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Risparmio, buono fruttifero postale per minorenni rende 5% annuo lordo

(Adnkronos) – Un rendimento annuo lordo del 5% fino al compimento dei 18 anni. È la novità dei Buoni fruttiferi postali dedicati ai minori, pensati per costruire e progettare l’età adulta, un pensiero per il futuro che può arrivare da genitori, nonni, parenti e amici, partendo anche da una piccola somma. I Buoni sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti, garantiti dallo Stato italiano e distribuiti da Poste Italiane. Si possono sottoscrivere a partire dal taglio minimo di 50 euro e possono essere intestati a bambini e ragazzi fino a 16 anni e mezzo. Al compimento dei 18 anni, il “tesoretto” accumulato potrà diventare una risorsa per gli studi, l’ingresso nel mondo del lavoro o altri progetti personali. (VIDEO) Il risparmio postale accompagna le famiglie italiane da generazioni, rappresentando il porto sicuro in cui gli italiani custodiscono in modo redditizio il loro denaro. Attualmente, sono oltre 6 milioni e 800 mila i Buoni dedicati ai minori in circolazione, per un valore complessivo superiore ai 10,5 miliardi di euro. La regione che guida questa speciale classifica è la Campania, seguita da Lombardia e Lazio. La Lombardia è invece la regione con il più alto numero di Libretti di risparmio dedicati ai minori, che, articolati in tre fasce d’età, diventano anche un’opportunità per imparare gradualmente a gestire le somme accantonate: fino ai 12 anni, con operazioni gestite da genitori o tutori; dai 12 ai 14 anni, per i primi passi verso l’autonomia; dai 14 ai 18 anni, per una gestione più attiva grazie all’app e ai canali digitali.  I Buoni non hanno costi di sottoscrizione, godono di un regime fiscale agevolato, con ritenuta sugli interessi del 12,50% e sono esenti da imposta di successione. Si possono sottoscrivere in forma cartacea da parte del genitore, di un familiare o di un conoscente, purché maggiorenne, o in forma dematerializzata solo in caso di genitore o tutore. Attraverso i Buoni e i Libretti, il risparmio postale continua così a crescere e ad accompagnare le famiglie e le nuove generazioni coniugando la sicurezza della garanzia statale sul capitale investito, educazione finanziaria e innovazione digitale. 
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Famiglia nel bosco, difesa deposita memoria al Tribunale dei minori: “Chiediamo rientro immediato dei bimbi”

(Adnkronos) – La difesa di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, la cosiddetta famiglia nel bosco di Palmoli (Chieti), ha depositato al Tribunale per i minorenni dell'Aquila una memoria autorizzata. "Nelle 36 pagine la difesa – dice in una nota l'avvocato Simone Pillon – ha sottolineato, tra l'altro, la situazione di salute dei tre minori e l'espressa richiesta ribadita più volte da parte del servizio di Npi di possibili serie ripercussioni date dalla permanenza del collocamento extrafamiliare; il disagio e l'instabilità dei bambini in questo momento di avanti e indietro da Palmoli a Vasto; la collaborazione mostrata dai genitori; l’assidua e proficua partecipazione dei genitori al percorso di supporto alla genitorialità; l’acquisizione da parte dei genitori della richiesta 'flessibilità mentale' e della 'capacità di riconoscimento dei bisogni dei figli' nonché 'l’accettazione del percorso scolastico' e ha concluso chiedendo il rientro immediato dei bambini in famiglia. I genitori si augurano una decisione positiva in tempi brevi, nell'interesse dei loro bambini". 
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Nuovo stadio Milan e Inter, quanto vale l’accordo con Generali? I dettagli

(Adnkronos) – Occhi sul presente, per mettere le basi del futuro. Il Generali Stadium, il nuovo stadio di Milano, proietterà Milan e Inter in una nuova dimensione. A cominciare dai ricavi previsti dall'accordo per i naming rights: come apprende l'Adnkronos, il nome di una delle compagnie assicurative più importanti al mondo garantirà ai rossoneri e ai nerazzurri circa 650 milioni di euro in 25 anni. Insomma, un valore medio annuo stimato intorno ai 26 milioni. Numeri monstre, per un impianto che dovrà dare una svolta all'immagine dei due club a cominciare dal 2031, quando verrà inaugurato tra la primavera e l'estate. Per prepararsi al grande appuntamento degli Europei 2032, ospitati dall'Italia insieme alla Turchia.  Le cifre dell'accordo sono già da record per l'Italia. Guardando alla Serie A, New Balance garantisce per esempio all'Atalanta 2,4 milioni di euro ogni annoi in cambio dei diritti di denominazione dello stadio, la New Balance Arena. Un investimento più contenuto è invece quello di Bluenergy, che versa all'Udinese un milione di euro all'anno per legare il suo nome all'impianto bianconero.  Il confronto più significativo è con la Juventus, un club più vicino a Milan e Inter in termini di seguito e blasone. Nel 2020, la società ha raggiunto un'intesa decennale con Allianz del valore complessivo di 103,1 milioni di euro, corrispondenti a circa 10,3 milioni per stagione. Si tratta di un importo molto più basso rispetto ai 26 milioni complessivi previsti per il Generali Stadium, inferiore anche ai 13 milioni annui riconosciuti a ciascuna delle due società.La collaborazione tra Juventus e Allianz non riguarda però solo il nome dello stadio, ma include anche la sponsorizzazione delle divise di allenamento (scende dunque la quota relativa ai naming rights).  “Il nuovo stadio di Milano rafforzerà il ruolo della città come uno dei grandi palcoscenici italiani riconosciuti a livello globale. Generali rappresenta da sempre l'Italia nel mondo ed è per questo che abbiamo scelto di affiancare, fin dall’inizio di questo entusiasmante progetto, due club italiani che vantano un grande seguito a livello internazionale. Il Generali Stadium sarà un nuovo simbolo di Milano, e con il nostro impegno vogliamo esprimere la fiducia nel continuo progresso della città e di tutto il Paese, e la volontà di contribuire a un'eredità duratura per le prossime generazioni". Così, in una nota congiunta, Andrea Sironi e Philippe Donnet, presidente e Group Ceo di Generali, hanno commentato la l'accordo con Milan e Inter per i naming rights del nuovo stadio di Milano.  "Come Generali – continuano Sironi e Donnet – promuoviamo lo sport come strumento di benessere, inclusione e crescita per le persone e per le comunità, in Italia come negli oltre 50 paesi in cui operiamo. Per questo il nostro ruolo va ben oltre il nome dello stadio. Vogliamo essere parte di ogni emozione, di ogni esperienza che lo renderà vivo". 
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Giustizia, il 30 novembre a Palermo ultima tappa del progetto Uffici di prossimità

ROMA (ITALPRESS) – Un ultimo appuntamento, lunedì 30 novembre a Palermo, per tirare le fila del progetto “Uffici di prossimità. La giustizia più vicina ai cittadini”. La Sala Piersanti Mattarella di Palazzo dei Normanni ospiterà un evento che prevede gli interventi del presidente della Regione Renato Schifani, del ministro della Giustizia Carlo Nordio, del presidente dell’Assemblea regionale Gaetano Galvagno, del presidente di Formez Giovanni Anastasi, dell’assessore regionale alla Famiglia, alle Politiche sociali e al Lavoro, Nuccia Albano, e della dirigente generale dell’Assessorato, Maria Letizia Di Liberti.
Saranno presenti i sindaci coinvolti in questo lavoro – voluto dal Ministero della Giustizia, attuato da Regione Siciliana con il supporto di Formez e finanziato dal POC al PON Governance Capacità Istituzionale 2014-2020 -, i referenti degli uffici e i presidenti dei tribunali che nel corso dei mesi hanno ospitato le conferenze tematiche.
L’ultima è stata quella di Enna lo scorso 26 ottobre, e ha concluso il percorso del progetto nelle nove province siciliane. Nel corso del tour, che ha toccato dieci tribunali dell’isola – da Ragusa a Patti, da Catania a Sciacca, da Marsala a Siracusa, da Trapani a Termini Imerese fino ad Agrigento e, appunto, Enna -, sono stati presentati i trenta Uffici di prossimità operativi su tutto il territorio. Un’iniziativa pensata e realizzata per avvicinare alcuni servizi giudiziari a fasce della popolazione regionale distanti dai Palazzi di giustizia. Da oggi, l’obiettivo deve essere quello di creare una rete che i territori riconoscano come pilastro per portare sostegno ai più fragili.
“L’appuntamento del 30 novembre, a Palermo, rappresenta il momento culminante di un percorso fondamentale che ha coinvolto tutte le nove province siciliane – dichiara l’assessore Nuccia Albano -. Oggi più che mai, la rete degli Uffici di Prossimità deve diventare un punto di riferimento concreto e riconoscibile per i nostri territori, offrendo un sostegno reale alle persone più fragili, agli anziani e alle famiglie. Vogliamo continuare a rafforzare la collaborazione tra Comuni, Tribunali e servizi sociali per abbattere ogni distanza, non solo geografica, ma anche culturale e amministrativa, e garantire un accesso semplice e consapevole ai diritti di tutti i cittadini”.
“Dieci tappe, trenta Uffici di Prossimità, trenta Comuni e un unico obiettivo: una giustizia più vicina ai cittadini – afferma Giovanni Anastasi, presidente di Formez -. Il percorso di conferenze tematiche nei tribunali siciliani ci ha mostrato una rete viva, fatta di istituzioni che collaborano e di territori che chiedono servizi accessibili. E’ questa la pubblica amministrazione in cui crediamo, e siamo orgogliosi di poterla attuare con la Regione Siciliana in questo progetto voluto dal Ministero della Giustizia. Dunque, diamo appuntamento a tutti il 30 novembre a Palermo: faremo il punto su quello che abbiamo realizzato e proveremo a guardare avanti con i protagonisti di questo percorso”, conclude Anastasi.

– foto ufficio stampa Formez –
(ITALPRESS).

Ucraina, Meloni: “La sostengo anche per l’Italia e per altri scenari più spaventosi”

(Adnkronos) – "Sono perfettamente consapevole che il nostro appoggio all’Ucraina può avere un prezzo politico, che possa esserci anche una parte del nostro elettorato che non è d’accordo, ma non intendo cambiare posizione". Così Giorgia Meloni nel libro di Bruno Vespa 'Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein', in uscita lunedì 2 novembre da Mondadori-Rai libri. La presidente del Consiglio afferma: "Perché io non sostengo l’Ucraina semplicemente per gli ucraini. Lo faccio per l’Italia. Un contesto internazionale nel quale vige solo la legge di chi è militarmente più forte non conviene alla nostra Nazione. Non è un’opinione politica, è un dato di fatto. Se noi avessimo consentito una facile conquista dell’Ucraina, siamo sicuri che Mosca si sarebbe fermata, invece di portarsi più avanti, come peraltro è già accaduto in passato? E se avesse attaccato un Paese Nato, cosa avremmo fatto noi, atteso che i Paesi Nato hanno un impegno di difesa reciproca? Avremmo iniziato una guerra o, più semplicemente, avremmo sancito la fine dell’Alleanza atlantica, che ha garantito pace e prosperità all’Europa occidentale mentre l’Est europeo viveva oppresso e in povertà sotto il giogo sovietico? Io sostengo l’Ucraina perché tutti gli altri scenari sono potenzialmente più spaventosi". “Io penso sia stata una scelta giusta e doverosa, a difesa di una Nazione aggredita e di un ordine internazionale che non può accettare il prevalere della legge del più forte e delle guerre di aggressione – prosegue la premier – La resistenza eroica degli ucraini, con il sostegno fondamentale dell’Occidente, credo abbia dimostrato anche agli scettici che lì c’è un popolo, una storia, un’identità che non vogliono farsi schiacciare. Io lo chiamerei patriottismo e, da donna di destra, non posso che ammirarlo". 
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‘World Buffalo Congress’ road map per futuro con meno burocrazia e più innovazione

(Adnkronos) – Eliminare l’eccesso di burocrazia, superare il 'digital divide' tra nord e sud del Paese e utilizzare le nuove tecnologie al servizio della qualità.  La sfida dell’innovazione agroalimentare deve diventare uno strumento per migliorare l’eccellenza dei prodotti, rendere più efficienti i processi produttivi e rafforzare il legame tra cibo e territorio. È questa la direttrice per il futuro della filiera bufalina e della mozzarella di bufala campana Dop, emersa dal 'World Buffalo Congress', che si è concluso oggi a Sorrento. L’ultima giornata è stata dedicata al focus sulla mozzarella di bufala campana Dop. A indicare le opportunità e le criticità del settore è la ricerca Il comparto zootecnico italiano: stato dell’arte, sfide e opportunità per il Sud Italia, realizzata dall’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano. Il documento fotografa una filiera chiamata ad affrontare contemporaneamente l’aumento dei costi, la complessità degli adempimenti amministrativi e un accesso non omogeneo alle tecnologie digitali. “Per il comparto bufalino e per la Mozzarella di Bufala Campana Dop, il tema è strategico: l’innovazione può contribuire a rafforzare la competitività di una produzione che esprime qualità, competenze, tradizione e identità territoriale, a condizione che sia concretamente accessibile alle imprese e orientata a risultati misurabili”, commenta il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani.  Uno degli elementi più significativi evidenziati dalla ricerca riguarda il peso degli adempimenti amministrativi sulle aziende zootecniche. Secondo uno studio di Confagricoltura citato nel documento, un’azienda media può dover gestire fino a 20 registri obbligatori e oltre 2.000 registrazioni annuali. Il problema non è soltanto la quantità degli obblighi, ma anche la frammentazione dei sistemi informativi, che aumenta il rischio di errori formali, ritardi e sanzioni, sottraendo tempo e risorse alla gestione dell’attività produttiva. La seconda criticità riguarda la diversa capacità dei territori di adottare le tecnologie più avanzate. I dati riportati dall’Osservatorio Smart AgriFood mostrano che, nel 2025, il tasso di adozione delle soluzioni di Agricoltura 4.0 raggiunge circa il 50% al Nord, contro il 33% nel Sud e nelle Isole. Il divario emerge anche nelle tecnologie applicate direttamente agli allevamenti: i robot autonomi o semi-autonomi per le attività in stalla sono utilizzati dal 29% delle aziende del Nord contro appena l’8% di quelle del Sud. Alla base di questa differenza ci sono dimensioni aziendali, disponibilità di capitali, competenze e possibilità di sostenere investimenti iniziali.  La ricerca evidenzia inoltre che le aziende settentrionali sono maggiormente predisposte ad autofinanziare l’innovazione, mentre quelle meridionali dipendono più frequentemente dal sostegno pubblico. Gli incentivi all’innovazione hanno infatti guidato fortemente la crescita degli investimenti in digitalizzazione negli ultimi anni nell’intero settore agricolo, con l’80% delle aziende che ha investito in una soluzione digitale perché guidato dalla presenza di una tipologia di incentivo. Ma solo il 21% avrebbe comunque investito. Il ricorso alle forme di assistenza caratterizza in particolare il Meridione. Le aziende del Sud, in ogni caso, tendono a diversificare maggiormente i propri investimenti, con un’attenzione particolare alla gestione della risorsa idrica, la salute del suolo e la qualità alimentare (Istat, Osservatorio Smart AgriFood).  
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Saccani (Consorzio Mozzarella Bufala Campana Dop): “Per esportare di più serve innovazione”

(Adnkronos) – “I mercati più importanti sono quelli più vicini, perché noi, per questioni logistiche e di shelf life, cioè di durata del prodotto, purtroppo non possiamo andare troppo lontano. La Francia continua a darci grandi soddisfazioni". Così Pier Maria Saccani, direttore del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, che a margine del World Buffalo Congress, in corso a Sorrento, indica nell’innovazione tecnologica una strada per ampliare le opportunità di esportazione. “Per internazionalizzare il nostro commercio dobbiamo guardare anche a mercati un po’ più distanti. Le riflessioni che stiamo facendo in questi giorni, durante questo congresso mondiale, riguardano anche l’innovazione tecnologica e gli strumenti che ci possano consentire di soddisfare le richieste che arrivano, per esempio, dagli Stati Uniti e dal Giappone", spiega Saccani. È proprio sulla tecnologia che Saccani richiama l’attenzione, invitando a superare le diffidenze nei confronti dell’innovazione: "non deve essere vista come un demonio. L’innovazione tecnologica ha sempre spaventato l’uomo, dalla notte dei tempi. Noi dobbiamo applicarla per mantenere livelli qualitativi di eccellenza del nostro prodotto, perché solo sulla qualità possiamo competere sui mercati. La qualità, dunque, resta il punto di partenza anche nella prospettiva di raggiungere consumatori geograficamente lontani. Dobbiamo anche mettere il consumatore lontano nelle condizioni di poter apprezzare il nostro prodotto. Per questo l’innovazione è il punto sul quale dobbiamo lavorare per esportare di più”. “Il rapporto tra nuove tecnologie e tipicità rappresenta, secondo il direttore del Consorzio, una delle questioni centrali per il futuro della filiera. Le nuove tecnologie sono la sfida per il futuro. Sembra una contraddizione, ma per mantenere la tipicità dobbiamo aprire la porta all’innovazione”, conclude Saccani.  
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Giorgetti “Il sistema bancario ha il dovere di aiutare lo Stato”

ROMA (ITALPRESS) – “Tutte le componenti del Paese devono
contribuire al percorso di risanamento della finanza pubblica.
Vale, in primis, per chi come il sistema finanziario che ha
beneficiato dei risultati del risanamento degli scorsi anni”.
Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti,
intervenendo alla 102esima Giornata Mondiale del Risparmio.
“Ci rendiamo conto che si tratta di oneri significativi, ma che
riteniamo nel complesso assorbibili senza riverberi negativi.
Nelle situazioni difficili lo Stato, con garanzie, ha aiutato il
sistema bancario; il sistema bancario ha il dovere di aiutare lo
Stato nel miglio decisivo per la sostenibilità della finanza
pubblica”, ha aggiunto. Giorgetti ha poi ricordato come “più
volte, in queste settimane, ho parlato di barca da proteggere in
tempi di potenziali burrasca. Ecco caro Patuelli, siamo tutti
nella stessa barca”. Per il ministro “in questi quattro anni abbiamo tenuto una linea di prudenza, anche quando rinviare avrebbe procurato un consenso più immediato. Tra il 2022 è il 2025 il disavanzo è sceso, senza recessione e senza manovre correttive, dal 2024 lo Stato incassa più di quanto spende, al netto degli interessi, è tornato l’avanzo primario e l’avanzo primario è la prima forma di risparmio della Nazione. Non abbiamo tagliato il futuro, abbiamo chiuso le misure dell’emergenza, e abbiamo ridotto trasferimenti e incentivi. Le entrate sono cresciute perchè è cresciuto il lavoro”, ha concluso.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

Raimondo (Tutela mozzarella bufala campana Dop): “Filiera 1,2-1,3 mld, quasi una Fiat”

(Adnkronos) – "Per l'economia del Sud Italia, la filiera della mozzarella di bufala Campana Dop, vale tanto.  Solo in Campania, senza contare le altre aree della mozzarella di bufala campana, come il Basso Lazio e qualche comune in provincia di Foggia, siamo circa al 14% del Pil, con un volume d'affari complessivo di circa 1,2-1,3 miliardi. Non diciamo che siamo una Fiat, ma quasi". Lo ha detto Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di Tutela della Mozzarella di bufala campana Dop, a margine della giornata conclusiva del World Buffalo Congress la tre giorni dedicata al settore bufalino. Sulle sfide per crescere sui mercati internazionali, Raimondo ha spiegato: "La sfida importante è essere sempre più tecnologici e all'avanguardia, senza mai dimenticare la ricetta del nonno, perché alla fine è solo questa che fa sì che il consumatore, quando mangia questo prodotto, mangi sempre un prodotto che fa la differenza come eccellenza. Per far sì che questo succeda bisogna tenere sempre la guardia molto alta sulla tecnologia da una parte e sulla vecchia ricetta dall'altra". Sul fronte delle imitazioni: "Come consorzio abbiamo una squadra ispettiva: siamo come i cani da tartufo, sempre in giro a cercare di scovare qualche furbo dell'ultimo minuto. Da un anno abbiamo messo in campo anche l'intelligenza artificiale, che ci ha già aiutato tante volte a trovare qualche furbetto in giro, non solo in Italia, dove ce ne sono pochi, quasi nessuno. Il problema è soprattutto l'Europa e l'oltreoceano. La squadra ispettiva è sempre in giro e, quando trova qualcosa di poco chiaro, cerca di bloccare sul nascere queste mozzarelle fake che circolano per distogliere il consumatore dalla realtà". Quanto al bilancio della manifestazione: "La cosa bella è che si sono iscritte circa 700 persone da 150 Paesi: in questa tre giorni il mondo è arrivato in Campania per capire la nostra bufala, il nostro prodotto, la nostra mozzarella e l'economia che gira intorno a questo animale e a questo prodotto. Anche noi abbiamo visto come lavorano gli altri e cosa fanno. Noi puntiamo molto sul prodotto finito, la mozzarella di bufala campana; negli altri Paesi lavorano anche sull'animale come carne. Ci sono quindi due visioni che fanno la differenza: probabilmente loro impareranno qualcosa dal nostro sistema e noi dobbiamo sicuramente imparare qualcosa dal loro". E per il mercato nazionale, ha concluso Raimondo, "sicuramente emerge il mondo delle carni. Nel nostro Paese la carne di bufala non è ancora capita, se ne consuma pochissimo; forse se ne consuma di più in Europa che in Italia. Bisogna far capire ai nostri consumatori che anche la carne di bufala è molto buona, molto nutriente, con valori nutrizionali in alcuni casi persino superiori a quelli della vacca, del manzo. C'è ancora tanto da studiare e da mettere a punto in questo nuovo mondo, ma da questo congresso è emerso che dobbiamo lavorare in questa direzione". 
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Gdo, Celenta (Metro): “Supplier Conference 2026 per rafforzare collaborazione con fornitori e continuare a creare valore per l’HoReCa”

(Adnkronos) – Oltre 700 persone, di cui circa 500 rappresentanti di aziende fornitrici e circa 200 persone di Metro Italia, tra grandi realtà e piccole e medie imprese locali, riuniti alla Supplier Conference Metro 2026, organizzata a Milano. Un momento di incontro nato con l’intento di mettere a confronto i diversi attori della filiera sulle trasformazioni che stanno interessando il mercato HoReCa: “La Supplier Conference è un grande momento di incontro e confronto con le aziende della nostra filiera. Abbiamo voluto mettere insieme oltre 500 nostri fornitori, associazioni di categoria, e ristoratori per condividere come sta evolvendo il mercato e quali sfide abbiamo davanti – spiega Marco Celenta, Direttore Acquisti di Metro Italia, intervenendo nel corso della Supplier Conference Metro 2026 – Per Metro significa soprattutto rafforzare una collaborazione che consideriamo fondamentale per creare valore e continuare a crescere insieme”. (VIDEO) La giornata si è aperta con un videomessaggio di saluto del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha richiamato il ruolo strategico della ristorazione e dell’ospitalità nella valorizzazione delle filiere agroalimentari nazionali e nella promozione delle eccellenze del Made in Italy. I lavori sono quindi proseguiti con una sessione plenaria, un confronto sull’andamento e sui principali trend del mercato HoReCa e approfondimenti dedicati alle esigenze di ristoranti, pizzerie, bar e strutture ricettive. Tra i focus della giornata, le opportunità comuni di crescita, innovazione e competitività e il ruolo strategico che fornitori e realtà produttive territoriali possono svolgere nello sviluppo del mercato professionale. L’azienda della distribuzione all’ingrosso opera come punto di raccordo tra produttori e mondo HoReCa, mettendo in relazione le imprese con il mercato professionale attraverso la propria presenza sul territorio. In Italia l'azienda conta 46 punti vendita in 16 regioni e 3 depositi dedicati alle consegne dirette, operando attraverso un modello integrato di distribuzione al servizio dei professionisti della ristorazione e dell'ospitalità.  Nel corso dell’evento si è tenuta anche una tavola rotonda con protagonisti i diversi attori della filiera, che si sono confrontati sull'evoluzione delle abitudini di consumo e del mercato HoReCa; competitività delle imprese e risposta ai nuovi bisogni della ristorazione e dell'ospitalità; collaborazione tra aziende fornitrici, distribuzione e professionisti; valorizzazione delle produzioni italiane e delle eccellenze territoriali e le opportunità di crescita; innovazione e internazionalizzazione per le imprese della filiera. Attraverso la Supplier Conference, quindi, Metro si è affermata come ponte tra produzione e ristorazione per favorire una maggiore conoscenza e diffusione delle produzioni italiane nel canale HoReCa, ribadendo il proprio posizionamento come partner di riferimento per le aziende della produzione e dell'industria che vogliono raggiungere tutto il mondo della ristorazione e dell'ospitalità: “Vogliamo confermare il ruolo di Metro come distributore partner di riferimento per le aziende della produzione e dell’industria che vogliono raggiungere tutto il mondo HoReCa. Grazie alla nostra offerta multicanale unica nel settore, fatta di punti vendita, canali digitali e consegna diretta, siamo l’operatore all’ingrosso che può creare il migliore collegamento concreto tra chi produce e chi ogni giorno lavora nella ristorazione e nell’ospitalità. La Supplier Conference nasce proprio per rafforzare questa collaborazione e generare nuove opportunità di crescita per tutta la filiera”, conclude Celenta. 
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