(Adnkronos) – Dalle confezioni degli iconici bastoncini al mondo delle storie illustrate: Capitan Findus salpa verso una nuova avventura e diventa protagonista del suo primo fumetto ufficiale, 'Capitan Findus – Il tesoro dell’aquila', presentato in anteprima a Lucca Comics & Games 2026. Un nuovo capitolo per l’eroe dei mari che da generazioni accompagna le famiglie italiane e che, grazie alla collaborazione tra Findus, leader nel mercato dei surgelati in Italia, e la Scuola Internazionale di Comics, continua a esplorare nuovi linguaggi e territori creativi, avvicinandosi anche alle nuove generazioni. A firmare il fumetto è Matteo Montanari, classe 1995, giovane talento vincitore del contest promosso dal brand per invitare giovani fumettisti a reinterpretare il celebre personaggio attraverso storie illustrate originali. In occasione della manifestazione, saranno distribuite 1.000 copie della pubblicazione in edizione limitata, impreziosite da una copertina esclusiva realizzata da Giuseppe Camuncoli, fumettista e Direttore Artistico della Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia. Il fumetto sarà poi pubblicato insieme a Panini nel corso del 2027, portando le avventure di Capitan Findus a un pubblico ancora più ampio. Il debutto del fumetto è stato celebrato giovedì 29 ottobre, nella prestigiosa cornice di Lucca Comics & Games 2026, con 'Un’occasione d’oro', uno spettacolo speciale andato in scena sul palco del Teatro San Girolamo che ha visto protagonista Maurizio Merluzzo, doppiatore, attore e content creator. Da sempre fan di Capitan Findus, Merluzzo ha portato sul palco un divertente sketch comico costruito attorno al sogno, coltivato da anni, di vestire i panni del Capitano, fino all’incontro dal vivo con il suo beniamino. All’evento hanno preso parte anche il fumettista Giuseppe Camuncoli e Alessandro Solazzi, Cluster Marketing Director Southern Europe di Findus, per raccontare il percorso creativo che ha portato alla nascita del fumetto, svelando al pubblico la nuova avventura di Capitan Findus. Un momento di intrattenimento che ha unito spettacolo e immaginario pop, celebrando il nuovo capitolo delle avventure del Capitano. Il debutto del fumetto rappresenta l’evoluzione di un progetto avviato nel 2024, quando Findus, in collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics, ha lanciato un contest creativo coinvolgendo 30 giovani fumettisti, chiamati a reinterpretare il mondo di Capitan Findus attraverso originali strisce a fumetti. Le opere dei cinque finalisti sono state riprodotte sulle confezioni di Bastoncini Findus in edizione limitata e sottoposte al voto dei consumatori, invitati a scegliere la loro interpretazione preferita del Capitano. A conquistare il pubblico è stato Matteo Montanari, premiato a Lucca Comics & Games 2025, in occasione della prima partecipazione di Findus alla manifestazione. A un anno di distanza, il progetto compie un ulteriore passo avanti: dalle prime strisce a fumetti sulle confezioni prende vita una storia originale, con Capitan Findus protagonista di un intero universo narrativo. "Capitan Findus è molto più di un personaggio: è un’icona che accompagna l’immaginario di intere generazioni, capace di rinnovarsi mantenendo intatti valori come lo spirito d’avventura, il coraggio e la fantasia, che lo rendono così riconoscibile e amato", ha dichiarato Alessandro Solazzi, Cluster Marketing Director Southern Europe di Findus. "Insieme alla Scuola Internazionale di Comics abbiamo voluto dare una nuova dimensione a questo universo narrativo, affidandolo alla creatività e allo sguardo di giovani talenti. Il primo fumetto ufficiale del Capitano rappresenta il risultato concreto di questo percorso: un progetto nato da un contest, cresciuto attraverso il coinvolgimento del pubblico e diventato oggi una vera pubblicazione. Tornare quest’anno a Lucca Comics & Games per presentarlo significa celebrare non solo una nuova avventura del Capitano, ma anche la capacità di un personaggio iconico di continuare a parlare a pubblici e generazioni diverse attraverso linguaggi sempre nuovi". Al centro del progetto c’è anche la volontà di valorizzare i talenti emergenti del fumetto, offrendo loro l’opportunità di confrontarsi con un personaggio iconico e di vedere le proprie idee prendere vita oltre le pagine di un contest. "La collaborazione con Findus è nata dalla volontà di offrire ai giovani fumettisti un’opportunità concreta per mettere alla prova la propria creatività, confrontandosi con un personaggio conosciuto e amato e con la sfida di costruire storie originali. Vedere oggi il lavoro di Matteo Montanari, uno dei talenti della nostra Scuola, trasformarsi in un vero e proprio fumetto, presentato in un contesto prestigioso come Lucca Comics & Games e destinato alla pubblicazione con Panini, è una grande soddisfazione. Un risultato che dimostra quanto sia importante offrire agli aspiranti autori occasioni per esprimere il proprio talento", ha aggiunto Giuseppe Camuncoli, fumettista e Direttore Artistico della Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia. Il fumetto 'Capitan Findus – Il tesoro dell’aquila' porta i lettori a bordo del veliero del Capitano, insieme a un giovane equipaggio pronto a seguirlo in una nuova, avvincente avventura. Sulle tracce di una misteriosa aquila gigante, Capitan Findus e i suoi compagni si spingeranno tra foreste inesplorate e le rovine di un’antica città dorata, affrontando insidie e scoprendo segreti dimenticati. Un viaggio ricco di colpi di scena, che intreccia il fascino della caccia al tesoro con i valori dell’amicizia, del gioco di squadra e del rispetto per la natura. "Ci sono storie e personaggi che attraversano le generazioni, diventando parte dei ricordi e delle passioni di milioni di persone. Panini e Capitan Findus condividono questa straordinaria eredità, ed è per noi motivo di grande orgoglio poterla celebrare attraverso nuovi progetti. La nostra divisione Partnerships & Promotions nasce proprio per costruire collaborazioni originali, capaci di dare forma a queste passioni attraverso il collezionismo, il publishing e l'intrattenimento. Dopo aver condiviso una prima avventura nel mondo dei collectibles, siamo entusiasti di proseguire questo viaggio insieme a Findus, dando vita a un fumetto che porta il Capitano verso nuovi orizzonti", ha commentato Simone Fenu, Direttore Panini Partnerships & Promotions. Il lancio del fumetto del Capitano rappresenta il momento centrale di una presenza ancora più ricca di Findus a Lucca Comics & Games, in programma fino al primo novembre 2026. Per tutta la durata della manifestazione, il brand accoglierà i visitatori in uno stand dedicato lungo le mura di Lucca che propone tante iniziative per tutti gli appassionati. Tra le attività, una caccia al tesoro che invita i partecipanti a esplorare la manifestazione seguendo gli indizi di uno speciale diario di bordo. Non mancheranno una sfida a premi, un photo booth e un’area dedicata alla storia e all’evoluzione del Capitano. Accanto allo stand, un food truck permetterà inoltre di gustare i Bastoncini Findus, insieme ad alcuni dei prodotti più iconici del portafoglio fish del brand. Spazio anche all'incontro con i protagonisti del mondo del fumetto e dell'intrattenimento: venerdì 30 ottobre sarà la volta di un meet & greet con Maurizio Merluzzo e Capitan Findus, per foto e incontri con i fan, mentre sabato 31 ottobre torneranno protagonisti i giovani artisti della Scuola Internazionale di Comics con nuove sessioni di disegno dal vivo. Le 1.000 copie della limited edition del fumetto saranno distribuite gratuitamente in occasione degli appuntamenti dedicati, fino a esaurimento delle disponibilità. Le novità di Capitan Findus non si fermano al mondo del fumetto. Anche gli iconici Bastoncini Findus si rinnovano, con una nuova panatura ancora più dorata e croccante, accompagnata dal concorso 'La caccia al tesoro del Capitano', attivo fino al 28 febbraio 2027. L’iniziativa invita i consumatori a trovare uno dei cinque Bastoncini dorati nascosti nelle confezioni promozionali, ciascuno dei quali permette di vincere un voucher del valore di 5.000 euro, secondo le modalità previste dal regolamento. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.leavventuredelcapitano.it.
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Capitan Findus diventa fumetto, a Lucca Comics & Games debutta la prima avventura
Morto a 83 anni Pino Presti, il maestro del basso dietro a tanti successi di Mina
(Adnkronos) –
Addio a Pino Presti, nome d’arte di Giuseppe Prestipino Giarritta: Bassista, arrangiatore, compositore, produttore discografico e direttore d’orchestra tra i protagonisti della musica italiana e internazionaleè morto a Sanremo: aveva 83 anni. La notizia, come riporta l'Adnkronos, si è appresa a funerali avvenuti. Nato a Milano il 23 agosto 1943, è stato una figura di riferimento per generazioni di musicisti, lasciando un’impronta riconoscibile soprattutto nella discografia di Mina, con la quale ha collaborato per oltre un decennio. Considerato uno dei bassisti più richiesti della sua generazione, Presti ha attraversato generi e linguaggi musicali diversi, dal pop al jazz, dal funk alla musica latina, costruendo una carriera caratterizzata da versatilità strumentale, sensibilità negli arrangiamenti e capacità di guidare grandi formazioni orchestrali. Il suo nome è legato in particolare a Mina, per la quale, a partire dal 1971, ha curato e diretto decine di arrangiamenti, contribuendo alla realizzazione di alcuni dei brani più celebri del repertorio della cantante. Tra questi figurano "Grande grande grande", "E poi…", "L’importante è finire" ed "E penso a te". Già bassista nelle registrazioni e nelle esibizioni dell’artista, Presti ne divenne progressivamente uno dei principali collaboratori musicali, accompagnandone anche le ultime apparizioni pubbliche del 1978. Un rapporto artistico decisivo, che ha contribuito a definire il suono di una parte fondamentale della produzione di Mina negli anni Settanta. Il lavoro di Presti non si limitava all’accompagnamento strumentale: gli arrangiamenti e la direzione orchestrale rappresentavano un elemento centrale nella costruzione musicale delle canzoni, tra eleganza, ricerca timbrica e attenzione alle interpretazioni vocali. La sua carriera si è sviluppata ben oltre i confini della musica italiana. Presti ha collaborato con artisti di fama internazionale come Astor Piazzolla, Gerry Mulligan, Quincy Jones, Wilson Pickett, Shirley Bassey, Stéphane Grappelli e Maynard Ferguson, oltre che con importanti esponenti del jazz italiano, tra cui Franco Cerri, Enrico Intra e Tullio De Piscopo. Tra le collaborazioni più significative figura quella con Piazzolla, nelle registrazioni di "Libertango" e dell’album "Summit-Reunion Cumbre", realizzato insieme al sassofonista Gerry Mulligan. La sua linea di basso in "Libertango" è rimasta legata a una delle interpretazioni discografiche più note del celebre brano del compositore argentino. Nato in una famiglia di musicisti, figlio del violinista Arturo Prestipino Giarritta, Presti aveva iniziato gli studi musicali all’età di sei anni. A diciassette anni era già attivo nei locali e negli studi di registrazione milanesi, dove si era rapidamente affermato come strumentista. Nel corso della sua attività in studio aveva collaborato con numerosi protagonisti della canzone italiana, da Giorgio Gaber a Ornella Vanoni, da Gino Paoli a Fabrizio De André, da Mia Martini a Franco Battiato e Adriano Celentano. Nel 1976 aveva pubblicato "1st Round", album realizzato per Atlantic Records considerato una delle prime importanti esperienze italiane nel campo del dance-funk. L’anno successivo aveva assunto la direzione musicale del programma televisivo "Rai Auditorio A", guidando un’orchestra di 56 elementi e accompagnando artisti di generi differenti. Tra le successive esperienze televisive figurano "C’era due volte", nel 1980, e "Il cappello sulle ventitré", nel 1983. Dagli anni Ottanta aveva intensificato l’attività di compositore e produttore discografico, continuando a esplorare nuove sonorità. Nei decenni successivi aveva portato avanti progetti tra jazz, soul, funk ed elettronica, pubblicando nuovi lavori e recuperando parte del proprio catalogo. Tra le produzioni più recenti figurano "Sharade", del 2023, la versione rimasterizzata di "1st Round", pubblicata nel 2024, e la raccolta Soulful Touches, uscita nel febbraio 2025. Nel gennaio 2026 à stata inoltre distribuita una versione originale di "Libertango", registrata a Milano nel 1974. Alla sua attività musicale si affiancava un interesse per le arti marziali: nel 1987 aveva conseguito il grado di cintura nera quinto dan di karate, stile Shotokan. "Il grande Presti Pino Ci ha lasciato Adesso starai suonando con Astor il nostro LIBERTANGO Grazie Pino per tutto quello che hai fatto Amico mio vola più in alto dei cieli", scrive Tullio De Piscopo in un post su Facebook. (di Paolo Martini)
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Prevenzione, Colao (Css): “Educare alla salute ogni giorno, a ogni età”
(Adnkronos) – "La difficoltà della prevenzione è che non se ne vedono subito i risultati. Uno degli asset su cui dovremmo ragionare, e questo è il convegno perfetto perché sono proprio queste le parole da usare, è coinvolgere la nostra popolazione nella fase dell'educazione. La prevenzione va intesa come un'educazione alla salute che ognuno di noi dovrebbe praticare ogni giorno della propria vita, da quando è piccolo a quando è, diciamo, 'diversamente giovane', e che cambia un po' aspetto con il passare dei decenni". Così Annamaria Colao, ordinaria di Endocrinologia all'Università Federico II di Napoli e titolare della Cattedra Unesco 'Educazione alla salute e allo sviluppo sostenibile', intervenuta alla seconda edizione dell'Health Journalism Forum, in corso all'ospedale Cardarelli di Napoli, su come rendere la prevenzione una priorità nell'informazione rispetto alle emergenze. "Fare prevenzione è sempre utile – ha spiegato la vice presidente del Css, il Consiglio superiore di sanità – A volte si pensa che sia qualcosa da fare da giovani e che, superati i 65 anni, non valga più la pena: 'ma che lo faccio a fare, tanto ormai quel che è fatto è fatto'. No, non c'è un momento della vita in cui possiamo smettere di prestare attenzione a quei comportamenti che ci mettono al riparo. L'alimentazione sana, l'esercizio fisico, il rispetto dei bioritmi, che quasi tutti ignorano: ci si sveglia al sorgere del sole e si va a dormire al tramonto, siamo stati programmati così. E poi l'astensione dai tossici. Lo dico sempre: alcol, fumo, farmaci, droghe, apparecchi elettronici, persone sbagliate sono tutti tossici che ci portiamo dietro nel tempo". "A questo potremmo aggiungere altro – ha proseguito Colao – per esempio lo stare insieme in famiglia, il ritorno al modello mediterraneo, in cui la cucina era il luogo dove la famiglia si riuniva intorno a un tavolo. Ecco, quel momento abbassa lo stress, e sappiamo quanto lo stress conti nell'insorgenza delle malattie. Quindi, invece di fare solo passi avanti su intelligenza artificiale, digitale e velocità, ogni tanto facciamo qualche passo indietro, perché secondo me, sulla prevenzione, recuperare qualche ricordo è utile e le parole sono indispensabili". Quanto alla responsabilità degli operatori sanitari nel restare al passo con terapie in continua evoluzione, "la medicina va avanti e la scienza ci presenta continuamente delle novità – ha sottolineato – Il nostro compito è essere colti, studiare, essere informati. Se non conosci le cose, non puoi neanche applicarle. Il nostro compito, quindi, è conoscere esattamente tutto lo scibile della nostra specialità, o comunque della nostra professione, e applicarlo a ogni singolo paziente. Non esiste la malattia, esiste una persona che porta con sé una malattia ed è questa traduzione del messaggio che rende ogni nostro paziente un unicum non replicabile: questa è la competenza. Le innovazioni devono quindi andare avanti e portarci nuove terapie, nuove diagnosi, nuovi protocolli: sta poi a noi applicarli nella maniera corretta a ogni singola persona", ha concluso.
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Brandi (Firmo): “Sono oltre 500 le malattie rare delle ossa, formazione per diagnosi precoce”
(Adnkronos) – "Le malattie rare dello scheletro sono più di 500. Dovrebbero far parte dell’insegnamento di medicina negli ultimi anni" del corso di laurea, "perché tutti i medici dovrebbero essere consapevoli, indipendentemente dalla specialità che poi andranno a svolgere nella loro professione, di che cos’è una malattia rara e di quante complicanze possono esserci in sistemi che non riguardano direttamente l’osso". Così Maria Luisa Brandi, presidente della Fondazione Firmo, intervenendo oggi a Roma al convegno organizzato nella Giornata internazionale delle Malattie rare dell'osso, spiega che un buon modo "per parlare di malattie rare, a volte rarissime, è parlarne in tanti", per questo "abbiamo creato una coalizione delle malattie rare dell’osso".No Oggi il tema delle malattie rare dello scheletro è più noto che in passato "perché abbiamo delle soluzioni terapeutiche nuove – afferma Brandi – Tutte le volte che per una malattia rara c’è a disposizione un farmaco che ha la potenzialità di guarirla, tutti ne parlano di più, perché abbiamo delle risposte. In realtà ci si occupa di malattie rare anche in assenza di farmaci per fare una diagnosi anticipata: se la diagnosi è tardiva, le complicanze si accumulano e non saremo in grado di toglierle, saranno cicatrici permanenti. Oggi parliamo di malattie rare proprio perché più medici le conoscano, più pazienti sappiano che esistono dei medici che le possono curare con i farmaci" eventualmente disponibili, "ma soprattutto per diagnosticarle tempestivamente". Particolarmente importante, per Brandi, è la formazione "del medico di medicina generale perché possa intercettare quei tre, quattro, massimo cinque segni che fanno sospettare che c’è qualcosa che non va. Per esempio – chiarisce – è senz’altro un campanello d’allarme la fragilità ossea, una frattura da fragilità a 30 anni deve far sospettare che qualcosa non va. In questo caso, se si escludono altre potenziali cause, devo pensare alla causa genetica".
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Napoli, brutte notizie per Allegri: lesione per Lobotka
(Adnkronos) – Brutte notizie per il Napoli. Stanislav Lobotka, che ha riportato un infortunio durante la gara contro il Monza, si è sottoposto oggi, giovedì 29 ottobre, presso il Pineta Grande Hospital, a esami strumentali che hanno evidenziato "una lesione della sindesmosi tibio-peroneale senza instabilità, associata a lesione di basso grado del LPAA della caviglia sinistra", con il calciatore azzurro che ha già iniziato l'iter riabilitativo. Lobotka dovrebbe rimanere lontano dai campi per almeno un mese. Il centrocampista azzurro salterà quindi sicuramente tutte le partite da qui alla sosta di novembre, ovvero la trasferta contro la Juventus del prossimo weekend, la sfida di Champions League contro il Porto e il match casalingo contro la Lazio. Il regista slovacco proverà a sfruttare la pausa Nazionali per tornare a disposizione di Allegri alla ripresa, quando il Napoli sarà impegnato contro Torino e Sassuolo in campionato, intervallate dalla sfida europea contro il Bruges dell'8 dicembre.
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Butti, “Il mondo del lavoro cambia, bisogna ripensare al welfare del futuro”
(Adnkronos) – “Il governo è molto impegnato nella adozione delle nuove tecnologie per quanto riguarda l'intelligenza artificiale perché il mondo del lavoro e il mondo della pubblica amministrazione le utilizzerà sempre più per facilitare la vita e le relazioni dei cittadini”, ha esordito così il sottosegretario all’Innovazione Tecnologica e alla Transizione Digitale, Alessio Butti, durante il seminario Issa tenutosi a Roma presso palazzo Wedekind. Un tema, quello dell’intelligenza artificiale, che vede il governo Meloni essere impegnato insieme all’Inps e gli altri stakeholder nel proporre misure che possano accogliere l’AI senza snaturare la forza lavoro. “Bisogna cominciare a prevedere una sorta di rete di protezione sociale per fare in modo che un importante investimento in intelligenza artificiale non intervenga riducendo l’occupazione”, ha continuato Butti. Per questo, il parlamentare ha tenuto a precisare che “bisognerà trovare un bilanciamento e disciplinarlo anche con un dispositivo legislativo”. Tema centrale rimane l’innovazione e “capire quanto questa interverrà negativamente sul mondo del lavoro – ha rimarcato il sottosegretario -. Quindi è chiaro che dovremo pensare al welfare del futuro”. Di fondamentale importanza, quindi, diventa la formazione che diventa una delle parti indispensabili per il mondo del lavoro del futuro. “Bisogna formare chi deve erogare servizi della pubblica amministrazione ma anche chi ne deve usufruire e quindi i cittadini”, ha sottolineato. “E' evidente che l'innovazione interverrà sul mercato del lavoro. Ci saranno delle professionalità destinate a scomparire ma altre emergeranno”, ha concluso Butti.
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Sanremo 2027, è partito il toto-Big: tra i nomi Emma, Irama e Ghali
(Adnkronos) – In attesa di sapere quando il nuovo conduttore e direttore artistico Stefano De Martino annuncerà ufficialmente i Big in gara al Festival di Sanremo 2027, sui social e sui siti specializzati la corsa alle anticipazioni e alle ipotesi è già entrata nel vivo. Nei rumors raccolti dall'Adnkronos, ci sono alcuni nomi che ricorrono con maggiore insistenza. Nella rosa dei 23 artisti, che De Martino ha già detto più volte di essere determinatissimo a non sforare per arrivare ad un festival con 24 Big (con l'aggiunta del vincitore di Sanremo Giovani), sarà prevalente la generazione under 35 con qualche incursione tra i quarantenni e poche presenze over. Ma soprattutto, nelle parole del direttore artistico, la scelta avverrà partendo dalle canzoni. Così si parla, nonostante le smentite estive, di un possibile ritorno di Annalisa a due anni dal Sanremo che le regalò il terzo posto con 'Sinceramente'. Anche il nome di Emma Marrone, che manca dal festival dal 2024 quando gareggiò con 'Apnea', è entrato di diritto nel toto-Big anche per il rapporto di amicizia consolidato che la lega a De Martino. Un altro nome che ricorre negli ambienti musicali è quello di Irama, che tornerebbe al festival per la settima volta (la prima nel 2016 tra le Nuove Proposte con 'Cosa resterà', l'ultima nel 2025 con 'Lentamente'), dopo il debutto tra i giudici di 'X Factor'. Si parla poi del possibile ritorno in gara di Ghali, dopo il quarto posto del 2024 con 'Casa mia'. Ricostruzioni enigmatiche continuano a circondare il nome di Salmo, dato prima per vicino a un debutto in gara, poi lontano, poi di nuovo in lizza. E se qualcuno non ha perso la speranza di rivedere in gara Achille Lauro (per molti improbabile perché impegnato nella costruzione dello show in due puntate che lo vedrà protagonista su Rai1 con l'anno nuovo), dalla scena romana potrebbero comunque arrivare Gazzelle, dopo l'esordio all'Ariston del 2024 con 'Tutto qui', e Ariete, anche lei con un solo precedente al festival, nel 2023 con 'Mare di guai'. Un altro ritorno di cui si vocifera con insistenza è quello dei The Kolors, dopo un anno di assenza dal festival (ci erano stati l'ultima volta nel 2025 con 'Tu con chi fai l'amore'). E, mentre in tanti sperano che Geolier perdoni il festival e decida di tornare in gara dopo il secondo posto del 2024 dietro ad Angelina Mango (anche lei data tra i papabili per il festival 2027), la band napoletana potrebbe essere l'unica presenza campana al festival di De Martino, nonostante siano circolati anche i nomi di Rocco Hunt, Clementino, Nu Genea e La Niña.
E se sarà difficile rivedere al prossimo festival Blanco o assistere al debutto all'Ariston di Anna Pepe, potrebbe invece fare la sua terza partecipazione in gara Tananai, dopo il leggendario ultimo posto del 2022 con 'Sesso occasionale' e la riscossa del 2023, quando arrivò quinto con 'Tango'. Così come Rkomi, già presente in gara nel 2022 con il brano 'Insuperabile' e nel 2025 con 'Il ritmo delle cose'. Sulle ali del grande successo estivo di 'Bossa Nostra', è fortemente indiziata per un posto in gara anche Gaia, dopo le esperienze del 2021 con 'Cuore amaro' e del 2025 con 'Chiamo io chiami tu'. Circola anche il nome di Arisa: per lei sarebbe la nona volta in gara. Mentre Sarah Toscano, anche lei al centro delle indiscrezioni, vanta una sola partecipazione a Sanremo nel 2025 con 'Amarcord'. Potrebbero invece debuttare all'Ariston la cantautrice toscana Emma Nolde (già vicina al festival lo scorso anno ma poi non entrata nella rosa finale dei 30 scelti da Carlo Conti), la cantautrice catanese Anna Castiglia e il cantautore del varesotto Centomilacarie. E se le voci di corridoio parlano di un festival che non farà concessioni alla vecchia guardia sanremese, Sanremo 2027 potrebbe puntare su una 'over' all'insegna del cantautorato raffinato come Nada. Nel mare di indiscrezioni, non c'è ancora nulla di assodato. Basti pensare che per le candidature dei Big c'è tempo fino al 23 novembre. E anche quello che sembra certo ora potrebbe non esserlo tra un mese, così come niente esclude che una sessione decisiva in studio di registrazione possa fare atterrare all'Ariston uno o più artisti dati per inarrivabili in questo momento. E come sempre nelle settimane decisive per la selezione, anche quest'anno non mancano gli artisti che nelle interviste confessano il desiderio di tornare a Sanremo: da Mario Biondi a Paola Turci, da Elettra Lamborghini a Cristina D'Avena, da Rita Pavone a Jessica Morlacchi. Compresi gli immancabili Al Bano e Jalisse. Ma mai come quest'anno, con 23 posti in gara, la selezione sarà dura e all'insegna del thrilling fino all'ultimo giorno.
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Cerrato (Iab Italia): ‘Ai aiuta a creare contenuti adattivi a valore aggiunto”
(Adnkronos) – “L'intelligenza artificiale, che è sempre guidata dall'umano, è importante ricordarlo. Aiuta a creare contenuti a valore aggiunto che si adattano al pubblico. L’Ia ci permette di adattare la ricetta all'utente, a seconda che debba essere utilizzata per 4 o 2 persone”. Così Daniela Cerrato, membro del Consiglio direttivo di Iab Italia, all’edizione 2026 di Intersections, il più grande evento in Italia dedicato a marketing, comunicazione, creatività e tecnologia, in corso all'Allianz MiCo di Milano. “La possibilità di adattare il contenuto alle necessità dell’utente attraverso dei cursori è già stata introdotta con GialloZafferano ed è una grande novità che stiamo inserendo anche con lo Smartworld – aggiunge – Dal punto di vista della cucina, questo approccio permette di evitare gli sprechi, in ottica di green economy. Abbiamo creato anche un chatbot dedicato con GialloZafferano, che si chiama Giallo di Z, che ti permette di chiedere una ricetta ideale in base a che cosa hai nel frigo, alle tue doti, alle preferenze e alle eventuali allergie”. “Anche la strategia video vede un'evoluzione. Proponiamo video lunghi, iniziati l'anno scorso con format seriali e dai toni più caldi, simili ai vodcast, sia nel food con GialloZafferano, sia con MypersonalTrainer per la salute. Questi possono essere fruiti anche comodamente dal divano. Con la crescita della Connected TV, ormai tutte le statistiche ci dicono infatti che le persone guardano questi contenuti – distribuiti anche sui social – attraverso la televisione”. “Tutto questo si ricollega al concetto della community. Si tratta di un aspetto molto bello perché non si traduce solo nel digitale. Continuiamo infatti ad ampliare la nostra partecipazione sul territorio. Dopo i grandi eventi che abbiamo fatto con MypersonalTrainer e con le altre testate, la grande novità è che quest'anno faremo un evento dedicato a GialloZafferano alla fine di dicembre – conclude -. La gente ha voglia di aggregarsi fisicamente e di uscire dagli schermi, quindi ‘socialità’ torna a essere la parola d'ordine, non solo il web. Informarsi e trovare contenuti di utilità e di intrattenimento è importante ma poi c'è bisogno di contatto umano. Poter traslare una community che ti segue molto dal digitale al fisico è qualcosa di straordinario, all'insegna della semplificazione”.
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Paolo Troilo presenta il nuovo progetto scultoreo A.I. Like
(Adnkronos) – L'artista Paolo Troilo ha presentato, in occasione di Intersections 2026, A.I. Like, un progetto scultoreo che affronta uno dei temi centrali del nostro tempo: il rapporto tra intelligenza artificiale, creatività e pensiero critico. L'opera nasce da una delle allucinazioni più riconoscibili dei sistemi di generazione di immagini: la mano con sei dita. Per Troilo quel “bug”, diventa il segno distintivo dell'intelligenza artificiale, il suo "volto". Da qui nasce la scultura di una mano a sei dita di circa 3 metri per 2: una riproduzione in scala, stampata in 3d dalla factory veneziana 3DShapeFarm, di un modello in argilla di circa 20×20 cm creato a mano da Troilo. L'opera viene realizzata attraverso l'assemblaggio di decine di componenti stampati singolarmente, successivamente stuccati, rifiniti e dipinti a mano dall'artista. La scultura verrà accompagnata dal “mA.nI.fest”, un manifesto che utilizza parole ed onomatopee contemporanee ma richiama il linguaggio del Manifesto del Futurismo di Marinetti. Infine, a corredo dell’opera ci sarà anche un testo curatoriale di Luca Cantore d’Amore. Noto a livello internazionale per la sua tecnica pittorica realizzata esclusivamente con le dita, Troilo sceglie di non utilizzare l'intelligenza artificiale come strumento creativo ma al contrario, la trasforma nel soggetto della propria ricerca artistica. A.I. LIKE rappresenta l'evoluzione di una ricerca iniziata con la mostra The Breach a Palazzo Reale di Milano, dove l'artista aveva già affrontato il tema dell'intelligenza artificiale all'interno di un più ampio percorso dedicato alle trasformazioni sociali e culturali contemporanee. Con A.I. LIKE, Troilo, che per dodici anni ha lavorato nel mondo della pubblicità come direttore creativo presso agenzie internazionali, traduce l’AI in un’immagine immediata e memorabile, trasformando un suo errore ricorrente in un progetto capace di attivare pensiero critico: un concetto particolarmente affine a Intersections, che mette in dialogo innovazione, cultura e industria della comunicazione interrogandosi non solo sulle possibilità offerte dalle nuove tecnologie, ma anche sul modo in cui queste modificano la nostra percezione e il nostro modo di costruire significati. Al termine di Intersections, A.I. LIKE sarà ospitata in uno spazio pubblico di Milano, dove continuerà a invitare cittadini e visitatori a interrogarsi sul ruolo e sull’impatto dell’intelligenza artificiale nella società contemporanea. Il progetto prevede, inoltre, la realizzazione di nove esemplari di dimensioni più contenute (30cmx30cm), che accanto all’opera originale in argilla, saranno destinati a un’asta benefica.
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Conte (Inps), “Ci stiamo trasformando, ci prepariamo a mondo mutevole”
(Adnkronos) – “Issa è una associazione di enti di sicurezza sociale internazionale ed Inps che è il più grande ente di sicurezza sociale europeo non poteva non essere presente in un contesto del genere”. A dirlo il direttore centrale delle Relazioni Internazionali dell’Inps, Giuseppe Conte, a margine del seminario sulla’AI tenutosi presso Palazzo Wedekind. L’Inps aderisce all’Issa da un anno, partecipando alle attività e cercando di portare un contributo fattivo all’organizzazione. Un fatto rimarcato anche da Conte che ha tenuto a precisare che “cerchiamo di portare un valore aggiunto alla discussione a livello internazionale sui temi della sicurezza sociale. Cerchiamo anche di confrontarci con le migliori esperienze degli altri Paesi perché poi molte problematiche sono comuni”. L’evento tenutosi a Roma ha visto Inps e Issa ancora vicini. “Quello che discutiamo a Roma è l'impatto della intelligenza artificiale sul mondo del lavoro – ha continuato il direttore centrale -. Le nostre organizzazioni si stanno trasformando per affrontare un mondo sempre più mutevole” Per questo motivo, rimarca Conte, “l’ente italiano sta per lanciare ‘Inps verso il futuro’ che rifletterà su questi quali l’AI e lavoro”. “Le nostre istituzioni di sicurezza sociale devono affrontare in generale tutte queste grandi trasformazioni della società come la rivoluzione digitale, l'intelligenza artificiale, una trasformazione geopolitica che crea anche insicurezza. Siamo noi a dover garantire la sicurezza alle aziende, ai cittadini, ai pensionati e a tutto il mondo del lavoro”, ha concluso.
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