(Adnkronos) –
E' morta a Tokyo a 44 anni Yuri Nakamura, attrice giapponese di origine coreana conosciuta per le sue interpretazioni cinematografiche e televisive, tra cui la serie Netflix 'Romantics Anonymous' e il film 'Pacchigi! Love & Peace'. L’attrice è deceduta il 1° settembre a causa di un tumore. La notizia è stata confermata dalla sua agenzia, Alpha Agency. Nata Yuri Sei a Neyagawa, nella prefettura di Osaka, Nakamura aveva origini miste. Il padre era un coreano Zainichi di terza generazione, mentre la madre possedeva la cittadinanza sudcoreana e giapponese. La sua carriera nel mondo dello spettacolo era iniziata dalla musica. Nel 1996 aveva superato un’audizione canora per 'Asayan', popolare programma televisivo giapponese dedicato alla ricerca di nuovi talenti. Nel 1998 aveva quindi formato con l’amica Mari Izawa il duo YuriMari, scioltosi l’anno successivo. Nakamura aveva successivamente indirizzato la propria carriera verso la recitazione. Tra i suoi primi ruoli di rilievo figura quello in 'Pacchigi! Love & Peace' (2007), sequel del film di Izutsu Kazuyuki. Nakamura interpretava Kyonja, aspirante attrice e coreana Zainichi alle prese con la propria identità e con la vita in Giappone. Per quella interpretazione aveva ricevuto il premio come miglior attrice dello Zenkoku Eiren e il riconoscimento come miglior esordiente alla terza edizione dell’Osaka Cinema Festival. Nel corso degli anni l’attrice aveva alternato produzioni cinematografiche, televisive e teatrali. Tra i film della sua carriera figurano 'After the Storm' (2016) di Kore-eda Hirokazu, 'Fukushima 50' (2020) e 'Arc' (2021) di Ishikawa Kei. Nel 2024 era apparsa nel drama Netflix 'Beyond Goodbye', mentre nel 2025 aveva recitato in 'Romantics Anonymous', adattamento giapponese del film francese 'Les Émotifs Anonymes', realizzato con una produzione coreana. Nella serie Nakamura interpretava Irene. Quello è stato uno dei suoi ultimi lavori sullo schermo. Nakamura aveva inoltre lavorato in teatro, tra cui nella produzione "1945", andata in scena nell’ottobre 2008 con la regia di Robert Allan Ackerman. Per oltre un decennio l’attrice aveva continuato a lavorare convivendo con una grave malattia, mantenuta privata. Secondo quanto riferito da Alpha Agency, Nakamura aveva ricevuto una diagnosi di cancro 13 anni fa. In accordo con il presidente dell’agenzia, aveva scelto di non comunicare sul luogo di lavoro il nome della malattia, per evitare preoccupazioni tra colleghi e collaboratori. Dopo un periodo di remissione, l’attrice aveva proseguito la propria attività sottoponendosi regolarmente ai controlli medici. Nel gennaio 2025 il cancro era ricomparso. L’intervento chirurgico era riuscito, ma gli esami successivi avevano evidenziato la presenza di metastasi. Di fronte all’impossibilità di ottenere una guarigione completa, Nakamura aveva quindi concentrato le proprie energie sul controllo della malattia e sulla possibilità di continuare a vivere e lavorare il più a lungo possibile. Il suo medico l’aveva incoraggiata a proseguire l’attività professionale e l’attrice aveva continuato a recitare. Nell’agosto scorso ha subito una nuova occlusione intestinale e le era stato comunicato che le restava poco tempo. Secondo Alpha Agency, Nakamura ha affrontato gli ultimi giorni con serenità, circondata dalla famiglia e dalle persone a lei care. La sua agenzia ha ricordato come gli ultimi anni della sua vita siano stati segnati dalla malattia, ma anche da incontri, momenti di felicità e soddisfazioni professionali.
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Morta Yuri Nakamura, la star di ‘Romantics Anonymous’ aveva 44 anni
F1 annuncia il calendario 2027 con 24 Gp, c’è la sprint a Monza
ROMA (ITALPRESS) – Si parte a metà marzo in Bahrain, gran finale a metà dicembre in Abu Dhabi, per un totale di 24 Gran Premi e 10 sprint, una delle quali a Monza. E’ il calendario 2027 della Formula Uno, col circus che farà tappa in 22 Paesi diversi con un prologo dato dai test in Bahrain dal 24 al 27 febbraio.
La lotta per il titolo iridato scatterà dunque sul circuito di Sakhir nel weekend del 12-14 marzo, a seguire Arabia Saudita, Australia, Giappone, Cina, Miami e Canada prima di sbarcare in Europa a inizio giugno: tappe a Monaco, Portogallo, Gran Bretagna, Austria, Belgio, Ungheria, Italia, Spagna, Azerbaijan e Turchia. Poi a ottobre la Formula Uno lascerà il Vecchio Continente per correre fra Singagore, Usa (Austin), Messico, Brasile, Las Vegas e Qatar prima di chiudere la stagione dal 10 al 12 dicembre a Yas Marina.
Tornano dunque in calendario Portogallo e Turchia mentre le sprint aumenteranno da sei a dieci: una scelta basata sui dati che mostrano come, dalla sua introduzione nel 2021, il pubblico complessivo dei weekend sprint sia del 12% superiore rispetto ai weekend senza. Bahrain, Australia, Giappone, Monaco e Abu Dhabi ospiteranno per la prima volta una gara Sprint, mentre non sarà un inedito per Montreal, Silverstone, Monza, San Paolo e Lusail. Sullo storico circuito italiano, infatti, il formato sprint – anche se all’epoca valeva come qualifica per la gara della domenica e assegnava punti solo ai primi 3 – ha già debuttato nel 2021, con la vittoria di Bottas su Mercedes. “Il calendario 2027 riunisce alcuni dei circuiti più iconici e delle città più vivaci del mondo, creando un palcoscenico straordinario per un’altra stagione indimenticabile di Formula 1 – le parole di Stefano Domenicali, presidente e Ceo F1 – Siamo entusiasti di dare il benvenuto al Portogallo e alla Turchia nel campionato e di ampliare le gare sprint a dieci appuntamenti, offrendo ai nostri tifosi ancora più intensità, emozioni e quell’azione ruota a ruota che rende il nostro sport così speciale”. “Con 24 Gran Premi in cinque continenti, il ritorno del Portogallo e della Turchia e la possibilità di ampliare il programma Sprint, il calendario combina tradizione, innovazione e coinvolgimento dei tifosi, mantenendo al contempo i più elevati standard sportivi”, sottolinea invece Mohammed Ben Sulayem, presidente della Fia.
Questo nel dettaglio il calendario completo della F1 2027:
12-14 marzo Bahrain – Sakhir (weekend sprint)
19-21 marzo Arabia Saudita – Jeddah
02-04 aprile Australia – Melbourne (weekend sprint)
09-11 aprile Giappone – Suzuka (weekend sprint)
16-18 aprile Cina – Shanghai
30 aprile-2 maggio Miami – Miami
21-23 maggio Canada – Montreal (weekend sprint)
04-06 giugno Monaco – Montecarlo (weekend sprint)
18-20 giugno Portogallo – Portimai
02-04 luglio Gran Bretagna – Silverstone (weekend sprint)
09-11 luglio Austria – Spielberg
23-25 luglio Belgio – Spa Francorchamps
30 luglio-1 agosto Ungheria – Budapest
03-05 settembre Italia – Monza (weekend sprint)
10-12 settembre Spagna – Madrid
24-26 settembre Azerbaijan – Baku
01-03 ottobre Turchia – Istanbul
08-10 ottobre Singapore – Singapore
22-24 ottobre Usa – Austin
29-31 ottobre Messico – Città del Messico
05-07 novembre Brasile – San Paolo (weekend sprint)
18-20 novembre Las Vegas – Las Vegas
03-05 dicembre Qatar – Lusail (weekend sprint)
10-12 dicembre Abu Dhabi – Yas Island (weekend sprint)
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Allerta morbillo negli Usa, quarto morto in Pennsylvania: è un 18enne non vaccinato
(Adnkronos) – Negli Usa continua l'allerta morbillo. La Pennsylvania ha segnalato ieri un quarto decesso legato alla malattia, l'ultimo di un focolaio in crescita che ha anche acceso lo scontro politico. L'ultimo anno in cui si era raggiunta questa quota di vittime era il 1992, ricordano gli esperti. Nel 2025 i morti negli States erano stati 3, due in Texas e uno nel New Mexico. L'ultimo decesso registrato in Pennsylvania è quello di un 18enne non vaccinato che viveva nella contea di Mifflin. Il medico legale della contea Andrea Alcalde ha spiegato che è morto di encefalomielite acuta disseminata, una rara e grave complicanza neurologica che può verificarsi dopo un'infezione. In precedenza lo stato Usa aveva riportato altri 3 casi letali:
due neonati e nel fine settimana una donna di 40 anni morta nella contea di Jefferson. "I miei pensieri sono con le famiglie che hanno perso i propri cari a causa di questo virus altamente contagioso, mentre la Pennsylvania affronta la peggiore epidemia di morbillo in più di tre decenni", ha dichiarato il segretario alla Salute della Pennsylvania Debra Bogen, come riporta la 'Cnn'. "Rimaniamo impegnati a lavorare per arginare questa epidemia e prevenire ulteriori morti. Ciò significa garantire che le persone abbiano l'accesso al vaccino Mmr, che ha tenuto a bada le epidemie di morbillo per decenni". Il vaccino è sicuro ed è il modo migliore per proteggersi dal morbillo, spiegano i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie. Due dosi forniscono una protezione del 97%. Ma in alcune aree degli Usa i casi hanno iniziato a salire man mano che i tassi di vaccinazione sono calati. La Pennsylvania ha contato 693 contagi in 38 contee finora quest'anno. A livello nazionale, ne sono stati segnalati più di 3.200, sempre secondo i CDC. Il morbillo in genere causa il ricovero di circa 1 persona non vaccinata su 5, mentre si stima che un 1 bambino su 20 con l'infezione sviluppi polmonite, la causa più comune di morte per morbillo nei bambini piccoli. Un bimbo su 1.000 con morbillo invece sviluppa encefalite o edema cerebrale. Il virus uccide 1-3 bambini su 1.000 che vengono infettati. Il governatore della Pennsylvania Josh Shapiro in un post su X ha definito "tragedie" le morti legate al morbillo, le prime nello stato in 35 anni. "La Pennsylvania sta vivendo la peggiore epidemia di morbillo del paese. Questa malattia è stata dichiarata eliminata negli Stati Uniti nel 2000, ma decenni dopo la stiamo vedendo aumentare a causa dei tassi di vaccinazione più bassi". I recenti decessi hanno innescato un botta e risposta fra il democratico Shapiro e il segretario Usa alla Salute Robert F. Kennedy Jr, con anche polemiche sul conteggio delle vittime dell'infezione. Al momento, ricorda la Cnn, i Cdc non hanno conteggiato decessi per morbillo nel 2026. Kennedy ha però detto che è falso che abbia ordinato all'agenzia di 'occultare' le morti in Pennsylvania, precisando che l'agenzia "riporterà i decessi causati dal morbillo quando il National Center for Health Statistics indicherà il morbillo come causa sulla base delle informazioni sui registri di morte presentate dagli stati". Su quanto successo negli Usa è intervenuto anche Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova. "Un ragazzo di 18 anni è morto di morbillo in Pennsylvania. Secondo le autorità sanitarie, il giovane di Mifflin County non era vaccinato. È morto per Adem (encefalomielite acuta disseminata), una rara e grave complicanza neurologica del morbillo. È la quarta morte associata al morbillo registrata in Pennsylvania quest'anno, mentre lo Stato sta affrontando la peggiore epidemia di morbillo degli ultimi decenni: 693 casi in 38 contee al 15 settembre 2026. Il morbillo non è una semplice malattia dell’infanzia. Può causare polmonite, encefalite e, in alcuni casi, la morte", ha scritto in un post su X. "La vaccinazione
Mmr – ha ribadito l'esperto – rimane uno degli strumenti principali per prevenire il morbillo e limitarne la diffusione. Gli esperti di sanità pubblica hanno inoltre collegato la recrudescenza della malattia a una combinazione di calo delle coperture vaccinali, disinformazione e difficoltà di accesso alla vaccinazione". "Dietro ogni statistica c’è una persona. E una famiglia che oggi piange – ha concluso l'infettivologo – La disinformazione non è priva di conseguenze. Le informazioni corrette possono salvare vite".
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Von der Leyen: “Vogliono spezzare la nostra unità, combattiamo per la nostra idea di Europa”
(Adnkronos) – Le preoccupazioni reali degli europei "vengono strumentalizzate per creare divisioni tra noi. A volte dall'esterno, e troppo spesso dall'interno. Ma la nostra strada è chiara: costruire un'Europa indipendente che abbia il potere di agire", in modo che il destino dell'Europa "resti nelle mani degli europei". Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel corso del discorso sullo Stato dell'Unione europea di fronte alla plenaria del Parlamento europeo, sottolineando che la "vertiginosa" velocità del cambiamento e della tecnologia impatta sia i posti di lavoro e i mezzi di sussistenza europei che la democrazia e il dibattito pubblico: "Lo vediamo nell'ascesa dell'estremismo, nel declino delle sfumature, persino nel modo in cui ci relazioniamo gli uni con gli altri". Gli europei sono alle prese con il logoramento delle vecchie ipotesi e relazioni e un mondo "apertamente ostile", riflette la leader dell'esecutivo europeo, ricordando la guerra in Ucraina che infuria sul continente europeo, la "battaglia per le capacità industriali" che "sta plasmando la competizione globale" e un'altra "battaglia di narrazioni cerca di indebolire la fiducia nell'Europa, di paralizzare le nostre democrazie". Al contempo, osserva, le preoccupazioni dei cittadini "non sono legate solo a queste grandi minacce globali" quanto agli effetti delle svariate sulle famiglie, "non da ultimo sul costo della vita o dell'abitazione". "Quindi la nostra scelta è chiara. Vogliamo un'Europa forte e indipendente che difenda i propri valori in questo mondo, o lasciamo che divisioni e dipendenze ci frenino? Vogliamo unirci intorno alla nostra idea europea secondo cui insieme possiamo decidere il nostro destino, o lasciamo che le nostre democrazie vengano minate dai tirapiedi e dai burattini degli autoritari? Che si tratti degli ultranazionalisti o degli antieuropeisti, che si tratti dell'interferenza russa o della disinformazione, i nomi possono essere diversi, ma il loro obiettivo è lo stesso: disprezzano i nostri valori e vogliono spezzare la nostra unità europea. Quindi non limitiamoci a contrastare tutto ciò, combattiamo insieme per la nostra idea europea", conclude. "L'Europa c'è per gli europei. E che nella fredda fragilità del mondo di oggi, solo l'Europa può garantire vera sovranità agli europei", ha quindi dichiarato, aggiungendo che "questa è un'Europa di cui possiamo essere così fieri". Secondo von der Leyen, l'Ue non è mai stata così forte, ma anche apparentemente precaria. Le due affermazioni apparentemente incompatibili "sono entrambe vere" e "riflettono questi tempi eccezionali", ha sottolineato. "In questo mondo, l'Europa ha scelto di tracciare la propria strada. E sta emergendo un'Europa più forte e indipendente", che sta "sta garantendo la propria prosperità", si sta "liberando dalla sua tossica dipendenza dai combustibili fossili russi", è "diventata la più grande potenza commerciale del pianeta" e sta "trasformando la propria politica industriale nel rispetto del nostro modello sociale unico", rivendica. Al contempo l'Ue è diventata "più capace di difendersi che mai", rivedendo "radicalmente" il proprio approccio alla sicurezza e aumentando la spesa per la difesa di quasi l'80% negli ultimi cinque anni, continua la leader dell'esecutivo Ue. "Questa è un'Europa che si schiera per gli uni e per gli altri, come stiamo facendo stando al fianco dell'Ucraina mentre combatte per il proprio futuro e per la nostra libertà. O quando ci siamo schierati per la Groenlandia quando era minacciata. O quando droni, attacchi ibridi o disinformazione prendono di mira le nostre democrazie".
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Mapei, innovazione e responsabilità al centro del 10° Bilancio di Sostenibilità
MILANO (ITALPRESS) – Mapei pubblica il suo decimo Bilancio di Sostenibilità e il quarto a perimetro globale, che comprende tutti i 59 Paesi in cui opera. “In uno scenario caratterizzato da sfide ambientali, sociali ed economiche sempre più complesse, Mapei continua a investire in ricerca e innovazione, nello sviluppo delle competenze, nell’efficienza dei processi produttivi e nel sostegno alle comunità – si legge in una nota dell’azienda -. Un impegno che nel 2025 si è ulteriormente rafforzato con l’istituzione del Comitato di Sostenibilità, la pubblicazione di politiche ESG e con la definizione del primo Piano di Sostenibilità di Gruppo, strumenti che consentiranno di integrare in modo sempre più strutturato i temi ESG nella strategia aziendale”.
“Quest’anno celebriamo un traguardo importante: dieci anni di Bilancio di Sostenibilità. Un percorso che ha accompagnato la crescita di Mapei e che nel tempo si è ampliato insieme alla nostra forza nel mondo, diventando uno strumento sempre più rappresentativo della nostra identità e del nostro modo di fare impresa – dice Veronica Squinzi, amministratore delegato Mapei -. Per noi sostenibilità significa costruire valore nel lungo periodo, attraverso investimenti continui nelle persone, nell’innovazione e nei territori in cui operiamo, con l’obiettivo di proseguire sulla strada della crescita responsabile”.
“In questi dieci anni la sostenibilità è passata dall’essere un tema emergente a rappresentare una leva strategica per la competitività delle imprese – aggiunge Marco Squinzi, amministratore delegato Mapei -. Per Mapei questo percorso è iniziato molto prima e continua a fondarsi sulla convinzione che ricerca e innovazione siano strumenti fondamentali per affrontare le sfide del futuro. Innovare oggi significa sviluppare soluzioni capaci di rispondere alle esigenze di un settore in continua trasformazione, migliorando prestazioni, durabilità ed efficienza delle opere”.
Al centro della strategia di Mapei c’è l’analisi del ciclo di vita dei prodotti attraverso la metodologia LCA (Life Cycle Assessment). Nel solo 2025 il Gruppo ha sviluppato quasi 200 nuove Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD), superando quota 500 complessive. La Product Sustainability Policy rafforza l’attività di Ricerca & Sviluppo nello sviluppo di soluzioni circolari e sicure.
Nel corso dell’anno sono stati 277 i prodotti compensati attraverso l’acquisto di crediti certificati per un totale di 430.000 tonnellate di CO2 compensate attraverso il sostegno a progetti certificati di tutela delle foreste e della biodiversità. Sul fronte produttivo, i nuovi impianti fotovoltaici e gli interventi di efficientamento negli stabilimenti hanno evitato altre 2.600 tonnellate di emissioni.
I numeri dell’innovazione testimoniano uno sforzo costante: 73 milioni di euro investiti in R&S, 2.500 nuove formulazioni e 750 materie prime qualificate, con il lavoro coordinato dal Centro di Ricerca Corporate di Milano e distribuito su 39 centri mondiali.
Persone, comunità e formazione. Con circa 14.000 dipendenti, la multinazionale è stata inserita da Forbes tra i World’s Best Employers e riconosciuta da Time e Statista tra le World’s Best Companies. Il rispetto dei diritti e il benessere del personale sono stati ulteriormente blindati da nuove policy globali su salute, sicurezza e sviluppo delle competenze.
L’impatto positivo si riflette anche sul territorio attraverso la Community Engagement Policy, che ha guidato iniziative benefiche in tutto il mondo.
Dal Parco Giochi Inclusivo della Fondazione Don Gnocchi e il sostegno alla Fondazione TOG in Italia, fino a progetti educativi e di inclusione in Kenya, India e Spagna. La Mapei Academy ha registrato cifre record, erogando oltre 75.000 ore di formazione tecnica a 365.000 professionisti del settore.
Il legame con l’arte si è consolidato con il progetto Mapei per la Cultura, che ha visto il Gruppo partecipare come Sponsor Tecnico al recupero degli ambulacri meridionali del Colosseo, oltre a rinnovare la partnership con la Scala di Milano e promuovere eventi internazionali da Dubai a Sofia.
Infine, lo sport rimane un pilastro identitario: dal debutto velico nel progetto Allagrande Mapei Racing con Ambrogio Beccaria verso la Vendèe Globe 2028, al calcio con il Sassuolo, il Lanùs e il Deportivo Independiente Medellìn, fino al ciclismo mondiale e alle sponsorizzazioni nel basket e nel motorsport. Mapei conferma così una visione d’impresa integrata, dove la responsabilità sociale diventa il motore principale della crescita futura.
– foto Mapei –
(ITALPRESS).
Edificio crolla nella notte a Gaza, almeno 11 morti: “50 bambini tra le 100 persone intrappolate, stavano dormendo”
(Adnkronos) – Sono 11 le persone senza vita recuperate finora dalle macerie dell'edificio crollato a Gaza City. Almeno 100 palestinesi sono ancora intrappolati sotto l'edificio, fra queste ci sono almeno 50 bambini, secondo quanto riferito ad al Jazeera dalla Protezione civile della Striscia. I soccorritori sono riusciti a estrarre vive dalle macerie 12 persone. L'edificio, che era stato colpito durante la guerra, è crollato intorno all'una di notte, mentre le persone all'interno dormivano.
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Leonardo Maria del Vecchio, pace fatta con Sara Soldati: “Cresciamo insieme nostra figlia”
(Adnkronos) –
Pace fatta tra Leonardo Maria Del Vecchio e la compagna Sara Soldati che in estate si sono scontrati sull’affidamento della figlia di solo un anno. “C'è chi sperava che arrivassimo da due ingressi diversi, ciascuno con la propria versione e la propria guerra. lo e Sara arriviamo insieme. Viviamo insieme. Cresciamo insieme nostra figlia. La lite faceva notizia. La famiglia, a qualcuno, dà fastidio. Pazienza”, scrive l’imprenditore in un post su X a poche ore dalla nuova udienza davanti ai giudici milanesi del Tribunale della sezione famiglia. Lo scorso agosto la coppia aveva trovato un accordo temporaneo per l'affidamento, valido per l’estate, ora – l’udienza verrà comunque celebrata – la notizia ufficiale della sintonia ritrovata.
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Ciclone in arrivo sull’Italia, piogge da Nord a Sud fino al weekend: poi torna l’anticiclone, le previsioni
(Adnkronos) – Addio caldo, l'estate sta ufficialmente finendo ma ancora non è detta l'ultima parola. Una perturbazione atlantica in discesa dalle Isole Britanniche sta infatti attraversando la Francia ed interesserà il bacino del Mediterraneo. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che nelle prossime ore si registrerà un graduale aumento della nuvolosità sulle regioni alpine e sul Nord-Ovest, mentre isolate condizioni di instabilità potranno ancora interessare la Sicilia. La giornata del 16 settembre vedrà l'arrivo del fronte oceanico legato alla struttura depressionaria britannica. La massa d'aria in arrivo porterà elevata umidità e aria fresca in quota che, interagendo con l'energia termica preesistente, favorirà lo sviluppo di precipitazioni a tratti diffuse, in particolare sul Triveneto e lungo i settori tirrenici. Nel pomeriggio sono attesi i primi rovesci sull'arco alpino e sulla Liguria, poi in serata ci sarà una estensione dei fenomeni verso Piemonte e Lombardia, con locali acquazzoni sul resto del settentrione e sulle zone costiere della Toscana.
Giovedì rappresenterà la giornata con il passaggio più consistente del fronte perturbato. Precipitazioni di rilevante entità, con accumuli stimati che potranno superare i 100 millimetri in 24 ore, interesseranno il Friuli Venezia Giulia e, più localmente, Veneto e Trentino Alto Adige. Nel corso delle ore le piogge si estenderanno alle regioni centrali, privilegiando il versante tirrenico. Contestualmente, il Nord registrerà un calo delle temperature massime compreso tra 6 e 7°C. Le regioni meridionali rimarranno temporaneamente protette da una residua spinta anticiclonica, garantendo prevalenza di sole. Il margine perturbato si sposterà verso il Sud: se giovedì vedrà i fenomeni più concentrati, venerdì si caratterizzerà per l’estensione delle precipitazioni all'intero territorio nazionale. Nel corso del fine settimana la struttura depressiva andrà ad approfondirsi sui mari meridionali. Questa configurazione manterrà un quadro d'instabilità concentrato prevalentemente al Sud, in particolare sul settore del Basso Tirreno. Si tratterà tuttavia di una parentesi definita: le proiezioni a medio termine per l'inizio della nuova settimana indicano una possibile rimonta dell'Anticiclone delle Azzorre, in grado di ripristinare condizioni di stabilità atmosferica e clima mite su gran parte della Penisola.
NEL DETTAGLIO
Mercoledì 16. Al Nord: arrivo di piogge e temporali entro sera. Al Centro: soleggiato. Al Sud: soleggiato salvo rovesci tra Sicilia e Calabria.
Giovedì 17. Al Nord: piogge e temporali sparsi. Al Centro: piogge irregolari. Al Sud: soleggiato.
Venerdì 18. Al Nord: piogge residue. Al Centro: piogge. Al Sud: molto instabile.
Tendenza: weekend instabile al Centro-Sud.
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Ue, von der Leyen “La democrazia è minacciata anche dall’interno”
STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – “‘Era il migliore di tutti i tempi, era il peggiore di tutti i tempì. Con queste parole Charles Dickens descriveva l’Europa nei giorni della Rivoluzione francese. Le stesse parole sono una descrizione veritiera del mondo in cui viviamo. Ci troviamo ad affrontare cambiamenti che vanno a una velocità incredibile e sfide senza precedenti”. Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, alla plenaria del Parlamento Europeo, a Strasburgo. “Lo stato dell’unione è solido come mai prima d’ora, e può sembrare precario come mai prima d’ora. Queste due affermazioni possono sembrare incompatibili ma sono entrambe vere ed entrambe rispecchiano questi tempi eccezionali”, ha aggiunto.
“Siamo tutti consapevoli delle minacce che dobbiamo affrontare. Mentre vecchie certezze e relazioni si sono logorate, ci troviamo oggi a confrontarci con un mondo apertamente ostile”, ha sottolineato von der Leyen, per la quale “ne sono testimonianza l’ascesa degli estremismi e la perdita di sfumature, che si riflettono persino nel modo in cui interagiamo gli uni con gli altri. Queste preoccupazioni reali vengono strumentalizzate per creare divisioni tra noi: a volte dall’esterno, ma troppo spesso dall’interno. Eppure, la nostra strada è tracciata: costruire un’Europa indipendente e capace di agire. Nulla potrà distoglierci da questo obiettivo, perchè, in questo mondo, il destino dell’Europa deve restare nelle mani degli europei”.
“La nostra scelta è chiara. Vogliamo un’Europa forte e indipendente, capace di difendere i propri valori in questo mondo? Vogliamo unirci attorno all’ideale europeo secondo cui possiamo decidere insieme il nostro destino? O permetteremo che le nostre democrazie vengano minate da intermediari e fantocci di regimi autoritari? Che si tratti di ultranazionalisti o di antieuropeisti, di interferenze russe o di disinformazione, i nomi possono cambiare, ma l’obiettivo resta lo stesso – ha proseguito -: disprezzano i nostri valori e vogliono infrangere la nostra unità europea. Non limitiamoci quindi a opporci a tutto questo: lottiamo insieme per il nostro ideale europeo”.
“Le minacce alle nostre democrazie non provengono solo dall’esterno. Assistiamo all’ascesa di forze antidemocratiche ed antieuropee. E ne conosciamo i rischi. Ma nulla è inevitabile. Basta guardare all’Ungheria – ha sottolineato la presidente della Commissione Ue -. Il 12 aprile rimarrà a lungo impresso nella nostra memoria. E’ il giorno in cui il popolo ungherese ha preso in mano il proprio futuro. Ha scelto la democrazia. Ha scelto l’Europa. Ha riportato l’Ungheria dove merita di stare: al cuore della nostra Unione”.
“La nostra economia ha retto all’impatto dei conflitti in Medio Oriente meglio del previsto e il tasso di disoccupazione è vicino ai minimi storici. Tuttavia, le pressioni derivanti dall’aumento dei prezzi dell’energia e dei costi di finanziamento si fanno sentire pesantemente su cittadini e imprese. Sarà necessario compiere scelte di bilancio chiare per garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche, tutelando al contempo gli investimenti. Pertanto, rilanciare l’economia europea è la nostra priorità assoluta – ha aggiunto -. Disponiamo di un mercato vasto, di un’industria e di servizi di eccellenza, di ingenti risparmi e di una delle principali valute mondiali. Eppure, continuiamo a frammentare capitali, reti e potere d’acquisto. Ecco perchè, al momento del nostro insediamento, abbiamo varato un piano ambizioso: costruire un’economia in cui innovazione ed energia circolino liberamente oltre i confini nazionali; in cui le imprese possano competere e crescere in tutta Europa e i risparmi finanzino il nostro futuro. E’ questa la logica alla base dei rapporti Draghi e Letta; ed è un obiettivo che stiamo concretizzando insieme”.
“Abbiamo raggiunto un accordo politico sulla tabella di marcia “Un’Europa, un mercato” e, insieme, possiamo e dobbiamo completare questa storica riforma del Mercato unico entro la fine del prossimo anno – ha sottolineato von der Leyen -. Nell’economia odierna, la rapidità è fondamentale”.
“Dobbiamo quindi puntare con decisione su energie pulite, accessibili e prodotte internamente, che si tratti di rinnovabili e nucleare, oppure di biometano e altre fonti. Mantenendo un approccio tecnologicamente neutrale, ma garantendoci l’indipendenza – ha detto ancora von der Leyen -. Per raggiungere questa indipendenza, dobbiamo elettrificare l’Europa. Il nostro obiettivo è raddoppiare la quota di elettricità entro il 2040. In questo modo, l’Europa potrebbe ridurre di 260 miliardi di euro all’anno la spesa per l’importazione di combustibili fossili – ha detto ancora la presidente della Commissione Ue -. Dobbiamo però anche garantire la disponibilità dell’elettricità che produciamo. L’anno scorso abbiamo installato oltre 80 GW di capacità da fonti rinnovabili, ma una capacità sei volte superiore è ancora in attesa di essere connessa alla rete. Ecco perchè il pacchetto sulle reti è così urgente. Dobbiamo investire più rapidamente, accelerare le connessioni alla rete e sviluppare sistemi di stoccaggio. In sintesi: rendiamo elettrico il futuro dell’Europa”.
“Il nostro deficit commerciale con la Cina ammonta ormai a un miliardo di euro al giorno. Abbiamo raggiunto un punto critico. Alcuni sostengono che sia imminente un secondo “shock cinese”. Ma è già in atto. E’ un fenomeno visibile nelle nostre comunità e nelle fabbriche di tutta l’Unione; sta portando alla deindustrializzazione dei principali poli industriali europei. Una situazione insostenibile – ha sottolineato von der Leyen -. Ecco perchè abbiamo avviato un dialogo con la Cina per riequilibrare i nostri scambi commerciali. Tuttavia, questo dialogo deve ora tradursi in risultati concreti. Utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione per riequilibrare le nostre relazioni. Le parole sono importanti, ma i fatti contano di più”.
“Istituiremo una nuova società europea per le materie prime critiche – ha aggiunto -. Ci aiuterà ad acquisire e stoccare ciò di cui abbiamo bisogno: per auto elettriche, chip e batterie, tecnologie pulite e difesa. E molto altro ancora. Da questo non dipende solo la nostra industria, ma anche la nostra indipendenza e la nostra sicurezza”.
“Sul fronte del cambiamento climatico, quella appena trascorsa è stata l’estate della verità. Quasi nessuna parte del nostro continente è stata risparmiata. La scienza parla chiaro: l’Europa si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto alla media globale. Certo, la transizione è complessa e dovremo adattarci e imparare strada facendo. Ma non c’è dubbio: l’Europa può, deve e saprà mantenere la rotta verso i propri obiettivi climatici”.
Gli incendi “stanno diventando più intensi, più frequenti e più diffusi. Sono molto orgoglioso della risposta dell’Europa. Dei nostri mezzi europei in volo attraverso il continente. Ma è chiaro che dobbiamo pensare in grande. E imparare più in fretta. Ecco perchè abbiamo chiesto ad alcuni dei più esperti vigili del fuoco e soccorritori europei di guidare questo lavoro. Esamineranno ogni aspetto della preparazione e della prevenzione – aggiunge -: dal coordinamento civile-militare alle nuove capacità necessarie. E ho chiesto loro di avanzare proposte, inclusa quella per una futura flotta europea antincendio. Solo quest’anno, le nostre squadre di soccorso hanno salvato innumerevoli vite e abitazioni”.
“L’Intelligenza Artificiale sta rapidamente diventando un pilastro fondamentale per la nostra economia e la nostra sicurezza. La posizione dell’Europa è chiara: vogliamo sfruttare appieno l’IA per migliorare la nostra società, la qualità della vita e la produttività. Sono ottimista riguardo al potenziale dell’IA di portare benefici all’umanità, a patto di gestirla nel modo giusto. Tuttavia, come ogni nuova tecnologia potente, l’IA comporta un equilibrio tra opportunità e rischi. Se non affrontiamo questi rischi, non riusciremo mai a realizzare le potenzialità dell’IA – ha proseguito -. Man mano che i modelli di frontiera diventano più avanzati, questi rischi emergono con maggiore chiarezza. I modelli in fase di sviluppo consentiranno attacchi informatici di una portata che ritenevamo impossibile. E presto finiranno nelle mani di avversari che hanno una visione del mondo molto diversa dalla nostra”.
“Vorrei collaborare con voi per aprire le porte al Canada affinchè diventi il primo membro associato dell’Ue. La vostra presenza qui è simbolo della duratura amicizia tra i nostri popoli. I nostri legami culturali, storici e personali sono profondamente radicati nel tessuto delle nostre società. E grazie al CETA, il nostro scambio di merci è cresciuto del 75% in meno di un decennio – ha aggiunto von der Leyen rivolgendosi al premier canadese Mark Carney presente in Aula -. Ciò dimostra la forza dei nostri accordi commerciali. Guardiamo al mondo con gli stessi occhi: dall’IA al cambiamento climatico, dall’Artico alla geopolitica. E siamo rimasti uniti: sull’Ucraina, sulla difesa, sulle materie prime e sulle catene di approvvigionamento”.
“Inaspriremo le nostre sanzioni contro la Russia. La pressione su Mosca deve continuare ad aumentare. Ciò non richiede sempre nuove sanzioni, ma soprattutto l’applicazione di quelle esistenti – ha detto von der Leyen parlando della guerra in Ucraina -. Le nostre sanzioni sono pesanti. Sottopongono l’economia russa a un’enorme pressione. La Russia sta tentando di tutto per aggirarle. Dobbiamo quindi chiudere ogni scappatoia”. “Da tempo discutiamo di un formato incentrato sulla sicurezza del nostro continente, con il coinvolgimento di partner quali Ucraina, Regno Unito, Norvegia, Canada e altri. Ciò è ancora più urgente oggi, data la natura e la portata dei rischi in gioco. Ecco perchè illustreremo le nostre idee per trasformare in realtà un Consiglio europeo per la sicurezza. L’urgenza è evidente. E il principio è semplice: la sicurezza dell’Europa è indivisibile”.
“La profonda sofferenza a Gaza e la violenza incontrollata dei coloni in Cisgiordania hanno colpito nel profondo gli europei. La decisione del governo israeliano di portare avanti l’illegale progetto di insediamento E1 è inaccettabile. L’anno scorso ho chiesto all’Europa di agire, proponendo una serie di misure. Per molti europei è doloroso constatare che gli Stati membri non siano riusciti a raggiungere le maggioranze necessarie per una risposta unitaria – ha aggiunto -. Alcuni Stati membri hanno agito autonomamente; altri stanno valutando di farlo. Quando l’Europa è divisa, non può cambiare il corso degli eventi”.
“Domani la Commissione proporrà il “Kids Act”. Adotteremo un approccio graduale e differenziato. Ogni fascia d’età ha le proprie specificità; di conseguenza, ciascuna beneficerà di un livello di protezione su misura. Nessun account personale al di sotto dei 15 anni. Niente social media sotto i 13 anni. Ciò significa che, per la fascia tra i 13 e i 15 anni non compiuti, saranno ammessi solo “mini-account” creati e supervisionati dai genitori, caratterizzati da funzionalità limitate e restrizioni temporali – ha aggiunto -. Per la fascia tra i 15 e i 18 anni, invece, la progettazione sicura (“safe design”) diventerà un obbligo per le piattaforme”. “I prossimi mesi nella regione saranno cruciali. Nonostante queste sfide, l’Europa è in prima linea nel sostegno ai palestinesi. Abbiamo fornito più aiuti di chiunque altro. Attraverso il Gruppo dei donatori per la Palestina e l’iniziativa “Team Gaza”, abbiamo riunito 65 delegazioni. Insieme, abbiamo promesso quasi un miliardo di euro per ricostruire Gaza e sostenere un’Autorità palestinese moderna – ha spiegato von der Leyen -. L’Europa sostiene il diritto di Israele all’autodifesa. Al contempo, il popolo palestinese ha l’eguale diritto di vivere in sicurezza e dignità. Spetta all’Europa mantenere viva la prospettiva della soluzione a due Stati”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Ucraina, l’allarme dell’Fbi: “Russia pianifica omicidi mirati negli Usa e in Europa”
(Adnkronos) – I servizi segreti russi stanno pianificando omicidi mirati negli Stati Uniti e nei paesi europei che sostengono l'Ucraina. Lo hanno riferito le autorità federali statunitensi, annunciando al contempo l'incriminazione di cinque persone tuttora latitanti. Una denuncia resa pubblica presso il tribunale federale di Manhattan afferma che una rete dei servizi segreti aveva pagato o tentato di pagare persone negli Stati Uniti e in altri paesi per sorvegliare obiettivi da eliminare, con l'intenzione di ucciderli successivamente. Secondo l'atto d'accusa, i membri della rete reclutati erano stati anche sollecitati a compiere atti di terrorismo contro infrastrutture civili e militari in paesi europei considerati allineati con l'Ucraina. James Barnacle Jr., capo dell'ufficio dell'Fbi di New York, ha affermato che l'Agenzia ha sventato i piani "grazie a un lavoro incessante", poiché membri dei servizi segreti russi e delle loro affiliate "cospiravano per intimidire, minacciare o assassinare persone sul suolo statunitense e in tutto il mondo".
Darren Cox, capo dell'ufficio dell'Fbi di Washington Dc, ha citato "lo straordinario lavoro svolto da numerosi uffici sul territorio dell'Fbi, dalle sue componenti e dalle agenzie partner, che collettivamente hanno sventato i tentativi della Russia di compiere atti di violenza nella capitale del nostro Paese e in tutti gli Stati Uniti". In un comunicato, ha affermato che, non appena la minaccia è stata identificata, l'ufficio dell'Fbi di Washington e i suoi partner "si sono mossi rapidamente per sventare il complotto e ritenere il governo russo responsabile delle sue azioni". Secondo quanto riportato nel comunicato, una rete di persone che lavoravano per i servizi segreti della Federazione Russa avrebbe cospirato almeno dal 2024 per condurre attacchi e omicidi in tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti. Il rapporto definisce la rete dei servizi segreti russi "un
braccio" dell'apparato della Federazione Russa progettato per condurre attacchi esterni, compresi omicidi, in tutto il mondo. In precedenza, si legge nel comunicato, la rete si era concentrata sui dissidenti e sui disertori russi, ma più recentemente aveva preso di mira le nazioni percepite come alleate dell'Ucraina. Di recente, si legge ancora nel comunicato, i membri della rete avrebbero tentato di reclutare diverse persone negli Stati Uniti. Le autorità hanno affermato che quest'estate la rete ha reclutato un individuo residente negli Stati Uniti per sorvegliare e assassinare un importante dissidente russo che si riteneva risiedesse negli Stati Uniti.
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