(Adnkronos) – “Non abbiamo bisogno che diventino tutti campioni, l’importante è che i ragazzi si muovano, facciano movimento”. È il messaggio lanciato da Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute, intervenuto alla Villa Comunale di Napoli per il '#BeActive MultiSport Village', il main event della Settimana Europea dello Sport, dove migliaia di ragazzi hanno avuto la possibilità di conoscere e sperimentare diverse discipline sportive. “È un pochino la filosofia dello sport, da una parte l’altissimo livello con la Coppa America a pochi metri da qua e, contestualmente, qui nella Villa Comunale, – ha detto Mezzaroma – questo bellissimo villaggio dedicato ai giovani, un appuntamento che offre ai ragazzi un’occasione straordinaria per cimentarsi in discipline diverse, ma soprattutto per stare insieme e socializzare fisicamente, non solo attraverso un device”. Proprio la possibilità di avvicinare i giovani a sport nuovi rappresenta, secondo Mezzaroma, uno degli elementi centrali dell’iniziativa. “Le nuove generazioni – ha continuato – cambiano i gusti, cambiano gli approcci, cambiano le preferenze rispetto alle discipline sportive. Alcune crescono, alcune diminuiscono, però l’importante è che ognuno prenda confidenza e cerchi di capire la disciplina verso la quale è più portato. Occasioni come queste sono basilari perché offrono un panorama di discipline in un contesto poi come quello della Villa Comunale di Napoli, che è magnifico”. La giornata sportiva si intreccia inoltre con l’attesa per la prima delle regate preliminari dell’America’s Cup, in programma nelle acque napoletane, a pochi metri dal villaggio #BeActive: “Noi, come co-organizzatori, abbiamo un dovere di imparzialità. Però ovviamente sono italiano, quindi una piccola preferenza per l’equipaggio di Luna Rossa ovviamente c’è. Però noi vogliamo che vada tutto per il meglio e sono sicuro che sarà così”, ha concluso Mezzaroma.
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Mezzaroma: “Non abbiamo bisogno che i ragazzi diventino tutti campioni, importante è che si muovano”
Caro voli, la Regione proroga lo sconto per i residenti in Sicilia
PALERMO (ITALPRESS) – La Regione Siciliana proroga fino al 30 novembre la misura contro il caro voli che prevede sconti sui biglietti delle tratte aeree nazionali per i residenti in Sicilia. Previsto l’ampliamento delle agevolazioni anche su alcune rotte di Wizz Air e la possibile introduzione di nuove rotte di Aeroitalia. “Andiamo avanti lungo il percorso avviato per sostenere concretamente la mobilità dei siciliani – dice il presidente della Regione, Renato Schifani -. La proroga rappresenta un importante elemento di continuità per una misura che punta a ridurre gli svantaggi derivanti dalla condizione di insularità e a sostenere il diritto alla mobilità con tariffe agevolate. La Regione ha previsto 13,5 milioni di euro annui, per gli esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028, da destinare al rimborso delle compagnie aeree convenzionate che applicano lo sconto. Nostro obiettivo è ridurre gli svantaggi e garantire un sistema di collegamenti aerei sempre più accessibile”.
“La proroga per tutti i biglietti dei voli fruiti fino al 30 novembre è una notizia importante per i cittadini siciliani perché ci consente di dare continuità al sostegno alla mobilità e permette a famiglie, studenti e lavoratori di programmare con maggiore serenità i propri spostamenti – dichiara l’assessore regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, Alessandro Aricò -. Stiamo lavorando per rendere già da dicembre questa misura sempre più semplice e immediata e, soprattutto, per ampliare il numero delle compagnie e dei collegamenti coinvolti. In questa direzione si inserisce la convenzione sottoscritta con Wizz Air che rappresenta un ulteriore passo avanti: l’obiettivo è dare ai residenti la possibilità di usufruire dello sconto direttamente nella fase di prenotazione”.
Fra le novità più importanti anche l’incremento della rete di collegamenti diretti nazionali che consentirà di estendere il beneficio a numerose tratte aeree da e per la Sicilia. Il dipartimento regionale delle Infrastrutture ha firmato la convenzione con Wizz Air per l’applicazione del contributo regionale attraverso uno sconto diretto sul prezzo dei biglietti per i residenti in Sicilia: la convenzione prevede che il contributo venga anticipato dalla compagnia, sotto forma di sconto, direttamente al momento dell’acquisto e l’effettiva applicazione della riduzione sui sistemi di vendita Wizz Air decorrerà dall’attivazione tecnica della relativa funzionalità. Le rotte Wizz Air interessate sono su Palermo, le tratte Bologna, Milano, Napoli, Pisa, Roma, Torino e Venezia; su Catania, quelle per Bologna, Milano, Roma, Torino, Venezia e Verona; su Comiso e su Lampedusa per Milano. Intanto, la compagnia Aeroitalia, che già applica lo sconto sui collegamenti con Roma e Milano da Palermo e Catania, ha manifestato il proprio interesse ad stendere la misura alla tratta Catania – Bergamo, già operativa, e alle nuove tratte che saranno istituite da Comiso verso Pisa, Napoli e Venezia.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Musei, ‘Pegaso – Il Cavallo alato’ di Bonanno Conti al Magma di Catania grazie a Fondazione Antonio Presti
(Adnkronos) – Magma, il Museo a cielo aperto di arte contemporanea nel quartiere Librino di Catania, si arricchisce di una nuova opera donata alla comunità dalla Fondazione Antonio Presti: la scultura “Pegaso – Il Cavallo alato” dell’artista Antonello Bonanno Conti. L’inaugurazione si svolgerà martedì 13 ottobre 2026 alle ore 10.00 nello slargo antistante l’Istituto comprensivo Campanella Sturzo, viale Bummacaro 6, alla presenza della stampa, delle istituzioni e di tutte le scuole e associazioni del quartiere. Protagonisti della giornata saranno i bambini e le mamme di Librino che hanno contribuito alla realizzazione di 5 mila manufatti che verranno collocati lungo la nuova installazione che prenderà il nome di “La Porta di Pegaso”, come conclusione di un percorso partecipativo con tutte le scuole del quartiere. Sarà presente anche la poetessa e scrittrice Maria Attanasio, da tempo coinvolta nel percorso culturale ed educativo promosso dalla Fondazione. Il nuovo progetto rientra nella “politica della bellezza” come codice educativo portata avanti da anni dalla Fondazione Antonio Presti, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo della persona e l’integrazione dell’individuo nella società. ''L’artista, quando sceglie la via della bellezza, del rigenerare e del restituire, trova il senso nella condivisione con la comunità – dichiara Antonio Presti –. Noi l’abbiamo fatto in tutti questi anni attraverso i nostri laboratori e processi artistici, dove l’opera d’arte non è il cosiddetto manufatto, ma tutti gli abitanti che abitano il quartiere di Librino. La visione di un cavallo alato, costruito in acciaio specchiante col sole, parlerà al cuore dei bambini di Librino e ogni volta che un bambino passerà da quel luogo dove c’è il Pegaso, anche solo per un attimo, dovrà interrompere il collegamento col suo ordinario, a volte depresso, e collegarsi a una straordinaria visione che porta allo stupore e alla meraviglia del racconto del sogno. Questo è il nutrimento dell’anima della politica della bellezza''. La nuova opera “Pegaso – Il Cavallo alato” entra nel percorso di Magma, il Museo a cielo aperto che da trent’anni a Librino trasforma strade, muri e spazi urbani del quartiere in luoghi d’arte, partecipazione e identità collettiva. L’inaugurazione non rappresenterà soltanto la presentazione di una scultura, ma il momento culminante di un processo condiviso che ha coinvolto artisti, scuole, bambini, insegnanti e famiglie.
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Papa: “Stop a corsa armamenti, possesso armi nucleari non è garanzia di sicurezza”. Macron: “La Francia è dalla parte della pace”
(Adnkronos) – “Desidero assicurarvi, Signor Presidente, Signore e Signori, che la Francia è molto spesso al centro delle preghiere del Papa, che non dimentica le sue origini familiari normanne e bearnesi”. Papa Leone XIV in Francia ha esordito così nel suo intervento alle autorità e alla società civile. “Si sta diffondendo sempre più la convinzione, errata, che il possesso di armi nucleari costituisca una garanzia di sicurezza, alimentando una nuova corsa agli armamenti difficilmente controllabile. In realtà, la pace non è un equilibrio di forze, ma si costruisce ogni giorno attraverso il dialogo e la giustizia”, ha detto il Pontefice dopo il faccia a faccia all’Eliseo con il presidente francese Emmanuel Macron. Il Papa ha quindi esortato “a non rassegnarvi mai alla prospettiva di una guerra considerandola “inevitabile”, ma a promuovere senza sosta il dialogo e la diplomazia, al fine di preservare società pacifiche, rispettose della dignità e dei diritti della persona e dei popoli”. Leone, parlando alle autorità francesi, ha rivolto lo sguardo “a tutte quelle popolazioni colpite dalle conseguenze dei conflitti e a tutti coloro che sono afflitti dal flagello della guerra”. Ed ha ammonito: “Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a tali sofferenze che feriscono la dignità umana e gridano giustizia a Dio. La gravità di queste situazioni deve interpellarci e chiama ciascuno, là dove si trova, a una vera conversione del cuore e a un cambiamento di atteggiamento”. “È riconoscendo umilmente il bisogno che abbiamo gli uni degli altri – ha detto – che potremo insieme impegnarci maggiormente nella costruzione della civiltà dell’amore nel cuore del nostro mondo, diventato così complesso e interdipendente”. “Al tempo stesso – ha osservato citando la Pace in terris – come affermava già al suo tempo il mio santo predecessore Giovanni XXIII, ‘giustizia, saggezza ed umanità domandano che venga arrestata la corsa agli armamenti, si riducano simultaneamente e reciprocamente gli armamenti già esistenti; si mettano al bando le armi nucleari; e si pervenga finalmente al disarmo integrato da controlli efficaci’”. “Di fronte ai rumori di guerra e alle crisi multiformi che scuotono il nostro mondo, la Francia ha la vocazione di rimanere un instancabile artefice della pace e del multilateralismo, in particolare all’interno della nostra cara Europa. Possa la Francia, fedele ai propri valori, tracciare il solco di una pace disarmata e disarmante, e offrire con responsabilità il proprio insostituibile contributo a favore della pace”, l’appello del Pontefice. Il Papa ha dato voce alle sue preoccupazioni parlando alle autorità francesi e alla società civile. “A volte – ha affermato – constato con preoccupazione le attuali derive delle società che rischiano di distorcere la scienza e la tecnologia trasformandole in imprese lucrative che favoriscono le manipolazioni genetiche, la maternità surrogata, l’acquisto di organi o l’offerta di una morte programmata”. Papa Leone, nel suo intervento, ha messo in guardia dalla “tentazione di aspettarsi dalla scienza una soluzione e un conforto per tutte le nostre sofferenze. Il rischio è spesso quello di cadere nell’illusione. Quando la scienza e la tecnologia non sono guidate dalla coscienza, possono proporre soluzioni immediate che sembrano rispondere ai desideri e alle sofferenze degli uomini e delle donne, ma che in realtà possono allontanarli gravemente dal bene a cui aspirano profondamente”. “Non dimentichiamo che il rispetto reciproco e la tutela della vita di ogni persona umana sono una responsabilità di ciascuno e di tutti, che inizia con una conversione dell’intelletto e del cuore e richiede un impegno reale e disinteressato verso i nostri fratelli e le nostre sorelle”, ha detto Prevost. “Una giusta laicità – ha sottolineato – non consiste nell’escludere la religione dalla sfera pubblica o dall’istruzione, ma nell’impegnarsi affinché lo Stato e le istituzioni religiose dialoghino tra loro e uniscano le loro forze al servizio del bene comune, affinché il mondo abbia la vita”. A questo proposito, il Pontefice ha espresso il suo “apprezzamento per il lavoro svolto nell’ambito dell’Istanza di dialogo tra la Santa Sede, la Chiesa cattolica in Francia e il Governo francese. Effettivamente, l’instancabile opera della Chiesa cattolica, attraverso la ricchezza delle sue espressioni e istituzioni, è certamente preziosa e lodevole per il benessere dell’intera società. Tali scambi illustrano in modo molto positivo quella sana complementarità che è stata riaffermata durante il Concilio Vaticano II, nel senso che la comunità politica e la Chiesa, anche se a titolo diverso, sono a servizio della vocazione personale e sociale degli stessi uomini. Esse svolgeranno questo loro servizio a vantaggio di tutti in maniera tanto più efficace, quanto più coltiveranno una sana collaborazione tra di loro”. "La Francia è dalla parte della pace, del multilateralismo proattivo, del rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. E siamo dalla parte di questa causa ovunque, senza doppi standard, con coerenza e fermezza. Perché una vita è una vita e tutti i popoli devono essere difesi. Questa lotta per la pace è inseparabile dalla lotta per la dignità umana e dalla lotta contro l'ingiustizia", ha dichiarato Macron intervenendo dall'Eliseo dopo l'incontro con Leone XIV. "Ovunque, sono sempre i più vulnerabili a pagare il prezzo delle crisi e dei conflitti che costringono tante donne e tanti uomini a fuggire dal proprio Paese", ha proseguito. "La pace è anche l'orizzonte verso cui lavoriamo insieme. Lei – ha detto, rivolgendosi al Papa – ha incentrato i primi mesi del suo pontificato su una pace che disarma e favorisce il disarmo, un'esigenza che assume particolare forza in un momento in cui la guerra devasta il nostro continente e le tensioni e i conflitti riemergono ovunque. Questa esigenza ci ricorda anche che la pace è più del silenzio delle armi e che presuppone giustizia, sicurezza, rispetto dei diritti umani, sovranità delle nazioni e diritto dei popoli all'autodeterminazione", ha affermato il presidente francese. Nel corso del suo intervento Macron ha anche sottolineato che la laicità francese "non è in alcun modo la negazione della religione". "La Repubblica ritiene suo dovere permettere a ogni persona, in coscienza, di pensare ed esprimere il proprio punto di vista in ogni ambito della vita, di credere o non credere sia in privato che in pubblico, purché rispetti le leggi", ha dichiarato. Sottolineando il "grande onore" della visita del Papa in Francia, Macron ha anche evidenziato che la Repubblica sta combattendo la "recrudescenza" degli ultimi anni di "insopportabili" atti antireligiosi, siano essi rivolti a cattolici, ebrei o musulmani. "Negli ultimi 15 anni, purtroppo, si è assistito a una recrudescenza di atti commessi contro la proprietà o le persone a causa della loro religione, e queste intollerabili manifestazioni di intolleranza colpiscono al cuore la fede cristiana. Anche le comunità ebraica e musulmana ne sono vittime", ha aggiunto Macron. "Questa è una battaglia essenziale che stiamo combattendo" per coltivare "menti tolleranti", ha proseguito il presidente, aggiungendo: "La ricerca della pace su tutti i fronti è una necessità esistenziale".
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Malagò su caso tesseramento: “Situazione che ha poco a che fare con sport”
(Adnkronos) – "Caso tesseramento? Dispiace, lascia amareggiati perché ci sono situazioni che con lo sport hanno poco a che fare. Mi sembra tutto molto chiaro, i pensieri e le opinioni. La stragrande maggioranza di chi rappresenta i media e non solo ha le idee molto chiare e ha fatto presente i desiderata". Lo ha detto Giovanni Malagò, presidente Figc, a margine della presentazione del progetto "Il calcio torna in piazza" a Roma, in merito alla vicenda tesseramento. Malagò sarà questa sera all'Olimpico per Italia-Belgio dove sarà presenta anche il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio o il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi. "Se ci sarà un chiarimento? Da parte mia la situazione è stata esternata, non vedo durante una partita cosa vuol dire avere un chiarimento. In queste occasioni si deve solo parlare di calcio, poi è normale che sia seduto vicino al presidente del Coni e al ministro dello sport", conclude. "Se ho parlato con Galliani? Non ci ho parlato ma i consigli sono sempre ben accetti. Con lui ho un ottimo rapporto", ha aggiunto Malago' sulle voci che vorrebbero Adriano Galliani in lizza, in caso di commissariamento della Figc, come possibile commissario. Sul tema è intervenuto anche Claudio Ranieri, dt azzurro e presidente del Club Italia: "Se mi pesa l’incertezza dei vertici federali? No, nemmeno nella programmazione. Noi andiamo avanti, sono uomo di campo e dobbiamo fare bene in campo. Gli altri facessero quello che reputano giusto. Io mi occupo di tante cose, alcune più da vicino, altre meno, perché il lavoro è tantissimo. Per fortuna ho validi sostituti che possono aggiornarmi su tutte le materie”.
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Campagna itinerante di Legambiente ad Anzola dell’Emilia, 46ma tappa insieme al Conou
(Adnkronos) – L’economia circolare passa per la virtù di filiere capaci di trasformare rifiuti industriali pericolosi, come l’olio minerale esausto, in risorsa: è da questa gestione strategica degli speciali che dipende la piena affermazione di un modello sostenibile di produzione e consumo. A ricordarlo è Legambiente che ha scelto la Montieco Srl, dal 1984 storico concessionario del Conou (Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati) di Anzola dell’Emilia (Bologna), come protagonista della quarantaseiesima tappa della campagna itinerante “I Cantieri della Transizione Ecologica”, dedicata ai progetti e alle innovazioni che rendono concreta la transizione ecologica nel nostro Paese. Con quasi 65 anni di storia alle spalle, lo stabilimento ha ampliato il proprio raggio d'azione dalla sola raccolta di emulsioni e oli minerali usati fino alla gestione completa dei rifiuti industriali (pericolosi e non pericolosi). Oltre a raccogliere, recuperare e rigenerare ogni anno 5.400 tonnellate di olio minerale esausto, la struttura fornisce infatti attività di bonifica, assistenza normativa e operativa a 6.000 imprese della zona. I dati testimoniano l'impatto concreto dell'impianto sul territorio: il 59% dei rifiuti speciali viene sottratto alla discarica e reimmesso nei cicli produttivi, risparmiando l’uso di nuove materie prime. Un processo dinamico garantito anche dalla rapidità dei flussi: i materiali stazionano in media appena 30 giorni, a fronte del limite massimo di sei mesi stabilito dalle prescrizioni Aia. Sviluppato su una superficie di 10.000 mq con una capacità di stoccaggio di 2.500 tonnellate, l'impianto garantisce il presidio del sottosuolo e delle falde acquifere. Ciò è assicurato dall'assenza di stoccaggio direttamente a terra: i rifiuti sono gestiti all'interno di aree pavimentate in calcestruzzo con rete elettrosaldata, dotate di pavimentazioni impermeabili, guaine protettive, pendenze e sistemi di raccolta e trattamento delle acque creando una barriera di contenimento che previene dispersioni o sversamenti nell’ambiente. Un sito 'virtuoso' si avvale anche di impianti orientati alla sostenibilità e all’efficienza energetica: qui si recuperano 1.200 m³ all'anno di acque meteoriche destinate ad usi tecnici (tra cui il rifornimento della vasca antincendio) riducendo il consumo della risorsa idrica; si autoproduce energia elettrica tramite un impianto fotovoltaico da 75 kWp installato sul tetto dell’edificio principale; si impiegano esclusivamente mezzi Euro 6 per la logistica e il trasporto dei rifiuti, che permette di ridurre le emissioni e contenere l'impronta ecologica delle attività. "L’olio minerale esausto, se smaltito in modo scorretto, può contaminare il sottosuolo, i corsi d’acqua e le falde acquifere, con gravi danni all’ambiente e agli ecosistemi – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente –. Per questo è fondamentale affidarne la gestione a operatori qualificati e autorizzati, per la piena affermazione di un modello sostenibile di produzione e consumo. Il Conou è l’emblema di una filiera trasparente, tracciabile e radicata nel territorio, che dimostra come una minaccia ambientale possa tramutarsi in risorsa, azzerando l'uso di materie prime e sprechi, riducendo la dipendenza dalle fossili, tagliando le emissioni di CO₂, garantendo al nostro Paese una leadership mondiale sull’economia circolare di un rifiuto pericoloso”. "Il Conou, – dichiara Riccardo Piunti, presidente del Conou – è un’eccellenza mondiale nell’economia circolare, perché raccoglie e rigenera la totalità dell’olio usato nel Paese, fino all’ultima goccia. La Rigenerazione totale non avviene solo in virtù di impianti di riciclo di Qualità, ma parte da una Raccolta ben organizzata e da un’attenta selezione degli oli raccolti. I nostri Concessionari, come Montieco, fanno questo lavoro con passione, cura e grande attenzione all’ambiente; da ciò nasce l’Eccellenza del nostro Paese in questa Filiera". I Cantieri della Transizione Ecologica: una campagna di Legambiente che ha preso avvio a maggio 2023 con l’obiettivo di raccontare la diffusione della transizione ecologica in Italia, attraverso le storie di cantieri, progetti e innovazioni che investono su sostenibilità ambientale ed economia circolare. È possibile conoscere il percorso della campagna sul sito cantieridellatransizione.legambiente.it, che raccoglie con approfondimenti, foto e video tutti gli aggiornamenti dei percorsi virtuosi messi in atto da imprese, comunità e amministrazioni per contrastare la crisi climatica, promuovere la circolarità e costruire un futuro migliore.
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Formula 1, oggi qualifiche Gp Baku – Diretta
(Adnkronos) – La Formula 1 torna in pista. Dopo il successo del leader del Mondiale piloti Kimi Antonelli nel Gran Premio di Madrid, si corre il Gp dell'Azerbaigian. Oggi, venerdì 25 settembre, tocca alle qualifiche per il quindicesimo appuntamento della stagione F1, che andrà in scena sul circuito cittadino di Baku. Nella classifica mondiale Antonelli guida con 81 punti di vantaggio sul compagno di squadra alla Mercedes George Russell e 101 sul ferrarista Lewis Hamilton.
Dove vedere le qualifiche del Gran Premio? Tutti gli appuntamenti del Gran Premio dell'Azerbaigian, qualifiche comprese, verranno trasmessi in diretta da Sky su Sky Sport F1 (canale 207) e in streaming su Sky Go e Now. Le qualifiche e la gara saranno visibili anche in chiaro su Tv8, ma in differita, rispettivamente venerdì 25 settembre alle 17 e sabato 26 settembre alle 16. I piloti torneranno poi in pista domani, sabato 26 settembre per il Gran Premio in programma alle 14.
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Roberto Floreani alla Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei di Milano, viaggio nella spiritualità: “L’Arte per raggiungere stati superiori di coscienza”
(Adnkronos) – La Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei di Milano e Isorropia Homegallery inaugurano il 5 ottobre la mostra personale dell’artista e saggista Roberto Floreani dal titolo ‘La Via Astratta’, curata da Luigi Codemo. Una sede quasi naturale per le opere di Floreani, già ‘Artista dell’Anno 2024’ (secondo il sondaggio nazionale della rivista Artuu) e oggi protagonista di spicco dell'Astrattismo in Italia, che ha fatto della spiritualità un tratto distintivo della sua poetica, già nella dichiarazione di intenti. "L'opera d'arte può essere veicolo di un messaggio di natura spirituale", dice Floreani, “verso stati superiori di coscienza”. L'artista ha realizzato opere site-specific che contaminano e si contaminano con la collezione della GASC, in un viaggio nell’interiorità attraversato da forme e colori in dialogo continuo con la collezione permanente del museo. L’esposizione, che sarà aperta al pubblico fino all’8 novembre, si pone in continuità con ‘Soglie. Tempo del prima – Tempo del poi’, mostra realizzata da Floreani nel 2025 al Museo Diocesano di Vicenza in occasione del Giubileo.
Alla GASC saranno esposte oltre venti opere, anche di grande formato, che ripercorrono i vari periodi creativi dell’artista: dai Ritmati alle Costellazioni fino alle Soglie
. Tra queste figurano lavori recenti e totalmente inediti, caratterizzati da un quadrato centrale sdoppiato sia nella struttura che nelle scelte cromatiche (FOTOGALLERY). Le opere raccontano oltre quarant'anni di attività di Floreani, basata su una tecnica pittorica con complesse stratificazioni materiche che danno vita a forme geometriche come cerchi, quadrati, rettangoli e ovali. Su basi dai toni calmi e terrosi, come il grigio e il marrone, si accendono improvvisamente rossi vibranti, arancioni e l'iconico Klein Blu, generando un potente contrasto visivo tra la ruvidezza dei materiali e la perfezione della geometria. In un colloquio con l’Adnkronos l’artista Floreani ricostruisce la genesi del progetto. “Un’interpretazione ormai diffusa soprattutto in Italia – che condivido appieno, pur se minoritaria – circa la paternità storica dell’Astrattismo, vuole Giacomo Balla come capostipite grazie alle sue Compenetrazioni iridescenti del 1912, scalzando l’intoccabile Vasilij Kandinskij, in quel periodo indaffarato in tutt’altro e che approderà alle forme compiutamente astratte (e non espressioniste-astratte) solo verso il 1920”. “La Via (italiana) Astratta – spiega l’artista – è quindi quella che parte da Balla, in Italia, nel ’12 e che mi sento (e mi viene riconosciuto) di rappresentare fino ad oggi attraverso le esperienze di decine e decine di artisti che, negli anni, hanno portato avanti questa ricerca: dal Gruppo Como agli astrattisti della Galleria del Milione negli anni ’30 e poi via via fino ad oggi attraverso le ricerche di artisti come Magnelli, Dorazio, Accardi e molti altri. Un flusso ininterrotto, prolifico da oltre un secolo, quindi”. “Integrare compiutamente le mie opere astratte in una collezione monumentale di versante soprattutto figurativo è la mia sfida complessa che rende unico questo progetto espositivo museale rispetto a tutti quelli che l’hanno preceduto. Si è trattato di compensare pieni e vuoti, di cambiare anche formati nel sostituire le opere della collezione per fare posto alle mie (una ventina, anche di grande formato) in modo che il confronto tra ricerche diverse divenisse allettante e propositivo, che le differenze non apparissero divisive ma fossero incentivate dal confronto”. “Tutte le serie declinano una ricerca comune e personalissima sulla materia caratterizzata da una corposa stratificazione (fino a venti livelli per opera) che si definisce poi nelle forme dei Concentrici, serie di cerchi – appunto – che completano la campitura formale delle opere. Laboriosa, progressiva sequenza che rappresenta una sorta di base comune molto riconoscibile che conduce poi ad una finalizzazione geometrica e cromatica differente tra Soglie, Ritmati e, appunto, Costellazioni”. “Ogni progetto espositivo rappresenta un mondo di mezzo tra la mia ricerca precedente e quella attuale, proiettata però verso la prossima evoluzione. Quindi La Via Astratta contiene al suo interno tutta la mia esperienza pittorica e la mia poetica di questi oltre quarant’anni dalla mia prima personale dell’85”. “I materiali che compongono le stratificazioni fanno parte di una tecnica mista di mia concezione che caratterizza tutte le opere, un policomponente che può raggiungere stati di aggregazione molto diversi tra loro: da quello pressoché liquido delle colature, al semiliquido delle increspature e quello pastoso dei rilievi”. “Determinare un significato all’opera è probabilmente meno rilevante che lasciarsi condurre fisicamente nella sua realizzazione fino all’esito finale. Così facendo diventa Arte-Vita, un’unica cosa, una componente salvifica, uno stimolo continuo ad interrogarsi e ad interrogare il mondo”. “Storicamente l’Astrattismo, fin dalle sue origini, ha sempre mantenuto un afflato con l’interiorità, con l’introspezione e, sulla medesima lunghezza d’onda, la mia ricerca può diventare un indicatore, una soglia di resistenza all’impoverimento spirituale del mondo contemporaneo, una sollecitazione a riprendere un’interiorità smarrita contrapponendosi alla presenza ormai dominante di un materialismo opaco. Proprio in questa direzione si può collocare anche questa mia mostra a Milano alla Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei, dove i riferimenti ad una dimensione interiore vengono ribaditi con forza, citando anche il mio progetto del 2025 al Museo Diocesano di Vicenza dove il rilievo veniva dato – anche nella titolazione Soglie. Tempo del prima – Tempo del poi – appunto alla serie pittorica delle Soglie intese come limite per il passaggio, per l’ascensione verso stati superiori di coscienza”. “Ogni artista segue la propria strada e i propri intenti a sua immagine. Comunque sia, va notato come, soprattutto in ambito astratto, molti artisti abbiano invece ritenuto indispensabile definire la propria ricerca: basti ricordare gli scritti di Balla (Tutto si astrae), Kandinskij (Lo Spirituale nell’arte), Mondrian e Malević, con la sua memorabile intuizione secondo cui “l’astrazione è un dominio sulle forme nella natura” e moltissimi altri, a tutte le latitudini e fino ai giorni nostri come, ad esempio, con Peter Halley e i suoi Scritti sull’Arte. In prima persona mi sono cimentato pubblicando il saggio Astrazione come Resistenza, pubblicato nel 2021, considerato il primo saggio sull’Astrattismo in Italia dai tempi di Kn di Carlo Belli, pubblicato nel ’35”. “Quanto all’incongruità nell’interpretazione critica verso la mia ricerca, non mi è mai capitato in misura clamorosa dal momento che una volta decisa la collaborazione, si è trattato di una crescita condivisa all’interno del progetto”. “Credo che il dominio del prezzo sul valore riguardi il mondo contemporaneo in generale – arte inclusa, quindi – e che questo possa essere visto con chiarezza. Molti attingono all’opera-record venduta all’asta, ma quasi nessuno di loro sa riferire quell’importo all’opera stessa, trasferendo quindi il rilievo non tanto al valore bensì al suo prezzo sul mercato. Tendenza anticipata e teorizzata del resto già oltre mezzo secolo fa con il saggio seminale La Società dello Spettacolo di Guy Débord nel ’67”. “Quanto all’interpretazione individuale, l’Astrattismo è – tra tutte – l’arte più democratica che esista, perché, trattandosi ad ultima istanza della traduzione sulla tela degli stati d’animo dell’artista, ognuno vi può – se vuole – trasferire i propri, utilizzando quindi l’opera come attivatore della propria sensibilità. L’Astrattismo può essere quindi una sorta di detonatore spirituale per ognuno di noi”. “In quasi mezzo secolo di attività non ho mai cancellato un’opera né mai aggiunta o sostituita all’interno di una delle mie personali: mi cimento quindi nella realizzazione solo dopo aver “ascoltato” il livello di motivazione che sento nel farla, attimo dopo attimo, strato dopo strato, fino all’esito finale. Non so se più amata, certo ce ne sono di più significanti, come il primo Concentrico del 2002 ad esempio, che rappresenta ancor oggi la mia “sigla” distintiva in ambito artistico, o la prima Soglia, più recentemente, o le varie declinazioni che via via hanno preso i Ritmati”. “Riguardo alla sofferenza – aggiunge – nella realizzazione dell’opera non la provo mai: non ricordo di essere uscito dallo studio dopo aver dipinto in condizioni psicologiche peggiori di quelle che avevo prima d’iniziare”. “In una società alla ricerca disperata di visibilità – i purtroppo famosi15 minuti di celebrità di cui parlava Warhol – si assiste ad un appiattimento sul consenso, ad un allineamento sulle parole d’ordine di quella ‘neolingua’ presagita da Orwell nel suo racconto 1984. Una deriva che esclude il pensiero originale, la considerazione profonda, che privilegia un’omologazione sospetta, il più delle volte ipocrita. L’invito che posso fare è di non temere l’inattualità, il pensiero controcorrente, divenuti soprattutto oggi indice d’indipendenza e di ricerca di verità, imprescindibili nell’Arte e nella vita”. In occasione della mostra ‘La Via Astratta’ alla GASC di Milano è stato realizzato un catalogo della collana del museo con testi di Luigi Codemo e Luca Siniscalco.
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Neurochirurgia, Fornari: “Tecnologia e pazienti consapevoli migliorano la cura”
(Adnkronos) – "Oggi i pazienti sono molto più consapevoli: possono informarsi facilmente sulle diverse possibilità di trattamento e conoscere le competenze e i risultati dei medici che li seguono. Qualcuno può aver vissuto questo cambiamento con fastidio, io invece lo considero una cosa straordinaria. Una maggiore consapevolezza ha rafforzato il rispetto reciproco e la fiducia tra medico e paziente: chi si affida a un professionista sa meglio chi ha di fronte, quali sono le sue competenze e quali risultati ha ottenuto". Così Maurizio Fornari, past president della Società italiana di neurochirurgia (Sinch), in occasione del 75esimo congresso nazionale della Sinch a Catania. Profondo anche il cambiamento nella formazione dei medici. "Fino a ieri bisognava viaggiare per il mondo per imparare nuove tecniche – prosegue – Oggi è la tecnologia, dalla robotica ai sistemi di visualizzazione informatizzati, a entrare nelle case dei professionisti. Questo ha portato un miglioramento straordinario delle competenze, anche dal punto di vista geografico". Un effetto che, secondo Fornari, ha di fatto annullato le distanze tra le due metà del Paese. "Da questo punto di vista Nord e Sud Italia sono ormai allo stesso livello. Questo congresso a Catania celebra una delle eccellenze del Mezzogiorno, che non ha nulla da invidiare a quanto si fa nel Nord. La tecnologia è qualcosa che equalizza e migliora la professione", conclude.
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Garbossa (Molinette): “Ai preziosa in Neuroncologia, ma decide il chirurgo”
(Adnkronos) – "La neuro-oncologia è una delle branche che si sta sviluppando maggiormente in tutti gli ambiti neurochirurgici, e l'intelligenza artificiale può essere un validissimo strumento, che deve però essere sempre guidato dal chirurgo". Così Diego Garbossa, direttore della Clinica Neurochirurgica Molinette e Città della Salute di Torino e professore ordinario di Neurochirurgia all'Università di Torino in occasione del 75esimo congresso nazionale della Sinch a Catania. "Il congresso raccoglie tutte le principali branche della disciplina – osserva Garbossa -. Io sono stato chiamato a discutere di intelligenza artificiale e di neuro-oncologia e questo consesso ha anche il compito di cercare di capire che senso dare all'utilizzo di questo nuovo strumento, che fa già parte del nostro bagaglio ma che deve essere sempre guidato dal chirurgo, come del resto tutta la chirurgia".
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