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Alcaraz e l’assenza di Sinner: “Mi manca, non vedo l’ora di giocare contro di lui”

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(Adnkronos) –
Carlos Alcaraz sente la mancanza di Jannik Sinner. Il tennista spagnolo, impegnato in Laver Cup, ha parlato del numero uno del mondo, ancora alle prese con l'infortunio al ginocchio che lo ha costretto a saltare gli US Open e lo mette in dubbio anche per l'Atp 500 di Pechino. "Lui sta vincendo tutto, lo ha fatto soprattutto all'inizio dell'anno", ha detto Alcaraz in un'intervista alla Bbc, "Mi manca. Mi manca vederlo in giro, giocare contro di lui. Mi spinge a essere un giocatore migliore".  "Spero che da questa pausa nella nostra rivalità nascerà qualcosa di ancora migliore, ormai la gente aspetta con ansia la nostra prossima partita. Quindi penso che quando accadrà sarà tutto ancora meglio", ha concluso lo spagnolo.  
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Napoli alza il sipario sull’America’s Cup, al via le Regate Preliminari nel Golfo

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(Adnkronos) – Il grande dragone della vela mondiale torna a dispiegare le sue ali nel Golfo di Napoli. Da domani, le acque partenopee diventeranno il teatro ufficiale delle regate preliminari dell'America's Cup, dando il via a una tre giorni di competizione ad altissima velocità. Un appuntamento attesissimo che vedrà protagonisti gli AC40, i velocissimi monotipi volanti progettati per garantire parità tecnologica e la massima equità competitiva. A differenza dei futuri AC75 creati su misura dai singoli cantieri per la fase finale, gli AC40 sono imbarcazioni One Design con specifiche identiche per tutte le squadre. Più corti e leggeri, con una lunghezza di 11,8 metri per sole due tonnellate, questi monoscafi riescono a superare i 45 nodi (oltre 80 km/h) grazie all'azione dei foil. A bordo l'equipaggio è ridotto a quattro elementi — due timonieri e due trimmer — senza i classici grinder, i cui compiti sono sostituiti da sistemi energetici automatizzati e batterie. 
In acqua scenderanno nove scafi appartenenti a sei team: Emirates Team New Zealand, Luna Rossa Prada Pirelli, Ineos Britannia/GB1, Alinghi Red Bull Racing, American Magic e Orient Express. Per valorizzare la nuova generazione e il movimento femminile, formazioni di punta come Luna Rossa, i neozelandesi e i britannici schiereranno due barche ciascuno, dando spazio anche ai talenti dei programmi Youth & Women. La competizione si articola in due fasi ben distinte. Nelle prime giornate si disputeranno fino a otto Regate di Flotta (Fleet Race) collettive con tutti i nove AC40 contemporaneamente sulla linea di partenza, ciascuna della durata massima di 30 minuti. Il sistema di punteggio assegnerà 10 punti al vincitore di ogni prova, a scendere fino ai 2 punti del nono classificato. Al termine della fase a gironi si azzera tutto: le prime due imbarcazioni in graduatoria staccheranno il pass per il duello finale di domenica, un Match Race a scontro diretto che incoronerà il vincitore della tappa.
 Per consentire il volo sui foil in totale sicurezza, le regate verranno disputate con un limite di vento compreso tra un minimo di 7,5 e un massimo di 21 nodi. Una novità regolamentare fondamentale rispetto alle passate tappe riguarda la gestione degli imprevisti: durante le Fleet Race i team non potranno più usufruire del "bonus" da 5 minuti per ritardare la partenza in caso di guasto tecnico, facoltà che rimarrà valida esclusivamente prima del Match Race finale. Sebbene l'esito di queste sfide non assegni punti validi per la futura Louis Vuitton Cup, il valore tattico e psicologico del test è enorme per tutti i timonieri. Il campo di gara tracciato a ridosso della costa metterà alla prova i team con le insidiose brezze termiche e i repentini salti di vento tipici del bacino campano. Per il pubblico italiano si preannuncia uno spettacolo unico: via Caracciolo e le pendici di Posillipo si trasformeranno in un'immensa tribuna naturale per seguire da vicino le evoluzioni di Luna Rossa e dei suoi rivali. 
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Formula 1, oggi seconde prove libere Gp Azerbaigian: orario e dove vederle in tv

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(Adnkronos) – Torna in pista la Formula 1 con le seconde prove libere del Gp dell'Azerbaigian. Oggi, giovedì 24 settembre, sul circuito cittadino di Baku, George Russell con la Mercedes è stato il più veloce nella prima sessione davanti alla Red Bull di Max Verstappen e alle due Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Quinto posto per il leader iridato Kimi Antonelli, con l'altra Mercerdes. Nella classifica mondiale Antonelli guida con 81 punti sul compagno di squadra Russell e 101 su Hamilton. Ecco il programma, gli orari e dove vedere le seconde libere in tv e streaming. La seconda sessione di prove libere del Gp dell'Azerbaigian si corre dalle ore 14.  Le seconde prove libere del Gp dell'Azerbaigian di oggi, giovedì 24 settembre, verranno trasmesse in diretta sui canali Sky Sport. Saranno visibili anche in streaming su Sky Go e Now. 
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Tailleur nero e camicia bianca, alla cena della Fashion Week Meloni sceglie Ermanno Scervino

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(Adnkronos) – Nero, bianco e una borsetta con la catena d’argento. Per la cena di gala della Camera Nazionale della Moda Italiana a Palazzo Reale, Giorgia Meloni ha scelto un look firmato Ermanno Scervino, uno dei nomi ormai ricorrenti nel suo guardaroba istituzionale. Completo pantalone nero, camicia bianca con dettagli in pizzo, décolleté scure, borsa nera e una tracolla con catena argentata: un outfit essenziale, costruito sul contrasto più classico della moda ma con qualche dettaglio prezioso a renderlo meno austero. È uno stile che Meloni ha adottato spesso negli appuntamenti internazionali e nelle occasioni ufficiali più importanti, affidandosi soprattutto a griffe italiane. Tra i nomi che hanno accompagnato la presidente del Consiglio negli ultimi anni ci sono, oltre a Scervino, anche Giorgio Armani, con una predilezione per silhouette rigorose, completi e abiti dalla linea pulita, spesso giocati sui toni chiari o scuri. Ermanno Scervino, oltre a vestire star nazionali e internazionali, è una presenza consolidata nel mondo istituzionale e politico italiano: ha vestito e veste tuttora anche Agnese Landini, moglie dell’ex premier Matteo Renzi, in diverse occasioni pubbliche. E proprio con Toni Scervino, amministratore delegato del marchio, Meloni, dopo i saluti agli imprenditori e agli esponenti della moda presenti alla cena, la presidente del Consiglio si è fermata a parlare e i due si sono abbracciati. Intercettato dai cronisti, Scervino non ha svelato dettagli sul look per la premier ma ha sottolineato il piacere e l’onore di vestirla. 
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Nations League, oggi Olanda-Germania: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Big match nella prima giornata di Nations League. Oggi, giovedì 24 settembre, l'Olanda ospita la Germania – in diretta tv e streaming – nella nuova edizione della competizione per Nazionali, che domani vedrà impegnata l'Italia contro il Belgio all'Olimpico. Esordio per i nuovi ct: Jurgen Klopp sulla panchina tedesca e Xavi su quella olandese.  La sfida tra Olanda e Germania è in programma oggi, giovedì 24 settembre, alle ore 20.45. Ecco le probabili formazioni: 
Olanda (4-3-3): Verbruggen; Dumfries, Van Dijk, Van de Ven, Aké; Reijnders, Gravenberch, Koopmeiners; Malen, Gakpo, Lang. Ct. Xavi 
Germania (4-3-3): Nubel; Kimmich, Tah, Schlotterbeck, Brown; Pavlovic, Karl, Nmecha; Musiala, Havertz, Schade. Ct. Klopp  Olanda-Germania sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali SkySport, ma sarà visibile anche in chiaro su TV8. La partita si potrà seguire inoltre in streaming sull'app SkyGo, su NOW e sulla piattaforma web di TV8.  
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Mafia, 25 arresti tra Catania e Siracusa. Procuratore Curcio a imprenditori “Denunciate, lo Stato è con voi” / Video

CATANIA (ITALPRESS) – Un’alleanza criminale radicata tra le province di Catania e Siracusa, in grado di soffocare l’economia legale e controllare il territorio con metodi spietati. È il quadro dell’operazione antimafia condotta dai Carabinieri di Siracusa e dalla Guardia di Finanza di Catania, che ha portato all’esecuzione di venticinque misure cautelari. Al centro dell’inchiesta il clan Nardo di Lentini, storicamente legato alla famiglia di Cosa Nostra Santapaola-Ercolano. I clan avevano allungato le mani sulla filiera agroalimentare, condizionando il trasporto e la commercializzazione degli agrumi, imponendo la guardiania abusiva alle imprese edili e persino controllando lo smaltimento dei residui delle arance. Non solo estorsioni e appalti. Le indagini hanno svelato un secondo gruppo criminale dedicato al traffico transnazionale di droga, con ingenti importazioni di cocaina, marijuana e hashish dalla Spagna. A testimoniare la pericolosità del sodalizio, anche la brutalità dei metodi: dall’incendio di escavatori nei cantieri stradali, fino al mettere tra le mani di un bambino di 5 anni una pistola. L’imponente blitz, che ha visto impiegati oltre 250 militari con elicotteri e unita cinofile, ha colpito anche il cuore economico del sodalizio: eseguito infatti un sequestro preventivo di beni, quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 5,5 milioni di euro. Fondamentali la collaborazione iniziale di un collaboratore di giustizia, che bene conosceva l’attività del clan Nardo.

PROCURATORE CURCIO AGLI IMPRENDITORI “DENUNCIATE, LO STATO E’ CON VOI”

“Chi si ritiene un democratico liberale non può che considerare questi come reati che attentano proprio al cuore del sistema economico, perché non si è più liberi di decidere a chi vendere, come vendere e attraverso quali mezzi e strumenti”. Lo ha detto il Procuratore di Catania, Francesco Curcio, commentando l’operazione antimafia che ha portato all’arresto di 25 persone indagate a vario titolo anche per associazione mafiosa, estorsione e riciclaggio.

“È molto grave che non vengano denunciati immediatamente abusi e queste angherie” ha proseguito il Procuratore “perché bisogna che gli imprenditori si convincano del fatto che lo Stato è sempre al loro fianco. Se vengono fatte le denunce, viene garantita la protezione a chi denuncia. Ma bisogna denunciare anche perché, se non lo si fa, se si è conniventi con questo sistema ù sia pure subendo l’intimidazione sono previste delle misure di prevenzione che possono arrecare ulteriori danni alle imprese che subiscono questi reati”.

Curcio ha lanciato un appello diretto, a margine della conferenza stampa organizzata al Palazzo di Giustizia di Catania: “Io chiedo a tutti gli imprenditori di prendere coscienza e di ribellarsi a questo sistema, e assicuro che il mio ufficio e le forze di polizia garantiranno la massima protezione a chi metterà fine a questa forma di tassazione parallela, del tutto indebita, fatta dalla mafia”. Infine, ha descritto la gravità della situazione emersa dalle indagini: “Purtroppo ci sono casi di soggetti che pagavano quarant’anni fa e adesso abbiamo scoperto che continuano a pagare. È una cosa veramente incredibile, raccapricciante. C’è anche molta violenza in questo contesto: oltre a queste attività che hanno un riflesso immediatamente economico, vi è un’attività d’intimidazione, di scorrerie anche in pieno giorno in alcuni centri abitati. In un caso si è arrivati addirittura a mettere un’arma nelle mani di un bambino di circa cinque o sei anni, dicendogli che quello sarebbe stato il suo strumento di lavoro”.

– foto da video xo5/Italpress –

(ITALPRESS).

Siemens inaugura Engage X, nasce a Milano nuovo centro per la transizione energetica

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(Adnkronos) – Siemens ha svelato oggi a Milano, all’interno di Casa Siemens, Engage X, il nuovo centro di competenza esperienziale dedicato alle esigenze dell’elettrificazione e della digitalizzazione delle infrastrutture. L’inaugurazione ufficiale ha mostrato concretamente come un ecosistema all'avanguardia, dove reale e digitale convergono, possa supportare aziende, partner e stakeholder nell’affrontare la crescente complessità del sistema energetico, in una fase caratterizzata dall'espansione dei consumi elettrici, dalla diffusione dell'intelligenza artificiale e dall’evoluzione delle infrastrutture critiche.  Pensato come uno spazio fisico e digitale di incontro, Engage X permette a clienti e partner di confrontarsi con scenari reali, approfondire le sfide dei propri settori e comprendere come infrastrutture, software, dati, intelligenza artificiale e servizi possano lavorare insieme per generare valore. Il percorso consente di osservare applicazioni concrete, valutare diversi scenari operativi attraverso tecnologie di simulazione e digital twin, sfruttare le potenzialità dell'intelligenza artificiale a supporto dei processi decisionali e individuare nuove opportunità di sviluppo in un contesto caratterizzato da una crescente complessità energetica e infrastrutturale. Attraverso esperienze immersive, casi d’uso reali e simulazioni software, Siemens mette a disposizione le proprie competenze lungo l’intera catena del valore dell’elettrificazione, dalla progettazione e gestione delle infrastrutture all’automazione, dalla digitalizzazione alla cybersecurity, fino ai servizi lungo il ciclo di vita degli asset. Un approccio end-to-end che contribuisce a rendere reti, impianti di generazione, data center, edifici e sistemi di mobilità più efficienti, affidabili e resilienti, valorizzando le reti elettriche come vero e proprio sistema nervoso della transizione energetica.   “L’elettrificazione è una trasformazione già in atto che sta ridisegnando industrie, reti e infrastrutture”, ha dichiarato Marco Rastelli, Head of Electrification & Automation di Siemens. “Le tecnologie per affrontare questo cambiamento esistono già: la sfida oggi è accelerarne l’adozione e trasformare la visione in progetti concreti. Con Engage X abbiamo voluto creare un luogo in cui innovazione e competenze si incontrano, consentendo a clienti e partner di sperimentare in modo concreto il valore dell’integrazione tra infrastrutture, software, dati e servizi. Questo centro rappresenta la capacità di Siemens di affiancare i clienti lungo l’intera catena del valore dell’elettrificazione, con un approccio end-to-end che combina tecnologie, competenze specialistiche e conoscenza applicativa. Siamo orgogliosi di aver realizzato questa iniziativa in Italia, rafforzando il nostro impegno a supportare la trasformazione energetica del Paese e a mettere competenze, innovazione e tecnologie a disposizione dell'ecosistema industriale italiano." A portare la prospettiva di chi affronta le trasformazioni di oggi nei rispettivi settori sono stati Francesco Gerli, Amministratore Delegato di Unareti e Head of Smart Infrastructure di A2A e Michele Mazzarelli, Head of Digital & AI nella nuova unità organizzativa Data Centers Management Program di Eni. Partendo dalle esperienze maturate sul campo, gli interventi hanno affrontato alcune delle principali sfide della transizione energetica: l'integrazione delle fonti rinnovabili, la gestione di reti sempre più dinamiche e la crescente domanda di energia generata anche dallo sviluppo dei data center. “Le reti elettriche stanno vivendo una trasformazione profonda, chiamate a integrare una crescente quantità di energia da fonti rinnovabili e a rispondere a una domanda sempre più dinamica. – ha dichiarato Francesco Gerli, presidente e Amministratore Delegato di Unareti e Head of Smart Infrastructures di A2A – A Milano, in un contesto in cui le sfide legate ai cambiamenti climatici hanno particolare rilevanza, Unareti ha definito un Piano Strategico al 2035 per lo sviluppo e il potenziamento dell'infrastruttura cittadina, con circa 800 milioni di euro di investimenti già messi a terra in 5 anni. L’obiettivo è rendere la rete sempre più flessibile, digitale e resiliente, anche grazie alla collaborazione con partner tecnologici come Siemens, per tradurre l’innovazione in soluzioni concrete al servizio della transizione energetica.” Eni ha inoltre evidenziato come la crescita dell'economia digitale e dell'intelligenza artificiale stia aumentando significativamente il fabbisogno energetico dei data center, rendendo sempre più centrali temi quali l'affidabilità dell'alimentazione, la continuità operativa e la gestione della complessità delle infrastrutture elettriche. Ha inoltre sottolineato l'importanza di collaborare con partner tecnologici in grado di garantire tempi di realizzazione certi, manutenzione predittiva ed elevati standard di efficienza energetica. Con Engage X, Siemens mette a disposizione dell’ecosistema energetico e infrastrutturale italiano un punto di riferimento dedicato all’elettrificazione e alla digitalizzazione. Uno spazio in cui le sfide della transizione energetica vengono tradotte in scenari concreti e dove clienti e partner possono sperimentare direttamente il valore dell’integrazione tra infrastrutture, software, dati e competenze specialistiche. Tecnologie come digital twin, intelligenza artificiale e cybersecurity completano questa esperienza, contribuendo a rendere il sistema energetico sempre più intelligente, resiliente e sostenibile.   
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Mattarella “Cibo ed energia armi strategiche bersaglio di guerre scellerate”

TORINO (ITALPRESS) – “Il cibo e la produzione di risorse alimentari sono diventate un’arma strategica, sono come per l’energia bersaglio delle scellerate guerre in corso. Guerre mascherate con ragioni di rivalsa nazionale, ma in realtà espressione di una volontà di potenza e dominio, con assoluta noncuranza delle conseguenze devastanti su popolazioni, territorio e ambiente”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’inaugurazione di “Terra Madre – Salone del Gusto” al Teatro Regio di Torino. “La biodiversità è un patrimonio che ci interpella, la molteplicità genetica ha permesso al genere umano di svilupparsi nei millenni, senza la cura di questa ricchezza l’uomo può comprimerla fino a distruggerla e a distruggersi”, ha aggiunto. “La biodiversità è una sfida cruciale per il futuro. Si tratta del grande tema della sostenibilità, essenziale per chi abbia a cuore il futuro dei propri figli e nipoti. Biodiversità – ha osservato il capo dello Stato – è anche una grande questione culturale e sociale che riguarda le persone e l’habitat dove vivono. Il contributo di Petrini è stato in questi anni di grande spessore, legando la tutela della biodiversità genetica con il rispetto di diverse culture e popolazioni, facendoci conoscere persone e realtà lontane”.
(ITALPRESS).
-Foto: Quirinale-

Irpef, la mappa delle tasse in Italia: chi paga di più e chi non versa l’imposta

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(Adnkronos) – Irpef, chi paga davvero l'imposta sul reddito in Italia? Le dichiarazioni presentate nel 2025, relative ai redditi prodotti nel 2024, mostrano una forte concentrazione del prelievo: 42,8 milioni di persone hanno presentato una dichiarazione dei redditi, ma soltanto 34,1 milioni hanno versato almeno un euro di Irpef. Considerando una popolazione complessiva di circa 58 milioni di residenti, l'analisi di Itinerari Previdenziali individua quindi circa 24,8 milioni di persone che non risultano versare Irpef.  Complessivamente sono stati dichiarati 1.076 miliardi di euro di redditi, per un gettito complessivo di 216,24 miliardi di euro (193,316 per l’Irpef ordinaria; 16,17 per le addizionali regionali e 6,76 per quelle comunali). 
A pagare sono però i 'soliti noti': nonostante aumentino sia i dichiaranti, vale a dire 42.837.963 persone che hanno presentano una dichiarazione dei redditi, sia i versanti, vale a dire 34.105.072 soggetti che hanno effettivamente corrisposto almeno 1 euro di Irpef, il carico fiscale del Paese continua a gravare sulle spalle di quei circa 8 milioni di contribuenti che dichiarano 35mila euro lordi l’anno – all’incirca 2mila euro netti al mese – e versano il 65% di tutta l’Imposta sui redditi delle persone fisiche.  Sul versante opposto, sono circa 24,8 milioni gli italiani che non dichiarano redditi, corrispondendo poco o nulla delle imposte dirette necessarie, tra le altre cose, a sostenere i costi del nostro welfare. Secondo gli autori dell'osservatorio, "un quadro complesso, e soprattutto distante da quella narrazione che vuole (tutti) gli italiani oppressi dalle tasse, che dovrebbe quantomeno invitare a riflettere media, sindacati e classi politiche su equità e sostenibilità del sistema di protezione sociale del Paese".   La distanza tra le diverse fasce emerge già dai redditi più bassi. Secondo i dati riportati da Itinerari Previdenziali, sono 7,9 milioni i contribuenti che dichiarano fino a 7.500 euro lordi all’anno: l’Irpef media versata è di appena 19 euro. Nella fascia compresa tra 7.500 e 15 mila euro si trovano altri 7,4 milioni di dichiaranti, con un'imposta media di 204 euro. Salendo con il reddito, cambiano rapidamente anche gli importi versati. I contribuenti tra 15 mila e 20 mila euro sono circa 4,79 milioni e pagano mediamente 1.773 euro di Irpef (che si riduce a 1.288 euro se rapporta al numero di abitanti): valore, per avere un ordine di confronto, ben al di sotto del costo pro capite della sanità, ammontata nel 2024 a 2.347euro. Per garantire la sola sanità a questa metà della popolazione, occorre dunque che altri cittadini si carichino di una spesa pari a 54,45 miliardi.  Tra 20 mila e 26 mila euro ci sono invece circa 6,65 milioni di contribuenti, con un'imposta media di 3.284 euro. Mentre chi dichiara fino a 29 mila euro rappresenta il 69,78% dei contribuenti, ma contribuisce per il 21,33% dell'Irpef complessiva, un’imposta di 46 miliardi, pari a un terzo della spesa sanitaria.. All'estremo opposto, quanti dichiarano dai 35mila euro lordi in su rappresentano invece il 18,78% del totale contribuenti e pagano il 65% di tutta l’Irpef.  Considerando la fascia tra 29 mila e 35 mila euro (l’11,44% del totale), l'analisi sostiene che poco più del 30% dei contribuenti contribuisce a circa il 79% dell'Irpef. Una fotografia appunto "distante dal falso mito che vuole l’intera popolazione italiana tartassata dal fisco e dalle eccessive imposte", sottolineano da Itinerari previdenziali.  "La redistribuzione senza reciprocità rischia di diventare la grande asimmetria italiana. Abbiamo universalizzato le prestazioni, ma non la responsabilità di finanziarle. Oggi meno del 19% dei contribuenti sostiene da solo quasi due terzi dell’intera Irpef. A questa forte concentrazione del prelievo si accompagna un altro paradosso: in sedici anni la spesa assistenziale è più che raddoppiata, passando da 73 a oltre 180 miliardi, senza una corrispondente riduzione della povertà. È il segnale che non basta redistribuire di più: occorre redistribuire meglio", afferma Stefano Cuzzilla, presidente Cida. "La progressività -continua- è un principio di equità, ma non può trasformarsi nella penalizzazione permanente di chi lavora, produce e dichiara integralmente il proprio reddito". "Serve un cambio di rotta: meno pressione su chi già sostiene il sistema, più contrasto all’evasione, un welfare capace di concentrare le risorse su chi ne ha realmente bisogno e di accompagnare le persone verso il lavoro e l’autonomia, aumentando la base di chi contribuisce”, conclude Cuzzilla.  
A dichiarare 300mila euro lordi l’anno (circa 155mila euro al netto di imposte, contributi e oneri indeducibili) sono solo 58.700 cittadini, lo 0,1% della popolazione italiana. Nel complesso, questa fascia di contribuenti versa il 6,49% di tutta l’Irpef, per un valore di 14,03 miliardi e un importo pro capite di 238.006 euro: da soli, corrispondono cioè più Irpef di 27,8 milioni di cittadini con redditi fino a 20mila euro i quali, in totale, versano 10,84 miliardi. Tra 200 e 300mila euro di reddito si colloca lo 0,21% dei contribuenti, 89.558 persone che pagano il 3,63% dell’Irpef, e tra 100mila e 200mila euro altri 597.357 versanti, che versano 26,2 miliardi di euro, pari al 12,14% del totale. Complessivamente, dunque, questi tre scaglioni di reddito, cui corrispondono 745.615 persone, l’1,75% dei contribuenti/versanti, pagano il 22,25% dell’Irpef. Da Itineri previdenziali si sottolinea che si tratta di "soggetti che, pur dando con le loro imposte un contributo fondamentale al Paese, sono sostanzialmente trascurati da ogni proposta di sindacati e politica, e anzi spesso 'minacciati' di ulteriori imposte o tagli, come la patrimoniale". 
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Allarme su attacchi Russia con droni in Europa, Crosetto: “Nessuna conferma, non serve altra benzina sul fuoco”

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(Adnkronos) – L'allarme della Cia, rilanciato da El Mundo, su possibili attacchi con droni in Europa dalla Russia? "Non trova alcuna conferma". A dirlo è il ministro della Difesa Guido Crosetto, che in un post su X argina i timori dopo la notizia. "Non serve a nessuno e non trova alcuna conferma, l’allarme lanciato questa mattina da un quotidiano spagnolo che ipotizza possibili attacchi ad Italia, Spagna e Francia da parte di navi e droni russi. Già viviamo in tempi difficili e 'nervosi” e non serve a nessuno ulteriore benzina sul fuoco", le parole del ministro.   Come sottolineano all'Adnkronos fonti qualificate, l'allarme è "tutto da verificare", anche perché "al momento non è giunto alcun alert in tal senso" agli apparati di sicurezza e di intelligence.   Secondo quanto rivelato da El Mundo, "la Russia si sta preparando a nuovi attacchi con droni in Europa, ma questa volta prenderà di mira i Paesi del Mediterraneo" come Spagna, Francia o Italia. Il quotidiano spagnolo spiega inoltre che la Cia ha raccolto informazioni sui piani di escalation del Cremlino e le ha condivise con diversi governi europei. "Utilizzeranno droni lanciati dal mare, nascosti in un container, non è affatto difficile", ha spiegato una fonte vicina al ministero della Difesa lituano, che ha parlato a condizione di anonimato.  La notizia ha ovviamente attirato l'attenzione del mondo politico, con conseguente richiesta di chiarimenti al governo da parte delle opposizioni. "La notizia di possibili attacchi russi all’Italia è una bufala? Una notizia infondata? O c’è di più? Di concreto? Il luogo dove chiarire è il Parlamento. Il governo è atteso. Lo aspettiamo prima possibile", commenta intanto il senatore Pd, Filippo Sensi, sui social. A fargli eco, la vice presidente della commissione Esteri della Camera, la deputata democratica Lia Quartapelle: “La notizia di un possibile attacco di droni russi contro l’Italia merita un immediato chiarimento da parte del governo. È notizia fondata? Cosa sta facendo il governo, insieme agli altri paesi europei, per proteggerci da questi rischi?”. "Io sono convinto che la Russia abbia come obiettivo quello di smantellare l'Unione Europea e che lo debba fare nella presidenza Trump, forse aspettando le elezioni di midterm, ma ha una possibilità unica, non di invadere un Paese europeo, ma di fare un attacco che ormai i vertici Nato e quelli dei servizi dei Paesi del Nord Europa danno per scontato", ha quindi spiegato Carlo Calenda, leader di Azione, a 24 Mattino su Radio 24. "A quel punto scopriremmo che Trump ci fa ciao, ciao e probabilmente un pezzo dell'Europa altrettanto. La novità è che questa volta l'attacco viene supposto essere contro i Paesi del sud della Nato. Il che ha una logica. Putin ha bisogno che l'Europa si spacchi e faccia pressione sull'Ucraina per dargli il pezzo di Donbas che la Russia non è riuscita a conquistare. Questa cosa può avvenire in due modi: o attaccando un Paese nordico, la Lituania o l'Estonia e facendo vedere lo sganciamento di Francia, Italia, Spagna, eccetera o attaccando un Paese come Francia e Italia e vedendo che in questo modo Francia e Italia dicono fermi tutti, a questo punto ci vuole una pace, ma non la pace che Zelensky sta proponendo, cioè una tregua dove si smette di combattere e ognuno si tiene a quello che ha conquistato, ma una pace alle condizioni di Putin. Questa è una cosa che a me fa impazzire perché io provo a ripeterla in ogni dove mentre noi parliamo di cose assurde, mentre siamo sull'orlo di un conflitto il cui esito sarà l'esistenza dell'Europa o no".  
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