Home Blog Page 93

Cyber, Deas lancia a Palermo il resident hackathon per studenti

PALERMO (ITALPRESS) – “The Dfir Chronicles” è il progetto presentato dalla Società di Cybersicurezza DEAS a Palermo, in occasione del Mondadori Academy Forum Orienta: 28 e 29 ottobre, due giorni per entrare nel vivo della cyber investigazione e comprendere i processi della digital forensic attraverso un hackathon che vede alternarsi 32 squadre composte da studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Due scenari da analizzare e risolvere in un tempo prestabilito. La Società fondata dall’imprenditrice e mecenate per giovani talenti Stefania Ranzato entra nel vivo della formazione italiana per divulgare e promuovere il concetto di “white hat”, hacker al servizio del Paese, coloro che operano per difendere l’asset strategico italiano. “Circa 5 mila studenti visiteranno l’area espositiva allestita all’interno dei cantieri culturali della ZISA di Palermo e sarà questa l’occasione di incontrare alcuni hacker di DEAS, il top che l’Italia vanta nelle competizioni
internazionali come certificato dall’ultima Hack The Box 2026 – si legge nella nota -. Mondadori Academy Forum Orienta ha scelto le migliori realtà italiane per offrire una seria opportunità di incontro tra mondo della scuola e quello del lavoro e proprio nell’ecosistema cyber si caratterizzano occasioni straordinarie per costruire il proprio futuro e magari farlo per il bene del Paese”.

– news in collaborazione con DEAS –
– foto ufficio stampa DEAS –
(ITALPRESS).

Elezioni in Israele, nessun blocco ha la maggioranza senza arabi: i tre scenari possibili

(Adnkronos) – Nessuno dei due principali blocchi, quello del premier Benjamin Netanyahu e quello dell'ex capo delle Idf Gadi Eisenkot, ha ottenuto la maggioranza dei seggi alla Knesset nelle elezioni parlamentari che si sono svolte ieri in Israele e che hanno registrato un'affluenza storica. Quindi senza il sostegno delle due liste arabe, che insieme hanno ottenuto una forza senza precedenti, nessuno dei due blocchi riuscirà a formare una coalizione di governo. Cosa succederà, quindi, ora in Israele? Tre, secondo Haaretz, gli scenari possibili. Innanzitutto un governo di minoranza, che però sembra essere uno scenario sempre più improbabile. Secondo i risultati parziali, infatti, il blocco guidato da Eisenkot è in svantaggio rispetto al blocco di Netanyahu, sempre escludendo i partiti arabi. Ciò richiederebbe l'astensione della Lista Unita di Yousef Jabareen e il voto favorevole di almeno un parlamentare, o forse di più, del partito Ra'am, guidato da Mansour Abbas. In queste circostanze, anche se i risultati finali mostrassero un pareggio tra i due blocchi, le possibilità di formare un governo di minoranza appaiono estremamente esigue, nota Haaretz. Avigdor Lieberman e Naftali Bennett, leader dei partiti di opposizione Yisrael Beiteinu e Insieme, si sono sempre detti contrari a un simile governo, ma nelle ultime ore non hanno parlato di un simile scenario.   Un governo di unità nazionale sarebbe invece il modo con cui il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu riuscirebbe a restare al potere. In tal caso, i due scenari ora sul tavolo sono la formazione di un governo di unità nazionale o nuove elezioni. Nel suo discorso di stanotte, Netanyahu ha ringraziato i suoi "partner leali" e ha dichiarato che "la maggioranza sionista deve unirsi". Gli esponenti politici hanno letto le sue parole come un messaggio ai suoi alleati di blocco, ovvero i leader di estrema destra Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, così come i partiti Haredi. Quindi una dimostrazione della sua intenzione di preservare l'alleanza con loro. Netanyahu dovrà però affrontare diverse pressioni, sia all'interno di Israele, compreso il presidente Isaac Herzog, sia soprattutto da attori internazionali preoccupati per la formazione di un governo di destra e che vorrebbero il blocco di Eisenkot incluso nel prossimo esecutivo. Fonti politiche citate da Haaretz ritengono che anche il presidente statunitense Donald Trump potrebbe intervenire e spingere per la formazione di un governo di questo tipo. Il blocco di Eisenkot, però, ha ottimi motivi per mantenere la parola data e rifiutare un governo di unità nazionale, soprattutto perché significherebbe dipendere da Netanyahu. All'interno del blocco c'è il timore che, anche se uno dei partiti accettasse di entrare a far parte di un governo di unità nazionale, Netanyahu potrebbe farlo cadere da un momento all'altro. 
Nuove elezioni: una scommessa sulla bassa affluenza alle urne. L'ipotesi prevalente tra gli esponenti politici è che nuove elezioni siano una possibilità concreta, nonostante l'affluenza alle urne eccezionalmente alta. Netanyahu potrebbe puntare su questo, scommettendo che l'elevata partecipazione degli elettori arabi non si ripeterà alle prossime elezioni e che gli israeliani arrivati dall'estero per votare non lo faranno più. Per ora, Netanyahu si concentrerà sul consolidamento del suo controllo sulla Knesset e sulla permanenza alla guida del governo provvisorio, in qualità di primo ministro. Se il blocco di Eisenkot sostenesse nuove elezioni, potrebbe tentare di sostituire Netanyahu e il presidente della Knesset prima di sciogliere il Parlamento. Una simile mossa richiederebbe la cooperazione con i partiti arabi, un'opportunità che Netanyahu cercherebbe di sfruttare. 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Monticelli (Sitcc): “Prevenire e non sottovalutare sofferenza mentale fin da piccoli”

(Adnkronos) – "Con questa prima giornata nazionale vogliamo affermare con forza che occuparsi della propria salute mentale deve diventare naturale quanto occuparsi della propria salute fisica. La prevenzione comincia dalla capacità di riconoscere ciò che accade dentro di noi, di non sottovalutare i segnali di sofferenza e di sapere a chi rivolgersi. La terapia cognitivo comportamentale mette al centro la persona, la conoscenza scientifica e strumenti concreti di cambiamento. Il nostro obiettivo è avvicinare questa conoscenza ai cittadini, contrastando stigma, disinformazione e false soluzioni e favorendo l’accesso a professionisti qualificati e a interventi fondati sulle evidenze scientifiche". Lo ha detto Fabio Monticelli, presidente Sitcc in occasione della prima Giornata nazionale della terapia cognitivo comportamentale che si celebra oggi, 28 ottobre, promossa dalla società scientifica accreditata dal ministero della Salute e affiliata alla Fism – Federazione società medico-scientifiche italiane, con l’obiettivo di portare la cultura della salute psicologica fuori dai soli luoghi della cura e renderla patrimonio accessibile alla popolazione. La prima edizione, dedicata al tema ‘Non c’è salute senza salute mentale’, prevede l’attivazione di un Help desk gratuito, disponibile sul portale Sitcc, per ricevere informazioni e la diffusione di un decalogo. Dieci indicazioni semplici, rivolte a tutti, che ricordano come la salute mentale sia un equilibrio da costruire nel tempo; quanto sia importante imparare a riconoscere e comprendere le proprie emozioni e quelle degli altri; quanto la prevenzione debba iniziare già nell’infanzia e nell’adolescenza; e quanto sia importante riconoscere tempestivamente segnali quali alterazioni persistenti del sonno, isolamento, irritabilità, perdita di interesse e modificazioni significative delle proprie abitudini. Il Decalogo richiama inoltre il valore del sonno, dell’attività fisica, delle pause, delle relazioni sociali e dei ritmi regolari; mette in guardia dalle false autocure e invita a non attendere passivamente che il disagio ‘passi da sé’. Uno degli obiettivi principali della Giornata è modificare la percezione della salute psicologica: non qualcosa di cui occuparsi soltanto quando il disagio è diventato grave, ma una dimensione della salute da proteggere durante tutto l’arco della vita. "La sofferenza esiste e va validata, cioè bisogna darle valore, perché può essere riparata, si può fare qualcosa – spiega Monticelli – Ci sono relazioni che creano il disagio e bisogna comprendere come si sviluppa, ma c’è anche la relazione terapeutica, un’esperienza relazionale correttiva".  La Giornata vuole stesso contribuire anche al superamento dello stigma ancora associato alla richiesta di supporto psicologico e che "spesso impedisce di entrare in terapia – continua l’esperto – soprattutto agli uomini che pensano ‘Io non ne ho bisogno, le emozioni sono roba da femminucce’. Superare lo stigma vuol dire capire che non è così. Anzi, andare in terapia è un atto di coraggio perché significa volersi confrontare con i propri limiti, le proprie sofferenze e le proprie paure – afferma – C’è poi un altro aspetto importante: tante volte le persone non capiscono che stanno soffrendo. Non sempre, ma alcune persone non si rendono proprio conto di avere una sofferenza, eppure questa si vede. Se il funzionamento lavorativo, amicale o sentimentale è effettivamente carente, cioè è ben al di sotto del proprio standard, allora bisogna chiedere aiuto". "Il percorso per superare lo stigma è lungo e difficile – osserva Monticelli – Però si stanno facendo delle iniziative di sensibilizzazione e la popolazione sta diventando più matura. Recentemente, alla tappa di Cagliari di ‘Fism for People’, c’è stata una grande partecipazione: c’è attenzione al tema. Anche per questo, in occasione del prossimo congresso della Società italiana di terapia cognitivo comportamentale, in programma a Torino da 6 all’8 novembre, abbiamo organizzato una giornata precongressuale aperta a cittadini, istituzioni e autorità. Sarà quindi un momento d’incontro, un modo per conoscere e divulgare, per esempio, la prevenzione della violenza a partire dalla realtà familiare. I bambini vanno ascoltati, accolti, bisogna giocare e stare con loro, a loro va dedicato tempo e attenzione, senza usare violenza e senza ricorrere all’umiliazione. Questa è la prima forma di prevenzione – conclude – perché le prime forme di trauma si verificano proprio nel periodo infantile e poi nell’adolescenza". 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conou e Università di Pisa, impegno comune per affrontare Pfas

(Adnkronos) – Come riconoscere, monitorare e gestire sostanze inquinanti che persistono a lungo nell’ambiente. È una delle sfide su cui si concentra la collaborazione tra il Conou – Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati e il Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni (Destec) dell’Università di Pisa. L’iniziativa punta a sostenere la ricerca sui PFAS, contribuire alla sensibilizzazione di cittadini e istituzioni e sviluppare conoscenze utili ad affrontare un problema ambientale sempre più rilevante. I Pfas sono un vasto gruppo di sostanze chimiche di sintesi utilizzate in numerosi prodotti di uso quotidiano. La loro elevata persistenza fa sì che possano rimanere a lungo nell’ambiente, rendendone fondamentale lo studio per comprenderne la rilevanza, nonché i rischi per la salute ed individuare le strategie efficaci di prevenzione e distruzione. In Toscana, i dati mostrano quanto sia importante approfondire il fenomeno. Secondo l’Annuario 2025 di Arpat, pubblicato lo scorso febbraio, residui misurabili di PFAS sono stati rilevati nel 95% delle stazioni monitorate nelle acque superficiali e nel 73% di quelle sotterranee. Nel 48% delle stazioni monitorate nelle acque superficiali sono stati inoltre registrati superamenti degli standard di qualità ambientale considerati dall’indicatore. Il 13 aprile 2026 la Regione Toscana ha avviato una specifica indagine per mappare le fonti di contaminazione negli scarichi, nelle emissioni e nelle matrici solide delle principali attività produttive. Nel frattempo, i Pfas vengono tuttora ampiamente utilizzati in numerosi prodotti, dagli imballaggi ai medicinali, alle schiume antincendio, dalle schede elettroniche ai cosmetici.  Di fronte a una questione così complessa, la ricerca scientifica è uno strumento essenziale perché permette di raccogliere dati, migliorare le conoscenze e costruire risposte basate su evidenze. È da questa consapevolezza che nasce l’iniziativa di CONOU e UNIPI-DESTEC, che promuovono due borse di ricerca destinate a sostenere giovani studiosi, con l’obiettivo di approfondire le caratteristiche dei Pfas e le possibili modalità per gestirli nelle diverse filiere produttive.  Le due borse di ricerca avranno come tema “Sostanze perfluoroalchiliche (PFAS): sfida silenziosa all’economia circolare. Approcci di analisi e gestione nelle diverse filiere eccellenti (inclusa quella degli oli minerali usati)”. Il contributo di Conou si inserisce nella missione che il Consorzio porta avanti dal 1984: garantire la raccolta e il trattamento degli oli minerali usati, favorendone il recupero attraverso la rigenerazione. Oggi il Consorzio assicura la raccolta della totalità degli oli usati raccoglibili sul territorio nazionale e avvia a rigenerazione oltre il 98% dell’olio raccolto.  ''Da qualche anno abbiamo iniziato a interessarci a questo nemico invisibile – spiega Riccardo Piunti, presidente del Conou – non soltanto perché ne ritroviamo tracce negli oli minerali, ma perché riteniamo che sia un fenomeno ancora poco conosciuto, da affrontare con maggiore determinazione. Come Consorzio di riciclo sentiamo fortemente questa responsabilità visto che i PFAS dai prodotti finiscono anche per contaminare i rifiuti che, rischiano di diventare non rigenerabili anche molti anni dopo che sono stati messi in circolo. Tra i nostri fini istituzionali rientrano infatti anche la promozione e il sostegno allo studio, alla sperimentazione e allo sviluppo di nuovi processi di trattamento e di impieghi alternativi, attraverso attività di ricerca e analisi finalizzate a ottimizzare e rendere sempre più efficiente l’intero ciclo di gestione degli oli usati. Il Consorzio, peraltro, con questo progetto, vuole restare in contatto con le giovani generazioni, i professionisti di domani che, in particolare, si troveranno a fronteggiare questa tematica''.  ''Recuperare un materiale non basta. Dobbiamo anche capire che cosa stiamo rimettendo in circolo.», sottolinea Pierluigi Zerbino, professore associato al Destec e responsabile scientifico dell’iniziativa. «È una delle questioni di cui ci occupiamo al Destec, dove l’economia circolare è da tempo un importante ambito di ricerca, anche grazie al contributo del nostro gruppo di Ingegneria Gestionale. Alcune sfide sono ben riconoscibili, come il recupero dei materiali e l’organizzazione delle filiere produttive. Altre emergono soltanto quando si analizzano più a fondo i processi produttivi e le filiere. È il caso dei Pfas, sostanze ancora poco conosciute dal grande pubblico, che possono rendere più difficile recuperare e riutilizzare i materiali in modo sicuro. La loro presenza interessa diversi settori, dalle costruzioni all’industria cartaria, fino alle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Per affrontare questa sfida dobbiamo conoscere meglio queste sostanze e capire come gestirle lungo le filiere. La collaborazione con CONOU ci offre l’opportunità di approfondire il tema e coinvolgere i futuri professionisti nella ricerca di soluzioni, rafforzando il dialogo tra università e industria. Crediamo in una ricerca universitaria che sappia uscire dai laboratori e dagli uffici e supportare chi si trova ad affrontare sfide come questa''.     
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incidente ferroviario in Spagna, il precedente di gennaio sulla linea Madrid-Siviglia

(Adnkronos) – Un incidente ferroviario di estrema gravità si è verificato oggi, mercoledì 28 ottobre, nella provincia di Toledo, sulla linea ad alta velocità Madrid-Siviglia. Il bilancio al momento è di 46 morti e oltre 150 feriti. A essere coinvolti sono un treno alta velocità di Renfe e un convoglio di Iryo, sulla stessa linea che aveva visto due treni scontrarsi ad Adamuz, in provincia di Cordova, il 18 gennaio, in uno scontro che aveva provocato 46 morti e oltre 120 feriti.  
Secondo una prima ricostruzione del portavoce del Ministero dei Trasporti, secondo quanto riferisce 'El Pais', il treno alta velocità di Renfe potrebbe aver tamponato il convoglio Iryo. L’impatto avrebbe provocato il deragliamento di due vagoni del secondo treno, che sono precipitati lungo un terrapieno. L’incidente ha causato l’immediata sospensione della circolazione sulla linea ad alta velocità Madrid-Andalusia. Sul posto sono intervenuti il personale di Adif, il gestore dell’infrastruttura ferroviaria, gli operatori delle due compagnie e i soccorritori sanitari.  
Lo scorso 18 gennaio uno scontro fra due treni dell'alta velocità in Spagna, ad Adamuz, circa 200 km a nord di Malaga, aveva portato a 45 morti e 43 feriti. Diverse carrozze di un treno Iryo in viaggio da Malaga a Madrid con 300 passeggeri a bordo erano deragliate scontrandosi con un treno Alvia che viaggiava nella direzione opposta con 184 persone a bordo, diretto a Huelva. Diverse carrozze di questo secondo treno sono poi precipitate da un terrapieno di quattro metri, ostacolando l'accesso ai soccorsi, secondo quanto aveva ricostruito il ministro della Presidenza andalusa. Il presidente dell'Andalusia Juanma Moreno lo aveva etichettato come "una catastrofe senza precedenti".  Alla base dello scontro, secondo quanto riferito nel rapporto preliminare della Commissione di indagine sugli incidenti ferroviari, ci sarebbe stato un binario rotto. Gli investigatori avevano infatti trovato un giunto rotto sui binari. I tecnici presenti sul posto che hanno analizzato le rotaie avevano individuato alcuni segni di usura sul giunto tra le sezioni della rotaia, che secondo loro indicavano che il difetto era presente già da tempo. Il giunto difettoso creava uno spazio tra le sezioni della rotaia, che si allargava man mano che i treni continuavano a viaggiare sul binario. Il presidente del'impresa pubblica dei trasporti spagnola, Renfe, Álvaro Fernández Heredia, aveva subito escluso "l'errore umano" nell'incidente, spiegando che "il sistema corregge le decisioni errate" e aggiungendo che il binario interessato è stato riparato nel maggio 2025, quindi "sarebbe dovuto essere in perfette condizioni".  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il Coro del Teatro La Fenice interpreta i Carmina Burana di Carl Orff

(Adnkronos) – Il Coro del Teatro La Fenice di Venezia, preparato e diretto da Elena Pierini, interpreterà i celeberrimi Carmina burana di Carl Orff, nel concerto che chiuderà la Stagione Sinfonica 2025-2026 della Fondazione Teatro La Fenice. Il capolavoro del tedesco sarà eseguito nella versione per soli, coro, due pianoforti e percussioni e vedrà impegnati sul palcoscenico, insieme alla compagine corale veneziana, le voci soliste di Rahksha Ramezani (soprano), Enrico Masiero (tenore) e Gianluca Failla (baritono), le voci bianche dei Piccoli Cantori Veneziani istruiti dal maestro Diana D’Alessio, e l’ensemble strumentale formato da Michele Bolla, Monica Stellin ai pianoforti, Paolo Bertoldo, Claudio Cavallini, Diego Desole, Claudio Tomaselli e Barbara Tomasin alle percussioni e Dimitri Fiorin ai timpani. Due le repliche in programma al Teatro Malibran, venerdì 30 ottobre, alle ore 20.00, e sabato 31 ottobre, alle ore 20.00. Lavoro teatrale su testi medievali, i Carmina burana di Carl Orff (1895-1982) fanno parte del trittico, composto in tempi diversi, che comprende anche i Catulli Carmina e il Trionfo d’Afrodite. Di fatto non si basano su una vera e propria trama, essendo quest’opera una cantata scenica fatta – come recita il sottotitolo – di «canzoni profane per cantori e cori da eseguire col sussidio di strumenti e immagini magiche». Orff rinnegò tutte le composizioni precedenti, affermando che il suo catalogo dovesse iniziare proprio dai Carmina burana, che andarono in scena con successo a Francoforte nel 1937. Dopo quella prima esecuzione dichiarò al suo editore: «Tutto ciò che ho scritto finora e che sfortunatamente Lei ha pubblicato è solo buono per essere mandato al macero». In effetti, Orff aveva trovato solo allora la sua strada, che lo portò a scrivere quasi esclusivamente per il teatro musicale. Il musicista tedesco ritenne dunque di aver raggiunto uno stile personalmente definito, caratterizzato da un’ossessiva insistenza ritmica, da una scandita e stentorea declamazione e da un primitivismo espressivo. Oltre a una tensione oggettiva dei materiali sonori, nei Carmina burana vi è anche un’affascinante ricerca di arcaismi strumentali e vocali, reminiscenze gregoriane e trasparenti soluzioni timbriche. Orff inaugurò una sorta di «stile sinfonico per coro» attingendo ai testi di un canzoniere compilato nel tredicesimo secolo nel monastero di Benediktbeueren in Baviera. Vi si ritrovano un gran numero di canzoni goliardiche, in latino, francese e tedesco, perlopiù anonime. Sebbene gli amanuensi che hanno redatto il codice Beuren non abbiamo quasi mai riportato gli autori dei lavori trascritti, si possono fare almeno alcuni nomi di poeti: Pierre de Blois, Walter de Chàtillon, Hugo d’Orléans, Neidhart von Reuental e l’Archipoeta di Colonia. I testi, anche licenziosi, sono d’argomento amoroso, religioso, morale e satirico, un documento comunque prezioso per conoscere una diversa cultura e un diverso modo di concepire la vita. Orff, interpretandone anche la notazione neumatica, ne trasse un’opera arcaico-moderna che alterna oasi di pace a momenti di assordante e percussiva sonorità. Magistrale indubbiamente il trattamento delle voci femminili, che tra canzoni bacchiche e di caccia si muovono nel registro più acuto. Dei Carmina burana esistono diverse versioni: per banda, piccola orchestra, orchestra da camera. Tutte autorizzate dall’autore, sempre favorevole alla diffusione di quella che considerava la sua prima e fondamentale opera. Come di consueto, il concerto di venerdì 30 ottobre sarà preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle ore 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale. 
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Mattarella “Inaccettabili disparità territoriali”

ROMA (ITALPRESS) – “L’efficacia della prevenzione dipende anche dalla sua concreta accessibilità. Non è possibile accettare che ci siano disparità territoriali, tali da ridurre in alcune aree o regioni le possibilità di accesso agli screening e ai servizi sanitari. Così come non si può accettare che le difficoltà economiche si trasformino in ostacoli o, addirittura, in impedimenti alle cure”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento al Quirinale alla celebrazione dei “Giorni della Ricerca”.
“Le diagnosi tempestive sono lo strumento più efficace per combattere il tumore: questa possibilità, decisiva, non può essere condizionata da differenze sociali o territoriali. Il Servizio sanitario nazionale è nato per rendere il diritto alla salute un diritto pieno di cittadinanza – ha proseguito il capo dello Stato -. Ne sarebbe vanificata la funzione se le risorse disponibili, o le offerte di cura, o la qualità di strutture e infrastrutture, allargassero anzichè restringere le diseguaglianze. Il ministro Schillaci, di recente, ha opportunamente detto che l’elevata mobilità sanitaria regionale, con tanti cittadini che per curare una patologia oncologica viaggiano da Sud verso il Centro-Nord, è un fattore gravemente critico su cui intervenire. E’ responsabilità di tutte le istituzioni e dell’intera società adoperarsi per annullare le distanze che sussistono”.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

(ITALPRESS).

Scontro tra treni in Spagna, possibile errore umano: cosa si sa

(Adnkronos) –
Sarebbe stato un errore umano a provocare lo scontro tra i due treni ad alta velocità nei pressi di Toledo, in Spagna, in cui hanno perso la vita 46 persone, un numero che sembrerebbe destinato a crescere. Sui due convogli – un treno AVE, partito da Madrid e diretto a Siviglia, e un convoglio della compagnia Iryo, partecipata al 51% da Fs International – viaggiavano complessivamente 544 persone, rispettivamente 397 e 147 passeggeri. Secondo fonti dell'esecutivo, riportate da El Pais, si valuta "un errore umano da parte di un operatore dell'Adif durante un guasto al sistema di segnalazione principale". Secondo quanto raccolto dai tecnici presenti sul posto, il treno AV di Iryo era fermo al segnale nei pressi di Toledo su indicazione del gestore dell'infrastruttura ADIF per un degrado del sistema di segnalamento LZB. Il Gestore dell'infrastruttura stava fornendo le prescrizioni a tutti i treni che circolavano sulla linea indicando la cosiddetta "marcia a vista" a una velocità di 40 km/h. In quel momento un treno AV di Renfe avrebbe urtato ad alta velocità il treno fermo provocando l'uscita dai binari di alcune carrozze di entrambi i treni. 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alzheimer, Gentile (Eisai): “Diagnosi precoce principale abilitatore dell’innovazione”

(Adnkronos) – "La diagnosi precoce rappresenta oggi il principale fattore abilitante dell'innovazione terapeutica nelle malattie neurodegenerative". Così Anna Lisa Gentile, medical affairs manager di Eisai, in occasione del 56esimo congresso della Società italiana di neurologia (Sin) che si è tenuto a Firenze dal 24 al 27 ottobre. "Nel caso della malattia di Alzheimer sappiamo che il processo biologico sottostante inizia molti anni prima della comparsa dei sintomi – ha spiegato Gentile – Stiamo assistendo a una profonda trasformazione del paradigma di cura: da un modello storicamente focalizzato sulla gestione dei sintomi e delle conseguenze della neurodegenerazione a un approccio orientato all'identificazione precoce della patologia e all'intervento terapeutico". In questo scenario, ha aggiunto, "i biomarcatori stanno assumendo un ruolo centrale, in particolare quelli plasmatici", strumenti che possono favorire una diagnosi più tempestiva e un accesso più rapido ai percorsi di cura. Parallelamente, "la ricerca scientifica ha portato allo sviluppo di nuove terapie che hanno dimostrato nei trial clinici di rallentare significativamente la progressione della malattia nelle sue fasi precoci", ha sottolineato la manager. Un risultato che trova conferma anche nella pratica clinica: "Le evidenze che stanno emergendo dal mondo real world stanno confermando quanto osservato negli studi clinici". Per Gentile, tuttavia, il tema non riguarda soltanto l'innovazione farmacologica: "La vera sfida oggi non è continuare a innovare esclusivamente sul piano terapeutico, ma garantire che i sistemi sanitari siano pronti a tradurre i progressi della ricerca scientifica in un beneficio concreto per i pazienti". "Investire nella diagnosi precoce significa investire nella possibilità di offrire ai pazienti le migliori opportunità di cura nel momento in cui possono riceverne il massimo beneficio e il maggiore impatto", ha concluso. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bruno Vespa dopo lo scontro con Sabrina Brizzola in tv: “Mi dispiace, ma deluso che una giovane con un ruolo importante non si documenti”

(Adnkronos) – "A una settimana dal confronto in studio qui con Sabrina Brizzola, coordinatrice dell'Unione degli Universitari, farei qualche osservazione a mente fredda, commentando anche le reazioni che francamente ho trovato qualche volta anche un po' fuori misura".  Così Bruno Vespa è intervenuto ieri sera nel corso della puntata di Porta a Porta su Rai 1 per commentare quanto successo davanti alle telecamere la scorsa settimana, quando aveva alzato i toni interloquendo con la 24enne Sabrina Brizzola: "Quando parlate voi giovani, per favore, documentatevi prima. Questo lavoro è fatto anche di studio, capisce? Quindi quando venite qui, venite preparati, dovete studiare, sennò dite delle sciocchezze che non vi giovano", aveva detto il conduttore alzando i toni e finendo nelle ore successive al centro di una serie di polemiche.   Ebbene, ieri sera è tornato sull'argomento, dicendo di essere dispiaciuto ma no solo. "Mi dispiace aver usato un tono forte ma lo spiego con la delusione che una giovane con un importante ruolo di rappresentanza non si documenti su alcuni punti chiave – venendo poi smentita – sull'abbandono scolastico, noi con l'8, 2% abbiamo anticipato di 5 anni il target dell'Unione Europea, sulle borse di studio assegnate invece al 99,8% degli aventi diritto come ha documentato anche l'Ans e sugli studentati, come da replica ministeriale", ha detto. E poi ha concluso: "In campagna elettorale chiunque stia all'opposizione a destra o a sinistra dice bugie sui provvedimenti della maggioranza. Avendo avuto dei maestri che mi hanno insegnato come il controllo delle fonti sia la premessa per qualunque discussione e alla base della credibilità di ciascuno di noi, mi farebbe piacere che i giovani si distinguessero combattendo la loro più che legittima battaglia su dati di fatto reali".  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)