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Diego Bianchi e la lezione sull’Ucraina: “Anche i partigiani in Italia hanno usato armi inviate da Usa e Uk”

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(Adnkronos) – Dopo il dibattito scatenato da Virginia Libero, leader dei Giovani Democratici che ha parlato di diserzione in caso di guerra dal palco della Festa dell'Unità, sul tema interviene anche Diego Bianchi, blogger e conduttore di 'Propaganda'. "Quando è scoppiato il conflitto – ha spiegato intervenendo ieri a 'Otto e Mezzo', su La7, dove tra gli ospiti di Lilli Gruber era presente anche la leader dei giovani dem -, quella dell'Ucraina era una storia di Resistenza, per cui una persona di sinistra vedeva in quella storia lì una storia di altri Partigiani. Io ho avuto la fortuna per lavoro di intervistare dei Partigiani, che mi raccontavano quanto fossero contenti degli aviolanci degli americani e degli inglesi che gli davano le armi".    "Per fare cosa – chiede -? Sì, la pace…la pace arrivava dopo. Prima
usavano quelle armi, andavano a sparare ai nazisti e ai fascisti. La storia pacifica di questo Paese parte anche da lì e quella era una storia, vogliamo dire di sinistra? Vorrei dire di no… era una storia italiana, non era una storia fascista, sempre per partire dalle basi. Dopodiché adesso siamo in una situazione completamente diversa per cui non so chi stia vincendo tra Ucraina e Russia, ma l'impressione che ho è che in Italia abbia vinto Putin", la conclusione del conduttore. "Ma questo è un altro discorso, è una mia impressione guardando tv e giornali…".  
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Prof accoltellata, Valditara: “Studente è ragazzo tranquillo, possibile ruolo social e siti violenti”

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(Adnkronos) – Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha immediatamente sentito la dirigente scolastica Wanda Giacomini dell’Istituto 'Giovanni Verga' di Roma, esprimendo vicinanza e solidarietà alla professoressa accoltellata da uno studente e a tutta la comunità scolastica. Il 13enne, si legge in una nota, "risulta essere sempre stato un ragazzo tranquillo, senza particolari problematiche". "Dalle prime informazioni, ancora da confermare – si legge in una nota del ministro Valditara – il giovane avrebbe ripreso in video il gesto e potrebbe aver avuto un ruolo nella vicenda l’influenza dei social e di siti violenti a cui si sarebbe avvicinato negli ultimi tempi". Il 13enne che questa mattina ha spruzzato lo spray urticante sul volto della professoressa, per poi ferirla con un coltello, avrebbe agito infatti durante una videochiamata. “Oltre alla educazione al rispetto e alla conoscenza dei rischi connessi alla rete, occorre impedire ai minori di 15 anni l’accesso a social e canali pericolosi. In tal senso, il Kids Act della Commissione Ue va nella giusta direzione. Si devono stabilire regole chiare a tutela dei giovani e al tempo stesso – spiega – come stiamo già facendo, ripristinare nella quotidianità della vita scolastica il rispetto dell’autorità dei docenti e delle regole, la disciplina e il senso di responsabilità. Non dobbiamo avere paura di affermare che chi sbaglia deve pagare”. 
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Salute, odontoiatra Bartolomei: “Tecnologia coinvolge adolescenti nel trattamento”

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(Adnkronos) – "In generale un trattamento ortodontico è una procedura che richiede sempre collaborazione e quando si parla di adolescenti sappiamo che questa collaborazione a volte non è così banale da ottenere. Oggi però la tecnologia ci mette a disposizione strumenti davvero innovativi che riescono a coinvolgere il ragazzo e a renderlo parte attiva del trattamento". Così Lorenzo Bartolomei, odontoiatra e specialista in ortodonzia, intervenendo a Napoli all'evento formativo dedicato all'ortodonzia in età evolutiva, presso l'università della Campania Luigi Vanvitelli. "Deve esserci una sinergia tra medico e paziente – spiega Bartolomei – perché è questa collaborazione che ci permette di arrivare al risultato preposto. E possiamo cominciare già dalla prima visita, facendo capire al nostro paziente adolescente che il mondo del dentista e dell’odontoiatria è cambiato". Un esempio arriva dalla presa delle impronte. "Non utilizziamo più necessariamente quei materiali fastidiosi tradizionali – precisa – ma possiamo effettuare una scansione e mostrare immediatamente al paziente la riproduzione in 3D della propria bocca. In questo modo lo rendiamo partecipe e consapevole delle proprie problematiche, che possono essere estetiche, ma soprattutto funzionali". Secondo Bartolomei, proprio questo approccio può favorire il coinvolgimento del giovane nel percorso di cura. "Già vedere la propria bocca riprodotta in 3D incuriosisce il paziente e lo rende più consapevole del fatto che sta facendo qualcosa per la propria salute", sottolinea.  C'è poi il tema delle conseguenze di una malocclusione non trattata. "Il rischio – evidenzia Bartolomei – è quello di permanere con una condizione non ideale. Sappiamo che una malocclusione può avere conseguenze anche sulla salute generale e per questo è importante intervenire con un percorso adeguato". La tecnologia interviene anche nella quotidianità del trattamento. "Gli allineatori – rimarca – sono meno invasivi e non impattano nella vita quotidiana del ragazzo: sono compatibili con la vita sociale e con le attività sportive, aspetti molto cari ai nostri pazienti adolescenti". 
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Scoperta nuova specie di felino selvatico, si trova in Bolivia: è il gatto Tilcayo

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(Adnkronos) –
Scoperta una nuova specie di felino, chiamata ‘Leopardus tilcayo’. Tutto ha inizio nel 2016, quando la biologa ed esploratrice Paola Nogales-Ascarrunz venne chiamata da un rifugio per animali selvatici in Bolivia, dove avevano trovato un felino apparentemente nuovo. L'animale è stato allevato per circa un anno come un gatto domestico, ma le sue caratteristiche facevano pensare a un animale selvatico. Dopo la visita di Nogales-Ascarrunz, le caratteristiche del gatto furono più chiare: molto piccolo – pesa circa un chilo e mezzo e misura 46 centimetri – orecchie corte e rotonde, lunghi baffi e soprattutto un mantello caratterizzato da grandi macchie simili a quelle di un leopardo. Inizialmente la biologa aveva pensato che appartenesse alla specie ‘Leopardus tigrinus’, conosciuta come gatto tigre. Poi, nel 2019 notò che il suo aspetto era diverso da quello degli esemplari della stessa specie, aveva rosette molto più grandi.   Grazie alle analisi eseguite, gli scienziati hanno scoperto che il felino è geneticamente diverso dalle altre specie conosciute. La ricerca ha quindi portato alla proposta di riconoscerlo come una nuova specie, chiamata 'Leopardus tilcayo'. Vive nella regione delle Yungas, una zona delle Ande in Bolivia. Gli scienziati conoscono ancora molto poco di questa specie, compresi il numero di esemplari presenti in natura, la sua alimentazione e le sue abitudini. La scoperta è importante non solo perché aggiunge una nuova specie alla famiglia dei felini, ma anche perché dimostra quanto sia ancora poco conosciuta la biodiversità dei piccoli felini selvatici. 
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Al via Acea Acqua Edu Camp su educazione idrica, vela e sostenibilità per le nuove generazioni

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(Adnkronos) – Al via il tour nazionale di Acea Acqua Edu Camp, il primo camp che unisce educazione idrica, vela, sport e sostenibilità in un percorso esperienziale dedicato alle nuove generazioni con l’obiettivo di sensibilizzare i più giovani sull’importanza della risorsa idrica. Oggi presso il Porto Turistico di Roma, a Ostia, la tappa che ha coinvolto gli alunni della classe terza della Scuola Nostra Signora di Betlem di Marino (Roma), tra i vincitori del contest cinematografico lanciato lo scorso anno nell’ambito del progetto Acea Scuola Educazione idrica.  All'evento hanno partecipato Carla Consuelo Fermariello, Presidente della Commissione Scuola del Comune di Roma e Andrea Aliscioni, direttore generale di Acea Ato 2. Attraverso attività educative, giochi a tema nautico ed esperienze pratiche di vela, gli studenti hanno avuto l'opportunità di approfondire temi legati alla tutela dell'acqua, alla sostenibilità ambientale e all'importanza di adottare comportamenti responsabili per la salvaguardia di una risorsa essenziale per la vita. Acea Acqua Edu Camp rappresenta una delle iniziative previste nell'ambito di Acea Scuola Educazione Idrica, il progetto educativo promosso da Acea che da quest’anno è stato esteso a tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado del territorio nazionale. Il progetto ha coinvolto ad oggi oltre 30.000 studenti nelle attività formative online e più di 2.000 ragazzi nelle visite guidate agli impianti. Il programma prevede percorsi formativi su una piattaforma digitale dedicata, visite presso i siti gestiti da Acea sui territori e la partecipazione al contest nazionale "Gocce di innovazione. L'uso dell'acqua nella tua casa del futuro", attraverso il quale gli studenti sono chiamati a raccontare, mediante un cortometraggio, la propria visione delle tecnologie e delle soluzioni innovative che potranno rendere le abitazioni del futuro sempre più efficienti nella gestione dell'acqua. Tra i temi proposti figurano il risparmio idrico, il riuso e il riciclo della risorsa, le tecnologie intelligenti applicate alle abitazioni, l'efficienza dei consumi domestici e i nuovi approcci "net zero water". Le classi vincitrici hanno ricevuto voucher per l'acquisto di materiale didattico, mentre i finalisti hanno l'opportunità di partecipare alle attività di Acea Acqua Edu Camp, in corso proprio in questi giorni. Il tour, in otto tappe, coinvolgerà gli studenti delle scuole nei diversi territori serviti dalle società idriche di Acea: oltre al Lazio, Valle d’Aosta, Liguria, Toscana, Umbria, Campania, Molise e Sicilia. 
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iPhone 18, in coda dall’alba a Milano. Pioggia di critiche social: “Per un posto di lavoro non farebbero quella fila”

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(Adnkronos) – C’è chi alle 6 del mattino è ancora sotto le coperte e chi, alla stessa ora, è già in fila davanti a un Apple Store. Obiettivo: essere tra i primi ad acquistare il nuovo iPhone. Oggi, 18 settembre, iPhone
18 Pro e iPhone 18 Pro Max arrivano ufficialmente nei negozi italiani, dopo l’apertura dei preordini del 12 settembre. A Milano, l’Apple Store di Piazza Liberty ha anticipato eccezionalmente l’apertura alle 8. I prezzi contribuiscono inevitabilmente a far discutere: si parte da 1.489 euro per iPhone 18 Pro e da 1.639 euro per il Pro Max, mentre scegliendo le configurazioni con più memoria si può arrivare fino a 3.139 euro. Ma a far parlare non sono soltanto le cifre. Sono soprattutto le persone disposte ad alzarsi all’alba e ad aspettare davanti a un negozio quando, ormai da anni, esiste la possibilità di acquistare lo stesso prodotto comodamente online. Una scelta che per alcuni non ha molto senso e che sui social ha scatenato una pioggia di commenti.  C’è chi scrive semplicemente “Meritiamo l’estinzione”, chi parla di “totale
dipendenza” dai prodotti tecnologici e chi liquida la scena con una serie di risate. Altri utenti mettono invece l’accento sulla questione economica. “Avevo pensato di prenderlo… ma poi ho deciso di tenermi il mio e con quei soldi me ne vado a Parigi in vacanza una settimana!”, scrive un utente, contrapponendo il costo dello smartphone a un’esperienza completamente diversa.  C’è poi chi non contesta tanto la spesa quanto la scelta di fare la fila. “C’è chi se lo può permettere e chi lo prenderà a rate, ma ciò che non capisco è perché fare la fila quando esiste la possibilità di ordinarlo e ritirarlo senza fare fila o riceverlo a casa?” Non mancano naturalmente le critiche più dure: “Che vergogna questa gente”, scrive un altro commentatore, mentre qualcun altro sintetizza il proprio giudizio con “Siamo alla frutta proprio”. E infine arriva il commento che sposta la discussione dal consumismo alla situazione sociale: “Per un posto di lavoro non farebbero quella fila e soprattutto alle 6 del mattino.” 
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La Russia al voto, l’economia peggiora e resta l’unica arma per esercitare pressione su Putin

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(Adnkronos) – Sono i giorni delle elezioni in Russia. Una consultazione finta, come è evidente, perché il risultato non è contendibile. Il partito Russia Unita di Vladimir Putin non ha nessun reale concorrente e la popolazione è di fatto costretta all'ennesimo plebiscito. Nulla a che fare con le elezioni intese come espressione di una democrazia. C'è però un elemento, l'economia reale e le condizioni di vita dei russi, con cui, anche un regime che fabbrica artificialmente il consenso deve fare i conti.  Nonostante siano sempre efficienti le armi di cui dispone, propaganda e sistematica disinformazione, quattro anni e sette mesi di guerra in Ucraina hanno completamente trasformato un tessuto sociale, sfibrato da inflazione, potere d'acquisto in progressivo deterioramento e prospettive sempre più povere. Quello che i dati ufficiali, pure in evidente peggioramento, faticano a rappresentare fedelmente è il livello di frustrazione dei russi che anche la macchina del Cremlino fatica a contenere.  Il fattore tempo gioca in questo scenario un ruolo chiave. Se le iniziali aspettative di una vittoria lampo su Kiev si sono subito rilevate infondate, anche la sbandierata certezza di una vittoria definitiva si è progressivamente sgretolata. Con una conseguenza sostanziale: si assottigliano le residue capacità di tenuta.  La trasformazione di un'economia fortemente sostenuta da produzione ed export in un'economia di guerra, esclusivamente alimentata dallo sforzo bellico, può essere sostenuta per un arco temporale definito e con la prospettiva di una vittoria sul campo. Al contrario, la guerra infinita che continua a spostare in avanti la prospettiva di una fine, allontana le possibilità di riconversione post bellica e alimenta il potenziale di una contrapposizione al regime, su più livelli.  Il tempo che passa, con le risorse che diminuiscono, impoverisce la popolazione, mette a rischio definitivamente i patrimoni dei benestanti e le fortune degli oligarchi. Anche all'interno del regime, nelle posizioni di vertice più vicine a Putin, è emersa la netta contrarietà all'ipotesi di una mobilitazione generale, con l'economia interamente consegnata alla produzione bellica e il conseguente collasso definitivo del comparto produttivo civile.  In questo scenario, si inseriscono le pressioni su Putin che arrivano da due binari diversi. Da una parte le sanzioni, sia quelle europee sia quelle americane, che insistono sulla strada dell'isolamento di Mosca e continuano a scommettere sull'efficacia di uno strumento che la Russia, con la complicità di alleati più o meno dichiarati, ha dimostrato però di saper neutralizzare almeno in parte. Dall'altra, la possibilità di utilizzare la prospettiva di accordi commerciali che possano dare ossigeno all'economia russa come un'arma per convincere Putin a trattare sulla fine della guerra in Ucraina. Questo schema, che secondo quanto scrive il New York Times ispirerebbe le ultime mosse di Donald Trump, potrebbe trovare una sponda proprio in quello che resta della forza persuasiva della cerchia di oligarchi alla guida delle grandi aziende di Stato.  All'economia, da qualsiasi lato si guardi alla Russia di oggi, è legata l'ultima residua speranza di arginare il rischio che Putin possa continuare a fare della guerra uno strumento a uso 'personale', per garantirsi i margini necessari a conservare il potere. (Di Fabio Insenga) 
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Chi l’ha visto, contattata anche Fagnani per la conduzione: “Poi ha prevalso scelta interna”

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(Adnkronos) – Per la conduzione di ‘Chi l’ha visto' “Francesca Fagnani è un talento che abbiamo valutato, ha grande esperienza ed è una figura di punta con un background di giornalista che si occupa di crime”. A dirlo è il direttore dell’approfondimento Rai Paolo Corsini nel corso della presentazione della nuova stagione di ‘Chi l’ha visto’, che vedrà il debutto alla conduzione di una delle storiche inviate del programma, Raffaella Griggi.  “Quando Federica (Sciarelli, ndr) ha definitivamente confermato la volontà di non proseguire, da direttore ho cercato di interloquire con vari profili”, spiega Corsini. Che sulla scelta della Griggi, sottolinea: “La decisione finale è stata mia, ma l’azienda è abbastanza articolata e complessa, c'è una direzione marketing, c'è un coordinamento generi, c'è una direzione di distribuzione, c'è una direzione di risorse televisive, c'è un amministratore delegato, quindi la valutazione è stata ampia e con tanti confronti. Alla fine, però, ha prevalso la scelta interna: una decisione che dimostra come all'interno di questa azienda ci siano competenze e talenti che possono essere valorizzati”.  
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Salute, ortognatodontista Riatti: “In età evolutiva non si tratta solo di allineare i denti”

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(Adnkronos) – "Un moderno trattamento ortodontico non è soltanto allineare i denti, come si potrebbe banalmente pensare. Oltre all'allineamento si può, soprattutto nei soggetti adolescenti in crescita, modificare anche lo sviluppo del volto, migliorando quella che è l'armonia estetica di tutto il volto e, molto spesso, la funzione masticatoria". Lo ha detto Riccardo Riatti, specialista in ortognatodonzia, che cura i denti storti, le ossa della bocca e i muscoli della masticazione, intervenendo oggi a Napoli nell'ambito dell'evento formativo 'Il trattamento che vorresti per tuo figlio. E che offri ai tuoi pazienti', presso l'università della Campania Luigi Vanvitelli, dedicato al trattamento ortodontico in età evolutiva. “Quando si parla di ortodonzia – rimarca Riatti – spesso si pensa semplicemente alla necessità di mettere i denti nella posizione corretta. In realtà il trattamento ortodontico, soprattutto quando viene effettuato durante la crescita, può avere un ruolo molto più ampio. Possiamo lavorare non solo sull'allineamento dentale, ma anche sull'equilibrio del volto e sulla funzione. L'età adolescenziale – chiarisce l'esperto – è una fase nella quale il paziente è ancora in crescita e questo ci permette di programmare il trattamento tenendo conto dello sviluppo. L'obiettivo non è quindi esclusivamente ottenere un sorriso esteticamente gradevole, ma cercare un risultato armonico, nel quale denti, volto e funzione siano in equilibrio tra loro". Riatti sottolinea inoltre l'importanza di una valutazione personalizzata. "Ogni paziente ha caratteristiche differenti e non esiste un trattamento uguale per tutti – puntualizza – È fondamentale fare una diagnosi corretta e capire quali sono gli obiettivi che possiamo raggiungere in quella specifica fase della crescita. La tecnologia è uno strumento che ci permette di ampliare le possibilità terapeutiche, ma deve essere sempre inserita all'interno di un progetto clinico preciso e costruito sulle esigenze del paziente". 
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Ismea a Terra Madre 2026, olio di oliva e Indicazioni geografiche al centro del programma

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(Adnkronos) – Ismea parteciperà alla nuova edizione di Terra Madre Salone del Gusto, in programma a Torino dal 24 al 27 settembre, con un fitto programma di iniziative dedicate ad alcuni dei temi strategici per l’agroalimentare italiano: dall’olio extravergine di oliva alle Indicazioni Geografiche, fino alla valorizzazione delle terre agricole, mediante la Banca nazionale delle Terre Agricole (Bta) di Ismea. Gli appuntamenti si terranno presso le Spazio Reti di Slow food Italia a Piazza Castello. Si parte giovedì 24 settembre, dalle 17,30 alle 18,30, con l’incontro “Olio italiano, verso la nuova campagna: mercati, prezzi e prospettive”. Alla vigilia della nuova campagna olearia, l’appuntamento offrirà una lettura aggiornata dell’andamento della filiera italiana attraverso i dati Ismea, dagli stock disponibili alle dinamiche dei mercati, per delineare il quadro di partenza della nuova annata e le prospettive per l’olio italiano. Interverranno il Presidente di Ismea Livio Proietti e Tiziana Sarnari, Responsabile dell’Ufficio IG di Ismea. Venerdì 25 settembre, dalle 10,30 alle 11,30, sarà la volta di “Dop e Igp, il patrimonio italiano che crea valore”, un appuntamento dedicato al ruolo delle Indicazioni Geografiche nell’economia agroalimentare italiana. I dati e il monitoraggio Ismea saranno al centro di una riflessione sul peso della Dop Economy, sul valore economico e identitario delle produzioni di qualità e sulle opportunità legate al rapporto sempre più stretto tra produzioni tipiche e turismo enogastronomico. A seguire, il 25 settembre, dalle 11,30 alle 12, il focus sarà sulla Bta con l’incontro “I nuovi criteri della Banca nazionale delle Terre Agricole”. A qualche giorno dall’apertura della fase di vendita dei Terreni del nuovo lotto, saranno illustrate le novità della nona edizione dello strumento, dalle procedure più semplici alle nuove agevolazioni per i giovani imprenditori agricoli, fino alle maggiori tutele contro il caporalato. La nona edizione mette complessivamente a disposizione oltre 14 mila ettari, confermando la Bta come strumento per favorire la ricomposizione fondiaria, il ricambio generazionale e sostenere lo sviluppo dell’agricoltura italiana. Interverranno Livio Proietti e Antonio Martinoli, Responsabile della Direzione Affari Legali e Contenzioso di Ismea. La presenza Ismea sarà arricchita anche da un programma di masterclass dedicate all’olio extravergine di oliva, condotte in collaborazione con la rete di Slow Food Italia, nell’ambito del Progetto per la promozione e valorizzazione dell’olio extra vergine di oliva italiano finanziato dal Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste. I laboratori/evo tasting saranno in totale 7: uno il 24 settembre e due al giorno nelle giornate del 25, 26 e 27 settembre. Con “Alla scoperta dell’olio extravergine italiano”, scuole e famiglie saranno accompagnate in un percorso alla scoperta di come nasce l’olio extravergine italiano e delle principali caratteristiche sensoriali del prodotto, attraverso semplici tecniche di analisi e l’assaggio guidato di oli differenti, per imparare a riconoscerne profumi, sapori e abbinamenti. Per tutta la durata della manifestazione, Ismea sarà inoltre presente presso l’area dedicata al Masaf con un presidio informativo e tecnico. Il personale dell’Istituto sarà a disposizione di imprese, operatori e visitatori per fornire informazioni e assistenza sulle misure e sugli strumenti gestiti da Ismea, illustrandone caratteristiche, opportunità e modalità di accesso. 
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