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Ricerca, Sala (Eans): “Neurochirurgia italiana seconda in Europa dopo Germania”

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(Adnkronos) – "La neurochirurgia italiana ha un grande riconoscimento e visibilità internazionale. A livello europeo l'Italia è, dopo la Germania, la società scientifica più rappresentata, con quasi 300 membri all'interno dell'Eans. Quasi tutti gli anni è sempre fra i due o tre Paesi con il maggior numero di contributi scientifici accettati per il congresso europeo, e i nostri giovani continuano a distinguersi per l'eccellenza delle loro linee di ricerca, ricevendo spesso finanziamenti per i progetti banditi dall'Eans". Così Francesco Sala, ordinario all'Università di Verona, direttore dell'Unità operativa complessa di Neurochirurgia B dell'Azienda ospedaliero-universitaria integrata di Verona e presidente della European Association of Neurosurgical Societies (Eans), al 75esimo congresso nazionale della Società Italiana di Neurochirurgia (Sinch) a Catania. "Guardando il programma del congresso, spicca un numero probabilmente senza precedenti di ospiti internazionali, molti dall'Europa ma anche da altri continenti", osserva Sala. "La prospettiva europea è sicuramente motivo di orgoglio anche per la comunità neurochirurgica italiana che non è ben rappresentata solo quantitativamente, ma anche e soprattutto qualitativamente, per il valore dei suoi neurochirurghi. Il panorama è più che incoraggiante", conclude. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Allarme terrorismo, operazione contro propaganda razzista online: coinvolti anche minorenni

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(Adnkronos) – Istigazione a delinquere, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, addestramento ad attività con finalità di terrorismo e aggravante della finalità di terrorismo. Questi i reati contestati a 17 persone, 14 delle quali minorenni, individuati a seguito di un'operazione congiunta di carabinieri e polizia contro l'estremismo radicale online, che ha portato all'esecuzione di 17 decreti di perquisizione personale, domiciliare e informatica.  Le attività, coordinate dalle procure di Roma (ordinaria e per i minorenni) e di Venezia, hanno interessato diverse regioni italiane. Tutti gli indagati sono ritenuti appartenenti ad ambienti riconducibili all'area accelerazionista, suprematista e neonazista attiva sul web. L'operazione è stata eseguita dal Ros dei carabinieri, con il supporto dei Comandi provinciali di Roma, Como, Catanzaro, Bologna, Milano, Reggio Emilia, Benevento, Genova, Udine, Palermo e Trento e degli agenti della Digos di Verona, coordinati dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione e con l'ausilio delle Digos di Napoli, Benevento, Brescia e Trento. L'inchiesta nasce dal monitoraggio di piattaforme social e canali online frequentati da soggetti vicini all'ideologia suprematista bianca e neonazista. Le indagini hanno consentito di individuare due distinti gruppi virtuali nei quali, secondo gli investigatori, venivano sistematicamente condivisi contenuti di propaganda estremista e materiali riconducibili a ideologie razziste e antisemite. Tra i contenuti diffusi figurano documenti e manifesti attribuiti ai principali autori di attentati suprematisti degli ultimi anni, con descrizioni dettagliate delle stragi compiute e delle armi impiegate. Nei gruppi sarebbero stati inoltre pubblicati video di noti terroristi, tra cui Brenton Tarrant, autore della strage nelle moschee di Christchurch, esaltandone apertamente le azioni. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, gli utenti coinvolti avrebbero promosso e alimentato messaggi d'odio fondati sul razzismo, l'antisemitismo, la discriminazione di genere e il neonazismo, celebrando al contempo la figura di Hitler, le Ss, il fascismo e altri simboli della galassia suprematista internazionale. Le investigazioni hanno documentato anche attività di gaming online nelle quali venivano riprodotte virtualmente scene di violenza e uccisioni ai danni di minoranze etniche. In alcuni casi sarebbero inoltre state condivise istruzioni dettagliate per la costruzione di ordigni esplosivi artigianali e indicazioni operative per aumentarne la capacità offensiva, insieme a materiale dedicato all'addestramento e all'uso di armi bianche e da fuoco. Alcuni degli indagati, in particolare, hanno partecipato attivamente al gruppo social privato denominato 'Chat del Nuovo ordine europeo', attraverso il quale venivano postati e condivisi numerosi video, immagini e documenti riconducibili alla divulgazione di tematiche di propaganda dell'ideologia nazista, suprematista della razza bianca, di incitamento all’odio contro gli ebrei e negazione dell’Olocausto. Inoltre venivano condivisi manifesti pubblicati dai principali attentatori suprematisti e manuali di fabbricazione di ordigni esplosivi artigianali. Ad altri indagati, invece, si contesta la partecipazione al gruppo social Ffi-Fronte fascista italiano, nel quale venivano condivisi messaggi e post razzisti, di incitamento all’odio contro gli ebrei, i neri, gli omosessuali, di negazione dell'Olocausto, video di esecuzioni sommarie e massacri contro minoranze etniche, propaganda del gruppo suprematista 'The Base', nonché di manuali di auto addestramento e tecniche di realizzazione di azioni dirette. Le perquisizioni hanno consentito di sequestrare armi bianche, bandiere, vessilli e altro materiale riconducibile alla simbologia nazista, oltre a numerosi dispositivi elettronici ritenuti utilizzati per la diffusione dei contenuti oggetto dell'inchiesta. Gli accertamenti proseguono per definire il ruolo di ciascun indagato e verificare eventuali ulteriori sviluppi delle attività contestate. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Per 3 italiani su 4 i veterinari contribuiscono alla tutela della salute pubblica

ROMA (ITALPRESS) – Gli italiani portano i propri animali dal veterinario anche quando stanno bene, ma conoscono ancora poco il legame tra salute animale, umana e ambientale. La prevenzione veterinaria è una pratica diffusa tra i proprietari di animali in Italia. Secondo una ricerca condotta da YouTrend per Aisa-Federchimica, il 77% dei proprietari effettua visite veterinarie preventive. Il 34% lo fa almeno ogni sei mesi e un altro 34% circa una volta l’anno. “La prevenzione in un’ottica One Health è importantissima e si basa su dei sistemi collegati tra di loro: non solo trattamenti e disinfettanti, ma il coordinamento di diversi fattori, come il servizio pubblico, i veterinari, gli allevatori e i proprietari degli animali. Il compito di Aisa-Federchimica è dare dei protocolli, fare formazione, informazione e comunicazione tra i vari stakeholder”, le parole di Carlo Gazza, Presidente di Aisa-Federchimica, nel corso dell’evento “Fedeli alla Salute. Proteggere gli animali, tutelare tutti”, promosso a Roma da Aisa-Federchimica a conclusione della campagna di sensibilizzazione sulla prevenzione veterinaria.
Eppure il 74% degli intervistati dichiara di non aver mai sentito parlare di One Health, l’approccio che considera insieme la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente. “L’approccio One Health è fondamentale nelle strategie di prevenzione del Ministero. Tutelare contemporaneamente salute umana, ambientale e animale serve a prevenire una serie di patologie evitando che si conclamino”, aggiunge Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute.
Il medico veterinario gode di un’ampia fiducia: l’88% degli italiani si fida della sua capacità di tutelare la salute degli animali, l’86% dei consigli che offre ai proprietari e il 75% riconosce il suo contributo alla tutela della salute pubblica. E’ anche la prima fonte di informazione sulla salute animale, indicata dal 42% degli intervistati, davanti ai siti web (34%) e ai social network (29%). “Sono tante le sfide che il nostro sistema sta affrontando e per quanto riguarda il tema degli animali d’affezione credo sarebbe un bel messaggio estendere il paniere della legge anti spreco anche ai farmaci per gli animali”, sostiene Maria Chiara Gadda, Vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati.
Al centro del confronto, il ruolo della salute animale anche nella sicurezza alimentare e nella sostenibilità delle filiere agroalimentari. “E’ responsabilità della politica formare e informare i cittadini dando strumenti di welfare aziendale per accedere agli strumenti di tutela della salute. Dobbiamo responsabilizzare il cittadino a gestire l’animale nei contesti urbani e incrementare le risorse destinate alla prevenzione”, afferma il senatore Manfredi Potenti, Responsabile Nazionale del Dipartimento per la tutela del benessere degli animali della Lega.
La ricerca segnala una domanda di informazioni sulle malattie trasmissibili dagli animali alle persone (33%), sulla sicurezza degli alimenti di origine animale (28%) e sui controlli nelle filiere produttive (23%). Solo la metà degli intervistati, però, sa definire correttamente una “zoonosi” e meno di uno su due riconosce con precisione il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. “La sfida più grande è quella di far comprendere che la salute animale non è differente rispetto alla salute umana. C’è la necessità di investire maggiormente nella ricerca e nella prevenzione veterinaria, in modo che il cittadino sappia cosa c’è dietro il lavoro svolto dagli allevatori e dai tecnici”, la chiosa di Vita Maria Nocco, Componente della Commissione Bilancio del Senato.

– foto mec/Italpress –
(ITALPRESS).

Per 3 italiani su 4 i veterinari contribuiscono alla tutela della salute pubblica

ROMA (ITALPRESS) – Gli italiani portano i propri animali dal veterinario anche quando stanno bene, ma conoscono ancora poco il legame tra salute animale, umana e ambientale. La prevenzione veterinaria è una pratica diffusa tra i proprietari di animali in Italia. Secondo una ricerca condotta da YouTrend per Aisa-Federchimica, il 77% dei proprietari effettua visite veterinarie preventive. Il 34% lo fa almeno ogni sei mesi e un altro 34% circa una volta l’anno. “La prevenzione in un’ottica One Health è importantissima e si basa su dei sistemi collegati tra di loro: non solo trattamenti e disinfettanti, ma il coordinamento di diversi fattori, come il servizio pubblico, i veterinari, gli allevatori e i proprietari degli animali. Il compito di Aisa-Federchimica è dare dei protocolli, fare formazione, informazione e comunicazione tra i vari stakeholder”, le parole di Carlo Gazza, Presidente di Aisa-Federchimica, nel corso dell’evento “Fedeli alla Salute. Proteggere gli animali, tutelare tutti”, promosso a Roma da Aisa-Federchimica a conclusione della campagna di sensibilizzazione sulla prevenzione veterinaria.
Eppure il 74% degli intervistati dichiara di non aver mai sentito parlare di One Health, l’approccio che considera insieme la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente. “L’approccio One Health è fondamentale nelle strategie di prevenzione del Ministero. Tutelare contemporaneamente salute umana, ambientale e animale serve a prevenire una serie di patologie evitando che si conclamino”, aggiunge Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute.
Il medico veterinario gode di un’ampia fiducia: l’88% degli italiani si fida della sua capacità di tutelare la salute degli animali, l’86% dei consigli che offre ai proprietari e il 75% riconosce il suo contributo alla tutela della salute pubblica. E’ anche la prima fonte di informazione sulla salute animale, indicata dal 42% degli intervistati, davanti ai siti web (34%) e ai social network (29%). “Sono tante le sfide che il nostro sistema sta affrontando e per quanto riguarda il tema degli animali d’affezione credo sarebbe un bel messaggio estendere il paniere della legge anti spreco anche ai farmaci per gli animali”, sostiene Maria Chiara Gadda, Vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati.
Al centro del confronto, il ruolo della salute animale anche nella sicurezza alimentare e nella sostenibilità delle filiere agroalimentari. “E’ responsabilità della politica formare e informare i cittadini dando strumenti di welfare aziendale per accedere agli strumenti di tutela della salute. Dobbiamo responsabilizzare il cittadino a gestire l’animale nei contesti urbani e incrementare le risorse destinate alla prevenzione”, afferma il senatore Manfredi Potenti, Responsabile Nazionale del Dipartimento per la tutela del benessere degli animali della Lega.
La ricerca segnala una domanda di informazioni sulle malattie trasmissibili dagli animali alle persone (33%), sulla sicurezza degli alimenti di origine animale (28%) e sui controlli nelle filiere produttive (23%). Solo la metà degli intervistati, però, sa definire correttamente una “zoonosi” e meno di uno su due riconosce con precisione il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. “La sfida più grande è quella di far comprendere che la salute animale non è differente rispetto alla salute umana. C’è la necessità di investire maggiormente nella ricerca e nella prevenzione veterinaria, in modo che il cittadino sappia cosa c’è dietro il lavoro svolto dagli allevatori e dai tecnici”, la chiosa di Vita Maria Nocco, Componente della Commissione Bilancio del Senato.

– foto mec/Italpress –
(ITALPRESS).

Sport e inclusione, Fiera Milano porta “Vite in campo” al carcere di Bollate

MILANO (ITALPRESS) – Lo sport come occasione di incontro, relazione e crescita. E’ questo il significato di “Vite in Campo – La Partita”, l’iniziativa con cui oggi Fiera Milano è tornata alla Casa di Reclusione di Milano-Bollate, dando continuità al percorso avviato lo scorso anno con il progetto “Vite in Campo”, nato in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Questa volta i valori dello sport non sono stati soltanto raccontati, ma vissuti direttamente sul campo: una rappresentativa di Fiera Milano, con in campo anche il Presidente Carlo Bonomi, ha disputato una partita con una squadra composta da persone detenute dell’Istituto (che hanno vinto 5-3). Un momento di confronto e condivisione nel quale il risultato sportivo ha lasciato spazio al significato più profondo dell’iniziativa: stare insieme, rispettare le regole, giocare in squadra, assumersi responsabilità e costruire relazioni, attraverso il linguaggio universale dello sport.
“Essere stati sede e partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 ci ha consegnato una responsabilità: fare in modo che l’eredità di un evento di questa portata non si esaurisse all’interno dei nostri padiglioni, ma diventasse un patrimonio per Milano, la Lombardia e l’intero Paese – dice Bonomi -. Vite in Campo si inserisce in questo percorso, contribuendo a tradurre i valori olimpici in iniziative concrete, capaci di lasciare un segno anche al di fuori dei luoghi della competizione. La partita di oggi, insieme alla comunità dell’Istituto di Bollate, ne è stata una testimonianza, dimostrando come lo sport possa creare occasioni di incontro, inclusione e partecipazione. Il ruolo di Fiera Milano va oltre il contributo che ogni giorno offriamo allo sviluppo del sistema produttivo del nostro Paese: significa anche mettere le nostre competenze, la nostra capacità progettuale e il nostro patrimonio di relazioni al servizio della collettività. E’ una responsabilità che intendiamo esercitare anche attraverso la promozione di iniziative di rilevanza sociale, capaci di generare valore per le persone e per il territorio. E’ in questa direzione che vogliamo valorizzare l’eredità olimpica, trasformando l’esperienza dei Giochi in un impegno destinato a proseguire nel tempo”. L’appuntamento di oggi, infatti, rappresenta la naturale evoluzione del percorso avviato con “Vite in Campo” in occasione di Milano Cortina 2026. Se la prima esperienza aveva portato all’interno dell’Istituto il racconto e le testimonianze di atleti chiamati a condividere i valori dello sport, questa seconda tappa ha trasformato quel racconto in un’esperienza concreta e partecipata.
A questo percorso si affiancherà inoltre un intervento a sostegno delle attività sportive della Casa di Reclusione di Milano-Bollate, attraverso il potenziamento delle dotazioni sportive dell’Istituto. Un elemento concreto che accompagnerà il progetto e che nasce dall’attenzione alle esigenze emerse negli spazi dedicati alla pratica sportiva. L’iniziativa si inserisce in una visione nella quale gli spazi e le competenze di Fiera Milano possono diventare anche luoghi e strumenti per creare connessioni, favorire il dialogo e contribuire a progetti con un impatto positivo sulla comunità.

– foto f28/Italpress –
(ITALPRESS).

Sport e inclusione, Fiera Milano porta “Vite in campo” al carcere di Bollate

MILANO (ITALPRESS) – Lo sport come occasione di incontro, relazione e crescita. E’ questo il significato di “Vite in Campo – La Partita”, l’iniziativa con cui oggi Fiera Milano è tornata alla Casa di Reclusione di Milano-Bollate, dando continuità al percorso avviato lo scorso anno con il progetto “Vite in Campo”, nato in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Questa volta i valori dello sport non sono stati soltanto raccontati, ma vissuti direttamente sul campo: una rappresentativa di Fiera Milano, con in campo anche il Presidente Carlo Bonomi, ha disputato una partita con una squadra composta da persone detenute dell’Istituto (che hanno vinto 5-3). Un momento di confronto e condivisione nel quale il risultato sportivo ha lasciato spazio al significato più profondo dell’iniziativa: stare insieme, rispettare le regole, giocare in squadra, assumersi responsabilità e costruire relazioni, attraverso il linguaggio universale dello sport.
“Essere stati sede e partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 ci ha consegnato una responsabilità: fare in modo che l’eredità di un evento di questa portata non si esaurisse all’interno dei nostri padiglioni, ma diventasse un patrimonio per Milano, la Lombardia e l’intero Paese – dice Bonomi -. Vite in Campo si inserisce in questo percorso, contribuendo a tradurre i valori olimpici in iniziative concrete, capaci di lasciare un segno anche al di fuori dei luoghi della competizione. La partita di oggi, insieme alla comunità dell’Istituto di Bollate, ne è stata una testimonianza, dimostrando come lo sport possa creare occasioni di incontro, inclusione e partecipazione. Il ruolo di Fiera Milano va oltre il contributo che ogni giorno offriamo allo sviluppo del sistema produttivo del nostro Paese: significa anche mettere le nostre competenze, la nostra capacità progettuale e il nostro patrimonio di relazioni al servizio della collettività. E’ una responsabilità che intendiamo esercitare anche attraverso la promozione di iniziative di rilevanza sociale, capaci di generare valore per le persone e per il territorio. E’ in questa direzione che vogliamo valorizzare l’eredità olimpica, trasformando l’esperienza dei Giochi in un impegno destinato a proseguire nel tempo”. L’appuntamento di oggi, infatti, rappresenta la naturale evoluzione del percorso avviato con “Vite in Campo” in occasione di Milano Cortina 2026. Se la prima esperienza aveva portato all’interno dell’Istituto il racconto e le testimonianze di atleti chiamati a condividere i valori dello sport, questa seconda tappa ha trasformato quel racconto in un’esperienza concreta e partecipata.
A questo percorso si affiancherà inoltre un intervento a sostegno delle attività sportive della Casa di Reclusione di Milano-Bollate, attraverso il potenziamento delle dotazioni sportive dell’Istituto. Un elemento concreto che accompagnerà il progetto e che nasce dall’attenzione alle esigenze emerse negli spazi dedicati alla pratica sportiva. L’iniziativa si inserisce in una visione nella quale gli spazi e le competenze di Fiera Milano possono diventare anche luoghi e strumenti per creare connessioni, favorire il dialogo e contribuire a progetti con un impatto positivo sulla comunità.

– foto f28/Italpress –
(ITALPRESS).

Volkswagen richiama 2,8 milioni di veicoli per rischio corrosione sterzo: i modelli interessati

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(Adnkronos) – Il costruttore Volkswagen sta richiamando oltre 2,8 milioni di veicoli dei marchi Volkswagen e Audi in tutto il mondo, di cui un terzo in Germania, a causa di un rischio di corrosione del sistema di sterzo. Lo comunica la Kba (l'autorità tedesca per i trasporti), secondo cui il problema può portare alla "rottura delle viti", che a sua volta può "causare un guasto allo sterzo". Nel dettaglio, sono coinvolti circa 2,16 milioni di veicoli Volkswagen e 700.000 veicoli del marchio Audi. In particolare, per quanto riguarda Volkswagen, i cinque modelli interessati sono Golf, Golf variant, Tiguan, Touran e Caddy (prodotti tra il 2013 e il 2024); mentre per Audi il ritiro interessa il modello Q3 fabbricato tra il 2017 e il 2024. "Un fenomeno di corrosione sulla vite" è stato rilevato durante i controlli di qualità dei veicoli, ha confermato un portavoce di Volkswagen all'Afp. "Stiamo richiamando i veicoli interessati a titolo precauzionale; non si sono verificati danni a persone", ha assicurato.
 Secondo il portavoce, il pericolo non è "così grave da richiedere l'immediata immobilizzazione dell'auto". "È possibile continuare a guidare fino all'appuntamento presso il concessionario" per la sostituzione con viti più resistenti alla corrosione, ha aggiunto. Si tratta di un nuovo duro colpo per il colosso in crisi dell'industria automobilistica tedesca, che a inizio settembre ha siglato un accordo con i sindacati prevedendo ulteriori 50.000 tagli di posti di lavoro entro il 2030, portando così a circa 100.000 la riduzione complessiva dell'organico. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

UFI Hydrogen, in Trentino nuovo polo industriale per le tecnologie dell’idrogeno

TRENTO (ITALPRESS) – Un investimento complessivo da 100 milioni di euro e una superficie tecnologica di 40.000 metri quadrati: il Trentino si candida a diventare uno dei principali hub europei per la transizione energetica. L’azienda UFI Hydrogen, società del Gruppo UFI Filters fondata nel 2023, ha inaugurato a Serravalle di Ala il suo nuovo polo industriale e tecnologico, un centro da 14.000 m² (di cui 6.000 coperti) operativo dal primo trimestre 2025.
L’impianto integra ricerca, test, prototipazione e produzione di componenti strategici per la catena del valore dell’idrogeno: le MEA (Membrane Electrode Assembly), le membrane catalizzate fondamentali per la scissione dell’acqua negli elettrolizzatori e per la generazione di elettricità nelle fuel cell. Con un piano da 50 milioni di euro entro il 2029 e circa 100 nuovi posti di lavoro previsti, UFI Hydrogen punta a servire non solo l’industria hard-to-abate e il trasporto pesante, ma anche i settori ad alto consumo energetico come data center, intelligenza artificiale, droni e robotica. La società è inoltre l’unica italiana selezionata nell’IPCEI Hy2Move, con un finanziamento approvato fino a 22 milioni di euro per lo sviluppo di MEA con processi produttivi roll-to-roll.
A completare l’ecosistema, a pochi chilometri di distanza, nel 2026 sono avviati a Rovereto i lavori per il nuovo Polo Idrogeno promosso dalla Provincia autonoma di Trento con Trentino Sviluppo e la Fondazione Bruno Kessler (FBK). Con un investimento di altri 50 milioni di euro per un’area di 25.000 m², le nuove infrastrutture del Centro Sustainable Energy di FBK consentiranno di testare e validare tecnologie per idrogeno e batterie fino alla scala dei megawatt. La partnership strategica tra UFI Hydrogen e FBK salda così la ricerca scientifica alla capacità manifatturiera, consolidando una filiera completa – dalla molecola al mercato – strategica per l’autonomia e la competitività energetica dell’Europa.
Per Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, delegato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, ‘l’inaugurazione del nuovo impianto produttivo e dello showroom tecnologico rappresenta un investimento in tecnologie strategiche per la transizione, capaci di creare competitività e posti di lavoro attorno alle grandi potenzialità dell’idrogeno. L’Italia ripone particolare attenzione all’idrogeno verde, allo sviluppo delle sue componenti. Il settore è stato interessato da importanti investimenti, anche attraverso il PNRR, e presenta grandi potenzialità per l’industria, l’automotive, i trasporti e il settore civile. Il Governo ha predisposto una strategia nazionale e sta rafforzando la centralità euro-mediterranea dell’Italia, anche attraverso progettualità come il Corridoio Sud dell’idrogeno e la dorsale italiana, nella prospettiva di uno sviluppo programmatico di questa fontè. ‘In questo percorso – aggiunge – si inserisce anche la predisposizione del disegno di legge delega sull’idrogeno, punto fermo per intervenire in modo organico sulla disciplina dello sviluppo del settore, sull’assetto regolatorio e sulle infrastrutture necessarie alla produzione e al consumo. La sfida dell’idrogeno si vince unendo ricerca, industria e territorio. Il Trentino rappresenta un esempio avanzato di questo modello di integrazione, anche grazie al vostro impegno e alla vostra visione”.
Secondo Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy: “L’inaugurazione di questo impianto non rappresenta soltanto l’apertura di un nuovo sito industriale, ma dimostra la capacità della filiera italiana dell’idrogeno di trasformare investimenti e innovazione in realtà produttive concrete. L’idrogeno può svolgere un ruolo importante per la sicurezza energetica e per la decarbonizzazione dei settori industriali più difficili da riconvertire. L’Italia dispone di competenze industriali, ingegneristiche e tecnologiche di eccellenza lungo l’intera catena del valore, e realtà come questa contribuiscono a rafforzare un ecosistema capace di creare sviluppo, innovazione e nuove competenze. E’ la conferma della necessità di proseguire in Europa sulla strada della neutralità tecnologica, offrendo alle imprese un quadro stabile per continuare a investire nelle tecnologie del futuro”.
Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, ha dichiarato che ‘l’inaugurazione del nuovo stabilimento di UFI Hydrogen rappresenta un momento importante per il Trentino e per il futuro della filiera italiana dell’idrogeno. E’ un luogo in cui ricerca, innovazione e produzione industriale si incontrano per sviluppare tecnologie strategiche per la sicurezza energetica, la decarbonizzazione e la competitività delle nostre imprese. Un investimento che genera anche occupazione qualificata, valorizza le competenze e contribuisce a riportare in Italia professionalità altamente specializzatè.
“Abbiamo voluto puntare con decisione su innovazione e ricerca, investendo in un settore strategico e con importanti prospettive di sviluppo come quello dell’idrogeno – le parole di Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia Autonoma di Trento -. Questa realtà dimostra la capacità del nostro territorio di attrarre investimenti, competenze e professionalità, generando nuove opportunità di crescita e occupazione e contribuendo, al tempo stesso, alla rigenerazione dell’areà.
Per Claudio Durigon, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ‘l’inaugurazione ad Ala di Trento del nuovo polo industriale dedicato alle tecnologie per la produzione di idrogeno rappresenta un importante investimento sul futuro del territorio e del nostro Paese. Il piano di sviluppo prevede 50 milioni di euro di investimenti entro il 2029 e una crescita dell’organico fino a 100 posti di lavoro. Sono numeri che significano soprattutto opportunità per i giovani: lavoro qualificato, possibilità di costruire il proprio futuro in Italia e condizioni per trattenere i nostri talenti e richiamare chi ha scelto di andare all’estero. E’ la dimostrazione che anche in Italia è possibile creare occupazione legata all’innovazione e alle tecnologie del futurò.
Walter Rizzetto, Presidente della Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati, ha dichiarato che ‘in un mercato del lavoro che cambia rapidamente servono innovazione, sviluppo e investimenti capaci di creare occupazione e competitività. La politica deve accompagnare le imprese che scelgono di investire in nuove tecnologie, creando le condizioni normative e gli strumenti necessari per favorirne la crescita. Resta centrale il tema del costo dell’energia, che continua a pesare su aziende e famiglie: occorre lavorare sulla diversificazione delle fonti e sulle nuove tecnologie, continuando nel frattempo a sostenere concretamente il sistema produttivo”.
Giorgio Girondi, Cavaliere del Lavoro, Presidente di UFI Hydrogen e Presidente del Gruppo UFI Filters, ha spiegato che ‘la storia di UFI è sempre stata guidata dalla capacità di guardare avanti, anticipare il futuro, investire nelle nuove tecnologie e trasformare una visione in industria. Con UFI Hydrogen abbiamo fatto una scelta precisa: non creare semplicemente una nuova divisione, ma una società dedicata, con competenze, management e investimenti propri. Crediamo che l’idrogeno e l’elettrochimica possano rappresentare una nuova frontiera industriale e vogliamo contribuire a costruirla dall’Italia, con tecnologia europea e ambizione globale. Le applicazioni non appartengono più soltanto al futuro: stanno già diventando realtà. Fincantieri ha recentemente varato Viking Libra, una nave da crociera che integra un sistema a celle a combustibile alimentato a idrogeno, mentre nell’aviazione sono già in corso importanti programmi per sviluppare sistemi di propulsione a idrogeno. Anche nel trasporto pesante camion a celle a combustibile stanno entrando progressivamente in sperimentazione e in utilizzo sulle strade europeè. ‘Credo che l’Europa debba guardare con grande attenzione a questo modello e creare le condizioni perchè l’idrogeno possa affiancare le altre soluzioni come vettore energetico addizionale, soprattutto nei settori più difficili da elettrificare. Se prodotto utilizzando energia rinnovabile, l’idrogeno permette di immagazzinare energia, trasportarla e renderla nuovamente disponibile quando e dove serve, senza emissioni di CO2 nel punto di utilizzo – ha aggiunto -. L’Europa non può limitarsi a inventare il futuro: deve anche produrlo. Tutto parte dall’acqua, l’elemento più semplice e vitale. Dall’acqua ricaviamo idrogeno e ossigeno e, attraverso l’idrogeno, possiamo nuovamente produrre energia. E’ un processo che ci riporta alla natura e che può aumentare la capacità energetica a nostra disposizione senza continuare ad affidarsi a petrolio e metano”.
Secondo Stefania Crotta, Direttore Generale Programmi e Incentivi Finanziari del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ‘l’idrogeno rappresenta uno dei componenti fondamentali del mix energetico per accompagnare la transizione ecologica. Dopo gli investimenti realizzati attraverso il PNRR, prosegue l’attuazione della Strategia nazionale sull’idrogeno. In questa direzione stiamo lavorando a una nuova misura, finanziata attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, che sarà coprogettata con territori e imprese. L’obiettivo è ampliare le opportunità per le aziende, sostenendo non solo l’utilizzo dell’idrogeno, ma anche l’efficientamento dei processi produttivi, la cattura del carbonio e l’integrazione delle fonti rinnovabili”.
Per Alfredo Becchetti, Presidente del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), ‘questo Polo rappresenta una visione concreta del futuro dell’energia. L’Italia deve superare una logica che considera separatamente le diverse fonti e tecnologie: è dalla loro integrazione che possiamo costruire una maggiore autonomia energetica, produrre energia pulita a costi più sostenibili e contrastare la povertà energetica, sostenendo famiglie, imprese, pubblica amministrazione e trasportì.
Marco Lazzaroni, CEO di UFI Hydrogen, ha osservato che ‘con l’inaugurazione della nuova sede e plant di UFI Hydrogen ad Ala diamo forma industriale a una visione tecnologica nata dalla ricerca e dall’innovazione. La MEA è il chip dell’elettrochimica: una tecnologia strategica sulla quale stiamo costruendo una piattaforma italiana ed europea per l’idrogeno e le fuel cell. Nell’era dell’intelligenza artificiale, la disponibilità di potenza energetica diventerà sempre più un fattore di competitività: la sfida è sviluppare tecnologie innovative capaci di rendere disponibile nuova capacità energetica in modo affidabile, programmabile e resiliente. Una piattaforma con applicazioni concrete nei settori hard-to-abate, nei data center, nella robotica umanoide, nei droni e nel trasporto pesante, portando la ricerca fino all’industrializzazione e contribuendo all’autonomia tecnologica ed energetica europea”.
Secondo Sandra Savino, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze: “Quello che inauguriamo non è soltanto un nuovo stabilimento produttivo, ma il risultato di un percorso iniziato diversi anni fa con un investimento nella ricerca che oggi si traduce in tecnologia, capacità produttiva, occupazione qualificata e sviluppo del territorio. Soprattutto è un esempio concreto di ciò di cui il nostro Paese ha bisogno: imprese capaci di investire e innovare, centri di ricerca di eccellenza, istituzioni in grado di creare le condizioni affinchè le idee possano diventare progetti industrialì.
Per Ferruccio Resta, Presidente della Fondazione Bruno Kessler, ‘nasce un ecosistema unico nel panorama nazionale, che unisce istituzioni locali, tessuto economico e ricerca, rafforzando la sinergia con l’Università di Trento. In un mondo in continua trasformazione, il nostro compito è dare alla conoscenza la forza di diventare capacità industriale e opportunità per le persone”.
Secondo Joanna Drake, Direttore Generale Aggiunto presso la Direzione Generale della Ricerca e dell’Innovazione della Commissione europea: “L’inaugurazione del nuovo impianto produttivo di UFI Hydrogen rappresenta un traguardo importante per un’azienda che, in soli tre anni, ha dimostrato una significativa capacità di crescita e innovazionè.

– foto ufficio stampa ItalCommunications –
(ITALPRESS).

UFI Hydrogen, in Trentino nuovo polo industriale per le tecnologie dell’idrogeno

TRENTO (ITALPRESS) – Un investimento complessivo da 100 milioni di euro e una superficie tecnologica di 40.000 metri quadrati: il Trentino si candida a diventare uno dei principali hub europei per la transizione energetica. L’azienda UFI Hydrogen, società del Gruppo UFI Filters fondata nel 2023, ha inaugurato a Serravalle di Ala il suo nuovo polo industriale e tecnologico, un centro da 14.000 m² (di cui 6.000 coperti) operativo dal primo trimestre 2025.
L’impianto integra ricerca, test, prototipazione e produzione di componenti strategici per la catena del valore dell’idrogeno: le MEA (Membrane Electrode Assembly), le membrane catalizzate fondamentali per la scissione dell’acqua negli elettrolizzatori e per la generazione di elettricità nelle fuel cell. Con un piano da 50 milioni di euro entro il 2029 e circa 100 nuovi posti di lavoro previsti, UFI Hydrogen punta a servire non solo l’industria hard-to-abate e il trasporto pesante, ma anche i settori ad alto consumo energetico come data center, intelligenza artificiale, droni e robotica. La società è inoltre l’unica italiana selezionata nell’IPCEI Hy2Move, con un finanziamento approvato fino a 22 milioni di euro per lo sviluppo di MEA con processi produttivi roll-to-roll.
A completare l’ecosistema, a pochi chilometri di distanza, nel 2026 sono avviati a Rovereto i lavori per il nuovo Polo Idrogeno promosso dalla Provincia autonoma di Trento con Trentino Sviluppo e la Fondazione Bruno Kessler (FBK). Con un investimento di altri 50 milioni di euro per un’area di 25.000 m², le nuove infrastrutture del Centro Sustainable Energy di FBK consentiranno di testare e validare tecnologie per idrogeno e batterie fino alla scala dei megawatt. La partnership strategica tra UFI Hydrogen e FBK salda così la ricerca scientifica alla capacità manifatturiera, consolidando una filiera completa – dalla molecola al mercato – strategica per l’autonomia e la competitività energetica dell’Europa.
Per Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, delegato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, ‘l’inaugurazione del nuovo impianto produttivo e dello showroom tecnologico rappresenta un investimento in tecnologie strategiche per la transizione, capaci di creare competitività e posti di lavoro attorno alle grandi potenzialità dell’idrogeno. L’Italia ripone particolare attenzione all’idrogeno verde, allo sviluppo delle sue componenti. Il settore è stato interessato da importanti investimenti, anche attraverso il PNRR, e presenta grandi potenzialità per l’industria, l’automotive, i trasporti e il settore civile. Il Governo ha predisposto una strategia nazionale e sta rafforzando la centralità euro-mediterranea dell’Italia, anche attraverso progettualità come il Corridoio Sud dell’idrogeno e la dorsale italiana, nella prospettiva di uno sviluppo programmatico di questa fontè. ‘In questo percorso – aggiunge – si inserisce anche la predisposizione del disegno di legge delega sull’idrogeno, punto fermo per intervenire in modo organico sulla disciplina dello sviluppo del settore, sull’assetto regolatorio e sulle infrastrutture necessarie alla produzione e al consumo. La sfida dell’idrogeno si vince unendo ricerca, industria e territorio. Il Trentino rappresenta un esempio avanzato di questo modello di integrazione, anche grazie al vostro impegno e alla vostra visione”.
Secondo Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy: “L’inaugurazione di questo impianto non rappresenta soltanto l’apertura di un nuovo sito industriale, ma dimostra la capacità della filiera italiana dell’idrogeno di trasformare investimenti e innovazione in realtà produttive concrete. L’idrogeno può svolgere un ruolo importante per la sicurezza energetica e per la decarbonizzazione dei settori industriali più difficili da riconvertire. L’Italia dispone di competenze industriali, ingegneristiche e tecnologiche di eccellenza lungo l’intera catena del valore, e realtà come questa contribuiscono a rafforzare un ecosistema capace di creare sviluppo, innovazione e nuove competenze. E’ la conferma della necessità di proseguire in Europa sulla strada della neutralità tecnologica, offrendo alle imprese un quadro stabile per continuare a investire nelle tecnologie del futuro”.
Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, ha dichiarato che ‘l’inaugurazione del nuovo stabilimento di UFI Hydrogen rappresenta un momento importante per il Trentino e per il futuro della filiera italiana dell’idrogeno. E’ un luogo in cui ricerca, innovazione e produzione industriale si incontrano per sviluppare tecnologie strategiche per la sicurezza energetica, la decarbonizzazione e la competitività delle nostre imprese. Un investimento che genera anche occupazione qualificata, valorizza le competenze e contribuisce a riportare in Italia professionalità altamente specializzatè.
“Abbiamo voluto puntare con decisione su innovazione e ricerca, investendo in un settore strategico e con importanti prospettive di sviluppo come quello dell’idrogeno – le parole di Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia Autonoma di Trento -. Questa realtà dimostra la capacità del nostro territorio di attrarre investimenti, competenze e professionalità, generando nuove opportunità di crescita e occupazione e contribuendo, al tempo stesso, alla rigenerazione dell’areà.
Per Claudio Durigon, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ‘l’inaugurazione ad Ala di Trento del nuovo polo industriale dedicato alle tecnologie per la produzione di idrogeno rappresenta un importante investimento sul futuro del territorio e del nostro Paese. Il piano di sviluppo prevede 50 milioni di euro di investimenti entro il 2029 e una crescita dell’organico fino a 100 posti di lavoro. Sono numeri che significano soprattutto opportunità per i giovani: lavoro qualificato, possibilità di costruire il proprio futuro in Italia e condizioni per trattenere i nostri talenti e richiamare chi ha scelto di andare all’estero. E’ la dimostrazione che anche in Italia è possibile creare occupazione legata all’innovazione e alle tecnologie del futurò.
Walter Rizzetto, Presidente della Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati, ha dichiarato che ‘in un mercato del lavoro che cambia rapidamente servono innovazione, sviluppo e investimenti capaci di creare occupazione e competitività. La politica deve accompagnare le imprese che scelgono di investire in nuove tecnologie, creando le condizioni normative e gli strumenti necessari per favorirne la crescita. Resta centrale il tema del costo dell’energia, che continua a pesare su aziende e famiglie: occorre lavorare sulla diversificazione delle fonti e sulle nuove tecnologie, continuando nel frattempo a sostenere concretamente il sistema produttivo”.
Giorgio Girondi, Cavaliere del Lavoro, Presidente di UFI Hydrogen e Presidente del Gruppo UFI Filters, ha spiegato che ‘la storia di UFI è sempre stata guidata dalla capacità di guardare avanti, anticipare il futuro, investire nelle nuove tecnologie e trasformare una visione in industria. Con UFI Hydrogen abbiamo fatto una scelta precisa: non creare semplicemente una nuova divisione, ma una società dedicata, con competenze, management e investimenti propri. Crediamo che l’idrogeno e l’elettrochimica possano rappresentare una nuova frontiera industriale e vogliamo contribuire a costruirla dall’Italia, con tecnologia europea e ambizione globale. Le applicazioni non appartengono più soltanto al futuro: stanno già diventando realtà. Fincantieri ha recentemente varato Viking Libra, una nave da crociera che integra un sistema a celle a combustibile alimentato a idrogeno, mentre nell’aviazione sono già in corso importanti programmi per sviluppare sistemi di propulsione a idrogeno. Anche nel trasporto pesante camion a celle a combustibile stanno entrando progressivamente in sperimentazione e in utilizzo sulle strade europeè. ‘Credo che l’Europa debba guardare con grande attenzione a questo modello e creare le condizioni perchè l’idrogeno possa affiancare le altre soluzioni come vettore energetico addizionale, soprattutto nei settori più difficili da elettrificare. Se prodotto utilizzando energia rinnovabile, l’idrogeno permette di immagazzinare energia, trasportarla e renderla nuovamente disponibile quando e dove serve, senza emissioni di CO2 nel punto di utilizzo – ha aggiunto -. L’Europa non può limitarsi a inventare il futuro: deve anche produrlo. Tutto parte dall’acqua, l’elemento più semplice e vitale. Dall’acqua ricaviamo idrogeno e ossigeno e, attraverso l’idrogeno, possiamo nuovamente produrre energia. E’ un processo che ci riporta alla natura e che può aumentare la capacità energetica a nostra disposizione senza continuare ad affidarsi a petrolio e metano”.
Secondo Stefania Crotta, Direttore Generale Programmi e Incentivi Finanziari del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ‘l’idrogeno rappresenta uno dei componenti fondamentali del mix energetico per accompagnare la transizione ecologica. Dopo gli investimenti realizzati attraverso il PNRR, prosegue l’attuazione della Strategia nazionale sull’idrogeno. In questa direzione stiamo lavorando a una nuova misura, finanziata attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, che sarà coprogettata con territori e imprese. L’obiettivo è ampliare le opportunità per le aziende, sostenendo non solo l’utilizzo dell’idrogeno, ma anche l’efficientamento dei processi produttivi, la cattura del carbonio e l’integrazione delle fonti rinnovabili”.
Per Alfredo Becchetti, Presidente del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), ‘questo Polo rappresenta una visione concreta del futuro dell’energia. L’Italia deve superare una logica che considera separatamente le diverse fonti e tecnologie: è dalla loro integrazione che possiamo costruire una maggiore autonomia energetica, produrre energia pulita a costi più sostenibili e contrastare la povertà energetica, sostenendo famiglie, imprese, pubblica amministrazione e trasportì.
Marco Lazzaroni, CEO di UFI Hydrogen, ha osservato che ‘con l’inaugurazione della nuova sede e plant di UFI Hydrogen ad Ala diamo forma industriale a una visione tecnologica nata dalla ricerca e dall’innovazione. La MEA è il chip dell’elettrochimica: una tecnologia strategica sulla quale stiamo costruendo una piattaforma italiana ed europea per l’idrogeno e le fuel cell. Nell’era dell’intelligenza artificiale, la disponibilità di potenza energetica diventerà sempre più un fattore di competitività: la sfida è sviluppare tecnologie innovative capaci di rendere disponibile nuova capacità energetica in modo affidabile, programmabile e resiliente. Una piattaforma con applicazioni concrete nei settori hard-to-abate, nei data center, nella robotica umanoide, nei droni e nel trasporto pesante, portando la ricerca fino all’industrializzazione e contribuendo all’autonomia tecnologica ed energetica europea”.
Secondo Sandra Savino, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze: “Quello che inauguriamo non è soltanto un nuovo stabilimento produttivo, ma il risultato di un percorso iniziato diversi anni fa con un investimento nella ricerca che oggi si traduce in tecnologia, capacità produttiva, occupazione qualificata e sviluppo del territorio. Soprattutto è un esempio concreto di ciò di cui il nostro Paese ha bisogno: imprese capaci di investire e innovare, centri di ricerca di eccellenza, istituzioni in grado di creare le condizioni affinchè le idee possano diventare progetti industrialì.
Per Ferruccio Resta, Presidente della Fondazione Bruno Kessler, ‘nasce un ecosistema unico nel panorama nazionale, che unisce istituzioni locali, tessuto economico e ricerca, rafforzando la sinergia con l’Università di Trento. In un mondo in continua trasformazione, il nostro compito è dare alla conoscenza la forza di diventare capacità industriale e opportunità per le persone”.
Secondo Joanna Drake, Direttore Generale Aggiunto presso la Direzione Generale della Ricerca e dell’Innovazione della Commissione europea: “L’inaugurazione del nuovo impianto produttivo di UFI Hydrogen rappresenta un traguardo importante per un’azienda che, in soli tre anni, ha dimostrato una significativa capacità di crescita e innovazionè.

– foto ufficio stampa ItalCommunications –
(ITALPRESS).

Sanità, Giornata del farmacista, Dorigo (Haleon): “Centrale per il self-care responsabile”

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(Adnkronos) – Mantenersi in salute, noto come ‘self-care’ “non riguarda una specifica fascia di età, ma accompagna le persone lungo tutto l’arco della vita, rispondendo a bisogni diversi nelle diverse fasi: dai giovani agli adulti, dalle donne in gravidanza o menopausa fino alle persone più anziane. Crediamo che prendersi cura quotidianamente della propria salute, prevenire e intervenire correttamente sui disturbi minori contribuisce nel tempo a mantenere autonomia, benessere e qualità della vita, favorendo un invecchiamento in salute Per questo vogliamo contribuire a rendere le persone sempre più consapevoli e protagoniste del loro benessere, mettendo a loro disposizione soluzioni affidabili, informazione e competenze per compiere scelte appropriate. Si tratta di una visione coerente con il purpose di Haleon ‘Delivering better everyday health with humanity’, che mira a migliorare la salute quotidiana delle persone in ogni fase della vita”. Così Marco Dorigo, General Manager Southern Europe e Italia di Haleon, in occasione della Giornata del farmacista che i celebra oggi, 25 settembre sottolinea il ruolo di “uno dei professionisti sanitari più accessibili e vicini alle persone che rappresenta spesso il primo interlocutore a cui ci si rivolge per i bisogni di salute quotidiani. Il suo ruolo è centrale per rendere concretamente possibile un self-care responsabile: può orientare il cittadino verso la soluzione appropriata, supportarne il corretto utilizzo e riconoscere le situazioni che richiedono l’intervento del medico”. (VIDEO)   In questo contesto, l’automedicazione responsabile è “innanzitutto dare alle persone gli strumenti per comprendere quando e come possono gestire autonomamente un disturbo minore e quando, invece, è necessario rivolgersi a un professionista sanitario – spiega Dorigo – Per questo l’alfabetizzazione sanitaria è fondamentale: maggiore conoscenza e consapevolezza consentono di utilizzare correttamente le soluzioni disponibili e di prendere decisioni più informate sulla propria salute. Un self-care appropriato può avere anche un impatto positivo sul sistema sanitario: permette di gestire in autonomia le condizioni realmente self-treatable, liberando risorse e facilitando l’accesso ai servizi per chi ha maggiormente bisogno di assistenza medica. Come azienda leader nel self-care – aggiunge – sentiamo la responsabilità di contribuire a sviluppare questa cultura, andando oltre il prodotto e promuovendo prevenzione, informazione e comportamenti di salute consapevoli”.   Con l’evoluzione della farmacia di comunità, il ruolo del farmacista “sta diventando ancora più rilevante anche sul fronte della prevenzione, dell’educazione alla salute e dell’accompagnamento delle persone nelle diverse fasi della vita – osserva Dorigo – Per Haleon investire nella relazione con il farmacista significa quindi rafforzare un ecosistema del self-care basato su fiducia, competenza e prossimità, capace di generare benefici sia per le persone sia per la sostenibilità complessiva del sistema sanitario. Questo impegno si traduce anche in strumenti e iniziative dedicate ai professionisti della salute, come il nostro portale Haleon Health Partner – precisa – e nella collaborazione con società scientifiche e istituzioni accademiche, per favorire il confronto, la condivisione di competenze e una cultura del self-care sempre più informata e responsabile. A ottobre prenderà inoltre il via HaleOn Tour, un ciclo di incontri formativi rivolto ai farmacisti. Il programma – conclude – prevede anche una tappa ad Aprilia, uno dei principali siti di produzione che serve il Sud Europa. Un esempio concreto del dialogo continuativo che vogliamo costruire con la professione”. 
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