(Adnkronos) – Tre medici dell'ospedale di Rho (Milano) risultano indagati per la bambina di due anni morta, mercoledì 9 settembre, al Buzzi di Milano. La piccola era stata presa in carico nel tardo pomeriggio dal personale in servizio al pronto soccorso dell'ospedale di Rho e, in seguito a un arresto cardiaco, trasferita d'urgenza all'ospedale Buzzi a Milano dove è deceduta.
Il fascicolo per omicidio colposo era stato aperto dalla pm Rosaria Stagnaro. I genitori della bambina hanno presentato una querela in Procura a Milano nei giorni scorsi. Si tratta di una denuncia in cui i familiari ricostruiscono le fasi della vicenda riguardante la piccola, la quale era stata presa in carico nel tardo pomeriggio dal personale in servizio al pronto soccorso dell'ospedale di Rho e, in seguito a un arresto cardiaco, trasferita d'urgenza all'ospedale dei bambini dove è deceduta.
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Bimba di due anni morta al Buzzi: indagati tre medici dell’ospedale dell’ospedale di Rho
Spari a Roma, donna ferita a Prati: l’arma potrebbe essere un fucile, colpi da oltre dieci metri
(Adnkronos) – I proiettili che hanno colpito la donna ferita lunedì 14 settembre al braccio in via della Giuliana, al quartiere Prati di Roma, erano pallini metallici. E’ quanto affermano gli investigatori della compagnia carabinieri San Pietro al termine del sopralluogo effettuato nella mattinata di oggi. I rilievi, effettuati dal Ris, con la ricostruzione in 3d della scena del crimine per risalire alla traiettoria degli spari, hanno interessato l'area di via della Giuliana nel lato, dove la vittima si trovava quando è stata raggiunta dai colpi. Colpi che, spiegano gli investigatori, potrebbero essere stati sparati da un’arma lunga, come ad esempio un fucile. Dai primi riscontri sembrerebbe improbabile che chi ha sparato possa averlo fatto dallo stesso lato di strada, dove si trovava la vittima. L'ipotesi è che i colpi possano essere stati sparati dal lato opposto, a una distanza di oltre dieci metri. Sarebbe quindi piuttosto difficile da lì riuscire a raggiungere l’obiettivo con una pistola.
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Cisgiordania, Tajani “Contro i coloni violenti servono misure a livello europeo”
ROMA (ITALPRESS) – “L’espansione degli insediamenti è inaccettabile, nessuno può tollerare le violenze dei coloni in Cisgiordania, nessuno può giustificare iniziative che compromettono la prospettiva della soluzione a due Stati”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, rispondendo al question time alla Camera. “La questione è capire quali strumenti utilizzare per incidere realmente su queste condotte” ha aggiunto Tajani “siamo convinti che, su materie di questo tipo, l’unico quadro giuridico e politico efficace sia quello dell’Unione Europea”. Per il ministro degli Esteri “la politica commerciale è una politica integrata con un’unione doganale dove circolano i prodotti con regole comuni. Per colpire in modo mirato ed efficace le attività” e “le fonti di finanziamento dei coloni violenti servono misure a livello europeo, per questo abbiamo scelto, fin dall’inizio, di affrontare la questione in ambito europeo”.
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La guerra a Lotito e le accuse false, quattro casi sotto esame
(Adnkronos) – La contestazione a Claudio Lotito è da anni una presenza costante nel rapporto tra la tifoseria della Lazio e la società. Ma nell'attuale vicenda giudiziaria il tema è più preciso: alcune informazioni circolate sul presidente e sulla Lazio sono considerate dagli inquirenti false e sono finite al centro di un'inchiesta per aggiotaggio e manipolazione del mercato. Non si tratta, quindi, della semplice critica alla gestione della società da parte dei tifosi. L'ipotesi della procura di Roma è che ci sia un "disegno unitario" orchestrato per destabilizzare la S.S. Lazio, società quotata in Borsa, e spingere il presidente Lotito a cedere il club sotto la pressione mediatica e della piazza. Le accuse riguardano fatti precisi e sono sostanzialmente quattro. "Lotito vuole far retrocedere la Lazio" È probabilmente l'accusa più pesante. Secondo la ricostruzione finita sotto esame della Procura, sarebbe stata diffusa la voce che Lotito avesse interesse a portare volontariamente la Lazio in Serie B per incassare il cosiddetto 'paracadute', quantificato in circa 35 milioni di euro. Un'accusa che attribuirebbe al presidente la volontà di danneggiare sportivamente la propria squadra per un vantaggio economico. Secondo gli inquirenti, questa informazione sarebbe falsa. "La Lazio sta per essere venduta" Un'altra ricostruzione riguarda la presunta imminente cessione della società. Nel corso dei mesi sono circolate indiscrezioni secondo cui Lotito sarebbe stato pronto a lasciare il controllo della Lazio e che ci sarebbe già stato un acquirente interessato. Anche questa circostanza è finita sotto la lente della Procura, che sta cercando di stabilire se la diffusione di tali informazioni facesse parte di una strategia finalizzata ad aumentare la pressione sul presidente. "Esiste un'offerta da 450 milioni" Qui la voce diventa ancora più precisa. Il 31 maggio 2026 venne pubblicata la notizia di una presunta offerta da 450 milioni di euro da parte di JP Morgan per acquistare la Lazio. Secondo quanto riportato negli atti dell'inchiesta, quella offerta non sarebbe mai esistita. È un elemento importante perché non si parlava semplicemente di un possibile interesse per il club: venivano indicati un presunto acquirente e una cifra precisa. "Le società di Lotito sono in difficoltà economica" Tra le informazioni finite sotto esame ci sono infine anche quelle relative alla presunta situazione di difficoltà economica delle società riconducibili a Lotito. Anche queste notizie vengono inserite dagli investigatori nel quadro delle informazioni che avrebbero potuto influenzare la percezione della solidità economica dell'imprenditore e, più in generale, la valutazione della Lazio.
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Ue, Suica “Patto per il Mediterraneo cornice di una nuova cooperazione”
STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Il Patto per il Mediterraneo costituisce la cornice del nostro lavoro”. Lo ha detto Dubravka Suica, commissario europeo per il Mediterraneo, incontrando i media italiani a margine della plenaria del Parlamento Ue, a Strasburgo.
L’iniziativa, lanciata nel novembre del 2025, è un piano d’azione che si fonda su tre pilastri: le persone come forza trainante per il cambiamento, le connessioni e l’innovazione; economie più forti, più sostenibili e integrate; sicurezza, preparazione e gestione della migrazione. Sul primo fronte, Suica ha citato tra gli altri il progetto dell’Università del Mediterraneo, una rete tra gli atenei europei e del Nord Africa per “mettere in contatto i giovani del Mediterraneo – ricercatori, studenti e chiunque sia interessato a partecipare. Naturalmente, la decisione di aderire spetta alle singole università, ma credo che saranno disponibili a farlo. Abbiamo già avviato delle discussioni con alcune di esse e riteniamo che questa sia la strada giusta”.
“Nel suo rapporto, Enrico Letta promuove il “diritto di restare”. Si realizza solo creando le condizioni affinchè le persone possano effettivamente rimanere. Parlo in questi termini perchè mi occupo anche di demografia – ha detto il commissario Ue -: per me è fondamentale creare le condizioni affinchè i giovani possano restare in Italia, ma dobbiamo anche aiutare le persone a rimanere in Siria. Se abbiamo bisogno di esperti, stipuliamo dei partenariati per i talenti. Alcuni politici fanno un uso improprio della questione, mescolando deliberatamente migrazione legale e illegale. L’immigrazione illegale è fuori discussione: siamo contrari e la stiamo combattendo. Stiamo facendo tutto il possibile per contrastarla”. “Stipuliamo accordi di partenariato sui talenti con i governi dei vari paesi e accogliamo alcuni dei loro esperti, avendo però cura di non causare una fuga di cervelli. Agiamo in collaborazione. E’ fondamentale che i cittadini ne siano consapevoli, dato che abbiamo un reale bisogno di manodopera”.
“Si tratta, in sostanza, di trovare una soluzione complessa ed equilibrata a diverse esigenze”, ha aggiunto. “Stiamo cercando di sostenere lo sviluppo di questi Paesi attraverso investimenti in loco, incoraggiando le aziende europee a investire in quell’area del mondo, in particolare nelle energie rinnovabili – ha detto ancora Suica -. Puntiamo a produrre energia rinnovabile in loco, consentendo di abbattere i costi di produzione, nell’ottica di affrancarci dai combustibili fossili, e in particolare da quelli di Putin, questo è il nostro obiettivo. Naturalmente non è un’impresa semplice, poichè richiede la realizzazione di interconnessioni tra Spagna e Marocco, tra Tunisia e Italia, tra Egitto e Grecia. Se riusciremo a costruire questi collegamenti, l’energia sarà effettivamente più economica. Oltre a favorire lo sviluppo di questi Paesi, questa produzione energetica crea nuove opportunità di lavoro per i giovani del luogo”.
“Stiamo sottoscrivendo accordi di partenariato con tutti i paesi coinvolti. Attualmente, abbiamo accordi di partenariato globale con Tunisia, Egitto e Giordania. Ne stavamo per firmare uno anche con il Marocco, ma la procedura è in sospeso a causa degli eventi del 31 luglio (la crisi di Ceuta, ndr). Abbiamo inoltre avviato negoziati per accordi analoghi con Bahrain ed Emirati. Siamo quasi arrivati a una conclusione con l’Arabia Saudita e anche con il Qatar. Tali accordi di partenariato non riguardano solo la migrazione, ma anche economia, energia, istruzione, scambi interpersonali e qualsiasi altro aspetto oggetto di negoziazione nei nostri accordi bilaterali. Cerchiamo di creare soluzioni reciprocamente vantaggiose. E’ questo l’approccio che stiamo seguendo”.
Non vi è alcuna prova che la crisi dei migranti a Ceuta sia stata in qualche maniera provocata dalle autorità del Marocco, ha inoltre ha sottolineato il commissario europeo per il Mediterraneo. “Sono in costante contatto con il ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, fin dal primo giorno. Non vi è alcuna prova che siano loro a strumentalizzare la situazione o a usarla come arma. Nessuna prova – ha spiegato Suica -. La questione di questo presunto uso strumentale andrebbe verificata, ma non spetta alla Commissione condurre tali indagini. Allo stesso tempo, la loro disponibilità a riaccogliere tutte queste persone nel giro di uno o due giorni dimostra che non sono stati loro a orchestrare la situazione”.
Le trattative per un accordo di partenariato strategico e globale tra Ue e Marocco “sono attualmente in sospeso perchè vogliamo vedere un loro reale impegno e la volontà di aiutarci a risolvere il problema – ha sottolineato il commissario europeo -. Naturalmente, ci sono ancora dei minori – tra i mille e i duemila – che si trovano lì, il Marocco è disposto ad accoglierli, ma il problema è che le autorità spagnole necessitano di garanzie scritte da parte di quelle marocchine sull’accettazione di queste persone. Dobbiamo attenerci al diritto internazionale: le autorità spagnole sono tenute a rispettarlo e non possono rimpatriare i minori senza garanzie, ad esempio in assenza di contatti con le famiglie o situazioni analoghe. E’ quindi in corso un lavoro di coordinamento tra il ministro degli Esteri spagnolo e le autorità marocchine. Stiamo cercando di fornire assistenza per gestire la situazione”.
“Si tratta della nostra frontiera esterna, la frontiera esterna dell’Europa, e dobbiamo occuparcene. Non sto incolpando nessuno, non voglio dire che le autorità spagnole non abbiano fatto abbastanza, ma dobbiamo continuare a proteggere la frontiera esterna europea – ha concluso Suica -. Il problema attuale riguarda i minori, ma spero che la questione venga risolta a breve. Il Marocco è un Paese importante per l’Europa, ci sono interessi reciproci in gioco e loro hanno bisogno di noi. Spero che la vicenda non venga eccessivamente politicizzata, ma la lezione che ne traiamo è che dobbiamo presidiare i nostri confini”.
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Donnarumma: “Con Mancini torneremo dove l’Italia merita”
(Adnkronos) – "Sono sicuro che torneremo a fare bene, a qualificarci all'Europeo e poi al Mondiale. Con Mancini torneremo dove l'Italia merita". Così il capitano azzurro Gianluigi Donnarumma, nel corso di un'intervista a Sky Sport Insider. "So già l'ambiente che andrò a trovare, perché non è stata un'estate facile:
è stata durissima -sottolinea il 27enne napoletano-. Ora bisogna cambiare pagina, bisogna tornare a essere ottimisti e positivi, ricreare un grande gruppo. E solo tra di noi possiamo farlo. Tutti insieme dobbiamo riscrivere la nostra storia.
Vedere il Mondiale senza di noi è stato durissimo per tutti i ragazzi. Però bisogna alzare la testa, non c'è alternativa". L'ex estremo difensore di Milan e Psg torna sul trionfo europeo a Wembley di 5 anni fa con Roberto Mancini in panchina. "È stata una delle cose più belle della mia vita, forse la più bella in assoluto insieme alla nascita di mio figlio. L'immagine che voglio ricordare per sempre è l'abbraccio tra il mister Mancini e Gianluca Vialli dopo la vittoria finale, fa capire quanto Gianluca desse a tutti noi, al nostro gruppo". Chiusura sulla vittoria nel derby di Manchester contro lo United nell'ultimo turno di Premier League. "È stata una vittoria molto emozionante. Maresca ha grande fiducia in me, mi ha scelto come uno dei capitani della squadra, e per me è un orgoglio enorme rappresentare questa maglia con quella responsabilità. Ha grande cura dei dettagli, ti aiuta tanto, ha creato un ambiente bellissimo".
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Ucraina, Schlein: “Differenze nel centrosinistra? Le comporremo”. A Meloni: “Dica presto quando andremo a votare”
(Adnkronos) – Le divisioni del centrosinistra sull'Ucraina? "In questo momento la mozione contro il diritto di veto in Europa che abbiamo presentato con M5S e Avs è stata appena rinviata perché la maggioranza che governa questo Paese non riesce a scrivere una mozione su questo tema. Io capisco che sia appassionante parlare delle tre cose su cui abbiamo ancora delle differenze che, come dico sempre, comporremo discutendo. Le affronteremo tutte e tre, però vorrei che non si perdesse l'attenzione sul fatto che le cose che abbiamo in comune sono 4850 anche sulla politica estera, lo diceva Daniele Silvestri a cui mandiamo un abbraccio e un saluto anche perché è stato con noi alla piazza che abbiamo fatto contro un referendum". Lo ha detto Elly Schlein a un'iniziativa con Maurizio Landini a Cattolica, dopo che in questi giorni il leader del M5S, Giuseppe Conte, ha ribadito a più riprese il no alle armi all'Ucraina segnando così la divisione nel campo largo in tema di politica estera.
"Non c'è miglior programma per l'alleanza progressista che attuare fino in fondo la nostra Costituzione antifascista, articolo per articolo e ce n'è uno che dice una cosa chiara, articolo 11: l'Italia ripudia la guerra. Noi ripudiamo la guerra. Non facciamo mistificazioni, in questo dibattito siamo stati tutti d'accordo nel condannare l'aggressione militare e criminale di Putin all'Ucraina – ha sottolineato – Siamo stati tutti d'accordo nel dire che bisogna sostenere quel Paese. Possiamo avere idee diverse su come sostenerlo, ma siamo anche tutti d'accordo che non possiamo aspettare per fare la pace che cada l'ultimo fucile. Bisogna avere un'iniziativa politica e diplomatica che fino a qui l'Unione Europea non ha fatto". "E non l'ha fatta perché i governi europei sono troppo gelosi della propria politica estera. Questo impedisce loro di avere un ruolo nella costruzione di percorsi di pace", ha aggiunto la leader dem. Capitolo elezioni. "Io penso che Giorgia Meloni debba dire al Paese quando andremo a votare e che lo debba fare presto. La mia responsabilità, guidando la prima forza d'opposizione, è lavorare per essere pronti in qualunque momento si andrà a votare e per vincere con qualunque legge elettorale ci sarà", ha detto Schlein. "Noi faremo muro contro la legge – ha rimarcato – e noi speriamo di mandare sotto alla Camera la maggioranza un'altra volta". Tema migrazioni. "Anche le migliori innovazioni europee, come Schengen, sono partite da un gruppo di stati che ci credeva di più e poi gli altri che si sono convinti strada facendo. E su questo devo dire che è vergognosa la becera propaganda che Giorgia Meloni ha fatto contro la Spagna e Pedro Sanchez sapendo benissimo che da Ceuta non c'è la libera circolazione verso il resto dell'Unione Europea", ha scandito la segretaria del Pd. "Tra l'altro con un boomerang clamoroso perché dopo quell'uscita 7 Paesi europei hanno cominciato a dire che avrebbero rimandato in Italia quei richiedenti asilo che sono entrati in Europa dall'Italia. Questo dimostra che in Europa il nostro governo ha sempre fatto le battaglie sbagliate e non ha fatto quelle giuste per l'interesse nazionale, perché una cosa doveva fare in questi anni Giorgia Meloni andando in Europa, ricordare cosa c'è scritto nei trattati che parlano di solidarietà europea e condivisione delle responsabilità sull'accoglienza".
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Pagamenti, Dalmasso (Satispay):”Iban discrimination ha costi altissimi”
(Adnkronos) – "Il costo dell'Iban discrimination? Elevatissimo, parliamo sicuramente di svariati miliardi". Lo dichiara Alberto Dalmasso, founder e ceo di Satispay, a margine dell'incontro alla Camera dei deputati 'Stop alla discriminazione dell’Iban: un diritto europeo da far rispettare'. "È un tema di costo del fare impresa, di mancata competitività in generale e di mancata opportunità di creare grandi campioni europei – spiega Dalmasso – poiché non possiamo con semplicità e con un'unica licenza offrire servizi finanziari in tutto il mercato europeo. Il mercato rimane comunque frammentato e richiede forti investimenti per servire anche solo, con una cosa banale come dare il codice nazionale sull'Iban, tutti i cittadini europei, cosa che non avviene in grandi mercati come quello statunitense o quello cinese". "L'Europa può fare di più – dice – Casi come Satispay sono esempi di quanto una norma europea come la Payment Service Directive possa fare per far nascere campioni europei. Serve però una maggiore collaborazione e coordinamento anche con le autorità locali in modo che si possa fare sempre più moral suasion, cosa che si fa già a livello nazionale, ma anche applicare sanzioni laddove continuano questi atteggiamenti, che non fanno altro che penalizzare i cittadini, le piccole imprese e chi, sulla base di servizi finanziari, vuole costruire grandi imprese". "Questa problematica va a impattare sull'azione delle società economiche che lavorano sul mercato italiano". "È un limite non solo per i cittadini, che si ritrovano a convivere con questa problematica, ma anche per le nuove imprese – spiega Dalmasso – Vogliamo che si vada a cercare la parità di pagamento, anche per limitare l'uso del contante". "Il cittadino che si sposta perché studia o lavora non può inciampare in un problema come l'Iban discrimination – aggiunge – Il mercato unico va protetto, serve un coordinamento trasversale, fa riflettere che aumentino il costo del denaro e gli investimenti necessari, in un continente che ha estrema necessità di stabilire percorsi finanziari comuni – aggiunge -. Le autorità stanno facendo un grande lavoro. Bisogna far sì che gli studenti che hanno fatto una scelta libera, ad esempio dopo l'Erasmus, non vengano discriminati per questo".
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Taglio bollo auto, le ipotesi allo studio: ecco i possibili parametri
(Adnkronos) – Nella 'tempesta perfetta' del boom dei prezzi di benzina e diesel alla pompa, bollette di luce e gas alle stelle, e rincari sul carrello della spesa, una buona notizia all'orizzonte per i consumatori con l'ipotesi allo studio del governo di un taglio del bollo auto da inserire nella prossima manovra finanziaria. Ma come potrebbe funzionare questa misura e quanto inciderà sulle tasche degli italiani? Adnkronos/Labitalia lo ha chiesto a Dario Giordano, responsabile dell'ufficio legale di Udicon. "Da quanto emerge finora -sottolinea- è previsto un taglio modulare del bollo auto che prende in considerazione diversi parametri. In sintesi, chi è in regola con i pagamenti del bollo, chi possiede un’auto di piccola cilindrata, chi possiede un’auto poco inquinante, potrebbe pagare di meno. Quindi le piccole auto vanno verso una riduzione dell'importo da pagare e questa impostazione trova il nostro favore", sottolinea. L'esperto dell'associazione dei consumatori spiega il perché. "Qualsiasi tassa, qualsiasi onere, quando è puntuale, quando è parametrato, personalizzato sull'effettiva situazione della persona, del cittadino, del consumatore è sempre più equo a nostro parere", sottolinea Giordano. E per Giordano è positivo il sostegno a chi ha auto piccole perchè "si potrebbe dare una mano al decongestionamento delle grandi città. A questo punto noi ci aspettiamo che moto e scooter possano essere ancor più agevolati in questo senso", sottolinea. Ma Giordano avverte anche che sulla misura allo studio dell'esecutivo occorre che "i parametri effettivi su cui calcolare questo sconto siano ben progettati. Voglio fare un esempio concreto. Pensiamo all'anno di immatricolazione e al chilometraggio. Le auto più vecchie, quelle con più chilometri, potrebbero essere più inquinanti, ma questo potrebbe trasformarsi in un danno per i meno abbienti. Infatti spesso sono proprio i meno abbienti che non hanno le risorse per acquistare un'automobile nuova e che allo stesso tempo sono pendolari che fanno tanti chilometri. E quindi questo parametro non può tradursi in un danno per chi già ha una situazione di aggravio e di scarso potere di acquisto", sottolinea l'esperto. Secondo l'esperto di Udicon "un'impostazione veramente progressiva" della misura allo studio del governo "sul bollo auto dovrebbe colpire chi fa un utilizzo improprio, per non dire superfluo, della vettura. Insomma il classico Suv che viene utilizzato per fare pochi metri". Per Giordano un esperimento a livello locale da replicare "è quello della Regione Lazio, cioè premiare chi è in regola con i pagamenti del bollo e attiva la domiciliazione" per il pagamento. "Secondo noi è un'ottima impostazione che premia i virtuosi e aprirebbe anche a un'ipotetica rateizzazione del bollo auto, che potrebbe aiutare anche chi è in difficoltà", conclude.
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Alessandro Di Battista, quarta notte al Policlinico Gemelli: resta riserbo su salute dell’ex M5S
(Adnkronos) – Ha trascorso la quarta notte al Policlinico Gemelli di Roma Alessandro Di Battista, ricoverato da sabato 12 settembre. Il vicepresidente dell'associazione Schierarsi sta proseguendo le cure dopo il malore accusato il 28 agosto a Cuba, dove si trovava per realizzare un reportage, e il successivo intervento chirurgico eseguito all'Avana. L'ex parlamentare del M5S è arrivato all'Irccs romano sabato mattina, intorno alle 8.20, trasferito in ambulanza dall'aeroporto di Ciampino. Al momento del trasferimento presentava una vistosa fasciatura alla testa. Su richiesta della famiglia, il Policlinico Gemelli
non diffonderà bollettini medici
. Le informazioni disponibili sulle sue condizioni sono quindi molto limitate e provengono esclusivamente da persone vicine all'attivista. Anche i neurochirurghi contattati dall' Adnkronos Salute invitano alla prudenza. "In assenza di dati clinici ufficiali", spiegano, "non è possibile stabilire quali esami o trattamenti siano in corso, né conoscere il reparto in cui Di Battista è ricoverato. Non è quindi possibile formulare ipotesi attendibili sui tempi di degenza, sulle eventuali dimissioni o sul recupero". Per questo, gli specialisti sottolineano "l'importanza di attendere comunicazioni ufficiali prima di qualsiasi valutazione sul quadro clinico". Nel frattempo, l'associazione Schierarsi ha rivolto un appello al rispetto della privacy di Di Battista e della sua famiglia. In un messaggio pubblicato sabato sui social, l'associazione ha chiesto ad "amici, sostenitori e operatori dell'informazione di non recarsi al Policlinico Gemelli, così da consentire a lui e alla sua famiglia di vivere i prossimi giorni nella necessaria tranquillità. Ogni eventuale aggiornamento sarà condiviso nei tempi e nei modi ritenuti opportuni, sempre nel pieno rispetto della volontà di Alessandro Di Battista e in accordo con le persone che gli sono accanto, come è avvenuto finora".
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