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Tumori, ematologo Corradini: “Combo anticorpo bispecifico e chemioterapia più efficace in Dlbcl”

(Adnkronos) – Lo studio 'Starglo' "ha dimostrato per la prima volta che questa combinazione" glofitamab + GemOx con R-GemOx nei pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B (Dlbcl) recidivato o refrattario “è molto superiore alla chemioterapia da sola". Quindi, "nel paziente non eleggibile al trapianto autologo, lo standard non è più la chemio-immunoterapia, ma è la chemio-immunoterapia più anticorpo bispecifico. Questo è un dato molto importante”. Così Paolo Corradini, professore ordinario di Ematologia dell'università degli Studi di Milano e direttore della divisione di Ematologia della Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano, commenta i risultati dello studio internazionale di fase 3 a un incontro con la stampa, oggi a Milano, in occasione della disponibilità, in Italia, della prima combinazione dell’anticorpo bispecifico glofitamab e GemOx con R-GemOx (il trattamento standard) nei pazienti con Dlbcl recidivato o refrattario. “Si tratta del primo studio randomizzato al mondo che paragona un anticorpo bispecifico più la chemioterapia rispetto alla sola chemioterapia – continua Corradini – È chiaro che il braccio chemioterapico, in questo contesto di pazienti che non possono accedere al trapianto autologo, non è un braccio particolarmente robusto – osserva – però è anche vero che parliamo di pazienti con un'età mediana di 68 anni. Ed è altrettanto vero – aggiunge – che la randomizzazione è 2 a 1: gli investigatori, sapendo che era molto probabile che il braccio sperimentale con il bispecifico fosse più attivo, hanno allocato 2 pazienti al braccio più attivo e solo un paziente a quello meno attivo, il quale poteva comunque avere altre strategie di salvataggio successive, come il bispecifico da solo o le Car-T”. Alla nuova opzione terapeutica oggi disponibile si aggiungeranno “altre molecole in arrivo – anticipa l'ematologo – quindi per i clinici sarà complicato scegliere la terapia migliore per il paziente, in assenza di studi che mettano a confronto tra loro queste opzioni molto attive, come le Car-T rispetto ai bispecifici, o i diversi bispecifici tra di loro. Ma è una fortuna che oggi abbiamo il problema di dover scegliere tra tante terapie efficaci, piuttosto che quello di non averne a disposizione”, conclude. 
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Dlbcl, ematologo Carlo-Stella: “Sopravvivenza a 3 anni del 47% con glofitamab e chemio”

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(Adnkronos) – “L'immuno-chemioterapia di cui si parla oggi può essere considerata di seconda generazione e prevede l'associazione di glofitamab (per 12 cicli) con lo schema chemioterapico GemOx (per 8 cicli). Si tratta di uno schema che garantisce ai pazienti sottoposti a questo trattamento una sopravvivenza mediana di 25 mesi e un tasso di sopravvivenza a 3 anni del 47%. Sono valori estremamente importanti che, proiettati con analisi statistiche più sofisticate, evidenziano come chi si trova in risposta completa alla fine del trattamento mostri una sopravvivenza a 2 anni del 79%”. Lo ha detto Carmelo Carlo-Stella, professore ordinario di Ematologia, direttore della Scuola di specializzazione in Ematologia presso Humanitas University di Milano e direttore della divisione di Ematologia dell'Irccs Humanitas Research Hospital di Milano, partecipando oggi all’incontro con la stampa organizzato nel capoluogo lombardo per fare il punto sul nuovo trattamento disponibile, la combinazione glofitamab e chiomioterapia, per il linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato o refrattario (Dlbcl), “la forma più frequente di linfoma non-Hodgkin” che riguarda “circa un terzo di tutti i casi”. “È una patologia relativamente frequente, molto complessa dal punto di vista genetico, anatomo-patologico e clinico – spiega l'ematologo – talora si presenta con pochi sintomi, talaltra con una situazione clinica non molto diversa. Per vari decenni", il Dlbcl "è stato trattato con un regime di immuno-chemioterapia che comprende il rituximab più 4 chemioterapici, noto con l'acronimo R-Chop”, rituximab con ciclofosfamide, idrossidaunorubicina/doxorubicina, oncovin/vincristina e prednisone. “Lo schema R-Chop è stato un grande successo, poiché ha salvato e continuerebbe a salvare, il 60% dei pazienti – sottolinea lo specialista – Tuttavia, l'attenzione della ricerca biomedica si focalizza su chi non risponde a questa terapia, che equivale a un buon 40% della popolazione generale affetta da questo linfoma. Fino a pochi anni fa, questi pazienti avevano una probabilità di sopravvivenza molto ridotta e rappresentavano un enorme unmet medical need. Intorno al 2017 sono diventate disponibili le cellule Car-T – illustra Carlo-Stella – Questa nuova forma di immunoterapia cellulare ha modificato profondamente il panorama terapeutico, garantendo la guarigione a circa il 40% dei pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B ricaduto o refrattario. Questo 40% significava però che una quota residua piuttosto elevata continuava a rappresentare un bisogno medico insoddisfatto”. I benefici della combinazione glofitamab in associazione alla chemioterapia GemOx sono stati osservati nello studio Starglo. Oggi il trattamento è disponibile e rimborsato anche in Italia per il trattamento di seconda linea. “Stiamo quindi parlando di un progresso estremamente importante, che riduce sempre di più l'unmet medical need nel linfoma diffuso a grandi cellule B”, conclude il professore. 
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Sydney Sweeney posa nuda per uno spot di scommesse, è polemica: cosa è successo

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(Adnkronos) –
Sydney Sweeney è finita al centro di una nuova polemica per uno spot pubblicitario realizzato per Novig, una società di scommesse sportive. L'attrice americana nella pubblicità e nello shooting appare nuda, coperta soltanto da palloni e attrezzature legate a diversi sport, dal basket al tennis fino al golf. La campagna con protagonista la star di Euphoria ha suscitato tante polemiche, in particolare atlete di tutto il mondo hanno accusato la pubblicità di contribuire alla sessualizzazione delle donne nello sport e di mettere in secondo piano anni di sacrifici e risultati. A intervenire sulla vicenda è stata Amy Hunt, velocista britannica reduce da quattro medaglie d'oro agli Europei.    Dopo aver ottenuto un quarto posto nei 200m ai World Athletics Ultimate Championship domenica sera, Hunt nel corso di un'intervista ha detto: "Sydney Sweeney, ecco come sono fatte le donne nello sport: 21.4. Muscoli. Duro lavoro, sangue, sudore, lacrime. Questa è una serata bellissima", ha dichiarato l'atleta. "Quando sei una donna nello sport, non è tutto bello. Non è glamour. Non è sexy tutto il tempo, decisamente no", ha aggiunto, lanciando una frecciata.   
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Ritorno a scuola, il neurochirurgo: “Allenare il cervello per migliori performance”

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(Adnkronos) – Con il ritorno a scuola, non è soltanto il fisico ad aver bisogno di allenamento, ma anche il cervello. “Proprio come accade con i muscoli, infatti, per funzionare al meglio il cervello ha bisogno di esercizio, ma anche di riposo e delle giuste attenzioni”. È il messaggio del neurochirurgo Christian Brogna, che lavora alla Clinica Paideia di Roma, il quale ha messo a punto un decalogo rivolto agli studenti, ma utile anche agli adulti. "Il cervello non è una macchina da spingere continuamente al massimo – spiega lo specialista – È un organo che, come i muscoli, può e deve essere allenato e che oggi, più che mai, ha bisogno di cure adeguate". Un'esigenza resa ancora più attuale dalle abitudini quotidiane di ragazzi e adulti. L'esposizione prolungata a smartphone, social network e sottopone infatti il cervello a stimolazioni continue e spesso poco funzionali, che possono interferire con attenzione, concentrazione e qualità del sonno. “Se siamo ormai abituati a preoccuparci della forma fisica schermi – si legge in una nota – molto meno scontato è dedicare la stessa attenzione alla salute e all'efficienza del cervello. Per funzionare bene, invece, il cervello ha bisogno di sonno, movimento, alimentazione equilibrata, allenamento mentale e momenti di recupero”. Da qui nasce il decalogo redatto da Brogna proprio in coincidenza con il ritorno sui banchi, 10 indicazioni semplici e concrete per allenare il cervello e creare le condizioni migliori per attenzione, memoria e apprendimento. "La vera performance non consiste nell'essere perfetti o nello studiare senza – precisa Brogna – Significa creare le condizioni che permettono al cervello di apprendere, ricordare e affrontare le difficoltà con maggiore efficacia. Il cervello è come un muscolo: va allenato con costanza, ma anche rispettato nei suoi tempi di recupero". Nel dettaglio: 1) Proteggere il sonno. Dormire a sufficienza favorisce l'attenzione, la memoria e la capacità di risolvere i problemi. Studiare fino a notte fonda, soprattutto in modo abituale, può ridurre la qualità dell'apprendimento; 2) Iniziare la giornata con un'alimentazione equilibrata. Il cervello ha bisogno di energia costante. Una colazione adeguata e un'alimentazione varia aiutano a evitare cali di attenzione; è invece preferibile non eccedere con zuccheri e prodotti ultraprocessati; 3) Bere regolarmente. Una corretta idratazione contribuisce al mantenimento delle funzioni cognitive. Non aspettate di avere sete per bere, soprattutto durante le giornate calde o dopo l'attività fisica.  E ancora: 4) Fare attività fisica. Il movimento regolare sostiene la salute del cervello, migliora l'umore e può favorire attenzione e capacità di apprendimento. Non è necessario praticare uno sport agonistico: anche camminare, andare in bicicletta o giocare all'aperto è utile; 5) Studiare in modo attivo. La semplice rilettura è meno efficace di un apprendimento partecipato. Ponetevi domande, spiegate l'argomento con parole vostre, create collegamenti e provate a ricordare le informazioni senza consultare il libro; 6) Distribuire il ripasso nel tempo. Ripetere a intervalli regolari favorisce il consolidamento della memoria più delle lunghe sessioni concentrate alla vigilia di una verifica. Inoltre: 7) Ridurre le distrazioni. Il cervello non svolge realmente più compiti complessi nello stesso momento: passa rapidamente da un'attività all'altra, con una possibile perdita di efficienza. Durante lo studio, disattivate le notifiche e tenete lo smartphone lontano; 8) Inserire pause brevi e regolari. Dopo un periodo di concentrazione, alzatevi, muovetevi e lasciate riposare gli occhi. Le pause aiutano a recuperare energie e a mantenere più a lungo una buona qualità dell'attenzione. Quindi: 9) Praticare meditazione o respirazione consapevole. Una breve pratica quotidiana può aiutare a riconoscere le distrazioni, ridurre la tensione e riportare l'attenzione al momento presente. Anche cinque minuti possono essere un buon inizio, se praticati con regolarità e senza aspettarsi risultati immediati e, infine, 10) Coltivare curiosità e nuove competenze. Leggere, imparare una lingua, suonare uno strumento, creare e affrontare attività nuove stimola la flessibilità mentale. La cosiddetta plasticità cerebrale dipende dall'interazione tra esperienza, esercizio e ambiente. 
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Agrusti: ‘Niente è per sempre, tantomeno le democrazie’, Pordenonelegge celebra la libertà

(Adnkronos) – Al via domani, mercoledì 16 settembre, la 27/a edizione di Pordenonelegge, Festa del libro e della libertà: la lettura come presidio democratico e il festival come “osservatorio” e chiave di lettura del presente. "In un tempo segnato da conflitti internazionali, derive autoritarie e repressioni del pensiero – spiega il presidente di Fondazione Pordenonelegge.it, Michelangelo Agrusti – il festival ha scelto quest’anno l’immagine del tarassaco: una pianta spontanea, tenace e profondamente democratica, capace di crescere persino tra le crepe del cemento per diffondere i propri semi di libertà oltre ogni barriera e confine. L’urgenza di difendere l'indipendenza della parola scritta trova espressione nell’evento inaugurale: domani alle ore 20:00 salirà sul palco del Teatro Verdi di Pordenone il grande scrittore e saggista Salman Rushdie, icona planetaria della resistenza intellettuale e del coraggio di fronte a ogni forma di censura e fanatismo».  Con l’editorialista Federico Rampini Rushdie sarà protagonista di un dialogo sul filo rosso "Linguaggi della verità". La presenza di Rushdie inaugura così una cinque giorni densa di riflessioni che si chiuderà domenica 20 settembre con l’intervento del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e che guiderà Pordenone e il Friuli Venezia Giulia verso il prestigioso traguardo di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027. Ben 447 eventi in 52 sedi di Pordenone e del suo territorio e 694 voci internazionali in arrivo al festival: da Michel Houellebecq a Peter Sloterdijk, da Eshkol Nevo vincitore del Premio Crédit Agricole La storia in un romanzo allo scrittore statunitense Premio Pulitzer Andrew Sean Greer, da Vera Politkovskaja a Thomas Schlesser, Leïla Slimani, Nelio Biedermann, e centinaia di autori e autrici della letteratura e saggistica italiana.  «Niente è per sempre, tantomeno le democrazie. In Europa e nel mondo, oggi, ildissenso è tornato ad avere un prezzo – sottolinea il presidente Agrusti – dall’Afghanistan all’Iran, dalla Cina alla Russia scrittori e intellettuali, e le donne con particolare accanimento, subiscono la repressione del regime. Per questo, la 27/a edizione di pordenonelegge si arricchisce del nuovo spazio della Dissensio Arena, dove accoglieremo autori, autrici e intellettuali provenienti o esiliati da Afghanistan, Iran, Cina, Turchia, Algeria, Russia e altri Paesi. Sarà il palcoscenico del festival dedicato «alla libertà di parola e a chi nel mondo ha sofferto per affermarla». L’inaugurazione di Pordenonelegge è in programma domani alle ore 18.30, in Piazza XX Settembre: sarà un momento inedito e fortemente simbolico, il primo alzabandiera ufficiale del vessillo del festival. Dal pennone sventolerà uno stendardo che si tinge del giallo iconico di pordenonelegge e porta una stella con 9 punte: come le lettere che compongono il nome di Pordenone. Subito dopo, la piazza sarà avvolta dalle note della Fanfara dell'XI Bersaglieri della Brigata Ariete, e attraverso la musica arriverà anche un tocco di splendida leggerezza. Ma pordenonelegge è la Festa di tutti: «per questo – conclude Agrusti – ci sarà anche una rappresentanza della Rsu Electolux sul palco dell’inaugurazione, domani: è importante ricordare i drammi che si stanno consumando nel mondo del lavoro. E domenica 20 settembre tutta la città sarà invitata all’evento conclusivo con l’intervento del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, seguito dal Concerto per l’Italia affidato al Trio Il Volo. Il centro storico cittadino si trasformerà in una città-arena con postazioni e maxi schermi per migliaia di persone». 
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Santoro contro Ranucci: “Imperdonabile che non abbia preso le distanze da Lavitola reo confesso dell’attentato”

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(Adnkronos) –
Michele Santoro attacca Sigfrido Ranucci sul rapporto con Valter Lavitola. A 'Lo Stato delle Cose', il giornalista definisce "imperdonabile" il fatto che Ranucci non abbia preso le distanze dall’imprenditore che ha ammesso agli inquirenti di essere il mandante dell’attentato contro il conduttore di Report. "Il punto è che dopo che è emerso che Lavitola era reo confesso dell'attentato, Ranucci non ha preso le distanze da Lavitola. Questa cosa è imperdonabile, imperdonabile", ha detto ieri sera, durante la trasmissione di Massimo Giletti. Il giornalista ha però distinto il rapporto personale precedente alle accuse dalla posizione successiva all’attentato: "Andare a mangiare nel ristorante di Lavitola non è una colpa, essere amico di qualcuno che è stato punito per qualche reato non è una colpa. Ma non ci può essere un'amicizia a prova di bomba. Non ci può essere un'amicizia che supera il fatto che tu hai fatto una roba che fa la mafia, che fa la camorra. Io, se anche io e te siamo amici e tu mi fai un attentato di questo tipo, io ti mando affanc…, chiaro? Senza mezzi termini". La vicenda è diventata particolarmente delicata dopo che Ranucci aveva confermato pubblicamente di conoscere e frequentare Lavitola. Nel luglio scorso il conduttore di Report aveva definito Lavitola un amico, sostenendo che il rapporto fosse nato dopo alcune delle inchieste realizzate dalla trasmissione.  Nel frattempo, Lavitola ha dichiarato agli inquirenti di essere il mandante dell’attentato contro Ranucci. La sua versione è ora al vaglio della magistratura e si inserisce in un’inchiesta ancora aperta sulla dinamica, sul movente e sulle responsabilità dell’attacco.  La vicenda ha inoltre avuto conseguenze sul futuro televisivo di Ranucci: la Rai lo ha rimosso dalla conduzione di Report. Il giornalista ha recentemente presentato un ricorso urgente chiedendo la sospensione del provvedimento e il reintegro alla guida della trasmissione.  
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“Scudo europeo per la democrazia”, il Parlamento Ue approva le proposte

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – Con 420 voti a favore, 220 contro e 26 astenuti il Parlamento europeo ha approvato le raccomandazioni della Commissione speciale sullo scudo europeo per la democrazia (Euds). Le raccomandazioni sono contenute in una relazione sulle conclusioni della Commissione Euds, e propongono misure concrete su come l’Ue possa difendere le proprie istituzioni democratiche rafforzando gli strumenti di cui già dispone. I deputati, con questa approvazione, chiedono innanzitutto la creazione di un centro dell’Ue per la resilienza democratica. L’organizzazione dovrebbe fungere da “centro di eccellenza” indipendente per contrastare le manipolazioni e le ingerenze straniere nel settore dell’informazione, nonchè per coordinare le azioni nazionali. La nuova struttura non dovrebbe duplicare gli strumenti esistenti, ma piuttosto riunire in un’unica entità le azioni già in corso a livello dell’Ue, dotandola di una visione, un mandato, un bilancio e una capacità di intervento chiari. La partecipazione dovrebbe essere obbligatoria per tutti gli Stati membri e dovrebbe essere garantito il controllo parlamentare.

Nella relazione vengono evidenziati i frequenti attacchi ibridi della Russia contro infrastrutture critiche, tra cui attacchi informatici, sabotaggi fisici, incendi dolosi, attività di spionaggio e disturbi del segnale, nonchè attività analoghe provenienti da Bielorussia, Cina, Iran e Corea del Nord. I deputati chiedono di ampliare le sanzioni nei confronti di coloro che facilitano la disinformazione e di quanti contribuiscono a eludere le sanzioni esistenti. Condannano inoltre la “lista nera” di funzionari dell’Ue, giornalisti ed eurodeputati stilata dalla Russia per motivi politici e utilizzata come strumento di guerra ibrida. Poichè tali attacchi si verificano in gran parte nella sfera digitale, i deputati chiedono un’applicazione rigorosa delle norme digitali esistenti (come le leggi sui servizi digitali e sull’intelligenza artificiale), anzichè introdurre una nuova legislazione. Chiedono inoltre che le piattaforme siano chiamate a rispondere del loro operato e facciano di più per contrastare le ingerenze elettorali operate attraverso bot e per proteggere il dibattito democratico. La relazione sottolinea che la libertà di espressione e di informazione sono diritti che tutelano gli esseri umani, non le macchine.

“Abbiamo mandato il segnale più forte possibile: non ci fermeremo nel difendere le nostre democrazie”, ha detto la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, nel corso di una conferenza stampa dopo il voto. “Questo voto arriva proprio il momento giusto, nella giornata internazionale della democrazia. L’attacco con drone vicino la frontiera polacca, solo qualche giorno fa, l’incursione di droni nello spazio europeo sono esempi che ci mostrano fino a che punto arrivano i settori ostili – ha aggiunto Metsola -. Ci ricordano che le minacce sono sempre più sofisticate: minacce non solo per le infrastrutture, ma anche per le società e le istituzioni. Non sono minacce nuove, ecco perchè il Parlamento ha creato la commissione speciale sullo scudo per la democrazia, con un mandato chiaro e forte: esaminare la crescita delle minacce di interferenza estera, di manipolazione, di attacchi ibridi, di disinformazione. Oggi il Parlamento ha votato sul lavoro della commissione e sulle raccomandazioni concrete per rafforzare la nostra resilienza democratica”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Palermo ricorda Padre Pino Puglisi, prete antimafia ucciso 33 anni fa

PALERMO (ITALPRESS) – La fede come strumento di aggregazione e riscatto sociale: padre Pino Puglisi era un riferimento per tutti nel quartiere Brancaccio. Grazie ai suoi sforzi, i bambini e i ragazzi di uno dei territori più difficili di Palermo venivano sottratti alla criminalità organizzata e indirizzati alla legalità: una sfida a viso aperto a Cosa nostra, che lo assassinò davanti al portone di casa sua il 15 settembre 1993, intorno alle 20:40. Quel giorno Pino Puglisi compiva 56 anni. La sua battaglia era una vera e propria questione personale: lui a Brancaccio c’era nato e cresciuto, respirando l’aria di un quartiere difficile dove la presenza della criminalità si faceva sempre più pervasiva e veniva identificata da tanti come l’unica risposta possibile alla povertà, alla marginalità sociale e a uno Stato assente. Dopo un’esistenza spesa nei ruoli di cappellano, parroco e docente l’occasione per chiudere il cerchio arrivò nel 1990, quando padre Puglisi venne nominato parroco presso la chiesa di San Gaetano a Brancaccio: attraverso una serie di attività parrocchiali provò, riuscendoci in larga parte, a convincere i giovani del quartiere che un’alternativa al crimine organizzato era possibile. A nulla servirono le minacce di morte operate nei suoi confronti da Cosa nostra: il sacerdote continuò imperterrito la propria attività e raggiunse un traguardo fondamentale con l’istituzione, a gennaio 1993, del Centro Padre Nostro, luogo di riferimento per tutti i ragazzi di Brancaccio.

Il 15 settembre dello stesso anno si consumò la reazione della mafia: padre Puglisi aveva fatto in tempo a scendere dalla sua automobile e inserire le chiavi nel portone di casa, quando si sentì chiamare alle spalle e quasi contemporaneamente venne colpito alla nuca da un colpo di pistola; il sacerdote morì all’istante. Per l’omicidio sono stati condannati Salvatore Grigoli e Gaspare Spatuzza, mentre i mandanti sono stati identificati nei fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, arrestati nel 1994 e ritenuti i profili di maggiore spicco della mafia a Brancaccio. Per celebrarne la memoria, alle 18, presso la Cattedrale di Palermo, si terrà una funzione religiosa: a officiarla sarà l’arcivescovo di Napoli, cardinale Domenico Battaglia; a seguire, sempre alla Cattedrale, si svolgerà la presentazione del libro ‘Il Vangelo per le strade. Discorsi alla città di Palermo’ (Ed. Il pozzo di Giacobbe), a cura dell’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice.

SCHIFANI “INSEGNAMENTI BEATO PUGLISI INDICANO LA STRADA PER LA LEGALITA’”

“Oggi più che mai gli insegnamenti del beato Pino Puglisi tracciano davanti ai nostri occhi un chiaro percorso di legalità. Per poter realizzare un cambiamento vero e duraturo, dobbiamo partire dai nostri ragazzi, dando loro concrete opportunità di formazione, lavoro e crescita. Solo in questo modo possiamo evitare che si rivolgano alle false lusinghe della criminalità organizzata. In un periodo in cui assistiamo alla recrudescenza di episodi violenti, il martirio di don Puglisi e il suo impegno, fatto di coraggio e concrete azioni quotidiane, rappresentano una guida per tutti noi, inclusi i nostri giovani che oggi iniziano l’anno scolastico. Un valore, quello dell’educazione, in cui il parroco di Brancaccio credeva fermamente”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nel 33esimo anniversario dell’uccisione di padre Pino Puglisi, a Palermo, da parte della mafia.

LAGALLA “ESEMPIO PADRE PUGLISI CONTINUI A PRODURRE CAMBIAMENTO”

“Ricordare Padre Pino Puglisi, a Palermo, non significa soltanto tornare con la memoria a quella sera del 15 settembre 1993. Significa chiederci, ogni anno, che cosa stiamo facendo perché il suo esempio continui a produrre cambiamento. Padre Puglisi aveva capito che la mafia si combatte anche sottraendole terreno, costruendo opportunità là dove ci sono povertà, solitudine e abbandono. E aveva scelto di farlo partendo dai bambini e dall’educazione. Per questo, nel giorno del suo anniversario, ha un significato particolare l’aver avviato i lavori dell’asilo nido ‘I Piccoli di Padre Puglisi’, a Brancaccio. Un’opera attesa, che oggi diventa realtà e che rappresenta molto più di un nuovo servizio per il quartiere. Un asilo dedicato a Puglisi significa affermare concretamente che il futuro di Brancaccio comincia dai suoi bambini, dal diritto a crescere con opportunità, servizi e istituzioni presenti ogni giorno. La mafia aveva cercato di spegnere la voce di Padre Puglisi. Noi abbiamo il dovere di farla vivere non soltanto nelle cerimonie, ma nelle scelte concrete. E un cantiere che apre, proprio a Brancaccio, proprio per i bambini, è una di queste scelte”. Lo dichiara il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla.

PIANTEDOSI “L’ESEMPIO DI DON PUGLISI CONTINUA A INDICARCI LA STRADA”

“Don Pino Puglisi fu assassinato a Palermo il 15 settembre 1993. La mafia ebbe paura del suo straordinario impegno e della scelta rivoluzionaria che lo ispirava: credere nei ragazzi del suo quartiere, nella loro capacità di riscatto, nel loro coraggio di non piegarsi alle logiche della criminalità organizzata. Dopo 33 anni, la sua testimonianza continua a indicarci la strada”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in un post su X ricorda Don Pino Puglisi a 33 anni dal suo omicidio. “Il sacerdote di Brancaccio non si limitò a denunciare violenza e omertà. Lavorò giorno dopo giorno, con pazienza e ostinazione, per costruire un’alternativa concreta per i giovani, e sottrarli al sistema di potere dei clan. La sua opera ci ricorda che, insieme all’azione di contrasto dello Stato, la mafia si combatte anche e soprattutto con la cultura e la formazione delle nuove generazioni, a partire dalla scuola per creare presidi di comunità nei territori più fragili”, conclude Piantedosi.

– foto IPA Agency –

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Rissa su una nave da crociera in arrivo a Palermo, 13 giovani denunciati / Video

PALERMO (ITALPRESS) – Gli agenti della Polizia di Frontiera Marittima di Palermo hanno denunciato 13 giovani, di età compresa tra i 18 e i 20 anni, per rissa aggravata. I fatti si sono svolti nel corso della scorsa settimana, a bordo di una nave da crociera, durante la tratta notturna tra Napoli e Palermo. A far scattare l’intervento è stata una segnalazione del personale di bordo che ha allertato la “Polmare” del capoluogo siciliano in merito ad una violenta colluttazione che ha visto coinvolto un folto gruppo di ragazzi.

All’arrivo della nave in porto, gli agenti hanno immediatamente avviato un’indagine che, attraverso la visione e l’incrocio dei filmati estrapolati dai sistemi di videosorveglianza di bordo, ha consentito di ricostruire la dinamica dei fatti ed identificare tutti i 13 soggetti coinvolti. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, lo scontro ha visto contrapporsi due gruppi di crocieristi: un primo, composto da giovani provenienti dal Salento, imbarcatisi a Civitavecchia, ed un secondo, di ragazzi siciliani, imbarcatisi a Palermo.

La scintilla sarebbe scoccata nei pressi della discoteca della nave per futili motivi, presumibilmente a causa di una battuta rivolta ad una ragazza siciliana e non gradita da un giovane del gruppo salentino.  Dalle parole si è passati rapidamente alle mani, con l’utilizzo di tavolini, sedie e suppellettili. La rissa si è poi spostata lungo i corridoi e nella zona degli ascensori dove la situazione è degenerata: in questa fase alcuni degli indagati avrebbero continuato ad infierire con calci alla testa su di un giovane, nonostante questi fosse a terra privo di sensi, prima che la situazione venisse isolata. La persona ferita è stata temporaneamente ricoverata per accertamenti sanitari che hanno comunque escluso il peggio. I tredici giovani, al termine degli accertamenti, sono stati denunciati alla Procura di Palermo.

– Foto da video Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

Cenere vulcanica dall’Etna, attività di volo sospese all’aeroporto di Catania fino alle 22

CATANIA (ITALPRESS) – La Sac, società di gestione dell’aeroporto di Catania, comunica che, a causa dell’emissione di cenere vulcanica in atmosfera e della direzione dei venti prevalenti in quota, è stata disposta la prosecuzione della chiusura dello spazio aereo corrispondente ai settori C1 e B3. Prosegue pertanto la sospensione delle attività di volo in arrivo e in partenza all’aeroporto di Catania fino alle ore 22.00 locali di oggi. La Sac invita i passeggeri, prima di recarsi in aeroporto, a verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).