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Legge elettorale, sondaggio Noto: no a innalzamento firme per presentare lista

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(Adnkronos) –
No all'innalzamento da 40.000 a circa 372.000 delle firme richieste per le liste che intendono presentarsi in tutti i collegi introdotto dalla legge elettorale che è stata approvata oggi in Senato con 113 sì, 71 no e 2 astenuti. E' quanto emerge in un sondaggio dell'Istituto Noto. Il provvedimento ora passa alla Camera.  La soglia è considerata eccessiva dal 48% degli elettori, contro il 33% che la ritiene adeguata. "Il dato assume particolare rilievo perché la valutazione negativa prevale nonostante una quota del 19% non esprima un’opinione", sottolineano le conclusioni dei risultati. La critica è maggioritaria tra gli elettori del PD (64%), di Azione (90%), di AVS (57%), di Italia Viva (56%), di Futuro Nazionale (53%) e del Movimento 5 Stelle (51%), oltre che tra gli indecisi (51%). Tra gli elettori di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega prevale invece il giudizio di adeguatezza.  Il 41% sostiene inoltre che tutti i partiti debbano partire dalle stesse condizioni, indipendentemente dalla presenza in Parlamento; un ulteriore 16% ammette un onere per le nuove formazioni, purché sia ragionevole. Complessivamente, il 57% rifiuta quindi un sistema che produca un vantaggio sproporzionato per i partiti parlamentari. La maggioranza chiede quindi o una piena equiparazione o, almeno, una barriera proporzionata e la parità è la prima scelta anche tra gli elettori di Forza Italia (57%) e Lega (52%), oltre che in tutti i principali segmenti dell’opposizione. Tra gli elettori di Fratelli d’Italia la distribuzione è più articolata, ma anche qui parità e soglia ragionevole raggiungono insieme il 50%, contro il 26% favorevole al vantaggio per i partiti già presenti in Parlamento. Quando si chiede di indicare concretamente la soglia corretta, il 40% sceglie fino a 40.000 firme e il 12% eliminerebbe del tutto l’obbligo. Il 52% si colloca dunque entro il limite attualmente previsto, mentre soltanto il 38% indica una soglia superiore a 40.000 e appena il 13% supera le 300.000 firme. Ne emerge che le 40.000 firme sono percepite come un livello congruo e già sufficientemente selettivo; un aumento molto consistente non trova un consenso maggioritario. Le fasce immediatamente superiori ottengono consensi contenuti: 9% tra 40.001 e 60.000 e 7% tra 60.001 e 100.000. Solo il 22% si colloca tra 40.001 e 300.000 firme e il 13% indica oltre 300.000. In altri termini, la soglia prossima a 372.000 firme si trova nell’area preferita da poco più di un elettore su dieci, mentre il livello attuale di 40.000 è la singola opzione più scelta e rappresenta il punto di equilibrio più riconoscibile.  Nelle sintesi, l'Istituto Noto sottolinea: "La critica più solida non è l’abolizione delle firme, sostenuta da una minoranza del 12%, ma la sproporzione dell’aumento. La linea maggioritaria riconosce che possa esistere una soglia, purché resti ragionevole e non diventi una barriera sostanziale". In sintesi, "gli italiani non condividono un sistema nel quale i partiti già presenti in Parlamento siano dispensati dalla raccolta mentre alle nuove formazioni viene richiesto uno sforzo molto elevato. Le 40.000 firme sono percepite come un limite adeguato; soglie sensibilmente superiori, e in particolare quella di circa 372.000, non trovano un sostegno maggioritario". "Abbiamo chiesto agli italiani cosa ne pensassero della norma inserita dal Governo Meloni nella nuova legge elettorale, che permette a chi è già in Parlamento di non raccogliere le firme mentre chi è fuori, le nuove forze politiche appena nate, viene escluso con una richiesta incostituzionale e insuperabile di 400 mila firme, 6 mila obbligatorie per ogni collegio. In forma fisica, senza Spid, da raccogliere in pochi giorni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i cittadini bocciano l'ennesima spallata del Governo Meloni alla democrazia e alla Costituzione", dichiara Alessandro Onorato, fondatore di Progetto Civico Italia, commentando i risultati del sondaggio dell'Istituto Noto.  
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La tv satellitare supera i 400 canali disponibili

ROMA (ITALPRESS) – La televisione satellitare in Italia ha raggiunto un nuovo traguardo: attraverso la piattaforma gratuita di tivusat, si possono ricevere oltre 400 canali tra tv e radio in 37 lingue, dall’arabo all’ucraino.
Un’offerta che nasce con le prime sperimentazioni satellitari della Rai. Nel 1990, si legge in una nota di tivusat, in occasione dei Mondiali di calcio disputati in Italia, il servizio pubblico sperimentò la trasmissione di partite in alta definizione via satellite. Un passaggio che anticipava una trasformazione destinata a cambiare il modo di distribuire e vedere la televisione. In quasi quarant’anni l’offerta è cresciuta sia nel numero dei canali disponibili e sia nella loro qualità. Il 4k rappresenta l’ultimo punto di arrivo con diversi canali visibili gratuitamente per i possessori di televisori di ultima generazione in 4k.
“E’ un’offerta che permette di seguire l’attualità attraverso voci diverse, ascoltare musica e guardare programmi originali. Per le comunità straniere significa mantenere un legame con il Paese d’origine; per chi studia una lingua, trovare occasioni quotidiane di ascolto – continua la nota -. Il telecomando diventa uno strumento per conoscere realtà e programmazioni poco presenti sui palinsesti nazionali. La ricezione satellitare non richiede una connessione Internet e arriva anche negli angoli più remoti, dalle isole ai paesini di montagna”.

– foto ufficio stampa tivusat –
(ITALPRESS).

Di Battista, terza notte al Policlinico Gemelli: nessun aggiornamento sulla salute dell’ex 5S

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(Adnkronos) – Ha trascorso la terza notte al Policlinico Gemelli, Alessandro Di Battista, ricoverato nell'ospedale di Roma da sabato 12 settembre, dove il vice presidente dell'associazione 'Schierarsi' prosegue le cure dopo il malore accusato il 28 agosto mentre stava realizzando un reportage a Cuba e il successivo intervento chirurgico all'Avana. Di Battista è giunto nell'Ircs capitolina sabato mattina, trasferito in ospedale a bordo di un'ambulanza che lo aspettava a Ciampino. "Come da richiesta della famiglia, non sono previsti bollettini", hanno confermato dal Gemelli. 
Un appello al rispetto della privacy era stato lanciato da 'Schierarsi' sabato su Facebook. "Chiediamo agli amici, ai sostenitori di Alessandro Di Battista e agli operatori dell'informazione – ha scritto l'associazione – di non recarsi al Policlinico Gemelli, così da consentire a lui e alla sua famiglia di vivere i prossimi giorni nella necessaria tranquillità. Invitiamo inoltre tutti a mantenere la massima prudenza e discrezione nella diffusione di fotografie, video, notizie e informazioni che riguardino Alessandro e la sua situazione personale. Ogni eventuale aggiornamento sarà condiviso nei tempi e nei modi ritenuti opportuni, sempre nel pieno rispetto della volontà di Alessandro Di Battista e in accordo con le persone che gli sono accanto, come è avvenuto finora". 
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Linfoma diffuso a grandi cellule B, in Italia combinazione glofitamab e chemio  

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(Adnkronos) – Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni nel trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B (Dlbcl), fino a 4 pazienti su 10 vanno incontro a recidiva o sviluppano una patologia refrattaria dopo la prima linea di trattamento, trovandosi ad affrontare un percorso di cura spesso complesso e con opzioni terapeutiche ancora limitate. Per rispondere a questa sfida- informa Roche in una nota – è oggi disponibile anche in Italia la prima combinazione dell'anticorpo bispecifico Cd20xCd3 glofitamab con gemcitabina e oxaliplatino (GemOx), una nuova opzione terapeutica a durata fissa per i pazienti con DLBCL recidivato/refrattario dalla seconda linea di trattamento. “Il linfoma diffuso a grandi cellule B è la forma più comune di linfoma non Hodgkin ed è una malattia aggressiva, che nel 40% dei casi non risponde alla prima linea di trattamento”, spiega Carmelo Carlo-Stella, professore ordinario di Ematologia, direttore della Scuola di specializzazione in Ematologia presso Humanitas University di Milano e direttore della divisione di Ematologia dell'Irccs Humanitas Research Hospital di Milano. “La tempistica con cui si registra la ricaduta rappresenta un elemento chiave nella scelta delle opzioni in seconda linea. Una recidiva entro i 12 mesi orienta generalmente verso la terapia Car-T, mentre una ricaduta oltre i 12 mesi può indirizzare verso il trapianto autologo di cellule staminali. Entrambe le opzioni – continua – sono riservate però ai pazienti eleggibili o per i quali sia ritenuto appropriato procedere con questi trattamenti. Sussiste, quindi, un importante bisogno clinico insoddisfatto per quei pazienti che non possano beneficiare di queste opzioni. Poter disporre di nuove possibilità di trattamento per questo profilo di pazienti in seconda linea significa intervenire in una fase cruciale del percorso clinico del paziente, offrendo una preziosa opportunità di controllo della malattia”.  Lo studio internazionale di fase 3 Starglo si inserisce proprio in questo scenario, confrontando la combinazione glofitamab + GemOx con R-GemOx (il trattamento standard) nei pazienti con Dlbcl recidivato o refrattario. A 3 anni di osservazione, con il trattamento con glofitamab associato a GemOx – riferisce la nota – si osserva un vantaggio significativo nei pazienti recidivati o refrattari. In particolare, si registra una sopravvivenza globale mediana praticamente raddoppiata con la combinazione glofitamab + GemOx a durata fissa (25,5 mesi) rispetto al trattamento di controllo (12,5 mesi). Anche sul fronte della sopravvivenza libera da progressione si osserva una mediana di 14,4 mesi dopo trattamento con la nuova associazione rispetto a 3,3 mesi dopo terapia con R-GemOx. Ancor più interessanti sono i risultati sui pazienti trattati in seconda linea: più di uno su 2 è vivo dopo 3 anni nel braccio trattato con glofitamab + GemOx. In questa popolazione appare particolarmente interessante anche il dato relativo alla sopravvivenza mediana libera da progressione, pari a 20,4 mesi per il braccio glofitamab + GemOx rispetto a 5,5 mesi del braccio R-Gemox. I dati riportano inoltre un andamento favorevole anche nei sottogruppi di età: nei pazienti con meno di 65 anni, la sopravvivenza globale mediana è stata di 27 mesi con glofitamab + GemOx rispetto a 9 mesi con R-GemOx; nei pazienti di età pari o superiore a 65 anni, è stata di 25 mesi rispetto a 13,8 mesi; nei pazienti di età pari o superiore a 75 anni, è stata di 33 mesi rispetto a 8,3 mesi.  “I risultati dello studio internazionale di fase 3 Starglo rappresentano un importante avanzamento nel trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato o refrattario”, commenta Paolo Corradini, professore ordinario di Ematologia presso l’Università degli Studi di Milano e direttore della divisione di Ematologia della Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano. “La combinazione di Glofitamab e GemOx ha dimostrato un miglioramento significativo della sopravvivenza globale e della sopravvivenza libera da progressione rispetto allo standard di cura, con un beneficio particolarmente evidente nei pazienti trattati in seconda linea. Inoltre – precisa – l’efficacia osservata anche nella popolazione più anziana, insieme a un profilo di sicurezza gestibile, rende questa combinazione un’opzione terapeutica di grande interesse nella pratica clinica. La disponibilità di una terapia off-the-shelf, a durata fissa, amplia le possibilità di trattamento per quei pazienti che non sono eleggibili o non possono essere sottoposti a trapianto autologo o a terapia Car-T, contribuendo a rispondere a un bisogno clinico ancora oggi rilevante e offrendo una nuova opzione con un potenziale curativo anche in seconda linea”. Il trattamento glofitamab+GemOx, infatti, ha una durata fissa, ovvero prevede un numero definito di cicli (di solito 12, pari a circa 8 mesi), per pazienti con recidiva entro 12 mesi per i quali non si intenda procedere a Car-T, e per pazienti con recidiva oltre i 12 mesi per i quali non si intenda procedere a trapianto autologo. Si tratta, inoltre, di una terapia off-the-shelf, ovvero immediatamente disponibile senza richiedere i tempi di preparazione e manipolazione cellulare tipici di altre strategie terapeutiche, e quindi somministrabile in modo tempestivo e potenzialmente anche in ambito ambulatoriale.  “Quando parliamo di innovazione terapeutica, oggi non possiamo limitarci alla sola efficacia clinica: dobbiamo considerarne anche l’impatto sulla sostenibilità del Sistema sanitario, sempre più sotto pressione per la crescente richiesta di servizi e per la limitatezza delle risorse pubbliche – osserva Vito Ladisa, direttore della Struttura complessa di Farmacia ospedaliera della Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano – Una combinazione come quella di glofitamab e chemioterapia, utilizzata in seconda linea, a durata fissa e pronta all’uso, con un rapporto costo-efficacia altamente sostenibile, può rappresentare un elemento di valore, perché consente una maggiore programmabilità del trattamento e un utilizzo più appropriato delle risorse. Può inoltre contribuire a ridurre o contenere i costi associati a un controllo meno efficace della malattia, con la conseguente necessità di accedere a linee di trattamento successive o di gestire complicanze, ricoveri e altre cure potenzialmente evitabili. Puntare alla sostenibilità non significa limitare l’accesso all’innovazione, ma renderla governabile e concretamente disponibile per i pazienti che ne possono beneficiare”.   La disponibilità di nuove opzioni terapeutiche nel Dlbcl recidivato o refrattario assume un valore che non è solo clinico, ma riguarda anche la possibilità di migliorare costantemente i percorsi di diagnosi e cura. Un aspetto particolarmente rilevante anche dal punto di vista dei pazienti e delle Associazioni che li rappresentano. “Ricevere una diagnosi di linfoma o affrontare una recidiva significa vedere la propria vita e quella dei propri cari improvvisamente sospesa, tra la paura del futuro e il bisogno di risposte il più possibile rapide ed efficaci – sottolinea Davide Petruzzelli, presidente La Lampada di Aladino Ets – Per chi convive con una patologia aggressiva come il Dlbcl, l’innovazione scientifica rappresenta prima di tutto una possibilità concreta di speranza. Disporre di terapie pronte all’uso e a durata fissa significa offrire nuove opportunità a chi ha opzioni limitate, ma anche alleggerire il carico emotivo e organizzativo che grava sulle famiglie. Come associazione di pazienti ribadiamo l’importanza di combinare innovazione, prossimità delle cure e tutela della qualità di vita, attraverso un dialogo costante tra istituzioni, imprese, comunità scientifica e pazienti”. “Sono i bisogni clinici ancora insoddisfatti a guidare il nostro impegno ventennale nello sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative per i pazienti affetti da malattie ematologiche maligne e non, come nel caso della forma recidivata o refrattaria del Dlbcl – aggiunge Anna Maria Porrini, direttore Medico di Roche Italia – I pazienti con questa grave tipologia di linfoma possono andare incontro al fallimento del controllo della malattia con la prima linea di terapia, hanno delle ricadute e possono non essere eleggibili a trapianto. Oggi, le possibilità di trattamento per questa popolazione di pazienti si ampliano grazie a un'innovazione terapeutica aggiuntiva con effetti sugli esiti clinici dei pazienti, immediatamente disponibile, pronta all'uso e a durata fissa. Il nostro impegno non si ferma qui: continueremo a investire nella nostra pipeline in onco-ematologia per trasformare l'innovazione in valore concreto per i pazienti, i loro caregiver, i clinici e il Servizio sanitario nazionale”.  L’indicazione di glofitamab+GemOx rimborsata in Italia – conclude la nota – fa riferimento a pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivante o refrattario che non sono idonei al trapianto di cellule staminali autologhe (Asct). 
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Affari Tuoi, primo gender reveal durante la puntata: Ylenia aspetta un maschietto

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(Adnkronos) –
Primo gender reveal ad Affari Tuoi. Nel corso della puntata del game show di Rai1 di ieri, lunedì 14 settembre, è andato in onda un momento particolarmente insolito ed emozionante con la pacchista della puntata, Ylenia. La concorrente, originaria della Campania e accompagnata dal compagno Francesco, è infatti in dolce attesa e ad Affari Tuoi ha scoperto il sesso del bambino.  La coppia aveva già raccontato in studio di aver scelto i nomi per il nascituro: in caso di un maschietto si sarebbe chiamato Mario, mentre per una femminuccia il nome scelto era Giorgia. La partita è proseguita tra imprevisti, offerte del Dottore, fino a quando Ylenia e Francesco si sono trovati davanti due possibilità cruciali: il pacco nero e il premio da 200mila euro. La futura mamma, fortunatamente, aveva tra le mani 200mila euro, la cifra che sognava.
 

  Nel corso della partita poi i due futuri genitori hanno aperto il biglietto che conteneva il risultato del gender reveal e hanno scoperto che il bambino che stanno aspettando è un maschietto. Lunghissimo e doppio applauso per la coppia che, commossa e felice, torna a casa soddisfatta.  
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Per la prima volta in Italia rimossi un tumore del colon e uno della prostata in telechirurgia

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(Adnkronos) – Ha preso il via il 31 agosto il nuovo programma di telechirurgia robotica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, che mira a mettere in rete le competenze e le tecnologie delle strutture sanitarie del Gruppo Gemelli, aprendosi a future collaborazioni internazionali. "I primi due interventi sperimentali sono stati eseguiti tra Policlinico Agostino Gemelli Irccs e Ospedale Isola Tiberina e hanno riguardato una donna e un uomo, affetti rispettivamente da una neoplasia del colon-retto e da un tumore della prostata. Dalla console della piattaforma robotica, collocata presso Ospedale Isola Tiberina (nel centro di Roma) – informa una nota – gli interventi sono stati effettuati dai professori Sergio Alfieri e Bernardo Rocco; i pazienti operatori si trovavano invece nelle sale operatorie del Policlinico Gemelli (sede principale a oltre 10 km di distanza), dove erano presenti gli altri componenti dell’équipe chirurgica". Gli interventi, "realizzati con il sistema robotico chirurgico avanzato Toumai (di MicroPort MedBot), la cui implementazione ed adozione clinica in Italia è accompagnata e supportata dal gruppo Palex – si legge – rappresentano una novità di particolare rilievo, che segna l’avvio del programma di telechirurgia robotica del Policlinico Gemelli. Si tratta inoltre dei primi interventi di telechirurgia robotica effettuati nel nostro Paese da chirurghi italiani su pazienti italiani. Per questa prima fase del progetto sono in programma 20 interventi".  “La telechirurgia rappresenta l’ulteriore innovazione tecnologica del centro chirurgico oncologico robotico del Gemelli – afferma Sergio Alfieri, ordinario di Chirurgia generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore del Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs -. Tale tecnologia può offrire a tutti i pazienti cure all’avanguardia, sia che si trovino negli ospedali del gruppo Gemelli, sia che si trovino in altri paesi molto lontani come l’Africa, dove si sta valutando un progetto molto ambizioso al servizio dei più deboli. La possibilità di operare da remoto (con la console chirurgica ove opera il primo chirurgo, in una sede diversa di dove si trova il paziente) apre a nuovi scenari che possano garantire una cura democratica per tutti, oltre a rappresentare un ulteriore sviluppo di modelli di insegnamento e tutoraggio". "Il nostro team lavora da due anni con industrie internazionali leader della tecnologia robotica in chirurgia per il programma di definizione della tecnologia e degli standard clinici e regolatori della telechirurgia – ricorda Bernardo Rocco, ordinario di Urologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore, direttore della Uoc di Clinica Urologica della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs e componente del panel delle linee guida della Society of Robotic Surgery (SRS) -. È da questo percorso che nasce oggi il primo progetto italiano strutturato di telechirurgia. Per la chirurgia si apre una nuova epoca".  I risultati di questi interventi del Policlinico Gemelli sono stati presentati da Rocco al congresso internazionale ERUS26 (European robotic live-urological surgery meeting), che si è tenuto a Padova dal 9 all’11 settembre. Per questi due interventi storici – dettaglia la nota – è stata utilizzata la piattaforma Toumai Laparoscopic Surgical System della MicroPort MedBot, che ha ottenuto lo scorso giugno la certificazione CE dell'Unione Europea per la chirurgia laparoscopica a distanza (telechirurgia). Si tratta del primo robot chirurgico remoto a ottenere il marchio CE per interventi a distanza e per l'utilizzo in diversi ambiti ospedalieri. I chirurghi del Gemelli hanno una notevole expertise di chirurgia robotica, avendo a disposizione da anni tutte le principali piattaforme di robot chirurgici, quali il Sistema da Vinci (Intuitive Surgical) e Hugo™ RAS (Medtronic).   Questa iniziativa – riporta la nota – mira a "valorizzare l’integrazione tra le diverse strutture del network Gemelli, consentendo di condividere a distanza competenze chirurgiche altamente specialistiche e tecnologie avanzate2. La telechirurgia robotica permette infatti al chirurgo di operare da una sede diversa rispetto a quella nella quale si trova il paziente, attraverso una connessione dedicata e sistemi tecnologici progettati per assicurare elevati standard di affidabilità e sicurezza. In sala operatoria è comunque sempre presente un’équipe chirurgica completa, pronta a intervenire in ogni momento.  "Con l’avvio di questo progetto – dichiara il Direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, Daniele Piacentini – apriamo una nuova modalità di fare chirurgia: grazie all’evoluzione tecnologica, le elevate competenze di ogni professionista presente in strutture altamente specializzate possono essere messe a disposizione dei pazienti di altre strutture sul territorio nazionale o in Paesi con difficoltà di accesso ad elevate professionalità specilistiche. Con questo progetto il Gemelli apre una porta sull’innovazione non solo tecnologica, ma anche organizzativa, capace di integrare assistenza, ricerca e formazione, per garantire alta qualità delle cure a tutti". "La collaborazione tra Policlinico Gemelli e Ospedale Isola Tiberina dimostra concretamente il valore di un network capace di mettere a fattor comune professionalità, tecnologie e capacità organizzative – afferma il Direttore generale dell’Ospedale Isola Tiberina, Giovanni Arcuri –. La distanza fisica tra le strutture non rappresenta più un limite, ma diventa un’opportunità per far circolare le migliori competenze e offrire ai pazienti percorsi assistenziali sempre più avanzati e integrati". Una delle principali finalità del progetto riguarda la formazione. "L’obiettivo è fare del Gemelli un centro di riferimento per la preparazione alla telechirurgia robotica degli specializzandi e dei giovani medici dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ma anche per l’aggiornamento e il perfezionamento di chirurghi specialisti provenienti da altre realtà sanitarie italiane e internazionali" afferma il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica Alessandro Sgambato. Il Dna di questo progetto contiene una duplice finalità: da un lato consolidare l’integrazione clinica e organizzativa tra le strutture del Network Gemelli; dall’altra sviluppare un modello di telechirurgia robotica, in grado di coniugare innovazione tecnologica, sicurezza, formazione e cooperazione internazionale. A questa prima fase, clinica e formativa, ne seguirà dunque una seconda, orientata alla cooperazione sanitaria internazionale. La telechirurgia robotica potrà essere utilizzata infatti anche per portare competenze chirurgiche specialistiche in aree del mondo nelle quali l’accesso alle cure più avanzate è ancora limitato, con particolare attenzione al continente africano. Questa prospettiva – conclude la nota – si inserisce nell’impegno di più ampio respiro dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che, attraverso il Piano Africa, promuove programmi di formazione, ricerca, cooperazione e rafforzamento dei sistemi sanitari locali. La possibilità di mettere in collegamento équipe mediche distanti migliaia di chilometri potrà contribuire, nel tempo, a trasferire conoscenze, formare professionisti e rendere disponibili procedure chirurgiche complesse anche nei contesti maggiormente svantaggiati. 
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Edison, in Sicilia oltre 41 mln di euro di valore generato sul territorio nel 2025

PALERMO (ITALPRESS) – La Sicilia è protagonista della transizione energetica del Paese: con 2,5 GW di impianti eolici sul proprio territorio, è la seconda regione italiana per capacità eolica installata che rappresenta il 17% della produzione eolica nazionale. Positivo anche il contributo del fotovoltaico che nel 2025 ha fornito l’8,5% dell’energia elettrica del Paese. Un ruolo che la Sicilia rafforzerà ulteriormente nei prossimi anni grazie allo sviluppo di nuova potenza rinnovabile in linea con i target di decarbonizzazione del Paese. Con 16 TWh prodotti e 17 TWh consumati nel 2024 (circa il 6% dei volumi nazionali) e un calo dei consumi di gas del 24% in quattro anni, il più marcato in Italia, la Sicilia mostra un sistema energetico piuttosto stabile, con un’ampia prospettiva di crescita per il settore delle rinnovabili. Accanto ai segnali positivi sul fronte energetico, la regione registra una traiettoria di crescita economica, pur convivendo con fragilità strutturali e di carattere socioeconomico. Nel 2025 la crescita del PIL è stata la più elevata tra le regioni italiane (+9,3% rispetto al 2019) trainata dai servizi (79% del valore aggiunto), dal settore turistico e servizi collegati – 7 siti Unesco dei 62 presenti, oltre 7 milioni di arrivi turistici – e dall’agricoltura, che può contare su 67 prodotti DOP e IGP. La Sicilia ha un tessuto produttivo ampio e dinamico composto di oltre 340.000 imprese attive e 570 startup innovative, dove la presenza giovanile e femminile supera la media nazionale.
Questi sono solo alcuni dei dati sviluppati nello studio “Decarbonizzazione e Competitività della Regione Siciliana” realizzato dal Politecnico di Milano, dall’Università degli Studi di Palermo, dalla Fondazione Edison e con il supporto di Sicindustria, che offre una lettura integrata e completa della Regione, dal quadro economico-territoriale fino alle opportunità operative per le imprese.
Il progetto muove da un’esigenza precisa: comprendere non solo l’entità degli investimenti necessari alla transizione energetica della Sicilia, ma capire le condizioni attraverso le quali tali investimenti possano tradursi in un’effettiva leva di crescita per il territorio, integrando tre diversi livelli di analisi: economico, energetico e industriale. In questa prospettiva, la Sicilia è una delle Regione che guida la transizione energetica grazie a una combinazione di fattori distintivi, tra cui la posizione geografica strategica, la ricchezza e varietà delle filiere produttive e l’ampia disponibilità di risorse rinnovabili.
E’ in questo contesto, tra opportunità di crescita e sfide sociali, occupazionali e ambientali, che si inserisce l’impegno di Edison con un modello integrato che unisce produzione di energia rinnovabile, servizi energetici per famiglie e imprese e iniziative sociali sul territorio. Negli ultimi 5 anni Edison ha realizzato investimenti pari a circa 200 milioni di euro per la realizzazione di nuova capacità rinnovabile in Sicilia; per il periodo 2026/2032 sono stimati oltre 1,75 miliardi di euro di nuovi investimenti tra rinnovabili, pompaggi idroelettrico e sistemi di stoccaggio a batteria (cosiddette BESS). Lo scorso anno il Gruppo ha distribuito in Sicilia un valore economico complessivo superiore a 41 milioni di euro, un dato che testimonia non solo la solidità della presenza di Edison sul territorio, ma anche l’attenzione alla creazione di valore condiviso con le comunità locali.
Nell’ambito della chiara vocazione rinnovabile della Sicilia, Edison fa propri gli obiettivi di decarbonizzazione della regione. Attualmente l’intera produzione elettrica di Edison in Sicilia è da fonti rinnovabili grazie a una capacità installata complessiva di oltre 200 MW, tra eolico e fotovoltaico. A questi si aggiungono progetti in sviluppo – fotovoltaici ed eolici – per ulteriori 200 MW di capacità complessiva, tra cui il fotovoltaico a Pozzillo (CT) che entrerà in esercizio nei prossimi mesi.
Una sempre maggiore penetrazione delle fonti rinnovabili, che sono intermittenti per natura, richiede il parallelo sviluppo di sistemi di accumulo dell’energia come i pompaggi idroelettrici, tra cui quello Edison a Villarosa, che la Commissione Europea ha inserito nell’elenco dei Progetti di Interesse Comune ritenendolo un’infrastruttura energetica prioritaria.
La struttura garantirà una potenza massima in fase di pompaggio di circa 290 MW e consentirà di recuperare un invaso idrico in disuso per combattere la siccità locale con 8 mln di m3 di nuova risorsa abilitata, oltre a benefici ambientali e territoriali.
Il Gruppo, attraverso Edison Energia, anche grazie al partenariato con AMG Gas, fornisce energia elettrica e gas a famiglie (oltre 350.000 punti di fornitura e oltre 280.000 punti di fornitura gas, pari rispettivamente al 17% e al 14% delle famiglie residenti) e imprese (energia elettrica a circa 16.000 siti e gas ad oltre 3.000 siti). Un dato che porta la Sicilia ad essere la prima regione in Italia di Edison Energia per famiglie servite.
Il tessuto imprenditoriale siciliano è rappresentato per il 96,2% da microimprese con le Micro e Medie Imprese che assorbono oltre la metà dei consumi elettrici non domestici della Regione, come emerge dalla mappatura contenuta nello studio “Decarbonizzazione e Competitività della Regione Siciliana: situazione, prospettive, criticità e opportunità”. Per queste imprese, l’energia è una leva concreta di competitività, perchè consente di contenere i costi operativi; soluzioni di efficientamento riducono poi l’esposizione alla volatilità dei prezzi dell’energia. A loro Edison Energia si propone come partner per la transizione energetica affiancandole con servizi di consulenza, accesso agli incentivi, installazione di impianti fotovoltaici, soluzioni di monitoraggio e ottimizzazione dei consumi e modelli finanziari che facilitano la realizzazione degli investimenti.
In tale ambito, inoltre, l’analisi propone un modello che individua gruppi di imprese con caratteristiche omogenee, per i quali sviluppare soluzioni replicabili, sostenibili dal punto di vista economico e calibrate sulle effettive esigenze dei diversi comparti produttivi.
Edison è inoltre partner strategico della Pubblica Amministrazione locale e, attraverso Edison Next, gestisce 4 complessi ospedalieri per un totale di quasi 700.000 mq di superficie gestita a Palermo, Catania e Messina. Al Policlinico di Palermo, uno degli ospedali gestiti e più importanti dell’intera regione, Edison ha inaugurato a giugno 2025 un nuovo impianto di trigenerazione in grado di generare simultaneamente energia elettrica, termica e frigorifera con un rendimento complessivo pari all’89%. Questo nuovo impianto garantisce un risparmio energetico pari a quasi 5.000 MWh, per una riduzione di 960 tonnellate di CO2 all’anno. Un’attività che si affianca a quella di illuminazione pubblica come quella della città di Ficarazzi, in provincia di Palermo.
L’impegno di Edison in Sicilia si estende anche al tessuto sociale, educativo e culturale locale. Negli anni il Gruppo ha costruito una serie di iniziative capaci di generare valore diffuso collaborando con le scuole e le università e dando un contributo concreto alla formazione di competenze tecniche radicate localmente, grazie a Scuola Edison e la neonata Scuola dei Mestieri Sicilia.
Inoltre, con Fondazione EOS – Edison Orizzonte Sociale, Edison ha sostenuto a Palermo progetti come Traiettorie Urbane, che dal 2022 ha coinvolto più di 10.000 adolescenti di sei quartieri di Palermo in attività volte a contrastare la povertà educativa e favorire la cittadinanza attiva attraverso lo sport, la cultura e laboratori creativi; o attraverso il Dopo Scuola Brancaccio, a supporto dei giovani a rischio di dispersione scolastica. Questi progetti oggi diventano un programma continuativo grazie alla Comunità energetica a impatto sociale, gestita da una Fondazione di Partecipazione ad hoc, che prevede impianti fotovoltaici in specifici quartieri di Palermo, e alla nascita di FuoriCentro, l’Impresa sociale under 30, nata dall’esperienza di Traiettorie Urbane che valorizza le attività culturali e di esplorazione urbana dedicate agli adolescenti; a completare il programma, l’attività di 5 centri aggregativi. Fondazione EOS promuove inoltre il dialogo con la Pubblica Amministrazione per immaginare nuove soluzioni ai bisogni locali, nella cornice del Protocollo di Intesa per l’innovazione sociale della città siglato tra la Fondazione e il Comune di Palermo.
Sono queste le principali risultanze dei due diversi studi presentati nell’evento di oggi che ha ricevuto il patrocinio dell’Assessorato regionale all’Energia, del Comune di Palermo, dell’Università di Palermo e di Sicindustria. I due report, ‘Decarbonizzazione e Competitività della Regione Sicilianà e “Valore per il territorio. La presenza e il valore generato da Edison in Sicilia”, fotografano la Sicilia come un modello di riferimento per la transizione energetica del Paese, confermandone l’importanza per il sistema Paese. Edison è impegnata a far sì che le iniziative di sviluppo industriale in questo territorio siano un’occasione concreta per generare valore diffuso, competenze radicate e opportunità di crescita per le prossime generazioni.

– foto ufficio stampa Edison –
(ITALPRESS).

Trovato il corpo di Gabriella Quirino, la 26enne rimasta coinvolta nell’incidente in barca a Venezia con il marito Sean

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(Adnkronos) – Dopo giorni di ricerche è stato trovato oggi il corpo di Gabriella Querino, la donna di 26 anni dispersa nell'incidente nautico avvenuto tra un barchino e un taxi sabato scorso nel Canale Tessera, a Venezia. Con lei c'era anche il marito Sean Michieli, pescatore di vongole di 25 anni di Burano, anche lui deceduto dopo essere stato ricoverato all'ospedale dell'Angelo di Mestre a seguito del drammatico impatto.  "È stato purtroppo individuato in laguna il corpo di Gabriella Querino", ha confermato su Facebook il sindaco di Venezia Simone Venturini aggiungendo che "con questo rinvenimento si spegne purtroppo anche l'ultima speranza e si chiude nel modo più doloroso una vicenda tragica che in questi giorni ha tenuto con il fiato sospeso tutta la nostra città".  Il corpo della giovane sarebbe stato individuato nella zona dell’isola di Campalto. A dare l’allarme sarebbe stato un passante.  "In questo momento ogni parola è insufficiente di fronte a un dolore così grande. Il pensiero va alle famiglie dei due giovani, ai loro amici e a tutte le persone che li hanno conosciuti e hanno voluto loro bene: – continua Venturini – a loro esprimo la mia più sincera vicinanza e il cordoglio dell'Amministrazione comunale e mio personale. Un ringraziamento sentito va anche a quanti, senza sosta, hanno preso parte alle ricerche in queste giornate così difficili. Venezia oggi si stringe attorno a due famiglie colpite da una perdita immensa". Sulla tragedia è intervenuto anche il governatore del Veneto, Alberto Stefani: "La notizia del presunto ritrovamento di Gabriella, dopo la morte di Sean, rende ancora più dolorosa una vicenda che ha sconvolto Venezia e tutto il Veneto. A nome mio e dei Veneti esprimo il più profondo cordoglio per la scomparsa di questi due giovani, e la più sincera vicinanza alle loro famiglie, agli amici e a tutte le persone che hanno voluto loro bene. In questo momento di dolore, il nostro pensiero è con loro. Un grazie, ancora una volta, a tutte le donne e gli uomini che si sono impegnati nelle ricerche e nei soccorsi".  
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Ranucci deposita ricorso urgente contro rimozione da Report, giornalista chiede reintegro in conduzione in tempo utile per la prima puntata

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(Adnkronos) – E’ stato depositato questa mattina, a quanto apprende l’Adnkronos, il ricorso di Sigfrido Ranucci al Tribunale del Lavoro di Roma contro la rimozione dalla conduzione di Report decisa dalla Rai nelle scorse settimane. Si tratta di un ricorso ex art 700 cpc, un ricorso urgente con cui si chiede la revoca del provvedimento di rimozione e il reintegro.  Il collegio dei giuslavoristi, che rappresentano Ranucci, è composto dai professori Franco Focareta e Franco Scarpelli e dall’avvocato Stefano Rossi, che operano all’interno del più ampio team di legali dello Studio Devitalaw coordinato dal professor Roberto De Vita. 
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Finale Conference League 2028 a Torino, Malagò “Fiducia Uefa nell’Italia”

ROMA (ITALPRESS) – Sarà lo Juventus Stadium di Torino a ospitare la finale della UEFA Conference League 2028. L’ufficialità è arrivata nel corso del Comitato Esecutivo Uefa riunitosi oggi a Salonicco (Grecia), che ha valutato positivamente il dossier di candidatura presentato a giugno dalla FIGC con la collaborazione della Juventus e del Comune di Torino e che ha visto anche il coinvolgimento della Regione Piemonte e, per gli aspetti legati alla ricettività, di Federalberghi Torino. Lo Juventus Stadium ha già ospitato eventi internazionali Uefa: la finale di Europa League del 2014 tra Siviglia e Benfica, due gare delle Finals di Nations League 2021 (Belgio-Francia e la finale per il terzo posto tra Italia e Belgio) e la finale della UEFA Women’s Champions League 2022 tra Lione e Barcellona. La Federazione conferma quindi i suoi grandi investimenti e il suo impegno nell’organizzazione di eventi calcistici internazionali: la finale di Conference League 2028 si aggiunge ad altre due competizioni che l’Italia è già certa di ospitare nei prossimi anni, la fase finale dell’Europeo Under 19 Femminile nel 2029 e Uefa Euro 2032, quest’ultimo assieme alla Turchia. “L’assegnazione della finale di Conference League 2028 a Torino è un’ottima notizia e conferma, ancora una volta, l’apprezzamento e la fiducia della Uefa nei confronti dell’Italia – le parole del presidente della FIGC, Giovanni Malagò -. I grandi eventi internazionali sono una straordinaria occasione di promozione del nostro Paese e, soprattutto, rappresentano un investimento sul futuro dello sport italiano. Torino ha tutte le carte in regola per essere una grande capitale europea dello sport e lo Juventus Stadium è una struttura all’altezza di una finale UEFA. E’ un riconoscimento importante per la città, per il Club e per tutto il sistema sportivo italiano. Ospitare grandi eventi significa creare valore, lasciare infrastrutture, competenze e una nuova cultura dell’organizzazione sportiva. L’Italia ha dimostrato di saperlo fare e questa scelta della Uefa ne è un’ulteriore conferma”. Il Comitato Esecutivo Uefa ha inoltre ufficializzato le sedi di altre finali. Uefa Champions League. 2028: Monaco; 2029: Barcellona. Uefa Women’s Champions League. 2028: Lione; 2029: Cardiff. Uefa Europa League. 2028: Bucarest; 2029: Belgrado. Uefa Conference League. 2028: Torino; 2029: Budapest. Uefa Super Cup. 2027: Amsterdam; 2028: Astana. Uefa Futsal Champions League. 2027: Biel.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).