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Prodotti da fumo, Crisci (Logista): “Sulle regole serve tempo per misurare gli effetti”

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(Adnkronos) – "Siamo di fronte a ciò che definirei la nostra storia e il nostro dna: l'errore che spesso si compie nel valutare Logista è inquadrarla unicamente come un mero operatore logistico dedicato allo spostamento di un prodotto. La mera esecuzione dell'attività di distribuzione deve infatti essere effettuata nel rispetto di regole rigide e di controlli estremamente efficaci, data la natura specifica del bene trattato". Lo ha dichiarato Dario Crisci, amministratore delegato di Logista Italia, durante l’incontro di presentazione del 'Rapporto sulla distribuzione dei prodotti da fumo e non da fumo 2026', promosso da Logista in collaborazione con la Fondazione Tor Vergata. 
Sulle modalità con cui la rete e i sistemi aziendali traducono le norme in tracciabilità e contrasto all'illegalità, "eventi come questo rappresentano l'occasione fondamentale per anticipare l'adozione di un quadro regolatorio e avere il tempo necessario a pianificare e far evolvere i sistemi, le procedure e le automazioni che vengono messe a terra – spiega Crisci – Questo approccio consente di adeguarsi nel tempo all'evoluzione del mercato e della regolamentazione, garantendo elevati standard di sicurezza e un costante monitoraggio della filiera". 
In merito ai tempi di attuazione necessari alla rete distributiva per adattarsi alla revisione delle direttive europee Ted e Tpd, l’ad di Logista chiarisce: "Il tempo richiesto da un punto di vista strettamente ingegneristico per l'adeguamento delle soluzioni non è un tempo lunghissimo. Essendo una società che opera nella distribuzione, innoviamo per far fronte nei tempi a ciò che viene richiesto. Ciò che necessita invece di un confronto molto più fitto e di un tempo adeguato è l'interlocuzione necessaria per verificare le conseguenze dell'evoluzione normativa". Un confronto indispensabile per salvaguardare la sostenibilità dell'intero comparto e l'apporto garantito alle casse dello Stato. "Bisogna comprendere a fondo quali sono le ricadute su un sistema economico in cui la parte logistica rappresenta solo un nodo, ma che vede il controllo e la tutela di un gettito erariale fondamentale per il Paese e il coinvolgimento diretto di oltre 50 mila rivendite, che si traduce nel lavoro di 50 mila famiglie – conclude Crisci – Esiste un tempo contenuto per l'adozione della soluzione ingegneristica, ma deve esserci un tempo adeguato al confronto per verificare se un'evoluzione di questo tipo possa garantire la sostenibilità di un ecosistema complesso e articolato entro cui operiamo". 
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Assegno unico settembre 2026, le date del pagamento: quando arrivano gli aumenti nel 2027

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(Adnkronos) –
Si avvicina la data del pagamento dell'assegno unico per il mese di settembre 2026. Le date indicate sono lunedì 21 e martedì 22, per le prestazioni che non hanno subito variazioni. La situazione può essere diversa per chi ha presentato una nuova domanda o ha comunicato modifiche che devono ancora essere verificate dall'Inps. In questi casi il pagamento può arrivare in una data differente. Nei primi sette mesi del 2026 sono stati erogati alle famiglie assegni per 11,6 miliardi di euro, che si aggiungono ai 19,8 miliardi del 2025. Sono i dati contenuti nell’aggiornamento dell’Osservatorio Statistico sull’Assegno Unico Universale (AUU) pubblicato oggi con riferimento al periodo gennaio 2025 – luglio 2026. Sono 6.118.775 i nuclei familiari che hanno ricevuto l’assegno nel 2026, per un totale di 9.652.838 figli: l’importo medio per figlio a luglio 2026, comprensivo delle maggiorazioni applicabili si attesta su 177€, e va da circa 58 € per chi non presenta ISEE o supera la soglia massima (che per il 2026 è pari a 46.582,71€), a 227 € per la classe di ISEE minima 7.468,51 € per il 2026). L'assegno unico diventerà più 'ricco' per le famiglie con i figli a carico, grazie all'introduzione di un "Isee per specifiche prestazioni familiari e per l'inclusione", che viene utilizzato per il calcolo degli importi dovuti. La novità, introdotta nel 2026, prevede il calcolo della scala di equivalenza che viene aumentata in funzione del numero di figli: 0,10 per 2 figli; 0,25 per 3 figli; 0,40 per 4 figli; 0,55 per 5 o più figli. Inoltre viene introdotta una maggiore franchigia sulla casa di proprietà, che aumenta con l'aumentare del valore della casa e a seconda del numero di figli. Tra le novità introdotte per l'erogazione dell'assegno unico c'è l'erogazione anche per i figli residenti in un altro Stato Ue e per i genitori non residenti in Italia ma con domicilio e lavoro nel Paese. L'istituto spiega che l'erogazione "spetta alle famiglie in cui ricorrono le seguenti condizioni: per ogni figlio minorenne a carico; per i nuovi nati decorre dal settimo mese di gravidanza; per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni (che frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, o un corso di laurea; svolga un tirocinio o un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui; sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego; svolga il servizio civile universale); per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età. L'Istituto di previdenza ricorda che l'assegno spetta alle famiglie che "al momento della domanda siano in possesso di Isee valido", in base alla corrispondente fascia. L’importo è corrisposto "con decorrenza retroattiva con tutti gli arretrati, anche a coloro che al momento della presentazione della domanda non siano in possesso di Isee ma per i quali l’Isee sia successivamente attestato entro il 30 giugno". L’importo viene determinato in base all’Isee , tenuto conto dell’età dei figli a carico e di numerosi altri elementi. In particolare, è prevista: una quota variabile progressiva in relazione alle soglie Isee rivalutate annualmente (da un massimo di 203,8 euro per ciascun figlio minore con Isee fino a 17.468,51 euro a un minimo di 58,3 euro per ciascun figlio minore in assenza di Isee o con Isee pari o superiore a 46.582,71 euro). Gli importi dovuti per ciascun figlio possono essere maggiorati nelle ipotesi di: nuclei numerosi (per i figli successivi al secondo); madri di età inferiore a 21 anni; nuclei con quattro o più figli, genitori entrambi titolari di reddito da lavoro; figli affetti da disabilità; figli di età inferiore a un anno; figli di età compresa tra 1 e 3 anni per nuclei con tre o più figli e Isee fino alla soglia massima rivalutata annualmente (46.582,71 euro per l’anno 2026). 
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Imprese, Logista: il fumo tradizionale cala al 70%, allarme sulle regole Ue

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(Adnkronos) – Pur mantenendo una posizione dominante, i prodotti tradizionali come sigarette, sigari e tabacco trinciato, vedono ridursi la propria quota di mercato al 70% in termini di volumi distribuiti , rispetto all’85% del 2019. È la fotografia scattata dal Rapporto sulla distribuzione dei prodotti da fumo e non da fumo 2026, presentato a Roma da Logista in partnership con Fondazione Tor Vergata in occasione dell’evento 'Logistica e distribuzione al servizio del Paese'. A trainare il cambiamento sono soprattutto i prodotti di nuova generazione senza combustione (ad es. HTP – Heated tobacco products). È quanto si legge in una nota di Logista, secondo la quale questi prodotti rappresentano la novità più significativa degli ultimi anni arrivando quasi al 20% nel 2025.  
Nonostante la flessione delle sigarette tradizionali, il mercato complessivo cresce da 18,5 miliardi di euro nel 2019 a quasi 22 miliardi di euro nel 2025. Il calo dei consumi di sigarette è infatti accompagnato dal passaggio dei fumatori verso prodotti innovativi. La crescita di fatturato dei prodotti senza combustione è trainata dall’espansione dei volumi e dalla conversione dei consumatori, mentre la riduzione delle sigarette risulta quasi interamente compensata dall’aumento dei prezzi (+11% dal 2019). 
Ogni anno, Logista movimenta oltre 80 milioni di kg di prodotti e versa all’Erario circa 15 miliardi di euro di accise (quasi 18 miliardi di euro considerando il prelievo fiscale indiretto complessivo). In particolare, il 2025 si è chiuso con un incremento stimato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di circa 300 milioni di euro rispetto all’anno precedente, un risultato significativamente superiore alle previsioni della Legge di Bilancio. Con tecnologie di controllo lungo l’intera filiera, Logista ricorda i sistemi conformi al track & trace europeo che garantiscono tracciabilità e sicurezza: ogni confezione è identificata da un codice univoco rilasciato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm). Questo permette alle autorità di monitorare i flussi e individuare rapidamente eventuali anomalie. Un meccanismo che potenzia il contrasto a l contrabbando che in Italia vale circa 1,2 miliardi di euro e procura un mancato gettito fiscale di 690 milioni di euro.   
La rete distributiva conta circa 90 Transit Point assicurano consegne a 60.000 punti vendita in oltre 8.000 comuni, coprendo il 100% del territorio nazionale. La revisione congiunta delle Direttive europee sulla tassazione (TED) e sui prodotti del tabacco (TPD) apre una fase delicata per la filiera italiana. La TPD, che disciplina ingredienti ed emissioni, etichettatura, confezionamento e tracciabilità dei prodotti del tabacco e della nicotina , ha introdotto negli ultimi anni le categorie delle sigarette elettroniche e dei prodotti di nuova generazione. La possibile futura proposta punterebbe invece a uniformare il trattamento regolatorio tra prodotti combustibili e non combustibili, un’ipotesi che la filiera italiana invita a riconsiderare per preservare la differenziazione attuale , che ha garantito un quadro regolatorio completo, bilanciato e in grado di favorire gli investimenti, si legge nella nota.  
Sul piano fiscale "è essenziale tutelare, a livello nazionale ed europeo, un modello, come quello italiano, che, negli anni, ha garantito risultati concreti e misurabili. Il calendario fiscale del nostro Paese dimostra, infatti, l’efficacia di incrementi certi, graduali e sostenibili della tassazione : il gettito fiscale è cresciuto in modo stabile e superiore alle attese, registrando +314 milioni di euro nel 2024 e +300 milioni di euro nel 2025, senza generare shock di prezzo né distorsioni nei consumi. La prevedibilità degli aumenti fiscali ha consentito agli operatori di programmare investimenti e sviluppo della capacità produttiva , riducendo l’incertezza e rafforzando così la sostenibilità economica della filiera". La filiera distributiva "genera oltre 7 miliardi di euro di valore aggiunto diretto e indiretto e sostiene più di 7.400 posti di lavoro. Nel suo complesso la filiera – dal comparto agricolo alla produzione, fino alla vendita al dettaglio, spiega la nota – impiega oltre 300mila addetti e richiede ingenti investimenti. Alcune delle proposte attualmente in fase di valutazione a Bruxelles introducono elementi di forte discontinuità rispetto al modello italiano, che negli ultimi dieci anni ha garantito la stabilità del gettito, la tutela della salute pubblica, il contrasto all’illegalità e un funzionamento efficiente del mercato interno. Una eventuale equiparazione dei prodotti di nuova generazione a quelli tradizionali del tabacco, accompagnata dall’adozione di ulteriori misure non proporzionate , rischierebbe di compromettere gravemente la tenuta dei comparti agricoli, produttivi e distributivi nazionali favorendo al contempo l’espansione del mercato illecito".    Secondo le stime, "una migrazione dei consumi verso il contrabbando potrebbe ridurre le entrate fiscali tra 1,2 e 5 miliardi di euro. La gradualità fiscale e la certezza delle regole rappresentano pertanto condizioni decisive per la salvaguardia del gettito, la tenuta della filiera e l’efficacia del contrasto all’illecito", secondo il report. 
La presentazione dello studio è stata introdotta da Federico Rella, vicepresidente di Logista Italia, che ha dichiarato che "la revisione delle Direttive europee TED e TPD arriva in un momento cruciale, con un mercato in piena trasformazione. È estremamente impegnativo affrontare contemporaneamente due riforme di questa portata. Per questo è fondamentale che l’Europa trovi un equilibrio tra tutela della salute, sostenibilità economica e gradualità dei provvedimenti, garantendo tempi e modalità di attuazione sostenibili per la filiera. Misure troppo rigide, come l’aumento delle accise o i divieti su intere categorie di prodotti, rischiano di generare effetti dirompenti per il nostro Paese, rendendo insostenibili i costi produttivi, favorendo la delocalizzazione e ampliando lo spazio per il contrabbando. Logista, grazie al suo ruolo centrale nella distribuzione regolamentata, vede ogni giorno come si muovono i consumi e quanto rapidamente l’illecito possa crescere quando il quadro normativo perde coerenza. Per questo la collaborazione con le istituzioni nazionali è decisiva: garantisce legalità, tracciabilità e controlli efficaci, protegge una filiera che vale miliardi di euro e migliaia di posti di lavoro e mantiene i consumatori nei canali legali. La stabilità regolatoria non è solo una scelta tecnica: è la condizione necessaria per difendere gettito, investimenti, occupazione e sicurezza”. 
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Influenza 2026-2027, a ottobre al via la campagna vaccinale: le previsioni per la stagione

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(Adnkronos) – Nove vaccini aggiornati e via alla campagna vaccinale già dalla prima settimana di ottobre. Sono le linee guida per la stagione antinfluenzale 2026-2027 del ministero della Salute e dell’Aifa. Si conferma l'indicazione della vaccinazione a partire dai 6 mesi di vita e vengono individuate le categorie alle quali il vaccino deve essere raccomandato e offerto attivamente e gratuitamente.  Sono 9 i vaccini autorizzati dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema) per l’immunizzazione contro l’influenza stagionale. Come ogni anno, l’autorizzazione riguarda l’aggiornamento dei ceppi virali sulla base delle caratteristiche antigeniche di quelli circolanti nell’ultima stagione, secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Si tratta di vaccini antinfluenzali utilizzati da anni nelle campagne vaccinali e hanno un profilo di sicurezza consolidato. La vaccinazione è raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente a tutti coloro che hanno compiuto 60 anni, alle donne in gravidanza e nel post-partum, ai bambini tra i 6 mesi e i 6 anni, a chi è affetto da malattie che espongono a un maggior rischio di complicanze in caso di influenza, alle persone ricoverate presso strutture di lungodegenza, ai familiari di soggetti ad alto rischio di complicanze, agli addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo (come medici e personale sanitario e socio-assistenziale, forze di polizia e vigili del fuoco), ad altre categorie di lavoratori socialmente utili e particolarmente esposti, a lavoratori a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani, ad altre categorie come i donatori di sangue. Non tutti i vaccini autorizzati sono necessariamente disponibili sul mercato. Le Regioni decidono annualmente, tramite gare per la fornitura, tra i prodotti disponibili in commercio, quelli che verranno utilizzati durante le campagne vaccinali per l’offerta gratuita a carico del Servizio sanitario nazionale. La vaccinazione è la forma più efficace di prevenzione dell'influenza e delle sue complicanze. L’Aifa ricorda che, oltre alle misure di protezione e cura basate sui vaccini, una misura importante nel limitare la diffusione dell’influenza è rappresentata dalle buone norme di comportamento quali l’igiene delle mani – da lavare regolarmente e frequentemente con acqua e sapone- e il contenimento delle secrezioni respiratorie , ovvero: coprire la bocca e il naso con un fazzoletto quando si tossisce e starnutisce e poi gettarlo nella spazzatura; aerare regolarmente le stanze in cui si soggiorna). "Quest'anno per fortuna i dati sull’influenza che ci arrivano dall'Australia evidenziano un andamento meno pesante degli ultimi anni” per la stagione dei virus respiratori. “Comunque la previsione è sempre su almeno 12-14 milioni di casi attesi, anche se tutto questo poi dovremo profilarlo meglio in funzione dell'andamento delle temperature, vedremo cioè se la stagione invernale sarà particolarmente rigida e quindi avremo più casi di influenza oppure se sarà caratterizzata da sbalzi termici o temperature più miti che invece faciliteranno il lavoro di quel mix di virus respiratori che comunque fanno parte di questa stagione invernale”. È il quadro prospettato dal virologo Fabrizio Pregliasco, professore associato del Dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell’università degli Studi di Milano e direttore sanitario aziendale dell’Irccs ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano. Quali virus circoleranno di più? "Dopo una stagione, quella passata, che ha superato i 15 milioni di casi, anche per il 2026-2027 ci attendiamo una circolazione sostenuta di virus respiratori. Si contano 262 agenti infettivi, per dare un'idea" dell'affollamento. "Ed è vero che l'influenza è la protagonista, ma – puntualizza Pregliasco – abbiamo purtroppo ancora il Covid che, anche se si presenta in modalità meno pesante dal punto di vista degli effetti clinici, resta comunque un rischio per i soggetti più fragili. C'è poi il virus respiratorio sinciziale (Rsv), il metapneumovirus, rhinovirus e tanti altri patogeni che vanno a finire nel calderone delle forme simil-influenzali. Quindi è fondamentale non abbassare la guardia quest'anno. Siamo come sempre alle porte della campagna vaccinale, la raccomandazione è quella di fare un richiamo vaccinale che è un'opportunità per tutti, ma diventa una stringenza per le persone più fragili, per le quali sappiamo che l'influenza e il Covid ancora possono far male".  Quanto ai virus dell'influenza vera e propria, "abbiamo visto che continua a circolare in particolare in Australia l'ormai nota variante K del virus H3N2", che l'anno scorso aveva contribuito ai numeri significativi della stagione, "però anche i virus H1N1 e B Victoria fanno da concerto per quanto riguarda i casi della vera influenza".  Il virologo ricorda anche i sintomi 'spia' dei virus dell'influenza che "sono sempre caratterizzati da un inizio brusco della febbre oltre i 38 gradi, almeno un sintomo respiratorio come tosse o mal di gola, almeno un sintomo sistemico come dolori muscolari o spossatezza", elenca. Se manca uno di questi "si tratta più facilmente di una delle numerose sindromi simil-influenzali". "L'auspicio è che la stagione in arrivo effettivamente non sia pesante, perché arriviamo da 3 anni in cui le nuove varianti virali hanno particolarmente inciso". I primi isolamenti di virus influenzali "ci sono già stati" in Italia, in particolare "qualche isolamento di H3N2, ma anche perché di fatto rispetto al passato c'è una maggiore capacità di cogliere i casi che si verificano addirittura anche in estate. Abbiamo questo sistema di sorveglianza dei virus respiratori che è la rete Respivirnet, fatta dai medici di famiglia e coordinata dall'Istituto superiore di sanità (Iss) che oggi ha una maggiore sensibilità. Come sempre però il 'trigger'", la scintilla che darà il via a tutto, "per la partenza della stagione influenzale arriva con quel cambio di temperature e il peggioramento delle condizioni climatiche che sono facilitanti per la diffusione del virus".  In ogni caso "i segnali che arrivano dall'emisfero australe ci invitano a stare attenti, perché la circolazione precoce di più virus può creare una sorta di 'pre-stagione' con un progressivo aumento degli accessi agli ambulatori dei medici di famiglia e dei pediatri, mentre l'influenza vera e propria tende a diventare protagonista nel cuore dell'inverno. La pressione sui servizi sanitari resta un rischio concreto, soprattutto per le fasce più fragili". L'approccio complessivo per tutte le infezioni respiratorie, che siano influenza o virus 'cugini', "è quello di un'automedicazione responsabile – conclude Pregliasco – quindi l'uso dei farmaci riconoscibili per il bollino rosso, farmaci senza prescrizione da utilizzare tenendo sempre presente una parola d'ordine: gestione responsabile. Ovvero per attenuare i sintomi, seguendo l'andamento della malattia nei primi tre giorni e rivolgendosi al medico se le cose non migliorano". 
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Salvini “In prossimo Cdm rinvio stop auto Euro5 nel 2027”

ROMA (ITALPRESS) – “Nel prossimo Cdm presenteremo un decreto dove all’interno c’è il rinvio di questo stop insensato” sugli Euro5 “che rischierebbe di lasciare a piedi chi, secondo Bruxelles, ha il torto di non aver abbastanza soldi per cambiare la macchina. E’ inserito nel decreto scritto al Ministero per dare ossigeno in un momento complicato per centinaia di migliaia di persone che vogliamo lasciare tranquille per tutto il 2027”. Lo afferma il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a Mattino Cinque su Canale5.
Tornando, invece, sull’abolizione del bollo il leader della Lega dice: “E’ un’operazione che non raggiunge tutti, ma nella prossima legge di Bilancio l’obiettivo della Lega, e conto dell’intero governo, è di salire sopra gli 80 kW per arrivare a un maggior numero di auto coinvolte. E’ curioso che una certa sinistra che in passato aveva aumentato il bollo oggi si lamenta che noi lo abbiamo tolto. L’impegno è di renderlo definitivo negli anni per chi è già compreso adesso, ovvero la maggior parte delle auto, ma vorremmo anche salire. Sto lavorando anche per un intervento sul superbollo per le auto di potenza superiore, perchè c’è tanta gente che ha un’auto più potente per lavoro che paga migliaia di euro, per loro vorrei già dare un segnale nel 2027”, aggiunge.

– Foto: Ipa Agency –

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Di Battista “Sto meglio e finalmente sono a casa”

ROMA (ITALPRESS) – “Sto molto meglio e finalmente sono a casa!
Grazie ai medici e al personale del Policlinico Gemelli di Roma e grazie a tutti voi per l’affetto che ho sentito ogni giorno. Nelle prossime settimane vi racconterò il percorso che dovrò affrontare”. Lo scrive su Facebook Alessandro Di Battista. L’ex
deputato M5S si trovava a Cuba quando, il 28 agosto scorso, era
stato ricoverato a causa di un forte mal di testa, prima a Santa
Clara e poi a L’Avana.

– Foto Ipa Agency –

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Milano Serravalle, Catania “Più sicurezza e servizi grazie a digitale e AI”

MILANO (ITALPRESS) – Un nodo strategico da 185 chilometri, 500 mila veicoli al giorno e due corridoi europei che vi transitano: è la fotografia scattata da Elio Catania, presidente di Milano Serravalle – Milano Tangenziali Spa, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
La rete gestita dalla società – il tratto di A7 da Milano a Serravalle Scrivia e l’anello delle tangenziali est, ovest e nord di Milano – sostiene, come spiega Catania, sia il traffico “d’affari” legato alle imprese lombarde e del Nord Italia, sia un’intensa mobilità privata, con una densità di traffico tra le più alte in Italia. Il 20% dei flussi è costituito da mezzi pesanti.
Tra le priorità strategiche dei prossimi anni, secondo il Presidente, ci sono la sicurezza e una sempre migliore qualità del servizio, grazie anche all’uso di tecnologie digitali e intelligenza artificiale: già oggi modelli matematici calcolano la velocità media ottimale per prevenire la formazione di code, mentre oltre 600 telecamere intelligenti installate lungo la rete monitorano volumi e velocità dei flussi e individuano comportamenti a rischio, come manovre in retromarcia o inversioni in autostrada. Droni sorvegliano il tratto dell’autostrada A7 per un monitoraggio rapido su incidenti e rallentamenti, mentre sensori e intelligenza artificiale alimentano il “gemello digitale” dei viadotti, per una manutenzione predittiva più efficace.
Una quota rilevante degli investimenti dei prossimi quattro anni sarà destinata all’ammodernamento dei guardrail sulla Tangenziale Est e Nord e al potenziamento dell’illuminazione.
Guardando al quadro infrastrutturale nazionale ed europeo, Catania richiama le stime di un fabbisogno di circa 500 miliardi di euro in 15 anni per portare il sistema italiano al livello di competitività necessario, a fronte di risorse pubbliche insufficienti: servono partenariati e project financing. A livello continentale, avverte, mancano risorse adeguate per i corridoi Ten-T e pesa la scarsa integrazione tra sistemi nazionali, spesso frenata da logiche autonome dei singoli Paesi: “Serve una leadership politica e una governance forte a livello europeo”, ha sottolineato il manager.
Tra le leve più immediate, Catania indica l’interoperabilità tra i diversi sistemi di trasporto – aeroportuale, fieristico, autostradale, ferroviario – come chiave per migliorare subito l’esperienza degli utenti, portando l’esempio di un viaggiatore che atterra a Linate e deve raggiungere la fiera di Milano.
Sul versante ambientale, la società utilizza energia interamente da fonti rinnovabili, promuove asfalti a minore impatto ed economia circolare, e ha completato l’installazione di cinque stazioni di rifornimento a idrogeno lungo la rete, due sulla Tangenziale Est, una sulla Ovest e due verso Genova, con un investimento di 55 milioni di euro tra fondi europei e italiani, per servire sia i mezzi pesanti che i veicoli leggeri in transito sui corridoi Ten-T.
Infine, sul rapporto con i territori e le istituzioni lombarde e nazionali, il presidente parla di un dialogo “costruttivo e continuo”, pur sollecitando maggiore rapidità nei processi decisionali e autorizzativi, condizione ritenuta indispensabile per non frenare gli interventi infrastrutturali ritenuti ormai urgenti.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Bomba d’acqua a Firenze, infiltrazione agli Uffizi: salvo il Bacco di Caravaggio

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(Adnkronos) – Bomba d'acqua a Firenze giovedì 17 settembre (oltre 45 millimetri in un'ora). Acqua che si è infiltrata alla Galleria degli Uffizi, sotto il lucernario della sala dove sono accolti sette dipinti del Seicento tra i quali il Bacco di Caravaggio. L'infiltrazione ha schizzato il vetro esterno della vetrina protettiva del Bacco. In seguito alle dovute verifiche non è risultato alcun danno a nessuna delle opere. La sarà regolarmente aperta fin dall'orario di apertura domani mattina. 
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Schlein scrive a Meloni, malumori nel campo largo. Conte: “Non si può lavorare con il governo”

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(Adnkronos) –
La lettera di Elly Schlein alla premier Giorgia Meloni sul clima e sul tema dell'energia, pubblicata su Repubblica, cade come un sasso nello stagno. E non trova sponde all'interno del campo largo. Di più, c'è chi parla apertis verbis di un errore. Insomma, stupore per l'iniziativa, della quale gli alleati erano all'oscuro, che si trasforma in malumore, facendo aprire una nuova crepa all'interno dello schieramento progressista. Giuseppe Conte attende la sera per recapitare il suo messaggio nella bottiglia alla leader dem: "Non ci sono le condizioni per lavorare con il governo". Mentre Angelo Bonelli, all'Adnkronos, giudica un "errore" tendere la mano alla presidente del Consiglio. Che peraltro coglie la palla al balzo, sostenendo che la lettera di Schlein "è un implicito riconoscimento al lavoro del governo" e assicurando che approfondirà "senza pregiudizi" i temi toccati dalla leader dem: "Se ci sono proposte utili, le prenderò assolutamente in considerazione''. Insomma, un vero e proprio corto circuito nel campo largo, con gli alleati a darsele di santa ragione e la premier che invece non chiude affatto all'appello della segretaria del Pd. Conte mette agli atti che "sono quattro anni che abbiamo fatto tante proposte e soprattutto oggi non ci sono le condizioni per poter pensare di lavorare insieme con chi, governo Meloni, ancora l'altro giorno ha detto che vuole fare le trivellazioni, di chi, con otto decretini, addirittura ha lasciato che si gonfiassero i prezzi dei carburanti e delle bollette e non ha fatto nulla di nulla. Adesso, Meloni, è meglio che vada a casa e lasci lavorare noi". Mentre Bonelli non condivide "questa mano tesa a Meloni", "non tanto nel merito delle proposte, che sono condivisibili, ma per la richiesta di collaborare con chi ha sabotato le politiche sul clima, è responsabile del caro energia, ha ridotto gli italiani in ginocchio, ha ripreso le trivellazioni. Penso che sia un errore collaborare con chi ha creato questo disastro", scandisce l'esponente di Avs. 
Se Conte e Bonelli escono allo scoperto, i mal di pancia attraversano il campo progressista. Non sono poche le lamentele a taccuini chiusi. Ma come, nel momento in cui il centrosinistra sta per affrontare la costruzione del programma comune, si lancia una iniziativa targata solo Pd e rivolta, nientemeno, alla premier?, si interrogano i parlamentari. Anche il timing scelto da Schlein lascia qualche scoria: sembra un azzardo proporre una collaborazione al governo proprio all'indomani dell'annuncio dell'abolizione del bollo auto, che l'opposizione ha etichettato come una misura spot di carattere elettorale, solo per raccogliere qualche voto. "Sembra un patto di inizio legislatura più che gli sgoccioli di questa", si osserva maliziosamente. E poi: solo una settimana fa, dal palco della festa di Avs, Bonelli aveva lanciato una proposta unitaria del 'blocco unito' sul clima, che si fa ora? Ci si rimangia tutto per approvare delle norme con la premier? Schlein, nella lunga lettera in cui dapprima spiega lo scenario della crisi climatica globale e soprattutto dell'Italia, ha lanciato un amo a Meloni, dicendosi "come Partito democratico" disponibile al dialogo su come utilizzare" "al meglio" le risorse messe in campo dall'Unione europea negli interventi in deroga per la transizione energetica, 14 miliardi di euro entro il 2028. "In questo spirito costruttivo – propone la segretaria del Pd – offriamo alla vostra attenzione la nostra proposta di un piano in cinque interventi, fondato in buona parte su misure già esistenti e pienamente attuabili, che potrebbe contribuire in modo significativo alla resilienza energetica del Paese". 
E dunque i cinque punti, che sono il raddoppio delle dotazioni per il Conto termico per le pompe di calore; 3 miliardi in più per il Piano casa del governo per la riqualificazione energetica; 4 miliardi per sostenere le imprese; 3 miliardi al Fondo unico per le reti metropolitane e il trasporto rapido di massa; 2 miliardi per l'elettrificazione, oltre a "una revisione della tassazione sull'energia elettrica, oggi più elevata rispetto a quella sul gas". Per Schlein, "interventi concreti, sostenibili e coerenti con le esigenze del Paese" sui quali "avviare un confronto costruttivo". Proposte, quelle della leader dem, che Meloni legge come una medaglia al petto: "Mi ricordo quando il Partito democratico diceva che il Piano casa era fuffa, che non serviva a niente, che era vuoto… oggi si chiede di metterci più risorse. Conto Termico 3.0, ricorderete che è un provvedimento che è stato varato da questo governo: ci abbiamo messo 900 milioni l'anno. Ci si chiede di mettere più risorse, vuol dire che è uno strumento che funziona e funziona bene", dice da Oslo. E poi l'apertura: "Mi accontento per ora dell'impronta del lavoro che abbiamo fatto fin qui, ma sicuramente approfondirò e, se ci sono cose interessanti e buone, non ho problemi a portarle avanti". 
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni in Russia, urne aperte da oggi a domenica: Putin cerca il consenso tra apatia e seggi nei territori occupati

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(Adnkronos) – Elezioni in Russia, urne aperte da oggi a domenica: Putin cerca il consenso tra apatia e seggi nei territori occupati 
Da oggi, venerdì 18 settembre, a domenica la Russia è chiamata alle urne. In un contesto del tutto privo di candidati indipendenti, competizione reale e osservatori neutrali in grado di verificare la regolarità del voto o dei sistemi elettronici, la consultazione con ogni probabilità trasformerà nell'ennesima conferma del potere di Vladimir Putin. La formula dei tre giorni consecutivi di voto, introdotta negli ultimi anni e ormai standardizzata dal Cremlino, viene impiegata per facilitare l'affluenza sia fisica sia tramite il sistema di voto elettronico esteso a gran parte delle regioni. Nel suo messaggio alla nazione trasmesso sulle televisioni di Stato, il presidente russo ha cercato di mobilitare un elettorato visibilmente apatico, facendo leva su un sentimento patriottico sempre più debole per legittimare le operazioni militari sul fronte ucraino. Gli esperti ipotizzano che questo appello alla coesione nazionale possa fare da apripista a un nuovo provvedimento di mobilitazione militare. Le votazioni si svolgeranno anche nei territori occupati dell'Ucraina annessi da Mosca: Donbass, Kherson e Zaporizhzhia. Sebbene le forze di opposizione all'estero e l'unico partito contrario alla guerra rimasto in patria, Yabloko, abbiano invitato i cittadini a recarsi ai seggi per invalidare le schede e segnalare il proprio dissenso, la risposta della popolazione resta gelida. Secondo le rilevazioni del centro di ricerca indipendente Levada, appena il 28% dei cittadini intendeva partecipare, mentre ben il 66% ignorava persino le date della consultazione. Tra coloro che hanno scelto di astenersi, il 41% ritiene il proprio voto del tutto irrilevante per gli esiti finale e il 24% denuncia la mancanza di garanzie democratiche. L'assenza di interesse ha contagiato gli stessi protagonisti della campagna: a Ryazan, la tv pubblica Rossiya 1 è stata costretta ad annullare per due giorni consecutivi i dibattiti elettorali poiché nessun candidato si è presentato in studio. La consultazione servirà a rinnovare i 450 seggi della Duma di Stato, metà assegnati con sistema proporzionale e metà tramite collegi uninominali, oltre ai governatori di diverse regioni e alle assemblee locali. Russia Unita parte con la certezza di blindare la maggioranza costituzionale detenuta nella legislatura uscente. Ad affiancarla sulla scheda elettorale vi sono il Partito Comunista, i Liberaldemocratici, Russia Giusta e Nuova Gente. È stata invece esclusa dal voto di lista la formazione di opposizione Yabloko, a seguito di un pronunciamento della Corte Suprema. Sui candidati uninominali si è scatenata una dura selezione amministrativa: ben 36 esponenti critici sono stati estromessi dalla competizione. Come rilevato dal portale indipendente Vyorstka, 17 candidature sono state respinte a causa di vecchie citazioni di Aleksei Navalny nei propri contenuti online, mentre altri 7 politici sono stati incriminati per aver condiviso link a piattaforme social vietate dal regime. La progressiva contrazione degli spazi di agibilità politica è un processo in atto da anni. Come osserva la politologa Ekaterina Schulmann, l'offerta elettorale si è drasticamente ridotta. Nell'ultimo decennio i partiti riconosciuti sono passati da 75 a 17 ed è stato reintrodotto l'obbligo di raccogliere 200mila firme per le sole forze non rappresentate nel parlamento uscente. E sono crollate del 20% la presentazione delle candidature dal 2022 a oggi. 
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