(Adnkronos) – “Audicom è il primo Joint Industry Committee in Europa ad avere all'interno della governance anche le piattaforme. La grande differenza rispetto a tutti gli altri soggetti in Europa è la cosiddetta server-to-server, cioè l'inserimento, accanto alle audience misurate da terze parti attraverso panel e tecnologie definite software development kit, dei dati di prima parte misurati e certificati sempre da terze parti: questa è la cosa importante. Le piattaforme hanno accettato di entrare, quindi oggi lo possiamo dire: siamo i primi in Europa, e questo è sicuramente un orgoglio per la nostra media industry italiana, ci stiamo muovendo nella direzione di uscire, entro l'ottobre 2027, con la prima ricerca integrata che includa anche i dati sulle piattaforme”. Lo ha spiegato Alberto Dal Sasso, amministratore delegato di Audicom, intervenuto a Intersections 2026, il più grande evento italiano dedicato a marketing, creatività e tecnologia, in corso all’Allianz MiCo di Milano. “L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), ha individuato il Jic (Joint Industry Committee) dopo un'audizione durata quasi un anno per mettere insieme tutte le informazioni legate alle holding, comprendendo anche i cosiddetti over-the-top”, spiega Dal Sasso. “Oggi l'utente e il pubblico, che non fa più distinzione tra primo e secondo schermo, o tra schermo principale e secondario, sono misurati per ciò che riguarda le audience direttamente da Audicom – aggiunge – Quindi, indipendentemente dal fatto che il pubblico guardi una serie televisiva su Netflix, un contenuto o un podcast su YouTube, e indipendentemente dal fatto che lo veda sul primo schermo (vale a dire la connected TV) o sugli schermi personali e secondari (tablet, PC o mobile), la fruizione viene misurata interamente da Audicom”, conclude.
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Dal Sasso (Audicom): “Primi in Europa a integrare dati piattaforme”
Gp della Malesia, Martin riceve l’ok dai medici per correre le prime prove libere
(Adnkronos) – Il pilota della Aprilia Jorge Martin è stato visitato dai medici ed è stato dichiarato idoneo per partecipare alla prima sessione di prove libere del Gran Premio della Malesia di MotoGp, in programma nella mattinata di domani, venerdì 30 ottobre, a Sepang. Il pilota, comunque, verrà poi sottoposto ad una nuova valutazione, per capire come sta e se è in grado di completare il fine settimana visto il polso destro fratturato sabato scorso nella Sprint di Phillip Island. Nella classifica generale, lo spagnolo del team Aprilia Racing è secondo con dieci punti di ritardo dal leader Marc Marquez.
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Sanità, al via in tutta Italia la certificazione di One Health Foundation
(Adnkronos) – Partita in tutta Italia la certificazione 'One Health' delle organizzazioni che adottano azioni per la tutela della salute umana, animale e dell'ambiente. In pochi giorni già una decina di strutture, attive sull'intero territorio nazionale, hanno ricevuto l'accreditamento da parte di One Health Foundation, la Fondazione che in Italia promuove l'approccio 'Una salute globale'. La consegna dei primi attestati è avvenuta oggi al ministero della Salute, durante un convegno promosso in occasione della Giornata mondiale One Health del prossimo 3 novembre. "La One Health va tradotta in scelte. Con tre passaggi: riconoscere ciò che le organizzazioni fanno davvero, assumere impegni comuni con chi governa e gestisce la sanità, ascoltare le nuove generazioni prima di disegnare la prevenzione di domani. Oggi li compiamo tutti e tre – dichiara la presidente della Fondazione, Rossana Berardi – La certificazione è un impegno da documentare, verificare e far crescere. I protocolli non sono un punto di arrivo, ma responsabilità da trasformare in progetti misurabili. E la voce dei ragazzi deve diventare il punto di partenza". La certificazione di One Health Foundation prevede 3 livelli e le candidature sono state valutate da un board scientifico indipendente. Un gruppo multidisciplinare di esperti ha verificato il rispetto di determinati requisiti. "La certificazione aiuta a trasformare il principio One Health in un impegno concreto e riconoscibile – afferma Roberto Papa, responsabile Metodologia di One Health Foundation – Si pone l'obiettivo duplice di permettere ai cittadini di individuare le organizzazioni che lavorano in questa direzione. Le strutture possono invece dimostrare, attraverso azioni documentate, ciò che stanno facendo. Dopo alcuni mesi di lavoro oggi consegniamo le certificazioni oriented di primo livello che devono soddisfare 14 requisiti precisi. Sono già arrivate altre richieste di accreditamento. Si vuole creare una rete di strutture che condividono lo stesso approccio One Health e siano pronte a collaborare fra di loro". Sempre durante l'evento di oggi sono stati siglati 2 protocolli d'intesa, uno con il ministero della Salute con Giovanni Leonardi, direttore del Dipartimento della Salute umana, animale e dell'ecosistema, e uno con la Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere), con il suo presidente Giuseppe Quintavalle. "Siamo davvero felici di queste firme, perché la collaborazione con le Istituzioni è per noi fondamentale – commenta Mauro Boldrini, vicepresidente di One Health Foundation – Vanno integrate competenze diverse per proporre soluzioni efficaci e misurabili. A partire dalla prevenzione e alla diffusione di una corretta informazione/formazione sui grandi temi legati alla salute globale a partire dalle scuole fino ai luoghi di lavoro. I protocolli ci serviranno per avviare a brevissimo progetti e campagne su vasta scala". "Siamo convinti della assoluta necessità di integrare competenze differenti per gestire problemi sempre più originati anche da cause ambientali – aggiunge Quintavalle, presidente Fiaso e referente dei Rapporti istituzionali di One Health Foundation – Le aziende sanitarie e ospedaliere rappresentano un luogo ideale dove applicare i principi del One Health e quindi della salvaguardia della salute e del benessere dei cittadini, degli animali e anche del Pianeta. E' un approccio che può e deve cambiare tutti i servizi pubblici e in particolare le aziende sanitarie". Infine, al ministero One Health Foundation ha consegnato i primi attestati ai giovani 'Ambasciatori della One Health'. "Ringraziamo i nostri primi Ambasciatori per il loro importante compito di divulgazione del One Health all'interno del mondo dello sport e delle università", conclude Attilio Bianchi, segretario generale di One Health Foundation. Uno sguardo al futuro arriva dalla survey promossa dal gruppo Young di One Health Foundation, coordinato da Leonardo Tamburi, sulle abitudini e sul benessere degli adolescenti. Sono oltre 500 i questionari raccolti, per una sensibilizzazione che proseguirà con l'obiettivo di raggiungere a breve oltre 3.000 questionari per poi lanciare progetti concreti e misurabili.
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Ucraina, Crosetto: “Nessuna soluzione prima dell’estate, Russia userà l’inverno come arma di pressione”
(Adnkronos) – La guerra in Ucraina non sembra destinata a concludersi nel breve periodo. È la previsione del ministro della Difesa Guido Crosetto, che non esclude un ulteriore irrigidimento del conflitto e avverte sul rischio che Mosca sfrutti l’inverno per aumentare la pressione su Kiev. Il ministro è intervenuto a Roma, nel corso della convention nazionale di Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia, intervistato dal direttore dell’Adnkronos, Davide Desario. "Non credo a una soluzione prima della prossima estate per la crisi Ucraina. La Russia credo userà l'inverno come arma di pressione", ha detto Crosetto, che ha chiarito anche la posizione italiana sul sostegno militare a Kiev, respingendo l’idea di finanziamenti diretti al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e sottolineando invece la fornitura di strumenti per la difesa del Paese. "Finanziamenti a Zelensky non li abbiamo mai dati. Abbiamo dato degli strumenti per difendersi… . La richiesta oggi qual è? Dateci dei missili per difenderci dai nuovi droni fatti dai russi che arrivano ad alta velocità e vengono fermati solo al 10% rispetto al 90% di prima". Il ministro ha poi espresso preoccupazione anche per gli sviluppi della crisi in Iran, escludendo che si possa arrivare rapidamente a una soluzione e prospettando la possibilità di nuove tensioni. "Non mi aspetto una soluzione in tempi brevi anzi temo che ci possa essere qualche ulteriore screzio". Sul fronte della sicurezza internazionale, Crosetto ha escluso inoltre la possibilità, almeno nell’immediato, di una missione di pace nello Stretto di Hormuz. "A breve non c'è possibilità di missione di pace a Hormuz". L’intervista ha affrontato anche il tema degli investimenti nella difesa italiana e delle ricadute sull’industria nazionale. Crosetto ha sottolineato la necessità che eventuali risorse aggiuntive siano destinate anche al sistema produttivo del Paese, evidenziando la distanza tra gli annunci e gli stanziamenti effettivi degli ultimi anni. "L'altro obiettivo che abbiamo, se ci saranno investimenti maggiori per la difesa, visto che a oggi non c'è stato negli ultimi due anni un euro in più per la difesa, annunci ma neanche un euro in più, necessariamente dovranno essere sull'industria in Italia". Infine, il ministro ha richiamato il rapporto tra crescita economica, innovazione tecnologica e sostenibilità dello Stato sociale, indicando nella capacità di produrre ricchezza una condizione essenziale per mantenere i livelli attuali di welfare. "Oggi lo stato sociale è il massimo che si può avere qualunque sia il governo. E se vogliamo mantenerlo dobbiamo lavorare perché la capacità di produrre ricchezza non cali ma anzi cresca. L'obiettivo è lasciare invariata la nostra capacità di produrre ricchezze. La velocità della tecnologia oggi ci obbliga a un cambio di velocità amministrativa, imprenditoriale, burocratica".
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Nordio: “Scarcerazione Siher? Sorpreso dalla decisione, non invierò ispettori”
(Adnkronos) – "Rispetto l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, questi provvedimenti devono essere sempre letti integralmente e sono suscettibili di impugnazione; sono rimasto sorpreso perché la motivazione con cui la procura di Milano, notoriamente di grandissima professionalità, aveva chiesto la convalida del fermo e la custodia in carcere, per quanto ho letto sui giornali, era molto ben motivata e argomentata". Lo afferma il ministro della Giustizia Carlo Nordio ospite al 'Salone della Giustizia' rispondendo a una domanda sulla scarcerazione di Youssef Siher e aggiungendo: "Vedere che sia stata respinta in toto anche senza un'attenuazione, tipo i domiciliari, è stato motivo di sorpresa" ma "spero non alimenti nuova conflittualità tra politica e magistratura". Rispondendo a una domanda dopo le polemiche, Nordio spiega che non è "nostra intenzione mandare ispettori". Il decreto sui cortei approvato dal Cdm "ha dimostrato di funzionare; si parla tanto di prevenzione piuttosto che di repressione: sono stati introdotti il fermo preventivo e altre misure e non sarà un caso che quella domenica, che doveva essere la prova generale di una insurrezione collettiva, si è svolta in modo tranquillo, quindi vuol dire che ha funzionato", afferma il ministro rispondendo a una domanda sul provvedimento.
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Juventus senza leader, McKennie accusa tutti come Bremer: “Non è colpa di Spalletti”
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Sprofondo bianconero per la Juventus. La squadra di Spalletti è stata battuta dal Genoa nella nona giornata di Serie A, con i rossoblù di De Rossi che si sono imposti per 2-0 grazie alle reti di Ehizibue e Baldanzi nel primo tempo. Ancora una volta la Juve è stata protagonista di un avvio di partita horror, con la reazione nel finale che non può salvare da una prestazione da giudicare complessivamente negativa. La squadra è apparsa senza leader, senza personalità e con un gioco inespresso, che rimette in discussione anche la panchina di Spalletti. Il tecnico bianconero ha chiesto scusa ai tifosi prima di parlare di "poca lotta, un tema che affrontiamo da fine anno". Un concetto ripreso anche da Weston McKennie, il giocatore con più presenza nella Juventus in rosa e vice capitano. Il tema caratteriale è ricorrente nell'analisi delle partite della Juventus, come confermato anche dalle parole di McKennie nel post partita: "I tifosi hanno ragione: dobbiamo fare di più, perché la Juve è un grande club e dobbiamo vincere", ha detto il centrocampista americano a Dazn, prima di 'scagionare' il proprio allenatore, "per me Spalletti ora non può prendersi tutte le colpe, siamo tutti colpevoli: stiamo seguendo tutto quello che ci dice, ma sul campo siamo noi che dobbiamo fare di più. Le 'cose dentro' non si possono allenare: quelle dobbiamo trovarle noi". "Certo che seguiamo il mister, ma la tattica non c'entra quasi niente in queste partite: conta solo lottare e voler vincere", ha continuato McKennie, lanciando un messaggio chiaro ai suoi compagni, "siamo undici giocatori, chi scende in campo deve combattere, fare cinque metri in più per aiutare il compagno, correre e lasciare tutto quello che ha. Io quando vedo uno dei miei che va nei contrasti ne traggo dà energia. Il Genoa l’ha fatto, noi no". Non è la prima volta che un giocatore della Juventus manda un messaggio chiaro, ma duro, ai propri compagni. Era già successo con il capitano Bremer dopo la pesante sconfitta contro la Lazio, che si era imposta per 3-0 all'Allianz Stadium: "Il mister dà indicazioni, ma chi va in campo siamo noi: siamo 11 giocatori più 5 che entrano e io non posso prendere in braccio tutti", aveva detto il difensore brasiliano rivolgendosi direttamente ai suoi compagni. "Io arrivo fino a un certo punto: c'è chi ha chi più carattere e chi meno, c'è chi quando sente i fischi si nasconde e ha paura e chi no", aveva detto Bremer, "ci sono tanti giocatori nuovi, è una cosa con cui dobbiamo convivere. Non voglio puntare il dito, ma ognuno ha il suo carattere: c'è chi quando le cose vanno male esce fuori e chi, al contrario, si nasconde". Parole che avevano messo in luce tutte le fragilità dello spogliatoio bianconero, e che oggi sembrano più attuali che mai.
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Bce, Lagarde lascia il 7 febbraio: chi sarà il successore?
(Adnkronos) – La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, lascerà il proprio incarico il 7 febbraio prossimo. Lo comunica oggi, giovedì 29 ottobre, la Bce, dopo che la presidente ha informato della sua decisione il consiglio direttivo e il presidente del Consiglio Europeo, António Costa. Il successore di Lagarde sarà nominato dal Consiglio Europeo, secondo la procedura prevista dall'articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Il consiglio direttivo ha "ringraziato calorosamente" la presidente Lagarde, tributandole un "lungo applauso".
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Pechino Express, svelato cast e rotta della nuova stagione: da Siffredi a Gregoraci, i protagonisti
(Adnkronos) –
Parte la nuova avventura di Pechino Express. Svelato cast e rotta dei viaggiatori in gara nell’edizione che arriverà nel 2027 in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW. Il capitano della spedizione Costantino della Gherardesca guiderà il nuovo viaggio – che come sempre si preannuncia appassionante, estenuante e carico di emozioni – che vedrà dieci coppie impegnate nella 'La rotta dei due Oceani', tra Cile, Argentina, Brasile. Un nuovo Continente, il Sud America: tre Paesi affascinanti e pieni, al loro interno, di sfaccettature assai diverse fra loro, sia come paesaggi e territorio sia come abitudini e tradizioni; una nuova avventura con culture e panorami totalmente differenti da quelli visti negli ultimi anni. Le coppie viaggeranno attraverso i deserti cileni, le impervie cime delle Ande; quindi, le pianure argentine fino alle incredibili cascate di Iguazù, le più estese al mondo; e poi da lì nello spettacolare Pantanal brasiliano, lungo le vie delle miniere d’oro e fino a Rio de Janeiro. Un percorso durissimo, spettacolare e mai così ricco di diversità e tradizioni uniche, che porterà i viaggiatori a tagliare da ovest ad est il Continente, dal Pacifico all’Atlantico, nella Rotta dei due Oceani. Le coppie che si preparano a correre lungo questa rotta inedita e sorprendente sono: Rocco Siffredi e Rózsa Tassi, Franceska Nuredini e Ginevra Festa, Benji e Fede, Alessia Lanza e Andrea Fratino, Andrew Howe e Tommaso Marino, Cleo Ungarelli e Dani Piccirillo de Le Bambole di Pezza, Angela 'Bella Fisica' Lin e Alessandro Zhu, Danilo da Fiumicino e Alessandro Pieravanti, Riccardo De Marco (DeNa) e Maria Bosco (MeriBì), Elisabetta e Marzia Gregoraci. Ecco, quindi, le schede delle dieci coppie di viaggiatori della prossima edizione di Pechino Express – La rotta dei due Oceani.
Rocco Siffredi e Rózsa Tassi
Rocco Siffredi, 62 anni, e Rózsa Tassi, 54 anni, sono marito e moglie: sposati dal 1993, hanno due figli, il trentenne Lorenzo e il ventisettenne Leonardo. La vita di Rocco è stata raccontata nella serie del 2024 Supersex – con Alessandro Borghi a vestire i panni del pornodivo – Rocco ha continuato a dividersi tra produzioni indipendenti, ospitate nei principali show televisivi italiani e il cinema mainstream, debuttando nelle sale nel 2026 come attore drammatico nel film d'autore Blue. Rózsa è un’ex modella ungherese naturalizzata italiana. Nel 1990 viene eletta Miss Ungheria, pochi mesi dopo conosce Rocco e inizia con lui una storia d’amore che va avanti da oltre 30 anni. Accanto a lui prende parte a un’unica esperienza nel cinema hard, per poi scegliere di allontanarsi definitivamente dalle scene e dedicarsi alla propria famiglia. Nel corso degli anni Rózsa è rimasta una presenza molto più riservata rispetto al marito, mantenendo un profilo lontano dai riflettori e costruendo con lui un rapporto solidissimo.
Franceska Nuredini e Ginevra Festa
Franceska Nuredini e Ginevra Festa sono due ballerine professioniste e legate da una fortissima amicizia, consolidata tra le prove e le esibizioni nei concerti. La prima, 25 anni, ha origini albanesi, è nata a Subiaco (Roma) ma cresciuta a Genova. Ha iniziato il suo percorso artistico fin da giovanissima, costruendo nel tempo una carriera solida tra televisione e tour musicali. Ha preso parte a numerose produzioni e ha fatto parte del corpo di ballo di importanti artisti, tra cui Elodie, con cui è anche nata una storia d’amore. La seconda ha 27 anni: formatasi nella danza sin da bambina, ha maturato esperienze in diversi contesti del mondo dello spettacolo, e il grande pubblico l’ha conosciuta grazie alla sua partecipazione a Striscia la Notizia, dove si è esibita come Velina.
Benji & Fede
Benji & Fede, all’anagrafe Benjamin Mascolo (33 anni) e Federico Rossi (32), sono amici, cantanti e musicisti tra i più amati della scena pop italiana. La loro storia nasce a Modena, da una passione condivisa per la musica, e dai messaggi su Facebook dall’Italia all’Australia e si trasforma in uno dei progetti più rappresentativi del pop italiano degli anni Duemiladieci. Dopo un periodo di studi in Australia Benji torna in Italia e insieme a Fede formano il duo, capace di conquistare in poco tempo il pubblico, soprattutto le nuove generazioni. Dal debutto nel 2015 le loro hit scalano le classifiche, i primi album conquistano numerose certificazioni d’oro e di platino e il successo discografico li porta sui palchi dei principali club, festival e palazzetti italiani e li porta a scalare anche le classifiche dei libri. Nel 2020, dopo anni trascorsi insieme tra musica, successi e vita condivisa, arriva la decisione di separarsi: un momento che segna la fine di un capitolo e l’inizio di due percorsi individuali, personali e artistici. Quasi cinque anni lontani come duo diventano un tempo di crescita e cambiamento, senza cancellare il legame e la storia costruiti insieme. Nel 2024 scelgono di ritrovarsi e annunciano la reunion con il progetto REWIND: il ritorno culmina il 16 novembre con un Unipol Forum di Milano sold out, seguito da un lungo tour nel 2025. Non è soltanto il ritorno di un duo amatissimo, ma la ripartenza di una storia che, dopo una pausa, trova nuove ragioni per essere raccontata. Nel 2026 si apre una nuova fase del loro percorso. Dopo i singoli Zero, Oh, Maria! e Viva la vasca, il 18 settembre esce per Warner Records Quando Viaggi Da Sola, il loro sesto album in studio. Composto da nove brani, il disco racconta Benji & Fede in una veste più libera, intima e consapevole, attraverso sonorità più organiche e una scrittura che riflette il tempo trascorso, le esperienze vissute e il cambiamento. Oggi Benji & Fede ripartono dalla loro storia, ma con uno sguardo nuovo. Quella che li unisce non è soltanto una collaborazione musicale, ma un’amicizia che ha attraversato il successo, la distanza e il cambiamento, tra cui quello di Benji che si sposa e diventa anche padre.
Alessia Lanza e Andrea Fratino
Alessia Lanza e Andrea Fratino sono due content creator popolarissimi sui social. Alessia, 26 anni, cresce tra le montagne piemontesi e si trasferisce giovanissima a Milano. Inizia a creare contenuti a sedici anni, diventando una delle creator italiane più riconoscibili della sua generazione. Nei suoi contenuti alterna leggerezza e ironia a un racconto più personale,condividendo anche fragilità e riflessioni sulla salute mentale. Nel 2022 pubblica il suo libro 'Non è come sembra' e appare nel video di La dolce vita, la hit di Fedez, Tananai e Mara Sattei. Dal 2023 conduce il podcast Mille Pare, diventato negli anni uno spazio di incontri e interviste con numerosi ospiti e approdato anche a Sanremo. Andrea, 25 anni, cresce ad Arluno (Milano). Nel 2021 partecipa a La Caserma e successivamente intraprende un percorso sui social dove sviluppa un racconto legato soprattutto alla sua grande passione per il calcio, tra video, vlog e sfide. È tra i protagonisti dei Seven Sins, progetto YouTube che riunisce sei ragazzi e coinvolge una community soprattutto giovane attraverso tornei e contenuti di gruppo. Sempre nel 2021, un grave incidente stradale lo costringe a diversi mesi in ospedale: un’esperienza che segna il suo percorso e lo avvicina alla fede, diventata da allora una parte importante della sua vita.
Andrew Howe e Tommaso Marino
Andrew Howe e Tommaso Marino sono due sportivi professionisti di grande successo nelle rispettive discipline, nonché due grandi amici nella vita. Andrew ha 41 anni, è nato a Los Angeles e cresciuto a Rieti. Vicecampione del mondo e campione europeo nel salto in lungo, detiene il record italiano di 8,47 metri, ancora imbattuto da oltre 19 anni. Batterista di una band metalcore, affianca alla carriera sportiva anche l’attività di attore. Nato a Siena 40 anni fa, Tommaso è stato un cestista professionista per oltre 21 anni e ora è una delle voci più autorevoli del basket, commentando di notte le partite di NBA e seguendo di giorno il campionato italiano. Da sempre legato ai valori dello sport, quindici anni fa ha fondato un’associazione di volontariato che permette ai bambini di Paesi come Kenya, Zambia e Cambogia di studiare e praticare il basket.
Cleo Ungarelli e Dani Piccirillo de 'Le Bambole di Pezza'
Martina Cleo Ungarelli, 31 anni, e Daniela Dani Piccirillo, 46 anni, sono due delle componenti della rock band al femminile Le Bambole di Pezza. Due rocker che sanno fare squadra. Cleo è la voce della band: appassionata di musica fin da bambina, ha studiato canto e jazz, costruendo nel tempo uno stile che unisce l’energia del rock a una spiccata sensibilità pop. Sul palco è un’esplosione di energia; nella vita, una donna determinata ed ironica. Per lei il rock non è soltanto un genere musicale, ma un modo di stare al mondo: libero, autentico. Dani è una delle fondatrici de Le Bambole di Pezza: chitarrista ritmica e corista, ha attraversato con la band la stagione del punk e della cultura Riot Grrrl, quando per una donna imbracciare una chitarra significava anche sfidare pregiudizi e stereotipi. Dietro la sua anima più romantica si nasconde una tempra tenace: mamma di una bambina di 11 anni, sa bene cosa significhi tenere insieme mondi diversi e trovare la forza di ripartire.
'Angela Bella Fisica' e Alessandro Zhu
Angela Jianhua Lin, conosciutissima online come 'Angela Bella Fisica', e Alessandro Zhu sono madre e figlio. Angela ha 62 anni, è una commerciante e creator diventata famosissima sui social grazie ai video girati nel suo negozio di Roma, l’'AN Megastore', nel quartiere Ostiense. Nel 2025 è arrivata anche in TV con il docu-reality Angela Megastar, che racconta la sua vita privata, il lavoro nel megastore, il rapporto con il figlio Alessandro e il dietro le quinte del suo successo. Alessandro, 34 anni, è nato e cresciuto a Roma ed è descritto da tutti come 'romano al 100%', sia nell’accento sia nel carattere. Alessandro rappresenta bene la 'seconda generazione' cresciuta in Italia: ha origini cinesi, ma mentalità e modi romani, e questo spesso crea sia situazioni comiche sia momenti toccanti con sua madre.
Danilo da Fiumicino e Alessandro Pieravanti
Danilo da Fiumicino (vero nome: Danilo Contaldo), 47 anni, e Alessandro Pieravanti, 41, sono due tra i più popolari podcaster italiani: hanno ideato e conducono De Core, il podcast di interviste a cuore aperto dedicato a musica, cinema, sport e cucina (sempre nella Top 10 di Spotify), in cui ospitano protagonisti dello spettacolo e della cultura italiana. Diversissimi per carattere ma inseparabili nella vita, sono legati da una profonda amicizia fatta di complicità, ironia e continue prese in giro. Danilo è anche speaker radiofonico e autore, ha trasformato le sue origini e la sua ironia spontanea in un tratto distintivo. Dopo gli esordi in radio, è diventato una presenza fissa nei programmi di Radio Deejay grazie a uno stile ironico e spontaneo. La sua popolarità è cresciuta ulteriormente sui social, dove i suoi video comedy hanno conquistato migliaia di persone. Alessandro è anche musicista e autore, in ambito musicale è noto soprattutto per essere stato co-autore della prima sigla di Suburra. Per anni ha contribuito con la sua produzione alla scena della nuova canzone popolare romana.
Riccardo De Marco e Maria Bosco
Riccardo De Marco, conosciuto come 'DeNa', è un 30enne nato a Negrar di Valpolicella (Verona). Maria Bosco, per il pubblico MeriBì, è una 33enne di Segrate (alle porte di Milano). Entrambi lavorano in Geopop: lui è un chimico e divulgatore scientifico, lei è laureata in matematica e ingegneria matematica. La passione di DeNa per le molecole e il mondo microscopico lo ha portato a laurearsi in chimica e a trasformare la sua curiosità in un lavoro: raccontare la scienza attraverso esperimenti e approfondimenti video. MeriBì è una ex pallanuotista professionista che, dopo un’esperienza nella consulenza informatica e un passaggio nelle produzioni televisive, ha scelto la divulgazione: in Geopop si impegna infatti a rendere la matematica comprensibile, divertente e vicina alla vita di tutti i giorni.
Elisabetta e Marzia Gregoraci
Elisabetta e Marzia Gregoraci sono sorelle, nate a Soverato (in provincia di Catanzaro). Legatissime, ma caratterialmente opposte, formano una coppia complementare e forte. Elisabetta ha 46 anni e dopo aver mosso i primi passi nel mondo della moda, partecipando a concorsi di bellezza, si afferma come showgirl diventando un volto noto del piccolo schermo italiano. La sua carriera è decollata nei primi anni 2000 grazie alla partecipazione a diversi programmi tv, ma la vera popolarità è arrivata con la conduzione di format di successo, tra cui Buona Domenica, Made in Sud e Battiti Live, che le hanno permesso di consolidarsi come conduttrice. La sua vita privata è stata al centro dell’attenzione mediatica per il suo matrimonio con l’imprenditore Flavio Briatore, da cui ha avuto suo figlio Nathan. Negli anni ha saputo reinventarsi continuando a essere una presenza costante nei media italiani. Lontana dai riflettori, invece, Marzia (44 anni) si è costruita una carriera nel settore immobiliare: oggi è agente specializzata nel luxury e imprenditrice nel campo delle ristrutturazioni. Questi, quindi, i primi dettagli dell’avventura di Pechino Express – La rotta dei due Oceani, un viaggio che, come da tradizione, comporterà fatica e sforzo fisico notevole ma che porterà con sé un pieno di emozioni ed entusiasmo. Attraversando questi tre immensi Paesi del Sudamerica, tappa dopo tappa e chilometro dopo chilometro, le coppie di viaggiatori saranno chiamate a confrontarsi con scenari straordinari, tradizioni antiche e culture spesso lontanissime dalla propria esperienza quotidiana. Un’avventura impegnativa sotto ogni punto di vista, che metterà alla prova resistenza, capacità di adattamento e spirito di squadra, ma che lascerà soprattutto un segno profondo sul piano umano. Nel corso del viaggio nasceranno infatti legami sempre più forti all’interno delle coppie, ma anche incontri autentici con le persone che incroceranno lungo il cammino, capaci di trasformare ogni tappa in una scoperta.
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Cure palliative, Samo Ets “Non siano governate da logiche di profitto”
PALERMO (ITALPRESS) – “Mentre un’inchiesta giudiziaria, ancora nella fase iniziale, riguarda alcuni soggetti operanti a vario titolo nel settore, SAMO ETS ribadisce piena fiducia nella magistratura”. E’ quanto si legge in una nota che porta la firma di Ermanno Zancla, Vice Presidente Samo ETS che aggiunge: “Le responsabilità, se vi saranno, saranno accertate nelle sedi proprie. Proprio per questo occorre tenere distinti due piani. Da un lato le indagini. Dall’altro le cure palliative: centinaia di operatori che ogni giorno, con dedizione, abnegazione e umanità, accompagnano i malati terminali e le loro famiglie nelle ore più fragili e più silenziose dell’esistenza. Un’inchiesta ancora allo stato iniziale non intacca in alcun modo questo impegno, e nessuno può usarla per metterlo in discussione”.
Le cure palliative, prosegue la nota, “non sono un servizio come gli altri. Riguardano la dignità della persona e la tenuta di intere famiglie. Chiedono tempo, ascolto, continuità, una relazione di fiducia che non si compra e non si misura con gli indici del mercato. Per questo sono un diritto riconosciuto dalla legge e presidiato dalla Costituzione. Ed è per questo che preoccupa la direzione del decreto della Regione Siciliana (D.A. n.588/2025), che prefigura un “sistema aperto” ispirato alla “maggiore concorrenza”. Si vorrebbe ricondurre a logiche di mercato un servizio che riguarda la fine della vita, senza considerare la specificità dei bisogni dei malati terminali e dei loro cari. Nessuna direttiva europea lo impone”. La disciplina europea dei servizi nel mercato interno, prosegue la nota, “esclude espressamente i servizi sanitari. L’Unione guarda a questo terreno con prudenza e lascia agli Stati la libertà di organizzarlo secondo solidarietà. La Corte di giustizia dell’Unione europea, nella sentenza ASADE del 2022, lo ha scritto con chiarezza: è pienamente compatibile con il diritto europeo un sistema che riserva agli enti senza scopo di lucro i servizi di assistenza alla persona, purchè trasparente e orientato al fine sociale. Se questo vale per l’assistenza in generale, vale a maggior ragione per le cure palliative”.
Anche l’Italia “ha scelto questa strada. La Corte costituzionale ha riconosciuto negli enti del Terzo settore un canale di amministrazione condivisa “alternativo a quello del profitto e del mercato”; il Consiglio di Stato ha preso atto che la disciplina si muove verso ampi spazi sottratti alla logica della concorrenza; il legislatore ha tradotto tutto questo nel nuovo Codice dei contratti pubblici. La stessa riforma nazionale della concorrenza in sanità è oggi sospesa, e le indicazioni del Parlamento vanno verso la continuità assistenziale.
Il decreto siciliano si muove dunque in controtendenza: rispetto all’Europa, rispetto alla Costituzione, rispetto allo Stato.
C’è poi un dato che dovrebbe far riflettere più di ogni argomento giuridico. Le cure palliative sono ancora sottoutilizzate: la Corte costituzionale ha denunciato le gravi carenze delle reti e il problema, oggi, è che troppi malati non vi accedono, non che manchino concorrenti. La rete esiste, ha capacità ancora da esprimere e non lavora a pieno regime. La priorità è farla crescere, raggiungere chi oggi resta escluso, non aprire il settore a chi ragiona in termini di margine. Una gara sul prezzo non porterebbe un solo malato in più, ma metterebbe a rischio la continuità di chi già cura. Il rischio è concreto: in un confronto dominato dai costi, gli enti che investono in personale qualificato e in relazione di cura sarebbero penalizzati rispetto a grandi gruppi capaci di offerte aggressive. A pagarne il prezzo sarebbero la qualità, la presenza sul territorio e il volto noto che accompagna una famiglia fino all’ultimo giorno.
SAMO ETS non chiede privilegi. Chiede regole rigorose, trasparenza e controlli pieni, e propone un accreditamento fondato sulla qualità, misurata anche attraverso l’esperienza riferita dai pazienti e dalle famiglie. E’ la via indicata dalle corti e dal legislatore, ed è la sola che tuteli insieme legalità e dignità. Le cure palliative non sono una merce: sono la prova più alta di quanto una comunità sappia prendersi cura dei suoi malati”.
-foto ufficio stampa Samo Ets –
(ITALPRESS).
Schifani “La Sicilia cresce, anche il lavoro registra progressi”
PALERMO (ITALPRESS) – “La Sicilia cresce”. Così il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nel suo saluto alla quarta edizione del Forum Act Tank Sicilia, che si è aperto al Castello Utveggio di Palermo, dal titolo ‘Strategie e politiche per una Sicilia – al centro del Mediterraneo – aperta, attrattiva e connessa’.
L’Act Tank Sicilia è la piattaforma lanciata nel 2021 da TEHA Group con l’obiettivo di definire azioni concrete per dare un impulso alla crescita della Regione. “Nel 2024 la crescita reale è stata dell’1,8%, la più alta tra le regioni italiane. Anche il lavoro registra progressi”.
Schifani ha poi aggiunto: “Nei giorni scorsi la Giunta ha approvato il Rendiconto 2025 con sette miliardi e 360 milioni di euro. Il risultato di un lavoro portato avanti con determinazione e che ha restituito credibilità all’amministrazione regionale”.
-Foto xd6/Italpress-
(ITALPRESS).