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Ci sono i primi indagati nell’inchiesta per la morte di Andrea Moretti, l’operaio di 22 anni che ha perso la vita in un incidente sul lavoro all’interno del Colosseo. I magistrati di piazzale Clodio che in queste ore hanno analizzato la documentazione acquisita, relativa all’appalto e alla società incaricata dei lavori in subappalto, hanno proceduto alle iscrizioni nel registro degli indagati di sette persone anche in vista dell’autopsia, con l’incarico che verrà conferito lunedì ai medici legali della Sapienza. L’inchiesta della procura di Roma, in cui si procede per omicidio colposo in relazione alla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, dovrà chiarire, anche con l’aiuto di una consulenza tecnica, la dinamica dell’incidente in cui ha perso la vita il ventiduenne, operaio specializzato per i lavori in quota, e verificare se ci siano state falle nella sicurezza o se si sia trattato di un errore umano. Al momento della tragedia nel cantiere erano presenti altri operai tra cui il cognato della vittima, impegnati nei lavori da alcuni mesi in vista dell’ inaugurazione prevista per ottobre, che sono stati ascoltati dagli inquirenti. Prima di disporre la riapertura al pubblico del Parco del Colosseo, che resterà chiuso anche venerdì, intanto il ministro della Cultura Alessandro Giuli si riserva di verificare l’indirizzo delle indagini in corso da parte degli inquirenti e di incontrare, assieme ai dirigenti del MiC e al direttore Quilici, i lavoratori e le lavoratrici del parco del Colosseo per verificare se le loro condizioni psicologiche siano confacenti alla riapertura, come si apprende da fonti del Ministero della Cultura.
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Operaio morto al Colosseo, 7 persone indagate per il decesso di Andrea Moretti
E’ morta Elena Pero, la giornalista di Sky Sport e voce del tennis aveva 60 anni
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E' morta Elena Pero. La giornalista di Sky Sport, 'voce del tennis' per la tv satellitare, aveva 60 anni. "Una notizia drammatica, con il profondo dolore che tutte le persone di Sky, che tutta la comunità di Sky Sport prova in questo momento: è morta Elena Pero, la grande voce del tennis, una delle figure più rilevanti del panorama giornalistico dello sport in Italia. Ma per noi soprattutto una collega, un’amica, una persona straordinaria e indimenticabile", si legge sul sito di Sky Sport, in un articolo a firma del direttore Federico Ferri. "Elena Pero non c’è più. La sua voce, la voce del tennis, rimarrà per sempre. Aveva 60 anni. Non ha saltato una telecronaca, neppure durante la malattia. L’ultima volta che l’abbiamo ascoltata, noi come voi da casa, è stata a Wimbledon, dove ha celebrato la seconda vittoria consecutiva di Jannik Sinner, come aveva fatto per la storica prima volta – il 13 luglio 2025 – in coppia con Paolo Bertolucci, che ha composto con lei, in oltre 20 anni di telecronache assieme, il secondo formidabile doppio della sua carriera", prosegue Sky Sport. "In questi giorni disperati, l’unica consolazione è ricordare Elena proprio lì, al suo posto, con una cuffia e un microfono, sul campo più leggendario, a fare il suo lavoro, nel quale era la più brava. Naturalmente la migliore. Senza crederlo di sé, e senza avere mai fatto pesare a nessuno di esserlo. Elena ha illustrato questa testata, Sky Sport, per più di trentacinque anni, da quando si chiamava Telepiù, dove è entrata fin dalla sua fondazione, come giornalista praticante nel 1991, assunta da Rino Tommasi, il suo grande maestro, del quale ha raccolto – unica a poterlo fare – l’eredità più pesante. La sua voce è, e sempre sarà, un codice di pura bellezza. Come il suono della palla colpita da Roger Federer, come una volée di Martina Navratilova. Sarebbe necessaria l’essenzialità del suo racconto – così ricco, preciso, caldo e intenso, ma senza concedere nulla alla retorica, all’eccesso, e senza sprecare un aggettivo – per elencare tutti i successi, tutte le qualità di questa straordinaria professionista. Di questa donna giornalista, così lontana dal modello svenduto oggi soprattutto sui social, e per questo così attuale e così esemplare, ci auguriamo, per le prossime generazioni di ragazzi e soprattutto di ragazze", prosegue il messaggio che rende omaggio alla giornalista. "Tanto, tantissimo, ha dato al suo lavoro e tanto, tantissimo ha ricevuto. Tutto ha dato alla sua famiglia e tutto ha ricevuto, alla figlia Martina, al suo (e nostro) Sergio, grande produttore recentemente premiato dal Club a Wimbledon per la sua rimarcabile carriera, sempre al fianco di Elena anche sul campo. Oggi non possiamo che rivolgere il nostro pensiero a loro. Elena ha amato lo sport e i suoi valori, e ha adorato e onorato il tennis, ricambiata dagli appassionati, quelli che lo sono da sempre e quelli che lo sono diventati grazie a Sinner e compagni", prosegue Ferri. "Ha attraversato con le sue cronache generazioni di campioni e campionesse, accompagnando le loro imprese senza mettersi mai davanti a loro. Ha imposto il suo stile e la sua preparazione enciclopedica, senza abusarne, non ha mai barattato il rispetto con il tifo, ha sorvolato sulla cattiveria con la leggerezza delle sue parole, sempre quelle giuste. Ha pianto quel giorno per Jannik a Wimbledon, e noi con lei. Appartiene al pantheon dove stanno, ne citiamo alcuni, Nicolò Carosio, Nando Martellini, Paolo Rosi, Alfredo Pigna, Adriano De Zan, coloro che hanno raccontato a milioni di italiani le imprese leggendarie del nostro sport, come quelle di Sinner e di quest’epoca d’oro del tennis italiano. Se n’è andata, come Rino Tommasi e Gianni Clerici. Non smetteremo di ascoltarti. E non smetteremo di ricordarti, cara Elena. Anche se noi di Sky Sport non saremo più gli stessi, ti promettiamo che faremo di tutto per essere degni di quello che ci hai lasciato, del tuo esempio. E di te. Anima pura, persona perbene, specchiata giornalista, meravigliosa collega. Grande, indimenticabile voce", conclude il direttore della testata.
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Caso Orlandi-Gregori, morto l’ex giudice istruttore Ilario Martella
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È morto l’ex giudice istruttore Ilario Martella. Lunedì 28 settembre avrebbe compiuto 92 anni. È mancato questa mattina all’Ospedale di Civita Castellana, dove era ricoverato da martedì per accertamenti. Lascia la figlia Anna Lisa e la nipote Francesca Maria. Ilario Salvatore Martella era nato nel 1934 a Corsano in provincia di Lecce. Magistrato dal 1965, dal 1973 al 1978 è stato sostituto procuratore della Repubblica di Roma. Dal 1978 al 1990, è stato giudice istruttore presso l’Ufficio Istruzione del Tribunale di Roma e in tale veste si occupò di terrorismo, reati contro la pubblica amministrazione, criminalità organizzata. In particolare, fu titolare delle istruttorie sull’attentato al Papa del 13 maggio 1981 e sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, avvenute rispettivamente il 22 giugno e 7 maggio 1983. Dopo aver svolto le funzioni di sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma, Martella è passato in Corte di Cassazione dove ha concluso la sua carriera in magistratura nel 2008 come presidente onorario aggiunto. “Sono costernato. Mi ha informato del grave lutto la figlia Anna Lisa. In questi anni abbiamo lavorato senza sosta per scavare a fondo nelle vicende che lo avevano visto protagonista e vittima di una delle più oscure vicende della Guerra Fredda durante la sua istruttoria sui mandanti dell’attentato a Giovanni Paolo II. Martella è stato l’ultimo, grande testimone di quel drammatico periodo storico che va dal 1981 al 1985”, riferisce il giornalista Gian Paolo Pelizzaro che negli ultimi anni ha tenuto i contatti con l’ex giudice istruttore. “La sua ultima apparizione pubblica è stata il 28 luglio scorso, in Senato, alla presentazione del nostro saggio sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Il giudice Martella mi ha guidato, con inflessibile rigore, serietà e abnegazione, anche nei momenti più difficili per la sua salute, nella ricerca della verità sostanziale dei fatti, ripercorrendo il suo gigantesco lavoro istruttorio – sottolinea -. Si è battuto, fino alla fine, per la ricerca della verità, perseguendo la sua missione di vita dedicata alla giustizia”. “Ilario Martella andrà ricordato come un grande servitore dello Stato, dedito al lavoro a cui ha sacrificato gran parte della sua vita privata, un uomo frugale e riservato, che non aveva altra dedizione al di fuori della giustizia – conclude Pelizzaro -. La sua scomparsa è una perdita enorme. Alla figlia Anna Lisa e alla nipote Francesca Maria vanno le mie più sincere e profonde condoglianze”.
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Emporio Armani, il tempo lascia il segno nell’ultima collezione di Silvana Armani e Leo Dell’Orco
(Adnkronos) – Il sale conserva e trattiene il tempo sulla superficie dei tessuti, altera i colori, screzia il velluto, accartoccia il seersucker. È la materia, questa volta, a raccontare il passaggio delle stagioni nell’ultima collezione di Emporio Armani firmata da Silvana Armani e Leo Dell’Orco, presentata negli spazi dell’Armani Teatro di via Bergognone. Una collezione costruita sulla trasformazione e su un guardaroba che continua a muoversi tra maschile e femminile, formale e informale. Ma è anche una collezione che arriva in un momento di passaggio per la maison. È infatti l’ultima disegnata da Silvana Armani e Leo Dell’Orco prima del nuovo corso annunciato la scorsa settimana con la nomina di Dario Vitale alla direzione creativa di Emporio Armani. Un passaggio significativo per il marchio, perché Vitale è il primo designer esterno alla famiglia Armani chiamato a guidarne la creatività. "C’è un ciclo che si chiude da un certo punto di vista e un altro che si apre, molto più interessante" racconta dell'Orco. Il tema scelto per questa stagione è il tempo, inteso come intervento diretto sulla materia. Un tempo quasi minerale, affidato soprattutto al sale come elemento decorativo e agente capace di modificare la superficie. “I tessuti sono tutti lavati col sale, in maniera speciale, facendo emergere una materia particolare – spiega il designer -. Devo dire che forse è la prima volta che l’universo uomo e donna si sono uniti”. Il risultato è un guardaroba leggero ma tutt’altro che fragile. Lino, seta, viscosa, jersey e tessuti da camiceria costruiscono silhouette fluide; le giacche perdono rigidità oppure vengono attraversate da lembi e nodi, i pantaloni diventano ampi e vaporosi, le maglie citano l’intimo. Il tailoring si alleggerisce e convive con trasparenze, piccoli gilet e top essenziali, in un continuo passaggio di codici tra uomo e donna. La materia è il vero filo rosso della collezione. Le acidature e le tinture a freddo rendono il colore irregolare, il lino riproduce a trompe-l’œil l’effetto di superfici usurate, il seersucker si svuota e si accartoccia, il velluto viene inciso al laser e si screzia. Le organze lavorano invece per sovrapposizioni, trasparenze e riflessi, mentre lurex e superfici dall’effetto acquatico interrompono l’opacità di una palette dominata dai neutri irregolari e accompagnata fino al nero. Tra i pezzi più curiosi, un giubbotto interamente ricoperto di sale, quasi una scultura indossabile, che porta all’estremo l’idea della collezione: non simulare il tempo ma lasciare che sia il trattamento stesso a imprimere un segno sulla materia. A completare i look, grandi borse, pantofole di corda o tessuto e piccoli copricapo. Tutto appare morbido e attraversato da una leggerezza che non rinuncia alla struttura. Una collezione di trasformazioni, dunque, quella con cui Emporio Armani chiude un capitolo e ne apre uno nuovo. Silvana Armani e Leo Dell’Orco continueranno a firmare rispettivamente le collezioni donna e uomo della linea Giorgio Armani ma la prossima stagione di Emporio porterà con sé una nuova e molto attesa firma creativa. (di Federica Mochi)
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Mancini verso l’esordio contro il Belgio: “Sensazioni positive. Italia, ora dipende da noi”
(Adnkronos) – "Le sensazioni sono positive, l'Olimpico ci ha sempre accolto bene e dipenderà da noi. Dovremo essere bravi a portare i tifosi dalla nostra parte". Roberto Mancini sorride in conferenza stampa, alla vigilia della partita di Nations League contro il Belgio. Per quello che sarà la prima pagina del suo secondo capitolo azzurro: "Speriamo di arrivare alla finale per il titolo, con l'Olanda era una finale per il terzo posto e il nostro obiettivo è diverso. Il gruppo è forte e non sarà facile, ci proveremo. Sulla formazione ci siamo quasi, abbiamo un paio di ballottaggi". Quali? "Cambiaghi può giocare ovunque, così come Kean e Zaniolo. Decideremo domani". Il commissario tecnico ha parlato delle aspettative per l'esordio: "Vogliamo giocare bene fin da subito, non sarà semplice perché abbiamo avuto due giorni per preparare la partita. Le nazionali però sono così e dobbiamo essere veloci, giocare bene e fare risultato". E ancora, sulle convocazioni: "Avevamo visto e valutato questi ragazzi in un mese, poi però in allenamento è tutto diverso. Hanno qualità, in partita il livello sale e sono giovani che possono sbagliare all'inizio. Anche Donnarumma quando ha debuttato con il Milan e con la Nazionale, era giovane. I ragazzi vanno aiutati, migliorano solo facendo qualche errore". Il ct ha parlato anche di Alessandro Romano: "Lo conoscevo poco, ma dopo la prima giornata ha dato una buona impressione e volevamo vederlo". Il centrocampista del Cagliari, volto nuovo in Nazionale, è uno dei protagonisti del grande avvio di campionato dei rossoblù e contro il Belgio ha grandi chance di partire titolare. "Crediamo possa essere molto utile per il futuro della Nazionale". Spazio anche a una risposta sulla situazione di Nicolò Tresoldi, giovane attaccante del Bruges in bilico tra nazionale italiana e tedesca: "Ci abbiamo parlato, il ragazzo ha detto che in questo momento non può decidere perché ha dato la parola all'allenatore dell'Under per fare la fase finale dell'Europeo a giugno. Ha detto che si sente 50% italiano e 50% tedesco, speriamo che da giugno sarà 51% italiano". Accanto al ct, in conferenza stampa ha parlato anche il capitano Gianluigi Donnarumma: "Il messaggio a Malagò? Resta una cosa privata, mi sono congratulato con il presidente perché con Mancini ci lega un grande affetto per quello che abbiamo vinto e per ciò che abbiamo passato insieme. Con tutto il rispetto per gli altri allenatori, ero contento e sono contento della scelta". Il portiere del Manchester City ha vissuto un'estate particolare dopo la mancata qualificazione ai Mondiali, ma guarda avanti:"Speriamo di raggiungere gli stessi risultati, abbiamo vinto un Europeo e fatto la storia. Speriamo di ripeterci. Dopo la Bosnia è stata un'estate lunga, ho subito tanto la sconfitta e me la sono portata dietro. Ora riportiamo l'Italia dove merita, abbiamo giovani forti".
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Trump-Xi, vertice alla Casa Bianca: “Coesistenza pacifica” e cooperazione tra Usa e Cina
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Xi Jinping e Donald Trump si incontrano alla Casa Bianca per un nuovo faccia a faccia tra i leader di Cina e Stati Uniti. Il presidente cinese parla di "coesistenza pacifica", chiede di rafforzare i contatti tra Pechino e Washington e affronta anche i dossier più delicati: Taiwan, Iran, commercio e intelligenza artificiale, mentre Trump ha parlato di una "grande amicizia" con il presidente cinese. La visita di Stato, la prima di Xi a Washington in oltre dieci anni, arriva mentre i due Paesi cercano di stabilizzare una relazione segnata da profonde divergenze strategiche.
"Coesistenza pacifica" e "cooperazione sincera" tra Stati Uniti e Cina, uno dei messaggi lanciati da Xi durante le dichiarazioni alla Casa Bianca accanto a Trump. Il leader cinese ha insistito sulla necessità di un "rafforzamento" del dialogo tra Pechino e Washington, sottolineando gli interessi "collegati" dei due Paesi. Già al suo arrivo negli Stati Uniti, Xi aveva auspicato che Cina e Stati Uniti fossero "partner, non rivali", sostenendo che la "logica storica della coesistenza pacifica" tra le due potenze non è cambiata. Xi ha ringraziato per l'"ospitalità", ha descritto Usa e Repubblica Popolare come "grandi Paesi" e ha sottolineato come abbiano una "responsabilità storica" per "sviluppo" e "progresso". Il presidente cinese ha inoltre indicato la necessità di ampliare i contatti tra i due governi in diversi settori, dalla diplomazia all'economia, dalla finanza alla sicurezza e agli scambi tra le popolazioni. Sul dossier Iran, il presidente cinese ha auspicato che Stati Uniti e Iran tornino "il prima possibile" sulla strada del dialogo e dei negoziati per risolvere le questioni ancora aperte. In particolare Xi ha chiesto che Washington e Teheran tornino al memorandum d'intesa di Islamabad firmato il 17 giugno. Il presidente cinese ha inoltre auspicato che i due Paesi possano raggiungere un accordo complessivo sulla questione nucleare e sulle altre questioni irrisolte, arrivando alla pace in tempi brevi. Xi ha ribadito che la Cina ha sempre ritenuto necessario rispettare la sovranità e la sicurezza di tutti i Paesi e ha svolto un ruolo costruttivo per allentare le tensioni e favorire la de-escalation. Pechino, ha aggiunto, ha incoraggiato le parti interessate a mantenere l'impegno per una soluzione pacifica e a preservare lo slancio dei negoziati. Tra i temi più delicati del vertice c'è anche Taiwan. Gli Stati Uniti si oppongano alla "indipendenza di Taiwan" e gestiscano la questione "con cautela", l'auspicio espresso da Xi. La questione di Taiwan rappresenta uno dei principali punti di frizione nei rapporti tra Washington e Pechino. Xi aveva già definito il dossier Taiwan una questione centrale nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti, chiedendo agli Usa prudenza anche sul tema delle forniture militari all'isola. Uno dei temi al centro dell'incontro è l'intelligenza artificiale. "Cina e Stati Uniti sono Nazioni leader nel campo dell'intelligenza artificiale e abbiamo capacità e responsabilità sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale per il bene" e affinché "resti sotto il controllo dell'uomo". Xi ha quindi collegato la competizione tecnologica tra Washington e Pechino alla necessità di mantenere un confronto sullo sviluppo e sulla gestione dell'intelligenza artificiale. Il tema della sicurezza dell'AI è arrivato al vertice dopo settimane di discussioni tra i due Paesi sulla possibilità di creare meccanismi di comunicazione e gestione dei rischi.
Donald Trump, nelle dichiarazioni dopo l'incontro, ha parlato di "un'amicizia davvero grande" con Xi Jinping, ricordando anche gli anni del suo primo mandato. Il presidente americano ha sottolineato inoltre che si tratta della prima volta che incontra Xi alla Casa Bianca durante il suo secondo mandato. "Abbiamo avuto un grande incontro", ha dichiarato Trump al termine del bilaterale con il leader cinese. Gli Stati Uniti e la Cina hanno fatto "enormi passi avanti nelle questioni che fronteggiano i nostri due Paesi", ha detto Trump nel discorso con cui ha accolto Xi alla Casa Bianca. Il presidente americano ha affermato che Pechino e Washington stanno "incoraggiando una relazione commerciale più bilanciata". In particolare, Trump ha fatto riferimento alla visita a Pechino dello scorso maggio e alla creazione di una "commissione per il Commercio", definendola "un nuovo meccanismo e qualcosa che sta avendo un incredibile successo". "I nostri team stanno lavorando per incoraggiare una relazione commerciale più bilanciata, compreso un nuovo accesso al mercato per coltivatori e allevatori americani", ha concluso. Il commercio resta uno dei dossier centrali del rapporto tra le due potenze: tra gli obiettivi del vertice c'è anche la gestione della tregua tariffaria destinata a scadere a novembre. "Con il presidente Xi abbiamo forgiato un'amicizia, veramente una grande amicizia, costruita sul rispetto reciproco e gli interessi vitali dei nostri popoli", ha detto Trump durante la cerimonia con cui ha accolto Xi Jinping alla Casa Bianca, ricordando le diverse occasioni in cui i due leader si sono incontrati, dal primo incontro nella sua residenza di Mar-a-Lago nel 2017 fino alla visita di Trump a Pechino nel maggio scorso. Dopo aver sottolineato che Xi è il primo leader cinese a compiere una seconda visita di Stato negli Stati Uniti, Trump ha aggiunto: "È la prima volta che ci incontriamo alla Casa Bianca". Prima dell'incontro, Trump aveva commentato anche l'arrivo del leader cinese negli Stati Uniti. "Ho accolto il presidente Xi ieri (in aeroporto!) ed è forte, vitale e in gran forma: meglio che mai". "La signora Xi, naturalmente, bellissima!", ha aggiunto Trump riferendosi a Peng Liyuan. Nei giorni precedenti erano circolate sui social e su alcuni media indiscrezioni sulle condizioni di salute di Xi, ma non risultano confermate da fonti ufficiali; il presidente cinese è stato invece accolto alla Casa Bianca per la visita di Stato prevista il 24 settembre.
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Roma Termini, blitz dell’assessore Onorato contro i tassisti furbetti: “Spennano i turisti, che figura facciamo in tutto il mondo?”
(Adnkronos) – Duro sfogo dell'assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma, Alessandro Onorato, contro i tassisti disonesti a caccia di turisti considerati "polli da spennare". In un video, pubblicato sui suoi profili social, diventato virale nelle ultime ore, l'assessore se la prende con i tassisti che a Roma si "battono le corse", un fenomeno che, tuona, va estirpato. Nella didascalia del video si legge: "Scelgono i turisti da spennare creando file lunghissime. Creano un danno enorme a tutta la categoria, truffano gli utenti e mortificano l'immagine di Roma nel mondo". E aggiunge: "Dopo aver presentato esposti alla Procura della Repubblica, sono andato direttamente a dirglielo in faccia, alla stazione Termini. E continuerò a farlo". Nel video girato nel piazzale antistante la Stazione Termini di Roma, l'assessore grida: "Mi sono rotto i cog…ni" davanti ai tassisti sorpresi a 'caccia' di turisti. Poi, descrivendo il contesto, dice: "Questa è la fila, in questo momento, a Termini per prendere un taxi. Qui ci sono dei tassisti che invece stanno davanti a battersi le corse. 'Battersi le corse' vuol dire non rispettare la fila dei tassisti onesti, mettersi in sosta vietata e aspettare turisti da spennare, non applicando il tassametro ma tariffe molto più alte". Quindi si rivolge direttamente agli autisti: "Ragazzi, c'è una fila di 300 metri, sto facendo un video: caricate le persone, altrimenti spostatevi da qui. Dovete caricare le persone o spostare i taxi perché c'è una fila di 300 metri. Basta". Di fronte alle proteste degli operatori, continua: "Basta! Vi state battendo le corse. Basta! Ci facciamo prendere per il c… da tutto il mondo. Levate sti taxi. Levate sti taxi, basta. Mi sono rotto i cog…ni". A corredo del video, infine, conclude: "Ps: scusate per il linguaggio ma quando è troppo, è troppo".
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Proteste all’Onu contro Netanyahu, fermata Susan Sarandon
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Decine di manifestanti, tra cui l'attrice Susan Sarandon, sono stati fermati dalla polizia di New York a Manhattan, dove stavano manifestando contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prima del suo discorso all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. La Cnn spiega che manifestanti di Jewish Voices for Peace, un'organizzazione per i diritti umani che si batte per i diritti dei palestinesi, si sono riuniti a Manhattan per chiedere la fine della guerra di Israele e per contestare la visita di Netanyahu a New York. I manifestanti hanno bloccato il traffico scandendo slogan come "fermate le bombe" e "mettete fine alle uccisioni". Tra i presenti alla protesta anche l'attrice e attivista politica Cynthia Nixon, che indossava una maglietta con la scritta "finanziate le persone, non le bombe". Anche il candidato al Congresso Brad Lander ha preso parte alla contestazione. Gli agenti della polizia di New York, arrivati sul luogo della protesta, hanno intimato ai manifestanti di sgomberare la strada, ma circa 30 persone sono rimaste sedute e in piedi sulla carreggiata. Dopo un ulteriore avvertimento, gli agenti hanno fermato alcuni manifestanti e Sarandon è stata tra le persone condotte sugli autobus della polizia di New York e prese in custodia.
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Sondaggio politico, campo largo avanti e Vannacci cala
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Fratelli d'Italia primo partito davanti al Pd, campo largo in vantaggio sul centrodestra che non comprende Roberto Vannacci, in calo con Futuro Nazionale. Sono i dati del sondaggio Emg per Tg3 Linea Notte con le intenzioni di voto in caso di elezioni oggi, 25 settembre 2026. Fratelli d'Italia comanda con il 25,1% davanti al Pd, che insegue con 21,2%, e al Movimento 5 stelle con il 12,1%. Quindi Forza Italia, con l'8%, e la Lega, con il 7,7%. Futuro Nazionale, il partito fondato e guidato da Roberto Vannacci, è accreditato del 6,7%, mezzo punto in meno rispetto all'ultima rilevazione. Avs è al 6%, Azione al 2,6%, Italia viva al 2,5%, +Europa al 2%, Noi moderati all'1,7% e, infine, il Partito Liberaldemocratico all'1,6%. Con un'affluenza stimata al 65%, un punto in più rispetto alle politiche del 2022, il campo progressista (con Italia viva) sarebbe avanti con il 43,8% dei potenziali voti, e il centrodestra (senza il generale della Folgore) al 42,5%. La simulazione dei seggi alla Camera con lo Stabilicum vede quindi il centrosinistra portarne a casa 220 (110 andrebbero al Pd, 62 al M5S, 32 ai rossoverdi di Avs, 13 ai renziani e tre a +Europa), mentre l'attuale maggioranza di governo si fermerebbe a 148 (87 a Fratelli d'Italia, 28 a Forza Italia, 27 alla Lega e sei a Noi moderati). I seggi per Futuro nazionale con Vannacci, invece, sarebbero 24. Risale di un punto percentuale la fiducia degli italiani nei confronti del governo di Giorgia Meloni. Rispetto all'ultima rilevazione sono il 35% i cittadini che ne hanno molta (6%) o abbastanza (29%). Il 24% ha poca fiducia, il 41% nulla.
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Ai, neurochirurgo Barbagallo: “Aiuta ma non sostituisce l’esperienza clinica”
(Adnkronos) – "Per il congresso nazionale della Società italiana di neurochirurgia abbiamo scelto il titolo 'Complessità e semplicità in neurochirurgia: dall'anatomia alla tecnica chirurgica, alle tecnologie e all'intelligenza artificiale' perché nella pratica clinica quotidiana non esistono regole fisse per tutti. Esiste l'esperienza clinica del neurochirurgo, la sua preparazione, le conoscenze scientifiche aggiornate. Ma deve esistere anche la capacità di calare nella pratica quotidiana tutto ciò che oggi la tecnologia mette al servizio della neurochirurgia". Così Giuseppe Barbagallo, ordinario di Neurochirurgia presso l’Università degli studi di Catania e presidente del 75esimo congresso nazionale della Sinch a Catania. Secondo Barbagallo, è necessario "trovare sempre un equilibrio tra ciò che la tecnologia ci spingerebbe a fare e l'esperienza clinica che ci consente di comprendere se ciò che potremmo fare è davvero appropriato per quel singolo paziente. A volte non è necessario fare più del dovuto: a volte è importante sapersi fermare, riconoscere quando il paziente, come persona, può beneficiare di un trattamento diverso da quello che avremmo immaginato". Il presidente del congresso ricorda che “già anni fa il National Institute of Health statunitense aveva definito la neurochirurgia la branca più tecnologica della medicina. L'intelligenza artificiale, applicata ad esempio alla risonanza magnetica, sta consentendo ai neurochirurghi di ipotizzare con sempre maggiore precisione la diagnosi di una patologia oncologica cerebrale o vertebro-midollare", spiega Barbagallo, pur precisando che "la diagnosi la dà sempre l'esame istologico". "Strumenti come l'intelligenza artificiale e la neuronavigazione – sottolinea – non aboliscono ma possono ridurre in modo significativo il rischio di creare ulteriori danni al paziente durante l'intervento, migliorando l'esito clinico e riducendo le complicanze". "È importante che anche il cittadino comune sappia che la tecnologia è uno strumento aggiuntivo, ausiliario. Non dobbiamo illuderci che utilizzare l'intelligenza artificiale o la neuronavigazione sia sufficiente a trasformare l'atto chirurgico, che resta compiuto da un uomo anche nell'era della robotica, in qualcosa che si liberi delle complicanze o che possa essere associato obbligatoriamente a un esito positivo. Questo purtroppo non avviene ancora, e difficilmente potrà avvenire nel prossimo futuro" conclude.
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