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Ordine farmacisti Roma, verso riconoscimento del ruolo sanitario della professione

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(Adnkronos) – Il farmacista che opera al banco è un professionista che prende in carico il paziente, assumendosi dirette responsabilità sulla sicurezza delle terapie. “Il nostro lavoro non è semplice logistica. L'essenza della nostra natura sanitaria si manifesta nella responsabilità del diniego. Quando un farmacista si rifiuta di erogare una ricetta inappropriata o pericolosa, sta esercitando un veto a tutela della salute del cittadino. Questo è un atto clinico, non un atto commerciale”. Lo ha detto Giuseppe Guaglianone, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Roma, aprendo il convegno ‘Professione farmacista: verso il riconoscimento del ruolo sanitario’, promosso dall’Ordine dei farmacisti della Provincia di Roma in collaborazione con la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Sapienza di Roma che si è svolto ieri nella Capitale. L’iniziativa ha riunito istituzioni, mondo accademico e professionisti del settore per discutere di identità clinica, inquadramento contrattuale e tutela costituzionale della salute in farmacia: un tema che rappresenta il filo conduttore dell’attuale consiliatura dell’Ordine romano. Quando il farmacista interviene attivamente nella gestione del paziente cronico, come riporta una nota, “i parametri clinici migliorano in modo misurabile, quando affianca il paziente oncologico le reazioni avverse gravi si dimezzano e una corretta riconciliazione farmacologica sul territorio riduce del 40% i ricoveri ospedalieri, con un beneficio diretto per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”. A fronte di questo valore assistenziale riconosciuto dalla Legge Lorenzin, che ha inserito i farmacisti tra le professioni sanitarie, permane però un paradosso normativo: l’indennità di specificità sanitaria prevista dal Ccnl della dirigenza dell’Area sanità per i colleghi del comparto pubblico, “non trova ancora un corrispondente nel comparto privato, dove il medesimo atto professionale continua a essere inquadrato con le logiche del commercio”. Un primo passo in questa direzione è arrivato proprio alla vigilia del convegno: il 15 settembre Assofarm ha sottoscritto con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs l’ipotesi di rinnovo del Ccnl delle farmacie comunali, che introduce un’indennità professionale. Guaglianone, nel ringraziare per questo il presidente di Assofarm, Luca Pieri, ha comunque rilevato come pur trattandosi di “un passo avanti”, nell’intesa permanga “una delicata timidezza lessicale”: la scelta di parlare di “indennità professionale”, piuttosto che nominare apertamente la sua natura “sanitaria”.  I dati presentati nel corso del convegno – continua la nota – restituiscono l’urgenza del tema. Secondo AlmaLaurea, “negli ultimi 15 anni la quota di neolaureati che sceglie stabilmente il lavoro al banco è calata del 25%. A Roma, a fronte di una crescita degli iscritti all’Ordine (da 5.753 a fine 2022 agli attuali 6.994, +21,5%, alimentata da 1.479 nuovi ingressi dal 2022 a oggi), si registrano oltre 210 cancellazioni annue, l’80% delle quali riguarda colleghi con meno di 67 anni che lasciano la professione per intraprendere altri percorsi”. Per l’Ordine, la risposta a queste criticità passa dall’introduzione, nel Ccnl delle farmacie private, dell’indennità di specificità sanitaria già riconosciuta nel comparto pubblico e da una piena integrazione della farmacia nella nuova architettura del Ssn. È importante che “i nostri giovani possano guardare alla farmacia non come a un vicolo cieco – ha osservato Guaglianone – ma come a un luogo vivo in cui poter crescere, investire il proprio futuro e vedere pienamente realizzate le proprie ambizioni”. Il sottosegretario di Stato al ministero della Salute, Marcello Gemmato, ha illustrato la visione e il sostegno del Governo sul riconoscimento del ruolo sanitario della professione. “Il farmacista è una figura chiave nella sanità di prossimità e nel collegamento concreto tra la Casa di Comunità e la casa del cittadino – ha affermato il sottosegretario – Grazie a un rapporto di fiducia costruito nel tempo, il suo ruolo si è evoluto: non più soltanto dispensatore di farmaci, ma professionista della salute capace di orientare, ascoltare e accompagnare le persone nei loro bisogni di salute. È su questa evoluzione che il Governo intende investire, rafforzando il ruolo del farmacista all’interno della rete territoriale, affinché possa rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni di salute dei cittadini, con un ruolo sanitario che di fatto esercita ogni giorno”. La preside della Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza, Luisa Avitabile, è intervenuto sull’impatto e le implicazioni dell’intelligenza artificiale sulla professione, spiegando che l’Ai “può supportare la farmacia nella gestione dei processi e dei dati, ma non potrà mai sostituire il giudizio, la responsabilità e la relazione di cura che legano il farmacista al paziente: sono proprio questi elementi, irriducibili all’algoritmo, a fondare giuridicamente la natura sanitaria della professione”. Il confronto tecnico-giuridico – conclude la nota – è stato affidato a tre docenti della Sapienza: Enrico Elio Del Prato, Diritto civile; Domenico Mezzacapo, Diritto del Lavoro e Ines Ciolli, Diritto Costituzionale. 
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70° Congresso nazionale ingegneri, categoria protagonista della società 5.0

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(Adnkronos) – Gli ingegneri italiani sono posti di fronte a un presente complicato sia dal punto di vista tecnico-scientifico che dal punto di vista normativo. Devono muoversi in un quadro in cui si intrecciano esigenze diverse: sicurezza, crescita, sostenibilità dei processi, governo delle tecnologie nel rispetto di un sistema di norme cogenti e tecniche in continua evoluzione. E’ questa la realtà da cui partirà il 70° Congresso nazionale degli ingegneri, in programma dal 23 al 25 settembre a Trieste, che ha per titolo 'Nuove frontiere, nuove responsabilità': un concetto che ben si addice al momento storico che la professione sta vivendo, chiamata come è ad affrontare molteplici sfide in un contesto economico e sociale sempre più complesso.  In questo contesto, il Congresso nazionale 2026 individua come sfida centrale la capacità del sistema ordinistico e dei singoli professionisti di essere protagonisti della Società 5.0, ovvero del modello sociale e tecnologico, pensato intorno al 2016, in cui la tecnologia è al servizio dell'uomo ed è quindi strumento per risolvere problemi sociali, promuovere l'inclusione, garantire la sostenibilità ed in sintesi migliorare la qualità della vita. La costruzione di questo modello sociale rappresenta per l'ingegneria un'opportunità di crescita, ma pone molteplici responsabilità, che si misurano prima di tutto nella capacità di comprendere la complessità del presente e di governare rischi e opportunità legate alle nuove tecnologie. La scelta di Trieste come sede del Congresso ha una valenza strategica, in quanto città di frontiera che trasforma il confine in valore. Trieste guarda a Est ma lo fa restando profondamente italiana. Qui il confine non divide, unisce: diventa ponte logistico, scientifico, commerciale. Oggi Trieste è strategica perché sa tradurre la sua posizione di frontiera in opportunità di crescita per il Paese. “La sfida principale – afferma Angelo Domenico Perrini, presidente del Cni – che abbiamo di fronte è saper cogliere in tempo le trasformazioni che interessano la società, l'economia e la tecnologia, per mettere gli ingegneri nelle condizioni di affrontarle al meglio. Viviamo una fase in cui la scienza e la tecnica avanzano con una rapidità senza precedenti e questo richiede una capacità di adattamento sempre maggiore. Il compito dell'ingegneria è contribuire a governare queste trasformazioni mettendo a disposizione competenze, responsabilità e capacità di visione. Attraverso questo 70° Congresso chiediamo alle istituzioni di valorizzare maggiormente il contributo delle competenze tecnico-scientifiche nei processi decisionali. L'ingegnere è il punto di raccordo tra scienza, politica e società. Senza gli ingegneri molte delle grandi trasformazioni in corso rischierebbero di rimanere sulla carta. Il nostro compito è fare in modo che queste transizioni siano sostenibili, sicure, concretamente realizzabili e soprattutto orientate al benessere delle persone. In questo contesto deve essere inquadrata anche la riforma delle professioni di cui discuteremo approfonditamente. Tra gli aspetti che consideriamo prioritari c’è innanzitutto il riconoscimento delle nuove competenze che caratterizzano l'ingegneria contemporanea”.  “Il territorio di Trieste – dichiara Giovanni Basilisco, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Trieste – all’interno del quale vi sono delle realtà scientifiche di primissimo piano e delle realtà imprenditoriali conosciute in tutto il modo, è il luogo adatto a trattare il rapporto tra ingegneria e scienza: le innovazioni che nascono nei laboratori e nei centri di ricerca diventano spesso applicazioni concrete grazie al lavoro degli ingegneri. Per questo abbiamo voluto che alcune delle peculiarità del territorio trovassero spazio anche all'interno del programma congressuale al fine di approfondire le nuove frontiere dell’ingegneria. Trieste è altresì una città storicamente di frontiera ed è il luogo idoneo a confrontarsi con i colleghi dei paesi limitrofi e creare nuovi 'ponti' che consentano una crescita comune degli ingegneri che oggi si trovano ad operare all'interno di un contesto europeo e internazionale e devono confrontarsi con mercati, normative e realtà professionali sempre più interconnesse. Per questo durante il Congresso organizzeremo una tavola rotonda con i rappresentanti nazionali di Croazia e Slovenia limitrofi proprio per confrontarci sull'evoluzione della professione e favorire nuove opportunità di collaborazione tra i professionisti”. Parallelamente alla celebrazione del Congresso, come di consueto, si tengono i campionati sportivi per gli ingegneri 2026, la cui organizzazione è stata affidata all’Ordine di Nuoro. "Ospitare e organizzare i Campionati sportivi nazionali 2026 – afferma Antonello Merella, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Nuoro – è stato per il nostro Ordine un immenso orgoglio. Gestire una manifestazione di questa portata ci ha messi di fronte alle storiche difficoltà logistiche e strutturali del nostro territorio. Se siamo riusciti a superarle, è stato grazie a una collaborazione straordinaria e commovente. Il supporto del Cni, la sinergia con gli altri Ordini della Sardegna e con il nostro Ordine gemello di Trieste, insieme alla dedizione di tutti i colleghi, hanno dimostrato nei fatti cosa significhi fare squadra. Ricollegando questo percorso ai temi del Congresso, possiamo affermare di aver affrontato le complessità logistiche mettendo al centro la comunità e le persone, declinando sul campo lo spirito della Società 5.0 e dimostrando la nostra capacità di governare le sfide con responsabilità". I lavori prenderanno avvio mercoledì 23 settembre con i saluti istituzionali, cui farà seguito la relazione del Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri Angelo Domenico Perrini. In seguito comincerà il confronto che si articolerà attraverso tre panel. Il primo sarà dedicato all'inquadramento generale del paradigma Società 5.0 e alle sue declinazioni nei settori che oggi ridefiniscono il rapporto tra tecnologia, economia e dimensione sociale. L'obiettivo è restituire una lettura d'insieme delle traiettorie di sviluppo del Paese e individuare gli spazi nei quali la competenza ingegneristica può offrire un contributo decisivo all'interesse pubblico. Il secondo panel affronta il rapporto tra intelligenza artificiale, responsabilità professionale e governo pubblico. L'adozione su larga scala dei sistemi di IA pone interrogativi profondi sul piano tecnico, regolatorio ed etico, che chiamano in causa il ruolo dell'ingegnere come garante della qualità e dell'affidabilità dei sistemi.   Il panel si propone di delineare i contorni di una governance dell'intelligenza artificiale che sappia coniugare innovazione e tutela dei diritti, sostenendo il ruolo della competenza tecnica nel processo regolatorio. L’ultimo panel è dedicato alla frontiera più urgente sul piano ordinamentale: la riforma del sistema delle professioni regolamentate, affrontata in chiave di interesse pubblico, evidenziando il rapporto tra qualità della prestazione professionale, garanzia per il cittadino e crescita del Paese. L'ambizione del panel è costruire una piattaforma comune di proposta, in grado di interloquire in modo costruttivo con il legislatore. A completamento della giornata ci sarà un confronto tra il presidente del Cni e gli omologhi presidenti delle organizzazioni degli Ingegneri della Croazia e della Slovenia. I lavori saranno moderati dal giornalista RAI Gianluca Semprini. Nella giornata di giovedì saranno sviluppati diversi argomenti specifici di forte interesse per gli ingegneri attraverso una serie di tavole rotonde, cui si affiancheranno gli incontri tecnici Masterclass. Il Congresso si chiuderà venerdì 25 settembre con la discussione del documento programmatico e con la premiazione dei campionati sportivi per ingegneri. 
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Siparietto tra Iva Zanicchi e Katia Ricciarelli, il tradimento e la frecciata: “Che troika”

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(Adnkronos) –
Siparietto a La volta buona tra Iva Zanicchi e Katia Ricciarelli. Le due cantanti, ospiti oggi nel programma di Rai 1, si sono lasciate andare a ricordi e aneddoti della loro vita privata. Zanicchi, in particolare, ha raccontato di quando era in tournée nell'Unione Sovietica e aveva un traduttore giovane di nome Sasha con cui ha avuto un flirt.  "Era un ragazzo biondo, alto, occhi azzurri. Io ero sposata, avevo a casa la bambina, non lo guardavo nemmeno". Poi, però qualcosa è cambiato: "Quando cantavo lo guardavo dritto negli occhi. È scoppiata una passione tra di noi, la prima volta che mi succedeva da quando ero sposata".  Una sera, dopo una passeggiata, i due hanno preso una troica, un tradizionale traino a tre cavalli per slitte o carrozze. Un termine che ha spiazzato Katia Ricciarelli. Zanicchi ha rincarato la dose: "Si mi sono sentita una… troika pure io". La battuta ha fatto scoppiare entrambe a ridere.  Zanicchi ha poi raccontato che quella sera tra lei e Sasha è scattato un bacio. Ma proprio in quei giorni sarebbe dovuto arrivare il marito. "Andiamo in hotel e gli dico di raggiungermi in camera tra 5 minuti". E in sottofondo, Ricciarelli ha aggiunto: "Ma che troika ragazzi". Un commento che Zanicchi ha ignorato, dandole una spinta affettuosa con la mano, continuando il racconto. Poi, il colpo di scena: il marito è arrivato proprio in quel momento a sorpresa ed è "rimasto lì fino alla fine della tournèè, ahime". E in conclusione, ha confidato: "No, non abbiamo mai consumato". 
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Agroalimentare, Ismea: superati sistema dei bandi per finanziamenti a condizioni di mercato

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(Adnkronos) – Più flessibilità nell’accesso agli strumenti finanziari di Ismea e superamento delle finestre temporali legate ai singoli bandi. È questo il principale effetto della nuova modalità di accesso alla componente a condizioni di mercato (FCM) di Ismea Investe, approvata dal Consiglio di amministrazione dell’Istituto. Gli interventi saranno accessibili attraverso una procedura valutativa a sportello, tramite un portale dedicato, superando il precedente meccanismo basato su bandi con scadenze predeterminate.  La nuova modalità consentirà alle imprese interessate di presentare i propri progetti senza dover attendere l’apertura di specifiche finestre temporali, rendendo più flessibile la programmazione degli investimenti e l’accesso alla misura. La procedura riguarda esclusivamente gli interventi finanziari a condizioni di mercato (Fcm), attraverso i quali Ismea può intervenire mediante strumenti di equity e quasi equity, prestiti obbligazionari, finanziamenti e strumenti finanziari partecipativi, per importi compresi tra 2 e 20 milioni di euro e comunque inferiori all’apporto di capitali privati. L’innovazione procedurale, promossa da Ismea – Ente Pubblico Economico vigilato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste – punta a rendere lo strumento maggiormente aderente alle esigenze e alle tempistiche delle imprese, riducendo i vincoli legati alle scadenze dei bandi. La nuova procedura mira in particolare a favorire la presentazione di progetti di investimento, sviluppo e consolidamento di dimensioni significative da parte delle società di capitali operanti nel settore agroalimentare, rendendo la misura più coerente con i tempi di programmazione delle iniziative imprenditoriali. 
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Talassemia, Patriarca (Fi): “Collaborazione tra Paesi per soluzioni adeguate”

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(Adnkronos) – La presentazione del Network Mediterraneo per le emoglobinopatie ha rappresentato “un momento importante e strategico, perché non si può più parlare al singolare, ma abbiamo bisogno di confronti e di un dialogo che si strutturi in maniera plurale, sotto direttrici diverse. Una di queste è quella internazionale, tra Paesi che hanno le stesse problematiche, per uno scambio che non sia soltanto di buone pratiche o di dati, ma anche di scelte strategiche, per individuare insieme le migliori soluzioni possibili”. Lo ha detto Annarita Patriarca, segretario Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati e componente XII Commissione Affari Sociali Camera dei deputati, all’incontro con la stampa ‘Per la talassemia, insieme sulla stessa onda’, ospitato da United Ets a Roma con il supporto non condizionato di Avanzanite. L’evento è stato l’occasione per presentare la nuova piattaforma Mediterranean Network for Haemoglobinopathies, che riunisce associazioni di pazienti, clinici, ricercatori e decisori politici per promuovere collaborazione, condivisione di competenze e azioni concrete a livello internazionale. “All’interno di queste reti internazionali – aggiunge Patriarca – è fondamentale che abbiano un ruolo non soltanto la parte politica e quella scientifica ma anche i pazienti, i familiari e le associazioni perché, soltanto attraverso il riconoscimento delle rispettive Competenze, possiamo trovare soluzioni" adeguate. "Questo è un momento importante, in cui la ricerca scientifica ha trasformato la speranza in risultati concreti – osserva – Le scelte politiche devono garantire che le cure non siano un privilegio di pochi, ma una possibilità per tutti. Per fare questo, il Servizio sanitario nazionale deve attivarsi e fare in modo che i problemi di disomogeneità territoriale vengano superati. Se dobbiamo identificare qual è la battaglia di maggiore civiltà per quanto concerne la salute, sicuramente è quella dell’omogeneità territoriale, non soltanto nella fase della presa in carico, che è sicuramente complessa, ma anche e, soprattutto, nella fase della gestione di un paziente che, per quanto riguarda le malattie croniche e le malattie rare, deve essere accompagnato per tutto l’arco della vita”. “La nostra sfida è questa e la raccogliamo: ascoltare, comprendere e insieme trovare le migliori soluzioni possibili – conclude Patriarca – Siamo consapevoli delle problematiche che ci sono, ma siamo anche consapevoli delle risorse che abbiamo, a partire dal patrimonio di operatori sanitari, abbiamo centri importanti e una ricerca che fortunatamente finalmente sta dando risposte concrete”. 
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Bussigny a Pordenonelegge con ‘I nuovi antisemiti’: ‘L’antisionismo può diventare una forma di antisemitismo’

(Adnkronos) – Un anno di infiltrazione sotto copertura nella galassia dell’ultrasinistra, oltre 100 testimonianze e un’inchiesta sui rapporti tra mobilitazione pro-Palestina, antisemitismo e galassia islamista: sono i temi al centro di “I nuovi antisemiti. Inchiesta di un’infiltrata nelle fila dell’ultrasinistra”, il libro della giornalista francese Nora Bussigny presentato oggi in anteprima nazionale al festival Pordenonelegge. Con l’autrice, a Pordenone è intervenuto l’ex primo ministro francese Manuel Valls. Si tratta dell'edizione italiana, pubblicata da Seferottobre, che oltre alla traduzione integrale del volume francese “Les Nouveaux Antisémites. Enquête d'une infiltrée dans les rangs de l'ultragauche”, pubblicato nel 2025 da Albin Michel, comprende la prefazione di Valls e un capitolo inedito, “La meccanica dell’odio: il caso italiano”. Proprio nell’inedito dedicato all’Italia Bussigny ricostruisce le reti associative riconducibili, secondo la sua inchiesta, alla galassia internazionale dei Fratelli Musulmani nel nostro Paese. La giornalista sostiene che anche in Italia la causa palestinese venga trasformata in una “licenza per escludere, minacciare, punire”. Un meccanismo che, nella sua ricostruzione, non sarebbe specificamente italiano: parlerebbe francese, inglese, spagnolo e tedesco, attraverso le stesse reti, gli stessi slogan e gli stessi legami. La differenza, sostiene Bussigny, sarebbe soprattutto temporale. La Francia avrebbe alcuni anni di vantaggio nella strutturazione delle reti, nella loro rappresentanza politica e nella loro capacità di infiltrazione. L’Italia, secondo l’autrice, sarebbe ancora in tempo per vedere ciò che sta arrivando, “ma soltanto se lo vorrà davvero”. Il libro racconta un’inchiesta durata un anno, durante la quale Bussigny ha partecipato sotto copertura a manifestazioni, eventi e riunioni pro-Palestina in Francia, Belgio e nei campus di università americane ed europee. Tra i luoghi visitati figurano la Columbia University di New York, Sciences Po di Parigi e l’Université libre de Bruxelles. La giornalista riferisce inoltre di aver avuto accesso a chat nelle quali, secondo la sua ricostruzione, veniva progettata la manipolazione online di piattaforme di informazione come Wikipedia.  Nel corso dell’inchiesta Bussigny racconta di aver assistito, nelle piazze, ad applausi rivolti a quella che definisce un’apologia del terrorismo. Riferisce anche di aver partecipato a cortei femministi dedicati alla difesa dei diritti delle donne e delle persone Lgbtq+ nei quali, secondo la sua testimonianza, non venivano menzionati gli omosessuali torturati e assassinati nella Striscia di Gaza amministrata da Hamas. Altri incontri, racconta la giornalista, si sono svolti in sale comunali con la partecipazione di membri di organizzazioni vietate in diversi Paesi per i loro legami con il terrorismo. Nella sua ricostruzione, Bussigny individua una progressiva convergenza delle diverse anime della sinistra radicale attorno a un nemico comune: l’ebreo o, più precisamente, il “sionista”. Nel libro il sionista viene indicato dall’autrice come colui che “cristallizza, ossessiona, galvanizza” le folle che invocano la rivoluzione o “l’intifada”, da Parigi a Gaza. Attraverso oltre 100 testimonianze e un’analisi di fatti, protagonisti e slogan, Bussigny sostiene che la galassia islamista sia riuscita a inserirsi in alcune lotte progressiste anche grazie alla sinistra radicale, che definisce un “cavallo di Troia” dell’antisemitismo. Secondo la giornalista, l’antisemitismo sarebbe così tornato a essere rispettabile attraverso il ricorso all’antisionismo. La conclusione dell’inchiesta è che, secondo Bussigny, le organizzazioni terroristiche siano riuscite a farsi strada nelle lotte progressiste perché i paradigmi politici e culturali sarebbero stati profondamente stravolti. (di Paolo Martini) 
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Migranti, Parlamento europeo condanna regolarizzazione Spagna: “Più protezione frontiere”

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(Adnkronos) –
Il Parlamento europeo condanna la politica di regolarizzazione su vasta scala portata avanti dalla Spagna, giudicandola un "fattore di attrazione" per i migranti e un "segnale negativo" per le reti di trafficanti, e chiede una maggiore protezione delle frontiere esterne dell'Ue. Lo si legge in una risoluzione approvata oggi con 339 voti favorevoli, 225 contrari e 16 astensioni, adottata dopo la crisi degli ingressi irregolari di massa registrati a Ceuta, in cui gli eurodeputati chiedono alla Commissione europea di valutare il possibile impatto transfrontaliero dei programmi di regolarizzazione nazionali sui movimenti secondari e sul funzionamento dello spazio Schengen. Nel rammaricarsi e nell'esprimere cordoglio per la perdita di 141 vite umane, che ritiene comunque "evitabile", l'Eurocamera condanna la "strumentalizzazione della migrazione irregolare come elemento di guerra ibrida contro l’integrità territoriale di un Paese dell’Ue" e sostiene che rafforzare la protezione delle frontiere esterne dell’Ue a Ceuta "è una priorità assoluta". Come l'altra exclave, Melilla, si tratta di una città spagnola ed europea la cui sovranità e integrità territoriale, sottolineano i deputati, non possono essere messe in discussione. Nel testo gli eurodeputati elogiano il senso di responsabilità e la resilienza dimostrati dai cittadini e dalle autorità locali di Ceuta nella crisi di fine luglio, come anche il lavoro delle forze dell'ordine, sanitarie e ong impegnate nella risposta alla crisi. Condannando gli atti di violenza registrati a Ceuta dalla fine di luglio, essi chiedono un rafforzamento delle forze di polizia e di sicurezza nella città, avvertendo che l'ordine pubblico resta a rischio, e sollecitano il governo spagnolo a utilizzare pienamente ed efficacemente i finanziamenti di emergenza concessi dalla Commissione e il sostegno operativo delle agenzie Ue, oltre a cooperare con l'indagine giudiziaria nazionale in corso sugli eventi. La protezione delle frontiere esterne, sottolinea la risoluzione, è una responsabilità condivisa tra gli Stati membri: qualsiasi mancata azione decisiva rischia di compromettere l'integrità dell'intera area Schengen. Il Parlamento invita tutti i Paesi Ue ad assumersi pienamente le proprie responsabilità nella prevenzione e nel contrasto al traffico di migranti, chiedendo all'esecutivo Ue e alle capitali di intensificare gli sforzi e aumentare i finanziamenti, anche per le infrastrutture di protezione delle frontiere esterne, potenziando le capacità di Frontex e garantendo l'attivazione rapida di tutti gli strumenti disponibili nelle situazioni di crisi.  Nella risoluzione gli eurodeputati ricordano che il nuovo Patto migrazione e asilo è applicabile da giugno, sottolineando la responsabilità della Spagna di avvalersi pienamente di questo quadro giuridico e operativo. Chiedono anche il rapido rimpatrio di tutte le persone senza diritto a restare nell'Ue, compresi i minori non accompagnati, nel pieno rispetto del diritto Ue e internazionale, e invitano Madrid e Rabat ad accelerare la cooperazione sui rimpatri e sulla riammissione di tutti i migranti irregolari arrivati durante l'ingresso di massa illegale di fine luglio. Il Parlamento sottolinea che le relazioni dell'Ue con i Paesi vicini devono basarsi sulla reciprocità: l'accesso preferenziale al mercato e i finanziamenti, secondo gli eurodeputati, dovrebbero essere subordinati a una cooperazione efficace anche in materia di gestione delle frontiere, contrasto al traffico di migranti e riammissione. La risoluzione invita infine le autorità marocchine a rispettare gli impegni assunti su gestione delle frontiere, rimpatri e cooperazione migratoria, ribadendo che il rispetto incondizionato dell'integrità territoriale dei Paesi Ue è un principio fondamentale del diritto internazionale e che qualsiasi dichiarazione che metta in discussione la sovranità spagnola è inaccettabile e incompatibile con gli obblighi di un Paese partner. 
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Andriani al Salone del Gusto di Torino con Terre Bradaniche

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(Adnkronos) – Andriani Società Benefit sarà presente con Terre Bradaniche a Terra Madre Salone del Gusto 2026 a Torino. La manifestazione, che si terrà dal 24 al 27 settembre, vedrà la partecipazione della società del gruppo che coordina una delle più estese filiere italiane di leguminose. Fondata tra il 2016 e il 2017, Terre Bradaniche coinvolge oggi circa 250 aziende agricole, prevalentemente tra Puglia e Basilicata, e oltre 4.500 ettari coltivati a leguminose, cui si aggiungono le superfici dedicate a riso integrale e mais. Terre Bradaniche promuove un modello agricolo che integra innovazione, ricerca scientifica, tutela del suolo e creazione di valore lungo l'intera filiera. Un approccio fondato su partnership stabili con gli agricoltori, supporto tecnico e digitale, programmazione condivisa delle coltivazioni, tutela della biodiversità e della fertilità del suolo, oltre a elevati standard di tracciabilità e qualità. Ceci, lenticchie e piselli sono al centro della strategia di Terre Bradaniche. Grazie alla capacità di fissare l'azoto atmosferico, queste colture migliorano la fertilità del suolo, favoriscono le rotazioni colturali, arricchiscono l'agrobiodiversità e rendono disponibili proteine vegetali a basso impatto ambientale. In questo contesto si inseriscono i programmi di agricoltura rigenerativa, sviluppati attraverso attività sperimentali, monitoraggi agronomici, collaborazioni scientifiche e percorsi di certificazione internazionale. "Un cibo buono, pulito e giusto nasce prima di tutto dalla terra e da chi la coltiva – afferma Michele Andriani, presidente e ad di Andriani S.p.A. Società Benefit – Con Terre Bradaniche lavoriamo ogni giorno per costruire una filiera che metta in connessione agricoltori, ricerca e industria, generando valore condiviso e accompagnando concretamente la transizione verso sistemi alimentari più responsabili".    Nel 2026 è stato avviato il percorso di certificazione FoodChain ID per l'agricoltura rigenerativa, che coinvolge oltre 110 aziende agricole e più di 2.300 ettari coltivati a leguminose, rafforzando l'impegno della filiera verso pratiche agricole sempre più sostenibili e misurabili. A supporto di questo percorso è stata sviluppata Andriani Farm, la piattaforma digitale che integra in un unico ecosistema dati di tracciabilità, quaderno di campagna, monitoraggio delle pratiche agricole, stazioni meteorologiche e strumenti di supporto alle decisioni agronomiche. La rete conta oggi oltre 100 sensori distribuiti sul territorio, capaci di raccogliere dati utili a gestire le coltivazioni con maggiore precisione e a monitorarne le performance ambientali. 
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Emoglobinopatie, per migliorare la gestione nasce il Mediterranean Network

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(Adnkronos) – Collegare le competenze, rafforzare la partecipazione dei pazienti e sostenere un'assistenza più equa in tutto il Mediterraneo. Con questi obiettivi è stata presentata ufficialmente, il 16 settembre, a Roma, la nuova piattaforma regionale indipendente Mediterranean Network for Hemoglobinopathies (Mnfh), una rete internazionale e multidisciplinare che riunisce associazioni di pazienti, professionisti sanitari, ricercatori ed esperti di politiche sanitarie attivi nel campo delle emoglobinopatie, con particolare riferimento alla talassemia e all’anemia falciforme. Il Network, che parte da Italia, Grecia e Cipro – informa una nota – nasce dalla consapevolezza che queste patologie rappresentano ancora oggi una sfida sanitaria rilevante per molti Paesi del Mediterraneo, una regione con un notevole carico di talassemia e altre emoglobinopatie e che, nel tempo, ha sviluppato competenze riconosciute a livello internazionale nella prevenzione, nella diagnosi, nel trattamento e nella presa in carico di queste malattie. Si stima che in Europa oltre 38mila persone siano affette da emoglobinopatie e, nonostante i significativi progressi compiuti negli ultimi decenni, persistono differenze nell'accesso alle competenze specialistiche, alle cure e alle innovazioni terapeutiche, mentre la sostenibilità delle risorse trasfusionali e l'introduzione di nuovi trattamenti pongono sfide sempre più rilevanti per i sistemi sanitari. Attraverso una collaborazione strutturata tra Paesi, che condividono una consolidata esperienza nel campo della talassemia e delle altre emoglobinopatie, il Network si propone di favorire lo scambio di conoscenze e il dialogo tra diversi gruppi professionali e stakeholder, contribuendo ad affrontare in maniera coordinata le principali sfide relative alla gestione delle emoglobinopatie. Le priorità del Network – riferisce la nota – includono il sostegno all'adeguatezza, alla sicurezza e alla sostenibilità dell'approvvigionamento di sangue, la riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alle cure specialistiche, il sostegno a un dialogo basato su evidenze sull'accesso ai progressi nel trattamento e nell'innovazione, la valorizzazione dei dati e delle evidenze generate nella pratica clinica e il rafforzamento del ruolo di pazienti e delle loro associazioni nei processi decisionali in ambito sanitario. Particolare attenzione sarà dedicata anche alle opportunità e alle sfide poste dalle nuove terapie per la talassemia e le altre emoglobinopatie, nonché ai cambiamenti in corso nel contesto normativo e sanitario europeo.   “La Mediterranean Network for Haemoglobinopathies è nata dal desiderio comune di rafforzare la collaborazione tra i Paesi e tra tutti coloro che sono coinvolti nella prevenzione, nella diagnosi, nel trattamento e nella cura delle emoglobinopatie – ha spiegato lo Steering Committee Mnfh – La condivisione di conoscenze, esperienze e buone pratiche rappresenta un’opportunità concreta per ridurre le disparità evitabili nell’accesso a cure di alta qualità in tutta l’area mediterranea. Il coinvolgimento significativo delle persone affette da queste patologie e delle organizzazioni che le rappresentano sarà fondamentale per lo sviluppo della Rete”.  Il Network si fonda sui principi di collaborazione, centralità del paziente, equità, indipendenza e trasparenza e promuove una cooperazione internazionale con l'obiettivo di sostenere un accesso più equo a cure di alta qualità, con l’obiettivo di consentire a ogni persona affetta da talassemia, anemia falciforme o altre emoglobinopatie di accedere a cure ottimali e beneficiare dei progressi della ricerca, dell’innovazione terapeutica e dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche, indipendentemente dal luogo in cui vive. Lo stesso giorno, separatamente, si è tenuta la quarta edizione di ‘Knights for Rare’, iniziativa internazionale promossa da Avanzanite Bioscience BV per valorizzare il ruolo delle associazioni di pazienti e il contributo che queste organizzazioni offrono quotidianamente in termini di supporto, rappresentanza e orientamento alle persone affette da malattie rare e alle loro famiglie. L’iniziativa – chiarisce la nota – riunisce rappresentanti delle associazioni pazienti, della comunità scientifica, del mondo sanitario e del settore biotech, promuovendo il dialogo e la collaborazione sui bisogni della comunità delle malattie rare. Per questa quarta edizione, Avanzanite ha individuato United Ets – Federazione italiana talassemie, emoglobinopatie rare e drepanocitosi quale ‘Rare Knight of the Year’, riconoscendone il contributo alla tutela e alla rappresentanza delle persone affette da talassemia, drepanocitosi ed emoglobinopatie rare. United Ets riunisce 38 associazioni presenti sul territorio nazionale e opera attraverso attività di advocacy, informazione, sensibilizzazione e promozione della ricerca, con l’obiettivo di tutelare i diritti delle persone con emoglobinopatie rare e contribuire al miglioramento della presa in carico e della qualità dell’assistenza. “Knights for Rare – afferma Adam Plich, fondatore e Ceo di Avanzanite Bioscience BV – nasce dalla volontà di riconoscere e valorizzare il ruolo fondamentale che le associazioni di pazienti svolgono ogni giorno all’interno della comunità delle malattie rare. Rappresentano un punto di riferimento essenziale per le persone e le loro famiglie e che, attraverso il loro impegno, contribuiscono concretamente a migliorare la consapevolezza, la rappresentanza e la qualità dell’assistenza. United Ets condivide pienamente questo impegno e merita a pieno titolo il titolo di ‘Rare Knight’ di quest’anno. Siamo lieti di ospitare questo evento per la quarta volta e di raccogliere fondi che possano fare davvero la differenza per il lavoro svolto dalla Federazione”. Nel corso della serata, attraverso la cena di beneficenza e la successiva asta benefica, sono stati raccolti oltre 42.600 euro, che saranno destinati integralmente ai progetti promossi da United Ets a sostegno delle persone che convivono con talassemia, drepanocitosi ed emoglobinopatie rare e delle loro famiglie. 
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Basilisco (ingegneri Trieste): “Congresso nazionale di categoria legato a evoluzione figura ingegnere”

(Adnkronos) – "Trieste si appresta ad ospitare dal 23 al 25 settembre il 70esimo Congresso nazionale degli ingegneri. Il tema scelto 'Nuove frontiere, nuove responsabilità' è legato all'evoluzione della figura dell'ingegnere". Lo dice all'Adnkronos/Labitalia Giovanni Basilisco presidente Ordine degli ingegneri di Trieste. "Dalla sua istituzione nel 1923 ad oggi – spiega – la figura dell'ingegnere si è evoluta. Non è più legata soltanto alla professione dell'ingegnere civile, ma va a coprire tutti gli ambiti che riguardano la sicurezza". "Considerando – sottolinea – quali sono le peculiarità del territorio di Trieste che, pur essendo una provincia molto piccola ha al suo interno delle realtà scientifiche di primissimo livello e anche delle realtà imprenditoriali conosciute in tutto il mondo, si sfrutterà le peculiarità del territorio per poter trattare e diversificare i temi che si aprono al mondo dell'ingegneria. Gli ingegneri oggi come oggi operano in tanti settori. Per questo motivo all'interno del programma congressuale sono previsti, soprattutto nella giornata del giovedì, di creare diversi panel dedicati ai settori dell'ingegneria. Per la prima volta si tratteranno dei temi legati all'ingegneria biomedica e industriale".  
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