(Adnkronos) – Matteo Ghisleri è il vincitore della 31/a edizione del Campiello Giovani, il concorso letterario rivolto ai ragazzi tra i 15 e i 21 anni e organizzato dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto. Matteo Ghisleri, 22 anni, di Vercelli, si è aggiudicato il premio con il racconto “Ricalcolo percorso”, scelto dalla Giuria dei Letterati, presieduta da Ermanno Paccagnini e composta da Giulia Belloni, Michela Possamai e Daniela Tonolini, tra i cinque racconti arrivati in finale. I finalisti erano stati selezionati tra quindici semifinalisti, individuati a loro volta tra 168 racconti provenienti dall’Italia e dall’estero. Il vincitore del Campiello Giovani sarà premiato ufficialmente sabato 3 ottobre al Lido di Venezia, durante la cerimonia di premiazione della 64/a edizione del Premio Campiello. Riceverà una vacanza-studio di due settimane in Europa; tutti i finalisti vedranno inoltre i propri racconti pubblicati in una collana della Fondazione Il Campiello, riceveranno una dotazione di libri e saranno invitati all’evento conclusivo. Così la motivazione della Giuria: "Per l’atmosfera sospesa, in bilico tra la realtà e un indefinito altrove, il Premio Campiello Giovani va al racconto Ricalcolo percorso di Matteo Ghisleri. Un testo dallo stile personale e riconoscibile, narrato dalla prospettiva di un giovane in viaggio con gli zii e il nonno verso il funerale della nonna. All’improvviso, un’altra macchina li fa uscire di strada vicino al bosco e sparisce. Sembrano illesi dopo l’incidente, ma l’autore con abilità incrina la rappresentazione lavorandone la superficie. Il carrozziere che trovano, il suo amico Nino, il gestore del bar nella foresta che apre a sorpresa: sono quasi identici. È solo un dettaglio della riuscita «bolla surreale» che Ghisleri crea dove domina una rara attesa priva d’angoscia, anche quando il nonno dice: «Vecchia mia… ti sei portata via un pezzo di tutti noi». Si rivolge alla morte, chissà quanto già vicina a loro". Gli altri quattro finalisti della 31/a edizione del Campiello Giovani erano: Matteo D’Angelo, 21 anni di Arezzo, con “Con crescendo rossiniano”; Ofelia Fioretti, 18 anni di Vicenza, con “Un panopticon”; Vincenzo Carlo Savoca, 18 anni di Carini (Palermo), con “Il re di vetro” e Mattia Schifaudo, 21 anni di Palermo, con “Conservare”. La proclamazione si è svolta nel corso della giornata conclusiva del Campiello Giovani 2026, ospitata per la prima volta nel Campus di H-FARM a Roncade (Treviso). La mattinata ha alternato la presentazione dei cinque finalisti, approfondimenti sui rispettivi racconti e l’assegnazione dei riconoscimenti speciali. Al termine, dopo l’esibizione della CPM UltraPop Band, Eugenio Calearo Ciman, componente del Comitato di Gestione del Premio Campiello, ha proclamato il vincitore e dato lettura della motivazione della Giuria. Mariacristina Gribaudi, presidente del Comitato di Gestione del Premio Campiello, ha dichiarato: “Il Campiello Giovani è prima di tutto uno spazio nel quale le nuove generazioni possono dare forma al proprio sguardo sul mondo. Le storie dei nostri finalisti ci restituiscono domande, inquietudini e prospettive che aiutano anche noi a leggere il presente con maggiore consapevolezza. Attorno a queste voci abbiamo costruito un percorso di formazione, confronto e crescita che quest’anno si arricchisce grazie a collaborazioni importanti, da H-FARM alla Luiss, dal Teatro Stabile del Veneto al CPM Music Institute. È questo il senso del Campiello Giovani: accompagnare i ragazzi nella loro crescita, dando loro occasioni concrete per esprimere il proprio talento e portare il loro modo di interpretare il mondo a un pubblico sempre più ampio.” Valeria Mantovan, assessore regionale alla Cultura, Istruzione e Formazione della Regione del Veneto ha dichiarato: “Ogni anno il Campiello Giovani mi convince che il futuro della letteratura è in buone mani. Complimenti a Matteo Ghisleri con Ricalcolo Percorso per questa vittoria meritata, e un ringraziamento sincero a tutti i finalisti: scrivere un racconto e portarlo fino a qui, davanti a una giuria e a un pubblico, è già un atto di valore e, soprattutto, di talento. Il Campiello Giovani, alla 31/a edizione, è uno di quei preziosi contesti in cui la letteratura incontra davvero le nuove generazioni, non come destinatarie ma come protagoniste. Per questo la Regione del Veneto ha scelto di essere parte di questa edizione non solo come sostenitrice, ma anche con una nuova menzione speciale – ‘Radici e Ali’ – assegnata a Chiara Mileto per Questioni estive: un riconoscimento che vuole valorizzare quei racconti in cui il legame con il territorio si trasforma in slancio verso il futuro. Investire nei giovani e nella loro creatività è la politica culturale più lungimirante che possiamo fare. Il Veneto lo sa da trentun anni”. Nel corso della cerimonia sono stati inoltre assegnati altri riconoscimenti speciali della 31ª edizione. Il riconoscimento del Movimento Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, dedicato alla cultura d’impresa, è stato attribuito a Giulia Fioretti per il racconto “Il codice sorgente” assegnato da Annalisa Po Vicepresidente Giovani Imprenditori di Confindustria; il riconoscimento dedicato al viaggio, realizzato in collaborazione con Trenitalia, è andato a Matilde Milan per “Sull’acqua” assegnato da Flavia Caraglia, Team Product Marketing. La nuova menzione speciale “Radici e Ali”, promosso in collaborazione con la Regione del Veneto, è stata assegnato a Chiara Mileto per “Questioni estive” ed è stato consegnato da Arianna Bernardi, Direttrice dell’Unità Organizzativa Attività culturali e spettacolo della Regione del Veneto. Per il quinto anno consecutivo è stata inoltre conferita l’attestazione di merito per la sostenibilità sociale e ambientale, assegnata dal Comitato Tecnico del Campiello Giovani ad Alessia Maria Pia Paoletta per “L’ultimo inverno”. Il riconoscimento è stato consegnato da Carmelo Romeo, Direttore Commerciale Retail Veneto Est e Friuli Venezia Giulia della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, Main Partner del Premio Campiello e Partner Esclusivo del Campiello Giovani. Cristina Cipiccia, direttrice regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia di Intesa Sanpaolo, ha dichiarato: “Siamo lieti di confermare il nostro sostegno al Campiello Giovani, un’iniziativa che valorizza il talento e la creatività delle nuove generazioni. L’attenzione ai giovani rappresenta per Intesa Sanpaolo un impegno concreto e continuativo, che parte dal sostegno all’istruzione, con soluzioni di finanza personale per gli studenti e le loro famiglie, e prosegue accompagnandoli nelle diverse fasi della vita: dalla formazione all’ingresso nel mondo del lavoro, fino alla costruzione della propria autonomia e all’acquisto della prima casa. Come banca fortemente radicata nei territori, riteniamo sia nostra responsabilità contribuire non solo alla crescita economica, ma anche allo sviluppo sociale e culturale delle comunità in cui operiamo, impegnandoci contro le disuguaglianze e l’abbandono scolastico”. La giornata di H-FARM ha dato spazio non soltanto alla proclamazione, ma anche al percorso formativo costruito intorno ai finalisti e agli studenti. I cinque giovani autori sono stati protagonisti di momenti dedicati ai rispettivi racconti e di interviste sul palco; il programma ha inoltre valorizzato il confronto tra linguaggi diversi grazie alla collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale e il CPM Music Institute. La collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto si inserisce nel più ampio sistema di esperienze costruito dal Campiello Giovani attorno ai ragazzi e alla loro crescita culturale e sarà rappresentato dall’intervento del Presidente Giampiero Beltotto. Il percorso 2026 comprende inoltre la nuova collaborazione con H-FARM, il rapporto con l’Università Luiss Guido Carli e le iniziative sviluppate con il Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg. La giornata del Campiello Giovani prosegue in serata nel Campus di H-FARM con “Note e Parole”, il format sviluppato in collaborazione con il CPM Music Institute di Milano, la Scuola di Musica fondata e presieduta da Franco Mussida. Le cinque composizioni originali ispirate ai racconti finalisti vengono presentate dal vivo e alternate a momenti di confronto con gli autori, chiamati a raccontare il lavoro svolto insieme ai musicisti e il passaggio dalla parola scritta alla musica. Lo spettacolo è curato sotto la direzione artistica di Davide Stefanato. La serata vede inoltre gli interventi di Riccardo Donadon, Mariacristina Gribaudi e Claudia Marcolin, Direttrice Generale del Teatro Stabile del Veneto insieme all’assessora alla Cultura della Regione Veneto Valeria Mantovan e a Carmelo Romeo, Direttore Commerciale Retail Veneto Est e Friuli Venezia Giulia della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. Diego Tomasi, Direttore del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, presenterà il progetto “Trame di Vite”; Ermanno Paccagnini, Presidente della Giuria dei Letterati del Campiello Giovani, ripercorre i 31 anni di storia del concorso; la parte conclusiva ospiterà il contributo musicale di Franco Mussida. Hanno partecipato alla realizzazione dei brani i compositori Andrea Colasante, Giuseppe Garavana, Isabella Ambroggio, Leonardo Pugliese, Giorgio Granelli, Francesco Paganoni e Leonardo Munari, con i musicisti del CPM coordinati dal Maestro Alberto Cipolla. Il Campiello Giovani si avvale della collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, i Campionati di Italiano del Ministero dell’Istruzione e del Merito e la rete dei Giovani Imprenditori di Confindustria, oltre che del costruttivo interesse di presidi e docenti che continuano a sostenere questa vetrina di giovani talenti. (di Paolo Martini)
—culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Matteo Ghisleri vince il Campiello Giovani
Francia si prepara ad attacchi dalla Russia, Macron: “Chiesto piano contro droni”
(Adnkronos) – Emmanuel Macron annuncia di aver chiesto al governo francese di "preparare un piano per proteggere le nostre infrastrutture critiche" da attacchi "ibridi russi". "La natura dell'aggressione russa e delle minacce in Europa sta cambiando", ha avvertito il presidente francese, parlando dopo la riunione di oggi all'Eliseo a cui ha invitato tutti i leader partiti e i candidati alle presidenziali del 2027 per discutere la crisi internazionale. Il piano di protezione contro "attacchi con i droni" e "attacchi informatici" riguarderà anche "i siti più sensibili della nostra base industriale e tecnologica della difesa", ha aggiunto Macron. Gli attacchi ibridi russi "non resteranno senza risposta", ha poi aggiunto Macron spiegando che quello che è successo a Lipsia, con il drone russo carico di esplosivo all'aeroporto, potrebbe accadere "in qualsiasi altra città europea". "Nessuno al sicuro", ha aggiunto il presidente francese assicurando che le minacce russe "non resteranno impunite". "Se vogliamo pace e sicurezza durature, dobbiamo continuare quello che stiamo facendo in Ucraina", ha poi concluso. L'incaricata d'affari britannica in Russia, Danae Dholakia, è stata intanto convocata al ministero degli Esteri russo, dove Mosca ha presentato una "ferma protesta" per il crescente invio di droni e altri sistemi d'arma da parte di Londra all'Ucraina, ha riferito il ministero degli Esteri russo in una nota citata dall'agenzia di stampa Tass. Secondo la diplomazia russa, la politica britannica nei confronti dell'Ucraina sarebbe volta a "prolungare e intensificare" il conflitto e a ritardare una soluzione politica. Nel corso dell'incontro, Mosca ha inoltre accusato Londra di rendersi "complice delle sanguinose atrocità del regime di Kiev" attraverso la fornitura di armi offensive a lungo raggio. La parte russa ha quindi chiesto al Regno Unito di abbandonare la sua attuale politica di "escalation" e ha illustrato i rischi associati, secondo Mosca, alle azioni britanniche in Ucraina. Il ministero ha inoltre sostenuto l'"inutilità" di tali iniziative, alla luce di quella che definisce l'attuale "iniziativa strategica" delle forze armate russe.
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Andrew Sean Greer: ‘Ho cercato un’Italia lontana dai cliché americani’
(Adnkronos) – "Questo è il mio libro italiano e sono veramente curioso di vedere come verrà accolto dai lettori italiani". Andrew Sean Greer presenta così "Villa Coco", il nuovo romanzo pubblicato da La nave di Teseo e ambientato tra le colline della Toscana, dove ha vissuto per circa due anni, ospite di Beatrice Monti della Corte, vedova dello scrittore Gregor von Rezzori, in una fattoria ristutturata in provincia di Firenze. "Se penso ai lettori statunitensi e britannici, naturalmente hanno una certa idea, anche romantica, dell’Italia e all’interno di questa idea ci sono sicuramente dei cliché legati a questo Paese. Io nel libro cerco proprio di allontanarmi da questo e di trovare un modo per rompere con questi cliché", ha spiegato lo scrittore statunitense, che oggi vive dividendosi tra Venezia e San Francisco, nel corso di una conferenza stampa al festival Pordenonelegge. Ambientato alla fine degli anni Novanta tra le colline della Toscana, il romanzo racconta l’arrivo di Geoffrey, giovane archivista americano, in una villa dove dovrà catalogare una misteriosa collezione d’arte. Ad attenderlo c’è la Baronessa Lisabetta, detta Coco, novantaduenne dal passato enigmatico, circondata da artisti, servitori, segreti e personaggi eccentrici. Il confronto tra lo sguardo americano e la realtà italiana diventa così uno degli elementi centrali del romanzo. Geoffrey è un giovane abituato a seguire le regole e proprio il suo rapporto con l’Italia lo costringe progressivamente a metterle in discussione. "È una storia in cui si vede un giovane uomo statunitense, una persona abituata a seguire tutte queste regole, che a un certo punto capisce di doverle rompere e interrompe anche la sua, fra virgolette, 'americanità' per trovare se stesso". Greer definisce Villa Coco un "romanzo di fascinazione", giocando sul doppio significato della parola inglese "charm". "Sulla superficie c’è qualcosa di leggero, una storia romantica, la bellezza che presento. Ma sotto c’è qualcosa di molto più profondo". Una profondità che riguarda "la giovinezza, l’età anziana, la morte e lo scopo della vita". L’autore ha scelto quindi di "decorare" la superficie del romanzo con la natura, gli animali e i personaggi, costruendo una storia apparentemente leggera che nasconde interrogativi più esistenziali. Anche la struttura del romanzo di formazione viene però rovesciata. "Spero che il lettore trovi sorprendente la storia e soprattutto il finale, perché le decisioni che prende il protagonista non sono quelle ovvie che ci si aspetterebbe", ha detto lo scrittore Premio Pulitzer. Per Greer, infatti, crescere non significa necessariamente abbandonare la creatività dell’infanzia in favore della responsabilità adulta: "È un romanzo in cui si cerca di capire come possa essere mantenuta una creatività, anche infantile, per trovare la propria strada. È una scelta sofisticata, che va oltre la responsabilità". La scelta di ambientare la storia negli anni Novanta, prima della diffusione di Internet e degli smartphone, risponde invece a due esigenze. «La prima è pratica: tutti gli scrittori vogliono scrivere di un periodo in cui non c’erano cellulari e Internet, perché ti rovinano qualsiasi storia. Un film di Hitchcock con i cellulari finirebbe in due minuti". L’altra ragione è narrativa: "Volevo creare una sorta di mondo fiabesco, con segreti e porte chiuse, in cui non fosse tutto immediatamente visibile e non si sapesse neanche bene in che periodo ci si trova". La Toscana, inevitabile scenario del romanzo, nasce invece dal rapporto personale dello scrittore con l’Italia. Greer ha raccontato di aver cercato di evitare anche in questo caso i luoghi più legati all’immaginario americano del Paese, spostando parte della storia verso l’Emilia-Romagna. "Gli americani non conoscono Ferrara, Ravenna, sorprendentemente. Ho cercato di portare il mio personaggio fuori dalla Toscana". Tra le ambientazioni compare anche Comacchio, scelta dall’autore per una scena centrale della storia: "È una città delle anguille. C’è qualcosa di divertente nel mettere al centro di una storia d’amore un luogo molto piccolo, poco conosciuto e poco visitato. È contro il cliché". Nel rapporto con l’Italia c’è anche una dimensione personale. Greer ha raccontato di considerare il soggiorno italiano una forma di distanza da un momento difficile politicamente per gli Stati Uniti. "L’Italia ha i suoi problemi, ma non sono colpa mia. Invece l’America è colpa mia, la sento colpa mia". Vivere in un altro Paese, ha aggiunto, significa anche avere la possibilità di reinventarsi attraverso una nuova lingua e un diverso modo di vivere. L’autore ha parlato inoltre della condizione dell’artista come osservatore del mondo: "E' la nostra condizione di stare al mondo, sfortunata ma anche fortunata. È un onore poter vedere le cose da fuori con chiarezza e raccontare questa visione a chi ci legge". Un tema che si lega anche alla contemporaneità e alla sensazione di vivere in un mondo globalizzato nel quale si è contemporaneamente connessi e distanti. "Io non sento il bisogno di appartenere per forza a un gruppo", ha spiegato Greer, collegando questa posizione anche alla scelta di vivere tra due Paesi e due lingue. Alla domanda sulla possibilità di un seguito di "Villa Coco", Greer non ha escluso l'ipotesi: "Non ci ho pensato quando l’ho scritto, ma tutti quelli che l’hanno letto mi dicono che il finale è aperto. Se ci sarà un sequel sarà divertente, non però il mio prossimo libro". E sul possibile futuro cinematografico del romanzo, l’autore ha lasciato aperta un’altra possibilità: "Ogni libro lo scrivo come libro e mi piace la qualità di una cosa che sia semplicemente un libro. Però, pensandoci, forse questo sarebbe un bel film". Soprattutto per il personaggio della Baronessa Coco: "Ci sarebbero sicuramente tante attrici che avrebbero voglia di quel ruolo. Mi piacerebbe Sophia Loren". Al centro, però, rimane la scelta dell’ironia. Greer ha spiegato che i suoi primi romanzi erano molto più seri e che con il tempo ha maturato una diversa idea della comicità. "Invecchiando penso che, se c’è la possibilità di dare alle persone l’opportunità di andare oltre la disperazione facendole sorridere o ridere, dando loro una via d’uscita, perché non coglierla?". E' questa, in fondo, la funzione che l’autore assegna a Villa Coco: "Cerco di avere all’interno di una vita che può essere difficile il mio intento di dare una speranza". (di Paolo Martini)
—culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Prof accoltellata a Roma da studente 13enne, la vittima in ospedale: “Che spavento, non me lo aspettavo”
(Adnkronos) – "Che spavento. Non me lo aspettavo". Sono le prime parole, a quanto apprende l'Adnkronos, che Isabella Marsilio, la docente di 66 anni di storia e materie umanistiche ferita questa mattina con un coltello da un alunno di 13 anni nella scuola 'Giovanni Verga' di Centocelle, a Roma, ha detto al presidente del V municipio Mauro Caliste. Caliste, insieme all'assessora alle Politiche educative Cecilia Fannunza, ha fatto visita all'insegnante al pronto soccorso dell'ospedale Vannini, dove è tenuta in osservazione. "Le hanno messo dei punti di sutura ma, a parte lo choc, sta bene – spiega il presidente del V municipio – Accanto a lei ci sono il marito e il figlio. E' davvero provata, più che altro perché non se lo aspettava dopo tanti anni di insegnamento. Andrà in pensione il prossimo anno, a una cosa simile non si può davvero pensare". Prima di colpire la docente il ragazzo avrebbe spruzzato dello spray urticante sul volto dell'insegnante e, successivamente, l'avrebbe ferita con il coltello. La vittima, in stato di choc, è stata portata in ambulanza all'ospedale Vannini in codice giallo. Il 13enne è stato portato in una caserma dei carabinieri, accompagnato dai genitori. Secondo quanto emerso dalle indagini, lo studente avrebbe ripreso il gesto durante una videochiamata. Il telefono cellulare è stato sequestrato dai carabinieri.
Il 13enne che ha accoltellato la professoressa “aveva un debito e per questo la odiava”. Lo hanno detto all’Adnkronos alcuni compagni di scuola del ragazzo, all’uscita dalle lezioni. Stando alle prime informazioni, sembrerebbe che il risentimento del ragazzo andasse avanti da tempo, tanto che, dicono i suoi compagni di scuola, “ne aveva anche parlato con alcuni di noi”. Il 13enne avrebbe manifestato ad alcuni compagni l’intenzione di colpire la docente, “ma non è stato preso sul serio”. Il ragazzo, spiegano alcuni compagni di scuola, “voleva riprendere l’aggressione con il telefonino per poi pubblicare il video su Telegram ma non è riuscito a fare la diretta”. A quanto si apprende, sembrerebbe che il 13enne volesse emulare il gesto compiuto qualche mese fa da un altro ragazzo. L'insegnante, prossima alla pensione, viene descritta dai suoi studenti come "severa" e legata ai suoi ragazzi. “Era entrato per ultimo in classe, è andato in bagno, si è cambiato ed è tornato con un casco in testa sul quale era stato applicato un telefono. Si è avvicinato alla prof, le ha spruzzato lo spray al peperoncino, poi l’ha accoltellata ad un fianco e l’ha colpita con due pugni”. Questo il racconto di uno studente su quanto avvenuto questa mattina. “Era prima dell’inizio della lezione – ricorda lo studente – ed erano tutti quanti in classe; lui è entrato per ultimo, poi è andato in bagno. E’ tornato indossando un casco con su qualcosa come uno stand per telefono. Quindi ha puntato lo spray al peperoncino in faccia alla prof, ha spruzzato un getto. Dopodiché ha estratto un coltello e gliel'ha piantato su un fianco. Poi le ha dato due pugni”. A quel punto una delle alunne che erano in classe “è uscita a chiedere aiuto, ha urlato”. Un altro compagno “ha raggiunto il 13enne e lo ha trattenuto per non fargli dare altre coltellate, lo ha fermato”.
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sanità, superare ostacoli a leadership femminile: premiati 17 protagonisti del cambiamento
(Adnkronos) – Diciassette protagoniste e protagonisti della sanità premiati per il loro contributo all’innovazione nel settore e tre menzioni speciali attribuite dalla giuria. Si è svolta oggi, presso l’Auditorium Cosimo Piccinno' del ministero della Salute, la cerimonia di premiazione della IV edizione del premio Leads 'Alessandra Pederzoli' , promosso dall’Associazione Leads, donne leader in sanità. "Per la prima volta, dopo tre edizioni dedicate alle organizzazioni e alle loro buone pratiche per promuovere la leadership femminile nella sanità, il Premio mette al centro le persone: donne e uomini che, attraverso scelte, responsabilità e impegno quotidiano, contribuiscono concretamente a superare le barriere per le donne nell’accesso ai ruoli di vertice e a diffondere nella sanità modelli organizzativi orientati alla parità di genere". I riconoscimenti sono stati assegnati in sei categorie — settore pubblico, settore privato, altre organizzazioni, socie e soci Leads, medicina d’urgenza a supporto delle donne vittime di violenza, Stem e intelligenze artificiali — da una giuria presieduta da Antonella Polimeni, rettrice della Sapienza Università di Roma. La cerimonia è stata condotta da Sara Vinciguerra, socia fondatrice di Leads, ideatrice del Premio e segretaria della giuria. A sostenere l’iniziativa anche il Comitato d’onore, co-presieduto da Lella Golfo e Alessia Mosca. "La scelta di premiare le persone nasce dalla convinzione che il cambiamento nella sanità passi dalle decisioni e dai comportamenti individuali. Un principio particolarmente significativo in un settore nel quale il divario di genere ai vertici resta ancora marcato. Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio sull’equità di genere della leadership in sanità, nato dalla collaborazione tra Leads e l’Università degli Studi di Milano, le donne rappresentano circa il 70% della forza lavoro sanitaria, ma la loro presenza nei ruoli apicali si ferma al 36%. Tra i medici, le donne costituiscono il 55% dei professionisti, ma rappresentano soltanto il 33% nei ruoli dirigenziali", si legge in una nota. "Dobbiamo abbattere quegli ostacoli che le donne ancora incontrano nell’occupare ruoli di vertice e per promuovere un cambiamento culturale che non è davvero più rinviabile. Dobbiamo tutti esserne convinti e lavorare nella stessa direzione”. “Apprezzo molto la novità di questa edizione che premia direttamente le professioniste e i professionisti e non le strutture, perché riconosce che senza dubbio contano i contesti organizzativi per promuovere le leadership, ma che, poi, a fare la differenza sono innanzitutto le persone", ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha partecipato all'incontro. Questi i vincitori. Settore sanitario pubblico – Sabrina Buoro, direttrice del Centro regionale di coordinamento della Medicina di laboratorio della Regione Lombardia e, dal 2026, presidente nazionale Sibioc. Premiata per un modello di governance della medicina di laboratorio fondato su collaborazione multidisciplinare, valorizzazione dei giovani professionisti e programmi strutturati di mentoring e mobilità; Tiziana Frittelli, presidente di Federsanità, con una lunga esperienza alla guida di aziende ospedaliere e policlinici universitari. Premiata per un percorso manageriale che ha rafforzato la presenza femminile nei contesti decisionali della sanità pubblica e promosso modelli organizzativi fondati su trasparenza, merito e integrazione delle competenze; Antonietta Lamazza, professoressa ordinaria di Chirurgia generale alla Sapienza Università di Roma. Premiata per l’impegno continuativo sui bias e sulle barriere culturali che limitano l’accesso delle donne ai ruoli di responsabilità, con particolare attenzione alla continuità di carriera nelle fasi più delicate della vita, dalla maternità al caregiving. Per il settore privato: Cinthia Farina, coordinatrice e referente istituzionale per la medicina di genere del team Gedi dell’ospedale San Raffaele. Premiata per aver tradotto i principi della parità di genere in strumenti organizzativi e obiettivi misurabili, contribuendo alla definizione del Gender Equality Plan dell’ospedale; Michele Perrino, Ceo di Demetra, con oltre vent’anni di esperienza internazionale nel settore MedTech. Premiato per aver reso la presenza femminile nei ruoli decisionali parte integrante della governance aziendale, attraverso scelte organizzative tangibili e la costruzione di leadership team a forte rappresentanza femminile; Nedim Pipic, presidente e amministratore Delegato di Boehringer Ingelheim Italia. Premiato per il sostegno alla leadership femminile in posizioni apicali, anche in contesti industriali storicamente poco accessibili alle donne. Altre organizzazioni: Emilie Goller, capo Delegazione Ifrc in Egitto, già Capo dell’Ufficio Ifrc in Romania. Premiata per il sostegno al coordinamento di Red–VIwo, il network Ifrc dedicato alla leadership femminile nelle Società nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, che ha creato spazi di confronto e rappresentanza per le donne impegnate in contesti umanitari complessi; Valentina Mantua, medico psichiatra e neurobiologa, Associate Director for Regulatory Science dell’Office of Neuroscience presso la Food and Drug Administration statunitense. Già dirigente Aifa e rappresentante italiana presso l’Agenzia Europea per i Medicinali, dove ha preso parte al Central Nervous System Working Party, è premiata per un percorso che dimostra la capacità delle donne di guidare processi decisionali complessi e ad alto impatto sulla salute pubblica, in ambito nazionale, europeo e internazionale; Annamaria Staiano, già presidente della Società italiana di pediatria, professoressa ordinaria e direttrice del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università Federico II di Napoli. Premiata per un percorso culminato con l’elezione a prima donna alla presidenza della Sip in 124 anni di storia. Per la categoria che comprende i socie e soci Leads: Alessandra Catozzella , Managing Director and Partner di Boston Consulting Group, già Head of Health di Axa Italia. Premiata per aver collegato innovazione e inclusione attraverso la promozione dell’Osservatorio AI e Donne, che ha dato evidenza strutturata al divario di genere nelle tecnologie emergenti; Luciana Marzella , chirurga ortopedica, responsabile del Servizio di traumatologia della mano e direttrice del Laboratorio di Microchirurgia dell’Irccs Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano. Premiata per l’impegno nel riconoscimento clinico dei segnali di violenza domestica e per l’attività di mentoring a favore delle ortopediche; Paola Rogliani – professoressa ordinaria di Malattie dell’apparato respiratorio all’Università di Roma Tor Vergata, direttrice dell’Uoc di Pneumologia e direttrice facente funzione del Dipartimento Emergenza e accettazione del Policlinico Tor Vergata, pro-rettrice per le politiche di cooperazione internazionale e membro del Comitato etico nazionale per le sperimentazioni cliniche. Premiata come prima donna eletta alla presidenza della Società italiana di pneumologia. Nella categoria 'Medicina d’urgenza a supporto delle donne vittime di violenza' sono stati premiati: Fabio De Iaco, direttore del pronto soccorso e della Medicina d’urgenza dell’ospedale Maria Vittoria di Torino e past president Simeu Premiato per aver rafforzato la consapevolezza professionale e pubblica sul ruolo del pronto soccorso nell’emersione e nella presa in carico della violenza di genere, anche attraverso la campagna di sensibilizzazione Leads 2025; Marzietta Montesano, dirigente sanitaria dell’Aou Sant’Andrea di Roma e membro della rete nazionale Codice Rosa. Premiata per aver costruito, a partire dal 2018, un percorso strutturato di tutela, ascolto e protezione per le vittime di violenza, seguendo centinaia di casi negli ultimi cinque anni; Erika Maria Viola, direttrice della Uoc di Ortopedia e Traumatologia dell’Asst di Cremona e coordinatrice della Commissione pari opportunità Siot. Premiata per aver coordinato la realizzazione di un corso Fad e di un percorso terapeutico-assistenziale strutturato per intercettare tempestivamente i segnali di abuso. Categoria Stem e intelligenze artificiali: Isabella Castiglioni, professoressa ordinaria all’Università di Milano-Bicocca, cofondatrice e presidente onorario dello spin-off DeepTrace Technologies dell’Istituto Universitario di Studi superiori di Pavia e direttrice Ricerca, Sviluppo e Innovazione del Centro diagnostico italiano. Premiata per l’impegno nella promozione della leadership femminile e nel superamento degli stereotipi di genere nei settori scientifici e tecnologici applicati alla salute; Franca Melfi, chirurga toracica, docente di Chirurgia toracica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa e direttrice del Centro robotico multidisciplinare di Chirurgia robotica presso l’Azienda ospedaliera universitaria di Pisa. Tra le figure pioniere nello sviluppo e nella diffusione della chirurgia robotica toracica. È stata premiata per aver dimostrato come una leadership femminile autorevole possa ridefinire i confini di ambiti storicamente percepiti come meno accessibili alle donne. Infine per le menzioni speciali: Luigia Carlucci Aiello, informatica e accademica, considerata una delle madri dell’intelligenza artificiale in Italia. Nel 1991 ha istituito alla Sapienza la prima cattedra di intelligenza artificiale ed è stata la prima donna Preside della Facoltà di Ingegneria dell’informazione, informatica e statistica; Alfredo Cecconi , presidente onorario della Lilt di Latina. Menzione per il costante supporto a una governance sanitaria equa e meritocratica e per le iniziative promosse sul territorio a favore della crescita professionale delle donne in ambito scientifico e sanitario; Evis Sala, direttrice del Centro avanzato di Radiodiagnostica della Fondazione Policlinico Gemelli, ha appena concluso l’incarico di Ministra della Salute e del Benessere Sociale dell’Albania. Menzione per una ricerca di rilievo internazionale sul carcinoma ovarico che integra imaging, genomica e intelligenza artificiale.
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Caso arbitri, pm Monza chiede archiviazione per Rocchi su ‘bussate’ in sala Var
(Adnkronos) –
La Procura di Monza ha inoltrato all'Ufficio Gip richiesta di archiviazione nell'inchiesta sulle cosiddette 'bussate' alla sala Var di Lissone, uno dei filoni dell'indagine degli arbitri, con l'ipotesi di frode sportiva, già archiviata a Milano. Quattro gli indagati per cui si chiede l'archiviazione: l'ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, Andrea Gervasoni e gli ex varisti Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo.
Diversi gli episodi che vedevano interessati l'allora designatore arbitrale e supervisore Rocchi, Gervasoni (supervisore degli ufficiali di gara addetti alla sala Var), Nasca e Di Vuolo (entrambi arbitri addetti alla sala Var) questi ultimi "quali presunti destinatari di indebite interferenze finalizzate ad alterare le decisioni arbitrali" nel corso della partita di calcio tra Inter e Verona del 6 gennaio 2024 "per non aver richiamato l'ufficiale di campo Fabbri in seguito a un fallo di gioco" di un calciatore della squadra di casa ai danni di un avversario in occasione della rete del 2-1 in favore dell'Inter. Le ipotesi provvisorie riguardano per Nasca e Di Vuolo, "la mancata raccomandazione di una on field review nell'azione che precedette la rete del 2-1"; per Rocchi, il preteso condizionamento dell'addetto Var Paterna in Udinese-Parma" del primo marzo 2025 e due designazioni riguardanti l'Inter; per Gervasoni, invece, "il preteso condizionamento dell'addetto Var Nasca in Salernitana-Modena dell'8 marzo 2025". La Procura di Monza ritiene che la nozione di "'atto fraudolento' non coincida con qualsiasi violazione di una regola sportiva o organizzativa. La frode richiede un quid pluris di artificiosità, inganno, dissimulazione o abuso strumentale idoneo a incidere sul corretto svolgimento della competizione al fine di alterarlo". Diversamente, ogni errore arbitrale, diventerebbe materia penale "con una sovrapposizione incompatibile con il principio di offensività tra illecito sportivo, responsabilità tecnica e delitto".
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Damiano David e Dove Cameron, matrimonio a Montalcino: le nozze (blindate) tra le colline del Brunello
(Adnkronos) – Sarà la splendida cornice di Montalcino e dei suoi celebri vigneti ad ospitare quello che è già stato ribattezzato il "matrimonio dell'anno": il frontman dei Maneskin, Damiano David, e l'attrice e cantante americana Dove Cameron convoleranno a nozze nel borgo senese, in Val d'Orcia. Secondo quanto ha appreso il sito locale MontalcinoNews, la celebrazione e i festeggiamenti si terranno tra il Comune e la campagna della Val d'Orcia e dovrebbero durare due giorni. Le nozze con rito civile saranno celebrate giovedì 24 settembre, nel pomeriggio, nello storico Palazzo Comunale di Montalcino, dove a unire la coppia dovrebbe essere il sindaco Silvio Franceschelli, anche se ancora non è certa la sua presenza poiché il primo cittadino è anche senatore del Pd e in quel giorno potrebbe avere impegni d'aula a Palazzo Madama. Il cuore dell'evento, secondo 'Vanity Fair', si sposterà poi nella magnifica tenuta di Castiglion del Bosco, lussuoso resort del gruppo Rosewood Hotels immerso nella Val d'Orcia. La festa con gli invitati secondo la rivista sarebbe in programma venerdì 25 settembre. La location scelta è struttura d'élite che brilla costantemente tra le eccellenze dell'hotellerie mondiale, reduce proprio a inizio mese dalla prestigiosa posizione numero 62 nella classifica internazionale 'The World’s 50 Best Hotels'. La tenuta non è nuova a eventi di risonanza globale: tra i suoi ospiti celebri del passato figurano l'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che nel 2017 ha calcato il campo da golf locale, e Paul McCartney, che qui ha festeggiato il suo settantesimo compleanno. Massimo riserbo sui preparativi per mantenere la cerimonia lontana da occhi indiscreti. Tra i tavoli e la chiesetta interna alla struttura, oltre a familiari e amici stretti, sono attese numerose personalità dello spettacolo internazionale. Tra gli ospiti più vociferati figurano naturalmente i compagni di band dei Maneskin – Victoria De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio -, pronti a stringersi attorno a Damiano in un giorno così speciale. Con questa scelta, Castiglion del Bosco si conferma la meta preferita dal jet set internazionale per matrimoni da copertina. Nel curriculum della location figurano infatti le nozze blindate della supermodella Kate Upton con il campione di baseball Justin Verlander nel 2017, e quelle della campionessa di tennis Caroline Wozniacki con l'ex stella Nba David Lee nel 2019.
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
M5S, ecco 20 punti per il programma: “Inviare armi all’Ucraina allontana la pace”
(Adnkronos) –
Sono aperte le votazioni della base del Movimento 5 Stelle, che si concluderanno domenica alle 14, sui 20 punti che il partito guidato da Giuseppe Conte propone per un''Alleanza per la Costituzione'. In particolare "gli iscritti dei pentastellati – saranno chiamati a rispondere al seguente quesito: 'Sei d’accordo che il presidente Giuseppe Conte sottoponga agli alleati della coalizione progressista le seguenti proposte per migliorare concretamente la vita delle italiane e degli italiani?". Tanti temi all'ordine del giorno della comunità: si spazia dalla sanità all'agricoltura, passando per il lavoro e ovviamente le bollette dell'energia. Per quanto riguarda il tema più divisivo all'interno del campo largo, quelle sulle armi all'Ucraina, la proposta è quella già anticipata ieri dall'ex premier da Dritto e rovescio e inserita nel capitolo 'L'Italia ripudia la guerra: "Cambiare radicalmente l’approccio fallimentare dell’Italia e dell’Europa nei confronti della guerra in Ucraina. Continuare a inviare armi significa allontanare la pace. È necessaria una svolta negoziale che tuteli le ragioni del Paese aggredito, con il coinvolgimento dell’intera comunità internazionale". La posizione espressa da Conte – e ribadita ripetutamente negli ultimi giorni – si differenzia dalla linea del Pd. La segretaria dem, Elly Schlein, chiudendo la Festa dell'unità domenica scorsa a Reggio Emilia ha garantito sostegno futuro all'Ucraina evidenziando l'importanza di favorire un processo negoziale con un ruolo attivo dell'Ue. "Se qualcuno pensa di fare un governo progressista e continuare con la stessa politica del governo Meloni, inviare armi in Ucraina riarmare la Germania dove ci sono i neonazisti che fra un po' andranno al governo e addirittura andare a spendere in acquisto per lo più di armi americane sino a 500 miliardi di qui al 2035 sarà impossibile. Non è assolutamente pensabile non imprimere una svolta rispetto alla politica estera attuale del governo", ha detto Conte ieri sera a Dritto e rovescio, su Rete4. "Un governo progressista deve cambiare radicalmente la politica estera, dobbiamo recuperare risorse perché gli italiani ci chiedono di non avere più insicurezza e fare piani di disarmo, raggiungere dei negoziati con una svolta negoziale, un trattato di pace e soprattutto recuperare risorse per la sanità, per la scuola, per l'istruzione, gli asili nido, per i salari reali che ormai non siamo più competitivi, dobbiamo anche tutelare le nostre filiere, le nostre imprese, chi fa economia reale. Per fare questo abbiamo risorse che vanno tolte al riarmo", aggiunge.
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Bollo auto, Galli (Unicatt): “L’abolizione strutturale è difficile, i margini sono stretti”
(Adnkronos) – Non c’è ragione di ‘sparare’ contro l’abolizione del bollo per le auto e le moto di media e bassa cilindrata, ma i margini per farlo in maniera strutturale sono stretti. Lo dice all’Adnkronos Giampaolo Galli, direttore scientifico dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano. Le coperture per il provvedimento (pari a 2,3 miliardi) vengono – lo ha affermato oggi il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti – dai risparmi sulle spese del Pnrr, ossia quei fondi che, al 30 giugno 2026, non sono stati utilizzati e per i quali non sussiste una destinazione giuridicamente vincolante né obbligo di rendicontazione all’Ue. Ma il Pnrr “è una tantum, mentre Meloni ha insistito che si tratterà di un provvedimento strutturale” che quindi necessita di un “finanziamento strutturale”, spiega l’economista.
Direttore, come vede il taglio del bollo per auto e moto?
“Io non sono contrario, anzi: l’Unione europea ci ha detto tante volte che il taglio delle accise sui carburanti favorisce le grosse cilindrate e che la misura, anche in vista della scarsità della risorsa, dovrebbe essere mirata alle fasce bisognose. Ma non è un’equazione facile da risolvere. Non vorrei andare con l’Isee dal benzinaio… L’abolizione della tassa di proprietà sulle auto sotto gli 80 kw, invece, oltre a essere molto popolare, ha il pregio di favorire chi ha una vecchia Panda e non chi gira in Ferrari”.
Resta il tema delle coperture necessarie per rendere la misura strutturale.
“Dicono che sarà strutturale, ma un finanziamento tramite il Pnrr non può essere tale. Forse per il 2027 può andare bene, ma già per gli anni successivi no, rendendo dunque più complesso rendere strutturale il taglio del bollo nella prossima legge di bilancio. Stesso dicasi per le risorse che potrebbero eventualmente venire dall’attivazione della clausola di salvaguardia europea, richiesta dall’esecutivo a Bruxelles, che consentirebbe all’Italia di deviare dalla traiettoria di spesa netta concordata per finanziare la sicurezza energetica per un massimo dello 0,3% del pil annuo: anche quelle si esaurirebbero in due anni e alla fine bisognerà trovare finanziamenti strutturali”.
Quindi i margini sono stretti?
“Il ministro ha detto ‘siamo sovranisti e come tali vogliamo uscire dalla lista dei sorvegliati speciali’. Benissimo: è un sovranismo simile a quello di Mario Monti nel 2012, che non voleva essere sotto la sorveglianza della Troika. Ma allora questa legge di bilancio, anche se cade nell’anno delle elezioni, deve puntare ad un deficit 2025 inferiore al 3%, o difficilmente la procedura d’infrazione europea sarà chiusa. Attualmente, è prevedibile che il deficit del 2026 sia attorno al 2,9%, dunque sotto la soglia del 3%. Il prossimo anno, secondo le previsioni dell’ultimo Dfp, si arriverebbe al 2,8%, a cui aggiungere però lo 0,3% della clausola di salvaguardia sull’energia per cui questo governo si è molto battuto. Così, si arriverebbe al 3,1% e dunque nel 2027 saremo oltre il famoso 3%. Molto dipende da cosa succederà la settimana prossima: il 22 settembre l’Istat potrebbe rivedere i dati sul 2025 e la speranza governo è che quel 3,1 messo a segno nel 2025 possa diventare un 2,9. Ma anche in questo caso sarà difficile uscire dalla procedura di deficit se in questa manovra non puntiamo ad un deficit inferiore al 3%. C’è pochissimo spazio. I margini in legge di bilancio per rendere definitivo l’addio al bollo sono stretti. Ma presentarsi alle prossime elezioni come chi ha tirato fuori l’Italia dalla lista cattivi è una cosa che forse premia dal punto di vista elettorale”.
C’è un modo per operare un taglio del genere in maniera realmente strutturale?
“Bisognava fare, da molto tempo, una vera spending review. Io ho stima del ministro Giorgetti ma sulla spending review lui fa operazioni un po’ all’ultimo momento. Quando arriva la legge di bilancio chiede a ministeri di tagliare ma questo modo di fare è rischioso. Sia perché non si fa un’analisi approfondita delle aree di spreco che ci sono nella pubblica amministrazione e di quelle invece da rafforzare, ma soprattutto perché si finisce per rinviare le spese e dunque non si risolve il problema”. (di Martina Regis)
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Prof accoltellata a Roma, la testimonianza di uno studente: “Il 13enne indossava casco, ha colpito con coltello e con due pugni”
(Adnkronos) – “Era entrato per ultimo in classe, è andato in bagno, si è cambiato ed è tornato con un casco in testa sul quale era stato applicato un telefono. Si è avvicinato alla prof, le ha spruzzato lo spray al peperoncino, poi l’ha accoltellata ad un fianco e l’ha colpita con due pugni”. Questo il racconto di uno studente su quanto avvenuto questa mattina in una classe dell’istituto Giovanni Verga di Roma, dove un 13enne ha ferito una docente accoltellandola. La donna non è pericolo di vita. “Era prima dell’inizio della lezione – ricorda lo studente – ed erano tutti quanti in classe; lui è entrato per ultimo, poi è andato in bagno. E’ tornato indossando un casco con su qualcosa come uno stand per telefono. Quindi ha puntato lo spray al peperoncino in faccia alla prof, ha spruzzato un getto. Dopodiché ha estratto un coltello e gliel'ha piantato su un fianco. Poi le ha dato due pugni”. A quel punto una delle alunne che erano in classe “è uscita a chiedere aiuto, ha urlato”. Un altro compagno “ha raggiunto il 13enne e lo ha trattenuto per non fargli dare altre coltellate, lo ha fermato”. Dopo l’accoltellamento della prof, gli studenti della classe dove era avvenuto il fatto sono stati fatti spostare in un’altra aula. Nelle altre classi invece sono state fatte chiudere le porte per evitare che potessero verificarsi incidenti o disordini. E’ quanto emerge dal racconto di un altro studente, all’uscita delle lezioni. A quanto si apprende, gli alunni della classe dove è avvenuto il ferimento, poi, sono stati fatti uscire in anticipo, rispetto all’orario previsto. All’origine dell’aggressione, spiega ancora lo studente, ci sarebbe un debito
formativo, nel senso che “anche alle scuole medie, quando si prende un’insufficienza in pagella, si riceve una sorta di debito. Cioè si deve iniziare prima a tornare a scuola, in genere dai primi di settembre, per recuperare e si fanno esercizi, esercitazioni e compiti, in modo di essere più preparati all’inizio del nuovo anno scolastico”.
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)