(Adnkronos) – Grandi sorprese nella quinta giornata di Serie A. Super prestazione del Frosinone, che allo Stirpe supera un lanciatissimo Como per 2-0 oggi, domenica 20 settembre. La squadra di Alvini si impone grazie ai gol al 14' di Calò e al 48' di Kvernadze e aggancia la formazione di Fabregas, alla prima sconfitta stagionale, a 10 punti in classifica. Dopo 5 giornate, i ciociari volano così clamorosamente al quinto posto. Frosinone, ma non solo. Nell'altra sfida delle 15, il Parma si impone 2-1 al Tardini sul Genoa. La squadra di Cuesta conquista la prima vittoria e sale a 4 punti, mentre lascia a un solo punto la squadra di De Rossi. Padroni di casa in vantaggio al 38' con Romero, momentaneo pareggio dei rossoblù al 70' con Osmajic e nuovo vantaggio, decisivo, all'80' firmato da Almqvist.
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Frosinone-Como 2-0, gialloblù quinti a sorpresa. Il Parma batte il Genoa, prima vittoria per Cuesta
Chanel Totti vuole diventare mamma, Ilary Blasi: “Sei impazzita? Hai 19 anni…”
(Adnkronos) – "E' impazzita?". Ilary Blasi viene colta di sorpresa a Verissimo, nella puntata di oggi domenica 20 settembre, quando ascolta le parole della figlia Chanel, ospite ieri nel programma condotto da Silvia Toffanin su Canale 5. "Vorrei diventare mamma", ha detto la 19enne, seconda figlia della conduttrice e di Francesco Totti. "Sono appena diventata moglie, ora devo diventare subito nonna?", si chiede Ilary Blasi, che una settimana fa ha sposato Bastian Muller in una cerimonia molto riservata a Ravello. "Chanel ha il progetto di lasciare" il figlio a me. Eh no, organizzati…", sorride Blasi commentando le risposte della figlia dell'intervista trasmessa 24 ore fa. Quindi, il consiglio: "Chanel, pensaci bene: hai 19 anni, divertiti, rimani single e viaggia…". Si parla delle nozze appena celebrate. "Non ero emozionata, almeno fino a quando non sono arrivata a metà navata e ho visto tutti voi in lacrime", dice Blasi rivolgendosi a Toffanin, presente alla cerimonia. "Si respirava grande affetto".
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Serie A, oggi Juve-Atalanta – Diretta
(Adnkronos) – La Juve torna in campo in Serie A oggi, domenica 20 settembre. Dopo il successo in goleada al debutto in Europa League, vittoria 5-0 contro il Nec, i bianconeri ospitano l'Atalanta allo Stadium in uno dei big match della quinta giornata. In campionato la Juve arriva dal ko 3-2 contro il Sassuolo, mentre – nell'ultima partita giocata – la Dea ha perso per 2-1 contro il Cagliari.
Dove vedere Juve-Atalanta? La partita sarà visibile in diretta su Dazn, ma anche su Sky ai canali Sky Sport Uno, Sky Sport Calcio, Sky Sport 4K e Sky Sport 251. Juve-Atalanta sarà disponibile poi in streaming su Sky Go, Now e sull'app di Dazn. Dopo la sosta, la Juve sarà impegnata in trasferta a Cagliari, domenica 11 ottobre alle 20:45. L'Atalanda scenderà invece in campo lunedì 12 ottobre alle 18:30 contro il Venezia.
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Houellebecq: ‘Non mi ritengo un profeta, i profeti sono un po’ sopravvalutati’
(Adnkronos) – "Non mi ritengo in realtà un profeta. E i profeti sono un po’ sopravvalutati". E' partito da qui, dalla definizione di “profeta” che gli è stata spesso attribuita, Michel Houellebecq, intervenuto a Pordenone in occasione della 27/a edizione di Pordenonelegge per presentare la raccolta "Tutte le poesie", pubblicata da La nave di Teseo. Lo scrittore francese, noto per la sua proverbiale riservatezza e per la rarità delle sue apparizioni pubbliche e delle sue interviste, ha accettato l'invito dell'editore Elisabetta Sgarbi a tenere una conferenza stampa, durata circa 40 minuti, rispondendo alle domande dei giornalisti sui suoi libri, sulla poesia, sulla fantascienza e anche sull'attualità politica europea. Il soprannome di “profeta” è legato soprattutto a "Sottomissione", il romanzo pubblicato nel 2015 nel quale Houellebecq immagina una Francia segnata dalla vittoria alle presidenziali di un partito islamico, la Fratellanza Musulmana, capace di battere al secondo turno il Front National di Marine Le Pen grazie a un’alleanza tra le principali forze politiche repubblicane. "E' un po’ strano il modo in cui si definiscono i profeti", ha spiegato Houellebecq. "Ci sono quelli della Bibbia, che immaginavano ogni disgrazia e lo facevano per opprimere il popolo. Io anche predico disgrazia per opprimere l’umanità, ma sono meno severo e meno cattivo". Una battuta che introduce uno dei temi emersi con maggiore frequenza nel confronto con i giornalisti: il rapporto tra la sua opera e la capacità, attribuitagli spesso, di aver anticipato alcuni aspetti del presente. Houellebecq ha respinto però l'idea di essere un autore profetico in senso stretto, richiamando invece la sua lunga familiarità con la fantascienza. "Quando ero giovane leggevo moltissima fantascienza", ha raccontato. "Veramente dicevo a tutti che ero un grande esperto di fantascienza e bisogna leggerne davvero tanta per poter dire di essere davvero esperti". Per lo scrittore, è "un vero peccato che si sia dimenticata la fantascienza degli anni ’70", proprio mentre alcuni elementi immaginati da quella letteratura "cominciano a concretizzarsi". Tra gli esempi citati c'è naturalmente l'intelligenza artificiale. "Viviamo un’epoca in cui alcuni elementi della fantascienza degli anni ’70 cominciano a concretizzarsi, ad esempio l’intelligenza artificiale", ha osservato. "Alcuni sono stati profeti, più di me". Houellebecq, arrivato al successo internazionale con il romanzo "Le particelle elementari" del 1998, ha ricordato anche il proprio rapporto personale con la fantascienza, arrivando a dire che avrebbe potuto essere un buon curatore di classici del genere. "Potrei essere bravo a editare dei classici della fantascienza oggi. Perché me ne intendo bene", ha detto, sottolineando però che in Francia le persone che conoscono davvero il genere sono numerose. Dalla fantascienza alla scrittura, Houellebecq ha raccontato anche che cosa lo spinge oggi, nel 2026, a continuare a scrivere e se questa motivazione sia cambiata rispetto agli esordi. "Abbastanza spesso si scrive un libro perché si trovano dei difetti in quello che si è scritto prima", ha spiegato. Alla base della scrittura rimane, secondo lui, "l’idea che si riuscirà a fare il libro perfetto e poi si smetterà di scrivere per sempre". Ma, una volta iniziato il nuovo libro, "ci si rende conto che ci sono delle mancanze". Houellebecq ha ammesso di avere ancora difficoltà ad affrontare alcuni dei grandi temi tradizionalmente esplorati dalla letteratura: "Faccio fatica a scrivere dei grandi temi dell’umanità, dei grandi temi tipicamente esplorati dai romanzi, per esempio la relazione col padre. Io ancora non ci riesco". Molto diversa, invece, la motivazione che aveva accompagnato il suo esordio narrativo: "Quando ho scritto il mio primo romanzo, 'Estensione del dominio della lotta', una delle ragioni era che secondo me mancava un informatico nella letteratura". Era, ha ricordato, "la prima fase di espansione dell’informatica" e gli sembrava significativo che un mondo già presente nella vita quotidiana non avesse ancora trovato sufficiente spazio nella narrativa. "Detto in questo modo non sembra tanto appassionante", ha commentato con ironia. Una parte dell'incontro è stata dedicata anche alla situazione politica francese ed europea, a partire dall'avanzata delle destre. Houellebecq ha osservato che la Francia non costituisce, a suo avviso, un caso isolato nel continente. "Non possiamo dire che la Francia sia un caso molto particolare in Europa. È un po’ una minaccia generale, un po’ europea", ha detto, sottolineando che la situazione si sta generalizzando anche in altri Paesi. “Non ho la sensazione però che l’Italia sia andata, o stia andando, verso il fascismo”, ha sottolineato. Rispondendo a una domanda sul successo elettorale dell’AfD in Germania e sul possibile rafforzamento delle destre in Europa, Houellebecq ha osservato che “sembra” esserci una preoccupazione diffusa, "ma l'Italia è pronta a rassicurare il resto dell'Europa". E sull’AfD, ha aggiunto: “Non saprei dire nulla di specifico”. Nel suo ragionamento ha inserito però una riflessione soprattutto sul cambiamento della sinistra francese. "Una delle conseguenze spiacevoli di questo, in Francia – almeno, non so negli altri Paesi europei – è che la sinistra è diventata super cattiva". Houellebecq ha collegato questo cambiamento alla perdita di una parte della precedente egemonia culturale e intellettuale. "Quando ero giovane, ma era molto tempo fa, o anche quando ero relativamente adulto, la sinistra era così dominante, in particolare nel campo culturale e intellettuale, che poteva permettersi di essere tollerante". Oggi, secondo la sua lettura, "come questa dominazione può essere meno contestata, diventa davvero quella che sorveglia". Lo scrittore ha quindi raccontato un episodio personale che, a suo giudizio, mostra quanto sia cambiato il clima culturale. "La cosa più sorprendente che mi sia capitata è che sono stato praticamente trattato da fascista, o qualcosa del genere, perché una volta sono andato a una riunione di un piccolo gruppo monarchico. Ero convinto che tutti avrebbero considerato i monarchici una sorta di vestigia folkloristica, non certo qualcosa di pericoloso. Assolutamente no: hanno fatto come se fosse qualcosa di molto pericoloso. E mi hanno dato del fascista". Dalla politica alla poesia, il discorso è tornato al titolo della raccolta italiana, "Tutte le poesie", e in particolare al sottotitolo: "Si perde sempre". Che cosa si perde? E ha ancora senso la lotta di cui Houellebecq ha parlato a lungo nella sua opera? "La lotta che si perde sempre è quella contro la morte", ha risposto. "È questo il senso". Lo scrittore ha rifiutato però l'idea della rassegnazione davanti alla morte: "Rispetto alla morte non mi piace il discorso della rassegnazione. È sciocco, ma mi dà sui nervi". Da qui il riferimento al buddhismo e alla figura del Buddha.: "Buddha era un principe, era nato in condizioni sociali molto favorevoli, viveva in un palazzo. A un certo punto decide di uscire dal palazzo e scopre sulla sua strada un vecchio, un malato e un morto". Da questa esperienza, ha proseguito, Buddha "deduce che la vecchiaia, la malattia e la morte sono tre cattive cose". E Houellebecq ha osservato con una punta di ironia: "E' quindi buffo che questa constatazione, questa osservazione abbia dato luogo a una religione, anziché, per esempio, decidere di portarlo verso una vocazione medica". Un'altra domanda ha riguardato una sua precedente riflessione su un mondo nel quale "respiriamo male", nel quale si manifesta "un disgusto" e cresce "una voglia di fuggire senza voltarsi indietro", fino alla difficoltà di leggere i titoli dei giornali. Parole che, ha confermato, valgono ancora oggi. "Sì, comunque", ha risposto. "Se ci si collega per qualche tempo a un’informazione in continuazione, c’è comunque un disgusto che si manifesta se si ha voglia di mettere una catena con immagini della natura, delle cose così". Inevitabile, nel confronto con i giornalisti, il riferimento a "Sottomissione", il romanzo in cui aveva immaginato una Francia attraversata da una trasformazione politica e culturale radicale. Se dovesse scriverlo oggi, lo riscriverebbe? "Direi di sì", ha risposto Houellebecq. Ma con una precisazione: "Le possibilità che questa pubblicazione possa realizzarsi sarebbero minori". Secondo lo scrittore, un elemento del romanzo si è rivelato "abbastanza profetico", almeno per quanto riguarda l'università francese, da lui descritta come "una zona di debolezza". Houellebecq ha ricordato in particolare l'antisemitismo. "Quando ho scritto 'Sottomissione', mi aggiravo in un’università perché volevo tastare il polso della situazione. Sono stato sorpreso di vedere le prime protesta contro l’arrivo di un ricercatore israeliano". Quello che allora aveva osservato, ha aggiunto, "si è sviluppato molto nell’università. Meno nel resto della società". Tra le domande anche quella sul rapporto fra libertà mentale, indipendenza e solitudine, temi presenti in diverse raccolte poetiche e in particolare ne "La ricerca della felicità". "Io non mi sento assolutamente indipendente", ha risposto Houellebecq. "L’indipendenza forte non è totale. C’è una forte indipendenza, ma non è totale". A questo proposito ha citato l'esperienza dei monasteri. "Mi è capitato di fare visita a dei monasteri, accolgono spesso dei visitatori, degli ospiti anche. E questi monaci, con mia sorpresa, sembravano molto felici, hanno l’aria felice". La libertà, dunque, non viene presentata come una condizione assoluta, ma come una possibilità che convive con forme di dipendenza, comprese quelle legate all'amore e alle relazioni. Alla domanda se esistano ancora poesie che non ha scritto, Houellebecq ha risposto con maggiore incertezza rispetto ai romanzi. "Per i romanzi è più facile rispondere. Probabilmente ce ne saranno altri, ma per la poesia non so, perché non so esattamente da dove mi venga l’ispirazione". A volte, ha raccontato, può bastare un cambiamento di ambiente. "Qualche volta basta recarsi in un luogo che non si conosce e si viene ispirati a scrivere una nuova poesia proprio perché è un luogo sconosciuto". (di Paolo Martini)
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Camila Giorgi diventa mamma: è nato il primo figlio Magnus Vangelis
(Adnkronos) –
Camila Giorgi è diventata mamma. È nato Magnus Vangelis Pasutti, il primo figlio della tennista italiana e del marito Andreas Ignacio Pasutti. Il piccolo è venuto al mondo ieri, mentre l’annuncio è arrivato oggi, domenica 20 settembre, con una storia pubblicata su Instagram dalla campionessa azzurra. La gravidanza era stata annunciata a febbraio, poco prima del matrimonio con Pasutti, celebrato il 26 febbraio a Buenos Aires. Il nome era già stato svelato dalla stessa Giorgi a inizio settembre: Magnus è stato scelto dal papà, Vangelis è il nome voluto da Camila. Per l’ex numero uno italiana si apre così un nuovo capitolo, dopo mesi lontano dai riflettori del circuito (e con la sfida già lanciata di tornare in campo nel 2027, dopo l'ultimo match giocato il 23 marzo 2024 a Miami contro Iga Swiatek). Negli ultimi mesi la coppia ha trascorso gran parte del tempo a Maiorca, dove Giorgi ha continuato a dedicarsi al tennis anche durante la gravidanza. Adesso inizia un altro capitolo
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M5S, la base approva il programma in 20 punti: “L’invio di armi all’Ucraina allontana la pace”
(Adnkronos) – Con il 91,7% dei sì, la base del Movimento 5 stelle ha dato mandato al presidente Giuseppe Conte per andare al tavolo di coalizione e dire che "continuare a inviare armi" all'Ucraina "allontana pace". Nei voti sulla politica estera, però, la proposta è quella che riceve il favore minore, anche se molto plebliscitario, ma tant'è. L'okay al "primato del diritto internazionale", per dire, arriva al 98,3%, seguito a ruota dalla Conferenza internazionale e il riconoscimento dello Stato di Palestina che raccoglie il 97,9% dei voti favorevoli. Il 94,1% vuole il no al piano di riarmo europeo e il 91,8% il no all'innalzamento della spesa per la difesa. Su un totale di 106.829 votanti, hanno partecipato al voto sul no all'invio di armi all'Ucraina in 39.770, ovvero il 37,2% degli aventi diritto. In 36.461 hanno detto sì e 3.309 no. Tutte le proposte sottoposte al vaglio della comunità del Movimento 5 stelle sono state approvate. Sul totale dei 159 quesiti complessivi, compreso quello sulle armi all'Ucraina, si sono espressi in 45.340, esprimendo in tutto 6.068.826 voti. Su una platea di 106.829 iscritti al Movimento 5 stelle, hanno partecipato al voto per le proposte che Giuseppe Conte porterà al tavolo di coalizione in 45.340, ovvero poco più del 42%. Nel dettaglio, hanno votato il 41,68% degli aventi diritto (44.523) sui temi quali ambiente, energia, casa, scuola, informazione e digitale, il 37,23% (39.770) sui temi di giustizia, sicurezza, esteri, immigrazione, democrazia, partecipazione e diritti, il 36,65% (39.153) sui temi di sanità, Welfare, lavoro ed economia. Mentre il Patto generazione, riservato solo ai giovani iscritti, su una platea di 9235 votanti, hanno espresso il loro voto il 20,25%, ovvero 1870 giovani. Tutti i 12 punti hanno ricevuto parere positivo, ma con molte differenza. Il diritto di voto ai 16enni è stato promosso 'solo' dal 52,35% dei votanti, contro il 47,65% che ha bocciato la proposta. Numeri non plebliscitari anche per un capitale di 15mila euro per i neodiciottenni, promosso dal 78,4%, e per un reddito di base (1000 euro al mese) per chi lavora nella cultura, i sì sono stati il 76,52%. Delle 159 proposte approvate dalla comunità del Movimento 5 stelle, alcune sono state votate con più favore, altre leggermente di meno. Per esempio: il 99,7% dei votanti dice sì alla politica fuori dalla sanità, e quindi il no a che le nomine dei vertici sanitari siano fatte nelle stanze delle varie amministrazioni regionali. Grande plebiscito anche per la legge contro il conflitto d'interessi, la cosiddetta norma 'anti-Renzi', che raccoglie il 99,5% dei voti favorevoli, e su tenere fuori i partiti della Rai, 99,2% dei sì. Nell'ambito sanitario, il 98,1% dice sì all'abbattimento delle liste d'attesa grazie ai proventi della sanità privata. In quello sull'immigrazione, bene (con il 98,6% dei voti favorevoli) l'abolizione della Bossi-Fini e l'attivazione del click day, un po' meno bene la proposta sullo ius scholae, che pur viaggiando su percentuali alte si ferma all'89,4% dei consensi totali. Un dato, al ribasso, che registrano anche le proposte sulla penalizzazione della cannabis, con l'okay 'solo' dell'84,5% dei voti espressi, e quella sul voto ai sedicenni e ai fuori sede, a cui dice sì l'84,4%. Sui diritti da acquisire, si viaggia su percentuali più alte. Al matrimonio egualitario dicono in sì il 94,2% dei votanti, al fine vita il 95,9%, a una legge sull'omolesbotransfobia il 94,7%. Alle adozioni per le coppie omogenitoriali, invece, il dato si ferma all'84,3%. Ancora: l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole piace al 97,5%, la stessa percentuale che dice sì anche all'obbligo scolastico davvero gratuito. Raccolgono un po' meno favore gli asili nidi gratis per tutti, è il 96,6% che è d'accordo. Nel capitolo delle tasse, depauperato della patrimoniale, la proposta che dice di abbassare al lavoratori e alle imprese, ma aumentarle a chi specula registra il 98,6% dei voti favorevoli. Mentre due delle grandi battaglie dei Cinquestelle, come il reddito di cittadinanza, ribattezzato Reddito 2.0, piace al 97,8%, la reintroduzione del reato di abuso d'ufficio al 98,9%, e infine la riduzione progressiva per i contributi pubblici diretti all'editoria al 97,4%.
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Successo per la prima edizione dei Taormina Music Awards
TAORMINA (MESSINA) (ITALPRESS) – Successo per la prima edizione dei Taormina Music Awards, la nuova rassegna che celebra i grandi protagonisti della musica attraverso premi alla carriera e riconoscimenti speciali. Ieri sera, sul suggestivo palco del Teatro Antico di Taormina, musica dal vivo, grandi ospiti, talk esclusivi e gli attesissimi premi.
“La prima edizione dei Taormina Music Awards ci restituisce esattamente il senso della sfida che abbiamo voluto lanciare con la Fondazione: non aggiungere semplicemente un altro evento al calendario, ma costruire un nuovo appuntamento – dichiara il Sindaco della Città di Taormina Cateno De Luca – Il Teatro Antico ha accolto artisti, linguaggi e generazioni diverse, trasformandosi per una sera in un grande palcoscenico della musica italiana. Siamo partiti da qui, ma l’ambizione è far crescere questo progetto anno dopo anno, rafforzandone identità, qualità e dimensione internazionale. Taormina deve continuare a essere il luogo in cui i grandi eventi non vengono soltanto ospitati, ma nascono, crescono e diventano parte dell’identità della città”.
“Questa prima edizione rappresenta l’inizio di un percorso – afferma Valeria Brancato, Presidente della Fondazione Taormina – Abbiamo voluto costruire un evento che andasse oltre la dimensione del singolo concerto, mettendo al centro la musica e i suoi protagonisti attraverso esibizioni, racconti e riconoscimenti pensati per valorizzare percorsi artistici e identità differenti. La risposta del pubblico e la qualità degli artisti che hanno condiviso con noi questa prima edizione ci confermano che esistono tutte le condizioni per far crescere i Taormina Music Awards e dare loro una fisionomia sempre più forte e riconoscibile. Un risultato che nasce da un grande lavoro di squadra. Desidero ringraziare tutto il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Taormina, il sovrintendente Rosario Coppolino e Niccolò Petitto, che ha curato la produzione e la direzione artistica dell’evento, insieme a tutti coloro che, con professionalità e impegno, hanno contribuito alla realizzazione di questa prima edizione”.
L’evento, condotto da Bianca Guaccero e Pino Strabioli, si è aperto con le esibizioni di Alessio Bondì e Mille, per poi proseguire con le performance e i dialoghi sul palco di Serena Brancale, Willie Peyote, Ditonellapiaga ed Ermal Meta.
Uno dei momenti culminanti della serata è stato quello della consegna del prestigioso Taormina Centauro Award a Marco Masini da parte del Sindaco di Taormina Cateno De Luca, seguito poi dall’esibizione di Diodato. Il Legend Music Award è stato assegnato a Vasco Rossi; impossibilitato a partecipare all’evento, ha ricevuto il riconoscimento precedentemente dalla Presidente della Fondazione Valeria Brancato e dalla vicesindaco Alessandra Cullurà.
La serata è stata arricchita dall’originale connubio di musica, pianoforte e comicità di Carlo Amleto e dalle incursioni della travolgente Barbara Foria, oltre che dai collegamenti dal backstage di Andrea Dianetti e Giulia Penna, presto visibili sui social della rassegna. Sul palco la compagnia di Marco Savatteri, la Savatteri Produzioni, e il corpo di ballo, interamente composto da artisti siciliani, che ha emozionato il pubblico con le coreografie firmate da Irma di Paola appositamente per questo appuntamento live.

Di seguito gli artisti e i premi della prima edizione della rassegna:
ALESSIO BONDÌ – Taormina Music Award Radici
SERENA BRANCALE – Taormina Music Award Mediterraneo
DIODATO – Taormina Music Award Scripta Volant
DITONELLAPIAGA – Taormina Music Award Artista dell’Anno
MARCO MASINI – Taormina Centauro Award
ERMAL META – Taormina Music Award Note d’Autore
MILLE – Taormina Music Award Rivelazione
WILLIE PEYOTE – Taormina Music Award Voce Fuori Dal Coro
VASCO ROSSI – Taormina Legend Award
Taormina Legend Award Massimo Tomasino ha curato il progetto luci e video, gli autori della rassegna musicale sono stati Gianmarco Spineo, Raffaello Fusaro e Niccolò Petitto. Regia di Claudio Insegno e Raffaello Fusaro.
Ideato e voluto dal Comune di Taormina guidato dal Sindaco Cateno De Luca, dalla Fondazione Taormina presieduta da Valeria Brancato e dall’Assessorato al Turismo per la Città di Taormina, i Taormina Music Awards nascono come un grande evento dal vivo pensato per diventare un appuntamento di riferimento nel panorama musicale italiano.
Organizzato da Enpi Entertainment di Niccolò Petitto, che ne cura anche la direzione artistica, il format coniuga esibizioni live e momenti di approfondimento con gli artisti, recuperando lo spirito dei grandi eventi musicali italiani e reinterpretandolo in una chiave contemporanea, con una forte vocazione internazionale.
– Foto ufficio stampa Taormina Music Awards –
(ITALPRESS).
Marsala, una persona accoltellata nel corso di una rissa
MARSALA (TRAPANI) (ITALPRESS) – Una persona è stata accoltellata e ferita a Marsala nella tarda serata di ieri durante una rissa scoppiata in contrada Strasatti, alla periferia Sud della cittadina trapanese. La dinamica dell’accaduto è al vaglio delle Forze dell’Ordine.
“E’ un episodio grave che condanniamo con assoluta fermezza”, hanno affermato la sindaca Andreana Patti e il presidente del Consiglio comunale Giovanni Maniscalco. “Come amministratori e rappresentanti delle Istituzioni cittadine non possiamo e non vogliamo ignorare il ripetersi, nel tempo, di episodi di violenza che hanno interessato il territorio. La sicurezza dei cittadini è una priorità e Strasatti merita la stessa attenzione che deve essere garantita a ogni parte del territorio comunale”.
– Foto di repertorio Carabinieri –
(ITALPRESS).
Russia al voto, partecipazione alle 15 al 52,6%: superato il dato delle precedenti consultazioni
(Adnkronos) – L'affluenza alle urne per le elezioni per il rinnovo della Duma è superiore a quella registrata nell'ultima consultazione. Lo scrive la Tass, riportando che secondo la commissione centrale elettorale alle 15.14, ora di Mosca, aveva votato il 52,6% degli aventi diritto, con un aumento dello 0.9% rispetto alle elezioni per il rinnovo della Duma di cinque anni fa, quando l'affluenza era stata del 51,7%. Il Paese entra nel terzo giorno e ultimo giorno di votazioni per la Duma di Stato, composta da 450 seggi, che sono iniziate il 18 settembre e si concluderanno stasera, domenica 20 settembre. Si tratta delle prime elezioni parlamentari in Russia da quando Mosca ha lanciato l'invasione su vasta scala dell'Ucraina nel febbraio 2022. Il partito Russia Unita, allineato al Cremlino, domina attualmente la camera bassa del Parlamento. La commissione elettorale russa ha annunciato oggi di aver rilevato "più di mille" attacchi informatici rivolti contro le elezioni parlamentari. "Sono stati registrati più di mille attacchi DDoS contro le infrastrutture russe coinvolte nel processo elettorale", ha dichiarato Ella Pamfilova, presidente della commissione elettorale, citata dalle agenzie di stampa russe. "L'attacco senza precedenti è stato chiaramente pianificato con l'obiettivo di interrompere le elezioni. Il nemico non ha avuto successo" scrive su Telegram il sindaco di Mosca, Sergei Sobayanin, accusando l'Ucraina di aver lanciato oltre 1600 droni contro la Russia, 450 dei quali diretti contro la capitale, abbattuti dalle difese aree russe.
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Primo ko per il Como, steso 2-0 dal Frosinone con Calò e Kvernadze
FROSINONE (ITALPRESS) – Arriva allo Stirpe il primo passo falso del Como. Il Frosinone di Alvini vince 2-0 e si regala un altro pomeriggio da sogno, confermando quanto di buono fatto in queste prime cinque giornate di campionato. A far volare i Ciociari sono le reti di Calò e Kvernadze, arrivate nel primo tempo: l’eroe di giornata, però, è senza ombra di dubbio Palmisani, autore di diverse parate determinanti. I lariani falliscono dunque l’aggancio all’Inter e alle due romane in vetta della classifica e vengono affiancati a quota 10 proprio dal team di Alvini.
Dopo appena otto minuti il Como ha la possibilità di indirizzare il match, ma un super Palmisani complica i piani dei ragazzi di Fabregas. Il portiere azzurro si rivela subito decisivo parando il doppio tentativo di Douvikas: nel corso della medesima azione, Monterisi ha salvato sulla linea la conclusione di Baturina. La tripla occasione ospite non scoraggia il Frosinone che rovina il pomeriggio della formazione lariana passando in vantaggio al primo vero affondo. Al 14′ Schmid crossa dalla destra, premiando l’inserimento in area dell’accorrente Calò che calcia sotto la traversa per l’1-0.
Il Como prova a reagire, ma deve guardarsi le spalle dalle insidiose ripartenze dei padroni di casa: al 39′, infatti, Butez riesce a parare l’insidioso colpo di tacco tentato da Raimondo. Al 43′, invece, sono gli ospiti a rendersi pericolosi con Nico Paz, il cui colpo di testa trova l’ennesimo pronto intervento di Palmisani. La situazione per il Como precipita ulteriormente nel finale di frazione, quando in contropiede Schmid e Kvernadze confezionano il 2-0: l’ala georgiana arriva davanti a Butez e lo infila col destro. All’intervallo Fabregas prova a scuotere i suoi, inserendo dalla panchina Kean, Ricci e Rodriguez. Il Como crea diverse chance per avviare la propria rimonta, ma la mancanza di cinismo e lo stato di grazia di Palmisani (decisivo anche su Kean e Rodriguez) mantengono i due gol di distanza. E’ anzi il Frosinone ad avvicinarsi al tris, prima col mancino da fuori di Raimondo al 65′, poi col tiro-cross di Schmid al 69′. Nel finale la rete del possibile 3-0 di Raimondo viene annullata da Chiffi per fallo in attacco su Ramon. Festa per i ciociari; prime crepe in casa Como.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).