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Arval, la mobilità è il criterio chiave nella scelta del lavoro

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(Adnkronos) – Nella scelta del posto di lavoro, la mobilità conta quasi quanto il lavoro stesso: complice il “fattore tempo”, diventato negli ultimi anni un bene sempre più prezioso per gli Italiani, oggi le modalità di spostamento risultano un elemento fondamentale nel bilancio vita lavorativa-personale. Lo evidenzia un’indagine condotta da Arval Mobility Observatory, l’osservatorio di mobilità di Arval Italia, società specializzata nel noleggio a lungo termine di veicoli e in soluzioni di mobilità, che ha realizzato una survey su un campione dei dipendenti del Gruppo bancario BNP Paribas a cui l’azienda appartiene. In occasione della European Mobility Week, la principale campagna della Commissione Europea sulla mobilità urbana sostenibile, giunta quest’anno alla sua 24esima edizione, Arval Italia ha presentato i principali risultati dell’indagine in occasione di un evento dedicato, Arval Mobility Forum, che si è tenuto a Milano questa mattina. Il primo dato che emerge è che la mobilità è fondamentale nella scelta di un posto di lavoro per 6 persone su 10, ma è comunque, per il 90% delle persone, una delle variabili che vengono prese in considerazione. Elementi, questi, che confermano come gli spostamenti casa-lavoro rappresentino una vera e propria estensione dell’esperienza professionale. Questa percezione è giustificata anche dal fatto che, in più di un terzo dei casi, le persone impiegano oltre un’ora a compiere il tragitto casa-lavoro e viceversa, e solo il 40% impiega meno di 45 minuti. Per gli intervistati, ciò che conta nella mobilità legata agli spostamenti casa-lavoro è la comodità e la flessibilità, ancora prima del risparmio economico.  Analizzando invece le modalità con cui ci si muove, emerge indiscutibilmente che l’auto, personale o aziendale, rimane centrale per 6 persone su 10, a prescindere dall’età. Tuttavia un quarto dei rispondenti ricorre già a un sistema multimodale che combina quindi due o più opzioni di mobilità (ad esempio auto e treno, auto e mezzi pubblici…). A fare da freno al cambiamento verso una “nuova mobilità” non è tanto l’abitudine, citata solo dall’11% degli intervistati, ma, secondo il 27% dei rispondenti, la mancanza di infrastrutture dedicate (piste ciclabili, parcheggi per bici o monopattini, colonnine di ricarica…) e la distanza casa-lavoro o una conformazione del territorio poco adatta agli spostamenti a piedi, in bici o con veicoli elettrici (20%).  Pensando invece alle prospettive future, per circa la metà del campione, tra 5 anni non cambieranno le modalità di trasporto attuali, mentre un intervistato su 4 dichiara di voler modificare il proprio modo di spostarsi, optando per un veicolo elettrico (soprattutto le persone nelle fasce d’età tra i 30 e i 54 anni), usando più mezzi pubblici o muovendosi a piedi o in bici (opzioni valutate per lo più dai giovani fino a 30 anni).   “Con questa indagine è emerso che la mobilità non è più solo una voce gestionale o di costo per le aziende, ma rappresenta una importante leva di attrazione e mantenimento dei talenti. Allo stesso modo, è chiaro come le scelte relative al modo in cui ci si sposta dipendono anche dal territorio ed è quindi fondamentale sempre di più un dialogo tra privato e istituzioni pubbliche. Per le persone, il modo in cui ci si muove conta quanto dove si lavora e da questo punto di partenza devono essere elaborate le strategie di mobilità delle aziende” dichiara Alessandro Floria, Direttore Marketing & Comunicazione di Arval Italia.  I dati della survey hanno fornito gli spunti per un momento di confronto e discussione sulle evoluzioni della mobilità e su quanto sia importante per il benessere delle persone. Se ne è parlato oggi in una tavola rotonda moderata dalla giornalista Lea Orifici a cui hanno preso parte Carlo Alberto Carnevale Maffè, Professor of Strategy SDA Bocconi, Ivano Gallino, Presidente di AITMM (Associazione Italiana Travel e Mobility Manager), Nicolò Pirelli, Head of New Mobility di Pirelli, Vincenzo Quintani, Direttore Efficienza Energetica e New Mobility del Gruppo Dolomiti Energia, insieme a Dario Casiraghi, Direttore Generale di Arval Italia.  “In occasione della Settimana Europea della Mobilità, abbiamo voluto prenderci un momento di riflessione sui cambiamenti che il nostro settore sta attraversando. Lo abbiamo fatto allargando il confronto anche ad autorevoli rappresentanti del mondo accademico, associativo e aziendale. Per noi, è fondamentale continuare a lavorare per supportare tutti i nostri clienti, aziende, professionisti e privati, offrendo la nostra consulenza strategica e le soluzioni flessibili e integrate che possano rendere la mobilità sostenibile accessibile a tutti, indipendentemente dalla loro età o dal modo in cui si spostano oggi”, afferma Dario Casiraghi, Direttore Generale di Arval Italia. 
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Ragazza accoltellata alla schiena da uno sconosciuto, caccia all’uomo a Salerno

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(Adnkronos) – Caccia all'uomo a Salerno, dove ieri sera una ragazza è stata accoltellata alle spalle da uno sconosciuto. Da una prima ricostruzione dell'accaduto la giovane, intorno alle 21,30 di ieri sera, mentre si trovava da sola in largo San Tommaso d'Aquino, è stata accoltellata alla schiena da uno sconosciuto. E' stato un passante a segnalare l'accaduto. La giovane trasportata in ospedale in codice rosso, non è in pericolo di vita, ed è stata dimessa questa mattina. La polizia di Stato ha avviato le indagini e le ricerche del responsabile.   
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Boom di prenotazioni per ‘Narciso’ di Caravaggio a Potenza, oltre 22mila in pochi giorni

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(Adnkronos) – Cresce l'interesse per il 'Narciso' attribuito a Caravaggio, in prestito dalla Galleria nazionale di arte antica di Palazzo Barberini e portato dall’Apt Basilicata, fino al prossimo 30 novembre, al Museo archeologico provinciale di Potenza. A pochi giorni dall'inaugurazione del 10 settembre, infatti, la piattaforma di prenotazione online alla mostra 'Caravaggio. Narciso, il mito di un capolavoro' ha superato quota 22.000 richieste (22.791), un dato che colloca l'iniziativa tra le più seguite mai realizzate in Basilicata. Un capitolo a parte merita la risposta del mondo della scuola. Sono numerosi gli istituti di ogni ordine e grado, provenienti da tutta la regione e non solo, che hanno aderito ai percorsi didattici pensati appositamente per le classi in visita, prenotando ingressi dedicati per l'anno scolastico appena avviato.  l progetto espositivo, articolato in un racconto in cinque atti tra archeologia, mito, Rinascimento, Barocco e Novecento lucano, si presta, infatti, a una lettura trasversale che intreccia storia dell'arte, letteratura classica e linguaggio contemporaneo, offrendo ai docenti uno strumento di approfondimento che va ben oltre la singola visita guidata. L'esposizione, a ingresso gratuito, resta visitabile fino al 30 novembre con prenotazione obbligatoria sul portale basilicataturistica.it, dove è possibile consultare anche i pacchetti didattici riservati alle scuole e i tour di scoperta del territorio proposti dai tour operator locali. 
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Polonia, attacco con coltello in abbazia: un morto e 4 feriti. Arrestato un ucraino

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(Adnkronos) – Un cittadino ucraino è stato arrestato dopo aver attaccato cinque persone con un coltello in un'abbazia nell'est della Polonia. Secondo quanto riporta il sito di Gazeta Wyborcza, una delle persone aggredite è morta, mentre altre due vengono descritte in gravi condizioni. "Gli agenti hanno arrestato un cittadino straniero di 31 anni", ha riferito la polizia di Jaroslaw in un dichiarazione in cui ha riferisce che l'uomo "ha ferito quattro uomini ed una donna".  
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Sinner, ecco la decisione sul ritorno in campo: giocherà a Pechino

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner tornerà in campo a Pechino. La notizia, nell'aria già da qualche ora, è stata rilanciata dalla Gazzetta dello Sport, che ha riportato come il tennista azzurro sembri aver superato l'infortunio al ginocchio che lo ha costretto a rinunciare agli US Open. Sinner quindi inaugurerà lo swing asiatico tornando nella capitale cinese, in cui arriva da campione in carica dopo il trionfo dello scorso anno, quando superò in finale Learner Tien. Dopo le cure al JMedical di Torino, Sinner ha ripreso il lavoro sul campo a Montecarlo, superando giorno dopo giorno la tendinite che aveva colpito il suo ginocchio destro e lo aveva portato al forfait nella stagione americana. L'azzurro non gioca una partita dalla finale dello scorso Wimbledon, quando superò Alexander Zverev, trionfatore a New York e anche lui presente a Pechino, in quattro set. L'atteso sorteggio del tabellone principale si terrà martedì 29 settembre, mentre il torneo inizierà mercoledì 30 con la finale in programma martedì 6 ottobre. Ancora in dubbio invece la presenza di Sinner nel Masters 1000 di Shanghai.  
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‘Cuore di donna’, prevenzione cardiovascolare parla al femminile

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(Adnkronos) – Le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare la principale causa di morte tra le donne, causando il 33% di tutti i decessi femminili in Italia, con un’incidenza superiore alla somma di tumore al seno, tumore al polmone e malattie polmonari croniche. Il rischio cardiovascolare femminile, però, rimane ancora ampiamente sottostimato. In occasione della Giornata mondiale del cuore, che si celebra ogni anno il 29 settembre, Synlab rinnova il proprio impegno nella tutela della salute femminile attraverso la campagna di sensibilizzazione 'Cuore di donna' dedicata alla prevenzione cardiovascolare con un approccio costruito sulle specificità biologiche e cliniche delle donne. Tra le malattie cardiovascolari – informa una nota di Synlab- la cardiopatia ischemica in particolare continua ad essere considerata una malattia prevalentemente maschile e ciò contribuisce a una minore percezione del rischio da parte delle donne stesse e a ritardi nel riconoscimento dei sintomi e nell'accesso alle cure. A rendere il quadro ancora più complesso è il fatto che nelle donne la malattia può manifestarsi con sintomi differenti rispetto a quelli tradizionalmente associati all'infarto. Oltre al dolore toracico, possono comparire affanno, nausea, dolore alla mandibola, alle spalle o al dorso, stanchezza intensa e malessere generale. Negli ultimi anni la ricerca scientifica dimostra, infatti, che la cardiopatia ischemica femminile presenta caratteristiche biologiche e cliniche peculiari che richiedono un approccio specifico alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento. Negli ultimi anni la cardiologia di genere ha aperto una nuova prospettiva nella prevenzione cardiovascolare femminile, individuando nella gravidanza un momento chiave per comprendere il rischio cardiovascolare futuro. Durante i nove mesi di gestazione, infatti, il cuore e l'intero sistema circolatorio sono sottoposti a importanti adattamenti fisiologici che permettono all'organismo di sostenere le esigenze della madre e del feto. Le più recenti Linee guida della European Society of Cardiology, in particolare, descrivono la gravidanza come un vero e proprio "stress test cardiovascolare" in quanto alcune complicanze ostetriche quali preeclampsia, ipertensione gestazionale, diabete gestazionale, parto pretermine e restrizione della crescita fetale sono considerati marcatori precoci di un aumentato rischio cardiovascolare che può manifestarsi anche molti anni dopo il parto.  Questi esiti avversi – riferisce la nota – interessano circa una gravidanza su cinque e sono associati a una probabilità fino a quattro volte superiore di sviluppare malattie cardiovascolari negli anni successivi rispetto alle donne che hanno avuto una gravidanza senza complicanze. In particolare, una storia di preeclampsia è stata associata a un rischio circa quattro volte maggiore di scompenso cardiaco e a un rischio due volte e mezzo superiore di cardiopatia ischemica, confermando il valore della storia ostetrica come strumento di prevenzione cardiovascolare lungo tutto l'arco della vita.  "Quando si parla di salute femminile, l'attenzione si concentra spesso sulle patologie oncologiche, mentre le malattie cardiovascolari continuano a essere la prima causa di morte tra le donne e restano ancora oggi poco riconosciute come una priorità di prevenzione – spiega Claudia Colombo, cardiologa del Synlab Lei presso il Polidiagnostico Synlab Cam di Monza –. Colmare questo divario di consapevolezza è essenziale per favorire una diagnosi precoce e una migliore gestione dei fattori di rischio. Sempre in questo ambito, è importante anche valutare gli eventuali aventi occorsi durante la gravidanza, perché potrebbero rappresentare un primo campanello d'allarme per lo sviluppo conclamato di malattie cardiovascolari negli anni successivi. Per questo è fondamentale che la storia ostetrica entri a far parte della valutazione del rischio cardiovascolare: conoscere questi precedenti permette di pianificare controlli mirati, monitorare nel tempo i principali fattori di rischio".  Per sensibilizzare su questa importante tematica, i Centri Synlab Lei di Bologna, Como, Firenze e Monza, oltre che alcune sedi Synlab di Padova e Napoli, offrono un percorso di prevenzione cardiovascolare di primo livello in due giornate dedicate nel mese di ottobre su prenotazione. Il percorso comprende la misurazione della pressione arteriosa, un questionario anamnestico finalizzato alla valutazione del rischio cardiovascolare individuale e un pacchetto di esami ematochimici. Per le pazienti che presenteranno fattori di rischio sarà inoltre prevista una visita cardiologica con Ecg. Attraverso la campagna 'Cuore di donna', Synlab intende contribuire a colmare il divario di consapevolezza che ancora caratterizza la salute cardiovascolare femminile, promuovendo una cultura della prevenzione basata sull'evidenza scientifica e sull'attenzione alle differenze di sesso e genere. Per questo motivo, sarà disponibile per tutte le donne un vademecum informativo gratuito con consigli e pillole di conoscenza per approfondire il tema del rischio cardiovascolare. Queste iniziative – conclude la nota – si inseriscono nella campagna di prevenzione cardiovascolare più ampia che Synlab propone nei prossimi mesi attraverso attività di divulgazione, informazione sui canali social e web e servizi dedicati. 
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FederlegnoArredo, Comitato Misco Italo-Austriaco: al tavolo con filiera austriaca per rafforzare cooperazione

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(Adnkronos) – Consolidare le relazioni, sostenere le imprese attraverso una rappresentanza nazionale e guardare alle prospettive del settore del legno italiano: questi i temi al centro della partecipazione di FederlegnoArredo al Comitato Misto Italo-Austriaco, che si è riunito a settembre a Klagenfurt, in Austria, alla vigilia della Giornata Internazionale del Legno, uno dei più importanti appuntamenti fieristici del settore in Europa centrale. L’incontro ha rappresentato un importante momento di confronto tra le rappresentanze del settore dei due Paesi, con FederlegnoArredo nel ruolo di interlocutore della filiera italiana, chiamata a portare al tavolo le istanze delle imprese e a confrontarsi con la controparte austriaca sulle principali sfide e opportunità per il comparto. Un tavolo di lavoro volto a costruire un dialogo strutturato tra Italia e Austria e a sostenere le imprese italiane sul mercato transfrontaliero, in una fase caratterizzata da incertezze sullo scenario globale e dal rallentamento dei mercati. L’Austria è il principale Paese di provenienza di legname segato importato dall’Italia. Nel 2025, l’Italia ha importato dall’Austria 2,7 milioni di metri cubi di segati di conifere, pari al 58% del totale delle importazioni italiane di questi prodotti (fonte: Centro Studi FederlegnoArredo).  "Il Comitato Misto rappresenta un momento importante di dialogo e di confronto tra le rappresentanze del settore dei due Paesi. In un contesto internazionale complesso, rafforzare le relazioni e lavorare su progetti e sfide comuni significa creare condizioni migliori per sostenere la competitività delle nostre imprese e accompagnarle nelle trasformazioni che il settore sta attraversando. Il confronto di Klagenfurt ci permette di dare continuità a questo percorso e di porre le basi per una roadmap condivisa sui prossimi progetti", commenta Stefano Corà, capo delegazione di FederlegnoArredo al Comitato Misto Italo-Austriaco. Michael Pfeifer, in rappresentanza dell'industria austriaca della prima lavorazione del legno, ha dichiarato che "la cooperazione internazionale e una visione a lungo termine sono alla base del percorso avviato a Klagenfurt, volto a rafforzare le relazioni transfrontaliere nel settore del legno tra Italia e Austria. Abbiamo particolarmente apprezzato il dinamismo e l'approccio pragmatico dimostrati da FederlegnoArredo in questo primo incontro con la nuova delegazione italiana. Ci fa guardare con fiducia alla possibilità di sviluppare insieme una roadmap con iniziative condivise. Il settore deve affrontare numerose sfide, sia a livello nazionale che europeo”. Il prossimo appuntamento operativo sarà a Vienna, dove si lavorerà tra tecnici per la definizione dei dettagli della collaborazione, per poi proseguire gli incontri istituzionali in primavera in Italia, a Vicenza, e dare così seguito al percorso comune per la valorizzazione del sistema legno.  A rappresentare FederlegnoArredo, insieme al Direttore Generale Carlo Piemonte e a Stefano Corà, una delegazione composta da Stefano Ghinassi di Fedecomlegno e Vice President Softwood dell’Ettf, Daniele Servadio di Assolegno, e Nicola Lettera di Assoimballaggi. La presenza delle tre associazioni ha consentito di portare al tavolo una rappresentanza articolata della filiera italiana del legno, attraverso le diverse competenze e specificità dei comparti rappresentati: Fedecomlegno con un confronto sulle prospettive del mercato e delle imprese italiane che importano e distribuiscono i prodotti austriaci; Assolegno con un focus sulle istanze delle imprese attive nel settore delle costruzioni in legno e sulla competitività del legno stesso quale materiale strategico per la transizione ecologica; Assoimballaggi con particolare attenzione alle sfide, alle opportunità e alle prospettive del comparto degli imballaggi in legno. A rappresentare la parte austriaca, insieme a Rainer Handl – Segretario dell'Associazione delle Industrie del Legno Austriache (responsabile per i settori segherie, trasporti e logistica) – vi erano Georg Binder (Segretario generale di proHolz Austria), Christoph Kulterer (proprietario del Gruppo Hasslacher e membro del consiglio di amministrazione di EOS), Michael Pfeifer (capo della delegazione austro-italiana e proprietario del Gruppo Pfeifer) e Bruno Ruhdorfer (membro della delegazione austriaca e vicepresidente dell'Associazione austriaca del commercio del legname). A rafforzare il valore del confronto bilaterale anche l’ampia partecipazione alla serata di networking di aziende associate a FederlegnoArredo, che ha offerto un'ulteriore occasione di incontro e scambio tra imprese e rappresentanti del settore dei due Paesi.  
—lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’AI irrompe al Consiglio di sicurezza: il confronto tra Altman, Amodei, Bengio e Delangue

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(Adnkronos) – Per una volta Sam Altman, Dario Amodei e Yoshua Bengio si sono trovati vicini, sia fisicamente che concettualmente. Davanti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il fondatore di OpenAI, quello di Anthropic e uno degli scienziati che hanno contribuito a rendere possibile l’intelligenza artificiale moderna sono partiti da posizioni diverse per arrivare almeno a una conclusione comune: la corsa verso sistemi sempre più potenti non può essere considerata una forza incontrollabile della natura e la sicurezza non può essere sacrificata sull’altare della competizione. Poi, però, cominciano le differenze. Su chi debba stabilire le regole, sul potere da lasciare alle aziende, su quanto debba intervenire la politica e persino sull’idea che sistemi molto potenti siano di per sé il problema. A portare quest’ultima tesi al Palazzo di Vetro è stato Clément Delangue, il meno noto al grande pubblico dei quattro relatori ma forse quello che ha introdotto l’elemento di maggiore discontinuità: il fondatore di Hugging Face, uno dei principali snodi mondiali dell’AI open source, ha avvertito che il rischio più grande non è avere intelligenze artificiali potenti, ma lasciare che quella potenza sia mal distribuita. La riunione, convocata dalla Francia, arriva mentre il dibattito sull’AI si è spostato rapidamente dai laboratori e dalle authority tecniche ai tavoli della geopolitica. Il Consiglio di sicurezza aveva già affrontato il tema negli anni scorsi, ma questa volta al centro non c’erano soltanto disinformazione, armi autonome o cyberattacchi: c’era la possibilità che sistemi sempre più autonomi diventino difficili da controllare e la domanda, ancora senza risposta, su chi abbia il diritto di decidere fino a dove spingersi.  È soprattutto l’intervento di Yoshua Bengio a dare la misura di quanto sia cambiato il dibattito. Canadese, professore all’Università di Montréal, Bengio nel 2018 ha ricevuto insieme a Geoffrey Hinton (poi "fuggito" da Google) e Yann LeCun (da poco uscito da Meta) il Turing Award, il riconoscimento più prestigioso dell’informatica, per il lavoro fondamentale sul deep learning. È il fondatore di Mila, uno dei più importanti centri di ricerca sull’intelligenza artificiale, e oggi copresiede insieme alla premio Nobel Maria Ressa il nuovo Independent International Scientific Panel on AI delle Nazioni Unite. Nel 2025 ha inoltre creato LawZero, organizzazione non profit dedicata allo sviluppo di sistemi di AI progettati fin dall’origine per essere controllabili. Bengio è diventato uno dei critici più severi del settore che ha contribuito a creare. Al Palazzo di Vetro non ha usato formule prudenti. “I pericoli sono reali e imminenti”, ha detto, ricordando i recenti episodi nei quali agenti di intelligenza artificiale hanno aggirato istruzioni, cercato di nascondere le proprie azioni o compiuto autonomamente operazioni informatiche indesiderate. Il suo bersaglio è soprattutto la logica della corsa. Le aziende ammettono che sistemi sempre più capaci possono comportare rischi molto seri ma spiegano contemporaneamente di non poter rallentare perché qualcun altro continuerebbe comunque ad accelerare. “La corsa non è una legge di natura”, ha detto al Consiglio. È il risultato di decisioni prese dalle aziende. Da qui una proposta che va oltre l’autoregolamentazione. Bengio chiede che i sistemi di frontiera siano sottoposti a un regime di licenze, che la loro sicurezza venga verificata da esperti indipendenti prima dell’addestramento e della messa a disposizione del pubblico, che gli incidenti siano obbligatoriamente segnalati e che venga introdotta una forma di assicurazione sulla responsabilità, come accade in altri settori ad alto rischio. Il paragone che utilizza è con medicina, aviazione ed energia nucleare. Decisioni capaci di incidere sul futuro di tutti, sostiene Bengio, non possono essere prese da pochi dirigenti d’azienda in pochi Paesi.  Altman e Amodei non si spingono così avanti, ma hanno ammesso che (in alcune circostanze) la corsa può e deve rallentare. Altman si infila a metà del dibattito tra "ottimismo cieco" e "doomerism", l'idea che l'arrivo di sistemi superiori all'uomo conduca a conseguenze catastrofiche. Ma il suo messaggio sulla sicurezza (qui il testo integrale) è stato meno sfumato. OpenAI, ha ricordato, ha già rallentato unilateralmente in passato e potrà farlo ancora. Non dovrebbe essere addestrato un modello, ha spiegato, se non esistono prove molto solide che possa rimanere sotto controllo umano. E una probabilità anche piccola di una catastrofe non può semplicemente essere considerata un costo accettabile dell’innovazione. La ricetta di Altman resta però diversa da quella di Bengio: standard tecnici condivisi tra Paesi, sistemi comuni per misurare capacità e rischi, comunicazione rapida degli incidenti e canali sicuri attraverso i quali governi, aziende e infrastrutture critiche possano scambiarsi informazioni. Non un'autorità mondiale che controlli direttamente i laboratori, almeno per ora. Anche Dario Amodei, cofondatore e amministratore delegato di Anthropic, la società che sviluppa Claude ed è nata proprio con una forte attenzione alla sicurezza dei modelli, promette che “rallenteremo quanto sarà necessario” per assicurare che le nuove tecnologie siano sicure. Amodei ritiene che, mantenendo il ritmo attuale, in uno o due anni si possa arrivare a sistemi paragonabili a una “nazione di geni racchiusa in un data center”: milioni di ricercatori e specialisti (sintetici) capaci di lavorare a velocità enormemente superiori a quelle umane. Una prospettiva che per Anthropic potrebbe accelerare ricerca scientifica e crescita economica, ma anche amplificare drasticamente rischi come la produzione di armi biologiche o la perdita di controllo sui sistemi stessi. La proposta di Amodei assomiglia più alla costruzione graduale di un regime di controllo degli armamenti che a una nuova authority globale. Si potrebbe cominciare, ha suggerito, da un accordo internazionale molto concreto: vietare l’impiego dell’AI per sviluppare armi biologiche. A questo dovrebbero aggiungersi strumenti per verificare gli impegni assunti dai diversi Paesi, standard comuni per testare i modelli e un meccanismo internazionale per notificare gli incidenti più gravi.  Poi c’è Clément Delangue. Francese, imprenditore, è cofondatore e amministratore delegato di Hugging Face, società nata nel 2016 e diventata negli anni una sorta di GitHub dell’intelligenza artificiale: sulla sua piattaforma sviluppatori e ricercatori condividono modelli, dataset e strumenti. Hugging Face ha costruito buona parte della propria identità sull’open source e sull’idea che l’accesso all’AI non debba essere riservato ai pochi gruppi capaci di spendere miliardi nell’addestramento dei modelli più avanzati. Per questo il suo intervento davanti al Consiglio di sicurezza parte da una preoccupazione differente. “Il rischio più grande non è un’AI potente, è l’asimmetria dell’AI potente”, ha detto. L’asimmetria tra chi attacca e chi deve difendersi, tra le poche grandi aziende che controllano i modelli più avanzati e tutti gli altri, tra un ristretto numero di Paesi e il resto del mondo. Delangue parte da un episodio che Hugging Face ha vissuto direttamente: il cyberattacco condotto la scorsa estate da agenti autonomi. Durante la risposta all’incidente, alcuni sistemi proprietari non potevano essere utilizzati efficacemente perché i loro meccanismi di sicurezza non erano in grado di distinguere le operazioni effettuate dai difensori da quelle di un aggressore. Hugging Face si è quindi affidata anche a un modello aperto per reagire all’attacco. “Il mondo ha bisogno dell’Ai open source più che mai per difendersi”. Anche lui chiede regole più severe sulla comunicazione degli incidenti e maggiore trasparenza, fino alla condivisione delle tracce lasciate dagli agenti autonomi. Ma avverte che una risposta costruita esclusivamente intorno al controllo dei modelli più potenti potrebbe avere un effetto collaterale: rafforzare ulteriormente proprio le poche aziende che possiedono capitale, chip e infrastrutture per svilupparli. Su una cosa non si trova un punto comune, anche se la distanza tra i quattro si è ridotta. Se sistemi molto più potenti di quelli attuali stanno davvero arrivando, chi stabilirà quali rischi sono accettabili, chi controllerà chi li costruisce e, soprattutto, chi avrà accesso a quella potenza. Non è più una questione tecnologica, ma riguarda potere, sovranità e sicurezza internazionale. E parla direttamente a Donald Trump e Xi Jinping, che a pochi chilometri da New York si incontrano per la prima volta in 11 anni sul suolo americano.  
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‘Tale e Quale Show’ vince la sfida degli ascolti. Per ‘Chi l’ha visto?’ debutto al 7,1% di share

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(Adnkronos) – 'Tale e Quale Show', in onda ieri su Rai1, vince la sfida del prime time. La prima puntata di stagione del programma di Carlo Conti che quest'anno si sposta dal venerdì al mercoledì, ha totalizzato 2.600.000 spettatori e il 19,3% di share battendo 'La Ruota dei Campioni… e delle Stelle' su Canale 5 che in sovrapposizione ha incollato allo schermo 2.571.000 spettatori e il 16,8% di share. Bene la partita degli Europei di Pallavolo Maschile (Italia-Finlandia) su Rai2 che ha totalizzato 2.399.000 spettatori e il 13,5% di share. Altro debutto stagionale in casa Rai per 'Chi l'ha visto?' su Rai3: l'esordio alla conduzione di Raffaella Griggi ha registrato 1.102.000 spettatori (7,1% di share).  Seguono, fuori dal podio: Italia 1 con 'Shark – Il primo squalo' (710.000 spettatori, 4,1% share); La7 con 'Una Giornata Particolare' (483.000 spettatori, 2,8% share); Rete 4 con 'È Sempre Cartabianca' (397.000 spettatori, 3.9% share); Tv8 con '4 Ristoranti' (275.000 spettatori, 2% share) e Nove con 'Confusi e felici' (265.000 spettatori, 1.6% share).  In access prime time testa a testa tra 'La Ruota dei Campioni… e delle Stelle' che ha registrato 4.303.000 spettatori (21,7% share) e 'Affari Tuoi' su Rai1 che ha totalizzato 4.223.000 spettatori (21.1% share).   
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Oasis in concerto a Roma, parte la corsa ai biglietti: oggi arriva il codice univoco, cosa c’è da sapere

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(Adnkronos) – L'attesa è finita: oggi, giovedì 24 settembre, è una giornata importantissima per i fan degli Oasis che vogliono accaparrarsi uno dei biglietti delle tre date italiane della band britannica, in programma allo stadio Olimpico il 26, il 29 e il 30 luglio 2027. Stanno infatti arrivando in questi minuti i codici per tutti coloro che hanno completato la registrazione sul sito dedicato entro il 17 settembre scorso.  Come fa sapere Live Nation, che si occupa dell'organizzazione del concerto, la registrazione per i fan che desiderano acquistare i biglietti per Oasis Live ’27 è ormai chiusa. Agli utenti che hanno completato la registrazione e che saranno selezionati verrà inviato nella giornata di oggi un codice univoco e non trasferibile per accedere a una finestra di vendita assegnata, che si aprirà a partire da domani e per tutto il prossimo fine settimana. Si ricorda che la procedura di registrazione è l’unico modo pubblico per acquistare i biglietti per Oasis Live ’27. Tuttavia, l'avvenuta registrazione non garantisce la ricezione di un codice univoco. Si prevede infatti che la domanda sia superiore al numero di biglietti disponibili. A sua volta il codice univoco dà accesso alla presale, ma non garantisce i biglietti, che sono limitati e soggetti a disponibilità. Per ogni slot di vendita verrà assegnato un quantitativo di biglietti per ogni fascia di prezzo. Le vendite ufficiali si svolgeranno domani, venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 settembre, con tre finestre di vendita ogni giorno. I fan saranno informati direttamente della finestra di vendita a cui potranno accedere e dell’orario tramite e-mail (da controllare anche la cartella spam). I prezzi standard dei biglietti per le date italiane saranno fissi e varieranno da €92,29 a €276,86 commissioni incluse. Ogni utente registrato e in possesso di codice univoco può acquistare fino a un massimo di 4 biglietti.  
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