(Adnkronos) – ''Io ci credo sempre allo Stato di diritto, lei invece ci crede?''. Al termine della lunga conferenza stampa a palazzo Chigi sulla manovra, Giorgia Meloni si rivolge così a una giornalista che le chiede se creda nello Stato di diritto. "Credo nello Stato di diritto – insiste la premier prima di lasciare la sala – che vuol dire soprattutto difendere la gente perbene dalle persone violente".
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Scintille tra Meloni e giornalista su scontri ai cortei: “Credo nello Stato di diritto, difende la gente perbene”
Lorenzo Mirandola, il cacciatore di aurora boreale si racconta in ‘Quando il cielo si accende’
(Adnkronos) – E' disponibile in tutte le librerie 'Quando il cielo si accende – La mia vita a caccia di aurore Boreali' il primo libro di Lorenzo Mirandola, ingegnere ambientale e 'Aurora Hunters' nonché l'italiano n.1 al mondo, il più seguito in assoluto sui social in termini di avvistamento di aurore boreali, con 600 mila followers su instagram, un vero e proprio "cacciatore di aurora boreale", un fenomeno e orgoglio tutto italiano. Solo nell'ultima stagione ne ha viste oltre 210. In un formato agile e ricco di spettacolari fotografie scattate sul campo, Mirandola intreccia racconto autobiografico e narrazione visiva, trasportando il lettore dentro notti gelide, inseguimenti improvvisi e attese cariche di meraviglia alla ricerca dell’aurora boreale, fenomeno che vale la pena di vivere almeno una volta nella vita. E’ la storia di un percorso coraggioso: quello di chi ha trasformato una passione in un lavoro, affrontando l’incertezza e l’imprevedibilità della natura per vivere appieno la propria vocazione. In 'Quando il cielo si accende' immagini e parole si fondono in un’esperienza immersiva che unisce avventura, riflessioni e stupore. Al centro una filosofia semplice ma potente: L’Aurora boreale non si aspetta, si insegue. Un libro ispirazionale che invita a guardare oltre l’orizzonte e a trovare il coraggio di seguire la propria luce. “Sono molto contento di uscire con questo mio libro – dichiara Lorenzo Mirandola – è un progetto in cui esce tutta la mia passione per l’aurora Boreale. Oltre al mio percorso tra aneddoti, viaggi alla scoperta dell’aurora, curiosità e consigli preziosi, all’interno dell’opera non mancano anche incursioni tecniche, sempre con un linguaggio chiaro e comprensibile, per avvicinare tutti a questo fenomeno del cielo unico, cercando di fare chiarezza anche su falsi miti, credenze e fake news sull’aurora. Non basta essere in “Lapponia” per vedere l’aurora anche essere nel posto migliore del mondo… e non la vedrai mai – dichiara Lorenzo Mirandola – Molte volte bisogna guidare ore, cambiare paese, scappare dalle nuvole, controllare i venti, l’umidità, il vento solare, i gap nel cloud cover. Insomma: bisogna cacciarla, non aspettarla l’aurora. Anche se hai il cielo sereno tutta la notte devi sapere quando essere fuori. Tanti che vanno da soli perdono sempre la parte migliore della notte. Le app possono essere utili ma non ti dicono se il cielo è coperto, se sta arrivando neve, se il vento cambia direzione, se in un’altra zona a 200 km c’è un buco perfetto. Il meteo nell’artico è imprevedibile e le App sono nel 50% delle volte sbagliate. Il 90% delle persone che non la vede si fida troppo delle app e troppo poco del meteo reale.” Lorenzo, che sui social è diventato il "cacciatore di aurora boreale" più noto al mondo, vive in Lapponia da tantissimi anni con base a Rovaniemi, dove ho trasformato la sua passione per l’avventura e la natura artica nel suo lavoro. Sin da piccolo con il sogno eterno dell’aurora boreale, ha deciso di mettere la sua grande passione al servizio altrui, occupandosi di spedizioni a caccia dell'emozione dello spettacolo unico dell'Aurora Boreale organizzando tour di un solo giorno nei dintorni di Rovaniemi o “Aurora Road Trips” di 3/4 giorni in itinere dedicati all'avvistamento dell'aurora boreale in Lapponia, tra Finlandia, Svezia e Norvegia. "Arctic Road Trips" è infatti il suo progetto unico nato insieme a Luisa Schaffner per mostrare la vera Lapponia, portando le persone a vivere l’Artico in maniera autentica e rispettosa dell'ambiente. Viaggi in piccoli gruppi, senza percorsi prestabiliti seguendo il meteo, le aurore e la natura per garantire la migliore esperienza possibile. Una community solida quella di Lorenzo Mirandola tra appassionati e curiosi di conoscere sempre meglio il magico fenomeno dell’Aurora Boreale, che attraverso una quotidiana testimonianza sui social vive condivisioni uniche tra divulgazione scientifica, curiosità, video e immagini pazzesche dell’aurora. In molti affermano che il 2026/2027 sarà il periodo migliore per l’avvistamento delle aurore boreali. Molto spesso circolano in rete anche fake news e credenze sbagliate che spesso creano confusione tra visitatori in circa dell’emozione dell’avvistamento dell’aurora boreale. “In riferimento al 2026/2027 non potremmo saperlo finché non sarà finito l’anno – prosegue Mirandola – Siamo vicino al massimo solare, già passato nel 2024/2025 quindi l’attività solare è spesso più forte. Ma se il cielo è coperto non cambia niente. Poi al nord dove operiamo noi anche durante il minimo solare possiamo avere aurore assurde. Anzi le aurore più belle della mia vita le ho viste tutte durante il minimo solare 2020-2022. E’ forse possibile che meno tempeste magnetiche si possano verificare nei prossimi anni ma, alle nostre latitudini un attività non molto forte ci può dare comunque aurore bellissime. Tra le fake news più comuni anche il fatto che con la luna piena non si possa vedere l’aurora, che per avvistare l’aurora bisogna avere un KP sempre alto, e che L’aurora possa uscire ad orari prestabiliti. Personalmente in relazione a questi falsi miti ho visto aurore fortissime anche con la luna piena, con Kp0 e a qualsiasi ora della notte” L’aurora, fenomeno in costante crescita, attrae sempre più un numero maggiore di visitatori in viaggio verso la Lapponia e i paesi artici, persone alla ricerca di un momento indelebile che ricorderanno per tutta la vita. L’aurora attrae chi ha bisogno di sentirsi vivo, affascinando così tanto perché è uno spettacolo unico e imprevedibile. Non è come un monumento: può esplodere nel cielo in un minuto e sparire subito dopo. È qualcosa che ti fa sentire piccolo ma vivo. Chi la vede per la prima volta si emoziona sempre, difficile rimanere indifferenti. Prima di organizzare un viaggio avventuroso per vivere il fascino eterno dell’aurora boreale è importante ricordare che la stagione dell’aurora boreale ha due momenti perfetti, da fine agosto a metà novembre per i colori incredibili, temperature meno rigide, riflessi nei laghi, e l’inverno da metà Gennaio fino ad inizio Aprile per i paesaggi da fiaba, neve ovunque, atmosfera magica, ricordandosi di affidarsi sempre a guide esperte, altrimenti si rischia davvero di non vederla.
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L’Inter passa a Venezia con 2 autogol, Lazio agganciata in testa
VENEZIA (ITALPRESS) – Non brilla, ma vince 2-0. L’Inter soffre a Venezia, ma la sblocca e risolve nuovamente nei dieci minuti conclusivi: due sfortunate autoreti puniscono i lagunari e rimandano Chivu al primo posto in compagnia della Lazio, a +7 sul Milan alla vigilia del derby. Il Penzo assiste al derby tra i fratelli Stankovic, sotto gli occhi del papà: Aleksandar gioca la prima da titolare nell’Inter, Filip è regolarmente in porta nel Venezia. In attacco per i nerazzurri, che approcciano malissimo la partita e rischiano subito sui contropiedi degli organizzati avversari (pericolosi con Adams), c’è Bonny e non un influenzato Pio Esposito: è lui a impegnare per primo il portiere avversario. I nerazzurri alzano il pressing col passare dei minuti, ma non sfondano e rischiano: il Venezia chiude ogni spazio e gioca probabilmente una delle migliori gare stagionali, per il controllo difensivo e la pericolosità offensiva. I lagunari impegnano Provedel con Adams e si vedono annullare il vantaggio al 29′: gran parata di Provedel e tap-in vincente di Lauberbach, ma è tutto fermo. Lo spavento non risveglia completamente l’Inter, che rischia ancora: traversa del tedesco, ma è 0-0 al riposo. Chivu è furioso e ordina tre cambi nella ripresa: dentro Barella, Calhanoglu e Akanji per il tentativo d’assalto. I suoi, però, non hanno una reale reazione emotiva contro un avversario molto attento e pungente: Busio spreca una clamorosa chance in contropiede, Adams si vede annullare il secondo vantaggio (72′) per un altro fuorigioco. Il gol subito e cancellato è lo shock che serviva all’Inter, trascinata da Thuram e Carlos Augusto. L’attaccante propizia l’1-0 col cross rasoterra che manda in tilt Moreno, autore della sfortunata deviazione per il primo gol nerazzurro (80′), il brasiliano è protagonista nel raddoppio. Siamo all’82’ e, sul corner di Calhanoglu, Carlos Augusto incorna e trova la deviazione di Halhal: seconda autorete e 2-0 Inter. I nerazzurri si coprono con Spence e rischiano solo nel recupero, quando Provedel evita il gol di Busio. Tre punti sudati e voluti per l’Inter, che torna in vetta con la Lazio a quota 25 punti: nerazzurri mai così bene, dopo nove turni, nell’era dei tre punti. Alla vigilia del derby, Chivu è così a +7 sul Milan, sconfitto dal Bologna a San Siro.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Serie A, oggi Genoa-Juventus – Diretta
(Adnkronos) – Torna in campo la Serie A. Oggi, mercoledì 28 ottobre, allo stadio 'Luigi Ferraris' di Genova, la Juventus guidata in panchina da Luciano Spalletti fa visita al Genoa allenato da Daniele De Rossi. Entrambe le squadre sono reduci da una vittoria, i bianconeri hanno vinto per 2-0 in trasferta sul campo del Lecce grazie ai gol di McKennie e Douglas Luiz, mentre i rossoblù si sono imposti a Marassi per 1-0 sul Venezia con una rete di Ellertson. Nel prossimo turno di campionato i bianconeri ospiteranno all'Allianz Stadium, mentre il Genoa giocherà in trasferta sul campo del Lecce.
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Venezia-Inter, annullato dal Var il gol di Lauerbach. Cosa è successo
(Adnkronos) – Su un calcio di punizione per il Venezia dalla lunga distanza Provedel compie un miracolo per togliere dalla porta il sinistro di Kike Perez, deviato dalla barriera. Si avventa sul pallone Lauerbach che insacca da due passi sul tap-in, con il portiere nerazzurro impotente. L'arbitro convalida ma interviene il Var che dopo un lungo check annulla la rete per fuorigioco del tedesco. Dalle immagini si vede che l'off side è veramente di un centimetro per la spalla dell'attaccante del Venezia.
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Poche emozioni e pari fra Parma e Udinese, Okoye para un rigore
PARMA (ITALPRESS) – Vince la paura al Tardini. Parma e Udinese non vanno oltre lo 0-0 e non escono dalla crisi. Alla fine i rimpianti sono sia per Gilardino (primo punto per lui sulla panchina gialloblù) sia per Runjaic. La squadra di casa sbaglia un rigore con Bernabè, mentre i friulani non capitalizzano le (poche) chance nitide del match. Le due squadre salgono così a quota 5 punti in classifica, pochi per le ambizioni di inizio stagione. Nel silenzio del Tardini (sciopero del tifo di 15′ dei gruppi ultras), i ritmi sono subito bassi. La squadra friulana è più intraprendente con il ritorno dal 1′ di Zaniolo dopo la mezz’ora disputata contro il Milan, ma le conclusioni dalla distanza del classe 1999 e di Karlstrom sono fuori misura. Al 32′ gli ospiti protestano per una trattenuta di Troilo su Davis in area, mentre al 45′ è Daffara a salvare il risultato respingendo in angolo un destro da fuori area di Bertola. Il primo tempo finisce così, senza emozioni e a reti inviolate. Un lampo il secondo tempo lo propone, ma il risultato proprio non si sblocca. Al 68′ l’Udinese la combina grossa in area sugli sviluppi di un calcio d’angolo. A Okoye sfugge il pallone, mentre Abankwah respinge col braccio un tiro di Troilo. Per l’arbitro Massa è rigore, ma dagli undici metri Okoye si fa perdonare ipnotizzando Bernabè. Il match non si accende, ma diventa nervoso. E il Tardini all’81’ chiede a gran voce un provvedimento più severo del giallo per Zaniolo dopo una reazione alla prolungata trattenuta di Lontani. Nel finale è l’Udinese ad avere più energie, ma il Parma resiste. Troilo salva sulla linea una conclusione ravvicinata di Ekkelenkamp, mentre Daffara si fa trovare attento sul colpo di testa di Unai Gomez. Il risultato non cambia. E’ il secondo 0-0 del campionato dopo quello di Como-Roma. Per Parma e Udinese ora la sfida ad una big: Atalanta per Gilardino, Roma per Runjaic.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Il Milan perde l’imbattibilità in campionato, il Bologna vince 4-2 a San Siro
MILANO (ITALPRESS) – Il Milan incappa nel primo ko stagionale in campionato. Al Meazza è il Bologna a passare in rimonta per 4-2, trascinato da una straordinaria tripletta di Mbangula.
Il primo guizzo è di marca rossoblù. Al 6′, Zortea sfonda a destra e mette dentro un rasoterra teso sul quale Odgaard non arriva in scivolata per centimetri. Due minuti dopo, gli ospiti passano in vantaggio. Cisse e Bartesaghi non si intendono e favoriscono il recupero di Zortea che entra in area e serve all’indietro Mbangula, il quale trafigge Maignan con un destro di prima intenzione. La reazione avversaria è immediata e al 14′ arriva il pareggio. Theate si addormenta e si fa intercettare un rilancio da Hutchinson, con la palla che schizza a centro area verso un liberissimo Cisse che, da due passi, non sbaglia e firma il suo primo gol in carriera a San Siro. La giovane promessa rossonera si ripete al 27′. Tomori aggredisce Pobega, entra in area ed effettua un cross teso a mezza altezza sul quale si avventa in spaccata lo stesso Cisse, che insacca a porta praticamente vuota per il 2-1. E’ il risultato con cui le due squadre vanno al riposo.
Amorim è costretto a togliere Tomori nell’intervallo per un problema muscolare accusato negli ultimi minuti della prima frazione. Nella ripresa partono meglio gli emiliani e in pochi minuti ribaltano il punteggio. Al quarto d’ora, il neo entrato Miranda batte un piazzato insidioso dalla sinistra che finisce addosso a Bartesaghi che spedisce il pallone nella sua porta. La rimonta si completa due minuti dopo, quando uno scatenato Miranda mette un pallone a rimorchio dalla sinistra per Mbangula, che salta troppo facilmente il neo entrato Diawara e supera Maignan con il destro. I padroni di casa sciupano il possibile 3-3 al 38′, quando Cisse crossa a rientrare dalla sinistra per la testa di Camarda che da ottima posizione incorna a lato di pochi centimetri. Gol sbagliato, gol subito. A chiudere i conti ci pensa il solito Mbangula, che al 41′ sigla la tripletta personale sfruttando al meglio un assist di Odgaard, con la difesa rivale completamente scoperta. Due minuti dopo si iscrive alla partita anche Skorupski, autore di un grande salvataggio in corner che nega la gioia del gol a Pulisic. Il risultato non cambierà più. Per il Milan, quinto a quota 18, è un duro colpo in ottica derby. Possono invece sorridere gli uomini di Palladino che salgono a 11 punti.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cina, Hong Kong sospende import di pollame e uova da due aree in Danimarca e Usa
HONG KONG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Ieri l’autorità per la sicurezza alimentare di Hong Kong ha deciso di sospendere l’importazione di carne e prodotti avicoli provenienti dal comune di Lolland, in Danimarca, e dalla contea di Jackson, nello Stato del Minnesota, negli Stati Uniti, a causa di focolai di influenza aviaria verificatisi in tali regioni.
Il Centro per la sicurezza alimentare (CFS) del Dipartimento per l’igiene alimentare e ambientale del governo della regione amministrativa speciale di Hong Kong (HKSAR) ha disposto la sospensione con effetto immediato delle importazioni di carne e prodotti avicoli, comprese le uova, provenienti da queste aree, al fine di tutelare la salute pubblica a Hong Kong.
Un portavoce del CFS ha dichiarato che la decisione è stata presa in seguito alle notifiche ricevute dall’Amministrazione veterinaria e alimentare danese e dall’Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH) relative a focolai di influenza aviaria H5N1 ad alta patogenicità in queste aree.
Il CFS ha contattato le autorità danesi e statunitensi in merito alla questione e monitorerà attentamente le informazioni diffuse dalla WOAH e dalle autorità competenti sui focolai di influenza aviaria, ha affermato il portavoce.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-
Cissé show a San Siro: doppietta in 13 minuti e il Milan ribalta il Bologna
(Adnkronos) – Certe notti sono destinate a restare nella memoria. Per Cissé, San Siro si trasforma in un palcoscenico speciale: due gol in appena 13 minuti, una partita ribaltata e una doppietta che cambia l'inerzia della sfida contro il Bologna, valida per nona nona giornata di Serie A. Dopo non aver ancora trovato la via della rete nello stadio rossonero, l'attaccante si sblocca nel modo più spettacolare possibile, diventando il protagonista assoluto della rimonta del Milan. Il gol del pareggio al 14' nasce dalla pressione alta di Hutchinson, bravo ad aggredire Theate e a sporcare il rinvio del difensore rossoblù. Il pallone finisce proprio sui piedi dell'esterno inglese, che non perde tempo e serve immediatamente al centro un Cissé completamente libero. Per l'attaccante è un gioco da ragazzi firmare il gol dell'1-1 e accendere San Siro. Ma non è finita qui. Il Milan continua a spingere e trova ancora in Hutchinson l'uomo capace di creare scompiglio nella retroguardia avversaria. L'esterno viene fermato all'ingresso dell'area, ma sulla seconda palla è Tomori ad arrivare per primo, sfruttando lo spazio e la propria velocità. Il difensore rossonero alza la testa e disegna un assist sul secondo palo, dove Cissé, lasciato nuovamente solo dalla difesa del Bologna, deve soltanto appoggiare in rete. È il gol del sorpasso al 27', quello che completa la rimonta e consegna a Cissé una doppietta da ricordare. Due reti in 13 minuti, entrambe nate dalla capacità del Milan di aggredire gli avversari e sfruttare le disattenzioni difensive rossoblù. San Siro ha il suo nuovo protagonista: Alphadjo Cissé.
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Ottimisti sulla propria vita, pessimisti sul mondo: cosa racconta il grande sondaggio FII
(Adnkronos) – Il mondo va nella direzione sbagliata, ma la propria vita, tutto sommato, procede bene. È il paradosso che emerge dal FII PRIORITY Compass 2026, la quinta edizione della grande indagine internazionale realizzata dal Future Investment Initiative Institute con Ipsos. Soltanto il 34% degli intervistati ritiene che il mondo stia andando nella direzione giusta, il 46% pensa altrettanto del proprio Paese, mentre ben il 75% continua a esprimere fiducia nell'andamento della propria esistenza. Un pianeta nel quale il futuro collettivo appare incerto, ma quello individuale conserva una sorprendente capacità di resistenza. La ricerca, condotta tra il 24 aprile e il 5 giugno 2026 su 61.200 adulti in 32 Paesi, fotografa un mondo che chiede soprattutto sicurezza economica, servizi pubblici accessibili e tecnologie capaci di migliorare la vita senza sottrarsi al controllo umano. Una delle fratture più significative riguarda la percezione del futuro tra Nord e Sud globale. Nei 19 Paesi classificati come Global South, il 47% ritiene che il mondo stia andando nella direzione giusta. Nei 13 Paesi del Global North la percentuale precipita al 15%. La distanza si ripete nelle aspettative economiche: il 49% degli intervistati nel Sud globale è ottimista sull'economia mondiale, contro appena il 19% nel Nord. Non significa che le condizioni materiali siano migliori nei Paesi emergenti, ma suggerisce una diversa relazione con il progresso. Dove redditi e opportunità sono cresciuti, il futuro appare ancora come una promessa; dove il benessere è consolidato, prevale la paura di perderlo. Anche la fiducia nella mobilità sociale segue questa geografia: il 75% nel Sud globale ritiene che lavorare duramente permetta di migliorare la propria posizione nella società, contro il 60% nel Nord. A livello mondiale la percentuale raggiunge il 69%, sei punti in più rispetto al 2025. Per il quinto anno consecutivo, il costo della vita rimane la principale preoccupazione mondiale: lo indica il 56% degli intervistati, sei punti percentuali in più rispetto al 2025. Le spese energetiche pesano in modo particolare, citate dal 34% del campione. Quando viene chiesto che cosa conti maggiormente per il benessere personale, ai primi posti compaiono la salute e l'accesso alle cure (44%) e la sicurezza del lavoro e del reddito (43%). Più della metà degli intervistati indica inoltre nel costo della vita e nell'indebitamento ostacoli alla possibilità di avere il numero di figli desiderato. La prosperità, insomma, non viene associata soltanto all'aumento del reddito, ma alla possibilità di proteggersi dagli imprevisti. Una domanda di stabilità che attraversa economie avanzate ed emergenti. Il rapporto restituisce una popolazione mondiale tutt'altro che ostile alle nuove tecnologie. Il 57% degli intervistati si dice disposto a pagare per acquisire competenze nell'intelligenza artificiale. Ma l'apertura all'innovazione non coincide con la disponibilità a delegarle qualsiasi responsabilità. L'80% respinge l'idea che l'AI possa prendere la decisione finale in ambiti delicati come assunzioni, giustizia e sanità. Ancora più ampio, l'85%, è il consenso verso una regolamentazione internazionale. L'atteggiamento verso la robotica conferma questa ambivalenza: il 65% ritiene che entro dieci anni i robot saranno una presenza normale nella vita quotidiana e il 61% sarebbe a proprio agio nell'affidare loro le faccende domestiche. L'accettazione diminuisce quando si tratta di delegare attività di cura. La tecnologia è dunque benvenuta quando libera tempo e riduce la fatica. Suscita più resistenze quando sostituisce relazioni e responsabilità umane. Meno della metà degli intervistati si dichiara soddisfatta dell'assistenza sanitaria disponibile nel proprio Paese, mentre il 63% sarebbe favorevole a pagare tasse più elevate per garantire cure accessibili a tutti. Anche l'università attraversa una crisi di percezione: il 65% ritiene che, per la maggior parte delle persone, frequentarla non valga più il costo sostenuto. Il 69% chiede ai governi di dare maggiore priorità alla formazione professionale, anche alla luce dei cambiamenti introdotti dall'AI nel mercato del lavoro. Il problema non è soltanto quali professioni verranno automatizzate, ma come preparare lavoratori e studenti a un'economia nella quale le competenze richieste cambiano più rapidamente dei tradizionali percorsi educativi. È proprio sul rapporto tra istruzione, opportunità e mobilità sociale che i risultati italiani assumono particolare rilievo. Soltanto il 46% degli intervistati ritiene che il sistema educativo offra ai bambini provenienti da famiglie a basso reddito una reale possibilità di migliorare la propria posizione sociale. La media globale è del 60%: quattordici punti di differenza. Per oltre metà degli italiani, dunque, la scuola non rappresenta più, o non rappresenta abbastanza, quello strumento di emancipazione sul quale si è costruita una parte importante della promessa democratica del secondo dopoguerra. A indebolirsi non è necessariamente la fiducia nell'insegnamento, ma nella sua capacità di compensare gli svantaggi di partenza. Più articolato il giudizio sull'università. In Italia il 53% ritiene che, per la maggior parte delle persone, frequentarla non valga più il costo sostenuto. È una maggioranza, ma ben inferiore alla media globale del 65%: il terzo valore più basso tra i 32 Paesi esaminati. Un risultato per certi versi controintuitivo: gli italiani credono poco nella capacità della scuola di favorire la mobilità sociale, ma sono relativamente meno scettici di altri sul valore economico dell'istruzione universitaria. Un'altra risposta contribuisce a chiarire il quadro. Soltanto il 47% degli italiani concorda con l'affermazione secondo cui, per trovare un buon lavoro, il titolo di studio conta più delle competenze effettive. È il secondo valore più basso a livello mondiale. Si può quindi continuare a considerare utile una laurea senza attribuire ai titoli di studio un valore automaticamente superiore alle capacità concretamente dimostrabili. E si può credere nell'istruzione senza essere convinti che il sistema offra a tutti le stesse opportunità. Per le università, ma anche per le imprese, è un segnale da non sottovalutare: la credibilità della formazione passa sempre più dalla capacità di produrre competenze riconoscibili e opportunità professionali, non soltanto certificazioni. Se la scuola fatica a convincere gli italiani della propria capacità di ridurre le disuguaglianze, il sistema dell'informazione affronta una crisi di fiducia ancora più evidente. L'Italia registra livelli inferiori alla media globale in tutte le forme di media considerate. La televisione nazionale è ritenuta affidabile dal 43% degli intervistati, contro il 62% nel mondo: uno scarto di 19 punti. Per le notizie online la fiducia scende al 37%, contro il 52% globale. Il dato più impressionante riguarda però la percezione dell'indipendenza editoriale: l'82% degli italiani ritiene che i media tradizionali siano politicamente orientati. Non significa, naturalmente, che l'82% dei media sia effettivamente schierato: il sondaggio misura la percezione dei cittadini. Ma è proprio questa percezione a rappresentare un problema per un settore la cui autorevolezza dipende dalla credibilità. La diffidenza, del resto, investe tanto i mezzi tradizionali quanto le piattaforme digitali, suggerendo una crisi più generale nel rapporto tra cittadini e informazione. La crisi dei media tradizionali non si traduce automaticamente in una fiducia generalizzata nei nuovi protagonisti dell'informazione digitale. Il 48% degli italiani ritiene che i creatori di contenuti online riescano a cogliere le preoccupazioni delle persone comuni. Una valutazione che riguarda soprattutto la capacità di rappresentare bisogni e sensibilità del pubblico, non necessariamente l'accuratezza delle informazioni. Gli influencer possono dunque essere percepiti come più vicini all'esperienza quotidiana delle persone, anche quando la fiducia complessiva nelle notizie online rimane bassa. È una delle trasformazioni più profonde dell'ecosistema informativo: l'autorevolezza professionale e la capacità di stabilire un rapporto diretto con il pubblico non coincidono più necessariamente. La diffidenza verso l'ecosistema digitale si accompagna a una forte domanda di protezione dei più giovani. Il 58% degli italiani è favorevole a vietare l'accesso ai social media ai minori di 16 anni, mentre il 37% preferirebbe consentire l'apertura di account soltanto con il consenso dei genitori. La posizione italiana si inserisce in una tendenza più ampia: nei Paesi del Nord globale, il 74% ritiene che le aziende tecnologiche non facciano abbastanza per proteggere gli utenti più giovani. Nel Sud globale la percentuale scende al 45%. Un'altra manifestazione della diversa percezione della tecnologia: per una parte del mondo l'innovazione digitale continua a rappresentare soprattutto un'opportunità, per un'altra è diventata anche un sistema di rischi da contenere. Letti insieme, i risultati globali e quelli italiani raccontano qualcosa che va oltre le singole preoccupazioni. Nel mondo, le persone continuano a credere nelle proprie possibilità individuali, ma faticano a riconoscersi nella direzione intrapresa dalle società e dalle istituzioni. Chiedono stabilità economica, cure accessibili, formazione utile e tecnologie governate da regole. In Italia, questa distanza assume soprattutto i contorni di una crisi di fiducia nelle istituzioni chiamate a garantire opportunità e informazione. La scuola dovrebbe ridurre gli svantaggi di partenza, ma meno di un italiano su due crede che ci riesca. I titoli di studio dovrebbero aprire opportunità professionali, ma il loro valore viene messo in discussione. I media dovrebbero informare in modo credibile, eppure sono percepiti in larghissima maggioranza come politicamente orientati. Non è necessariamente un rifiuto delle istituzioni. È, piuttosto, una richiesta che tornino a dimostrare concretamente la propria utilità e indipendenza. Il paradosso fotografato dal FII PRIORITY Compass 2026 è tutto qui: le persone continuano a credere nella possibilità di migliorare la propria vita. Sono molto meno sicure che il mondo sappia aiutarle a farlo._____________________
Il FII PRIORITY Compass 2026 è stato realizzato con Ipsos attraverso interviste online a 61.200 adulti in 32 Paesi, tra il 24 aprile e il 5 giugno 2026. Il campione italiano comprende 2.500 intervistati. Le percentuali descrivono opinioni e percezioni degli intervistati.
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