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Girelli (Pd): “La sanità italiana deve puntare su prevenzione e gestione del rischio”

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(Adnkronos) – "Come decisori politici dobbiamo cambiare profondamente il nostro approccio alla sanità. Non possiamo continuare a concentrarci esclusivamente sulla cura, tra l'altro con modalità spesso disomogenee. Dobbiamo invece mettere prevenzione e gestione del rischio al centro del futuro della sanità nel nostro Paese. Abbiamo una popolazione che invecchia sempre di più e che deve fare i conti con un numero crescente di patologie complesse. Per questo, quando parliamo di prevenzione, dobbiamo considerarla in senso ampio: significa promuovere una maggiore cultura della salute, intervenire sugli stili di vita e sull'alimentazione, contrastare abitudini dannose e dipendenze, ma anche garantire la salubrità degli ambienti in cui viviamo e la sicurezza dei luoghi di lavoro". Lo ha dichiarato Gian Antonio Girelli (Pd), componente della XII Commissione (Affari sociali) della Camera dei deputati e presidente dell'Intergruppo parlamentare sulla Prevenzione e riduzione del rischio sanitario, intervenendo oggi a Roma alla presentazione del Policy Brief 'Tumore rinofaringeo in Italia: evidenze, bisogni dei pazienti e prospettive future', realizzato da Teha Group con il contributo non condizionante di Leo Pharma. "È una visione a 360 gradi, che rende sempre più concreto il concetto di One health. Per le patologie con una componente prevalentemente genetica, sulle quali è più difficile intervenire attraverso la prevenzione, dobbiamo invece sfruttare al meglio i dati a nostra disposizione. L'obiettivo – ha poi concluso Girelli – è comprendere sempre meglio come queste malattie si sviluppano e utilizzare queste conoscenze per mettere a punto programmi di screening sempre più precisi, capaci di individuare la patologia il prima possibile, già nelle fasi iniziali della sua manifestazione".  
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Tumore rinofaringeo, Pisani (Ailar): “Necessari percorsi multidisciplinari e centralità del paziente”

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(Adnkronos) – "Un documento che fotografa quella che è una situazione attuale: il grosso problema dell'accesso alle cure oncologiche seguendo dei percorsi strutturati interdisciplinari è oggi una realtà non negabile, per cui questa è la strada da seguire, su cui si deve assolutamente continuare nella centralità del paziente. Il paziente ha diritto di avere una serie di cure multidisciplinari, ha il diritto di essere informato e, dal punto di vista delle associazioni dei pazienti, ha il diritto di essere supportato per quanto è possibile, soprattutto per quelle che sono le problematiche di tipo psicologico, sociale, interpersonale che inevitabilmente si creano con il trauma dello scoprire di avere una patologia oncologica". Lo ha detto Paolo Pisani, presidente nazionale Associazione italiana laringectomizzati (Ailar), alla presentazione del Policy Brief 'Tumore rinofaringeo in Italia: evidenze, bisogni dei pazienti e prospettive future', realizzato da Teha Group con il contributo non condizionante di Leo Pharma.  Illustrato nel corso di un evento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, esperti clinici e associazioni dei pazienti, il documento nasce da un percorso di lavoro sviluppato nel corso del 2026 con il coinvolgimento di un panel multidisciplinare di esperti nazionali, e mira a fornire un contributo al dibattito istituzionale e scientifico attraverso la sistematizzazione delle principali evidenze disponibili e l'individuazione di possibili ambiti prioritari di intervento per il futuro. Sebbene il tumore rinofaringeo sia una neoplasia rara, l'Italia registra un'incidenza pari a 0,88 casi ogni 100.000 abitanti, tra i valori più elevati dell'Unione europea, e il più alto numero assoluto di persone viventi con una diagnosi di tumore rinofaringeo negli ultimi 5 anni. 
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Tumore rinofaringeo, Bianco (Teha Group): “Impatto sociale ed economico significativo”

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(Adnkronos) – Nonostante la sua rarità, il tumore del rinofaringe ha un impatto significativo anche dal punto di vista sociale ed economico. Fa parte dei tumori della testa e del collo, patologie particolari perché possono interessare diverse aree di questa regione del corpo. Il tumore del rinofaringe presenta però caratteristiche specifiche, anche per l'età in cui tende a svilupparsi e per i diversi fattori che possono contribuire alla sua insorgenza. "Fa parte del mondo dei tumori testa-collo e sono tumori molto particolari perché interessano varie parti di questa zona del nostro corpo. Però il rinofaringeo è particolarmente interessante perché sia per l'età in cui si sviluppa, per un'età in popolazione di età produttiva, sia per le caratteristiche, perché deriva non solo da genetica ma anche da fattori ambientali e dagli stili di vita, deve essere gestito e richiede dei percorsi multidisciplinari. Quindi una grande attenzione a questi tumori, soprattutto negli ultimi anni, per i trattamenti che sono a disposizione". Lo ha detto Daniela Bianco, partner di Teha Group e responsabile della Practice Healthcare & Life Sciences, alla presentazione, oggi a Roma, del Policy Brief 'Tumore rinofaringeo in Italia: evidenze, bisogni dei pazienti e prospettive future', realizzato da Teha Group con il contributo non condizionante di Leo Pharma.  Il documento ha inoltre analizzato l'impatto socio-economico della malattia, con particolare attenzione alle persone in età lavorativa. "Il paper ha evidenziato l'impatto socio-economico, perché siamo andati a quantificare l'impatto che c'è soprattutto per l'età lavorativa – spiega Bianco – Quindi in Italia noi parliamo di circa quasi 58 milioni di dollari, per quanto riguarda la popolazione in età lavorativa, che significa quasi 4 anni di vita persi nella fascia di età tra i 30 sostanzialmente e i 65 anni". "A tendere questo impatto, perché aumentano anche i lungo-sopravviventi per questo tipo di tumore, è un impatto che ovviamente aumenterà sia per l'invecchiamento della popolazione, per l'aumento dell'età pensionabile, sia per quelle che sono le dimensioni. Quindi è necessario intervenire, soprattutto con una diagnosi precoce, ma poi con una presa in carico multidisciplinare e continuativa di questi pazienti, che spesso sono difficili da diagnosticare", conclude Bianco. 
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Tumore rinofaringeo, Mercante (UniBo): “Serve squadra di specialisti per migliorare prognosi”

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(Adnkronos) – Nel trattamento del tumore rinofaringeo la gestione multidisciplinare è fondamentale. La diagnosi, infatti, non può basarsi sul giudizio di un singolo specialista, ma richiede il confronto tra diverse competenze. "Abbiamo imparato nel corso di questi anni come la gestione di un tumore sia un vero gioco di squadra e, nel caso del trattamento del tumore rinofaringeo, la squadra ha un ruolo fondamentale. Dal punto di vista diagnostico non ci si può soffermare solo su quello che è il giudizio di un singolo specialista, nella fattispecie dello specialista otorinolaringoiatra. C'è bisogno di integrare queste informazioni con altri colleghi, che sono il patologo e il radiologo. Nel momento in cui poi si raggiunge quella che è la diagnosi, dobbiamo discutere in maniera collegiale tutte le opportunità per i nostri pazienti e da qui entrano in gioco delle figure fondamentali come il radioterapista, l'oncologo, lo psicologo e il nutrizionista. E quindi questo è il classico esempio in cui la partita non può essere giocata da un giocatore singolo, ma si lavora in squadra, si discute su quelle che sono le possibilità terapeutiche e questo ha dimostrato chiaramente un vantaggio in termini di miglioramento della prognosi del paziente". Lo ha detto Giuseppe Mercante, ordinario di Otorinolaringoiatria dell'università di Bologna e direttore della Uo di Otorinolaringoiatria e Audiologia dell'Irccs azienda ospedaliero-universitaria di Bologna, Policlinico Sant'Orsola, alla presentazione, oggi a Roma, del Policy Brief 'Tumore rinofaringeo in Italia: evidenze, bisogni dei pazienti e prospettive future', realizzato da Teha Group con il contributo non condizionante di Leo Pharma. Per ridurre le differenze tra le diverse aree del Paese e assicurare ai pazienti percorsi assistenziali più omogenei e appropriati, Mercante sottolinea inoltre l'importanza di una maggiore condivisione dei casi e di una rete tra i centri specializzati. "In questo caso – spiega – parliamo di un tumore raro, per cui è difficile per un singolo centro riuscire ad avere un'esperienza tale da poter portare a dei risultati ottimali. Per cui, concettualmente, bisogna entrare nell'ordine dell'idea che questi pazienti vanno condivisi dal punto di vista di quelli che sono i dati, in modo da poter avere il meglio per loro dal punto di vista di un risultato terapeutico. Ciò vuol dire che bisogna avere dei centri che possano raccogliere la casistica, dare le indicazioni e poi delegare a dei centri spoke, quindi un centro hub che delega al centro spoke per quella che può essere la gestione del paziente dopo aver ricevuto la cura, per quanto concerne i follow-up e i controlli successivi", conclude.  
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Tumore rinofaringeo, Bossi (Humanitas): “Più ricerca in Europa e cooperazione con la Cina”

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(Adnkronos) – Gran parte delle conoscenze oggi disponibili sul tumore rinofaringeo deriva da studi condotti su popolazioni asiatiche. Per questo, secondo gli esperti, è necessario rafforzare la ricerca nei Paesi europei e produrre evidenze più rappresentative dei pazienti che vivono in contesti in cui la malattia è meno frequente.  "È fondamentale introdurre la ricerca anche nelle popolazioni europee, dove la malattia non è endemica, cioè non è molto frequente. Perché, ad oggi, il nostro paradigma di trattamento di questa patologia rara è derivato da quelli che sono gli studi nelle popolazioni asiatiche, e ogni volta che trasliamo un dato da una popolazione all'altra sappiamo che ci sono dei livelli di imperfezione. Non è certo che quello che funzioni in una popolazione asiatica, in cui la patologia ha anche altre cause e un'altra diffusione, funzioni alla stessa maniera anche alle nostre latitudini. Quindi l'importanza di portare studi e ricerca anche nei nostri setting, europeo e italiano, è davvero fondamentale per offrire le migliori cure e per innalzare ancora un po' di più quella asticella che migliora la prognosi in questa patologia, che è il tumore del rinofaringeo". Lo ha detto Paolo Bossi, direttore dell'Oncologia medica II di Humanitas Rozzano (Milano) alla presentazione, oggi a Roma, del Policy Brief 'Tumore rinofaringeo in Italia: evidenze, bisogni dei pazienti e prospettive future', realizzato da Teha Group con il contributo non condizionante di Leo Pharma.  Per Bossi un contributo importante alla comprensione delle differenze epidemiologiche della malattia "può arrivare anche dalla cooperazione scientifica tra Italia e Cina. In alcune aree della Cina, infatti, il tumore rinofaringeo è molto più frequente rispetto all'Italia e ad altri Paesi europei". "Se noi riusciamo a collaborare sempre di più tra nazioni in cui questa patologia endemica è molto frequente – pensate che in Cina esistono degli ospedali dedicati al cancro del rinofaringe, per indicare quanto è frequente questa patologia in alcune aree della Cina – riusciamo a fare quella che per me è una 'win-win situation', cioè entrambi vinciamo", aggiunge lo specialista. "Vincono i Paesi asiatici perché capiscono dove la malattia è meno frequente e quali sono le loro caratteristiche e capiscono dove le persone che emigrano da contesti asiatici, per esempio in Italia, che tipo di malattia possono sviluppare. E vinciamo noi perché impariamo la tipologia e la biologia di una malattia differente e impariamo a meglio strutturare, attraverso una ricerca precisa che va dalla genomica ai tratti molecolari, ai tratti specifici dei trattamenti curativi. Andiamo a imparare quali potrebbero essere le modalità per innalzare anche in questo caso la probabilità di cura in una patologia che, di nuovo, mi piace definire come rara nei nostri contesti italiani", conclude Bossi. 
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Il nipote di Lenzini: “Spero che i tifosi della Lazio tornino presto allo stadio. Indagine aggiotaggio? Al momento poco da dire”

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(Adnkronos) – “Ho letto della questione in maniera rapida, ma non ho approfondito e al momento credo ci sia poco da dire. Le cose sono abituato prima a vederle e poi, alla fine, a commentarle”. Andrea Lenzini, nipote del presidente del primo scudetto della Lazio Umberto, risponde così all’Adnkronos sulla vicenda dell’indagine della Dda di Roma in cui si ipotizza il reato di aggiotaggio su quote societarie della Lazio. Una presunta 'regia' o 'complotto' per costringere il numero uno del club capitolino Claudio Lotito a cedere la società biancoceleste. La vicenda entra in una serie di questioni che da qualche tempo riguardano la Lazio e Lotito, con la protesta dei tifosi che – decidendo di non andare allo stadio – chiedono la vendita della società per garantire al club nuove ambizioni: "Per storia familiare – spiega Lenzini – mi sarebbe piaciuto più che altro avere una comunicazione, magari con qualcuno della Curva. Io ero presente a Lazio-Milan (LEGGI L'ARTICOLO) e vedere vuoto lo stadio con la migliore curva e le migliori coreografie del mondo, mi ha fatto un male incredibile. È giusto che ognuno ragioni con la propria testa, chiaro, ma bisogna anche capire che la vita è una sola. Se non ti godi la Lazio adesso, quando devi godertela? Mi vengono i brividi a ripensare a quanto visto sabato, una partita in casa con più cori per gli avversari. Non è possibile una cosa del genere". Lenzini tira fuori un paragone: "È come essere traditi dalla moglie, ma se a una persona tieni è giusto lasciare uno spiraglio aperto. Ci sta essere arrabbiati, non avere voglia di parlare, ma è bene anche dare una seconda possibilità. La stessa cosa vale per la Lazio, la passione c'è sempre. Cerchiamo di aiutare la nostra Lazio, la squadra ha bisogno del sostegno del pubblico. Il dodicesimo uomo fa la differenza". E ancora: "Si ragiona con la propria testa, ripeto. Se uno deve stare fuori, sta fuori. Se uno decide di entrare, entra. Nessuno, però, deve essere bacchettato. Né da una parte e né dall’altra. Non è che se uno entra allo stadio è un 'lotitiano', diciamo così, mentre se sta fuori è un laziale".  Lenzini aggiunge: "So che abbiamo un presidente burbero, ogni tanto dice cose anche in modo non perfetto. Una volta l’ho anche ripreso, in un certo senso, per una frase sullo scudetto del ‘74 e mio nonno. Ha detto che era una cosa frutto del caso, letta così mi sembra chiaro che sia venuta male, anche se io ne ho capito il senso. Va contestualizzata. Voleva dire che, prima del titolo di campioni d’inverno, nessuno si sarebbe aspettato un risultato del genere in quella stagione. Non era una squadra costruita per vincere il campionato, ma per restare in Serie A". Lenzini precisa di parlare spesso con il presidente Lotito: "Gli chiedo sempre come sta, ovviamente non entro nel merito di vicende societarie più delicate. Un po’ di tempo fa però mi ero sentito con il ds Fabiani, era disposto ad aprire un dialogo con i tifosi per riportarli allo stadio. Avrei partecipato. Se il mio cognome in qualche modo può aiutare, posso solo esserne contento. E ai laziali direi, ‘Ragazzi, il nostro presidente è fatto in un modo ma non è proprio così male’. Pensiamo che comunque, con un mercato a saldo zero, ha fatto un’ottima squadra. Poi, è chiaro. Io darei qualsiasi cosa per rivedere i tifosi allo stadio, ma non posso entrare nella testa delle persone e convincerle". 
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Mattarella sull’IA: “Stati recuperino sovranità smarrita rispetto a soggetti privati”

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(Adnkronos) – “Va ricordato come lo sviluppo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale da un lato apra opportunità straordinarie ma, allo stesso tempo, imponga che l’innovazione rimanga sempre ancorata al rispetto della dignità della persona, della libertà, dei diritti fondamentali e questo interpella la responsabilità degli Stati e degli organismi internazionali, con l’esigenza di ripristinare la loro smarrita autorità rispetto a soggetti privati di smisurata potenza finanziaria e tecnologica al di fuori di ogni regola e di finalità di interesse generale”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale una delegazione della World jurist association e della World law foundation.  “Nella speranza – ha aggiunto il capo dello Stato – che gli Stati avvertano la responsabilità e il dovere di consegnare il futuro nelle mani delle nuove generazioni e non a macchinari che possano sottrarglielo”. “Il principio che ispira la vostra azione ‘Un mondo governato dalla legge, non dalla forza’ – uno dei valori più alti della civiltà giuridica – è messo a dura prova nella attuale stagione della vita internazionale. Questo valore risale al pensiero classico e si è sviluppato lungo il percorso del moderno pensiero costituzionale. Il diritto deve rappresentare il fondamento dell’esercizio del potere e disegnarne il limite e la misura”, ha detto il presidente della Repubblica. “L’esperienza dei totalitarismi del Novecento ha mostrato, con drammatica evidenza, che la sola legalità formale non è sufficiente a garantire lo Stato di diritto. Da quella tragica lezione storica – ha aggiunto – è maturata la consapevolezza che i diritti inviolabili della persona e i principi fondamentali dell’ordinamento non possono essere subordinati alle contingenze della decisione politica, poiché costituiscono espressione della dignità umana”. “Oggi, lo Stato di diritto è chiamato a confrontarsi con sfide che travalicano i confini nazionali. I conflitti armati minano il futuro dell’umanità – ha sottolineato Mattarella – violando il rispetto delle istituzioni poste a presidio della pace e del diritto internazionale. Quest’ultimo, a sua volta, posto di fronte a inauditi tentativi di delegittimazione delle Corti internazionali e dei loro giudici”.  Il presidente della Repubblica ha rimarcato che “in uno scenario globale così complesso, segnato da guerre, rivalità e profonde trasformazioni, la cooperazione e il multilateralismo sono sempre più una necessità del presente. L’alternativa è quella di una conflittualità perenne, con il ritorno alla barbarie nei rapporti internazionali. La storia ci ha già drammaticamente mostrato i risvolti più tragici di una deriva di questa natura”.  
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Food, Anir Confindustria: “Progettare futuro e diventare sempre più pezzo industria italiana”

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(Adnkronos) – “Abbiamo fatto molta strada, ma la cosa che ci interessa è progettare il futuro”. E' quanto ha dichiarato Massimo Piacenti, presidente di Anir Confindustria, in occasione della quinta edizione di 'Immense 2026-grande ristorazione, cibo pubblico', la giornata di confronto tra istituzioni, Parlamento, imprese e stakeholder promossa da Anir Confindustria all’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma. “Oggi siamo qua con tutti gli stakeholder. I fornitori debbono far parte in maniera permanente di una filiera strutturata. Dobbiamo diventare sempre di più un pezzo dell’industria italiana”, ha sottolineato Piacenti, indicando nella costruzione di una filiera più organizzata uno degli obiettivi centrali per il futuro della ristorazione collettiva. “La ristorazione collettiva è un servizio alle persone che ha a monte un’attività produttiva, dove si fanno i pasti. Abbiamo una grandissima responsabilità, ne siamo consapevoli, perché facciamo mangiare tante persone: bambini, bambine, malati, anziani, lavoratori. Incidiamo sul loro benessere, sulla loro salute”, ha aggiunto. Per il presidente di Anir Confindustria, il ruolo della ristorazione collettiva va quindi considerato anche in una prospettiva più ampia di prevenzione e sostenibilità sociale ed economica. “Ci sono molte patologie che nascono in età infantile. Pensiamo non solo alla sofferenza per le persone, ma anche ai costi per il Servizio sanitario nazionale e per la produttività del Paese”, ha spiegato. Da qui la richiesta di una maggiore attenzione istituzionale al comparto. “Ci stiamo organizzando perché come filiera si possa contare di più in questo Paese e chiederemo che nel prossimo governo ci sia una delega specifica per il mondo dei servizi”, ha detto Piacenti. “Serve qualcuno che faccia sintesi e che valorizzi questa realtà”. Una realtà che, secondo il presidente di Anir Confindustria, deve essere riconosciuta anche per la sua dimensione industriale e occupazionale. Infine, Piacenti ha indicato nella formazione e nell’innovazione due leve decisive per lo sviluppo del settore. “Dobbiamo investire molte risorse nella formazione, nella qualità, ma anche nella digitalizzazione, inserire anche elementi di intelligenza artificiale. Le attività ripetitive lasciamole fare alle macchine, lasciamo che le persone sempre più formate e qualificate facciano le attività a più alto valore aggiunto”, ha concluso il presidente di Anir Confindustria. 
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Manca la maggioranza all’Ars, lavori rinviati a mercoledì

PALERMO (ITALPRESS) – E’ durata poco meno di due ore la seduta di oggi pomeriggio all’Assemblea Regionale Siciliana. Al momento di entrare nel vivo della sessione, che prevedeva l’esame del disegno di legge per il riconoscimento e la valorizzazione dei cimiteri monumentali e storici della Sicilia, è stata rilevata la mancanza del numero legale. I lavori sono stati rinviati a domani.

DE LUCA (M5S) “QUESTA LEGISLATURA E’ ORMAI FINITA”

“Ancora una volta l’assenza del governo e di gran parte dei deputati della maggioranza stravolge per l’ennesima volta i lavori d’Aula e conferma, ove ce ne fosse ancora bisogno, che questa legislatura è ormai finita. Schifani, ne prenda atto e si dimetta. L’unica sua azione degna di nota finora è stata la spartizione delle poltrone di sottogoverno, in cui il centrodestra si è rivelato insuperabile. Ora basta, vadano a casa e restituiscano la parola ai siciliani”. Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca, commentando la mancata discussione a Sala d’Ercole del disegno di legge sui cimiteri monumentali e storici della Sicilia a causa dell’assenza del governo.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Ue, Federlegnoarredo: “Male voto parlamento europeo che conferma criticità filier”

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(Adnkronos) – Il voto di oggi del Parlamento europeo sul Cbam purtroppo conferma alcune delle criticità che Federlegnoarredo evidenzia da tempo e si traducono in nuovi costi e oneri per le imprese della filiera del legno-arredo. Soprattutto in un momento come quello attuale in cui il gas sta passando dai 35 agli 85 euro Mwh e che avrà come conseguenza il balzo del costo dell'urea, in cui l'incidenza del gas è pari al 75 per cento. “Da mesi segnaliamo il rischio che un’applicazione del Cbam non sufficientemente attenta alle specificità delle filiere manifatturiere finisca per penalizzare la competitività delle imprese europee" dichiara Paolo Fantoni presidente di Assopannelli di FederlegnoArredo.  "L’eliminazione dell’articolo 27a, in particolare – spiega – priva il sistema di uno strumento di flessibilità importante per intervenire in presenza di circostanze eccezionali. I conflitti in aree strategiche per l’approvvigionamento di materie prime stanno già causando carenze e forti rincari di sostanze essenziali come l’urea. In questo contesto, l’introduzione di ulteriori oneri fiscali rischia di aggravare una situazione già difficilmente sostenibile. Resta quindi alta la preoccupazione per la decisone di mantenente l’urea nell’ambito di applicazione del Regolamento, una scelta che può generare ulteriori oneri lungo le catene di approvvigionamento”. Adesso si apre la fase negoziale tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea e la Federazione continuerà a lavorare affinché nel testo finale siano salvaguardate le esigenze delle imprese.  “Gli obiettivi ambientali – conclude Fantoni – devono essere perseguiti senza compromettere la competitività del sistema produttivo europeo. Ci aspettiamo pertanto che il confronto istituzionale consenta di correggere le criticità emerse e di arrivare a un Cbam efficace sul piano ambientale, ma anche sostenibile per le imprese”. 
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