Home Blog Page 66

Edufin Index, 4 italiani su 10 raggiungono sufficienza in educazione finanziaria

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2026 il livello medio dell’Edufin Index si conferma a 56 punti su 100, sotto la soglia di sufficienza fissata a 60 su una scala da 0 a 100. L’alfabetizzazione finanziaria e assicurativa resta complessivamente bassa: permane il divario tra chi conosce e agisce concretamente nella gestione consapevole delle proprie finanze e chi non lo fa. Il 39% degli italiani (4 su 10) raggiunge o supera la soglia di sufficienza, mentre il 51% si colloca nella fascia intermedia (livello Edufin tra 41 e 59 su 100) e il 10% resta nell’area dell’analfabetismo finanziario (livello Edufin uguale o inferiore a 40 su 100). Il quadro è sostanzialmente stabile rispetto al 2025 e conferma la necessità di trasformare le conoscenze in comportamenti più consapevoli.
E’ quanto emerso in occasione della quinta edizione di Edufin Index, l’Osservatorio su consapevolezza e comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani, i cui risultati sono stati resi noti da Fondazione Alleanza, in memoria di Mario Gasbarri, con la collaborazione scientifica di SDA Bocconi School of Management.
La ricerca è stata presentata oggi a Roma, nel corso di un evento patrocinato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e riconosciuto nel calendario ufficiale del Mese dell’educazione finanziaria 2026 promosso dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria.
L’Osservatorio mette in relazione le conoscenze finanziarie e assicurative degli italiani con il loro comportamento. La ricerca ha analizzato anche quest’anno le competenze della popolazione in ambito finanziario e assicurativo, approfondendo il rapporto tra alfabetizzazione finanziaria e benessere, oltre alla socializzazione finanziaria dei giovani in famiglia.
L’edizione 2026 introduce la novità della distinzione tra investitori (gli italiani che negli ultimi 24 mesi sono stati in grado di risparmiare e investire in strumenti finanziari) e non investitori. I primi, pari al 73% della popolazione, raggiungono in media la sufficienza, con un punteggio di 60/100. I non investitori, il restante 27%, si fermano invece a 46/100. Tra chi investe risultano più elevati sia i livelli di consapevolezza sia quelli relativi ai comportamenti finanziari.
Nel complesso della popolazione, l’Edufin Index si attesta a 58 punti tra gli uomini e 54 tra le donne, con un divario di genere di 4 punti, rispetto ai 5 del 2025. Sul fronte generazionale, l’indice è pari a 57 punti tra i 45-64enni e 52 tra i 18-24enni, con un gap di 5 punti, in riduzione rispetto ai 6 del 2025.
Tra gli investitori, invece, il divario tra adulti e giovani raggiunge i 7 punti, evidenziando il ruolo dell’esperienza maturata nelle decisioni finanziarie e assicurative.
Giancarlo Fancel, Country Manager e CEO di Generali Italia ha dichiarato: ‘L’educazione finanziaria è una leva essenziale di benessere, resilienza e sviluppo. Non è soltanto una competenza individuale, ma una risorsa collettiva che rafforza la capacità di famiglie, imprese e comunità di affrontare le sfide del presente e del futuro. Come Generali, vogliamo continuare ad agire insieme alle istituzioni per creare una maggiore consapevolezza che può tradursi in scelte più efficaci, capacità di pianificare, protezione del patrimonio e sicurezza finanziaria. Per un Paese più solido, inclusivo e capace di guardare al futuro con fiducia”.
Marco Oddone, CEO di Alleanza Assicurazioni ha commentato: “I risultati presentati oggi mettono in evidenza un elemento importante: esperienza e partecipazione alle scelte finanziarie si associano a competenze più elevate. Per questo, come Alleanza, insieme alla nostra Rete, vogliamo rendere l’educazione finanziaria sempre più concreta e accessibile, portandola nei territori, nelle scuole e nella vita quotidiana delle persone. Dal 2020 abbiamo coinvolto 550mila cittadini in oltre 10mila eventi e continueremo a investire nella capacità dei nostri Consulenti di trasformare la conoscenza in comportamenti consapevoli. Sapere non basta, l’educazione finanziaria e assicurativa produce valore quando aiuta le persone a scegliere, agire e guardare al futuro con maggiore sicurezza”.
Dalla ricerca all’azione sul territorio: l’impegno di Alleanza per l’educazione finanziaria e assicurativa Di fronte allo scenario evidenziato dal rapporto, Alleanza Assicurazioni rafforza il proprio impegno per rendere l’educazione finanziaria e assicurativa accessibile e diffusa. Dal 2020 il Piano Nazionale di Educazione Finanziaria e Assicurativa ha coinvolto 550.000 persone attraverso oltre 10.000 eventi educativi sul territorio, raggiungendo inoltre ogni anno 100 milioni di contatti sui social attraverso contenuti educativi. Inoltre, con il progetto “EducAzione Finanziaria a Scuola” realizzato insieme ad AIEF, in questi anni, sono stati coinvolti circa 500 istituti con oltre 35.000 studenti.
In questa direzione si inserisce anche “Rimetti il tuo futuro nel verso giusto”, la campagna di trade marketing e visibilità locale di Alleanza che coinvolge 24 città italiane e che il 29 e 30 ottobre fa tappa a Roma, in Piazza Sant’Emerenziana. Un’iniziativa che porta Alleanza e i suoi Consulenti direttamente nelle piazze per avvicinare le persone ai temi della protezione, previdenza, risparmio, investimenti e servizi bancari e stimolare una maggiore consapevolezza rispetto alle scelte per il proprio futuro.
A due anni dal precedente approfondimento, l’indicatore di socializzazione finanziaria dei giovani (mostra come si acquisiscono e sviluppano in famiglia valori, atteggiamenti, conoscenze e comportamenti finanziari) sale a 66/100, sei punti in più rispetto al 20242. Acquisti e spese quotidiane possono rappresentare occasioni per ampliare il confronto dal presente al futuro, introducendo progressivamente i temi del risparmio, del rischio, della protezione e della pianificazione. Il 91% dei genitori dichiara di parlare con i figli di soldi e gestione del denaro. Gli argomenti più affrontati sono i soldi per gli acquisti desiderati, indicati dal 59%, e le decisioni di spesa, al 46%. Seguono le decisioni di risparmio, al 37%, il budget familiare, al 36%, le notizie economiche e finanziarie, al 21%, e gli investimenti e le assicurazioni, entrambi al 20%.

La gestione autonoma di piccole somme rappresenta un’occasione concreta di apprendimento, ma restano differenze tra ragazzi e ragazze: riceve regolarmente la paghetta il 33% dei maschi e il 26% delle femmine. Ampliare il dialogo familiare dai consumi del presente alla pianificazione del futuro è quindi un passaggio decisivo per rafforzare autonomia e consapevolezza.
Benessere psico-finanziario insufficiente: pesa soprattutto l’incertezza sul futuro L’edizione 2026 approfondisce per la prima volta la relazione tra alfabetizzazione finanziaria e benessere. Il benessere generale degli italiani si attesta a 59/100, appena al di sotto della soglia di sufficienza (60/100). Secondo il rapporto, resta più fragile il quadro relativo al benessere psicofinanziario (l’indicatore che misura quanto ci si sente al sicuro con i propri soldi e capaci di gestirli) che si ferma a 51/100. E’ soprattutto la poca serenità verso il futuro a pesare negativamente sul rapporto degli italiani con le proprie finanze.
L’alfabetizzazione finanziaria e assicurativa impatta positivamente sul benessere dei cittadini quando si trasforma in capacità di agire.
Premio Edufin “Donne che Contano”: al via il bando per le candidature In occasione dell’evento, Generali Italia e Fondazione Alleanza, con il Comitato Scientifico Edufin Index e il supporto tecnico ed editoriale di Rame, hanno lanciato il Premio Edufin Index “Donne che Contano”, con l’obiettivo di riconoscere e sostenere le realtà che lavorano concretamente sull’educazione finanziaria e sull’autonomia economica delle donne.
Gli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, le associazioni di promozione sociale, le organizzazioni di volontariato, le fondazioni e le cooperative sociali già costituite e con sede legale in Italia possono presentare la propria candidatura, fino al 20 dicembre 2026. Le candidature saranno valutate dal Comitato Scientifico Edufin Index sulla base di cinque criteri chiave: impatto concreto, radicamento territoriale, inclusività, replicabilità e coerenza con gli obiettivi del Premio.
– foto ufficio stampa Alleanza Assicurazioni –
(ITALPRESS).

Migranti, traduceva male colloqui con richiedenti asilo: fermato interprete a Siracusa

(Adnkronos) –
Avrebbe "consapevolmente e sistematicamente" tradotto male i colloqui con i richiedenti asilo, di fatto indirizzando l'istanza a sfavore dei migranti. I carabinieri della Compagnia di Siracusa hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura, nei confronti di un 37enne, originario del Bangladesh, accusato di falsità ideologica e materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Dalle indagini, condotte dai militari della sezione Operativa e coordinate dalla Procura di Siracusa, sarebbe emerso che il 37enne, in qualità di interprete della lingua bengalese nella Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Siracusa, rivestendo, quindi, a tutti gli effetti la qualifica di pubblico ufficiale, chiamato a concorrere alla formazione dei verbali di audizione dei richiedenti asilo, avrebbe tradotto in modo consapevolmente e sistematicamente difforme dal vero i colloqui tra i funzionari e i cittadini stranieri, di fatto indirizzando l’istanza generalmente a sfavore di questi ultimi. Secondo l'ipotesi accusatoria, il 37enne avrebbe alterato il contenuto dei verbali, modificando sia le domande poste dal funzionario che le risposte fornite dai richiedenti asilo, omettendo quanto riferito dai migranti o attribuendo loro dichiarazioni di fatto mai rese, inducendo in errore il funzionario della Commissione, ignaro della difformità della traduzione. Il fermo è stato convalidato, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico e il divieto di comunicare, con qualsiasi mezzo, con persone diverse da quelle che con lui abitano e dal difensore. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Edufin Index: “4 italiani su 10 raggiungono sufficienza in educazione finanziaria e assicurativa”

(Adnkronos) – Quattro italiani su 10 raggiungono la sufficienza in educazione finanziaria e assicurativa. Lo indicano i dati dell’Edufin Index, presentato oggi a Roma dalla Fondazione Alleanza, in memoria di Mario Gasbarri, con la collaborazione scientifica di SDA Bocconi School of Management- che si conferma a 56 punti su 100, sotto la soglia di sufficienza fissata a 60 su una scala da 0 a 100. La ricerca è stata presentata oggi a Roma, nel corso di un evento cui, sono intervenuti anche il residente del Senato Ignazio La Russa, il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Alessandro Morelli, il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione e del Merito Paola Frassinetti e il presidente della Commissione Finanze della Camera Paolo Osnato. L’alfabetizzazione finanziaria e assicurativa resta complessivamente bassa: permane il divario tra chi conosce e agisce concretamente nella gestione consapevole delle proprie finanze e chi non lo fa. Il 39% degli italiani (4 su 10) raggiunge o supera la soglia di sufficienza, mentre il 51% si colloca nella fascia intermedia (livello Edufin tra 41 e 59 su 100) e il 10% resta nell’area dell’analfabetismo finanziario (livello Edufin uguale o inferiore a 40 su 100). Il quadro è sostanzialmente stabile rispetto al 2025 e conferma la necessità di trasformare le conoscenze in comportamenti più consapevoli. L’edizione 2026 introduce la novità della distinzione tra investitori (gli italiani che negli ultimi 24 mesi sono stati in grado di risparmiare e investire in strumenti finanziari) e non investitori. I primi, pari al 73% della popolazione, raggiungono in media la sufficienza, con un punteggio di 60/100. I non investitori, il restante 27%, si fermano invece a 46/100. Tra chi investe risultano più elevati sia i livelli di consapevolezza sia quelli relativi ai comportamenti finanziari.  Nel complesso della popolazione, l’Edufin Index si attesta a 58 punti tra gli uomini e 54 tra le donne, con un divario di genere di 4 punti, rispetto ai 5 del 2025. Sul fronte generazionale, l’indice è pari a 57 punti tra i 45-64enni e 52 tra i 18-24enni, con un gap di 5 punti, in riduzione rispetto ai 6 del 2025. Tra gli investitori, invece, il divario tra adulti e giovani raggiunge i 7 punti, evidenziando il ruolo dell’esperienza maturata nelle decisioni finanziarie e assicurative.A due anni dal precedente approfondimento, l’indicatore di socializzazione finanziaria dei giovani (mostra come si acquisiscono e sviluppano in famiglia valori, atteggiamenti, conoscenze e comportamenti finanziari) sale a 66/100, sei punti in più rispetto al 20242. Acquisti e spese quotidiane possono rappresentare occasioni per ampliare il confronto dal presente al futuro, introducendo progressivamente i temi del risparmio, del rischio, della protezione e della pianificazione. Il 91% dei genitori dichiara di parlare con i figli di soldi e gestione del denaro. Gli argomenti più affrontati sono i soldi per gli acquisti desiderati, indicati dal 59%, e le decisioni di spesa, al 46%. Seguono le decisioni di risparmio, al 37%, il budget familiare, al 36%, le notizie economiche e finanziarie, al 21%, e gli investimenti e le assicurazioni, entrambi al 20%. La gestione autonoma di piccole somme rappresenta un’occasione concreta di apprendimento, ma restano differenze tra ragazzi e ragazze: riceve regolarmente la paghetta il 33% dei maschi e il 26% delle femmine. Ampliare il dialogo familiare dai consumi del presente alla pianificazione del futuro è quindi un passaggio decisivo per rafforzare autonomia e consapevolezza.  L’edizione 2026 approfondisce per la prima volta la relazione tra alfabetizzazione finanziaria e benessere. Il benessere generale degli italiani si attesta a 59/100, appena al di sotto della soglia di sufficienza (60/100). Secondo il rapporto, resta più fragile il quadro relativo al benessere psicofinanziario (l’indicatore che misura quanto ci si sente al sicuro con i propri soldi e capaci di gestirli) che si ferma a 51/100. È soprattutto la poca serenità verso il futuro a pesare negativamente sul rapporto degli italiani con le proprie finanze. L’alfabetizzazione finanziaria e assicurativa impatta positivamente sul benessere dei cittadini quando si trasforma in capacità di agire. "L’educazione finanziaria è una leva essenziale di benessere, resilienza e sviluppo. Non è soltanto una competenza individuale, ma una risorsa collettiva che rafforza la capacità di famiglie, imprese e comunità di affrontare le sfide del presente e del futuro – ha sottolineato Giancarlo Fancel, Country Manager e Ceo di Generali Italia – Come Generali, vogliamo continuare ad agire insieme alle istituzioni per creare una maggiore consapevolezza che può tradursi in scelte più efficaci, capacità di pianificare, protezione del patrimonio e sicurezza finanziaria. Per un Paese più solido, inclusivo e capace di guardare al futuro con fiducia”. “I risultati presentati oggi mettono in evidenza un elemento importante: esperienza e partecipazione alle scelte finanziarie si associano a competenze più elevate – ha affermato Marco Oddone, Ceo di Alleanza Assicurazioni – Per questo, come Alleanza, insieme alla nostra Rete, vogliamo rendere l’educazione finanziaria sempre più concreta e accessibile, portandola nei territori, nelle scuole e nella vita quotidiana delle persone. Dal 2020 abbiamo coinvolto 550mila cittadini in oltre 10mila eventi e continueremo a investire nella capacità dei nostri Consulenti di trasformare la conoscenza in comportamenti consapevoli. Sapere non basta, l’educazione finanziaria e assicurativa produce valore quando aiuta le persone a scegliere, agire e guardare al futuro con maggiore sicurezza”. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ex Ilva, Cassazione rigetta ricorsi contro lo stop dell’area a caldo

(Adnkronos) –
La Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dalla società Ilva e da Acciaierie d’Italia contro il decreto della Corte d'Appello di Milano che ha disposto lo stop dell'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto. La decisione è stata presa dai giudici delle Sezioni Unite Civili dopo l’udienza dello scorso 20 ottobre. "Deve concludersi che l'accertamento svolto dai giudici di merito circa la sussistenza dei pericoli ‘gravi e rilevanti’ che impongono la sospensione dell'attività, ai sensi dell'art. 8 par. 2 direttiva Ied, sia congruamente fondato sulle complessive risultanze istruttorie e informato al principio di precauzione, senza violare il principio di proporzionalità, tenuto conto anche dell'annoso protrarsi della vicenda", scrivono le Sezioni Unite civili della Cassazione nella sentenza. "È condivisibile, sul punto, la conclusione del pubblico ministero, per cui ‘l'intensità del rimedio inibitorio apprestato corrisponde, peraltro, in modo del tutto proporzionato alla natura primaria del diritto soggettivo tutelato e alle stringenti indicazioni in materia di effettività della tutela ambientale e sanitaria provenienti dall'ordinamento dell'Unione'", scrivono i supremi giudici. “La nuova direttiva (Ue) 2024/2881 del 23 ottobre 2024 ‘relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa (rifusione)’ – da recepire entro l'11 dicembre 2026 – fissa parametri ancora più severi in tema di particolato (Pm1o e PM2,5), sia sotto il profilo qualitativo che sotto quello quantitativo, prendendo come parametro di riferimento proprio le indicazioni dell'Oms (Air Quality Guideline Who del 2021) cui faceva riferimento il parere negativo dell'Iss del 30 luglio 2024, prima che il d.l. n. 5 del 2025 indicasse invece come parametro per la valutazione dell'impatto sulla qualità dell'aria nella Vis i valori limite di riferimento di cui al d. Igs. n. 155 del 2010", un altro passaggio della sentenza. "Tra l'altro, il Cons. 19 della stessa direttiva – si legge nelle 70 pagine – conferma anche che ‘dai dati scientifici disponibili risulta che il biossido di zolfo, il biossido di azoto e gli ossidi di azoto, il particolato (PM1o e PM2,5), il benzene, il monossido di carbonio, l'arsenico, il cadmio, il piombo, il nichel, alcuni idrocarburi policiclici aromatici e l'ozono abbiano una serie di effetti negativi importanti sulla salute umana e siano connessi a varie malattie non trasmissibili, a cattive condizioni di salute e a un aumento della mortalità'". 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Cittadinanzattiva: “Metà delle segnalazioni riguarda l’accesso alle cure”

0

(Adnkronos) – "Da qualche anno, purtroppo, le segnalazioni che riceviamo sono sempre le stesse e riguardano sempre il tema dell'accesso. Nel tempo, le segnalazioni che prima si concentravano sulla qualità dei servizi o sulla sicurezza si sono spostate completamente sull'accesso alle cure: oggi la metà di quelle che ci arrivano riguarda proprio questo tema". Così Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, intervenuta alla seconda edizione dell'Health Journalism Forum, in corso all'ospedale Cardarelli di Napoli. "Ma cosa si intende per accesso dal punto di vista dei cittadini? Innanzitutto i tempi di attesa, quindi tutta la grande questione delle liste d'attesa, sulla quale si concentra anche gran parte della comunicazione pubblica. Poi i costi che dalle liste d'attesa derivano, perché di fronte a tempi lunghi il cittadino deve decidere se rinunciare alle cure, non avendo la possibilità di pagarle, oppure pagarle di tasca propria. Accesso, quindi, in termini di tempo e in termini di costo. E infine il grande tema dell'accesso come prossimità dei servizi: in molte aree del nostro Paese c'è un problema di desertificazione dei servizi sanitari, per cui accedere significa anche avere difficoltà a trovare un servizio vicino al luogo in cui si vive o si lavora". Quanto al ruolo di una corretta informazione nel rendere i cittadini consapevoli dei propri diritti in materia di salute, Mandorino ha sottolineato: "L'informazione è ciò che noi chiamiamo alfabetizzazione sanitaria ed è molto utile per orientare il cittadino in un mondo certamente molto complesso come quello della salute, dove tante informazioni si stratificano e tante norme cambiano di giorno in giorno, modificando le situazioni. Serve quindi un'informazione corretta, che tratti il cittadino da adulto e non da bambino, come diciamo noi: un'informazione che non abbia un approccio paternalistico, ma che informi i cittadini e li metta nella condizione di esigere i propri diritti, ma anche di esercitare i propri doveri e le proprie responsabilità nell'accesso ai servizi, sapendo dove orientarsi". "Un dato che ci ha colpito nell'ultimo Rapporto Pit, dai Punti integrati di tutela in cui ascoltiamo i cittadini – ha aggiunto – riguarda le Case della comunità, legate a tutta la riforma dell'assistenza territoriale. Si tratta di un tema molto centrale nel dibattito tra gli addetti ai lavori, che però risulta il meno considerato in assoluto dai cittadini, semplicemente perché per loro le Case della comunità spesso non sono ancora una realtà: magari sono state costruite o ristrutturate, ma non sono ancora aperte e utilizzabili. C'è quindi una discrasia tra quanto se ne parla tra gli esperti e quanto questo incide poi sulla consapevolezza dei cittadini, che invece dovrebbero avere ben chiaro il disegno delle Case della comunità, perché si tratta di una delle riforme più importanti maturate negli ultimi anni", ha concluso. 
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fino a 15 anni per una diagnosi di malattia rare alle ossa: “Necessaria corretta informazione”

(Adnkronos) – Fino a 15 anni per ricevere una diagnosi: è la situazione che vivono le migliaia di persone colpite da una delle oltre 500 malattie rare delle ossa, che a causa dei sintomi aspecifici risultano difficili da individuare. Una situazione complessa soprattutto per l'adulto: se, infatti, nell'età pediatrica i segni clinici possono comparire in forma evidente, in seguito si manifestano in modo graduale, venendo frequentemente scambiati per disturbi più comuni, con il rischio di conseguenze anche gravi e di una compromissione profonda della qualità di vita. L'appello congiunto di clinici, associazioni di pazienti e istituzioni per accelerare i tempi di diagnosi e garantire percorsi di presa in carico precoci è stato lanciato oggi a Roma durante un convegno promosso in occasione della Giornata mondiale delle malattie rare delle ossa. L'evento, realizzato con il contributo non condizionante di Ascendis Pharma, Alexion Italia e Kyowa Kirin, ha visto la presenza delle principali associazioni nazionali del settore, tra cui Api (Associazione pazienti ipofosfatasia), Appi (Associazione per pazienti affetti da ipoparatiroidismo) e Aifosf (Associazione italiana dei pazienti con disordini rari del metabolismo del fosfato). "Le malattie rare dell'osso rappresentano una sfida complessa e ancora troppo spesso invisibile, con un impatto profondo sulla quotidianità e sulla mobilità delle persone colpite – dichiara la senatrice Ylenia Zambito, coordinatrice dell'Intergruppo parlamentare per le Fratture da fragilità – Tra i rischi più gravi c'è la comparsa di fratture da fragilità, che possono verificarsi anche in assenza di traumi importanti, causando perdita di autonomia e isolamento sociale: la prevenzione, la diagnosi rapida e l'accesso ai centri di riferimento rappresentano gli elementi su cui dobbiamo continuare a investire. Come Intergruppo parlamentare siamo costantemente al lavoro per portare all'attenzione del Governo e del ministero della Salute la necessità di rafforzare le reti regionali, promuovere la collaborazione multidisciplinare e superare le disparità territoriali. Abbiamo bisogno di politiche strutturate che permettano di abbattere i tempi d'attesa per l'accesso agli esami e garantire percorsi di cura omogenei in tutto il Paese".  "Chiedere ai pazienti di attendere fino a 15 anni per ottenere una risposta significa ignorare i pericoli della diagnosi tardiva – sottolinea Maria Luisa Brandi, presidente della Fondazione Firmo e rappresentante della Coalizione Off Italia – Il ritardo, infatti, preclude l'accesso tempestivo alle terapie mirate e favorisce lo sviluppo di complicanze scheletriche e sistemiche. Imparare a leggere la fragilità ossea attraverso l'analisi dei dati epidemiologici e l'uso di registri dedicati, come il Registro italiano Fratture da fragilità, costituisce uno strumento fondamentale per intercettare precocemente i campanelli d'allarme. Oggi è necessario un maggiore impegno anche verso la gestione della fragilità ossea rara durante la gravidanza e il post-partum: un approccio specialistico preventivo può fare la differenza per la salute sia della madre che del bambino. Purtroppo la prevenzione primaria viene ancora troppo spesso sottovalutata: corretti stili di vita, apporto di calcio e di vitamina B restano uno strumento importantissimo, insieme alla rinuncia a fumo e alcool e all'implemento di attività fisica. A questi accorgimenti è spesso necessario affiancare anche controlli periodici dagli specialisti". "L'innovazione scientifica sta aprendo prospettive terapeutiche un tempo impensabili per le malattie rare del metabolismo scheletrico – commenta il direttore dello Stabilimento chimico farmaceutico militare, Arcangelo Moro – Oggi sappiamo quanto sia importante per le persone colpite da queste malattie trovare supporto farmacologico nella vita di tutti i giorni, per mantenere o recuperare autonomia e migliorare la qualità di vita. Per questo lavoriamo con la Fondazione Firmo con un obiettivo comune: garantire che nessun paziente venga lasciato indietro. Quando mondo militare e istituzioni civili collaborano il risultato è a beneficio di tutti: le innovazioni scientifiche trovano spazio e chi ne ha bisogno può beneficiarne in tempi sempre più ristretti".  "Le patologie rare del metabolismo osseo rimangono per troppi anni prive di una diagnosi corretta – conclude Antonella Celano, referente della Coalizione Off Italia – ma questa non è l'unica criticità legata a questo settore: anche quando la patologia viene riconosciuta, infatti, permangono ostacoli legati alla continuità assistenziale e alla transizione dall'età pediatrica a quella adulta. Garantire l'accesso omogeneo ai farmaci innovativi, promuovere il dialogo diretto tra pazienti e medici specialisti e valorizzare il ruolo delle associazioni sono passaggi indispensabili. Solo attraverso una corretta informazione e una forte alleanza tra tutti gli attori del sistema possiamo tutelare i diritti delle persone con disabilità invisibili".  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Manfredi (sindaco Napoli): “La democrazia della salute parte dall’informazione”

(Adnkronos) – "Credo che sia molto importante oggi avere una informazione sanitaria corretta nei confronti del cittadino perché è uno strumento fondamentale per garantire un corretto accesso alle cure, in quanto spesso l'accesso alle cure viene negato proprio perché non c'è una giusta conoscenza da parte delle persone. E Napoli, che è una città così complessa anche dal punto di vista sociale, con tante marginalità, ci insegna come spesso sia indispensabile che, soprattutto per le persone più fragili, l'informazione diventi uno strumento di accesso". Così il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, intervenuto oggi all'ospedale Cardarelli alla seconda edizione dell'Health Journalism Forum, sull'importanza che un confronto sulla sanità e sulla corretta informazione sanitaria parta proprio da Napoli. Fondamentale, in questo senso, anche il ruolo dei Comuni per garantire equità nei servizi offerti ai cittadini. "Questa è un po' la sfida che noi abbiamo davanti in un momento in cui le disuguaglianze e le difficoltà sociali sono tante – ha spiegato Manfredi – L'impegno dei Comuni, che spesso non hanno neanche i mezzi per poterlo fare, è di favorire una maggiore equità nell'accesso, e oggi io credo che questa sia la vera sfida quando vediamo che una parte importante della popolazione non accede alle cure e ci accorgiamo che spesso sono i più anziani, i più poveri, le persone più marginali. Questo veramente ci fa riflettere che oggi c'è un tema di democrazia della salute rispetto al quale l'impegno delle amministrazioni locali, che sono amministrazioni di prossimità, è indispensabile". "Io credo che la sanità pubblica sia uno dei patrimoni più importanti che abbiamo ereditato, è uno dei pilastri della nostra Repubblica – ha concluso il sindaco – La sanità pubblica, la scuola pubblica sono dei valori che noi forse non apprezziamo perché ce li abbiamo, ma la difesa di questo straordinario patrimonio, in un momento di cambiamento, di difficoltà economiche, di cambiamento della composizione sociale, credo sia la vera battaglia del momento". 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mascaro (Accenture): “Centralità umana grande sfida di marketing e comunicazione”

(Adnkronos) – "Oggi la narrativa principale guarda tantissimo alla tecnologia e all'intelligenza artificiale, ma l'ingegno umano resta al centro di questa trasformazione: sia perché la tecnologia non può e non deve sostituire l'umano, sia perché l'umano ha necessariamente bisogno di evolvere nel modo in cui la utilizza. A me piace parlare di spirito critico, di discernimento, della capacità di porsi le domande giuste: credo che questa resterà la grande sfida nell'evoluzione del marketing e della comunicazione". Lo ha dichiarato Paola Mascaro, Direttrice Marketing di Accenture Italia, in occasione di Intersections 2026, l'evento dedicato a marketing, comunicazione, creatività e tecnologia in corso all’Allianz MiCo di Milano. Nell'ambito della manifestazione, la manager ha sottolineato l'impegno verso le nuove generazioni: "Non è un caso che questa mattina sia qui con grandissimo piacere per incontrare un centinaio di ragazzi e ragazze ai quali offriamo un percorso totalmente gratuito che si chiama Palestre Digitali. Il nome dice molto su quale sia l'obiettivo: sicuramente arricchire la loro cassetta degli attrezzi con nuove competenze, ma anche e soprattutto aiutarli nello sviluppo di abilità tutte umane e, perché no, fare più rete e network appena possibile". Sull'attitudine dei giovani e sul valore del lavoro, Mascaro ha poi precisato: "È vero, 'fatica' è una parola poco di moda. In realtà credo che i ragazzi siano assolutamente aperti e disponibili: abbiamo realizzato più di una ventina di edizioni, quindi sappiamo bene che si danno un gran da fare. È chiaro che bisogna dare un senso alle cose; credo che dare un senso e un significato al ruolo e al lavoro dei giovani sia una responsabilità di noi 'diversamente giovani'". In merito alle prospettive future e all'evoluzione dei percorsi professionali, la Direttrice Marketing di Accenture Italia ha affermato: "Dobbiamo aiutare i giovani a comprendere quale sarà il loro ruolo. Noi siamo cresciuti con la cosiddetta gavetta, quel tipo di esperienza in cui si mettevano le mani sui PowerPoint e sui fogli Excel per imparare dai più grandi: questo necessariamente cambia e cambierà. In fondo, paradossalmente, saranno chiamati a essere adulti prima. Ecco perché queste competenze umane e la capacità di utilizzare la tecnologia in maniera matura sono fondamentali per loro", ha concluso Mascaro. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pensioni, cosa cambia con taglio alle rivalutazioni: lo scenario della Uil

(Adnkronos) – Con una stretta sulla rivalutazione delle pensioni il taglio lordo agli assegni medio alti potrebbe oscillare tra i 95 e i 1240 euro circa l’anno. A calcolarlo è la Uil pensionati, prendendo a riferimento le indiscrezioni emerse nelle ultime ore sul nuovo meccanismo di indicizzazione, che prevederebbe un riconoscimento al 100% dell’inflazione solo ai trattamenti fino a quattro volte il minimo Inps. La percentuale scenderebbe poi al 90% per quelli fino a cinque volte il minimo, al 60% per gli assegnazioni superiori a cinque e fino a sei volte il minimo, al 50% tra sei e otto volte, al 40% tra otto e dieci volte e al 35% oltre dieci volte il minimo.  Partendo da un’inflazione ipotetica al 3%, il passaggio dal sistema di rivalutazione per scaglioni a quello per importi complessivi, con queste percentuali, “comporterebbe aumenti più bassi per le pensioni superiori a quattro volte il minimo”, ossia quelle pari al trattamento minimo Inps di 611,85 euro. Ovviamente “sono dati ipotetici, per avere certezza, è necessario aspettare il decreto del Mef per l’adeguamento delle pensioni in base alle risultanze dei dati Istat”, rimarca il sindacato, ribadendo che la simulazione utilizza un’inflazione ipotetica e le percentuali della bozza riportata, senza considerare eventuali clausole di salvaguardia. Ma il segretario generale Uilp, comunque, non ci sta: “Continuiamo a considerare assurdo un nuovo taglio della rivalutazione”, dice Carmelo Barbagallo. “Non si può continuare a fare cassa sui pensionati: sono persone, non bancomat. Se il taglio venisse confermato – avverte – non resteremo fermi. I pensionati sono 16 milioni, e vogliono continuare a fare il bene del Paese e delle loro famiglie”. La differenza sostanziale, si illustra nell’analisi della Uilp, riguarda il metodo di calcolo: "Con il sistema per scaglioni, le percentuali ridotte si applicano soltanto alle quote di pensione che superano determinate soglie" mentre con quello per importi complessivi "la percentuale prevista per la fascia di appartenenza si applica all’intera pensione". Per le pensioni da 1.500 e 2.000 euro lordi mensili non ci sarebbe alcuna differenza perché in entrambi i sistemi verrebbe riconosciuta l’intera inflazione, con aumenti rispettivamente di 45 e 60 euro al mese. Il discorso cambia invece per gli importi più alti. Una pensione da 2.500 euro riceverebbe un aumento di 67,50 euro anziché 74,84 euro mensili, mentre per un assegno da 3.000 euro l’incremento scenderebbe da 88,34 a 81 euro al mese. In entrambi i casi, la perdita sarebbe di 7,34 euro mensili, pari a 95,42 euro all’anno su 13 mensilità.  
La penalizzazione crescerebbe per una pensione da 3.500 euro: l’aumento passerebbe da 99,86 a 63 euro mensili, con una perdita di 36,86 euro al mese, pari a 479,18 euro all’anno. Per un assegno da 4.000 euro, l’incremento scenderebbe da 111,11 a 60 euro mensili, determinando 51,11 euro in meno al mese, cioè 664,43 euro annui. Una pensione da 5.000 euro riceverebbe 60 euro di aumento anziché 133,61 euro mensili, con una perdita di 73,61 euro al mese, pari a 956,93 euro all’anno. Per una pensione da 6.000 euro, l’aumento si ridurrebbe da 156,11 a 72 euro mensili, con 84,11 euro in meno al mese, equivalenti a 1.093,43 euro annui. Infine, per una pensione da 6.200 euro, l’incremento passerebbe da 160,61 a 65,10 euro mensili: la perdita sarebbe di 95,51 euro al mese, pari a 1.241,63 euro all’anno. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diana (Accenture Song): “Con creator economy marche passano da follower ad affinità culturale”

(Adnkronos) – “A noi piace parlare di uno shift dall'influencer marketing alla creator economy, perché l'importante è che ci sia un tema di affinità culturale e che si crei una connessione forte tra quello che un creator esprime e quelli che sono i valori della marca. Il punto non è cercare il testimonial che può portare il maggior numero di follower, ma è capire chi può creare questa affinità”. Così Alessandro Diana, responsabile per l’Italia di Accenture Song, nel corso di Intersections 2026, l'evento dedicato a marketing, comunicazione, creatività e tecnologia, in corso all’Allianz MiCo di Milano. I lavori presentati dal Marketing Circle guidato da Accenture Song, “una community di oltre sessanta direttori marketing che coordiniamo da alcuni anni e che ogni anno produce un report sulle principali tendenze”, hanno messo in luce i principali trend del settore: “Quest'anno siamo presenti con diverse iniziative – spiega Diana – Abbiamo parlato di come cambia la rilevanza e di che cosa significhi oggi per le marche costruirla sia sulla sfera emozionale sia su quella razionale, e di come gli algoritmi debbano giocare un ruolo importante soprattutto su quest'ultima. Abbiamo affrontato il tema di come le organizzazioni cambiano nella relazione e di come l'intelligenza artificiale le stia permeando, creando modelli e processi completamente rivisti. Infine, abbiamo analizzato come la produzione e la pianificazione dei media, oltre alla creazione di valore, vengano trasformate nel mondo tech”. Spazio infine all'evoluzione dei mezzi di comunicazione e al ruolo del commercio sul territorio: “Un tema che stiamo raccontando riguarda il retail media, un mezzo che sta crescendo, che vediamo in forte crescita e sul quale come Accenture stiamo investendo. Quando si parla di retail media, si parla della capacità di monetizzare spazi e property fisiche e digitali che possono diventare di fatto un nuovo media. È un tema che può abbracciare diverse industry in diversi settori”, conclude Diana. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)