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Asma, via libera Ue a triplice terapia di mantenimento a dose fissa in un unico inalatore

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(Adnkronos) – Nel nostro Paese l'asma bronchiale colpisce quasi 3 milioni di italiani, circa il 5% della popolazione italiana. In Europa, l'asma interessa 43 milioni di persone e, ogni anno, quasi 4 milioni di persone ricevono una nuova diagnosi. Quando non controllata con duplice terapia, i pazienti possono manifestare sintomi quali respiro sibilante, affanno, senso di costrizione toracica, tosse e, nei casi più gravi, anche il decesso. Per loro arriva il via libera dalla Commissione europea alla triplice terapia in un unico inalatore per i pazienti di età pari o superiore a 12 anni, indipendentemente dalla storia di riacutizzazioni.  La triplice terapia a combinazione fissa con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato (o BGF 320/28.8/10μg) – informa una nota – è stata approvata nell'Ue come trattamento di mantenimento dell’asma nei pazienti di età pari o superiore a 12 anni non adeguatamente controllati con un'associazione di un corticosteroide inalatorio a dose media e un beta2-agonista a lunga durata d’azione (Laba). Budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato è una triplice combinazione a dose fissa in un unico inalatore che combina l’efficacia di un Ics/Laba e un antagonista muscarinico a lunga durata d’azione (Lama). L'approvazione da parte della Ce – si legge – segue il parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) e si basa sui risultati positivi degli studi di fase III Kalos e Logos.  "Negli studi – si legge – budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato ha dimostrato miglioramenti statisticamente significativi nella funzione polmonare rispetto ai comparatori Ics/Laba in combinazione. Nell’analisi sui dati aggregati degli studi Kalos e Logos budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato ha inoltre dimostrato una riduzione statisticamente significativa del tasso annuale di riacutizzazioni gravi di asma rispetto ai comparatori Ics/Laba in combinazione in un’ampia popolazione di pazienti, compresi quelli che non avevano avuto una riacutizzazione da asma nell’anno precedente".  "Ogni giorno vedo pazienti il cui asma rimane non controllato nonostante il trattamento di mantenimento, con conseguenti sintomi persistenti come difficoltà a respirare, declino della funzione polmonare e rischio di riacutizzazioni, che possono comportare gravi conseguenze per la salute – dichiara Alberto Papi, professore di Medicina Respiratoria all'Università di Ferrara e Direttore dell'Unità Respiratoria, Dipartimento Cardio-Respiratorio, Azienda Ospedaliera Universitaria S. Anna di Ferrara e Primary Investigator dello studio -. L’approvazione di budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato in Europa come prima triplice terapia in unico inalatore per il trattamento dei pazienti con età pari o superiore a 12 anni offre un’importante nuova opzione terapeutica che ha mostrato di migliorare il controllo dell’asma e ridurre il rischio di future riacutizzazioni, a prescindere dalla storia pregressa di riacutizzazioni". "L’approvazione da parte della Ce rafforza il ruolo consolidato di budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato nel migliorare gli outcome dei pazienti con Bpco – commenta Ruud Dobber, Executive Vice President and President, BioPharmaceuticals Business Unit, AstraZeneca -. Questo significa che ora possiamo offrire in Europa i benefici della triplice terapia in combinazione fissa in unico inalatore alle persone di età pari o superiore a 12 anni il cui asma rimane non controllato con la duplice terapia inalatoria". In un endpoint secondario chiave – dettaglia la nota – budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato ha dimostrato una rapida insorgenza d’azione con un miglioramento significativo rispetto al basale della funzione polmonare già entro cinque minuti dopo la prima dose. Budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato è una terapia di mantenimento e non deve essere utilizzata per alleviare problemi respiratori improvvisi né sostituirà l’inalatore al bisogno. I risultati degli studi Kalos e Logos sono stati pubblicati sul The Lancet Respiratory Medicine a febbraio 2026. Negli studi Kalos e Logos non sono emersi nuovi segnali di sicurezza o tollerabilità della triplice terapia con budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato. Budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato – conclude la nota – è approvato negli Stati Uniti e in Giappone per il trattamento dell’asma e sono attualmente in corso revisioni da parte dell’autorità regolatoria in Cina così come in altri Paesi. La terapia è anche approvata per il trattamento dei pazienti adulti con Bpco in 90 Paesi a livello globale inclusi Usa, Ue, Cina e Giappone. 
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Gp Baku, Antonelli costretto allo stop nelle libere: cos’è successo

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(Adnkronos) – Non inizia benissimo il weekend di Formula 1 a Baku per Kimi Antonelli, costretto allo stop nelle prime libere del Gran Premio dell'Azerbaigian
oggi, giovedì 23 settembre. La Formula 1 ha già acceso i motori per l'appuntamento azero, iniziato con 24 ore di anticipo rispetto al solito per la ricorrenza prevista domenica nel Paese: il Giorno della Memoria nazionale, dedicato al ricordo dei militari morti durante la Seconda Guerra del Nagorno-Karabakh del 2020. Una circostanza che ha portato gli organizzatori a spostare al sabato la gara, in programma alle 13 ora italiana, anticipando così di un giorno l’intero calendario del fine settimana. Ma cos'è successo in mattinata a Kimi Antonelli?
 Il weekend non è iniziato benissimo per il leader del Mondiale Antonelli, rimasto ai box oltre mezz'ora per un problema al sistema idraulico della sua Mercedes. Quello della mattinata a Baku, per Kimi, è stato un inconveniente che ha ridotto in maniera consistente il tempo in pista, dopo il miglior giro fatto segnare nella prima metà della sessione, con gomme hard. Il bolognese ha così chiuso con il quinto tempo la prima uscita in pista, in una sessione dominata dall'altra Mercedes di George Russell (il più veloce in 1’45’’387).  
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Fitwalking for Ail, camminata solidale a sostegno di pazienti con tumori del sangue

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(Adnkronos) – È in calendario per domenica 27 settembre Fitwalking for Ail 2026, la camminata solidale non competitiva promossa da Ail–Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma. La decima edizione dell’iniziativa che vedrà migliaia di persone, da Nord a Sud, in 40 città italiane, camminare fianco a fianco, è stata presentata oggi a Roma.  “La Fitwalking for Ail è un appuntamento che, anno dopo anno, cresce e coinvolge un numero sempre maggiore di città e di persone. Quest’anno saranno ben 40 le città italiane che cammineranno insieme per sostenere la lotta ai tumori del sangue, un segnale concreto della forza e della partecipazione che questa iniziativa ha saputo costruire nel tempo – afferma Giuseppe Toro, presidente nazionale Ail – Dieci edizioni rappresentano un traguardo importante, ma soprattutto raccontano un percorso di crescente consapevolezza e solidarietà. Camminare insieme significa sostenere la ricerca scientifica, garantire assistenza ai pazienti e alle loro famiglie e promuovere, al tempo stesso, uno stile di vita sano e rispettoso dell’ambiente. La crescita delle città coinvolte – aggiunge – dimostra quanto questi valori siano condivisi e quanto sia importante continuare a fare rete, unendo territori e comunità in un grande gesto collettivo. La Fitwalking for Ail si inserisce nel progetto ‘Ambiente e salute’, perché siamo convinti che la cura della persona passi anche dalla cura dell’ambiente in cui vive, in linea con gli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030. È un appuntamento che, da dieci anni, ci ricorda che solidarietà, salute e sostenibilità possono davvero camminare fianco a fianco”.  La Fitwalking for Ail – riferisce una nota – è un’importante iniziativa per raccontare i risultati raggiunti e le ulteriori prospettive nella cura dei tumori del sangue e per informare i pazienti affetti da queste patologie sulla possibilità di condurre una vita attiva e incoraggiarli quindi alla pratica del movimento fisico. L’iniziativa di sensibilizzazione, nata nel 2017, continua a essere una speciale occasione per i pazienti e gli ex pazienti per trascorrere una giornata all’aria aperta, facendo movimento e attività fisica. I rilevanti risultati negli studi scientifici e le terapie sempre più efficaci e mirate, hanno infatti determinato un grande miglioramento nella diagnosi e nella cura dei pazienti ematologici. È necessario però continuare su questa strada per raggiungere sempre nuovi obiettivi e rendere leucemie, linfomi e mielomi sempre più curabili.  Dal 28 settembre all'11 ottobre 2026 è inoltre prevista la Fitwalking for Ail Digitale, una sfida solidale che unisce i dipendenti di BeOne, Kyowa Kirin e TeleConsul Editore in una gara di solidarietà aziendale per trasformare i propri passi in un aiuto concreto a favore dei pazienti con tumori del sangue e delle loro famiglie. L'iniziativa rappresenta un'opportunità per promuovere salute, spirito di squadra e responsabilità sociale d'impresa, dimostrando come la collaborazione tra aziende e Terzo Settore possa generare un impatto positivo per la comunità.  Forma di praticare il cammino alla portata di tutti, il Fitwalking – in inglese letteralmente ‘camminare per la forma fisica’ – è il denominatore comune per tutte le attività motorio-sportive, per il tempo libero e per il relax, per il divertimento, per il fitness, per la salute e per il benessere. Avvicinarsi alla tecnica del fitwalking significa rendere il modo di camminare sufficientemente efficace da potersi muovere a una elevata velocità mantenendo una gestualità naturale. La camminata solidale di Ail ha il patrocinio di Aeronautica Militare, Arma dei Carabinieri, Stato Maggiore della Marina, Coni–Comitato olimpico nazionale italiano, sport e salute, atletica italiana–Federazione italiana di atletica leggera, Cip– Comitato italiano paralimpico, Aia–Associazione italiana arbitri, Aics–Associazione italiana cultura sport, Csi– Centro sportivo italiano e Fiasp–Federazione italiana amatori sport per tutti. Dettagli su location, orari di partenza e su come partecipare consulta sul sito fitwalking.ail.it/. 
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Inclusione e futuro, giovani rifugiati al lavoro nei ristoranti McDonald’s di Roma

ROMA (ITALPRESS) – Dalla formazione all’ingresso nei ristoranti McDonald’s della Capitale. E’ il percorso avviato con “Oltre le Frontiere”, il progetto di inserimento lavorativo per giovani rifugiati presentato nel locale di via Casal del Marmo, a Roma. L’iniziativa è promossa da MDC Fast Food Srl, società licenziataria del marchio, con P&G Alumni Italia Foundation, Seniores Italia Lazio ODV e Comunità di Sant’Egidio. “Il progetto vuole integrare ragazzi rifugiati e nasce dalla partnership con McDonald’s e le associazioni del terzo settore. E’ un percorso di inclusione, che è uno dei valori fondanti di McDonald’s e il ruolo del licenziatario è quello di partire dai valori fondanti dell’azienda e declinarli su tutto il territorio”, le parole di Domenico Di Carluccio, licenziatario McDonald’s.
Alcuni ragazzi accolti dalla Comunità di Sant’Egidio hanno seguito un corso di formazione professionale finanziato dalla fondazione e organizzato da Seniores Italia Lazio. “Il nostro ruolo è quello di sostenere e promuovere progetti di inclusione. In questo progetto abbiamo fatto da ponte con l’associazione Seniores Italia nel Lazio e McDonald’s. I corsi di formazione si strutturano su due livelli: uno teorico, svolto gratuitamente dai volontari dell’associazione, e uno pratico, con percorsi specifici per coinvolgere i ragazzi nel mestiere”, aggiunge Cinzia Gaeta, Presidente Procter & Gamble Alumni Italia Foundation.
Dopo aver superato i colloqui per le posizioni offerte da MDC Fast Food, sono entrati nei gruppi di lavoro di alcuni ristoranti romani gestiti dalla società. Il percorso prevede anche un sostegno all’apprendimento dell’italiano, per facilitare l’attività lavorativa e la vita quotidiana.
Alla presentazione ha partecipato Marco Della Porta, presidente del Municipio XIV. Il progetto riunisce chi si occupa di accoglienza, chi organizza la formazione e un’impresa che offre opportunità di impiego. Per i giovani coinvolti, il lavoro può diventare un passo verso l’autonomia economica e l’integrazione nella comunità. “In questo territorio crediamo fortemente nell’alleanza per il bene comune. Lavoriamo insieme per obiettivi di crescita collettiva. La collaborazione con il terzo settore, per fornire lavoro a ragazzi rifugiati, è un qualcosa di importante e cerchiamo di intercettare i bisogni delle persone”, sottolinea Della Porta.
L’iniziativa si affianca alle attività della Comunità di Sant’Egidio per le persone arrivate in Italia attraverso i corridoi umanitari. Secondo i dati dell’organizzazione, dal febbraio 2016 il programma, finanziato dalla società civile, ha accolto e avviato a percorsi di integrazione 7.816 persone. I promotori auspicano che la collaborazione possa proseguire ed estendersi ad altre regioni.

– foto ufficio stampa McDonald’s. Da sinistra Salvatore Leotta, Seniores Italia Lazio ODV; Cinzia Gaeta, Presidente P&G Alumni Italia Foundation; Domenico Di Carluccio, Licenziatario McDonald’s – MDC Fast Food Srl; Tooba Mashimi, una ragazza coinvolta nel progetto; Annamaria Spinelli, Comunità di Sant’Egidio; Marco Della Porta, Presidente Municipio XIV –
(ITALPRESS).

Zanzare e virus, cresce l’attenzione in Italia: 700 casi di West Nile e 312 di Dengue

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(Adnkronos) – Cresce in Italia la preoccupazione per virus trasmessi dalle zanzare, in particolare West Nile. Secondo il nono bollettino settimanale dell'Istituto superiore di sanità (Iss), aggiornato al 22 settembre 2026, sono 700 i casi confermati di infezione nell'uomo, rispetto ai 657 riportati nel precedente aggiornamento. Dei 700 casi complessivi, 368 hanno sviluppato una forma neuroinvasiva. Tra questi sono stati identificati anche cinque casi importati, con esposizione in Maldive, Francia, Belgio, Grecia e Olanda. Il bollettino registra inoltre 88 casi asintomatici individuati attraverso lo screening dei donatori di sangue, 239 casi di febbre, quattro casi caratterizzati da altri sintomi e un ulteriore caso asintomatico. Tra i casi febbrili è presente un'infezione importata dal Burkina Faso. Sono 54 i decessi notificati tra i casi confermati di West Nile, tre in più rispetto al precedente bollettino. Uno dei decessi riguarda un caso importato. La letalità, calcolata sulle forme neuroinvasive autoctone finora segnalate e confermate, è pari al 14,6%, a fronte del 14,9% registrato nello stesso periodo del 2025. Nello stesso periodo dello scorso anno i casi segnalati erano 680, con 48 decessi. La diffusione territoriale del West Nile continua a essere monitorata dall'Iss. Le province nelle quali è stata dimostrata la circolazione del virus sono salite a 83, distribuite in 19 Regioni italiane. Nel precedente bollettino erano 82 le province interessate, sempre in 19 Regioni. Il dato comprende quindi sia l'aumento dei casi umani sia l'estensione territoriale della circolazione virale rilevata attraverso la sorveglianza. Sul fronte della Dengue, dal 1° gennaio al 22 settembre 2026 il sistema di sorveglianza nazionale dell'Iss ha registrato 312 casi confermati. Di questi, 47 sono autoctoni, mentre tutti gli altri risultano associati a viaggi all'estero. Non sono stati registrati decessi. Il bollettino segnala in particolare tre episodi di trasmissione locale e quattro casi attualmente considerati sporadici. Uno dei focolai riguarda un comune della provincia di Livorno, in Toscana, dove sono stati confermati 26 casi di infezione con esposizione nello stesso territorio. Sono in corso ulteriori indagini epidemiologiche e attività di contrasto al vettore. Un secondo focolaio è stato individuato in alcuni comuni della provincia di Lecce, in Puglia, con 13 casi confermati, tutti sintomatici. Anche in questo caso sono in corso le attività di sorveglianza e di contrasto alle zanzare. Il terzo focolaio riguarda invece un comune della provincia di Milano, in Lombardia, dove sono stati identificati due casi con esposizione locale. Il monitoraggio dell'Iss comprende anche Chikungunya e Zika virus. Dal 1° gennaio al 22 settembre sono stati confermati 28 casi di Chikungunya. Soltanto uno è stato identificato come autoctono, mentre gli altri risultano associati a viaggi all'estero. Non sono stati registrati decessi. Per quanto riguarda lo Zika virus, i casi confermati sono 3, tutti associati a viaggi all'estero. Anche per questa infezione non sono stati registrati decessi. Per Chikungunya e Zika, la maggior parte dei casi risulta invece associata a viaggi all'estero. Nello stesso periodo sono stati inoltre segnalati 15 casi di Usutu virus. I casi sono stati identificati in diverse Regioni: 8 in Lombardia, 1 in Emilia-Romagna, 1 nelle Marche, 2 nel Lazio, 1 in Piemonte e 2 in Veneto. I dati rientrano nel sistema di sorveglianza nazionale delle infezioni trasmesse da vettori e vengono aggiornati periodicamente dall'Istituto superiore di sanità. 
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Mobilità, Casiraghi (Arval): “E’ un fattore non più solo di business, ma di welfare”

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(Adnkronos) – "Oggi la mobilità non è più solo un fattore di business che agevola l'attività dell'azienda, ma è diventata soprattutto un tema di welfare. Il nostro obiettivo è quello di dare una consulenza specifica alle aziende, per capirne i bisogni e indirizzarle verso una mobilità sempre più sostenibile, integrata e innovativa, attraverso prodotti e servizi specifici che non sono più solo l'auto a noleggio a lungo termine, ma prodotti flessibili e digitali come il rinoleggio dell'auto usata o strumenti complementari come e-bike e car sharing". Ad affermarlo Dario Casiraghi, Direttore Generale di Arval Italia, commentando i risultati di un'indagine presentata questa mattina allo SmartCityLab di Milano, in occasione della European Mobility Week, e condotta da Arval Mobility Observatory, l'osservatorio sulla mobilità dell'azienda, su un campione di dipendenti del Gruppo bancario Bnp Paribas, cui la società appartiene.  "Ci sono diversi ostacoli", spiega però Casiraghi, "soprattutto deve crescere la consapevolezza all'interno delle aziende, anche grazie alla nostra consulenza, per fare in modo che venga abbracciata una nuova modalità di approccio alla mobilità. Anche le infrastrutture sono talvolta un ostacolo", aggiunge poi il Direttore Generale di Arval Italia, "e lo abbiamo visto con il tema dell'elettrificazione, ma pian piano dobbiamo fare in modo di agevolare e di velocizzare l'accesso a questa mobilità sostenibile, anche attraverso le associazioni e il governo". 
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Colombo (Siaarti): “Anestesisti-rianimatori in prima linea nelle emergenze”

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(Adnkronos) – "Le situazioni di emergenza sono da sempre al centro dell’attività degli anestesisti-rianimatori e ci portano spesso a collaborare anche a livello internazionale. Un esempio recente, purtroppo, è l'incidente di Crans-Montana, in cui abbiamo lavorato insieme ai colleghi europei per garantire la migliore assistenza possibile ai pazienti coinvolti. Ma si tratta solo dell’ultimo episodio di una lunga serie di interventi in contesti di emergenza". Lo ha detto Davide Colombo, anestesista rianimatore e responsabile dell'Area culturale medicina critica dell'emergenza per la Società italiana di anestesia, rianimazione e terapie intensiva, intervenuto al congresso dell’area emergenza (Ace) di Siaarti, in programma oggi e domani, 25 settembre, alla Città militare della Cecchignola di Roma. Al centro dei lavori non solo tecnica, ma anche comunicazione sotto stress, leadership nel trauma team, decisioni in pochi minuti.  "Siamo spesso impegnati anche in scenari internazionali, come è avvenuto, per esempio, dopo il terremoto in Venezuela – ricorda Colombo che è anche responsabile scientifico del congresso -. In queste situazioni collaboriamo con la Protezione civile e, quando necessario, anche con le forze armate". Il congresso "affronta proprio questi temi, oggi sempre più attuali e importanti: come organizzare e coordinare al meglio gli interventi sanitari nelle situazioni di emergenza e nelle grandi calamità, per garantire ai pazienti un’assistenza il più possibile tempestiva ed efficace", conclude. 
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Siaarti: “La preparazione è la chiave per una risposta efficace alle maxi emergenze”

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(Adnkronos) – Prepararsi a una maxi-emergenza prima che si verifichi, con percorsi di formazione condivisi, procedure comuni e capacità operative coordinate. È uno dei messaggi al centro della prima giornata del congresso dell'Area culturale medicina critica dell'emergenza della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), aperto oggi alla Città militare della Cecchignola di Roma. Alla Cerimonia inaugurale sono intervenuti portando il loro saluto il Generale di Corpo d’Armata Angelo Michele Ristuccia (Comandante logistico dell’Esercito), il Ten. Gen. Vincenzo Campagna (direttore generale della Sanità militare), il Maggiore Generale Dir. Michele Tirico (Comandante di Sanità e Veterinaria dell’Esercito) e rappresentanti della Protezione civile, di Ares 118 e di Croce rossa italiana. "Il Congresso Ace ricorda quanto la Sanità militare sia parte integrante del sistema Italia – afferma la presidente Siaarti Elena Bignami -. Le maxi-emergenze mettono alla prova la capacità di sistemi diversi di lavorare insieme. È questo il valore di una giornata di apertura che riunisce nella stessa sala istituzioni militari, sanitarie e professionisti del soccorso". La cooperazione – spiegano da Siaarti – assume un peso particolare anche negli interventi all’estero, dove calamità e disastri richiedono il coordinamento tra strutture civili e militari. Su questo fronte Siaarti punta a rafforzare i progetti comuni di formazione e ricerca con le diverse componenti del soccorso. I lavori sono proseguiti con le missioni di Protezione civile e la gestione delle maxi-emergenze ambientali. A spiegare le scelte alla base del programma è Davide Colombo, responsabile dell'Area culturale Siaarti medicina critica dell'emergenza e responsabile scientifico del Congresso: "È un congresso preparato a lungo, con scelte difficili rispetto a cosa includere e cosa escludere. Il programma definitivo è però equilibrato e di alto profilo e credo che i partecipanti potranno spaziare tra i diversi aspetti dell'emergenza e confrontarsi con relatori di grande esperienza e grande caratura scientifica".  La sessione dedicata alla medicina tattica ha affrontato anche il trasferimento all’ambito civile di esperienze e procedure sviluppate in contesti militari, con la presentazione del documento Siaarti Gestione anestesiologica del paziente critico in ambiente ostile. L’esperienza maturata dalla medicina tattica nel trattamento dei pazienti politraumatizzati e dei feriti da arma da fuoco ha contribuito allo sviluppo di procedure che oggi trovano applicazione anche nell’emergenza civile, tradotte nel documento in indicazioni condivise per la gestione del paziente critico in ambiente ostile. La gestione delle maxi-emergenze richiede competenze cliniche, prontezza operativa e addestramento specifico. In questi scenari l’anestesista-rianimatore può trovarsi a operare fuori dall’ospedale, all’interno di sistemi complessi che coinvolgono professionalità e organizzazioni diverse.  È il punto sottolineato da Luca Carenzo, responsabile della Sezione Siaarti Maxiemergenze e ambiente ostile: "A Crans-Montana, ad esempio, anestesisti-rianimatori italiani hanno lavorato fianco a fianco con colleghi svizzeri e francesi e accompagnato i pazienti ustionati verso i centri di riferimento in Italia. Una risposta di questo tipo non può dipendere solo dalla competenza e dalla buona volontà dei singoli: dipende soprattutto dall’addestramento". Nelle maxi-emergenze squadre appartenenti a organizzazioni diverse possono incontrarsi per la prima volta direttamente sul campo e avere pochi minuti per funzionare come un unico sistema. Non è possibile addestrarsi in anticipo con tutte le persone con cui si lavorerà, ma è possibile prepararsi a operare con professionisti mai incontrati prima. "Serve un percorso specifico e condiviso con Protezione civile, Forze armate, volontariato, società scientifiche e agenzie del soccorso tecnico – continua Carenzo -. Siaarti e un congresso come Ace servono anche a questo: costruire un linguaggio comune che renda efficace la collaborazione sul campo". Nel corso della giornata il confronto si è esteso alla gestione dell’arresto cardiaco e alle nuove tecnologie, dalla realtà virtuale nella formazione ai dispositivi di assistenza circolatoria e ai Cardiac Arrest Center. Spazio anche alla coagulopatia da emorragia massiva, al trauma e alla gestione del dolore acuto nelle maxi-emergenze. Tra i temi dell’edizione 2026 anche l’assistenza sanitaria nei grandi raduni, nei concerti, negli eventi sportivi e nelle manifestazioni di massa, che richiedono una pianificazione sanitaria specifica, squadre preparate e la capacità di gestire sia le esigenze cliniche individuali sia eventuali emergenze con più persone coinvolte. 
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Mobilità, Floria (Arval): “Per il 60% degli intervistati è cruciale nella scelta del posto di lavoro”

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(Adnkronos) – "La mobilità, intesa come possibilità di accesso a soluzioni differenziate per gestire lo spostamento casa-lavoro-casa, è tra i principali driver nella scelta del posto di lavoro. Oltre il 60% la definisce driver fondamentale in questa decisione, mentre l'auto rimane centrale per oltre il 40% dei rispondenti". Ad affermarlo Alessandro Floria, Direttore Marketing & Comunicazione di Arval Italia, a margine della presentazione dei risultati di un'indagine condotta da Arval Mobility Observatory, l'osservatorio sulla mobilità dell'azienda, su un campione di dipendenti del Gruppo bancario Bnp Paribas, cui la società appartiene.  "Ci sono anche fenomeni più specifici", aggiunge Floria, "legati alla possibilità di lavorare in contesti dove le infrastrutture sono più avanzate, come nelle aree metropolitane, dove cominciamo a vedere le prime forme di mobilità multimodale, cioè quella che unisce due diversi mezzi di locomozione".  Quanto al futuro, dalla ricerca presentata oggi allo SmartCityLab di Milano in occasione della European Mobility Week emerge che "il 70-75% della popolazione non immagina cambiamenti drastici nei prossimi 5 anni", come sottolinea il Direttore Marketing & Comunicazione dell'azienda, "probabilmente perché non ha e non sente un supporto a questo cambiamento verso forme di mobilità più sostenibili e di nuova generazione, e poi c'è un 20-25% che invece anticipa già la volontà e la possibilità di cambiare radicalmente il proprio modo di vivere la mobilità nei prossimi 3-5 anni". A volere soluzioni più sostenibili sono "soprattutto le nuove generazioni", spiega Floria, che immaginano un'evoluzione verso "alimentazioni elettrificate, un maggior uso di mezzi pubblici, di cicli e motocicli e addirittura più tratte percorse a piedi". 
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Olanda, Van Dijk litiga con un giornalista: “Scrivete ca***te e bugie”

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(Adnkronos) –
Virgil van Dijk litiga con un giornalista. Il difensore del Liverpool ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match tra Olanda e Germania, in programma oggi, giovedì 24 settembre, e valido per la prima giornata di Nations League. Durante l'incontro con i media il capitano orange ha avuto un acceso botta e risposta con un reporter. "Non ho nessun problema con la stragrande maggioranza dei media, e non ne ho mai avuti", ha detto Van Dijk rispondendo a una domanda, "ma a volte scrivono cazzate e bugie. Cosa ci posso fare?".  Immediata la replica del giornalista: "Potresti parlarne direttamente con quella persona", ma la risposta di Van Dijk ha spiazzato tutti: "È quello che sto facendo in questo momento". 
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