(Adnkronos) – Politico, Cnn e Ms Now hanno annunciato un'azione legale contro Donald Trump e tre suoi stretti collaboratori dopo che i giornalisti delle tre testate sono stati esclusi dalla Casa Bianca e si sono visti ritirare i pass di accesso. Le tre testate accusano l'amministrazione di aver violato il Primo Emendamento della Costituzione, che tutela la libertà di stampa. In una dichiarazione congiunta, Politico, Cnn e Ms Now hanno spiegato di aver presentato una causa presso un tribunale federale di Washington, chiedendo un intervento urgente per ripristinare l'accesso dei loro giornalisti alla Casa Bianca. Secondo i media, il provvedimento è stato adottato senza preavviso né una procedura formale e sarebbe legato al contenuto dei loro articoli sull'amministrazione Trump. La decisione di escludere i giornalisti era stata annunciata venerdì scorso dallo stesso Trump sul social Truth. Il presidente aveva accusato le tre testate di pubblicare "fake news", senza fornire motivazioni specifiche. La causa è stata presentata contro Trump, il capo di gabinetto Susie Wiles, il direttore della comunicazione della Casa Bianca, Steven Cheung e il direttore del Secret Service, Sean Curran.
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Politico, Cnn e Ms Now fanno causa a Trump dopo l’esclusione dalla Casa Bianca
Turismo: Demanio lancia bandi per trasformare immobili pubblici in strutture accessibili
(Adnkronos) – Rigenerare il patrimonio immobiliare pubblico trasformandolo in una rete di strutture dedicate al turismo accessibile e all'accoglienza inclusiva. È questo l'obiettivo di "Turismo Accessibile per tutti – TA4ALL", il progetto dell'Agenzia del Demanio che apre a un nuovo modello di valorizzazione del patrimonio dello Stato, coniugando inclusione sociale, sviluppo dei territori e investimenti privati. L'iniziativa si rivolge a investitori privati ed Enti del Terzo Settore attraverso bandi sperimentali di Concessione di Valorizzazione, con affidamenti da 6 a 50 anni, destinati alla riqualificazione di immobili pubblici da trasformare in strutture ricettive accessibili, con particolare attenzione alle esigenze delle persone con disabilità, della popolazione senior e di chi necessita di servizi dedicati. I primi sette beni messi a bando sono distribuiti lungo tutta la Penisola e rappresentano immobili di pregio storico e architettonico inseriti in contesti di forte attrattività turistica. Si tratta dell'ex Caserma Magnolini di Gargnano (Brescia), affacciata sul Lago di Garda; di Villino Rossi a Schio (Vicenza), storica villa ottocentesca nel cuore della città; dell'ex Caserma De Amicis di Sulmona (L'Aquila), complesso monumentale nel centro storico; dell'ex Convento San Bonaventura di Caltagirone (Catania), a pochi passi dalla celebre Scalinata di Santa Maria del Monte; dell'ex Carcere giudiziario di Reggio Calabria, in posizione panoramica sullo Stretto di Messina; di Casa Nappi a Loreto (Ancona), edificio storico vicino alla Basilica della Santa Casa; e dell'ex Casa del Fascio di Settecamini, a Roma, che sarà inserita a breve tra gli immobili disponibili. L'obiettivo del progetto è promuovere non solo il recupero fisico degli immobili, ma anche la loro rigenerazione sociale, privilegiando proposte capaci di generare benefici per le comunità locali, migliorare l'accessibilità dei territori e ampliare l'offerta turistico-ricettiva con servizi innovativi dedicati alla persona. Le offerte potranno essere presentate fino all'11 dicembre 2026. I bandi sono disponibili sul sito dell'Agenzia del Demanio nella sezione dedicata a Gare e Aste e ai Progetti di Valorizzazione e Temporary Use.
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Ascolti tv, Rai1 con ‘Giovannino Guareschi’ vince prima serata con 16% di share
(Adnkronos) – Rai1 con 'Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano' ha vinto la prima serata di ieri, 20 settembre, con il 16% di share. Il film tv con Giuseppe Zeno ha incollato allo schermo 2.240.000 spettatori. Su Rai2, la partita degli Europei di Pallavolo Maschile – Italia-Danimarca ha intrattenuto 2.237.000 spettatori, pari al 13,3%. Su Canale 5 'Racconto di una notte' ha ottenuto 1.740.000 spettatori, pari al 14,5%. Su Rai3, 'Presadiretta' ha totalizzato 986.000 spettatori e il al 6,1%, mentre su Italia1 'Le Iene presentano: Inside' 819.000 spettatori e l'8,5%. Su Rete4, 'Giganti – I Protagonisti della Storia' ha segnato 358.000 spettatori e il 2,8%. Su Tv8 'Italia’s Got Talent' ha ottenuto 354.000 spettatori e il 2,4%. Sul Nove 'Comedy Match' è stato visto da 309.000 spettatori pari al 2,1%. Infine, su La7 'Unfaithful – L’amore infedele' ha raggiunto 291.000 spettatori, pari al 2,3%. Nella fascia access prime time, su Canale 5 'La Ruota della Fortuna' ha conquistato 4.113.000 spettatori e il 23,2%, mentre su Rai1 'Affari tuoi' 3.691.000 spettatori e il 21%.
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36 anni fa la mafia uccideva il giudice Rosario Livatino, Meloni “Difese giustizia e legalità fino all’estremo sacrificio”
ROMA (ITALPRESS) – “Trentasei anni fa il giudice Rosario Livatino veniva vigliaccamente assassinato dalla mafia. Un magistrato che portava avanti il suo dovere senza compromessi, che ha difeso la giustizia e la legalità fino all’estremo sacrificio. Oggi ricordiamo ancora una volta il suo coraggio, la sua fede e quella straordinaria coerenza che lo portarono a non arretrare mai davanti alla violenza mafiosa. Aveva 37 anni, rimarrà per sempre un eroe grazie al suo esempio e alla sua rettitudine. L’Italia non dimentica“. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post su X, ricordando il giudice Rosario Livatino ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990.
“Il 21 settembre 1990 il giudice Rosario Livatino fu ucciso dalla mafia lungo la strada che percorreva ogni giorno per raggiungere il Tribunale di Agrigento. Un magistrato rigoroso che scelse di affrontare la criminalità organizzata e le sue logiche di violenza e complicità, nella convinzione che la legalità non è un principio astratto, ma una scelta quotidiana, fatta di coerenza e coraggio“. Lo scrive in un post su X il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. “A distanza di 36 anni la forza del suo esempio continua a ispirare le nuove generazioni di magistrati, le forze dell’ordine e tutti i cittadini impegnati per il riscatto dei propri territori”.
“Sono trascorsi 36 anni dal sacrificio di Rosario Livatino, giovane giudice siciliano e uomo delle istituzioni, che ha pagato con la vita l’impegno rigoroso nel contrasto alla criminalità organizzata e l’incorruttibile fedeltà ai principi di giustizia e legalità. Animato da un’incrollabile fede religiosa, Livatino ha interpretato il ruolo di magistrato come una missione laica al servizio dello Stato, senza scendere mai a compromessi e contribuendo, con il suo esempio e la sua azione, al riscatto della nostra terra. Nel 2021 la Chiesa ha riconosciuto il suo sacrificio, proclamandolo beato e martire della giustizia e della fede. Un’eredità morale e un rigore che devono continuare a ispirare l’azione di quanti ricoprono incarichi istituzionali, richiamando ciascuno di noi al dovere di operare con integrità, responsabilità e nell’esclusivo interesse dei cittadini”. Lo afferma il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, ricordando il giudice Rosario Livatino ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990.
– foto di repertorio IPA Agency –
(ITALPRESS).
L’Inter va… in vacanza: Chivu concede una settimana di riposo ai nerazzurri
(Adnkronos) – In casa Inter è… 'liberi tutti'. O quasi. Perché sono 13 i giocatori nerazzurri che raggiungeranno il ritiro delle rispettive nazionali, mentre per il resto della squadra Cristian Chivu ha deciso che è il momento di staccare (un po') la spina per recuperare energie preziose dopo un intenso inizio di stagione. In seguito all’ennesima rimonta agguantata contro la Roma in campionato, con il 2-2 dell'Olimpico, l'allenatore ha concesso una settimana di riposo ai suoi: i cancelli della Pinetina riapriranno lunedì 28 settembre. Sette giorni di pausa e recupero, dunque, che lo stesso allenatore romeno trascorrerà all’estero insieme alla famiglia. Relax con qualche eccezione, però. Perché questi giorni lontano dal campo serviranno a riposare ma pure a lavorare sulla condizione fisica, con diversi calciatori che hanno ricevuto indicazioni sugli allenamenti da fare a distanza: è il caso di Spence, chiamato a sfruttare la sosta per ritrovare la forma, mentre Calhanoglu e Stones potranno dedicarsi al recupero dai rispettivi infortuni. Per tutti gli altri, l’obiettivo resterà comunque mantenere una buona condizione.
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Yemen, Trump rinvia per ora attacchi contro Houthi: il nodo dell’alleanza con Riad
(Adnkronos) –
Donald Trump ha deciso per ora di non ordinare attacchi contro gli Houthi in Yemen, nonostante le richieste dell'Arabia Saudita, ma il presidente americano resta alle prese con un delicato dilemma strategico. Da una parte, scrive il New York Times, Riad chiede l'intervento degli Stati Uniti contro il gruppo yemenita sostenuto dall'Iran, dall'altra Washington ha bisogno della cooperazione saudita nella guerra contro Teheran. Secondo quanto riferito dal giornale, Trump aveva inizialmente escluso l'ipotesi di attacchi, ma dopo una telefonata con il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, avvenuta giovedì, aveva ordinato al Pentagono di preparare raid aerei contro obiettivi degli Houthi. Ieri, tuttavia, il presidente ha nuovamente fatto marcia indietro, rinviando l'operazione. La decisione è arrivata quando i comandanti militari avevano già approvato gli obiettivi e i preparativi per gli attacchi erano in corso. Trump ha spiegato di essere in "deciding mode" rispetto alla guerra più ampia con l'Iran. Sugli Houthi ha inoltre affermato che gli Stati Uniti sono in contatto costante con il gruppo e che, finora, il gruppo yemenita ha accettato di non attaccare le navi americane.
Il nodo per Washington è il ruolo dell'Arabia Saudita. Riad è un importante alleato degli Stati Uniti nel conflitto con l'Iran e alcuni esponenti militari americani ritengono necessaria la collaborazione saudita. Il regno del Golfo, tuttavia, ha già utilizzato la propria leva nei confronti di Washington: a maggio aveva di fatto bloccato un piano americano per scortare le petroliere commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, negando agli Stati Uniti l'accesso al proprio spazio aereo e alle basi militari americane presenti nel Paese.
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Sclerosi multipla recidivante, Ema raccomanda approvazione ocrelizumab dai 10 anni
(Adnkronos) – Il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha raccomandato l'approvazione di ocrelizumab per infusione endovenosa per il trattamento di bambini e adolescenti con sclerosi multipla dai 10 anni in su, affetti da forme recidivanti di sclerosi multipla (Smr). Lo annuncia, in una nota, Roche evidenziando che la decisione finale da parte della Commissione europea “è attesa a breve” e che la Food and Drug Administration statunitense ha approvato l'anticorpo monoclonale per i pazienti pediatrici con Smr nel maggio 2026. Almeno 40mila bambini e adolescenti convivono con la Sm in tutto il mondo. Di questi, circa un terzo si trova in Europa, a sottolineare la forte necessità di un trattamento precoce ad alta efficacia. "I bambini e gli adolescenti che convivono con la sclerosi multipla subiscono ricadute più frequenti e gravi rispetto agli adulti, eppure le loro opzioni terapeutiche sono rimaste indietro – afferma Levi Garraway, Chief Medical Officer e Head of Global Product Development di Roche – Il parere positivo del Chmp ci avvicina a colmare un divario di lunga data in Europa, offrendo ai giovani con Sm una terapia ad alta efficacia supportata da un decennio di esperienza clinica negli adulti". Vivere con una diagnosi di Sm "in età pediatrica – spiega Brenda Banwell, Chair of Pediatrics alla Johns Hopkins Medicine, Pediatrician-in-Chief e Co-Director del Johns Hopkins Children’s Center (Usa) – significa che i bambini e gli adolescenti devono affrontare una condizione complessa, con ricadute imprevedibili che richiedono ricoveri ospedalieri e terapie per la fase acuta, giorni di assenza da scuola e dalle attività sociali che li pongono di fronte al rischio di una potenziale disabilità futura. Estendere ocrelizumab, un trattamento di comprovata efficacia per gli adulti, ai pazienti più giovani rappresenta un importante passo avanti per bloccare tempestivamente l'attività della malattia, con l'obiettivo di preservare la loro salute fisica e cognitiva". Il parere positivo del Chmp – riferisce la nota – si basa sui risultati dello studio di Fase 3 (Operetta 2), che ha dimostrato come ocrelizumab sia risultato non inferiore a fingolimod – l'attuale trattamento standard per la Sm pediatrica – nel controllo delle ricadute, riducendone il rischio del 48% rispetto a fingolimod. Nello studio, ocrelizumab ha dimostrato una superiorità nel ridurre l'infiammazione cerebrale, evidenziando riduzioni significative delle lesioni T2 nuove o in espansione (-48%) e delle lesioni attive in T1 captanti il gadolinio (-87%). Il trattamento ha mostrato un profilo di sicurezza coerente nei bambini e negli adolescenti, simile a quello osservato negli adulti, e nessun paziente ha interrotto il trattamento a causa di effetti collaterali.
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Prof accoltellata, informativa anche a pm piazzale Clodio: indagini su possibili istigatori
(Adnkronos) – Due informative sono state inviate alla procura ordinaria e a quella dei minori sull'aggressione alla professoressa, accoltellata venerdì mattina in una scuola media nel quartiere Centocelle a Roma, da uno studente di 13 anni. Le indagini portate avanti dai carabinieri puntano a identificare i quattro utenti con cui il ragazzo stava effettuando la videochiamata durante l’azione e accertare se qualcuno possa averlo istigato. Non è escluso, inoltre, che possano essere coinvolti stranieri essendo emerso l'uso da parte di uno di loro del cirillico.
Verifiche sono in corso anche su chi ha postato il filmato sul web, minuti di immagini che riprendono dalla videocamera che si era installata sull’elmetto la preparazione in bagno fino alle coltellate. Un filmato che ha cominciato a circolare a più di 24 ore dall'aggressione e che potrebbe essere stato registrato da uno dei partecipanti alla videochiamata su Telegram durante l'azione e postato successivamente. Parallelamente prosegue il lavoro di analisi dei dati da parte dei carabinieri del comando provinciale dopo la perquisizione informatica effettuata sul cellulare del 13enne e su quello della madre sul quale si trovano salvate le carte di credito utilizzate dal ragazzino per acquistare i due coltelli da sub e gli occhiali da softair con i quali ha messo a segno il suo piano.
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Denatalità e disagio giovanile, a Palermo confronto su ascolto e opportunità
PALERMO (ITALPRESS) – Un percorso comune tra istituzioni, mondo accademico e società civile per cercare risposte a due criticità tra le più incombenti dell’attualità: diminuzione delle nascite e problemi quotidiani dei giovani. Questi i temi al centro del convegno “Denatalità e disagio giovanile. Riflessioni, sfide e proposte per costruire il futuro”, organizzato da “I Sud del Mondo” all’Addaura Hotel Village e Congressi a Palermo. I due temi si presentano come strettamente interconnessi: le trasformazioni demografiche in atto offrono un’opportunità per disegnare un futuro che dia attenzione alle istanze dei giovani, interrogandosi sugli ostacoli che possono ritardarne autonomia e genitorialità. Il primo passo è rappresentato proprio dall’ascolto: un confronto diretto con i ragazzi può essere il primo passo per capire cosa non gli permetta di realizzare i loro obiettivi. Nel corso dell’evento è stato inoltre presentato il libro “Transage”, scritto da Saverio Romano: il presidente nazionale di Noi moderati e della commissione bicamerale per la Semplificazione ha partecipato in collegamento video. Presente da remoto anche il direttore generale di Svimez Luca Bianchi.
A moderare i lavori è Pompeo Torchia, presidente di I sud del mondo: “Siamo voluti partire da questi temi, denatalità e disagio giovanile, che hanno uno sviluppo importante per l’Italia – sottolinea -. Devono essere considerati rilevanti per il futuro della nostra nazione. Non bisogna partire dal semplificare banalmente un miglioramento dei meri indici di natalità: dobbiamo puntare al futuro dei giovani e creare un patto 2050 che guardi alle future generazioni per cercare in qualche modo di migliorare le loro condizioni di vita e creare le giuste condizioni di lavoro e di sviluppo economico e sociale. Da qui nasce il contrasto al disagio giovanile, perchè molto spesso la denatalità è legata al fatto che i giovani non hanno l’opportunità di migliorare le loro condizioni di vita: inoltre vogliamo integrare il concetto espresso nel libro di Romano sul Transage, ovvero cercare di riorganizzare le generazioni e le varie età affinchè queste non siano distanti tra loro”.
Partendo dall’esperienza di Transage e di altre letture sul tema, Romano evidenzia come “la nostra società tra 10-20 anni non sarà più la stessa: dobbiamo porci il tema della denatalità, che si può risolvere solo affrontandolo sin da adesso e può cambiare solo cambiando il paradigma della nostra società; l’immigrazione di massa non può essere la soluzione. Il tema della denatalità si può risolvere attraverso una visione organica della società del domani: non è un tema risolvibile attraverso gli strumenti che ad oggi abbiamo a disposizione. La prima cosa da fare è abbattere le barriere anagrafiche: tutti siamo utili e indispensabili nella società, è fondamentale una lettura diversa che consenta ai trentenni e quarantenni del futuro che consenta di vivere in una dimensione abbastanza comoda; è sbagliato, ad esempio, non immaginare di abolire il diritto di cumulo per la pensione. Un tempo la logica di mettere persone di una certa età fuori dal mondo del lavoro era dettata dal fatto che ci fosse una disoccupazione giovanile molto alta ma oggi, anche per via del lavoro in nero, è altamente complicato non trovare un impiego nel nostro paese: negli ultimi anni però abbiamo assistito a un abbandono del posto fisso, con tanti concorsi pubblici andati deserti”.
Nell’ultimo rapporto di Svimez, spiega Bianchi, “abbiamo integrato il tema della “restanza” e la libertà di movimento: i due diritti devono necessariamente stare insieme. La libertà di movimento è cercare opportunità laddove ci sono: la mobilità arricchisce sul piano sia economico che culturale; la storia siciliana in primis è piena di contatti con persone esterne, la stessa Unione europea è nata su questo diritto. La “restanza” si è invece indebolita negli ultimi decenni, come se i giovani fossero in qualche modo obbligati ad abbandonare il loro territorio: gli assi portanti del diritto a restare sono le opportunità lavorative, purchè si tratti di un lavoro stabile, ben pagato e che garantisca opportunità di crescita; ad oggi la ‘restanzà riguarda anche la presenza di alcuni tipi di diritti che, soprattutto in alcune aree del Mezzogiorno, non sono garantiti. Nel corso degli anni abbiamo visto nascere diversi tipi di migrazione, tra cui quella universitaria e quella sanitaria: lo spostamento è motivato anche dall’assenza di servizi. Nei luoghi in cui vivono male i giovani vale lo stesso per gli anziani: se migrano gli uni, spesso finisce che migrano anche gli altri. Non esistono paesi per giovani e paesi per vecchi: laddove vi sono opportunità e i servizi funzionano vivono bene entrambe le generazioni, diversamente vivono male. Ogni anno dal Mezzogiorno vanno via circa 60mila giovani: così rischiamo una frattura nella tenuta sociale dei territori, perchè a catena anche gli anziani inizieranno ad andare via”.
Per scongiurare ogni scenario di crisi, aggiunge, “occorre ricostruire le politiche nel loro complesso: bisogna proseguire con gli investimenti nelle infrastrutture sociali, come fatto con il Pnrr; i divari si sono ridotti, ma non sono stati colmati. Come Svimez abbiamo proposto di lavorare su un meccanismo di riduzione dell’Irpef, aumentando i salari reali dei giovani che rimangono nel Mezzogiorno: costruire un meccanismo in base al quale chi rimane a lavorare in una regione del sud ha un vantaggio temporaneo di carattere fiscale, per provare ad aumentare i salari dei giovani laureati, può rendere di nuovo attraente rimanere nel territorio. Il Sud è un luogo in cui, se si investe, si può generare una realtà positiva: può essere un luogo di innovazione oltre che di cultura; se tratteniamo i giovani sul territorio avremo un impatto positivo in termini sia di continuità che di partecipazione. Qualunque politica che favorisca il trattenimento del capitale umano sul territorio è fondamentale per garantire prospettive di crescita: mantenere sul territorio i giovani laureati può aiutarci a migliorare tutti gli elementi strutturali di un contesto sociale”.
– Foto xd8/Italpress –
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Spara e uccide ladro nel cortile di casa a Cuneo, il legale del 35enne: “È distrutto, gli è caduto il mondo addosso”
(Adnkronos) – Proseguono le indagini dei carabinieri di Bra e Cuneo, coordinati dalla procura di Asti, per ricostruire con precisione quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica a Baldissero d’Alba, nel cuneese, dove un autotrasportatore 35enne avrebbe sparato con una pistola dopo aver sentito rumori provenire dall’esterno e aver visto alcune persone che avrebbero tentato di introdursi nella sua abitazione. Nella sparatoria è rimasto ucciso un uomo, un 36enne di origine albanese, ma da tempo residente a Torino. L'autotrasportatore è indagato per omicidio ma al momento non risulta che nei suoi confronti siano stati assunti provvedimenti e a quanto si è appreso verrà sentito nei prossimi giorni. "Ieri sono stato tutto il giorno con lui e questa mattina la prima telefonata che ho fatto l’ho fatta a lui – sottolinea all’Adnkronos il legale, Piermario Morra – è un ragazzo perbene, famiglia, lavoro, amici, e ora è distrutto, ha una certa sensibilità ed ora è completamente avvolto dal dolore. Gli è caduto il mondo addosso".
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