(Adnkronos) – Otto miliardi di euro di produzione, 2 miliardi di valore aggiunto e oltre 23.000 addetti. L'Italia è il settimo Paese al mondo per satelliti attivi di proprietà e il sesto per satelliti lanciati dal 2019, con una spesa pubblica civile per lo spazio pari allo 0,089% del Pil contro una media Ocse dello 0,065%. Bex – Beyond Exploration Expo, organizzato da Italian Exhibition Group (Ieg), definisce il programma convegnistico e la composizione del parterre espositivo della nuova piattaforma europea di convergenza tra tecnologie spaziali e applicazioni industriali in programma dal 23 al 25 settembre alla fiera di Rimini. La missione è quella di creare nuove opportunità di business, favorendo il dialogo tra imprese, istituzioni, start up e centri di ricerca che sono interessati alla diversificazione, valorizzando il ruolo dello spazio come leva di innovazione e competitività per l’economia terreste e per le economie future oltre la terra. La giornata inaugurale si aprirà con la partecipazione di esponenti istituzionali e di governo, nazionali e internazionali. Sul palco principale, durante il Bex Vision Summit, confermate le presenze di speaker da Axiom Space e Leonardo Space e degli europarlamentari Elena Donazzan e Giorgio Gori. Sul fronte della diversificazione industriale, il Comitato Tecnico Scientifico di Bex in collaborazione con Lombardia Space Cluster, dedicano evento alla manifattura avanzata per lo spazio, dalla certificazione dei componenti a terra alla loro fabbricazione direttamente in orbita, con un keynote di Esa e gli interventi di esponenti di Ministero Economia e Finanze, Unioncamere, Ey e Tuv. La sessione vedrà inoltre l’intervento di Dallara, Sabelt, Gavuzzi Tessuti tecnici e Cavok, in qualità di aziende specializzata nella manifattura che hanno già sperimentato percorsi di Technology Transfer verso lo spazio. Il versante dei capitali è affidato alla Space Finance Arena, la sessione organizzata da Bex con Plug and Play Tech Center. Una piattaforma costruita per favorire accordi tra startup, Pmi, investitori, banche e assicurazioni, con un focus su bancabilità e scalabilità dei progetti, e un reverse pitch in cui sono gli investitori a presentarsi alle imprese. Tra i partecipanti di rilievo ci sono Ey main partner dell’expo, Infracorp, Cdp Venture Capital Sgr e fondi specializzati nella space economy come Galaxia, polo nazionale di trasferimento tecnologico per l'aerospazio, e Primo Space, primo fondo italiano di venture capital del settore. La sessione comprende inoltre Incubed, il programma di cofinanziamento di Esa, con la possibilità di richiedere incontri diretti con l'Agenzia nell'Open Innovation District. Le opportunità per le imprese non-space sono al centro anche della sessione di Esa Technology Broker. In ambito agrifood, il rapporto tra spazio e mondo agricolo vede Enea impegnata su Space&Urban Farming e Confagricoltura sul telerilevamento applicato alle coltivazioni. Spazio anche al tessile tecnico, con un approfondimento curato da Spacewear, mentre il trasferimento tecnologico tra articoli sportivi e spazio sarà sviluppato grazie ai contributi di Confindustria moda e delle sue aziende associate. All’interno dello stesso percorso, inoltre, un focus sulla preparazione sportiva e mentale e sul ruolo della lettura del dato nel migliorare performance, resilienza e capacità decisionale in contesti estremi. Il Gruppo Reply porta a Bex le competenze di Nova Reply, Concept Reply, Roboverse Reply, Storm Reply e Skyward Reply su connettività avanzata, cloud, dati satellitari, intelligenza artificiale, robotica e sistemi aerospaziali. L'expo conference sarà, inoltre, tappa ufficiale degli Stati Generali della Space Economy 2026, il percorso promosso dall'Intergruppo parlamentare per lo Spazio nei distretti dell'industria spaziale italiana con una giornata che sarà dedicata alle startup in ambito innovazione. “Vogliamo creare il luogo in cui competenze provenienti anche da settori tradizionalmente non spazio possano generare innovazioni e trasformarle in nuove opportunità di mercato – dichiara Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director Green & Technology division per Ieg Spa – Lo scambio è bidirezionale: tecnologie nate per lo spazio trovano applicazione nei settori terrestri e competenze maturate a terra concorrono allo sviluppo della filiera spaziale. Su questa base Bex riunisce imprese, istituzioni e centri di ricerca su tavoli di lavoro riferiti a casi applicativi. L'apertura alla presenza di esponenti istituzionali e l'inserimento di Bex negli Stati Generali della Space Economy confermano la collocazione della manifestazione all'interno della strategia nazionale per il comparto". Bex– Beyond Exploration Expo è la prima manifestazione fieristica italiana interamente dedicata alla space economy. In programma a Rimini dal 23 al 25 settembre 2026, Bex si propone come hub di riferimento internazionale per l'incontro tra industria spaziale tradizionale (upstream), applicazioni downstream e settori non-space interessati alle opportunità offerte dalle tecnologie spaziali. La manifestazione prevede aree espositive, conferenze, workshop tecnici, sessioni di matchmaking e un'area dedicata a startup, università e centri di ricerca.
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Spazio, a Rimini I edizione Stati Generali ‘Economy’
Banca del Fucino e Marevivo insieme per l’educazione ambientale nelle scuole
ROMA (ITALPRESS) – Banca del Fucino e Fondazione Marevivo, ETS impegnata nella tutela del mare e delle sue risorse, annunciano una collaborazione sul progetto “Risparmiamo il pianeta”, iniziativa di formazione e divulgazione agli studenti promossa dalla Banca in partnership con FEduF – Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio di ABI.
Nel dettaglio, per l’anno scolastico 2026-27 il progetto – lanciato già dal 2024 dalla Banca del Fucino con FEduF per gli studenti delle scuole secondarie di primo grado – si arricchirà di una serie di appuntamenti formativi presso le sedi di Marevivo – che la Banca supporta in qualità di Sostenitore Fondatore – a Roma e Palermo.
Obiettivo dell’iniziativa è offrire un percorso che integri i temi dell’educazione finanziaria e cittadinanza economica con quelli della tutela ambientale e della salvaguardia del mare.
Gli incontri saranno caratterizzati da un approccio interattivo e partecipativo. I momenti formativi affronteranno argomenti quali la protezione degli ecosistemi marini, l’economia circolare, la gestione responsabile delle risorse e il legame tra comportamenti individuali e sostenibilità, portando gli studenti a contatto diretto con Marevivo quale realtà in prima linea nella difesa dell’ambiente marino.
Proseguono contestualmente anche le altre attività di educazione finanziaria nelle scuole promosse dalla Banca del Fucino con FEduF, tra cui “Bancari per un giorno”, rivolto agli alunni delle classi IV e V della scuola primaria, che nella scorsa edizione, insieme a “Risparmiamo il pianeta”, ha raggiunto complessivamente oltre 1.600 studenti in 19 istituti scolastici di 10 città italiane.
“Marevivo – nata nel 1985 come associazione, oggi Fondazione riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – opera per la tutela del mare e delle risorse naturali attraverso attività di ricerca, campagne di sensibilizzazione e progetti di educazione ambientale rivolti a scuole, comunità e istituzioni su tutto il territorio nazionale – si legge in una nota di Banca del Fucino -. L’intesa con Marevivo consolida il percorso avviato dalla Banca nel campo della formazione delle nuove generazioni e della promozione di una cultura attenta alla sostenibilità, coerentemente con i valori di responsabilità sociale, attenzione al territorio e vicinanza alle comunità che ne ispirano l’operato da oltre un secolo”.
“Essere una Banca significa anche interrogarsi sull’impatto che possiamo generare oltre la nostra attività quotidiana. Da qui nasce un percorso nel quale educazione finanziaria, sostenibilità e responsabilità sociale diventano parti di uno stesso impegno. Con FEduF e Fondazione Marevivo portiamo questo approccio nelle scuole, perchè è proprio dalle nuove generazioni che può iniziare un rapporto più maturo e responsabile con le risorse, economiche e naturali”, spiega Francesco Maiolini, AD di Banca del Fucino.
“La Terra ci offre risorse preziose, ma non sono illimitate, per questo è fondamentale imparare a utilizzarle con responsabilità e cura. Oggi più che mai occorre risparmiare il pianeta tutelando l’ambiente, riducendo gli sprechi e adottando comportamenti virtuosi. La grave crisi climatica che stiamo attraversando ci impone di cambiare rotta verso stili di vita più sostenibili per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni”, dichiara Raffaella Giugni, Segretario Generale Marevivo.
“L’educazione finanziaria è oggi una leva essenziale per formare cittadini più consapevoli, capaci di compiere scelte responsabili per il proprio futuro e per quello delle comunità in cui vivono – sottolinea Giovanna Boggio Robutti, Direttrice Generale di FEduF – Integrare la cittadinanza economica con i temi della sostenibilità ambientale consente di offrire alle ragazze e ai ragazzi una visione più completa del valore delle risorse, del risparmio e dell’impatto dei comportamenti individuali. Per questo FEduF è lieta di contribuire, insieme a Banca del Fucino e Fondazione Marevivo, a un percorso educativo che unisce competenze, responsabilità e attenzione al bene comune”.
– foto ufficio stampa Banca del Fucino –
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Germania, Merz “Risultato drammatico per la Cdu in Meclemburgo”
BERLINO (GERMANIA) (ITALPRESS) – Il risultato delle elezioni del Meclemburgo-Pomerania Anteriore per la CDU è “drammatico e senza precedenti. Non siamo riusciti a superare la soglia del 5% e un’intera frazione della Cdu esce dal Parlamento regionale”. Così il cancelliere Friedrich Merz in conferenza stampa, parlando di un “duro colpo”. Le ragioni della scarsa performance della CDU, aggiunge Merz, “vanno ben oltre la mia persona”. Per la CDU, si pongono ora “questioni fondamentali e a lungo termine. Dobbiamo discutere e approfondire dove siamo e dove vogliamo andare.
Dobbiamo cambiare questa situazione”. Il cancelliere annuncia poi l’intenzione di avviare “molto presto” un dialogo con i presidenti dei Lander per trovare “un nuovo modo di collaborare”.
(ITALPRESS).
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Inizia la seconda era Mancini in azzurro “Dobbiamo divertirci e vincere”
FIRENZE (ITALPRESS) – Parola d’ordine: divertirsi. Perchè se non ti diverti non puoi vincere, che è l’obiettivo finale. Si apre ufficialmente a Coverciano l’era Mancini-bis, con la Nazionale tornata fra le mani del ct che la condusse a vincere gli Europei 2021 e che prova a ripartire dopo tre Mondiali di fila vissuti da spettatrice. “Qui abbiamo passato momenti molto belli, è stato un piacere tornare – confessa il Mancio – Per vincere serve una squadra che gioca bene, che si diverte, che ogni volta che si ritrova ha voglia di fare qualcosa di importante. Dobbiamo innanzitutto divertirci, se non ti diverti non puoi raggiungere i risultati. Essere felici, giocare per far qualcosa di bello è importante”.
Ma divertirsi non può bastare. “Sono qua per vincere e per farlo il più velocemente possibile – mette in chiaro – Io parto per avere una squadra che domina, che giochi bene, che riesca sempre a dare il massimo. Non si può sempre vincere ma noi partiamo per cercare di farlo. Quando uno parte, lo fa pensando di fare qualcosa di bello e qualcosa, nei prossimi 4 anni, la porteremo a casa. Un pò di giocatori ne capisco, hanno qualità e va data loro la possibilità di giocare”.
Quello che inizia oggi a Coverciano è un nuovo corso con tanti giovani, chiamati a misurarsi coi primi impegni di Nations League a partire da quello di venerdì col Belgio. “Dobbiamo essere veloci nel sapere quali giocatori possono essere con noi nei prossimi 4 anni, vogliamo vederli sul campo. Se ai giocatori esperti chiedo di dare una mano ai più giovani a inserirsi, ai giovani chiedo di mettere a disposizione della squadra tutto quello che hanno, di dare spensieratezza. Ci sono sempre più stranieri nei nostri campionati? Non credo che possiamo lamentarci, noi dobbiamo trovare la soluzione a questo problema, dobbiamo trovare calciatori ed essere veloci a portarli in Nazionale come Zoma. Lui gioca nella serie B tedesca, lo fa con continuità, quindi bene così”.
Con la vicenda del caso tesseramento che riguarda Malagò sullo sfondo (“Ho parlato col presidente, lui è tranquillo e ci ha tranquillizzato a sua volta. Noi dobbiamo pensare al nostro lavoro, a far bene e a vincere la prima partita col Belgio che non sarà semplice. Dobbiamo pensare a quello che dobbiamo fare”), l’Italia riparte da Coverciano con un’altra novità, la capo delegazione Diana Bianchedi. “Ha fatto la storia di uno sport importantissimo, soprattutto per i risultati. La conoscevo da tempo, ha vissuto momenti indimenticabili per lo sport italiano, non può che esserci utile”, la accoglie Mancini, contento anche del nuovo metro arbitrale adottato in serie A.
“Ho sempre pensato che l’Italia gioca a un ritmo inferiore perchè si fischiavano troppi falli, mezzi falli. In Premier non fischiano quasi mai, per questo il ritmo è altissimo. E’ molto positivo”.
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Bonus donne 2026, incentivi ad assunzioni femminili cofinanziati dall’Ue
(Adnkronos) – In Italia il lavoro femminile continua a rappresentare una delle principali sfide del mercato occupazionale. Mentre il tasso di occupazione degli uomini tra i 15 e i 64 anni si attesta intorno al 70%, per le donne resta significativamente più basso, intorno al 53%, collocando il Paese agli ultimi posti nell'Unione europea per partecipazione femminile al lavoro. Per favorire l'ingresso e il reinserimento delle donne nel mercato occupazionale, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2026 ha rifinanziato il Bonus Donne, con uno stanziamento di 141,5 milioni di euro a valere sul Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027, e cofinanziata dal Fondo sociale europeo Plus. L'incentivo è destinato ai datori di lavoro privati, compresi quelli del settore agricolo, che assumono a tempo indeterminato donne in condizioni di svantaggio. La misura prevede l'esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi Inail. In pratica, per ogni nuova assunzione agevolata il datore di lavoro può beneficiare di uno sgravio fino a 650 euro al mese per lavoratrice, importo che sale a 800 euro mensili nel caso di assunzioni di donne residenti nelle regioni della Zona economica speciale (Zes) unica per il Mezzogiorno, che comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna, Marche e Umbria. L'agevolazione si applica alle assunzioni effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 e può essere riconosciuta fino a 24 mesi per l'assunzione di donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi oppure da almeno 12 mesi se appartenenti a specifiche categorie di svantaggio individuate dalla normativa europea, tra cui giovani tra i 15 e i 24 anni, donne over 50, persone prive di diploma, donne che vivono sole con persone a carico o occupabili in settori caratterizzati da una forte disparità di genere. Per le donne senza un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi è invece previsto un esonero della durata di 12 mesi. Oltre a ridurre il costo del lavoro per le imprese, la misura punta ad aumentare le opportunità occupazionali e il potere contrattuale delle donne che incontrano maggiori difficoltà nell'accesso al lavoro. Conoscere l'esistenza dell'incentivo può infatti rappresentare un elemento utile durante la fase di ricerca dell'occupazione, poiché rende economicamente più conveniente l'assunzione da parte delle aziende. Per accedere al beneficio, le assunzioni devono determinare un incremento occupazionale netto rispetto ai dodici mesi precedenti. Inoltre, l'incentivo non può essere riconosciuto ai datori di lavoro che abbiano effettuato, nei sei mesi precedenti l'assunzione, licenziamenti economici individuali o collettivi nella stessa unità produttiva. Le domande per l'accesso alle agevolazioni devono essere presentate all'Inps attraverso il modulo dedicato disponibile sul Portale delle agevolazioni (ex Diresco), secondo le modalità definite dalla circolare Inps n. 57 del 14 maggio 2026. Nell'ambito del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+ 2021-2027, la misura contribuisce agli obiettivi della Priorità 2, dedicata al sostegno dell'occupazione femminile e all'inclusione delle persone in condizioni di vulnerabilità, promuovendo pari opportunità e una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Per approfondire: https://lavoro.gov.it/pn-giovani-donne-lavoro/progetti/bonus-donne-2026.
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Grillo “Non ho rimpianti per estromissione dal M5S, oggi non hanno un’idea”
ROMA (ITALPRESS) – “Io sono stato estromesso, ma questa è una mia particolarità, è un dato di fatto, ma non ho rimpianti perchè oggi il Movimento è un’altra cosa, perchè è in mano al reverendo Jones, all’uomo che sussurrava ai cavilli… Ci sono queste persone che si agitano dentro un movimento che di progressista ha solo la paralisi della mente progressiva. Non hanno un’idea. Quanto c’è il rigors vita che ti blocca la curiosità, ti fa andare su cose ovvie, idiote. Non c’è uno che prospetta un’umanità, una società nel 2050. Il 2050 sul simbolo l’ho fatto mettere io perchè volevo che tutti i partiti mettessero nel simbolo 2050, perchè tutti pensassero avanti e poi ognuno ci arriva con i propri mezzi”. Così Beppe Grillo ospite a “Pulp Podcast”, raccontando del Movimento 5 Stelle. “Quando c’è un politico professionista su una cosa vecchia, preferisco il dilettante su una cosa nuova. Io progettavo una cosa di nuovo”, aggiunge. Di Maio da dilettante è diventato politico? “Sì, infatti io volevo limitare gli stipendi, limitare i mandati, due mandati e poi a casa. Io dicevo che il parlamentare che vuole fare politica dopo due mandati va a fare il sindaco, dov’è cresciuto, con l’esperienza da parlamentare. Io ci credo ancora, era quello che ci distingueva da altri partiti. Adesso è un partito normale”, conclude Grillo.
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Quirinale, La Russa “Meloni al Colle sarebbe un vantaggio per l’Italia”
ROMA (ITALPRESS) – “Credo che, un domani, sarebbe per l’Italia un grande vantaggio avere Meloni Presidente della Repubblica”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a “Ping Pong” su Radio Rai 1. “Per quello che ne so io”, Meloni “ha voglia di continuare questa opera di grande azione politica a favore dell’Italia e degli italiani nel ruolo che ha e, secondo me, è corretto che duri almeno dieci anni. Dopo altri 5 anni, ne parliamo”. Sulla legge elettorale, alla Camera per la terza lettura dopo il via libera del Senato, “abbiamo provato a reintrodurre le preferenze al 100%. Chi non lo ha votate? Il Partito Democratico si è astenuto, salvo ripresentarle al Senato quando sapeva che sarebbe stato impossibile farle passare, perchè c’era un accordo tra Fratelli d’Italia, Salvini e Tajani che, se non fosse stato mantenuto, non avremmo avuto le preferenze” e “sarebbe caduto il governo”, ammette. In merito al provvedimento annunciato da Meloni sulla scuola “manca un anno alla scadenza naturale” della legislatura, “quindi si tratta di una normale azione politica che Fratelli d’Italia fa, senza aggiungere nulla che dipenda solo dall’imminenza o meno delle elezioni”. Per La Russa, “la tesi che Giorgia Meloni ha sviluppato anche in questa occasione non è nuova per noi, fa parte del pensiero di Fratelli d’Italia, cioè quello di non discriminare in alcun modo dei ragazzini, anche quelli che non sanno una parola di italiano, ma nello stesso tempo garantire agli italiani e anche ai bambini di origine straniera che però sono ormai perfettamente inseriti e parlano italiano come gli altri, una adeguata possibilità di apprendere, di studiare, di crescere”, spiega. “Non ci trovo niente di strano se non la demagogia della sinistra che è pronta a scattare in ogni occasione: è buonsenso e, come tutte le cose di buonsenso, non possono essere mistificate”.
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Moda, Carlo Capasa (CNMI) ad AdnFinance: “Perso il 10% del fatturato, il Made in Italy è sotto attacco”
(Adnkronos) – Guerre, tensioni geopolitiche, dazi e rallentamento del mercato cinese hanno presentato un conto pesante alla moda italiana: circa il 10% di fatturato perso negli ultimi tre anni, con il giro d’affari del settore che si è ridotto da oltre 100 miliardi di euro a circa 92-93 miliardi. Ma il comparto reagisce puntando su creatività ed energia e si prepara alla Milano Fashion Week, in programma dal 22 al 28 settembre, con oltre 210 tra sfilate, presentazioni ed eventi. A tracciare il quadro con Adnkronos è Carlo Capasa, presidente della Camera nazionale della moda italiana, intervistato negli studi di Milano nel talk ADNFinance. "La moda ha accusato negli ultimi tre anni perdite di fatturato importanti dovute alla situazione geopolitica", ha spiegato Capasa. Un settore che, ha sottolineato, "vive bene quando c'è una situazione di pace nel mondo e di mercati aperti". Oggi, invece, lo scenario è segnato dalle guerre, "dalla contrapposizione dei blocchi Cina-Stati Uniti, dai dazi in America e dal rallentamento della crescita cinese". Il risultato è una contrazione significativa: "Il nostro settore ha perso circa il 10% di fatturato, che è tanto per un'industria ". Nonostante questo, ha aggiunto Capasa, "chapeau alla moda, che ha reagito e sta reagendo".
Milano Fashion Week, oltre 210 eventi e la Vogue World
La risposta del settore passa anche dalla Milano Fashion Week, che dal 22 al 28 settembre porterà nel capoluogo lombardo oltre 210 appuntamenti. "Avremo oltre 210 tra eventi, presentazioni e sfilate in sei giorni, ma i numeri aumentano di minuto in minuto. Sono tantissimi", ha affermato Capasa. "C'è molta energia, perché la moda in un momento di difficoltà risponde con la creatività". Tra gli appuntamenti, il presidente di Camera Moda ha citato la Vogue World, che "sbarca per la prima volta in Italia per celebrare il Paese ", e la serata inaugurale a Palazzo Reale con la mostra dedicata a Dalí. Sul fronte delle sfilate,"Prada apre il primo giorno, Armani chiude l'ultimo giorno".
Moda italiana sotto attacco
Ma dietro la capacità di reazione del settore, secondo Capasa, c'è una competizione internazionale sempre più dura."C'è un attacco forte alla moda italiana per molti motivi. Siamo i primi al mondo nella produzione e distribuzione di moda di alta qualità e tutti vorrebbero prendere un pezzo di quel business". Il presidente di Camera Moda allarga il ragionamento anche al valore simbolico del Made in Italy: "Attaccare la moda italiana vuol dire attaccare i valori occidentali, i valori europei, vuol dire dare un colpo forte al sistema". Secondo Capasa, il settore viene messo sotto pressione «da tanti lati», anche attraverso contestazioni sui prezzi, sull'origine della produzione e sulle materie utilizzate. "Certo, ogni industria ha delle cose da correggere e migliorare e noi siamo i primi che vogliono farlo", ha precisato. Ma ha aggiunto: "concentrarsi soltanto sugli aspetti negativi rischia di picconare quell'idea di moda italiana che porta valori forti di creatività, sostenibilità e inclusione".
Ultra fast fashion, «penalizzati dalle nostre stesse regole»
Un altro fronte critico è quello dell'ultra fast fashion e dell'enorme flusso di piccoli pacchi provenienti da Paesi extra Ue. "In Europa sono arrivati lo scorso anno cinque miliardi di pacchi sotto i 150 euro. Un miliardo in Italia, più del numero di pezzi che l'Italia produce ogni anno, a prezzi bassissimi e senza gli stessi controlli", ha affermato Capasa. Il nodo, secondo il presidente di Camera Moda, è la disparità delle condizioni competitive. Le aziende italiane ed europee devono rispettare stringenti norme di sostenibilità e di compliance, mentre, sostiene Capasa, le stesse regole non vengono applicate in modo equivalente alle merci a basso costo che entrano dall'estero. "Arrivano a bassissimo prezzo e invadono il nostro mercato. E noi siamo penalizzati dalle nostre stesse regole", ha chiarito.
Europa e Italia uniti per proteggere il settore Da qui la richiesta di Camera della Moda di intervenire. "Abbiamo chiesto di tassare questi pacchi per almeno dieci euro; per il momento l'Europa li vuole tassare con tre". Per Capasa, però, l'obiettivo non dovrebbe essere semplicemente fiscale: le risorse dovrebbero servire a finanziare controlli sui prodotti in ingresso, verificandone composizione, sicurezza e rispetto degli standard europei, "anche per vedere se sono dannosi per la salute, compresa quella dei bambini". Una questione che, per il presidente di Camera Moda, riguarda in definitiva la parità delle regole: "Perché questo prodotto può arrivare quando noi invece abbiamo dei limiti quando esportiamo il nostro o anche quando lo consumiamo in Europa?". Sulla risposta a questa domanda -ha concluso Capasa- si gioca buona parte del futuro del settore ".
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Prima volta in azzurro, alla scoperta dei nove volti nuovi dell’Italia di Mancini
(Adnkronos) –
La prima Italia di Roberto Mancini riparte anche da nove volti nuovi. Dentro i 34 convocati per la Nations League c’è spazio per percorsi molto diversi: ragazzi ancora all’inizio della loro storia e giocatori che, dopo anni di gavetta e campionati differenti, hanno finalmente conquistato la chiamata azzurra. Un gruppo eterogeneo, per età e caratteristiche, che racconta anche quanto si sia allargato il perimetro della Nazionale. Il più giovane è Massimo Pessina, portiere del Bologna, classe 2007. È il volto più acerbo del gruppo, ma anche uno dei segnali più evidenti della volontà di guardare oltre i nomi già affermati. Per lui il primo passaggio sarà soprattutto prendere confidenza con un ambiente nuovo e con ritmi diversi da quelli del club. In difesa c’è Daniele Ghilardi, centrale classe 2003 della Roma, arrivato nella Capitale dopo un percorso che lo ha portato attraverso diverse categorie e piazze. Ha vestito le maglie di Mantova, Verona e Sampdoria prima di conquistare spazio ai massimi livelli. Accanto a lui c’è Michael Kayode, esterno del Brentford, cresciuto nella Fiorentina e ormai abituato al calcio inglese. Classe 2004, ha scelto presto un percorso internazionale e questa chiamata rappresenta un altro passo nella sua crescita. Prima convocazione anche per Eddy Kouadio, difensore classe 2006 del Monza, cresciuto nel vivaio della Fiorentina e già protagonista in Serie A. Nato a Prato da genitori ivoriani, ha attraversato le selezioni giovanili azzurre e ora compie il salto nella Nazionale maggiore. È uno dei profili più giovani di una lista che, in questa occasione, ha scelto di allargare parecchio lo sguardo. A centrocampo si affacciano Alessandro Romano e Issa Doumbia. Romano, classe 2006, è un giocatore del Cagliari: nato in Svizzera, ha iniziato nel Winterthur ed è poi passato attraverso Roma e Spezia prima dell’approdo in Sardegna. Doumbia, invece, è un centrocampista del Sporting Lisbona: nato a Treviglio nel 2003 da famiglia ivoriana, ha costruito il proprio percorso tra AlbinoLeffe e Venezia prima di trasferirsi in Portogallo. Due storie ancora in costruzione, ma già abbastanza lunghe da aver attraversato campionati e contesti differenti. Tra i nuovi attaccanti c’è Sebastiano Esposito, oggi al Sassuolo, che di primo approccio con il grande calcio ne ha avuto uno particolarmente precoce. Cresciuto nell’Inter, ha vissuto diverse esperienze in prestito prima di trovare continuità e ora ritrova la Nazionale maggiore a 24 anni. La convocazione ha anche un significato particolare perché nel gruppo c’è il fratello Francesco Pio, a conferma di una famiglia ormai stabilmente dentro il giro azzurro. C’è poi Antonio Vergara, trequartista classe 2003 del Napoli, cresciuto nel settore giovanile del club partenopeo. Dopo il percorso nelle categorie inferiori ha iniziato a trovare spazio anche in prima squadra, affacciandosi pure sulla scena europea. Il suo profilo aggiunge alla lista un giocatore offensivo, capace di muoversi tra le linee e di dare una soluzione diversa al reparto. A chiudere il gruppo è Mohamed Alì Zoma, attaccante del Norimberga, forse il nome meno conosciuto al grande pubblico. Classe 2003, ha iniziato in Italia con l’AlbinoLeffe e ha poi scelto la Germania, dove si è fatto notare soprattutto per la continuità sotto porta. La sua è una convocazione che arriva dopo un percorso meno lineare rispetto a quello di altri compagni, ma che lo ha portato fino alla prima chiamata con la Nazionale maggiore. Nove storie diverse, nove percorsi arrivati allo stesso punto: la prima convocazione con l’Italia maggiore. Da Coverciano in poi, per tutti, comincia semplicemente un capitolo nuovo.
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Xi da mercoledì negli Usa per colloqui con Trump, l’incontro in nome della “stabilità strategica”
(Adnkronos) – Il presidente cinese Xi Jinping visiterà gli Stati Uniti questa settimana per colloqui con il presidente Donald Trump. La conferma arriva dal governo cinese, spiegando che il leader di Pechino sarà negli Usa a partire da mercoledì 23 settembre e fino a venerdì 25.
Rafforzare la "stabilità strategica" tra le due maggiori economie mondiali, questo l'obiettivo dell'incontro che il leader cinese e il presidente americano avranno a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, ha spiegato Pechino. Nel corso di una conferenza stampa, il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha dichiarato che i due leader avranno "un approfondito scambio di opinioni sulle principali questioni riguardanti le relazioni tra Cina e Stati Uniti, la pace mondiale e lo sviluppo". In questo contesto, ha aggiunto, Pechino "collaborerà con gli Stati Uniti per arricchire il rapporto di stabilità strategica costruttiva tra Cina e Stati Uniti e gestire adeguatamente le divergenze". Il vice primo ministro cinese He Lifeng, il principale negoziatore di Pechino per il commercio, si trova già negli Stati Uniti per incontri con il segretario al Tesoro Scott Bessent. I due si sono incontrati ieri per discutere della creazione di un canale di comunicazione per affrontare le problematiche relative all'intelligenza artificiale. Washington aveva anticipato che i due leader si sarebbero incontrati nel tentativo di trovare un terreno comune sulle controversie commerciali, sull'intelligenza artificiale e su questioni strategiche più ampie, tra cui la guerra in Medio Oriente. La Cina è uno dei principali partner economici e sostenitori diplomatici dell'Iran, acquista gran parte della produzione petrolifera di Teheran e ha cercato di mediare nella guerra, ma per gli analisti sono basse le aspettative del vertice tra Trump e Xi. "Una delle poche cose che possiamo sperare a breve termine è una tregua e che questa probabilmente continui per il resto dell'anno", ha dichiarato l'ex vicesegretario di Stato americano Kurt Campbell. Alti funzionari statunitensi e cinesi hanno intanto discusso della creazione di un nuovo "meccanismo di notifica" per gli incidenti legati all'intelligenza artificiale che potrebbero compromettere la sicurezza nazionale, ha riferito il Segretario del Tesoro americano, dopo aver definito "positivi" i colloqui con il vice primo ministro cinese. L'intelligenza artificiale è stata oggetto di un intenso esame negli ultimi giorni, dopo che i ricercatori hanno messo in guardia sui potenziali rischi posti da questa tecnologia e alcune delle figure più in vista del settore hanno invitato gli sviluppatori ad adottare un approccio più cauto. "Riteniamo che, come per qualsiasi attività transfrontaliera, sia molto importante passare dall'opacità a una maggiore trasparenza tra la prima e la seconda potenza mondiale nell'ambito dell'intelligenza artificiale", ha dichiarato Bessent ai giornalisti.
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