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Bolelli e Vavassori qualificati per le Atp Finals

(Adnkronos) – Il doppio azzurro di Coppa Davis, composto da Simone Bolelli e Andrea Vavassori prenderanno parte alle Nitto Atp Finals, per il terzo anno consecutivo. La certezza è arrivata grazie al successo su Alexander Zverev e Marcelo Melo al primo turno all'ATP 500 di Vienna in due set con il punteggio di 7-6 (8-6), 6-2.  L'anno scorso i due azzurri hanno raggiunto la prima semifinale per una coppia italiana in doppio maschile. In stagione, Bolelli e Vavassori hanno vinto l'Atp 500 di Rotterdam e due titoli nei Masters 1000, a Miami e agli Internazionali d'Italia.
 
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La cassetta degli attrezzi femminista in mostra a Roma, la curatrice Moise: “Per non disimparare a combattere”

(Adnkronos) – C'è una mostra a Roma gratuita e allestita con poche risorse ma con uno studio storico approfondito e attenzione: è 'La cassetta degli attrezzi femminista', in cui sono esposti oggetti prodotti dai movimenti che si battono e sono battuti per i diritti delle donne a diverse latitudini, che rappresentano veri e propri paradigmi di genere svelati alla Casa internazionale delle donne. Al centro, al primo piano in uno spazio limitrofo alla Sala Longhi, 'strumenti' di lotta, cura, autodeterminazione, piacere, protesta, autodifesa. Sono esposti in modo semplice ma significativo per acquisire consapevolezza "perché qui non si tratta tanto di imparare a combattere ma di disimparare a non farlo", dice all'Adnkronos Marie Moise, curatrice della mostra con Chiara Alessi e Giulia Siviero, citando una frase della filosofa Elsa Dorlin. Ricco il repertorio delle invenzioni, "oggetti che non esistevano e che le femministe hanno inventato" che raccontano la risposta femminile a piaghe sociali endemiche come la violenza sessuale. "Esponiamo a esempio la temibile 'vagina dentata' per proteggersi dagli stupri che in ogni contesto di guerra risulta essere strumento di oppressione sistematica", racconta Marie Moise. Ci sono, tra gli altri, ombrelli e inchiostro, usati dalle suffragiste in Inghilterra: i parasole, non più accessorio di moda vittoriana ma arma di autodifesa e attacco per respingere le cariche della polizia; l'inchiostro per sabotare le cassette postali della Royal Mail e creare caos logistico. "Questa pratica è valsa al movimento suffragista, di essere definito violento. Le istituzioni di allora avrebbero emesso un decreto sicurezza per contenere l'impeto di questa azione politica? Senz'altro le suffragiste hanno dovuto accettare di passare per violente per perseguire i loro obbiettivi". Spiccano le tasche: storiche assenti dagli abiti delle donne perché considerate "prerogativa maschile", vietate perché consentendo "di infilarci le mani avvicinandole al pube, erano considerate poco consone per una donna". Oltre che anti estetiche dal momento che "quando l'abbigliamento femminile divenne più aderente, si sostenne che le donne avessero già 4 rigonfiamenti naturali del corpo, due seni e due fianchi e che le tasche avrebbero deformato la loro silhouette", ricorda la curatrice, militante del Movimento femminista. Una storia di assenza, che varrebbe la pena di far scoprire alle nuove generazioni, arrivata fino a noi. E infatti nel 2024 una bambina di otto anni scrisse a Sainsbury's, la seconda catena di supermercati del Regno Unito, chiedendo conto e ragione del perché i pantaloni da donna in vendita per la scuola fossero senza tasche quando "anche le ragazze devono poter portare cose". Ed ottenne l'introduzione delle tasche anche nei pantaloni per le donne.  "Le tasche sono uno di quegli elementi che mostrano che l'oppressione delle donne è passata dal controllo del loro abbigliamento, ma allo stesso tempo che le donne hanno saputo trasformare queste imposizioni in strategia di resistenza. Come le tasche così il velo, altro oggetto (elemento di abbigliamento associato simbolicamente all'oppressione delle donne, in particolare a quelle appartenenti alle comunità musulmane) si trasforma in strumento di lotta politica e anticoloniale. Le attiviste algerine negli anni '50 (durante la Guerra d'indipendenza – ndr) – ricorda la curatrice – usano l'immagine della donna oppressa per nascondere sotto il velo armi clandestine, bombe, messaggi per organizzare la resistenza". E il velo si trasformò da simbolo di sottomissione domestica a potente strumento di resistenza militare e politica.  
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Atp Vienna, esordio vincente per Musetti: Tiafoe battuto in due set

(Adnkronos) – Esordio vincente per Lorenzo Musetti al torneo Atp 500 di Vienna (veloce indoor, montepremi 2.797.985 euro). L'azzurro, numero 26 del mondo e reduce dal trionfo di domenica scorsa al torneo Atp 250 di Lione, supera lo statunitense Frances Tiafoe, numero 9 del ranking Atp e quarta testa di serie del tabellone austriaco, con il punteggio di 7-6 (8-6), 7-5 in due ore e sette minuti. Il momento decisivo della partita arriva nel tie-break del primo set dove il toscano sotto 6-4, salva due set point, vince 4 punti di fila e se lo aggiudica per 8-6. Nel secondo parziale l'azzurro piazza il break sul 5-5 strappando a 15 il servizio a Tiafoe per poi chiudere 7-5 con un turno di battuta vinto a zero. Musetti affronterà domani nel secondo turno il britannico, Arthur Fery, numero 35 del mondo e semifinalista quest'anno a Wimbledon.  
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Cni, i lavori della 14ª Giornata nazionale dell’ingegneria della sicurezza

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(Adnkronos) – Il 28 ottobre 2025 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Sicurezza Lavoro (D.L. n. 159/2025, conv. L. n. 198/2025), che ridisegna obblighi e responsabilità in materia di salute e sicurezza sul lavoro. A oggi i due provvedimenti attuativi più attesi, le linee guida sui near miss e il decreto sul badge di cantiere, non risultano ancora adottati. Forte del ruolo di partner operativo svolto accanto a Inail e al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri si interroga su che cosa sia diventato, concretamente, il quadro normativo varato nel 2025. A questo interrogativo, tra gli altri, si propone di rispondere la 14ª Giornata nazionale dell’ingegneria della sicurezza, che si è tenita oggi esattamente un anno dopo l’approvazione del Decreto. Alla Giornata è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica, riconoscimento che conferma il rilievo pubblico dei temi al centro dell’iniziativa. Secondo dati Inail, è stato ricordato, nel 2025 ci sono stati 1.093 decessi sul lavoro: quasi tre al giorno. Nei primi otto mesi del 2026 abbiamo lo stesso trend: 701 da gennaio ad agosto. Per Francesco Paolo Sisto, vice ministro della Giustizia “Ogni analisi deve partire dai numeri. L’ultimo rapporto Inail dice che i casi sono aumentati. Significa che la cura non è efficace. Governare il rischio è una sfida tecnica, giuridica e istituzionale. La sicurezza è la condizione essenziale dello sviluppo economico. Non possiamo accontentarci di un sistema sanzionatorio. Vanno incrementati i meccanismi di prevenzione. Inoltre, va superata la contrapposizione tra datore di lavoro e dipendente sulla sicurezza. Vanno portati entrambi sullo stesso carro”. Sisto, poi, ha richiamato la proposta di riforma strutturale del ruolo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (rspp) Emanuele Prisco sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno “Si deve partire dal valore dei professionisti e delle professioni ordinistiche e dal ruolo che possono svolgere, sulla base delle loro competenze, come corpo intermedio a disposizione di cittadini e imprese. La sicurezza non deve essere solo il compimento di adempimenti formali. E’ necessario un gioco di squadra tra impresa, organizzazioni sindacali, professionisti e istituzioni. In questo senso, la riforma approntata parte da questo principio”. “Nella scrittura delle norme di prevenzione incendi – ha assicurato Giampietro Boscaino Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica, Antincendio ed Energetica – abbiamo a cura, tra le altre cose, la sicurezza degli operatori. Per fare prevenzione incendi servono le competenze”. “I numeri degli incidenti – ha osservato Fabrizio D’Ascenzo presidente Inail – sono ancora troppi. Non si tratta solo di far rispettare le norme, dobbiamo fare di più in termini di prevenzione. E’ necessario sviluppare forme di collaborazione, come quella che abbiamo avviato nel 2024 con il Cni. La sicurezza è anche un concetto collaborativo. E’, inoltre, necessario che la sicurezza sia comunicata correttamente. Dobbiamo far capire che rispettare certi adempimenti non serve solo ad adempiere agli obblighi di legge ma garantisce concretamente la sicurezza”.  Per Aniello Pisanti direttore della Direzione centrale coordinamento giuridico Inl: “Il ruolo dei controlli è una parte fondamentale ma da soli non sono sufficienti. Se cambia il modo di lavorare nelle aziende, allora anche l’azione di controllo deve cambiare di pari passo. Spesso gli adempimenti sulla sicurezza sono svolti per il timore per la sanzione. Questa logica va superata. I controlli devono porsi come obiettivo quello di far comprendere che gli adempimenti servono a garantire la sicurezza e non sono un atto burocratico. L’introduzione delle nuove tecnologie e dell’IA rendono indispensabile il confronto e la collaborazione con i professionisti competenti, quindi con gli ingegneri, fondamentali nella diffusione della cultura della sicurezza”. “Siamo di fronte – ha sottolineato Elena Lovera Formedil Italia – ad un inverno demografico, una crisi delle vocazioni. Come possiamo accogliere nuove persone in edilizia, lavorando in sicurezza? Dobbiamo accorciare il più possibile le distanze tra persone e lavoro”. Angelo Domenico Perrini presidente Consiglio nazionale degli ingegneri ha osservato che “per secoli il lavoro ha conosciuto il pericolo dopo l’evento, quando il danno ormai era fatto. L’ingegneria della sicurezza nasce per rovesciare questo ordine, per spostare la prova dalle persone al progetto. La sicurezza non è l’assenza del pericolo. E’ il pericolo conosciuto e governato. Gli ingegneri progettano e realizzano la sicurezza, un bene pubblico del quale il professionista è responsabile. Il compito che ci diamo è quello di prevenire il danno, minimizzare il rischio, in modo che nessuno debba pagare delle conseguenze”. Tiziana Petrillo, consigliera del Cni con delega a Sicurezza e Prevenzione Incendi ha detto: “desidero innanzitutto ringraziare il Presidente Sergio Mattarella per aver voluto conferire, per la seconda volta, la Medaglia del Presidente della Repubblica alla Giornata Nazionale dell’Ingegneria della Sicurezza. Con questa edizione abbiamo voluto partire dai numeri degli infortuni per rafforzare il metodo della prevenzione, a cominciare dagli strumenti introdotti dalle nuove norme. A un anno dal Decreto Sicurezza Lavoro è presto per un bilancio organico, ma possiamo dire che il cantiere è aperto e il lavoro è avviato. Resta ancora molto da fare”. In merito alla proposta di riforma del ruolo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, Petrillo ha sottolineato che l’rspp è un tecnico prezioso, ma non decide come si organizza il lavoro né può fermare una lavorazione: “Caricarlo di responsabilità penali senza questi poteri sposta il rischio legale, ma non riduce il rischio per chi lavora”.  “Le nuove norme – ha ricordato Pasquale Staropoli, ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – tracciano l’impostazione corretta, ossia la programmazione e l’attenzione alla diffusione della cultura della sicurezza. In questo senso, la comunicazione è fondamentale. La premialità va bene, ma non è sufficiente limitarsi alla mera applicazione della norma, occorre tenere conto delle ultime innovazioni tecnologiche per costruire un adeguato sistema di sicurezza. A distanza di 12 mesi dal Decreto Sicurezza Lavoro è difficile fare un bilancio, è passato troppo poco tempo per una corretta valutazione. I decreti attuativi su badge di cantiere e near miss sono in via di definizione. I near miss obbligano ad analizzare e stressare la procedura per capire come mai sono accaduti determinati eventi”. La prima tavola di lavoro ha affrontato il tema della sicurezza alla prova della comunicazione. La sicurezza sul lavoro entra nell’informazione quasi soltanto dopo il grande incidente. La domanda di fondo è stata allora come rendere coinvolgente un tema che, in condizioni normali, di per sé non lo è, senza tradirne la serietà. Il dibattito, cui hanno partecipato Paola Medde (presidente dell’Ordine degli psicologi del Lazio), Alberto Romagnoli (consigliere Cni con delega alla comunicazione), Michele Tritto (Formedil nazionale) e Carmelo Mustica (Formatore e Public Speaker), ha confermato la visione del Cni che interpreta le parole come prima misura di prevenzione. Romagnoli, in particolare, ha sottolineato che “la comunicazione è parte integrante della progettazione”. Sul tema della comunicazione della sicurezza è intervenuto anche Giovanni Grasso (consigliere per la stampa e la comunicazione del Presidente della Repubblica) che si è espresso così: “La morte sul lavoro è molto spesso un trafiletto che intralcia il traffico delle notizie. Le morti sul lavoro non sono bianche, ma rosse come il sangue, nere come il lavoro nero. Non sono frutto di fatalità, non sono opera del destino. La sicurezza sul lavoro rischia di non fare molta audience, non suscita la morbosità, ad esempio, della cronaca nera. Come comunicatori dovremmo riuscire a portare i morti sul lavoro all’attenzione del pubblico, sebbene non sia facile”. Quindi ha fatto notare che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sempre affrontato il tema delle morti sul lavoro in temini di cause e responsabilità, mai di fatalità. La seconda tavola, introdotta da Sandro Catta (consigliere del Cni) si è occupata del tema dei near miss (i mancati incidenti) e della nuova disciplina della segnalazione. Il dibattito è partito dalla considerazione che un sistema di segnalazione funziona soltanto se segnalare non equivale ad autodenunciarsi. Se l’impresa teme che il registro dei mancati infortuni diventi materia d’ispezione, o il lavoratore che la segnalazione si ritorca contro di lui o contro un collega, i dati non arriveranno. Il messaggio della tavola, dunque, è che un near miss esiste solo se qualcuno lo chiama con il suo nome e sceglie di segnalarlo e che tutti gli attori interessati devono concorrere a far sì che questo accada. Al dibattito hanno partecipato Antonio Leonardi (Componente del Gruppo di Lavoro Sicurezza del Cni e della Commissione per gli interpelli del Ministero del Lavoro), Mario Gallo (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), Diego De Merich (Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail), Antonella Milieni (Ispettorato nazionale del lavoro) e Francesca Ferrocci (Ance nazionale).  La terza tavola ha analizzato il rapporto tra IA e sicurezza. Roberto Magnani (Ente nazionale per l’Intelligenza Artificiale) ha spiegato, attraverso alcuni esempi, che l’IA che protegge non è un chatbot ma è ingegneria. Fabrizio Benedetti (Coordinatore della Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza di Inail) ha sostenuto che l’IA va agganciata alla valutazione dei rischi, altrimenti diventa una rincorsa all’innovazione e basta. Elio Masciovecchio (vicepresidente del Cni) ha voluto sottolineare l’aspetto umano: la responsabilità resta in capo all’ingegnere, come dicono il nuovo Codice deontologico e la legge. Carla Cappiello (vicepresidente vicario del Cni) ha affermato che l’IA non è un capitolo nuovo della sicurezza ma un modo nuovo di affrontare il tema della sicurezza. In questo scenario, l’ingegnere deve saper definire il problema, quale rischio ridurre, come misurarlo. Diventa fondamentale allora la formazione, oltre tutto ormai obbligatoria: il professionista non può smettere di imparare. L’ultima tavola si è occupata della prevenzione incendi di fronte alle nuove tecnologie, tenendo conto di rischi e soluzioni tecniche che prima non esistevano. Tiziana Petrillo, nel suo intervento introduttivo, ha richiamato quei cambiamenti che la transizione energetica e lo sviluppo tecnologico hanno portato nelle nostre vite, segnando una fase di transizione che pone nuovi obiettivi alla prevenzione incendi. “Va trovata una metodologia che ci consenta di governare il rischio ancora non conosciuto” ha detto. Giampietro Boscaino, esperto degli aspetti tecnico-amministrativi, ha affrontato il sistema dei nuovi rischi proponendo alcuni esempi pratici. Chiara Crosti (componente del Gruppo di Lavoro Sicurezza del Cni) ha portato il punto di vista di chi cura la progettazione antincendio utilizzando un approccio ingegneristico alla sicurezza. Giulia Monteleone (Enea) ha portato la voce della ricerca sulle tecnologie della transizione energetica, dalle quali nascono i rischi e le soluzioni nuove. Tra le altre cose, ha indicato nell’intelligenza artificiale e nei gemelli digitali strumenti di monitoraggio e prevenzione. Nel confronto conclusivo, in cui sono state tirate le somme della giornata, Sandro Catta ha sottolineato la necessità di incidere di più, in termini di sensibilizzazione sulla sicurezza, all’interno dei cantieri e, più in generale, con i lavoratori. Per Roberto Magnani l’AI è uno strumento nato per motivi commerciali ma ha un enorme potere, dunque comporta rischi: ma solo gli esseri umani posso ridurre questi rischi. Per Tiziana Petrillo la sfida più ampia emersa dalla giornata è proprio quella di come comunicare la sicurezza sul lavoro, un po’ il filo comune di tutte le nostre tavole. Una comunicazione che va modulata e strutturata a seconda del soggetto al quale si rivolge: lavoratori, imprese, cittadini.   
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Manovra, Meloni “Soddisfatta di coerenza, non risolve tutto ma direzione chiara”

ROMA (ITALPRESS) – “La legge di bilancio vale circa 26 miliardi di euro. La filosofia è stata concentrare le risorse sulle stesse priorità a cui ci siamo dedicati in questi anni: famiglia, natalità, riduzione delle tasse, tutela del potere d’acquisto incentivi al lavoro, alle imprese, salute”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in conferenza stampa al termine del Cdm. “Questa manovra va letta come il tassello di una strategia di medio e lungo termine, che ha una logica di legislatura, un percorso pluriennale e una strategia rispettosa del programma con il quale ci siamo presentati. Sono molto soddisfatta della coerenza, coesione e linearità mostrata nel cammino”, ha aggiunto. “Non abbiamo distribuito risorse a pioggia, non abbiamo fatto promesse che non potevamo mantenere. Ringrazio tutti i ministri per il lavoro di squadra, è stata una approvazione molto serena”, ha quindi sottolineato la premier, per la quale “con questa legge di Bilancio confermiamo tutti i provvedimenti della precedente manovra che sarebbero terminate alla fine di quest’anno. Un pacchetto di misure che già da solo vale circa 9 miliardi, tra questi: il credito d’imposta per gli investimenti nella Zes unica, la tassazione all’1% dei premi di produttività, il bonus per le mamme lavoratrici, misure su pesca e agricoltura, azzeramento Irpef per agricoltori, agevolazioni per gasolio agricolo”. La premier ha quindi osservato che “non è una manovra che risolve tutto, non pretende di farlo, ma sicuramente ha una direzione chiara come sempre l’ha avuto questo governo: sanità, taglio del costo dell’energia, lavoro, famiglia, giovani, casa, Sud. E’ la stessa direzione che abbiamo seguito fin da subito del nostro mandato che ci ha permesso di poter contare sulla considerazione dei risparmiatori italiani, è una cosa che ci rende orgogliosi. I titoli di Stato in mano alle famiglie sono cresciuti di 220 miliardi, è il dato che più di tutti può certificare la fiducia che i cittadini hanno. C’è molto da fare, ma intendiamo andare avanti con la stessa determinazione che abbiamo dal primo giorno”, ha concluso.
(ITALPRESS).
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Serie A, oggi Venezia-Inter 0-0 – Diretta

(Adnkronos) – Torna in campo l'Inter. Oggi, mercoledì 28 ottobre, i nerazzurri sfidano in trasferta il Venezia – in diretta tv e streaming – al Penzo nella nona giornata di Serie A. La squadra di Chivu è reduce dalla rimonta last minute contro la Fiorentina, battuta 2-1 a San Siro, mentre quella di Nicola, subentrato a Stroppa in panchina, è stata battuta dal Genoa al Ferraris per 1-0. La sfida tra Venezia e Inter è in programma oggi, mercoledì 28 ottobre, alle ore 18.30. Le probabili formazioni Inter (3-5-2): Provedel; Bisseck, Bastoni, Carlos Augusto; Spence, Sucic, Zielinski, Mkhitaryan, Dimarco; Esposito, Bonny. All. Chivu. Venezia (3-5-2): Stankovic; Halhal, Moreno, Juan Jesus; Hainaut, Kike Pérez, Sohm, Basic, Haps; Yeboah, Adams. All. Nicola.    Venezia-Inter sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv, ma anche su quelli SkySport. Il match si potrà seguire in streaming sull'app SkyGo, su NOW e sulla piattaforma web di Dazn.  
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Serie A, oggi Milan-Bologna – Diretta

(Adnkronos) – Torna in campo la Serie A. Oggi, mercoledì 28 ottobre, il Milan guidato in panchina da Ruben Amorim ospita il Bologna di Raffaele Palladino. Entrambe le squadre sono reduci da una vittoria, i rossoneri si sono imposti in trasferta per 2-0 sul campo dell'Udinese grazie ai gol di Pulisic e Hutchinson, mentre i rossoblù hanno vinto all'Unipol Domus per 2-0 sul Cagliari con le reti di Casale e Bernardeschi su rigore. In classifica il Milan è quinto con 18 punti, mentre il Bologna è tredicesimo a quota 8 insieme al Sassuolo. Nel prossimo turno di campionati i rossoneri giocheranno sabato sera il derby con l'Inter, mentre gli emiliani ospiteranno il Monza.  
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Eros Ramazzotti compie 63 anni, la dedica speciale di Michelle Hunziker: “Auguri tesoro”

(Adnkronos) –
Eros Ramazzotti festeggia oggi il suo compleanno: il cantautore spegne 63 candeline. E in questa giornata speciale non sono mancati gli auguri dell'ex moglie Michelle Hunziker e della figlia Aurora Ramazzotti. La conduttrice ha condiviso sui social un selfie che li ritrae insieme, sorridenti e felici: "Auguri tesoro", ha scritto Hunziker a corredo di un cuore rosso.  Anche Aurora Ramazzotti ha voluto dedicare un augurio speciale al suo papà sui social condividendo un collage con diverse fotografie che ripercorrono tappe importanti della loro vita, la concorrente di Ballando con le stelle ha scritto: "Amandoti immensamente, auguri papotti". 
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Tiziana Landoni, chi è la gip di Milano che ha scarcerato Siher e scatenato l’ira della politica

(Adnkronos) – Una giudice che ha sempre fatto parlare i suoi provvedimenti. Attorno alla magistrata di Milano Tiziana Landoni, che oggi, mercoledì 28 ottobre, ha deciso di scarcerare Youssef Siher fermato con l'accusa di istigazione per delinquere aggravata dalla finalità del terrorismo e violenza organizzata, i colleghi fanno quadrato mentre arriva l'attacco della politica di destra e della premier Giorgia Meloni. "Lo dico senza mezzi termini. Considero vergognosa la decisione del gip di Milano di non convalidare l'arresto di Youssef Siher, accusato di essere il gestore della pagina Telegram 'Movimento 17 ottobre', cioè la pagina che incitava l'organizzazione di quelle manifestazioni che poi abbiamo visto portare alla devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano" le parole della presidente del Consiglio.  Landoni, in precedenza giudice a Busto Arsizio (Varese), è da circa due anni al settimo piano del Palazzo di giustizia meneghino. Da Equalize, il presunto dossieraggio illecito con al centro la società di via Pattari, a diversi casi da 'codice rosso' è sicuramente la decisione sul fermo del politologo e attivista pro Pal la questione che accende su di lei i riflettori. Il suo nome, come quello della pm Francesca Crupi che ha chiesto la convalida del fermo per Siher, compare nell'Appello dei Giuristi per Gaza firmata nel settembre 2025 da 3.135 tra magistrati, professori e avvocati. Alla giudice arriva immediata la solidarietà dell'Anm. "Le decisioni dei magistrati si possono contestare nel merito e impugnare all'interno dei procedimenti. La delegittimazione dei colleghi, persino da chi ricopre le più alte cariche istituzionali, è invece un ormai consueto esercizio di intimidazione che non dovrebbe appartenere a uno Stato di diritto. Un esercizio insopportabile" fino al richiamo alla "Autonomia e indipendenza della magistratura" che sono "due capisaldi della democrazia". Dello stesso tenore la nota congiunta della presidente della sezione Gip-Gup di Milano Vincenza Maccora e il presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia. "Le dichiarazioni di alcuni esponenti politici di rilievo ricoprenti anche cariche istituzionali rilasciate all'esito della decisione della giudice del Tribunale di Milano sono irricevibili ed evidenziano una scarsa conoscenza – reale o mascherata – degli istituti giuridici di uno Stato di diritto". La decisione "può essere criticata e impugnata con i mezzi previsti dall'ordinamento, ma gli attacchi alla persona a cui compete di giudicare in un contesto sociale obiettivamente complesso devono essere respinti (…) La vergogna riguarda altre categorie della vita sociale, non il responsabile e difficile esercizio della giurisdizione".  
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Cina, il Ct Cattaneo parla della nazionale dopo le vittorie nel beach sprint

QINGDAO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il commissario tecnico italiano della nazionale cinese Francesco Cattaneo ha attribuito il successo del Paese alle Finali mondiali di canottaggio beach sprint 2026 a Qingdao al lavoro di squadra, alla fiducia reciproca e alla determinazione dei suoi atleti. In quest’occasione, la nazione ospitante ha conquistato quattro medaglie d’oro, tre d’argento e una di bronzo.

“Quando un allenatore arriva dall’estero in un nuovo Paese, non è sempre facile per tutti accogliere subito nuove idee”, ha riferito Cattaneo a Xinhua. “Ma in Cina gli atleti e lo staff tecnico hanno riposto fiducia nei cambiamenti che abbiamo introdotto, e credo che questo abbia fatto la differenza”.

Conosciuto come Franco, Cattaneo è un ex canottiere di alto livello che ha conquistato diverse medaglie ai Campionati mondiali di canottaggio prima di intraprendere la carriera di allenatore. Ha ricoperto per 12 anni un ruolo tecnico di alto livello nella nazionale italiana di canottaggio e ha supervisionato il programma nazionale di beach sprint dal 2020 al 2024.

Cattaneo è entrato a far parte della nazionale cinese all’inizio di quest’anno, con la squadra che ha iniziato la preparazione a fine gennaio. I ritiri di allenamento in Italia e Portogallo hanno fatto parte di un percorso di preparazione di quasi 10 mesi in vista dei campionati di Qingdao.

Il canottaggio beach sprint, che farà il suo debutto olimpico a Los Angeles 2028, combina la corsa sulla sabbia con il canottaggio ad alta velocità in acque libere. Gli atleti scattano dalla spiaggia, salgono sulle imbarcazioni, effettuano un percorso attorno alle boe e tornano a riva prima di correre verso il traguardo.

A differenza del canottaggio tradizionale in acque piatte, dove le gare durano generalmente circa sei minuti, le prove di beach sprint richiedono sforzi esplosivi della durata di appena due minuti e mezzo o tre minuti.

“Essere un buon canottiere in acque piatte non è sufficiente”, ha affermato Cattaneo. “Gli atleti devono anche imparare a correre, saltare sulle imbarcazioni, affrontare le onde ed effettuare virate sotto pressione”.

L’ex atleta ha dichiarato che i mesi di preparazione hanno aiutato gli atleti cinesi a sviluppare le capacità fisiche e tecniche necessarie per competere ai massimi livelli.

Questa preparazione è stata messa alla prova a Qingdao, dove il mare agitato e le condizioni meteorologiche mutevoli hanno modificato il programma delle competizioni, costringendo gli organizzatori a concentrare gran parte delle gare in due giorni.
“Gli atleti hanno seguito i nostri consigli su come affrontare le diverse situazioni”, ha dichiarato Cattaneo. “Sono molto soddisfatto di come hanno reagito alle sfide”.

Pur riconoscendo che gareggiare in acque familiari aveva dato un vantaggio alla Cina, Cattaneo ha affermato che le otto medaglie conquistate dalla squadra hanno superato le aspettative.

“Questo conferma che siamo sulla strada giusta”, ha dichiarato.

Tuttavia, il commissario ha avvertito che il successo nelle acque di casa non garantisce la gloria olimpica, insistendo sul fatto che la Cina ha ancora molto lavoro da fare prima dei Giochi di Los Angeles.

“Possiamo festeggiare queste medaglie per qualche giorno, ma poi dobbiamo metterle da parte e tornare subito al lavoro”, ha affermato. “Il livello che abbiamo raggiunto non sarà certamente sufficiente a Los Angeles”.

Cattaneo ha individuato nella preparazione aerobica e anaerobica, nella potenza esplosiva, nella conduzione dell’imbarcazione e nella navigazione le principali aree di miglioramento, sottolineando al contempo l’importanza di adattarsi alle diverse condizioni del mare.

Ha osservato che le acque relativamente calme previste a Los Angeles potrebbero rappresentare una sfida diversa rispetto al mare agitato incontrato a Qingdao.

“Dobbiamo essere in grado di far andare veloce l’imbarcazione anche quando ci sono poche onde”, ha dichiarato.

Al di là delle ambizioni olimpiche della Cina, Cattaneo spera che l’inclusione della disciplina nei Giochi possa incoraggiare un maggior numero di giovani a praticare questo sport.

“E’ una disciplina bellissima, entusiasmante e molto giovane”, ha affermato. “Che si provenga o meno dal canottaggio tradizionale, se si hanno velocità, potenza e capacità di affrontare il mare, incoraggerei chiunque a provarla”.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-