Home Blog Page 48

FdI, Gennaro Sangiuliano coordinatore regionale del partito in Campania: “Grazie a Meloni per la fiducia”

0

(Adnkronos) –
Gennaro Sangiuliano è il nuovo coordinatore regionale di FdI in Campania. “In primo luogo un ringraziamento a Giorgia Meloni per la fiducia che ha riposto nella mia persona – ha commentato l'ex ministro, attualmente a capo dell'opposizione in Consiglio regionale -. Con abnegazione e impegno lavorerò per rafforzare Fratelli d'Italia e tutta la coalizione di centrodestra in Campania e per affermare quei valori e ideali della destra politica e culturale che sono stati sempre forti e radicati nella nostra regione".  "La destra ha grandi radici in Campania che non gelano mai. Il governo Meloni ha fatto cose rilevanti per la Campania e i suoi cittadini, un impegno che ci ha resi rilevanti nella crescita economica, bisogna esserne consapevoli e accrescere gli sforzi. Poi un ringraziamento al senatore Antonio Iannone per il lavoro fondamentale che ha svolto in questi anni" conclude. 
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Veneto, Coldiretti-Philip Morris Italia: 55,8 mln euro di valore e oltre 9.100 posti di lavoro

0

(Adnkronos) – Oltre 55,8 milioni di euro di valore aggiunto generato ogni anno e un impatto occupazionale stimato in circa 9.100 posti di lavoro tra diretto, indiretto e indotto. Sono questi i principali dati sul territorio veneto dell'accordo di filiera siglato tra ministero dell'Agricoltura, Coldiretti e Philip Morris Italia, emersi oggi a Verona durante la seconda tappa del roadshow “Da 15 anni nei territori, guardando al futuro”, iniziativa che celebra i quindici anni di una collaborazione che ha contribuito a rafforzare, innovare e rendere più competitiva la filiera tabacchicola italiana. In Veneto, dove l'accordo garantisce l'acquisto di oltre il 60% della produzione tabacchicola regionale, la collaborazione rappresenta un importante fattore di sviluppo economico e occupazionale per uno dei territori simbolo della tabacchicoltura nazionale. Dopo il primo appuntamento di Perugia, il roadshow ha fatto tappa oggi a Verona, riunendo rappresentanti delle istituzioni, del mondo agricolo e delle imprese per riflettere sui risultati raggiunti e sulle prospettive future di un comparto strategico per l'agricoltura italiana e per il Made in Italy. Nel corso dell'incontro, Gennarino Masiello, Vicepresidente Nazionale Coldiretti, presidente ONT Italia e presidente Unitab Europa, Cesare Trippella, direttore value chain e external engagement di Philip Morris Italia, e Luisa Maurizi, director leaf di Philip Morris Italia, hanno ripercorso le tappe principali dell'accordo di filiera, approfondendone l'impatto economico, sociale e occupazionale sui territori e il ruolo svolto nell'accompagnare il processo di innovazione della produzione agricola italiana. L'accordo di filiera tra Coldiretti e Philip Morris Italia, avviato nel 2011 e rinnovato nel 2024 per ulteriori dieci anni, estende la collaborazione fino al 2034 e prevede investimenti fino a 1 miliardo di euro, che si aggiungono a quelli realizzati negli anni precedenti, portando il valore complessivo degli investimenti a circa 3 miliardi di euro. Un modello unico di integrazione della filiera che ha garantito stabilità alle aziende agricole, favorito la pianificazione degli investimenti e sostenuto la competitività della produzione italiana.  "Quindici anni fa abbiamo scelto di costruire un percorso fondato sulla collaborazione con il mondo agricolo, sulla programmazione di lungo periodo e sulla valorizzazione delle eccellenze produttive del Paese. Oggi i risultati confermano la validità di quella scelta: insieme ai nostri partner abbiamo contribuito a rafforzare la filiera tabacchicola, generando valore economico, occupazione e opportunità per i territori. Per continuare a crescere e consolidare questi risultati, tuttavia, le filiere hanno bisogno di politiche pubbliche capaci di accompagnarne lo sviluppo", ha dichiarato Cesare Trippella, direttore value chain & external engagement di Philip Morris Italia. "Per questo motivo tutti i livelli istituzionali, insieme alla rappresentanza, devono avere un ruolo importante nel sostenere iniziative e proposte a difesa della filiera, degli investimenti e dell'occupazione nei territori, anche attraverso l'istituzione di meccanismi di coordinamento in grado di parlare alle istituzioni europee con una voce sola". La tappa veneta del roadshow ha rappresentato anche un'importante occasione di confronto sulle sfide che attendono il comparto a livello europeo. “L’accordo di filiera Coldiretti-Philip Morris Italia rappresenta un modello concreto di collaborazione capace di dare certezza e prospettiva alla tabacchicoltura italiana”, ha dichiarato Gennarino Masiello, vicepresidente nazionale Coldiretti, presidente ONT Italia e presidente Unitab Europa. “Per le imprese agricole significa poter programmare investimenti, innovazione e produzione contando su un mercato stabile e su condizioni che consentano di garantire un giusto reddito al lavoro degli agricoltori. E' un modello in cui l’agricoltore è protagonista e che crea valore lungo tutta la filiera, sostenendo l’economia e l’occupazione nei territori. Proprio per questo non possiamo correre il rischio di comprometterlo con scelte regolatorie europee affrettate e non adeguatamente ponderate. Una revisione della normativa sul tabacco che non tenga conto degli effetti sull’intera filiera rischia di colpire innanzitutto gli agricoltori, mettendo in discussione redditività, investimenti e occupazione. L’Europa deve accompagnare l’innovazione, non indebolire filiere che stanno investendo in sostenibilità e competitività”.  Nel corso dell'incontro sono stati approfonditi i risultati raggiunti dall'accordo e le opportunità offerte dall'innovazione lungo tutta la filiera, con un focus sulle iniziative che hanno coinvolto direttamente il territorio veneto. Tra queste, i programmi per la gestione responsabile e l'ottimizzazione della risorsa idrica, anche attraverso tecniche avanzate di irrigazione e le attività per la riduzione delle emissioni di CO2.   Particolare attenzione è stata dedicata inoltre allo sviluppo delle competenze, alla ricerca e alla formazione, anche attraverso progetti come Digital Farmer, finalizzati a supportare i coltivatori, in particolare le nuove generazioni, nell'adozione di competenze digitali e strumenti di agricoltura di precisione. In questo quadro si inseriscono anche le attività di monitoraggio della biodiversità del progetto BeeLeaf, che coinvolge diversi siti tra cui il Veneto, e la riqualificazione del Parco Naturale Valle del Menago, nel Comune di Bovolone, esempio concreto di valorizzazione del territorio e tutela degli ecosistemi nelle aree legate alla filiera tabacchicola. All'evento sono intervenuti anche Luigi Scordamaglia, amministratore delegato Filiera Italia, il deputato Paolo Borchia, capo delegazione Lega, Parlamento europeo (in videocollegamento), Flavio Tosi, Europarlamentare, Commissione ambiente (in videocollegamento), Regione Veneto, Dario Bond, assessore all'Agricoltura – Foreste – Montagna – Politiche Venatorie e Pesca, Regione Veneto. A chiudere l'evento, l'intervento di Carlo Salvan, presidente regionale di Coldiretti Veneto. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eridania investe 20 milioni per rafforzare leadership nello zucchero

0

(Adnkronos) – Piano di investimenti da 20 milioni di euro per Eridania, marchio iconico della dolcezza e leader nei mercati zucchero e dolcificanti in Italia con 217 mln di fatturato nel 2025 (comprensivi dei prodotti commercializzati per conto di Srb), per rafforzare il proprio business storico e accelerare sullo sviluppo sulla dolcificazione.  Circa il 75% delle risorse sarà destinato alla logistica e alla realizzazione di un nuovo magazzino presso lo stabilimento di Russi, futuro hub di riferimento per tutta l’area mediterranea dell’Europa; la restante quota finanzierà l'ampliamento e innovazione del segmento dolcificanti, nel quale l'azienda sta registrando una crescita sostenuta (+5% a valore e +8% in unità nei primi 6 mesi del 2026 – fonte dati: Nielsen, perimetro distribuzione moderna, dati al 28 giugno 2026). Il progetto logistico, che sarà completato entro i primi mesi del 2028, rappresenta un profondo efficientamento della rete distributiva nazionale per il comparto zucchero (che oggi genera circa il 90% del fatturato retail dell’azienda). Il nuovo hub di Russi infatti andrà a sostituire l'attuale piattaforma di Cervia e consentirà la razionalizzazione dei rapporti con i centri logistici in outsourcing del Nord-Ovest finora serviti direttamente dallo stabilimento francese del Gruppo Cristal Union. Con la nuova configurazione, Russi diventerà l'unico punto di ingresso in Italia dello zucchero proveniente dalla Francia, via ferrovia e per una quota residuale su gomma, centralizzando i flussi logistici destinati al mercato nazionale. Il sito diventerà inoltre il fulcro delle attività di confezionamento e delle forniture destinate al mercato italiano, con benefici in termini di efficienza lungo l'intera filiera.  L'investimento comprende anche la realizzazione di una nuova area logistica di oltre 10.000 metri quadrati, progettata per ospitare fino a 95 container, pari a circa 2,5 convogli ferroviari, aumentando la capacità di stoccaggio e rendendo più efficienti le operazioni di ricezione e distribuzione delle merci.  Sul fronte industriale, Eridania investirà nell'ampliamento e innovazione del reparto dolcificanti, internalizzando le principali attività di lavorazione oggi affidate a operatori esterni. La produzione sarà sviluppata nello stabilimento di Russi, sostenendo così la crescita di un segmento sempre più importante per l’azienda e che vede continue innovazioni e nuovi lanci sul mercato. L'intero piano consentirà di generare risparmi strutturali pari a circa 1,5 milioni di euro all'anno. La nuova organizzazione consentirà inoltre di incrementare del 20% i volumi distribuiti entro tre anni, grazie alla maggiore efficienza della supply chain e alla concentrazione delle attività in un unico hub nazionale. Anche sul fronte della sostenibilità, di cui Eridania ha appena presentato il report 2025, il progetto produrrà benefici concreti: la centralizzazione dei flussi logistici e il maggiore ricorso al trasporto ferroviario consentiranno di ridurre sensibilmente i chilometri percorsi su gomma e le emissioni associate alla distribuzione. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il Prefetto e il Questore di Palermo incontrano i poliziotti aggrediti nel quartiere Falsomiele

PALERMO (ITALPRESS) – Incontro questa mattina alla caserma “Pietro Lungaro” tra il Prefetto di Palermo, Massimo Mariani, il Questore Vito Calvino e gli agenti della Polizia di Stato rimasti feriti la sera di domenica scorsa nel quartiere Falsomiele. Una pattuglia ha inseguito due giovani in moto in fuga dopo essersi sottratti a un controllo. I due si erano rifugiati nei pressi di un casolare in Largo dei Pinguini, dove una folla di circa cento residenti è scesa in strada per proteggerli, scagliandosi contro i poliziotti con un fitto lancio di sassi e oggetti. L’aggressione ha causato il ferimento di otto agenti (con prognosi tra i 5 e i 7 giorni) e il danneggiamento di due volanti. Per riportare l’ordine è servito l’intervento di diverse pattuglie giunte da altri quartieri, di una squadra del Reparto Mobile e del supporto dei Carabinieri. Nonostante le fasi concitate, le forze dell’ordine sono riuscite a portare a termine l’operazione: un uomo è stato arrestato, mentre sono stati sequestrati droga, contanti e un’arma giocattolo.

Durante l’incontro, il Questore Calvino ha voluto testimoniare la vicinanza delle istituzioni al personale sul campo: “Dietro ogni agente c’è una rete che lo sostiene e non lo lascerà solo. Da questa brutta vicenda bisogna trarre l’aspetto positivo, misurandolo con la consapevolezza e la maturità mostrate nella gestione di eventi così complessi”. Anche il Prefetto Mariani ha condannato con fermezza la violenza del gruppo di facinorosi, rivolgendo un plauso agli agenti per la professionalità dimostrata: “In un clima di aperta ostilità, il personale della Polizia di Stato – coadiuvato da militari dell’Arma dei Carabinieri intervenuti – ha saputo operare con grande equilibrio, evitando che la situazione degenerasse con conseguenze drammatiche”.

– foto ufficio stampa Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

Maxi blitz allo Zen di Palermo, 59 denunce e sequestro di armi e droga / Video

PALERMO (ITALPRESS) – Setacciato da cima a fondo il quartiere San Filippo Neri a Palermo. I Carabinieri del Comando Provinciale, supportati da reparti speciali, cinofili, elicotteristi e tecnici dell’Enel, hanno svolto un’operazione ad ampio raggio tra via Agesia di Siracusa e via Fausto Coppi per contrastare illegalità diffusa, allacci abusivi e occupazioni dei padiglioni popolari. Il bilancio totale conta 59 persone denunciate a piede libero: 41 per furto di energia elettrica: scovati dai tecnici Enel pericolosi allacci abusivi alla rete pubblica. 17 per invasione di edifici: occupavano abusivamente gli alloggi popolari.1 per porto abusivo di armi: si tratta di una 51enne incensurata trovata in possesso di un pugnale vietato con lama di 16 centimetri e la scritta “AK-47 CCCP” incisa sopra. Nelle parti comuni dei palazzi i militari hanno scoperto un vero e proprio arsenale nascosto nel vano dei contatori: 23 cartucce a pallini per fucile, 21 calibro 7.62, tre caricatori per fucile mitragliatore AK-47 (di cui due carichi), oltre a decine di proiettili calibro 9 e 7.65. Le armi sono state sequestrate a carico di ignoti e sono in corso gli accertamenti per risalire a chi le gestisse.

Il fiuto delle unità cinofile ha permesso di scovare e sequestrare 19 dosi di cocaina e oltre 80 tra panetti e dosi di hashish, nascosti tra cunicoli, sotto le auto e nelle aree condominiali. Sul fronte della sicurezza alimentare, i Carabinieri del N.A.S. hanno sanzionato alcune attività della zona: Distrutti 5 kg di frattaglie prive di tracciabilità e staccate multe per 2.000 euro a causa di violazioni delle norme igienico-sanitarie HACCP. Multato per 1.000 euro e denunciato per invasione di edifici il titolare di un mini-market abusivo che usava illecitamente un locale come deposito merci. Nel corso delle operazioni sono state identificate 359 persone e controllati 92 veicoli. I controlli su strada hanno portato a 32 multe al Codice della Strada per un totale di oltre 30.000 euro e al sequestro di 15 mezzi. Tre persone sono state segnalate alla Prefettura come consumatori di droga. L’Arma ha confermato che le verifiche nel quartiere proseguiranno anche nelle prossime settimane.

– foto ufficio stampa Carabinieri

(ITALPRESS).

Inchiesta pm Roma, verifiche su oscillazioni titolo Lazio in Borsa

0

(Adnkronos) – Si concentrano sul contenuto dei telefoni cellulari sequestrati dai carabinieri del Nucleo Investigativo le indagini nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma che ha portato alle perquisizioni di ieri nei confronti del presidente della Banca del Fucino, Mauro Masi, dell'ad Francesco Maiolini e di Luigi Bisignani, indagati con l’accusa di manipolazione del mercato. L’ipotesi degli inquirenti è che possa esserci una ‘regia’ dietro la diffusione di “notizie false” messe in circolazione almeno dal 2024 e tuttora in corso, in cui si faceva riferimento tra l’altro all’ “imminente cessione da parte di Claudio Lotito del pacchetto azionario di controllo della Ss Lazio s.p.a.”, lo stato di “decozione delle società controllate da Claudio Lotito”, l’intenzione di Claudio Lotito di far “deliberatamente retrocedere la squadra della Lazio in una serie minore al fine di ottenere il cosiddetto paracadute di 35 milioni di euro”. Per gli inquirenti, che oggi hanno fatto un primo punto sulle indagini con gli investigatori in procura, si tratta di “notizie false la cui diffusione è concretamente idonea a provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della Ss Lazio s.p.a., società quotata”. Proprio sul versante finanziario chi indaga vuole fare verifiche, per vedere se ci siano state eventuali oscillazioni del titolo della società in Borsa in coincidenza di alcuni degli episodi contestati. L’inchiesta è partita da una serie di denunce presentate da Claudio Lotito poco più di un anno fa dopo una serie di episodi di minacce e striscioni contro la proprietà della società che erano stati esposti a Roma. Da mesi intanto proseguono le proteste di una parte dei tifosi della Lazio che disertano in massa lo stadio Olimpico e ora l’obiettivo dei pm è capire se dietro questo malcontento possa esserci una ‘regia’ per spingere Lotito a vendere la squadra. 
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Guardare alle origini è il modo giusto per ripartire, così 22simba presenta ‘Miria’: l’album che segna un prima e un dopo

0

(Adnkronos) – C'è un filo che lega molti dei rapper della nuova scena italiana: la voglia di riscatto, il desiderio di arrivare e di prendersi un posto nel mondo, senza però dimenticare da dove si è partiti. È da qui che nasce 'Miria', il nuovo album di 22simba, nome d’arte di Andrea Meazza, tra i promettenti giovani, protagonisti della nuova scena rap e urban italiana. Il disco, in uscita venerdì 18 settembre per Island Records/Universal Music Italy, prende il nome dalla nonna dell'artista. Una scelta che racconta già bene le sue intenzioni. Nell’album, che rappresenta per 22simba "il più importante della" sua "vita", non c’è soltanto musica, ma riaffiorano tanti ricordi e diverse domande. Andrea si trova faccia a faccia con la nonna, una persona che ha avuto un ruolo importante nella sua crescita e nella realizzazione di questo disco.  "Sono stati mesi di creazione importanti e sono contento di consegnare quello che è il mio terzo figlio a voi", dice 22simba durante l’incontro con la stampa a Milano, con la voce rotta dall'emozione. Andrea ha soli 24 anni ma sembra avere le idee già chiare. E in effetti 'Miria' sembra significare per lui qualcosa di diverso rispetto ai progetti precedenti. È un disco in cui compare anche il bisogno di fermarsi un momento e chiedersi dove si vuole davvero andare e soprattutto ammirare la strada fatta finora. "Odio questa cosa di me, quella di non riuscire a vedere i miei traguardi", racconta. Ma il primo passo per il cambiamento è prendere coscienza, sapere quale direzione voler prendere. Diciotto tracce divise in tre atti, che non raccontano tre storie separate ma tre momenti della stessa vita.  "Solo chiavi di lettura diverse", ha spiegato. Si parte da ‘Arricchiti’, il capitolo che più richiama il desiderio di riscatto, per arrivare a ‘Miria’, dove il centro della narrazione è il ricordo della nonna, e infine a ‘Provinciali’, il ritorno alle origini e a Saronno che ha definito la sua identità. Quello che oggi poi trasporta nella musica. Il percorso per arrivare a questo album è stato "complesso", è stato un modo per mettere in discussione l’idea stessa di successo. Perché arrivare a ottenere quello che si desidera non significa necessariamente sentirsi appagati. Perché raggiungere in un certo senso il successo fa emergere dubbi ancora più intimi, come domandarsi quali siano davvero gli aspetti importanti della vita.   A questo serve anche inseguire il ricordo della nonna Miria che ha avuto una vita semplice, fatta di piccole cose. Andrea sottolinea come la nonna in questo album non diventi la ricerca di una lezione da copiare. Lui sa di appartenere a un'altra generazione e a un altro mondo. Quello che resta, che merita un album, è il valore degli insegnamenti dati.  Musicalmente i tre capitoli seguono un percorso preciso. Il primo ha un'impronta più rap, "di rivalsa", mentre il secondo si apre maggiormente alla melodia. Nel disco trovano spazio anche diversi featuring, tra cui Guè e Paky. E c'è una collaborazione che sorprende: ad aprire l'album è infatti la voce di Arisa, che 22simba definisce "una delle più impattanti del panorama italiano". E l'intento è proprio quello di sorprendere l'ascoltatore, come a dire: sei arrivato fin qui con un'idea, ecco ripulisci la mente e parti da capo.  'Miria' segna un prima e dopo nella carriera di 22simba. Da una parte c'è l'anima che vuole correre, arrivare, conquistare. Dall'altra c'è quella parte di sé che sente il bisogno di voltarsi e di rallentare. Ma rallentare non significa necessariamente fare passi indietro. A volte significa solo imparare a respirare e ripartire, senza mai dimenticare gli odori e i sapori di casa. (di Marica Di Giovanni) 
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Hong Kong presenta il suo primo piano quinquennale di sviluppo socio-economico

HONG KONG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La regione amministrativa speciale di Hong Kong (HKSAR) ha presentato oggi il suo primo piano quinquennale per lo sviluppo economico e sociale (2026-2030).

Questo primo piano contribuirà a costruire una Hong Kong più aperta, inclusiva, liberale, prospera e sicura, ha dichiarato oggi John Lee, capo dell’esecutivo della HKSAR.

Presentando il documento programmatico, Lee ha affermato che il periodo 2026-2030 rappresenta un quinquennio cruciale per la regione, chiamata a cogliere l’opportunità di accelerare la transizione dalla stabilità alla prosperità, migliorare il benessere sociale e creare una dimora migliore per tutti.

Il documento indicherà le direttrici dello sviluppo, ottimizzerà l’allocazione delle risorse, stabilizzerà le aspettative sociali e tutelerà meglio il benessere della popolazione e gli interessi degli investitori globali, ha spiegato Lee.

Ricordando che quest’anno segna l’inizio del periodo del 15esimo Piano quinquennale della Cina (2026-2030), Lee ha affermato che il primo documento programmatico di questo tipo rappresenta un’importante iniziativa del governo della HKSAR per sostenere e rafforzare il sistema guidato dall’esecutivo e migliorare l’efficacia della governance.
Il documento evidenzia inoltre la necessità di pianificazione strategica per Hong Kong, affinchè si allinei proattivamente alle strategie nazionali di sviluppo e si integri meglio nello sviluppo complessivo del Paese, contribuendo al suo avanzamento, ha aggiunto il capo esecutivo.
(ITALPRESS).
– Foto Xinhua –

Seatrade Cruise Med, Adsp presenta Lampedusa e Pantelleria al mercato crocieristico internazionale

0

(Adnkronos) – Due isole, due identità profondamente diverse e una domanda rivolta all’industria crocieristica internazionale: esistono ancora, nel Mediterraneo, luoghi capaci di restituire al viaggio il senso della scoperta? Da questa domanda è partito oggi, al Seatrade Cruise Med di Las Palmas, il nuovo progetto dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale dedicato a Lampedusa e Pantelleria, presentato alla stampa internazionale di settore e agli operatori del comparto con il concept The Mediterranean’s Last Great “Discoveries”. Non l’annuncio di due nuovi scali crocieristici, dunque, né di itinerari già definiti, ma l’avvio di un percorso attraverso il quale l’AdSP intende esplorare il potenziale delle due isole per alcuni segmenti della crocieristica internazionale, in particolare luxury, boutique e small ships, coinvolgendo fin dall’inizio compagnie, territori, istituzioni e operatori. “Abbiamo scelto di partire da una domanda, anziché da una risposta già confezionata”, ha dichiarato la presidente dell’AdSP del Mare di Sicilia occidentale, Annalisa Tardino, parlando all’interno dello stand CruiseItaly, realizzato da Assoporti. “Lampedusa e Pantelleria hanno identità fortissime e rappresentano due modi completamente diversi di vivere il Mediterraneo. Non vogliamo trasformarle per adattarle alla crocieristica, ma capire quale crocieristica possa essere coerente con loro. Per questo non presentiamo oggi una rotta già tracciata: apriamo un confronto con il mercato e con i territori per costruire, se ne esistono le condizioni, una proposta credibile, selettiva e rispettosa dell’equilibrio delle due isole”.  Il racconto presentato a Las Palmas ha giocato proprio sulla diversità delle due destinazioni. Pantelleria è “Earth”: terra vulcanica, vento, vite ad alberello, dammusi, Sesi, Lago di Venere, termalismo naturale e un paesaggio modellato nei secoli dal rapporto tra uomo e natura. Lampedusa è “Sea”: mare, biodiversità, Area Marina Protetta, Isola dei Conigli, fondali e coste, in una posizione geografica unica, protesa nel Mediterraneo tra Europa e Africa. Due mondi differenti e complementari che possono intercettare una domanda crocieristica sempre più orientata verso luoghi meno convenzionali, esperienze autentiche, natura e identità. L’obiettivo non è quindi quello di immaginare destinazioni per il turismo crocieristico di massa: “Not every ship. Not every cruise” è, infatti, uno dei principi alla base del progetto.  “Il Mediterraneo è uno dei mari più navigati, visitati e raccontati al mondo e proprio per questo la sfida è trovare luoghi capaci di sorprendere ancora chi pensa di conoscerlo già”, ha aggiunto Tardino. “La nostra risposta è che questi luoghi esistono. Ma la loro forza va preservata. Vogliamo generare nuove opportunità senza alterare l’identità e la fragilità di   Lampedusa e Pantelleria, coinvolgendo anche le comunità locali nella costruzione di un percorso che punta sulla destagionalizzazione. La sostenibilità, in questo progetto, non è un elemento da aggiungere alla fine: è la condizione dalla quale partire”.  Las Palmas rappresenta così la prima tappa di un lavoro che proseguirà nei prossimi mesi. L’AdSP avvierà il confronto con le compagnie per verificare tipologie e dimensioni delle navi potenzialmente compatibili, esigenze operative, modalità di approdo e sbarco, servizi necessari, tempi di permanenza ed esperienze a terra. Parallelamente procederà il dialogo con i Comuni, la Regione siciliana, le Capitanerie e gli altri soggetti coinvolti, per valutare fattibilità e condizioni di sviluppo del progetto. La scelta di avviare adesso questo percorso tiene conto anche dei tempi con cui l’industria crocieristica costruisce le proprie programmazioni: le decisioni sugli itinerari e sul deployment delle navi vengono assunte con largo anticipo rispetto all’arrivo delle crociere sul mercato. Portare oggi Lampedusa e Pantelleria all’attenzione degli itinerary planner significa quindi inserirle nel momento in cui vengono immaginate e costruite le stagioni future. Il percorso proseguirà secondo una sequenza precisa: dopo la scoperta delle due isole a Las Palmas, inizieranno l’ascolto del mercato, la verifica delle condizioni e la costruzione della proposta. Il Seatrade Cruise Global di Miami, nell’aprile 2027, sarà il momento per presentare i risultati di questo lavoro: i concept delle destinazioni, le possibili esperienze a terra, le ipotesi di itinerario e le modalità operative che saranno state nel frattempo approfondite.  “Un’Autorità portuale oggi non può limitarsi ad aspettare che le rotte arrivino”, ha concluso Tardino. “Può mettere in relazione territori e industria, leggere l’evoluzione della domanda e contribuire a creare nuove economie del mare. A Las Palmas abbiamo messo sul tavolo Lampedusa e Pantelleria e una bussola, non una rotta già disegnata. Da oggi cominciamo a capire, insieme al mercato e ai territori, in quale direzione orientarla”. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Weber rispolvera la “Ced”: cos’è quel progetto del 1952 che (secondo lui) salverebbe l’Europa anche dall’Afd

0

(Adnkronos) – “Un mercato unico degli armamenti, strutture di comando congiunte, droni europei, satelliti europei, così strettamente collegati che nessuno potrà mai disfare questa cooperazione”. A lanciare con urgenza la proposta di rendere la Difesa europea comunitaria tanto quanto l’Euro è stato il presidente del Partito popolare europeo Manfred Weber. Il leader del Ppe, dall’Europarlamento, ha rispolverato un “cimelio” che molti credevano chiuso in una teca per sempre: il trattato della Comunità europea di difesa (Ced). Per Weber, l’unica soluzione è riattivare l’idea di un esercito sovranazionale per contenere non soltanto le minacce esterne, ma anche i timori politici interni al continente. 
Un mega esercito tedesco in mano all’Afd?
 A scatenare la riflessione del leader dei popolari è stato il saldo posizionamento nei sondaggi di Alternative für Deutschland (Afd), il partito di estrema destra tedesco. Vincitore alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, l’Afd ha riaperto i timori circa l’ipotesi di un riarmo autonomo della Germania. Molti cittadini, ha osservato Weber, guardano con ansia all’eventualità futura che forze armate tedesche fortemente potenziate possano finire un giorno sotto il controllo di un ministro della Difesa autoritario dell’Afd. Pur precisando che non si tratta dello scenario attuale, la sintesi politica del ragionamento è chiarissima: per la sicurezza dell’Europa è decisamente meglio costruire un esercito europeo integrato piuttosto che rischiare di trovarsi con un mega esercito tedesco svincolato da controlli comunitari. 
Ma cos’è esattamente la Ced e perché torna d’attualità?
 Per Weber, la strada è già tracciata nella memoria storia del Vecchio Continente. La Comunità europea di Difesa è stato un trattato d’avanguardia firmato nel 1952 dai sei Paesi fondatori – Francia, Italia, Germania Ovest, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo – su impulso di padri costituenti come Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e Robert Schuman. L’obiettivo dell’epoca era proprio quello di inglobare le truppe tedesche appena ricostituite all’interno di un unico comando sovranazionale con bilancio comune e controllo politico affidato a un’assemblea europea, evitando che la Germania riacquistasse una piena e autonoma sovranità militare. Il progetto, tuttavia, si è arenato nel 1954 quando l’Assemblée Nationale francese lo bocciò per timore di perdere sovranità e per le difficoltà di controllare le forze tedesche. Il “no” francese, però, non ha licenziato il trattato che tecnicamente conserva un’anomalia giuridica unica: non è mai stato formalmente “denunciato” o “annullato” con un atto internazionale, rimanendo a tutti gli effetti un “trattato dormiente” pendente negli archivi del diritto internazionale. Weber e diversi giuristi evocano questo precedente storico per dimostrare che l’Europa possiede già la cornice ideale per costruire una difesa collettiva. 
“La Difesa come l’Euro”
 È qui che si insidia l’idea di impedire a singole nazioni o fazioni radicali di smantellare l’alleanza, con una ricetta che consiste nel rendere la difesa europea del tutto “irreversibile”, ricalcando lo stesso meccanismo che ha blindato la moneta unica. Come oggi nessun politico nazionalista può ipotizzare l’uscita dall’euro senza trascinare il proprio Paese nel fallimento economico, così l’apparato militare deve essere saldato attraverso un mercato unico degli armamenti, comandi congiunti, droni e satelliti europei legati da vincoli strutturali impossibili da sciogliere: “Nessuno, nemmeno il nazionalista più duro e puro, può uscire dall’euro senza rischiare un fallimento a livello nazionale. Ed è esattamente ciò di cui la difesa ha bisogno ora”. L’urgenza di uno scudo sovranazionale è resa ancora più stridente dal paradosso dei numeri. L’Unione europea arriva infatti a spendere per la difesa ben 6,4 mila miliardi, una cifra persino superiore a quella mobilitata durante la crisi dei missili di Cuba, ma il risultato continua a essere una somma di ventisette “eserciti bonsai” incapaci di fare deterrenza. Una debolezza insostenibile di fronte alle provocazioni del presidente russo Vladimir Putin, testimoniate dal recente missile caduto vicino al confine polacco, dal drone abbattuto in Lituania e dalle violazioni dello spazio aereo in Romania. 
Garantire la democrazia e l’esempio dell’Ungheria
 Questa spinta alla protezione delle istituzioni arriva dopo il messaggio centrale pronunciato a chiusura del discorso Soteu 2026 dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. “La data del 12 aprile resterà a lungo nella nostra memoria: il giorno in cui il popolo ungherese ha preso il proprio futuro nelle proprie mani, ha scelto la democrazia e ha scelto l’Europa”. Per von der Leyen, la sconfitta politica di Viktor Orbán ha consentito lo sblocco di miliardi di investimenti europei e rimarcato come la difesa della democrazia non è un destino ineluttabile, ma una scelta. Rispolverare la Ced per trasformare quel vecchio progetto nella promessa di una pace duratura rappresenta, secondo Weber, la sola vera garanzia per proteggere il continente e la grande opera politica da minacce politiche di questo tipo. 
—casa-europawebinfo@adnkronos.com (Web Info)