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Bignami (Siaarti): “Collaborare per prevenire i rischi nelle calamità”

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(Adnkronos) – "Uno degli obiettivi di questa tre giorni dell’Area culturale Emergenza di Siaarti è riuscire a valutare e stratificare il rischio delle persone in pericolo. Non è un caso che il congresso si svolga alla Città militare della Cecchignola: per noi è fondamentale rafforzare la collaborazione tra medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari, insieme a chi si occupa di emergenza-urgenza sul territorio, alla sanità militare e alla Protezione Civile. Questa sinergia è fondamentale non solo per curare meglio i pazienti, ma anche per prevenire e ridurre i rischi per la popolazione in caso di calamità e migliorare la capacità di risposta del sistema. L’obiettivo è sviluppare una medicina dei disastri sempre più efficace, attraverso la collaborazione e la preparazione". Lo ha detto Elena Bignami, presidente di Siaarti, intervenendo al congresso dell’Area culturale Medicina critica dell’emergenza della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, aperto oggi alla Città militare della Cecchignola di Roma. "È importante essere qui per costruire una collaborazione e definire obiettivi comuni tra il mondo sanitario, in particolare medici anestesisti e rianimatori, e la sanità militare. Alla Cecchignola siamo insieme ai colleghi militari, sia sanitari sia di altre professionalità, e alla Protezione Civile", ha aggiunto Bignami.  "L’obiettivo è duplice: da una parte migliorare la cura dei pazienti, dall’altra prevenire, per quanto possibile, le conseguenze più gravi per i cittadini in caso di disastri. Dobbiamo lavorare insieme per prepararci a ciò che potrebbe accadere, nella speranza di dover intervenire il meno possibile, ma con la capacità di gestire le emergenze qualora si verifichino", ha concluso. 
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Ue, nuova iniziativa per promuovere l’occupazione femminile nel Mediterraneo

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Oggi la Commissione europea ha lanciato una nuova iniziativa volta a promuovere l’occupazione femminile in tutto il Medio Oriente e il Nord Africa. La “Surging Women’s Employment”, iniziativa faro del Patto per il Mediterraneo, mobiliterà 25 milioni di euro, di cui 10 milioni a carico dell’UE, per contribuire alla creazione di 500 mila nuovi posti di lavoro per le donne.

L’iniziativa mira a contribuire all’aumento del tasso di occupazione femminile nella regione del 5% entro il 2030. L’iniziativa è stata presentata dalla Commissaria per il Mediterraneo Dubravka Suica durante un evento organizzato con UN Women a margine della settimana di alto livello della 81ª Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.

“L’emancipazione economica delle donne non riguarda solo la parità: significa valorizzare i talenti, promuovere la crescita e creare società più prospere in tutto il Mediterraneo. Attraverso il Patto per il Mediterraneo, stiamo trasformando questa ambizione in azione. L’iniziativa mira a contribuire alla creazione di 500 000 posti di lavoro per le donne e ad aumentare del 5% l’occupazione femminile entro il 2030, investendo nelle competenze, nell’imprenditorialità e nelle opportunità”, ha detto.

La partecipazione delle donne al mercato del lavoro in Medio Oriente e Nord Africa è rimasta in media intorno al 20% per oltre due decenni. Ridurre il divario occupazionale tra donne e uomini potrebbe far aumentare il PIL della regione fino al 60%, contribuendo al contempo a rafforzare la produttività, l’innovazione e la resilienza economica.

Attraverso l’iniziativa “Surging Women’s Employment”, l’UE collaborerà con UN Women e altri partner per ampliare le opportunità economiche per le donne, concentrandosi sulle competenze, sull’imprenditorialità e sulla creazione di posti di lavoro. L’iniziativa sosterrà riforme volte a favorire una crescita trainata dal settore privato, coinvolgerà le imprese nell’ampliamento dell’occupazione femminile e contribuirà a creare nuove opportunità di lavoro nei settori con un forte potenziale di sviluppo, tra cui l’assistenza alla persona, la transizione verde, la scienza e la tecnologia.

Si tratta di uno dei numerosi progetti previsti dal Patto per il Mediterraneo, il piano della Commissione che pone gli investimenti nelle persone, nelle competenze e nelle opportunità economiche al centro di relazioni più solide tra l’UE e i suoi partner mediterranei.

L’iniziativa si basa sui crescenti sforzi volti a rafforzare la partecipazione economica delle donne nella regione. Oltre 900 imprese hanno sottoscritto i principi sull’emancipazione delle donne, mentre UN Women e i suoi partner hanno contribuito alla riforma di 20 leggi negli Stati arabi a sostegno della partecipazione economica delle donne.

La parità e l’emancipazione delle donne sono priorità trasversali del Patto per il Mediterraneo e costituiscono parte integrante dell’azione esterna dell’UE in Medio Oriente e Nord Africa.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Cambio al vertice del Sole 24 Ore, Giuseppe De Bellis verso la direzione

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(Adnkronos) –
Verso un cambio al vertice de 'Il Sole 24 Ore'. Giuseppe De Bellis potrebbe diventare il nuovo direttore del quotidiano economico-finanziario edito da Confindustria. Le trattative sono in corso e De Bellis potrebbe prendere il posto di Fabio Tamburini, che guida la testata di via Monte Rosa dal 2018. Secondo quanto apprende l'Adnkronos, già il prossimo 30 settembre potrebbe tenersi il Cda per nominarlo.  De Bellis attualmente ricopre il ruolo di Executive Vice President Sport, News and Entertainment di Sky Italia, oltre a essere direttore editoriale di Sky Tg24, testata all news che ha guidato per sette anni in qualità di direttore responsabile. 
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UniCamillus alla Biennale di Venezia, la longevità tra medicina e arte

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(Adnkronos) – 'Il tempo e la cura. Dialoghi sulla longevità tra medicina, arte e società' è il tema al centro dell'incontro promosso dall’Università UniCamillus e in programma domani, venerdì 25 settembre, dalle 15 alle 17, all’Arsenale di Venezia (Sala A) nell’ambito della 61esima Esposizione internazionale d’arte. L’incontro si inserisce nelle attività di Biennale Sessions, il progetto della Biennale di Venezia dedicato alla partecipazione di università, accademie e istituzioni di formazione superiore. L'appuntamento, inoltre, arriva nell'anno in cui UniCamillus apre la sede di Venezia Mestre, con i corsi di laurea in Medicina e chirurgia e in Odontoiatria e protesi dentaria. "Per troppo tempo abbiamo pensato alla longevità come a un problema da gestire – dice Gianni Profita, rettore di UniCamillus –. Noi crediamo che sia, prima di tutto, un’opportunità da capire: che cosa vogliamo fare di questi anni in più? La medicina da sola non può rispondere. Per questo abbiamo scelto di portare i nostri studiosi qui a confrontarsi con chi il tempo lo racconta attraverso l'arte, il mare, la bellezza. È da questo incontro di sguardi diversi che nascono le domande giuste". "Venezia è il luogo della longevità – sottolinea Massimo Zuin, direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima – Non solo per la sua popolazione, tra le più 'anziane' del Paese, ma perché qui la longevità diventa bellezza: le costruzioni millenarie acquistano fascino e le decorazioni antiche si impreziosiscono con il tempo. Scopriamo il segreto di Venezia e impariamo a guardare l’età anziana delle persone con lo stesso sguardo con cui ammiriamo questa città 'meravigliosamente vecchia', di cui non ci stanchiamo mai". Dopo i saluti istituzionali di Profita e Zuin si terrà la tavola rotonda dal titolo 'Il corpo che cambia e lo sguardo che cura: salute, arte e memoria nella longevità', moderata dal rettore. Interverranno Diego De Leo, presidente dell’Associazione italiana di psicogeriatria e professore emerito di Psichiatria alla Griffith University (Australia); Luigi Ferrucci, direttore scientifico del National Institute on Aging e del Baltimore Longitudinal Study of Aging, a Baltimora; Nicola Veronese, professore associato di Geriatria all'UniCamillus; Ermanno Greco, professore straordinario di Ginecologia e Ostetricia all'UniCamillus; Alberto Luca Recchi, esploratore, scrittore e fotografo documentarista del mare italiano; e Claudio Strinati, storico dell’arte, conduttore televisivo e dirigente pubblico.  Vivere più a lungo non significa vivere meglio: la vera sfida è guadagnare anni di salute e autonomia. Diego De Leo farà il punto su quanto contano davvero alimentazione, attività fisica, sonno e prevenzione, e dove finisce l'evidenza e comincia il mito dell'eterna giovinezza. Ferrucci, invece, nel suo intervento proporrà un'immagine diversa dell'invecchiamento: non un organo che si consuma, ma un equilibrio che perde progressivamente coordinamento. L'obiettivo non è solo vivere più a lungo, ma comprimere fragilità e disabilità verso la fine della vita. Per Nicola Veronese, la longevità passa anche dalla tavola. La Dieta Mediterranea è tra i modelli alimentari più studiati nella prevenzione dell'invecchiamento, ma il cibo non è solo nutrizione: è memoria, identità, relazione. Il pasto condiviso contrasta l'isolamento e mantiene vivo il dialogo tra generazioni. Il rapporto tra una vita che si allunga e una natalità che cala, invece, sarà al centro dell'intervento di Ermanno Greco che partirà da un paradosso: mentre la longevità aumenta, la fertilità di coppia diminuisce, per l'infertilità in crescita e per cause esterne come inquinamento e stili di vita. Per questo la fertilità è un "indicatore di civiltà". Negli ultimi cinquant'anni la concentrazione di spermatozoi è calata di oltre il 50%, secondo la più ampia meta-analisi mai condotta sul tema: un dato che Greco userà come punto di partenza per parlare di 'crisi della fertilità maschile'. La tecnologia, tra crioconservazione e nuovi studi, può essere insieme "veleno e cura". E se una parte delle risposte sull'invecchiamento fosse sott'acqua? Per Alberto Luca Recchi il mare è "una farmacia infinita", e le sue creature offrono alla scienza soluzioni su longevità. Un giovane pittore tedesco arriva a Venezia e resta incantato da un vecchio. Il giovane è Albrecht Dürer, il vecchio Giovanni Bellini: anziano, sembra crescere a ogni opera, e Dürer ne scrive agli amici in Germania con stupore. Da quell'incontro, racconta Claudio Strinati, nasce uno sguardo nuovo sulla vecchiaia, non più declino ma stagione creativa, che passa per Tiziano e Michelangelo. Lo illustrerà con opere di Giorgione, morto giovanissimo, che dedicò gran parte della sua breve produzione proprio all'età tarda. Alla fine del pomeriggio, la parola passerà a Donatella Padua, coordinatrice scientifica dell'incontro, professoressa associata di Sociologia e delegata alla Terza Missione e all'Impatto Sociale di UniCamillus, che riporta la giornata al suo scopo più profondo: "Biennale Sessions rappresenta per UniCamillus un'opportunità preziosa per arricchire la formazione dei futuri medici attraverso un'esperienza autenticamente interdisciplinare: mettere in connessione mondi apparentemente lontani significa stimolare negli studenti la capacità di guardare alla persona oltre la malattia, e comprendere che anche la cultura contribuisce a formare lo sguardo di chi cura". 
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Nba, Adams avverte: “A novembre giocheremo male… per colpa di GTA VI”

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(Adnkronos) –
I giocatori Nba giocheranno male per colpa… di GTA VI. Steven Adams, giocatore neozelandese degli Houston Rockets, ha dichiarato che, secondo lui, il livello del massimo campionato di basket americano è destinato a crollare drasticamente in occasione dell'uscita del nuovo capitolo di Grand Theft Auto, atteso da 13 anni e in uscita il prossimo 19 novembre. "Vi dirò una cosa: preparatevi per novembre. Le prestazioni del campionato caleranno, a livello generale, perché uscirà GTA", ha detto Adams in conferenza stampa, "guardate la NFL, guardate tutti i campionati e vedrete come precipiteranno. Solo per il mese di novembre, ma le prestazioni caleranno. Poi dovrebbero risalire". "La maggior parte dei ragazzi ce la farà, speriamo che portino a termine il gioco. Lo stesso vale per gli allenatori, tra l’altro. Gli staff tecnici saranno terribili, solo per novembre, ma dovrebbero riprendersi a dicembre. Speriamo", ha concluso Adams  
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A Cave la sperimentazione del progetto PRISM-E per prevenire i rischi ambientali

CAVE (ROMA) (ITALPRESS) – La crescente frequenza di eventi estremi rende necessario adottare strumenti sempre più evoluti per monitorare il territorio e supportare la prevenzione dei rischi ambientali. Con questo obiettivo prende forma a Cave, in provincia di Roma, la sperimentazione di PRISM-E, il progetto che integra droni, sensori, dati satellitari e Intelligenza Artificiale per monitorare il territorio, individuare tempestivamente le criticità e supportare la prevenzione del rischio incendi e idrogeologico. PRISM-E è un progetto di ricerca e sviluppo cofinanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del Programma regionale FESR Lazio 2021-2027. Capofila è TopNetwork, con ACGroup, CNR-IIA, Università degli Studi Guglielmo Marconi e Città di Cave, end-user e sede della certificazione finale in ambiente operativo, al livello TRL 7.
La piattaforma sviluppata all’interno del progetto integra differenti sorgenti informative in un unico ecosistema digitale. L’AI elabora continuamente i dati acquisiti dai satelliti e dai sensori presenti sul territorio. Quando vengono rilevate anomalie o situazioni potenzialmente critiche, il sistema attiva rilievi di dettaglio mediante droni, acquisendo informazioni ad alta precisione. L’integrazione dei dati consente di costruire una rappresentazione digitale aggiornata del territorio, supportando analisi predittive e decisioni tempestive.
Il sistema opera su due livelli. Sentinel-2 analizza aree estese ogni cinque-sei giorni con una risoluzione di 10 metri. Sulle zone critiche intervengono droni e dispositivi IoT, con risoluzione inferiore al metro. Un “naso elettronico” rileva composti volatili precursori di eventi; il progetto prevede allerte con 24 ore di anticipo.
I casi d’uso sono la prevenzione di frane, incendi e allagamenti, attraverso la valutazione della suscettibilità dei versanti, dello stato della vegetazione e del combustibile potenziale e delle variazioni nell’uso del suolo; per le alluvioni è prevista anche la tecnologia SAR, efficace in condizioni di scarsa visibilità. A Cave saranno individuate le aree per il monitoraggio satellitare, i test di volo e la certificazione. Le prove verificheranno connettività, navigazione autonoma e cooperativa, sincronizzazione dei dati, sensori chimico-ambientali, capacità di carico e volo in condizioni climatiche non ottimali. Avviato nel giugno 2026, il progetto prevede la certificazione finale nel marzo 2028.
“Il progetto PRISM-E nasce come risposta al bando STEP della Regione Lazio e siamo orgogliosi che sia stato ammesso al cofinanziamento con i fondi FESR – il commento di Luciano Ponticelli, Delivery Manager di TopNetwork -. Noi di TopNetwork lo realizzeremo come capofila con numerosi partner di prestigio”.
“Come Comune di Cave siamo entusiasti di partecipare a questo partenariato tra più enti per il progettoPRISM-E, che ci darà l’opportunità in futuro di avere uno strumento innovativo e altamente tecnologico – ha detto Roberto Urbani, assessore al Bilancio del Comune di Cave -. Grazie a questo riusciremo a monitorare e anticipare i dissesti idrogeologici che negli ultimi anni abbiamo visto creare una serie di disagi rilevanti su tutto il territorio della città, da strade che sono diventate impraticabili fino a immobili che hanno subito dei danni strutturali”.
“Il progetto vedrà da un punto di vista tecnologico l’impiego di diverse tecnologie a partire dall’analisi dei dati satellitari per creare delle vere e proprie mappe di rischio e all’utilizzo di droni sul territorio che saranno in grado di analizzare in maniera più capillare effettivi rischi preposti e analizzati dalla piattaforma – ha sottolineato Gianluca Zaccagnino, responsabile dell’Area Innovazione di TopNetwork -. Inoltre, i droni saranno anche equipaggiati di sensori avanzati che saranno in grado di individuare in maniera puntuale rischi effettivi soprattutto per quel che riguarda gli incendi. Infine, il progetto prevede l’installazione di sensori IoT pensati per il rischio idrogeologico direttamente sul territorio da monitorare”.

– foto ufficio stampa TopNetwork –
(ITALPRESS).

Itinerari previdenziali: “Nel 2024 spesi 325 miliardi di imposte dirette per sanità, assistenza sociale e enti locali”

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(Adnkronos) – Nel 2024 sono occorsi 138,33 miliardi per la spesa sanitaria, 180,5 per l’assistenza sociale e altri 13,5 per il welfare degli enti locali. Per finanziare solo queste tre funzioni che, in assenza di contributi di scopo pesano sulla fiscalità generale, è stato sostanzialmente necessario utilizzare tutte le imposte dirette (Irpef, Ires, Irap, Isost e addizionali territoriali), per un totale di 325,27 miliardi, e almeno altri 7 miliardi di imposte indirette. E' quanto emerge dall’ultimo osservatorio Itinerari Previdenziali sulle entrate fiscali, presentato questa mattina al Cnel nel corso di un convegno promosso in collaborazione con Cida-Confederazione italiana alti dirigenti e professionalità.  Secondo il professor Alberto Brambilla, presidente di Itinerari Previdenziali, "un’enorme redistribuzione di ricchezza di cui non solo la maggior parte dei cittadini che fruisce, appunto gratuitamente, di quei servizi non si rende neppure conto ma che lascia oltretutto alle altre funzioni statali solo le residuali imposte indirette, le accise e la pericolosa strada del debito, negli ultimi anni cresciuto spaventosamente nell’indifferenza quasi generale". "Con buona pace di investimenti e sviluppo, e infatti siamo ultimi in Europa per prouttività e occupazione", conclude.   
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Brambilla (Itinerari previdenziali): “Gran parte tasse pagate da quadri, funzionari e dirigenti”

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(Adnkronos) – "È vero che i lavoratori dipendenti pagano le tasse ma, come dimostra la scomposizione per fasce di reddito, si tratta soprattutto di quadri, funzionari e dirigenti, categorie ormai scarsamente rappresentate sia dalla politica sia dai sindacati, che invece concentrano le proprie proposte su ulteriori riduzioni di imposte e contributi sociali a favore delle fasce di reddito più basse le quali però, dati alla mano, già oggi versano poco o nulla". Così Alberto Brambilla, presidente di Itinerari previdenziali, commentando l'ultimo osservatorio dall’ultimo osservatorio sulle entrate fiscali, presentato questa mattina al Cnel nel corso di un convegno promosso in collaborazione con Cida-Confederazione italiana alti dirigenti e professionalità.  Secondo l'osservatorio, "un grande paradosso riguarda poi la narrazione politico-sindacale che vuole le imposte, e soprattutto l’Irpef, corrisposte dai soli (o quasi) dipendenti". "Anche in questo caso i dati restituiscono però un quadro parzialmente diverso: il 61,4% dei lavoratori subordinati dichiara redditi fino a 26mila euro e paga quindi il 12,64% dell’Irpef che, per i redditi fino a 15mila euro, viene sostanzialmente azzerata dal Tir e dalle altre deduzioni/agevolazioni. Il grosso del carico Irpef, il 79,66% viene così a gravare sul 29,96% con redditi da 29mila euro in su e, in particolare, su quel 16,46% che dichiara oltre 35mila euro, corrispondendo il 63,14% dell’Irpef della categoria", spiega.  Per Itinerari previdenziali "discorso simile" vale "per i pensionati: quelli con redditi fino a 26mila euro lordi annui sono il 66% e versano il 26,64% del totale Irpef(all’interno di questa fascia si concentrano del resto le prestazioni parzialmente o totalmente assistite); il grosso delle imposte (66,19%) grava quindi sui pensionati con redditi dai 29mila euro in su e, ancora di più oltre i 35mila euro, i quali versano il 49,7% dell’Irpef pur rappresentando solo il 16,4% del totale", si sottolinea.   "Per quanto riguarda gli autonomi, infine, sopra la soglia dei 35mila euro si conta il 36,89% dei contribuenti che pagano quasi tutta l’Irpef della categoria, ben l’88,88%. Una situazione di grave squilibro, difficile da sostenere nel tempo: il totale dell’IRPEF pagata dai lavoratori autonomi è pari a 25,64 miliardi di euro, cioè l’11,86% del totale del gettito 2024, benché la categoria raccolga solo il 5,12% dei contribuenti dichiaranti e circa 600mila autonomi godano di regimi fiscali agevolati", spiegano dall'Osservatorio.  "Ora è indubbio che resti fondamentale abrogare la flat tax che, oltre a presentare profili di incostituzionalità, alimenta senza dubbio fenomeni di sommerso – spiega Brambilla – ma le cifre dimostrano che la comune vulgata secondo cui le tasse le pagano i dipendenti non è totalmente vera".   Con un ulteriore errore: trascurare i salari i quali, anche a causa di un sistema contrattuale vetusto, più propenso alla ricerca di sgravi fiscali che di stimoli per la produttività, sono rimasti al palo davanti all’impennata inflazionistica degli ultimi anni. Secondo l’Ocse, l’Italia è il Paese peggiore tra le grandi economie avanzate: il potere d’acquisto delle nostre retribuzioni è sotto del 6,1% rispetto al primo trimestre 2021", conclude.  
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Cuzzilla (Cida): “Meno del 19% dei contribuenti sostiene quasi due terzi dell’intera Irpef, ora cambio di rotta”

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(Adnkronos) – "La redistribuzione senza reciprocità rischia di diventare la grande asimmetria italiana. Abbiamo universalizzato le prestazioni, ma non la responsabilità di finanziarle. Oggi meno del 19% dei contribuenti sostiene da solo quasi due terzi dell’intera Irpef. A questa forte concentrazione del prelievo si accompagna un altro paradosso: in sedici anni la spesa assistenziale è più che raddoppiata, passando da 73 a oltre 180 miliardi, senza una corrispondente riduzione della povertà. È il segnale che non basta redistribuire di più: occorre redistribuire meglio". Così Stefano Cuzzilla, presidente Cida, commentando i dati dell’ultimo osservatorio Itinerari Previdenziali sulle entrate fiscali, presentato questa mattina al Cnel nel corso di un convegno promosso in collaborazione con Cida-Confederazione italiana alti dirigenti e professionalità. "La progressività -continua- è un principio di equità, ma non può trasformarsi nella penalizzazione permanente di chi lavora, produce e dichiara integralmente il proprio reddito".  "Serve un cambio di rotta: meno pressione su chi già sostiene il sistema, più contrasto all’evasione, un welfare capace di concentrare le risorse su chi ne ha realmente bisogno e di accompagnare le persone verso il lavoro e l’autonomia, aumentando la base di chi contribuisce”. "Cida non chiede privilegi per chi guadagna di più. Chiede che chi cresce attraverso il lavoro e la professionalità, e dichiara integralmente il proprio reddito, non venga sistematicamente penalizzato. Pagare di più al crescere del reddito è progressività; perdere contemporaneamente detrazioni, agevolazioni e prestazioni può trasformarsi invece in una vera e propria benefit trap. Un welfare efficace deve proteggere chi è in difficoltà e accompagnarlo verso l’autonomia, non creare nuovi disincentivi al lavoro e alla crescita professionale. Per questo occorre correggere gli effetti-soglia e rendere il sistema più neutrale, evitando disparità di trattamento fiscale tra redditi da lavoro dipendente e autonomo a parità di capacità contributiva".  
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Caso Garlasco, per la procura Sempio è il colpevole: pronta a nuova chiusura indagini

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(Adnkronos) – Il dado è tratto. La scadenza è fissata per il lunedì 28 settembre, ma in Procura a Pavia l'aria che si respira è quella di chi, una volta tirate le somme con le ultime quattro consulenze, non ha dubbi sulla colpevolezza di Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco.  
I pubblici ministeri pavesi, diretti dal procuratore Fabio Napoleone, sono pronti a notificare un nuovo avviso di chiusura delle indagini preliminari, dopo quello già recapitato lo scorso maggio. Salvo sorprese, la ricostruzione e gli elementi a carico sono immutati.   
Sempio – a dire di chi indaga – avrebbe ucciso "con un oggetto contundente" la sorella dell'amico d'infanzia Marco colpendola più volte, "almeno 12" le ferite sul cranio e al volto, per "motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale". Per gli inquirenti, Sempio avrebbe visto video intimi di Chiara Poggi e del fidanzato Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere come il solo autore del delitto, custoditi in una pendrive. Una settimana prima del 13 agosto 2007, giorno dell'omicidio, l'indagato ha chiamato tre volte sul telefono fisso della famiglia Poggi, e – per chi lo accusa – avrebbe lasciato tracce nella villetta di via Pascoli a Garlasco.  L’orma della mano destra, la cosiddetta 'impronta 33' sulla parete delle scale dove fu ritrovata senza vita la ventiseienne e il suo Dna sulle unghie della vittima durante la lite. La Procura non crede allo scontrino, ritenendo che Sempio non abbia un alibi per quella mattina, e sostiene che la suola insanguinata della scarpa dell'assassino possa combaciare con il numero di piede dell'indagato.   
Dopo la nuova chiusura indagini, il trentottenne – difeso dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti – potrà nuovamente presentare memorie difensive, meno probabile che scelga di farsi interrogare. E in quella che si preannuncia come una nuova battaglia di consulenze, che ricalca le precedenti e lascia le parti a convinzioni opposte, la vera novità sarà l'attesa per i tempi della richiesta di rinvio a giudizio per il trentottenne.  Da quanto trapela la Procura generale di Milano non è intenzionata a prendere proprie iniziative in merito alla revisione di Stasi, mentre si attende che i legali del condannato – gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis – presentino a Brescia la loro istanza mettendo nero su bianco gli elementi di novità capaci di smontare le prove elencate nelle motivazioni della Cassazione del 2015. Per quanto i due destini di Sempio e Stasi viaggino su binari distinti è chiaro che l'eventuale accoglimento della richiesta di revisione potrebbe rafforzare la Procura di Pavia nel sostenere un ipotetico processo a carico di Sempio.  
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