreti, sostenibili e coerenti con le esigenze del Paese" sui quali "avviare un confronto costruttivo". Proposte, quelle della leader dem, che Meloni legge come una medaglia al petto: "Mi ricordo quando il Partito democratico diceva che il Piano casa era fuffa, che non serviva a niente, che era vuoto… oggi si chiede di metterci più risorse. Conto Termico 3.0, ricorderete che è un provvedimento che è stato varato da questo governo: ci abbiamo messo 900 milioni l'anno. Ci si chiede di mettere più risorse, vuol dire che è uno strumento che funziona e funziona bene", dice da Oslo. E poi l'apertura: "Mi accontento per ora dell'impronta del lavoro che abbiamo fatto fin qui, ma sicuramente approfondirò e, se ci sono cose interessanti e buone, non ho problemi a portarle avanti".
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Schlein scrive a Meloni, malumori nel campo largo. Conte: “Non si può lavorare con il governo”
Elezioni in Russia, urne aperte da oggi a domenica: Putin cerca il consenso tra apatia e seggi nei territori occupati
(Adnkronos) – Elezioni in Russia, urne aperte da oggi a domenica: Putin cerca il consenso tra apatia e seggi nei territori occupati
Da oggi, venerdì 18 settembre, a domenica la Russia è chiamata alle urne. In un contesto del tutto privo di candidati indipendenti, competizione reale e osservatori neutrali in grado di verificare la regolarità del voto o dei sistemi elettronici, la consultazione con ogni probabilità trasformerà nell'ennesima conferma del potere di Vladimir Putin. La formula dei tre giorni consecutivi di voto, introdotta negli ultimi anni e ormai standardizzata dal Cremlino, viene impiegata per facilitare l'affluenza sia fisica sia tramite il sistema di voto elettronico esteso a gran parte delle regioni. Nel suo messaggio alla nazione trasmesso sulle televisioni di Stato, il presidente russo ha cercato di mobilitare un elettorato visibilmente apatico, facendo leva su un sentimento patriottico sempre più debole per legittimare le operazioni militari sul fronte ucraino. Gli esperti ipotizzano che questo appello alla coesione nazionale possa fare da apripista a un nuovo provvedimento di mobilitazione militare. Le votazioni si svolgeranno anche nei territori occupati dell'Ucraina annessi da Mosca: Donbass, Kherson e Zaporizhzhia. Sebbene le forze di opposizione all'estero e l'unico partito contrario alla guerra rimasto in patria, Yabloko, abbiano invitato i cittadini a recarsi ai seggi per invalidare le schede e segnalare il proprio dissenso, la risposta della popolazione resta gelida. Secondo le rilevazioni del centro di ricerca indipendente Levada, appena il 28% dei cittadini intendeva partecipare, mentre ben il 66% ignorava persino le date della consultazione. Tra coloro che hanno scelto di astenersi, il 41% ritiene il proprio voto del tutto irrilevante per gli esiti finale e il 24% denuncia la mancanza di garanzie democratiche. L'assenza di interesse ha contagiato gli stessi protagonisti della campagna: a Ryazan, la tv pubblica Rossiya 1 è stata costretta ad annullare per due giorni consecutivi i dibattiti elettorali poiché nessun candidato si è presentato in studio. La consultazione servirà a rinnovare i 450 seggi della Duma di Stato, metà assegnati con sistema proporzionale e metà tramite collegi uninominali, oltre ai governatori di diverse regioni e alle assemblee locali. Russia Unita parte con la certezza di blindare la maggioranza costituzionale detenuta nella legislatura uscente. Ad affiancarla sulla scheda elettorale vi sono il Partito Comunista, i Liberaldemocratici, Russia Giusta e Nuova Gente. È stata invece esclusa dal voto di lista la formazione di opposizione Yabloko, a seguito di un pronunciamento della Corte Suprema. Sui candidati uninominali si è scatenata una dura selezione amministrativa: ben 36 esponenti critici sono stati estromessi dalla competizione. Come rilevato dal portale indipendente Vyorstka, 17 candidature sono state respinte a causa di vecchie citazioni di Aleksei Navalny nei propri contenuti online, mentre altri 7 politici sono stati incriminati per aver condiviso link a piattaforme social vietate dal regime. La progressiva contrazione degli spazi di agibilità politica è un processo in atto da anni. Come osserva la politologa Ekaterina Schulmann, l'offerta elettorale si è drasticamente ridotta. Nell'ultimo decennio i partiti riconosciuti sono passati da 75 a 17 ed è stato reintrodotto l'obbligo di raccogliere 200mila firme per le sole forze non rappresentate nel parlamento uscente. E sono crollate del 20% la presentazione delle candidature dal 2022 a oggi.
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MotoGp, oggi libere e pre-qualifiche Gp Austria: orario e dove vederle
(Adnkronos) – Torna in pista la MotoGp. Dopo il weekend spettacolare vissuto a Misano, il Motomondiale si sposta in Austria per il Gp di Spielberg, in programma da oggi, venerdì 18 settembre, a domenica 20 settembre. Si comincia con le prime prove libere in mattinata, per continuare con le pre-qualifiche del primo pomeriggio. Si riparte dal trionfo di Marc Marquez nel Gran Premio di San Marino. Ecco orari, programma di giornata e dove vedere tutti gli appuntamenti odierni in tv e streaming. Ecco gli appuntamenti di oggi, venerdì 18 settembre, del Gp d'Austria: Ore 10.40: MotoGp – Prove Libere 1 Ore 14.55: MotoGp – Pre-Qualifiche Le prime prove libere e le pre-qualifiche del Gp d'Austria saranno visibili in diretta sui canali Sky Sport e in streaming su Sky Go e Now.
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Tessere carburante agevolate, svelato sistema di frode ai danni della Regione Fvg
UDINE (ITALPRESS) – Oltre un milione di litri di carburante erogati illecitamente e rimborsi indebiti ai danni delle casse della Regione Friuli Venezia Giulia per un valore superiore a 240.000 euro. E’ il bilancio di una vasta indagine condotta dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Udine, in sinergia con la Regione F.V.G. e la Camera di Commercio di Udine e Pordenone, per contrastare l’uso irregolare delle tessere per le agevolazioni sui carburanti (previste dalla Legge Regionale n. 14 del 2010).
L’attività investigativa ha svelato un articolato sistema di condotte illecite che vedeva coinvolti sia i gestori degli impianti sia i privati cittadini. Quattro gestori di stazioni di servizio sono stati denunciati per aver simulato erogazioni fittizie, effettuato doppi passaggi delle tessere all’insaputa dei titolari o annullato operazioni reali per ricaricarle con quantitativi maggiorati, al solo scopo di richiedere i rimborsi alla Regione.
Parallelamente, i controlli hanno fatto emergere le irregolarità di numerosi automobilisti: 25 titolari di tessere agevolate sono stati sanzionati amministrativamente per aver effettuato 1.665 rifornimenti illegittimi (pari a circa 13.000 litri) utilizzando le agevolazioni per veicoli non più in loro possesso a seguito di vendita, radiazione o esportazione all’estero.
L’operazione, sviluppata attraverso l’incrocio delle banche dati, ha posto le basi per rafforzare i sistemi di prevenzione e controllo, anche in vista dell’introduzione del nuovo sistema di validazione tramite QR-Code adottato dalla Regione Friuli Venezia Giulia.
– Foto: Ufficio stampa Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).
Scoperto un laboratorio di armi in 3d, arrestato 27enne nel catanese
CATANIA (ITALPRESS) – Un laboratorio per la produzione di “armi fantasma” realizzate con stampanti 3D e un ingente quantitativo di droghe, anche sintetiche: è quanto scoperto dalla Polizia di Stato a San Giovanni La Punta, nel Catanese, nell’ambito di un’operazione condotta dagli agenti della Squadra Mobile che ha portato all’arresto di un 27enne.
Nel garage in uso al giovane, i poliziotti hanno sequestrato una stampante 3D professionale a resina, file per la modellazione tridimensionale di armi e diverse componenti in plastica prive di matricola e non tracciabili, in grado di sparare se riassemblate con elementi meccanici. Nel locale è stata trovata anche una pistola lanciarazzi calibro 22 con 42 cartucce a salve.
In casa e nel giardino del 27enne le forze dell’ordine, con l’aiuto delle unità cinofile, hanno poi rinvenuto una cassetta metallica con vari tipi di stupefacente: 163 grammi di ketamina, circa 100 grammi di hashish, cristalli di MDMA e della rara droga sintetica “jungle spice”, oltre a marijuana, bilancini di precisione e un’agendina con nomi di clienti e incassi. Sequestrata anche la somma di 5.630 euro in contanti.
L’uomo è stato trasferito in carcere su disposizione dell’Autorità Giudiziaria con le accuse di detenzione illegale di armi e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
– Foto: da video Polizia di Stato –
(ITALPRESS).
Usa-Italia, Fertitta “Trump e Meloni torneranno a parlarsi”
ROMA (ITALPRESS) – “La collaborazione militare, culturale, economica e politica tra Stati Uniti e Italia non è cambiata. Solo perchè due persone al vertice hanno avuto una piccola discussione, il resto della piramide non si ferma. Non ha perso un colpo. E poi nonostante il presidente e Meloni abbiano avuto qualche parola di troppo, Trump continua a vedere nell’Italia un leader globale. Dal quale però si aspettava di più”. Sono le parole dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Tilman Fertitta in una intervista a La Repubblica.
“Sull’Iran voleva di più – spiega Fertitta – A mio modo di vedere sull’uso delle basi militari l’Italia ha rispettato la propria parte dell’accordo con gli Stati Uniti, ma non significa che non potesse fare di più e in effetti il presidente voleva di più. Trump ha molte cose di cui occuparsi e non ha tempo di guardare le clausola scritte in piccolo in ogni singolo accordo. Semplicemente si aspettava di più. Quando ha grandi aspettative e le cose non vengono fatte come gli piacciono, attacca. E’ successo anche con Gran Bretagna e Francia. Non attacca i Paesi piccoli, attacca i Paesi a cui tiene, quelli grandi, con una forte leadership”.
“Conosco il presidente Trump e posso dire che non si sveglia ogni giorno dicendo: ‘Non mi piace Giorgia Melonì – continua l’ambasciatore – Il presidente ha molto rispetto per lei, non a caso è stata tra i pochi leader invitati a cena a Mar-a-Lago dopo le elezioni e poi all’insediamento. Hanno un rapporto molto buono: non ingigantiamo quanto accaduto, si incontreranno da qualche parte e vedrete che andrà tutto bene”.
Alla domanda se ha incontrato e sta seguendo Roberto Vannacci dice: “Io sono l’ambasciatore degli Stati Uniti e in questo momento lavoro con il governo Meloni. Se in futuro dovrò avere a che fare con un altro governo, farò del mio meglio per assicurarmi che tra i nostri paesi tutto funzioni al meglio”.
Sul rischio di interferenze russe nelle elezioni in Italia. “Sì, il governo italiano è favorevole all’Ucraina e dunque è certo che i russi vorrebbero interferire sul voto, ma gli italiani sono intelligenti e non si lasceranno influenzare, Se la Russia può attaccare la Nato? Putin sta già mettendo alla prova la Nato ma se farà qualcosa di veramente aggressivo, un attacco, sentirà tutta la forza dell’Alleanza: gli Stati Uniti e tutti i loro partner risponderanno insieme”.
Gli Usa auspicano un ruolo dei Carabinieri nell’addestramento delle future forze di sicurezza a Gaza. “Al cento per cento sì. I Carabinieri sono probabilmente la miglior forza di peacekeeping e di polizia militare del mondo, L’America e l’Italia hanno a cuore la pace, per questo vogliono fare del bene e vedono la necessità di aiutare a Gaza”.
– Foto: Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Meteo, l’estate è ormai agli sgoccioli: tutta l’Italia in verde fino a sabato, ma attenzione ai temporali
(Adnkronos) – L'estate è agli sgoccioli e l'afa si è spenta. L'ultimo aggiornamento del bollettino del ministero della Salute mostra una situazione stabile, con tutta l'Italia bollino verde fino a sabato 19 settembre. Anche se le previsioni meteorologiche prospettano una fine del mese con temperature miti, l'emergenza ondate di calore sembra essersi ormai chiusa. Per questo tutte e 27 le città monitorate dal Ministero della Salute sono classificate con rischio zero per la salute. Sembrano ormai archiaviati i giorni in cui erano tutte in rosso e in arancione. Secondo le previsioni de IlMeteo.it, oggi, venerdì 18 settembre, anche se le temperature si manterranno miti, il tempo sarà instabile al Centro, al Nordovest, sulle Alpi e su parte del Sud. Domani ci saranno ancora piogge e isolati temporali al Centro-Sud e sulle Isole Maggiori, ma già da domenica 21 settembre rimonta l'alta pressione al Nord con più sole. Inizio di settimana, lunedì, con qualche pioggia in Sicilia e Sardegna, ma sole altrove. Nel corso della prossima settimana, infatti, è atteso un rinforzo dell'alta pressione che avrà degli effetti sul tempo previsto sul bacino del Mediterraneo e dunque anche sull'Italia. Il tempo risulterà stabile e soleggiato, ma qualche pioggia potrebbe registrarsi su parte del Centro-Sud nella giornata di Martedì 22 Settembre, a causa di alcune infiltrazioni fresche in quota che sconfineranno sul lato orientale del nucleo anticiclonico.
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Bollo auto, occhio al campo P.2 su carta circolazione: il primo elenco dei modelli esentati
(Adnkronos) –
Stop al pagamento del bollo auto nel 2027 per milioni di veicoli. Ma chi sarà esentato? A fare luce sugli effetti della misura l'analisi di Altroconsumo che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare. Il provvedimento, approvato dall'ultimo Consiglio dei ministri, sospende il pagamento del bollo per i versamenti con scadenza ordinaria compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Non si tratta, quindi, di un’abolizione definitiva: salvo proroghe o nuove norme, dal 2028 la tassa tornerà a essere dovuta secondo le regole ordinarie. L’esenzione riguarda le persone fisiche e può essere applicata a un solo veicolo assicurato per contribuente. Per le automobili il limite è fissato a una potenza non superiore a 80 kW, corrispondenti a circa 109 CV. Sono comprese le auto alimentate a benzina o gasolio, anche se dotate di un sistema ibrido. L’esenzione non si applica indistintamente a tutte le auto: per rientrare nel beneficio il veicolo deve essere alimentato a benzina o gasolio, anche in combinazione con un motore elettrico, avere una potenza fino a 80 kW ed essere regolarmente assicurato. Il dato da controllare sulla carta di circolazione è quello riportato nel campo P.2. Ogni contribuente può ottenere il beneficio per un solo mezzo. Se possiede più automobili ammesse, la bozza attribuisce l’esenzione a quella con la potenza più bassa; quando la potenza è identica, viene scelta la vettura per la quale sarebbe dovuto il bollo meno costoso. Non è dunque il proprietario a poter destinare liberamente lo sconto al veicolo più conveniente. Sono compresi anche motocicli e ciclomotori a benzina o gasolio, ma soltanto se lo stesso contribuente non beneficia già dell’esenzione per un’automobile. Anche per le due ruote il vantaggio è limitato a un unico mezzo. Le auto completamente elettriche non rientrano in questa specifica misura. Va però precisato che non sono tutte esenti dal bollo senza limiti di tempo: a livello nazionale l’esenzione dura generalmente cinque anni dalla prima immatricolazione e successivamente si paga una tassa ridotta, mentre alcune Regioni prevedono condizioni più favorevoli. Anche per le ibride esistono già agevolazioni regionali diverse per durata e importo. Prima di valutare il vantaggio effettivo occorre quindi controllare la disciplina applicata nella propria Regione. La soglia degli 80 kW comprende molte citycar e utilitarie, ma conta sempre la potenza della specifica versione riportata sul libretto. Lo stesso modello può infatti essere venduto con motori diversi, alcuni ammessi e altri esclusi. L’elenco che trovi in tabella ha solo valore esemplificativo e non basta il nome commerciale per stabilire il diritto all’esenzione. Anno di produzione, motore e allestimento possono modificare la potenza: la verifica decisiva va effettuata sulla carta di circolazione. Si tratta di stime indicative, non dell’importo garantito a tutti i proprietari. La tariffa di 2,58 euro per kW è quella base, ma il bollo è regionale e alcune amministrazioni applicano importi differenti, riduzioni o agevolazioni particolari. Anche la classe ambientale incide sul calcolo: per le auto Euro 0, Euro 1, Euro 2 ed Euro 3 la tariffa unitaria è più elevata. Per conoscere il risparmio effettivo bisogna verificare quanto sarebbe dovuto nella propria Regione per il 2027, eventualmente usando il servizio di calcolo del bollo ACI. L'esenzione dovrebbe essere riconosciuta automaticamente sulla base dei dati presenti negli archivi dei veicoli e delle amministrazioni regionali. Al momento non è prevista una domanda specifica da presentare, ma le procedure operative potranno essere confermate soltanto dopo la pubblicazione del decreto e delle eventuali istruzioni attuative. Prima della normale scadenza del bollo sarà prudente controllare la propria posizione attraverso il portale della Regione o i servizi ACI. Non bisogna limitarsi a sospendere il pagamento sulla base della potenza dichiarata dal costruttore: occorre verificare che il veicolo risulti effettivamente esente negli archivi. Secondo il provvedimento, può beneficiare della misura un solo veicolo per ciascuna persona fisica che possiede i requisiti. L'esenzione infatti è alla persona intestataria, questo significa che se ad esempio in una famiglia ci sono tre auto con 3 intestatari differenti, di fatto nessuno sarebbe tenuto a pagare il bollo nel 2027. Ma quali sono i modelli per cui vale lo stop del pagamento del bollo? A stilare un primo elenco è Motor1.com ricordando che il limite si applica alla singola motorizzazione, non all'intero modello, quindi per ogni auto multi-potenza indichiamo la versione base che rientra. Utilitarie e city car (versioni base quasi sempre sotto gli 80 kW): Fiat Panda/Pandina – mild hybrid 1.0 da ~70 CV (51-52 kW); Fiat Grande Panda – benzina 1.2 da 100-101 CV (~74 kW); la mild hybrid da 110 CV (~81 kW) è al limite; Fiat 500 – versioni termiche e mild hybrid, quasi tutte sotto gli 80 kW; Fiat 500e (elettrica) – versione da 70 kW, ma le elettriche pure seguono comunque regole diverse (non alimentate a benzina/gasolio, quindi fuori da questa specifica esenzione); Lancia Ypsilon – ibrida 1.2 intorno ai 51 kW; versione Ibrida 110 CV con motore da 74 kW; Dacia Sandero / Stepway – versioni SCe 65 (~48 kW), TCe 67 (67 kW nel dato citato), TCe 90 (~66 kW), TCe 100/ECO-G 100 (~74 kW); Renault Clio – SCe 65 (49 kW); Citroën C3 – PureTech 83 (83 CV), PureTech 100 (~74 kW), Hybrid 110 (potenza termica base ~74 kW, sistema combinato al limite); Peugeot 208 – PureTech 75 (~55 kW) e PureTech 100 (~74 kW); Opel Corsa – versione entry-level, tipicamente sotto gli 80 kW; Volkswagen Polo – 1.0 base sotto gli 80 kW. E ancora: Skoda Fabia – versioni da 80 CV e 95 CV, entrambe sotto la soglia; Seat Ibiza – versione d'ingresso sotto gli 80 kW; Hyundai i20 – versione d'ingresso sotto gli 80 kW; Hyundai i10 – tipicamente sotto gli 80 kW; Kia Picanto – tipicamente sotto gli 80 kW; Toyota Aygo X – 1.0 da 72 CV (53 kW); Toyota Yaris – le full hybrid da 116 CV (~85 kW sistema) sono al limite o leggermente sopra; alcune versioni precedenti però rientrano nei limiti; Suzuki Swift – Hybrid nelle motorizzazioni sotto gli 80 kW; Crossover/SUV compatti (solo versioni d'ingresso); Jeep Avenger – 1.2 Turbo benzina, esattamente 74 kW; Honda HR-V – e:HEV nelle versioni con potenza omologata entro gli 80 kW; Nissan Juke – Full Hybrid nelle versioni che rientrano nella soglia; Lexus LBX – Hybrid nelle versioni con potenza omologata entro gli 80 kW.
Per le moto, invece, il provvedimento prevede l'esenzione per i motocicli indipendentemente dalla cilindrata. Le suto 100% elettriche sono escluse a prescindere dalla potenza, perché non alimentate a benzina/gasolio (regime bollo separato). Sono 24.608.867 le persone in Italia che risultano possedere almeno un veicolo con potenza entro gli 80 kW e che rientrano quindi nella platea potenzialmente interessata dall’esenzione dal pagamento del bollo auto e moto prevista dalla misura approvata ieri dal Consiglio dei ministri. Il dato è stato elaborato dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, attraverso le Motorizzazioni e il dipartimento Trasporti, sulla base del parco veicolare nazionale e del numero di persone fisiche che possiedono almeno un veicolo, consentendo di quantificare per la prima volta la portata potenziale del provvedimento. Complessivamente, in Italia circolano oltre 59 milioni tra autoveicoli e motoveicoli, di cui oltre 34 milioni con potenza entro gli 80 kW. Per il 2027 il provvedimento prevede l’esenzione dal bollo sul primo veicolo, senza limiti legati all’Isee. L’obiettivo del Governo è rendere strutturale la misura con la prossima legge di Bilancio, ricorda la nota del Mit, che sottolinea "grande soddisfazione da parte del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, che ha fortemente sostenuto il provvedimento. L’obiettivo indicato dal ministro è proseguire nel percorso avviato, lavorando per ampliare ulteriormente in futuro la platea interessata".
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Addio bollo e tripletta flat tax, il ‘cantiere’ Manovra tra voto e risorse
(Adnkronos) – Dall'addio al bollo auto alla flat tax. La campagna elettorale alle porte e la coperta sempre troppo corta delle risorse, plasmano la manovra, tra misure annunciate e ipotesi allo studio. Il tutto però nel pieno equilibrio dei conti. Ogni intervento sarà infatti condizionato a coperture chiare e certe che non pesino sul calo del disavanzo, tanto più adesso che l'Italia, grazie alla prudenza sui conti del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, è considerata fiore all'occhiello dei mercati obbligazionari. La linea è puntare su scelte mirate ma efficaci per sostenere consumi, salari e assicurare l'equilibrio dei conti in una fase di crescente incertezza globale per la guerra in Iran e la perdurante spada di Damocle dei rialzi energetici, tra ribassi della crescita e incrementi dell'inflazione. Il tutto mentre il trend di stretta monetaria della Bce impone ancora più rigore su un debito pubblico da oltre 3.200 miliardi (luglio, Bankitalia), in un momento in cui il governo, seppur ampiamente promosso dai mercati, si trova a dover pagare maggiori oneri per il rifinanziamento, circa 400 miliardi nel 2027.
BOLLO AUTO ADDIO – Il governo cancella in bollo auto per il 2027 (costo 2,3 miliardi da recuperare dai fondi non spesi del Pnrr). La misura interessa auto e moto con potenza inferiore a 80 kw, praticamente 13,2 milioni di vetture e 1,1 milione di motocicli. Finanziata al momento solo per un anno, in manovra si renderebbe strutturale la misura. Il governo esclude che si tratti di una misura in chiave elettorale, sottolineando la volontà – ribadita a più riprese – di abbandonare le misure dal respiro corto e costi ingenti come i tagli delle accise, a ogni modo si sopprime un balzello altamente impopolare nell'anno del voto. Ieri è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto, che prevede un nuovo sconto sulle accise del gasolio e lo stop per il 2027 al bollo auto per le autovetture fino a 80 Kw e per i motocicli. Il provvedimento entrerà in vigore da oggi.
FLAT TAX GIOVANI – Due ipotesi allo studio per l'occupazione degli under 35: il ministro dell'Economia Giorgetti ha ipotizzato una tassa piatta sugli aumenti contrattuali dei giovani, con il coinvolgimento delle imprese. Un'altra proposta avanzata dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon prevede invece una flat tax al 5% per 5 anni sulle assunzioni degli under 35.
LAVORO, DA PREMI A COMPETENZE – La manovra dovrebbe riconfermare il Pacchetto Lavoro proposto dal ministro Marina Calderone, magari rendendo più selettive alcune misure: tra queste, le decontribuzioni per le assunzioni stabili di giovani e donne, nella Zes e per stabilizzare i precari; la detassazione al 5% sui rinnovi contrattuali, notturno e straordinari; l'imposta ridotta all'1% per i contratti di produttività. Ma anche un rifinanziamento del Fondo nuove competenze, che farebbe salire la dote oltre i 2 miliardi.
SALVADANAIO NEONATI E BONUS MAMME – Tra gli altri progetti in cantiere, risorse permettendo, il salvadanaio previdenziale per i neonati; un rafforzamento dell'attuale bonus da 60 euro al mese per le mamme lavoratrici con due figli e un reddito entro i 40mila euro annui.
DETASSAZIONE 13ESIMA – Sul tavolo anche il progetto, gradito ai sindacati, del deputato FdI Marco Osnato (FdI) di un taglio al 15% o al 10% della tassazione sulle tredicesime per i redditi fino a 15mila euro, con un risparmio netto in busta paga tra 200 e 500 euro, a seconda del reddito.
FLAT TAX PARTITE IVA – La Lega propone di estendere la flat tax al 15% per le partite Iva dal tetto massimo di ricavi attuale di 85mila euro a 100mila euro. Serve però il via libera Ue.
IMPRESE, IPER AMMORTAMENTO E ZES – Tra le misure per le imprese, l'iperammortamento per gli investimenti tecnologici delle imprese, con particolare focus sull'integrazione dell'Intelligenza Artificiale. Si ragiona a un pacchetto di incentivi dedicato alla robotica avanzata. Sul fronte Zes si punta ad estenderne per lo meno il regime di semplificazione (più difficile quello di incentivi) a tutto il territorio nazionale.
STOP FURBETTI, REVISIONE BONUS – In chiave anti-furbetti, il vice premier Matteo Salvini sollecita una revisione delle regole dell'Isee per evitare che i bonus statali vadano sempre agli stessi beneficiari.
ECOBONUS & CO. – Con l'uso della flessibilità Ue per l'efficienza energetica, il governo valuta l'ipotesi di un conto termico per l’edilizia popolare; la conferma del bonus edilizio al 50% per la prima casa e al 36% per la seconda; se la ristrutturazione prevede anche una rigenerazione energetica la parte in detrazione potrebbe salire fino al 65%.
CEDOLARE SECCA NEGOZI – Il governo progetta una cedolare secca selettiva per certe categorie di negozi, risorse permettendo.
CETO MEDIO – Misura chiave, che il governo non è riuscito a portare a casa lo scorso anno e ci riprova per il 2027, è l'estensione dell’aliquota Irpef al 33% ai redditi fino a 60 mila euro, dall’attuale soglia di 50 mila euro. La sforbiciata di dieci punti (l'attuale aliquota per quella fascia di reddito è al 43%) riguarderebbe circa un milione di contribuenti. Costo circa 3 miliardi. (di Luana Cimino)
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Ucraina, Zelensky: “Colpiremo Russia al cuore”. Kim aiuta Putin: 30mila soldati dalla Nordcorea
(Adnkronos) – L'Ucraina ''sta preparando nuove operazioni a lungo raggio'' contro la Russia. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su 'X', spiegando di aver ricevuto rapporto dal comandante in capo delle Forze Armate ucraine, Mykhailo Drapatyi. ''I test degli intercettori contro i caccia Shahed a reazione hanno prodotto un altro risultato positivo: l'abbattimento di un aereo nemico'', ha spiegato Zelensky annunciando che ''intensificheremo queste operazioni'' e spiegando che ''stiamo trovando risposte alle minacce russe e creando i nostri mezzi ucraini per esercitare pressione sul nemico''. "La Corea del Nord ha inviato in Russia tra i 30mila e i 50mila soldati. La Russia ha permesso loro di acquisire esperienza di guerra reale e di addestrarsi. Non in un simulatore digitale, ma nella vita reale". A sottolinearlo, evidenziando un "grosso problema, ancora di più per la sicurezza del Pacifico", è stato Zelensky, che ha postato su X alcuni estratti di un'intervista all'emittente giapponese Nhk. "Per la Corea del Nord – ha proseguito – non è stato costoso. Avrebbero potuto farlo solo qui: schierarsi, imparare e tornare indietro. Senza subire perdite significative, se non quando hanno deciso di combatterci direttamente durante l’operazione Kursk. Così hanno poi deciso di non addentrarsi nel territorio ucraino per evitare perdite ingenti. Ma imparano, lavorano con i droni e gli operatori di droni, si addestrano con loro". Secondo il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov "i Paesi occidentali si stanno attivamente preparando a una guerra contro Mosca, diffondendo il mito di una presunta minaccia russa". "Oggi, le élite al potere nella maggior parte dei paesi occidentali cercano di diffondere il mito di una minaccia proveniente dalla Russia, mentre si preparano attivamente a una guerra contro di noi. Ci accusano anche di minare i valori europei, ma noi sappiamo bene quali siano questi valori", ha affermato il ministro. Lavrov ha sottolineato che i cosiddetti "valori europei" significano una sola cosa: "L'Europa è ancora una volta pronta a sostenere il nazismo". "Si tratta di coloro che condividono queste idee naziste e le mettono effettivamente in pratica nei loro paesi, mettendo al bando una lingua, una cultura e un'istruzione" conclude.
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