(Adnkronos) –
Hayden Panettiere sarebbe morta a seguito dell'assunzione di una dose di ossicodone tagliato con fentanyl. A svelare la possibile causa del decesso dell'attrice 36enne, venuta a mancare ad agosto, è Tmz che cita fonti legate al caso e a conoscenza diretta dei fatti, secondo le quali Panettiere si riforniva da un "pusher che conosceva da tempo" a Los
Angeles, il quale le procurava diversi farmaci soggetti a prescrizione medica provenienti dal mercato
nero, tra cui proprio l'ossicodone. Secondo quanto riferito a Tmz, durante il volo da Los Angeles alla Carolina del Sud, il giorno prima di morire, lo scorso 16 agosto, la star di Heroes avrebbe assunto diverse sostanze acquistate dal suo spacciatore e le autorità ritengono che proprio la mattina del decesso abbia preso una compressa di ossicodone forse tagliata con il fentanyl. La DEA, l'Agenzia federale incaricata di far rispettare le leggi antidroga, di Los Angeles sta ricostruendo i rapporti tra Hayden e il suo spacciatore, nel tentativo di risalire a lui. Si tratta al momento di ipotesi, tanto che le fonti di Tmz tra le forze dell'ordine invitano alla cautela. Qualche conferma potrà arrivare dagli esiti degli esami tossicologici. Ma al momento questa resta la pista più seguita.
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Hayden Panettiere, media: “Morta per dose di ossicodone tagliato con fentanyl”, indaga la DEA
Polizza sanitaria integrativa docenti e ATA, come aderire e cosa copre
(Adnkronos) – Da giorno 10 settembre il personale scolastico può aderire alla polizza sanitaria integrativa. Il servizio di assicurazione integrativa delle spese sanitarie sarà erogato da Unisalute in coassicurazione con Poste Assicura spa e Intesa San Paolo Protezione spa. Un’apposita nota del MIM è stata inviata a tutti gli interessati – dirigenti scolastici, docenti, educatori, personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola e ai dipendenti del Ministero – per fornire specifiche indicazioni e informazioni in merito alle modalità di adesione. Le domande devono essere inviate entro il 20 settembre. A fare il punto Daniela Rosano segretaria generale Anief. “Hanno diritto all’assicurazione sanitaria – spiega – quasi tutti i lavoratori del ministero, a partire dai dirigenti scolastici, i docenti con contratto al 30 giugno e 31 agosto, il personale Ata con contratto al 30 giugno e 31 agosto, ovviamente tutti quelli con contratto a tempo indeterminato, docenti e Ata, il personale educativo, il personale in comando e distaccato, i dipendenti del Ministero dell'Istruzione e i dirigenti del Ministero dell'Istruzione. Al momento sono esclusi purtroppo soltanto i supplenti brevi, cioè coloro che hanno una supplenza che termina prima del 30 giugno. Anief ritiene che servirebbero ulteriori risorse stanziate per i supplenti brevi”. La platea si aggira intorno a 1.250.000 persone. Lo stanziamento complessivo è di 320 milioni di euro per quattro anni e la copertura decorre a partire dal 30 settembre 2026 e fino al 29 settembre 2030. Si deve aderire adesso e fino al 20 settembre, ma per fortuna ci saranno ulteriori finestre temporali per aderire per chi non ha ancora il contratto registrato, perché ci sono i nostri colleghi precari che purtroppo hanno la supplenza che sta per essere assegnata. Per chi intanto può farlo, il nostro consiglio è di aderire alla polizza: serve un semplice collegamento al link diretto che è possibile recuperare dalle FAQ del Ministero, oppure si può accedere direttamente dal sito del Ministero”
E i supplenti?
Ma ci saranno altre aperture? A quanto pare sì: “per fortuna ci saranno ulteriori finestre temporali per aderire per chi non ha ancora il contratto registrato, perché ci sono i nostri colleghi precari che purtroppo hanno la supplenza che sta per essere assegnata”, queste le parole di Daniela Rosano di Anief.
La nota di Valditara
Ecco cosa ha scritto il ministro Valditara nella nota in questione: “Carissimi, sin dall’inizio del mio incarico governativo ho voluto indirizzare l’attività del Ministero verso il riconoscimento del ruolo, del valore e del prestigio di coloro che, pur nelle diverse funzioni, operano nella Scuola e per la Scuola al fine di ridare a tutti la dovuta autorevolezza. Per tale ragione, a partire dal 2023 ho promosso numerose iniziative volte a realizzare un’operazione di sistema finalizzata a garantire sempre maggiore valorizzazione economica e tutele a beneficio dei dirigenti scolastici, dei docenti, degli educatori, del personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola e dei dipendenti del Ministero. In tale cornice, è particolarmente significativo quanto attuato in ambito sanitario che ha segnato il raggiungimento di un traguardo storico, vale a dire la possibilità, per tutto il personale operante nella Scuola, di usufruire, gratuitamente, di una polizza assicurativa integrativa delle spese sanitarie”. “Conseguire questo traguardo ha richiesto un complesso lavoro e un impegno economico considerevole, pari a 320 milioni di euro per il quadriennio 2026/2029, che permette, a oltre un milione e duecentomila dipendenti, di usufruire di una copertura assicurativa sanitaria. Si tratta di una misura di welfare che si aggiunge a quelle già operative e consolidate nel tempo, a iniziare dalla copertura assicurativa per il personale scolastico – volta ad ampliare l’ambito di applicazione della protezione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali – proseguendo con una serie di agevolazioni e di scontistiche di cui si può usufruire in diversi settori come, ad esempio, quello del trasporto aereo e ferroviario e quello bancario. I risultati raggiunti testimoniano la cura e l’attenzione poste nei vostri confronti che, vi assicuro, continueranno con il mio impegno per la valorizzazione e il concreto riconoscimento del fondamentale lavoro svolto da tutti voi”.
Chi sono i beneficiari?
La polizza riguarda i dirigenti scolastici, il personale docente, educativo e ATA, sia a tempo indeterminato sia, nei casi previsti, a tempo determinato annuale o fino al termine delle attività didattiche. Per il personale a tempo determinato la copertura vale per la durata dell’incarico. Sono inclusi anche i dipendenti e i dirigenti del Ministero in servizio presso gli uffici centrali e periferici e il personale utilizzato, distaccato o comandato.
La scadenza
La polizza ha efficacia dal 30 settembre 2026 al 29 settembre 2030. Le variazioni degli assicurati dovute a nuove assunzioni, pensionamenti, decessi o interruzioni del rapporto di lavoro vengono comunicate dal Ministero con cadenza mensile; gli effetti decorrono, di norma, dal primo giorno del mese successivo alla comunicazione. La copertura opera sul territorio italiano e prevede un limite di età di 71 anni, purché il dipendente sia ancora in servizio.
Quali prestazioni sono comprese
Il Piano opera indipendentemente dalle condizioni fisiche dell’assicurato e comprende anche malattie croniche, recidivanti e pregresse, comprese quelle diagnosticate prima dell’attivazione della polizza. Le principali garanzie riguardano: ricovero per grande intervento chirurgico; ricovero senza intervento per grave evento morboso; day hospital e day surgery; interventi chirurgici ambulatoriali; indennità sostitutiva in caso di ricovero; parto; prevenzione odontoiatrica; implantologia; assistenza in caso di non autosufficienza permanente; prevenzione secondaria; accesso a tariffe sanitarie agevolate; servizi di consulenza. Il massimale complessivo è pari a 600.000 euro per annualità assicurativa e per singolo assistito, fatti salvi gli specifici sottolimiti previsti per alcune prestazioni.
Ricoveri e grandi interventi chirurgici
Per i grandi interventi chirurgici compresi nell’apposito elenco sono coperte, tra le altre, le spese per équipe chirurgica e anestesiologica, sala operatoria, materiali e protesi applicate durante l’intervento, assistenza medica e infermieristica, diagnostica, terapie, rette di degenza e prestazioni collegate effettuate nei 90 giorni precedenti e nei 90 giorni successivi al ricovero. Sono inoltre previste, entro specifici limiti, le spese per l’accompagnatore e per il trasporto dell’assistito. Nelle strutture convenzionate UniSalute paga direttamente la struttura, con uno scoperto del 10% e un massimo non indennizzabile di 4.000 euro per evento. Il ricorso a strutture private non convenzionate è ammesso, in forma di rimborso, soltanto se nella provincia di residenza non sono presenti strutture convenzionate e dopo preventiva verifica con la centrale operativa.
Grave evento morboso
La copertura opera anche in caso di ricovero senza intervento chirurgico dovuto a uno dei gravi eventi morbosi elencati nella Guida, comprendendo rette di degenza, assistenza sanitaria, accertamenti e prestazioni effettuate nei 90 giorni precedenti e successivi al ricovero, purché correlate all’evento. Tra gli eventi indicati figurano, ad esempio, infarto miocardico acuto, neoplasie maligne, coma, gravi eventi cerebrovascolari e alcune patologie neurologiche quando determinino un’invalidità permanente superiore al 66%.
Indennità per ricovero a carico del SSN
Se l’assicurato è ricoverato con intervento chirurgico interamente a carico del Servizio sanitario nazionale e non richiede altri rimborsi collegati all’evento, è prevista un’indennità di 50 euro al giorno, con franchigia di 5 giorni e per un massimo di 40 giorni per annualità assicurativa. In caso di parto non a carico del SSN è previsto un rimborso massimo di: 2.500 euro per parto naturale; 4.000 euro per parto cesareo. Non sono applicati scoperti o franchigie, nei limiti della fattura sanitaria. Per la prevenzione odontoiatrica il Piano prevede ogni anno una visita specialistica e una seduta di igiene orale, da effettuare nella stessa occasione. Il massimale è di 100 euro e si applica uno scoperto del 15%. Per l’implantologia è previsto un massimo di quattro impianti per annualità, con massimale complessivo di 2.400 euro per assistito e limite di 600 euro per singolo impianto. In caso di non autosufficienza permanente è riconosciuto un rimborso fino a 500 euro al mese per un massimo di quattro anni, per spese sanitarie e socioassistenziali documentate. La condizione deve essere totale e permanente, derivare da malattia o infortunio diagnosticato durante la copertura e impedire lo svolgimento di almeno 3 delle 6 attività elementari della vita quotidiana, quali lavarsi, vestirsi, nutrirsi, mantenere la continenza e spostarsi autonomamente.
Prevenzione secondaria
Una volta l’anno l’assicurato può usufruire, presso strutture convenzionate e previa prenotazione, di pacchetti di prevenzione. Sono previsti un pacchetto cardiovascolare, comprendente esami di laboratorio, ECG e visita cardiologica, e pacchetti di prevenzione oncologica per donne e uomini sopra i 40 anni. Per le donne è possibile scegliere, tra l’altro, visita ginecologica con Pap test, visita senologica con ecografia oppure mammografia; per gli uomini è prevista la visita urologica con PSA.
Tariffe agevolate anche per i familiari
Accanto alle prestazioni assicurative vere e proprie, la polizza mette a disposizione il servizio SiSalute Up, che consente sia agli assicurati sia ai familiari di accedere a visite specialistiche, diagnostica, odontoiatria, fisioterapia e interventi chirurgici a tariffe agevolate presso strutture convenzionate. Il servizio è gestibile tramite l’App SiSalute Up. Per i familiari maggiorenni occorre un codice di attivazione richiesto dal titolare; i familiari minorenni possono essere attivati direttamente tramite l’App del titolare. Il servizio ha durata di 12 mesi dalla data di attivazione.
Come utilizzare la copertura
Per le strutture convenzionate è necessario ottenere la preventiva autorizzazione di UniSalute. Occorre inoltre verificare che non solo la struttura, ma anche il medico scelto, sia convenzionato. La guida raccomanda l’utilizzo dell’area clienti UniSalute, attraverso la quale è possibile prenotare le prestazioni di prevenzione, consultare le strutture convenzionate, richiedere rimborsi, controllarne lo stato, aggiornare i propri dati e consultare i documenti relativi al Piano. Analoghe funzioni sono disponibili tramite l’App UniSalute Up, compreso l’invio delle richieste di rimborso mediante caricamento delle fatture e della documentazione.
Come chiedere il rimborso
La richiesta può essere inoltrata online allegando la documentazione in formato elettronico. In linea generale sono richiesti il modulo di rimborso e la documentazione sanitaria e di spesa pertinente; per i ricoveri occorre anche la cartella clinica completa della SDO. Lo stato delle richieste può essere seguito nell’area riservata, dove sono indicati l’importo rimborsato, quello rimasto a carico dell’assicurato, eventuali documenti mancanti e le motivazioni di un mancato pagamento.
Attenzione alle esclusioni
La copertura non riguarda indistintamente tutte le spese sanitarie. Sono previste specifiche esclusioni, tra cui, a titolo esemplificativo, determinati difetti fisici o malformazioni preesistenti, prestazioni meramente estetiche, pratiche di procreazione medicalmente assistita, alcuni ricoveri di lunga degenza e cure odontoiatriche diverse da quelle espressamente previste dal Piano.
—lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Raid al confine Ucraina-Polonia, Mosca: “Operazione russa continuerà”
(Adnkronos) – 14 set. – (Adnkronos) A un giorno dall’attacco russo in Ucraina che ha colpito un treno passeggeri a circa due chilometri dal confine con la Polonia, cresce la preoccupazione per l''escalation' della Russia. Il raid, avvenuto nei pressi di Yahodyn, assume un peso particolare perché si è verificato pochi minuti dopo il passaggio di un convoglio diplomatico sul quale viaggiavano l’ex premier britannico Boris Johnson, l’ex primo ministro svedese Carl Bildt e diversi consiglieri per la sicurezza europei. Nessuno dei passeggeri è rimasto ferito. Ma c’è un dettaglio che rende l’episodio ancora più sensibile: nella stazione, al momento dell’attacco, si trovava anche David Petraeus, ex direttore della CIA, in Ucraina per partecipare alla Yalta European Strategy, lo stesso forum che aveva portato a Kiev anche Johnson e Bildt. Al momento del raid, secondo Ukrzaliznytsia, l’ex capo della CIA era però su un altro treno, fermo alla stazione di Yahodyn. Petraeus ha raccontato al New York Times di aver sentito i droni avvicinarsi e poi l’esplosione, definendo quei momenti "terrificanti". "Per chi non è mai stato sotto il fuoco nemico, è stato terrificante… Questo è l'atto di un leader veramente barbaro che cerca di terrorizzare i civili ucraini", ha detto. L'avanzata delle forze armate russe in Ucraina continuerà, nessuno dovrebbe avere dubbi al riguardo, ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov parlando ai giornalisti. "La Russia sta effettivamente migliorando la sua avanzata giorno dopo giorno e si sta muovendo costantemente verso il raggiungimento dei suoi obiettivi. Questo slancio continuerà; nessuno dovrebbe avere dubbi al riguardo", ha dichiarato Peskov citato dalla Ria Novosti.
Il raid è avvenuto domenica 13 settembre nei pressi della stazione di Yahodyn, nella regione ucraina di Volinia, lungo la linea ferroviaria che collega Kiev alla Polonia. Un drone russo ha colpito la locomotiva di un treno passeggeri diretto a Varsavia. Il convoglio era stato evacuato dopo l’allarme e non si registrano vittime. Nella stessa area un altro attacco ha colpito un distributore di carburante e alcuni mezzi nei pressi del valico di Yahodyn-Dorohusk, a meno di un chilometro dal territorio polacco. L’ipotesi avanzata da Ukrzaliznytsia è che il bersaglio potesse essere il treno diplomatico sul quale viaggiavano Johnson, Bildt e altri esponenti europei, partito dalla stazione pochi minuti prima dell’impatto. Al momento, però, non ci sono elementi pubblici sufficienti per affermare che il convoglio diplomatico fosse effettivamente nel mirino. Carl Bildt ha confermato che il suo treno aveva già superato il confine quando è avvenuto l’attacco. Secondo l’ex premier svedese, il convoglio che seguiva è stato evacuato prima dell’impatto grazie all’allerta lanciata dai sistemi di sicurezza. La Russia ha sostenuto di aver preso di mira infrastrutture ferroviarie utilizzate per il trasporto di materiale militare verso l’Ucraina. Il fatto che sia stato colpito un treno passeggeri, però, ha alimentato le accuse di Kiev e dei suoi alleati. Per le autorità polacche, tuttavia, la distanza dal confine rappresenta un elemento di forte preoccupazione. Il premier Donald Tusk ha convocato una riunione di emergenza, mentre per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, si è trattato di un attacco “deliberato”. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha parlato di un attacco che "bussa alla porta" dell’Unione europea e della Nato. Anche Boris Johnson ha condannato il raid, definendolo un attacco "casuale e insensato" contro infrastrutture civili. L'attacco era "chiaramente un messaggio per il mondo occidentale", pensato per spaventare i Paesi occidentali e "dissuaderli dal sostenere l'Ucraina", anche recandosi fisicamente nel Paese sotto attacco, dichiara l'Alta rappresentante Ue agli Affari esteri, Kaja Kallas, entrando al Summit europeo sull'Artico in corso a Rovaniemi, in Finlandia. "La domanda per noi è: cosa dobbiamo trarre da questo messaggio? Penso che dovremmo fare l'opposto: dovremmo dimostrare che siamo al fianco dell'Ucraina e che non abbiamo paura, perché altrimenti la Russia otterrebbe esattamente ciò che vuole, cioè la sottomissione dell'Ucraina", prosegue Kallas. Quello, ribadisce, non è nemmeno l'obiettivo finale di Mosca, che "è molto più ampio, quindi dobbiamo essere fermi su questo". Per il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, gli attacchi russi dello scorso fine settimana hanno come obiettivo quello di "intimidire, scoraggiare e soprattutto dividere" gli alleati europei.
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Riforma del Ssn, Fossc: “Servono finanziamenti adeguati per attuazione ddl Delega”
(Adnkronos) – “Il Disegno di legge (ddl) Delega per la Riforma del Servizio sanitario nazionale, approvato in Consiglio dei ministri in data 12.01.2026 e previsto a costo zero, è da allora è fermo in Senato. Il Governo deve quindi prevedere un adeguato finanziamento affinché la legge possa essere davvero efficace per potenziare nel nostro Paese l’integrazione tra ospedale e territorio”. È quanto sostiene il Forum delle Società scientifiche dei clinici ospedalieri e universitari italiani (Fossc) in un documento presentato durante un webinar e condiviso da tutti i presidenti delle Società scientifiche di Forum, riferisce una nota. “Riteniamo prioritario ottenere in Italia una reale e concreta integrazione tra il sistema di cure primarie e quelle ospedaliere – sostiene Francesco Cognetti, coordinatore di Fossc – È una necessità emersa durante i difficili anni della pandemia e che è sempre più attuale visto anche l’invecchiamento generale della popolazione. Il tema della riforma si inserisce però nel più ampio quadro del definanziamento statale sulla sanità pubblica che ormai presenta numeri davvero sconfortanti. Siamo al 19.simo posto tra tutti i Paesi europei per spesa sanitaria pro capite, anche dietro alla Repubblica Ceca, alla Slovenia ed alla Polonia, nonché ultimi fra le nazioni del G7. Mettiamo a disposizione del Servizio sanitario nazionale mille dollari in meno per ogni singolo cittadino rispetto alla media Europea e dei Paesi Ocse – illustra – Tutto ciò produce la crisi profonda in cui versa il personale medico-sanitario con una gravissima carenza di medici ed infermieri e di altri professionisti sanitari”. Inoltre, “si registrano basse quote di iscrizioni in alcune scuole di specializzazioni mediche – osserva Cognetti – tra l’altro di cruciale rilevanza, quali chirurgia generale, anatomia patologica, anestesia e rianimazione, microbiologia e virologia, patologia clinica o medicina d’urgenza e si assiste ad un costante esodo del personale sanitario, soprattutto dei più giovani, dal sistema sanitario pubblico verso l’estero o verso il privato perché ampiamente sottopagati rispetto ai loro colleghi europei e sottoposti a condizioni di lavoro intollerabili. Mentre negli ospedali pubblici, nonostante i divieti, continua il fenomeno dei gettonisti, che rappresenta del resto l’unico modo per evitare la chiusura di reparti e servizi indispensabili”. “In assenza di provvedimenti adeguati, che finora sono clamorosamente mancati – sottolinea Cognetti – le liste di attesa non si ridurranno, i Pronto soccorso continueranno ad essere intasati dal permanere per giorni di pazienti in attesa di trasferimento nei reparti di degenza ordinaria per acuti e/o in terapia intensiva, trasferimenti impossibili per il bassissimo numero di posti letto disponibili rispetto alla dotazione media su popolazione di tutti gli altri Paesi Europei. Gli ospedali pubblici si indeboliranno in modo irreversibile, la sanità territoriale non decollerà anzi appare sempre più evidente il fallimento delle iniziative in questo settore, finanziate con cospicue risorse, purtroppo andate sprecate, del Pnrr. La mobilità sanitaria regionale continuerà ad aumentare a dismisura a tutto svantaggio degli ammalati delle Regioni del Sud ma anche di altre Regioni come in modo particolare il Lazio”. Il carattere pubblico ed universalistico del nostro Ssn “inevitabilmente ne risulterà compromesso e l’idea sotterranea che si fa strada – avverte il coordinatore Fossc – è che la Sanità possa essere consegnata in modo preponderante al sistema privato, come sta di fatto già avvenendo. Naturalmente esiste nel nostro Paese una realtà molto forte e consistente soprattutto nelle Regioni del Nord di strutture private accreditate che rappresentano grandi eccellenze e che bisogna salvaguardare, ma lo Stato deve garantire altresì la sopravvivenza della Sanità pubblica che è attualmente compromessa da bassissimi livelli di finanziamento e che è l’unico sistema in grado di assicurare assistenza e prestazioni appropriate a tutti i malati più fragili ed ai cittadini indigenti”. In queste condizioni “anche la richiesta del ministro Schillaci di prevedere un finanziamento aggiuntivo di 5 miliardi di euro per il Ssn nella prossima Legge Finanziaria per il 2027 – conclude la nota – a fronte dei complessivi 36 miliardi di differenza all’anno rispetto alla media Europea e dei Paesi Ocse, appare del tutto insufficiente”.
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Mario Roggero resta in carcere, tribunale sorveglianza di Torino rigetta richiesta differimento pena
(Adnkronos) – Il tribunale di sorveglianza di Torino ha rigettato la richiesta di differimento pena per grazia presentata da Stefano Marcolini, legale di Mario Roggero, il gioielliere cuneese 72 enne condannato a 14 anni e nove mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo nell’aprile del 2021 a seguito dell’assalto nel suo negozio. Il gioielliere è detenuto in carcere a Bollate. Il suo legale, nell’udienza dello scorso 9 settembre davanti al tribunale di sorveglianza di Torino, aveva avanzato la richiesta di differimento della pena in attesa della decisione del Capo dello Stato sulla grazia e in subordine la detenzione domiciliare sempre in attesa della decisione del Presidente della Repubblica. Il prossimo 16 settembre analoga udienza sarà davanti al tribunale di sorveglianza di Milano.
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Caso Garlasco, Lovati a processo per diffamazione e Sempio non testimonierà
(Adnkronos) –
Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, non testimonierà nel processo che vede il suo ex avvocato Massimo Lovati imputato a Milano per diffamazione nei confronti dello studio Giarda per le dichiarazioni rese il 13 marzo 2025, davanti alle telecamere, quando era da poco esplosa la nuova indagine sull'omicidio di Garlasco. La difesa di Lovati ha fatto presente che all'esito dell'esame dei testi poteva esserci la necessità di ascoltare Sempio, ma il Tribunale ha rigettato l'istanza. Il giudice Gianluca De Rosa ha acquisito la corposa documentazione fornita dalle parti tra cui la relazione della Skp (società di investigazioni privata ingaggiata dalla difesa di Alberto Stasi) e le consulenze genetiche degli esperti Matteo Fabbri e Pasquale Linarello, e ha dato l'ok solo ad alcuni testimoni della vicenda che ruota intorno al prelievo del Dna di Sempio da una tazzina e un cucchiaino presi in un bar all'insaputa del trentottenne. "Non sono state ammesse delle prove secondo me sostanziali e decisive come due testi della Skp perché noi non sappiamo chi ha effettivamente prelevato gli oggetti in quel novembre 2016" è il commento di Lovati. Per Enrico Giarda, parte civile insieme al fratello Fabio, "Lovati sa benissimo che non c'è stata nessuna macchinazione. Di questo processo ne avrei fatto sinceramente a meno, ma non vogliamo che venga infangata la memoria di nostro padre". La prossima udienza è fissata per il 9 novembre, la sentenza è attesa (salvo sorprese) nel 2027.
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Sigep World 2027, Ieg lancia una sfida ‘globale’
(Adnkronos) – Raddoppiare i top buyer, dai 502 del 2026 a circa 1.000: è l’obiettivo di SIGEP World, che riunisce le eccellenze di gelato, pasticceria, panificazione, pizza, cioccolato e caffè. La 48ª edizione della manifestazione di Italian Exhibition Group (IEG) alla Fiera di Rimini dal 23 al 27 gennaio 2027 ripartirà dai numeri 2026: 1.300 brand, 138.000 metri quadrati, 30 padiglioni, operatori da 160 Paesi (quasi 1 visitatore su 4 dall’estero) e +33% di espositori stranieri. I 502 top buyer da 74 Paesi, arrivati grazie a Agenzia Ice e Maeci, avevano generato 5.851 business meeting. Nel 2027 spazio alle catene retail, travel catering e hôtellerie di lusso, e con un nuovo Guest Country, International Pavilion, delegazioni estere e business matchmaking internazionali. ''Il raddoppio dei top buyer con esperienze dedicate, segna la trasformazione di Sigep World – dichiara Ilaria Cicero, Global Exhibition Director della Divisione Food & Beverage di IEG e CEO di IEG Asia (Singapore) –. SIGEP è oggi un network globale che costruisce tutto l'anno relazioni tra imprese, mercati e culture, con un'offerta che abbraccia l'intera filiera, dalle materie prime alle tecnologie più avanzate''. Tra le filiere di Sigep World, il gelato resta centrale. E i dati confermano l’importanza del comparto. Per Claudio Pica, segretario generale Aig Associazione Italiana Gelatieri (più di 3.800 esercizi iscritti), l’aumento medio dei consumi di gelato, a volume, è stimabile in un + 2% rispetto alla stagione turistica 2025: ''Possiamo suddividere l'Italia in tre zone: in quelle balneari la crescita è stata del 12% rispetto al 2025, mentre nelle residenziali siamo intorno all’8%. Per quanto riguarda le grandi città siamo intorno a un +1%. Per i consumi pomeridiani, segnati dal caldo torrido, la preferenza è andata a granite e sorbetti». Pica aggiunge: «Va però sottolineato come la redditività delle gelaterie sia calata del 6% per la ‘tassa del caldo’, che ha aumentato i costi di luce e raffrescamento; e il costo del personale qualificato''. Il brand Sigep è ormai un network internazionale, con eventi in tre continenti e una community che dialoga tutto l’anno. A luglio Sigep Asia è tornata al Marina Bay Sands Expo di Singapore con la Gelato World Cup – Asia Selection. Sigep Usa tornerà negli Stati Uniti dal 13 al 15 aprile 2027 mentre Sigep China sarà a Shanghai a giugno 2027. Sigep Meets the World, rivolto a potenziali espositori, buyer e media, dopo Chicago, San Paolo, Ho Chi Minh e Tokyo, toccherà a Varsavia, Istanbul, Monaco di Baviera e Parigi – con Agenzia Ice, Camere di Commercio. Completano la strategia i Sigep Ambassador, tra cui i vincitori della Gelato World Cup attivi nei mercati chiave. Grande novità del 2027 sarà il Vietnam in qualità di Guest Country. Parliamo di uno dei mercati più dinamici del Foodservice mondiale: il comparto fuori casa è infatti atteso a 45,2 miliardi di dollari entro il 2031 (dai 24,8 del 2025, +10% l’anno). Il Paese è il secondo produttore globale di caffè e primo esportatore di Robusta, con export in crescita del 58,8%. In collaborazione con Agenzia Ice e Icham, il progetto porterà a Rimini una delegazione governativa e nuovi buyer qualificati. I dati confermano l’importanza dell’export e quindi del network globale di SIGEP World. Secondo ICE-Eurostat, nel 2025 l’export di gelato italiano nel primo trimestre 2026 ha già segnato un +19% rispetto allo stesso periodo del 2025 (121 milioni di euro contro 102). Dall’Australia (l’Oceania ha raggiunto gli 8,8 milioni di euro in export di gelato) ai mercati più dinamici del globo, sono sempre più numerose le realtà della gelateria italiana che sperimentano crescite sostanziali. Gelato Messina, celebre gelateria artigianale australiana, rappresenta un caso di successo dell'eccellenza italiana, con una crescita tra il 3 al 5% in tutti gli ultimi 5 anni. «È stato un altro anno eccellente per noi e il mercato del gelato in Australia ha raggiunto il suo apice di forza e competitività», ribadisce il fondatore Nick Palumbo. La filiera tecnologica a Sigep World comprende il Kitchen Equipment Hub, vetrina mondiale delle tecnologie Foodservice, e il Digital District per robotica, AI e servizi digitali. Tra le novità, “The Orbital Kitchen” con Bex (Beyond Exploration Expo, manifestazione organizzata sempre da IEG), cucina con AI e soluzioni smart replicabili sulla Terra; sistemi per purificare l’acqua, macchinari per la pasta. Un advisory board Efcem-Anima dialogherà in fiera con le associazioni europee del comparto. A Sigep World debutterà il nuovo concept dedicato alla pasticceria e al caffè d’eccellenza per l’hôtellerie di lusso con Executive e Pastry Chef internazionali. Vision Plaza ospiterà il think tank SIGEP Vision. Al Sustainability District arriveranno Symposium e area cupping, mentre torneranno Gelato World Cup – Europe Selection, con 8 nazioni verso la finale 2028; e poi Bread in the City – Bakery World Cup con Richemont Club; i 7 Campionati Italiani Baristi con SCA validi per il World Coffee Events. Il Pizza Club ospiterà personaggi e appuntamenti come 50TOP Pizza. Infine Sigep Academy, una giornata per gli studenti, Discover Gelato con UIF e ACOMAG e il Concorso Sigep Giovani.
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Giallo di Pietracatella, sentita per quattro ore in questura la prof amica di Gianni Di Vita: cosa sappiamo
(Adnkronos) – Intenso fine settimana di lavoro negli uffici della Questura di Campobasso sul giallo di Pietracatella. Gli investigatori della Squadra Mobile hanno proseguito anche di domenica il lavoro di approfondimento, ascoltando nuovamente alcune delle persone già sentite nelle scorse settimane. Ieri mattina, domenica 13 settembre, in via Tiberio è tornata Monia, la professoressa di matematica amica di Gianni Di Vita. La donna è arrivata negli uffici della Questura intorno alle 8 ed è uscita circa quattro ore più tardi, a mezzogiorno. È stata ascoltata come persona informata sui fatti, a distanza di circa un mese dalle precedenti deposizioni. La professoressa era infatti già stata sentita dagli investigatori in due
occasioni ad agosto, quando si era svolto anche un confronto con Gianni Di Vita. Sabato pomeriggio la Squadra Mobile ha ascoltato a lungo anche una cugina dell’ex sindaco di Pietracatella, mentre venerdì mattina era tornata in Questura anche
Laura Di Vita
, cugina di Gianni, padre e marito di Sara e Antonella, le due donne avvelenate a dicembre con la ricina. Il nuovo giro di deposizioni sarebbe legato ad alcune versioni contrastanti fornite dai testimoni su questioni finite sotto la lente degli investigatori.L'impressione è che a breve ci possa essere una svolta nelle indagini.
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Spalletti a rischio esonero? Carnevali: “Cambiare tecnico non è nel mio spirito”
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"Se guardiamo il risultato, è negativo, è vero. Abbiamo commesso vari errori, anche se poi è vero che abbiamo creato delle occasioni. Fa parte un po' di questo percorso di crescita di questa squadra, è inutile nascondere che sono stati fatti errori e che la Juventus non può permettersi di fare questi errori. Probabilmente sono dovuti anche dal fatto che, dopo aver recuperato per due volte la partita, abbiamo cercato di vincere a tutti i costi, ma in questo modo abbiamo creato delle grandi opportunità per il Sassuolo. Loro sono stati bravi, perché è una squadra forte il Sassuolo, per cui dobbiamo dare merito anche agli avversari. Abbiamo perso quell'equilibrio ma proprio per cercare di vincerla. Di positivo c'è questo spirito di volere a tutti i costi portare a casa un buon risultato. Spero che questa sconfitta ci possa servire anche di insegnamento, per non ripetere quegli errori. Le colpe sono di tutta la squadra, sono di tutti noi". Lo ha detto Giovanni Carnevali, amministratore delegato della Juventus, ospite di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1, parlando della sconfitta bianconera di ieri sera a Reggio Emilia sul campo del Sassuolo, la prima in campionato per la squadra di Spalletti. "Cambiare allenatore? Non è nel mio spirito, dobbiamo cercare di programmare e costruire, bisogna dare del tempo e avere pazienza, sapendo che bisognerà ingoiare bocconi amari. Nel calcio ci sono i cicli, ci sono periodi in cui si è all'apice e altri in cui si è in difficoltà. Il nostro obiettivo? È vincere, le chiacchiere contano poco e nulla".
"Sensazioni sul ritorno, stavolta da ex, a Reggio Emilia? Il ritorno al Mapei è stato speciale ed emozionante, sono stato al Sassuolo 13 anni. Ho rivisto tanti amici, tanti collaboratori e poi chiaramente la proprietà. La famiglia Squinzi è quella che mi ha più aiutato in questo percorso di crescita. I ricordi sono andati al dottor Squinzi, alla moglie e ai figli, persone straordinarie. Ho potuto constatare che il Sassuolo è una grande società, una grande squadra e con un allenatore che ha fatto vedere anche ieri le sue qualità", ha aggiunto Carnevali che punta anche sull'Europa League. "Per me è una competizione importante, per cui dobbiamo cercare di ottenere il massimo risultato, perché io credo che per competere per lo Scudetto ci sia ancora molto da fare e da lavorare. Credo che invece l'Europa League, sebbene sia una competizione non facile, può essere un'opportunità. E per noi deve diventare un'opportunità". L'ad della Juve traccia anche un primo bilancio sul nuovo metro arbitrale. "Sicuramente molto positivo e spero che questo tipo di atteggiamento si possa portare avanti anche nel corso di tutte le altre partite di campionato. Ieri Sacchi ha fatto un'ottima gara, ma sono contento del metodo di lavoro che sta portando avanti il signor Orsato. Il calcio è diventato più veloce, ci sono meno perdite di tempo, la nuova regola dei 5 secondi può aiutare. Il campionato è più divertente, è più competitivo, per quanto riguarda lo spettacolo questo può aiutare. Il lavoro che si sta portando avanti è un ottimo lavoro". Carnevali fa anche delle valutazioni sui nuovi arrivati e su quei giocatori tornati nuovamente centrali nel progetto. "Le valutazioni devono essere sempre fatte, però bisogna sapere il lavoro che stiamo facendo. Io sono alla Juventus da tre mesi e in questo periodo abbiamo cercato di capire quello che possono essere le opportunità, le possibilità. Sono arrivato in un grande club, in questo momento sto cercando anche di studiare, perché la Juventus è una società vista da fuori è differente da vederla all'interno. Si respira veramente questo spirito di grande società. Abbiamo creato un gruppo di lavoro molto buono con il mister Spalletti, che io ritengo un allenatore straordinario. Vedendolo allenare sul campo è veramente un allenatore tra i più bravi che ci possano essere, per cui siamo fortunati ad avere un mister come Spalletti. Poi con l'area sportiva nostra, con Massara, Ottolini e tutto il gruppo di lavoro ci vuole anche un po' di tempo. Ce ne vuole tanto, dobbiamo lavorare senza pensare a quello che è stato fatto oggi o soprattutto a quello che è stato fatto nel passato, dobbiamo cercare di guardare quello che possiamo fare domani. Oggi il risultato è negativo, dobbiamo lasciarcelo già alle spalle, oggi inizia l'allenamento, dobbiamo pensare alla partita di giovedì e subito dopo all'Atalanta. Questo è un campionato dove dovremo lottare tutte le domeniche".
"Com'è andata con Vlahovic? Io non ho mai parlato con il ragazzo, ma anche perché appena arrivato so che era stata fatta una proposta economica molto importante. Non è stata accettata dal giocatore, per cui non sono la persona che va a correre dietro ai ragazzi. Punto, basta, per me finisce. Io sono convinto che la Juventus sia una buona squadra, ha tanti giocatori, ne abbiamo parecchi infortunati, ma ne abbiamo tanti altri importanti. Abbiamo una rosa ampia, abbiamo dei giocatori giovani e dei giocatori di prospettiva, per cui bisogna anche cercare di lavorare pensando un po' a quello che tu puoi costruire". Molti tifosi invocano già il ritorno di Conte… "Non è nel mio spirito cambiare allenatori così, in modo frequente, non ci penso assolutamente. Io penso che noi dobbiamo cercare di programmare, di costruire: se qua non si programma e si cambia facilmente tutto, non riusciamo a costruire niente. Bisogna dare del tempo, bisogna avere pazienza, sapere che dovremo ingoiare i bocconi amari sì, ma poi dopo troveremo anche qualche soddisfazione da parte nostra. Il calcio è anche un ciclo, la Juventus ha vinto tantissimo nel corso degli anni, ci sta che in certi anni altre squadre diventino più competitive, ma è normale, è la storia di questo nostro mondo".
Qual è l'obiettivo stagionale della Juve? "Io penso che l'obiettivo di una società come la Juve sia quello di vincere. Poi si può arrivare nelle prime quattro, nelle prime tre, con l'obiettivo di fare il massimo. Io penso che tante volte le chiacchiere contano poco o nulla. Noi abbiamo soltanto un sistema per crescere, per lavorare, e credo che la voglia di lavorare non manchi a nessuno. Dobbiamo far capire anche a tutti i componenti che l'obiettivo è proprio questo", ha concluso Carnevali.
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Alessandro Di Battista, seconda notte al Policlinico Gemelli: non sono previsti bollettini
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Seconda notte al Policlinico Gemelli di Roma per Alessandro Di Battista, ricoverato nell'Irccs capitolino da sabato 12 settembre per proseguire le cure dopo il malore accusato il 28 agosto mentre stava realizzando un reportage a Cuba e il delicato intervento chirurgico all'Avana. Di Battista è arrivato al Gemelli sabato mattina, trasferito in ospedale a bordo di un'ambulanza che lo aspettava a Ciampino. "Come da richiesta della famiglia, non sono previsti bollettini", confermano dal Gemelli. Un appello al rispetto della privacy era stato lanciato sabato su Facebook dall'associazione Schierarsi, di cui l'ex parlamentare del Movimento 5 Stelle è vice presidente. "Chiediamo agli amici, ai sostenitori di Alessandro Di Battista e agli operatori dell'informazione di non recarsi al Policlinico Gemelli, così da consentire a lui e alla sua famiglia di vivere i prossimi giorni nella necessaria tranquillità. Invitiamo inoltre tutti a mantenere la massima prudenza e discrezione nella diffusione di fotografie, video, notizie e informazioni che riguardino Alessandro e la sua situazione personale. Ogni eventuale aggiornamento sarà condiviso nei tempi e nei modi ritenuti opportuni, sempre nel pieno rispetto della volontà di Alessandro Di Battista e in accordo con le persone che gli sono accanto, come è avvenuto finora".
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