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Formula 1, oggi prove libere Gp Messico, orario e dove vederle in tv

(Adnkronos) – Torna la Formula 1 con le prove libere del Gp del Messico. Oggi, venerdì 30 ottobre, il Circus torna in pista sul circuito messicano a cinque giorni dal trionfo di Kimi Antonelli nel Gp degli Stati Uniti ad Austin. Il pilota emiliano della Mercedes è a un passo dal conquistare a soli vent'anni il titolo mondiale con 4 gare d'anticipo. Antonelli è al comando della classifica iridata con 365 punti, +123 sul compagno di squadra George Russell e +124 sul pilota della Ferrari Lewis Hamilton e gli basterà un nono posto per laurearsi campione. Potrebbe anche non conquistare punti, in caso che né Russell né Hamilton vincano la corsa. Ecco il programma, gli orari e dove vedere gli appuntamenti odierni del Gp del Messico in tv e streaming. Ecco il programma e gli orari del Gran Premio degli Stati Uniti oggi, venerdì 30 ottobre: Ore 19.30: Prime Prove Libere Ore 23: Seconde Prove Libere.  Le prove libere del Gp degli Stati Uniti di oggi, venerdì 30 ottobre, verranno trasmesse in diretta sui canali Sky Sport. Gli appuntamenti odierni del Gran Premio degli Stati Uniti saranno visibili anche in streaming su Sky Go e Now.  
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Edufin Index: Fancel (Generali Italia): “Educazione finanziaria ancora troppo bassa”

(Adnkronos) – “L’educazione finanziaria pesa tantissimo.  Basta guardare solo alcuni dati: 1.100 miliardi di euro sono fermi sui conti correnti bancari e ci sono solo 10 milioni di lavoratori iscritti alla previdenza complementare, che rappresentano neanche il 40% della forza lavoro. Un altro aspetto interessante riguarda l'angolo particolare delle famiglie italiane: si parla molto di spese e di consumi, ed è assolutamente corretto, ma non si parla mai di risparmio. Questi sono elementi che fanno riflettere su quanto il livello di educazione finanziaria sia ancora basso”.  Così Giancarlo Fancel, Country Manager e Ceo di Generali Italia, intervenendo alla presentazione della quinta edizione di Edufin Index, l’Osservatorio su consapevolezza e comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani curato da Alleanza Assicurazioni e Sda Bocconi, da quest'anno nell'attività della Fondazione. “La consapevolezza finanziaria è un vero e proprio moltiplicatore di opportunità: è l'elemento chiave per gestire il proprio futuro, sia in termini di previdenza, sia per aiutare le generazioni successive nell'ambito delle famiglie e delle imprese – spiega – Noi di Generali, e in particolare come Alleanza, da sempre impegnata su questo tema, ci siamo e continueremo a esserci”. “La responsabilità che hanno le grandi compagnie assicurative per colmare questo divario di conoscenza, è evidente anche nella tipologia di prodotti che proponiamo. Questa responsabilità, però, va manifestata con azioni concrete – sottolinea Fancel – l’Edufin Index credo sia una prova tangibile di quello che facciamo come Alleanza e come Gruppo Generali in Italia. Essendo leader nel nostro Paese, stiamo dando una dimostrazione molto importante di questa concretezza”. “L’Italia è tra i Paesi più longevi al mondo, con una vita media che ormai sfiora gli 85 anni, ma siamo anche un Paese che sta invecchiando. C'è sicuramente il tema della previdenza, che si affianca a quello della prevenzione e di tutte le coperture necessarie a garantire una vita non solo lunga, ma anche sana. Ricordo un dato visto recentemente: viviamo in piena salute fino a circa 58 anni, ma poi, per arrivare agli 85, si incontra qualche difficoltà. I temi dell'educazione finanziaria e della cura della longevity si incrociano, quindi, molto bene”, conclude. 
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Edufin Index, Oddone (Alleanza Assicurazioni): “Su educazione finanziaria serve trasformare conoscenze in azioni”

(Adnkronos) – “Il vero problema, ancora oggi, è sia la mancanza di conoscenze sia la difficoltà nel trasformare la conoscenza in comportamenti finanziari corretti. Di fatto, il tema della consapevolezza, e quindi della conoscenza della propria situazione in ambito finanziario, è sicuramente determinante.  Inoltre, nonostante i passi avanti compiuti grazie alle tante iniziative portate avanti, la situazione sta migliorando ma c'è ancora un po' di strada da fare”. Sono le parole di Marco Oddone, Ceo di Alleanza Assicurazioni, alla quinta edizione di Edufin Index, l’Osservatorio su consapevolezza e comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani. La ricerca è stata presentata oggi a Roma, nel corso di un evento patrocinato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e riconosciuto nel calendario ufficiale del Mese dell’educazione finanziaria 2026 promosso dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. “Detto questo, laddove la consapevolezza esiste, occorre poi tradurre queste conoscenze in azioni e in comportamenti concreti, che sono ciò che realmente crea valore e permettono ai cittadini e alle famiglie italiane di pianificare con oculatezza il proprio futuro – afferma Oddone – Come diciamo sempre noi: proteggersi prima per poi saper investire meglio dopo è un ambito fondamentale che mette al centro anche il tema delle coperture assicurative: pensiamo alla sanità, alla previdenza e agli aspetti pensionistici, ma anche agli impatti climatici sulla proprietà e sui propri beni. Sono temi che riguardano tutti noi e che meriterebbero la giusta attenzione: proteggersi prima per poi investire meglio i capitali”.  Il ruolo della consulenza assicurativa per aiutare le persone a prendere decisioni più consapevoli e meno dettate dall'emergenza e per evolvere: “C'è bisogno di consulenza e di persone preparate. In questo senso, la rete Alleanza, con i suoi 10mila consulenti sul territorio, è al servizio dei cittadini. Dico sempre che abbiamo prima di tutto una missione: lo scopo di essere utili al Paese, alle famiglie e alle persone – spiega – Il nostro motto è: "Se c'è un problema, prima chiama noi". Possiamo infatti fornire un quadro complessivo e tutte le informazioni necessarie per rendere le scelte davvero consapevoli. È un ruolo importante e una missione che tutti i consulenti di Alleanza conoscono molto bene”. “I giovani meritano un'attenzione particolare, anche per via degli aspetti demografici. Da un lato è vero che si tratta di una generazione che, non si sa quando, forse un po' troppo in là nel tempo, avrà la possibilità di beneficiare dell'eredità di ricchezze accumulate dalle famiglie italiane in questi anni, risorse comunque ingenti seppur non sempre impiegate al meglio perchè spesso i soldi vengono tenuti sul conto corrente per il classico "non si sa mai" – sottolinea Oddone – Tuttavia, proteggere i rischi che non sono delegabili a chi li gestisce professionalmente, come le compagnie assicuratrici, permetterebbe di liberare questi capitali per un impiego più efficiente. I giovani meritano attenzione soprattutto sul tema previdenziale: le iniziative portate avanti anche a livello governativo per sensibilizzare e attivare programmi di risparmio anticipato sono assolutamente utili e urgenti”.  “A questo aggiungerei il tema della salute, che tocca tutti i cittadini. Il nostro Sistema sanitario nazionale (Ssn) è prezioso, va conservato e tenuto in grande considerazione. Esiste però anche un tema di spesa privata, che oggi per gli italiani si aggira intorno ai 50 miliardi di euro: si tratta di spesa out-of-pocket di cui solo una piccolissima parte, pari a un decimo, viene dirottata verso strumenti dedicati come le polizze assicurative. Queste ultime permetterebbero di fornire supporto, garantire l'accesso a cure di qualità e offrire quell'immediatezza che in alcuni casi non è possibile ottenere passando per il servizio pubblico, che giustamente deve servire la totalità dei cittadini e questo è un altro punto centrale che riguarda tutti gli italiani”, conclude.  
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Edufin Index, Morelli: “Educazione finanziaria per mobilitare risparmio e sostenere imprese”

(Adnkronos) – “L’educazione finanziaria è molto importante, sia per i conti delle famiglie, sia per quelli delle aziende, delle società e per la crescita economica del Paese.  Abbiamo oltre mille miliardi depositati nei conti correnti degli italiani e se queste risorse potessero essere messe a disposizione delle famiglie e, soprattutto, delle imprese, ci sarebbe un ulteriore boost, un vero e proprio contributo finanziario per la crescita delle aziende italiane”. Lo afferma Alessandro Morelli, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alla programmazione e al coordinamento della politica economica, in occasione della presentazione della quinta edizione di Edufin Index, l’Osservatorio su consapevolezza e comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani, presentata oggi a Roma, nel corso di un evento patrocinato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e riconosciuto nel calendario ufficiale del Mese dell’educazione finanziaria 2026 promosso dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. “Crescita delle aziende significa maggiori introiti attraverso la tassazione e, molto probabilmente, anche la necessità di nuovi collaboratori, quindi più posti di lavoro – spiega – Ogni famiglia ha una piccola grande responsabilità sociale: mettendo a disposizione le proprie finanze, avendone chiaramente una remunerazione, contribuisce al miglioramento della qualità della vita di tutti”. “Il Governo sta facendo molto, e non solo a parole: anzitutto l'informazione e l'educazione finanziaria ormai sono entrate nelle scuole, affinché i nostri giovani sappiano almeno di cosa si sta parlando – sottolinea Morelli – È un percorso di medio-lungo periodo, questo è chiaro, ma, non essendo in una società comunista e avendo dei valori liberali, non vogliamo imporre nulla a nessuno”. “Dall'altra parte, la scelta del Governo italiano nell'ultima manovra economica, ovvero depositare 100 euro alla nascita di ogni figlio e 100 euro ogni anno fino al diciottesimo anno di età, significa che questi ragazzi non solo si ritroveranno un piccolo gruzzoletto alla maturità, ma avranno di default l'opportunità di capire cosa significhi affidare una parte della propria finanza e della propria economia a un ente, in questo caso l'Inps, per poi trarne un beneficio”, conclude. 
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Cortei 30 ottobre a Roma e Milano, attese migliaia di persone: allerta su nuove azioni ‘spacca e fuggi’

(Adnkronos) –
Sono attese migliaia di persone ai cortei di oggi venerdì 30 ottobre a Roma e Milano . Nella Capitale sorvegliati speciali sono Colosseo, Circo Massimo e la stazione Termini per la manifestazione dell'Usb , che alle 10.30 partirà da piazza dei Cinquecento per raggiungere via dei Fori Imperiali. Attesi circa in 20mila, ma non si può escludere che alla manifestazione possano prendere parte anche più persone.  In piazza ci saranno anche movimenti, pro Pal e studenti, che hanno annunciato preconcentramenti tra le 8.30 e le 9 a piazzale Aldo Moro, piazzale Ostiense, piazza dell'Immacolata e in diverse scuole. Il briefing operativo per la gestione dell'ordine pubblico, che si preannuncia impegnativa, si è svolto nel corso di un tavolo tecnico a San Vitale, presieduto dal questore Roberto Massucci, a cui hanno partecipato tutti i rappresentanti delle forze e dei corpi di polizia, Ama e Atac.  
Ad aprire le mobilitazioni sarà il corteo preavvisato dall'Usb, in occasione dello sciopero, e che si sovrapporrà alla cerimonia inaugurale del villaggio della Sicurezza allestito al Circo Massimo, in vista della ricorrenza del 4 novembre prossimo. L’organizzazione del corteo è stata oggetto di un percorso di dialogo e mediazione tra i vertici della questura e i promotori nel corso delle ultime settimane, nella logica di garantire il diritto a manifestare e spazi di agibilità per la rivendicazione di istanze sociali ed economiche ma facendo leva sul senso di responsabilità degli stessi organizzatori degli eventi. La mediazione è stata alimentata all’insegna di un approccio orientato all’assoluta trasparenza rispetto ai margini di fruibilità degli spazi cittadini, ribadendo la ferma posizione delle istituzioni a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica rispetto a ogni modalità comportamentale che possa configurare una violazione delle norme vigenti. Particolare attenzione sarà dedicata all’aree archeologiche di Colosseo e Circo Massimo, non solo in relazione alle dinamiche del corteo, ma anche ai numerosi pre-concentramenti che sono stati preavvisati e annunciati da diversi punti e da diversi istituti scolastici della città, e che consentiranno alle diverse componenti destinate a comporre il corteo stesso di raggiungere il punto di concentramento in piazza dei Cinquecento. L’attività informativa, sino a oggi alimentata, sarà ulteriormente nutrita da un metodo di lavoro affidato alla sinergia messa in campo dagli uffici della questura e il Centro per la Sicurezza Cibernetica, a cui è affidato il compito di monitorare web e social.  Le dinamiche degli eventi saranno affidate all’occhio vigile dei velivoli del I Reparto Volo della Polizia e dell’Arma dei Carabinieri, che saranno ulteriormente supportati, nel controllo aereo dei luoghi teatro degli eventi, dai droni in dotazione alla Questura capitolina. Tra gli obiettivi sensibili monitorati si colloca anche lo scalo ferroviario di Roma Termini, nel cuore dell’area urbana in cui si immerge il punto di concentramento e partenza, nonché di transito, lungo la direttrice di arrivo, del corteo. La valenza simbolica e strategica dell’hub logistico assume ancore maggiore rilevanza nella giornata di domani, indetta dalla sigla sindacale Usb, in ragione dello sciopero generale, che potrebbe coinvolgere anche maestranze addette al comparto ferroviario. Non mancherà l’attenzione rivolta all’hub portuale di Civitavecchia che, potrebbe rappresentare una meta utile all’attuazione di ulteriori iniziative di protesta. "La vivibilità della manifestazione – sottolinea la questura di Roma, sarà garantita con un approccio low profile", che "le forze di polizia attueranno per la gestione del corteo e degli altri appuntamenti cittadini, compatibilmente con le modalità comportamentali" dei manifestanti. Anche l'intelligence scende in piazza oggi a Milano e chi vigila sull'ordine pubblico promette un "articolato dispositivo" per tutelare il diritto di manifestare pacificamente, "isolando chi scende in piazza solo per creare disordini e commettere violenze". Il capoluogo lombardo è infatti tra le città più interessate da possibili proteste e mobilitazioni. Oggi la manifestazione contro il carovita vedrà scendere in piazza lavoratori, studenti, centri sociali e attivisti pro Pal vicini a Youssef Siher. Gli appuntamenti sono due: alle ore 9.30 in piazza Leonardo da Vinci, a Città Studi, si ritroveranno i collettivi e gli studenti, mentre alle 10 il concentramento principale dei sindacati di base – attese almeno 10mila persone – è previsto in piazza Duca d'Aosta, davanti alla stazione Centrale. L'obiettivo è far convergere i due gruppi nella zona di piazzale Loreto per poi puntare verso nord, lungo via Padova fino alla tangenziale est (verso Cascina Gobba), arteria trafficata che potrebbe essere occupata. Se le realtà dei centri sociali e delle aree dell'antagonismo milanese restano quelle più imprevedibili, a vigilare su ipotetici fuoriprogramma ci sarà l'ingente schieramento di forze dell'ordine, rafforzato dagli ultimi arrivi. Ma è quell'onda di giovanissimi "eterogenea per estrazione sociale, origine e provenienza territoriale, non appartenenti a gruppi o associazioni politiche o d’area" che le forze dell'ordine guardano. "Sono accomunati dalla volontà di approfittare della situazione di disordine" per devastare e saccheggiare negozi e beni pubblici. Minorenni – alcuni non imputabili – italiani anche di seconda generazioni che vivono in periferia o nell'hinterland e anche dalle province vicine. Il modo di muoversi in piazza è un fenomeno nuovo, spiega la stessa Digos: "I giovani partono in grandi gruppi – andando anche a sfidare i dispositivi delle forze dell’ordine – per poi ridursi in gruppi di 20-30 ragazzi che si muovono sfruttando le vie laterali concentrandosi su azioni di devastazione e saccheggio. Si polverizzano riuscendo ad agire anche in gruppi di dieci". Tutti travisati, in alcuni casi armati con "martelletti frangivetro, armi da taglio, sfollagente, oggetti contundenti idonei allo scasso", usano come richiamo i social come TikTok e la messaggistica su WhatsApp e Telegram, e mostrano "una grande capacità nell’apprendere tecniche di guerriglia urbana". Così vengono descritti nelle informative mandate in Procura e così, c'è chi teme, possano farsi sentire nel fine settimane: per sabato 31 ottobre, non è prevista nessuna manifestazione, ma oltre al derby a San Siro, è la notte di Halloween e sui social qualcuno promette che sarà "la notte del giudizio". 
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Sciopero 30 ottobre, trasporti a rischio nonostante precettazione: disagi per treni, bus, metro e Tpl

(Adnkronos) – Sciopero generale di oggi venerdì 30 ottobre, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha precettato i trasporti ma Usb ha confermato la protesta: treni, aerei, bus e metro potrebbero subire disagi nonostante l’ordinanza. Il sindacato ha infatti annunciato che i lavoratori aderenti sono pronti a scioperare anche a costo di incorrere in sanzioni amministrative e contestazioni disciplinari. Coinvolti anche scuola e sanità: ecco cosa può succedere e quali servizi potrebbero fermarsi. Nonostante la precettazione da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’Usb – che ha indetto la protesta con l'adesione di Cobas Pt Usb, Sindacato Sociale Di Base, Sudd Cobas, Fi-si – ha assicurato le astensioni dal lavoro e le iniziative in programma in oltre 40 piazze. "I lavoratori nostri delegati saranno sicuramente scioperanti, accollandosi le sanzioni amministrative e le possibili contestazioni disciplinari da parte delle aziende", ha fatto sapere l’organizzazione, aggiungendo che chi aderirà potrà contare sull’assistenza legale del sindacato. Le sanzioni indicate possono arrivare da 500 a mille euro. Il motivo della disobbedienza? "Il richiamo alla franchigia è ingiustificato e che non tiene conto della situazione in cui si trovano lavoratori e cittadini di questo Paese – fa sapere Usb – Decisione che deriva anche dal pronunciamento che il Consiglio d'Europa, attraverso il comitato europeo dei diritti sociali, ha pubblicato a marzo e che individua come le restrizioni dello sciopero in Italia, a cui Salvini, si richiama non rispettano la carta sociale europea che l'Italia ha sottoscritto".  Sul fronte ferroviario, il gruppo Fs ha comunicato che i treni circoleranno secondo il normale orario di servizio, senza le modifiche previste in caso di sciopero. Resta tuttavia da verificare l’effettiva adesione dei lavoratori alla protesta, alla luce della posizione assunta dall’Usb. 
Lo sciopero ferroviario proclamato dal sindacato è iniziato alle 21 di ieri, giovedì 29 ottobre, e durerà fino alle 20.59 di oggi. In caso di adesioni, potrebbero verificarsi modifiche al servizio anche prima dell’inizio e dopo la conclusione ufficiale dell’agitazione. Per chi deve viaggiare, è quindi consigliabile controllare gli aggiornamenti prima della partenza, prestando particolare attenzione ai collegamenti a lunga percorrenza e ai treni programmati nelle prime ore del mattino e in serata. "Verrà assicurata la normale circolazione dei collegamenti. La circolazione dei treni sarà garantita e la precettazione di Salvini permetterà a milioni di lavoratori e viaggiatori di spostarsi nonostante lo sciopero indetto da Unione sindacale di base (Usb). Il consueto sciopero del venerdì non fermerà l’Italia", affermano fonti del Mit.
 Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, la situazione potrebbe variare da città a città. Le aziende del Tpl hanno comunicato che sarà in vigore l’operativo normalmente previsto, mentre l’Usb continua a confermare lo sciopero generale in tutti i settori interessati. A Roma, Atac ha confermato il regolare svolgimento del servizio. La comunicazione riguarda anche la rete Cotral e i collegamenti gestiti dagli operatori privati Autoservizi Troiani Sap, Autoservizi Tuscia Bis e Atr. Al momento, dunque, l’indicazione delle aziende è quella di mantenere il servizio ordinario. Tuttavia, alla luce della conferma dello sciopero da parte dell’Usb, l’effettiva circolazione di autobus, tram e metropolitane dipenderà anche dalle eventuali adesioni del personale e dagli aggiornamenti che potranno arrivare nelle prossime ore. Per i passeggeri è consigliabile verificare le comunicazioni ufficiali delle aziende locali prima di mettersi in viaggio, soprattutto per gli spostamenti nelle ore di punta. Per il trasporto aereo, lo sciopero è previsto per l’intera giornata del 30 ottobre, da mezzanotte alle 23.59, e si incrocerà con la mobilitazione del trasporto aereo a Firenze e Pisa che vedrà incrociare le braccia, dalle ore 00.00 alle ore 23.59, i lavoratori di Consulta, Gh Toscana, Toscana Aeroporti Spa. I passeggeri sono invitati a verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea e a consultare gli avvisi pubblicati dagli aeroporti. Le modalità effettive dei disagi dipenderanno dall'adesione del personale e dai servizi interessati. A rischio anche il trasporto marittimo a causa dello sciopero nazionale del settore che coinvolgerà per l'intera giornata i lavoratori dei porti. Per il trasporto pubblico locale, durata e modalità dello sciopero saranno stabilite a livello territoriale. Trasporti a parte, lo sciopero generale del 30 ottobre, coinvolgerà diversi comparti pubblici e privati, dalle scuole ai servizi sanitari. Scuola: per docenti, personale Ata e lavoratori dell'istruzione sono possibili disagi nel regolare svolgimento delle lezioni e nelle attività amministrative, in base all'adesione del personale dei singoli istituti. La mobilitazione riguarda inoltre la sanità pubblica e privata. Saranno comunque garantiti i servizi essenziali e le prestazioni di emergenza previste dalla normativa, mentre alcune attività programmate potrebbero subire rallentamenti, rinvii o sospensioni. 
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Manovra, leader centrosinistra all’assalto: oggi call del campo largo

(Adnkronos) –
"Sciogliere qualche nodo" e "fare qualche passo in avanti". Non è proprio un menù delle grandi occasioni, quello che emerge consultando le fonti dei partiti del centrosinistra. Però, la call in programma oggi tra Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni qualche "passaggio importante" lo potrebbe far segnare. In origine, all'odg del faccia a faccia dei leader ci sarebbe dovuto essere il tema del programma e delle primarie di coalizione. Argomenti che, però, ancora non sono maturati a sufficienza nel campo largo e sui quali (soprattutto le primarie) gli alleati restano su posizioni non proprio sovrapponibili.  Non ci si attende, quindi, dai leader decisioni definitive su questo. Men che meno sulla data delle primarie, circolata mercoledì, del 14 marzo. Non c'è conferma ufficiale tra i partiti dell'alleanza su questo. In casa Pd, per esempio, solo qualche giorno fa all'incontro Montepulciano era stata tracciata una road map chiara: programma entro l'anno, primarie a inizio 2027. Resta ancora da chiarire, tra l'altro, quanti 'coperti' apparecchiare al tavolo di coalizione: una decisione procrastinata in virtù delle ultime vicissitudini del centro dell'alleanza, specie dopo il 'no' della Camera al gruppo parlamentare riformista che avrebbe risolto la questione della raccolta delle firme, tra gli altri, a Più uno.  A questo proposito, non è escluso un tentativo di avvicinamento tra il movimento di Ruffini e Gabrielli con Progetto civico Italia di Alessandro Onorato, 'titolare' della componente in Senato con il Psi. Al riguardo, Riccardo Magi è stato duro con gli altri big dell'opposizione: "Il formato dell'incontro non è neanche un formato che vince, che convince, nel senso che ovviamente sta sotto al 40%. Manca una parte che è quella che noi insieme ad altri ci candidiamo a interpretare e a rappresentare. E quindi spero che nei prossimi giorni riusciremo a fare anche su questo versante dei passi avanti con le altre formazioni, non dico mai di centro perché non mi sono mai definito di centro, ma riformatrici, europeiste, liberal democratiche, per capirci", ha detto all'Adnkronos. 
Altro 'piatto' sul tavolo dei leader dovrebbe essere la manifestazione unitaria sul caro vita. Anche qui, però, un approfondimento potrebbe essere necessario per preparare al meglio l'evento, magari spostando il 'focus' più sulla manovra, il tema attualmente in cima ai pensieri di tutti i leader di opposizione. Su questo, l'obiettivo è quello di mettere a punto una serie di iniziative comuni in Parlamento e definire un perimetro condiviso per una battaglia parlamentare e nel Paese che si annuncia accesa. Sull'odg dei leader, Schlein è stata chiara: "Anzitutto questa manovra, è allucinante. E' una manovra di mance e di spot elettorali", ha spiegato a margine di un convegno del Pd sulla legge sul caporalato. Poco prima, era stata netta: "Il Paese aspettava risposte ma Meloni ha fatto una manovra di mance e spot elettorali. L’unica buona notizia è che sarà l’ultima per questo governo". Una linea vicina a quella di Nicola Fratoianni: "La manovra del governo Meloni è l'ennesima e imbarazzante manovra a sbafo, che lascia i debiti a chi verrà dopo. Nessuna reale risposta alle necessità del Paese, nulla di fatto per giovani, studenti, lavoratori, famiglie e pensionati. La destra usa i soldi degli italiani solo per bonus e mancette elettorali intrise di propaganda", ha detto il co leader di Avs.  Anche Giuseppe Conte si è unito al coro dei leader del centrosinistra critici verso la manovra e il governo: "La manovretta elettorale è una lotteria di micromisure per microplatee. Se sei fortunato, dopo lo slalom tra i vari requisiti, raccogli qualche briciola", ha scritto sui sociale il leader del M5s. "Il biglietto vincente va ad armi e difesa: 14 miliardi di extra spese. Quello perdente ai lavoratori dipendenti, tartassati tra rincari, tasse e stipendi da fame. Per le armi 4,5 miliardi in più nel 2027, per la sanità 2,5: la metà di quanto chiesto dallo stesso Ministro e dalle Regioni", ha aggiunto Conte che, come su altri temi di attualità per l'alleanza, ha sollecitato gli alleati: "Alla mia comunità e alle forze di opposizione dico: ora dare tutto, senza perdere un secondo. Difendiamo l'Italia". 
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Halloween, trucchi e maschere possono danneggiare la pelle: ecco i rischi

(Adnkronos) – "Trucchi per il viso, glitter, effetti speciali e maschere possono mettere seriamente a rischio la nostra pelle con conseguenze anche gravi sul fronte sanitario". Lanciano il monito gli esperti della Sima – Società italiana di medicina ambientale, che in vista della festa di Halloween ricordano i pericoli legati all'uso di prodotti non a norma e lanciano il progetto 'Sima Skin Health'. Obiettivo: "Aumentare la prevenzione in tema di salute della pelle ed educare i cittadini circa i rischi legati a fattori esterni, a partire da quelli ambientali". "Proprio nel periodo di Halloween – spiega la Sima – si registra un forte aumento nel consumo di prodotti cosmetici contraffatti e si assiste a una invasione sul mercato di costumi e maschere non a norma che possono contenere ingredienti irritanti, sostanze allergizzanti o contaminanti, provocando reazioni cutanee anche importanti. Tra le conseguenze più comuni figurano dermatiti irritative e allergiche, arrossamenti, prurito, bruciore, gonfiore e comparsa di vescicole. Nei cosmetici non conformi eventuali sostanze irritanti o allergizzanti possono compromettere la barriera cutanea e aggravare condizioni preesistenti come eczema, dermatite atopica e rosacea. Anche le maschere possono danneggiare la cute provocando abrasioni e infiammazioni. Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la possibile presenza nei prodotti contraffatti di sostanze vietate e potenzialmente cancerogene. La nostra pelle, tuttavia, è la parte del corpo più esposta e quindi quella più a rischio non solo ad Halloween, ma tutto l'anno", avverte la società scientifica: "Inquinamento dell'aria, radiazioni solari, cattiva illuminazione degli ambienti, fumo, alcol, sonno insufficiente e stili di vita errati sono tutti elementi che hanno effetti diretti sulla salute della pelle e contribuiscono all'insorgenza di patologie cutanee". "La pelle vive nell'ambiente in cui vive la persona, e per questo è importante portare la prevenzione nelle case, sul lavoro e negli spazi della vita quotidiana dei cittadini – afferma Paolo Mezzana, responsabile del Dipartimento di Medicina estetica ambientale Sima – In tale direzione va il progetto Sima Skin Health, un programma di ricerca, formazione e prevenzione dedicato al mondo della pelle e rivolto a medici estetici, operatori sanitari e figure professionali connesse al settore, volto a integrare la prevenzione ambientale nella pratica professionale e nell'educazione del paziente. La salute cutanea si protegge anche oltre lo studio medico, e la prevenzione deve accompagnare la persona nelle abitazioni, negli uffici, negli ambienti confinati e nelle città, considerando la qualità dell'aria, l'esposizione alla luce e gli altri fattori ambientali che possono alterare l'equilibrio della pelle e contribuire al suo invecchiamento". "Sima Skin Health traduce questa prospettiva in un percorso multidisciplinare per sviluppare conoscenze scientifiche, indicazioni preventive e strumenti applicabili alla pratica professionale – conclude il presidente Sima, Alessandro Miani – Il progetto sarà coordinato da Elena Campione, professoressa associata di Dermatologia e direttrice della Scuola di specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell'università degli Studi di Roma Tor Vergata". 
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Chi decide gli orari del riscaldamento in condominio e come modificarli? Tutte le risposte

(Adnkronos) – Gli orari di accensione e spegnimento del riscaldamento centralizzato sono una questione che interessa molti condomini, soprattutto con l’arrivo della stagione fredda. "Non è però possibile – spiega l'esperta Alessandra Caparello di Immobiliare.it – scegliere liberamente quando accendere i termosifoni: occorre rispettare le regole nazionali, che stabiliscono il periodo di funzionamento degli impianti, il numero massimo di ore giornaliere e la temperatura consentita. All’interno di questi limiti, il condominio può organizzare gli orari in base alle proprie esigenze, secondo le disposizioni del regolamento e le decisioni degli organi condominiali. Quando il condominio dispone di un impianto di riscaldamento centralizzato, la decisione sugli orari di accensione e spegnimento spetta in primo luogo all’assemblea condominiale, che può individuare le fasce più adatte alle esigenze dei residenti, senza superare i limiti previsti dalla legge. Per esempio, si può decidere di concentrare il funzionamento nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio, oppure distribuire le ore disponibili in più momenti della giornata". "L’assemblea – afferma – può anche scegliere di utilizzare l’impianto per un periodo più breve rispetto al massimo consentito, per contenere i consumi e le spese comuni. Non è invece possibile deliberare un orario che superi i limiti stabiliti dalla normativa nazionale o dalle eventuali disposizioni locali. Se non esiste una decisione dell’assemblea che disciplini gli orari, può intervenire l’amministratore, nell’ambito delle proprie competenze e nel rispetto delle regole applicabili. Il suo compito è gestire il servizio comune e fare in modo che l’impianto funzioni correttamente. Non può, però, ignorare una delibera già approvata o disporre liberamente un prolungamento del funzionamento oltre i limiti consentiti".  Le regole di riferimento sono contenute nel D.P.R. 74/2013, che disciplina il funzionamento degli impianti termici e stabilisce periodi e durate massime di accensione in base alla zona climatica in cui si trova l’edificio. L’Italia è suddivisa in sei zone climatiche (dalla A alla F), individuate in base alla media delle temperature del territorio. In linea generale, nelle aree più calde il riscaldamento può essere acceso per un periodo più breve, mentre nei territori più freddi la stagione termica è più lunga. Per gli impianti che non si trovano nella zona climatica F, la fascia oraria giornaliera consentita dalla normativa va dalle 5:00 alle 23:00. Ogni zona prevede un tetto massimo di ore di funzionamento quotidiano. 
Zona A è la zona più calda, con meno di 600 gradi giorno. Comprende solo Lampedusa e Porto Empedocle (AG). Zona B: comprende le aree costiere della Sicilia, della Sardegna, della Puglia, della Calabria e parte della Campania, con gradi giorno compresi tra 600 e 900. Zona C: include le zone costiere del Centro-Sud, parte della Pianura Padana e alcune aree interne, con gradi giorno tra 901 e 1400. Zona D: comprende gran parte della Pianura Padana, le zone interne del Centro-Sud e alcune aree costiere del Nord, con gradi giorno tra 1401 e 2100. Zona E: include le zone montane e collinari del Centro-Nord, con gradi giorno tra 2101 e 3000. Zona F: è la zona più fredda, con oltre 3000 gradi giorno. Comprende le aree alpine e alcune zone appenniniche. 
Le durate e i periodi ordinari sono stabiliti dalla legge in base alla zona climatica. Zona climatica A: dal 1° dicembre al 15 marzo, per un massimo di 6 ore al giorno. Zona climatica B: dal 1° dicembre al 31 marzo, per un massimo di 8 ore al giorno. Zona climatica C: dal 15 novembre al 31 marzo, per un massimo di 10 ore al giorno. Zona climatica D: dal 1° novembre al 15 aprile, per un massimo di 12 ore al giorno. Zona climatica E: dal 15 ottobre al 15 aprile, per un massimo di 14 ore al giorno. Zona climatica F: non sono previsti limiti ordinari al periodo di accensione né alla durata giornaliera.Le fasce indicate rappresentano la disciplina ordinaria. Tuttavia, in presenza di freddo eccezionale o condizioni meteorologiche particolarmente avverse, la legge attribuisce ai Sindaci la facoltà di ampliare i periodi di accensione o la durata giornaliera tramite apposite ordinanze comunali. Per sapere quando e quanto può rimanere acceso il riscaldamento nel proprio stabile, occorre quindi verificare la zona climatica del comune, il numero di ore consentite e le eventuali disposizioni in vigore a livello locale.   
Gli orari del riscaldamento centralizzato possono essere rivisti anche dopo l’inizio della stagione termica, purché la modifica rispetti la normativa e le eventuali regole del regolamento condominiale. Se, per esempio, molti residenti rientrano a casa nel tardo pomeriggio e ritengono insufficiente il riscaldamento nelle ore serali, possono chiedere che venga valutata una diversa distribuzione delle ore disponibili. La modifica può essere proposta all’assemblea, che dovrà discutere la questione e votare la soluzione. Per avviare la procedura è possibile rivolgersi all’amministratore e chiedere che l’argomento venga inserito all’ordine del giorno di una nuova assemblea. La convocazione e la deliberazione dovranno rispettare le regole previste per il condominio e le maggioranze applicabili (ex art. 1136 c.c.). La decisione può riguardare sia la distribuzione delle ore di accensione sia una riduzione del tempo complessivo di funzionamento per risparmiare sui consumi. Non può invece autorizzare il superamento dei limiti legali, salvo che ricorrano le condizioni per una deroga autorizzata dalle autorità competenti. Ricordiamo che negli impianti centralizzati è obbligatoria l’installazione di valvole termostatiche e contabilizzatori di calore (D.Lgs. 102/2014). Questo permette a ogni residente di regolare autonomamente la temperatura nei singoli locali della propria abitazione e di pagare in base ai consumi effettivi, evitando che l’impianto scaldi eccessivamente alcuni appartamenti lasciandone al contempo altri freddi. Se alcuni appartamenti rimangono freddi nonostante il riscaldamento sia in funzione, è opportuno verificare lo stato dell’impianto e l’eventuale presenza di bolle d’aria nei radiatori o malfunzionamenti delle valvole, anziché aumentare indebitamente le ore di accensione.  Negli edifici dotati di caldaie o impianti autonomi, ogni residente può gestire direttamente l’accensione del proprio generatore di calore e scegliere come distribuire il riscaldamento durante la giornata. Questa maggiore autonomia, tuttavia, non elimina i vincoli generali previsti dalla legge. Anche gli impianti autonomi devono rispettare, di regola, i periodi di accensione, le durate giornaliere e i limiti di temperatura applicabili alla zona climatica di appartenenza. Restano valide le eventuali deroghe e le disposizioni locali. La differenza principale è quindi organizzativa: con il riscaldamento centralizzato gli orari vengono gestiti in maniera unitaria per l’intero edificio, mentre con quello autonomo il singolo occupante programma il proprio termostato entro i limiti consentiti. 
Anche gli inquilini hanno voce in capitolo sulla gestione del riscaldamento. In base all’articolo 10 della Legge 392/1978, il conduttore ha diritto di voto diretto (in luogo del proprietario dell’appartamento) nelle deliberazioni condominiali relative alle spese e alle modalità di gestione dei servizi di riscaldamento e condizionamento. L’inquilino che ritiene che gli orari deliberati siano inadeguati può quindi segnalare il problema all’amministratore, richiedere la partecipazione all’assemblea o proporre una revisione delle fasce orarie. Se invece il riscaldamento non funziona correttamente o le decisioni prese non vengono rispettate dal conduttore dell’impianto, è consigliabile documentare le difformità e richiedere un intervento tecnico di verifica. (di Sabrina Rosci)  
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Sciopero Italo, lunedì 9 novembre treni a rischio: orari e motivi della protesta

(Adnkronos) – “Lunedì 9 novembre sciopero nazionale di tutto il personale ferroviario di Italo Ntv dalle 9.01 alle 16.59”. Ad annunciarlo Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl ferrovieri, Fast Confsal e Orsa ferrovie, “dopo mesi di trattative nei quali si sono susseguiti incontri, proposte e tentativi di mediazione, che hanno determinato rigidità e nessuna risposta nel confronto per il rinnovo contrattuale”. “Una protesta indetta – spiegano le organizzazioni sindacali – per chiedere aumenti salariali e un rinnovo contrattuale adeguato. Chiediamo interventi di miglioramento normativo per il personale equipaggi, per le criticità salariali del personale di stazione, garanzie nei processi di ristrutturazione per il personale di staff e risposte concrete su previdenza e genitorialità”. “Non è accettabile – affermano ancora Filt, Fit, Ugl, Fast e Orsa ferrovie – che Italo chieda continuamente maggiore flessibilità e produttività e poi non dia risposte sulla redistribuzione dei risultati raggiunti e sul miglioramento delle condizioni economiche e normative dei lavoratori. È una contraddizione che non siamo più disposti ad accettare. L’espansione all’estero rappresenta un’opportunità, ma la priorità è investire sulle persone che ogni giorno fanno viaggiare i suoi treni”. “Non abbiamo neanche ricevuto risposte concrete – concludono le organizzazioni sindacali – nell’ambito del percorso in sede del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la confluenza verso il contratto di riferimento del settore”. 
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