(Adnkronos) – La corsa agli acquisti dei prodotti alimentari e per la casa venduti a prezzi scontati sta determinando lo svuotamento di interi scaffali a fine giornata nei supermercati e inevitabili file alle casse. Un fenomeno che in questo periodo riguarda grandi città come Roma, Milano, Napoli. E a parlare già di tendenza è Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, l'associazione rappresentativa delle imprese della Distribuzione Moderna alimentare e non alimentare.
Presidente Buttarelli, dal vostro osservatorio gli italiani sono sempre più a caccia di occasioni sugli scaffali dei supermercati ?
"In questo periodo c'è una maggiore attenzione alle promozioni. Un'attenzione confermata dai nostri dati e che indicano come la pressione promozionale, quindi la quantità di vendite in promozione, sia aumentata. Ad agosto di quest'anno rispetto al trend dell'anno passato si registra un aumento di quasi un punto percentuale".
Dietro le scorte c'è un timore determinato delle guerre, di ulteriori aumenti dei prezzi – dai carburanti alle bollette – oltre che una reale esigenza di risparmio?
"Una maggiore attenzione è inevitabile perché le famiglie subiscono una forte pressione economica su spese incomprimibili a causa del costo dei carburanti e del caro energia. I consumi sono fortemente connessi al trend degli indicatori di fiducia, ai quali siamo molto attenti perché hanno un'incidenza diretta sui consumi. E' chiaro che in questo periodo il consumatore ha un approccio preoccupato indipendentemente dal fatto che l'inflazione sul carrello della spesa sia stabile e addirittura nella Grande distribuzione organizzata ad agosto i prezzi siano leggermente diminuiti. Nell'immaginario delle persone la possibilità di fare comunque economie si connette proprio con questa visione del futuro un po' incerta. Del resto il 20% delle famiglie meno abbienti ha oggi spese incomprimibili per l'80% del reddito".
Quali iniziative sta mettendo in campo la Gdo per andare incontro a chi ha problemi ad arrivare a fine mese?
"In questa direzione va l'iniziativa della 'Carta dedicata a te' messa in campo dal governo per oltre 1,1 milioni di famiglie con Isee inferiore a 15mila euro e c'è da dire che la Gdo dà un ulteriore contributo applicando uno sconto del 15% sulla spesa effettuata. Inoltre, le catene della Gdo hanno intrapreso singolarmente iniziative promozionali come lo sconto per i pensionati e per i disoccupati in determinati giorni della settimana. Il nostro settore fornisce alle persone garanzie di assoluta competitività, proprio perché è un settore dove la concorrenza tra le insegne è molto elevata".
Vanno a ruba anche le vendite dei prodotti con il marchio del distributore, ovvero del supermercato?
"I prodotti a marchio hanno la peculiarità di essere prodotti di qualità al pari di quelli dei grandi marchi, ma hanno un prezzo costante inferiore. Quindi in generale vengono scelti anche in assenza di promozione, proprio perché hanno già un posizionamento di prezzo molto competitivo, tuttavia anche su quelli noi facciamo le nostre attività promozionali. E' un trend in crescita ormai costante quello del prodotto marchio. Siamo arrivati al 30% di quota di mercato e quindi è un punto di riferimento dei consumatori che dà delle sicurezze alle persone".
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Nei supermercati è caccia ai prodotti scontati: il peso del caro vita sulla spesa degli italiani
Il mercato del lavoro cerca ingegneri ma non li trova, irreperibili in 7.000 sui 14.200 richiesti
(Adnkronos) – A metà 2026 risultano di difficile reperimento più di 7.000 ingegneri dei 14.200 richiesti dal sistema produttivo. Il 52,5% degli ingegneri richiesti nei comparti industriali e dei servizi è dunque quasi introvabile e la principale ragione, secondo i dati del Sistema informativo Excelsior, non è la carenza di competenze dei candidati ma la mancanza di persone da selezionare. E' quanto si legge nella nota del Centro studi Cni, 'Nuove frontiere, nuove responsabilità dati e riflessioni sull'ingegneria italiana', resa nota oggi in occasione del Congresso nazionale degli ingegneri che si è aperto oggi a Trieste. Nel dettaglio, risulta di difficile reperibilità il 56,3% dei 4.400 ingegneri industriali necessari al sistema produttivo, il 50,9% dei 4.030 ingegneri civili ricercati, il 48% dei 3.990 ingegneri elettronici e dell’informazione, e il 56,8% dei 1.780 ingegneri di altri indirizzi. Delle oltre 92.000 persone con laurea richieste dal mercato del lavoro, gli ingegneri rappresentano una quota consistente e, ormai da anni, quella con i tassi più elevati di irreperibilità, seconda solo ai laureati in indirizzo sanitario e paramedico.
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All’aeroporto di Palermo apre la nuova lounge Prima Vista nell’area airside
PALERMO (ITALPRESS) – Ha aperto oggi, all’aeroporto internazionale di Palermo “Falcone Borsellino”, la nuova lounge Prima Vista, realizzata da Aviapartner Handling nell’area airside del terminal passeggeri, al terzo livello dell’aerostazione.
La nuova struttura di 400 metri quadrati è stata progettata per offrire ai passeggeri, una volta passati i controlli di sicurezza, un’esperienza all’insegna del comfort, del relax e della qualità dei servizi.
Con questa nuova apertura, Gesap, la società di gestione dello scalo aereo di Palermo, ha ulteriormente sviluppato e valorizzato gli spazi commerciali e di hospitality dell’aeroporto.
La lounge si affaccia sul mare ed è dotata di aree relax, postazioni di lavoro, phone booth (cabina insonorizzata), bar e ristorazione per una nuova esperienza di comfort e ospitalità.
Grande attenzione è stata dedicata alle diverse esigenze dei viaggiatori.
La sala dispone di 10 postazioni di lavoro dotate di sistemi di ricarica per computer, smartphone e altri dispositivi, e di una phone booth, uno spazio riservato dove effettuare telefonate e call di lavoro in tranquillità e nel rispetto della privacy.
A queste si aggiungono 32 sedute relax con ricarica e 4 postazioni relax panoramiche con vista mare, pensate per offrire ai passeggeri diverse modalità di utilizzo dello spazio durante l’attesa.
L’area dedicata alla ristorazione comprende un servizio bar e self-service, con 24 posti a sedere ai tavoli, e una cucina dedicata alla preparazione e alla somministrazione degli alimenti. Completano l’offerta due aree relax riservate, pensate per garantire maggiore tranquillità e privacy, servizi igienici dedicati, inclusi spazi accessibili alle persone con disabilità, e una doccia a disposizione dei passeggeri.
“Con la nuova lounge Prima Vista, prosegue il percorso di evoluzione dell’aeroporto di Palermo verso un nuovo modello di scalo, nel quale infrastrutture, servizi e qualità dell’esperienza crescono insieme – dice Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Gesap – Stiamo introducendo una nuova logica aeroportuale, più orientata al passeggero e agli standard internazionali. È un altro tassello della strategia con cui vogliamo posizionare Palermo tra gli aeroporti più moderni e attrattivi del Mediterraneo”.
Particolare riguardo è stato dato al comfort ambientale e alla sicurezza, con impianti dedicati di climatizzazione e ricambio dell’aria, illuminazione, rilevazione incendi, illuminazione di emergenza e sistema Evac.
“Siamo particolarmente orgogliosi di inaugurare la nuova Prima Vista Lounge del gruppo Aviapartner all’aeroporto di Palermo – dice Matteo Festuccia, Group Lounge General Manager Prima Vista Lounges by Aviapartner – Questo nuovo spazio rappresenta un ulteriore passo nella crescita del network Prima Vista in un territorio dalla forte identità, dalla storia millenaria e dalla naturale vocazione all’accoglienza ispirando uno spazio capace di coniugare comfort, servizio e autenticità. La lounge valorizza l’esperienza dei viaggiatori anche attraverso i sapori del territorio, con proposte che richiamano la ricchezza della tradizione gastronomica siciliana coniugando, in ogni momento della permanenza, un’autentica espressione dell’ospitalità locale ai più elevati standard internazionali”.
– foto ufficio stampa Gesap –
(ITALPRESS).
Eni celebra a Ravenna 100 anni, dal gas alla transizione energetica
(Adnkronos) – Eni celebra a Ravenna i cento anni dalla nascita dell’Agip, con una tappa del ciclo di incontri dedicato ai luoghi simbolo della storia del gruppo. La città romagnola ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo energetico italiano, dalle prime esplorazioni di gas fino agli attuali progetti legati alla decarbonizzazione e alla transizione energetica. Il rapporto con il territorio risale al secondo dopoguerra e alla scoperta, nel 1952, del giacimento “Ravenna Terra”. Nel 1960 entrò invece in attività “Ravenna Mare”, primo giacimento offshore dell’Adriatico e primo vero pozzo a mare perforato in Europa. Con la nascita dell’Anic nel 1958 e lo sviluppo della cantieristica offshore a Porto Corsini, Ravenna divenne uno dei principali centri italiani di sperimentazione e sviluppo industriale. Oggi Ravenna rappresenta per Eni un hub industriale integrato nel quale operano diverse società del gruppo. Il Distretto Centro Settentrionale gestisce le attività di estrazione e trattamento del gas lungo la dorsale adriatica e le operazioni di decommissioning degli impianti a fine ciclo. Enipower è presente con una centrale da 894 MW, mentre Versalis prosegue la ricerca su materiali da fonti rinnovabili e riciclo. Tra i progetti strategici figura “Ravenna CCS”, primo polo nazionale per la cattura e lo stoccaggio della CO₂, che punta a utilizzare giacimenti di gas esauriti per il confinamento permanente delle emissioni provenienti dalle industrie cosiddette “hard to abate”. Nel corso delle celebrazioni è stato inoltre presentato il volume “100 anni di energia. Da Agip a Eni. Una storia italiana”, curato da Paolo Bricco, insieme alla nuova edizione del Report Locale di Sostenibilità “Eni a Ravenna 2025”. A completare il programma, la mostra “Eni, 100 anni di Energia a Ravenna”, curata dall’Archivio Storico Eni e ospitata al Classis Ravenna dal 23 settembre al primo ottobre, con ingresso libero. Le celebrazioni proseguiranno sabato 26 settembre con un’edizione straordinaria dell’escursione in motonave verso le piattaforme Eni al largo di Marina di Ravenna. Durante la navigazione sono previste una dimostrazione di pesca della Cozza Selvaggia e la liberazione in mare di alcune tartarughe a cura del Cestha. La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti.
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Antonio Marras, il matrimonio è una festa senza fine
(Adnkronos) – Gli sposi si chiamano Antiogu e Ippolita. Si sono promessi amore per tutta la notte, mentre intorno a loro gli invitati si rincorrono tra i tavoli e lasciano che sia la luna o forse un filtro versato nel vino, a decidere chi ama chi. Al mattino nessuno ha voglia di spiegare. La festa continua, gli abiti sono ancora quelli della notte e il matrimonio deve ancora cominciare davvero. È da questo sogno che Antonio Marras costruisce la sua Primavera-Estate 2027: una festa di nozze che non finisce con il sì ma continua a mescolare storie e vestiti. “È un carosello di persone” spiega lo stilista sardo nel backstage della sfilata, allestita nei giardini Vincenzo Muccioli tra canestri da basket foderati di tessuto damascato e una folla di curiosi in attesa di star come l’attore premio Oscar Adrien Brody. Sono i suoi “vicini di casa", ci tiene a precisare il creativo, visto che a pochi metri dal parco ci sono casa e atelier Marras. “Sono le persone che inviteresti a un banchetto – rimarca -. Ma in realtà sono frammenti di esistenza, personaggi che hanno animato la tua vita, quindi tuo cugino, tuo cognato, lo zio che arriva da lontano, l’amico dell’università che inviti per il matrimonio, quello che è stato con te alle elementari, un ventaglio di umanità disparata che però vive, convive per delle ore seduta insieme”. È il matrimonio come grande contenitore di esistenze ma anche la moda come luogo in cui frammenti diversi possono convivere. Gli abiti sembrano arrivare direttamente dalla notte appena trascorsa: pizzi, seta, chiffon, organza e tulle incontrano pelle, denim, fresco lana, popeline, broccati e jacquard. Il quotidiano si mescola al prezioso, il funzionale alla couture. Il parka perde la sua origine sportiva e diventa un capo da sera, mentre il denim resta ancorato alla terra e la maglieria avvolge il corpo. Le silhouette giocano con bustier e gonne a ruota, longuette e tubini con fiocchi, completi pantalone, blouson e giacche. Sui tessuti fioriscono ricami, patchwork, cristalli e intarsi. I fiori sono pittorici, quasi tracce lasciate sulla superficie, mentre righe, quadri e camouflage rivisitato portano dentro la collezione una dimensione più terrena. Le trasparenze fanno il resto, insieme a plissé, pizzi macramè e chantilly. Tutto alla Marras maniera. Anche gli accessori sembrano arrivare dal banchetto. Borse morbide e strutturate, slingback dalla punta affilata, loafers contaminati da ricami, borchie e cristalli. E poi i gioielli, che diventano parte dell’abito: nel nuovo incontro con Giovanni Raspini, Marras porta in passerella bronzo brunito, pietre dure, minerali, piume, madreperla, resine e pizzi. Maschere della tradizione sarda, fiori, gechi, bucrani e alghe diventano ornamenti scultorei, quasi talismani. Ma il colpo di scena è la tavola. La sfilata si trasforma in un banchetto e la passerella si confonde con la festa. I modelli sono gli invitati, arrivano con i loro abiti per le belle occasioni e, nel finale, prendono le sedie e si preparano a sedersi insieme agli sposi. Il sogno continua. E la festa pure. (di Federica Mochi)
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Ai, Benifei (Pd): “Deve essere sviluppata, ma anche regolata e compresa”
(Adnkronos) – "L'Intelligenza Artificiale ha bisogno di essere sviluppata, ma anche regolata e compresa. Serve fare formazione anche per le professioni, le realtà che la devono utilizzare, compreso tutto il mondo dell'ingegneria". Lo ha detto all'Adnkronos/Labitalia, Brando Maria Benifei, eurodeputato del Partito democratico (S&D) e relatore dell'AI Act europeo, a margine del Congresso nazionale degli ingegneri in corso a Trieste. "Serve – sottolinea – mettere regole perché l'uso sia etico, vada a contrastare i rischi di mala gestione dei dati, di cybersecurity violata e che la governance dei dati degli utenti venga realizzata in modo scorretto. Questo è un insieme di questioni che è stato affrontata dall'AI Act europeo. Ma esistono anche rischi più grandi, quelli di perdita del controllo di rischi, di incidenti su larga scala". "Non dobbiamo sopravvalutare – insiste Benifei – questo tema che oggi è al centro del dibattito pubblico, ma nemmeno sottovalutarlo. Servono sistemi regolatori pubblici, controllori efficaci e serve la collaborazione delle capacità tecnico-scientifiche, come quelle del mondo dell'ingegneria, che possono dare informazione corretta e collaborare con le autorità pubbliche. Bisogna fare in modo che l'Europa e l'Italia abbiano le competenze tecniche, gli investimenti necessari per sviluppare i nostri sistemi di intelligenza artificiale, non per chiuderci e non per protezionismo, ma per costruire autonomia e capacità europea di agire in questo ambito e non dipendere dagli Stati Uniti, dalla Cina o da chiunque altro. Questo è un obiettivo fondamentale".
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Colpito da una trave in acciaio in un magazzino della logistica: operaio muore nella Bergamasca
(Adnkronos) – Infortunio mortale sul lavoro questo pomeriggio a Cortenuova, in provincia di Bergamo. La vittima, un uomo di 66 anni, è stata colpita da una trave in acciaio nel parcheggio di un magazzino di un polo di logistica. Per l'uomo, rimasto poi schiacciato tra la trave e la ringhiera, non c'è stato nulla da fare: i sanitari arrivati sul posto ne hanno solo potuto constatare la morte. Lo fa sapere l'azienda regionale di emergenza urgenza della Lombardia, intervenuta con elisoccorso, automedica e ambulanza. Sul luogo dell'infortunio, avvenuto poco prima delle 14, sono presenti anche i tecnici di Ats e le forze dell'ordine. Si tratta del secondo incidente mortale avvenuto sul lavoro in poche ore: ieri sera un rocciatore di soli 22 anni, Andrea Moretti, è deceduto dopo essere precipitato durante lavori di illuminazione al Colosseo.
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Vittorio Sabadin: “Il conte Spencer su Lady D? Solo ricordi, poche novità e qualche forzatura”
(Adnkronos) – "Solo memorie, molti ricordi, ma nessuna novità e soprattutto ci sono affermazioni non suffragate da prove, semplicemente legate al 'sentito dire'… E poi forzature evidenti per farsi sicuramente pubblicità o chissà, forse, per vendere qualche copia in più. La tenuta di famiglia di Althorp nella campagna inglese del Northamptonshire non gode di ottima salute". Vittorio
Sabadin, giornalista, scrittore, storico della royal family ('Elisabetta, L'ultima regina', 'Diana. Vita e destino', 'Carlo III. La lunga attesa di un re', 'La guerra dei Windsor. William, Kate, Harry, Meghan e il futuro della monarchia inglese') commenta con l'Adnkronos l'uscita del libro del conte Charles Spencer, fratello dell'ex principessa del Galles, 'Canto del cigno. Diana, mia sorella', pubblicato in Italia con Feltrinelli. "Non ci saranno reazioni, a mio avviso, da parte di Carlo III e della famiglia reale fedeli al moto della monarchia 'never complain, never explain'. Solo una dura replica, qualche giorno fa da Buckigham Palace, alle accuse rivolte dal conte Spencer al sovrano inglese, 'il dolore per la perdita di una sorella può offuscare la ragione, influenzare la capacità di giudizio e alterare i ricordi'. Una dichiarazione – ha aggiunto lo scrittore e giornalista – che ricorda il comunicato emesso, sempre da parte di Buckingham Palace, in risposta al'intervista di Harry e Meghan con Oprah Winfrey, 'i ricordi possono variare…'". Si continua a parlare di Diana Spencer, entrata nel mito, dopo quasi 30 anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 31 agosto 1997 a seguito di un incidente stradale nel tunnel del Pont dell'Alma a Parigi. "Accade a tutte quelle celebrità, come James Dean, Marilyn Monroe che muoiono troppo giovani e assurgono a miti eterni. Lady D verrà ricordata sempre come una donna
tradita, futura regina che un destino crudele ha spezzato – ha aggiunto Vittorio Sabadin – Ma come scrive il fratello nel suo libro Carlo non era 'euforico' per la sua morte, al contrario provò immenso dolore e pianse molto. Ma provò, come molti Windsor, assoluto
sollievo. La principessa Diana era diventata 'imprevedibile'. Se avesse accettato, per esempio, la scorta che gli era stata offerta dalla royal family oggi forse sarebbe viva. Quella offerta dalla famiglia Al Fayed era assolutamente impreparata e incapace a proteggerla. Il complotto di cui si è spesso parlato? – ha concluso- I servizi segreti non avrebbero avuto il tempo di organizzarlo. Dodi Al- Fayed e la 'principessa del popolo' avevano cambiato all'ultimo momento destinazione. Dall'Hotel Ritz all'appartamento sugli Champs-ELysées".
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Eurovision, i Paesi Bassi tornano in gara: niente boicottaggio contro Israele
(Adnkronos) – I Paesi Bassi tornano ufficialmente in gara all'Eurovision Song Contest. Ad annunciarlo è l'Ebu (European Broadcasting Union) in una nota ufficiale, confermando la partecipazione olandese all'edizione del 2027 che si terrà a Burgas nel mese di maggio. "Siamo lieti di dare di nuovo il benvenuto ai Paesi Bassi all’Eurovision Song Contest del 2027 – si legge nel comunicato dell'Ebu – Apprezziamo le conversazioni costruttive che abbiamo avuto con l'emittente olandese NPO e non vediamo l’ora di lavorare insieme per rafforzare il concorso come luogo che rispecchia veramente lo spirito di ‘Uniti dalla musica’". L'emittente NPO è scesa in campo dopo che l'altra emittente olandese, Avrotros, ha annunciato in una nota che boicotterà per il secondo anno consecutivo l'Eurovision Song Contest 2027 in segno di protesta contro Israele. L'anno scorso a ritirarsi dalla competizione sono stati 5 Paesi: oltre ai Paesi Bassi anche Spagna, Irlanda, Islanda e Slovenia. I Paesi Bassi però quest'anno tornano in gara e l'Ebu ricorda: "I Paesi Bassi hanno partecipato al primo Eurovision Song Contest nel 1956. Il suo scopo originario rimane oggi più attuale che mai. In un mondo sempre più diviso, il concorso offre uno spazio unico in cui persone e Paesi possono riunirsi attraverso la musica, condividere un’esperienza comune e trovare un legame. Con questo spirito – conclude la nota – siamo molto felici che i Paesi Bassi si riuniscano ancora una volta alla famiglia dell’Eurovision sul palco di Burgas il prossimo maggio".
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Tumore spinale in gravidanza, al Gemelli intervento record salva mamma e figlia
(Adnkronos) – Incinta di 7 mesi, una donna di 40 anni non riusciva più a camminare per un tumore spinale che le comprimeva il midollo osseo con il rischio di danni irreversibili. Bisognava agire subito, ma era troppo presto per far partorire la paziente. Così i medici del Policlinico Gemelli di Roma hanno deciso di operarla in gravidanza. "Un intervento neurochirurgico complesso, reso possibile dalla stretta collaborazione tra più équipe specialistiche", che è riuscito a salvare madre e figlia. "A distanza di 7 mesi dall'intervento sia la mamma che la bambina stanno bene", annunciano oggi dall'ospedale. La bimba è nata a termine e la neoplasia della madre era benigna. "La paziente conduce una vita normale e i controlli radiologici confermano il buon esito delle cure". La mamma si era rivolta al Pronto soccorso della Fondazione Policlinico universitario A. Gemelli Irccs a fine febbraio – ricostruisce una nota – per la recente e progressiva comparsa di difficoltà nella deambulazione, con ripetute cadute a terra e formicolii agli arti inferiori. Ricoverata presso l'Unità operativa complessa di Patologia ostetrica, diretta da Tullio Ghi, la donna è stata sottoposta a una risonanza magnetica del rachide dorsale, che ha evidenziato la presenza di una neoformazione epidurale responsabile di una severa compressione del midollo spinale. Data l'urgenza del quadro clinico, il caso è stato immediatamente discusso in sede di Spine Tumor Board, un incontro multidisciplinare al quale hanno preso parte Ghi insieme a Marco Rossi, direttore della Uoc Chirurgie specialistiche e Terapia del dolore 1, e Filippo Maria Polli, responsabile della Uos di Neurochirurgia spinale, afferente alla Uoc di Neurochirurgia diretta da Francesco Doglietto. Per i medici c'era un doppio problema da affrontare: da un lato la paziente, che rischiava danni neurologici sempre più gravi e forse irreversibili; dall'altro la gravidanza, in epoca non così avanzata da poter considerare l'opzione parto prima dell'intervento chirurgico, poiché la nascita a 30 settimane avrebbe esposto la bambina al rischio significativo di complicazioni dovute alla prematurità. Serviva quindi una soluzione che tutelasse contemporaneamente madre e figlia. Gli esperti hanno dunque deciso di procedere subito all'asportazione chirurgica del tumore, attivando misure straordinarie di monitoraggio fetale e di supporto materno per tutta la durata dell'intervento. L'operazione, condotta dall'équipe neurochirurgica guidata da Polli in collaborazione con il team anestesiologico di Rossi, ha consentito "la rapida e completa asportazione della neoformazione, con conseguente decompressione del midollo spinale". Per l'occasione è stato utilizzato un letto operatorio modificato ad hoc, che ha permesso al gruppo di Ghi di monitorare costantemente la stabilità emodinamica del feto nel corso di tutta la procedura. "Il monitoraggio multiparametrico delle funzioni vitali e della adeguata perfusione emodinamica distrettuale – spiega Rossi – ha consentito di svolgere un'anestesia in assoluta sicurezza per la paziente e impostare una adeguata analgesia multimodale". Nell'immediato post-operatorio, la mamma ha mostrato "una rapida regressione dei deficit neurologici ed è stata dimessa in tempi brevi – riferiscono i sanitari – L'esame istologico ha confermato la natura benigna della neoformazione (un angiolipoma) e la donna ha potuto proseguire la gravidanza normalmente fino al parto, avvenuto a termine". L'angiolipoma spinale – descrive il Gemelli – è un raro tumore benigno che si sviluppa all'interno del canale vertebrale, e che in gravidanza può andare incontro a una crescita particolarmente rapida per un meccanismo multifattoriale. La conseguente compressione midollare richiede un intervento tempestivo. "Grazie al lavoro sinergico dei team multidisciplinari che coinvolgono le eccellenze del nostro policlinico, abbiamo potuto assicurare le migliori cure alla paziente e al suo bambino, permettendo alla donna di tornare presto a camminare e di proseguire la gravidanza in sicurezza", commentano i medici che hanno seguito il caso. "La scelta di procedere a un intervento chirurgico maggiore sulla madre con feto in utero e di differire il parto non è così comune – sottolinea Ghi – ed è stata possibile in quanto l'intervento ha comportato un sanguinamento limitato e la gestione anestesiologica ha minimizzato le ripercussioni emodinamiche dell'anestesia, garantendo per tutta la procedura condizioni di benessere ottimale della bimba".
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