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Inaugurato a Canicattì il murale dedicato ad Antonino e Stefano Saetta

CANICATTI’ (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – “La memoria è uno strumento fondamentale per costruire una consapevolezza diffusa dei valori della legalità e del rispetto delle istituzioni. Per questo assume un significato particolare l’inaugurazione, all’istituto scolastico Verga di Canicattì, del murale dedicato al giudice Antonino Saetta e al figlio Stefano, uccisi dalla mafia 38 anni fa”. Così l’assessore regionale al Territorio e all’ambiente Giusi Savarino, intervenuta alla cerimonia nel comune agrigentino, su delega del presidente della Regione Renato Schifani.

“L’iniziativa, a conclusione della “Settimana della legalità” – prosegue l’assessore – nasce da una proposta che avevo sottoposto all’attenzione del presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno, che ringrazio per la sensibilità dimostrata, nell’ambito del progetto regionale “Murales della legalità”. La scelta di dedicare un’opera alla memoria di Antonino e Stefano Saetta, barbaramente uccisi insieme, rappresenta un importante momento di riflessione e di testimonianza”. “Desidero rivolgere un ringraziamento alla famiglia Saetta, alla preside Ausilia Corsello, all’amministrazione comunale, al presidente del consiglio comunale Mimmo Licata e ai consiglieri Federica Manna e Marcello Cipollina – sottolinea l’assessore Savarino – per avere condiviso il progetto e per avere individuato proprio una scuola come luogo destinato a ospitare questa opera. Portare questa testimonianza all’interno di un istituto scolastico significa affidare alle nuove generazioni il compito di conoscere e custodire una pagina importante della storia della nostra terra”.

– foto ufficio stampa Regione Siciliana –

(ITALPRESS).

Omicidio Meredith, Amanda Knox: “Non faccio ironia, i suoi familiari si sentono feriti dalla persona sbagliata”

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(Adnkronos) – "Io non faccio ironia su un omicidio. La famiglia di Meredith ha perso una figlia e una sorella nel modo più atroce possibile e quindi sono giustificati nel sentirsi per sempre arrabbiati. Però mi spiace che si sentano feriti dalla persona sbagliata". Così Amanda Knox, in un'intervista esclusiva con Silvia Toffanin a Verissimo, in onda domenica 27 settembre, torna a parlare della sua vicenda a quasi vent'anni dal delitto di Perugia. Per la prima volta ospite in tv con il marito Christopher e i figli Eureka ed Echo, Amanda Knox risponderà a tutte le domande sul caso, a partire dalle polemiche legate al suo recente spettacolo di stand-up comedy 'Cartwheel', nel quale racconta la sua storia personale. "L'idea che il mio messaggio sia quello di normalizzare la violenza contro le donne è falsa", dice. "Ogni volta che parlo di quello che è successo a me, parlo anche di quello che è successo a Meredith. Il fatto che nessuno ricordi il nome della persona che l'ha violentata e uccisa è una tragedia". Detto questo, "io penso che questa sia una storia di misoginia: a Meredith è stata tolta la vita come se non valesse niente e io sono stata messa in carcere come se non valessi niente, quando eravamo entrambe innocenti". Parlando poi del rapporto con Raffaele Sollecito, dice: "Ci vogliamo ancora bene. Quando sono tornata in Italia abbiamo fatto finalmente il viaggio a Gubbio che dovevamo fare quella mattina. Lui spingeva il passeggino di mia figlia. Un artista di strada si è avvicinato e gli ha chiesto se la bambina fosse sua, ma lui ha risposto di no. In quel momento mi è venuto in mente che le nostre vite avrebbero potuto essere diverse". Quanto a Patrick Lumumba, rivela: "Gli ho chiesto scusa perché è stato messo in carcere, ha perso il suo locale e ha perso tanto, ma le mie scuse non gli bastano". In studio, infine, il marito Christopher ha commentato: "Penso che Amanda sia la persona più coraggiosa che io conosca. Sono veramente orgoglioso di lei. Giorno dopo giorno mi ricorda come posso essere una persona migliore e più forte". 
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Ferrero: Azienda, ‘sottoscritta ipotesi accordo integrativo, trattative in clima positivo’

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(Adnkronos) – "Al termine di una settimana di confronti costruttivi, oggi si è concluso un percorso che ha portato alla sottoscrizione dell’ipotesi di rinnovo dell’Accordo Integrativo Aziendale tra Ferrero e le Segreterie Nazionali di Fai, Flai, Uila, il Coordinamento delle Rappresentanze Sindacali Unitarie e della Rete Commerciale, con la partecipazione delle segreterie regionali e territoriali di Fai, Flai e Uila. Le trattative, avviate nei mesi precedenti, si sono svolte in un clima positivo e di reciproco rispetto dei ruoli, consentendo di raggiungere un’ipotesi di accordo frutto di un dialogo aperto e partecipato. L’intesa verrà sottoposta dalle Organizzazioni Sindacali al vaglio delle lavoratrici e dei lavoratori nell’ambito di apposite assemblee convocate nei diversi siti italiani". Così si legge in una nota della Ferrero. "L’intesa conferma il consolidato sistema di relazioni industriali, articolato su due livelli di confronto: nazionale, attraverso il Coordinamento delle Rappresentanze Sindacali Unitarie e della Rete Commerciale, e locale, attraverso le Rappresentanze Sindacali Unitarie e le Rappresentanze Sindacali della Rete Commerciale. È stata inoltre confermata la validità degli strumenti contrattuali di flessibilità degli orari di lavoro che, alla luce della positiva esperienza maturata negli anni, continuano a rappresentare un elemento importante per rispondere alle esigenze di un mercato sempre più dinamico e complesso, coniugandole con le esigenze organizzative e delle persone. Le Parti – continua la nota – hanno valutato positivamente l’importante programma di investimenti destinato a sostenere la crescita del business e a confermare il ruolo strategico del polo Italia nello sviluppo di Ferrero. Gli interventi confermano la volontà del Gruppo di continuare a valorizzare il sistema produttivo dei siti italiani quale elemento centrale per la crescita industriale e per il rafforzamento delle attività di Ricerca e Sviluppo, dell’innovazione di prodotto e di processo e delle soluzioni capaci di rispondere all’evoluzione delle esigenze dei consumatori e dei mercati. Il piano si articola lungo direttrici strategiche che comprendono la crescita del business e il rafforzamento della competitività industriale, la trasformazione digitale e la Smart Factory, la sicurezza delle persone, la qualità e la sicurezza alimentare, nonché la sostenibilità ambientale e la decarbonizzazione". "Sul fronte del welfare, l’Accordo rafforza ulteriormente l’attenzione alle persone attraverso nuove misure nell’ambito del pacchetto 'Persone in Ferrero', che si arricchisce di ulteriori servizi per la promozione del benessere e la conciliazione vita lavoro; per gli stabilimenti aziendali che non dispongono del servizio di ristorazione è prevista l’introduzione dei buoni pasto. Inoltre, – porsegue ancora la nota – l'Azienda intende realizzare un programma strutturato di supporto ai dipendenti caregiver, con l’obiettivo di rafforzare la percezione di vicinanza e sostegno da parte dell’Azienda e fornire a responsabili e colleghi strumenti adeguati a gestire determinate situazioni con sensibilità ed efficacia. Al contempo, viene confermato 'Ferrero Care' quale ecosistema di welfare orientato a offrire risposte concrete ai bisogni delle Persone nonché il programma di assistenza per i dipendenti e i loro familiari (Eap) e gli strumenti di solidarietà tra colleghi, come la Banca Ore Solidale".  "L’Accordo dedica inoltre particolare attenzione all’evoluzione dei modelli organizzativi del lavoro, promuovendo nuovi percorsi di sviluppo delle competenze, in coerenza con i processi di trasformazione tecnologica e digitale in atto. Nello specifico si evidenzia l’introduzione progressiva di un nuovo approccio lavorativo sulle linee produttive che ha l’obiettivo di promuovere il miglioramento continuo in modo strutturato e partecipativo, attraverso il coinvolgimento attivo delle Persone e la valorizzazione delle loro competenze tecniche e organizzative, la standardizzazione delle attività e il consolidamento del lavoro in team". "La salute e sicurezza si conferma quale priorità aziendale. Tutte le iniziative implementate si fondano sulla consapevolezza che la tutela delle Persone debba essere perseguita attraverso il coinvolgimento attivo di tutti gli attori aziendali e attraverso l’adozione di principi, pratiche e comportamenti che sono oggi parte integrante delle modalità operative quotidiane. Negli anni infatti l’Azienda – si legge ancora nella nota – ha promosso e sviluppato un percorso articolato di iniziative finalizzate a consolidare una cultura della sicurezza partecipata, consapevole e radicata nei comportamenti quotidiani delle Persone. In tale ambito si continueranno a realizzare campagne innovative di comunicazione, anche a carattere emozionale, volte a rafforzare il legame tra sicurezza e valori della vita di tutti i giorni, ricordando che lavorare in modo sicuro significa tutelare sé stessi e gli altri, il proprio futuro e la possibilità di coltivare i propri affetti, interessi e progetti personali". "Infine si evidenzia il percorso volto a rafforzare la cultura della salute e sicurezza e la consapevolezza diffusa, anche attraverso strumenti di rilevazione della percezione dello stato di sicurezza dell’ambiente di lavoro e con il coinvolgimento dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, dei lavoratori e delle strutture aziendali. Con riferimento al Premio Legato ad Obiettivi (Plo), l’intesa prevede, a fronte del raggiungimento del 100% degli obiettivi, il riconoscimento dei seguenti importi: esercizio 2026/2027: 2.730 euro; esercizio 2027/2028: 2.730 euro, esercizio 2028/2029: 2.890 euro; esercizio 2029/2030: 3.100 euro. La scadenza dell’Accordo, la cui durata è prevista in 4 anni, è fissata a giugno 2030", conclude la nota.  
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Museo dedicato a Lino Banfi, è polemica a Canosa tra negozianti: “Il mercato non si tocca”

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(Adnkronos) –
È in corso a Canosa di Puglia una protesta da parte dei negozianti contro il progetto di un museo dedicato a Lino Banfi. La struttura dovrebbe sorgere in piazza proprio dove c'è al momento il mercato, che verrebbe quindi spostato per lasciare spazio al nuovo progetto dedicato all'attore, nonno d'Italia. A 'La volta buona' oggi sono intervenuti in collegamento Francesco Malcangio, presidente dell'associazione che riunisce i negozianti, e il sindaco di Canosa di Puglia, Vito Malcangio. Il Comune avrebbe già dato il via libera al progetto e ci sarebbero anche i fondi per la realizzazione del museo. "La soluzione è fattibile solo se si sposta il museo, non può essere realizzato in piazza. Noi qui dobbiamo sviluppare e rivitalizzare il mercato", ha spiegato il presidente dell'associazione dei commercianti, contrario all'idea. Il sindaco ha invece ipotizzato un possibile compromesso: l'idea sarebbe quella di realizzare nella piazza un cinema e un museo, mantenendo al tempo stesso gli esercizi commerciali nella zona.  
Una proposta che però che non convince i negozianti: "La piazza si trova in centro città dove in questo momento ci sono delle problematiche sociali, dobbiamo dare uno sviluppo socio economico a questa zona", ha sottolineato Malcangio, ribadendo così la necessità di mantenere il mercato.  In studio con Caterina Balivo, ospite oggi Rosanna Banfi, la figlia di Lino, che ha raccontato di averne discusso con il padre: "Papà è felicissimo di questo riconoscimento, anche se Canosa non è il suo paese natale. Però nello stesso tempo non si vuole trovare in questa diatriba, se non è il momento e non è il luogo, va bene così. Poi, oltretutto, papà è ancora molto giovane ha solo 90 anni", ha scherzato l'attrice.  In chiusura, il presidente dei commercianti ha rivolto un appello proprio a Lino Banfi: "Umilmente chiediamo di aiutarci. Lino non può fare nulla, ma con umilità ci può aiutare e chiedere all'amministrazione attuale che al momento ci sono altri progetti nella piazza che dà da vivere a tantissime famiglie".  
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Valentini: “Pnrr ha spinto gli investimenti, ora la sfida è l’attrattività”

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(Adnkronos) – "La competizione è molto forte e non è facile attrarre gli investimenti. Forse non siamo i più forti ad attrarre investimenti, ma il nostro territorio è forte nel trattenere l'investimento. Questo dimostra che siamo attrattivi e la sfida è continuare a esserlo". Lo ha detto Valentino Valentini, vice ministro delle imprese e del Made in Italy, oggi allo stabilimento Sanofi di Anagni per il convegno 'Innovazione e sostenibilità per guidare le sfide dell’industria e della salute del futuro', dedicato alle condizioni necessarie per rafforzare attrattività degli investimenti, filiere, competenze e capacità produttiva delle Life Sciences in Italia. "Il sistema produttivo italiano, anche grazie al Pnrr, ha goduto di forti incentivi che hanno aumentato gli investimenti, noi dobbiamo evitare che il sistema si inchiodi una volta finiti gli incentivi e la risposta è quella che troviamo qua: il contratto di sviluppo fornito dal ministero, in collaborazione con la Regione e le autorità locali, diventa efficace quando l'azienda lo utilizza per cambiare gli strumenti produttivi, cercare di integrarsi con gli studi clinici, cambiare le modalità per essere più competitiva, creare un ecosistema, alimentare e cambiare il territorio intorno a sé", ha sottolineanto il viceministro. Lo stabilimento Sanofi di Anagni "è in una fase di profonda trasformazione strategica: dal consolidato know-how nella sintesi chimica a soluzioni biotecnologiche avanzate, con un nuovo reparto dedicato alle terapie enzimatiche per le malattie metaboliche rare e l'integrazione della produzione del vaccino Hib. Fondamentale, nel processo di trasformazione produttiva, la transizione green: Negli ultimi tre anni gli investimenti nel sito, supportati anche dal Mimit, hanno raggiunto circa 36 milioni di euro. Grazie a questo le emissioni di Co2 sono state ridotte del 37% rispetto al 2019, l'energia proviene interamente da fonti rinnovabili e l'Idra project punta al riciclo di circa 100.000 m cubi di acqua l'anno".  La farmaceutica in particolare è al centro di un processo di trasformazione, ha sottolineato, perché "sta cambiando la sanità. Noi dobbiamo andare a misurare non i costi ma a valutare l'impatto sull'uomo. Con l'invecchiamento demografico si andrà verso la prevenzione piuttosto che verso la cura, cambiando le modalità in cui lavoriamo perché con l'Ia e l'utilizzazione dei Car-T, andiamo da una medicina di carattere statistico a una medicina in cui riusciamo ad analizzare il paziente e fare delle preparazioni individuali. Tutto il sistema produttivo si sta già addestrando per essere più snello, più agile e rispondere alle esigenze", ha sottolineato il viceministro. 
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Ferrero, sindacati: rinnovato integrativo per oltre 7mila lavoratori

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(Adnkronos) – Firmato il rinnovo del contratto integrativo del gruppo Ferrero per il quadriennio 2026-2029.  L’intesa interessa una platea di oltre 7.000 lavoratrici e lavoratori dislocati su tutto il territorio nazionale, e “conferma la solida tradizione di relazioni sindacali positive e di alta qualità che contraddistingue il gruppo”. Lo annunciano in una nota le sigle firmatarie, Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, unitamente al Coordinamento nazionale Rsu e Rsa. L'accordo prevede un impianto economico che comprende il ‘Premio Legato agli Obiettivi’ pari a 370 euro di aumento a regime all’ultimo anno di vigenza dell’integrativo che porterà il valore finale del premio a 3.100 euro, con un messo in palio nel quadriennio pari ad 11.450 euro. Sono stati inoltre introdotti i buoni pasto dal valore di 4,00 euro al giorno, destinati a tutti i dipendenti degli stabilimenti sprovvisti di servizio mensa. Sul fronte di trattamenti di pensione integrativa, sono stati riconosciuti 200 euro per il quadriennio a favore dei lavoratori iscritti ad Alifond o che si iscriveranno al fondo di settore al fine di incrementare e divulgare l’adesione alla previdenza complementare. “Grande impulso al tema della professionalità che, nel prossimo biennio, coinvolgerà oltre 2.000 tra lavoratrici e lavoratori destinatari di importanti riconoscimenti economici. Esteso poi l’impegno aziendale a garantire 10 ore minime annue di formazione professionale alle lavoratrici e ai lavoratori”, spiegano i sindacati, menzionando anche i “significativi miglioramenti sul piano dei permessi e delle tutele per venire incontro alle diverse esigenze dei dipendenti”; tra questi, “ulteriori permessi per malattia dei figli, permessi per visite mediche per dipendenti, borsa di studio per gli studi universitari” e “per i lavoratori con disabilità l’azienda riconoscerà una copertura aggiuntiva del trattamento economico pari al 50% della retribuzione per il periodo di comporto aggiuntivo di 90 giorni”.  L'accordo “consolida l'intero impianto delle relazioni sindacali nel gruppo Ferrero, incrementando le riunioni delle commissioni e i confronti annuali. In quest'ottica, la Commissione Persone in Ferrero cambierà denominazione in ‘People, inclusion and respect’, ampliando il proprio perimetro d'azione per promuovere iniziative orientate all'inclusione sociale, all'equità, alle pari opportunità e alla valorizzazione delle differenze individuali”. Viene “rafforzato il diritto di informazione e consultazione con il coordinamento sindacale e le rappresentanze dei lavoratori, estendendolo in modo specifico anche alle materie connesse agli investimenti in Intelligenza Artificiale, così come il Comitato Consultivo quale sede di tempestivo confronto nazionale sulle strategie del gruppo”. Sul fronte della sicurezza “sono state ulteriormente aumentate le ore di formazione dedicate ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (Rls) di sito, ed è stato previsto che, in occasione dei monitoraggi sul rischio di stress da lavoro correlato, saranno approfonditi anche gli aspetti riconducibili al tecnostress, ai nuovi strumenti digitali e alle nuove tecnologie pianificate nell’organizzazione di lavoro”, spiegano le organizzazioni sindacali. 
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Denunciò botte e sequestro da altri detenuti: “Ferita non si rimargina, su carceri politica dia risposte”

(Adnkronos) –
"È un peso che ti lacera dentro: pensare a quelle quarantotto ore in cui sono stato completamente invisibile, senza vedere una sola divisa, abbandonato a me stesso in un limbo di orrore dove se fossi morto nessuno se ne sarebbe accorto per giorni. Quel vuoto totale di umanità è una ferita che non si rimargina". Lo afferma all'Adnkronos l'ex detenuto che, oltre un anno fa, in misura cautelare a Regina Coeli, presentò una denuncia alla polizia penitenziaria della stessa casa circondariale sostenendo di essere stato picchiato, legato al letto con le lenzuola e tenuto per due giorni sotto scacco da altri detenuti dopo essersi rifiutato di nascondere un cellulare. Nella denuncia l'ormai ex detenuto – che preferisce rimanere anonimo, temendo ancora ripercussioni per la sua denuncia pubblica – ricostruì quelle 48 ore e poi il momento in cui, entrato un poliziotto della penitenziaria, si buttò dal letto per chiedere aiuto. Una denuncia sulla quale la procura di Roma aprì un fascicolo e che riportò alla luce il 'business' dei cellulari e della droga nelle carceri, gestito da gruppi di detenuti. Da quell'episodio sono passati oltre 12 mesi, ma nulla di concreto sembra essersi mosso: per questo l'uomo, oggi assistito per questa vicenda dall'avvocato Marco Valerio Verni, torna a chiedere giustizia.  
Quali conseguenze si porta ancora dietro?
 "Mi porto dentro il terrore e la consapevolezza di aver toccato il fondo dell'annullamento: in quei momenti non sei più una persona, non sei nessuno, sei solo un corpo calpestato. Quei due giorni non li augurerei e non li farei passare nemmeno al peggior nemico, perché ti svuotano l'anima per sempre".  
Con il senno di poi è soddisfatto di aver denunciato?
 "Sì, perché il silenzio sarebbe una seconda morte, ma fa male da impazzire urlare la verità e sbattere contro il muro di gomma di chi si volta dall'altra parte, lasciandomi solo a portare il peso di un dolore che nessuno sembra voler davvero guardare in faccia".  
Si parla molto di carceri, di criticità come il sovraffollamento o la mancanza del personale. Quali sono i problemi più evidenti in un penitenziario dal punto di vista di chi lo ha conosciuto da detenuto?
 "Il problema vero non sono solo i numeri o le pareti strette, ma l'assenza totale dello Stato, l'anarchia in cui si muore dentro senza che nessuno muova un dito; quando spariscono le regole e le tutele, la cella diventa una tomba a cielo aperto dove la vita umana perde ogni valore".  
Sono frequenti le operazioni che portano a sequestrare droga e cellulari nelle celle. Proprio la questione dei telefoni è al centro della sua storia: che idea si è fatto e come intervenire?
 "Quei telefoni e quei traffici dentro le celle sono la prova provata che c'è un controllo parallelo, una connivenza che rende chi comanda dentro più forte di chi dovrebbe sorvegliare, lasciando i vulnerabili in balia di una violenza quotidiana e incontrollata".  
Dopo la sua esperienza rivolgendosi direttamente alla politica – al ministro della Giustizia Nordio ad esempio- cosa si sente di chiedere?
 "Al ministro e alle istituzioni chiedo di smetterla con le risposte vaghe e burocratiche di fronte a crimini inaccettabili: chi sa e sceglie di tacere o di minimizzare non fa solo finta di niente, ma rischia di diventare complice di quella stessa barbarie".  
Spesso rispetto al tema delle carceri c’è pregiudizio o indifferenza. Alla gente comune quale messaggio si sente di mandare?
 "Alla gente comune dico di aprire il cuore e di pensare a cosa significhi essere cancellati dal mondo per quarantotto ore, senza un briciolo di umanità o protezione: voltarsi dall'altra parte e ignorare la tortura significa calpestare la dignità di ogni essere umano, perché quello che succede là dentro riguarda la coscienza di tutti noi. In quelle quarantotto ore non ho visto una divisa, non ho visto nemmeno un infermiere nonostante avessi una terapia da prendere: nessuno è passato a guardarmi in faccia o a controllare le mie condizioni. L'unica cosa che ho visto sono stati coltelli, mazze artigianali, dita infilate negli occhi e la violenza cieca che mi ha lasciato cicatrici profonde, non solo quelle fisiche per cui oggi non ci vedo molto bene, ma quelle nell'anima".  
Cosa intende?
 "I ricordi e gli incubi mi svegliano di notte. E la cosa più vergognosa è che, una volta uscito, dallo Stato non ho ricevuto accoglienza o giustizia, mentre le associazioni che dicono di battersi per difendere i detenuti si sono totalmente voltate dall'altra parte. Menomale che, accanto a me, ad assistermi e sorreggermi, c’è stato e c’è il mio avvocato: la consapevolezza è, ora più che mai, quella di dover combattere anche per far sì che quello che ho patito io non lo debbano soffrire altri". 
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Lecce, coltello da cucina scoperto a scuola nello zaino di un bambino di 6 anni

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(Adnkronos) – Un coltello da cucina è stato scoperto da un'insegnante nello zaino di un bambino di 6 anni, che frequenta la classe seconda di una scuola elementare di Trepuzzi, in provincia di Lecce. Sull'episodio indagano i carabinieri della stazione locale.  Nei giorni scorsi altre notizie hanno riportato episodi che vedono coinvolti minori. Un nuovo possibile caso di aggressione a una docente scolastica, dopo quello di Roma, è stato sventato nelle ultime ore a Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro. Uno studente avrebbe creato un gruppo di conversazione su una piattaforma social network, esprimendo l'intenzione di accoltellare una professoressa, responsabile, a suo dire, della sua bocciatura. Martedì scorso, 22 settembre, a seguito di tempestivi accertamenti condotti in via preliminare e riservata, i carabinieri della compagnia di Lamezia Terme lo hanno identificato e denunciato. 
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Sinner salta Pechino, Zverev ‘prepara’ il sorpasso: come cambia il ranking Atp

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner salta il torneo di Pechino, ma resterà numero uno del mondo? Come può cambiare il ranking Atp con l'infortunio del fuoriclasse azzurro, ancora ai box per un problema al ginocchio? Le domande rimbalzano tra i tifosi, considerando in primis l'exploit di Alexander Zverev, fresco vincitore degli Us Open e in un momento di gran forma. Ma qual è la situazione? L'assenza dal torneo cinese costerà intanto a Sinner i 500 punti conquistati con il successo dello scorso anno e, al termine del torneo, il suo bottino scenderà a 11.000 punti. Zverev, che partirà dai quarti di finale raggiunti nel 2025, perderà 100 punti, ma potrà recuperarne subito 40 ottenuti alla United Cup, iniziando il torneo cinese a quota 9.630. 
Come può cambiare la classifica? In caso di vittoria a Pechino, Zverev salirebbe a 10.120 punti. Il distacco da Sinner si ridurrebbe così a meno di mille lunghezze. Il prossimo appuntamento sarà poi il Masters 1000 di Shanghai, dove entrambi i giocatori hanno pochi punti da difendere: appena 50 a testa. Proprio qui potrebbe arrivare il sorpasso. Se Sinner dovesse rinunciare anche al torneo di Shanghai e Zverev riuscisse a vincerlo, scavalcherebbe l'azzurro in classifica con un vantaggio di 120 punti. Un piccolo margine, che porterebbe però Zverev (che in questa stagione ha conquistato i primi due titoli Slam della sua carriera) al numero uno. Per assistere al ribaltone, dunque, Zverev dovrebbe vincere Pechino e Shanghai, mentre Sinner dovrebbe saltare anche il Masters 1000 cinese oltre al 500 di Pechino.  Se questo doppio scenario non dovesse concretizzarsi, la permanenza di Sinner in vetta al ranking non sarebbe comunque al sicuro. Anche perché, nella parte finale della stagione, l'azzurro sarà chiamato a difendere risultati pesanti: 3.000 punti, totale dei successi ottenuti nel 2025 a Vienna, a Parigi e alle Atp Finals di Torino. Zverev, dall'altra parte, dovrà difendere soltanto 930 punti. Il sorpasso, insomma, non è più utopia.  
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Non solo Fideuram, tutte le truffe ai manager con l’Ai: i tentativi più famosi da Moratti a Ferrari

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(Adnkronos) – La truffa subita da Paolo Molesini, ex presidente di Fideuram, è un nuovo episodio nella saga di manager colpiti da malintenzionati ben attrezzati tecnologicamente. Nel caso di Fideuram, oltre ai finti messaggi WhatsApp dell'Ad di Intesa Carlo Messina e la voce di un avvocato d'affari clonata con l'intelligenza artificiale, sembra esserci una buona conoscenza dell’obiettivo da parte di chi ha messo in piedi la truffa da 95 milioni di euro (di cui 36 non recuperati, come ha riportato il Corriere della Sera). Ma frodi informatiche simili, nel gergo chiamate Ceo fraud, hanno già mietuto vittime importanti (o ci hanno provato) tra manager e imprenditori. Anche in Italia sono stati colpiti nomi di primissimo piano. È del 2023 il caso di Massimo
Moratti, quando i truffatori contattarono diversi imprenditori fingendo di essere il ministro della Difesa Guido Crosetto, con una voce clonata e con la richiesta di un contributo urgente per poter finanziare le operazioni di liberazione di ostaggi italiani in Medio Oriente. Moratti spedì quasi un milione di euro, recuperato a fine 2025 dopo l’intervento della Procura di Milano. Un altro famoso tentativo non è andato a segno quando un manager della Ferrari ha ricevuto messaggi WhatsApp da un falso Ceo, Benedetto
Vigna. Dopo, è arrivata una telefonata. La voce sembrava quella di Vigna, ma era creata con l’Ai, e chiedeva di preparare un’operazione finanziaria segreta. Alla domanda di verifica del dirigente insospettito (ovvero come si intitolava il libro consigliato dal Ceo al manager nei giorni precedenti) i truffatori hanno riattaccato. Andando ancora più indietro c’è il caso della Maire Tecnimont e della sua controllata in India, nel 2018 contatta da email provenienti da un falso Pierroberto Folgiero, Ad di allora del gruppo ingegneristico italiano, con la richiesta di fondi per un’acquisizione urgente e, come sempre, segreta. Vennero trasferiti 18 milioni di euro (in tre tranche) verso banche cinesi. La scusa dell’urgenza ha funzionato sempre nel 2019 anche su Sisal: 5,5 milioni di euro sottratti usando la fretta e l'autorità di finti vertici aziendali. Nel 2024 ha fatto scalpore il tentativo di truffa a Wpp, il grande gruppo pubblicitario bersaglio di una complessa truffa con una falsa riunione in remoto e un clone vocale deepfake dell’Ad Mark
Read. Fu proprio lui ad avvisare i dipendenti e gli altri vertici aziendali. Il caso che dal punto di vista tecnologico si è guadagnato le prime pagine dei giornali è quello avvenuto a un dipendente della sede di Hong Kong della multinazionale di ingegneria Arup, invitato a partecipare a una videoconferenza con il direttore finanziario e altri colleghi che gli chiedevano di fare trasferimenti urgenti. Ha funzionato: è partito un bonifico da 25 mln di dollari. Ma tutti i partecipanti erano avatar deepfake generati in tempo reale, con voce e sembianze false. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)