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Papa Leone, stop al Motu proprio di Bergoglio che decurtava salario ai cardinali

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(Adnkronos) – Papa Leone ha revocato il Motu proprio del 2021 di papa Francesco che, a causa dell’emergenza dettata allora dalla pandemia di Covid-19, decurtava il salario di porporati, capi e segretari dei Dicasteri, chierici o religiosi.  “A decorrere dal 1° settembre 2026, la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio Un futuro sostenibile, del 23 marzo 2021, è abrogata, facendo tuttavia salvi, in via definitiva, gli effetti prodotti nel periodo della sua vigenza, ivi compresi gli effetti prodotti dalla sospensione della maturazione degli scatti biennali di anzianità di cui all’art. 5, che rimane definitivamente acquisita”, ha stabilito Leone nel documento reso noto nel giorno del 71esimo compleanno. 
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Esce dal rifugio per fare una foto, escursionista precipita e muore nel Bellunese

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(Adnkronos) – Un escursionista di 43 anni è morto, scivolando in un canale, sotto al Rifugio Coldai nel Bellunese. E' accaduto nella notte e a lanciare l'allarme sono stati i compagni preoccupati perché l'uomo, uscito a fare foto verso la mezzanotte, non era rientrato e il cellulare squillava senza risposta. A quel punto sono partite le ricerche ed è stato richiesto l’intervento dei soccorsi. Sul posto sono arrivati il Soccorso alpino della Val di Zoldo, i vigili del fuoco e i carabinieri. I soccorritori hanno raggiunto la zona partendo da Malga Pioda e hanno proseguito a piedi verso il Rifugio Coldai.  Il corpo del 43enne della Repubblica Ceca è stato individuato a circa 2.000 metri di quota, un centinaio di metri sotto il rifugio. I soccorritori hanno utilizzato anche un cannocchiale per la visione notturna per individuare la posizione dell’escursionista. Una volta raggiunto il punto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio, l'uomo potrebbe essersi sporto dallo spiazzo nei pressi del bivacco per scattare una fotografia, perdendo l’equilibrio e precipitando nel canale sottostante. I soccorritori sono rimasti sul posto durante la notte. Con le prime luci dell’alba è intervenuto l’elicottero Falco 2, che ha recuperato la salma e l’ha trasportata a Palafavera. Il Rifugio Coldai si trova a 2.135 metri di quota, nel gruppo del Civetta, nel territorio di Val di Zoldo. 
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‘Il mio nuovo mondo’, alla Mostra del cinema docufilm su patologie respiratorie e rare

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(Adnkronos) – È stato presentato l’11 settembre al Lido di Venezia, in occasione della 83.esima Mostra internazionale d’arte cinematografica e della rassegna ‘Venezia26’ di Giffoni Innovation Hub, ‘Il mio nuovo mondo’, il docufilm scritto e diretto da Donatella Romani e Roberto Amato e prodotto da Telomero Produzioni con il contributo non condizionante di Chiesi Italia. Articolato in 6 capitoli e accompagnato dalla voce narrante dell’attrice Roberta Garzia – riferisce una nota – il docufilm intreccia le esperienze di persone che convivono con broncopneumopatia cronica ostruttiva, asma grave, malattia di Fabry ed epidermolisi bollosa. Alle loro testimonianze, si affiancano quelle di caregiver, clinici e associazioni pazienti, restituendo un racconto corale centrato sulla persona, sui legami e sul percorso di cura. Alla proiezione è seguita una tavola rotonda articolata in 2 panel dedicati alle patologie respiratorie e alle malattie rare, con la partecipazione di clinici e rappresentanti delle associazioni pazienti. Il confronto, a cui ha contribuito con un intervento Raffaello Innocenti, Ceo & Managing Director di Chiesi Italia, ha approfondito il valore del racconto come strumento per rendere più visibile il vissuto delle persone e rafforzare il dialogo tra pazienti, caregiver, clinici e associazioni, favorendo una maggiore comprensione dell’esperienza di malattia. Dopo la presentazione istituzionale alla Camera dei deputati nell'autunno dello scorso anno – continua la nota – ‘Il mio nuovo mondo’ arriva alla Mostra di Venezia, confermando come il linguaggio del cinema possa contribuire a coinvolgere il grande pubblico sui temi della malattia, della cura e dell'inclusione. L’iniziativa si inserisce nel percorso con cui Chiesi Italia promuove una cultura della salute fondata sull’ascolto e sulla collaborazione tra gli attori del sistema salute, riconoscendo il valore delle esperienze dei pazienti e delle loro famiglie come parte integrante della cura.  “Il mio nuovo mondo nasce dalla volontà di dare voce al vissuto delle persone che convivono con patologie respiratorie e rare, mettendo al centro la loro esperienza quotidiana – afferma Innocenti – Per Chiesi Italia sostenere questo progetto significa contribuire a una cultura della cura che va oltre la dimensione clinica, valorizzando ascolto, relazione e collaborazione tra tutti gli attori del sistema salute. Iniziative come questa dimostrano come il racconto possa diventare una leva concreta per accrescere consapevolezza, contrastare lo stigma e favorire una maggiore comprensione del vissuto delle persone”. “Nella pratica clinica incontriamo persone prima ancora che patologie. Il docufilm restituisce con chiarezza l'esperienza dei pazienti e richiama l’importanza di un dialogo continuo tra medico, paziente e caregiver per percorsi di cura sempre più personalizzati, multidisciplinari e centrati sulla persona”, osservano Giuseppe Argenziano, professore ordinario e direttore della clinica Dermatologica dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli, Gianni Carraro, dirigente medico presso l’Uo di Nefrologia e dialisi dell’Aou di Padova, e Paola Rogliani, professore ordinario e direttore della Uoc di Malattie dell’apparato respiratorio, Ptv dell’Università di Roma “Tor Vergata” e presidente della Società italiana di pneumologia. “Per chi vive con una malattia respiratoria o rara, essere ascoltati significa essere riconosciuti oltre la diagnosi. Il mio nuovo mondo racconta difficoltà, relazioni e nuovi equilibri quotidiani, contribuendo a promuovere una cultura più attenta all’esperienza dei pazienti e dei caregiver”, aggiungono Simona Barbaglia, presidente Respiriamo Insieme Apd, Anna Faccin, presidente DebraAlto Adige e Stefania Tobaldini, Presidente Aiaf Aps. Il mio nuovo mondo – conclude la nota – è disponibile su Amazon Prime Video, nella sezione ‘Documentari’, con sottotitoli in lingua inglese per il pubblico dei paesi europei. 
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Scuola al via, il messaggio dell’ex ministra Azzolina: “Ragazzi, sognate senza paura”

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(Adnkronos) – "Noi abbiamo aperto oggi. Gli studenti sono contenti di tornare a scuola e il messaggio che vorrei rivolgere a loro è semplice: abbiate il coraggio di essere curiosi, di fare domande, di sbagliare e di ricominciare". Così all'Adnkronos Lucia Azzolina, ex ministro dell'Istruzione e attuale dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo Biella II, (infanzia, primarie e medie).  "Non vivete la scuola come il luogo dei voti e delle verifiche, ma come uno spazio in cui scoprire chi siete, coltivare i vostri talenti e imparare a stare con gli altri. – sottolinea Azzolina – A tutti auguro un anno ricco di soddisfazioni, di incontri e di nuove scoperte. E agli studenti dico soprattutto: non abbiate paura di sognare in grande. La scuola è qui anche per aiutarvi a trasformare quei sogni in possibilità". 
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Hayden Panettiere, media: “Morta per dose di ossicodone tagliato con fentanyl”, indaga la DEA

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(Adnkronos) –
Hayden Panettiere sarebbe morta a seguito dell'assunzione di una dose di ossicodone tagliato con fentanyl. A svelare la possibile causa del decesso dell'attrice 36enne, venuta a mancare ad agosto, è Tmz che cita fonti legate al caso e a conoscenza diretta dei fatti, secondo le quali Panettiere si riforniva da un "pusher che conosceva da tempo" a Los
Angeles, il quale le procurava diversi farmaci soggetti a prescrizione medica provenienti dal mercato
nero, tra cui proprio l'ossicodone. Secondo quanto riferito a Tmz, durante il volo da Los Angeles alla Carolina del Sud, il giorno prima di morire, lo scorso 16 agosto, la star di Heroes avrebbe assunto diverse sostanze acquistate dal suo spacciatore e le autorità ritengono che proprio la mattina del decesso abbia preso una compressa di ossicodone forse tagliata con il fentanyl. La DEA, l'Agenzia federale incaricata di far rispettare le leggi antidroga, di Los Angeles sta ricostruendo i rapporti tra Hayden e il suo spacciatore, nel tentativo di risalire a lui.  Si tratta al momento di ipotesi, tanto che le fonti di Tmz tra le forze dell'ordine invitano alla cautela. Qualche conferma potrà arrivare dagli esiti degli esami tossicologici. Ma al momento questa resta la pista più seguita.  
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Polizza sanitaria integrativa docenti e ATA, come aderire e cosa copre

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(Adnkronos) – Da giorno 10 settembre il personale scolastico può aderire alla polizza sanitaria integrativa. Il servizio di assicurazione integrativa delle spese sanitarie sarà erogato da Unisalute in coassicurazione con Poste Assicura spa e Intesa San Paolo Protezione spa. Un’apposita nota del MIM è stata inviata a tutti gli interessati – dirigenti scolastici, docenti, educatori, personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola e ai dipendenti del Ministero – per fornire specifiche indicazioni e informazioni in merito alle modalità di adesione. Le domande devono essere inviate entro il 20 settembre. A fare il punto Daniela Rosano segretaria generale Anief. “Hanno diritto all’assicurazione sanitaria – spiega – quasi tutti i lavoratori del ministero, a partire dai dirigenti scolastici, i docenti con contratto al 30 giugno e 31 agosto, il personale Ata con contratto al 30 giugno e 31 agosto, ovviamente tutti quelli con contratto a tempo indeterminato, docenti e Ata, il personale educativo, il personale in comando e distaccato, i dipendenti del Ministero dell'Istruzione e i dirigenti del Ministero dell'Istruzione. Al momento sono esclusi purtroppo soltanto i supplenti brevi, cioè coloro che hanno una supplenza che termina prima del 30 giugno. Anief ritiene che servirebbero ulteriori risorse stanziate per i supplenti brevi”.  La platea si aggira intorno a 1.250.000 persone. Lo stanziamento complessivo è di 320 milioni di euro per quattro anni e la copertura decorre a partire dal 30 settembre 2026 e fino al 29 settembre 2030. Si deve aderire adesso e fino al 20 settembre, ma per fortuna ci saranno ulteriori finestre temporali per aderire per chi non ha ancora il contratto registrato, perché ci sono i nostri colleghi precari che purtroppo hanno la supplenza che sta per essere assegnata. Per chi intanto può farlo, il nostro consiglio è di aderire alla polizza: serve un semplice collegamento al link diretto che è possibile recuperare dalle FAQ del Ministero, oppure si può accedere direttamente dal sito del Ministero” 
E i supplenti?
 Ma ci saranno altre aperture? A quanto pare sì: “per fortuna ci saranno ulteriori finestre temporali per aderire per chi non ha ancora il contratto registrato, perché ci sono i nostri colleghi precari che purtroppo hanno la supplenza che sta per essere assegnata”, queste le parole di Daniela Rosano di Anief. 
La nota di Valditara
 Ecco cosa ha scritto il ministro Valditara nella nota in questione: “Carissimi, sin dall’inizio del mio incarico governativo ho voluto indirizzare l’attività del Ministero verso il riconoscimento del ruolo, del valore e del prestigio di coloro che, pur nelle diverse funzioni, operano nella Scuola e per la Scuola al fine di ridare a tutti la dovuta autorevolezza. Per tale ragione, a partire dal 2023 ho promosso numerose iniziative volte a realizzare un’operazione di sistema finalizzata a garantire sempre maggiore valorizzazione economica e tutele a beneficio dei dirigenti scolastici, dei docenti, degli educatori, del personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola e dei dipendenti del Ministero. In tale cornice, è particolarmente significativo quanto attuato in ambito sanitario che ha segnato il raggiungimento di un traguardo storico, vale a dire la possibilità, per tutto il personale operante nella Scuola, di usufruire, gratuitamente, di una polizza assicurativa integrativa delle spese sanitarie”. “Conseguire questo traguardo ha richiesto un complesso lavoro e un impegno economico considerevole, pari a 320 milioni di euro per il quadriennio 2026/2029, che permette, a oltre un milione e duecentomila dipendenti, di usufruire di una copertura assicurativa sanitaria. Si tratta di una misura di welfare che si aggiunge a quelle già operative e consolidate nel tempo, a iniziare dalla copertura assicurativa per il personale scolastico – volta ad ampliare l’ambito di applicazione della protezione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali – proseguendo con una serie di agevolazioni e di scontistiche di cui si può usufruire in diversi settori come, ad esempio, quello del trasporto aereo e ferroviario e quello bancario. I risultati raggiunti testimoniano la cura e l’attenzione poste nei vostri confronti che, vi assicuro, continueranno con il mio impegno per la valorizzazione e il concreto riconoscimento del fondamentale lavoro svolto da tutti voi”.  
Chi sono i beneficiari?
 La polizza riguarda i dirigenti scolastici, il personale docente, educativo e ATA, sia a tempo indeterminato sia, nei casi previsti, a tempo determinato annuale o fino al termine delle attività didattiche. Per il personale a tempo determinato la copertura vale per la durata dell’incarico. Sono inclusi anche i dipendenti e i dirigenti del Ministero in servizio presso gli uffici centrali e periferici e il personale utilizzato, distaccato o comandato. 
La scadenza
 La polizza ha efficacia dal 30 settembre 2026 al 29 settembre 2030. Le variazioni degli assicurati dovute a nuove assunzioni, pensionamenti, decessi o interruzioni del rapporto di lavoro vengono comunicate dal Ministero con cadenza mensile; gli effetti decorrono, di norma, dal primo giorno del mese successivo alla comunicazione. La copertura opera sul territorio italiano e prevede un limite di età di 71 anni, purché il dipendente sia ancora in servizio. 
Quali prestazioni sono comprese
 Il Piano opera indipendentemente dalle condizioni fisiche dell’assicurato e comprende anche malattie croniche, recidivanti e pregresse, comprese quelle diagnosticate prima dell’attivazione della polizza. Le principali garanzie riguardano: ricovero per grande intervento chirurgico; ricovero senza intervento per grave evento morboso; day hospital e day surgery; interventi chirurgici ambulatoriali; indennità sostitutiva in caso di ricovero; parto; prevenzione odontoiatrica; implantologia; assistenza in caso di non autosufficienza permanente; prevenzione secondaria; accesso a tariffe sanitarie agevolate; servizi di consulenza. Il massimale complessivo è pari a 600.000 euro per annualità assicurativa e per singolo assistito, fatti salvi gli specifici sottolimiti previsti per alcune prestazioni. 
Ricoveri e grandi interventi chirurgici
 Per i grandi interventi chirurgici compresi nell’apposito elenco sono coperte, tra le altre, le spese per équipe chirurgica e anestesiologica, sala operatoria, materiali e protesi applicate durante l’intervento, assistenza medica e infermieristica, diagnostica, terapie, rette di degenza e prestazioni collegate effettuate nei 90 giorni precedenti e nei 90 giorni successivi al ricovero. Sono inoltre previste, entro specifici limiti, le spese per l’accompagnatore e per il trasporto dell’assistito. Nelle strutture convenzionate UniSalute paga direttamente la struttura, con uno scoperto del 10% e un massimo non indennizzabile di 4.000 euro per evento. Il ricorso a strutture private non convenzionate è ammesso, in forma di rimborso, soltanto se nella provincia di residenza non sono presenti strutture convenzionate e dopo preventiva verifica con la centrale operativa. 
Grave evento morboso
 La copertura opera anche in caso di ricovero senza intervento chirurgico dovuto a uno dei gravi eventi morbosi elencati nella Guida, comprendendo rette di degenza, assistenza sanitaria, accertamenti e prestazioni effettuate nei 90 giorni precedenti e successivi al ricovero, purché correlate all’evento. Tra gli eventi indicati figurano, ad esempio, infarto miocardico acuto, neoplasie maligne, coma, gravi eventi cerebrovascolari e alcune patologie neurologiche quando determinino un’invalidità permanente superiore al 66%. 
Indennità per ricovero a carico del SSN
 Se l’assicurato è ricoverato con intervento chirurgico interamente a carico del Servizio sanitario nazionale e non richiede altri rimborsi collegati all’evento, è prevista un’indennità di 50 euro al giorno, con franchigia di 5 giorni e per un massimo di 40 giorni per annualità assicurativa. In caso di parto non a carico del SSN è previsto un rimborso massimo di: 2.500 euro per parto naturale; 4.000 euro per parto cesareo. Non sono applicati scoperti o franchigie, nei limiti della fattura sanitaria. Per la prevenzione odontoiatrica il Piano prevede ogni anno una visita specialistica e una seduta di igiene orale, da effettuare nella stessa occasione. Il massimale è di 100 euro e si applica uno scoperto del 15%. Per l’implantologia è previsto un massimo di quattro impianti per annualità, con massimale complessivo di 2.400 euro per assistito e limite di 600 euro per singolo impianto. In caso di non autosufficienza permanente è riconosciuto un rimborso fino a 500 euro al mese per un massimo di quattro anni, per spese sanitarie e socioassistenziali documentate. La condizione deve essere totale e permanente, derivare da malattia o infortunio diagnosticato durante la copertura e impedire lo svolgimento di almeno 3 delle 6 attività elementari della vita quotidiana, quali lavarsi, vestirsi, nutrirsi, mantenere la continenza e spostarsi autonomamente. 
Prevenzione secondaria
 Una volta l’anno l’assicurato può usufruire, presso strutture convenzionate e previa prenotazione, di pacchetti di prevenzione. Sono previsti un pacchetto cardiovascolare, comprendente esami di laboratorio, ECG e visita cardiologica, e pacchetti di prevenzione oncologica per donne e uomini sopra i 40 anni. Per le donne è possibile scegliere, tra l’altro, visita ginecologica con Pap test, visita senologica con ecografia oppure mammografia; per gli uomini è prevista la visita urologica con PSA. 
Tariffe agevolate anche per i familiari
 Accanto alle prestazioni assicurative vere e proprie, la polizza mette a disposizione il servizio SiSalute Up, che consente sia agli assicurati sia ai familiari di accedere a visite specialistiche, diagnostica, odontoiatria, fisioterapia e interventi chirurgici a tariffe agevolate presso strutture convenzionate. Il servizio è gestibile tramite l’App SiSalute Up. Per i familiari maggiorenni occorre un codice di attivazione richiesto dal titolare; i familiari minorenni possono essere attivati direttamente tramite l’App del titolare. Il servizio ha durata di 12 mesi dalla data di attivazione. 
Come utilizzare la copertura
 Per le strutture convenzionate è necessario ottenere la preventiva autorizzazione di UniSalute. Occorre inoltre verificare che non solo la struttura, ma anche il medico scelto, sia convenzionato. La guida raccomanda l’utilizzo dell’area clienti UniSalute, attraverso la quale è possibile prenotare le prestazioni di prevenzione, consultare le strutture convenzionate, richiedere rimborsi, controllarne lo stato, aggiornare i propri dati e consultare i documenti relativi al Piano. Analoghe funzioni sono disponibili tramite l’App UniSalute Up, compreso l’invio delle richieste di rimborso mediante caricamento delle fatture e della documentazione. 
Come chiedere il rimborso
 La richiesta può essere inoltrata online allegando la documentazione in formato elettronico. In linea generale sono richiesti il modulo di rimborso e la documentazione sanitaria e di spesa pertinente; per i ricoveri occorre anche la cartella clinica completa della SDO. Lo stato delle richieste può essere seguito nell’area riservata, dove sono indicati l’importo rimborsato, quello rimasto a carico dell’assicurato, eventuali documenti mancanti e le motivazioni di un mancato pagamento. 
Attenzione alle esclusioni
 La copertura non riguarda indistintamente tutte le spese sanitarie. Sono previste specifiche esclusioni, tra cui, a titolo esemplificativo, determinati difetti fisici o malformazioni preesistenti, prestazioni meramente estetiche, pratiche di procreazione medicalmente assistita, alcuni ricoveri di lunga degenza e cure odontoiatriche diverse da quelle espressamente previste dal Piano.   
—lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Raid al confine Ucraina-Polonia, Mosca: “Operazione russa continuerà”

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(Adnkronos) – 14 set. – (Adnkronos) A un giorno dall’attacco russo in Ucraina che ha colpito un treno passeggeri a circa due chilometri dal confine con la Polonia, cresce la preoccupazione per l''escalation' della Russia. Il raid, avvenuto nei pressi di Yahodyn, assume un peso particolare perché si è verificato pochi minuti dopo il passaggio di un convoglio diplomatico sul quale viaggiavano l’ex premier britannico Boris Johnson, l’ex primo ministro svedese Carl Bildt e diversi consiglieri per la sicurezza europei. Nessuno dei passeggeri è rimasto ferito. Ma c’è un dettaglio che rende l’episodio ancora più sensibile: nella stazione, al momento dell’attacco, si trovava anche David Petraeus, ex direttore della CIA, in Ucraina per partecipare alla Yalta European Strategy, lo stesso forum che aveva portato a Kiev anche Johnson e Bildt. Al momento del raid, secondo Ukrzaliznytsia, l’ex capo della CIA era però su un altro treno, fermo alla stazione di Yahodyn.  Petraeus ha raccontato al New York Times di aver sentito i droni avvicinarsi e poi l’esplosione, definendo quei momenti "terrificanti". "Per chi non è mai stato sotto il fuoco nemico, è stato terrificante… Questo è l'atto di un leader veramente barbaro che cerca di terrorizzare i civili ucraini", ha detto. L'avanzata delle forze armate russe in Ucraina continuerà, nessuno dovrebbe avere dubbi al riguardo, ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov parlando ai giornalisti. "La Russia sta effettivamente migliorando la sua avanzata giorno dopo giorno e si sta muovendo costantemente verso il raggiungimento dei suoi obiettivi. Questo slancio continuerà; nessuno dovrebbe avere dubbi al riguardo", ha dichiarato Peskov citato dalla Ria Novosti.  
Il raid è avvenuto domenica 13 settembre nei pressi della stazione di Yahodyn, nella regione ucraina di Volinia, lungo la linea ferroviaria che collega Kiev alla Polonia. Un drone russo ha colpito la locomotiva di un treno passeggeri diretto a Varsavia. Il convoglio era stato evacuato dopo l’allarme e non si registrano vittime. Nella stessa area un altro attacco ha colpito un distributore di carburante e alcuni mezzi nei pressi del valico di Yahodyn-Dorohusk, a meno di un chilometro dal territorio polacco.  L’ipotesi avanzata da Ukrzaliznytsia è che il bersaglio potesse essere il treno diplomatico sul quale viaggiavano Johnson, Bildt e altri esponenti europei, partito dalla stazione pochi minuti prima dell’impatto. Al momento, però, non ci sono elementi pubblici sufficienti per affermare che il convoglio diplomatico fosse effettivamente nel mirino. Carl Bildt ha confermato che il suo treno aveva già superato il confine quando è avvenuto l’attacco. Secondo l’ex premier svedese, il convoglio che seguiva è stato evacuato prima dell’impatto grazie all’allerta lanciata dai sistemi di sicurezza. La Russia ha sostenuto di aver preso di mira infrastrutture ferroviarie utilizzate per il trasporto di materiale militare verso l’Ucraina. Il fatto che sia stato colpito un treno passeggeri, però, ha alimentato le accuse di Kiev e dei suoi alleati.   Per le autorità polacche, tuttavia, la distanza dal confine rappresenta un elemento di forte preoccupazione. Il premier Donald Tusk ha convocato una riunione di emergenza, mentre per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, si è trattato di un attacco “deliberato”. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha parlato di un attacco che "bussa alla porta" dell’Unione europea e della Nato. Anche Boris Johnson ha condannato il raid, definendolo un attacco "casuale e insensato" contro infrastrutture civili. L'attacco era "chiaramente un messaggio per il mondo occidentale", pensato per spaventare i Paesi occidentali e "dissuaderli dal sostenere l'Ucraina", anche recandosi fisicamente nel Paese sotto attacco, dichiara l'Alta rappresentante Ue agli Affari esteri, Kaja Kallas, entrando al Summit europeo sull'Artico in corso a Rovaniemi, in Finlandia. "La domanda per noi è: cosa dobbiamo trarre da questo messaggio? Penso che dovremmo fare l'opposto: dovremmo dimostrare che siamo al fianco dell'Ucraina e che non abbiamo paura, perché altrimenti la Russia otterrebbe esattamente ciò che vuole, cioè la sottomissione dell'Ucraina", prosegue Kallas. Quello, ribadisce, non è nemmeno l'obiettivo finale di Mosca, che "è molto più ampio, quindi dobbiamo essere fermi su questo". Per il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, gli attacchi russi dello scorso fine settimana hanno come obiettivo quello di "intimidire, scoraggiare e soprattutto dividere" gli alleati europei.   
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Riforma del Ssn, Fossc: “Servono finanziamenti adeguati per attuazione ddl Delega”

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(Adnkronos) – “Il Disegno di legge (ddl) Delega per la Riforma del Servizio sanitario nazionale, approvato in Consiglio dei ministri in data 12.01.2026 e previsto a costo zero, è da allora è fermo in Senato. Il Governo deve quindi prevedere un adeguato finanziamento affinché la legge possa essere davvero efficace per potenziare nel nostro Paese l’integrazione tra ospedale e territorio”. È quanto sostiene il Forum delle Società scientifiche dei clinici ospedalieri e universitari italiani (Fossc) in un documento presentato durante un webinar e condiviso da tutti i presidenti delle Società scientifiche di Forum, riferisce una nota.  “Riteniamo prioritario ottenere in Italia una reale e concreta integrazione tra il sistema di cure primarie e quelle ospedaliere – sostiene Francesco Cognetti, coordinatore di Fossc – È una necessità emersa durante i difficili anni della pandemia e che è sempre più attuale visto anche l’invecchiamento generale della popolazione. Il tema della riforma si inserisce però nel più ampio quadro del definanziamento statale sulla sanità pubblica che ormai presenta numeri davvero sconfortanti. Siamo al 19.simo posto tra tutti i Paesi europei per spesa sanitaria pro capite, anche dietro alla Repubblica Ceca, alla Slovenia ed alla Polonia, nonché ultimi fra le nazioni del G7. Mettiamo a disposizione del Servizio sanitario nazionale mille dollari in meno per ogni singolo cittadino rispetto alla media Europea e dei Paesi Ocse – illustra – Tutto ciò produce la crisi profonda in cui versa il personale medico-sanitario con una gravissima carenza di medici ed infermieri e di altri professionisti sanitari”.  Inoltre, “si registrano basse quote di iscrizioni in alcune scuole di specializzazioni mediche – osserva Cognetti – tra l’altro di cruciale rilevanza, quali chirurgia generale, anatomia patologica, anestesia e rianimazione, microbiologia e virologia, patologia clinica o medicina d’urgenza e si assiste ad un costante esodo del personale sanitario, soprattutto dei più giovani, dal sistema sanitario pubblico verso l’estero o verso il privato perché ampiamente sottopagati rispetto ai loro colleghi europei e sottoposti a condizioni di lavoro intollerabili. Mentre negli ospedali pubblici, nonostante i divieti, continua il fenomeno dei gettonisti, che rappresenta del resto l’unico modo per evitare la chiusura di reparti e servizi indispensabili”.  “In assenza di provvedimenti adeguati, che finora sono clamorosamente mancati – sottolinea Cognetti – le liste di attesa non si ridurranno, i Pronto soccorso continueranno ad essere intasati dal permanere per giorni di pazienti in attesa di trasferimento nei reparti di degenza ordinaria per acuti e/o in terapia intensiva, trasferimenti impossibili per il bassissimo numero di posti letto disponibili rispetto alla dotazione media su popolazione di tutti gli altri Paesi Europei. Gli ospedali pubblici si indeboliranno in modo irreversibile, la sanità territoriale non decollerà anzi appare sempre più evidente il fallimento delle iniziative in questo settore, finanziate con cospicue risorse, purtroppo andate sprecate, del Pnrr. La mobilità sanitaria regionale continuerà ad aumentare a dismisura a tutto svantaggio degli ammalati delle Regioni del Sud ma anche di altre Regioni come in modo particolare il Lazio”.  Il carattere pubblico ed universalistico del nostro Ssn “inevitabilmente ne risulterà compromesso e l’idea sotterranea che si fa strada – avverte il coordinatore Fossc – è che la Sanità possa essere consegnata in modo preponderante al sistema privato, come sta di fatto già avvenendo. Naturalmente esiste nel nostro Paese una realtà molto forte e consistente soprattutto nelle Regioni del Nord di strutture private accreditate che rappresentano grandi eccellenze e che bisogna salvaguardare, ma lo Stato deve garantire altresì la sopravvivenza della Sanità pubblica che è attualmente compromessa da bassissimi livelli di finanziamento e che è l’unico sistema in grado di assicurare assistenza e prestazioni appropriate a tutti i malati più fragili ed ai cittadini indigenti”.  In queste condizioni “anche la richiesta del ministro Schillaci di prevedere un finanziamento aggiuntivo di 5 miliardi di euro per il Ssn nella prossima Legge Finanziaria per il 2027 – conclude la nota – a fronte dei complessivi 36 miliardi di differenza all’anno rispetto alla media Europea e dei Paesi Ocse, appare del tutto insufficiente”. 
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Mario Roggero resta in carcere, tribunale sorveglianza di Torino rigetta richiesta differimento pena

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(Adnkronos) – Il tribunale di sorveglianza di Torino ha rigettato la richiesta di differimento pena per grazia presentata da Stefano Marcolini, legale di Mario Roggero, il gioielliere cuneese 72 enne condannato a 14 anni e nove mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo nell’aprile del 2021 a seguito dell’assalto nel suo negozio. Il gioielliere è detenuto in carcere a Bollate.  Il suo legale, nell’udienza dello scorso 9 settembre davanti al tribunale di sorveglianza di Torino, aveva avanzato la richiesta di differimento della pena in attesa della decisione del Capo dello Stato sulla grazia e in subordine la detenzione domiciliare sempre in attesa della decisione del Presidente della Repubblica. Il prossimo 16 settembre analoga udienza sarà davanti al tribunale di sorveglianza di Milano. 
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Caso Garlasco, Lovati a processo per diffamazione e Sempio non testimonierà

(Adnkronos) –
Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, non testimonierà nel processo che vede il suo ex avvocato Massimo Lovati imputato a Milano per diffamazione nei confronti dello studio Giarda per le dichiarazioni rese il 13 marzo 2025, davanti alle telecamere, quando era da poco esplosa la nuova indagine sull'omicidio di Garlasco. La difesa di Lovati ha fatto presente che all'esito dell'esame dei testi poteva esserci la necessità di ascoltare Sempio, ma il Tribunale ha rigettato l'istanza. Il giudice Gianluca De Rosa ha acquisito la corposa documentazione fornita dalle parti tra cui la relazione della Skp (società di investigazioni privata ingaggiata dalla difesa di Alberto Stasi) e le consulenze genetiche degli esperti Matteo Fabbri e Pasquale Linarello, e ha dato l'ok solo ad alcuni testimoni della vicenda che ruota intorno al prelievo del Dna di Sempio da una tazzina e un cucchiaino presi in un bar all'insaputa del trentottenne. "Non sono state ammesse delle prove secondo me sostanziali e decisive come due testi della Skp perché noi non sappiamo chi ha effettivamente prelevato gli oggetti in quel novembre 2016" è il commento di Lovati.  Per Enrico Giarda, parte civile insieme al fratello Fabio, "Lovati sa benissimo che non c'è stata nessuna macchinazione. Di questo processo ne avrei fatto sinceramente a meno, ma non vogliamo che venga infangata la memoria di nostro padre". La prossima udienza è fissata per il 9 novembre, la sentenza è attesa (salvo sorprese) nel 2027.  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)