(Adnkronos) – Il 21 settembre segna ufficialmente l'ingresso nella stagione autunnale. "Con il cambio del calendario, non variano soltanto le temperature o le ore di luce, ma cambia profondamente la sincronizzazione dei nostri ritmi biologici. A risentire in maniera diretta della transizione verso i mesi più freddi è il microbiota intestinale, l’ecosistema di microorganismi che popola il nostro intestino e che lavora in stretta sinergia con il sistema immunitario, il metabolismo e persino con il tono dell'umore. Durante i mesi estivi, l’alimentazione tende ad essere più disordinata, ricca di cibi freddi, zuccheri e idratazione estemporanea. Con l’autunno, il microambiente intestinale richiede una vera e propria 'rieducazione cronobiologica e nutrizionale per prevenire stati infiammatori, sbalzi metabolici e il classico senso di affaticamento stagionale". Lo spiega all'Adnkronos Salute l'immunologo Mauro Minelli, professore di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Ecco i 10 consigli chiave "per preparare la tavola autunnale, nel rispetto della salute del microbiota e dei principi della nutrizione di precisione", secondo l'immunologo: 1) Assecondare la stagionalità per la diversità microbica. "Consumare frutta e verdura di stagione non è un mero assunto di banalità, ma una precisa scelta biologica. Gli ortaggi autunnali contengono il profilo ideale di micro e macronutrienti per stimolare i ceppi batterici adatti al clima freddo. Variare spesso la tipologia di vegetali favorisce una spiccata biodiversità intestinale". 2) Sfruttare la zucca per l'effetto emolliente e trofico. "La zucca, regina dell'autunno, è ricca di carotenoidi, minerali e fibre solubili. La sua polpa offre un’azione lenitiva sulle mucose intestinali irritabili e fornisce substrati metabolici preziosi per i batteri immunomodulanti". 3) Integrare le fibre prebiotiche con cicoria e carciofi. "Carciofi, cicoria, topinambur e porri sono naturalmente ricchi di inulina e frutto-oligosaccaridi (Fos), composti prebiotici non digeribili che giungono intatti nel colon. Qui vengono fermentati dalla flora 'buona' (come i Bifidobatteri), favorendo la produzione di acidi grassi a corta catena (Scfa), veri e propri protettori del nostro benessere metabolico". 4) Non rinunciare ai carboidrati complessi e integrali. "Sostituire i cereali raffinati con opzioni integrali o pseudo-cereali (come avena, grano saraceno, orzo e farro) garantisce un rilascio ematico di glucosio più lento e costante. Ciò evita picchi insulinici e nutre selettivamente le popolazioni microbiche associate al controllo del peso". E ancora. 5) Introdurre i legumi con regolarità. "Lenticchie, ceci e fagioli rappresentano una riserva essenziale di proteine vegetali e fibre – prosegue Minelli – Se l'assunzione di legumi causa meteorismo, è consigliabile integrarli gradualmente, associarli a erbe carminative (alloro, finocchio) o consumarli sotto forma di passati, per abituare progressivamente la barriera intestinale". 6) Fare scorta di grassi sani con la frutta secca. "Noci, nocciole e mandorle tipiche dell'autunno offrono un prezioso contributo di acidi grassi omega-3 e polifenoli. Insieme all'olio extravergine d'oliva a crudo, questi alimenti aiutano a ridurre la permeabilità intestinale e a spegnere i micro-focolai di infiammazione di basso grado". 7) Riscoprire le crucifere per l'azione antiossidante. "Cavoli, broccoli, cavolfiori e cime di rapa apportano glucosinolati e composti solforati. Oltre ad un'azione antiossidante, questi vegetali supportano i processi di detossificazione e aiutano a selezionare una comunità microbica resistente e reattiva". 8) Reinserire cibi caldi per favorire la digestione. "Con il calo delle temperature, le preparazioni calde come vellutate, zuppe e brodi vegetali riducono lo stress termico a carico dello stomaco e favoriscono la motilità intestinale. L'effetto confortevole sulle pareti gastriche promuove una digestione più fluida". 9) Prestare attenzione all'idratazione (anche senza sete). "Con la fine del caldo, lo stimolo della sete diminuisce spontaneamente. Tuttavia, un adeguato apporto idrico rimane abitudine fondamentale per permettere alle fibre vegetali di svolgere il loro compito, ammorbidire la massa fecale e garantire il corretto scorrimento del transito intestinale". 10) Custodire i ritmi dei pasti (crononutrizione). "Non conta solo cosa si mangia, ma quando. Rispettare gli orari dei pasti e concedere al tratto digerente una pausa notturna adeguata consente la corretta attivazione del cosiddetto 'Complesso motore migrante', una sorta di 'spazzino' naturale che ripulisce l'intestino e previene la proliferazione batterica anomala. Riconnettersi ai ritmi della natura – conclude Minelli – attraverso una spesa autunnale consapevole è il primo passo per rinforzare le difese immunitarie in vista dei mesi invernali. Aver cura della varietà e della qualità di ciò che mettiamo nel piatto significa, a tutti gli effetti, prendersi cura dell'intero organismo".
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Entra l’autunno, dall’immunologo le 10 regole a tavola per ‘rieducare’ l’organismo
Sport, Manni (Enel): “Comunicazione sempre più rilevante e complessa”
(Adnkronos) – "La comunicazione sta cambiando a ritmi repentini e, per le aziende, non è più soltanto importante essere visibili, aspetto che si ricerca in un primo momento all'interno di una partnership sportiva, ma diventa sempre più fondamentale la rilevanza". Così Fabrizio Manni, Head of Sponsorships and Events, Enel, partecipando oggi a Roma all’evento di presentazione del numero diciannove del The Corporate Communication Magazine, 'Sport e comunicazione. Un nuovo paradigma per la reputazione aziendale', prodotto dall’Osservatorio International Corporate Communication Hub. Manni approfondisce poi il concetto di rilevanza: "Essere rilevanti per il cliente significa essere credibili, e lo si diventa andando a decodificare questa nuova comunicazione, che si sviluppa ormai su canali e tecnologie differenti. Per le aziende, la vera sfida è quindi saper interpretare questa complessità, allineare i propri valori a quelli del target di riferimento e distribuire valore", conclude.
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Cina, coltivate in orbita più di 20 varietà di 14 specie vegetali
TIANJIN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Finora la Cina ha coltivato in orbita più di 20 varietà appartenenti a 14 specie vegetali, un traguardo che pone le basi per la produzione agricola su larga scala a bordo della stazione spaziale Tiangong. Lo ha reso noto il Centro astronautico cinese.
Una conquista messa in evidenza in occasione di una conferenza sull’ingegneria medica aerospaziale tenutasi nella municipalità di Tianjin, nella Cina settentrionale, dove Zhang Hongzhang, astronauta della missione con equipaggio Shenzhou-21, ha condiviso foto e video di un rigoglioso “orto spaziale” a bordo della stazione spaziale, in cui crescono colture come lattuga, carote, girasoli, patate e grano.
L’era dei voli spaziali con equipaggio a lungo termine della Cina è iniziata nell’ottobre 2021, quando i membri dell’equipaggio della Shenzhou-13 Zhai Zhigang, Wang Yaping e Ye Guangfu sono entrati nel modulo centrale Tianhe della stazione spaziale cinese.
“Le permanenze di lunga durata nello spazio ci impongono di ridurre la dipendenza dai rifornimenti provenienti dalla Terra. I nostri esperimenti sul supporto vitale ecologico controllato mirano a costruire nello spazio un ecosistema in grado di rigenerare in loco acqua, aria e cibo, riducendo la dipendenza dalla Terra per raggiungere l’autosufficienza”, ha dichiarato Bian Qiang, esperto del Centro astronautico cinese.
La tecnologia di supporto vitale ecologico controllato utilizza un ecosistema chiuso, controllato e realizzato artificialmente per riciclare e rigenerare in modo efficiente l’aria, l’acqua e il cibo necessari alla sopravvivenza degli astronauti in orbita, creando un sistema di supporto vitale e sanitario adatto alla permanenza umana a lungo termine.
Secondo Bian, attualmente a bordo della stazione spaziale sono in funzione continua due tipi di unità per la coltivazione delle piante: una utilizza la coltivazione su substrato, e l’altra l’aeroponica. Insieme, stanno fornendo ai ricercatori una preziosa esperienza nella realizzazione di un sistema di supporto vitale di base che si avvale principalmente del riciclo fisico e chimico, con la rigenerazione biologica che svolge un ruolo di supporto.
“Un’unità aeroponica più efficiente è stata inviata nello spazio nel 2025. Da allora il grano ha completato un intero ciclo di crescita in orbita, e un secondo ciclo di coltivazione, utilizzando i semi di quel raccolto, sta procedendo bene ed è prossimo alla mietitura”, ha affermato Bian.
Guardando più avanti nel futuro, Bian ha dichiarato che la Cina intende realizzare un “orto lunare” con l’avanzare del proprio programma di esplorazione lunare.
La stazione spaziale cinese Tiangong, che significa “Palazzo Celeste”, è ormai entrata in un’era di permanenza umana a lungo termine. Un membro dell’equipaggio della Shenzhou-23 trascorrerà un anno in orbita, mentre la missione cinese di allunaggio con equipaggio prevista per il 2030 procede a ritmo sostenuto.
-Foto Xinhua-
(ITALPRESS).
Rome future week Ue lancia ‘Tieni gli occhi aperti’, campagna su diritti vittime di reati
(Adnkronos) – La Commissione europea ha lanciato ufficialmente una campagna per sensibilizzare l'opinione pubblica sui diritti delle vittime di reati in Italia e sul sostegno a loro disposizione. Per sottolineare l'importanza di prestare attenzione alle vittime, alcuni personaggi pubblici, tra cui i content creator Roberta e Jacopo, hanno partecipato e moderato la sfida 'Occhi aperti', che prevedeva che i partecipanti si guardassero dritti negli occhi senza sbattere le palpebre, per incoraggiare tutte le persone a tenere gli occhi aperti. Con la loro partecipazione, tutti i presenti sono stati invitati a prendere un impegno personale e a tenere gli occhi aperti di fronte a un reato, così da offrire supporto alle vittime. La campagna, lanciata in occasione della Rome future week, nasce dalla Strategia dell'Ue sui diritti delle vittime, che mira a garantire che i diritti fondamentali di tutte le vittime di reato siano promossi e tutelati. La Commissione è attualmente impegnata nel prolungamento di questa strategia anche per il prossimo mandato. "I crimini possono avere effetti profondi e duraturi sulle vittime -afferma Michael McGrath, commissario europeo per la Democrazia, la Giustizia, lo Stato di diritto e la Tutela dei consumatori-. Queste devono essere ascoltate, sostenute e trattate con rispetto ed equità durante tutto il loro percorso all’interno del sistema di giustizia penale. Ciò richiede una legislazione e delle politiche solide, insieme al coinvolgimento attivo della società nel suo complesso, per garantire che i diritti delle vittime siano effettivamente tutelati nella pratica. La campagna 'Tieni gli occhi aperti' mira a sensibilizzare l'opinione pubblica sui diritti delle vittime e a incoraggiare i cittadini a costruire una comunità solidale attorno alle persone colpite. In definitiva, rimanere vigili e promuovere la consapevolezza sono passi importanti verso il rafforzamento della protezione, del sostegno e della giustizia per tutte le vittime". Prima di lanciare la campagna, la Commissione europea ha condotto in Italia uno studio coinvolgendo giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni per valutare il livello di consapevolezza e conoscenza dei diritti delle vittime, e per comprendere il grado di informazione sui servizi di assistenza e sulle possibilità di denunciare i reati. Lo studio ha rivelato che il 36% degli intervistati in Italia non sa o non è sicuro che le vittime di reati siano tutelate nell'Ue da diritti specifici, mentre il 12% dichiara di non conoscere affatto questi diritti. Per questo motivo, la campagna contribuisce a rafforzare la consapevolezza e la conoscenza che le vittime e i loro amici e familiari hanno dei propri diritti quando subiscono un reato, oltre a come accedere a forme di sostegno specifiche. Lo stesso studio mostra che il 91% degli intervistati consiglierebbe alle vittime di rivolgersi a servizi di assistenza professionali. La campagna 'Tieni gli occhi aperti' mira a creare un ambiente in cui le vittime di reati si sentano al sicuro, comprese e sostenute. La campagna punta quindi non solo a sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti delle vittime, ma anche a fornire un elenco di organizzazioni specializzate a cui le vittime possono rivolgersi per ricevere sostegno. Adotta un approccio a 360 gradi, che comprende la sfida 'Occhi aperti', oltre a campagne a pagamento sui social media, partnership con i media e attività di sensibilizzazione, collaborazioni con influencer e coinvolgimento delle parti interessate. Tutte le informazioni sui reati, sui diritti delle vittime e sugli organismi di supporto attivi in Italia sono disponibili all'indirizzo https://victims-rights.campaign.europa.eu/it/country/italy.
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Attrv-Pn, Ceccanti (La Sapienza): “Eplontersen amplia opzioni terapeutiche”
(Adnkronos) – "L'approvazione del nuovo farmaco, eplontersen, per l'amiloidosi ereditaria mediata da transtiretina consente benefici sia ai pazienti sia ai medici che li hanno in cura. Il paziente ha un'opportunità che viene somministrata per via sottocutanea una volta al mese, non fa sentire il paziente particolarmente malato, ma gli garantisce una stabilità e un controllo della sintesi transtiretina da parte del suo fegato, riducendola in maniera significativa. Tutto ciò rende anche il medico più tranquillo nel poter prescrivere un farmaco che può essere somministrato in modo agevole da parte del paziente e che non ha ricadute sull'impegno organizzativo del centro, perché questa terapia può essere somministrata anche a domicilio, senza occupare spazi già affollati come gli ambulatori dei centri dedicati alla cura della malattia". Così Marco Ceccanti, ricercatore presso il Dipartimento di Neuroscienze umane, Uosd Malattie neurodegenerative università La Sapienza di Roma, intervenendo all'incontro con la stampa promosso da AstraZeneca oggi a Milano in occasione della rimborsabilità di eplontersen da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), per il trattamento dell'amiloidosi ereditaria mediata da transtiretina nei pazienti adulti con polineuropatia (AttRv-Pn) di stadio 1 o 2. Questa malattia rara "in Europa interessa meno di 5 persone ogni 10mila abitanti – continua Ceccanti – In questo caso abbiamo una survey recente, condotta dai gruppi che si occupano di questa patologia in Italia, e sappiamo che la prevalenza nel nostro Paese si attesta intorno ai 6 casi ogni milione di persone. Si tratta di una patologia genetica, in cui un errore nel codice genetico che codifica per la proteina della transtiretina induce un'instabilità della proteina stessa, che tende a precipitare, potenzialmente, in qualunque tessuto periferico, nel cuore e nel sistema nervoso periferico". Si tratta di "una malattia a evoluzione e a prognosi infausta, nell'arco di pochi anni, prevalentemente per un problema di scompenso cardiaco, quindi per un interessamento cardiologico. Contemporaneamente, però – evidenzia lo specialista – in questi anni di malattia c'è un peggioramento della qualità di vita del paziente strettamente connesso all'interessamento polineuropatico, quindi del sistema nervoso periferico, che si manifesta come una perdita della sensibilità, del tatto alle braccia, alle gambe e un peggioramento della deambulazione, una riduzione quindi dell'autonomia, fino ad arrivare alla necessità di utilizzo della carrozzina per gli spostamenti o anche all'allettamento. Contemporaneamente, c'è però un interessamento anche del sistema nervoso autonomo, che riguarda i movimenti involontari", come quelli del tratto gastrointestinale alla nostra frequenza cardiaca, così come anche alcune delle funzioni sessuali, "con un peggioramento della qualità di vita molto importante nel paziente. Quando vengono in ambulatorio, chiedono di avere normale frequenza di evacuazione, una normale capacità di digerire o di non avere giramenti di testa quando si alzano in piedi all'improvviso. Questo per loro può essere più importante che mantenere la stessa capacità di deambulazione. Gli studi hanno colto questo tipo di richiesta da parte dei pazienti, inserendo all'interno degli endpoint, quindi gli scopi con cui viene valutata l'efficacia dei farmaci, anche delle scale" che valutano questi aspetti. In particolare, nell'ambito dello studio di fase 3 Neuro-TTRansform "è stata studiata una scala da Compass-31, che viene somministrata al paziente stesso che risponde a delle alterazioni della funzionalità autonomica. I pazienti trattati con questo inibitore di sintesi della transtiretina – conclude l'esperto – dimostravano, nel corso del tempo, un miglioramento degli outcome. Anche nella scala utilizzata per l'endpoint principale, la cosiddetta mNIS+7 – una scala composita che prende in considerazione i disturbi sensitivi e motori, caratterizzanti la patologia, oltre ai disturbi di disautonomici – il farmaco si è rivelato efficace rispetto al placebo".
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Attrv-Pn, Rumi (Altems): “Garantire accesso a tecnologia più efficace possibile”
(Adnkronos) – "Dal punto di vista organizzativo, una diagnosi tempestiva, la multidisciplinarietà e l'adozione di un Pdta adeguato", il percorso diagnostico terapeutico assistenziale, "sono gli elementi chiave per garantire un accesso alla tecnologia nel modo più efficiente possibile. Sotto il profilo dell'equità di accesso e della giustizia allocativa, il report di Hta", l'Health Technology Assessment, "punta a informare e orientare i decision maker in sanità, affinché la nuova tecnologia venga messa a disposizione dei pazienti che ne possono trarre il maggior beneficio". Lo spiega Filippo Rumi, Co-Founder & Partner at Altems Advisory, in occasione dell'incontro con la stampa promosso da AstraZeneca a Milano per annunciare l'approvazione di rimborsabilità di eplontersen da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), per il trattamento dell'amiloidosi ereditaria mediata da transtiretina nei pazienti adulti con polineuropatia (AttRv-Pn) di stadio 1 o 2. Si tratta di "una malattia sistemica con un elevato impatto sulla qualità della vita, comportando un burden (carico) clinico e assistenziale molto rilevante", sottolinea Rumi. "Attraverso un questionario condotto grazie anche a un'associazione di pazienti, è stato indagato l'impatto sul capitale umano", riferisce. Emerge che "per il paziente lavoratore la perdita di produttività associata alla condizione, quantificata in giornate di lavoro perse, si attesta a circa 10mila euro all'anno. Inoltre, solo una quota molto bassa di pazienti usufruisce della legge 104, e questo pone un tema importante sull'awareness (la consapevolezza) e sui diritti dei cittadini. Un altro aspetto fondamentale legato all'ambito sociale è la distanza dal centro di cura: nell'ambito delle malattie rare non vi è una capillarità dei centri specializzati sul territorio, costringendo il paziente a spostarsi frequentemente. È emerso che ciascun paziente percorre in media circa 53 chilometri per raggiungere la struttura di riferimento. Questa frammentazione genera un aumento delle spese out-of-pocket, cioè a carico diretto del paziente, dei cittadini e dei loro caregiver". "Uno dei domini dell'Hta", cioè il processo multidisciplinare che analizza le conseguenze cliniche, economiche, organizzative, sociali ed etiche dell'uso di una tecnologia in ambito sanitario, "è proprio quello organizzativo, che nell'ambito delle malattie rare e complesse diventa centrale. Tra le aree di miglioramento evidenziate – approfondisce Rumi – la prima riguarda la formazione dei professionisti: trattandosi di una condizione complessa con caratteristiche simili ad altre patologie, l'individuazione tempestiva dei campanelli d'allarme clinici è fondamentale per garantire una diagnosi rapida. Questo si riflette direttamente sull'impatto economico. Un paziente non diagnosticato in tempi brevi non viene inserito nel percorso di cura più appropriato, con conseguenti costi aggiuntivi dovuti a visite ridondanti ed esami non necessari. Si genera così un costo-opportunità legato all'appropriatezza della diagnosi iniziale. Altri due aspetti cruciali del dominio organizzativo sono la multidisciplinarietà, essendo una malattia sistemica che richiede l'intervento di diversi specialisti, e la definizione di Pdta integrati con le realtà regionali, per identificare la presa in carico migliore".
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Attrv-Pn, Fede (AstraZeneca): “Obiettivi eplontersen raggiunti ampiamente durante lo studio”
(Adnkronos) – "L'approvazione di eplontersen è un risultato molto importante nato dallo studio di fase III Neuro-TTRansform, che aveva tre obiettivi co-primari assolutamente centrati e rilevanti nell'amiloidosi ereditaria da transtiretina nella sua forma di polineuropatia. I tre obiettivi, raggiunti ampiamente da eplontersen durante lo studio di fase III Neuro-TTRansform, portando grandi benefici, erano la riduzione plasmatica della transtiretina, il miglioramento della neuropatia e il miglioramento della qualità di vita misurato con il Norfolk Quality of Life". Sono le parole di Raffaella Fede, direttore medico di AstraZeneca Italia, all'incontro con la stampa organizzato a Milano dall'azienda, nel corso del quale è stata annunciata l'approvazione di rimborsabilità di eplontersen da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per il trattamento dell'amiloidosi ereditaria mediata da transtiretina nei pazienti adulti con polineuropatia (AttRv-Pn) di stadio 1 o 2. "In particolare – sottolinea Fede – sulla qualità di vita dei pazienti c'è stato un significativo miglioramento ed è proprio questo che ci rende estremamente orgogliosi di portare questa innovazione ai pazienti che soffrono di questa patologia, ma anche alle famiglie, ai caregiver e ai clinici, perché portare innovazione in una malattia rara significa anche migliorare tutto il percorso del paziente e quindi facilitare la diagnosi attraverso un grande lavoro di awareness con i clinici e le strutture di riferimento, ma anche con i centri presenti sul territorio. Lo facciamo per i pazienti, anche stando vicini all'associazione-pazienti con cui abbiamo delle bellissime progettualità, come quella della medicina narrativa, che ha raccontato proprio questa patologia dal punto di vista dei pazienti, dei caregiver e dei clinici". "Infine, lo facciamo anche favorendo l'accesso di questa grande innovazione a tutti i pazienti nel nostro Paese, dove si è svolta una grande ricerca di questa molecola in questo ambito e dove vogliamo continuare a portare innovazione ai soggetti affetti da amiloidosi ereditaria da transtiretina", conclude Fede.
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Mediaset contro Fabrizio Corona: “Agisce contro ogni regola, da lui accuse costruite sul nulla”
(Adnkronos) – Il prossimo 20 ottobre si terrà l'udienza, davanti alla giudice Stefania Novelli del Tribunale civile di Milano, della causa intentata dal gruppo Mediaset, da Marina e Pier Silvio Berlusconi, da Maria
De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui nei confronti di Fabrizio Corona ritenuto colpevole – con la puntata di 'Falsissimo' del 26 gennaio scorso – di aver infangato i personaggi presi di mira, causando danni reputazionali e patrimoniali quantificati complessivamente in 160 milioni di euro. Tra i documenti sul tavolo della giudice c'è anche una memoria, di una dozzina di pagine, consegnata dalla difesa Mediaset – gli avvocati Salvatore Pino, Aldo Baldaccini, Giulia Bongiorno e il professor Andrea Di Porto – in cui si sottolinea come Corona che "si pone deliberatamente al di fuori di qualsivoglia contesto regolamentato" e "svincolato da qualsiasi regola etica e deontologica" – non potendosi definire giornalista – avrebbe leso la dignità altrui. "Nella puntata oggetto di causa – si legge nella memoria -, non v’è alcuna traccia dei 'forse', dei 'presumibilmente' e di tutti i condizionali che, in giudizio, la difesa avversaria utilizza per 'indorare la pillola' nel tentativo (impossibile) di ricondurre la condotta del proprio assistito nell’alveo della continenza espressiva" rispetto ai volti tv tirati in ballo o sul presunto mancato controllo di Mediaset sul cosiddetto 'sistema Signorini'. "Il 'resoconto edulcorato' offerto "non ha nulla a che fare, ma proprio nulla, con le affermazioni gravemente lesive realmente propalate nel corso della puntata. Fabrizio Corona ha realmente detto, spacciando per verità assoluta accuse e insinuazioni gravemente diffamatorie, costruite sul nulla", scrivono. Presunti segreti, accuse gravissime su cui oltre al podcast Corona ha costruito uno spettacolo teatrale e si è alimentato un odio social che prosegue "con lo stesso accanimento, la stessa violenza verbale, la stessa prepotenza, a propalare le medesime invettive, accuse e insinuazioni costruite sul nulla, come se fossero verità inconfutabili". Le somme eventualmente riconosciute dal giudice a titolo risarcitorio – come aveva già annunciato il gruppo Mediaset – saranno destinate alla creazione di un fondo per la copertura delle spese di assistenza legale delle vittime di stalking, dei reati rientranti nel cosiddetto codice rosso e di tutti i fenomeni di cyberbullismo.
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La morte di Presley Gerber e l’ibogaina, cosa sappiamo sullo psichedelico usato anche contro le dipendenze
(Adnkronos) – Allucinogeno, psichedelico, ma anche sostanza considerata un possibile trattamento contro le dipendenze e nel disturbo post traumatico. E' l'ibogaina, un alcaloide psicoattivo presente in alcune piante, in particolare nell'iboga (Tabernanthe iboga), arbusto africano usato nella medicina tradizionale dell'Antico Continente. Una sostanza citata da Presley Gerber – modello e figlio di Cindy Crawford, morto all'età di 27 anni in una struttura di riabilitazione – che in un post su Istagram del marzo scorso parla dell'assunzione della sostanza. "Questo allucinogeno è conosciuto da anni. Ma più recentemente è salito all'onore delle cronache per alcune ricerche scientifiche che indicavano una possibile utilità nel trattamento di alcune dipendenze", spiega all'Adnkronos Salute Riccardo Gatti, psichiatra, coordinatore del tavolo tecnico della Regione Lombardia sulle dipendenze. Dopo queste ricerche, continua Gatti, "hanno incominciato a sperimentarlo, a studiarlo e a provarlo negli Stati Uniti. Da quanto emerso dalle ricerche sembra provochi una sorta di reset a livello neuronale, togliendo poi il desiderio compulsivo di altre droghe. Ma c'è un problema: mentre gli studi sono ancora a livello sperimentale negli Usa, nello stesso tempo si registra una forte spinta, diciamo 'economica', per l'utilizzo degli allucinogeni per scopi diversi da quello di provocarsi uno stato di allucinazione. Per esempio si è visto che si inizia ad utilizzarli per il potenziamento delle capacità neuronali interattive, spesso facendo microdosing, cioè dosaggi molto limitati. E così ci sono persone che si accostano gradualmente a queste sostanze con la possibilità di una escalation che li rende dipendenti. E con i gravi rischi che ne conseguono". Il pericolo, in particolare, "è la morte per problemi cardiaci, perché l'ibogaina può provocare aritmie pericolose. E se la persona assume altri farmaci, come per esempio antidepressivi, aumenta il pericolo". In questo quadro il problema è che, attraverso i social, "le persone si trovano di fronte a post che 'pubblicizzano' in qualche modo la sostanza per la capacità di potenziare le loro facoltà o per l'azione 'positiva' sulla loro situazione di dipendenza. Ma con l'uso senza controllo, con il fai da te, si trovano in situazioni da cui non riescono a uscire, perché da una parte diventano dipendenti dalla sostanza, ma dall'altra rischiano parecchio per l'azione negativa che l'ibogaina ha sul cuore", evidenzia Gatti che non commenta il caso specifico Presley Gerber, di cui "non si conoscono al momento i dettagli. In particolare, non sappiamo se ha utilizzato all'epoca questa sostanza perché faceva una cura oppure se l'ha presa autonomamente". Anche perché, rimarca Gatti, "gli studi per utilizzarla in questo campo normalmente sono su popolazioni ridotte, non ci sono ancora dati solidi. Non credo che normalmente venga usata nelle cliniche di cura statunitensi. O almeno non ne ho riscontro", spiega l'esperto secondo il quale, però, "in questo momento storico c'è molta confusione tra la ricerca scientifica che va a rivalutare l'utilizzo degli psichedelici a scopo curativo e l'abuso di sostanze che è comunque un'altra cosa". "Abbiamo visto – osserva lo psichiatra – che anche testimonial di alto livello si sono espressi rispetto all'uso e sono persino nate delle startup che tendono a promuoverne la ricerca e il consumo. Questa sorta di ondata di Psychedelic Renaissance sta passando dagli Stati Uniti al resto del mondo, come spesso accade. Attraverso i media, attraverso la comunicazione, attraverso i social. E questo è estremamente pericoloso. Ribadisco: una sostanza come questa, presa senza controllo, porta a un rischio cardiaco che può essere anche mortale". Sul piano della ricerca per l'utilizzo medico, "per avere i risultati rispetto al trattamento per le dipendenze ci vorranno anni. Per studiare queste sostanze bisogna avere determinate autorizzazioni, trovare le persone che la assumono e che abbiano le indicazioni per assumerla", precisa Gatti. "Un altro tipo di applicazione – aggiunge l'esperto – è legato alle conseguenze post traumatiche da stress, per esempio nei veterani di guerra. Persone che tornano in uno stato psicologico e psichiatrico completamente alterato dalle situazioni che hanno vissuto e che parrebbero avere vantaggi dalla somministrazione di alcuni psichedelici, tra cui questo. Se è vero o non è vero lo sapremo tra un po' di anni. Per adesso non c'è una risposta certa. Ci sono delle linee che dicono che potrebbe essere utile, ma siamo ancora lontani dal farmaco. Inoltre – conclude Gatti – gli studi indicano chiaramente che l'uso terapeutico di questi psichedelici va fatto in ambienti controllati, con un supporto psicologico, per periodi delimitati e con tutta una serie di limitazioni".
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Al via ‘Rome future week 4’, evento diffuso con 450 appuntamenti in 7 giorni
(Adnkronos) – Oltre 450 eventi in sette giorni, distribuiti simultaneamente in luoghi diversi della Capitale. Prende il via oggi la quarta edizione di 'Rome future week', la più ampia e articolata dalla nascita della manifestazione. Un nuovo salto di scala per un progetto che nelle prime tre edizioni ha già dato vita a 974 eventi, coinvolgendo oltre 75.000 partecipanti, 250 ambassador e 1.000 organizzatori. Da oggi al 27 settembre, Rome future week amplia ancora la propria rete, mettendo insieme imprese, istituzioni, università, scuole, startup, centri di ricerca, professionisti e comunità in centinaia di luoghi della Capitale. Lavoro e formazione, intelligenza artificiale, Space Economy, salute e prevenzione, sostenibilità, cinema, infrastrutture digitali, nuovi modi di abitare, accessibilità e rigenerazione urbana sono alcuni dei temi che attraverseranno la manifestazione, realizzata con il supporto di Eni e di ROAD – Rome Advanced District. Una settimana di incontri, talk, hub tematici, laboratori, momenti di formazione e networking, con una presenza internazionale in crescita e appuntamenti ospitati tra aziende, università, scuole, musei, centri di ricerca, luoghi della cultura, sedi istituzionali e spazi indipendenti. A unire il programma è 'Materia prima', il tema scelto per il 2026: le persone, le competenze, la conoscenza, le idee e le relazioni da cui prendono origine i processi di trasformazione: "Non sappiamo né vogliamo indovinare come sarà il futuro, ma capire con quali competenze, idee e relazioni lo stiamo già costruendo -spiega Michele Franzese, founder di Rome future week-. La domanda, allora, non è soltanto quale futuro ci aspetta, ma con quale materia prima vogliamo costruirlo. Rome Future Week nasce proprio per mettere in contatto mondi diversi e trasformare questa energia in possibilità concrete per Roma e per chi la vive". Al fianco di Rome future week anche Roma Capitale, attraverso l'assessorato alle Attività produttive, alle Pari opportunità e all'Attrazione investimenti, partner della manifestazione: "Roma future week -dichiara Valeria Baglio, assessora alle Attività produttive, alle Pari opportunità e all'Attrazione degli investimenti di Roma- si conferma anno dopo anno una porta di accesso privilegiata a tutto ciò che innovazione, tecnologia e digitale possono fare per la città e per le persone, migliorando i servizi, creando nuove opportunità e rendendo Roma più inclusiva e capace di rispondere ai bisogni di chi la vive. Roma Capitale, anche attraverso la Casa delle tecnologie emergenti e il bando AcceleraImpresa, sostiene attivamente questo modello diffuso e aperto a tutte e tutti, che consente a giovani, startup e imprese di farsi conoscere, attrarre investimenti e proporre progetti capaci di promuovere il cambiamento. L'obiettivo è rafforzare una rete di idee, talenti e creatività che mette in connessione istituzioni, scuole, università, i luoghi in cui si sviluppano i saperi, trasformando l'innovazione in valore concreto per la comunità e in nuove opportunità per le persone". Accanto a Roma Capitale, la Regione Lazio conferma il proprio ruolo di main partner istituzionale di Rome future week 2026, nell'ambito del programma regionale Fesr Lazio 2021-2027. Una presenza che rafforza il dialogo tra istituzioni, imprese, formazione e nuove generazioni, portando al centro della manifestazione temi strategici come innovazione, competitività, lavoro e sviluppo del territorio. "Il futuro del Lazio è affidato ai talenti, alla ricerca, all'innovazione e alla valorizzazione dei luoghi e del patrimonio culturale -afferma Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione-. Rome future week attraversa questi temi per far conoscere gli investimenti, le strategie, i progetti che la Regione Lazio sta mettendo in campo con l'impiego strategico delle risorse europee. A cominciare dal Rome technopole, un grande polo multitecnologico che coinvolge università e centri di ricerca a servizio delle imprese e delle start up, un laboratorio di soluzioni avanzate. La formazione delle competenze, il sostegno dei giovani imprenditori e professionisti, gli incentivi verso idee innovative e il trasferimento tecnologico sono gli obiettivi dei bandi che stiamo promuovendo. Il Lazio vuole essere protagonista della prossima programmazione europea che muove 2mila miliardi di euro e può contribuire in maniera determinante ad incidere sullo sviluppo del territorio e delle imprese. Con la massima attenzione per l'offerta culturale, con Roma che si conferma capitale del cinema. Continuiamo ad investire sulle produzioni cinematografiche che collocano il Lazio sulla scena internazionale". Invitalia, agenzia nazionale per lo sviluppo, anche quest'anno partecipa alla Rome future week per promuovere gli incentivi destinati ai giovani, alle donne e alle startup e in particolare il Pia-Piano integrato autoimpiego, strumento finanziato dal Programma nazionale giovani, donne e lavoro Fse+ 2021-2027 a titolarità del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e gestito dall'Agenzia. La space economy sarà una delle traiettorie più riconoscibili dell’edizione 2026. Con Celeste: Oltre le stelle, Rome future week dedica per la prima volta un hub al sistema dello spazio, non più raccontato soltanto come frontiera scientifica, ma come ecosistema capace di produrre tecnologie, servizi, nuove professioni e applicazioni che entrano sempre più direttamente nella vita quotidiana. A sostenere questa prima edizione dell'hub è Serco Italia. "Serco è orgogliosa di sostenere la Rome future week e, in particolare, di supportare la prima edizione dell'hub Celeste, uno spazio dedicato all'innovazione spaziale che contribuisce ad avvicinare il pubblico, le istituzioni e le imprese alle opportunità offerte dalla space economy. Crediamo che creare occasioni di confronto e divulgazione sia fondamentale per favorire la conoscenza e l'adozione di tecnologie in grado di generare valore concreto per la società", dichiara Andrea Tesseri, operations director – Space, Serco Italia. Innovazione significa anche costruire le infrastrutture sulle quali viaggeranno i servizi e le economie dei prossimi anni. Il 22 settembre, alla Casa delle tecnologie emergenti, FiberCop porterà a Rome future week il proprio Talent Day, creando un incontro diretto tra azienda, studenti, studentesse e giovani professionisti per raccontare le competenze, le tecnologie e le professioni che stanno dietro alle reti del futuro. "La trasformazione digitale del Paese si costruisce attraverso infrastrutture avanzate e, soprattutto, attraverso le competenze delle persone che le progettano, le realizzano e le fanno evolvere. La partecipazione di FiberCop a Rome future week rappresenta un'occasione importante per avvicinare le nuove generazioni alle professioni della rete e raccontare un’azienda che investe nello sviluppo continuo dei talenti, integrando competenze Stem, digitali e trasversali. Con il Talent Day vogliamo creare un dialogo diretto con chi si affaccia al mondo del lavoro, offrendo orientamento e opportunità concrete e contribuendo a formare le professionalità necessarie per accompagnare l'innovazione e la crescita sostenibile del Paese", dichiara Maria Lamelas Godinez, chief human resources officer di FiberCop. La manifestazione è realizzata con il supporto di Eni e di Road-Rome advanced district, il polo di innovazione sostenibile della Capitale che mette in relazione grandi imprese, università, startup, centri di ricerca e istituzioni. Una collaborazione che porta dentro Rome future week una delle questioni centrali dei prossimi anni: come trasformare innovazione tecnologica e ricerca in soluzioni industriali capaci di accompagnare la transizione. Tra le realtà protagoniste della transizione anche Nextchem, società del Gruppo Maire dedicata alle sustainable technology solutions, che il 24 settembre parteciperà a 'Planet & People' con un approfondimento sulle tecnologie e sulle soluzioni di chimica verde a supporto della decarbonizzazione dei sistemi energetici e industriali. "La sfida non è più raccontare il cambiamento, ma renderlo possibile attraverso tecnologie, competenze e soluzioni industriali concretamente applicabili. Partecipare a 'Planet & People' significa confrontarci con imprese, istituzioni, giovani e cittadinanza sul contributo che la chimica verde e le nuove tecnologie possono offrire alla decarbonizzazione dell’industria e a modelli di sviluppo più sostenibili. Occasioni come Rome future week sono importanti perché permettono di costruire conoscenza e consapevolezza intorno a processi che riguardano l'intera società", dichiara il managing director Fabio Fritelli. Le nuove generazioni non saranno soltanto pubblico della manifestazione. Con 'The prevention code', Rome future week dedica il 23 settembre una giornata di progettazione agli under 30, chiamati a immaginare nuovi linguaggi per parlare di prevenzione e benessere. Attraverso un Buildathon, ragazze e ragazzi lavoreranno in team alla progettazione di una digital escape room capace di affrontare temi come benessere psicofisico, prevenzione e corretti stili di vita attraverso strumenti, linguaggi e dinamiche pensati dai giovani per i giovani. Il progetto, sostenuto dalla Fondazione MSD, prosegue il percorso di confronto tra salute, innovazione, prevenzione e nuove generazioni. "Per rendere la prevenzione davvero efficace dobbiamo essere capaci anche di cambiare i linguaggi con cui la raccontiamo. Con 'The prevention code' abbiamo scelto di partire proprio dai giovani, non considerandoli semplicemente destinatari di un messaggio, ma protagonisti della sua costruzione. Chiedere loro di immaginare una digital escape room dedicata alla prevenzione significa sperimentare modalità nuove, partecipative e vicine alla loro esperienza. Crediamo che innovazione in salute significhi anche questo: ascoltare, coinvolgere e creare strumenti capaci di generare maggiore consapevolezza nelle nuove generazioni", dichiara Marina Panfilo, direttrice fondazione Msd. Il 25 settembre, con 'Abitare il futuro', il confronto si sposterà sul modo in cui stanno cambiando le case, le città e le professioni dell'abitare. Architettura, real estate, progettazione e qualità degli spazi saranno letti partendo da una domanda fondamentale: come cambiano i luoghi quando cambiano le persone che li abitano? Tra i protagonisti dell'hub Engel & Völkers, che porterà al centro del confronto il tema dell''Human estate': un modo di osservare il settore immobiliare non soltanto attraverso edifici e valori economici, ma attraverso bisogni, relazioni, qualità della vita e trasformazione degli stili dell'abitare. Uno degli assi centrali dell’edizione è il rapporto tra innovazione ed educazione. Rome future week entra direttamente nelle scuole attraverso 'Base futuro' e costruisce un dialogo più ampio con il mondo della formazione, dell’università e della ricerca, nella convinzione che non possa esistere trasformazione tecnologica senza una parallela evoluzione delle competenze. In questo percorso si inserisce anche la collaborazione con Indire-Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa, punto di riferimento per la ricerca e l'innovazione nel sistema scolastico, con un'attenzione particolare ai nuovi modelli di apprendimento, alle competenze e alle trasformazioni legate alle tecnologie e all’intelligenza artificiale. La trasformazione digitale attraversa ormai ogni dimensione della vita, ma perché rappresenti un progresso deve essere accessibile a tutte le persone. Anche nel 2026 l’accessibilità resta quindi parte integrante della visione di Rome future week, insieme ad 'AccessiWay', realtà impegnata nella promozione di una cultura digitale più inclusiva e nella diffusione dei principi dell’accessibilità. La quarta edizione rafforza la propria dimensione internazionale con Ambasciate del Futuro, il percorso che coinvolge ambasciate e rappresentanze internazionali in appuntamenti dedicati a innovazione, cultura e nuove sfide globali. Un programma che conferma Roma come luogo privilegiato di incontro tra Paesi, culture e visioni di futuro. Il dialogo con il tessuto economico e con i territori attraverserà l’intera settimana. Tra le realtà coinvolte anche Confcommercio Roma, che porterà all’interno di Rome future week il punto di vista delle imprese e del commercio sulle trasformazioni della città e sui nuovi modelli di sviluppo. Spazio anche al programma nazionale 'Pn metro plus e città medie sud 2021-2027', con un appuntamento dedicato a raccontare come le risorse europee possano tradursi concretamente in rigenerazione urbana, innovazione, inclusione e nuove opportunità per i quartieri e per chi li abita, mettendo in dialogo istituzioni, giovani e cittadinanza. La natura diffusa di Rome future week permette a ciascuno di costruire il proprio percorso tra appuntamenti, luoghi e format diversi, scegliendo gli eventi più vicini ai propri interessi e attraversando, nel corso della settimana, ambiti e comunità differenti. È in questa pluralità che prende forma la 'Materia prima' dell’edizione 2026: la capacità di mettere in relazione mondi che raramente si incontrano e trasformare la città in un luogo in cui idee, competenze e persone possano contaminarsi. Rome future week è realizzata con il supporto di Eni e Road-Rome advanced district e con la Regione Lazio nel ruolo di main partner istituzionale, insieme a un ampio ecosistema di aziende, istituzioni, università, scuole, partner e community. A raccontare la settimana contribuirà inoltre una rete di oltre 15 realtà editoriali e media partner, che accompagneranno e amplificheranno le storie, gli incontri e i protagonisti dell’edizione 2026. Tra queste RaiNews.it, Adnkronos e Take the date come media partner ufficiale, Deep blue come partner e Rds come radio partner della manifestazione.
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