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Fisco: Fontana (Confindustria): “Sugar tax inutile, va eliminata”

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(Adnkronos) – “È una tassa assolutamente inutile dal punto di vista della salute pubblica. Era stata concepita male e puniva indiscriminatamente tutti i prodotti e le bevande non alcoliche”. Queste le parole di Alessandro Fontana, direttore del Centro studi Confindustria, intervenuto all'evento organizzato da Assobibe a Roma per un confronto con istituzioni, forze politiche e imprese per analizzare gli impatti economici e sociali dell’entrata in vigore della Sugar tax, fissata a inizio 2027. “Le imprese in questi anni hanno fatto investimenti proprio per ridurre il quantitativo di zucchero, quindi hanno già anticipato quello che la tassa mirava a punire. In realtà quella tassa era semplicemente un balzello in più”, ha aggiunto Fontana, secondo cui “non ha alcuna connessione con la salute pubblica”. “Quindi è assolutamente inutile tenerla in piedi”, ha sottolineato. Fontana ha evidenziato anche l'impatto dell'incertezza normativa sugli investimenti. “Riduce soltanto la possibilità per le imprese di fare investimenti, perché nell'incertezza normativa tutte le imprese di solito aspettano per vedere che succede”, ha spiegato. “Anche i rinvii mantengono comunque sempre questa spada di Damocle sulla testa, per cui frenano le attività che possono tornare”, ha concluso. 
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Luca Argentero: “La quinta stagione di ‘Doc’? Se ci saranno idee forti, ci sarò”

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(Adnkronos) – "Se ci saranno idee sufficientemente forti da giustificare un 'Doc' 5, tali da permettere di soddisfare un pubblico che ci ama così profondamente, ci sarò. Il pubblico non si può deludere con idee non allo stesso altissimo livello delle scorse stagioni". Luca
Argentero risponde così sull'ipotesi di prendere parte ad una quinta serie di 'Doc – Nelle tue mani', l'amatissima serie la cui quarta stagione torna da giovedì 1 ottobre per otto prime serate su Rai1. "E' anche un discorso affettivo – prosegue l'attore, che nella fiction interpreta il dottor
Fanti – Immaginare una quinta stagione senza 'Doc' mi rode nel profondo, è una questione proprio epidermica", scherza. Andrea Fanti e la crew di Doc tornano dunque intanto per l’attesissima quarta stagione, e le premesse sono quelle di un’emozione continua per il pubblico. A certificarlo è lo stesso Argentero, che presentando la nuova stagione racconta il momento in cui ha visto la prima puntata per la prima volta: “Non pensavo di stupirmi ancora una volta -dice l’attore torinese- Nonostante tutto il tempo che ho passato con questo personaggio, nonostante lo conosca così profondamente, mi emoziona ancora. Doc ha il potere magico di entrare nella vita della gente, la morte, la malattia, la mancanza sono cose che entrano profondamente nella vita della gente. So quanto ci abbiamo investito delle nostre vite, e so che arriverà al pubblico”.  Il fil rouge della quarta serie, spiegano gli sceneggiatori, continua ad essere quello di raccontare “il sistema sanitario
italiano. Come nella seconda stagione abbiamo sentito il dovere di raccontare l’epopea del Covid, oggi, in questo momento storico dove è molto delicata la situazione perché il sistema è prezioso ma fragile, l’abbiamo intercettato e abbiamo sentito la responsabilità di raccontarne la difficoltà”. In questa stagione il cast si arricchisce, e tra i nuovi volti ci sarà quello della moglie di Argentero, Cristina
Marino, nel ruolo di una dottoressa che si avvicinerà molto al protagonista. “Io Cristina l'ho conosciuta sul set, non era la prima volta, ma non avevamo mai avuto due personaggi così vicini e per così tanto tempo". All'inizio, rivela, quando lo sceneggiatore Luca Bernabei glielo ha proposto "non credo di aver reagito con troppo entusiasmo, sentivo molto la responsabilità -dice Argentero- Per l'occhio critico che le persone potrebbero avere di fronte ad una scelta che potrebbe essere tacciata di ‘nepotismo’. Niente di più lontano dalla realtà”. L'attore spiega di avere però poi apprezzato la decisione di far entrare la Marino nel cast. “Non spoilero nulla se dico che i nostri personaggi si avvicineranno molto – dice- e avere avuto la possibilità di portare tutto il bagaglio personale che c’è tra me e Cristina ha sicuramente arricchito le scene insieme. Un'intuizione felice, molto rischiosa ma io personalmente sono molto soddisfatto del lavoro fatto da Cristina sul set”.  Nel cast tutti i grandi protagonisti delle stagioni passate, da Matilde Gioli a Pierpaolo Spollon, da Giovanni Scifoni a Marco Rossetti. "Il ritorno di Luca come Doc è stato veramente emozionante, ci emozioniamo veramente sul set -dice Pierpaolo Spollon, il cui personaggio, in questa stagione, sale di grado "e le dinamiche cambiano, è una nuova responsabilità nei confronti dei ragazzi che in un certo modo dipendono da me". Nuove responsabilità anche per la dottoressa Giulia Giordano interpretata da Matilde Gioli, che diventa primario. "E' stato forte anche dal punto di vista personale interpretare una donna che ha un ruolo di così grande prestigio, ma da cui derivano anche grandi responsabilità", dice l'attrice. Intanto, gli sceneggiatori confermano di essere già al lavoro per la quinta stagione della fortunatissima fiction. 
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La Spezia, donna resta bloccata per ore su uno scoglio in mare: “L’abbiamo salvata, era in ipotermia”

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(Adnkronos) – Quando i soccorritori l'hanno trovata era in evidente stato confusionale. Infreddolita, da ore rimasta ferma su uno scoglio vicino a San Terenzo senza riuscire a tornare a casa. Secondo quanto riporta 'La Nazione' la scomparsa della signora, originaria di Pontremoli, era stata denunciata dal marito in apprensione.  Le ricerche della donna si sono concentrate nella spiaggia di San Terenzo, frazione di Lerici in provincia di La Spezia, dopo il ritrovamento di alcuni effetti personali da parte dei carabinieri di Pontremoli. La capitaneria di Porto di La Spezia ha utilizzato un elicottero e una motovedetta per soccorrerla, oltre ai sommozzatori dei vigili del fuoco. La donna è stata trasportata all'ospedale Sant'Andrea per le cure. Secondo quanto riporta il quotidiano toscano era "in ipotermia".   
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Accoltella l’ex compagno alla schiena, denunciata 30enne a Taranto: è irreperibile

(Adnkronos) – Una donna di 30 anni, di nazionalità tunisina è stata denunciata a piede libero dalla Polizia di Stato a Taranto perché ritenuta presunta responsabile del reato di lesioni personali aggravate ai danni del suo ex compagno, coetaneo e connazionale. Agenti della Squadra Mobile nella notte del 19 settembre sono intervenuti al Pronto Soccorso dopo la segnalazione dei sanitari. L'uomo, residente regolarmente sul territorio nazionale, era giunto con una ferita d’arma da taglio alla schiena ed alcune ecchimosi al torace.  Le indagini hanno sin da subito indirizzato i sospetti nella cerchia dei conoscenti della vittima in gran parte suoi connazionali. Anche con la collaborazione della vittima, i poliziotti hanno raccolto indizi utili a ritenere che la sua ex convivente una 30enne anch’ella di nazionalità tunisina senza un ben preciso motivo, spalleggiata da un altro uomo, l’avrebbe aggredito sferrandogli una coltellata alla schiena. La donna è irreperibile. I poliziotti hanno avviato ricerche in alcune strutture ricettive e comunità d’accoglienza del capoluogo dove la donna era solita soggiornare, non riuscendo al momento a rintracciarla. Sono in corso le ricerche.  
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Spazio, al via a Rimini Bex la prima expo-conference targata Ieg

(Adnkronos) – Apre oggi al Rimini Expo Centre la prima edizione di Bex – Beyond Exploration Expo, l'expo-conference organizzata da Italian Exhibition Group (Ieg) sulla convergenza tra space economy e industrie terrestri. Fino al 25 settembre imprese, istituzioni, centri di ricerca e startup lavorano su tecnologie e competenze che passano dallo spazio ai settori a terra e viceversa. Il margine di crescita è ampio: solo il 10% delle grandi imprese italiane di altri comparti ha oggi progetti attivi legati alle tecnologie spaziali, mentre il 55% le indica come area di diversificazione interessante (Osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano). Il mercato globale dello spazio vale oggi tra i 550 e i 600 miliardi di dollari l'anno, una dimensione vicina a quella dell'industria mondiale dei microchip, e oltre la metà dei servizi essenziali dei Paesi avanzati, dai trasporti all'energia alle comunicazioni, si appoggia già ai satelliti (OCSE, 2026). L'Italia investe nel settore più della media dei Paesi avanzati ed è il settimo Paese al mondo per numero di satelliti attivi. La filiera aerospaziale nazionale vale 21,4 miliardi di euro, con la sola componente spaziale cresciuta del 63% in tre anni (CTNA-Confindustria). Le previsioni internazionali indicano un mercato globale in traiettoria verso i 1.800 miliardi di dollari entro il 2035 (World Economic Forum e McKinsey). La cerimonia di inaugurazione è moderata da Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della divisione Green & Technology di Ieg. Aprono i lavori il presidente di Italian Exhibition Group Maurizio Ermeti, l'assessore alle Attività Economiche del Comune di Rimini, Juri Magrini, e il direttore generale dell'Agenzia Spaziale Italiana, Luca Vincenzo Maria Salamone. Interviene il colonnello Walter Villadei, astronauta dell'Aeronautica Militare e Ambassador di Bex. Per l'Aeronautica Militare prende la parola il generale di brigata Dario Tarantino, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore, generale di squadra aerea Antonio Conserva. Per la Marina Militare interviene il contrammiraglio Francesco Saladino, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore, ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto. Per la Presidenza del Consiglio dei Ministri interviene il generale di brigata Luigi Riggio, capo dell'Unità di supporto, coordinamento e segreteria del Comitato Interministeriale per le Politiche Spaziali e Aerospaziali (Comint), in rappresentanza del generale di corpo d'armata Franco Federici. Chiude i lavori il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale.  Il 24 settembre Unioncamere-Dintec presenta a Bex una mappatura inedita dell'innovazione aerospaziale italiana basata sui brevetti europei, a cura di Giovanni Manigrasso. I dati saranno diffusi in una nota dedicata. Espongono inoltre i partner industriali e le aziende dei settori terrestri elencate in apertura, affiancate da EY e Ntt Data Italia, branch italiana del gruppo leader globale nei servizi di intelligenza artificiale, business digitale e tecnologia. Al centro dell'area espositiva c'è la Casa dell'Astronauta, un percorso immersivo che racconta le condizioni necessarie per vivere e lavorare oltre la Terra. Si articola in quattro aree, The Human Factor sulla preparazione fisica e mentale, The Wearable Habitat sulle tute e sui tessuti tecnici, dove Spacewear espone anche le tute indossate dal Colonnello Walter Villadei, ambassador dell'expo, The Mission Lab sulla ricerca in microgravità e The Orbital Harvest sulla produzione di cibo in ambienti estremi, con The Think Lounge come spazio di dialogo trasversale. Tra i protagonisti dell'esperienza c'è lo stesso Villadei, astronauta e Ambassador di Bex. Tra gli appuntamenti più rilevanti da seguire nei tre giorni: Bex Vision Summit – sessione di apertura sul palco principale con Axiom Space, Leonardo e gli europarlamentari Elena Donazzan e Giorgio Gori (Commissione Itre); Manifattura avanzata per lo spazio – la sessione del Comitato Tecnico Scientifico di Bex e Lombardia Aerospace Cluster su certificazione e fabbricazione in orbita, con Esa, Ministero dell'Economia e delle Finanze, EY, Ttv, Dallara, Sabelt, Gavazzi Tessuti Tecnici e Cavok; Space Finance Arena – con Plug and Play Tech Center, EY, Sace, Intesa Sanpaolo e Primo Space su bancabilità e scalabilità dei progetti, con un reverse pitch degli investitori; The Future of Satellite Market – sull'evoluzione del mercato satellitare e i suoi sbocchi commerciali; Le applicazioni a terra – Enea su urban farming, Confagricoltura sul telerilevamento in agricoltura, il CNR su fisiologia e farmaceutica, Spacewear sui materiali indossabili, Ntt DATA Italia e Formula Medicine sulla preparazione fisica e mentale; Hackathon Asi – oltre 60 studenti e neolaureati italiani e internazionali lavorano tre giorni nell'Open Innovation District su tre tracce, dati satellitari, modelli di business e nuove applicazioni a terra, con tutor Altec in giuria e una giornata di affiancamento in azienda per la squadra vincitrice. Iniziativa promossa da Asi con Altec; Italy Aerospace Competences, Soft Skills and Complexity Management – il confronto sulle competenze della filiera aerospaziale, tra discipline tecniche e gestione della complessità; Stati Generali della Space Economy – la giornata dedicata alle startup dell'innovazione.  Startup, università e centri di ricerca trovano spazio nell'Open Innovation District, realizzato con EY come main partner, dove è possibile richiedere incontri diretti con ESA nell'ambito del programma di cofinanziamento Incubed. All'iniziativa concorrono anche Angi, Art-Er, ASI, Esa Bic Turin, I3P, IIT, Fondazione Mai, Plug and Play, Primo Space e Tecnopolo Forlì-Cesena. "Il programma di questa prima edizione parte da casi applicativi reali, con imprese spaziali e industrie di altri comparti che lavorano sugli stessi problemi da punti di partenza diversi. Chi arriva a Rimini può trovare qui una tecnologia già disponibile in un settore che non frequentava. La presenza delle istituzioni e la tappa degli Stati Generali della Space Economy collocano Bex dentro la strategia nazionale per il settore", dichiara Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director Green & Technology Division di Ieg. Bex è patrocinata da Ministero dell'Università e della Ricerca, Commissione europea, Marina Militare, Aeronautica Militare, Agenzia Spaziale Italiana, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Rimini, Comune di Rimini, Camera di Commercio della Romagna, Consiglio Nazionale degli Ingegneri e Unioncamere, con il supporto di Esa e Ice Agenzia, Bex è tappa ufficiale degli Stati Generali della Space Economy 2026. 
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Simonelli sul caso Malagò: “La Serie A è sempre al suo fianco”. Presidente Figc: “Parole che fanno piacere”

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(Adnkronos) – "Malagò? Domanda superflua, la Lega Serie ha indicato in lui la persona più indicata per risollevare il calcio italiano. 19 club su 20 lo hanno votato e si sono unite altre componenti. La Serie A è sempre al fianco di Malagò''. Lo ha detto chiaramente Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, a margine della presentazione della prima Relazione annuale della commissione per la verifica dell'equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche, in merito al caso tesseramento. Non si sono fatte attendere le parole dello stesso Malagò sul sostegno incassato dalla Serie A. "Penso proprio che ne arriveranno tante di dichiarazioni, anche di altre persone. Certo mi ha fatto molto piacere leggere cose che onestamente sapevo, anche perché poi i presidenti di Serie A li ho visti e sentiti quasi tutti nei giorni scorsi", ha aggiunto il presidente della Figc sicuro che le sue vicende non disturberanno Mancini e gli azzurri. "Non penso che possano influenzare la squadra, anzi secondo me, almeno in questa fase, sono da stimolo per certi versi". Anche Simonelli ha voluto "fare tanti auguri a Mancini che ha avuto la forza di convocare tanti giovani, anche militano in campionati stranieri, dobbiamo tifare tutti l'Italia. Io seguirò tre delle quattro partite' Il mio sostegno è quello della Lega Serie A lo dimostriamo anche con la nostra presenza", le parole del presidente della Lega Serie A, a due giorni dall'esordio di Roberto Mancini sulla panchina dell'Italia in Nations League contro il Belgio. 
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Caltanissetta, sorelline scomparse erano in un supermercato per una challenge social

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(Adnkronos) –
Si entra in un grande magazzino o centro commerciale come un normale cliente, ci si nasconde e si rimane all'interno fino al giorno dopo. Infine si esce dopo la riapertura senza dare nell'occhio. E' questo lo schema della '24 Hour Overnight Challenge', la sfida che, secondo gli inquirenti, hanno intrapreso nei giorni scorsi due sorelline di 12 e 8 anni, di San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, scomparse appunto per 24 ore, scatenando in questo modo, oltre che grande preoccupazione, anche le ipotesi più svariate. Rispetto ad altre sfide sul web (tra le più note l'angosciante Blu Whale challenge) è meno cruenta, ma provoca apprensione e panico, oltre che tra familiari e amici, anche nell'opinione pubblica. Le due bambine, di 12 e 8 anni, seguendo le 'regole' della challenge, molto diffusa da 10 anni a questa parte su Youtube e su Tik Tok, si erano nascoste in un supermercato, non per rubare appunto, ma per restarci dentro. L'obiettivo primario del 'gioco', è quello di riuscire a uscirne senza che se ne accorga il personale, fingendosi clienti appena arrivati. La titolare dell'esercizio commerciale, in questo caso, ha però visto le due bambine e ha chiamato le forze dell'ordine impegnate in massa nelle ricerche insieme ai volontari.  Ovviamente la challenge prevede che tutte le fasi, sia quelle in cui il centro commerciale o i grandi magazzini, tipici del mondo anglosassone, o anche i parchi divertimento, i cinema, gli stadi e le scuole, sono ancora affollati di clienti, visitatori e personale, sia i momenti successivi alla chiusura, in piena notte, vengano documentati accuratamente dalle immagini degli smartphone, poi montate in modo sapiente e diffuse in maniera virale sui canali social, per essere viste da quanti più followers è possibile. A quel punto è pronta la trama di un vero e proprio film, che si potrebbe definire d'avventura o thriller, condito da momenti di suspence ma anche più leggeri, comici o buffi, che gli utenti/spettatori possono gustare attraverso i loro schermi.  La sfida in Italia, per chi ha compiuto i 14 anni di età (e quindi non per le due sorelline siciliane), rischia però di non restare una bravata ma di concludersi anche con la contestazione di reati penali tra i quali la violazione di domicilio e l'introduzione clandestina; il procurato allarme, visto che la presenza degli intrusi può fa scattare i sistemi di allarme o antincendio, provocando l'intervento delle forze dell'ordine e della vigilanza privata; il furto o danneggiamento.  
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Manovra, Assobibe: lo spettro della Sugar tax blocca oltre 1 miliardo di investimenti

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(Adnkronos) – A poche settimane dall’avvio della discussione sulla Legge di Bilancio e a poco più di 3 mesi dall’entrata in vigore della Sugar tax, fissata a inizio 2027, il settore delle bevande analcoliche torna a rivolgersi alle Istituzioni con un messaggio chiaro: l’incertezza normativa legata alla misura blocca oltre 1 miliardo di euro di investimenti nel Paese. È quanto emerso oggi a Roma, all’evento “Investire nella crescita: perché superare la Sugar tax e nuove tasse”, un momento di confronto, promosso da Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche in Italia, che ha riunito istituzioni, forze politiche e imprese per analizzare gli impatti economici e sociali di una misura che rischia di generare ulteriore incertezza per il settore e per l’indotto. Dopo i saluti introduttivi di Giangiacomo Pierini, presidente Assobibe, è intervenuto Alessandro Fontana, direttore del Centro Studi Confindustria, con un’analisi sulle sfide economiche e sociali del Paese. “L’escalation della guerra nel Golfo, i rincari dell’energia e di alcune commodity, la crescita dell’inflazione – arrivata al picco dell’anno pari al 3,3% – che incide sul potere d’acquisto delle famiglie e il doppio aumento dei tassi di interesse di un quarto di punto ciascuno, freneranno l’economia italiana nei prossimi mesi, nonostante una revisione al rialzo delle stime di crescita sul 2026, arrivate intorno allo 0,8% dallo 0,5% di aprile. È cruciale allentare la pressione su imprese e famiglie anche eliminando Sugar e Plastic tax”, ha dichiarato Fontana.  “Da quasi sette anni viviamo sotto la spada di Damocle di una tassa mai davvero entrata in vigore, ma sempre dietro l’angolo – ha dichiarato Giangiacomo Pierini – Apprezziamo l’impegno delle forze politiche che hanno compreso la nostra battaglia e delle istituzioni che negli anni hanno scelto di rinviarla, evitando un impatto devastante sulle imprese e sulla filiera. Ma se in questi anni tutti i Governi che si sono succeduti hanno ritenuto di non far partire questa imposta, è evidente che si tratta di una misura inutile. Questa incertezza prolungata, in un contesto già segnato dall’esplosione dei costi a carico delle imprese e da una inflazione in costante aumento, ha inevitabilmente frenato la crescita: oltre 1 miliardo di investimenti che le imprese potrebbero dedicare a innovazione, nuovi impianti e occupazione per il Paese sono bloccati, con un impatto diretto sullo sviluppo di altre filiere a noi vicine. Non possiamo più permetterci ulteriori rinvii: il tempo per decidere è arrivato, non solo per il nostro Settore, ma per l’intero sistema economico del Paese e la sua attrattività. Chiediamo oggi alle Istituzioni un impegno definitivo per la cancellazione dell’inutile Sugar tax, non la sua nona proroga”.  Nel corso di una tavola rotonda si sono confrontati sul tema esponenti istituzionali e politici, tra cui Marco Osnato, presidente della VI Commissione Finanze, Raffaele Nevi, segretario della XIII Commissione Agricoltura, e Mario Turco, membro della 6a Commissione Finanze, con un contributo di Silvia Fregolent, vicepresidente della 9a Commissione Industria e Agricoltura. Dal confronto è emerso un messaggio condiviso: la Sugar tax appare come una misura ingiusta, che colpisce un Settore strategico per l’economia italiana e mette a rischio migliaia di posti di lavoro. È stato più volte sottolineato come la politica industriale si costruisca con regole stabili, non con proroghe annuali che alimentano incertezza, ed è stato ricordato come la misura fosse nata con una finalità sanitaria, contribuendo a spingere le imprese a riformulare la propria offerta: un risultato che è stato comunque ottenuto e che può essere ulteriormente valorizzato attraverso strumenti diversi da una tassazione, quali prevenzione, educazione alimentare e incentivi all’innovazione, capaci di tutelare insieme salute e competitività. In un contesto profondamente mutato rispetto al passato, tra costi energetici, inflazione e instabilità internazionale, introdurre oggi una nuova imposta significherebbe penalizzare un comparto produttivo con ricadute su tutta la filiera, incluso il settore agricolo e produzioni di eccellenza del Paese, e sui consumatori: una contraddizione rispetto alla richiesta, condivisa da tutti, di maggiori investimenti e occupazione.  I lavori sono stati arricchiti dai saluti istituzionali di Giorgio Salvitti, consigliere politico del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, di Sandra Savino, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, e di Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato al ministero della Salute. “La Sugar tax è l’ennesimo provvedimento ideologico imposto a Bruxelles da funzionari che abdicano all’analisi costi-benefici in nome di un finto salutismo. Non c’è infatti alcuna correlazione tra l’introduzione di una tassa e la diminuzione dei consumi. Così come è sbagliato additare le bevande analcoliche come la causa di nefaste conseguenze per la salute. Inoltre, secondo le stime, questa tassa potrebbe addirittura tradursi in un mancato introito per lo Stato in termini di Iva. Come per il vino o per le birre, bisogna orientare la produzione verso le nuove tendenze di mercato, cosa che i produttori dei soft drinks stanno già facendo. Come Masaf stiamo percorrendo, con percorsi specifici nelle scuole, strade per un consumo consapevole: perché non è mettendo in ginocchio un comparto che si difende la salute dei cittadini”, ha dichiarato Giorgio Salvitti, consigliere politico del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. “La crescita si sostiene creando condizioni di stabilità, fiducia e competitività per le imprese. La Sugar tax, la cui entrata in vigore è stata rinviata al 1° gennaio 2027, impone una valutazione attenta dei suoi effetti sull’intera filiera, sugli investimenti e sui consumatori. Credo che il tempo del rinvio debba essere utilizzato per lavorare al superamento definitivo della misura, individuando strumenti più efficaci e meno distorsivi per perseguire gli obiettivi di salute pubblica. La direzione deve essere quella di un fisco semplice, prevedibile e capace di accompagnare, non frenare, la crescita del sistema produttivo”, ha dichiarato Sandra Savino, sottosegretario di Stato al ministero dell’Economia e delle Finanze.   Il settore delle bevande analcoliche ha già dimostrato di saper affrontare il tema della riduzione degli zuccheri con strumenti concreti, senza attendere un intervento normativo. Negli ultimi anni lo zucchero immesso in consumo dalle aziende del comparto è stato ridotto del 44% , mentre le varianti senza zucchero sono cresciute a un ritmo 7,5 volte superiore rispetto alle versioni regular . Un percorso che ha trovato un ulteriore tassello lo scorso luglio, con la firma del Protocollo d’intesa tra Assobibe e il ministero della Salute, che rafforza la collaborazione tra istituzioni e imprese sul monitoraggio dei consumi, l’informazione al consumatore, l’offerta calorica e il marketing responsabile verso i più giovani. Un modello che conferma come il dialogo e la responsabilità, e non la leva fiscale, siano gli strumenti più efficaci per accompagnare il cambiamento. Sul tema è intervenuto anche Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato al Ministero della Salute ribadendo che: “Più che introdurre misure fiscali, è fondamentale rafforzare l’educazione sanitaria, attraverso l’informazione corretta e la promozione di scelte consapevoli nei consumi. In questo quadro si inserisce la collaborazione tra il ministero della Salute e Assobibe, rinnovata con il protocollo d’intesa siglato lo scorso luglio, che punta a favorire comportamenti coerenti con stili di vita sani, a partire dalla riduzione degli zuccheri e dal corretto bilanciamento energetico. Nel modello alimentare italiano, basato su equilibrio e varietà, anche le bevande analcoliche possono avere un ruolo, a condizione che siano inserite in un consumo moderato e responsabile, evitando eccessi, in particolare di zuccheri aggiunti. I risultati già raggiunti testimoniano un percorso di responsabilità condivisa tra consumatori e sistema dell’offerta, capace di favorire un cambio di passo in senso positivo”. A confermare la fondatezza di queste preoccupazioni sono i numeri emersi dagli approfondimenti presentati durante l’incontro. L’introduzione della Sugar tax comporterebbe inoltre, un aumento della fiscalità del 28% su ogni litro prodotto, con una contrazione delle vendite secondo le stime di Nomisma, stimata al 16% nel biennio successivo alla sua entrata in vigore. Un effetto che si tradurrebbe in un taglio del fatturato del 10% e in una contrazione di attività e investimenti del 12%. A risentirne sarebbe anche l’indotto, con un calo negli acquisti di materie prime superiore a 400 milioni di euro, mentre sul fronte occupazionale sarebbero a rischio oltre 5.000 posti di lavoro. Un paradosso si registrerebbe inoltre sul fronte fiscale: a fronte del nuovo prelievo, il mancato gettito Iva legato al calo dei consumi arriverebbe a 275 milioni di euro, ridimensionando in parte l’obiettivo stesso della misura. Con l’avvicinarsi della discussione sulla prossima Legge di Bilancio, il Settore chiede alle Istituzioni di porre fine, in modo definitivo, a una stagione di incertezza che la Sugar tax ha avviato nel 2019. Una scelta chiara come una cancellazione permetterà alle imprese di guardare al futuro con la certezza necessaria a garantire occupazione e crescita, a beneficio dell’intera filiera e del Paese. 
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Carburanti, Salvini: “Il costo non calerà a breve, quindi o ti rassegni o ti attrezzi”

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(Adnkronos) – ''E' chiaro che a breve non caleranno né il costo del carburante, né il costo dell'energia, né quello per le imprese, né il costo per le famiglie. Quindi, o ti rassegni o ti attrezzi…''. Così il vicepremier, ministro e leader della Lega Matteo Salvini parlando di caro carburante alla festa del Tempo a Palazzo Wedekind.   "I prezzi dei carburanti non dipendono dal Governo, dipende da come va il prezzo del Brent e dipende da quante raffinerie funzionano per produrre gasolio e benzina. Quindi gli interventi che all'inizio possono sembrare significativi, poi sembrano quasi irrisori. Noi abbiamo portato a livello europeo" la questione, "all'inizio eravamo in pochi, mi sembra che ogni giorno che passi aumentino i Paesi che sono convinti che si debba fare qualcosa e che l'Europa debba dare una risposta sotto questo aspetto. Ne abbiamo discusso la settimana scorsa a Dublino, l'ho detto in Aula, e abbiamo calendarizzato la discussione formale all'Ecofin di inizio ottobre. Spero che anche il resto d'Europa si svegli sotto questo aspetto", ha intanto affermato oggi sul tema il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo alla Camera alle domande dei giornalisti.  
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De Laurentiis: “Nuovo stadio? Sarà da 70.000 posti e sorgerà a Napoli Est, il Maradona va abbattuto”

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(Adnkronos) –
Progetto ambizioso, autonomia finanziaria e la ferma intenzione di voltare pagina rispetto alla struttura di Fuorigrotta. Dal ritiro del premio alla carriera a Roma presso il Circolo della Stampa Estera, Aurelio De Laurentiis ha affondato il colpo sul tema del nuovo impianto di proprietà del Napoli, rivelando dettagli decisivi e un accordo già sottoscritto per la localizzazione della nuova casa azzurra. "Per la questione stadio, ho una lettera d'intenti firmata un mese fa con la Q8, che a Napoli Est ha individuato 38 ettari. Lì ho progettato uno stadio da 70mila posti, con 120 sky box, ristoranti e tutto il resto. In aggiunta ci sarà un museo interattivo, realizzato con la mia agente di Los Angeles, dove sarà possibile giocare virtualmente una partita con chi si vuole: Maradona, Cavani, Higuain. Per realizzarlo serviranno tempo e milioni di dollari", ha dichiarato il patron azzurro, tracciando le linee di un impianto moderno e avanzato. Il presidente si è poi soffermato sui limiti gestionali e strutturali dell'attuale impianto di Fuorigrotta, prendendo a modello le grandi realtà europee come il Santiago Bernabéu e contestando apertamente i costi e i disagi sostenuti dal club: "La pista d'atletica no, la lasciamo a chi deve fare atletica. Avete visto il nuovo stadio del Real Madrid, con il terreno che scende e la base che viene fuori per permettere di organizzare i concerti senza rovinare il campo? Ogni estate, quando il Comune organizza i concerti al Maradona, io devo rifare il terreno di gioco e quest'anno mi hanno quasi rotto anche le tubature dell'irrigazione. Poi continuiamo a convivere. Mi viene da ridere quando il Comune sostiene che paghiamo 900mila euro all'anno. Noi, tra una cosa e l'altra, arriviamo a circa due milioni all'anno e possiamo utilizzare lo stadio soltanto il giorno della partita. Il giorno successivo dobbiamo riconsegnarlo completamente pulito". De Laurentiis ha infine sonoramente bocciato l'ipotesi di un restauro del Maradona proposto dalle istituzioni locali, spingendo per una soluzione radicale e criticando la gestione logistica della zona: "Il museo dedicato a Maradona lo realizzerò nel nuovo stadio. Altrimenti è come il sindaco che vuole intervenire sullo stadio sperando che tra un anno diventi un monumento e non possa più essere abbattuto. Quello stadio, invece, andrebbe demolito, trovando un accordo con le soprintendenze. La Regione vuole investire 150 milioni e il Comune altri 50: con 200 milioni al Maradona gli fai appena una carezza. Dopo ventidue anni in cui gioco in quello stadio, che ho definito più volte un cesso, posso dire tranquillamente che 200 milioni servono a poco. Loro vogliono divertirsi? Vogliono fare casino? Lo facciano". Il patron si dice comunque pronto a proseguire in transizione fino al completamento dell'opera: "L'ho detto chiaramente: continuerò a giocare da loro finché non avrò costruito il nuovo stadio. Non ci metterò una vita, serviranno 24 mesi. E sarà uno stadio finanziato completamente da me. Una volta realizzato il nuovo impianto, quello attuale viene abbattuto. E poi cosa ci fate lì, un'urbanizzazione? Non ci sono parcheggi e c'è la facoltà di Ingegneria. Quando si gioca a calcio, la facoltà va in sofferenza. Eppure il sindaco è stato rettore della Federico II, non è certo un illustre sconosciuto". Sul fronte del centro sportivo, dopo mesi di ricerche sul territorio campano e diversi intoppi burocratici, la società azzurra ha individuato la sede ideale per la nuova casa degli allenamenti: "A Napoli le cose che scopri man mano diventano divertenti ma anche patetiche. Un anno fa ho detto mettiamo la prima pietra. Avevo trovato un terreno, poi fai la visura e non era vero che il signore ne aveva la proprietà ma un contratto d'affitto con opzione che era scaduta", ha svelato il patron. La svolta è giunta dopo un'accurata perizia tecnica: "Ho preso un agronomo della Nazionale che veniva da Firenze per testare la qualità dei terreni. Finalmente a Qualiano abbiamo trovato 17 ettari e mezzo dove metteremo 10 campi di calcio e 7.500 metri quadri per uffici, spogliatoi per la prima squadra e per tutte le giovanili".
 
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