(Adnkronos) – Commissione europea e ministero della Salute a confronto sul tema del diritto alla salute e sul suo ruolo nel quadro istituzionale italiano ed europeo. È il tema della Lectio Magistralis ‘Salute e Costituzione’, promossa da Spes Academy ‘Carlo Azeglio Ciampi’, in programma lunedì 28 settembre, alle ore 16.30, presso Europa Experience – David Sassoli, in Piazza Venezia 6 C a Roma. Interverranno Antonio Parenti, Director Public Health, Cancer and Health Security – Dg Sante della Commissione europea, e Walter Bergamaschi, direttore generale della Programmazione e dell'edilizia sanitaria del ministero della Salute. La Lectio Magistralis – informa una nota – porrà al centro del confronto il rapporto tra salute e Costituzione, richiamando la centralità della tutela della salute quale diritto fondamentale e interesse della collettività e offrendo una prospettiva che mette in relazione la dimensione nazionale con quella europea. L'appuntamento si inserisce in un momento in cui il sistema salute è chiamato a confrontarsi con trasformazioni profonde e con la necessità di coniugare tutela dei diritti, programmazione sanitaria, innovazione e capacità delle istituzioni di rispondere alle nuove esigenze della società. La Lectio inaugura il Corso di Alta Formazione ‘Farmaco e Salute – Pilastri del Made in Italy’, promosso da Spes Academy ‘Carlo Azeglio Ciampi’: un percorso dedicato all'approfondimento delle trasformazioni che interessano il sistema salute attraverso il confronto tra istituzioni, ricerca, industria farmaceutica, innovazione e professionisti del settore. L'evento è realizzato con il patrocinio della Società italiana di tossicologia (Sitox), in collaborazione con Pharmagram e con Adnkronos in qualità di media partner.
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Salute e costituzione, a Roma il confronto tra Commissione europea e ministero
Tlc, Duilio: “Il nuovo Sky Mobile è un passo importante nella nostra strategia di crescita”
(Adnkronos) – "Il lancio del nuovo Sky Mobile segna un passo importante nella nostra strategia di crescita". Lo dichiara Andrea Duilio, amministratore delegato di Sky Italia, presentando il nuovo servizio mobile gestito direttamente da Sky in qualità di operatore mobile virtuale (Mvno). "Come operatore Mvno ora possiamo offrire soluzioni modulate intorno alle esigenze dei clienti e condizioni vantaggiose per chi ci ha scelto da tempo, valorizzando la relazione costruita negli anni – aggiunge Duilio – È un’evoluzione naturale che ci permette di consolidare il nostro ruolo come partner ideale delle famiglie, con un’offerta sempre più completa e distintiva sul mercato, che unisce una proposta ricca di contenuti esclusivi, un’esperienza di visione unica che integra le principali app e una connettività fissa e mobile con performance eccellenti". Il nuovo Sky Mobile sarà disponibile da domani con due piani, entrambi in 5G e con minuti illimitati: Sky Mobile Maxi, con 150 GB, e Sky Mobile Ultra, con 250 GB. I giga diventano illimitati per i clienti che scelgono di abbinare Sky Mobile a Sky TV o Sky Wifi. L'offerta non prevede vincoli di durata né costi di uscita. Condizioni dedicate sono previste per gli attuali clienti Sky, che potranno scegliere tra le due soluzioni: Sky Mobile Maxi con 250 GB e Sky Mobile Ultra con giga illimitati e fino a sei mesi in omaggio, in base agli anni trascorsi con Sky. Anche gli attuali clienti Sky Mobile powered by Fastweb potranno scegliere il nuovo Sky Mobile. La nuova offerta mobile si baserà sulla rete Fastweb + Vodafone, nell'ambito del rafforzamento della partnership tra le due aziende. Sky punta così a integrare la connettività mobile con Sky Wifi e con la propria offerta di contenuti televisivi, rafforzando il proprio ecosistema di servizi rivolti alle famiglie.
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A Roma autobus sempre più ‘ostaggi’ delle auto, nel centro storico viaggiano anche a 1 km l’ora: lo studio
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A Roma ci sono tratti in cui gli autobus sono letteralmente 'ostaggi' delle auto e viaggiano più lenti di un pedone. Nel centro della città, lungo uno dei nodi più trafficati della rete, la velocità media può scendere addirittura fino a 1,08 chilometri orari, trasformando ogni corsa in un percorso a ostacoli tra traffico congestionato, doppie file e invasioni delle corsie riservate. È in questa realtà, ben nota a romani e turisti, che nasce l'idea di 'CorSÌa preferenziale', una campagna lanciata da Clean cities, coalizione europea che riunisce oltre 130 Ong, associazioni ambientaliste, movimenti di base e organizzazioni della società civile attive in 20 Paesi. L'obiettivo è una mobilità urbana a zero emissioni entro il 2035. La proposta è semplice: proteggere le corsie esistenti e completare i corridoi strategici della rete. Perché il problema di Roma non è soltanto la carenza di corsie preferenziali, ma anche la difficoltà di farle rispettare. Secondo un nuovo studio realizzato dalla fondazione 'Mobilità in città' per Clean cities, le corsie preferenziali analizzate registrano una velocità media di appena 8,33 chilometri orari, contro i 9,55 chilometri orari dei tratti a traffico misto della stessa area. Del resto, una linea gialla sull'asfalto può fare ben poco se viene costantemente invasa dalle automobili. Nel tratto Piazza Venezia-Via del Plebiscito, dove si sovrappongono fino a 23 linee di autobus, la velocità media arriva ad appena 1,08 chilometri orari. Poco più avanti, nel tratto Ara Coeli-Piazza Venezia, attraversato da 25 linee, gli autobus non superano i 3,5 chilometri orari. Sono tratti in cui il trasporto pubblico dovrebbe essere più efficiente, perché concentrano il maggior numero di linee e passeggeri. Invece, secondo l'analisi, diventano veri e propri colli di bottiglia che rallentano l'intera rete. La buona notizia è che la congestione non è uniforme e non serve intervenire ovunque. Lo studio ha analizzato oltre 5.600 chilometri di rete e 1.187 ore-veicolo di percorrenza. I tratti in cui la velocità scende sotto i 10 chilometri orari rappresentano appena il 14,7% dei chilometri, ma incidono sul 42% dei tempi operativi complessivi. In altre parole, una parte relativamente piccola della rete produce una quota enorme dei ritardi. I ricercatori hanno individuato 3.453 tratti ad alta criticità, caratterizzati da velocità inferiori ai 15 chilometri orari e dalla presenza di almeno quattro linee autobus. È su questi punti che gli interventi possono produrre il maggiore effetto sull'intero sistema. La proposta dello studio è articolata in tre priorità: 87 chilometri di 'Priorità 1', comprendenti i corridoi delle linee express e le corsie preferenziali esistenti; 53 chilometri di 'Priorità 2', sui corridoi con maggiore offerta di servizio su gomma; 19 chilometri di 'Priorità 3', per completare il pacchetto di interventi individuato dallo studio. Se le indicazioni della fondazione Mobilità in città diventassero un piano operativo, la 'Città dei 15 minuti' potrebbe avvicinarsi alla realtà. Oggi solo il 2% della superficie di Roma garantisce servizi raggiungibili in un quarto d'ora. Con il completamento della rete previsto dalla Priorità 3, aumenterebbero sensibilmente le opportunità accessibili con un tragitto di 15 minuti tra autobus e spostamento a piedi: 67 scuole in più raggiungibili, per un totale di 841 poli scolastici; 84 strutture sanitarie aggiuntive, fino a quota 630; oltre 1.500 esercizi commerciali e alimentari a portata di mano. Con il piano completo, inoltre, 773mila cittadini si troverebbero a meno di cinque minuti a piedi da una corsia preferenziale ad alta efficienza, pari a un incremento del 90% della popolazione servita. Per questo Clean cities lancia una campagna pubblica per liberare gli autobus dal traffico veicolare e garantire maggiore accessibilità, capillarità e affidabilità del servizio. Il piano annunciato dall'assessore Eugenio Patanè, sostiene l'organizzazione, dovrà andare in questa direzione. "La fotografia che emerge dallo studio è paradossale -afferma Claudio Magliulo, head of Italy Clean cities campaign-. Se vogliamo che più romani scelgano l'autobus, dobbiamo fare in modo che sia veloce e competitivo. Atac e il Comune di Roma stanno investendo centinaia di milioni di euro, ma non basterà avere nuovi autobus ecologici, più autisti e fermate bellissime, se poi i mezzi restano bloccati nel traffico, addirittura sulle corsie preferenziali stesse". Da qui l'appello all'assessore Patanè: "Chiediamo di pubblicare al più presto il piano annunciato e di iniziare a realizzare le prime preferenziali partendo dai colli di bottiglia più gravi della rete, già prima della scadenza del mandato. Come Clean cities siamo pronti a collaborare con il Comune di Roma e con Atac per contribuire a rendere il piano concreto e accelerarne l'attuazione". Per consultare la mappa interattiva è possibile collegarsi al sito: https://italy.cleancitiescampaign.org/corsia-preferenziale/
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Donna di 40 anni trovata morta in un cortile a Messina, in carcere 22enne: ha confessato l’omicidio
(Adnkronos) – Ha confessato il 22enne tunisino arrestato dalla Polizia a Messina per l'omicidio di Melissa
Echevarria, la 40enne argentina trovata senza vita lo scorso 14 agosto. Il suo corpo, in avanzato stato di decomposizione, era stato trovato nel cortile adiacente a un immobile disabitato nel centro cittadino. Stamani gli agenti hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Messina su richiesta della Procura, a carico del giovane tunisino. Grazie all'analisi delle immagini degli impianti di sorveglianza della zona e ad alcuni testimoni, gli investigatori della Squadra mobile hanno scoperto che la serata dell’11 agosto scorso la vittima era entrata nel cortile della casa disabitata attraverso un foro ricavato in una recinzione, seguita a poca distanza da un uomo, che l’aveva rincorsa e raggiunta all'ingresso dell’area. Dopo aver discusso con la donna, anche il 22enne era entrato nello spazio adiacente allo stabile in cui il 14 agosto successivo è stato rinvenuto il cadavere. Il giovane, detenuto da alcune settimane per altri fatti, interrogato dal pm ha confessato l’omicidio.
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Volandri e il rientro di Sinner: “Si sta allenando bene, tornerà competitivo”
(Adnkronos) –
Quando tornerà in campo Jannik Sinner? Il tennista azzurro è ancora alle prese con l'infortunio al ginocchio che lo ha costretto a saltare gli US Open, tanto da essere in dubbio per lo swing asiatico, con la sua presenza per l'Atp di Pechino, a cui arriva da campione in carica, e il Masters 1000 di Shanghai che non è stata confermata. Proprio delle condizioni di Sinner ha parlato il capitano dell'Italia di Coppa Davis, Filippo Volandri. "Sinner si sta allenando già da una decina di giorni, aumentando progressivamente i carichi a cui si sta sottoponendo. È stato quasi una cinquantina di giorni fermo e anche per questo i carichi sono aumentati gradualmente", ha detto Volandri a SuperTennis, "dalle notizie che ho, si sta allenando e sta bene, potendo essere super competitivo come ci ha abituato lui anche dopo lo stop per la vicenda Clostebol, andando anche oltre le sue aspettative". "Ritengo che rientri competitivo, come ci ha lasciato nella finale di Londra, vinta contro Zverev", ha spiegato il capitano azzurro, "per Jannik, ovviamente, la priorità è tornare al 100% e quindi ha bisogno di tutto il tempo per fare questo, poi si faranno tutti i discorsi del caso".
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Stellantis, cassa integrazione a Mirafiori dal 19 al 30 ottobre su linea 500 elettrica e ibrida
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Cassa integrazione dal 19 al 30 ottobre a Mirafiori sulla linea della 500 elettrica e ibrida. È quanto comunicato oggi dalla direzione delle Carrozzerie alle rappresentanze sindacali dello stabilimento torinese. Nel corso dell’incontro l’azienda ha spiegato che la decisione è stata presa per valutare le problematiche produttive dell’impianto. “Siamo di fronte a una situazione complessa – sottolinea un portavoce dell’azienda – nonostante gli investimenti e il raddoppio della produzione rispetto allo scorso anno”. "Da oltre un anno e mezzo siamo impegnati a realizzare un ambizioso piano per rafforzare la nostra presenza industriale in Italia, con oltre una ventina di modelli prodotti nel nostro Paese ed altri che arriveranno", ricorda un portavoce di Stellantis commentando l'annuncio di una nuova cassa integrazione a Mirafiori. Un piano "ambizioso – si spiega – perché calato in un contesto certamente non favorevole, caratterizzato da un mercato che si è ridotto di un quinto rispetto al pre covid, da una concorrenza extra-UE, forte di condizioni competitive irreplicabili in EU, che riduce ulteriormente lo spazio di mercato dei produttori europei e una grave mancanza di competitività europea, ancora più accentuata in Paesi come il nostro, in particolare sul piano del costo dell’energia”. Secondo Stellantis, "rispetto alle preoccupazioni intorno alla stabilità della produzione torinese è però importante focalizzarsi su un paio di elementi legati al contesto: il prezzo e la competitività”. “Sul fronte della competitività – spiega il portavoce – i prezzi delle produzioni nazionali, nella fattispecie, di Mirafiori, potrebbero essere contenuti grazie a un miglioramento della competitività, a partire da una riduzione del costo dell’energia. Stiamo portando avanti un dialogo con le istituzioni nazionali e locali per chiedere un costo dell’energia allineato a quelli di altri Paesi europei come la Spagna e la Francia, ma ancora – anche a causa del difficile contesto geopolitico – non abbiamo visto alcun beneficio concreto”. Nello spiegare l’attuale situazione produttiva in ambito automobilistico, Stellantis precisa che “un veicolo nuovo costa di più rispetto al passato e questa minore accessibilità ha svantaggiato soprattutto le famiglie del ceto medio e i giovani”. Una condizione che "ha impattato soprattutto sul segmento delle utilitarie a causa dell’aumento dei costi di trasformazione e dei cosiddetti costi regolatori, ovvero tutti quei costi dovuti a requisiti o prescrizioni normative”. Il gruppo sottolinea poi che nonostante questa situazione che caratterizza il settore automotive, “uno dopo l’altro abbiamo messo in sicurezza e rilanciato tutti i nostri stabilimenti, a partire da Mirafiori”. “Alla fine dello scorso anno – ha spiegato il portavoce – abbiamo portato la nuova 500 ibrida che ha già consentito di aumentare significativamente la produzione. Nel solo primo semestre di quest’anno, ad esempio, abbiamo prodotto più auto che in tutto il 2025. La nuova 500 non è l’unica iniziativa che abbiamo portato a Mirafiori. Nel Polo torinese – ha aggiunto – abbiamo anche avviato – e stiamo già rafforzando – la produzione dei cambi elettrificati e-DCT fondamentali per le motorizzazioni ibride che sono in costante crescita. Abbiamo portato il nostro primo hub di economia circolare e abbiamo realizzato un centro di ricerca all’avanguardia sulle batterie. Dal 2030 poi arriverà la nuova generazione di 500 che rafforzerà ulteriormente lo stabilimento”. “La cassa integrazione di due settimane, dal 19 al 30 ottobre, alla Carrozzeria di Mirafiori ci aspettiamo che riguardi altri settori come le Presse”, sottolinea la Fiom di Torino. Il segretario generale, Edi Lazzi, e il responsabile dello stabilimento per il sindacato, Gianni Mannori, commentano: “Sono passati solo otto mesi da quando la cassa integrazione è cessata in Carrozzeria. Otto mesi intervallati da fermi produttivi settimanali iniziati nel mese di giugno e con il periodo di ferie che è stato prolungato. E, dopo questo breve periodo di lavoro, è arrivata la richiesta della cassa integrazione con il completo stop produttivo che rischia di essere il primo di una lunga serie mettendo anche a rischio la conferma dei 400 ragazzi interinali che lavorano in Carrozzeria”. “Rimarchiamo il fatto che, con questo stop, siamo al diciannovesimo anno consecutivo in cui le lavoratrici e i lavoratori sono collocati in cassa integrazione. Siamo così, per l'ennesima volta nel tunnel della cassa che, come sempre, pagheranno sulla loro pelle le lavoratrici e i lavoratori di Stellantis, ma anche quelli dell'indotto – aggiungono – siamo stati facili profeti, indicando come rischio concreto il ritorno degli ammortizzatori sociali che sono stati richiesti dall'azienda non certo per la mancanza di componenti, come Stellantis ha cercato di far credere, ma per le scarse vendite dell'unico modello prodotto, come invece sostenuto dalla Fiom di Torino. Per questa ragione continuiamo a battere sul concetto che un solo modello non basta”. “Adesso è urgente un incontro tra sindacato, azienda e istituzioni a tutti i livelli per trovare al più presto soluzioni per Mirafiori e Torino in generale, finalizzate a contrastare il declino che il nostro territorio sta attraversando da troppo tempo”, concludono Lazzi e Mannori.
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Pisa, una nuova alleanza tra Università per valorizzare il talento e la mobilità sociale
(Adnkronos) – Il merito, la mobilità sociale e l’orientamento universitario come strumento di equità sono al centro della giornata conclusiva del progetto Pnrr ‘Merita – la rete per il talento’, in programma giovedì 24 settembre alle ore 10.00 presso l’Aula Magna della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. L’incontro sarà anche l’occasione per presentare la nuova edizione di MeMo, il programma di orientamento dedicato a studentesse e studenti con buoni risultati scolastici e i primi nella loro famiglia a conseguire una laurea – i cosiddetti first generation students, per i quali l’accesso all’università rappresenta non solo una scelta di studio, ma un vero passaggio di mobilità sociale. Nel corso della mattinata sarà sottoscritto un nuovo accordo tra le cinque istituzioni universitarie che hanno dato vita alla rete Merita – la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, la Scuola Normale Superiore, il Collegio Superiore dell’Università di Bologna, la Scuola Galileiana di Studi Superiori dell’Università di Padova e la Scuola Superiore di Studi Avanzati della Sapienza Università di Roma – e l’Università Bocconi. L’obiettivo è ampliare le opportunità di accesso all’istruzione universitaria e consolidare un modello nazionale di orientamento capace di dare piena attuazione ai principi dell’articolo 34 della Costituzione: ‘I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi’. Il convegno sarà aperto da un videomessaggio del ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Previsti gli interventi dei rettori, delle direttrici e dei direttori delle istituzioni coinvolte in Merita, che condivideranno risultati, esperienze e prospettive del progetto. Nel corso dell'iniziativa sarà inoltre presentato il volume "Merito e mobilità sociale. L'orientamento come leva di equità. Sfide e percorsi per la first generation universitaria", a cura della coordinatrice del progetto Merita Sara Barsanti e della prof.ssa Sabina Nuti. La presentazione sarà accompagnata da un confronto con la prof.ssa Marta Cartabia dell’Università Bocconi sul contributo dell'orientamento nel contrastare gli ostacoli economici, culturali, informativi e territoriali che possono limitare le aspirazioni e le scelte dei giovani. Sul tema dei first-generation students, è previsto inoltre un intervento di Marco Romito, professore associato presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Il convegno sarà condotto e moderato dalla giornalista Claudia Vanni.
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Come giocherà l’Italia di Mancini contro il Belgio? Pronto il nuovo corso azzurro
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C'è grande attesa per l'esordio bis di Roberto Mancini sulla panchina dell'Italia. Gli azzurri si sono radunati lunedì 21 settembre per iniziare a preparare le quattro sfide di Nations League che li attendono nelle prossime settimane, a cominciare da quella all'Olimpico di Roma, venerdì, contro il Belgio guidato dall'olandese Mark van Bommel che ha preso il posto di Rudy Garcia dopo il Mondiale fallimentare. Il modulo di riferimento del ct che ha vinto l'Europeo con l'Italia è il 4-3-3 anche se Mancini stesso non ha voluto sbilanciarsi sul modulo che utilizzerà, lasciando intendere che in alcune gare potrebbero esserci dei cambiamenti. "Siamo aperti a qualsiasi situazione tattica: possiamo giocare con le due punte, con il 4-3-3, ma anche in altri modi", ha detto il Ct. In realtà durante il primo allenamento il tecnico ha utilizzato come modulo base il 4-3-3. Non una scelta definitiva, quindi, ma un indirizzo in vista dell'esordio in Nations League contro i diavoli rossi.
Donnarumma in porta non è in discussione. Per quanto riguarda la linea difensiva a quattro sono diverse le soluzioni. Ruggeri dell'Aston Villa è stato chiamato per prendere il posto dell'infortunato Dimarco. Il ko dell'esterno dell'Inter porterà Mancini probabilmente a utilizzare Calafiori nel ruolo di terzino a sinistra nella linea a quattro, con Ahanor prima alternativa. Di Lorenzo partirà a destra con Kayode pronto a prenderne il posto mentre i centrali dovrebbero essere Mancini e Bastoni. In mezzo al campo il ct ha perso Cristante per infortunio, ed ha chiamato al suo posto Ricci. Potrebbe anche esordire come play il giovane Romano, alla prima convocazione in Nazionale, o Mandragora, mentre Fagioli è stato schierato prevalentemente come mezzala destra alternandosi con Barella e Doumbia e a sinistra favoriti sono Tonali e Frattesi.
Da sciogliere anche le riserve sul tridente d'attacco. Il Ct ha testato Kean, Scamacca, Sebastiano e Pio Esposito come punte centrali, mentre a destra invece Cambiaghi, Zaniolo e Vergara con Raspadori, Maldini, Zoma e Inacio schierati a sinistra, ma le alternative sono diverse, avendo come obbiettivo un baricentro medio-alto, molto possesso e ricerca dell'ampiezza, in pieno stile Mancini.
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Coppa Davis, sorteggiata la Final 8: l’Italia affronta la Corea del Sud
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È stato sorteggiato a Bologna il tabellone della Final 8 di Coppa Davis, in programma alla BolognaFiere Arena dal 24 al 29 novembre. L'Italia, reduce dalle tre vittorie nelle ultime tre edizioni, si presenta da prima testa di serie e farà il suo esordio mercoledì 25 novembre contro la Corea del Sud. Nella stessa parte del tabellone la Repubblica Ceca affronterà il Canada, mentre nella parte bassa del tabellone la Spagna incrocerà l'Austria e la Germania se la vedrà con la Gran Bretagna.
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“Il mondo è impreparato a una nuova pandemia”, l’allarme degli scienziati
(Adnkronos) – "Il mondo è impreparato a una nuova pandemia". Suona forte e chiaro l'allarme lanciato da un rapporto della Commissione Prime della National University of Singapore (Nus) e della rivista 'The Lancet': "La tragica scia di decessi, disabilità e caos lasciata da Covid-19 sta svanendo dalla memoria collettiva", denunciano gli esperti. "La pandemia – ricordano – ha generato una crisi sanitaria globale che ha causato oltre 7 milioni di morti accertati, una stima di 28 milioni di decessi in eccesso e profonde ripercussioni sanitarie, economiche e sociali. Ha messo a nudo gravi lacune nella preparazione alle pandemie e debolezze nei sistemi sociali e sanitari. Tuttavia", a quasi 7 anni dalle prime infezioni sommerse causate dal nuovo coronavirus in Cina, "il mondo non è riuscito a farsi trovare pronto per la prossima pandemia – segnalano gli autori – nonostante il rischio di pandemie sia in aumento" e benché una nuova, futura emergenza sanitaria venga ritenuta una certezza. La stessa Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha più volte ripetuto che "non è questione di se" scoppierà, "ma di quando". Il report è stato redatto dalla Commissione Nus-Lancet Prime (Pandemic Readiness through Institutions, Mobilising Communities and Equity – Preparazione alle pandemie attraverso istituzioni, mobilitazione delle comunità ed equità), e pubblicato il 21 settembre in occasione dell'81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite e in vista della Riunione di alto livello dell'Onu su prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie, con l'obiettivo di "ridefinire le modalità di tutela della salute prima, durante e dopo una pandemia". Gli autori invocano un cambio di strategia. "Il principio cardine della Commissione Prime – si legge in un editoriale su Lancet – è una protezione incentrata sulle persone: si parte dall'analisi dei bisogni di individui e comunità per agire di conseguenza, fornendo alle persone gli strumenti necessari per proteggersi, accedere alle cure, preservare il benessere e i mezzi di sostentamento, partecipare ai processi decisionali e riprendersi dopo una crisi". Diversi i messaggi chiave. "Prima di tutto – indica la commissione – il mondo deve superare l'approccio tradizionale alla preparazione tecnica (esercitazioni di simulazione, potenziamento della sorveglianza e dei laboratori, stoccaggio di dispositivi di protezione individuale, sviluppo e produzione di vaccini), per puntare a un obiettivo più ampio di 'prontezza' (readiness) che includa la pianificazione di protezione sociale, finanziamenti, requisiti normativi, istruzione, politiche del lavoro, sistemi alimentari e governance ambientale. In secondo luogo, la cooperazione tra governi è fondamentale per salvare milioni di vite. Modellando un'ipotetica nuova pandemia di influenza A, i membri della commissione hanno analizzato come le dinamiche di potere e gli interessi nazionali influenzino la risposta e il tasso di mortalità. Hanno rilevato che un approccio equo alla distribuzione dei vaccini, basato sulle esigenze di salute pubblica, potrebbe ridurre la mortalità globale del 64%, portandola a 21,2 milioni di decessi: ciò equivale a 37,3 milioni di vite salvate. Terzo, l'attenzione deve concentrarsi sul rafforzamento dei sistemi vulnerabili, non sulle 'persone vulnerabili'. Sono le politiche e le azioni inique di istituzioni, leggi, mercati e sistemi di governance a limitare le capacità delle persone", ammoniscono gli esperti. "Infine – ricordano – la fiducia si costruisce nel tempo. Non solo attraverso la comunicazione, ma anche grazie alla legittimità delle istituzioni, a una leadership efficace e all'affidabilità dei servizi. Questi principi costituiscono la base di un approccio migliorato ed equo alle pandemie e alla salute". "Indagini e riforme post-Covid volte a prepararsi meglio alla prossima pandemia non sono mancate", prosegue l'editoriale. "Il Regolamento sanitario internazionale è stato revisionato, mentre persistono divergenze sull'Accordo Oms sulle pandemie. L'Assemblea generale delle Nazioni Unite di quest'anno valuterà i progressi compiuti rispetto alla Dichiarazione politica dell'Onu sulle pandemie del 2023, in cui i Paesi si impegnano ad 'attuare azioni coerenti e solide a livello nazionale, regionale e globale, guidate dalla scienza e dalla necessità di dare priorità all'equità e al rispetto dei diritti umani, per rafforzare la prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie, e per affrontare appieno le conseguenze dirette e indirette delle future pandemie'". E "la Riunione di alto livello promette di introdurre un'ulteriore dichiarazione politica nella quale, secondo una bozza ottenuta da 'Health Policy Watch', i Paesi 'ribadiscono il proprio impegno a potenziare, promuovere e rafforzare la prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie, e a tradurre l'impegno politico in azioni concrete, misurabili e urgenti'". "Il testo abbonda di riferimenti ad approcci multisettoriali, cooperazione, comunità e mobilitazione di risorse, ma è carente di impegni concreti", osservano gli esperti. Ma "come si possono promuovere equità e diritti umani senza indicazioni specifiche su come tali principi possano essere realizzati in modo significativo ed efficacemente valutati, soprattutto a fronte della continua erosione dell'Aiuto pubblico allo sviluppo per la salute e dell'indebolimento dell'Oms?", è l'interrogativo messo nero su bianco dall'alleanza National University of Singapore-Lancet. La Commissione Prime si impegna a non fermarsi alla pubblicazione del rapporto. Concretamente, "sperimenterà e valuterà il proprio approccio in alcuni Paesi selezionati". La missione è offrire al mondo "l'opportunità di avviare un processo di responsabilizzazione più efficace, contribuendo a superare l'impasse di trattati falliti e dichiarazioni prive di reale incisività. Ogni persona – chiosano gli autori del report – merita di essere protetta da sofferenze e problemi di salute evitabili. Quando arriverà la prossima pandemia, dovremo poter affermare di aver fatto tutto il possibile per farci trovare pronti".
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