(Adnkronos) –
Cagliari corsaro a Bergamo. La squadra di Pisacane si impone in trasferta 2-1 sull'Atalanta in un match valido per la quarta giornata del campionato di Serie A. Ospiti in vantaggio con Mendy al 19', momentaneo pareggio degli orobici al 41' con Scamacca e rete decisiva segnata su calcio di rigore da Daniel Maldini al 61'. Con questo successo i sardi si portano a 9 punti in classifica al secondo posto con Inter e Roma, mentre la formazione di Sarri, alla seconda sconfitta consecuvita dopo quella dell'Olimpico, resta ferma a quota 6. Nel prossimo turno la squadra di Pisacane affronterà l'Udinese, mentre i nerazzurri andranno allo Stadium per sfidare la Juventus.
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Serie A, Cagliari vince a Bergamo 2-1 con l’Atalanta e vola al secondo posto
Battaglia navale nel Mar Nero, il drone ucraino vince il duello: la Russia va k.o.
(Adnkronos) – Un drone navale ucraino ha distrutto un drone marino russo nel Mar Nero, in quella che la Marina di Kiev ha definito la "prima battaglia navale in assoluto" tra imbarcazioni senza equipaggio. L’operazione, riferisce 'The Kyiv Independent', è stata condotta in collaborazione con l’Agenzia di intelligence militare ucraina (Hur), le cui unità hanno individuato l’imbarcazione russa senza equipaggi. Il drone russo è stato distrutto da un'imbarcazione senza equipaggio ucraina (un Usv, Unmanned Surface Vessel) Sargan-3000, equipaggiato da una torretta armata controllata a distanza Protector da 12,7 mm. Lo scontro tra droni ha segnato una prima storica, almeno secondo Kiev. "Questa è la prima battaglia in assoluto tra imbarcazioni navali senza equipaggio", ha affermato la Marina. Sia l’Ucraina che la Russia si stanno orientando sempre più verso la guerra senza equipaggio in mare. L’Ucraina ha notevolmente ampliato le operazioni con droni marittimi nel Mar Nero e nel Mar d’Azov, colpendo quest’estate decine di navi russe e obiettivi logistici marittimi, con 105 navi russe colpite nella sola campagna nel Mar d’Azov. Anche la Russia sta sviluppando e schierando un numero crescente di sistemi di superficie senza equipaggio. Recenti immagini satellitari hanno indicato che Mosca stava costruendo quello che sembrava essere il suo primo porto dedicato ai droni navali nella Crimea occupata.
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Jovanotti gladiatore col sorriso al Circo Massimo: “Il pessimismo è un lusso che non posso permettermi”
(Adnkronos) – Il suo pubblico mostra una foto che lo trasforma in Massimo Decimo Meridio e lui commenta ironico: "L'unico gladiatore che sorride della storia di Roma". L'Arca di Lore' approda al Circo Massimo per il doppio finale del Jova Summer Party e Jovanotti per l'occasione spinge davvero al massimo il suo circo musicale, portando sul palco una nuova festa piena di ospiti, colori, jam session e sapori musicali che intrecciano generi, geografie e generazioni. Per la prima delle due serate nella sua Roma, la città dove è nato e cresciuto fino ai vent'anni, Lorenzo si conferma gran giocoliere e padrone di casa. "Tutte le strade partono da Roma e tornano a Roma, questa è stata sempre la città dell'incontro", dice dal palco. Dietro le quinte, tra una jam session e l'altra, racconta ai giornalisti l’atmosfera particolare di queste giornate: "È bellissimo. Quando scende il sole diventa magico: è rotto il formato del concerto. Diventa una festa quasi familiare. L’esperimento è riuscito: loro si divertono molto. Io anche mi diverto molto, soprattutto io mi diverto molto", dice ridendo. Le acrobazie musicali del suo tendone a cielo aperto, della città viaggiante che l'artista ha accompagnato in bicicletta per 2000 chilometri, coinvolgono nel debutto romano anche Alfa, con cui regala agli oltre 45 mila spettatori dell'arena romana 'Buon vento', il singolo che li ha visti collaborare per la prima volta all'insegna delle good vibes e che è diventato uno dei tormentoni di questa estate musicale. "C'è un lusso che non posso permettermi – dice prima di eseguire il brano – è il pessimismo". Poco dopo, Jova omaggia Emma Bonino, mostrando un video in cui la leader radicale sottolineava l'importanza di "vivere liberi Ad introdurre il set principale è il dj di fama mondiale Benny Benassi, a cui Lorenzo affida l'ultimo riscaldamento del pubblico prima dei fuochi d'artificio del suo show serale, dove inanella tutte le sue più grandi hit: da ‘Tanto’ a ‘Gimme Five’, da ‘Positivo’ a ‘Le canzoni’, da ‘Mi fido di te’ a ‘Come musica’, da ‘Bella’ a ‘I love you baby’, da ‘Ti porto via con me’ a 'La Notte dei desideri’, ‘Ciao mamma’ a ‘Il più grande spettacolo dopo il Big Bang’, da ‘Immortali’ a ‘L’ombelico del mondo’, da ‘Ragazzo fortunato’ al finale più romantico affidato ad ‘A te’. Una scelta che Lorenzo, dietro le quinte, anticipa rispondendo a chi gli chiede quale sia la canzone che oggi rappresenta di più il suo percorso: "Alla fine sono le canzoni romantiche quelle che hanno la vita più lunga, probabilmente perché quello è un sentimento che grazie al cielo continua ad avere un suo spazio nella vita delle persone. E quindi alla lunga, se mi dai una chitarra e dici cantami una canzone tua, io ti canto 'Bella'", confessa. Lorenzo canta e balla con quell'energia positiva inesauribile che è la cifra dei suoi live e che è anche il motore del suo pubblico variegato. A rendere l'appuntamento speciale è anche il ritorno nella città dove è nato e che dice di aver trovato, nel giro in bici di 60 km che venerdì lo ha portato nei luoghi della sua infanzia e della sua adolescenza, "molto meglio di come viene raccontata". A fianco di Jovanotti, anche questa sera, la band con cui ha condiviso tutto il cammino di questa grande festa itinerante: l'inseparabile Saturnino, basso e amico fraterno di Lorenzo da oltre 35 anni; Adriano Viterbini alla chitarra; Christian “Noochie” Rigano alle tastiere elettroniche e synth; Franco Santarnecchi al pianoforte e alle tastiere analogiche; Carmine “B-Dog” Landolfi alla batteria; Moris Pradella alla seconda chitarra e ai cori; Micol Touadi e Jennifer Vargas ai cori; Leo Di Angilla alla ritmica; Kalifa Kone agli strumenti della tradizione africana, dal djembe al balafon, dal tama al ngonì; Gianluca Petrella al trombone e alla direzione della sezione dei fiati, composta anche da Camilla Rolando alla tromba e Sophia Tomelleri al sax.
La festa, come per le altre date di questo tour (Roma arriva dopo Olbia, Montesilvano, Catanzaro, Palermo, Napoli e Bari), inizia già a metà pomeriggio. E Jovanotti, che arriva all'appuntamento romano a due settimane dal sessantesimo compleanno (lo festeggerà il 27 settembre, "con le mie ragazze, andremo a mangiare una pizza, io faccio feste per mestiere, non sono abituato a festeggiare i compleanni, lo festeggiavo solo con mio padre che era nato il giorno dopo il mio"), l'ha punteggiata di collaborazioni e ospiti di diverse generazioni, le stesse che compongono il suo pubblico gioioso, fatto di suoi coetanei ma anche di figli, nipoti e famiglie: la sua “tribù che balla”. Sul palco del Circo Massimo sfilano dalle 16 i dj-producers Fresco & Ali Selecta, il cantautore Matteo Alieno, la cantautrice di origini palestinesi Tära, l'artista e polistrumentista egiziana Bal Qeis, specialista dell'oud e del live looping con cui mescola la tradizione mediorientale all'elettronica, la band multiculturale Ayom, che unisce i suoni dell'Atlantico a quelli del Mediterraneo, la romanissima crew hip hop Cor Veleno (con cui Jova si lancia anche in un free style), il rapper impegnato Frankie hi-nrg. Jova sale sul palco secondario, nel centro dell'arena romana, per un primo set unplugged poco dopo le 17.30 e regala al pubblico del Circo Massimo alcuni brani meno frequentati nei suoi live (da 'Ricordati di vivere' a 'Pieno di vita', a 'Quando sarò vecchio') aprendo per l’occasione con una versione personalizzata delle “osterie” romanesche. Gioca con i suoi ospiti. Poi verso le 18.30 raggiunge il cantautore indie Mobrici sul palco principale per duettare sulle note del brano 'Border Jam', un brano che parla di confini e che Lorenzo canta per la prima volta live, modificandone il finale in senso pacifista: "senza più confini, senza più guerre". Dietro le quinte poi spiega: "È una canzone che parla di cancellare i confini, parla di un’utopia. Le canzoni se lo possono permettere: nella vita reale certe retoriche ce le risparmieremmo, ma nelle canzoni possiamo permetterci il sogno, l’utopia. Meno male". Il viaggio che si conclude nel cuore più antico di Roma, dopo un incipit dall'altra parte del mondo, in Australia, e le tappe europee, è anche un itinerario di scoperta e riscoperta di bellezze del centro-sud Italia che Jovanotti ha percorso in bicicletta e raccontato sui social. Un viaggio che però, chiarisce, non avrà spazio nel montaggio del film documentario sulla sua vita 'Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti', diretto da Dario Zonta e Carlo Zoratti, in arrivo nelle sale dal 26 novembre al 2 dicembre.
"Il film è chiuso – racconta – Per la prima volta nella mia vita non ho avuto il controllo: mi hanno seguito per sette anni, ma ho chiesto di non vederli mai. Non volevo percepire la presenza delle telecamere. Non volevo fare un documentario sulla mia storia, anche perché se lo faccio io viene male, perché lo faccio tutto rivolto al futuro. Ma gli ho messo a disposizione tutto il materiale. E la cosa bella è che abbiamo trovato uno scatolone di Super 8 che aveva fatto mio padre: è un documentario su un bambino, il bambino che mi porto dentro. È molto emozionante, un po’ struggente. Quando l'ho visto per la prima volta, sono stato una settimana scosso, poi ho detto: bello, per me va bene così".
Il film è già dato in lizza, nei rumors degli addetti ai lavori, per una presentazione in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, in programma dal 13 al 25 ottobre. Un evento che chiuderebbe idealmente il cerchio delle 'feste' di Lorenzo, che dal Jova Summer Party porta al red carpet dell’Auditorium, passando per il suo sessantesimo compleanno.
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Cagliari corsaro a Bergamo, Atalanta sconfitta per 2-1
BERGAMO (ITALPRESS) – Il Cagliari vince 2-1 in casa dell’Atalanta grazie alle reti di Mendy e, su rigore, di Daniel Maldini: secondo posto momentaneo per i rossoblù, a pari con Inter e Roma, in campo lunedì. Nel prossimo turno la squadra di Pisacane affronterà l’Udinese. Seconda sconfitta invece consecutiva per i bergamaschi, fermi a quota 6 punti, nel prossimo turno ci sarà la sfida in casa della Juventus. Sarri, senza lo squalificato Gaetano a centrocampo, ha schierato Kessie dal primo minuto scortato da Samardzic ed Ederson. Pisacane si è affidato al 4-2-3-1 che ha sorpreso l’Atalanta, Adopo e Fazzini hanno costretto gli esterni orobici a rimanere più bassi in fase di non possesso. L’ex Maldini, invece, si è piazzato sulla trequarti a supporto di Mendy. Col passare dei minuti i rossoblù hanno guadagnato campo, la conclusione dalla distanza di Romano al quarto d’ora è stata deviata in corner da Carnesecchi. Quattro minuti più tardi, al 19′, gli ospiti sono passati in vantaggio: lancio di Ze Pedro per Adopo, l’ex di turno ha servito Mendy al centro dell’area piccola per la rete dell’1-0. I padroni di casa hanno reagito al 41′, sull’incursione centrale di De Ketelaere un rimpallo ha favorito Scamacca, che con un diagonale ha superato Caprile. Nei primi minuti della ripresa, la squadra di Sarri ha cambiato atteggiamento schiacciando il Cagliari nella propria metà campo: due le occasioni nei primi non sfruttate, con Samardzic e Rowe vicini alla rete del sorpasso. Il Cagliari ha retto l’urto, al 16′ Daniel Maldini ha siglato il gol del nuovo vantaggio su calcio di rigore, assegnato dopo un fallo di mano in area di Kolasinac. Nel secondo tempo la curva nord ha esposto uno striscione contro Marten De Roon per il suo passaggio alla Roma: “Hai scelto di passare nella nostra storia ma non di appartenerle, addio bandierina”. Sarri ha mandato in campo anche Krstovic e Raspadori, ma i cambi non sono bastati per evitare la seconda sconfitta consecutiva in campionato.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Mostra del cinema, Coppa Volpi a Mathilde Arcel e John Malkovich
(Adnkronos) – A Mathilde Arcel, protagonista del film 'Woman Unknown’ della May el-Toukhy, la Coppa Volpi femminile della Mostra del cinema di Venezia. A John Malkovich, protagonista del film 'Wild Horse Nine’ della Martin McDonagh, la Coppa Volpi maschile. Lo ha deciso la giuria del concorso principale della Mostra di Venezia, presieduta da Maggie Gyllenhaal e composta da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To. Lo ha deciso la giuria del concorso principale della Mostra di Venezia, presieduta da Maggie Gyllenhaal e composta da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To. E' andato al regista e sceneggiatore Stéphane Brizé e agli sceneggiatori Coralie Amédéo e Olivier Gorce per il film ‘Un Bon Petit Soldat’, diretto dallo stesso Brizé il premio per la migliore sceneggiatura di Venezia 83. A Tommaso Landucci e Damiano Femfert il premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura per il film ‘I figli della scimmia’ diretto dallo stesso Landucci. Lo ha deciso la giuria Orizzonti, presieduta da Valérie Donzelli e composta da Peter Becker, Elizabeth Lo, David Pablos e Barbara Ronchi. Il protagonista Riccardo Scamarcio riceve il premio per la migliore interpretazione maschile della sezione Orizzonti della Mostra di Venezia 83. "Sono davvero emozionato, un onore per me essere qui. Dedico questo premio a tutti i papà del mondo, anche al mio e a mia madre", dice Scamarcio. "Condivido questo premio con un giovane attore al suo debutto, il suo nome è Andrea Aggio, che interpreta mio figlio nel film". Il Premio Orizzonti per la miglior interpretazione femminile va a Laleh Marzban, protagonista di 'Falling House' di Mohsen Gharaei: "Dedico questo premio alle donne dell’Iran, che hanno pagato il prezzo più alto anche per la più piccola forma di libertà. Eppure continuano a inseguire i loro sogni con speranza e coraggio. Un giorno il nostro sogno si avvererà per il nostro popolo". Il Premio Marcello Mastroianni, dedicato a un giovane attrice emergente, è stato assegnato a Malou Khebizi, l’attrice 23enne del film '15/18 (A place to heal)' di Cédric Kahn.
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
A Venezia Leone d’Oro a Woman Unknown, Scamarcio miglior attore Concorso Orizzonti
VENEZIA (ITALPRESS) – E’ stato un palmarès faticoso, quello che ha chiuso l’83ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il Leone d’Oro attribuito a “Woman Unknown” della regista danese (di origini egiziane) May el-Toukhy è il punto di arrivo di un percorso che, stando alle indiscrezioni, ha visto la giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal impegnata in una discussione che ha lasciato incertezze sino all’ultimo minuto. Ambientato dopo la fine dell’occupazione tedesca della Danimarca, “Woman Unknown” è un ritratto di femminilità drammatica e determinata, dedicato a una domestica sospesa tra il passato amore per un soldato tedesco e il futuro da moglie del ricco industriale in casa del quale ha servito. Una delle opere più apprezzate di un concorso di livello alto, che rappresenta un Leone d’Oro di rango, con buona pace di chi, ancora oggi, dava il massimo premio della Mostra in mano a “NAZA”, il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor che indaga sui metodi su cui si basano i bombardamenti israeliani su Gaza, al quale è stato attribuito il Premio Speciale della Giuria. Premio di sicuro adeguato, che pone al sicuro la Mostra dagli eccessi delle polemiche che non sono certo mancati in questi giorni. A “Possible Love” del maestro sudcoreano Lee Chang-dong, altro papabile per l’Oro di questa 83 Mostra, è invece andato il Leone d’Argento del Gran Premio della Giuria: sullo sfondo di temi come il lavoro, i licenziamenti di massa e la sperequazione sociale, il fil, prodotto da Netflix, racconta l’incontro tra una documentarista sposata a un ricco industriale e la moglie di un operaio licenziato da una grande impresa.
Il Leone d’Argento per la Migliore Regia è invece andato al regista russo Ilya Khrzhanovsky per “DAU”, ennesimo capitolo di un progetto artistico di ampio respiro che questo controverso autore dedica alla figura di un brillante fisico russo di origini greche che ha fatto parte del gruppo di scienziati che hanno costruito la bomba atomica sovietica. Al centro delle polemiche ufficiali ucraine della vigilia, che recriminavano la presenza alla Mostra di un film russo, ignorando che Ilya Khrzhanovsky è in realtà un dissidente, il film ha proprio nella potenza della visione registica in suo più autentico pregio. Il Premio per la Migliore Sceneggiatura è invece andato al regista francese Stèphane Brizè e ai cosceneggiatori Coralie Amèdèo e Olivier Gorce, autori dello script di “Un bon petit soldat”, dramma ambientato nel mondo del lavoro in cui una giovane manager interpretata da Alba Rohrwacher è divisa tra le contraddizioni del suo ruolo di addetta alle risorse umane e le difficoltà del suo ruolo di madre separata. L’attrice italiana avrebbe potuto ambire alla Coppa Volpi per l’Interpretazione Femminile (e anche più di lei la straordinaria Vanessa Scalera di “Il fuoco che ti porti dentro”), ma la Giuria ha voluto assegnare il riconoscimento alla danese Mathilde Alcel, protagonista di “Woman Unknown”, andando in deroga al regolamento della Mostra che non ammetterebbe l’assegnazione di più di un premio principale allo stesso film.
Nessuna sorpresa invece per la Coppa Volpi alla Migliore Interpretazione Maschile andata allo straordinario John Malkovich di “Wild Horse Nine”, il film di Martin McDonagh che per molti resterà il migliore della competizione di quest’anno. Malkovich mette tutta la sua grandezza nel ritratto di un agente CIA malato terminale che si reca sull’Isola di Pasqua per trascorrere i suoi ultimi giorni. Infine il Premio Marcello Mastroianni per l’attore o attrice emergente è stato assegnato alla francese Malou Khebizi, tra le ragazze ospiti dell’ospedale psichiatrico di “15/18” di Cèdric Kahn. In tutto questo l’Italia resta completamente fuori dal palmarès di Venezia 83, nonostante una presenza importante per numeri e nomi: la Giuria di Maggie Gyllenhaal non ha tenuto dentro nè il film di Nanni Moretti “Succederà questa notte”, pure da considerare tra i migliori della competizione, nè nessuno degli altri. Consolazione non da poco, comunque, viene dal concorso parallelo “Orizzonti” dove la Giuria presieduta da Valèrie Donzelli ha attribuito il Premio per la Migliore Interpretazione maschile a Riccardo Scamarcio per “I figli della Scimmia” di Tommaso Landucci, al quale è andato anche il premio per la Migliore Sceneggiatura. Un bel riconoscimento per l’attore italiano che nel ruolo del padre di un bambino disabile, offre una prestazione di grande sensibilità.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS)
Principessa Kate Middleton a sorpresa nell’ospedale dove curò cancro, ringrazia medici e incontra pazienti
(Adnkronos) – La principessa Kate Middleton è tornata nell'ospedale oncologico Royal Marsden di Londra, dove era stata curata per un tumore, per una visita a sorpresa ai pazienti ricoverati e per ringraziare il personale per le cure ricevute. Lo rivelano i media britannici, spiegando che Kate ha incontrato alti dirigenti del Royal Marsden e ha elogiato le "incredibili" cure oncologiche ricevute. La principessa del Galles, che a gennaio 2025 ha annunciato di essere in remissione, si è anche seduta a parlare con alcuni pazienti. Come riporta 'The Independent', Kate ha descritto un padre affetto da un tumore al cervello come una "fonte di ispirazione". La visita è avvenuta dopo che Kate ha completato la Three Peaks Challenge in 24 ore a giugno, raccogliendo fondi per un nuovo centro specializzato per il benessere olistico e il recupero presso il Royal Marsden nel centro di Londra. La raccolta fondi, ha detto la principessa al personale ospedaliero, era "il mio piccolo modo" per ringraziarli delle cure "incredibili" che aveva ricevuto.
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“Bisogna rallentare l’AI”: l’appello di Amodei, boss di Anthropic
(Adnkronos) – "Dobbiamo rallentare il ritmo con cui potenziamo le capacità dei modelli di AI. I progressi continueranno comunque a sembrare rapidi, e dovremo sfruttare con saggezza il tempo così guadagnato. Due fattori mi hanno convinto di questo". E' quanto scrive Dario Amodei, ceo di Anthropic, in un post su X. "La mia preoccupazione principale è che dall'estate scorsa, – spiega Amodei – l'AI stia progredendo a una velocità drasticamente superiore, trainata soprattutto dalla crescente capacità dell'AI stessa di sviluppare la generazione successiva di sistemi di intelligenza artificiale. Questa dinamica è nota come "recursive self-improvement' e sta iniziando a manifestarsi in tutto il settore, inclusa Anthropic, come abbiamo descritto noi e altri. Se non controllato, tale processo potrebbe superare la nostra capacità di comprendere e governare questi sistemi; pertanto, deve essere affrontato con estrema cautela, o forse non dovrebbe essere perseguito affatto". "La mia seconda preoccupazione – prosegue Amodei – riguarda l'incidente OpenAI-Hugging Face, quando uno sciame di agenti ha agito essenzialmente come un collettivo fanaticamente devoto, sferrando attacchi informatici contro obiettivi ai quali non era stato loro chiesto di colpire e che esulavano dal compito assegnato; essi si sono sacrificati per il successo del gruppo e hanno tentato di violare il sistema di valutazione ("grader") incaricato di esaminare le loro prestazioni. È facile liquidare l'accaduto visto che non vi sono stati feriti e i danni economici sono stati trascurabili; tuttavia, – spiega il ceo di Anthropic- a mio avviso, uno sciame dotato di maggiori capacità, ma caratterizzato da un analogo livello di disallineamento, avrebbe potuto causare danni catastrofici". "Il settore dell'AI dovrebbe rallentare, proponendo un piano in tre fasi per attuare tale strategia. Anthropic si impegna unilateralmente a realizzare la prima di queste fasi. Forniremo a valutatori esterni un accesso permanente ai nostri sistemi, equiparabile a quello dei dipendenti, affinché possano verificare il rispetto delle nostre misure di sicurezza, segnalare eventuali incidenti e valutare l'allineamento dei modelli durante la fase di addestramento".
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A Catania la mostra “Il sogno spezzato – L’orizzonte politico e familiare di Piersanti Mattarella” tra foto e memoria / Video
CATANIA (ITALPRESS) – Dopo Palermo, fa tappa a Catania, al museo diocesano, la mostra fotografica dal titolo “Il sogno spezzato- L’orizzonte politico e familiare di Piersanti Mattarella”, curata dalla Fondazione Sicilia, con il coordinamento di Sergio Intorre ed Elvira Terranova, e con la collaborazione di Bernardo Mattarella.
Oltre 200 gli scatti esposti in diverse sale della struttura. Immagini che ritraggono Mattarella non solo da politico ma anche come uomo, padre. Alla cerimonia di presentazione hanno preso parte, tra gli altri, monsignor Antonio Legname, che ha portato i saluti dell’arcivescovo Luigi Renna assente per ragioni di salute, la presidente della Fondazione Sicilia Maria Concetta Di Natale, il presidente della sezione catanese dell’Unione giuristi cattolici italiani, Agatino Cariola.
In sala anche Bernardo Mattarella e numerosi esponenti politici tra cui il segretario regionale del Partito Democratico, Anthony Barbagallo, il leader del Movimento per l’Autonomia, Raffaele Lombardo, il sindaco di Militello in Val di Catania e deputato all’ARS Giovanni Burtone, il primo cittadino di Sant’Agata Li Battiato Marco Rubino.
“La mostra è rivolta soprattutto ai giovani per fare conoscere quest’uomo di altissimo livello – ha detto Maria Concetta Di Natale – e non ci fermeremo a questa città. Guardiamo già anche ad altri territori” Sulla stessa linea anche la giornalista Elvira Terranova che ha ricordato il lavoro di ricerca, portato avanti, e l’impegno che sta dietro l’allestimento di questa mostra per un politico che “voleva una Sicilia con le carte in regola. Era un uomo cattolico che già – ha dichiarato la Terranova – durante i suoi studi guardava all’Europa. Nei suoi scritti, pochi mesi prima di essere ucciso, ha lasciato dei messaggi importanti”.
Le fotografie selezionate non si limitano a cristallizzare il passato ma raccontano la vita di un uomo. Momenti da condividere con una narrazione efficace di quello che è stato il percorso umano e politico di Piersanti Mattarella. Per Sergio Intorre “le foto hanno tanto da comunicare oltre il suo volto politico. Abbiamo raccontato la sua vicenda umana tirando fuori uno dei suoi messaggi: quello della grandezza della normalità. Un personaggio di grande spessore”.
Qui a Catania la sfida, per gli organizzatori, è di ottenere lo stesso risultato ottenuto a Palermo. Per questo la mostra è stata riadattata in base agli spazi a disposizione del museo diocesano, dalla nascita fino al funerale.
IL VIDEO
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Moreira guida la rimonta del Milan, pari show contro la Lazio all’Olimpico
ROMA (ITALPRESS) – Un tempo a testa e un pareggio per 2-2 che riflette il valore di Lazio e Milan: forti, fedeli allo stile di gioco di Gattuso e Amorim, ma ancora incomplete. Ringhio fa male al suo passato portandosi avanti sul 2-0 nel primo tempo con le reti di Cancellieri e Noslin. Poi il Milan si sveglia ancora una volta dopo lo scoccare dell’ora di gioco, affidandosi alla doppietta di uno scatenato Diego Moreira che frena la corsa dei biancocelesti, primi in classifica a 10 punti, in attesa degli impegni di lunedì di Roma e Inter rispettivamente contro Torino e Udinese. E’ il secondo pareggio consecutivo invece per il Milan dopo quello contro la Juventus. Segnali preoccupanti per i rossoneri in difesa. Noslin ha subito la palla gol al 7′, ma arriva troppo morbido all’impatto col pallone davanti a Maignan. La rete del vantaggio casalingo arriva al 10′: Zaccagni crossa dalla sinistra sul secondo palo, dove Cancellieri punisce la dormita difensiva di Estupinan appoggiando in rete. Il Milan è lento e prevedibile e prima della mezz’ora la Lazio sfiora due volte il raddoppio con Frattesi protagonista. Il numero 16 prima serve una palla d’oro a Zaccagni, murato sul più bello da Maignan. Poi va a centimetri dal quarto gol consecutivo con un tocco di misura leggermente impreciso dopo un inserimento dei suoi. Al 39′ arriva il 2-0: Taylor mette un pallone dalla sinistra, Noslin colpisce prima la traversa e poi ribadisce in rete al 39′ vincendo il duello con De Winter. All’intervallo Amorim prova a correre ai ripari: dentro Pulisic, Moreira e Musah per Loftus-Cheek, Estupinan e Modric. Il Milan, però, si accende soltanto dal 64′ in poi: è proprio dopo quel minuto che erano arrivati tutti e cinque i gol segnati dai rossoneri in questo avvio di stagione. Dal 65′ Moreira si prende il Milan. Pulisic rifinisce un rapido contropiede con un cross sul secondo palo per l’ex Strasburgo che al volo beffa sotto le gambe Mandas. Tempo due minuti e Moreira fa 2-2: Rabiot scarica per il belga che al 67′ lascia partire un mancino che lascia il portiere biancoceleste di stucco. Il Milan sembra averne di più e va vicino a completare la rimonta: Cissè prova un destro a giro in velocità, palla non lontana dal palo. Il risultato però non cambia. Nel prossimo turno la Lazio farà visita al Venezia, mentre il Milan ospiterà il Lecce.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).