(Adnkronos) – Dalla ricerca sull’agricoltura in ambienti estremi possono arrivare soluzioni utili sia per lo spazio sia per le aree più remote della Terra. È quanto sottolinea Claudia Brunori, direttrice del Dipartimento Sostenibilità di Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), intervenuta a Bex – Beyond Exploration Expo. “Enea ha portato la propria esperienza pluridecennale sull’agricoltura in ambienti estremi, sull’innovazione sia tecnologica, ingegneristica, ma anche biotecnologica”, spiega Brunori. L’obiettivo è individuare soluzioni e specie vegetali adatte a condizioni caratterizzate da risorse limitate, temperature critiche e scarsità d’acqua. “Ci vuole un’attenzione a un cibo di qualità, ricco di proprietà nutritive”, sottolinea Brunori, ma anche coltivabile “con la chiusura dei cicli”, attraverso tecniche che permettano un basso consumo di acqua, suolo ed energia e il riciclo completo degli scarti.
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Ricerca, Brunori (Enea): “Dallo spazio soluzioni per coltivare in ambienti estremi”
Ricerca, Barbieri (Enea): “Con la stampa 3D componenti spaziali più leggeri”
(Adnkronos) – Ridurre il peso dei componenti destinati allo spazio utilizzando la stampa 3D e materiali sviluppati in funzione delle diverse applicazioni. È una delle attività presentate a Bex da Enea, come spiega Giuseppe Barbieri, responsabile della divisione Tecnologie e Materiali Sostenibili dell'Agenzia. “La tecnologia 3D permette di ridurre il peso dei componenti, che è un fattore molto importante per il lancio nello spazio, e di aggiungere il materiale solo dove serve”, sottolinea. Enea sviluppa materiali metallici, ceramici e compositi, scegliendo la soluzione più adatta in base alle temperature e alla funzione del componente. Tra i progetti anche un micromotore in materiale ceramico destinato ai CubeSat: “Stiamo sviluppando dei motori molto leggeri con propellenti particolari che permettono almeno due o tre allineamenti nello spazio”, spiega Barbieri, ampliando le possibilità di modifica dell’orbita dei piccoli satelliti.
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Ue, Urso “Il settore degli elettrodomestici entra nell’agenda delle riforme”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il Consiglio Competitività dell’Unione europea ha discusso il non paper sul settore degli elettrodomestici promosso dall’Italia insieme a Francia, Germania, Polonia, Slovacchia e Spagna, chiedendo alla Commissione di riconoscere la rilevanza strategica del comparto e di definire un Piano d’azione europeo dedicato, per rilanciarne la competitività e tutelarlo dalla concorrenza sleale asiatica.
“Siamo riusciti oggi a inserire nell’agenda delle riforme europee il comparto degli elettrodomestici, come ci chiedevano le aziende del settore, anche Electrolux, per delineare un futuro a questo comparto strategico dell’industria europea e italiana”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dei lavori.
Un passaggio europeo che rafforza anche il confronto nazionale su Electrolux, in vista del tavolo convocato al Mimit per il 5 ottobre, con l’obiettivo di salvaguardare una presenza industriale e occupazionale distribuita in cinque regioni.
“Ora possiamo delineare un percorso di transizione che tuteli tutti gli stabilimenti e i nostri lavoratori, mentre definiamo in Europa, insieme agli altri Paesi, nuove regole di salvaguardia rispetto alla concorrenza sleale asiatica”, ha aggiunto Urso.
Nel corso del Consiglio Competitività, Urso è intervenuto anche sulla revisione della definizione europea di “impresa in difficoltà”, sul Chips Act 2.0 e sull’Industrial Accelerator Act, ribadendo la posizione italiana per un Made in Europe fondato sulla base industriale dei 27 e aperto, a condizioni di reciprocità, ai partner extra-UE prioritari, soprattutto nei settori strategici per l’autonomia europea e la sicurezza degli approvvigionamenti. Urso ha inoltre riaffermato la necessità della piena neutralità tecnologica per tutti i settori industriali, a partire dall’automotive.
Tra gli altri temi affrontati anche il Fondo europeo per la competitività, il 28° regime societario per le startup, le materie prime critiche, la chimica, le industrie energivore e la revisione dell’ETS.
A margine dei lavori, Urso ha incontrato gli omologhi di Francia, Germania, Spagna e Paesi Bassi – Sèbastien Martin, Katherina Reiche, Jordi Hereu e Heleen Herbert – e i vicepresidenti esecutivi della Commissione europea Stèphane Sèjournè e Teresa Ribera.
Al centro dei confronti, il rilancio della competitività industriale europea e il coordinamento sui principali dossier, dall’Industrial Accelerator Act all’automotive, dagli elettrodomestici alla chimica e all’ETS.
– Foto Mimit –
(ITALPRESS).
Webuild, S&P conferma la fiducia. Rating BB+ con outlook stabile
ROMA (ITALPRESS) – Arriva da S&P Global Ratings una conferma della solidità del profilo di credito di Webuild. L’agenzia ha concluso la revisione annuale sul Gruppo e ha confermato il rating BB+ con outlook stabile. Il giudizio è costruito sui più recenti dati di performance e tiene conto dell’evoluzione del contesto di mercato.
Nella sua analisi, S&P giudica adeguata la liquidità del Gruppo, mentre il rischio Paese è classificato come basso, a riflesso della qualità dei mercati in cui Webuild opera. L’outlook stabile indica che l’agenzia non prevede variazioni del rating nel medio periodo.
Il giudizio dell’agenzia poggia su un Gruppo che mantiene i propri risultati ai massimi storici. Nel primo semestre del 2026 i ricavi si sono attestati a 6,7 miliardi di euro, in linea con i livelli record del 2025, e oltre il 60% è stato generato all’estero. La dimensione internazionale resta la leva principale della crescita: Webuild continua a monitorare con attenzione le opportunità su mercati strategici come Europa, Australia, Nord America e Medio Oriente, dove gode di un forte posizionamento competitivo. Nello stesso periodo la raccolta di nuovi ordini ha raggiunto 7,7 miliardi di euro. Restano confermati gli obiettivi per l’intero esercizio, con ricavi oltre 13,6 miliardi ed EBITDA oltre 1,2 miliardi.
La conferma di S&P arriva inoltre alla vigilia di un passaggio importante per il Gruppo. Il 28 settembre si apre il periodo di adesione all’Offerta Pubblica di Acquisto su Trevi, che si chiuderà il 20 novembre. Con l’operazione, Webuild punta a rafforzarsi nel settore delle fondazioni speciali, una competenza chiave nella realizzazione di grandi infrastrutture complesse.
– Foto di repertorio ufficio stampa Webuild –
(ITALPRESS).
Oasis, cambia una data del tour europeo
(Adnkronos) –
Cambia una data del tour europeo degli Oasis. La band inglese ha annunciato il calendario dei prossimi concerti e oggi, giovedì 24 settembre, sono stati distribuiti i codici per l'acquisto dei biglietti per i tre appuntamenti in programma in Italia, allo stadio Olimpico di Roma, il 26, 29 e 30 luglio 2027. Una data della tournée però è destinata a cambiare. Secondo quanto riportato da Le Parisien infatti, gli Oasis avrebbero dovuto esibirsi a Parigi, allo Stade de France, il prossimo 23 e 24 luglio, ma alla fine saranno nella capitale transalpina il 20 e 23 dello stesso mese. Dopo l'annuncio dei concerti infatti il prefetto aveva posto il veto sulla giornata del 24 luglio, che avrebbe creato problemi di ordine pubblico a causa di alcuni lavori ferroviari in programma. Come fa sapere Live Nation, che si occupa dell'organizzazione del concerto, la registrazione per i fan che desiderano acquistare i biglietti per Oasis Live ’27 è ormai chiusa. Agli utenti che hanno completato la registrazione e che saranno selezionati verrà inviato nella giornata di oggi un codice univoco e non trasferibile per accedere a una finestra di vendita assegnata, che si aprirà a partire da domani e per tutto il prossimo fine settimana. Si ricorda che la procedura di registrazione è l’unico modo pubblico per acquistare i biglietti per Oasis Live ’27. Tuttavia, l'avvenuta registrazione non garantisce la ricezione di un codice univoco. Si prevede infatti che la domanda sia superiore al numero di biglietti disponibili. A sua volta il codice univoco dà accesso alla presale, ma non garantisce i biglietti, che sono limitati e soggetti a disponibilità. Per ogni slot di vendita verrà assegnato un quantitativo di biglietti per ogni fascia di prezzo. Le vendite ufficiali si svolgeranno domani, venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 settembre, con tre finestre di vendita ogni giorno. I fan saranno informati direttamente della finestra di vendita a cui potranno accedere e dell’orario tramite e-mail (da controllare anche la cartella spam). I prezzi standard dei biglietti per le date italiane saranno fissi e varieranno da €92,29 a €276,86 commissioni incluse. Ogni utente registrato e in possesso di codice univoco può acquistare fino a un massimo di 4 biglietti.
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Gestione dei pazienti colpiti da infarto, l’ospedale Goretti di Latina in studio internazionale su nuove prospettive
(Adnkronos) – Un importante contributo della ricerca italiana apre nuove prospettive nella gestione dei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto con malattia coronarica multivasale. "Lo studio internazionale randomizzato Air-Stemi, al quale ha partecipato attivamente la Cardiologia dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, è stato pubblicato sul 'New England Journal of Medicine', la più prestigiosa rivista scientifica di medicina del mondo. Lo studio ha coinvolto 1.823 pazienti con infarto Stemi e malattia coronarica multivasale, arruolati in 21 centri in Italia e Pakistan. Dopo il trattamento mediante angioplastica dell’arteria responsabile dell’infarto, i pazienti sono stati assegnati in modo casuale a due differenti strategie per decidere quali ulteriori restringimenti coronarici trattare: una basata sulla coronarografia convenzionale e l’altra sulla coronarografia funzionale, una metodica che permette di stimare direttamente dalle immagini angiografiche se una stenosi limita effettivamente il flusso sanguigno". Lo sottolinea una nota dell'Asl di Latina. Il ruolo della Cardiologia di Latina. L’ospedale Santa Maria Goretti di Latina è stato il terzo centro dello studio Air-Stemi per numero di pazienti arruolati, fornendo quindi un contributo particolarmente rilevante alla realizzazione di una ricerca di dimensione internazionale. La partecipazione di Latina – evidenzia l'Asl – è documentata anche nella pubblicazione scientifica: tra gli autori dello studio figura il professor Francesco Versaci, primario della Terapia intensiva Cardiologica, Emodinamica e Cardiologia dell’Ospedale Santa Maria Goretti. L’elevato contributo al reclutamento rappresenta un indicatore della capacità del centro di integrare l’attività assistenziale nell’infarto acuto con la ricerca clinica multicentrica, consentendo ai pazienti di partecipare a studi che affrontano questioni ancora aperte della cardiologia interventistica" Cosa ha dimostrato Air-Stemi. "Il problema affrontato dallo studio è molto concreto. Nei pazienti con Stemi non è raro trovare, oltre all’arteria responsabile dell’infarto, restringimenti significativi anche in altre coronarie. La rivascolarizzazione completa – ripora lo studio – è raccomandata, ma rimaneva incerto quale fosse la strategia migliore per stabilire quali lesioni non responsabili dell’infarto necessitassero realmente di angioplastica. Con un follow-up mediano di 18 mesi, l’endpoint primario – un insieme di morte per qualsiasi causa, infarto miocardico, ictus o attacco ischemico transitorio e necessità di una nuova rivascolarizzazione per ischemia – si è verificato nel 9% dei pazienti trattati con la strategia guidata dalla fisiologia, rispetto al 13,7% di quelli trattati sulla base della sola angiografia. Questo corrisponde a una riduzione relativa del rischio del 38% e a una differenza assoluta di circa 5 eventi ogni 100 pazienti. Il numero necessario da trattare con la strategia fisiologica per evitare un evento dell’endpoint primario è risultato pari a 21". Anche l’endpoint principale di sicurezza – costituito da danno renale acuto associato al mezzo di contrasto o sanguinamento maggiore – è risultato meno frequente con la strategia guidata dalla fisiologia: 4,6% contro 7,1%. Tra gli outcome secondari, l’infarto miocardico si è verificato nel 4% dei pazienti del gruppo guidato dalla fisiologia e nell’8% del gruppo guidato dalla sola angiografia. Lo studio, invece, non ha evidenziato un’apparente differenza tra i gruppi nella mortalità totale o cardiovascolare, un elemento importante per interpretare correttamente i risultati". Trattare meglio, non necessariamente trattare di più. "Uno degli aspetti più significativi dello studio è la maggiore selettività consentita dalla coronarografia funzionale. Nel gruppo guidato dalla fisiologia, l’angioplastica è stata eseguita su circa il 52% dei vasi non responsabili dell’infarto, mentre nel gruppo guidato dalla sola angiografia è stato trattato circa il 95% dei vasi non-culprit valutati. La coronarografia funzionale utilizza le immagini già ottenute durante l’esame angiografico per ricavare informazioni fisiologiche sul flusso coronarico, senza richiedere necessariamente l’impiego di fili di pressione intracoronarici o farmaci per indurre iperemia. Questo – prosegue la nota – consente di distinguere meglio le stenosi che hanno un reale significato funzionale da quelle che possono non richiedere un ulteriore intervento. «Il messaggio dello studio non è semplicemente quello di eseguire meno angioplastiche, ma di selezionare meglio quali lesioni trattare. Nei pazienti con infarto e malattia multivasale, integrare l’immagine angiografica con una valutazione funzionale consente una strategia più mirata, evitando procedure non necessarie e concentrando il trattamento sulle stenosi realmente rilevanti". Ricerca clinica e assistenza: il contributo di Latina. La partecipazione del Santa Maria Goretti, terzo centro per arruolamento nell’intero studio, conferma il ruolo della Cardiologia di Latina nella ricerca clinica cardiovascolare multicentrica e la possibilità di coniugare l’attività quotidiana di cura dell’infarto con la produzione di evidenze scientifiche di rilevanza internazionale. Air-Stemi è uno studio indipendente, prospettico, internazionale e randomizzato, promosso da ricercatori e finanziato principalmente dal Ministero della Salute italiano. I finanziatori non hanno avuto alcun ruolo nella progettazione e conduzione dello studio, nell’analisi dei dati o nella preparazione del manoscritto. I risultati suggeriscono che, nei pazienti con Stemi e malattia coronarica multivasale inclusi nello studio, la rivascolarizzazione completa guidata dalla coronarografia funzionale può consentire un trattamento più selettivo delle lesioni non responsabili dell’infarto, associandosi a una riduzione degli eventi clinici dell’endpoint primario e delle complicanze di sicurezza rispetto a una strategia basata sulla sola valutazione angiografica. Secondo la direttrice generale della Asl di Latina, Sabrina Cenciarelli, "lo studio internazionale Air Stemi pubblicato sul 'New England Journal of Medicine' apre nuovi importanti scenari nella cura più selettiva di pazienti colpiti da infarto miocardico acuto. Il fatto che l’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina si sia distinto come terzo centro a livello internazionale per numero di pazienti arruolati dà lustro alla nostra Azienda Sanitaria e dimostra l’eccellenza e la grande capacità operativa delle nostre strutture e dei nostri professionisti. La Cardiologia del Goretti è uno dei principali centri italiani per la cardiologia interventistica, con una leadership nazionale in procedure tempo-dipendenti e ad alta complessità. Questo risultato conferma che l’attività clinica quotidiana e l’alta ricerca scientifica possono e devono camminare di pari passo: portare la ricerca internazionale al letto del paziente significa garantire cure sempre più all’avanguardia, sicure e personalizzate. Lo studio contribuisce a migliorare concretamente la qualità e la precisione dei trattamenti nei confronti di patologie tempo-dipendenti così delicate".
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Consorzi Cobat presentano Bilanci Sostenibilità, crescono filiere RIPA, RAEE, TYRE
ROMA (ITALPRESS) – L’Italia genera 4,7 euro di PIL per ogni chilogrammo di risorse consumate, il valore più alto tra le grandi economie europee, ma resta anche il Paese più dipendente dall’estero per procurarsele: il 46,6% dei materiali trasformati dall’industria italiana arriva da importazioni, più del doppio della media UE (dati dell’VIII Rapporto sull’Economia Circolare in Italia, su elaborazione Eurostat). Un paradosso che si aggrava se si guarda a quanta materia, invece di rientrare nei cicli produttivi legali, finisce fuori controllo: secondo il rapporto Ecomafia 2025 di Legambiente, nel 2024 i reati legati al ciclo dei rifiuti in Italia sono stati 11.166, in crescita del 19,9% rispetto all’anno precedente.
Una fotografia che restituisce l’immagine di un Paese con grandi potenzialità ma ancora troppi limiti da superare, e di sfide importanti da cogliere: rafforzare la raccolta, blindare la tracciabilità delle filiere e ridurre la dipendenza dalle materie prime vergini. E’ su questo terreno che si inserisce l’azione dei Consorzi Cobat, che oggi hanno presentato a Roma, presso Palazzo Grazioli, la seconda edizione dei Bilanci di Sostenibilità. L’evento ha offerto una lettura integrata delle tre filiere Cobat: RIPA (pile e accumulatori esausti), RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) e TYRE (pneumatici fuori uso).
L’evento, organizzato insieme a Globe Italia – Associazione Nazionale per il clima, ha visto la partecipazione di Michele Priori, Direttore Generale di Consorzi Cobat, Camilla Colucci, CEO di Circularity – Sustainability Partner che ha supportato la redazione dei report, David Viva, Direttore Generale di Cobat RIPA, Valentina Negri, Direttore Generale di Cobat RAEE e Francesco Massaro, Direttore Generale di Cobat TYRE.
Nella seconda parte dell’evento, la tavola rotonda dal titolo Responsabilità Estesa del Produttore: indirizzi istituzionali e prospettive ha visto gli interventi di Fabrizio Penna (Direttore Generale, Ispra), Massimo Milani (Segretario Commissione Ambiente, Camera dei deputati), Marco Simiani (Capogruppo Commissione Ambiente, Camera dei deputati), Laura D’Aprile (Capo Dipartimento Sviluppo sostenibile, MASE) e Giovanni Di Scipio (Capo Ufficio Legislativo, MASE).
“La transizione verso un modello di sviluppo più sostenibile non si misura soltanto nella capacità di gestire correttamente il fine vita dei prodotti, ma nella possibilità di trasformare quella responsabilità in valore condiviso, per l’ambiente, per il sistema industriale e per le comunità” ha dichiarato Michele Priori, Direttore Generale di Consorzi Cobat. “Il Bilancio che presentiamo oggi, il secondo del nostro percorso di rendicontazione ESG integrato, racconta non solo i risultati raggiunti nel 2025, ma anche la direzione che abbiamo scelto di perseguire: rafforzare un sistema capace di coniugare efficienza, responsabilità, innovazione e trasparenza, contribuendo alla costruzione di filiere sempre più resilienti e competitive”. Cobat RIPA ha gestito una filiera sempre più strategica per l’approvvigionamento di materie prime critiche: i Soci hanno immesso al consumo 231.688 tonnellate di pile e accumulatori, l’82% delle quali riconducibile al comparto automotive (SLI e veicoli elettrici), con le batterie EV in crescita dell’87% rispetto al 2024. Sul fronte della raccolta, le batterie portatili coprono l’84% del totale effettuato dal consorzio, percentuale che corrisponde al 43% circa dell’immesso al consumo del 2024 e al 30% della raccolta a livello nazionale. Un aumento del 9%, rispetto al 2024, registra la raccolta di batterie per veicoli elettrici e mobilità leggera.
Il 2025 ha rappresentato per Cobat RIPA un anno di profonda trasformazione e rafforzamento strategico, segnato dall’evoluzione del quadro normativo europeo e dall’accelerazione della transizione energetica” ha commentato David Viva, Direttore Generale di Cobat RIPA. “In uno scenario sempre più caratterizzato dalla diffusione della mobilità elettrica e dei sistemi di accumulo energetico, le batterie assumono oggi un ruolo strategico senza precedenti: il recupero delle materie prime critiche contenute al loro interno diventa una leva essenziale per la sicurezza degli approvvigionamenti e la competitività industriale del Paese”. Cobat RAEE ha visto i propri Soci immettere al consumo oltre 200.000 tonnellate di apparecchiature elettriche ed elettroniche (+34% dal 2022), mentre il Consorzio ha raccolto quasi 31.000 tonnellate di RAEE, l’8,2% della raccolta nazionale di rifiuti domestici. Il dato più significativo riguarda il comparto professionale, cresciuto del 264% grazie al progressivo revamping degli impianti fotovoltaici: sui moduli fotovoltaici a fine vita, Cobat RAEE ha raggiunto un tasso di recupero della materia dell’89%, con conferimento in discarica pari a zero.
“La crescente diffusione delle tecnologie elettroniche e l’accelerazione della transizione energetica rendono oggi la gestione dei RAEE una sfida strategica per il sistema Paese” ha spiegato Valentina Negri, Direttore Generale di Cobat RAEE. “Restano tuttavia ancora forti divari territoriali, che lasciano l’Italia lontana dagli obiettivi europei di raccolta: per questo la partecipazione attiva dei cittadini rappresenta una leva decisiva, e continuare a investire in comunicazione ed educazione ambientale resta fondamentale per diffondere consapevolezza sul valore delle materie prime contenute nei dispositivi elettronici”. Cobat TYRE ha consolidato il proprio ruolo nella gestione degli pneumatici fuori uso, raccogliendo oltre 42.000 tonnellate di PFU (+31% rispetto al 2023), superando il target ministeriale sul mercato del ricambio del 10,85% e registrando un’accelerazione del 58% sui volumi intercettati dal circuito ACI. Oltre 9.400 le richieste di raccolta gestite nel corso dell’anno dalla rete logistica del Consorzio.
“Nel 2025 Cobat TYRE ha raggiunto risultati che confermano la solidità del nostro modello consortile e la capacità della filiera di operare con efficienza, responsabilità e visione” ha dichiarato Francesco Massaro, Direttore Generale di Cobat TYRE. “Per noi sostenibilità significa trasformare i PFU da rifiuto a risorsa, generando materia prima seconda destinata a nuovi cicli produttivi. Proseguiremo il nostro operato, continuando a garantire ai nostri Soci presidio normativo e strumenti operativi all’altezza di un contesto in rapida evoluzione”. I risultati raccontano molto più di una crescita quantitativa: raccontano la capacità di un sistema di trasformare il fine vita dei prodotti in una nuova opportunità di sviluppo, recuperando materie prime seconde, riducendo il ricorso alle risorse naturali e contribuendo alla sicurezza degli approvvigionamenti in settori sempre più strategici per il futuro dell’Europa.
“Ciò che abbiamo presentato è il frutto di un impegno condiviso con Soci, partner, istituzioni e stakeholder, e rappresentano al tempo stesso il punto di partenza per affrontare le sfide che ci attendono” ha concluso Michele Priori, Direttore Generale di Consorzi Cobat. “Proseguiremo a lavorare con la stessa determinazione per costruire filiere sempre più efficienti, trasparenti e circolari, capaci di generare valore per il sistema produttivo, per l’ambiente e per le generazioni future”.
– foto ufficio stampa Consorzi Cobat –
(ITALPRESS).
Atassia di Friedreich, survey: “6 pazienti su 10 lasciano il lavoro”
(Adnkronos) – Per molte persone con atassia di Friedreich (AF) la malattia non comporta solo la perdita progressiva dell’equilibrio e della capacità di camminare. Significa anche dover rinunciare al lavoro, riorganizzare la propria quotidianità e affidarsi, spesso sin dalle fasi iniziali, al supporto della famiglia. È quanto emerge dai risultati, rilasciati in occasione della Giornata mondiale delle Atassie, che si celebra ogni anno il 25 settembre, della Friedreich Ataxia International Burden of Illness Survey, promossa da Biogen in diversi Paesi europei e realizzata in Italia con il contributo di Aisa – Associazione italiana per la lotta alle sindromi atassiche. L'atassia di Friedreich è la forma più frequente di atassia ereditaria: una malattia rara, genetica, neurodegenerativa e progressiva. Esordisce generalmente durante l'infanzia o l'adolescenza e compromette progressivamente coordinazione, equilibrio e capacità di camminare, con un impatto crescente sull'autonomia della persona e della sua famiglia. In Italia l'indagine – informa una nota – ha coinvolto 145 persone con atassia di Friedreich, uomini e donne dai 19 anni in su, offrendo una fotografia concreta dell’impatto quotidiano della malattia. E la survey mostra proprio la sua influenza sulla vita personale, lavorativa e familiare. Tra i principali risultati emersi dall’indagine: oltre 7 persone su 10 (70,3%) dichiarano che la malattia ha avuto un impatto sul proprio percorso lavorativo; tra queste, oltre 6 su 10 (60,8%) hanno dovuto interrompere completamente l'attività lavorativa; oltre la metà dei partecipanti (62%) presenta una disabilità minima o lieve ma necessita già del supporto di un caregiver; circa il 98% di chi ha risposto ha dichiarato di ricevere assistenza regolare e, quasi sempre, da un familiare; dei caregiver che hanno completato la survey, 3 su 4 (75%) sono donne. "L'atassia di Friedreich non colpisce mai una sola persona ma coinvolge l’intera famiglia – sottolinea Maria Litani, presidente nazionale di Aisa -. Ogni giorno genitori, parenti e caregiver affrontano un carico assistenziale continuo, spesso silenzioso e poco visibile. I dati dello studio confermano quello che le famiglie raccontano da anni: l'impatto della malattia non è solo clinico ma organizzativo, emotivo e sociale. Avere un familiare con l'AF significa riorganizzare la vita quotidiana, imparare a gestire i momenti di difficoltà e spesso rinunciare a spazi e tempi propri. Dare visibilità a questo carico significa favorire una maggiore consapevolezza e costruire percorsi di presa in carico sempre più attenti ai bisogni reali delle persone con Atassia di Friedreich e delle loro famiglie". Nelle 4 settimane precedenti all’indagine – si legge- quasi tutti i partecipanti (93,8%) hanno riscontrato difficoltà nell’equilibrio, circa 8 su 10 (79,3%) debolezza muscolare e più della metà (57,9%) crampi o spasmi. In misura minore ma sempre significativa è stata segnalata la presenza di difficoltà nella deambulazione (31%) e di coordinazione motoria fine (23,4%). Quasi 9 persone su 10 (85,5%) hanno, inoltre, avuto a che fare con la fatigue e 4 su 10 (40,7%) hanno manifestato problemi legati al sonno. Sintomi che limitano progressivamente l'autonomia personale, rendendo sempre più difficile lavorare, partecipare alla vita sociale e svolgere le attività quotidiane. I risultati della survey trovano conferma anche nella valutazione economica italiana Healthcare and Economic Impact of Friedreich Ataxia in Italy, che evidenzia come il progredire della malattia comporti un aumento significativo del carico assistenziale e dei costi sostenuti dalle famiglie e dal servizio sanitario nazionale italiano. Lo studio evidenzia inoltre che "la perdita della deambulazione determina un incremento dei costi di oltre 54.000 euro per paziente per il Ssn" e che " considerando anche il peso dell'assistenza sulle famiglie e sulla collettività, il carico economico aumenta di oltre 100.000 euro per paziente". Dietro questi numeri – dettaglia la nota – "c'è una crescente necessità di assistenza e di risorse. Quando arriva la perdita di deambulazione, la persona con AF necessita di un numero molto più elevato di visite specialistiche (25,8 contro 8,1 all'anno) e di assistenza domiciliare continuativa formale (circa 273 giorni l'anno rispetto a 30), e assistenza domiciliare da parte di parenti/amici (365 giorni l’anno contro 121). A questo si aggiunge il ricorso ad ausili e adattamenti dell'ambiente domestico, come carrozzine, sollevatori, letti ospedalieri, dispositivi per la comunicazione e modifiche della casa, indispensabili per affrontare la quotidianità e preservare la migliore qualità di vita possibile". Lo studio conferma come "rallentare la progressione della malattia e preservare il più a lungo possibile l'autonomia della persona significhi non solo migliorare la qualità di vita sia per chi è colpito dalla malattia sia per i famigliari, ma anche il carico assistenziale ed economico associato alla patologia". "L'atassia di Friedreich è una malattia rara ma estremamente complessa, il cui impatto va ben oltre gli aspetti clinici. I dati della survey e della valutazione economica italiana – dichiara Leila Khader, direttore Medico di Biogen Italia – restituiscono una fotografia chiara del peso che questa patologia ha sulla vita delle persone, delle loro famiglie e dell'intero sistema di assistenza. Comprendere questo impatto attraverso evidenze concrete è fondamentale per promuovere una maggiore consapevolezza e contribuire a una presa in carico sempre più tempestiva e centrata sulla persona. In Biogen, continuiamo a investire nella ricerca e a collaborare con la comunità scientifica e con le Associazioni dei pazienti per contribuire a migliorare il percorso di presa in carico e la qualità di vita delle persone con atassia di Friedreich".
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Vertice a Roma per il centrodestra siciliano, intesa sulle priorità in vista delle prossime variazioni di bilancio
ROMA (ITALPRESS) – Sanità, agricoltura, infrastrutture, giovani e innovazione delle imprese, anche attraverso l’intelligenza artificiale: sono le priorità condivise dalla maggioranza regionale siciliana in vista delle prossime variazioni di bilancio, definite oggi in una riunione a Roma. E’ quando si legge in una nota congiunta.
I lavori, sottolinea la nota, si sono aperti con un collegamento con il presidente della Regione, Renato Schifani, e con l’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino, che hanno illustrato il quadro delle variazioni. Il confronto è poi proseguito tra le forze della coalizione per individuare gli interventi comuni.
La maggioranza, prosegue la nota, ha condiviso l’obiettivo di fare dei prossimi passaggi finanziari una prima base programmatica per il progetto della prossima legislatura. Il tema delle nomine sarà affrontato dopo l’approvazione delle variazioni.
Alla riunione hanno partecipato Nino Minardo (commissario regionale Forza Italia), Luca Sbardella (commissario regionale Fratelli d’Italia), Nino Germanà (segretario regionale Lega), Fabio Mancuso e Roberto Di Mauro (Mpa), Decio Terrana (coordinatore regionale Udc), il sottosegretario Massimo Dell’Utri (Noi Moderati) e Carmelo Pace (Dc).
– Foto ufficio stampa Centrodestra Sicilia –
(ITALPRESS).
Palermo, assaltarono 8 tra sale scommesse e distributori di carburanti: due arresti
PALERMO (ITALPRESS) – Gli agenti della Polizia di Stato ed i Carabinieri hanno fermato un 43enne ed un 49enne, entrambi pregiudicati. Il provvedimento è stato disposto dalla Procura presso il Tribunale di Palermo. I due sono ritenuti responsabili, in concorso e a vario titolo, di rapina pluriaggravata, porto e detenzione abusiva di armi e ricettazione, per fatti commessi a Palermo.
Le indagini riguardano otto rapine a mano armata compiute tra luglio e settembre 2026 ai danni di sale scommesse e distributori di carburante nel quartiere Falsomiele. In una circostanza, due colpi sono stati messi a segno nella stessa serata. L’analisi delle immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza ha consentito agli investigatori di ricostruire il modus operandi dei presunti autori: i due avrebbero agito insieme, con il volto coperto da maschere in lattice, raggiungendo gli obiettivi a bordo di mezzi a due ruote e allontanandosi rapidamente dopo essersi impossessati del denaro contante. Le immagini hanno inoltre permesso di individuare la loro base logistica e di ricostruirne gli spostamenti prima e dopo gli episodi.
Gli elementi raccolti dalla V Sezione Reati contro il Patrimonio della Squadra Mobile e dalla Compagnia Carabinieri Palermo Piazza Verdi sono stati trasmessi ai pubblici ministeri titolari del procedimento, che hanno emesso il provvedimento di fermo. Il gip, pur non avendo convalidato la misura precautelare, ha disposto la custodia cautelare in carcere.
– Foto screenshot video Polizia di Stato –
(ITALPRESS).