(Adnkronos) – A volte, per raccontare una città scomparsa, basta aprire un armadio. A Pompei, però, quell’armadio è rimasto chiuso per quasi duemila anni, sigillato dalla catastrofe che nel 79 d.C. cancellò la vita ai piedi del Vesuvio. E quando gli archeologi ne hanno ricostruito il contenuto, non sono emersi soltanto oggetti antichi, ma frammenti di un’esistenza: strumenti per il trucco, profumi, utensili da cucina, monete e una collana di piccoli amuleti che potrebbe aver accompagnato l’infanzia di qualcuno. La scoperta è avvenuta nella casa IX 11, 7, attribuita con cautela a un personaggio chiamato Cornelius Maximus, nel cuore della città romana, lungo via dell’Abbondanza, una delle arterie più frequentate dell’antica Pompei. Un luogo che restituisce, attraverso gli oggetti rimasti al loro posto, un’immagine concreta della vita quotidiana alla vigilia della distruzione. Non c’è la monumentalità di una statua o lo splendore di un affresco. C’è qualcosa di più intimo: il tentativo di ricostruire la giornata di chi abitava quelle stanze, le sue abitudini, il lavoro, gli oggetti ai quali attribuiva un valore che andava ben oltre il prezzo. Tra i reperti recuperati figurano una pinzetta e uno strumento utilizzato per preparare o stemperare sostanze cosmetiche, un balsamario di vetro e un bruciaprofumi. Accanto, una lucerna di bronzo, necessaria per illuminare gli ambienti, e pesi di piombo che potrebbero essere stati impiegati in un’attività commerciale di vendita. Questi ultimi erano conservati in una piccola cassettina lignea, della quale restano soltanto tracce. È un inventario che attraversa diverse dimensioni della vita domestica. Da una parte la cura del corpo e il desiderio di rendere più gradevole l’ambiente della casa; dall’altra, gli strumenti di un’attività economica che probabilmente si svolgeva tra le mura dell’abitazione o nelle sue immediate vicinanze. Vasi e pentole di bronzo, vetro e ceramica completano il quadro. Sono oggetti comuni, eppure non necessariamente privi di una storia personale. Tra questi spicca un raffinato boccalino decorato con scaglie di pigna, un dettaglio che lascia intravedere la varietà degli oggetti che accompagnavano la quotidianità pompeiana. Ma è soprattutto una collana a suggerire che, in quell’armadio, non tutto fosse destinato a un impiego pratico. Almeno ventiquattro piccoli elementi compongono una collana realizzata con materiali diversi: faïence, osso, pasta vitrea e cristallo di rocca. Sono oggetti minuti, tutti provvisti di un foro per essere appesi, che raffigurano divinità — tra cui si riconoscono Bes e Mercurio — ma anche mani, piedi, pigne e grappoli. Per lungo tempo, oggetti di questo tipo sono stati talvolta interpretati come strumenti legati a pratiche magiche, fatture o filtri. Gli studiosi li riconducono invece alla categoria dei crepundia, termine latino che significa letteralmente «sonagli». Erano collane di amuleti affidate ai bambini, con una duplice funzione: proteggerli attraverso immagini e simboli ritenuti efficaci e permettere agli adulti di percepirne i movimenti grazie al rumore prodotto dagli elementi appesi. Il ritrovamento apre così una finestra su un ricordo che potrebbe aver attraversato gli anni. Gli amuleti venivano talvolta conservati anche in età adulta, riposti in sacchetti o piccoli contenitori, come testimonianze materiali di un’infanzia lontana. In un mondo caratterizzato da una forte mobilità geografica, questo genere di oggetti poteva assumere un significato particolare. Schiavi, lavoratori e commercianti si spostavano da una città all’altra, spesso lontano dai familiari e dai luoghi d’origine. Un oggetto dell’infanzia poteva diventare, in queste circostanze, un legame concreto con una vita precedente. Non sappiamo a chi appartenesse la collana ritrovata a Pompei, né se fosse stata indossata dalla persona che la custodiva. Ma la sua presenza nell’armadio rende plausibile l’ipotesi di un valore affettivo, accanto a quello protettivo attribuito agli amuleti. Tra i reperti c’è anche un piccolo tesoro: trentotto monete, tutte di bronzo, conservate in una cistella, un contenitore intrecciato con materiale vegetale. Le analisi hanno permesso di studiarne i resti, restituendo informazioni anche sulle tecniche utilizzate per realizzarlo. Le monete rappresentano un altro tassello importante. Il loro mancato recupero, insieme agli altri oggetti custoditi nell’armadio, suggerisce che chi abitava la casa non abbia avuto il tempo di metterli in salvo, oppure non sia più riuscito a tornare. Che cosa accadde agli abitanti durante l’eruzione? La risposta resta aperta. Se si trovavano in città quando il Vesuvio entrò in attività, potrebbero aver tentato la fuga. Se riuscirono a sopravvivere, forse non tornarono mai a Pompei. Altri, in circostanze diverse, tentarono di recuperare i propri beni scavando tra i depositi vulcanici, come dimostrano tracce emerse da indagini archeologiche più recenti. Ma esiste anche la possibilità più tragica: che i proprietari siano morti durante la catastrofe, senza lasciare eredi. Lo storico Tacito ricorda, in relazione alla sorte dei beni delle vittime, l’ipotesi di una loro destinazione alla rifondazione di Pompei, progetto che non si realizzò. Le trentotto monete, dunque, non raccontano soltanto un patrimonio rimasto nascosto. Raccontano soprattutto un’interruzione: qualcuno le aveva messe da parte e non è più tornato a prenderle. La scoperta contribuisce anche a chiarire la storia dell’edificio. La facciata della casa, attribuita dubitativamente a Cornelius Maximus sulla base di iscrizioni oggi non più visibili, era stata scavata già nel 1912. Soltanto adesso, nell’ambito del progetto di restauro e miglioramento dell’accessibilità della vicina Insula dei Casti Amanti, gli archeologi hanno potuto indagare una parte degli ambienti retrostanti. La conoscenza della dimora rimane parziale, ma alcuni elementi consentono di delinearne il contesto. Le raffinate pitture parietali di quarto stile dell’ambiente in cui si trovava l’armadio sono attribuibili alla bottega di via di Castricio. La qualità delle decorazioni suggerisce un certo livello economico, coerente con la posizione centrale dell’abitazione, affacciata su una delle principali strade della città. Eppure, al momento dell’eruzione, la casa non doveva essere un ambiente del tutto tranquillo. Gli scavi hanno documentato lavori in corso, destinati a incidere sulla normale vivibilità degli spazi. A completare il quadro sono arrivati anche reperti meno nobili, ma altrettanto significativi: gli scheletri di almeno due topi, rinvenuti all’interno di un’anfora collocata su un soppalco. Le analisi del laboratorio del Parco archeologico indicano che i roditori appartenevano verosimilmente al genere Apodemus sylvaticus, noto come topo selvatico. I due esemplari erano giovani e non avevano ancora raggiunto la piena maturità. I loro resti sono stati ricostruiti a partire da 117 minuscoli frammenti scheletrici. Questi animali frequentano normalmente ambienti naturali e giardini, ma possono introdursi nelle abitazioni, soprattutto nei sottotetti e nei luoghi utilizzati per conservare le provviste. La loro presenza documenta una realtà quotidiana spesso trascurata nei racconti della Pompei antica: anche una città vivace e articolata doveva fare i conti con infestazioni e ospiti indesiderati. «Pompei non è soltanto un luogo di grandi opere d’arte: è anche un luogo in cui gli oggetti più comuni restituiscono la dimensione umana del passato. Il valore di questa scoperta sta nella possibilità di leggere insieme le diverse tracce di una vita: le abitudini personali, il lavoro, i ricordi. Non possiamo ricostruire con certezza l’identità di chi abitava la casa, ma questi frammenti ci avvicinano alla sua quotidianità», dichiara il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel. (di Paolo Martini)
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Pompei, l’armadio dei ricordi: trucco, monete e un’antica collana
Ragusa, minorenne indagata: sui profili social contenuti di matrice jihadista
(Adnkronos) – Una minore albanese, residente nella provincia ragusana, è stata portata in una comunità in esecuzione di un'ordinanza emessa dal Tribunale dei Minorenni di Catania, per i reati di auto-addestramento e di apologia con finalità di terrorismo anche internazionale. L’indagine ha avuto origine da una segnalazione dell’Aisi relativa a un’internauta dedita alla pubblicazione sui social, in particolare TikTok, di contenuti di matrice jihadista, poi identificata nella giovane indagata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. I successivi approfondimenti investigativi, effettuati anche in ambiente scolastico dalla Digos ragusana, hanno fatto emergere che la minore aveva mutato le proprie abitudini, restringendo le proprie frequentazioni alle compagne di classe di religione islamica. La giovane, costantemente monitorata, è stata sottoposta a perquisizione nel maggio scorso, attività che ha portato al sequestro del suo dispositivo elettronico. La relativa analisi tecnica, svolta da personale specializzato della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, ha evidenziato il processo di radicalizzazione che la minore ha intrapreso, permettendo di rilevare la fascinazione per la narrativa e la propaganda del così detto Stato Islamico, richiami alla simbologia dell’estrema destra, la creazione di contenuti e immagini, verosimilmente generate attraverso l’utilizzo di AI, nonché la condivisione di materiale inerente al radicalismo violento e all’antisemitismo. Nel corso delle indagini sono stati anche appurati contatti con sedicenti membri dello Stato Islamico e con internauti che promuovevano azioni terroristiche. All’interno dei dispositivi sono stati inoltre rinvenuti numerosi contenuti multimediali legati a organizzazioni terroristiche di matrice jihadista, video di propaganda che ritraggono note esecuzioni sommarie di prigionieri, materiale apologetico del Daesh, manualistica relativa all’auto addestramento e alla fabbricazione di 'home made explosives' nonché condivisioni di video relativi alla violenta aggressione registrata lo scorso mese di marzo presso l’istituto scolastico 'Leonardo da Vinci' di Trescore Balneario (Bergamo). Nella circostanza, come noto, una docente di francese è stata colpita al collo da un fendente inferto da un suo studente tredicenne, elementi posti a fondamento dell’adozione della misura restrittiva. Al termine degli adempimenti di rito, la giovane è stata collocata in una comunità per minori.
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Bce, Lagarde lascerà la presidenza il 7 febbraio 2027
BRUXELLES (ITALPRESS) – “La Presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde ha informato il Consiglio direttivo e il Presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che lascerà la sua posizione il 7 febbraio 2027”. E’ quanto si legge in una nota della Bce. Il successore di Lagarde sarà nominato dal Consiglio Europeo, secondo la procedura prevista dall’articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
-foto Ipa Agency-
(ITALPRESS).
Etna, nube di cenere di 4 chilometri dal vulcano: scatta allerta rossa per l’aviazione
(Adnkronos) – Passa da arancione a rosso il codice di allerta per l'aviazione sull'Etna. Emerge dall'ultimo Vona (Volcano observatory notice for aviation) emesso stamani dall'Osservatorio etneo dell'Ingv. La decisione a causa di un'emissione di cenere vulcanica in corso. L'altezza stimata della nube vulcanica, che si sposta verso sud-est, è di 4 chilometri sul livello del mare. Il fenomeno viene osservato tramite telecamere di sorveglianza visiva e termica. Il settore B1 dello spazio aereo dell'Etna è stato chiuso con effetto immediato. Gli arrivi all'aeroporto Fontanarossa di Catania sono stati limitati a un massimo di 10 all'ora a fronte di una media di 12 a pieno regime. Le limitazioni dovrebbero restare in vigore sino alle 21 di oggi. Dalla Sac, la società di gestione dello scalo, fanno sapere che "non si registrano particolari criticità o disagi".
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Vaccini, Bassetti: “Da Mattarella linea netta, si dimetta chi ha difeso medici no vax e legittimato fake news”
(Adnkronos) – "Il presidente Mattarella ha tracciato una linea netta: la scienza non si piega alle fake news e la salute pubblica non si sacrifica sull'altare del consenso politico". Così sui social l'infettivologo Matteo Bassetti, dopo le parole del capo dello Stato al Quirinale durante le celebrazioni de 'I Giorni della ricerca'. "Chi ha difeso i medici no-vax e legittimato la disinformazione, arrivando a occupare ruoli di vertice nelle istituzioni sanitarie, oggi – scrive Bassetti – dovrebbe assumersi le proprie responsabilità. Per coerenza, le dimissioni sarebbero un atto dovuto. La sanità pubblica merita rispetto, non propaganda". Sul tema l'esperto, professore di Malattie infettive all'università di Genova e direttore della Cinica di Malattie infettive all'Irccs ospedale policlinico San Martino del capoluogo ligure, posta anche una dura reazione all'approvazione – nei giorni scorsi alla Camera – dell'articolo 8 del Ddl professioni sanitarie, in cui è prevista la possibilità di reintegro per i medici radiati a causa di posizioni anti-vaccino durante la pandemia di Covid. "Alla Camera – scrive Bassetti – l'articolo 8 passa con 126 sì e 113 no. Decisivi gli 8 voti di Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci, che rivendica il proprio ruolo nel salvare la norma sui sanitari radiati durante la pandemia. Un segnale politico chiarissimo: Vannacci fa pesare i suoi voti e trasforma una questione di salute pubblica in una prova di forza nella maggioranza. Ma la salute non è merce di scambio elettorale", ammonisce il medico. "Le sanzioni ingiuste si possono riesaminare – precisa – ma la scienza non si piega alle convenienze e la disinformazione non può diventare una linea politica. La politica buona sta dalla parte dei cittadini, di chi cura e delle evidenze scientifiche. Non dalla parte delle fake news per conquistare consenso. La verità scientifica non si decide a maggioranza". "Il voto alla Camera sul reintegro dei sanitari contro la scienza segna uno dei punti più bassi della politica di governo degli ultimi anni", rincara Bassetti in un altro post. "L'articolo 8" del Ddl professioni sanitarie, "che apre una procedura straordinaria per consentire ai medici radiati durante la pandemia di chiedere la reiscrizione agli albi, passa con 126 sì e 113 no. Tredici voti di scarto. Una maggioranza divisa, Forza Italia che si sfila e Futuro Nazionale che rivendica di aver salvato la norma con i propri 8 voti. Dietro questi numeri c'è una domanda inquietante: quanto vale la responsabilità scientifica quando entra in conflitto con la convenienza elettorale? Nessuno contesta il diritto di riesaminare sanzioni ingiuste – chiarisce l'infettivologo – Ma una cosa è garantire procedure eque, un'altra è lanciare un segnale politico a chi ha trasformato il rifiuto dei vaccini e la sfiducia nella scienza in una bandiera identitaria". "Durante la pandemia – continua l'esperto – medici e infermieri hanno combattuto negli ospedali, spesso mettendo a rischio la propria vita. Milioni di cittadini hanno rispettato regole difficili, affidandosi alle evidenze disponibili. I vaccini hanno contribuito a salvare vite e a ridurre le forme gravi della malattia. Tutto questo non può essere liquidato per strizzare l'occhio a un elettorato alimentato, in parte, da teorie infondate e disinformazione. La scienza può sbagliare, ma si corregge con i dati, non con le convenienze politiche. E la responsabilità professionale non può diventare negoziabile ogni volta che serve conquistare consenso. Un Governo può dialogare con tutti, anche con chi è contrario ai vaccini. Ma se, per compiacere una parte del proprio elettorato, finisce per indebolire il messaggio di fiducia nelle evidenze scientifiche, allora deve spiegare quali principi stia davvero difendendo". "Non si può governare un Paese mettendo sullo stesso piano la conoscenza scientifica e la disinformazione", incalza Bassetti. "Non si può guidare la sanità pubblica strizzando l'occhio a chi nega le evidenze da cui dipendono decisioni che riguardano la vita delle persone. La politica buona è quella che ha il coraggio di stare dalla parte della scienza, dei cittadini e di chi ogni giorno cura gli altri. Non quella che sacrifica la coerenza sull'altare del consenso. Perché la salute – ripete il medico – non è una merce elettorale. E la verità scientifica non si decide a maggioranza".
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Pichetto all’Alleanza sul nucleare “Neutralità tecnologica per decarbonizzare
ROMA (ITALPRESS) – “Sosteniamo l’approccio del gruppo dell’Alleanza sul Nucleare che si basa sul principio di neutralità tecnologica che permetta agli Stati membri di valorizzare il proprio mix energetico e di scegliere un percorso di decarbonizzazione che rifletta le specificità dei propri sistemi energetici nazionali”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo alla riunione dei Paesi che partecipano all’Alleanza sul nucleare, tenutasi a margine del Consiglio Energia in corso a Lussemburgo.
“Sono lieto di potervi comunicare – ha annunciato il ministro – che l’Italia lo scorso 15 ottobre è entrata in vigore la legge delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile sono attualmente in fase di predisposizione i decreti legislativi attuativi, finalizzati a definire un quadro normativo organico per l’eventuale sviluppo dell’energia nucleare in Italia”.
Il ministro ha ribadito “l’importanza dell’elettrificazione come asse portante della decarbonizzazione” ricordando al contempo “il contributo di idrogeno, gas rinnovabili, biocarburanti, cattura e stoccaggio del carbonio, tutti settori in cui l’italia sta sperimentando ed investendo”.
– Foto: Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Lucca Comics e MSD firmano “Il Quinto”, un fumetto per la prevenzione dell’HPV
LUCCA (ITALPRESS) – Sensibilizzare il pubblico sul tema del Papillomavirus (HPV) tramite il linguaggio universale dei comics.
Nasce con questo obiettivo “Il Quinto”, fumetto frutto dall’incontro tra Lucca Comics & Games, il più grande festival europeo dedicato al fumetto, al gioco e all’immaginario fantasy e MSD, azienda biofarmaceutica impegnata nella ricerca innovativa e nella promozione della salute pubblica. Attraverso un fumetto inedito e una storia originale, si vuole diffondere una maggiore conoscenza e consapevolezza sul Papillomavirus (HPV), riconosciuto a livello mondiale come la seconda causa infettiva di tumori, sia negli uomini che nelle donne. In Europa, infatti, si stima che l’HPV sia responsabile di circa il 100% dei tumori della cervice uterina e dei tumori anali, del 78% dei tumori vaginali, del 51% dei tumori del pene, del 37% dei tumori dell’orofaringe e del 31% dei tumori della vulva. Il fumetto sarà distribuito gratuitamente durante gli eventi dedicati, presso lo stand MSD e attraverso ulteriori punti di diffusione presenti al festival.
L’opera ha visto per la sua realizzazione il lavoro congiunto di una serie di grandi artisti, come Peach Momoko che ha disegnato la copertina, Luca Enoch, che si è occupato della sceneggiatura, i disegnatori Giacomo Bevilacqua e Paolo Barbieri, protagonisti delle tavole interne e la collaborazione di Valerio Amilcare, ideatore dei contenuti artistici e dell’esperienza interattiva collegata all’iniziativa presente allo stand MSD in Piazza San Martino. Le tavole raccontano di una profonda storia di amicizia, di ricordi e promesse mai dimenticate, che si intrecciano al tema del Papillomavirus. “L’obiettivo di questo fumetto non è soltanto intrattenere, ma stimolare curiosità e consapevolezza”, ha dichiarato Luca Enoch, sceneggiatore e fumettista italiano di fama internazionale. “Attraverso la forza del racconto vogliamo invitare i lettori ad approfondire il tema dell’HPV, a confrontarsi con il proprio medico e ad accedere a contenuti informativi tramite le esperienze messa a disposizione al festival. Perchè una storia può emozionare, ma anche aiutare a compiere scelte più consapevoli per la propria salute”.
Il lancio del progetto sarà uno degli elementi chiave della 60ª edizione di Lucca Comics & Games e prevede un ricco programma di appuntamenti che coinvolgerà il pubblico del festival attraverso incontri, momenti di approfondimento e attività esperienziali, sia presso lo stand MSD sia all’interno di alcune delle principali location della manifestazione.
L’evento di presentazione, aperto al pubblico, si è tenuto il 28 ottobre al Teatro San Romano, alla presenza del team che ha lavorato al fumetto, che racconterà come il linguaggio dei comics possa trasformarsi in uno strumento efficace anche per avvicinare le persone a temi di grande rilevanza per la salute pubblica, come la sensibilizzazione verso il Papillomavirus.
L’esperienza, inoltre, proseguirà oltre la lettura, attraverso un’attività interattiva e un timbro originale per accedere ad attivazioni uniche tutte da scoprire. Molte di queste partiranno dallo stand MSD in Piazza San Martino, esperienze che consentiranno di connettersi ad un percorso di scoperta della storia originale anche online su sito www.hpvitalia.it durante il festival e nei giorni successivi alla manifestazione, anche attraverso la App di Lucca Comics & Games.
Emanuele Vietina, direttore generale di Lucca Crea e direttore di Lucca Comics&Games, ha così commentato: “Il fumetto ha la capacità unica di trasformare temi complessi in storie capaci di coinvolgere ed emozionare. Più di altri linguaggi. Siamo orgogliosi di questa collaborazione con MSD Italia, perchè Lucca Comics & Games da sempre mette al centro il ruolo della cultura come strumento di consapevolezza per leggere il presente. Sappiamo che i tumori correlati all’HPV rappresentano una questione importante per la salute sia delle donne sia degli uomini e crediamo che la nona arte possa rendere accessibili temi complessi e avvicinare nuovi pubblici a una corretta informazione sulla salute. Attraverso la forza del racconto, vogliamo stimolare curiosità e consapevolezza, incoraggiando le persone a informarsi, a parlare con il proprio medico e a compiere scelte consapevoli per la propria salute”.
“Con ‘Il Quintò vogliamo superare i confini della comunicazione scientifica classica per raggiungere le persone nei loro luoghi d’elezione, dove vivono le loro passioni”, dichiara Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratrice Delegata di MSD Italia. “La collaborazione con Lucca Comics & Games ci offre un’opportunità unica per dialogare con i giovani adulti tra i 18 e i 30 anni, una fascia della popolazione che spesso non è pienamente consapevole dei rischi e delle conseguenze legati all’HPV. Il nostro obiettivo è ridurre le distanze, promuovere una corretta informazione e incoraggiare le persone a confrontarsi con fiducia con il proprio medico. La salute e la prevenzione nascono dalla consapevolezza, ma generano un impatto concreto solo quando si trasformano in scelte personali e responsabili, con un impatto che diventa importante anche sulla società, oltre che per la sostenibilità della sanità pubblica”.
Il Papillomavirus umano (HPV) è un virus molto comune che può colpire donne e uomini di ogni età, compresi gli adulti e che spesso non dà sintomi. Nella maggior parte dei casi, l’infezione viene eliminata spontaneamente dall’organismo, ma quando persiste nel tempo può essere associata allo sviluppo di diverse patologie e di alcuni tumori. L’infezione può interessare sia donne sia uomini e il rischio di acquisirla non scompare con l’età. Per questo è importante conoscere il Papillomavirus, il suo impatto sulla salute e confrontarsi con il proprio medico per ricevere informazioni corrette e aggiornate.
Carlo Signorelli, Professore Ordinario di Igiene e Sanità Pubblica, Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha così commentato l’iniziativa: “Da oltre vent’anni sono impegnato nel sostenere la prevenzione e l’informazione scientifica come strumenti fondamentali per affrontare l’HPV, un’infezione che può interessare donne e uomini in diverse fasi della vita e che è all’origine di diverse forme di tumore. Oggi disponiamo delle conoscenze, delle strategie e degli strumenti necessari per puntare concretamente all’eliminazione del cancro della cervice uterina e di altri tumori HPV correlati, ma per raggiungere questo obiettivo è indispensabile coinvolgere l’intera popolazione in una grande sfida di salute pubblica. Per questo è fondamentale investire in iniziative capaci di parlare alle persone con linguaggi accessibili e coinvolgenti. Una maggiore conoscenza dell’HPV può aiutare a compiere scelte più consapevoli e a confrontarsi con il proprio medico, riferimento essenziale per orientarsi nella prevenzione. Solo attraverso informazione corretta e dialogo possiamo ambire a scrivere la parola fine sui tumori HPV-correlati”.
Conclude la professoressa Caterina Rizzo, Professoressa Ordinaria di Igiene e Medicina Preventiva, Università di Pisa: “I tumori associati all’HPV possono essere affrontati efficacemente attraverso una strategia integrata, basata sull’informazione e sulla prevenzione, rivolta sia agli uomini sia alle donne. Iniziative come questa aiutano ad avvicinare le persone al proprio medico, favorendo fin da subito un confronto utile a individuare il percorso di prevenzione più appropriato. La comunicazione è fondamentale per trasformare la conoscenza scientifica in consapevolezza. Attraverso linguaggi coinvolgenti come il fumetto possiamo avvicinare il pubblico a temi complessi come l’HPV, stimolando curiosità e interesse verso informazioni affidabili. Il Quinto dimostra come scienza e storytelling possano lavorare insieme per favorire una maggiore consapevolezza e promuovere un dialogo informato con il proprio medico”.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).
Incendio in un edificio nel Catanese, due persone intossicate dal fumo
ACI CATENA (CATANIA) (ITALPRESS) – Incendio in un edificio di cinque piani in via Leonardi 18, ad Aci Catena, nel Catanese. Le fiamme si sono sviluppate al secondo piano dello stabile. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Catania, che hanno soccorso ed evacuato le persone presenti, spento l’incendio e messo in sicurezza alcune bombole di gas.
Due persone, che avrebbero inalato del fumo, sono state prese in carico dal personale sanitario del 118. Le cause dell’incendio sono in corso di accertamento. Presenti sul posto anche i Carabinieri e agenti della Polizia Locale.
-Foto di repertorio Vigili del Fuoco-
(ITALPRESS).
Italia divisa dal meteo, arriva la pioggia sul versante adriatico e al Sud: le previsioni
(Adnkronos) –
Italia divisa tra sole e nubi e, da domani venerdì 30 ottobre, previste piogge e rovesci sul versante adriatico e al Sud. La Penisola si trova infatti inserita in una configurazione barica di transizione: sul quadrante occidentale prevale un regime anticiclonico con massimi di pressione estesi tra Francia, Germania e Regno Unito, mentre il bordo orientale della Penisola risente dell'influenza di masse d'aria più fresche e instabili di origine scandinava, dirette verso la Penisola Balcanica e l'area ellenica. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che questa contrapposizione favorirà condizioni di tempo in prevalenza soleggiato sui settori occidentali, a fronte di una maggiore nuvolosità su quelli orientali, con addensamenti lungo l'Appennino meridionale e la fascia costiera adriatica dalle Marche alla Puglia.
Configurazione per venerdì e primo calo termico
Dopo un giovedì ancora in prevalenza soleggiato e asciutto, nella giornata di venerdì 30 ottobre l'afflusso di ventilazione da nord-est con raffiche fino a 40-50 km/h, soprattutto sul Mare Adriatico, causerà mari fino a molto mossi al largo (altezza d'onda compresa tra 1,5 e 2,5 metri) e attiverà piovaschi a carattere isolato tra Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia orientale e localmente Sardegna orientale. I quantitativi risulteranno modesti, stimati entro un massimo di 5 mm/24h. Contemporaneamente, il rientro di correnti umide da est nei bassi strati favorirà banchi nuvolosi al primo mattino sul Nord-Ovest. Il quadro termico vedrà una generale flessione dei valori massimi nell'ordine di circa 2°C.
Evoluzione nel fine settimana: sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre
Sabato 31 ottobre il contesto meteorologico vedrà la persistenza della circolazione descritta: correnti orientali con raffiche fino a 40-50 km/h causeranno precipitazioni sparse sulla fascia adriatica dalle Marche alla Puglia, con locali sconfinamenti verso Basilicata, Calabria, Sicilia orientale e Sardegna orientale, con apporti compresi tra 5 e 10 mm/24h. Sul resto del Paese prevarranno le schiarite. Domenica 1° novembre un nuovo fronte freddo in discesa dalla Scandinavia determinerà una diminuzione termica di 1-2°C e un addensamento più compatto della copertura nuvolosa sull'Appennino centrale, dove si registreranno le prime nevicate intorno a quote di 1200-1300 metri. Il flusso nord-orientale manterrà precipitazioni lungo la fascia adriatica fino al Sud e sui settori orientali sardi. Dalla serata si assisterà a un'ulteriore accentuazione dell'instabilità a causa dell'approfondimento di un minimo depressionario sul Tirreno meridionale, con precipitazioni in intensificazione su buona parte del Sud (cumulati previsti tra 15 e 40 mm/24h). Riguardo alla valutazione delle eventuali criticità idrogeologiche al suolo, si rimanda alla consultazione dei bollettini ufficiali della Protezione Civile. Con l'avvio della nuova settimana, infine, è atteso un ulteriore afflusso freddo che provocherà diffusa instabilità al Centro-Sud, un calo termico di 2-3°C e possibili nevicate sull'Appennino centro-settentrionale e localmente meridionale a quote comprese tra 1200 e 1500 metri. Giovedì 29. Al Nord: condizioni anticicloniche con cieli sereni o poco nuvolosi. Al Centro: tempo stabile sui versanti tirrenici; addensamenti sparsi lungo il versante adriatico. Al Sud e sulle Isole: nubi irregolari tra Puglia, Calabria e Sicilia orientale con basso rischio di fenomeni; soleggiato altrove. Venerdì 30. Al Nord: addensamenti al mattino sul Nord-Ovest per un flusso umido nei bassi strati, ampie schiarite dal pomeriggio; massime in calo di circa 2°C. Al Centro: isolati e deboli piovaschi su Marche, Abruzzo e Molise (fino a 5 mm/24h); asciutto sulle tirreniche. Al Sud e sulle Isole: addensamenti associati a deboli fenomeni isolati su Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia orientale e rilievi orientali sardi (fino a 5 mm/24h); venti da nord-est con raffiche fino a 40-50 km/h e mari fino a molto mossi (onde tra 1,5 e 2,5 metri). Sabato 31. Al Nord: tempo in prevalenza soleggiato salvo temporanei addensamenti sul Piemonte. Al Centro: precipitazioni sparse lungo la fascia adriatica marchigiana e abruzzese (5-10 mm/24h); cieli sereni su Toscana e Lazio. Al Sud e sulle Isole: nubi irregolari con piovaschi sparsi su Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia orientale e Sardegna orientale (5-10 mm/24h); ventilazione sostenuta da est/nord-est con raffiche fino a 40-50 km/h; più asciutto sul versante tirrenico campano. Domenica 1. Al Nord: cieli poco nuvolosi; clima fresco. Al Centro: instabilità sul settore adriatico e compatti addensamenti in Appennino con deboli nevicate sui rilievi centrali a 1200-1300 metri. Al Sud e sulle Isole: piogge sparse su versante adriatico e Sardegna orientale, in marcata intensificazione serale a partire dal basso Tirreno (15-40 mm/24h); ventilazione in rinforzo e mare molto mosso; temperature in calo di 1-2°C. Tendenza: avvio di settimana all'insegna di correnti fredde nord-orientali, instabilità al Centro-Sud, calo termico di 2-3°C e possibili nevicate sull'Appennino centro-settentrionale e localmente meridionale a quote comprese tra 1200 e 1500 metri.
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Disastro ferroviario in Spagna, il lutto e le indagini: “Via libera al treno nonostante convoglio fermo sui binari”
(Adnkronos) – La Spagna ha iniziato tre giorni di lutto nazionale dopo che almeno 68 persone sono morte e decine sono rimaste ferite in uno dei peggiori disastri ferroviari della storia moderna d'Europa. Le squadre di soccorso hanno lavorato tutta la notte sotto potenti riflettori per tagliare i vagoni metallici alla ricerca delle vittime, molte delle quali devono ancora essere identificate. Le autorità stanno indagando sulle cause del disastro avvenuto ieri mattina, quando un treno in viaggio da Madrid a Siviglia si è scontrato violentemente con un treno fermo. Il Primo Ministro Pedro Sánchez ha dichiarato che "tutta la Spagna è in lutto", aggiungendo che "vite sono state sconvolte, famiglie distrutte, il dolore è immenso". Secondo il ministero dell'Interno spagnolo, centinaia di persone sono state dispiegate sul luogo del disastro per assistere nelle operazioni di soccorso, e droni ed elicotteri vengono utilizzati per individuare le vittime e rimuovere le macerie. Il treno fermo, gestito dalla compagnia ferroviaria privata Iryo, aveva a bordo 147 passeggeri ed era rimasto bloccato sui binari a causa di un guasto al computer, secondo quanto dichiarato dal ministro dei trasporti spagnolo Óscar Puente, che ha aggiunto che, in caso di guasto al sistema, il centro di controllo di Madrid, attivo 24 ore su 24, subentra, ma che in quel caso era stata presa una decisione "inspiegabile" di far ripartire i treni senza alcuna limitazione della velocità. Le registrazioni audio delle comunicazioni tra i controllori del traffico ferroviario di Madrid e i macchinisti sembrano dimostrare che al treno ad alta velocità era stato dato il via libera per ripartire nonostante un altro treno, più avanti, si fosse fermato. La compagnia ferroviaria Iryo ha dichiarato che il suo treno è stato "tamponato" da un altro treno, gestito dalla compagnia ferroviaria statale spagnola Renfe, che trasportava 397 passeggeri. La forza dell'impatto ha fatto precipitare diverse carrozze lungo un terrapieno. Sono intanto 5 i passeggeri italiani recuperati in condizioni stabili dai due treni coinvolti nell’incidente. Un sesto è ricoverato in un ospedale di Toledo; altre 3 sono considerate “disperse”. La Farnesina precisa che quattro nostri connazionali sono in buone condizioni e un quinto, che è il fratello di una delle disperse, è ricoverato in ospedale. Secondo quanto riporta il TgR Rai, i quattro italiani, che stanno bene, risultano originari rispettivamente di Sassari, Bergamo, Roma e Cosenza. Tutti sono iscritti all'Aire, l'Anagrafe degli italiani residenti all'estero.
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