(Adnkronos) – Trasformare il ricordo in un faro di protezione, solidarietà e futuro per le nuove generazioni. Con questo spirito l'associazione Family's Smard – La Dolce Federica Odv di Rocca di Capri Leone (Messina) ha formalizzato la donazione di un defibrillatore semiautomatico Dae alla comunità di Argenta. La cerimonia ufficiale, aperta a tutta la cittadinanza, si terrà sabato prossimo alle 10,30 presso il Centro Culturale Mercato (Piazza Marconi 1). Il presidio salvavita, accessibile h24, verrà installato nell'area esterna della scuola dell'infanzia 'Bruno Munari' di Argenta, parte dell'Istituto Comprensivo 'G. Bassani'. L'evento vedrà l'introduzione istituzionale del sindaco di Argenta, Andrea Baldini, e gli interventi di Rossella Paola Letto, dirigente Scolastica dell'Istituto Comprensivo, e dei genitori di Federica, Laura Portale e Davide Calà Scaglitta. L'iniziativa non è solo un atto di prevenzione, ma il compimento di una missione profonda. L'associazione nasce infatti per l'intrinseca volontà della Dolce Federica, la 16enne scomparsa lo scorso anno a causa della Smard1: un progetto che cura il suo profondo desiderio di proteggere gli altri, finanziare la ricerca scientifica sulle malattie rare e sostenere concretamente i più giovani. "Il nostro obiettivo più grande è fare in modo che il nome di Federica continui a vivere nel tempo", spiegano i genitori Laura e Davide. "Vogliamo che la sua memoria continui a seminare amore e speranza tra i ragazzi di questo territorio, proteggendoli giorno dopo giorno. Questo defibrillatore è una promessa d'amore eterno, affinché Federica non venga mai dimenticata e il suo esempio possa continuare a fare del bene e a vegliare sui più piccoli anche in futuro, quando noi non ci saremo più". La donazione, che ha unito in un ideale abbraccio la Sicilia e l'Emilia-Romagna, ha ricevuto il patrocinio del Comune di Argenta e il supporto di Rpc di Argenta. Federica non c'è più, ma da oggi il suo nome ad Argenta sarà per sempre sinonimo di sicurezza, di speranza e di un legame che supera ogni confine e ogni tempo.
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Argenta, un defibrillatore in memoria della Dolce Federica salva vite a scuola
Sanità, d’Amore (Cardarelli): “Il medico va difeso, serve raccontare anche le buone pratiche”
(Adnkronos) – "Molto spesso siamo tirati in ballo per cose negative. Si fanno programmi televisivi puntando l'indice e non c'è mai, o raramente, la controparte. Ecco, diamo anche alla controparte la possibilità di dire la sua. In questo momento, quindi, il discorso e la narrazione sono fondamentali, così come avere all'interno delle aziende strutture che si occupino di comunicazione. Oggi non è più come una volta, quando il medico veniva santificato prima in terra e poi in cielo. Oggi il medico molto spesso va difeso". Così Antonio d'Amore, direttore generale dell'Aorn Antonio Cardarelli di Napoli, sull'importanza della seconda edizione dell'Health Journalism Forum, che si tiene all'interno dell'ospedale napoletano, e sul rapporto tra sanità e informazione. "Il racconto della sanità nasce nella sanità, e forse già questo è un cambio di paradigma che prima non c'era. Ci rendiamo conto sempre di più che il racconto di una giusta sanità è un racconto che deve continuare, e in questo chiediamo anche il vostro aiuto", ha spiegato. Quanto all'informazione ai cittadini, d’Amore ha sottolineato: "Su questo siamo molto attivi. Cerchiamo per esempio di intercettare spesso i social e di usarli per avere un rapporto diretto con i cittadini. Abbiamo una pagina in cui sono i cittadini a raccontare il Cardarelli e cerchiamo di essere accoglienti. Oggi potete camminare nei viali dell'ospedale e respirarne l'aria. E qui c'è gente che alle 6 di sera viene a correre o a passeggiare. Abbiamo aperto, e in parte restituito, alla città una struttura che molto spesso era chiusa", ha aggiunto. "Oggi – ha concluso – raccontiamo un altro Cardarelli, che difende i propri operatori con una procedura riconosciuta come best practice. Raccontiamo concorsi a cui si presentano 200 medici e 400 anestesisti, raccontiamo operatori che vivono l'ospedale e si dedicano a ciò che i loro pazienti vogliono e chiedono".
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Moro (Farmaceutico militare): “Solo il 5% dei pazienti con malattie rare ha una cura”
(Adnkronos) – "Tra i pazienti con malattie rare solamente il 5% ha una cura, gli altri devono ricorrere a integratori". Su questi prodotti "non c'è una regolamentazione: c'è ora un Tavolo tecnico al ministero della Salute, ma bisogna garantire al paziente una giusta cura". Lo ha detto il colonnello Arcangelo Moro, direttore dello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, intervenendo oggi a Roma al convegno organizzato nella Giornata internazionale delle Malattie rare dell'osso Gli integratori sono "un'altra frontiera dove noi dobbiamo agire. Il paziente deve avere la garanzia che l'integratore abbia la formulazione giusta". Per questo, "lo Stabilimento può diventare l'importatore centralizzato". Moro è poi intervenuto sulla cannabis terapeutica affermando la necessità di "sfatare i pregiudizi perché in alcune patologie è utile per la terapia". La produzione dello Stabilimento "è attualmente al massimo consentito". L'impianto fiorentino produrrà un oleolita derivante dalla cannabis per le terapie, in modo che sia garantito ai pazienti, attraverso "un processo standardizzato che ci permetterà di fornire semilavorati ai farmacisti" per rispondere alle prescrizioni mediche e alle necessità dei pazienti. "Il nostro stabilimento è aperto a chi voglia verificarne il funzionamento, siamo trasparenti", ha concluso il colonnello, sottolineando che "l'investimento su ricerca e sviluppo è importantissimo".
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Morto a Palermo il direttore d’orchestra Gabriele Ferro, aveva 88 anni
PALERMO (ITALPRESS) – È morto a Palermo il Maestro Gabriele Ferro, figura di primissimo piano della direzione d’orchestra internazionale. Il direttore avrebbe compiuto 89 anni il prossimo 15 novembre.
Nato a Pescara nel 1937, Ferro ha guidato nel corso della sua carriera prestigiose compagini orchestrali in Europa e nel mondo, legando in modo profondo il suo nome al Teatro Massimo di Palermo, di cui era Direttore musicale onorario. Proprio sul podio della Sala Grande del teatro palermitano era salito per l’ultima volta lo scorso 11 ottobre. In quell’occasione aveva guidato l’Orchestra e il Coro di voci bianche in un programma dedicato alla memoria del musicologo Paolo Emilio Carapezza, dirigendo partiture di Prokofiev e Stravinsky insieme a una propria opera contemporanea, Sintropia n. 5 “per Barbara”.
I funerali del Maestro saranno celebrati sabato prossimo alle ore 10:00 a Palermo, nella Chiesa di Santa Lucia in via Enrico Albanese 2.
TEATRO MASSIMO “È PARTE DI NOSTRA STORIA E IDENTITÀ MUSICALE”
Il Presidente, il Sovrintendente, tutti gli Organi, le lavoratrici e i lavoratori, le artiste e gli artisti della Fondazione Teatro Massimo ricordano il Maestro Gabriele Ferro, Direttore Musicale Onorario a vita. “Gabriele Ferro è stato la musica come pensiero, memoria e visione. Appartiene a quella rara famiglia di musicisti per i quali dirigere un’orchestra non significa soltanto interpretare una partitura, ma attraversare il pensiero che l’ha generata, ritrovare il mistero della sua nascita e restituirlo, ogni volta, alla vita. Grandissimo direttore d’orchestra e compositore, Gabriele Ferro aveva la capacità di abitare la musica dall’interno, di riconoscere, dietro ogni suono, la trama invisibile delle intenzioni, delle emozioni, delle architetture e dei silenzi che costituiscono il linguaggio di un compositore. Per il Teatro Massimo di Palermo, Gabriele Ferro rappresenta qualcosa che va oltre il rapporto, pur profondissimo, tra un grande artista e un’istituzione culturale. È parte della storia, dell’identità, di quella memoria musicale che non appartiene soltanto al passato, ma continua a generare il presente e a illuminare il futuro. Il titolo di Direttore Musicale Onorario esprime proprio questa appartenenza, un legame che il tempo non consuma, ma rende più intenso. La sua scomparsa ci lascia oggi un dolore profondo e un senso di vuoto difficile da esprimere. Perdiamo un musicista che ha attraversato la storia della musica con una inesauribile curiosità per il mistero della creazione artistica, con quella capacità, propria dei grandi Maestri, di trasformare la conoscenza in immaginazione e l’immaginazione in una nuova forma di conoscenza. Gabriele ha accompagnato il Teatro Massimo attraverso stagioni fondamentali della sua vita artistica, contribuendo a costruire quella profondità culturale e quella vocazione internazionale che oggi costituiscono un patrimonio della nostra istituzione. Soltanto pochi giorni fa, l’Il ottobre, era ancora sul podio del nostro Teatro, a condividere con l’Orchestra e con il pubblico la sua straordinaria visione musicale, in un programma che comprendeva anche una sua composizione. Oggi quel momento assume un significato ancora più profondo. Ci restituisce l’immagine di un artista che ha continuato a vivere nella musica, attraverso la musica, fino agli ultimi giorni, e ci consegna un ricordo che custodiremo con particolare emozione. Grazie Maestro Ferro. Grazie Gabriele”. Così il Teatro Massimo di Palermo ricorda il maestro Gabriele Ferro.
LAGALLA “LASCIA GRANDE VUOTO NEL NELLA VITA CULTURALE DI PALERMO”
“La scomparsa del maestro Gabriele Ferro lascia un grande vuoto nel mondo della musica e nella vita culturale della nostra città. A lui va il mio sentimento di profonda gratitudine per il legame speciale che ha saputo costruire con Palermo e con il Teatro Massimo, un rapporto fondato su una straordinaria sensibilità artistica e su un autentico amore per la musica. Un legame così forte e significativo da portare il Teatro Massimo a nominarlo Direttore musicale onorario, riconoscimento del valore del suo contributo e della traccia profonda che ha lasciato nella storia del nostro teatro. Alla sua famiglia e a quanti hanno condiviso con lui un percorso umano e artistico rivolgo il mio più sincero cordoglio”. Così il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla.
– foto ufficio stampa Fondazione Teatro Massimo –
(ITALPRESS).
Osteoporosi, presentato il policy paper per l’equità di accesso alle cure
ROMA (ITALPRESS) – Si è svolto oggi, presso la Sala Salvadori della Camera dei Deputati, l’evento istituzionale “Equità nell’accesso alle cure per l’Osteoporosi: verso un’armonizzazione dei criteri prescrittivi”. L’iniziativa, realizzata con il contributo non condizionante di Accord Healthcare Italia ed EG Italia Gruppo STADA, ha riunito rappresentanti delle Istituzioni, esperti clinici e membri delle principali società scientifiche e realtà associative di riferimento. Nel corso dell’evento è stato presentato il policy paper dedicato che raccoglie proposte per migliorare la conoscenza della patologia, la valutazione del rischio di frattura e la continuità dei percorsi assistenziali.
La senatrice Ylenia Zambito, Segretario della 10^ Commissione del Senato della Repubblica e promotrice dell’intergruppo fratture da fragilità, ha richiamato il ruolo delle Istituzioni nel promuovere una maggiore attenzione alla salute ossea: “L’osteoporosi e le fratture da fragilità hanno conseguenze rilevanti sulla salute e sull’autonomia delle persone. E’ importante che queste esigenze trovino spazio nella programmazione sanitaria e che il confronto tra Istituzioni, professionisti e associazioni contribuisca a individuare risposte concrete. Per garantire trattamenti tempestivi è necessario aumentare la conoscenza della patologia tra cittadini e professionisti, così da rafforzare la diagnosi e assicurare ai pazienti una presa in carico appropriata”.
Gabriella Facchinetti, Primo Ricercatore del Centro Nazionale Clinical Governance ed Eccellenza delle Cure dell’Istituto Superiore di Sanità, ha richiamato il valore dei percorsi assistenziali: “La prevenzione delle nuove fratture richiede collegamenti efficaci tra la gestione dell’evento acuto, la valutazione della fragilità ossea e il successivo follow-up.
Percorsi chiari e collaborazione tra i professionisti possono rafforzare una presa in carico coerente con i bisogni della persona”.
La professoressa Maria Luisa Brandi, Membro del Comitato Fragilità Ossea SIOT e Presidente dell’Osservatorio Fratture da Fragilità, ha posto l’accento sul riconoscimento della malattia: “L’osteoporosi può restare a lungo invisibile e la frattura da fragilità non sempre viene riconosciuta come un segnale che richiede una valutazione della salute ossea. Rafforzare la consapevolezza pubblica e istituzionale è essenziale per promuovere diagnosi tempestive e prevenire nuovi eventi”.
Maurizio Rossini, Past President SIOMMMS e consigliere delegato SIR, ha evidenziato la necessità di considerare il profilo complessivo della persona nelle decisioni terapeutiche: “La valutazione del rischio di frattura deve integrare storia clinica, densitometria e altri fattori individuali. L’appropriatezza e la continuità delle cure richiedono percorsi di formazione e un raccordo specialistico adeguati, anche in ottica di poter sostenere, in futuro, un ampliamento del contributo della medicina generale nella prescrizione delle terapie anaboliche”.
Il ruolo delle associazioni e il sostegno all’aderenza sono stati al centro dell’intervento di Ferdinando Silveri, Vicepresidente nazionale FEDIOS: “Le persone e i caregiver devono poter contare su informazioni chiare e riferimenti accessibili lungo tutto il percorso. Le associazioni aiutano a portare all’attenzione delle Istituzioni le difficoltà quotidiane e possono contribuire a individuare strumenti utili per sostenere l’aderenza alle terapie”.
Il Policy Paper propone indirizzi rivolti alle Istituzioni per consolidare la conoscenza della patologia, rendere più omogenea la valutazione del rischio, promuovere l’accesso appropriato ai trattamenti e rafforzare la collaborazione tra medicina generale, specialisti e servizi territoriali. Il documento considera inoltre il follow-up, la telemedicina e gli strumenti di supporto all’aderenza tra gli elementi che possono contribuire alla continuità assistenziale.
– foto ufficio stampa Esperia Advocacy –
(ITALPRESS).
Tumori, Bonifacino (IncontraDonna): “Conoscere la storia familiare per ridurre i rischi”
(Adnkronos) – "Non c'è solo la disinformazione ma anche il timore di scoprire di avere qualcosa. Secondo me dobbiamo lavorare innanzitutto sulle fasce più giovani e cominciare a far capire, sia agli adulti sia ai ragazzi, che conoscere prima di tutto cosa è successo nelle proprie famiglie, dal punto di vista cardiovascolare, metabolico, parlando di diabete, e oggi abbiamo parlato anche di obesità, oppure dal punto di vista oncologico, può aiutarci a evitare, e ad abbattere il rischio, che nelle famiglie accada di nuovo quello che è accaduto in precedenza". Così Adriana Bonifacino, senologa oncologa e fondatrice della Fondazione IncontraDonna, intervenuta alla seconda edizione dell'Health Journalism Forum, all'ospedale Cardarelli di Napoli, su come vincere la paura della prevenzione, alimentata a volte anche dalla disinformazione. "Non è sempre necessario effettuare un test genetico: lo stabilirà ovviamente il medico che segue la persona – ha spiegato – A volte bastano anche degli accorgimenti, cioè capire che la prevenzione può essere un po' più personalizzata. Oggi siamo abituati a parlare di cura personalizzata ma dobbiamo cominciare a parlare sempre di più di prevenzione personalizzata. Faccio un esempio: se in una famiglia ci sono stati tanti eventi cardiovascolari, non è detto che potremo evitare tutto o che avremo sempre la possibilità di evitare qualunque tipo di patologia, ma certamente focalizzeremo di più l'attenzione sulle problematiche vascolari, cominciando magari da quando le persone sono più giovani, con abitudini di prevenzione primaria: l'attività fisica, la sana alimentazione, attenzione ad alcol e fumo, quindi tutto ciò che può aiutare queste persone ad abbattere il rischio. E penso che così, forse, possiamo sconfiggere di più anche le paure", ha osservato Bonifacino. Su come dare una corretta informazione sulle nuove terapie senza creare false speranze, Bonifacino ha sottolineato: "le terapie devono essere stabilite di volta in volta per ciascuna persona. Oggi sappiamo che attraverso i test genomici, ad esempio, riusciamo a realizzare delle vere e proprie carte d'identità, chiamiamole così, delle patologie che abbiamo, e questo vale soprattutto in campo oncologico, ma anche in tanti altri campi. Quindi l'appropriatezza della cura, l'accesso alla cura e avere la cura migliore 'ritagliata' sulla persona come farebbe un sarto", ha concluso.
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MotoGp, domani libere e pre-qualifiche Gp Malesia: orario e dove vederle
(Adnkronos) – La MotoGp torna in pista. Domani, venerdì 30 ottobre, il Mondiale torna protagonista con le prove libere e le pre-qualifiche del Gran Premio di Malesia, a Sepang – in diretta tv e streaming. Nello scorso fine settimana a Phillip Island, in Australia, successo di Marc Marquez con la Ducati nella sprint, mentre la gara della domenica è stata annullata per le avverse condizioni del tempo. Marquez guida nella classifica del mondiale, a quattro gare dalla fine, con 10 punti di vantaggio su Jorge Martin che è caduto nella sprint australiana fratturandosi il polso e che proverà a correre a Sepang anche in condizioni non ottimali. Le prove libere e le prequalifiche di Malesia a Sepang sono in programma domani, venerdì 30 ottobre. La sessione di libere andrà in scena alle 3:40 del manttino, mentre le pre-qualifiche inizieranno alle 8. Prove libere e pre-qualifiche di MotoGp saranno trasmesse in diretta televisiva sui canali SkySport. Gli appuntamenti si potranno vedere anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.
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La Cina eroga 800 miliardi di yuan in strumenti finanziari per gli investimenti
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Alla data di ieri, la Cina aveva completato l’emissione di 800 miliardi di yuan (circa 119 miliardi di dollari statunitensi) nell’ambito dei nuovi strumenti finanziari basati sulle politiche per il 2026, convogliando fondi verso progetti chiave volti a espandere gli investimenti efficaci, secondo quanto riferito da tre banche statali.
La China Development Bank ha stanziato 365 miliardi di yuan per progetti con un investimento complessivo di 5.500 miliardi di yuan, mentre la Export-Import Bank of China ha stanziato 120 miliardi di yuan, contribuendo a mobilitare investimenti per oltre 1.700 miliardi di yuan. La Agricultural Development Bank of China ha stanziato 315 miliardi di yuan a sostegno di progetti con un investimento complessivo di circa 4.390 miliardi di yuan.
Introdotti per la prima volta nel 2025 con uno stanziamento di 500 miliardi di yuan, questi strumenti danno priorità all’economia digitale, all’intelligenza artificiale (IA), alle infrastrutture a sostegno dei consumi e agli interventi di riqualificazione urbana, come l’ammodernamento delle infrastrutture di trasporto ed energetiche e delle reti di condutture sotterranee. Il rapporto sul lavoro del governo di quest’anno ha fissato lo stanziamento per il 2026 a 800 miliardi di yuan per attrarre più capitale privato.
Un’ampia quota dei fondi è stata destinata all’IA e all’economia digitale. La China Development Bank ha stanziato 179,01 miliardi di yuan per progetti nei settori dell’IA, dell’economia digitale, dello sviluppo verde e a basse emissioni di carbonio, della biomedicina e dei consumi.
La Export-Import Bank of China ha sostenuto oltre 220 progetti in settori emergenti come l’economia digitale e l’IA, con prestiti destinati a questi settori che hanno rappresentato quasi la metà del suo stanziamento complessivo.
La Agricultural Development Bank of China, nel frattempo, ha sostenuto quasi 2.000 progetti in ambiti tra cui l’IA, l’economia digitale, l’economia a bassa quota, i consumi e lo sviluppo verde e a basse emissioni di carbonio, con finanziamenti per quasi 200 miliardi di yuan.
E’ stato inoltre rafforzato il sostegno agli investimenti privati. La China Development Bank ha stanziato 127,99 miliardi di yuan per progetti che prevedono investimenti privati o capitale privato. La Export-Import Bank of China ha sostenuto oltre 210 progetti di questo tipo, ai quali è stato destinato quasi il 40% del suo stanziamento complessivo, mentre la Agricultural Development Bank of China ha sostenuto quasi 400 progetti con oltre 65 miliardi di yuan.
L’intero importo di 800 miliardi di yuan è stato utilizzato per integrare il capitale dei progetti, contribuendo ad attenuare le carenze di capitale per i grandi progetti, a migliorarne la capacità di finanziamento e a mobilitare prestiti bancari e capitali privati.
In futuro, le tre banche statali rafforzeranno la gestione successiva agli investimenti, erogando prestiti di sostegno e accelerando la conversione dei fondi in interventi concreti volti a massimizzare l’efficacia degli strumenti.
Wen Bin, capo economista della China Minsheng Bank, ha dichiarato che l’erogazione di 800 miliardi di yuan attraverso nuovi strumenti finanziari basati sulle politiche, insieme ai grandi progetti infrastrutturali e alle iniziative di riqualificazione urbana, potrebbe stimolare la domanda di prodotti elettronici e informatici, macchinari elettrici, attrezzature di fascia alta e alcune materie prime.
(ITALPRESS).
– Foto Xinhua –
Celano (Off Italia): “Per le malattie rare delle ossa serve presa in carico globale”
(Adnkronos) – "Ci troviamo spesso davanti a diagnosi tardive e questo perché di malattie rare si parla sempre poco. Nonostante il grande movimento che c’è in Italia, anche grazie al lavoro dell'Istituto superiore di sanità, le malattie rare restano sempre un grandissimo problema: per la diagnosi, che deve essere precoce il più possibile; per l'accesso ai farmaci orfani; per la presa in carico, che deve essere una presa in carico globale. Purtroppo non sempre è così". Lo ha detto Antonella Celano, referente della Coalizione Off Italia, intervenendo oggi a Roma al convegno che si è svolto nella Giornata internazionale delle Malattie rare dell'osso. "Le malattie rare sono subdole e molte, e quando parliamo di malattie rare delle ossa entriamo in un mondo ancora più complesso". Per questo, “è importante mettere insieme associazioni, famiglie e istituzioni, per avere molteplici strumenti. La malattia colpisce tutto il corpo, non solo una parte di esso". Bisogna dunque lavorare "per far sì che i medici si parlino tra di loro", così da aumentare le possibilità di diagnosi. "Quando parliamo di multidisciplinarietà parliamo di coalizione: più veloci saranno le diagnosi, più veloci saranno la cura e più possibilità avrà il paziente". Un esempio concreto è quello della gravidanza. "È un momento felice della vita e se una paziente scopre di avere l'osteoporosi in quel frangente vivrà in modo orribile un momento meraviglioso". Celano quindi rivolge un appello alle istituzioni che "devono adempiere agli impegni presi per aiutare cittadini, pazienti e famiglie, che non devono sentirsi soli". Un passo importante riguarda l’inserimento "degli screening nei Lea", i Livelli essenziali di assistenza. "Abbiamo un problema grande tra Regioni: alcune vanno oltre i Lea e altre non riescono neanche a garantirli". Cura e prevenzione, ha sottolineato, "vanno di pari passo con il finanziamento della sanità regionale". Il diritto alla salute è stato "suddiviso ulteriormente in cittadini di serie A e serie B. Oggi ci interessa che la persona con patologia abbia percorsi precisi, ben delineati, e più facilità a vivere una vita già complicata". L'auspicio è che, "anche grazie a questo evento odierno – continua Celano – si accendano i riflettori in modo da facilitare anche la qualità della vita di piccoli e adulti che ne sono affetti. "Oggi parliamo della coalizione, e coalizione significa essere tutti insieme, coalizzarsi per essere in grado di migliorare la qualità dell'assistenza e di conseguenza la qualità della vita. È sempre necessario attenzionare il problema ai massimi livelli – conclude – per dare maggiori garanzie alle persone che hanno patologie rare".
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Alessandro Borghese, mamma Barbara Bouchet confessa: “Ha sofferto molto per il suo cognome”
(Adnkronos) –
Barbara Bouchet, ospite oggi a La volta buona, ha svelato un retroscena sul figlio Alessandro Borghese, soffermandosi sulle difficoltà incontrate dallo chef crescendo con un cognome così importante. "Ha sofferto molto il fatto di essere il figlio di…", ha spiegato l’attrice, raccontando poi un aneddoto. "Devo ammettere che tanti anni fa l’ho raccomandato a una compagnia di navi da crociera", ha confessato Bouchet. L'episodio risale al periodo successivo al naufragio della nave da crociera Achille Lauro, avvenuto il 30 novembre del 1994, dal quale Alessandro Borghese riuscì a salvarsi: "Lui dopo il naufragio voleva tornare sulla nave crociera e io da brava mamma ho pensato di dover fare qualcosa". Il giusto d'aiuto, tuttavia, si trasformò in una disavventura per Borghese: "Ho chiamato la direttrice di una nave da crociera. Lui si è messo in viaggio verso Genova per il colloquio, ma la signora maleducata lo ha accusato di rubare il lavoro a qualcun altro, 'potresti benissimo fare il lavoro di tua madre'", ha detto Bouchet, ricordando le parole della donna rivolte ad Alessandro Borghese. Un episodio che ha segnato molto lo chef: "Lui ci è rimasto malissimo e mi ha detto 'Mamma, non raccomandarmi mai più!'. E io non l’ho mai più fatto, ha fatto tutto da solo".
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