(Adnkronos) – "La diagnosi precoce rappresenta oggi il principale fattore abilitante dell'innovazione terapeutica nelle malattie neurodegenerative". Così Anna Lisa Gentile, medical affairs manager di Eisai, in occasione del 56esimo congresso della Società italiana di neurologia (Sin) che si è tenuto a Firenze dal 24 al 27 ottobre. "Nel caso della malattia di Alzheimer sappiamo che il processo biologico sottostante inizia molti anni prima della comparsa dei sintomi – ha spiegato Gentile – Stiamo assistendo a una profonda trasformazione del paradigma di cura: da un modello storicamente focalizzato sulla gestione dei sintomi e delle conseguenze della neurodegenerazione a un approccio orientato all'identificazione precoce della patologia e all'intervento terapeutico". In questo scenario, ha aggiunto, "i biomarcatori stanno assumendo un ruolo centrale, in particolare quelli plasmatici", strumenti che possono favorire una diagnosi più tempestiva e un accesso più rapido ai percorsi di cura. Parallelamente, "la ricerca scientifica ha portato allo sviluppo di nuove terapie che hanno dimostrato nei trial clinici di rallentare significativamente la progressione della malattia nelle sue fasi precoci", ha sottolineato la manager. Un risultato che trova conferma anche nella pratica clinica: "Le evidenze che stanno emergendo dal mondo real world stanno confermando quanto osservato negli studi clinici". Per Gentile, tuttavia, il tema non riguarda soltanto l'innovazione farmacologica: "La vera sfida oggi non è continuare a innovare esclusivamente sul piano terapeutico, ma garantire che i sistemi sanitari siano pronti a tradurre i progressi della ricerca scientifica in un beneficio concreto per i pazienti". "Investire nella diagnosi precoce significa investire nella possibilità di offrire ai pazienti le migliori opportunità di cura nel momento in cui possono riceverne il massimo beneficio e il maggiore impatto", ha concluso.
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Alzheimer, Gentile (Eisai): “Diagnosi precoce principale abilitatore dell’innovazione”
Bruno Vespa dopo lo scontro con Sabrina Brizzola in tv: “Mi dispiace, ma deluso che una giovane con un ruolo importante non si documenti”
(Adnkronos) – "A una settimana dal confronto in studio qui con Sabrina Brizzola, coordinatrice dell'Unione degli Universitari, farei qualche osservazione a mente fredda, commentando anche le reazioni che francamente ho trovato qualche volta anche un po' fuori misura". Così Bruno Vespa è intervenuto ieri sera nel corso della puntata di Porta a Porta su Rai 1 per commentare quanto successo davanti alle telecamere la scorsa settimana, quando aveva alzato i toni interloquendo con la 24enne Sabrina Brizzola: "Quando parlate voi giovani, per favore, documentatevi prima. Questo lavoro è fatto anche di studio, capisce? Quindi quando venite qui, venite preparati, dovete studiare, sennò dite delle sciocchezze che non vi giovano", aveva detto il conduttore alzando i toni e finendo nelle ore successive al centro di una serie di polemiche. Ebbene, ieri sera è tornato sull'argomento, dicendo di essere dispiaciuto ma no solo. "Mi dispiace aver usato un tono forte ma lo spiego con la delusione che una giovane con un importante ruolo di rappresentanza non si documenti su alcuni punti chiave – venendo poi smentita – sull'abbandono scolastico, noi con l'8, 2% abbiamo anticipato di 5 anni il target dell'Unione Europea, sulle borse di studio assegnate invece al 99,8% degli aventi diritto come ha documentato anche l'Ans e sugli studentati, come da replica ministeriale", ha detto. E poi ha concluso: "In campagna elettorale chiunque stia all'opposizione a destra o a sinistra dice bugie sui provvedimenti della maggioranza. Avendo avuto dei maestri che mi hanno insegnato come il controllo delle fonti sia la premessa per qualunque discussione e alla base della credibilità di ciascuno di noi, mi farebbe piacere che i giovani si distinguessero combattendo la loro più che legittima battaglia su dati di fatto reali".
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Astolfi (Roche Italia): “Lavoriamo per affrontare le sfide più complesse della neurologia”
(Adnkronos) – "Roche è impegnata nell'ambito della neurologia dagli inizi del Novecento, a partire dall'isolamento della levodopa, e continua a sviluppare soluzioni terapeutiche innovative attraverso una collaborazione costante con la comunità scientifica. Continuiamo a lavorare con l'obiettivo di affrontare le sfide più complesse della neurologia". Così Cinzia Astolfi, medical unit leader neuroscience di Roche Italia, in occasione del cinquantaseiesimo congresso della Società italiana di neurologia (Sin) che si è tenuto a Firenze dal 24 al 27 ottobre. "L'impegno dell'azienda si concentra oggi su diverse aree terapeutiche. "Una delle principali è la neuroimmunologia, nella quale disponiamo di soluzioni terapeutiche per la sclerosi multipla e per il disturbo dello spettro della neuromielite ottica", ha spiegato la manager. Accanto a queste patologie, Roche è attiva anche nell'ambito delle malattie neuromuscolari, come l'atrofia muscolare spinale, evidenziando l'attenzione verso condizioni ad elevato impatto clinico e sociale. Ma non solo: "Stiamo avviando un piano di sviluppo molto estensivo nell'area della neurodegenerazione. In particolare, stiamo approfondendo il nostro impegno nella malattia di Alzheimer e nella malattia di Parkinson, due ambiti nei quali la ricerca scientifica e l'innovazione terapeutica potranno contribuire a rispondere a bisogni ancora insoddisfatti dei pazienti", ha concluso.
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Ascolti tv martedì 27 ottobre, ‘Tutto l’amore che resta’ più visto in prima serata
(Adnkronos) – La fiction di Rai1 'Tutto l'Amore che Resta' è stato il programma tv più seguito del prime time di martedì 27 ottobre, con 2.773.000 telespettatori e il 16,3% di share. Seconda posizione per 'Zelig 30' su Canale5, con 1.858.000 spettatori e il 16,8% di share. Terzo gradino del podio per 'DiMartedì' su La7, seguito da 1.674.000 spettatori con l'11,5% di share (la prosecuzione DiMartedì Più ottiene 478.000 spettatori e l'8,8% di share). A seguire tra gli altri ascolti del prime time: 'Verità Nascoste' su Rete4 (1.032.000 spettatori, share 9,1%), 'Io sono nessuno' su Italia1 (1.098.000 spettatori, share 6,5%), 'X Factor' su Tv8 (597.000 spettatori, share 4,9%), 'Formidabile!' su Rai2 (500.000 spettatori, share 3,4%), 'Filorosso' su Rai3 (255.000 spettatori, share 2,1%), 'Merry Christmas in Love' sul Nove (228.000 spettatori, share 1,6%). In access prime time, su Rai1 'Cinque Minuti' ottiene 3.708.000 spettatori e il 19.3% di share e 'Affari Tuoi' 4.407.000 spettatori e il 22% di share, mentre su Canale5 'Gira La Ruota della Fortuna' registra 3.597.000 spettatori e il 18.3% e 'La Ruota della Fortuna' 4.354.000 spettatori e il 21.9% di share. Al terzo posto 'Otto e Mezzo' su La7 con 1.884.000 spettatori e il 9.4% di share.
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Manovra, Meloni “Aiuteremo le imprese a diventare più forti e creare lavoro”
ROMA (ITALPRESS) – “In legge di bilancio introduciamo il principio secondo cui un’azienda che è nata artigiana, e che lo è stata per almeno sette anni, potrà mantenere la propria qualifica anche se deciderà di aumentare i propri lavoratori, con attenzione particolare nei confronti di maestranze e apprendisti: crescere non significherà più doversi snaturare”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’assemblea annuale di Confartigianato Imprese.
“Vogliamo aiutare tutte le imprese di questa nazione a diventare più forti e creare nuova occupazione. Abbiamo lavorato per proteggere il nostro saper fare anche fuori dai confini nazionali: a livello europeo abbiamo ottenuto l’estensione delle indicazioni geografiche protette anche ai prodotti artigianali e industriali non alimentari, offrendo uno scudo alle eccellenze territoriali”, ha aggiunto.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Prevenzione, sorveglianza, diagnosi e risposta alle malattie infettive: accordo Inmi Spallanzani di Roma e Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano
(Adnkronos) – Rafforzare la capacità di prevenzione, sorveglianza, diagnosi e risposta alle malattie infettive attraverso la condivisione di competenze, esperienze e nuovi modelli organizzativi. È questo l'obiettivo dell'Accordo Quadro di collaborazione sottoscritto dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive 'Lazzaro Spallanzani' Irccs di Roma e dall’Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano, punti di riferimento nazionale e internazionale nella gestione e contrasto delle malattie infettive. L'intesa, firmata da Cristina Matranga e Maria Grazia Colombo, Direttrici Generali delle due istituzioni, "avrà una durata di cinque anni e mira a rafforzare e consolidare la collaborazione con l’obiettivo di condividere e mettere a sistema le rispettive competenze specialistiche, metodologie e modelli organizzativi. Tra gli ambiti prioritari figurano la preparedness per le emergenze infettive, il contrasto all'Hiv e alle infezioni sessualmente trasmesse, le strategie per contrastare l'antimicrobico-resistenza, le bioemergenze e la biosicurezza, la microbiologia e la diagnostica avanzata, la ricerca clinica e traslazionale, l'innovazione tecnologica e la formazione specialistica", si legge nella nota dell'Inmi Spallanzani di Roma e dell'Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano. La collaborazione potrà inoltre "favorire la partecipazione congiunta a reti scientifiche e programmi di finanziamento regionali, nazionali, europei e internazionali, contribuendo alla definizione di iniziative su tematiche di particolare rilevanza per il Servizio Sanitario Nazionale". Secondo le due direttrici generali, Cristina Matranga per lo Spallanzani e Maria Grazia Colombo per il FbF Sacco, “l’accordo definisce una nuova e innovativa cornice generale della collaborazione tra le due istituzioni, finalizzata allo sviluppo di attività clinico-assistenziali, diagnostiche, scientifiche, formative e organizzative nel campo delle malattie infettive, delle bioemergenze, della preparedness epidemica e pandemica, della biosicurezza e della sanità pubblica. Questa nuova collaborazione consentirà di integrare le rispettive competenze, migliorare la capacità di prevenzione e di risposta alle minacce infettive, favorire la ricerca e l’innovazione e promuovere la formazione e il trasferimento delle conoscenze. Il documento sancisce anche la collaborazione tra le rispettive strutture laboratoristiche, quale elemento strategico per il rafforzamento delle capacità diagnostiche, della sorveglianza microbiologica e genomica, della biosicurezza, in settori quali virologia, microbiologia clinica, diagnostica molecolare, genomica, metagenomica e sequenziamento avanzato, bioinformatica e digital pathology". Responsabili scientifici dell'accordo sono per lo Spallanzani il direttore sanitario Andrea Antinori e per l’Asst Fatebenefratelli Sacco Andrea Gori, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco e direttore del Ceremi (Centro Regionale delle Malattie Infettive della Lombardia). Per Andrea Antinori, “Lavorare insieme significa condividere conoscenze, esperienze e capacità di risposta nei programmi di sanità pubblica. Con questo accordo, che mette in rete competenze di altissimo livello, poniamo le basi per iniziative condivise capaci di contribuire al rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale rendendolo più preparato di fronte alle nuove sfide poste dalle malattie infettive. La collaborazione tra istituzioni di riferimento rappresenta un valore aggiunto concreto per la ricerca, l'assistenza e la prevenzione. Mettere a fattore comune le nostre expertise significa creare le condizioni per sviluppare risposte sempre più efficaci e innovative a beneficio dei pazienti e dello sviluppo della ricerca nel settore di riferimento”. Per Andrea Gori “La collaborazione tra l’Ospedale Sacco e l’Istituto Spallanzani è già da tempo attiva e proficua e ha contribuito a sviluppare esperienze e risultati importanti nel campo delle malattie infettive. Questo accordo rappresenta un ulteriore passo avanti, che ci permetterà di consolidare il lavoro già avviato e ampliare le opportunità di collaborazione nella clinica, nella ricerca e nella formazione. In questo modo potremo rafforzare sensibilmente la capacità di prevenire e affrontare le nuove sfide infettivologiche, promuovendo l’innovazione e contribuendo a risposte sempre più efficaci per i pazienti e per la salute pubblica”. A garantire continuità operativa all'intesa sarà un Comitato Tecnico di Coordinamento paritetico e multidisciplinare con funzioni di indirizzo, programmazione, monitoraggio e valutazione delle attività.
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Cancro alla prostata, apalutamide con terapia ormonale riduce del 62% rischio di recidiva o morte
(Adnkronos) – Presentati al congresso della European society of medical oncology (Esmo) – che si è chiuso ieri a Madrid – i risultati aggiornati del sottostudio di fase 3 Proteus che ha confrontato l'utilizzo sperimentale di apalutamide in combinazione con la terapia ormonale (ovvero terapia di deprivazione androgenica – Adt), somministrati per sei mesi prima e dopo l'intervento chirurgico, rispetto alla sola prostatectomia in pazienti con tumore della prostata ad alto rischio localizzato o localmente avanzato. Il regime di apalutamide più Adt – informa una nota di Johnson & Johnson – "ha mostrato una riduzione del rischio di recidiva della malattia o di morte del 62% e ha mostrato un miglioramento nominale della sopravvivenza libera da metastasi, con un rischio inferiore del 51% di metastasi o morte. Nei pazienti trattati nel periodo perioperatorio, inoltre, si è evidenziato un tempo più lungo al trattamento successivo, rispetto alla sola chirurgia". Nei pazienti con carcinoma prostatico ad alto rischio localizzato o localmente avanzato, l'intervento chirurgico è stato per molto tempo uno dei trattamenti a disposizione con intento curativo. Tuttavia, – si legge – "quasi la metà dei pazienti va incontro a recidiva e necessita di trattamenti aggiuntivi. La comparsa di recidiva può comportare la necessità di ulteriori terapie e il rischio continuo che la malattia si diffonda, sottolineando la necessità di approcci in grado di migliorare gli esiti già nelle fasi più precoci della malattia". "La prostatectomia radicale è da tempo un pilastro del trattamento a scopo curativo per il carcinoma prostatico localizzato ad alto rischio, eppure la recidiva rimane una preoccupazione per i pazienti con forme aggressive della malattia" dichiara Alberto Briganti, ordinario di Urologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, vicedirettore dell'Istituto di ricerca urologico (Uri) e direttore del Programma di chirurgia robotica del Dipartimento di Urologia dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano -. In questo sottostudio, la sopravvivenza mediana libera da eventi è stata di 19,1 mesi con la sola chirurgia, il che evidenzia le difficoltà che questi pazienti continuano ad affrontare nonostante un trattamento finalizzato alla cura del loro tumore. La riduzione del rischio di recidiva e di metastasi dopo la prostatectomia radicale osservata con apalutamide in associazione alla terapia di deprivazione androgenica suggerisce che potremmo essere in grado di integrare la chirurgia e aiutare un maggior numero di pazienti a ottenere un controllo duraturo della malattia". Apalutamide – sottolineano da J&J – blocca il legame degli ormoni androgeni al loro recettore, contribuendo a rallentare la progressione del tumore della prostata. "I pazienti con tumore della prostata ad alto rischio meritano le migliori terapie affinché possano rimanere liberi dalla malattia a lungo termine – aggiunge Henar Hevia, Ph.D., EMEA Therapeutic Area Head, Oncology, Johnson & Johnson -. I risultati dello studio Proteus sottolineano quanto sia importante continuare a sfidare i limiti di ciò che è possibile ottenere per i pazienti che affrontano un alto rischio di recidiva. Vogliamo continuare ad alzare le aspettative su ciò che il trattamento può ottenere, affinché un numero sempre maggiore di pazienti possa guardare al futuro con maggiore fiducia". Il sottostudio Proteus ha valutato apalutamide più terapia ormonale prima e dopo la chirurgia rispetto alla sola prostatectomia radicale in 408 pazienti con nuova diagnosi di carcinoma prostatico non metastatico, localizzato ad alto rischio o localmente avanzato, idonei alla chirurgia e alla terapia sistemica. "L'endpoint primario era la sopravvivenza libera da eventi (Efs), definita come il tempo fino a fallimento biochimico, recidiva locale o regionale, metastasi a distanza o morte. A un follow-up mediano di 37,8 mesi, apalutamide più Adt – dettaglia la nota -"ha migliorato significativamente l'Efs, riducendo il rischio di recidiva o morte del 62% rispetto alla sola chirurgia. L'Efs mediana non è stata raggiunta con apalutamide più terapia ormonale, rispetto a 19,1 mesi con la sola chirurgia. A tre anni, il 63% dei pazienti trattati con apalutamide più terapia ormonale è rimasto libero da eventi rispetto al 41,4% di quelli sottoposti alla sola chirurgia". Sono stati osservati anche miglioramenti nominali negli endpoint secondari ed esplorativi. Per l’endpoint secondario della sopravvivenza libera da metastasi (Mfs), apalutamide in associazione alla terapia ormonale "ha mostrato un rischio inferiore del 51% di metastasi a distanza o di decesso. Per quanto riguarda l’endpoint esplorativo relativo al tempo trascorso fino alla prima terapia successiva, il regime terapeutico ha mostrato un rischio inferiore del 71% di dover ricorrere a un trattamento successivo. A tre anni, il 64,6% dei pazienti trattati con apalutamide più Adt non aveva necessitato di terapie successive, rispetto al 32 per cento dei pazienti sottoposti alla sola chirurgia. È in corso un ulteriore follow-up per valutare la sopravvivenza globale". Il profilo di sicurezza – riferisce la nota – è risultato coerente con i risultati dello studio principale Proteus. Eventi avversi insorti durante il trattamento di grado 3 o 4 si sono verificati nel 31% dei pazienti trattati con apalutamide più Adt e nel 22% dei pazienti sottoposti alla sola chirurgia. Non sono stati segnalati eventi avversi con esito fatale insorti durante il trattamento in nessuno dei due bracci. Gli eventi avversi più comuni con apalutamide hanno incluso vampate di calore (64%) e incontinenza urinaria (63%)". "Lo studio Proteus ha dimostrato il potenziale di un trattamento precoce del carcinoma prostatico ad alto rischio grazie all’utilizzo di apalutamide in associazione alla terapia di deprivazione androgenica. Abbiamo progettato questo sottostudio per approfondire tali evidenze, valutando tale regime terapeutico rispetto alla sola chirurgia – conclude Yusri Elsayed, M.D., M.H.Sc., Ph.D., Global Therapeutic Area Head, Oncology, Johnson & Johnson -. Questi risultati forniscono ulteriori importanti indicazioni su ciò che tale approccio potrebbe significare per i pazienti e rafforzano le ragioni per cui continuiamo a studiare modalità per migliorare gli esiti nelle fasi iniziali del decorso della malattia". I risultati del sottostudio si basano sui dati primari dello studio Proteus presentati durante la sessione plenaria del congresso annuale Asco 2026 e valutano una questione clinica ancora aperta, confrontando direttamente il trattamento perioperatorio a base di apalutamide associato ad Adt con la sola chirurgia. I nuovi risultati sono stati presentati come abstract late-breaking in una sessione di articoli proposti al congresso Esmo 2026 (#LBA53) e il manoscritto di accompagnamento è stato accettato da European Urology.
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Cifa Italia si congratula per nomina della premier El Mansouri
(Adnkronos) – Cifa Italia (Confederazione italiana federazioni autonome) si congratula per la nomina del nuovo governo del Regno del Marocco e con la capo del governo, Fatima Ezzahra El Mansouri, per l’investitura parlamentare ottenuta il 22 ottobre. La guida del governo affidata per la prima volta a una donna nella storia del Marocco rappresenta un passaggio di grande rilievo istituzionale e un segnale importante per il ruolo delle donne nella vita pubblica. Con l’approvazione parlamentare del programma, il nuovo esecutivo può ora avviare il proprio mandato. ''Desidero rivolgere le mie congratulazioni a Sua Maestà il Re Mohammed VI e alla premier Fatima Ezzahra El Mansouri. Il Marocco è un Paese di grande rilevanza strategica, un ponte tra Africa, Europa e Mediterraneo e uno snodo sempre più importante per gli scambi, gli investimenti e lo sviluppo del continente'', dichiara Andrea Cafà, presidente di Cifa Italia. ''La crescita delle infrastrutture, il ruolo internazionale del porto di Tanger Med, gli investimenti nella transizione energetica e la capacità di attrarre attività industriali rendono il Marocco un interlocutore centrale per le imprese italiane. La nuova fase politica può rafforzare ulteriormente questo percorso, accompagnando lo sviluppo economico con nuove opportunità di lavoro e crescita sociale''. Cifa Italia ha sottoscritto un protocollo di cooperazione con il Marocco, nella convinzione che il dialogo tra i due Paesi possa tradursi in iniziative concrete a beneficio delle imprese e delle persone. ''Vogliamo contribuire a costruire rapporti stabili, fondati sulla cooperazione, sulla formazione e sulla valorizzazione delle competenze. Il Marocco può essere una porta d’accesso decisiva per le relazioni con l’Africa: un partner con cui sviluppare progetti e affrontare insieme le trasformazioni del lavoro e dell’economia'', conclude Cafà.
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Mbappé e la battuta su Mao, anche il Real Madrid si scusa con la Cina
(Adnkronos) – Anche il Real Madrid si scusa con la Cina dopo il caso scoppiato da una battuta, poco apprezzata, di Kylian Mbappé. L'attaccante francese, a margine della cerimonia del Pallone d'Oro, che ha visto il trionfo di Harry Kane proprio davanti all'ex Psg, aveva commentato un meme che lo ritraeva nei panni di Mao-Tse tung, etichettandolo come "un dittatore cinese". Parole che hanno provocato lo sdegno della Cina e del popolo cinese, tanto che il giocatore si è dovuto scusare con un comunicato ufficiale, proprio come ha fatto oggi il Real Madrid, visto che il governo di Pechino ha deciso di oscurare tutti i match della Liga: "Il Real Madrid CF desidera porgere le proprie scuse al popolo cinese per il disagio causato dalle recenti dichiarazioni del nostro giocatore Kylian Mbappé", si legge in una nota dei Blancos. "Il nostro club nutre un profondo rispetto per la Cina, la sua storia, la sua cultura e i suoi cittadini, così come per i milioni di tifosi cinesi che provano affetto e ammirazione per il Real Madrid", ha continuato, "il club si unisce alle scuse pubbliche espresse da Kylian Mbappé, nelle quali il giocatore ha manifestato il suo rammarico per le sue parole e ha ribadito il suo rispetto per il popolo cinese". "Il Real Madrid ribadisce il proprio impegno nei confronti dei valori di rispetto, convivenza e comprensione tra le culture, ed esprime il desiderio di continuare a rafforzare i legami di amicizia e affetto che lo uniscono alla Cina e ai suoi cittadini", conclude il comunicato.
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Marcus Bosch torna sul podio al Politeama di Palermo in occasione del prossimo appuntamento dell’Orchestra Sinfonica Siciliana
PALERMO (ITALPRESS) – Il Quarto Concerto per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven e la Quarta Sinfonia “Romantica” di Anton Bruckner sono le pagine musicali protagoniste del prossimo appuntamento della 67^ Stagione concertistica dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, intitolata “Connessioni. La musica incontra le idee, le persone, le storie”.
Venerdì 30 ottobre alle ore 20.30 e sabato 31 ottobre alle ore 17.30, al Politeama Garibaldi di Palermo, torna sul podio Marcus Bosch, direttore tedesco che collabora regolarmente con la formazione siciliana e che ha dedicato una parte significativa della propria attività interpretativa e discografica al repertorio austro-tedesco. Accanto a lui il pianista Joseph Moog, apprezzato per il virtuosismo, la ricerca timbrica e l’attenzione alla grande tradizione pianistica tra Ottocento e Novecento.
Il programma, intitolato “Parabola romantica”, mette in relazione due opere che appartengono a momenti diversi dell’Ottocento e ne rappresentano altrettanti aspetti estetici e linguistici. Da una parte il Concerto n. 4 in sol maggiore op. 58 di Beethoven, che rinnova profondamente il rapporto fra solista e orchestra; dall’altra la Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore di Bruckner, nella quale l’ampiezza delle architetture musicali e la ricchezza della scrittura orchestrale si accompagnano a suggestioni legate alla natura e all’immaginario romantico tedesco. In apertura la pagina beethoveniana, in vista del bicentenario 2027, composta tra il 1805 e il 1806 ed aseguita per la prima volta in forma privata nel marzo 1807. Questo Concerto per pianoforte fu poi presentato pubblicamente il 22 dicembre 1808 al Theater an der Wien, durante la celebre accademia organizzata dal compositore, una serata di circa quattro ore nella quale furono eseguite anche la Quinta e la Sesta Sinfonia.
L’opera segna un momento di particolare originalità nella produzione beethoveniana. Già l’inizio del primo movimento, Allegro moderato, contraddice le consuetudini del concerto classico: non è l’orchestra a presentare il materiale tematico, ma il pianoforte, che espone da solo una frase raccolta e quasi confidenziale, alla quale rispondono gli archi. È il primo segnale di una concezione nuova del rapporto fra solista e compagine orchestrale, non più fondato prevalentemente sull’alternanza e sul contrasto, ma su un dialogo continuo nel quale il virtuosismo si mette al servizio dell’espressione lirica.
Particolarmente significativo è il secondo movimento, Andante con moto, costruito sul confronto fra gli interventi ritmicamente incisivi degli archi e le risposte dolenti e meditate del pianoforte. Una pagina di straordinaria concentrazione espressiva, nella quale il contrasto iniziale sembra progressivamente attenuarsi fino a una conclusione sospesa e interrogativa. Il Rondò finale restituisce invece alla musica un carattere brillante e vitale, attraverso una scrittura nella quale pianoforte e orchestra ritrovano una piena integrazione.
A interpretare questa partitura sarà Joseph Moog, pianista tedesco considerato tra le personalità più originali della propria generazione. Vincitore di un Gramophone Classical Music Award e di due International Classical Music Awards, oltre che candidato ai Grammy Awards, Moog ha costruito un percorso artistico caratterizzato dall’interesse per il grande repertorio e per pagine meno frequentate della letteratura pianistica. Si è esibito in sale come il Concertgebouw di Amsterdam, il Musikverein di Vienna, l’Alte Oper di Francoforte e il Teatro Mariinskij, collaborando con orchestre quali Philharmonia Orchestra, Royal Philharmonic Orchestra, Detroit Symphony Orchestra e Helsinki Philharmonic. La sua attività discografica comprende numerose incisioni premiate dalla critica; tra le più recenti, l’album Belle Époque, pubblicato da Naïve, dedicato alla musica pianistica composta tra il 1860 e il 1940, con pagine di Liszt, Rachmaninov e Ravel.
La seconda parte sarà dedicata alla Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore “Romantica” di Anton Bruckner, una delle opere più conosciute e rappresentative del compositore austriaco. Completata in una prima versione nel novembre 1874, la partitura conobbe un lungo e complesso processo di revisione prima di arrivare alla sua prima esecuzione, il 20 febbraio 1881 a Vienna, sotto la direzione di Hans Richter, ottenendo un successo che segnò una tappa importante nell’affermazione di Bruckner come sinfonista. Fu lo stesso compositore ad attribuirle il titolo di “Romantica”, riferendosi non tanto a una dimensione sentimentale quanto a un universo di immagini e suggestioni riconducibili alla tradizione romantica tedesca. In alcune lettere Bruckner descrisse infatti una città medievale che si risveglia al suono del corno, il canto degli uccelli, scene di caccia e momenti di vita nel bosco. Non si tratta di un vero e proprio programma narrativo, ma di riferimenti poetici che aiutano a comprendere il carattere dei temi e delle atmosfere musicali. L’inizio del primo movimento, Bewegt, nicht zu schnell, è affidato proprio al corno, che intona il tema principale sul tremolo degli archi, evocando l’annuncio del nuovo giorno. Da questa apertura prende forma un’ampia costruzione sinfonica, nella quale i temi si trasformano progressivamente fino a raggiungere momenti di grande intensità orchestrale. Il secondo movimento, Andante quasi Allegretto, introduce un clima più raccolto e malinconico, mentre lo Scherzo richiama esplicitamente le scene di caccia attraverso gli squilli dei corni e delle trombe, alternati alla dimensione pastorale del Trio.
Nel Finale, di particolare complessità formale, ritornano motivi e suggestioni dei movimenti precedenti, fino alla conclusione costruita sul tema che aveva aperto la sinfonia. La presenza di Marcus Bosch sul podio assume un particolare significato proprio in relazione a Bruckner, autore del quale il direttore ha realizzato l’integrale delle sinfonie. La rivista Gramophone lo ha indicato tra i dieci maggiori interpreti contemporanei del compositore austriaco. Nato a Heidenheim, di origini brasiliane e italiane, Bosch è stato Generalmusikdirektor ad Aquisgrana dal 2002 al 2012 e successivamente a Norimberga fino al 2018. Attualmente è direttore principale della Norddeutsche Philharmonie di Rostock, direttore ospite principale della Bodensee Philharmonie e docente di direzione d’orchestra a Monaco. Dal 2010 è inoltre direttore artistico del Festival operistico di Heidenheim, premiato come miglior festival nel 2025, dove ha fondato l’orchestra Cappella Aquileia. Nel corso della carriera ha diretto oltre cento orchestre, tra cui la Staatskapelle Dresden, il Deutsches Symphonie-Orchester Berlin e l’Orchestre National de Lyon. Il suo repertorio operistico comprende oltre 110 titoli, dalla tetralogia wagneriana a Les Troyens di Berlioz. Accanto all’integrale bruckneriana, la sua discografia comprende quelle delle sinfonie di Dvorák e Schumann e incisioni dedicate a Beethoven. Ha ricevuto due premi Opus Klassik e affianca all’attività concertistica progetti rivolti all’ampliamento e al rinnovamento del pubblico della musica classica.
– Foto ufficio stampa Orchestra Sinfonica Siciliana –
(ITALPRESS).