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Centro studi Cni: “14,6 miliardi di euro di fatturato dalla categoria degli ingegneri”

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(Adnkronos) – Nel 2025 il fatturato generato dai professionisti di ingegneria e architettura e dalle società di ingegneria in Italia si è attestato a 14,6 miliardi di euro, in flessione del 6,6% rispetto all’anno precedente e in controtendenza con l’andamento del Pil. E' quanto si legge nella nota del Centro studi Cni, 'Nuove frontiere, nuove responsabilità dati e riflessioni sull'ingegneria italiana', resa nota oggi in occasione del Congresso nazionale degli ingegneri che si è aperto oggi a Trieste. Si stima che questo sia il frutto di una marcata contrazione degli investimenti delle costruzioni in ambito residenziale. Per il 2026 il Centro studi Cni stima il ritorno ad un fatturato del comparto Sia (Servizi di ingegneria e architettura) di poco superiore ai 15 miliardi, grazie ad un apprezzabile livello di investimenti in opere pubbliche legato all’ultima quota di finanziamenti previsti dal Pnrr.  Se si considerano non solo le attività svolte dagli ingegneri e dagli architetti che operano nella libera professione, ma anche quelle di altri professionisti tecnici (geometri, geologi, periti industriali) che contribuiscono alla realizzazione delle attività di ingegneria, e che compongono il cosiddetto comparto Sia allargato, il fatturato, stimato dal Centro studi Cni, realizzato nel 2025 è stato pari a 20,5 miliardi di euro, in flessione rispetto all’anno precedente, ma sempre su livelli incomparabilmente più elevati rispetto alla fase precedente alla pandemia del 2020. Nel 2019, infatti, il fatturato del comparto Sia allargato ammontava a 11,2 miliardi di euro. Il volume d’affari del comparto Sia (Servizi di ingegneria e architettura) è cresciuto dell’85% in 5 anni. I consistenti incentivi per la ristrutturazione degli immobili e gli investimenti finanziati attraverso il Pnrr hanno portato ad una espansione senza precedenti dei servizi di ingegneria e architettura. Tra il 2020 ed il 2025 il fatturato del comparto composto da liberi professionisti è passato da 7,9 miliardi di euro a 14,6 miliardi di euro con un incremento dell’85%. Il picco di fatturato è stato raggiunto nel 2023, con 16,7 miliardi di euro totalizzati da ingegneri e architetti liberi professionisti e dalle società di ingegneria. Secondo i dati di Inarcassa, nel 2024 il reddito degli ingegneri derivante dalla libera professione ammontava a poco più di 64.000 euro. Si stima che nel 2025 esso si sia attestato a poco più di 62.000 euro. Dalla pandemia del 2020 ad oggi il comparto ha registrato un incremento dell’81% nel livello del reddito medio. Si è chiuso un lungo ciclo in cui il reddito professionale medio si attestava intorno ai 35.000 euro, fino al 2020, per arrivare agli attuali livelli superiori ai 60.000 euro annui. Tra gli iscritti ad Inarcassa persistono marcate sperequazioni tra le classi d’età dei professionisti e per ciò che riguarda l’area geografica di residenza. Nel 2024 (ultimi dati certi disponibili) si è leggermente ridotto il divario salariale tra uomini e donne ingegneri, mentre è leggermente aumentato quello tra architetti. Le differenze salariali sono comunque più elevate tra gli ingegneri: il reddito professionale medio di un uomo, secondo i dati Inarcassa, è pari a 69.127 euro mentre quello di una donna è pari a 38.192 euro con un gender pay gap del 43,8% (era il 45,6% nel 2023). Non si registrano miglioramenti apprezzabili, perché mancano gli strumenti di welfare che permettano alle donne, specie nella fascia intermedia 30-45 anni, di conciliare i tempi di lavoro con quelli delle cure parentali. Le attività dei professionisti tecnici che operano nel comparto dei Servizi di ingegneria e architettura (Sia allargato) contribuiscono attualmente alla formazione dell’1,4% del valore aggiunto dei servizi in Italia (pari nel 2025 a 1.456 miliardi di euro); era lo 0,9% nel 2019, prima della crisi Covid. I soli ingegneri e architetti che operano nella libera professione contribuiscono attualmente alla formazione dell’1% del valore aggiunto dei servizi: era lo 0,7% nel 2019. Nel periodo 2024-2025 la crescita del comparto Sia (Servizi di ingegneria e architettura) ha iniziato a rallentare, parallelamente al ridimensionamento della crescita a livello nazionale. Il monte volume d’affari generato dalle attività professionali si mantiene comunque su livelli considerevolmente più elevati di quelli precedenti alla crisi del 2020. La capacità del comparto di mantenere buone performance dipende da una molteplicità di fattori, primo fra i quali l’andamento degli investimenti. Il calo del fatturato complessivo stimato per il 2025, poco al di sotto dei 15 miliardi di euro, richiede attenzione.  Per il 2026, partendo dalla correlazione fra investimenti e fatturato del settore, il Centro studi Cni stima un ritorno appena sopra i 15 miliardi, soprattutto grazie ad un andamento ancora abbastanza dinamico della spesa per opere pubbliche. Si apre auspicabilmente un periodo di stabilizzazione delle performance economiche realizzate negli ultimi anni. L’Italia dovrebbe ancora poter investire in piani per le opere pubbliche tali da fornire occasione di lavoro per i liberi professionisti. 
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Nucleare, con 81 sì Senato dà via libera a legge delega a governo. Pichetto: “Oggi giornata storica per Italia”

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(Adnkronos) – L'aula del Senato, con 81 voti favorevoli, 51 contrari e sette astenuti, dà il via libera definitivo al disegno di legge con la delega al governo in materia di energia nucleare sostenibile.
 “Oggi è una giornata storica per l’Italia: il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sul nuovo nucleare. Il nucleare sostenibile, insieme alle rinnovabili, renderà l’Italia un Paese sicuro, indipendente e competitivo. L’Italia avrà più energia per famiglie e imprese. È la direzione che stanno prendendo i principali Paesi del mondo", è il commento del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. "Abbiamo mantenuto la promessa di approvare in questa legislatura il nuovo nucleare e portare in Italia l’energia del futuro. Adesso – aggiunge – siamo già a lavoro per il prossimo obiettivo: redigere i decreti attuativi per applicare concretamente la legge. Lo faremo, di sicuro, entro fine anno”. Soddisfazione è stata espressa anche da Vannia Gava,viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica: “L’approvazione definitiva del disegno di legge sul nucleare è un risultato storico, al quale abbiamo lavorato con convinzione e responsabilità. Come Lega abbiamo sempre sostenuto il ritorno del nucleare e oggi il Governo compie un passo concreto per rafforzare la sicurezza e l’indipendenza energetica del Paese. Significa più sicurezza energetica, energia competitiva per famiglie e imprese e un contributo concreto alla riduzione delle emissioni. Ora al Mase saremo chiamati a dare rapidamente attivazione alla delega”, dice.  Il disegno di legge sul nucleare approvato dai due rami del Parlamento conferisce al governo la delega per disciplinare in modo organico l’introduzione del nucleare sostenibile nel sistema energetico nazionale, adottando uno o più decreti attuativi entro dodici mesi dalla entrata in vigore del provvedimento. Il testo – spiega il Mase – fa diretto riferimento al rispetto degli obblighi europei e internazionali e si inserisce nel quadro delle politiche comunitarie indirizzate al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2050, con l’obiettivo di rafforzare sicurezza e indipendenza energetica, contenendo i costi dei consumi. La delega prevede l’elaborazione di un Programma nazionale finalizzato allo sviluppo della produzione e dell’utilizzo di energia da fonte nucleare sostenibile e da fusione; nonché la definizione della disciplina relativa alla sperimentazione, localizzazione, costruzione, installazione ed esercizio di nuovi impianti di produzione. Rientrano nel perimetro della delega anche la disattivazione e lo smantellamento delle installazioni nucleari esistenti, la disciplina del combustibile nucleare, degli impianti di stoccaggio e smaltimento definitivo di rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito. Sono oggetto del provvedimento anche il riordino della disciplina in materia di sicurezza, vigilanza e controllo, nonché della governance e il potenziamento della ricerca scientifica, industriale e la formazione di nuove competenze. 
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Holm: “Arrivato alla Juve mi sono infortunato subito, così ho perso il contratto”

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(Adnkronos) –
Un’occasione d’oro sfumata sul più bello a causa di un infortunio arrivato nel momento peggiore. Emil Holm, terzino attualmente in forza al Bologna, è tornato a parlare del suo recente passato alla Juventus direttamente dal ritiro della Nazionale svedese. Ai microfoni di Fotbollskanalen, il classe 2000 ha ripercorso i mesi vissuti a Torino, segnati da un problema fisico arrivato nel momento meno opportuno e rivelatosi poi decisivo per il suo futuro professionale. 
"L'infortunio non è arrivato nel migliore dei momenti. Ho perso i Mondiali e il contratto con la Juve, quindi è stato difficile", ha confessato Holm senza nascondere l'amarezza per come si sono sviluppate le cose. L'impatto con l'ambiente bianconero è stato condizionato fin dalle prime battute dai guai fisici: "È stata una combinazione di fattori. Sono arrivato alla Juventus e mi sono infortunato dopo due settimane. Avere un giocatore infortunato di continuo non è certo quello che un club desidera. Capisco la loro scelta ma è stato triste".
 Nonostante la delusione per la parentesi torinese volta al termine, il terzino riconosce la logica dietro le decisioni della società, trasformando il rammarico in nuova energia per il presente in maglia rossoblù: "È chiaro che ti viene voglia di fare di più, ti dà motivazione, ma mi trovo molto bene a Bologna". La priorità ora è ritrovare la continuità smarrita: "La cosa più importante è potermi allenare, sentirmi bene e svegliarmi senza dolore. È su questo che mi sto concentrando". 
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Ai, Faggin: “Fisica quantistica ha aperto un modo nuovo di pensare il mondo”

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(Adnkronos) – "La mia teoria è che bisogna partire dal principio che coscienza e libero arbitrio sono fenomeni ontologici. La fisica quantistica ha aperto un modo nuovo di pensare il mondo, il tempo, l’uomo e la scienza stessa. La coscienza è la capacità dell’Universo di conoscere se stesso, per cui ogni mente individuale rappresenta una manifestazione della coscienza universale. In questo senso la realtà del 'tutto/uno' sembra essere organizzata in modo olografico, in quanto ogni sua minuscola parte contiene le informazioni dell’intero universo, anche se ogni unità di coscienza mantiene la sua individualità". Così il fisico Federico Faggin, ideatore del primo microprocessore al mondo (l'Intel 4004) e della tecnologia dei Mos con porta in silicio autoallineante, pietre miliari che hanno reso possibile la nascita dell'era digitale e della Silicon Valley, ha illustrato la sua teoria intervenendo al Congresso nazionale degli ingegneri in corso a Trieste. 
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Onu, Pezeshkian ricorda gli studenti morti nei raid: “Iran vittima di terrorismo”. La delegazione Usa lascia l’aula

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(Adnkronos) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump "ci ha descritto come terroristi. Ma siamo le vittime del terrorismo".Così il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, dal podio delle Nazioni Unite, ricordando all'inizio del suo intervento l'uccisione della Guida Suprema, Ali Khamenei, e la scuola Shajareh Tayyiba a Minab, nel sud dell'Iran, colpita in un attacco che – secondo dati iraniani – ha provocato la morte di almeno 156 persone, compresi 120 alunni, nel contesto delle operazioni che lo scorso 28 febbraio Usa e Israele avviarono contro l'Iran.  "Per difendere il nostro Paese non chiediamo il permesso o l'autorizzazione di nessuno", ha poi aggiunto, continuando: "L'Iran deve essere forte per evitare di essere minacciato, per evitare il suo futuro venga minacciato. Non vogliamo usare la nostra forza per l'egemonia e non cerchiamo la nostra sicurezza nell'insicurezza di altri", ha proseguito, parlando di "energia per il progresso" e di volontà di "collaborare per la sicurezza". "Viviamo in una regione in cui il conflitto non conosce confini. Una crisi in un territorio si diffonderà nei Paesi vicini. Per questo l'Iran non vede i suoi vicini come avversari sulla sicurezza, vogliamo vicini forti", ha continuato insistendo sulla "cooperazione" per la "sicurezza". "Per il nostro Paese la tecnologia nucleare pacifica è parte del nostro progresso", continua, parlando di applicazioni nei settori di energia, sanità e agricoltura. "Non chiniamo la testa e non rinunciamo a un diritto che è chiaramente un nostro diritto – ha proseguito – Diciamo chiaramente, niente armi nucleari, niente limiti a tecnologia nucleare pacifica". Per il leader iraniano "la resistenza degli iraniani sarà solo rafforzata di fronte a sanzioni, pressing intensificato e bullismo intensificato. L'Iran non ha mai avviato una guerra e ha sempre dimostrato il suo impegno per i negoziati – ha incalzato – Hanno imposto la guerra su di noi. Abbiamo dimostrato che non abbiamo paura di combattere, se è guerra di natura difensiva". 
"Il tema" è la "fiducia reciproca" a cui "non si arriva solo con le parole, ma astenendosi dai doppi standard" e "bombe atomiche e nucleari sono nelle mani del regime israeliano, ma agli ispettori si chiede di venire in Iran", ha continuato, sottolineando: "Israele ha ucciso oltre 70.000 innocenti a Gaza, ma l'Iran mentre era al tavolo dei negoziati è stato bombardato. Israele ha le bombe, ha armi di distruzione di massa". "L'arma nucleare è in Israele, ma le ispezioni sono in Iran – ha incalzato – Israele uccide ma l'Iran è sottoposto a sanzioni". 
Sul fronte Hormuz, "non possiamo permettere che alcuni abbiano libero accesso a un corso d'acqua e ne traggano vantaggio, mentre al contempo usano quello stesso corso d'acqua per imporci la loro aggressione, l'insicurezza, per impedirci l'accesso ai nostri stessi corsi d'acqua". "Hanno messo alla prova forza e determinazione dell'Iran e hanno capito che è impossibile costringere l'Iran alla resa", ha aggiunto Pezeshkian a quasi sette mesi da quando Usa e Israele avviarono operazioni militari contro l'Iran. "Difenderemo il nostro amato Iran fino all'ultimo respiro", ha rimarcato, parlando di dialogo e diplomazia, di negoziati e ripetendo che l'Iran non accetta "la lingua della forza".  La delegazione americana alle Nazioni Unite ha lasciato l'aula dopo che il presidente iraniano Pezeshkian ha iniziato il suo discorso accusando gli Stati Uniti di aver commesso atti di terrorismo contro l'Iran.  "Come ha detto lui, il presidente Trump è aperto a un accordo, è aperto ancora in questo momento a fare un accordo con l'Iran che permetta di essere quello che dovrebbe essere un Paese prospero", ha detto Marco Rubio in una conferenza stampa al Palazzo di Vetro, sottolineando che la questione centrale è che "l'Iran non può avere un'arma nucleare". "Comprendiamo che Hormuz è un problema", ha aggiunto il segretario di Stato americano, che ha affermato che comunque grazie "agli sforzi dei militari Usa che stanno difendendo le navi e rimuovendo le mine" ogni giorno aumenta il numero delle navi e dei "barili" di petrolio che passando attraverso la parte dello stretto di cui si garantisce l'apertura, Riguardo all'incontro di ieri tra americani e iraniani a margine dei lavori dell'Assemblea Generale, Rubio ha confermato che "sono stati anche con i mediatori coinvolti nel processo", ma ha ripetuto di non volerli "caratterizzare in una direzione o un'altra". "Se ci sarà un accordo con l'Iran non sarà con una conferenza stampa, coinvolge un sacco di duro lavoro, tempo e utilizzo mediatori", ha concluso sottolineando che la questione del no all'arma atomica "noi la mettiamo in chiaro in ogni interazione che abbiamo con loro".  Il presidente iraniano potrebbe tuttavia incontrare Donald Trump a margine dell'Assemblea Onu. Ne è convinto il parlamentare iraniano Ahmad Bakhshayesh Ardestani. "Penso l'incontro tra i due presidenti ci sarà", ha detto in un'intervista pubblicata oggi dal sito di notizie Didban. Colloqui di diverse ore tra rappresentanti di Usa e Iran, con la mediazione del Qatar, si sono già tenuti ieri a New York. Trump ha parlato di un "incontro molto produttivo" che ha visto coinvolti Steve Witkoff e Jared Kushner con interlocutori iraniani. A rappresentare Teheran c'era, secondo i media iraniani, il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi.  
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Commissione vigilanza Sport, presentata prima relazione annuale, Atelli: “Il compito è aiutare il sistema”

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(Adnkronos) – È stata presentata oggi, nella Sala Regina della Camera dei Deputati, la Relazione Annuale 2026 della “Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche”. Il documento, suddiviso in 8 capitoli, rappresenta in maniera analitica lo stato economico-finanziario dello sport professionistico in Italia: partendo dalla descrizione del perimetro, della dimensione e dell’assetto, ne analizza i modelli economici e gli assetti proprietari di riferimento, i sistemi di governance, le attuali condizioni economico-finanziarie, le situazioni di crisi e gli effetti sistemici. Un’ampia analisi è poi dedicata al confronto con lo scenario internazionale, rispetto alle tipologie e dimensioni delle principali leghe europee ed alle recenti riforme in tema di vigilanza approvate in Francia e Regno Unito. Dopo il rendiconto dell’attività svolta nel corso degli ultimi 12 mesi, nella parte conclusiva sono esaminate le possibili prospettive e riepilogate le conclusioni cui giunge il Collegio della Commissione. A presentare i principali aspetti della Relazione è stato il Presidente della Commissione Massimiliano Atelli, affiancato dai commissari Ariela Caglio, Francesca Di Donato, Giuseppe Marini, Alessandro Zavaglia. Sono intervenuti il Vice Presidente della Camera dei Deputati On. Fabio Rampelli ed il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi.
 
“Lo sport è un fenomeno di grande rilevanza, veicolo di identità, settore economico, passione. Fino a pochi anni fa gli italiani erano un popolo di sportivi da divano, oggi il numero di persone che svolge attività sportiva è cresciuto notevolmente. Finalmente lo sport è una notizia che ha fatto il giro del mondo e iscritto tra i valori riconosciuti dalla nostra Costituzione”, ha detto nel suo discorso Rampelli. “Sul mondo sportivo c’è lo sguardo fisso degli italiani, la crescita di attività sportiva attrae sempre un maggior numero di iscritti. Nel calcio ci sono disfunzioni, è necessario un cambiamento, riconoscere il valore die vivai. La Commissione indipendente è un passo avanti verso una vigilanza moderna e trasparente. E’ un organismo indipendente che opera in forma terza. I risultati del primo anno sono incoraggianti”, ha sottolineato Rampelli che parlando del mondo del calcio ha aggiunto come “la relazione mette in luce un settore in trasformazione. I ricavi della Serie A superano il miliardo di euro, gli investitori internazionali confermano l’attrattività del sistema sportivo”. In vista di Euro 2032 sono arrivate le candidature di 13 città per 16 impianti con sei miliardi di investimenti che possono “rappresentare uno straordinario volano di rilancio delle infrastrutture per l’intero sistema. Le Istituzioni si stanno facendo trovare preparate con il Parlamento che sta svolgendo una intensa attività”. Nella sua relazione Atelli ha poi messo in risalto una serie di temi: gli indicatori economici sui quali si svolgono i controlli dell’Autorità indipendente, oggi stabiliti dalle rispettive Federazioni; il regolare svolgimento delle competizioni e l’equa competizione riconosciuti come principi di interesse pubblico dal diritto europeo; le recenti riforme legislative approvate nel Regno Unito e in Francia, che hanno mutato in profondità i rispettivi assetti riguardo lo sport professionistico; il Regolamento UE 2024/1624 che assoggetterà i club professionistici di calcio e gli agenti sportivi agli specifici obblighi antiriciclaggio; il superamento del modello Co.Vi.So.C. e Com.Te.C. “E’ la prima relazione annuale di questa commissione, insediatasi il 1 ottobre 2025. Non ci sono più mondi separati, ma territori confinanti. Il principale compito della commissione è aiutare il sistema a leggere per tempo i segnali di vulnerabilità ed è interesse dei club intervenire prima che la crisi diventi conclamata”, ha detto Atelli sottolineando che “situazioni, regole, cicli, persone, tutto cambia. In questa commissione convinte e autentiche spinte riformistiche potranno trovare sempre fattiva collaborazione e identica postura istituzionale potranno trovarne quegli sport, oltre a calcio e pallacanestro, che vorranno passare al professionismo”, ha aggiunto Atelli.  
Le società sportive professionistiche monitorate sono quelle partecipanti ai campionati di calcio di Serie A (20 squadre), Serie B (20), Serie C (60, di cui 3 seconde squadre) maschili e Serie A femminile (12), ed al campionato di pallacanestro di Serie A maschile (16), per un totale di 128 squadre. Tra il 1° ottobre 2025 e il 31 agosto 2026 sono stati effettuati complessivamente 1.558 controlli periodici infrannuali (1.451 sul calcio e 107 sul basket) e 1.130 controlli su adempimenti ammissivi (981/149) in vista della stagione 2026/2027 per un totale di 2.688 verifiche degli adempimenti previsti (2.432 relativi al calcio e 256 al basket). Nel corso delle azioni di controllo, sono state riscontrate violazioni condensate in n. 20 pareri del Collegio (15 in ambito FIGC e 5 in ambito FIP), emessi nel corso delle 26 adunanze svolte, in media oltre 2 al mese, comprese le 2 riunioni di agosto. La Commissione ha, inoltre, adottato n. 55 atti d'urgenza, tempestivamente ratificati dal Collegio. Due le attività ispettive svolte (presso le sedi di Pallacanestro Virtus Bologna e FC Casertana Srl), concluse senza evidenziare rilievi. Nell’ambito dei poteri consultivi, sono stati emessi un parere su richiesta (da parte della FIGC) e due pareri d’ufficio, riguardo il “Rapporto tra l’impiego di risorse pubbliche nel settore sportivo e la promozione dei vivai giovanili” ed i “Requisiti di solidità finanziaria”. Il Presidente della Commissione ha messo in evidenza l’autonomia regolamentare riconosciuta all’Autorità dalla legge statale, che le riserva in via esclusiva la disciplina dell’esercizio dei poteri di controllo e vigilanza, diversi e maggiori rispetto a quelli detenuti in passato dalle Commissione federali. Eppure, i procedimenti svolti dalle Federazioni a seguito del parere obbligatorio della Commissione, emesso da pubblici ufficiali nell’esercizio di poteri pubblici di matrice statale e previo contraddittorio con le parti, sono gli stessi del passato e tra loro diversi. La FIGC svolge un giudizio dinanzi agli organi di giustizia sportiva, nel quale, tuttavia, la Procura federale non svolge alcuna attività d’indagine, limitandosi a dare forma ad un atto di deferimento motivato sulla base del parere della Commissione. La FIP, invece, al parere obbligatorio della Commissione fa seguire una decisione del Consiglio federale, impugnabile dai controinteressati dinanzi agli organi di giustizia sportiva. “È oggi ancor più arduo comprendere -conclude Atelli- a quale scopo utile, dopo gli accertamenti compiuti dalla Commissione, nella FIGC gli atti siano trasmessi alla Procura federale, la cui sostanziale superfluità è stata riconosciuta recentemente anche da parte della Corte federale, a Sezioni Unite”. Sul tema delle prospettive la Commissione ha sottolineato come “lo sport professionistico italiano dovrà tenere conto di nuove normative europee, come il Regolamento antiriciclaggio UE 2024/1624, che ha inserito tra i soggetti obbligati a rispettare la normativa, dal luglio 2029, le società professionistiche di calcio e gli Agenti sportivi, ambito nel quale “siamo pronti a fare per intero la nostra parte, se saremo coinvolti -precisa Atelli- cooperando con le altre autorità competenti”. Ma anche dell’esito delle riforme in discussione in Parlamento. “Le maggiori forze politiche -ricorda il Presidente della Commissione- hanno presentato almeno un ddl in materia, esprimendo, in tal modo, un’unanime posizione riguardo al tema della legittimazione della legge statale a regolare alcuni aspetti dello sport professionistico”. 
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Malattie respiratorie, al Senato confronto su prevenzione e diagnosi precoce

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(Adnkronos) – La salute respiratoria è un diritto che deve essere tutelato prima ancora che la malattia si manifesti. È questo il tema al centro del convegno "Articolo 32: il diritto di respirare. Le sfide delle malattie respiratorie tra clinica e politiche sanitarie", in programma questo pomeriggio presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, su iniziativa del Senatore Marco Scurria, alla vigilia della Giornata mondiale del polmone del 25 settembre.  Le malattie respiratorie – informa una nota – rappresentano una questione prioritaria di salute pubblica, con un impatto significativo sulla mortalità, sulla disabilità e sulla qualità della vita. In Italia, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) interessa circa 3,5 milioni di persone, pari al 5,6% della popolazione adulta (Simg 2025). Eppure, nei dati della medicina generale, la prevalenza clinica registrata è del 2,7%, una distanza che richiama l’attenzione sul fenomeno della sottodiagnosi. Anche l’asma, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, è la malattia cronica più comune tra i bambini nel mondo. "Nei primi due-tre anni di vita il sistema immunitario respiratorio del bambino è ancora in formazione. Per questo il pediatra ha un ruolo di sentinella insostituibile", spiega Francesco Chiarelli, ordinario di Pediatria all’Università degli Studi G. d’Annunzio di Chieti-Pescara. Infezioni respiratorie ricorrenti, esposizione a inquinanti possono interferire con un processo che non è ancora concluso, con conseguenze sulla salute dell’adulto. "Il surfattante polmonare, che serve a ridurre la tensione superficiale all’interno degli alveoli dei polmoni, è centrale per la salute respiratoria, non solo nei nati prematuri: il polmone, infatti, continua a svilupparsi nei primi anni di vita, anche da un punto di vista immunologico", prosegue Giuseppe Marchese, pediatra di famiglia a Darfo Boario Terme (Brescia). Dall’infanzia all’età adulta è necessario intercettare precocemente le condizioni di rischio e intervenire tempestivamente.   Per Andrea Vianello, direttore della Uoc di Fisiopatologia dell’Azienda ospedaliera-università di Padova e delegato Aipo-Its/Ets, "il cambiamento più importante sarà il passaggio da una medicina che interviene quando la malattia respiratoria è già conclamata a una medicina capace di prevenirla o, almeno, di intercettarla nelle sue fasi iniziali". Anche il ginecologo ha un ruolo decisivo nella prevenzione della patologia respiratoria neonatale: "Il polmone è tra gli ultimi organi a maturare durante la gravidanza e la corretta composizione del surfattante, cui contribuisce anche il fosfatidilinositolo, è essenziale per la funzione respiratoria alla nascita. Il parto pretermine aumenta il rischio di distress respiratorio. Alcune condizioni materne – tra cui il diabete gestazionale – possono interferire con la maturazione polmonare fetale" Vittorio Unfer, ginecologo e presidente Egoi.  Non solo esperti, società scientifiche e istituzioni, a completare il confronto in Senato ci sarà anche la voce dei pazienti per riportare al centro del dibattito l’esperienza di chi vive la malattia cronica e l’impatto sull’autonomia e la qualità di vita. "Il paziente – dichiara Stefano Pavanello, presidente Unione trapiantati polmone-Padova Odv – deve essere accompagnato lungo tutto il percorso, con diagnosi tempestive, cure appropriate e continuità assistenziale. La salute respiratoria è un diritto che va garantito ogni giorno".  Rispetto ai trattamenti e ai percorsi di cura – conclude la nota – la scienza negli ultimi anni ha fatto passi importanti nella comprensione e nel trattamento delle malattie respiratorie. Secondo Maria Caterina Turco dell’Università di Salerno "la sfida oggi è trasformare queste conoscenze in soluzioni concrete, portando rapidamente nella pratica clinica trattamenti sempre più mirati, efficaci e appropriati. L’obiettivo della ricerca traslazionale è accorciare questa distanza, facendo sì che le innovazioni sviluppate dalla ricerca possano tradursi in nuove opportunità terapeutiche per le persone". 
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Mangiare con una persona cara abbassa la glicemia, studio

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(Adnkronos) – (EMBARGO ALLE 20) – Aggiungi un posto a tavola, per un amico o una persona cara. Seguire la massima che dà il titolo a una celebre commedia musicale italiana anni '70 non è solo una questione di convivialità, arte nella quale le famiglie tricolore sono maestre. Anche la salute ci guadagna. E' noto che circondarsi di persone amate faccia stare bene. Ma durante i pasti c'è un vantaggio in più, svela una nuova ricerca: mangiare con accanto una persona cara ha il potere di abbassare persino la glicemia. Secondo lo studio pubblicato sulla rivista 'Science Advances', la compagnia di chi amiamo aiuta il corpo a funzionare meglio. Il lavoro, firmato da Shir Atzil e Monia Masalha della Hebrew University e da Shai Fuchs dello Sheba Medical Center, lo dimostra dati alla mano: gli autori hanno infatti rilevato che la glicemia dopo un pasto è effettivamente più bassa quando si mangia in compagnia rispetto a quando si mangia da soli. Dopo lo stesso pasto standardizzato a base di carboidrati, i partecipanti hanno mostrato nell'assetto 'sociale' picchi glicemici inferiori e un recupero glicemico più rapido. E' un principio che gli esperti chiamano appunto 'fisiologia sociale': il corpo umano si autoregola in modo più efficiente in presenza di partner sociali. "Un tempo si pensava all'organismo come a un sistema isolato che si autoregolava – afferma Atzil – Le nostre scoperte dimostrano che la fisiologia umana è intrinsecamente sociale. Stare vicino a una persona cara riduce l'energia fisica che il corpo impiega per autoregolarsi. Questo ci offre un beneficio metabolico diretto derivante dallo stare insieme e rivela una ragione evolutiva fondamentale per cui gli esseri umani formano legami: i nostri corpi funzionano meglio insieme". L'effetto si è esteso anche oltre la glicemia. La prossimità sociale ha migliorato la termoregolazione durante l'esposizione al freddo e ridotto le risposte allo stress negli adulti e nei neonati. I benefici si sono manifestati anche in assenza di contatto fisico e non sono stati spiegati dalla riduzione dello stress. Attraverso esperimenti preregistrati, le evidenze raccolte suggeriscono che la fisiologia sociale sia un principio generale della fisiologia umana, spiegano gli esperti. In un momento in cui la regolazione della glicemia è una preoccupazione crescente per la salute globale, i risultati suggeriscono che la salute metabolica potrebbe essere influenzata non solo da ciò che c'è nel piatto, ma anche da chi c'è attorno alla tavola. "La regolazione della glicemia non riguarda solo ciò che mangiamo, ma anche con chi mangiamo", conclude Atzil. "Le nostre relazioni hanno un ruolo biologico attivo nel nostro benessere fisico". I risultati offrono una nuova prospettiva per comprendere le relazioni umane, legami che potrebbero non solo sostenere la nostra vita emotiva, ma anche contribuire a regolare i sistemi più basilari dell'organismo. I ricercatori sottolineano che ovviamente la vicinanza sociale non sostituisce le cure mediche, una corretta alimentazione o l'esercizio fisico. Tuttavia, lo studio mette in luce un fattore importante e spesso trascurato per la salute: le persone che ci stanno vicine. 
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Cina, nel periodo gennaio-agosto ricavi vendite hi-tech +15,7% su base annua

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Nel periodo gennaio-agosto, i ricavi delle vendite dei settori high-tech cinesi sono aumentati del 15,7% su base annua, con una crescita del 18,9% nel settore manifatturiero high-tech, secondo l’Amministrazione fiscale statale.

In particolare, i ricavi delle vendite della produzione di circuiti integrati legati all’intelligenza artificiale e della produzione di apparecchiature per veicoli intelligenti sono aumentati rispettivamente del 67,7% e del 38,8% su base annua.

I dati fiscali hanno inoltre evidenziato una crescente integrazione tra economia digitale ed economia reale. Nei primi otto mesi, i ricavi delle vendite derivanti dalla fabbricazione di prodotti digitali e dei servizi relativi ai prodotti digitali sono aumentati rispettivamente del 16,6% e dell’11,1%.

Nello stesso periodo, i ricavi delle vendite industriali della Cina sono cresciuti del 7,3% su base annua, mentre quelli del settore della produzione di apparecchiature sono aumentati del 10,1%.

I dati fiscali mostrano che l’economia cinese mantiene il proprio slancio, con nuovi motori di crescita e una struttura migliorata, ha dichiarato un funzionario dell’Amministrazione fiscale statale.

La rapida crescita dei ricavi delle vendite industriali, in particolare nei settori high-tech, è avvenuta mentre la crescita della produzione industriale cinese ha continuato ad accelerare.

Dati pubblicati in precedenza dall’Ufficio nazionale di statistica hanno mostrato che ad agosto la produzione industriale a valore aggiunto della Cina è aumentata del 5,2% su base annua, con un’accelerazione di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente, mentre la produzione manifatturiera high-tech è cresciuta del 16,7%.

Le autorità fiscali continueranno ad attuare pienamente politiche di sostegno in materia di imposte e tasse, per rafforzare ulteriormente i motori della crescita e stimolare la vitalità del mercato, è stato sottolineato dall’Amministrazione fiscale statale.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Imprese, Ludoil Capital ha acquisito il 51% del capitale sociale di Isab

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(Adnkronos) – Ludoil Capital, società interamente partecipata da Ludoil Energy, ha acquisito il 51% del capitale sociale di Isab da Goi Energy, seguente il via libera del procedimento Golden Power. In una stagione di tensioni internazionali, con ripercussioni sui costi dell'energia, il governo ha salvaguardato il principale polo di raffinazione del Paese e tra i maggiori del Mediterraneo, garantendone la rilevanza strategica e accompagnandone il ritorno in mani italiane.  L'autorizzazione Antitrust e l'esame ai sensi del regolamento europeo sulle sovvenzioni estere si sono conclusi senza prescrizioni. Tra l'annuncio dell'accordo, lo scorso 13 maggio, e il closing sono trascorsi poco più di quattro mesi: un tempo raro per un'operazione così complessa, che attesta la determinazione con cui i soggetti pubblici coinvolti hanno presidiato ogni fase dell'operazione, a tutela degli approvvigionamenti e della sicurezza energetica dei cittadini.  Da oggi Ludoil assume la guida industriale e la gestione della raffineria di Priolo, Melilli e Siracusa, asset dal valore di un miliardo di euro. Il supporto finanziario, assistito da garanzia Sace, è stato fornito da Bper e UniCredit, in qualità di global coordinator, mandated lead arranger e bookrunner, e da Mps quale mandated lead arranger; Bper corporate & investment banking ha inoltre agito da banca agente, coordinando l'operazione nei rapporti tra le banche finanziatrici e con Sace. La partecipazione dei tre istituti riflette la capacità del sistema bancario italiano di sostenere investimenti industriali di lungo periodo.  Due le direzioni sulle quali si sviluppa il piano industriale, con investimenti in conto capitale per circa 1,3 miliardi di euro nei prossimi 5 anni. La prima garantisce piena efficienza alle infrastrutture della raffineria, con la rimessa in servizio e l'ammodernamento di alcune unità di processo dismesse, tra cui la distillazione primaria e la desolforazione (Hds) nel sito Nord, il solvent deasphalting (Sda) nel sito Igcc-Sud, il thermal cracking anch’esso nel sito Sud. La seconda direzione è la conversione ai biocarburanti, avviata nel luglio 2026 con il co-processing all'Fcc del sito Nord. Una filiera verticalmente integrata, che impiega oli vegetali non alimentari, produrrà biobenzine, Saf (sustainable aviation fuel) e Hvo (hydrogeneted vegetable oil), prima negli impianti esistenti e in seguito in unità dedicate.  Confermato per intero l'attuale organico. Nel quinquennio del rilancio, le commesse d'investimento coinvolgeranno circa mille persone addizionali, tra profili ingegneristici, logistici e delle costruzioni, provenienti da tutta Italia. A regime, l'esercizio richiederà circa cento nuovi tecnici e operatori specializzati; sarà decisiva la cooperazione di Isab con il sistema siciliano della formazione tecnica superiore.  L'integrazione di Isab permette a Ludoil di diventare la più grande multienergy company privata italiana, con ricavi consolidati attesi di circa 13 miliardi di euro annui. La raffineria Isab ne è l’elemento centrale, con la ricezione di greggio e materie prime organiche e la trasformazione in carburanti e biocarburanti; gli impianti di biometano e la produzione di energia da fonti rinnovabili estendono il perimetro oltre la raffinazione; i depositi costieri, dal nord al sud del Paese, assicurano lo stoccaggio e la presenza nei territori; la rete di stazioni di rifornimento, capillare su scala nazionale, porta i prodotti sino al consumatore finale. 
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