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Andreoni: “Italia in sofferenza, investimenti troppo bassi rispetto all’Europa”

(Adnkronos) – “La ricerca italiana è in grande sofferenza. Gli investimenti sono troppo scarsi anche rispetto agli altri Paesi europei: in Italia si destina alla ricerca solo l’1,37% del Pil, contro una media europea del 2,1%. In questo scenario, bandi come quelli di Gilead rappresentano un esempio importante di collaborazione tra ricerca pubblica indipendente e privata, una sinergia che può contribuire a mantenere l’Italia ai vertici della ricerca internazionale”. Lo ha detto Massimo Andreoni, professore emerito di Malattie infettive all’università Tor Vergata di Roma, membro del Consiglio superiore di sanità e presidente della Commissione giudicatrice Fellowship Program, intervenendo all’incontro ‘Generare innovazione. Creare salute’, a Roma, durante il quale sono stati annunciati i progetti vincitori della 15esima edizione dei Bandi Gilead. 

“Avendo avuto la possibilità di partecipare come commissario a diversi bandi Gilead negli ultimi anni, ho potuto constatare l’altissimo livello delle proposte di ricerca presentate dai ricercatori italiani. Il bando è diventato un appuntamento atteso e un punto di riferimento per la ricerca nel nostro Paese” ha aggiunto Andreoni, sottolineando come la “carenza di finanziamenti rischi di compromettere la capacità dell’Italia di mantenere il proprio ruolo scientifico in ambiti come infettivologia, oncologia ed ematologia”. Un problema che riguarda soprattutto le nuove generazioni. “La mancanza di fondi rende l’Italia sempre meno attrattiva per i giovani ricercatori, che spesso sono costretti ad andare all’estero per poter svolgere le proprie attività. È un trend che deve essere interrotto. I ricercatori italiani si sono sempre dimostrati all’altezza dei massimi livelli della ricerca internazionale, ma hanno bisogno di strumenti, risorse e strutture adeguate per esprimere le proprie capacità”. 

Per Andreoni, occorre quindi “ripensare le strategie nazionali di finanziamento” e rafforzare il sistema della ricerca. “Bisogna ottenere fondi finalizzati alla ricerca e ristrutturare le sedi in cui si svolge l’attività scientifica, così da dare ai giovani la possibilità di esprimere il proprio talento e rendere nuovamente l’Italia un Paese ai vertici della ricerca internazionale” ha aggiunto. Fondamentale anche il rapporto tra pubblico e privato. “Dobbiamo cambiare mentalità e considerare la collaborazione tra ricerca pubblica e privata un valore aggiunto. Lo Stato e le istituzioni dovrebbero favorire la ricerca delle aziende farmaceutiche e fare in modo che si integri sempre di più con quella accademica. Le potenzialità sono altissime, ma non bastano: per raggiungere risultati servono gli strumenti per fare ricerca”, ha concluso. 

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cronaca

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Milan, Chukwueze si è operato: tre mesi di stop

(Adnkronos) –
Lungo stop per Samuel Chukwueze. Oggi, mercoledì 4 novembre, l’esterno nigeriano si è sottoposto a un intervento chirurgico dopo l’infortunio all’anca accusato contro l’Atalanta, come comunicato dal Milan: “AC Milan comunica che Samuel Chukwueze è stato sottoposto a un intervento chirurgico a Londra per risolvere la rottura del tendine del muscolo tensore della fascia lata dell’anca sinistra”, ha scritto il club rossonero sul proprio sito ufficiale. 

“L’intervento, eseguito dal Prof. Ernest Schilders alla presenza del Dottor Stefano Mazzoni, è perfettamente riuscito. Il calciatore farà rientro in Italia già nella giornata di oggi, dove inizierà il percorso riabilitativo”. 

 

Tempi lunghi per rivedere Chukwueze in campo. L’esterno sarà fuori per almeno tre mesi, con Amorim che lo rivedrà in gruppo il prossimo febbraio. Il giocatore rossonero non rientrerà quindi prima dell’inizio del girone di ritorno, con il tecnico portoghese che spera di poterlo convocare per la sfida contro il Bologna, in programma il 6 febbraio, oppure per il derby contro l’Inter del 13. 

 

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sport

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Franco (Simg): “Infezione da Rsv sottostimata, vaccinazione fondamentale”

(Adnkronos) – “L’infezione da virus respiratorio sinciziale (Rsv) è sicuramente sottostimata. È necessaria una campagna di sensibilizzazione verso la popolazione, ma anche una campagna di informazione e formazione nei confronti dei medici di famiglia. Il vantaggio della medicina generale è la trasversalità e la longitudinalità del rapporto con i cittadini: il medico di famiglia vede le persone per vari motivi, le incontra ripetutamente durante l’anno e ha quindi modo di informare i propri assistiti su quale possa essere l’impatto dell’infezione e quale possa essere la protezione offerta dalla vaccinazione”. Lo ha detto Massimiliano Franco, medico di medicina generale e segretario Simg (Società italiana dei medici di medicina generale e delle cure primarie) Lombardia, all’incontro organizzato da Gsk a Milano nell’ambito della Settimana internazionale di sensibilizzazione sull’Rsv che si conclude l’8 novembre.  

Franco specifica che si tratta di “un virus che comporta complicanze molto serie per i pazienti affetti da molteplici patologie croniche e per i soggetti fragili. Di conseguenza, sensibilizzare la popolazione e informarla su quanto si proteggerebbe da eventuali complicanze attraverso la vaccinazione è un passaggio fondamentale. Si tratta di un ruolo proprio della medicina generale che, in questo senso, deve essere attiva nell’informare il cittadino nel momento stesso in cui incontra un paziente che può avvantaggiarsi della vaccinazione”, conclude. 

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cronaca

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Volo Air Serbia diretto a Mosca vira sulla Lituania e torna a Belgrado: a bordo esponenti filo Russia del campo di Vucic

(Adnkronos) – Un volo Air Serbia decollato da Belgrado e diretto a Mosca ha virato all’altezza della Lituania per tornare in Serbia. Tra i passeggeri, c’erano esponenti del campo di Aleksandar Vucic sconfitto alle elezioni, fra cui Aleksandar Vulin, ex direttore dell’Agenzia per la sicurezza e l’informazione e vice Premier nel governo uscente, Nenad Popovic, ex ministro e proprietario della holding russa Abs Electro, fondatore del Partito popolare serbo e tycoon, anche lui sanzionato dagli Usa, e l’amministratore delegato di Srbijagas e console onorario russo a Novi Sad, Dusan Bajatovic, come scrive il sito di notizie indipendente Vazhni Istorii.  

L’aereo di linea avrebbe dovuto atterrare all’aeroporto Sheremetevo di Mosca alle 18.48 (ora locale) di ieri. Ma è stato bloccato, pare delle autorità serbe, come confermano i dati di Flight radar. La compagnia aerea ha in seguito spiegato il cambio di rotta, precisando che uno dei passeggeri dell’aereo doveva essere sottoposto a ulteriori accertamenti da parte dei servizi di sicurezza.  

Vulin si sarebbe imbarcato evitando i controlli, accompagnato direttamente sull’aereo in partenza dall’aeroporto Nikolai Tesla di Belgrado. Ma quando il responsabile della sicurezza dell’aeroporto di Belgrado si è accordo della violazione dalle telecamere di sorveglianza ha ordinato il rientro dell’aereo, secondo Nova.rs. In una intervista televisiva, Vulin ha spiegato che stava recandosi a Mosca per estendere l’accordo per la fornitura di gas. 

Era stato ministro della Difesa in Serbia dal 2018 al 2020, poi ministro degli Interni fino all’ottobre del 2022, a capo del controspionaggio fino al novembre del 2023. In seguito, vice Premier. E’ stato insignito della medaglia Rostec e l’Ordine dell’Amicizia in Russia. Ha lavorato a stretto contatto con l’ex direttore dell’Fsb Nikolai Patrushev, a cui aveva consegnato personalmente, nel 2021, le registrazioni di un seminario dell’opposizione russa a Belgrado organizzato da esponenti dell’opposizione come Andrei Pirovarov e Vladimir Kara-Murza.  

Vulin e Patrushev avevano anche creato un gruppo congiunto russo-serbo “per combattere le rivoluzioni colorate”. I servizi segreti russi e serbi avevano pianificato di organizzare congiuntamente la sorveglianza di attivisti, giornalisti e difensori dei diritti umani per reprimere le proteste.Vulin aveva ammesso apertamente che i servizi segreti russi lo avevano aiutato a reprimere le proteste degli studenti iniziate nel 2024. Le autorità serbe hanno rilasciato decine di passaporti a funzionari russi ed esponenti di spicco dell’industria della difesa.  

Popovic ha accumulato la sua fortuna, in parte, grazie alle sue attività in Russia. La sua holding russa Abs Electro, comprende aziende operanti nei settori dell’energia elettrica, nucleare e termica, petrolifera e del gas, della cantieristica navale e industriale. 

 

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internazionale/esteri

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Rissa con gli avversari e sfottò ai tifosi: Owono prima della morte di De Miguel

(Adnkronos) – Emergono nuovi dettagli choc dopo la morte di Jesus De Miguel. L’attaccante del Tenerife è morto nella giornata di ieri dopo un violentissimo scontro di gioco con il portiere dell’Andorra Jesus Owono, durante un match della seconda divisione spagnola. Video diventati rapidamente virali su X, mostrano infatti atteggiamenti anti sportivi e un crescente nervosismo da parte dell’estremo difensore equatoguineano, tanto che alcuni utenti sono arrivati ad accusarlo di volontarietà. 

Le immagini postate sui social risalgono ad alcuni minuti prima dell’intervento di Owono su De Miguel e mostrano il portiere in palese stato di nervosismo e trance agonistica. L’estremo difensore, una volta che Andorra era riuscita a raggiungere il 2-2 dopo essere andata in svantaggio per 2-0, ha esultato con rabbia sotto i tifosi avversario, provocando la reazione furiosa degli spalti e poi era andato fino all’area del Tenerife per litigare apertamente con il loro portiere. 

Atteggiamenti provocatori e che denotano una certa aggressività da parte del giocatore, che dopo la tragedia è finito al centro di una vera e propria shitstorm social che lo ha costretto a chiudere i propri profili. 

 

La tragedia si è consumata intorno al minuto 99 del lunghissimo recupero concesso dall’arbitro del match. De Miguel, lanciato in contropiede, era stato travolto dall’intervento di Owono, uscito fino alla linea del centrocampo e intervenuto in maniera scomposta con il ginocchio che ha colpito il torace dell’avversario. Il portiere era stato espulso immediatamente e stava lasciando il campo quando si è reso conto della gravità della situazione: gli altri giocatori hanno sollecitato l’intervento dei soccorsi e De Miguel è stato trasportato all’Ospedale Universitario Nuestra Senora de Candelaria. L’attaccante è stato ricoverato in terapia intensiva, dove è poi deceduto. 

 

Come riportato dal Daily Mail, il portiere sarebbe stato inoltre bersaglio di cori che lo definivano “assassino”, rimanendo “molto turbato” per il coinvolgimento nell’incidente e per le polemiche successive. Dopo l’intervento di Owono, De Miguel è stato soccorso per oltre cinque minuti, tra i compagni in lacrime per la gravità della situazione. 

Radio Cope ha poi spiegato che il portiere – che ha chiuso i suoi account sui social – si scuserà con la famiglia di De Miguel nel momento giusto. 

 

La polizia spagnola ha avviato un’indagine, che potrebbe portare anche ad accuse penali per Owono. Sul fronte sportivo, il portiere potrebbe andare incontro a una squalifica pesante, compresa tra le otto e le dodici giornate. Molto meno scontato, invece, un eventuale procedimento giudiziario. L’inchiesta, che prende in considerazione l’ipotesi di omicidio colposo, è sotto supervisione giudiziaria, ma non è detto che si arrivi a un’imputazione. 

 

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sport

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Sostenibilità, Capogna (Pin Bike): “Sistema incentivi per usare bici in città”

(Adnkronos) – “Pin Bike è un progetto nato circa 10 anni fa. Quest’anno siamo molto contenti di essere partner e di supportare l’Urban Award. Quattro amministrazioni comunali hanno vinto negli anni passati per misure collegate alla tecnologia Pin Bike: Pescara, Bari, Firenze e Lecce. Pin Bike è un sistema che, tramite la gamification e la tecnologia, cerca di dare un motivo ulteriore ai cittadini per cambiare mobilità sostenibile. E’ un sistema di gamification e di incentivazione”. A dirlo Nico Capogna, ceo di Pin Bike, in occasione della presentazione della decima edizione del premio Urban Award dedicato ai Comuni che migliorano la mobilità e la qualità della vita urbana. 

“I Comuni che attivano il progetto insieme a noi – spiega – rilasciano incentivi a chi utilizza la bicicletta di proprietà nelle tratte casa scuola e casa lavoro. Gli incentivi vengono poi erogati sotto forma di voucher, per poi essere spesi nei negozi della città. In genere gli incentivi cambiano da progetto a progetto. In questi anni abbiamo introdotto il nostro sistema in più di 60 amministrazioni comunali in tutta Europa. Il comune più lontano è Stoccolma e i cittadini ricevono un incentivo fra i 25, i 30, i 40 centesimi a chilometro”.  

“La cosa interessante è la ‘culturalizzazione della mobilità sostenibile’. Abbiamo bisogno di portare le persone fuori dalle auto e fargli provare quel mezzo magari lasciato impolverato in garage; questo perché la bicicletta è molto comoda per l’uso urbano, per le tratte casa scuola e casa lavoro”, conclude.  

 

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economia

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Gilead premia 62 progetti con oltre 1,2 milioni di euro

(Adnkronos) – Sono 62 i progetti premiati alla 15esima edizione dei Bandi Gilead che nei prossimi dodici mesi – grazie a un sostegno di oltre 1,2 milioni di euro – contribuiranno a migliorare conoscenze scientifiche, prevenzione, diagnosi e assistenza nelle aree delle malattie infettive, epatiche, oncologiche e oncoematologiche. I progetti vincitori, annunciati oggi a Roma durante l’incontro ‘Generare Innovazione. Creare Salute’ – informa una nota – comprendono 29 iniziative in ambito medico-scientifico sostenute dal Fellowship Program e 33 promosse da Associazioni di pazienti ed Enti del Terzo settore attraverso il Community Award Program. Con questa edizione salgono a quasi 800 i progetti sostenuti dalle due iniziative dal 2011, per un investimento complessivo di oltre 19 milioni di euro. 

“Il Fellowship Program rappresenta un esempio virtuoso di come la collaborazione tra pubblico e privato possa sostenere la ricerca indipendente e valorizzare le idee e le competenze delle nuove generazioni di ricercatori. L’Italia può contare su un’eccellenza scientifica riconosciuta a livello internazionale, ma è fondamentale continuare a investire per preservare il valore della ricerca nel nostro Paese. Coltivare le competenze, offrire opportunità ai giovani, semplificare i processi e mantenere attrattivi i nostri centri di ricerca sono condizioni essenziali per continuare a crescere in uno scenario altamente competitivo”, afferma Massimo Andreoni, professore emerito di Malattie infettive all’Università Tor Vergata di Roma, membro del Consiglio superiore di sanità, presidente della Commissione giudicatrice del Fellowship Program e commissario per l’area Hiv 2026. 

Dai progetti focalizzati sull’Intelligenza artificiale applicata alla ricerca clinica e sulle tecnologie digitali – si legge – fino ai percorsi dedicati alla medicina di genere e all’integrazione ospedale-territorio, i Bandi Gilead hanno permesso di generare innovazione non solo sul piano scientifico, ma anche nell’organizzazione dei servizi, nell’assistenza e nei percorsi di presa in carico e cura con ricadute concrete per pazienti, caregiver e collettività. “L’innovazione assistenziale e organizzativa nasce dall’ascolto profondo dei bisogni reali delle persone. Attraverso il Community Award Program, le associazioni di pazienti e il Terzo settore portano nei progetti la loro conoscenza diretta di pazienti e caregiver, traducendola in interventi di prevenzione, informazione, orientamento e supporto personalizzato. È la dimostrazione di come innovazione collaborativa e patient engagement possano rendere i percorsi di cura più vicini ed efficaci per l’intera collettività”, spiega Guendalina Graffigna, PhD, ordinario e direttore dell’EngageMinds Hub presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona, commissario del Community Award Program 2026. 

 

I Bandi Gilead – dettaglia la nota – si sono affermati in questi quindici anni “come esempio virtuoso di collaborazione pubblico-privato in grado di generare valore e innovazione a livello scientifico, organizzativo e assistenziale”. Il traguardo della 15esima edizione ha rappresentato l’occasione, a partire dall’esperienza dei Bandi, “per promuovere una riflessione più ampia sull’innovazione in sanità e sulle condizioni necessarie per trasformarla in benefici concreti, diffusi e sostenibili per il Paese”. Il tema è stato al centro di una tavola rotonda che ha messo a confronto diverse prospettive: l’infettivologo Massimo Andreoni, Davide Petruzzelli, presidente di La Lampada di Aladino Ets e vicepresidente di Favo; Massimo Farinella, responsabile Area Salute Anlaids; il senatore Guido Quintino Liris (V Commissione permanente Bilancio); i deputati Gian Antonio Girelli (XII Commissione Affari sociali della Camera), Simona Loizzo (XII Commissione Affari sociali della Camera) e Frederico da Silva, Vice President & General Manager di Gilead Sciences Italia.  

“In un contesto macroeconomico complesso come quello attuale, investire in innovazione significa investire nella capacità del Paese di crescere e rimanere competitivo. Servono una visione e una programmazione capaci di guardare all’innovazione come a un investimento per il futuro. La sfida è creare le condizioni perché le risorse destinate all’innovazione possano generare valore nel tempo, attraverso una collaborazione efficace tra istituzioni e tutti gli attori del sistema salute” afferma Antonio Girelli. “Oggi l’innovazione in ambito sanitario si misura anche nella capacità di anticipare i bisogni delle persone, garantire un accesso equo alle cure e valorizzare le opportunità offerte dalla prevenzione, dagli screening e dal digitale. È necessario continuare a investire in questi strumenti e tradurli in percorsi concreti di presa in carico, superando le disuguaglianze territoriali e assicurando a tutti i cittadini gli stessi diritti di salute”, sottolinea Simona Loizzo.  

“Da quindici anni i Bandi Gilead rappresentano un esempio concreto di come il nostro impegno vada oltre lo sviluppo di terapie innovative e contribuisca a sostenere la ricerca indipendente e le attività assistenziali promosse dal Terzo settore – conclude Frederico da Silva -. La partnership tra pubblico e privato è una delle leve che abbiamo a disposizione per continuare a generare innovazione capace di tradursi in valore per le persone e per il sistema salute. Allo stesso tempo, in uno scenario internazionale sempre più sfidante, è importante poter contare su un ecosistema capace di riconoscere e valorizzare il contributo delle imprese che scelgono di investire in ricerca e innovazione nel nostro Paese, creando le condizioni perché l’Italia possa continuare ad attrarre investimenti e competenze”. 

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cronaca

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Lecce, travolto da un cancello muore titolare di una ditta edile

(Adnkronos) – Il titolare di una ditta edile, Bashkim Rushani, 61 anni, di origini albanesi e residente a Casarano, in provincia di Lecce, è morto questa mattina dopo essere stato travolto da un cancello scorrevole. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. L’infortunio mortale è avvenuto nella cittadina del Sud Salento. L’uomo stava lavorando “al rifacimento di alcuni pilastri”, spiega il segretario generale della Cgil di Lecce, Tommaso Moscara. “Il mondo del lavoro salentino piange la nona vittima nel 2026”, aggiunge. “Esprimiamo vicinanza ai familiari, ai collaboratori ed agli amici di Bashkim e sgomento per l’ennesima morte che siamo costretti a registrare sul nostro territorio. Siamo di fronte ad un’emergenza quotidiana: negli ultimi giorni solo il caso ha evitato conseguenze fatali in altri gravi infortuni accaduti a Maglie, Porto Cesareo e Galatone”.  

Un’emergenza quella degli infortuni sul lavoro confermata dai dati che l’Inail ha pubblicato ieri: ben 3.589 infortuni denunciati in provincia di Lecce nei primi 9 mesi del 2026, ossia una media di quasi 14 denunce al giorno. Al 30 settembre gli infortuni mortali sono stati 8, a cui purtroppo si aggiunge la tragedia di oggi. Il bilancio è tragico: negli ultimi 10 anni nel Salento sono caduti 149 lavoratori (818 in Puglia), che diventano 252 considerando i dati a partire dal 2010 (1.450 in Puglia).  

“C’è un grande lavoro da fare dal punto di vista culturale e sociale”, sottolinea Moscara. “Occorre che le norme di sicurezza e la tutela della salute diventino bagaglio di responsabilità e competenza di ogni azienda, di ciascun lavoratore, perché morire di lavoro è inaccettabile”, sostiene il sindacalista. “I numeri sono impressionanti. Occorre che tutto il sistema socio-economico e istituzionale si faccia carico di questo fenomeno assurdo. Un incidente sul lavoro avviene sempre per una serie di concause culturali, strumentali, contrattuali: occorre agire con azioni di prevenzione e formazione, ma anche con leggi più attente e controlli più stringenti”. 

 

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cronaca

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Cinema in lutto, è morto Tinto Brass: aveva 93 anni

(Adnkronos) – E’ morto Tinto Brass. Aveva 93 anni. Il regista, nato a Milano il 26 marzo 1933, è scomparso improvvisamente questa mattina nella sua casa di Roma. A darne notizia all’AdnKronos è la moglie Caterina Varzi.
 

“E’ un momento difficile, di profonda tristezza e dispiacere”, ha detto Varzi, raggiunta al telefono dall’AdnKronos a poche ore dalla morte improvvisa del marito. 

Il regista, nel corso degli anni, ha affrontato diversi problemi di salute, tra cui un ictus e una emorragia
cerebrale nel 2010, un attacco ischemico e febbre alta nel 2019 e poi nel maggio di quest’anno era stato nuovamente ricoverato d’urgenza per una setticemia che ha messo in pericolo la sua vita. Un’infezione sopraggiunta anche a causa delle difficoltà logistiche legate a una frana vicino alla sua abitazione romana, che lo aveva costretto a un isolamento forzato impedendogli di effettuare le regolari visite mediche di controllo. 

Recentemente Tinto Brass si era ripreso e stava meglio ma, a quanto apprende l’AdnKronos, questa mattina, improvvisamente, ha avuto una crisi cardiaca. 

Nato Giovanni ‘Tinto’ Brass a Milano il 26 marzo 1933 da una famiglia veneziana (il padre Alessandro Brass uno degli avvocati più affermati della città lagunare), il futuro regista si laurea in legge all’Università di Ferrara con una tesi dal titolo “Rapporti di lavoro con imprese della produzione cinematografica”. Trasferitosi a Parigi con la moglie Carla Cipriani (detta Tinta), è stato archivista alla Cinematheque Française, una delle più prestigiose e ricche raccolte del mondo, all’epoca diretta da Henri Langlois, e così s’inserìsce nel milieu dell’emergente Nouvelle Vague. 

Tornato in Italia, Brass lavora come aiuto regista per Alberto Cavalcanti, Roberto Rossellini, Joris Ivens. Esordisce alla regia con un vena anarcoide con il lungometraggio “In capo al mondo” (1963), riscuotendo l’unanime attenzione della critica con un’entusiastica accoglienza alla Mostra del Cinema di Venezia: film iconoclasta e irriverente, svelò la crisi di valori della generazione dell’antifascismo e della Resistenza, narrando i disagi di un giovane che stenta a integrarsi nella società. Questa insofferenza verso il potere e le sue istituzioni non viene apprezzata dai censori dell’epoca che gli impongono tagli. 

Con le due epopee storico-erotiche “Salon Kitty” (1976) e “Caligola” (film realizzato nel 1979 e uscito nel 1984, non corrispondente all’iniziale progetto), Brass inaugura una nuova fase, orientandosi verso un erotismo morboso, di ispirazione colta, che con il tempo sarà premiato anche da un vasto successo di pubblico. Il sesso e il suo particolare rapporto con il potere e con il denaro diventa il tema centrale di “Salon Kitty”, film impregnato di atmosfere che ricordano quelle di Luchino Visconti e Liliana Cavani e ambientato in una casa di tolleranza di Berlino con protagonisti Helmut Berger e Ingrid Thulin. 

Di nuovo sesso e potere sono al centro di “Caligola”, basato su una sceneggiatura dello scrittore statunitense Gore Vidal: fu censurato e vietato in numerosi paesi, Italia compresa, per le scene di nudo; quando fu redistribuito con il titolo “Io, Caligola”, Brass decise di non firmare la regia a causa di alcuni problemi con la produzione, l’editore di “Penthouse” Bob Guccione, che lo aveva escluso dal montaggio. Le riprese iniziarono nel 1976 e il set fu travagliato anche a causa delle numerose scene di sesso, con ripetuti diverbi con gli attori principali: Malcolm McDowell, nei panni dell’imperatore Caligola, Teresa Ann Savoy (Drusilla) e Peter O’Toole (Tiberio). 

La propensione per il grottesco contraddistingue “Action” (1980), beffarda e autobiografica riflessione sul rapporto che lega arte e pornografia. Deciso ad abbandonare il cinema “serio”, o “serioso” come dice il regista, numerose sono le pellicole firmate Tinto Brass in cui spiega ed esplora i meandri dell’erotismo, il più famoso dei quali è “La chiave” (1983), libero adattamento di un romanzo di Tanizaki Junichiro. 

Da “La chiave” in poi, il suo maggior successo, il regista si è concentrato sul percorso di liberazione sessuale di personaggi femminili sempre più disinibiti: dalla borghese insoddisfatta (Stefania Sandrelli) di questo film, alla locandiera divoratrice di uomini (Serena Grandi) di “Miranda” (1985), fino alla prorompente amante (Francesca Dellera) di “Capriccio” (1987), la gioiosa prostituta (Debora Caprioglio) di “Paprika” (1990) e la vergine inquieta (Anna Ammirati) di “Monella” (1998), passando per “Così fan tutte” (1992, protagonista l’esrdiente Claudia Koll) e “L’uomo che guarda” (1994), liberamente tratto da un romanzo di Alberto Moravia. Il regista che compare spesso nei suoi film, si è ritratto con particolare ironia in “Fermo posta Tinto Brass” (1995). 

Tra le pellicole più recenti nel 2002 Brass dirige Anna Galiena e Gabriel Garko in “Senso ’45”, liberamente ispirato al racconto “Senso” di Camillo Boito. Nel 2003 torna invece alla commedia erotica con il film a episodi “Fallo!”. Il suo ultimo film è “Monamour” (2005). Il regista ha diretto anche in teatro opere come “Pranzo di famiglia” di Roberto Lerici (1973), uno spettacolo ripreso per cinque volte, con la stessa regia, fino al 1986, anno in cui, invitato a New York, riscosse un successo di critica e di pubblico. 

Nel 2006, anno della scomparsa dell’inseparabile moglie Tinta, con lui spesso sceneggiatrice, la Cinémathèque Française di Parigi ha dedicato a Tinto Brass un omaggio-retrospettiva dal titolo “Eloge de la chair” (Elogio della carne), con la proiezione nella prestigiosa sala dei Grands Boulevards parigini di 10 suoi film. La produzione artistica del nonno, il pittore veneziano Ialico Brass (1870-1943), ha notevolmente influenzato le ricerche estetiche del regista. 

Nel 2010 Tinto Brass viene colpito fa un’emorragia cerebrale e ricoverato in ospedale, ristabilendosi nei mesi successivi con la riabilitazione. 

Dal matrimonio con Carla Cipriani, celebrato nel 1956 a Venezia, sono nati due figli, Beatrice e Bonifacio. Di tre anni maggiore del marito, Tinta era la figlia di Giuseppe Cipriani, famoso ristoratore veneziano, fondatore e proprietario dell’Harry’s Bar. Nel 2017, a 84 anni, il regista ha sposato in seconde nozze la psicoanalista, ex avvocata e attrice Caterina Varzi.
 

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Diaco-Ravagnani, Carlucci: “Inaccettabile quanto accaduto, ad Alberto la nostra solidarietà”

(Adnkronos) – Milly Carlucci e gli autori di ‘Ballando con le stelle’ intervengono sull’intervista condotta da Pierluigi Diaco ad Alberto Ravagnani, ex sacerdote della Diocesi di Milano e attuale concorrente dello show di Rai1.  

L’episodio, andato in onda ieri durante la trasmissione pomeridiana ‘BellaMa” su Rai2, ha spinto il team del programma serale a prendere una posizione. Con un post sui social, la conduttrice ha condiviso le riflessioni sue e del suo gruppo di lavoro: “Ballando Con Le Stelle da sempre ha proposto al suo pubblico temi su cui riflettere, con l’intento di capire e includere aspetti di una società complessa e in continuo divenire.  

Ringraziamo Alberto Ravagnani per aver accettato l’invito a Ballando Con Le Stelle e per condividere con noi la sua esperienza di vita. Siamo felici di continuare insieme un percorso umano e artistico nel profondo rispetto della persona. In merito ai noti fatti riteniamo inaccettabile quanto accaduto e rinnoviamo pubblicamente ad Alberto tutto il nostro affetto e la solidarietà, già ripetutamente espressa, da tutto il nostro gruppo di lavoro, in privato”. 

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