(Adnkronos) – "Il quarto giudice della prima puntata di 'Tale e Quale Show' sarà Fabio Fazio, al quale siamo legatissimi e che ha sempre 'sfidato' i vari protagonisti di 'Tale e Quale show', proprio per dimostrare che tra noi non c'è questa rivalità''. Lo annuncia Carlo Conti nel corso della conferenza stampa di presentazione della sedicesima edizione del varietà di Rai 1, in onda da mercoledì 23 settembre. Proprio Fazio da ottobre sarà uno dei concorrenti nel prime time di mercoledì della trasmissione di Conti, con lo spin off di 'Che Tempo Che Fa', 'Il Tavolo', che da quest'anno diventa programma di prima serata a sé stante sul Nove.
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Carlo Conti: “Fabio Fazio sarà il quarto giudice in prima puntata di ‘Tale e Quale Show'”
Alla Camera i premi del Grand Prix della Comunicazione Istituzionale 2026
ROMA (ITALPRESS) – Presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, si è tenuta la cerimonia di premiazione della prima edizione del Grand Prix della Comunicazione Istituzionale 2026. L’evento ha posto l’attenzione sulla professionalità e le competenze di chi opera nell’ambito della comunicazione istituzionale, valorizzando i progetti realizzati da Istituzioni, enti pubblici, associazioni, imprese e organismi di rappresentanza. Il premio, organizzato da Touchpoint, testata di riferimento del mondo della comunicazione e del marketing edita da Oltre La Media Group, e da Ital Communications, in collaborazione con Assocomunicatori, mette al centro le idee, le strategie, i risultati e l’impatto reale. L’obiettivo è contribuire alla diffusione di buone pratiche, elevare il livello della comunicazione istituzionale e sostenere un ecosistema che deve essere sempre più trasparente, inclusivo, innovativo e orientato al cittadino. Il Grand Prix della Comunicazione Istituzionale 2026 ha premiato le migliori iniziative sviluppate nei settori Comunicazione Pubblica – Società in house, Comunicazione e Sport, Fondazioni – Settore Finanziario e Bancario, Comunicazione Civica e Sociale, Comunicazione dei Corpi Intermedi e della Rappresentanza datoriale, Comunicazione Istituzionale Società Pubbliche, Comunicazione Pubblica – Formazione Continua, Comunicazione Pubblica – Enti territoriali, Comunicazione dei Corpi Intermedi e della Rappresentanza dei lavoratori, Comunicazione Sociale e Terzo Settore, Innovazione e Strategia nei Grandi Eventi, Innovazione & Digital Public Communication, Progetti Integrati e Multicanale, Rendicontazione, Trasparenza e ESG, Comunicazione Eventi Annuali, Comunicazione e Ricerca Applicata.
Per Francesco Battistoni, Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati: “Le istituzioni cambiano, il linguaggio evolve, gli stakeholder si moltiplicano e per questo servono modelli di comunicazione che siano sempre più efficaci e che sappiano proporre nuove narrazioni e nuove competenze. In un contesto sociale ed economico mutevole, incerto e complesso la comunicazione istituzionale svolge un ruolo fondamentale per continuare a mantenere intatto il rapporto fiduciario fra cittadini e istituzioni. Il Grand Prix della Comunicazione nasce con questo scopo: mettere al centro le idee, le strategie, i risultati e l’impatto reale che il modo di comunicare ha sulla società e sui cittadini. Ciò che facciamo oggi è dare un riconoscimento alla qualità e alla capacità di chi è riuscito a distinguersi nel proprio settore, e lo ha fatto rafforzando l’interesse generale delle comunità e della società”.
Secondo Roberto Marti, Presidente della Commissione Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport del Senato: “Ringrazio e saluto tutta l’organizzazione per questa importante iniziativa, che oggi celebra le eccellenze nei diversi settori della comunicazione istituzionale. Comunicare bene è fondamentale: significa saper portare all’interno delle case dei cittadini un’informazione chiara, efficace e di qualità, rafforzando il rapporto tra le istituzioni e la comunità. Porto il saluto del Senato della Repubblica e rivolgo i miei complimenti a tutti coloro che, con il loro lavoro, contribuiscono ogni giorno a promuovere una buona comunicazione istituzionale”.
Federico Mollicone, Presidente Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, ha osservato: “Il professionista della comunicazione è chiamato ad assicurare la tracciabilità delle informazioni, la tutela della paternità dei contenuti, mantenendo centrale la responsabilità della persona e la qualità dell’informazione pubblica. Essa costituisce una vera e propria infrastruttura democratica, indispensabile per garantire l’esercizio dei diritti e preservare quel patto di fiducia inderogabile che unisce i cittadini alle istituzioni della Repubblica. In questa legislatura mi sono battuto per il riconoscimento delle figure professionali che operano nella comunicazione digitale, social e istituzionale all’interno della Pubblica Amministrazione. Ora, la sfida più importante riguarda la tutela di queste professioni, anche alla luce dell’affermazione dell’intelligenza artificiale generativa. Su questo fronte, il Governo è già intervenuto, insieme alle norme adottate a livello europeo, ma come Commissione Editoria intendiamo avviare un’indagine conoscitiva sull’impatto che l’intelligenza artificiale avrà sui mestieri della comunicazione. Questo premio rappresenta quindi un’ottima notizia, perchè contribuisce a valorizzare e riconoscere una professione che richiede grande passione, competenza, capacità di aggiornamento continuo, responsabilità e propensione all’innovazione”.
Attilio Lombardi, Founder di Ital Communications, ha affermato: “Siamo soddisfatti di aver dato vita al Grand Prix della Comunicazione Istituzionale, un’iniziativa nata per valorizzare l’eccellenza e il merito. Vogliamo riconoscere persone, organizzazioni e progetti che, attraverso una visione innovativa, contribuiscono alla crescita delle comunità e allo sviluppo delle competenze professionali. Dare valore a queste esperienze significa promuovere una cultura della qualità e dell’innovazione, mettendo al centro chi si impegna per il territorio e per la modernizzazione del Paese. Il nostro premio vuole essere uno stimolo a mettersi in gioco, a confrontarsi con nuove esperienze. Crediamo che riconoscere l’importanza di un progetto o di una professionalità sia anche l’occasione per creare nuove opportunità di incontro e di collaborazione. Con il Grand Prix vogliamo favorire relazioni, aprire nuove prospettive professionali e dare spazio a idee e competenze in grado di produrre un impatto positivo sulle persone e sui territori”.
Per Domenico Colotta, Presidente di Assocomunicatori: “Oggi la comunicazione istituzionale è molto più di uno strumento per diffondere informazione: è uno dei principali mezzi con cui un’istituzione costruisce un rapporto di credibilità nei confronti di dei propri interlocutori. Con la prima edizione del Grand Prix della Comunicazione Istituzionale abbiamo inteso premiare quei soggetti che hanno operato in questo senso. In una società caratterizzata dalla velocità dell’informazione, dalla moltiplicazione delle fonti e dalla presenza dell’Intelligenza Artificiale, il valore della comunicazione non si misura soltanto sulla capacità di ottenere visibilità, ma su quella di parlare con autorevolezza, senza rinunciare alla capacità di ascoltare”.
Andrea Crocioni, Direttore Responsabile di Touchpoint, ha osservato: “Come Touchpoint, testata di riferimento nel mondo della comunicazione, abbiamo sempre osservato e raccontato l’evoluzione del settore, individuando idee, linguaggi e modelli capaci di creare valore. Da questa esperienza nasce, insieme ad Assocomunicatori e Ital Communications, una visione condivisa: valorizzare la comunicazione istituzionale come leva fondamentale per costruire fiducia e relazione con cittadini e comunità. Il Grand Prix della Comunicazione Istituzionale ha preso corpo da un attento lavoro di scouting e dalla volontà comune di definire standard elevati, premiando i progetti più virtuosi per qualità, innovazione, trasparenza e impatto reale. Questa iniziativa vuole contribuire a riconoscere le migliori esperienze oggi presenti e aiutare a orientare in senso positivo il futuro della comunicazione istituzionale”.
Nel corso della cerimonia sono stati assegnati i seguenti riconoscimenti: Premio Comunicazione Istituzionale Società Pubbliche al Gruppo Ferrovie dello Stato, ritirato da Giuseppe Inchingolo, Vicedirettore Generale Corporate del Gruppo FS, per l’eccellenza nella gestione della comunicazione istituzionale e per la capacità di raccontare con chiarezza, autorevolezza e visione lo sviluppo strategico e la mobilità del Paese;
Premio Innovazione & Digital Public Communication a Poste Italiane, ritirato da Paolo Iammatteo, Direttore della Comunicazione, per il ruolo centrale svolto nell’evoluzione della comunicazione pubblica digitale e per aver accompagnato con visione la transizione verso servizi sempre più accessibili, inclusivi ed efficienti;
Premio Comunicazione e Sport a Rai Sport, ritirato dal Direttore Marco Lollobrigida, per la professionalità dimostrata nella comunicazione giornalistica sportiva e per la capacità di valorizzare lo sport come strumento di coesione sociale, cultura e identità nazionale;
Premio Comunicazione Civica e Sociale alla Polizia Stradale, ritirato da Santo Puccia, Direttore del Servizio Polizia Stradale della Polizia di Stato, per l’efficacia delle campagne di sicurezza stradale e per l’uso della comunicazione come strumento di prevenzione, educazione e tutela della collettività;
Premio Comunicazione e Ricerca Applicata alla Luiss Business School, ritirato dal Professor Matteo Caroli, Associate Dean for Sustainability and Impact presso Luiss Business School, per la capacità di valorizzare la ricerca applicata e la divulgazione accademica attraverso una narrazione istituzionale chiara, innovativa e di respiro internazionale;
Premio Comunicazione Sociale e Terzo Settore alla Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, ritirato dall’ingegner Carlo Tosti, Presidente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, e da Paolo Sormani, Amministratore Delegato e Direttore Generale della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, per l’impegno nel coniugare eccellenza nella ricerca e nella cura della persona con una visione della comunicazione sociale trasparente, empatica e orientata al bene comune;
Premio Comunicazione dei Corpi Intermedi e della Rappresentanza dei Lavoratori a UGL, ritirato dal Segretario Generale Paolo Capone, per l’iniziativa “Quattro transizioni, un solo lavoro. Per un’Italia che governa il cambiamento”, dedicata ai temi dell’innovazione tecnologica, della transizione energetica, delle dinamiche demografiche e dei nuovi modelli produttivi e occupazionali;
Premio Progetti Integrati e Multicanale a ISPRA, ritirato da Chiara Bolognini, Coordinatrice comunicazione ISPRA, per “Facciamo Circolare”, campagna di comunicazione dedicata all’economia circolare, allo spreco alimentare e alla raccolta differenziata, capace di integrare strumenti, linguaggi e iniziative rivolti a cittadini, imprese, istituzioni e scuole;
Premio Comunicazione dei Corpi Intermedi e della Rappresentanza Datoriale a Confcommercio, ritirato da Sergio De Luca, Direttore Centrale Comunicazione e Immagine di Confcommercio, in occasione dell’80° anniversario della Confederazione, per aver valorizzato il ruolo delle imprese, dei territori e delle comunità nello sviluppo del Paese;
Premio per la Comunicazione Pubblica – Società in house a Sviluppo Lavoro Italia, ritirato dalla Presidente Paola Nicastro, per la campagna “C’è posto per te”, iniziativa capace di portare i servizi per il lavoro direttamente nei territori e di rendere più accessibili orientamento, formazione e opportunità occupazionali;
Premio Rendicontazione, Trasparenza e ESG a DEKRA Italia, ritirato dal Presidente Toni Purcaro, per la capacità di promuovere una cultura fondata su standard verificabili, responsabilità, governance e qualità dei processi, contribuendo alla diffusione dei principi di sostenibilità e accountability;
Premio per la Comunicazione Pubblica – Enti Territoriali ad ANCI Lazio, ritirato dal Presidente Daniele Sinibaldi, Sindaco di Rieti, per il “Training Camp ANCI Lazio”, laboratorio di innovazione, formazione e confronto istituzionale al servizio degli amministratori locali e dello sviluppo dei territori;
Premio Fondazioni – Settore Finanziario e Bancario a Fondo pensione Fon.Te., ritirato dal Presidente Maurizio Grifoni, per il progetto “Fon.Te. Kids”, dedicato all’educazione previdenziale e finanziaria delle nuove generazioni e alla diffusione di una maggiore consapevolezza economica;
Premio Comunicazione Eventi Annuali ad ABI e ABI Servizi, ritirato da Gianluca Tiani, Direttore Generale di ABI Servizi e Responsabile di Divisione Strategia, Innovazione e Internazionale di ABI, e da Maria Teresa Ruzzi, Responsabile ABI Media di ABI Servizi, per il Salone dei Pagamenti, appuntamento di riferimento dedicato all’innovazione, alla tecnologia e all’evoluzione del mondo dei pagamenti;
Premio Comunicazione Pubblica – Formazione Continua a FonARCom, Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale, ritirato dal Presidente Andrea Cafà, per l’impegno nella promozione della cultura della formazione continua attraverso un’attività informativa e divulgativa costante, rivolta a imprese, lavoratori e professionisti;
Premio Innovazione e Strategia nei Grandi Eventi a WePlan, ritirato dai co-fondatori Roberto Daneo e Giorgio Re, per la competenza tecnica espressa nella pianificazione dei principali mega-eventi internazionali e per la capacità di promuovere una visione strategica fondata su legacy, sviluppo territoriale e reputazione.
– Foto ufficio stampa Touchpoint e Ital Communications –
(ITALPRESS).
L’ultimo saluto a Emma Bonino, le sue lotte hanno cambiato l’Italia e il mondo
ROMA (ITALPRESS) – Femminista, europeista, le sue lotte in difesa dei più deboli hanno cambiato la storia del Paese. Sono le parole che hanno raccontato più di tutte la figura di Emma Bonino nel giorno dell’ultimo saluto nella sala della Protomoteca in Campidoglio. Un funerale di Stato in forma laica alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, della premier, Giorgia Meloni, delle più alte cariche dello Stato, familiari, degli amici e compagni di partito, ha salutato la storica leader radicale, ex Commissaria europea ed ex ministra venuta a mancare lo scorso 11 settembre a Roma. Nella piazza del Campidoglio presente un maxi schermo dove molti cittadini hanno potuto seguire la cerimonia dopo due giorni di camera ardente che ha visto migliaia di persone in fila, molte le donne, i giovani e un ricorrente “Grazie Emma” scritto sui libri delle condoglianze. A prendere la parola, dinanzi al feretro avvolto nella bandiera europea, Carla Taibi, storica assistente della Bonino, Filomena Gallo dell’associazione Luca Coscioni, Riccardo Magi, segretario di +Europa, Benedetto Della Vedova di +Europa, gli ex premier Romano Prodi ed Enrico Letta. “Ho avuto negli anni il privilegio e la responsabilità di starle accanto, prendendomene cura, di quella che è stata per la Repubblica una storia politica e umana come poche. Emma è stata ispirazione per molte ragazze, io ero una di quelle, è stata maestra, a modo suo amica, ma soprattutto un esempio”, ha affermato Carla Taibi, storica assistente di Bonino. “Emma era tante, molte cose, era tenace e testarda, con quella tigna di cui lei stessa parlava, precisa, esigente e intransigente, studiava ogni questione e non si arrendeva mai. Era severa con tutti perchè lo era soprattutto con sè stessa. Le sue lotte hanno cambiato il Paese e il mondo, per la libertà delle donne, i diritti umani, la fame nel mondo, i matrimoni forzati, i migranti, lo stato di diritto la democrazia. Per la libertà delle persone di poter scegliere responsabilmente fino alla fine. La sua battaglia più grande è stata quella per gli Stati uniti d’Europa – ha ricordato Taibi -. Il modo migliore per ricordarla è tenere insieme tutte le sue battaglie, difendendo quanto ha ottenuto e continuando con quelle incompiute. Emma ha vinto perchè oggi nessuno può dire che non abbia cambiato l’Italia e il mondo. Oggi sarebbe qui a dirci di smetterla di ricordare e iniziare a darci da fare perchè c’è ancora troppo da fare. Voglio prometterle che continueremo a fare quello che ci ha insegnato a fare, a mobilitarci”. Riccardo Magi nel ricordare il suo forte europeismo ha raccontato come per lei “gli Stati Uniti d’Europa fossero il nostro destino comune da costruire, l’obiettivo politico prioritario e più urgente. La pace si costruisce con il diritto e la democrazia e la democrazia smette di essere tale se non sta dalla parte delle vittime e degli aggrediti. Emma era una delle persone meno retoriche e più dirette che io abbia conosciuto”.
“Non amava le cerimonie lunghe, ma si sarebbe illuminata a vedere tanti giovani e donne e le sarebbe piaciuta la scelta di questo luogo per il valore simbolico che ha il Campidoglio dove vennero firmati i Trattati. Oggi una delle sue conquiste più importanti è la Corte penale internazionale che sta subendo molti attacchi, uno dei compiti di tutti noi è quello di difenderla. Ha criticato le istituzioni, le ha contestate fino a disobbedire alle leggi che riteneva ingiuste per riformarle, ogni azione, ogni sua polemica e contestazione non ha mai avuto lo scopo di danneggiarle o infangarle ma di migliorarle – ha osservato Magi -. Riforme che portassero a maggiori diritti e libertà per tutti. I cittadini lo hanno compreso alla perfezione, ha dato corpo al suo essere radicale”. Romano Prodi ha evidenziato la sua “tenacia nella difesa dei diritti che non è mai venuta meno; noi non abbiamo sempre condiviso tutto, ma la sua battaglia per la difesa dei più deboli è stata la sua stella polare. Un altro punto fermo per Emma era il legame inscindibile tra il destino italiano e quello europeo, un europeismo razionale, concreto e costruttivo, cosciente degli ostacoli che i nazionalismi europei” portano. “Non mi sono sorpreso per la sua crescente preoccupazione per l’andamento del progetto europeo perchè continuamente ritardato, se non addirittura frenato. Emma e io siamo divenuti amici dopo la comune esperienza politica, di solito la politica divide gli amici ma la sua lealtà e a volte brutale franchezza hanno creato un rapporto progredito, anzi, intensificato dopo il lavoro comune. Con la scomparsa di Emma il Paese ha perso una donna straordinaria, intelligente e determinata”, ha aggiunto. Anche Enrico Letta, ex premier del cui governo Bonino è stata ministra degli Esteri, ha parlato delle sue battaglie. “Emma non voleva essere un’anima bella, voleva essere un’anima che provocava il cambiamento, voleva unire alla battaglia ideale la concretezza della realizzazione dentro e attraverso le istituzioni. Per lei contava anche il metodo e il suo metodo era quello di giocare in squadra, aveva una grande capacità di lavoro e di farlo con gli altri, era un regalo averla accanto e un’opportunità per il governo. Sapeva rispettare le istituzioni e allo stesso tempo sapeva rompere l’inerzia e lo spirito conservatore delle istituzioni. Aveva una capacità unica di essere donna delle istituzioni senza farsi intrappolare dalle stesse – ha sottolineato Letta -. Lei riusciva a cambiarle rendendo possibile che le cose, anche più impensabili e imprevedibili, accadessero.
Sapeva che solo le istituzioni rendono permanenti e universali quelle intuizioni che riescono, altrimenti essere battaglie belle ma improduttive se ridotte a una dimensione di sola testimonianza”.
“Grazie Emma per non esserti mai risparmiata nel combattere, per non aver mai esitato nel difendere l’aggredito, l’Ucraina, di fronte all’aggressore, la Russia. Grazie Emma per non esserti limitata a farlo il primo giorno dell’invasione russa, ma anche dopo quando le prime sensazioni di stanchezza cominciavano e continuano. Grazie per averci insegnato che non ci si ferma davanti agli ostacoli, grazie per esserci stata e per esserci ancora”, ha concluso Letta. “Emma ha sempre fatto politica in modo non conformista, iniziò con il suo arresto per aborto, si imbavagliò in tv con Marco Pannella, praticò lo sciopero della fame, raccolse milioni di firme referendarie, da Commissaria europea si calò dagli elicotteri. Non aveva alcuna paura dello scontro politico o di sfidare l’impopolarità per rimanere coerente con le sue idee”, ha sottolineato Benedetto Della Vedova. Ad intervenire in Campidoglio anche Filomena Gallo dell’associazione Luca Coscioni che ha evidenziato come il suo fine ultimo “era quello di difendere e promuovere la democrazia liberale da accompagnare con il federalismo europeo. La riconoscenza che arriva da parte di tutti non nasce solo da vicinanza politica, ma da pezzi di vita spesso intimi e dolorosi che tante persone hanno condiviso con Emma. Ha voluto” e contribuito “alla nascita della Corte Penale Internazionale il cui statuto fu celebrato proprio qui in Campidoglio 28 anni fa. Quella Corte oggi rischia di essere smantellata mattone dopo mattone dalla prepotenza di chi applica la legge del più forte. La Corte va difesa, Emma quella Corte l’ha voluta e vi ha dedicato anni di attività”, magari avrebbe voluto candidarla “al Nobel per la pace”, ha concluso.
(ITALPRESS).
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Ora solare, Napoli (Confapi): “Meglio ora legale permanente, benefici per pmi”
(Adnkronos) – “Come Confapi siamo favorevoli all’ora legale permanente. Riteniamo, infatti, che possa migliorare le condizioni operative delle pmi industriali e ridurre gli oneri organizzativi legati agli adeguamenti periodici nei sistemi informatici, nella produzione, nella logistica e nella sincronizzazione con partner internazionali. La soppressione dei cambi stagionali dell’ora dovrebbe però avvenire a condizione che la riforma sia attuata in modo coordinato a livello europeo, con tempi certi e un quadro armonizzato, per garantire benefici reali al sistema produttivo e alle nostre pmi”. Così, con Adnkronos/Labitalia, Francesco Napoli, vice presidente nazionale di Confapi, interviene sul dibattito sul ritorno dell'ora solare a partire dal 25 ottobre, e sugli effetti per le imprese e l'economia. E secondo Napoli il dibattito sul tema dovrebbe portare a una decisione ormai necessaria. “Il tema del cambio stagionale dell’ora -spiega Napoli- è un passaggio rilevante che tocca aspetti strutturali del funzionamento dell’economia europea, da inserire in una riflessione sull’efficienza dei sistemi regolatori, sulla competitività delle imprese e sulla coerenza del mercato interno. In un contesto economico e tecnologico profondamente mutato, il superamento dell’alternanza oraria rappresenta una misura di semplificazione burocratica”. Per il vice presidente di Confapi "sul piano energetico il beneficio" dell'ora legale permanente "esiste ma è oggi più contenuto: secondo i dati Terna (marzo 2026), in Italia l’ora legale comporta un risparmio annuo di circa 302 milioni di kWh, pari al fabbisogno di oltre 115.000 famiglie, con un beneficio economico di circa 80 milioni di euro nel 2026; dal 2004 al 2025 il risparmio complessivo è stato superiore a 12 miliardi di kWh, pari a circa 2,3 miliardi di euro. Tuttavia, tali benefici risultano sempre più limitati per effetto dell’adozione di tecnologie a basso consumo (led), della diffusione di sistemi intelligenti di gestione dell’energia e dell’aumento dei consumi legati alla climatizzazione estiva”. Ma i vantaggi dell'ora legale permanente secondo Napoli sarebbero sul benessere personale, a patto di un coordinamento europeo sulla proposta. "Il cambio stagionale dell’ora è associato a effetti sui ritmi biologici e sul benessere individuale, mentre la sua eliminazione contribuirebbe a una maggiore stabilità dei ritmi quotidiani. Resta essenziale il coordinamento europeo: il rischio di una frammentazione dei fusi orari, derivante da scelte autonome degli Stati membri, potrebbe creare criticità per commercio, trasporti e aviazione e distorcere il mercato interno. L’adozione dell’ora legale permanente, insomma, va armonizzata e dovrebbe essere accompagnata da una sperimentazione di almeno un anno e da una valutazione di impatto approfondita e multisettoriale con il coinvolgimento delle parti sociali”, conclude Napoli.
—lavoro/normewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ceuta, l’Italia proroga di altri 15 giorni lo stop a Schengen con la Spagna
ROMA (ITALPRESS) – E’ di 15 giorni la proroga dei controlli alle
frontiere aeree e marittime con la Spagna decisa questa mattina
dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ne ha dato
comunicazione con una nota indirizzata alla Commissione europea e
agli omologhi ministri dell’Unione. Lo rende noto il Viminale,
secondo cui il provvedimento è stato ritenuto necessario dopo le
verifiche condotte dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza
delle frontiere, riunitosi in mattinata. “Permangono infatti
elevati profili di rischio per la sicurezza interna, oltre a un
possibile pericolo legato a eventuali infiltrazioni
terroristiche”.
(ITALPRESS).
– foto: Ipa Agency –
Amorim “In Europa vogliamo arrivare in fondo, col Benfica sfida storica”
MILANO (ITALPRESS) – “E’ una partita importante. E’ il nostro ritorno in Europa. Non vediamo l’ora di cominciare. E’ una sfida storica, una gara simbolo a livello continentale. Io ho un passato da giocatore del Benfica ma sono qui e siamo tutti qui per vincere domani sera: siamo pronti a dare tutto”. Così il tecnico del Milan, Ruben Amorim, alla vigilia del primo impegno della stagione in Europa League dei rossoneri, che ospitano il Benfica. “Il nostro obiettivo è cercare di arrivare in fondo in Europa League. Siamo il Milan e giochiamo ogni competizione per vincere”, ha aggiunto il tecnico dei rossoneri.
“Contro la Lazio c’è stato un cambiamento di atteggiamento fra il primo e il secondo tempo. Non credo ci sia stato un problema di due o tre giocatori; è stato un problema collettivo e di atteggiamento che ad aver causato il nostro brutto avvio di gara. Turn over? E’ chiaro che con tre gare ravvicinate dobbiamo gestire le forze”, ha continuato Amorim. “C’è stata la possibilità che potessi tornare in Portogallo per allenare ma io avevo deciso di riposare un pò. Poi c’è stata la chiamata importante del Milan e ho detto subito di sì”, ha precisato poi il tecnico portoghese.
“Modric? E’ importante avere il più possibile il possesso della palla per metterlo nelle condizioni di rendere al meglio. Io so bene del suo valore e delle sue qualità. Non è tempo di prendere decisioni affrettate, non l’ho mai fatto. Hutchinson è pronto e potrebbe giocare dall’inizio ma in merito alla formazione di domani mi riservo ancora di scegliere”, ha concluso Amorim.
A ruota ha parlato l’attaccante rossonero Goncalo Ramos, anche lui portoghese ed ex di turno: “E’ sempre speciale giocare in casa. Sarà una partita difficile ma dobbiamo puntare sul fattore campo. In caso di gol cercherò di non esultare. Per me Benfica è stata a lungo una seconda casa. Però è ovvio che cercherò in ogni modo di segnare”. “Il nostro focus non deve esser centrato però sul fatto se io segni o meno. Dobbiamo ragionare da squadra. Con il tempo tutto migliorerà e le vittorie arriveranno di certo”, ha aggiunto Goncalo Ramos.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
PoliMI scommette su startup e girls empowerment, la Rettrice agli studenti: “Scoprite chi potete diventare”
(Adnkronos) – Settembre – ottobre: mesi di ripartenza delle lezioni per oltre due milioni di studenti universitari, pronti a varcare le soglie delle aule degli atenei e a sfidare il futuro in un momento di grandi novità e poche certezze. Tra nuove e vecchie scommesse, l'Adnkronos ha parlato con Donatella Sciuto, Rettrice del Politecnico di Milano, prima università d'Italia e 87esima mondiale secondo il Qs Ranking 2026, in un anno accademico che l'Ateneo milanese, fondando la sua azione sulla centralità della ricerca e il trasferimento tecnologico all'impresa, ha potenziato sul fronte formazione dei giovani, matricole incluse, all'autoimprenditorialità ed empowerment femminile, per sconfiggere gli stereotipi di genere. Lo ha fatto tra l'altro attraverso il lancio di programmi di punta come l'ecosistema Polimi Innovators, che sarà inaugurato il prossimo 12 ottobre, la fondazione Tef o le borse di studio del Girls@Polimi… La Rettrice del Politecnico, dove proprio questa settimana sono iniziate le lezioni, ha esordito con un messaggio virtualmente rivolto alle ragazze e ai ragazzi che popolano il campus. "Direi agli studenti di essere curiosi e di non avere troppa fretta di sapere esattamente dove stanno andando – ha detto – Entrare all'università è ovviamente un momento complesso perché è un mondo diverso rispetto a quello della scuola ma è anche un mondo che ti porta poi verso l'ambito delle professioni e le professioni stanno cambiando e alcune probabilmente ancora non esistono. Credo per questo che l'università oggi è sempre più importante per avere competenze solide ma soprattutto per insegnare a continuare a imparare, ad avere un pensiero critico. Quindi direi agli studenti di vivere pienamente l'università che non è solo il luogo in cui si decide che cosa fare, ma anche il luogo in cui si scopre chi si può diventare".
Rettrice, il Politecnico di Milano nel Qs Ranking 2026 si conferma prima università d'Italia e 87esima mondiale, guadagnando 11 posizioni rispetto all'anno precedente. In alcune discipline, come ingegneria spaziale, si posiziona nella top ten globale nonostante i fondi a disposizione rispetto a università statunitensi che hanno conquistato il podio -come il Mit o Stanford – siano di gran lunga superiori, direi incomparabili. Quanto incidono sul posizionamento nei ranking le risorse finanziarie a disposizione degli atenei per la didattica e la ricerca?
"Se facessimo il rapporto tra i risultati ottenuti e i finanziamenti ricevuti, credo ci posizioneremmo tra i primi tre in classifica. Io credo che il nostro obiettivo come università pubblica in Italia è quella di fare la miglior formazione e ricerca possibile e anche avere quella responsabilità sociale che messe insieme rappresentano il valore che ha l'università per la società. I ranking non sono un obiettivo ma sono uno strumento per attrarre studenti e ricercatori migliori anche dall'estero. Noi dobbiamo infatti ricordare che abbiamo un problema demografico in arrivo e che è necessario formare anche secondo la nostra cultura e competenze studenti che vengono da altri paesi per potere avere quella forza lavoro che manca nelle discipline tecnologiche; in particolare sull'intelligenza artificiale noto che i numeri sono veramente impietosi. Quindi semplicemente il nostro obiettivo è usare bene le risorse a disposizione, attirare i migliori ricercatori e studenti e fare il meglio possibile. Questa strategia abbastanza chiara viene premiata anche dai ranking".
Lei è la prima donna alla guida Politecnico di Milano. Dalla sua nomina (nel gennaio 2023) quali sono state e continuano a essere le sfide culturali più grandi che ha dovuto affrontare?
"Gli stereotipi, che si formano molto presto. Non credo che alle ragazze manchino le capacità o gli interessi per le discipline scientifiche, il problema è che, quando si devono immaginare nel loro futuro, alcune professioni vengono ancora percepite come più maschili di altre e questo oltre a non avere più senso ha delle conseguenze molto concrete: se una ragazza non vede donne ingegnere, informatiche o leader tecnologiche è difficile che immagini se stessa in quei ruoli. Quindi dobbiamo sicuramente lavorare prima dell'accesso all'università e far sì che le ragazze abbiano la possibilità di pensare al loro futuro avendo una idea di cosa vuol dire oggi essere un ingegnere, che vuol dire lavorare sulla energia, sulla intelligenza artificiale, sulla salute, sulla mobilità, sul clima, sulle città. Significa contribuire a progettare un futuro a beneficio della umanità in qualche modo. E dobbiamo fare in modo che questa idea sia permeabile e permeata su tutta la società".
Da questo nasce GIrls@Polimi, iniziativa strategica che si rivolge specificamente alle studentesse del quarto e quinto anno delle scuole superiori per incoraggiarle a intraprendere studi universitari nell'ambito delle materie STEM attraverso borse di studio. Ma anche sul fronte autoimprenditorialità, in Polimi Innovators, il contenitore strategico dedicato agli aspiranti startupper che lanciate in questo nuovo anno accademico, c'è una sezione dedicata solo alle donne. Perché?
"Perché il talento è distribuito mentre le opportunità, e soprattutto la percezione di poter diventare imprenditore, non sono percepite, distribuite nello stesso modo tra le nostre studentesse dottorande rispetto ai loro colleghi maschi. Non si tratta di creare un percorso separato ma di rimuovere alcuni ostacoli che si possono presentare ancor prima della nascita di una impresa. Cioè la mancanza di modelli nei quali riconoscersi, reti professionali, occasioni per confrontarsi. Quindi abbiamo cercato di creare un career mentoring per le ragazze con delle startupper mettendo in contatto direttamente le studentesse con altre alunne del politecnico che hanno fatto questa esperienza, sono diventate founder. Lavoriamo insieme sulla leadership, sulla negoziazione, sul networking, sulla capacità di cercare investimenti e di prendersi dei rischi che è uno dei grossi problemi che abbiamo non solo a livello femminile ma anche maschile. Quindi l'idea è che la imprenditorialità deve essere un'opzione realmente accessibile a tutto il nostro talento. E se qualcuno è un po' indietro perché la vede un po' meno, cerchiamo di dargli quelle opportunità per essere allo stesso livello degli altri".
I dati sulle iscrizioni dell'anno accademico 2026-2027 saranno accessibili a novembre. Guardando all'offerta universitaria per intero, avete comunque registrato negli ultimi anni più iscrizioni di donne? C'è un cambio di percezione?
"La tendenza è positiva, C'è una crescita progressiva ma non abbiamo avuto una inversione di tendenza. Negli ultimi 4 anni le ragazze iscritte alla triennale ad ingegneria sono passate dal 24% al 29% circa. Un po' di miglioramento nelle triennali quindi c'è stato. Ci sono degli indirizzi più femminili, come ingegneria biomedica. Altri più di orientamento maschile, come meccanica, informatica ed elettronica. E ciò è problematico perché ci sono molto richieste dal mondo delle aziende".
Tra le sfide più ambiziose che il Politecnico di Milano oltre agli stereotipi si è puntato sull'autoimprenditorialità e il trasferimento tecnologico. Lei, che ne è strenua promotrice, affianca all'impulso all'innovazione un approccio culturale e metodologico che sta ridisegnando anche la didattica all'interno dell'Ateneo. Tra i suoi cavalli di battaglia c'è la promozione della 'pedagogia dell'errore'. Perché? "Secondo me l'errore ha un ruolo fondamentale soprattutto quando parliamo di innovazione o di ricerca. Innovare significa per definizione muoversi in un territorio in cui non si hanno tutte le risposte così come avviene nella ricerca. All'università siamo abituati a valutare gli studenti sulla risposta corretta, ma se vogliamo formare degli innovatori dobbiamo insegnare anche a formulare un'ipotesi, verificarla, scoprire eventualmente che era sbagliata e usare quello che abbiamo imparato per formare eventualmente una ipotesi migliore. Lo stesso vale nell'ambito della imprenditorialità tant'è che negli Usa (i venture capital – ndr) credono che se non hai sbagliato una volta, non hai imparato e quindi il rischio di errore che si corre è più alto, non avendo tu imparato da un tuo precedente sbaglio. L'errore diventa negativo solo quando non produce apprendimento e questo è il motivo per cui vogliamo che i nostri studenti possano sperimentare l'errore all'università, in un ambiente un po' più protetto dalle conseguenze che si verificano in Italia in caso di fallimento societario. Pertanto, cerchiamo di farli lavorare in team multidisciplinari, simulando concretamente la vita di una start up, prendendo decisioni sul prodotto, il mercato, le risorse, reagendo agli imprevisti. Nello 'start up boot camp' affrontiamo esplicitamente proprio la gestione del fallimento. Nostro obiettivo è fare in modo che il costo dell'errore si abbassi e aumenti il valore dell'apprendimento dall'errore per ripartire meglio di prima. Un innovatore non è qualcuno che non sbaglia, è qualcuno che sa trasformare rapidamente un errore in conoscenza e questo è il nostro obiettivo".
La pedagogia dell'errore dovrebbe diventare il mantra anche nelle scuole italiane, così come lo è già nelle anglosassoni?
"Il sistema della scuola italiana è molto diverso da quello delle scuole straniere sopratutto anglosassoni. Non è semplice cambiarlo. All'università cerchiamo di farlo. Ci scontriamo con ragazzi che si aspettano di sapere esattamente come sono fatte le tracce degli esercizi. Cioè sono capaci di rifare l'esercizio che tu gli hai fatto vedere, ma se cambi la struttura dell'esercizio si trovano in maggiore difficoltà. Io cerco di spiegargli che devono imparare a ragionare e dopo di che qualunque esercizio va bene. Se la logica dei passaggi funziona ed è corretta anche se diversa da quella che ho pensato, io capisco che sei in grado di ragionare e risolvere un problema che è nuovo. Nella professione infatti i problemi che si porranno saranno nuovi, non già visti. bisogna essere in grado di affrontarli portandosi dietro il bagaglio di conoscenza".
Cosa suggerisce?
"Educare i ragazzi al pensiero critico e alla capacità di formulare delle ipotesi e provare a fare una ragionamento che non sia preconfezionato".
Se i programmi come Polimi Innovators accendono la scintilla nei singoli studenti e ricercatori che vogliono innovare, la Tef (Tech Europe Foundation) rappresenta la massima espressione istituzionale e infrastrutturale della missione di autoimprenditorialità del Politecnico di Milano. Ci spiega?
"Tef è una fondazione che mette insieme Politecnico, Bocconi, investitori privati e Camera di commercio creando un ecosistema in cui ricerca, imprese e capitale competente si possano incontrare per trasformare in innovazione la ricerca. Non bisogna dimenticare infatti che per fare innovazione prima devi fare ricerca. Sono tre i pilastri: sostegno alla ricerca , scouting e accompagnamento delle start up, open innovation con le imprese. Tutto ciò si traduce in diversi percorsi che sono fatti in fasi diverse: Tef Ignition consente agli studenti di partire da una idea e verificarla concretamente ed è un po' anche un complemento di Polimi Innovator; Tef Foundry, che nasce da una esperienza che abbiamo fatto da molti anni, 'Switch2Product', e invoglia i ricercatori a tirar fuori i risultati della ricerca e provare ad avere un finanziamento per fare un passo in più, trasformarlo in un'impresa, in un brevetto, in una innovazione che possa essere utilizzata; Tef Foundry accompagna quindi i team di ricerca verso la creazione di start up deep tech con mentor internazionali e con un finanziamento che li accompagna nella crescita. L'obiettivo finale è attrarre talento, generare imprese deep tech e fare di Milano uno di quei luoghi europei dove la scoperta scientifica abbia anche la possibilità di diventare una impresa. Cosa che c'è nella Silicon Valley o in aree tipo Berlino o Londra ma che in Italia è un po' mancante".
Priorità oggi è integrare l'IA generativa nella didattica per aiutare gli studenti a sfruttarla e non subirla. Come la affrontate?
"Al Politecnico l'IA non è una novità, la studiamo da oltre 50 anni e siamo stati la prima università italiana a creare degli insegnamenti di IA. Oggi l'IA è presente in tutti i nostri percorsi. Con l'IA generativa c'è un punto di passaggio in più: noi facciamo in modo che ingegneri, architetti, designer sappiano lavorare con l'IA conoscendone sia le possibilità che i limiti e questo ha significato anche ripensare alla didattica. Abbiamo lavorato sia con i docenti per capire come integrarla nei loro corsi e come usarla a supporto dell'apprendimento e della valutazione e stiamo poi anche sperimentando tutor virtuale specializzati e specifici sui singoli corsi. La questione fondamentale è però culturale. Lo studente deve capire che non può delegare il suo pensiero all'IA perché questo impoverisce la sua formazione, può utilizzarla per interrogare meglio un problema, confrontare soluzioni e ricevere feedback potenziando l'apprendimento ma deve saper formulare domande giuste, capire se le risposte ricevute hanno il valore corretto e assumersi la responsabilità della decisione finale. Quindi noi cerchiamo di fare in modo che lo studente (già con corsi aggiuntivi alle matricole) possa fare quello che l'IA da sola non può fare: avere il pensiero critico, la responsabilità e capacità di giudizio".
L'ampliamento dei posti letto e il diritto all'alloggio è tra i punti programmatici e le missioni centrali del suo mandato. Come procede la sfida?
"Il Politecnico ha una strategia che è stata quella di sviluppare le proprie residenze universitarie senza affidarsi a privati. Abbiamo oggi 2mila posti letto a Milano e poi abbiamo posti sia a Lecco che a Cremona. Di recente abbiamo riaperto la Casa dello Studente, nostra residenza storica totalmente ristrutturata e riqualificata, con il supporto dei fondi ministeriali e regionali, che oggi ha 420 posti letto, 84 di più rispetto a prima, con un investimento complessivo di 35 mln circa. L'anno prima ha aperto la residenza Marie Curie a Corvetto con 213 posti letto e adesso stiamo costruendo altri 750 posti letto in residenze universitarie che sono supportate da un cofinanziamento ministeriale e che saranno in Bovisa. Questi posti letto sono per il 60% a tariffa agevolata per il diritto allo studio, 1400 posti a 250 euro al mese circa, mentre il 40% ha tariffa piena ma inferiore alla metà della metà qui a Milano: 400 euro a posto letto. 750 posti saranno pronti alla fine del 2027, oltre a questi ne abbiamo altri 500 su cui abbiamo già deliberato e avuto il cofinanziamento per cui partirà la costruzione tra qualche mese a Lambrate, al posto del vecchio edificio del Dipartimento di Chimica. Abbiamo quindi messo in campo altri 1250 posti, i tempi dell'edilizia sono quelli che sono… Speriamo di averli al più presto. Sicuramente io penso di potere inaugurare i prossimi 750 mi piacerebbe anche gli altri 500 entro la fine del 2028 quando termina il mio mandato altrimenti sono sicura che verranno terminati da altri".
La richiesta sarà soddisfatta?
"Noi abbiamo richieste per circa 7mila posti all'anno, arriveremo alla metà dei posti letto. Abbiamo convenzioni con privati ma non è la stesa cosa. E' chiaro che c'è un tema di abitabilità non solo quando si è studenti, ma anche dopo. Con il primo stipendio un neolaureato non si può permettere un appartamento decente a Milano, neanche un monolocale. Il tema è che il livello degli stipendi in Italia è basso, anche a Milano dove è un po' più alto rispetto alla media italiana. Io dico sempre che va bene guardare agli studenti ma bisogna guardare anche il dopo, ai neolaureati. Se vogliamo trattenere i talenti che abbiamo formato a Milano o in Italia lì il problema casa esiste". "Ogni anno va via circa il 15% dei laureati e sul fronte dottorato, almeno ¼ se non il 30%di quelli che lo hanno conseguito. Tra l'altro il dottorato non è molto riconosciuto nel mondo delle aziende in Italia mentre lo è all'estero. Sono numeri che dovrebbero far riflettere".
Ha esordito con un messaggio ai giovani, che appello alla politica?
"La politica ricordi che senza formazione universitaria non si creano competenze e non si crea innovazione; e che senza innovazione non si aumenta la produttività e non si aumenta il prodotto interno lordo. L'investimento nella formazione universitaria ha un ritorno in un tempo lungo; il compito dell'università è quello di creare opportunità per tutti e sostenere chi non ha le possibilità economiche assicurando il diritto allo studio che oggi come oggi è un principio costituzionale non garantito dalla finanza pubblica". "Riguardo alla cosiddetta fuga dei cervelli: Io non sono d'accordo. Ritengo che l'importanza sia avere i cervelli in Italia e che un equilibrio ci sia. Se qualcuno fa una esperienza all'estero e poi torna, per me è infatti un valore. Ciò che bisogna garantire è la possibilità di scegliere, che dipende dagli stipendi adeguati, che dipendono dalle aziende. Le stesse imprese che in alcuni paesi pagano stipendi consistenti, a parità di impiego in Italia pagano la metà. Ciò dimostra che sicuramente c'è un tema di tassazione che nel nostro Paese va modificato, ma non basta. Non è solo quello, è anche il valore che si dà al lavoro in Italia. Al valore medio, perché la produttività è più bassa. Tutto lì".
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Bonino, oggi i funerali di Stato a Roma: presenti Mattarella e Meloni
(Adnkronos) – Ultimo saluto oggi, martedì 14 settembre, in Campidoglio, a Emma Bonino. Ai funerali, in forma laica, partecipano il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni. Entrambi sono già arrivati nell sala della Protomoteca. Ad aprire la cerimonia sarà Carla Taibi, per anni al fianco della leader radicale come assistente, insieme a Filomena Gallo. Poi la parola passerà a Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, prima delle chiusure, affidate a Romano Prodi ed Enrico Letta, il premier con cui Bonino guidò la Farnesina da ministra degli Esteri. Ieri in Campidoglio, nel corso della seconda giornata della camera ardente, si sono avvicendati il vicepremier Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto, gli ex premier Massimo D'Alema ed Enrico Letta, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. Nel pomeriggio è arrivato anche Giuseppe Conte. E ancora, tra gli altri: Roberto Giachetti per Italia Viva, il presidente del Cnel Renato Brunetta, la senatrice dem Cecilia D'Elia, Bobo Craxi. Per Azione, il capogruppo alla Camera Matteo Richetti, la deputata Valentina Grippo e il segretario romano Alessio D'Amato. La storica leader radicale è morta venerdì 11 settembre a 78 anni nella Casa di Cura Nostra Signora della Mercede, a Roma, dopo l’aggravarsi delle sue condizioni di salute.
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Il principe Harry compie 42 anni, gli auguri di Meghan sui social
(Adnkronos) – Il principe Harry compie oggi 42 anni e Meghan ha celebrato il compleanno del marito con un post su Instagram accompagnato da diverse foto di famiglia. La duchessa di Sussex ha pubblicato un dolce scatto di Harry che bacia la figlia, la principessa Lilibet, e molte altre immagini presumibilmente scattate nella campagna inglese. In apertura del post, un'immagine in bianco e nero del secondogenito di Re Carlo a cui segue una foto di Harry con il figlio, il principe Archie, apparentemente intenti a organizzare una partita di tiro con arco e palloncini. In una delle foto, appare anche il cane Pula, che segue il resto della famiglia su un trattore. C'è poi uno scatto che vede il principe che scia con Lilibet e un altra ancora, in bianco e nero, che mostra un tenero bacio fra e Harry e Meghan in un vigneto. Meghan ha accompagnato il montaggio con la didascalia: "È semplicemente il migliore", aggiungendo: "Buon compleanno, amore mio".
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Il presidente del Cagliari Giulini: “Crediamo a Maldini. Scritte cose gravi, verità verrà fuori”
(Adnkronos) – "Stupefacenti? Non capiamo come possano uscire notizie di questo tipo, mi sembra che ad oggi le tracce di stupefacenti siano più sui giornali che da altre parti e questo secondo noi è molto grave". Lo ha detto il presidente del Cagliari Tommaso Giulini – rispondendo a una domanda sul caso dell’incidente stradale di Daniel Maldini nella notte tra sabato e domenica – poco prima dell’Assemblea della Lega Calcio Serie A di oggi a Milano. Giulini aggiunge, a proposito di alcune ricostruzioni lette sui media: "È una cosa molto grave, perché noi abbiamo fatto degli esami ieri mattina, risultavano tutti negativi e crediamo ovviamente alla buona fede del ragazzo che giura di non aver assunto alcun tipo di sostanza, se non di aver bevuto magari due cocktail o tre birre, che poi si vedono anche dal valore perché non particolarmente alto. Ovviamente, non è un valore con cui è raccomandato guidare". Nella giornata di ieri, Maldini aveva affidato ai social la sua replica alle accuse di essere stato trovato positivo alle droghe dopo l'incidente, pubblicando in una storia Instagram l'esito negativo all'esame tossicologico al quale si è sottoposto in una struttura di Cagliari. (LEGGI L'ARTICOLO) Il numero uno del Cagliari spiega poi che la società rossoblù "non capisce come possano essere uscite queste notizie, è evidente che c'è qualcuno all'interno della polizia locale o dell'ospedale che ha ritenuto di far uscire qualcosa, che vedremo se verrà accertato o meno. È tutto molto particolare, innanzitutto perché questi pretest, oltre a non avere un valore giuridico nel probatorio, sono pretest che non danno molecole così precise. Quindi, vedere oggi sui giornali che addirittura è uscita la ketamina, mi chiedo da dove possa essere uscita…". Giulini continua: "Dopodiché, io ho visto il verbale della polizia municipale, quando lui è entrato al pronto soccorso, e quel verbale parla di uno screening fatto con questi famosi pretest, dove tendenzialmente sembrerebbero esserci tracce di THC. Allora, qualora avesse mai fumato una canna, e non credo, c'è una distinzione enorme tra fumarsi una canna e leggere sui giornali che Daniel Maldini ha assunto sostanze stupefacenti". Il presidente del club sardo sottolinea che la grande attenzione mediatica sul caso sia legata al nome di Maldini, figlio dell’ex capitano del Milan Paolo: "Altrimenti, probabilmente la notizia non sarebbe così diffusa. Ritengo che sia gravissimo perché è stato anche preconvocato dalla Nazionale. Il ragazzo lo vedrò domani, però ci hanno parlato i miei e ovviamente crediamo a ciò che ha detto. Poi verrà fuori la verità fra qualche giorno, quando ci sarà l'ufficialità di questa analisi del sangue che ha fatto in pronto soccorso". Per Giulini, nella vicenda poi c'è anche un altro aspetto: "Da padre, ciò che dico anch'io dei figli giovani, maggiorenni, è che spero sempre che, quando bevano due gin tonic, escano poi senza la macchina, senza il motorino. Da quel punto di vista lì dirgli, ma credo che lo sappia anche lui, che la prossima volta che decide di andare in un locale a bere qualcosa è meglio che vada con un taxi, piuttosto che con qualcuno che guida, è assolutamente scontato. Sia per l'incolumità sua, ma soprattutto per l'incolumità di tutte le altre persone".
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