(Adnkronos) – Lutto nel mondo della tv americana. È morta a soli 36 anni Jennifer
Eckhart, ex produttrice associata di Fox News: come riporta Tmz, si tratterebbe di un caso di suicidio. La donna era diventata famosa non solo per il suo ruolo ma anche per aver denunciato il conduttore Ed
Henry per stupro nel 2020. Stando a quanto riporta la stampa Usa, Eckhart sarebbe stata trovata senza vita nella vasca da bagno della sua casa in Florida dalla madre, che ha poi lanciato l'allarme. Secondo quanto riferito da un agente intervenuto a Usa Today "presentava una profonda lacerazione nella parte anteriore della gola/collo e aveva un coltellino a serramanico accanto alla mano destra". L'evento sarebbe stato classificato come suicidio.
Assunta nel 2012 dalla Fox, Eckhart nel 2020 presentò una denuncia per stupro contro Ed Henry, che all'epoca conduceva America's Newsroom. L'uomo ha sempre negato le accuse, affermando che la loro era una relazione consensuale. Venne effettuata una indagine
interna che confermò gli effettivi contatti tra i due tra il 2014 e il 2017, di cui tre di natura sessuale. L'1 luglio del 2020 Henry venne licenziato, ma poco dopo anche la donna venne allontanata dall'azienda, anche se ufficialmente per "ritardi sul lavoro e appropriazione di materiale che apparteneva a Fox News". A quel punto, l'ex produttrice lanciò un ad agosto del 2021 un podcast dal titolo Reinvented with Jen Eckhart, dove ogni settimana dava voce a personaggi pubblici, celebrità, amministratori delegati. L'ultima puntata risale al marzo scorso. La battaglia legale di Eckhart si è protratta per anni e alla fine, nel 2024: un accordo transattivo è stato raggiunto in merito alle accuse contro Henry, poco prima che il caso arrivasse a processo.
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Morta a 36 anni Jennifer Eckhart, ex produttrice di Fox News: aveva denunciato il conduttore Ed Henry per stupro
Usa-Gb, Portes (King’s College): “Per Burnham incontrare Trump sarà un puro esercizio limitazione danni”
(Adnkronos) – “Incontrare Trump è un puro esercizio di limitazione dei danni per Burnham, esattamente come lo è stato, e lo sarà, per gli altri leader europei”. È con questa premessa che Jonathan Portes, docente di Economia e Politica internazionale al King's College di Londra, in un'intervista all'Adnkronos inquadra il primo vertice bilaterale tra il neo Primo Ministro britannico Andy Burnham e Donald Trump, previsto oggi a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. L'appuntamento rappresenta uno dei passaggi più delicati per la diplomazia di Londra. Solo poche ore fa, Burnham ha cercato di distendere il clima in vista dell'appuntamento, dicendosi convinto di poter trovare un "terreno comune" nel suo primo vero faccia a faccia con l'inquilino della Casa Bianca. Dichiarazioni che cercano anche di stemperare altre affermazioni fatte in passato, quando vestiva i panni di sindaco di Manchester e ammetteva che “Trump non era benvenuto in città”, facendo anche riferimento ai disordini a Capitol Hill del 6 gennaio 2021: “Qualsiasi politico britannico che abbia dato retta a Trump dovrebbe vergognarsi in questo momento". Da quando Burnham è entrato a Downing Street, i due hanno avuto solo due colloqui telefonici. I temi sul tavolo non mancano: a New York il primo ministro intende sollecitare Washington per un rafforzamento del sostegno all'Ucraina, a partire dalle forniture di difesa aerea Patriot in vista dell'inverno. Pesano tuttavia i grandi nodi economici, aggravati dalle tensioni in Medio Oriente e dal conflitto in Iran condotto dagli Usa, che ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio complicando i piani di bilancio britannici. A ciò si aggiungono le pressioni americane sulle trivellazioni nel Mare del Nord e le recenti frizioni sulle posizioni di Trump riguardo al futuro dell'Irlanda del Nord, Scozia e Galles, e al Medio Oriente. Anche l’Intelligenza artificiale sarà uno dei temi caldi che verranno trattati durante il bilaterale. Secondo Portes, tuttavia, analizzare il vertice come un consueto confronto tra alleati è fuorviante. “Potremmo considerare l’appuntamento come un incontro tra professionisti della politica, i quali si apprestano ad affrontare i diversi interessi o le preferenze politiche di Regno Unito e Stati Uniti. Ma non è così, come ha scoperto nel corso degli ultimi mesi anche la vostra prima ministra, Giorgia Meloni, la quale si è ritrovata coinvolta, suo malgrado, in commenti poco edificanti da parte di Trump a seguito di una foto che li ritrae insieme al recente G7 francese”. Secondo l'accademico londinese, "non ha più alcun senso logico discutere delle singole posizioni politiche dell'attuale presidente americano, ma bisogna prendere atto dello stato di profonda crisi in cui versa Washington. Trump è sempre più vaneggiante e disconnesso dalla realtà, come dimostrano i suoi ultimi messaggi. Sfortunatamente, poiché il sistema politico e la Costituzione degli Stati Uniti sono fortemente in crisi, noi in Europa dobbiamo gestire la situazione come meglio possiamo”. Quello che Burnham cerca di presentare all'opinione pubblica come un "terreno comune" è nei fatti un equilibrismo obbligato: tutelare i grandi interessi strategici del Regno Unito cercando a tutti i costi di non farsi travolgere dall'instabilità oltreoceano. “Si tratta di un compito politico ingrato, che obbliga i leader a una estenuante messinscena pur di evitare danni maggiori ai rispettivi Paesi e alle relative economie – conclude Portes – Le uscite distensive del premier britannico prima del faccia a faccia sono il frutto di una mera necessità di governo, non certo di una reale convinzione personale. Quello che andrà in scena oggi a New York non sarà un incontro strategico per progettare il futuro dell'Occidente, ma una pura e logorante operazione di contenimento dei danni”. (di Alessandro Allocca)
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La favola dei fratelli Esposito in Azzurro: dai primi calci tra noi fino al sogno Nazionale
(Adnkronos) –
Da un rettangolo di gioco sotto casa ai riflettori della Nazionale, la parabola della famiglia Esposito si arricchisce di un capitolo indimenticabile. Per Sebastiano e Francesco Pio la prima chiamata insieme in azzurro ha il sapore dolce delle grandi tappe condivise. A 'Vivo Azzurro', la coppia di attaccanti ha spalancato le porte del proprio mondo, svelando le sensazioni provate varcando a braccetto i cancelli del ritiro azzurro dopo gli anni di apprendistato nel vivaio dell'Inter.
"Venire in Nazionale è strepitoso, ma farlo con il proprio fratello lo è ancora di più", ha confidato Sebastiano, ponendo l'accento sul valore educativo del percorso svolto fin dai primi tornei. Un'energia contagiosa riscontrata anche nelle parole di Francesco Pio, pronto alla sfida del quadruplo impegno in calendario: "È una cosa nuova per tutti, sono quattro partite di alto livello e non vediamo l'ora di iniziare. Che ci siano tanti volti nuovi è una bella cosa, abbiamo bisogno di entusiasmo per ripartire". Fondamentale l'impatto con la guida tecnica e lo spogliatoio, con Sebastiano che svela l'input del Commissario Tecnico: "Mancini ci ha detto di godersela e ci ha dato consigli di campo per migliorare". Accanto agli impegni tattici trovi l'immancabile complicità tra consanguinei, fatta di stoccate e risate. Se il maggiore punzecchia il minore per la precisione sotto porta ("lo faccio soprattutto quando Pio sbaglia i gol, visto che capita spesso"), il più giovane replica rievocando gli esordi: "Da piccolo giocavo in porta… meno male che ho cambiato, fare il portiere qui sarebbe stata tosta". Un legame d'acciaio plasmato dai valori genitoriali e custodito nella terra d'origine, quel campetto 'Cicerone' meta di un pellegrinaggio affettivo prima del raduno. Venerdì il battesimo del fuoco dinanzi al pubblico amico, da affrontare senza tremori: "L'emozione è tanta, ma entrambi abbiamo un pizzico di incoscienza che ci aiuterà".
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Roma, inaugurata strada pedonalizzata davanti alla scuola A. Cadlolo, Municipio I investe su sicurezza dei bambini
(Adnkronos) – È stata inaugurata questa mattina la strada scolastica pedonalizzata davanti alla Scuola Primaria Alberto Cadlolo, in via della Rondinella. L'intervento, si legge in una nota, si inserisce nell'impegno del Primo Municipio per garantire ai bambini e alle bambine, all'uscita da scuola, maggiore sicurezza, aria più pulita e occasioni di socialità. Dopo la realizzazione delle strade scolastiche in via Agnesi, via Puglie e via Col di Lana, si aggiunge ora via della Rondinella. Ai primi di ottobre inizieranno i lavori per la strada scolastica di via Bixio. "A via della Rondinella da tempo l'associazione dei genitori e la scuola Cadlolo, avevano richiesto questa misura. In questo caso la strada era già chiusa ma proprio di fronte all'entrata erano posizionati stalli per i motorini che creavano una situazione confusa e pericolosa. Gli stalli – ha spiegato l’assessore alla mobilità Adriano Labbucci – sono stati eliminati e riposizionati sul lungotevere a poche decine di metri dai precedenti. Come Municipio abbiamo individuato altre due scuole che fanno parte dell'elenco su cui stanno lavorando assessorato e dipartimento mobilità con Roma servizi Mobilità, si tratta di Via Guicciardini e via Madonna dell' Orto. Vogliamo consegnare alla fine della consiliatura luoghi pubblici più sicuri e più belli per i nostri figli e nipoti". "'La scuola – ha commentato Lorenza Bonaccorsi, presidente del Primo Municipio – è la più efficace leva di integrazione' ha ricordato il presidente Mattarella. E l’integrazione passa anche dalle cose concrete: una strada più sicura, uno spazio senza auto restituito ai bambini, un luogo pensato prima di tutto per chi ogni giorno va a scuola. Questo è il nostro stile". All'inaugurazione, coincisa con il suono della campanella della Scuola Primaria Alberto Cadlolo, erano presenti l'assessore alla Mobilità del Primo Municipio Adriano Labbucci, l'assessora alla scuola di Roma Capitale Claudia Pratelli, l'assessore alla mobilità di Roma Capitale Eugenio Patanè, i rappresentanti della scuola, dell'associazione genitori e di 'Streets for Kids'. Per festeggiare con i bambini si è svolto il 'Color Day': i bambini hanno riempito la strada, da oggi libera da macchine e motorini, con disegni colorati realizzati con i gessetti. Durante l’evento ha suonato la 'Banda del Virgilietto'.
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Ascolti tv 21 settembre, Il Giovane Montalbano 2 su Rai1 vince con il 19,8% contro il Gf Vip. Gerry Scotti davanti a De Martino
(Adnkronos) – 'Il Giovane Montalbano 2' in replica ieri su Rai1 vince la sfida del prime time conquistando 2.928.000 spettatori pari al 19.8% di share mentre il 'Grande Fratello Vip' su Canale 5 ha interessato 1.906.000 spettatori e il 18.3% di share. Terzo gradino del podio per Italia1 che con 'Peppermint – L'angelo della vendetta' ha incollato allo schermo 1.010.000 spettatori registrando il 6,3% di share. Subito dietro si piazza Rai3 con l'approfondimento de 'Lo Stato delle Cose': il programma ha registrato 978.000 spettatori (7.4% di share). A seguire troviamo: La7 con 'La Torre di Babele' (806.000 spettatori, 4,7% share); Rai2 con 'L'uomo dei ghiacci – The Ice Road' (649.000 spettatori, 4% share); Nove con 'Little Big Italy' (576.000 spettatori, 3,6% share); Rete4 con 'Quarta Repubblica' (561.000 spettatori, 4,9% share); Tv8 con 'Mia moglie per finta' (350.000 spettatori, 2,4% share). In access prime time vince la sfida Canale 5 con 'La Ruota della Fortuna' che ha raccolto 4.664.000 spettatori pari al 23.5% mentre 'Affari Tuoi' su Rai1 ha totalizzato 4.342.000 spettatori (21,8% share). Da segnalare anche il ritorno di Bruno Vespa su Rai1 con 'Cinque Minuti' che ha interessato 3.620.000 spettatori (19,4% share).
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Libri, presentato a Milano ‘La Finanza nei contratti di acquisizione’
(Adnkronos) – Le tecniche di redazione delle clausole contrattuali utilizzate nelle operazioni di M&A, Private Equity e Venture Capital, per fornire con un approccio pratico a professionisti legali e operatori del settore strumenti utili per tradurre in modo preciso gli interessi delle parti e le complesse dinamiche finanziarie sottese a tali operazioni. È il tema al centro del libro La Finanza nei contratti di acquisizione. Nuove clausole contrattuali nelle operazioni di M&A, Private Equity e Venture Capital (Key Editore), scritto da Luca Ponti, Lucrezia Platé e Federico Ponti e presentato a Milano, presso la sede di Borsa Italiana. Il volume, con la prefazione di Federica Seganti, Presidente e Amministratore Delegato di Friulia S.p.A., e di Franco Valvasori, Managing Partner di Alcedo SGR per la nuova edizione, non è un manuale teorico, ma una guida per professionisti che siedono ai tavoli negoziali e devono tradurre numeri, valutazioni e strategie di exit in clausole precise, sostenibili e difendibili. Si tratta di un testo pensato per chi vuole comprendere non solo come si scrive un contratto di acquisizione, ma perché certe formule possono determinare il successo, o il fallimento, di un’intera operazione. Una risorsa per avvocati, consulenti legali e operatori del settore finanziario, che fornisce loro le competenze necessarie per tradurre efficacemente in clausole contrattuali le complessità finanziarie delle operazioni straordinarie. Negli ultimi trent'anni, la contrattualistica in ambito finanziario ha subito una profonda evoluzione, passando da un approccio prevalentemente giuridico a un modello ibrido che intreccia diritto ed economia. Oggi, la redazione di contratti per operazioni di finanza straordinaria, quali fusioni, acquisizioni e investimenti in capitale di rischio, richiede non solo una solida comprensione delle norme legali, ma anche una conoscenza approfondita delle dinamiche economiche e finanziarie che governano tali operazioni. Il libro offre esempi pratici, analisi di casi reali e suggerimenti per personalizzare le clausole contrattuali, differenziandosi così dalla standardizzazione spesso prevalente nei contratti di fusione e acquisizione. Il diritto non è più separabile dalla finanza, la gestione delle operazioni di finanza straordinaria richiede competenze sempre più trasversali e una solida visione interdisciplinare. Luca Ponti, Partner fondatore Studio Legale Ponti DePauli Partners , ha ricordato che "il libro affronta un tema sempre più centrale nella pratica professionale: cosa accade quando il linguaggio della finanza entra in modo strutturale e decisivo nelle clausole di un contratto di acquisizione, diventando parte integrante della strategia complessiva dell’operazione”. Secondo Lucrezia Platé, Founder Finance for Lawyer"nelle operazioni di finanza straordinaria, il successo non dipende soltanto dalla qualità delle singole professionalità coinvolte, ma anche dalla capacità di parlare una lingua comune. Il libro nasce da questa idea di multidisciplinarietà e dalla convinzione che una maggiore integrazione tra competenze giuridiche ed economico-finanziarie possa contribuire a una consulenza più consapevole e più aderente alle dinamiche concrete dell’operazione”. Federico Ponti, Studio Legale Ponti DePauli Partners , ha osservato: “Dietro ogni clausola economica ci sono numeri, interessi e scelte negoziali difficili da conciliare. Il libro nasce dall’idea che comprenderli insieme sia il modo migliore per costruire operazioni più consapevoli e, soprattutto, contratti migliori”. Il presidente di Fondo Fon.Te. Maurizio Grifoni ha affermato che “per gli investitori istituzionali, le operazioni di M&A e di Private Equity rappresentano un ambito nel quale competenza finanziaria e solidità contrattuale devono procedere insieme. Questo volume offre una lettura concreta di come le clausole possano tradurre in modo efficace valutazioni e rischi delle operazioni avviate. Per un Fondo pensione, che lavora con una prospettiva di lungo periodo e nell’interesse degli iscritti, la qualità della struttura contrattuale è parte integrante della tutela dell’investimento. Il dialogo tra diritto ed economia, quindi, diventa essenziale per governare la complessità delle operazioni e rendere più consapevoli le scelte degli investitori istituzionali. Il libro di Luca e Federico Ponti e Lucrezia Platé è un contributo utile a rafforzare una cultura dell’investimento responsabile e orientata alla creazione di valore nel tempo”. Secondo Moreno Zani, Presidente di Tendercapital “il principale ostacolo allo sviluppo del mercato dei capitali italiano risiede storicamente nella difficoltà di convertire il risparmio in capitale produttivo in un Paese che, da sempre, ha avuto l'investimento obbligazionario, e nello specifico nei titoli di Stato, la sua preferenza. Alcune difficoltà nel quadro normativo che regolano il settore sarebbero auspicabili per consentire agli investitori di assumere decisioni a medio-lungo termine in modo consapevole. Una governance chiara ed una precisa costruzione contrattuale, unite a maggiori tutele e trasparenza per gli operatori privati, sono elementi fondamentali per incoraggiare l'impiego del risparmio nell'economia reale e per attrarre in tal modo anche nuovi finanziamenti". Fabio Sattin, Professore di Private Equity e Venture Capital presso l’Università Bocconi di Milano e presidente Esecutivo di Private Equity Partners S.r.l., ha parlato "di un’iniziativa importante, soprattutto in un contesto caratterizzato da una crescente complessità e articolazione degli strumenti finanziari, che negli ultimi anni hanno conosciuto una profonda evoluzione. Oggi gli avvocati d’affari necessitano di competenze tecniche sempre più specifiche e approfondite, accompagnate da una solida conoscenza dei numeri e dei bilanci, perché devono essere in grado di tradurre all’interno dei contratti le esigenze e gli obiettivi delle operazioni. Una corretta comprensione degli aspetti finanziari, delle dinamiche di bilancio e delle nuove tecniche di investimento è quindi ormai indispensabile. Ritengo che questo sia un libro molto intelligente e utile, che consiglio anche a chi possiede già una significativa esperienza nel settore, perché affronta numerosi aspetti che possono sembrare scontati, ma che in realtà non lo sono affatto”.
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Ipertrofia prostatica benigna (IPB): a Milano nasce “IPB su misura”, un percorso che si prende cura del paziente, non solo della prostata
(Adnkronos) – in collaborazione con: Studio Urocare Milano Per anni ci siamo concentrati sulle dimensioni della prostata. Oggi, invece, guardiamo prima di tutto al paziente. Così il Prof. Matteo Ferro, Direttore dell’UOC di Urologia dell’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano e Professore Associato di Urologia all’Università degli Studi di Milano, riassume il cambiamento nella gestione dell’ipertrofia prostatica benigna (IPB), malattia che colpisce milioni di uomini. Da questa idea nasce “IPB su misura”, un percorso creato all’interno dell’ospedale di Milano che mette il paziente al centro delle decisioni sulle cure. Il concetto è chiaro. Due uomini con una prostata della stessa grandezza possono avere sintomi, aspettative e bisogni molto diversi. C’è chi vuole dormire tutta la notte senza doversi alzare spesso, chi vuole preservare l’eiaculazione, chi ha bisogno di tornare presto al lavoro, chi prende anticoagulanti o ha altre malattie importanti. «È chiaro che non possano ricevere tutti lo stesso trattamento», spiega lo specialista. L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) è un ingrossamento non tumorale della prostata che si verifica comunemente negli uomini con l’avanzare dell’età. Questa condizione può comprimere l’uretra e causare disturbi urinari come difficoltà a urinare, aumento della frequenza e necessità di alzarsi la notte per andare in bagno. L’IPB non è un tumore maligno e non aumenta il rischio di cancro alla prostata. La valutazione ha inizio con una visita urologica approfondita, durante la quale si analizzano non solo la gravità dei sintomi, ma anche l’impatto sulla qualità della vita, la frequenza dei risvegli notturni, la funzionalità della vescica e dei reni, la presenza di altre patologie, le terapie già in corso, le abitudini quotidiane, l’attività lavorativa e sportiva, la salute sessuale e le aspettative personali di ciascun paziente. Alla fine si ottiene non solo una diagnosi, ma anche un piano di cura su misura. Oggi l’ospedale ASST Santi Paolo e Carlo propone un’ampia scelta di trattamenti personalizzati: terapie farmacologiche, spesso primo approccio, si affiancano tecniche mini-invasive come Rezūm che utilizza il vapore acqueo. A breve sarà introdotto anche iTIND, un dispositivo temporaneo in nitinolo che rimodella l’uretra prostatica senza asportazione di tessuto. C'è anche l'Aquablation, una procedura robotica che impiega un getto d’acqua ad alta pressione. L’embolizzazione delle arterie prostatiche viene eseguita in collaborazione con la Radiologia Interventistica. La HoLEP è un’enucleazione laser utilizzata anche per le grandi prostate. La TURP rimane ancora oggi la scelta ideale per molti. La RASP è una prostatectomia semplice, assistita dal robot, riservata ai casi più complessi. «Nessuna di queste tecniche è la migliore in assoluto. Ognuna può essere la migliore solo per alcuni pazienti», sottolinea il Prof. Ferro. «Se un centro ha solo una o due tecniche, la scelta dipende dalle risorse disponibili. Noi invece scegliamo la tecnica più adatta al paziente. Non il contrario. Uno dei timori più comuni e una delle ragioni per cui molti uomini rimandano la visita è che le terapie per l’IPB possano causare disfunzione erettile. «È uno dei falsi miti più diffusi», spiega lo specialista. «Nella maggior parte dei pazienti che seguono un trattamento indicato in modo corretto, la capacità di ottenere e mantenere un’erezione non viene compromessa». Quello che può cambiare spesso è l’eiaculazione, con la cosiddetta eiaculazione retrograda. Questa non equivale all’impotenza. Alcune procedure mini-invasive, come Rezūm, iTIND e, in alcuni casi, Aquablation, sono legate a una maggiore probabilità di mantenere l’eiaculazione rispetto agli interventi tradizionali. Il percorso è coordinato dal Prof. Ferro insieme al Dott. Francesco Chierigo, alla Dott.ssa Letizia Jannello, al Dott. Igor Piacentini e al Dott. Oliviero Guglielmo. Collabora anche la Radiologia Interventistica diretta dal Dott. Ruggero Vercelli e l’équipe del Prof. Chiumello per la gestione del dolore. L’intera équipe urologica della struttura condivide il modello. Nel progetto partecipa anche l’intelligenza artificiale. Sono in sviluppo modelli predittivi che integrano variabili anatomiche, cliniche e funzionali per stimare la probabilità di successo delle diverse strategie, il rischio di complicanze e il recupero previsto. «Questi strumenti non sostituiscono il medico», precisa Prof. Ferro. «Servono come supporto alle decisioni e possono rendere la medicina personalizzata più precisa». Molti uomini vivono per anni con disturbi urinari che limitano notevolmente la qualità della loro vita, perché pensano che siano una conseguenza inevitabile dell’età. Non è così, dice il Prof. Ferro. Oggi abbiamo trattamenti efficaci, sempre meno invasivi e sempre più su misura. Il passo più importante è andare presto dallo specialista. Una diagnosi tempestiva aiuta a proteggere la funzione della vescica e dei reni. Spesso consente anche di optare per soluzioni meno invasive. La vera novità non sta solo nell’avere una tecnologia in più. Sta nel conoscere tutte le opzioni e nel saper scegliere quella giusta per la persona di fronte a noi.
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Usa-Gb, Portes (King’s College): “Per Burnham incontrare Trump sarà un puro esercizio di limitazione danni”
(Adnkronos) – “Incontrare Trump è un puro esercizio di limitazione dei danni per Burnham, esattamente come lo è stato, e lo sarà, per gli altri leader europei”. È con questa premessa che Jonathan Portes, docente di Economia e Politica internazionale al King's College di Londra, in un'intervista all'Adnkronos inquadra il primo vertice bilaterale tra il neo Primo Ministro britannico Andy Burnham e Donald Trump, previsto oggi a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. L'appuntamento rappresenta uno dei passaggi più delicati per la diplomazia di Londra. Solo poche ore fa, Burnham ha cercato di distendere il clima in vista dell'appuntamento, dicendosi convinto di poter trovare un "terreno comune" nel suo primo vero faccia a faccia con l'inquilino della Casa Bianca. Dichiarazioni che cercano anche di stemperare altre affermazioni fatte in passato, quando vestiva i panni di sindaco di Manchester e ammetteva che “Trump non era benvenuto in città”, facendo anche riferimento ai disordini a Capitol Hill del 6 gennaio 2021: “Qualsiasi politico britannico che abbia dato retta a Trump dovrebbe vergognarsi in questo momento". Da quando Burnham è entrato a Downing Street, i due hanno avuto solo due colloqui telefonici. I temi sul tavolo non mancano: a New York il primo ministro intende sollecitare Washington per un rafforzamento del sostegno all'Ucraina, a partire dalle forniture di difesa aerea Patriot in vista dell'inverno. Pesano tuttavia i grandi nodi economici, aggravati dalle tensioni in Medio Oriente e dal conflitto in Iran condotto dagli Usa, che ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio complicando i piani di bilancio britannici. A ciò si aggiungono le pressioni americane sulle trivellazioni nel Mare del Nord e le recenti frizioni sulle posizioni di Trump riguardo al futuro dell'Irlanda del Nord, Scozia e Galles, e al Medio Oriente. Anche l’Intelligenza artificiale sarà uno dei temi caldi che verranno trattati durante il bilaterale. Secondo Portes, tuttavia, analizzare il vertice come un consueto confronto tra alleati è fuorviante. “Potremmo considerare l’appuntamento come un incontro tra professionisti della politica, i quali si apprestano ad affrontare i diversi interessi o le preferenze politiche di Regno Unito e Stati Uniti. Ma non è così, come ha scoperto nel corso degli ultimi mesi anche la vostra prima ministra, Giorgia Meloni, la quale si è ritrovata coinvolta, suo malgrado, in commenti poco edificanti da parte di Trump a seguito di una foto che li ritrae insieme al recente G7 francese”. Secondo l'accademico londinese, "non ha più alcun senso logico discutere delle singole posizioni politiche dell'attuale presidente americano, ma bisogna prendere atto dello stato di profonda crisi in cui versa Washington. Trump è sempre più vaneggiante e disconnesso dalla realtà, come dimostrano i suoi ultimi messaggi. Sfortunatamente, poiché il sistema politico e la Costituzione degli Stati Uniti sono fortemente in crisi, noi in Europa dobbiamo gestire la situazione come meglio possiamo”. Quello che Burnham cerca di presentare all'opinione pubblica come un "terreno comune" è nei fatti un equilibrismo obbligato: tutelare i grandi interessi strategici del Regno Unito cercando a tutti i costi di non farsi travolgere dall'instabilità oltreoceano. “Si tratta di un compito politico ingrato, che obbliga i leader a una estenuante messinscena pur di evitare danni maggiori ai rispettivi Paesi e alle relative economie – conclude Portes – Le uscite distensive del premier britannico prima del faccia a faccia sono il frutto di una mera necessità di governo, non certo di una reale convinzione personale. Quello che andrà in scena oggi a New York non sarà un incontro strategico per progettare il futuro dell'Occidente, ma una pura e logorante operazione di contenimento dei danni”. (di Alessandro Allocca)
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A Palermo il roadshow di Cdp e Confindustria “Insieme per il futuro delle imprese”
PALERMO (ITALPRESS) – Rafforzare il dialogo e l’interazione con le aziende siciliane da un lato, sostenere le priorità strategiche dell’isola e dell’Italia dall’altro: questi gli obiettivi del Roadshow “Insieme per il futuro delle imprese“, organizzato dal Gruppo Cassa depositi e prestiti (Cdp) e Confindustria presso il Teatro Massimo di Palermo.
Il capoluogo siciliano è la nona tappa dell’iniziativa, su dieci: in precedenza il Roadshow era passato da Roma, Cagliari, Bologna, Firenze, Bari, Torino, Napoli e Venezia. L’incontro è finalizzato a intercettare le nuove esigenze del mondo imprenditoriale e presentare gli strumenti per favorirne lo sviluppo: uno di questi è rappresentato dal protocollo siglato negli scorsi mesi tra Cdp e Confindustria, nel quale sono state individuate una serie di strategie comuni per sostenere lo sviluppo delle infrastrutture per la transizione energetica e l’economia circolare, supportare gli investimenti delle imprese in innovazione e digitalizzazione, rilanciare il Mezzogiorno e rafforzare l’autonomia strategica nazionale della filiera aerospaziale e della difesa; l’accordo punta inoltre a sostenere la promozione dell’imprenditoria giovanile e una serie di attività volte alla riduzione dei divari territoriali, per uno sviluppo economico più equilibrato.
A tutto ciò si aggiunge la definizione di nuovi strumenti di finanza alternativa e sostegno all’accesso al credito, con l’impiego di risorse pubbliche e di terzi oltre che di natura comunitaria: la collaborazione promuoverà inoltre l’utilizzo di strumenti di Equity, lo sviluppo di iniziative per il credito agevolato e il potenziamento del sistema nazionale di garanzia, la promozione di soluzioni residenziali a condizioni sostenibili per i dipendenti a basso reddito e con esigenze di mobilità lavorativa e un impegno congiunto nel sostenere la crescita all’estero delle aziende siciliane, attraverso gli strumenti dedicati all’export e all’internazionalizzazione.
“L’obiettivo di oggi è far conoscere alle imprese i prodotti che Cdp può offrire, ma ci sarà anche una tavola rotonda con i maggiori attori istituzionali della Sicilia per comprendere anche qui dove possiamo dare una mano – sottolinea l‘amministratore delegato di Cdp, Dario Scannapieco – Stiamo già lavorando molto proficuamente con la Regione, formando gli advisors sull’utilizzo e sull’impiego dei Fondi sviluppo e coesione, dove si è registrata un’importante accelerazione rispetto al passato. Eviterei di fare confronti tra nord e sud: il dato evidente è che c’è un gap di produttività in certe fasce di imprese. C’è ancora tanto da fare, ma fa comunque piacere vedere un risveglio anche di imprese tecnologicamente avanzate al sud: tale risveglio non riguarda solo turismo e infrastrutture, ma anche tecnologie fortemente innovative. Le imprese italiane hanno tipicamente fatto riferimento al sistema bancario: negli ultimi anni il credito bancario si è ridotto del 25% circa. Con Cdp cerchiamo di fornire una serie di strumenti di mercato alternativi, oltre a quelli di credito: sono i cosiddetti Basket Bond o Mini Bond, che danno modo ad alcune imprese di accedere direttamente al mercato disintermediando il canale bancario; più si allarga il menù di strumenti a disposizione, più si danno opportunità di crescita alle imprese”.
Il contesto geopolitico, aggiunge Scannapieco, “penalizza tutti, non vedo una maggiore difficoltà delle imprese siciliane: ci sono però delle opportunità, se si considera che le imprese esportatrici italiane sono solo il 4% e che c’è molta voglia di Made in Italy. Oggi esportare è diventato più semplice: il nostro perimetro è Simest, che è in grado di accompagnare le imprese anche con attività di analisi e intelligence dei mercati. C’è un sistema Italia che funziona, i dati sull’export lo dimostrano: più mettiamo a disposizione delle imprese strumenti innovativi, più si agevola la loro opportunità di export e innovazione”.
Il presidente di Sicindustria, Luigi Rizzolo, esprime “particolare apprezzamento per questo protocollo, che si basa su tre pilastri. Il primo è l’aiutare le imprese già dimensionate a essere più patrimonializzate e posizionarsi meglio sul mercato; il secondo è l’internazionalizzazione, vista non solo come finanziamento a chi vuole fare finanziamenti all’estero ma come accompagnamento del sistema italiano nei confronti delle imprese. Pochi giorni fa con Confindustria abbiamo fatto una missione nell’area del Mercosur, con circa 2.600 B2b tra le nostre imprese e quelle argentine e brasiliane: ci riteniamo molto soddisfatti. Il terzo pilastro è proprio l’accompagnamento: grazie al sistema Italia mettiamo in condizione le imprese, guidate dallo Stato, di posizionarsi nelle aree di interesse con l’obiettivo di espandersi”.
All’incontro ha partecipato anche Angelo Camilli, vicepresidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco, secondo il quale “mettere insieme una rete di strumenti finanziari e non solo rappresenta un’opportunità importante: in questa fase, in cui comunque la crescita del paese rimane abbastanza bassa, abbiamo bisogno di sostenere la crescita delle imprese. Dobbiamo lavorare molto sulle Pmi e quindi aumentare la dimensione media delle nostre imprese: questo non è un tema solo siciliano ma riguarda tutto il paese, perché la dimensione diventa un fattore critico in un momento in cui bisogna fare investimenti in tecnologia e sostenibilità; bisogna affrontare anche passaggi generazionali, quindi per non disperdere le esperienze accumulate nel nostro paese dobbiamo mettere a disposizione delle imprese una serie di strumenti che gli consentano di avere le risorse finanziarie da un lato per investire in innovazione e internazionalizzazione, dall’altro per aumentare la propria dimensione”.
-Foto xd8/Italpress-
(ITALPRESS).
Delitto di Garlasco, la moglie di Giovanni Ferri presenta denuncia in procura per far riaprire caso: “Si indaghi per omicidio”
(Adnkronos) – La moglie di Giovanni
Ferri ha formalmente presentato una denuncia in procura a Pavia, tramite il suo legale, l’avvocato Fabrizio
Gallo, chiedendo ai magistrati di indagare per omicidio volontario contro ignoti. Dopo 16 anni – la notizia è stata data nel corso della trasmissione 'Mattino Cinque' -, la donna, il cui nome è Gabriella, ha formalizzato, nel pomeriggio di ieri, i suoi dubbi sulla morte dell'anziano (catalogata come suicidio). La signora dopo oltre due ore ha raccontato una serie di episodi e particolari che il suo legale ha definito ne corso della trasmissione di Canale 5 "raccapriccianti" e ricostruito le ultime ore di vita del marito. In 16 anni la sua versione non era mai stata formalizzata. Il decesso di Giovanni Ferri era avvenuto nel novembre 2010, tre anni dopo la morte di Chiara
Poggi uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Un delitto, quello della ventiseienne, per il quale è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere l'allora fidanzato Alberto Stasi e che ora vede indagato Andrea
Sempio.
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