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Zangrillo “La Sicilia ha potenzialità che pochi territori in Europa possono vantare”

PALERMO (ITALPRESS) – “La Sicilia dispone di un patrimonio di risorse e di potenzialità che pochi territori in Europa possono vantare. Spetta alle istituzioni, a tutti i livelli di governo, creare le condizioni affinché queste opportunità si traducano in investimenti, crescita e occupazione stabile”. Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, nel videomessaggio rivolto ai partecipanti al Forum Ambrosetti dedicato allo sviluppo industriale e all’attrazione degli investimenti nell’Isola, che è in corso di svolgimento a Castello Utveggio a Palermo.

In apertura, il ministro ha ringraziato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani per l’invito, esprimendo apprezzamento per il lavoro svolto: “Faccio i complimenti a lui e alla sua squadra per il lavoro profuso con il Think Tank Sicilia, che coinvolge istituzioni, imprese, università e centri di ricerca”.

Zangrillo ha sottolineato il ruolo strategico dell’Isola al centro del Mediterraneo, piattaforma naturale per gli scambi tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente, richiamando le eccellenze produttive siciliane e la capacità del sistema universitario e della ricerca di formare competenze qualificate.

“Abbiamo lavorato intensamente insieme alla Regione Sicilia – ha aggiunto – per fare in modo che la pubblica amministrazione possa sostenere la competitività e lo sviluppo dei territori”. Quattro le priorità indicate dal ministro: semplificazione, capitale umano, merito e digitalizzazione. “Ogni passaggio inutile, ogni procedura duplicata, ogni documento richiesto due volte è un costo per le imprese, è un freno per gli investimenti”, ha osservato, ricordando le 500 procedure semplificate in quattro anni. L’obiettivo è avere “un interlocutore unico, tempi certi, procedure più semplici”. 

Sul personale, Zangrillo ha richiamato le 800 mila assunzioni effettuate negli ultimi quattro anni nella pubblica amministrazione italiana e la riduzione dell’età media dei dipendenti, passata dai 52 anni del 2021 a 48.

“In Sicilia, come in tutto il Mezzogiorno, offrire opportunità qualificate nelle istituzioni significa anche essere capaci di trattenere i talenti”. Un impegno che passa anche dalla formazione: il ministro ha annunciato che la rete dei poli formativi territoriali arriverà anche in Sicilia, con un centro che coinvolgerà università, associazioni di categoria e imprese. Centrale anche il ruolo della dirigenza, chiamata a “essere leader del cambiamento”, valutare i collaboratori e accompagnarne la crescita professionale, superando la logica burocratica per fare spazio a una cultura orientata agli obiettivi.

Quanto al digitale e all‘intelligenza artificiale, il ministro ne ha evidenziato le possibilità di ridurre i tempi e rendere le amministrazioni più accessibili, “mantenendo sempre in capo alle persone la responsabilità delle decisioni e la capacità di esercitare quel giudizio che nessun algoritmo potrà mai sostituire”.

Infine, l’attenzione agli enti locali, soprattutto ai piccoli Comuni, che affrontano responsabilità rilevanti con organici ridotti e difficoltà nel reperire personale tecnico. “È proprio nelle realtà più piccole che si gioca il destino di un investimento”, ha sottolineato Zangrillo, ribadendo il valore del lavoro comune tra istituzioni, imprese e ricerca: “Nessuno da solo può pensare di guidare le molteplici trasformazioni che stiamo attraversando”.

-Foto tratta da video ministero Pubblica amministrazione-
(ITALPRESS).

Youssef Siher, il 71% dei social boccia la scarcerazione. L’analisi Spin Factor per Adnkronos

(Adnkronos) – La scarcerazione di Youssef Siher divide i social, ma con una maggioranza decisamente schierata: il 71% delle conversazioni esprime un orientamento negativo, contro il 29% favorevole. È quanto emerge dall'analisi realizzata da Spin Factor per Adnkronos attraverso Human, piattaforma di social listening basata sull'AI, che ha monitorato i contenuti pubblici su Facebook, Instagram, X, TikTok, YouTube e LinkedIn dal 26 al 28 ottobre. Il dato più interessante, però, riguarda la trasformazione della vicenda: la discussione si è rapidamente spostata dai fatti originari allo scontro tra governo e Tribunale di Milano, assumendo un carattere sempre più politico e identitario.  Tra quanti contestano la scarcerazione, il 36% richiama la sicurezza pubblica: il timore è che la liberazione di Siher possa favorire nuovi disordini e rappresentare un segnale di debolezza nei confronti delle forze dell'ordine. Il 28% denuncia invece una presunta politicizzazione della magistratura, interpretando la decisione come ideologica. Un altro 22% collega Siher alle proteste e alle violenze urbane attribuite al Movimento 17 ottobre, mentre il 14% evoca presunti legami con ambienti estremisti e reti radicali pro-Palestina.  Sul fronte opposto, il 38% dei contenuti favorevoli richiama il rispetto dello Stato di diritto e dell'autonomia della magistratura. La tesi è che la giudice abbia applicato le norme sulle misure cautelari, indipendentemente dalle pressioni politiche. Il 27% insiste sulla debolezza degli elementi accusatori, contestando la sproporzione tra la gestione di canali social e le ipotesi di terrorismo. Il 21% critica gli attacchi della premier Giorgia Meloni alla Gip, considerandoli un tentativo di delegittimazione della magistratura. Il restante 14% invoca la presunzione di innocenza e i principi del garantismo. 
Nota metodologica: analisi Spin Factor per Adnkronos realizzata con Human, piattaforma AI-driven, sui contenuti pubblici dei principali social dal 26 al 28 ottobre 2026. Orientamento e temi rilevati attraverso machine learning e NLP. Le percentuali si riferiscono alle conversazioni analizzate, non a un sondaggio rappresentativo degli italiani.
 
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Iran, tre petroliere in fiamme nello Stretto di Hormuz dopo l’urto con mine

(Adnkronos) – Tre petroliere in fiamme nello Stretto di Hormuz dopo aver urtato mine iraniane. Ad affermarlo, secondo quanto riferisce 'Al Jazeera', sono i Pasdaran. La Marina dei Guardiani della rivoluzione sostiene che le navi stavano percorrendo la rotta meridionale non autorizzata. "Le petroliere hanno spento tutti i loro sistemi radar e di navigazione e stavano cercando di abbandonare la rotta meridionale non autorizzata dello Stretto di Hormuz, ignorando gli avvertimenti della Marina dell’Irgc", ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Tasnim News. Intanto funzionari statunitensi hanno avvertito diversi paesi mediorientali e alleati regionali di tenersi pronti a una potenziale ripresa delle azioni militari contro l'Iran dopo le elezioni di medio termine della prossima settimana negli Stati Uniti, nonché alla possibilità che l'Iran tenti azioni di rappresaglia nei loro confronti, secondo quanto riferito da due diplomatici informati sulla questione. Lo riporta il Times of Israel. Martedì, il Wall Street Journal aveva scritto che gli Stati Uniti hanno informato diversi paesi arabi del Golfo, non specificati, di tenersi pronti per una breve ma intensa offensiva militare contro l'Iran dopo le elezioni di medio termine del 3 novembre.  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il campione del mondo di cioccolato è italiano, il trionfo di Grollero ad Anversa

(Adnkronos) –
Il campione del mondo di cioccolato è italiano. Tommaso Grollero ha conquistato il World Chocolate Master 2026, uno dei premi più prestigiosi nell'arte cioccolatiera, con le finali che si sono tenute ad Anversa. Il titolo torna in Italia 13 anni dopo l'ultima volta, quando a trionfare era stato Davide Comaschi. "Ovviamente sono molto, molto felice", ha detto Grollero subito dopo essere stato incoronato miglior cioccolatiere del mondo, "è un traguardo che arriva dopo tanto lavoro e altrettanto stress. Anche per questo sono molto, molto contento".  "Era quello che volevo da quando avevo 16 anni, anche solo essere qui e partecipare", sono state le sue parole pubblicate in un video condiviso dalla pagina ufficiale della competizione. Grollero ha portato a casa anche i premi Best Taste e Best Design.  
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Gronchi “Meno burocrazia per incentivare i giovani a fare impresa”

ROMA (ITALPRESS) – “La direzione è giusta”, in particolare “su giovani, impresa e tenuta del potere di acquisto”. Lo afferma Nico Gronchi, presidente di Confesercenti, in merito alla manovra varata dal Governo, in un’intervista a Cesare Damiano per Focus Lavoro & Welfare, format tv dell’agenzia Italpress.
“I conti pubblici stanno tenendo, così come la crescita, e abbiamo un record di occupati, ma il debito è alto e i margini di manovra non sono molti”, sottolinea Gronchi, spiegando che negli ultimi quattro anni, tra shock energetici e rincari, il Paese ha pagato “quasi 34 miliardi in termini di minori consumi”. Con l’inflazione alta, avverte Gronchi, si configura “una tassa occulta” per chi fa la spesa ogni giorno. Da qui la necessità di misure concrete sul potere d’acquisto e di un sostegno agli investimenti, oggi frenati soprattutto nell’impresa diffusa. “C’è una minore voglia di fare impresa”, osserva.
L’Italia, spiega il presidente di Confesercenti, è l’unico Paese europeo in cui all’aumento dell’occupazione e di alcuni salari nominali si accompagna una forte erosione del potere d’acquisto. Tra le cause, oltre 1.000 contratti registrati al CNEL, spesso firmati da piccole sigle, che penalizzano il netto in busta paga. I cosiddetti contratti pirata, o in dumping, sottraggono ai lavoratori circa 2,4 miliardi l’anno tra welfare, benefici e compenso orario.
Il decreto del 1° maggio, ha detto Gronchi, è “un primo passo”: solo i contratti di riferimento, con il Trattamento Economico Complessivo riconosciuto, potranno accedere agli sgravi. Proprio sgravi fiscali e contributivi restano “la strada maestra”, senza scaricare i costi solo sulle imprese.
Da dieci anni i giovani scelgono di non fare impresa, soprattutto nel terziario. Alla radice, secondo le indagini dell’associazione, non c’è il fisco ma la burocrazia: “nativi digitali” costretti a misurarsi con PEC, fax e certificati. Confesercenti propone un “ascensore generazionale”: incentivi fiscali al passaggio tra imprese, no tax area nei primi anni, bonus forti per chi assume giovani e donne.
Gronchi definisce “una grande assunzione di responsabilità” il confronto tra Cgil, Cisl e Uil e le 14 associazioni imprenditoriali sulla rappresentatività, favorito dalla scelta del Governo di non esercitare la legge delega. Il ruolo dello Stato, a suo giudizio, è fissare regole chiare, lasciando alla contrattazione di settore le risposte, evitando sia l’aumento del netto interamente a carico delle imprese sia il ricorso esclusivo al cuneo fiscale.
Un tema al centro dell’attenzione di Confesercenti è la desertificazione commerciale. Più di 1.100 comuni non hanno più un negozio alimentare, mentre le città a forte vocazione turistica vedono i centri trasformarsi, con l’esplosione degli affitti brevi. Per questo, lo scorso 18 maggio, Confesercenti ha depositato in Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare, che ha già superato le 50.000 firme necessarie. Hanno aderito quattro presidenti di regione, oltre 50 sindaci, più di 1.000 consiglieri e decine di migliaia di cittadini, con un consenso trasversale emerso anche al forum nazionale “Aperti” che si è svolto in Piazza del Popolo.
La proposta prevede strumenti simili alle zone economiche speciali, con procedure semplificate, e un fondo nazionale per la rigenerazione urbana, alimentato dai circa 500-520 milioni l’anno versati dai giganti del web.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Hayden Panettiere, la morte è stata accidentale: chiuse le indagini

(Adnkronos) – La morte dell’attrice statunitense Hayden Panettiere è stata classificata come accidentale. Lo ha comunicato il dipartimento di polizia di Greenville, in Carolina del Sud, annunciando la conclusione delle indagini locali sul decesso della star delle serie televisive 'Heroes' e 'Nashville', morta lo scorso 16 agosto all’età di 36 anni.  Secondo quanto emerso dagli accertamenti medico-legali,
il decesso è stato causato dagli effetti tossici di Fentanyl, Xanax e di altre sostanze presenti nell’organismo dell’attrice
. La polizia ha precisato che la decisione si basa sulle conclusioni del medico legale e sui risultati dell’inchiesta. Il mese scorso, l’ufficio del coroner della contea di Greenville aveva confermato che Panettiere era morta per un’overdose accidentale. Tra le sostanze rilevate figuravano anche il metocarbamolo, un farmaco miorilassante, e la quetiapina, un medicinale utilizzato per il trattamento di alcuni disturbi psichiatrici.  L’attrice era stata trovata priva di sensi il 16 agosto in un’abitazione della Carolina del Sud. Secondo il rapporto della polizia relativo all’intervento, i soccorritori avevano prestato assistenza a una donna in arresto cardiaco. L’autopsia non aveva evidenziato traumi che avessero contribuito al decesso. Sulla vicenda aveva avviato accertamenti anche la Drug Enforcement Administration (Dea), l’agenzia federale statunitense incaricata di contrastare il traffico di stupefacenti. Al momento non è chiaro se l’indagine federale sia stata conclusa. La Bbc ha riferito di aver contattato l’agenzia per ottenere chiarimenti. Nel rapporto relativo al giorno della morte vengono citati anche l’ex compagno dell’attrice, Brian Hickerson, e il fratello di quest’ultimo, Zack, che si trovavano con lei al momento dell’arrivo dei soccorritori. Hickerson aveva ammesso in passato di aver abusato dell’attrice. Panettiere aveva parlato pubblicamente delle proprie difficoltà legate alla dipendenza da sostanze. Diventata nota fin da giovanissima, aveva raggiunto la popolarità internazionale grazie ai ruoli televisivi in 'Heroes' e 'Nashville', oltre ad aver recitato nella saga cinematografica horror 'Scream'. (di Paolo Martini)  
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Pompei, l’armadio dei ricordi: trucco, monete e un’antica collana

(Adnkronos) – A volte, per raccontare una città scomparsa, basta aprire un armadio. A Pompei, però, quell’armadio è rimasto chiuso per quasi duemila anni, sigillato dalla catastrofe che nel 79 d.C. cancellò la vita ai piedi del Vesuvio. E quando gli archeologi ne hanno ricostruito il contenuto, non sono emersi soltanto oggetti antichi, ma frammenti di un’esistenza: strumenti per il trucco, profumi, utensili da cucina, monete e una collana di piccoli amuleti che potrebbe aver accompagnato l’infanzia di qualcuno. La scoperta è avvenuta nella casa IX 11, 7, attribuita con cautela a un personaggio chiamato Cornelius Maximus, nel cuore della città romana, lungo via dell’Abbondanza, una delle arterie più frequentate dell’antica Pompei. Un luogo che restituisce, attraverso gli oggetti rimasti al loro posto, un’immagine concreta della vita quotidiana alla vigilia della distruzione. Non c’è la monumentalità di una statua o lo splendore di un affresco. C’è qualcosa di più intimo: il tentativo di ricostruire la giornata di chi abitava quelle stanze, le sue abitudini, il lavoro, gli oggetti ai quali attribuiva un valore che andava ben oltre il prezzo. Tra i reperti recuperati figurano una pinzetta e uno strumento utilizzato per preparare o stemperare sostanze cosmetiche, un balsamario di vetro e un bruciaprofumi. Accanto, una lucerna di bronzo, necessaria per illuminare gli ambienti, e pesi di piombo che potrebbero essere stati impiegati in un’attività commerciale di vendita. Questi ultimi erano conservati in una piccola cassettina lignea, della quale restano soltanto tracce. È un inventario che attraversa diverse dimensioni della vita domestica. Da una parte la cura del corpo e il desiderio di rendere più gradevole l’ambiente della casa; dall’altra, gli strumenti di un’attività economica che probabilmente si svolgeva tra le mura dell’abitazione o nelle sue immediate vicinanze. Vasi e pentole di bronzo, vetro e ceramica completano il quadro. Sono oggetti comuni, eppure non necessariamente privi di una storia personale. Tra questi spicca un raffinato boccalino decorato con scaglie di pigna, un dettaglio che lascia intravedere la varietà degli oggetti che accompagnavano la quotidianità pompeiana. Ma è soprattutto una collana a suggerire che, in quell’armadio, non tutto fosse destinato a un impiego pratico. Almeno ventiquattro piccoli elementi compongono una collana realizzata con materiali diversi: faïence, osso, pasta vitrea e cristallo di rocca. Sono oggetti minuti, tutti provvisti di un foro per essere appesi, che raffigurano divinità — tra cui si riconoscono Bes e Mercurio — ma anche mani, piedi, pigne e grappoli. Per lungo tempo, oggetti di questo tipo sono stati talvolta interpretati come strumenti legati a pratiche magiche, fatture o filtri. Gli studiosi li riconducono invece alla categoria dei crepundia, termine latino che significa letteralmente «sonagli». Erano collane di amuleti affidate ai bambini, con una duplice funzione: proteggerli attraverso immagini e simboli ritenuti efficaci e permettere agli adulti di percepirne i movimenti grazie al rumore prodotto dagli elementi appesi. Il ritrovamento apre così una finestra su un ricordo che potrebbe aver attraversato gli anni. Gli amuleti venivano talvolta conservati anche in età adulta, riposti in sacchetti o piccoli contenitori, come testimonianze materiali di un’infanzia lontana. In un mondo caratterizzato da una forte mobilità geografica, questo genere di oggetti poteva assumere un significato particolare. Schiavi, lavoratori e commercianti si spostavano da una città all’altra, spesso lontano dai familiari e dai luoghi d’origine. Un oggetto dell’infanzia poteva diventare, in queste circostanze, un legame concreto con una vita precedente. Non sappiamo a chi appartenesse la collana ritrovata a Pompei, né se fosse stata indossata dalla persona che la custodiva. Ma la sua presenza nell’armadio rende plausibile l’ipotesi di un valore affettivo, accanto a quello protettivo attribuito agli amuleti.  Tra i reperti c’è anche un piccolo tesoro: trentotto monete, tutte di bronzo, conservate in una cistella, un contenitore intrecciato con materiale vegetale. Le analisi hanno permesso di studiarne i resti, restituendo informazioni anche sulle tecniche utilizzate per realizzarlo. Le monete rappresentano un altro tassello importante. Il loro mancato recupero, insieme agli altri oggetti custoditi nell’armadio, suggerisce che chi abitava la casa non abbia avuto il tempo di metterli in salvo, oppure non sia più riuscito a tornare. Che cosa accadde agli abitanti durante l’eruzione? La risposta resta aperta. Se si trovavano in città quando il Vesuvio entrò in attività, potrebbero aver tentato la fuga. Se riuscirono a sopravvivere, forse non tornarono mai a Pompei. Altri, in circostanze diverse, tentarono di recuperare i propri beni scavando tra i depositi vulcanici, come dimostrano tracce emerse da indagini archeologiche più recenti. Ma esiste anche la possibilità più tragica: che i proprietari siano morti durante la catastrofe, senza lasciare eredi. Lo storico Tacito ricorda, in relazione alla sorte dei beni delle vittime, l’ipotesi di una loro destinazione alla rifondazione di Pompei, progetto che non si realizzò. Le trentotto monete, dunque, non raccontano soltanto un patrimonio rimasto nascosto. Raccontano soprattutto un’interruzione: qualcuno le aveva messe da parte e non è più tornato a prenderle. La scoperta contribuisce anche a chiarire la storia dell’edificio. La facciata della casa, attribuita dubitativamente a Cornelius Maximus sulla base di iscrizioni oggi non più visibili, era stata scavata già nel 1912. Soltanto adesso, nell’ambito del progetto di restauro e miglioramento dell’accessibilità della vicina Insula dei Casti Amanti, gli archeologi hanno potuto indagare una parte degli ambienti retrostanti. La conoscenza della dimora rimane parziale, ma alcuni elementi consentono di delinearne il contesto. Le raffinate pitture parietali di quarto stile dell’ambiente in cui si trovava l’armadio sono attribuibili alla bottega di via di Castricio. La qualità delle decorazioni suggerisce un certo livello economico, coerente con la posizione centrale dell’abitazione, affacciata su una delle principali strade della città. Eppure, al momento dell’eruzione, la casa non doveva essere un ambiente del tutto tranquillo. Gli scavi hanno documentato lavori in corso, destinati a incidere sulla normale vivibilità degli spazi. A completare il quadro sono arrivati anche reperti meno nobili, ma altrettanto significativi: gli scheletri di almeno due topi, rinvenuti all’interno di un’anfora collocata su un soppalco. Le analisi del laboratorio del Parco archeologico indicano che i roditori appartenevano verosimilmente al genere Apodemus sylvaticus, noto come topo selvatico. I due esemplari erano giovani e non avevano ancora raggiunto la piena maturità. I loro resti sono stati ricostruiti a partire da 117 minuscoli frammenti scheletrici. Questi animali frequentano normalmente ambienti naturali e giardini, ma possono introdursi nelle abitazioni, soprattutto nei sottotetti e nei luoghi utilizzati per conservare le provviste. La loro presenza documenta una realtà quotidiana spesso trascurata nei racconti della Pompei antica: anche una città vivace e articolata doveva fare i conti con infestazioni e ospiti indesiderati. «Pompei non è soltanto un luogo di grandi opere d’arte: è anche un luogo in cui gli oggetti più comuni restituiscono la dimensione umana del passato. Il valore di questa scoperta sta nella possibilità di leggere insieme le diverse tracce di una vita: le abitudini personali, il lavoro, i ricordi. Non possiamo ricostruire con certezza l’identità di chi abitava la casa, ma questi frammenti ci avvicinano alla sua quotidianità», dichiara il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel. (di Paolo Martini) 
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Ragusa, minorenne indagata: sui profili social contenuti di matrice jihadista

(Adnkronos) – Una minore albanese, residente nella provincia ragusana, è stata portata in una comunità in esecuzione di un'ordinanza emessa dal Tribunale dei Minorenni di Catania, per i reati di auto-addestramento e di apologia con finalità di terrorismo anche internazionale. L’indagine ha avuto origine da una segnalazione dell’Aisi relativa a un’internauta dedita alla pubblicazione sui social, in particolare TikTok, di contenuti di matrice jihadista, poi identificata nella giovane indagata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. I successivi approfondimenti investigativi, effettuati anche in ambiente scolastico dalla Digos ragusana, hanno fatto emergere che la minore aveva mutato le proprie abitudini, restringendo le proprie frequentazioni alle compagne di classe di religione islamica. La giovane, costantemente monitorata, è stata sottoposta a perquisizione nel maggio scorso, attività che ha portato al sequestro del suo dispositivo elettronico. La relativa analisi tecnica, svolta da personale specializzato della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, ha evidenziato il processo di radicalizzazione che la minore ha intrapreso, permettendo di rilevare la fascinazione per la narrativa e la propaganda del così detto Stato Islamico, richiami alla simbologia dell’estrema destra, la creazione di contenuti e immagini, verosimilmente generate attraverso l’utilizzo di AI, nonché la condivisione di materiale inerente al radicalismo violento e all’antisemitismo. Nel corso delle indagini sono stati anche appurati contatti con sedicenti membri dello Stato Islamico e con internauti che promuovevano azioni terroristiche. All’interno dei dispositivi sono stati inoltre rinvenuti numerosi contenuti multimediali legati a organizzazioni terroristiche di matrice jihadista, video di propaganda che ritraggono note esecuzioni sommarie di prigionieri, materiale apologetico del Daesh, manualistica relativa all’auto addestramento e alla fabbricazione di 'home made explosives' nonché condivisioni di video relativi alla violenta aggressione registrata lo scorso mese di marzo presso l’istituto scolastico 'Leonardo da Vinci' di Trescore Balneario (Bergamo). Nella circostanza, come noto, una docente di francese è stata colpita al collo da un fendente inferto da un suo studente tredicenne, elementi posti a fondamento dell’adozione della misura restrittiva. Al termine degli adempimenti di rito, la giovane è stata collocata in una comunità per minori.  
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Bce, Lagarde lascerà la presidenza il 7 febbraio 2027

BRUXELLES (ITALPRESS) – “La Presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde ha informato il Consiglio direttivo e il Presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che lascerà la sua posizione il 7 febbraio 2027”. E’ quanto si legge in una nota della Bce. Il successore di Lagarde sarà nominato dal Consiglio Europeo, secondo la procedura prevista dall’articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
-foto Ipa Agency-
(ITALPRESS).

Etna, nube di cenere di 4 chilometri dal vulcano: scatta allerta rossa per l’aviazione

(Adnkronos) – Passa da arancione a rosso il codice di allerta per l'aviazione sull'Etna. Emerge dall'ultimo Vona (Volcano observatory notice for aviation) emesso stamani dall'Osservatorio etneo dell'Ingv. La decisione a causa di un'emissione di cenere vulcanica in corso. L'altezza stimata della nube vulcanica, che si sposta verso sud-est, è di 4 chilometri sul livello del mare. Il fenomeno viene osservato tramite telecamere di sorveglianza visiva e termica.  Il settore B1 dello spazio aereo dell'Etna è stato chiuso con effetto immediato. Gli arrivi all'aeroporto Fontanarossa di Catania sono stati limitati a un massimo di 10 all'ora a fronte di una media di 12 a pieno regime. Le limitazioni dovrebbero restare in vigore sino alle 21 di oggi. Dalla Sac, la società di gestione dello scalo, fanno sapere che "non si registrano particolari criticità o disagi".   
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