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Prodi: “Se AfD vince elezioni in Germania, l’Ue è finita”

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(Adnkronos) – "Se l’AfD vince le elezioni tedesche l’Europa è finita. Questa è la realtà". E' lo scenario che Romano Prodi, ex presidente del Consiglio e ex presidente della Commissione europea, delinea in un'intervista al 'Sole 24 Ore' nel giorno in cui in Germania vanno in scena elezioni locali nel Meclemburgo e a Berlino. "Alternative für Deutschland è antieuropea, è massicciamente contro le istituzioni multinazionali, è nazionalista, è razzista, non c’è più nulla di Europa. Siccome la Germania non solo è la potenza economica più importante d’Europa, ma da quando è cominciata la guerra in Ucraina ha messo su un programma di riarmo per cui diventerà la più grande potenza sia militare che politica, se succede questo, la mia risposta è molto semplice: è finita l’Europa, amen", dice Prodi. Quanto alla settimana appena trascorsa importante per l'Europa, che ha visto il discorso sullo Stato dell'Unione di Ursula von der Leyen e l'intervento al Parlamento europeo di Mark Carney, l’ex governatore della BoE e della Bank of Canada, per creare un’alleanza strategica, Prodi sottolinea come quest'ultimo sia stato "perfetto". "Però – sottolinea – qui il problema è metterlo in atto. Bisogna stare sui fatti". Ad esempio, la proposta di essere in qualche modo legati Canada e Ue, non esiste ancora una forma istituzionale per realizzarla. Bisogna quindi lavorarci". Quanto al rendere concrete delle proposte, Prodi cita il caso dell'accordo Ceta, il Trattato di libero scambio con il Canada: "l’accordo è stato firmato nel 2016 e approvato nel 2017 dal Parlamento europeo. Dieci Paesi non hanno ancora ratificato l’accordo, fra i quali l’Italia. Il problema dell’Europa, è che si fanno bei discorsi ma poi si fermano lì, perché i metodi di voto non permettono di mettere in atto le decisioni prese". E ancora: "La Commissione è diventata un organo che fa proposte e poi si ferma lì. E in secondo luogo la Commissione finisce con il rifugiarsi nel moltiplicare i regolamenti, le istruttorie, cioè tante cose di cui può avere la competenza e che in qualche modo sostituiscono gli aspetti che gli sono già sfuggiti di mano. Questo è il problema", conclude l'ex presidente del Consiglio. 
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Palermo, a Salvatore Vecchio il Premio Polifonia delle Arti ‘Salvator Gotta 2026’

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(Adnkronos) – E' Salvatore Vecchio il vincitore del premio Polifonia delle Arti ‘Salvator Gotta 2026’ per la sezione ‘Letteratura Siciliana’. Il riconoscimento a Vecchio, figura di rilievo nel panorama letterario e della ricerca in Sicilia, è stato consegnato questa mattina al Conservatorio di musica Scarlatti di Palermo. Il premio Polifonia delle Arti viene assegnato annualmente a personalità del mondo della cultura, della saggistica, dell'arte e della musica che si sono particolarmente distinte, su indicazione di una commissione scientifica, storicamente presieduta dal Prof. Tommaso Romano e composta da Veronica Garito, Antonella Lupo, Gabriella Maggio, Francesco Pira, Antonino Sala e Antonino Schiera. Il premio 'Salvatore Gotta' è stato fondato a La Valletta, a Malta, nel 1980 per onorare lo scrittore primo presidente dell’Empire International e accademico onorario dell’Accademia siciliana Cultura Umanistica. Nel corso degli anni, docenti, musicisti e figure legate alle istituzioni di alta formazione musicale della città (come il Conservatorio Alessandro Scarlatti) hanno ricevuto menzioni o partecipato alle attività culturali correlate al premio. 
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Burqa, hijab e chador: quali sono le differenze tra i veli

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(Adnkronos) – La premier Giorgia Meloni ha annunciato una norma in Cdm che introduce il divieto di burqa e hijab a scuola. Ma quali differenze ci sono? Le donne islamiche indossano anche il chador. Quest'ultimo è un lungo velo nero, che ricopre completamente il corpo a esclusione delle mani, dei piedi e del viso. È una variante di hijab. Usato fin dall’antichità e in epoca safavide, è imposto obbligatoriamente nei Paesi dove governano le correnti islamiche integraliste si legge su Treccani. 
Hijab è un velo composto tecnicamente di due parti: la cuffia che tiene raccolti e fermi i capelli e il velo che viene appoggiato su di essa e può essere legato sotto il mento, avvolto intorno al collo o lasciato ricadere liberamente sul corpo.  Il burqa è un abito femminile che copre interamente il corpo, compresa la testa; una fessura o una finestra, talvolta velata, all’altezza degli occhi permette alla donna di vedere. E' usato, in ossequio a una interpretazione di una norma coranica, in alcuni Paesi musulmani. E, in quelli più tradizionalisti, è obbligatorio fuori dalla propria abitazione. Il niqab è un velo , solitamente di colore nero, usato lasciando una fessura all’altezza degli occhi. È diffuso in Medio Oriente, nell’Africa settentrionale, nel Sud-Est asiatico e nel sub-continente indiano. 
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Mauro Corona a Verissimo: “Sono un traditore e un violento, non cerco il perdono”

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(Adnkronos) – "Io non mi piaccio, non mi sono mai piaciuto". Mauro Corona si confessa a Verissimo, condotto da Silvia Toffanin su Canale 5, in un'intervista a cuore aperto. Lo scrittore e scultore si commuove fino alle lacrime quando sullo schermo scorrono le immagini di Ferruccio, l'amico del cuore recentemente scomparso. A 76 anni, Corona traccia un bilancio della propria vita senza fare sconti. "Sono possessivo, geloso, violento a livello verbale, sono un traditore. Sono tutto quello che siamo tutti, non mi sopportavo più e avendo una certa età ho voluto rivelare chi sono. E l'ho fatto con un libro in cui ho fatto parlare mio fratello", morto giovanissimo in circostanze tragiche.  Mio fratello aveva quasi 17 anni, aveva lasciato casa per andare a lavorare. E' morto annegato in una piscina, ma aveva un taglio in testa probabilmente in una rissa. C'erano una decina di ragazzi, penso sia stato colpito con una bottiglia ed è caduto svenuto in piscina. Nessuno ci ha detto cosa sia successo e oggi non voglio nemmeno più saperlo. Se n'era andato da casa dove la situazione era terribile: mio padre era violento, ci legava al palo per 6-7 ore se sbagliavamo a mungere una capra. Mio padre aveva due occhi potenti, terribili. Io sopportavo, mio fratello aveva paura. Mio padre ha provato anche a darmi una coltellata, mi ha ferito alle dita", racconta. "Mio fratello ha detto basta, è andato via per lavorare. Faccio dire a lui chi sono e mio fratello mi ha fatto a pezzi. Non cerco il perdono degli altri, cerco il perdono di me stesso. Io so perdonare, non ho bisogno di quello degli altri", aggiunge.  
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Roma, donna accoltellata. Malore per l’aggressore, avrebbe tentato un gesto estremo

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(Adnkronos) – L'uomo, fermato dai carabinieri per aver ferito a coltellate una donna questa mattina, domenica 20 settembre in zona Cipro a Roma, mentre si trovava presso gli uffici del Nucleo Radiomobile, ha accusato un improvviso e grave malore. I soccorritori del 118, intervenuti d'urgenza, lo hanno stabilizzato e trasportato in codice rosso presso il Policlinico Tor Vergata. Da una prima ricostruzione, l'uomo avrebbe ingerito delle sostanze liquide prima dell'arrivo dei carabinieri, in un tentativo di gesto estremo. Le indagini sono tuttora in corso ma secondo quanto emerso finora all'origine dell'aggressione ci sarebbe stata una lite tra l'uomo e due donne, tutti coinquilini. Il cinquantatrenne avrebbe aggredito entrambe, ferendo con un coltello la quarantottene, cittadina russa, poi soccorsa in strada dai carabinieri. 
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Salvini a Pontida: “Non voglio divisioni, facciamo congresso straordinario Lega a ottobre”

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(Adnkronos) – "Domani convocherò il consiglio federale della Lega a Milano e proporrò nel mese di ottobre di convocare un congresso straordinario della Lega per decidere insieme, ma poi rilanciare uniti e compatti". Ad annunciarlo a sorpresa il segretario Matteo Salvini dal palco di Pontida. E rivolgendosi ai militanti ha detto: "Non meritate che ci siano divisioni, non voglio divisioni, voglio unità, serenità, determinazioni, idee chiare e compattezza". "Torno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia e lo chiederò alzata di mano per alta di mano", ha chiarito, dicendosi "pronto a offrire la mia vita per i miei figli e per voi. Se ho la vostra fiducia e il vostro sostegno, continuerò a mettere la mia passione per una Lega forte, unita e vincente". Dopo il congresso, però , ha avvertito, "la prima voce fuori posto che non fa un torto a Matteo Salvini, ma danneggia il lavoro di decine di migliaia di militanti in tutta Italia, dovrà spiegare perché continua a fare regali alla sinistra". Salvini è stato accolto da un'ovazione sul palco di Pontida. Oltre 5 minuti di applausi per il segretario della Lega, con la folla che gridava "Matteo, Matteo". Lui, con addosso una t-shirt bianca, ha risposto mettendosi la mano sul cuore e con un gesto di gratitudine, indicando le persone che lo applaudono dal pratone. Si è levato poi il coro "c'è solo un capitano". "Grazie, è già difficile parlare, me lo rendete ancor più complicato. Grazie dal profondo del cuore, ma non vorrei farvi fare troppo tardi", ha detto lui, prima di iniziare il suo intervento. "Si vince uniti e la Lega è e sarà più unita che mai", ha affermato aprendo il suo intervento con un attacco ai giornali e ha ricordato che "la Lega non ha padroni e non è in vendita". "C'è qua qualche giornalista a inventare e screditare", scrivono che "il pratone è vuoto, che Pontida è vuota. Guardate come è vuota Pontida e fatevi sentire da questi servi di regime che odiano la libertà", ha incitato la folla . Il riferimento, esplicitato dal vicepremier, era a un articolo sul sito del Foglio. "In questo articolo ancor più surreale viene usata una parola per definire voi: 'mercenari'". E poi, rivolgendosi a "questi servi di un regime destinato a morire", Salvini ha intimato: "Sciacquatevi la bocca quando parlate della Lega di Pontida, quando parlate di libertà, di un terreno sacro che ci sarà sicuramente molto più a lungo delle vostre testate che rispondono al padrone di turno. Non dovete avere paura se scrivete queste infamie, perchè il popolo di Pontida è pacifico, ma fossi in voi proverei tanta vergogna". E dalla folla si è alzato il grido "vergogna, vergogna". "Se questo poco spazio che ci danno" – la stampa – "lo riempiamo con polemiche interne facciamo solo un favore alla sinistra", ha quindi detto. "L'esame di coscienza me lo faccio tutte le notti quando mi addormento e tutte le mattine quando mi sveglio", ha affermato. Un chiarimento che sembrava una risposta a quanto detto poco prima dal ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli. "Tutte le sere e tutte le mattine mi chiedo 'Matteo oggi ti sei meritato la fiducia che milioni di leghisti ripongono in te?' Mi metto costantemente in discussione e sono convinto che il progetto autonomista portato avanti solo dalla Lega trionferà insieme a un impegno sovranista in Europa, per evitare che l'autonomia delle Regioni venga espropriata dai burocrati di Bruxelles", ma – ha avvertito – "per fare questo non possiamo prestare il fianco a una sinistra che ci vorrebbe cancellare, sostituire e fare espatriare". 
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Monitoraggio ambientale, in Cina giro di vite contro le pratiche fraudolente

TIANJIN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina intensificherà gli sforzi per contrastare le pratiche fraudolente delle agenzie di monitoraggio ambientale, con attività di controllo coordinate tra diversi dipartimenti governativi. Lo ha dichiarato il ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente, Huang Runqiu

Il ministro ha affermato che le pratiche fraudolente delle agenzie di monitoraggio restano un problema serio. E ha chiesto un approccio di tolleranza zero per salvaguardare la qualità e la credibilità del monitoraggio ambientale. Le dichiarazioni sono state rese durante una riunione nazionale convocata dal ministero e dai dipartimenti competenti per portare avanti la campagna.

Secondo il ministero, la campagna si svolgerà in tre fasi: l’individuazione dei problemi nell’intero settore, l’attuazione di interventi correttivi e la definizione di modalità operative standardizzate.

Le agenzie di monitoraggio dovranno effettuare controlli interni e stilare un elenco dei problemi. Le autorità procederanno quindi a interventi correttivi mirati, affronteranno le violazioni in conformità alla legge e forniranno indicazioni per garantire la piena attuazione delle misure correttive.

Saranno inoltre rafforzati i controlli a campione e le verifiche, con le autorità che prenderanno di mira le comunicazioni inesatte, omesse o occultate, nonchè gli interventi correttivi superficiali o fittizi.

Il ministero ha dichiarato che migliorerà anche la supervisione ordinaria, accelerando l’introduzione di norme di gestione e utilizzando efficacemente la piattaforma di gestione e servizi per il monitoraggio ambientale.

Negli ultimi anni, la Cina ha rafforzato la vigilanza sul monitoraggio ambientale, mentre il Paese porta avanti con costanza gli sforzi per rafforzare la tutela dell’ambiente.

Il Codice ecologico e ambientale del Paese, entrato in vigore il 15 agosto, vieta esplicitamente pratiche quali interferire con il campionamento, sostituire i campioni, alterare le condizioni di monitoraggio, effettuare monitoraggi fittizi e manomettere o falsificare le registrazioni.

– Foto Xinhua –

(ITALPRESS).

Vera Politkovskaja: ‘In Russia non vedo speranza, ma la democrazia è possibile’

(Adnkronos) – "Vi dico onestamente: non ho speranze per la Russia, non c'è niente in cui sperare. La situazione era così ieri, è così oggi e così sarà domani. Sarò troppo pessimista, ma non vedo speranza". Lo ha detto la giornalista russa Vera Politkovskaja, figlia della giornalista Anna Politkovskaja, uccisa il 7 ottobre 2006 a Mosca, intervenendo a Pordenonelegge nei giorni in cui i russi sono chiamati ad eleggere la Duma, a camera bassa del Parlamento. Vera Politkovskaja ha vissuto a Mosca fino all'inizio del conflitto tra Russia e Ucraina, per poi lasciare il Paese con la famiglia e trasferirsi in una località sicura. A Pordenone, ospite per ricordare Anna a vent'anni dal suo assassinio e ricevere l'onorificenza "Ambassador of Freedom", ha presentato anche il libro dedicato alla madre, "Una madre", pubblicato da Rizzoli. All'incontro con la stampa hanno partecipato Michelangelo Agrusti, presidente della Fondazione Pordenonelegge, e Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo. "Il lavoro di mia madre era accessibile a chiunque quando era in vita, ma non era conosciuta e non era una giornalista popolare", ha raccontato. "Dopo che è stata uccisa, il suo nome è diventato più famoso, ma era il nome di una giornalista che i russi non conoscevano e che è stata uccisa. Dopo la sua morte si è parlato molto della sua fine, ma, come non era stata una giornalista riconosciuta in vita, non lo è stata neppure dopo l'assassinio". Secondo Politkovskaja, quanto accade oggi in Russia rappresenta "la prosecuzione di una politica del potere che va avanti da più di vent'anni con l'obiettivo di incutere paura". La giornalista ha però sottolineato che la Russia sarebbe compatibile con un sistema democratico. "Certo che la Russia sarebbe compatibile con la democrazia, come qualsiasi altro Paese, ha affermato. "In Russia l'affermazione della democrazia richiederebbe comunque un lavoro lungo, forse di decenni, ma la democrazia si potrebbe affermare. Dipende da chi la governa e dalle politiche sociali".  Parlando della guerra in Ucraina e dell'operato del presidente russo Vladimir Putin, Politkovskaja ha aggiunto: "Lo vediamo ogni giorno di cosa è capace Putin negli attacchi contro l'Ucraina, Kiev, le scuole, i civili, i bambini, le donne. È quello che fa il comandante in capo della Russia. Di cosa altro c'è bisogno ancora per capire di cosa è capace Putin? A che cosa dobbiamo credere?" La giornalista ha quindi richiamato l'attenzione sulla difficoltà di distinguere le informazioni dalla propaganda in un contesto di guerra: "La situazione è che non si può credere a nessuno. Non si può credere alla propaganda di Putin, ma neppure alla propaganda anti-Putin in Russia, perché c'è una situazione di guerra e non si può credere a quello che viene detto". Nel ricordare l'eredità professionale della madre, Politkovskaja ha indicato nel suo percorso un riferimento per il giornalismo: "Il percorso che ha compiuto mia madre dovrebbe essere un punto di partenza per tutti i giornalisti. L'eredità che ci ha lasciato è la strada dell'onestà e della verità, per cui è stata uccisa, quella che io auguro a tutti di percorrere". Infine, rispondendo a una domanda sul rischio di sentirsi in pericolo, ha parlato della presenza dell'intelligence russa anche in Europa. "Qualsiasi persona deve sentirsi in pericolo in ogni parte del mondo, perché l'intelligence russa è presente ovunque e conduce azioni in Europa. Possono fare tutto quello che vogliono se decidono di farlo", ha detto. "Avere paura non ha senso, è assurdo, però il pericolo esiste anche qui in Europa come in Russia". (di Paolo Martini) 
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MotoGp, oggi Gp Austria – Diretta

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(Adnkronos) –
Torna in pista la MotoGp. Oggi, domenica 20 settembre, si corre il Gp d'Austria sul circuito di Spielberg. Si riparte dal successo nella gara sprint del sabato di Jorge Martin, che scatterà anche in pole position con la sua Aprilia.  Lo spagnolo è il leader del Mondiale piloti con i suoi 286 punti (+3 sul primo inseguitore Marc Marquez, vincitore una settimana fa a Misano).  Ecco orario, griglia di partenza: 1. Jorge Martin (Aprilia) 2. Marc Marquez (Ducati) 3. Pedro Acosta (KTM) 4. Marco Bezzecchi (Aprilia) 5. Ai Ogura (Aprilia) 6. Alex Marquez (Ducati) 7. Francesco Bagnaia (Ducati) 8. Fabio Di Giannantonio (Ducati) 9. Fabio Quartararo (Yamaha) 10. Johann Zarco (Honda) 11. Brad Binder (KTM) 12.Fermin Aldeguer (Ducati) 13. Raul Fernandez (Aprilia) 14. Pol Espargarò (KTM) 15. Luca Marini (Honda) 16. Diogo Moreira (Honda) 17. Enea Bastianini (KTM) 18. Takaaki Nakagami (Honda) 19. Franco Morbidelli (Ducati) 20. Alex Rins (Yamaha) 21. Jack Miller (Yamaha) 22. Toprak Razgatlioglu (Yamaha)    Il Gp d'Austria inizierà alle 14 e verrà trasmesso in diretta da Sky su Sky Sport MotoGp (canale 208) e in streaming su Sky Go e Now. Il Gran Premio sarà visibile anche in chiaro su Tv8, ma in differita alle 17.  
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In Austria vince Acosta, secondo Martin e terzo Bezzecchi

SPIELBERG (AUSTRIA) (ITALPRESS) – Pedro Acosta (Ktm) si prende il Gran Premio d’Austria, quindicesimo appuntamento del Mondiale di MotoGp. Il pilota spagnolo, scattato dalla terza casella, riscatta la caduta nella Sprint Race e vince la prima gara in carriera in classe regina. Al traguardo Acosta precede le Aprilia ufficiali di Jorge Martin e Marco Bezzecchi. Ai piedi del podio l’Aprilia Trackhouse del giapponese Ai Ogura, al rientro dopo due gare di stop a causa di una frattura alla mano. Domenica difficile per Marc Marquez, che non va oltre la quinta posizione a 7 secondi da Acosta. Penalità per Fermin Aldeguer (Ducati Gresini). Lo spagnolo ha ricevuto un long lap penalty in seguito a un contatto con Binder, sesto al traguardo, ma non ha avuto il tempo di scontarlo entro la fine della gara prendendo quindi tre secondi di penalità. Aldeguer scala dalla settima all’ottava posizione, mentre Francesco Bagnaia (Ducati) sale in settima. Fabio Di Giannantonio (Ducati VR46), nono a 14″869.
– Foto: Ipa Agency –

(ITALPRESS).