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Mobilità sostenibile e città del futuro protagoniste a ECO-Festival

ROMA (ITALPRESS) – Due giornate di confronto su mobilità sostenibile, trasformazione urbana, innovazione, sicurezza e clima. ECO – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, svoltosi a Roma, ha riunito istituzioni, imprese, esperti, mondo della ricerca e studenti per discutere come cambiano gli spostamenti degli italiani e quali sfide attendono le città.
Ad aprire il confronto sono state le anticipazioni dell’Osservatorio Audimob di Isfort. Nel 2025 gli spostamenti giornalieri sono saliti a 101 milioni, contro gli 89 del 2021, ma l’auto continua a rappresentarne oltre il 60%, mentre il trasporto pubblico resta sotto il 10%. L’Indice di Mobilità Sostenibile si ferma al 34%, sostanzialmente sullo stesso livello del 2000. Forti le differenze territoriali: nelle città oltre i 250 mila abitanti il trasporto pubblico raggiunge il 18,4%, mentre nei Comuni sotto i 50 mila abitanti scende al 4-5%; nei piccoli centri il peso dell’auto sfiora il 75%. Emergono però segnali di disponibilità al cambiamento. La Propensione al Cambio Modale resta negativa per l’auto (-10,8), ma è positiva per il trasporto pubblico (+13,8) e soprattutto per la bicicletta (+25,2).
Al centro anche integrazione dei servizi e digitalizzazione, con il MaaS for Italy illustrato dal MIT, mentre Regionale di Trenitalia ha richiamato il rinnovo della flotta, con 1.009 treni di nuova generazione già consegnati e 1.081 previsti entro il 2027. Nel confronto anche il rapporto tra mobilità e trasformazione del territorio, la misurazione dei benefici ambientali e sociali, l’Agenda 2030, l’educazione ambientale e il ruolo delle città come “miniere metropolitane”, secondo la definizione richiamata da CONAI.
La seconda giornata ha allargato lo sguardo alla città del futuro. “La città del futuro sia quella in cui muoversi è un diritto uguale per tutti: per chi ha un’auto e per chi non ce l’ha, per chi cammina e per chi si muove in carrozzina”, ha sottolineato l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè, richiamando sicurezza stradale, strade scolastiche, tecnologia e trasporto pubblico.
La sicurezza urbana è stata affrontata anche attraverso l’evoluzione dell’auto elettrica e automatizzata, con ACI-Fondazione Caracciolo, mentre Enel ha posto l’accento sulle infrastrutture di ricarica. Amazon ha illustrato il contributo di intelligenza artificiale, logistica, approvvigionamento da fonti carbon-free, elettrificazione dell’ultimo miglio e riduzione degli imballaggi.
Ampio spazio anche alla resilienza climatica e al capitale naturale. La forestazione urbana è stata indicata come leva per mitigare isole di calore e inquinamento, con il richiamo alla necessità di scegliere “la specie giusta per il posto giusto”. Intesa Sanpaolo ha sottolineato il valore della collaborazione tra pubblico, privato, profit e non profit, mentre Confcommercio ha evidenziato il ruolo del commercio di vicinato nella rigenerazione dei centri storici.
Uno sguardo internazionale è arrivato da Parigi, dove il 65% degli spostamenti interni avviene a piedi, l’uso delle piste ciclabili è cresciuto del 34% tra 2020 e 2024 e il 66% dei residenti non possiede un’auto. A chiudere, il confronto tra Bologna, Firenze, Bergamo e Roma sulle nove città italiane coinvolte nella Missione UE “100 città per la neutralità climatica al 2030”, tra trasporto pubblico elettrico, ciclabilità, forestazione, riqualificazione energetica, scuole sostenibili e rifugi climatici.
Nel corso delle due giornate sono stati inoltre assegnati riconoscimenti a Confcommercio, alle giornaliste Alessandra Schepisi e Chiara Giallonardo, al presidente del CONI Luciano Buonfiglio, a Francesca Rossi e a Silvia Livoni. Ad assistere alle due giornate, presenti numerose classi di scuole superiori che hanno riempito la platea, testimoniando il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni.

– foto ufficio stampa Eco-Festival –
(ITALPRESS).

Vino: Champagne Nicolas Feuillatte festeggia 50 anni di storie condivise

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(Adnkronos) – Alcuni oggetti hanno il potere di riportarci istantaneamente indietro nel tempo, a un ricordo, a un’emozione. Un Walkman, un telefono con filo, gli albori di Internet o l’arrivo delle cuffie wireless… Dal 1976, anche lo Champagne Nicolas Feuillatte accompagna questi momenti che scandiscono le nostre vite. In occasione del suo 50° anniversario, il marchio festeggia cinque decenni all’insegna della sua cuvée emblematica, la Réserve Exclusive Brut, dal caratteristico colore blu. Una collezione gioiosa e intergenerazionale che rivisita i grandi simboli culturali dagli anni ’70 ad oggi. Faro di questo anniversario, l’etichetta che abbraccia diversi decenni riunisce i simboli di ogni epoca: la palla a specchi, il giradischi, il Tamagotchi, l’hashtag o il fiore retrò. Tante icone che raccontano l’evoluzione dei nostri stili di vita e fanno riaffiorare ricordi familiari. I collezionisti scopriranno inoltre altre cinque grafiche esclusive, ciascuna dedicata a un decennio, trasformando ogni bottiglia in una vera e propria capsula del tempo. Infine, un cofanetto conclude i festeggiamenti riunendo le diverse icone che attingono ai ricordi della vita quotidiana. 
—lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)

M5S, da venerdì a domenica voto online su proposte per programma coalizione

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(Adnkronos) – Da venerdì 18 settembre, alle 14, fino a domenica 20, alla stessa ora, la base del Movimento 5 stelle potrà dare il via libera al programma che il presidente Giuseppe Conte porterà al tavolo della coalizione progressista per scrivere insieme le proposte e, dunque, candidarsi al governo del Paese. Con un messaggio sul sito ufficiale, i pentastellati convocano infatti l'assemblea che concluderà Nova: Parola all'Italia, il percorso deliberativo e di ascolto che li ha impegnati in questi ultimi mesi.  "Care iscritte, cari iscritti – scrivono – è stato un percorso lungo e impegnativo: oltre 17mila persone hanno partecipato agli incontri sui territori, poi è arrivato il confronto deliberativo e fra qualche giorno ci ritroveremo a Milano per la fase conclusiva. Tutto è nato da una domanda: 'Cosa deve fare il governo della coalizione progressista nei prossimi cinque anni per migliorare concretamente la vita delle italiane e degli italiani?'. Da lì è nato un insieme di proposte, che porteremo al tavolo della coalizione. Alcune rispondono alle urgenze che pesano ogni giorno sulla vita delle famiglie; altre guardano più lontano e proiettano il Paese nel futuro. Tutte nascono dalle indicazioni emerse durante il percorso partecipato. Adesso tocca a voi: sarete voi, con il vostro voto, a decidere quali saranno le proposte che porremo al centro della nostra azione politica. Questi contributi vengono dal basso, dal confronto tra migliaia di persone che si sono incontrate e hanno liberamente discusso soluzioni per il bene del Paese. Ora siamo nella condizione di poter scrivere un programma che risponde a bisogni veri, concretamente avvertiti dai cittadini, dalle famiglie, dalle imprese. È esattamente questa grande partecipazione civica che ci garantisce il carattere autenticamente progressista del programma di governo". E quindi "è convocata l’assemblea degli iscritti mediante lo strumento della consultazione in rete per deliberare sui seguenti argomenti: 'Cosa deve fare il governo della coalizione progressista nei prossimi cinque anni per migliorare concretamente la vita delle italiane e degli italiani. Proposte per il programma della coalizione progressista'. Il dettaglio delle proposte sarà pubblicato nei prossimi giorni". 
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cancro del pancreas, allo studio test del sangue per la diagnosi precoce

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(Adnkronos) – Uno dei motivi per cui il cancro al pancreas rimane una neoplasia così letale è che viene in genere scoperto in fase avanzata, quando si è già diffuso. Un ampio studio internazionale pubblicato su 'Nature Medicine' potrebbe ora segnare un passo avanti nella sfida di anticipare la diagnosi. Un gruppo di ricercatori del City of Hope, una delle più grandi organizzazioni per la ricerca e la cura del cancro negli Stati Uniti, ha guidato lo sviluppo di un nuovo test del sangue sperimentale che potrebbe aiutare a individuare il cancro al pancreas nelle sue fasi iniziali, quando la malattia è più trattabile e potenzialmente curabile. I dati sembrano promettenti. Lo studio ha rilevato che questa biopsia liquida (Panxeon*) è risultata altamente sensibile nel rilevare la neoplasia in stadio 1 e 2, con un basso tasso di falsi positivi. Il test sperimentale è stato anche in grado di identificare la displasia di alto grado, una condizione precancerosa del pancreas, consentendo potenzialmente un intervento prima che si sviluppi il cancro, spiegano gli esperti. La ricerca è stata supportata dagli statunitensi National Institutes of Health (Nih) – National Cancer Institute e dall'italiana Airc. "Il cancro al pancreas rimane così letale soprattutto perché lo scopriamo quando ormai la finestra di opportunità per la cura ha iniziato a chiudersi", osserva l'autore senior del lavoro, Ajay Goel, direttore del Dipartimento di diagnostica molecolare e terapie sperimentali del City of Hope. Per i pazienti, questi risultati rappresenterebbero "un passo avanti verso la diagnosi del cancro al pancreas prima della comparsa dei sintomi e quando sono ancora disponibili più opzioni terapeutiche". Il cancro al pancreas ha i tassi di sopravvivenza più bassi tra tutti i tumori (solo il 14% dei pazienti a 5 anni dalla diagnosi). Circa il 90% dei malati riceve la diagnosi in fase avanzata, quando la neoplasia si è già diffusa.  La biopsia liquida Panxeon adotta un approccio diagnostico innovativo e ha il potenziale per cambiare i tempi di diagnosi e trattamento di questo tumore. Funziona analizzando un campione di sangue per rilevare non uno, ma 3 marcatori del tumore al pancreas: microRna circolanti, microRna esosomiali e una proteina chiamata CA19-9. Il test utilizza quindi l'Ai per combinare tutte e tre le misurazioni in un unico punteggio che stima il rischio del paziente. Si tratta del primo test sperimentale a combinare questi tre biomarcatori in un unico esame. Per il nuovo studio i ricercatori hanno testato la biopsia liquida su quasi 1.800 pazienti negli Stati Uniti, in Europa e in Asia per determinare se i risultati promettenti precedentemente riportati si sarebbero confermati in diversi contesti clinici. I dati ottenuti vengono definiti "molto incoraggianti". L'esame del sangue ha identificato correttamente il cancro al pancreas di stadio 1 e 2 nell'87% dei casi, mentre il tasso di falsi positivi è stato solo del 3% nei gruppi a basso rischio e del 16% nei gruppi ad alto rischio. Piuttosto che sostituire le tecniche di imaging o altri test diagnostici, questa biopsia liquida potrebbe aiutare a identificare i pazienti ad alto rischio che dovrebbero essere sottoposti a ulteriori accertamenti, precisa Goel. In particolare, Panxeon è risultato in grado di identificare la displasia di alto grado, condizione precancerosa avanzata spesso considerata lo 'stadio 0' del cancro al pancreas, in oltre il 64% dei casi. Questa scoperta potrebbe aiutare i medici a identificare meglio quali cisti pancreatiche richiedono un monitoraggio attivo o un intervento prima che si sviluppi un cancro invasivo.  La diagnosi precoce è da anni un obiettivo primario della ricerca, ma i precedenti test ematici si sono rivelati insufficienti. La combinazione di più biomarcatori in un unico test e la sua successiva valutazione in persone con rischio genetico familiare o ereditario, cisti pancreatiche e pancreatite cronica, anziché solo in soggetti sani, è ciò che distingue questo esame del sangue, spiega Goel: "La maggior parte dei biomarcatori fornisce solo una parte del quadro. La combinazione di più segnali biologici ci offre un'immagine più chiara di ciò che potrebbe accadere nel pancreas". I pazienti che potrebbero trarre maggior beneficio sono quelli con rischio ereditario, anamnesi familiare di tumore al pancreas, cisti pancreatiche o pancreatite cronica. Queste persone vengono spesso monitorate tramite esami di imaging e altri test, ma gli approcci attuali sono invasivi, costosi e solo parzialmente utili per individuare il tumore nelle fasi iniziali. Un esame del sangue affidabile potrebbe aiutare a identificare chi necessita di ulteriori accertamenti. "Un cambio di stadio non è solo una statistica", evidenzia Goel. "Prima riusciamo a diagnosticare il cancro al pancreas, maggiori sono le possibilità di intervenire in modo efficace".  City of Hope sta promuovendo la ricerca sulla diagnosi precoce, su terapie mirate al gene Kras, vaccini contro il cancro e una rete nazionale di studi clinici per rendere disponibili più rapidamente ai pazienti nuovi trattamenti promettenti. Attraverso lo Stephenson Global Pancreatic Cancer Research Institute, inaugurato con una donazione storica di 150 milioni di dollari, l'organizzazione punta ad accelerare la ricerca sul cancro al pancreas in tutto il mondo. 
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Al Bano si esibisce a Tel Aviv, è polemica: “In un mondo diviso, la musica continua a essere un ponte”

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(Adnkronos) – "In un mondo diviso, la musica continua a essere un ponte". Così Al Bano risponde alle critiche ricevute sui social dopo la sua esibizione a Tel Aviv, dove il cantautore di Cellino San Marco si è esibito lo scorso 13 settembre sul palco Charles Bronfman Auditorium in occasione dei festeggiamenti per il Capodanno ebraico.  L'artista è finito al centro di una bufera social sotto al video dell'esibizione condiviso sul suo profilo Facebook. Tra i commenti c'è chi ha contestato la scelta di esibirsi in Israele mentre è in corso il conflitto. "Ci dica Al Bano, com’è stato cantare Felicità mentre a poche decine di chilometri si consuma un massacro di bambini?", ha scritto un utente tra i commenti.  A queste accuse il cantautore ha replicato rivendicando il valore della musica: "Da orgoglioso italiano e cittadino del mondo, credo che la musica non conosca confini. Parla un linguaggio universale, capace di unire persone di ogni nazionalità, cultura e credo. Per tutta la mia vita, la musica è stata il mio modo di condividere emozioni, costruire amicizie e creare legami con gli altri. Quando salgo su un palco, lo faccio con questo spirito: con rispetto per il mio pubblico e con fiducia nella nostra umanità. Comprendo le preoccupazioni legate alla mia esibizione".    "La mia presenza – aggiunge Al Bano – vuole essere un gesto di vicinanza umana, ispirato dalla pace e dalla compassione. In un mondo diviso, la musica continua a essere un ponte. Il mio desiderio è mantenerlo aperto, usando la mia voce per ispirare comprensione, amicizia e speranza, oggi e per le generazioni che verranno".   
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Aldo Cazzullo: “Michelangelo come Messi e Leonardo come Maradona”

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(Adnkronos) –
Aldo Cazzullo tornain libreria con ‘Quando l’Italia rinacque. Il nostro Rinascimento’, (HarperCollins) un viaggio nell’epoca che ha posto l’uomo “al centro del mondo” e che, come spiega il giornalista e scrittore, rappresenta ancora oggi la radice più profonda della nostra identità. Nel dialogo con l’Adnkronos, Cazzullo non solo ripercorre le grandi figure del Rinascimento, ma si concede anche un parallelo calcistico che sintetizza la potenza dei suoi protagonisti: Michelangelo come Messi, Leonardo come Maradona. "Messi – dice – è il calciatore più grande, perché è solo un calciatore. Maradona non è paragonabile perché non è stato soltanto un calciatore, è stato anche un capopopolo, un ribelle, un personaggio. Analogamente, e lo dico sorridendo, Michelangelo è stato l'artista più grande, perché era un artista, mentre Leonardo è fuori classifica perché non era soltanto un artista, era un genio, un visionario, uno stregone". 
Lei racconta il Rinascimento, un periodo in cui l’Italia 'fu al centro del mondo'. E' un invito a riscoprire l’identità del nostro Paese, che troppo spesso dimentica la sua storia?  "Sì, assolutamente sì. In tutti i miei libri ho cercato di ricostruire un tassello dell’identità italiana. Ho scritto sull’antica Roma, su San Francesco, su Dante, sul Risorgimento, sulla Prima Guerra Mondiale, sul Fascismo, sulla ricostruzione. Indagando la storia italiana ho trovato tantissime storie e tantissimi esempi in cui noi tendiamo un po’ a denigrarci. Ma non è vero: ci sono stati milioni di italiani per cui l’Italia era una cosa seria, un valore che valeva la vita. E nel Rinascimento l’Italia era davvero al centro del mondo, la cultura italiana aveva un respiro universale e parlava agli uomini di ogni luogo ed epoca, anche a noi". 
Ai suoi lettori ha raccontato la Bibbia, Roma e il 'suo impero infinito', San Francesco 'il primo italiano'. Cosa l’ha portata ora al Rinascimento?  "Intanto l’orgoglio di essere italiano. E poi la consapevolezza che il Rinascimento e l’umanesimo non spuntano dal nulla: sono la conseguenza di un percorso che comincia con San Francesco e prosegue con Dante e Giotto. L’umanesimo cristiano nasce con Francesco: l’idea che ogni uomo è unico e irripetibile, che davanti a Dio tutti sono uguali. Dante trova in Francesco la lingua, il disprezzo per il denaro male guadagnato, il rispetto per la donna. Il Rinascimento porta tutto questo alle estreme conseguenze: nell’arte, nella scienza, nel pensiero. È un’idea modernissima e urgente, soprattutto oggi che l’intelligenza artificiale rischia di sostituire l’uomo". 
Quali personaggi ha amato di più raccontare?  "Michelangelo. Secondo me è stato il più grande artista che l’umanità abbia mai avuto. A 22 anni la Pietà, a 26 il David, a 33 la volta della Cappella Sistina. Se un artista avesse fatto anche solo una di queste opere sarebbe passato alla storia: Michelangelo le ha fatte tutte e molte di più. È da stupirsi che un essere simile abbia respirato la nostra aria, camminato per le nostre strade. E dobbiamo ricordarci che questi giganti – Michelangelo, Raffaello, Leonardo, Ariosto, Colombo – erano italiani come noi, parlavano la nostra lingua". 
Nel suo affresco dà spazio anche alle grandi figure femminili dell’epoca.
 "Le donne hanno un ruolo molto importante nel Rinascimento. L'Orlando Furioso comincia con la parola 'donne', e il primo personaggio che entra in scena è Angelica. Poi c’è Bradamante, guerriera che sconfigge gli uomini in duello. E, uscendo dal poema per entrare nella vita reale, Vittoria Colonna, l’unica donna che Michelangelo abbia mai amato, che gli suggeriva come rappresentare Dio, Gesù, la Madonna. E, ancora, Lucrezia Borgia, calunniata dalla leggenda nera: era una donna buonissima, terziaria francescana, usata come pedina dal padre e dal fratello". 
Cosa manca all’Italia di oggi per un nuovo Rinascimento?  "Nuovi Rinascimenti non ce ne saranno, le cose non tornano mai allo stesso modo. Ma dobbiamo cambiare alcune cose. Dobbiamo investire di più nelle cose in cui siamo forti: arte, insegnamento, ricerca, cultura, spettacolo. E dobbiamo tornare ad attrarre cervelli. Nel Rinascimento venire in Italia era obbligatorio per chi voleva essere considerato un artista. Oggi i migliori se ne vanno. Va bene che i ragazzi vadano all’estero, ma dobbiamo creare le condizioni perché possano tornare. E oggi questo non succede". 
Dopo il Rinascimento, ha in programma un’incursione in un’altra epoca più o meno recente?  "Un’idea ce l’ho, ma ora devo concentrarmi nel girare l’Italia. Farò un monologo tratto dal libro nei teatri, una puntata di 'Una giornata particolare' dedicata a Raffaello e una puntata speciale sul Rinascimento. Adesso cercherò di raccontare un po’ quello che ho scritto, poi tornerò a scrivere". 
Oltre al giornale e ai libri, lei è anche un volto di successo della divulgazione storica in tv. Qual è il segreto di 'Una giornata particolare', che su La7 ottiene ascolti molto alti?
 "Il merito va diviso tra molte persone. La tv è una macchina complessa: c’è stata l’idea di Urbano Cairo, la forma è stata data dal direttore di rete Andrea Salerno, poi c'è la produzione di Stand By Me e il regista Claudio Pisano. Ma io non amo la parola divulgatore: nella parola stessa c’è l’idea del dotto che spiega al volgo. Io non sono un dotto. Mi considero un narratore. Mi sono dato una regola: nessuna storia senza un’idea, nessuna idea senza una storia". 
Torna in onda il 30 settembre con la nuova stagione, in un mercoledì televisivo sempre più affollato: 'Tale e quale Show', il 'Tavolo' di Fazio, 'È sempre Cartabianca' e 'Chi l'ha visto?'. È preoccupato?  "Parliamo di professionisti della tv: Carlo Conti, Fabio Fazio, Bianca Berlinguer. Io non sono degno di sciogliere i loro calzari. Io racconto storie. Sono convinto che qualcuno vorrà ascoltarle, leggerle, seguirle. E poi ovviamente cediamo lo spazio dovuto ai veri grandi professionisti della tv". 
Ci può anticipare alcune delle “giornate particolari” che racconterà?  "Il 30 settembre partiremo con una puntata sull’8 settembre. Poi, oltre a quelle su Raffaello e sul Rinascimento, che dicevo prima, ci sarà una puntata sul Piave il 4 novembre. Ma ho detto anche troppo. Faremo una presentazione la prossima settimana". 
Enrico Mentana ha detto che il palinsesto di La7 è orientato a “senso unico”, ovvero che tutti i programmi sono contro il governo. Che ne pensa?  "Su questo rispondo solo che ho un’enorme stima per Enrico Mentana, che mi auguro che resti a La7, e che le mie trasmissioni, come mi pare tutte le altre de La7, si rivolgono a tutti". (di Carlo Roma) 
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Bologna, Tedesco esonerato: panchina affidata a Palladino

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(Adnkronos) –
Il Bologna cambia allenatore. Oggi, 16 mercoledì 16 settembre, il club rossoblù ha esonerato il tecnico Domenico Tedesco e affidato la panchina a Raffaele Palladino. A dare l'annuncio ufficiale la società felsinea con una nota sul proprio sito web. "Il Bologna FC 1909 comunica di avere sollevato dall’incarico di allenatore della Prima squadra Domenico Tedesco, cui va un sentito ringraziamento per il lavoro svolto con professionalità e competenza. A lui e ai suoi collaboratori il Club augura le migliori fortune professionali. La guida tecnica della squadra è affidata a Raffaele Palladino, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2029, e che oggi dirigerà il primo allenamento alle 16 al centro tecnico". Tedesco paga il negativo avvio di campionato con un solo punto conquistato in quattro partite.  
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Caso Roggero, il gioielliere in aula: “Ogni vita merita rispetto, dovevo essere meno impulsivo”

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(Adnkronos) – “Ogni vita merita rispetto secondo la metafora che siamo tutte gocce in un oceano. Avrei dovuto tenere un comportamento meno impulsivo e più riflessivo”. È la riflessione critica che Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto al suo negozio nell'aprile 2021, ha reso davanti ai giudici del Tribunale della Sorveglianza di Milano – presieduto da Marcello Bertolato – per discutere sulla richiesta di differimento della pena vista la proposta della domanda di grazia. Ad assistere Roggero il suo legale, l’avvocato Stefano Marcolini, che ha presentato una memoria di 15 pagine. "Sta prendendo coscienza di quanto è accaduto. Dopo due mesi di carcere ha avuto tempo per pensare e per iniziare una rivalutazione critica di quanto accaduto. Per Roggero ogni vita merita rispetto e quindi quel fatidico giorno avrebbe potuto tenere un comportamento meno impulsivo e più riflessivo. Pentimento e scuse sono parole che Roggero non ha pronunciato, siamo all'inizio di un percorso di revisione critica", ha sottolineato Marcolini. I giudici si sono riservati – hanno cinque giorni per decidere – sulla richiesta della rappresentante della Procura generale Emma Gambardella di dichiarare inammissibile la richiesta – visto che sul tema si è già pronunciata (con un rigetto) la Sorveglianza di Torino – e su quella della difesa che ha spiegato "perché Milano può e deve decidere" e ha rinnovato la richiesta di differimento pena. "Roggero è dimagrito, ma mantiene il suo animo battagliero, crede che la giustizia possa dargli qualcosa" ha sottolineato il legale, pronto a ricorrere in Cassazione per difetto di motivazione rispetto alla decisione della Sorveglianza di Torino. Lunedì il tribunale di sorveglianza di Torino aveva rigettato la richiesta di differimento pena per grazia presentata da Marcolini. Il legale, nell’udienza dello scorso 9 settembre, aveva avanzato la richiesta di differimento della pena in attesa della decisione del capo dello Stato sulla grazia e in subordine la detenzione domiciliare sempre in attesa della decisione del presidente della Repubblica.  Sottolineando che il differimento della pena previsto quando è stata presentata una domanda di grazia è “un’ipotesi residuale con pochissimi precedenti giurisprudenziali”, il tribunale di sorveglianza torinese evidenzia, poi, che per concederlo sarebbe necessario un ‘fumus boni iuris’ talmente evidente e incontestabile da suggerire una “quasi irrispettosa intrusione” un intervento della magistratura di sorveglianza in un ambito che costituisce “prerogativa esclusiva del Capo dello Stato”. Il tribunale rileva poi che se è esclusa la legittima difesa, dall’altro non si può misurare “con la precisione di un bilancino da farmacista” la reazione di una persona ingiustamente aggredita. 
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Kim Kardashian riceverà un euro di risarcimento per la rapina subita nel 2016: “Non cerco soldi”

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(Adnkronos) –
Kim Kardashian riceverà un euro (pari a 1,15 dollari) di risarcimento per la rapina subita nel 2016 a Parigi. È questa la cifra chiesta dall'imprenditrice chiudendo così il processo civile in corso da dieci anni, quando la notte tra il 2 e il 3 ottobre del 2016, durante la fashion week, dei criminali coperti col passamontagna e travestiti da poliziotti la legarono minacciandola con una pistola nella sua camera d'hotel. Kardashian ha più volte raccontato di aver temuto per la propria vita in quei drammatici momenti.  Il risarcimento è puramente simbolico nonostante la star statunitense venne privata di gioielli ed effetti personali per un valore di circa 10 milioni di dollari. "La decisione odierna non riguarda il risarcimento, ma la responsabilità e il riconoscimento", si legge in una nota di Kardashian.  
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Ex Ilva, incontro governo-sindacati. Mantovano: “Porteremo decreto con misure per lavoratori oggi in Cdm”

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(Adnkronos) – Il governo intende portare oggi in Consiglio dei ministri un decreto con misure a sostegno dei lavoratori dell’ex Ilva. Lo avrebbe detto, a quanto si apprende, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, nel corso dell’incontro con i sindacati a Palazzo Chigi. Il blocco dei licenziamenti dell’indotto, garanzie per i lavoratori diretti e continuità produttiva sono le priorità che i sindacati mettono sul tavolo del governo, hanno spiegato, arrivando a Palazzo Chigi, i leader di Fim, Fiom e Uilm. “La priorità assoluta è parlare del blocco dei licenziamenti dei lavoratori degli appalti che sono i più esposti da 14 anni di questa vergognosa vicenda”, ha detto infatti il segretario generale della Uilm, Davide Sperti, affermando che le tute blu chiedono anche “risposte sulle soluzioni straordinarie di carattere salariale ma anche sociale e occupazionale anche attraverso strumenti di risarcimento per i lavoratori diretti. Il baricentro della discussione deve essere focalizzato sul destino dei lavoratori”. Anche il numero uno della Fim, Ferdinando Uliano, ha evidenziato che lo stop agli esuberi (2500 annunciati da Aigi e altri 1700 prospettati da Confapi) è “fondamentale” ma “si deve anche capire come rispondere al tema della continuità produttiva. Se non si trova una soluzione la prospettiva per i diretti di Ilva è tutti in cassa integrazione tranne 5-600 persone. Vogliamo comprendere il piano industriale del governo: non basta dire che c’è un bando aperto che ha i problemi che sappiamo. È fondamentale che ci sia una presa di responsabilità da parte del governo nel dire come si disegnerà il futuro: quanti forni, quanti preridotti, quante tonnellate si prospettano. Rimandare la palla ai privati, che finora non hanno presentato un piano chiaro, non è il modo di gestire” il dossier. “Il punto è salvaguardare i lavoratori e la decarbonizzazione, quindi la salute dei cittadini e dall’altro lato la produzione e l’occupazione. O rischiamo di fermare la produzione di acciaio del Paese”, ha avverito il leader Fiom, Michele De Palma. “Il Paese deve rispondere ad una domanda: vogliamo continuare a produrre acciaio o diventare dipendenti da altri Paesi? Vogliamo avere 10mila persone in cassa integrazione a zero ore o avere persone che lavorando per garantire la sovranità industriale del Paese? Senza il lavoro non c’è nemmeno la garanzia di salute e sicurezza. I lavoratori 15 anni fa hanno manifestato per la transizione di quegli impianti e garantire la salute e il lavoro. Ci devono dare delle risposte, bisogna fermare i licenziamenti”, ha concluso. 
Quello di oggi è il quarto incontro a Palazzo Chigi con le organizzazioni sindacali dall’inizio dell’anno, dopo quelli del 5 marzo, del 28 luglio e dell’8 settembre (in totale una ventina da inizio legislatura), presieduto dal sottosegretario Mantovano.  Dopo il rigetto da parte della Corte d’Appello di Milano dell’istanza di sospensiva presentata dalle società Ilva e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria – la prima proprietaria e la seconda gestore degli impianti – la fermata dell’area a caldo è stata confermata, ed è ripreso di conseguenza l’iter dei licenziamenti collettivi annunciati da Aigi per i 2500 per i lavoratori dell’indotto. 
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