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Botta e risposta tra Fiorentina e Atalanta, al Franchi finisce 2-2

FIRENZE (ITALPRESS) – Due gol ciascuno e un punto a testa per Fiorentina e Atalanta che rimandano ancora l’appuntamento con la vittoria. Due squadre in crisi di punti e di gioco quelle di Vanoli e Sarri che nel 2-2 del Franchi hanno mostrato tutti i propri pregi e i propri limiti. Alla fine nessuno contento, con fughe e rimonte, con tantissimi errori, e con i due portieri fra i migliori in campo, anche se è soprattutto Zalewski a spiccare con gol e assist. Gli ospiti, già privi al fischio di inizio di ben 8 elementi, fra cui Hien, Bellanova, Scamacca e Raspadori, devono rinunciare dopo 4 minuti a Kristensen per un infortunio muscolare, al suo posto l’appena recuperato Scalvini. Eppure i bergamaschi, dopo una primissima fase di sbandamento, in cui i padroni di casa collezionano un paio di chance con idee che nascono dai piedi di Mastantuono, prima con assist a Pellegrino, e poi con un destro respinto da Carnesecchi, non rinunciano mai a rispondere colpo su colpo. Prima De Ketelaere fa le prove generali al 26′, tirando da ottima posizione fuori bersaglio, poi Gaetano lo imita al 36′ e infine il numero 17 nerazzurro sfrutta al massimo un assist di Zalewski firmando lo 0-1. E l’Atalanta prima dell’intervallo potrebbe anche raddoppiare, ma De Gea dice no ad un colpo di testa di Krstovic.
Dopo l’intervallo oltre al direttore di gara La Penna, infortunato, e sostituto da Marinelli, non rientra in campo nemmeno Fagioli, pessimo in regia, sostituto da Oulai. Il pareggio della Fiorentina arriva all’8′ della ripresa con Njie che di testa sfrutta alla perfezione un cross da destra di Jimenez. I gigliati ribaltano il risultato con Joao Mario che vede la sua conclusione deviata da Obric, una deviazione che beffa il portiere nerazzurro. L’Atalanta fa 2-2 con Zalewski al 29′ al termine di un’azione personale chiusa con un sinistro chirurgico. La gara è vibrante fino all’ultimo istante: prima Krstovic in contropiede si fa stoppare una conclusione in area da Oulai, poi Brescianini da ottima posizione spreca con la complicità di Carnesecchi. Alla fine i fischi fanno da colonna sonora per De Gea e compagni, un punto nelle ultime quattro gare, Sarri invece prende una mezza boccata di ossigeno.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Svelato il ‘Generali Stadium’, nuovo stadio di Milan e Inter dalla stagione 2031/32: ecco come sarà

(Adnkronos) – La prima (grande) novità sta già nel nome. Generali Stadium. Si chiamerà così il nuovo stadio di Milano, l’impianto che prenderà il posto del leggendario San Siro e che dalla stagione 2031/2032 ospiterà le partite casalinghe di Milan e Inter. Nel giorno della presentazione al Castello Sforzesco della loro nuova casa, i due club hanno anche annunciato di aver stretto un accordo per i naming rights con Generali, una delle compagnie assicurative più importanti al mondo.  Primi connotati. Il Generali Stadium Lo stadio avrà la forma di un catino, rialzato su un podio. L’esterno, invece avrà una forma esagonale. Sarà alto 60 metri e si svilupperà per 270 metri in lunghezza e 244 in larghezza. Una costruzione più grande dell’attuale Meazza in termini di spazi, ma non di capienza sugli spalti: potrà ospitare fino a 71.500 persone, il target ideale individuato dalle due società. Le novità rispetto al passato vanno, in primis, in direzione dell'esperienza del tifoso. Due grandi anelli di spalti avvolgeranno il campo a 360 gradi, offrendo visuali da film e un legame immersivo con il prato. Alle due estremità, le curve si innalzeranno poi come pareti umane (nello stile di alcuni dei più importanti stadi europei, basti pensare al Muro Giallo del Signal Iduna Park di Dortmund) protese verso il campo e inclinate fino a 37 gradi per amplificare atmosfera e impatto visivo. La nuova casa dei rossoneri e dei nerazzurri sarà concepita insomma per portare lo spirito di San Siro in una nuova era e diventare un nuovo simbolo della città. Una nuova casa per generazioni di tifosi e una destinazione pensata per contribuire allo sviluppo culturale, economico e urbano del capoluogo lombardo.  Il progetto nasce da una visione di lungo periodo condivisa dai club e dalle rispettive proprietà, RedBird Capital Partners e Oaktree, parte della piattaforma di credito di Brookfield. Rappresenta un investimento strategico sul futuro di entrambe le organizzazioni: crea l’infrastruttura necessaria per sostenere risultati sportivi duraturi, aprire nuove opportunità di crescita e rafforzare la capacità di competere e vincere ai massimi livelli. Allo stesso tempo, il progetto riflette però un’ambizione più ampia: contribuire alla modernizzazione del calcio italiano e consolidare il posizionamento di Milano come una delle città europee più dinamiche e innovative a livello globale. Il progetto porta la firma di Foster + Partners e Manica, studi di prestigio guidati da Lord Norman Foster, tra i protagonisti più autorevoli dell’architettura contemporanea, e David Manica, riferimento internazionale nella progettazione di stadi all’avanguardia. Due colossi legati da una collaborazione che risale al progetto del nuovo Wembley Stadium di Londra, venti anni fa. "È sempre una sfida progettare un edificio che andrà a sostituire uno stadio molto amato – ha spiegato David Manica -. La cosa più importante di cui ci siamo resi conto è che San Siro, più che un edificio, è un sentimento. Abbiamo cercato di lavorare in questo senso. Il mio team ha iniziato con le parti delle sedute, partendo con il concetto di prossimità per portarle il più vicino possibile al campo. Non ci saranno strutture che impediranno la vista. E poi ci sarà la questione della ripidità, della pendenza, a creare un senso di intimità e di atmosfera. Sarà interessante vedere la prima partita qui. Il nostro obiettivo è che sia ancora più San Siro di prima".   Il Generali Stadium (oltre ai naming rights, la compagnia assicurativa sarà anche Official Insurance Partner di entrambi i club) è ispirato al patrimonio architettonico e alla cultura del design di Milano. Ed è concepito per essere uno di questi luoghi. Al centro del progetto c’è un elemento strutturale di grande impatto, il cui ritmo richiama la tradizione ingegneristica italiana e la raffinata maestria del Duomo. La struttura a X in cemento si sviluppa dai colonnati naturalmente ventilati, attraversa la facciata e culmina nella copertura, di cui sostiene la linea caratteristica. Gli ingressi, dalla caratteristica forma a diamante, accoglieranno invece i visitatori in un palcoscenico iconico. A coronare l’edificio è una copertura a doppia curvatura, dalla silhouette inconfondibile. Più di una dichiarazione architettonica, incornicia ed esalta le due iconiche curve, creando una potente identità visiva e integrando tecnologia fotovoltaica, ottimizzazione acustica e altre soluzioni di sostenibilità essenziali per uno stadio moderno. Ne nasce un progetto contemporaneo, ma legato al carattere, alla creatività e alla vocazione internazionale di Milano. "Rispetto a cento anni fa ci sono stati cambiamenti – ha spiegato l'archistar Lord Norman Foster – e se ci proiettiamo al futuro, secondo me, la tradizione verrà rispettata. Il nuovo stadio farà parte degli edifici iconici della città. Abbiamo fatto tutto ciò che San Siro ha già, con un passo avanti. Sarà uno stadio radicato nel presente, inclinato verso il futuro e inarcato verso il passato".  Discorso a parte per l'acustica dello stadio, progettato con un sistema che permetterà di mantenere i tifosi al centro dello spettacolo, dando vita a un ambiente tra i più coinvolgenti del calcio mondiale. Ci sarà poi maggiore accessibilità, moderni concept di hospitality e un’ampia scelta di posti, dalle esperienze premium ai settori popolari. Sarà uno stadio costruito per il futuro, che resta profondamente legato a tutto ciò che nei decenni ha reso speciale il Meazza. L’emozione, l’atmosfera, le indimenticabili notti europee, i grandi campioni e, soprattutto, i tifosi. 
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Addio a Patrick Stewart, l’attore di ‘Star Trek’ e ‘X-Men’ aveva 86 anni

(Adnkronos) –
Addio a Patrick Stewart. L'attore britannico, icona di 'Star Trek' nei panni del capitano Jean-Luc Picard e celebre anche per il ruolo del Professor X nella saga degli 'X-Men', è morto a 86 anni nella sua casa di Los Angeles dopo una battaglia contro l'Alzheimer.  A dare la notizia è stata la sua storica portavoce, Kelly Bush Novak. "Fino all'ultimo è stato circondato dall'affetto di familiari e amici, tra musica dal vivo, preghiere, lacrime, sorrisi e quella profonda emozione che solo lui sapeva suscitare dopo una vita dedicata agli altri. Conserveremo per sempre il ricordo della serenità e della pace che si leggevano sul suo volto, testimonianza indelebile della sua straordinaria grazia d'animo", si legge in una nota pubblicata sul profilo ufficiale dell'attore. "La sua voce inconfondibile e il suo talento unico resteranno per sempre legati a interpretazioni indimenticabili, capaci di attraversare ogni genere. Stewart ha esplorato la condizione umana in tutta la sua complessità poetica, portando speranza non solo ai confini più remoti dell'universo Marvel, ma anche a quella che nella fantascienza è la frontiera finale per eccellenza, a bordo dell'astronave Enterprise". Ai suoi straordinari successi artistici "ha affiancato, con la consueta umiltà, un intenso impegno filantropico e civile a favore dei diritti umani, delle vittime di violenza domestica, dei rifugiati in tutto il mondo, dei servizi per la salute mentale dei veterani e della tutela degli animali, con un affetto particolare per i pitbull che aveva accolto in affidamento". Stewart, come si legge nella nota, "sarà ricordato per la dignità, la compassione e l'umanità che ha saputo portare in ogni ruolo, tanto nell'arte quanto nella vita". Classe 1940, Patrick Stewart ha attraversato oltre sei decenni di carriera tra teatro, cinema e televisione, affermandosi come una delle figure più amate e rispettate dello spettacolo britannico. Dopo essersi imposto sulle scene con memorabili interpretazioni shakespeariane e un lungo sodalizio con la Royal Shakespeare Company, è entrato nell'immaginario collettivo grazie al ruolo del capitano Jean-Luc Picard nell'universo di 'Star Trek' e a quello del Professor X nella serie cinematografica degli 'X-Men' e nel secondo ciclo del Marvel Cinematic Universe: personaggi che ne hanno consacrato la fama globale. Alla fine degli anni Ottanta, Patrick Stewart poteva già vantare decenni di carriera nel teatro classico britannico, ma negli Stati Uniti era ancora pressoché sconosciuto quando gli venne affidato il comando della U.S.S. Enterprise in 'Star Trek'. Il produttore di 'Star Trek: The Next Generation', Robert Justman, si imbatté per caso in una conferenza all'Università della California – Los Angeles in cui Stewart leggeva Shakespeare con il suo stile inconfondibile che sarebbe poi diventato il suo marchio di fabbrica. Colpito dalla sua presenza scenica, lo convocò per un'audizione, nonostante le perplessità del creatore di 'Star Trek', Gene Roddenberry, convinto che un attore britannico calvo non potesse diventare il volto della nuova serie.Dopo una selezione lunga e combattuta, Stewart riuscì a conquistare la fiducia del notoriamente esigente Roddenberry e firmò un contratto pluriennale per interpretare il capitano Jean-Luc Picard. All'epoca, però, era convinto che la serie non sarebbe sopravvissuta oltre la prima stagione. "Tutte le persone con cui parlavo, agenti, registi, sceneggiatori, altri attori, mi dicevano: 'Non preoccuparti dei sei anni di contratto, sarai fortunato se arriverete alla fine del primo', ricordò Stewart in un'intervista del 2010. "Tutti pensavano che fosse una follia tentare di rilanciare una serie così iconica come 'Star Trek' di William Shatner e Leonard Nimoy". Il resto è storia. 
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Superenalotto, numeri estrazione vincente oggi 29 ottobre. I 5 vincono quasi 33mila euro

(Adnkronos) – Nessun '6' né '5+1' al concorso Superenalotto di oggi, giovedì 29 ottobre. Cinque punti '5' si sono aggiudicati una quota unitaria di 32.492,19 euro. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti '6' è di 47,2 milioni di euro. Si torna a giocare domani, venerdì 30 ottobre, per il penultimo appuntamento della settimana. La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; Mps, a Lovaglio non riesce il goal da calcio d'angolo, bocciate Ops e fusione con Mediobanca – VideonewsMps, a Lovaglio non riesce il goal da calcio d'angolo, bocciate Ops e fusione con Mediobanca – Videonews Claudio Baglioni sorprende Roma, lo show a Piazza di Siena si apre con un brano ineditoClaudio Baglioni sorprende Roma, lo show a Piazza di Siena si apre con un brano inedito – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.  La combinazione vincente di oggi è: 13, 20, 41, 60, 77, 85 numero Jolly 44 e numero SuperStar 60. 
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Cina, perchè Chengdu “è la città ideale” secondo il vicepresidente della Ccic

CHENGDU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Recentemente, un’emittente televisiva italiana ha realizzato un programma intitolato “La città ideale”, chiedendo a Massimo Bagnasco, vice presidente della Camera di commercio italiana in Cina (CCIC), quale fosse la città cinese più vivibile. La risposta di Bagnasco è stata Chengdu.

Proprio qui, il 22 ottobre si è aperta la 19esima edizione della Fiera della cooperazione tra Cina e UE in materia di investimenti, commercio e tecnologia. Bagnasco, che si è trasferito a Chengdu cinque anni fa, ha raccomandato la città nel suo intervento alla fiera.

Secondo il vice presidente, Chengdu è una città davvero ideale. Ciò che offre va ben oltre le opportunità economiche, il progresso tecnologico e le infrastrutture moderne. “Deve avere un’anima, il carattere spirituale unico di un luogo”.

Bagnasco ha affermato che Chengdu integra pienamente la vitalità economica con la qualità della vita. Il suo sviluppo non è avvenuto a scapito di uno stile di vita rilassato e confortevole, ma ha preservato un’identità culturale profondamente radicata, che comprende le case da tè, l’hotpot e l’antica cultura Shu.

I dati confermano che questa attrattiva si sta traducendo in scambi concreti. Chengdu ha attualmente tre città gemellate in Italia: Palermo, Milano e Bologna. Ha inoltre inaugurato due collegamenti aerei diretti per passeggeri con Roma e Milano. Nel 2025, il traffico aereo bilaterale di passeggeri ha superato quota 190.000, con un aumento di oltre il 50% su base annua. I treni merci Cina-Europa in partenza da Chengdu raggiungono quattro città italiane, tra cui Milano, e il volume degli scambi commerciali bilaterali ha raggiunto i 680 milioni di euro nel 2025, in aumento del 4% su base annua.

Oltre ai collegamenti di trasporto e alle fiere, la cooperazione tra Chengdu e l’Italia si sta concretizzando in ambiti più specifici. Il 15 ottobre è stata inaugurata ufficialmente la sede di Chengdu del Centro congiunto di ricerca Cina-Italia sulla civiltà urbana (JCCC).

Yang Min, direttrice dell’Ufficio per gli affari esteri del governo popolare municipale di Chengdu, auspica di utilizzare la sede di Chengdu del JCCC come collegamento per attrarre risorse accademiche e competenze specialistiche, far incontrare in modo mirato le risorse delle piattaforme internazionali con le esigenze industriali del parco e promuovere la traduzione dei risultati della ricerca congiunta in progetti concreti.

Maria Moreni, presidente della Italy-China Link Association, ha affermato che il JCCC si concentra su questioni come il rinnovamento degli spazi urbani e il miglioramento dell’estetica urbana, che sono altamente compatibili con il Parco industriale per l’innovazione culturale Cina-Italia, e ritiene che in futuro vi sarà un più ampio margine di cooperazione.

Nel suo intervento, Bagnasco ha inoltre elencato cinque settori prioritari di cooperazione: transizione verde e decarbonizzazione, manifattura avanzata, prodotti agroalimentari e beni di consumo, sanità ed economia d’argento, e cultura e turismo. Ha affermato che le competenze italiane nel miglioramento dell’efficienza energetica, nell’economia circolare e nelle tecnologie ambientali possono contribuire alla trasformazione industriale di Chengdu, mentre la produzione di macchinari, l’automazione e le tecnologie ingegneristiche dell’Italia possono integrare le capacità manifatturiere della Cina.

Al termine del suo intervento, Bagnasco ha citato un antico proverbio cinese: “Per quanto lunga sia la strada, se continui a camminare arriverai a destinazione; per quanto difficile sia il compito, se perseveri lo porterai a termine”.
(ITALPRESS).
– Foto Xinhua –

Zverev batte Griekspoor a Vienna e sorpassa Sinner, è il nuovo numero uno del ranking Atp

(Adnkronos) – Il conto alla rovescia è finito oggi, giovedì 29 ottobre 2026. Alexander Zverev è il nuovo numero uno del tennis mondiale. Grazie al successo contro Tallon Griekspoor (6-4 7-5) agli ottavi dell’Atp 500 di Vienna, il tedesco ha superato l'azzurro Jannik Sinner e da lunedì 2 novembre sarà ufficialmente in vetta al ranking Atp. Fino a oggi, Sinner era al comando della classifica con 9.450 punti, con Zverev staccato a quota 9.400. Vincendo contro l'olandese, il tedesco ha incassato i 50 punti che gli consentono di raggiungere l’azzurro e completare il sorpasso. Ma come può Zverev ritrovarsi davanti a Sinner con lo stesso punteggio? La risposta sta nei criteri di spareggio.  In caso di parità, il primo parametro da considerare riguarda i punti conquistati tra Atp Finals, tornei del Grande Slam e Masters 1000 obbligatori. E qui il tedesco è in vantaggio grazie ai suoi 8.360 punti contro gli 8.350 dell’italiano. Dieci lunghezze, sufficienti però a fare la differenza. 
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Fermati 5 attivisti italiani in Cisgiordania, Farnesina chiede rilascio immediato

(Adnkronos) – La Farnesina si è attivata per ottenere informazioni sul fermo di cinque attivisti italiani nei pressi del villaggio di Al Lubban al-Gharbiyye, in Cisgiordania, mentre erano vicini a contadini palestinesi impegnati nella raccolta delle olive. I connazionali – si legge in una nota – sono stati fermati oggi nell'ambito di un'operazione che avrebbe coinvolto anche altri cittadini stranieri. L'ambasciata d'Italia a Tel Aviv e il Consolato generale d'Italia a Gerusalemme sono intervenuti presso le Autorità israeliane per ottenere chiarimenti immediati sulle circostanze del fermo e garantire la necessaria assistenza consolare. Secondo le informazioni disponibili, i cinque connazionali si trovano attualmente in stato di fermo presso una stazione di polizia. 
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Farmaci, report su terapie avanzate: “Innovazione non solo per malattie rare, spesa oltre 1,6 miliardi nel 2031”

(Adnkronos) – Terapie geniche, cellulari e prodotti di ingegneria tissutale "stanno aprendo nuove possibilità di cura per numerose patologie, tra cui quelle rare, tumori e malattie del sangue che fino a ora non avevano alternative terapeutiche". Sono i cosiddetti Atmp, terapie avanzate che utilizzano geni, cellule o tessuti per intervenire sui meccanismi alla base della malattia e che, in alcuni casi, con una singola somministrazione, possono produrre un beneficio duraturo se non permanente. Il percorso che porta queste innovazioni dal laboratorio al paziente è ancora caratterizzato da diverse complessità – informa una nota – Al 31 agosto 2026, "a fronte di 53 terapie avanzate sottoposte a valutazione europea e 33 autorizzate, soltanto 24 mantengono un'autorizzazione all'immissione in commercio attiva e 16 risultano rimborsate in Italia dal Servizio sanitario nazionale". È quanto emerge dal IX Report Italiano sugli Atmp, presentato oggi a Roma agli Atmp Days 2026, l’appuntamento annuale promosso da Cencora, che fotografa lo stato dell'arte delle terapie avanzate in Europa e in Italia, analizzandone sviluppo clinico, valutazione regolatoria, accesso al mercato, sostenibilità economica e implementazione nei percorsi assistenziali. "Tra il 2019 e il 2025 – continua la nota – la spesa italiana per le terapie avanzate è passata da 1,38 a 222,6 milioni di euro, mentre i consumi sono aumentati da 14 a 1.195 confezioni. Secondo lo scenario ritenuto maggiormente rappresentativo dal Report, la spesa potrebbe crescere da circa 563 milioni di euro nel 2027 a oltre 1,6 miliardi nel 2031. Si tratta di stime che richiedono prudenza e devono essere interpretate come strumenti di programmazione e supporto alle decisioni, ma che confermano la necessità di pianificare per tempo risorse, reti assistenziali e capacità dei centri". "Per comprendere perché una terapia avanzata riesca o meno a raggiungere i pazienti è necessario considerare l’intero percorso, dalla ricerca e dalla generazione delle evidenze fino alla valutazione, alla rimborsabilità e alla concreta implementazione nei sistemi sanitari. È proprio nel passaggio tra una fase e l’altra che possono emergere colli di bottiglia clinici, regolatori, economici e organizzativi", afferma Chiara Lucchetti, Head of Market Access di Cencora Italia e componente del comitato direttivo di Atmp Forum.  Aggiunge Claudio Jommi, professore di Economia aziendale, università degli Studi del Piemonte Orientale, dipartimento di Scienze del Farmaco, Novara; presidente eletto di Ispor Italy Rome Chapter e componente del Comitato direttivo di Atmp Forum: "L'edizione 2026 del Report evidenzia come la sfida non sia soltanto sviluppare nuove terapie, ma creare le condizioni affinché queste possano raggiungere i pazienti in modo tempestivo e sostenibile. Accanto al monitoraggio delle terapie in sviluppo e disponibili, stiamo approfondendo gli elementi che influenzano la sostenibilità economica degli Atmp, il ruolo della programmazione regionale e le tecnologie emergenti che potranno ridefinire i percorsi di cura".  Oltre a monitorare le terapie già autorizzate e disponibili, il Report analizza gli studi clinici in corso, le aree terapeutiche a maggiore crescita e i fattori che potrebbero influenzare l'evoluzione del settore nei prossimi anni. "Le terapie avanzate dimostrano come la ricerca possa trasformare concretamente la storia naturale di molte malattie, offrendo nuove opportunità terapeutiche, in particolare in alcune aree caratterizzate fino a pochi anni fa da opzioni di trattamento limitate o assenti. La vera sfida consiste però nel tradurre una promessa scientifica in una terapia sicura, efficace e realmente accessibile ai pazienti. Per raggiungere questo obiettivo sono necessari dati solidi, competenze altamente specialistiche e un dialogo precoce e continuo tra ricercatori, autorità regolatorie, clinici e sistema sanitario", dichiara Paolo Gasparini, professore ordinario di Genetica Medica, dipartimento di Scienze Mediche chirurgiche e della Salute e del dipartimento di Scienze della Vita e direttore della Scuola di Specializzazione in Genetica Medica, Università degli Studi di Trieste; membro del Comitato per i medicinali per uso umano dell’Agenzia europea dei medicinali e membro Comitato etico nazionale per le sperimentazioni cliniche relative alle terapie avanzate dell’Aifa. "L’accesso, tuttavia, non si esaurisce con la decisione di rimborso – continua la nota – Occorre attivare i centri, formare il personale, definire i percorsi di invio dei pazienti e organizzare la presa in carico, la logistica e il monitoraggio nel tempo. La programmazione deve iniziare prima dell’arrivo della terapia. Conoscere in anticipo le tecnologie in sviluppo, la popolazione potenzialmente interessata e i requisiti necessari ai centri permette di preparare il sistema e di ridurre i tempi tra l’autorizzazione e l’accesso effettivo. La sostenibilità non riguarda soltanto il prezzo del medicinale, ma anche la capacità di utilizzare le risorse disponibili in modo programmato, appropriato ed equo. La crescente diffusione degli Atmp pone inoltre nuove sfide in termini di sostenibilità e capacità organizzativa del sistema sanitario".   "Per il paziente l’accesso non coincide con l’esistenza di una terapia o con la sua approvazione – osserva Walter Marrocco, responsabile scientifico Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) e componente Commissione scientifica ed economica del farmaco – Significa ricevere una diagnosi tempestiva, essere indirizzato al centro appropriato e trovare un percorso capace di accompagnarlo prima e dopo il trattamento. Anche la medicina del territorio può contribuire, riconoscendo precocemente i bisogni, facilitando l’invio ai centri specialistici e sostenendo la continuità assistenziale nel lungo periodo".  Gli Atmp Days si sono chiusi lanciando un messaggio chiave: l’innovazione scientifica, da sola, non è sufficiente. Per trasformarla in un beneficio reale servono programmazione anticipata, collaborazione tra livelli nazionali e regionali, reti cliniche preparate e modelli capaci di conciliare accesso, appropriatezza e sostenibilità. L’iniziativa – conclude la nota – ha il patrocinio di Aifa-Agenzia italiana del farmaco, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – Irccs, Cittadinanzattiva, Farmindustria, Federchimica Assobiotec, Istituto superiore di sanità, Sif-Società italiana di farmacologia, Uniamo-Federazione italiana malattie rare, università del Piemonte Orientale e realizzato con il contributo non condizionante di Bayer, Csl, Gilead Kite, medac pharma, Pierre Fabre, Cordex Biologics, Eli Lilly, Novartis e Utragenyx. 
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Putin: “Europa si prepara a guerra con Russia entro il 2030, non vogliamo il conflitto ma siamo pronti”

(Adnkronos) –
La Russia non vuole una guerra con l'Europa, ma è pronta ad affrontare il conflitto. E' il messaggio che il presidente russo Vladimir Putin invia al termine del vertice Russia-Africa a Mosca, avvertendo che in caso di conflitto non ci sarebbero vincitori. "Molti in Europa si preparano alla guerra con la Russia entro il 2030. Prima di tutto, siamo pronti, ma non vogliamo una guerra con l'Europa. L'Occidente non ha raggiunto l'obiettivo di infliggere alla Russia una sconfitta strategica" nella guerra con l'Ucraina. "Se la situazione si spingesse troppo oltre, non ci saranno vincitori. Nessuno lo dimentichi", dice Putin. "In Russia si ricordano bene le lezioni della prima e della seconda guerra mondiale e si fa tutto il possibile affinché nulla di simile accada" Putin ribadisce la disponibilità di Mosca a ripristinare relazioni con i Paesi europei, sia attraverso l'Unione Europea sia su base bilaterale. "I leader di Finlandia e Norvegia, durante la conversazione, hanno sottolineato immediatamente che non rappresentano l'Ue come organizzazione, ma hanno chiamato a 'titolo nazionale. Noi sosteniamo qualsiasi iniziativa e qualsiasi passo volto a ripristinare relazioni piene con i Paesi europei. La Russia non vuole che nel Baltico si crei una situazione simile a quella dello Stretto di Ormuz e del Golfo Persico. Siamo pronti" però "a rispondere a qualsiasi sfida", afferma dopo i contatti telefonici avuti nei giorni scorsi con il presidente finlandese, Alexander Stubb, e con il primo ministro norvegese, Jonas Gahr Store. "La Russia -conclude- sostiene qualsiasi passo verso il ripristino delle relazioni con i paesi europei". 
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Pokerissimo Frosinone: 5-1 al Lecce e sesto posto in classifica

FROSINONE (ITALPRESS) – Un Frosinone stellare affonda il Lecce per 5-1. Al Benito Stirpe, i padroni di casa volano sulle ali dell’entusiasmo e mettono in cassaforte i tre punti grazie alle firme di Cichella, Calò, Raimondo e a una doppietta di Birligea. Gli ospiti, già condizionati da diverse assenze, devono subito fare a meno di Geubbels a causa di un problema muscolare patito nel corso del riscaldamento. La prima vera occasione è proprio dei pugliesi, con Palmisano obbligato al 20′ ad alzare in corner una conclusione dal limite di Monteiro. Cinque minuti dopo, alla prima opportunità, sono invece i ciociari a passare in vantaggio. Ghedjemis salta Gallo sulla destra e mette un invitante pallone a rimorchio sul quale si avventa Cichella, che gira di destro di prima intenzione e infila la palla nell’angolino basso alla sinistra di Falcone. Al 32′ ci vuole un miracolo di Falcone su Kvernadze per evitare il 2-0, al termine di una splendida ripartenza corale. Al 44′, Kvernadze finisce a terra per un lieve contrasto con Siebert e Abisso assegna il rigore. I giallorossi protestano per un precedente fallo nell’area di rigore opposta, ma il Var non interviene. Dal dischetto si presenta Calò, che spiazza Falcone e sigla il 2-0 a pochi istanti dall’intervallo.
All’8′ della ripresa è Ghedjemis a scaldare i guanti a Falcone con un sinistro dal limite, ma il portiere salva in corner. Dall’angolo seguente, Oyono stacca più in alto di tutti e impegna nuovamente Falcone, che salva ancora i suoi. Il tris è nell’aria e arriva al 14′. Raimondo cambia gioco per Kvernadze, che si accentra e restituisce palla al compagno di squadra, il quale trafigge Falcone con un preciso mancino nell’angolino. Gli uomini di Alvini dominano e al 27′ calano il poker. Calò pesca tra le linee Schmid, che entra in area e serve al centro un solissimo Birligea che supera Falcone con il destro. Inizialmente annullata, la rete viene poi convalidata in seguito alla segnalazione del Var. I ragazzi di Di Francesco trovano il gol della bandiera al 37′, quando Monteiro indovina un bel destro a giro che si insacca alle spalle di un incolpevole Palmisani. A mettere il sigillo sul 5-1 finale ci pensa ancora Birligea, che allo scadere del recupero batte Falcone con un sinistro rasoterra dopo aver sfruttato al meglio l’assist di uno scatenato Kvernadze. Il Frosinone sale ora al sesto posto a quota 17, mentre il Lecce rimane in 14^ posizione con 9 punti all’attivo.
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(ITALPRESS).