(Adnkronos) – Dieci anni di crescita inarrestabile a vantaggio dei territori, degli azionisti e degli stakeholders. Fu davvero un’intuizione geniale quella che originò la prima integrazione fieristica mai avvenuta in Italia. Il prossimo 1° novembre Italian exhibition group festeggerà un significativo compleanno: dalla fusione tra la Fiera di Rimini e la Fiera di Vicenza, il 1° novembre 2016, nasceva Ieg-Italian exhibition group. Un’operazione convintamente voluta dal presidente della Fiera di Rimini, Lorenzo Cagnoni e che vide lo stesso Cagnoni diventare presidente della neocostituita Ieg. Vicepresidente venne nominato Matteo Marzotto che all’epoca presiedeva la fiera berica. Il 28 ottobre 2016, durante la conferenza di annuncio della fusione, anche alla presenza dell’allora sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, ora deputato della Repubblica Italiana, e di quello di Vicenza, Achille Variati (poi europarlamentare) venne tagliata una ‘torta gioiello’ del maestro pasticciere Roberto Rinaldini, con l’intento di celebrare ideal¬mente i due prodotti leader di Rimini e di Vicenza: Sigep e Vicenzaoro. Un merger tra società fieristiche che ancora oggi non ha avuto eguali nel nostro Paese e che negli anni a venire avrebbe posizionato stabilmente Ieg tra i primi 20 organizzatori fieristici al mondo. Alcuni numeri esplicano concretamente l’eccezionale sviluppo messo a segno in questi dieci anni. Ieg dopo l’integrazione fra le due società partì con 270 collaboratori quasi totalmente operativi in Italia e da un fatturato di 119 milioni di euro; il bilancio 2025 ha approvato un valore di produzione di 266,4 milioni e i collaboratori sono saliti a più di 800 in tutto il mondo. Tre anni dopo il merger, la mattina del 19 giugno 2019, ci fu la storica quotazione all’allora mercato MTA (Mercato Telematico Azionario) di Borsa Italiana; il prezzo di collocamento fu di 3,69 euro, ora il titolo ha quadruplicato il suo valore. Per il presidente di IEG, Maurizio Ermeti, “Questi dieci anni ci consegnano un grande player fieristico internazionale che da soli non avremmo potuto essere; un organizzatore di eventi che compete con i top player globali; una nuova, solida casa per l’oro e il gioiello, a Vicenza, che garantirà il futuro di quella community. E a Rimini, il progetto di una straordinaria opera di ampliamento che catalizzerà importanti fiere da tutto il mondo”. “Nel panorama fieristico europeo – dice l’amministratore delegato di Ieg, Corrado Peraboni – rappresentiamo un caso unico. Non una semplice integrazione, ma un progetto indu¬striale capace di trasformare la distanza in valore. In dieci anni, Ieg ha dimostrato che un modello multi-sede può crescere, innovare e competere a livello globale senza perdere radicamento territoriale”. Carlo Costa, oggi chief corporate officer di Ieg, che seguì in prima persona l’operazione della fusione conclude: “Il ‘progetto Ieg’ con il coinvolgimento degli azionisti, e il successivo processo di integrazione ci hanno condotti ad una crescita e maturità professionale che ci hanno resi capaci di affrontare progetti decisivi come la quotazione e il processo di espansione internazionale di questi anni. Grazie IEG!” Attualmente Italian Exhibition Group è impegnata con gli obiettivi del Piano Industriale 2025-2030, che a fine piano prevede il traguardo di ricavi consolidati compresi tra 360 e 365 milioni di euro. Nel prossimo mese di dicembre, per celebrare il decennale, Ieg pubblicherà un libro strenna che narrerà l’evoluzione globale della Società tra il 2016 e il 2026. Il libro avrà anche una versione e-book scaricabile gratuitamente da tutte le piattaforme on line.
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Fiere, Italian exhibition group nasceva il 1° novembre 2016
Ue, Bordin “Diritto a restare è una sfida, ricostruzione in Friuli un esempio”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Ricordo e orgoglio. Sono le due parole attorno a cui Mauro Bordin, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e componente del Comitato europeo delle Regioni, costruisce il messaggio della mostra dedicata ai 50 anni dal terremoto del 1976, che nei giorni scorsi ha fatto tappa a Bruxelles. Lo ha spiegato in un’intervista a Primo Piano Europa, format tv dell’agenzia Italpress.
Il terremoto “fu un evento tragico, devastante, che rase al suolo interi paesi e portato morte e distruzione”, ha ricordato Bordin, sottolineando come il sisma sia arrivato in una regione che si stava rialzando dopo due guerre mondiali e una forte emigrazione. Il popolo friulano, però, “non si è abbattuto”: con tenacia e caparbietà ha scelto di non arrendersi e di ricostruire “tutto dov’era e com’era”. Da quella stagione, fatta di sinergia tra cittadini, istituzioni, volontariato e aiuti arrivati da ogni parte del mondo, è nato un modello di ricostruzione divenuto riferimento nazionale e internazionale. “Siamo orgogliosi di quello che il Friuli ha fatto – ha aggiunto – e di essere ancora oggi un punto di riferimento in Italia e nel mondo su come affrontare calamità ed emergenze”. Un orgoglio che non cancella la memoria delle vittime e delle famiglie colpite, ma la riafferma “in senso positivo”.
Da qui il collegamento con il “Right to Stay”, cioè garantire che i cittadini europei abbiano il diritto a restare nel luogo che chiamano casa, che per Bordin fu “straordinario” allora e rappresenta una sfida oggi. Il presidente ha richiamato il motto dell’arcivescovo Battisti, “prima le fabbriche, poi le case e poi le chiese”: ricostruire il lavoro per far ripartire l’economia e il sostentamento delle famiglie, poi le abitazioni per permettere a chi era stato accolto in tutta la regione di tornare nei paesi d’origine, infine i luoghi di culto, simbolo di tradizione e radicamento culturale.
Quel principio, secondo Bordin, è oggi una questione aperta in tutta Italia e in Europa, dove i flussi di persone sono molto forti e si cercano altrove opportunità, lavoro, servizi e qualità della vita. “Dobbiamo creare in ciascuna realtà le condizioni affinchè le persone, soprattutto i giovani, abbiano la voglia e la possibilità di costruire lì il proprio futuro”, ha affermato, in comunità capaci di riconoscersi dal punto di vista identitario.
Per rendere concrete le politiche a cui sta lavorando l’Unione Europea, ha chiarito, il diritto a restare non può essere solo “un’enunciazione a parole”. Servono investimenti infrastrutturali e mobilità, e all’Europa Bordin chiede di sostenere non solo le grandi opere strategiche ma anche i collegamenti regionali e locali, essenziali per spostarsi per lavoro o per motivi familiari in tempi adeguati.
Il presidente ha poi richiamato la necessità di recuperare terreno sul piano della rapidità decisionale. Nella competizione internazionale, ha spiegato, Italia ed Europa si confrontano con potenze capaci di decisioni “molto forti e immediate”, mentre da noi i processi sono lenti. “Serve un processo più efficace e tempestivo, con tempi contingentati. Non si vuole bloccare il confronto democratico, che è parte della nostra essenza, ma darsi tempi accettabili, altrimenti le risorse non bastano più per gli investimenti”.
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(ITALPRESS).
Papa Leone ha votato per posta alle elezioni di midterm. La Cnn: “Il Pontefice fa la storia”
(Adnkronos) –
Papa Leone XIV ha votato per posta alle elezioni di midterm negli Stati Uniti. Come sottolinea la Cnn, diventa il primo Pontefice a votare in una consultazione elettorale statunitense e, verosimilmente, il primo in assoluto a votare in un’elezione democratica laica. Il paese andrà alle urne il 3 novembre per le elezioni di metà mandato che potrebbero ridisegnare Camera e Senato nel 'secondo tempo' della presidenza di Donald Trump. Il Pontefice "ha esercitato il proprio diritto di voto come cittadino degli Stati Uniti, ogni volta che ne ha avuto la possibilità", rende noto la Sala Stampa della Santa Sede confermando che, "in linea con questa consolidata prassi di partecipazione civica, il Papa ha inviato la propria scheda elettorale per posta a Chicago". Il Papa, che è ancora un elettore registrato nello Stato dell'Illinois, come cittadino Usa residente all'estero ha chiesto di poter votare per corrispondenza. "Il Santo Padre ha inoltre confermato che, durante gli anni in cui ha risieduto in Perù, ha esercitato il proprio diritto di voto ogni volta che ne ha avuto la possibilità.Il Santo Padre esprime la propria convinzione riguardo al diritto e al dovere dei cittadini di partecipare ai processi democratici", spiega il Vaticano. La Cnn riporta le parole di Michael Walsh, storico e autore britannico che ha scritto diversi libri sul papato: "Non credo che i papi abbiano mai votato in un’elezione democratica prima d’ora", dice lo studioso evidenziando il 'peso' della scheda inviata da Leone XIV. Nei mesi scorsi, il Papa è finito nel mirino di Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha criticato il Pontefice per la posizione giudicata troppo soft in relazione alla guerra avviata da Washington contro l'Iran. Di recente il presidente ha smussato i toni, ricordando che il fratello del Papa, Louis Prevost, sia schierato su posizioni filo-Maga. Dai registri elettorali emerge che il Papa è iscritto nelle liste elettorali a New Lenox, un sobborgo di Chicago dove vive suo fratello John. Leone XIV, nato a Chicago, negli ultimi anni ha partecipato sia alle primarie repubblicane che a quelle democratiche, esprimendosi anche in occasione delle elezioni presidenziali del 2024.
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Sperlari celebra 190 anni, storia di impresa italiana che continua a guardare al futuro
(Adnkronos) – Ci sono storie d'impresa che, nel corso del tempo, diventano parte della storia di un Paese, entrando nelle case, nelle abitudini e nei ricordi di intere generazioni. Quella del Gruppo Sperlari è una di queste. Nata nel 1836 dalla bottega aperta da Enea Sperlari nel cuore di Cremona, l'azienda celebra 190 anni di attività, un traguardo che racconta quasi due secoli di tradizione dolciaria italiana e, soprattutto, la capacità di trasformare un patrimonio di ricette, conoscenze e competenze in una realtà industriale che continua a evolversi. Un percorso che ha attraversato epoche, trasformazioni del mercato e cambiamenti nelle abitudini di consumo, mantenendo un legame profondo con le proprie origini e la volontà di interpretare il presente. Oggi il Gruppo è una realtà di riferimento nel panorama dolciario italiano, con un fatturato di circa 150 milioni di euro, un portafoglio di business equilibrato tra prodotti continuativi e stagionali, che contribuiscono ciascuno per il 50% ai ricavi, e una struttura industriale composta da cinque stabilimenti produttivi in Italia, nei quali viene realizzato il 100% dei prodotti dell'azienda, per un totale di circa 20.000 tonnellate all'anno. A questi numeri si affiancano oltre 400 dipendenti fissi, che arrivano fino a 750 durante la stagione, e una strategia orientata alla crescita profittevole, sostenuta da investimenti nei marchi, nell'innovazione e nelle competenze industriali. La solidità del Gruppo Sperlari si riflette anche in un portafoglio che riunisce alcuni dei marchi più riconoscibili della tradizione alimentare italiana: Sperlari, Saila, Galatine, Dietor, Dietorelle e Paluani. Brand con storie e identità differenti, che presidiano categorie complementari e accompagnano gli italiani tanto nelle occasioni quotidiane quanto nei momenti di festa. Nel mercato delle caramelle il Gruppo si posiziona come terzo player in Italia, con una quota a valore del 9,7%, mentre nel comparto dei dolcificanti detiene una posizione di leadership, con una quota di mercato a valore superiore al 18%. Una posizione particolarmente significativa è quella di Sperlari nel mercato del torrone, dove il marchio registra una quota a valore del 38,2% nella distribuzione moderna, secondo i dati sell-out circana aggiornati all'11 gennaio 2026. Dalla tradizione del torrone e della mostarda cremonese alle caramelle, dai dolcificanti ai grandi lievitati delle ricorrenze, l'evoluzione dell'offerta testimonia la capacità dell'azienda di ampliare il proprio raggio d'azione valorizzando il patrimonio dei singoli marchi. In questo percorso si inserisce anche Paluani, storica realtà veronese fondata nel 1921, il cui sviluppo rappresenta una delle priorità del Gruppo nel segmento dei prodotti da ricorrenza. In un mercato in cui convivono una forte fedeltà ai sapori della tradizione e una crescente attenzione verso nuove esperienze di gusto, formati e occasioni di consumo, il Gruppo Sperlari continua a lavorare sull'innovazione per rendere il proprio portafoglio rilevante anche per le nuove generazioni. Il rinnovamento dell'identità del marchio Sperlari, avviato nel 2025 attraverso il nuovo logo, l'evoluzione del packaging e una nuova piattaforma di comunicazione, si affianca allo sviluppo di prodotti capaci di reinterpretare categorie consolidate, mantenendo riconoscibili qualità e caratteristiche distintive. Un approccio che interessa l'intero portafoglio e che trova espressione anche nelle novità del 2026, tra cui Sperlari Stick, che propone una modalità di consumo più pratica e contemporanea del torrone, Zanzibar Double Sensation, dedicato a nuove esperienze di gusto, e l'ampliamento dell'offerta Paluani per le ricorrenze. "Quando penso ai 190 anni del Gruppo Sperlari, penso prima di tutto alla fiducia che tante generazioni ci hanno accordato e alla responsabilità di meritarla anche domani. Abbiamo la fortuna di custodire marchi che fanno parte della vita delle persone, ma sappiamo che questo legame non può essere dato per scontato: va coltivato ogni giorno, ascoltando chi ci sceglie e avendo il coraggio di cambiare quando serve. Nei prossimi anni vogliamo continuare a investire nelle persone, nelle competenze e nelle idee che ci permetteranno di affrontare nuove sfide, mantenendo quella passione per il nostro lavoro che ci accompagna fin dalle origini. Mi piacerebbe che, tra molti anni, le nuove generazioni potessero riconoscere in Sperlari lo stesso valore che ha rappresentato per chi le ha precedute, trovandovi qualcosa di nuovo e, allo stesso tempo, profondamente familiare", dichiara Riccardo Viani, Ceo di Sperlari. Nel corso della sua storia il Gruppo Sperlari ha attraversato importanti trasformazioni societarie, conservando il patrimonio industriale e culturale che ne definisce l'identità. Dal 2017 parte del gruppo tedesco Katjes International, l'azienda ha mantenuto management italiano e produzione interamente in Italia, attraverso una struttura produttiva che custodisce competenze e tradizioni sviluppate nei diversi territori. Un modello che riflette la volontà di valorizzare nel lungo periodo marchi storici e know-how industriale, preservandone le specificità anche all'interno di una realtà societaria internazionale. È un patrimonio che si esprime attraverso le storie dei marchi e dei luoghi in cui sono nati: Cremona per Sperlari, Verona per Paluani, l'Abruzzo per Saila e Lodi per Galatine. Una pluralità di tradizioni che oggi convive in un unico Gruppo, nel quale quattro marchi hanno ottenuto il riconoscimento di Marchio Storico di Interesse Nazionale. Un'eredità che trova continuità nel lavoro delle persone e nella capacità di tramandare competenze produttive, mantenendo un rapporto diretto con i territori. Lo stabilimento di Cremona conserva un ruolo centrale in questo racconto, quale luogo simbolo delle origini dell'azienda e di un sapere dolciario che continua a confrontarsi con le esigenze dell'industria contemporanea. Accanto alla valorizzazione delle lavorazioni storiche, il Gruppo Sperlari punta sull'efficienza dei processi, sulla ricerca e sviluppo e sull'evoluzione dell'offerta, destinando risorse alle iniziative con maggiore potenziale di crescita. Le priorità per i prossimi anni comprendono il rafforzamento del posizionamento dei marchi, l'innovazione di prodotto e lo sviluppo sui mercati internazionali, che rappresentano oggi circa il 20% del fatturato complessivo. Un percorso orientato alla crescita profittevole, con particolare attenzione alla redditività e alla capacità di generare valore nel lungo periodo. Per il 2026, il Gruppo prevede inoltre una crescita dell'Ebitda a doppia cifra, a conferma dell'attenzione all'efficienza industriale e alla solidità dei risultati economici. Una visione che considera la storia dell'azienda non come un patrimonio da conservare immutato, ma come una risorsa sulla quale costruire nuove prospettive di sviluppo. Per celebrare questo anniversario, il Gruppo Sperlari ha scelto di trasformare la propria storia in un racconto per immagini che rende omaggio alle persone, ai luoghi e alle tradizioni che l'hanno accompagnata nel tempo. Un progetto artistico che nasce dal profondo legame con Cremona e dalla volontà di condividere con la città un patrimonio costruito attraverso quasi due secoli di attività. Al centro dell'iniziativa si trova una cronistoria illustrata a china, realizzata da Guido Damini, storico e divulgatore cremonese, che ripercorre sei momenti significativi dell'evoluzione di Sperlari, dalle origini nel 1836 fino ai giorni nostri. L'opera si sviluppa come un'unica tavola continua, caratterizzata da illustrazioni in bianco e nero e grandi scene corali, attraverso le quali vicende aziendali, trasformazioni industriali e storie personali diventano parte di una narrazione collettiva. "La sfida più interessante è stata riuscire a condensare un racconto così ricco in poche immagini, scegliendo dettagli ed episodi capaci di parlare anche a chi non conosce questa storia. Ho cercato di costruire un percorso che invitasse a soffermarsi, a osservare e a scoprire qualcosa di inatteso. Mi piace pensare che ciascuno possa trovare nell'illustrazione un particolare che lo incuriosisca, un ricordo da riscoprire o semplicemente un motivo per guardare questa storia con occhi nuovi", racconta Guido Damini. In occasione della Festa del Torrone di Cremona, la cronistoria sarà esposta al pubblico sotto la Loggia dei Militi, portando il racconto dei 190 anni nel cuore della città. La scelta di condividere l'opera proprio nel luogo in cui tutto ha avuto inizio rafforza il significato di una celebrazione che va oltre il traguardo aziendale, diventando un omaggio al territorio, alle sue tradizioni e alle generazioni che hanno contribuito a costruire l'identità di Sperlari. Il progetto comprende inoltre un libro celebrativo, che raccoglie eventi, aneddoti, immagini e testimonianze, e un percorso dedicato alle voci dei dipendenti, protagonisti di ieri e di oggi di una storia fatta di esperienze, competenze e ricordi condivisi. Elementi diversi di un unico racconto che riconosce nelle persone il filo conduttore capace di unire le origini al suo presente. Perché in 190 anni di storia non ci sono soltanto prodotti, marchi e traguardi industriali, ma migliaia di storie personali che hanno contribuito a rendere il Gruppo Sperlari ciò che è oggi. Un patrimonio da custodire e tramandare, ma soprattutto da continuare ad arricchire, affinché le generazioni future possano riconoscersi in questa storia e contribuire a scriverne i prossimi capitoli.
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Viani (Sperlari): “190 anni di storia valore distintivo”
(Adnkronos) – “Sperlari compie 190 anni, che per noi sono un valore importante, un valore distintivo. Non tutti hanno 190 anni di storia. Sperlari nasce nel 1836 qui vicino, in via Solferino, dove c’è ancora la bottega storica. Tutto è nato lì e abbiamo fatto questo percorso attraversando diverse ere storiche e diversi cambiamenti”. Così Riccardo Viani, Ceo del Gruppo Sperlari, in occasione dell’incontro con la stampa organizzato a Cremona per celebrare il 190° anniversario di attività. “L’innovazione è la parola chiave: innovare nel rispetto della tradizione, per conquistare sempre di più le preferenze dei consumatori che cambiano come cambia la nostra società – prosegue Viani -. Abbiamo la fortuna di avere marchi storici, forti, distintivi, parte della nostra identità. Vogliamo costruire e investire su questi marchi nel rispetto del passato, ma portandoli verso le nuove esigenze di consumo e i nuovi stili di vita”. “In questi 190 anni sono cambiate tantissime cose, ma il torrone c’è ancora, la mostarda c’è ancora. Sono state lanciate le caramelle, sono stati fatti lavori sul torrone e abbiamo acquisito marchi sempre in linea con la nostra identità e con la nostra origine. È una storia fatta di persone che hanno attraversato i tempi e i periodi con un forte rispetto del passato, vivendo il presente ma anche con una visione futura”. “Oggi abbiamo cinque stabilimenti in Italia, ma Cremona è ancora un cuore pulsante. Per il futuro il nostro primo obiettivo è scrivere altri 190 anni di storia. Siamo molto attenti ai cambiamenti che avvengono e l’obiettivo è essere al passo con questi cambiamenti”, conclude Viani.
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Damini: “La storia di Sperlari anticipa quella dell’Italia”
(Adnkronos) – “La storia di Sperlari anticipa quella dell’Italia: l’azienda è molto più vecchia sia della nazione sia della Repubblica. È la storia del Paese che si inserisce in Sperlari”. Lo ha detto Guido Damini, storico, divulgatore e artista cremonese che ha realizzato una cronistoria illustrata a china dedicata ai 190 anni di attività di Sperlari. L'opera è stata svelata all'interno del Teatro Ponchielli di Cremona. “È stata sicuramente un’esperienza ardua, dura, perché l’arte è fatica, soprattutto l’illustrazione. Bisogna illustrare tutto in maniera filologica, quindi non dare troppo spazio alla fantasia ma attenersi a quelle che furono le fotografie e le illustrazioni del tempo, in modo da restituire quasi un documento storico”, prosegue Damini. “La parte creativa e divertente è stata assemblare queste cose, incastrarle all’interno di questo fiume carsico che è la storia e aggiustare il tutto come se fosse un puzzle”.
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Snam, Pichetto: “L’energia ha accompagnato le grandi trasformazioni della nostra Nazione’
(Adnkronos) – "Celebrare gli 85 anni di Snam significa ripercorrere una parte importante della storia industriale dell’Italia. Dalla ricostruzione del dopoguerra al miracolo economico, dalla modernizzazione del sistema produttivo allo sviluppo dei territori, l’energia ha accompagnato le grandi trasformazioni della nostra Nazione. In questo percorso, Snam ha svolto un ruolo fondamentale. Le reti energetiche, infatti, sono un patrimonio strategico del Paese, essenziale per la continuità delle attività produttive, la coesione territoriale e la sicurezza nazionale". Così il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, in occasione dell celebrazioni per gli 85 anni di Snam. "Gli ultimi anni ci hanno ricordato quanto questa sicurezza sia preziosa e quanto non possa mai essere considerata acquisita. La pandemia e le crisi geopolitiche hanno profondamente modificato lo scenario energetico mondiale, mettendo in evidenza la necessità di diversificare le fonti e le rotte di approvvigionamento, di rafforzare le infrastrutture e accrescere la capacità di risposta del sistema. L’Italia ha saputo consolidare la propria autonomia strategica. In questo quadro, un ruolo essenziale è stato svolto dagli stoccaggi. Anche quest’anno l’Italia ha raggiunto, tra i primi Paesi europei, il 90% di riempimento degli stoccaggi di gas, conseguendo in anticipo l’obiettivo fissato dall’Unione europea", evidenzia Pichetto. "La rete gestita da Snam ha confermato, in questo contesto, la propria funzione strategica: integrare le diverse fonti, assicurare flessibilità al sistema. È un patrimonio che dobbiamo continuare a rafforzare, perché la sicurezza energetica è una condizione indispensabile per la crescita e per la competitività – prosegue Pichetto – Accanto alla sicurezza, la seconda grande sfida è la transizione energetica. Una trasformazione che deve saper coniugare sostenibilità ambientale, sicurezza degli approvvigionamenti e competitività. Obiettivi non alternativi ma da far coesistere. È questa la direzione dell’azione del governo: un approccio pragmatico, tecnologicamente neutrale, che valorizza tutte le soluzioni in grado di contribuire alla decarbonizzazione e alle esigenze dell’Italia". In questa prospettiva, "anche le infrastrutture energetiche sono chiamate a evolvere. Le reti che hanno sostenuto lo sviluppo industriale del Novecento dovranno contribuire alla costruzione del sistema energetico del futuro, aprendosi progressivamente a nuove soluzioni. Penso, in particolare, al biometano, all’idrogeno e alle tecnologie per la cattura e lo stoccaggio della CO2, oltre che all’integrazione tra reti, digitalizzazione e nuove filiere industriali. In questo percorso, le competenze e l’esperienza di Snam potranno offrire un contributo importante". "La posizione geografica del nostro Paese, la qualità delle infrastrutture e la solidità del sistema industriale ci offrono una possibilità importante: rafforzare il ruolo dell’Italia come piattaforma energetica di riferimento per l’Europa e per il Mediterraneo", evidenzia ancora il ministro. "Naturalmente, dietro ogni infrastruttura e ogni progresso tecnologico ci sono soprattutto le persone. Desidero quindi rivolgere un pensiero a tutti coloro che, nel corso di questi 85 anni, hanno contribuito alla storia di Snam: lavoratori, tecnici, ingegneri, dirigenti e professionalità che, con competenza e dedizione, hanno costruito e gestito una delle reti strategiche del nostro Paese. Il loro lavoro rappresenta un patrimonio che attraversa le generazioni e che continua a produrre valore per l’Italia", conclude.
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Ue, Tovaglieri “Il Green Deal una zavorra per l’industria”
MILANO (ITALPRESS) – Un giudizio severo sulle politiche portate avanti dalla Commissione von der Leyen bis, dal Green Deal all’automotive, dal bilancio europeo alla politica estera. E’ quello espresso da Isabella Tovaglieri, europarlamentare della Lega, intervistata da Claudio Brachino per Primo Piano Europa, format tv dell’agenzia Italpress.
Tovaglieri parte dalle politiche ambientali, che accusa di avere come effetto la “deindustrializzazione” del Vecchio Continente.
“Il surriscaldamento è un tema globale, farcene carico in via esclusiva non serve a nulla dal punto di vista pratico e diventa solo una zavorra”. Quanto al recente accordo politico sull’automotive raggiunto dalla maggioranza che sostiene la Commissione, lo definisce “la montagna che ha partorito il topolino”. Il settore, osserva, è in una crisi “profonda”, con migliaia di dipendenti licenziati e altrettante famiglie in difficoltà. Per la rappresentante leghista si tratta di un “accordicchio” tra popolari e socialisti per “salvaguardare la faccia” e mostrare una maggioranza compatta che, a suo dire, non esiste. Nel mirino anche l’occasione persa di guardare a destra, ai Patrioti, terzo gruppo del Parlamento europeo: l’intesa raggiunta, sottolinea, è persino meno ambiziosa della proposta iniziale del Ppe: “Un fallimento politico, ma anche concreto, che tutti pagheremo”.
Tovaglieri giudica “inopportuna” la richiesta della Commissione agli Stati membri di contribuire maggiormente al Bilancio Ue, soprattutto dopo i rilievi della Corte dei Conti europea sulla trasparenza nell’erogazione dei fondi e su alcune voci di spesa. “Se hai già dimostrato di spenderli male, dimostra che vuoi spenderli meglio, non chiedere ancora più soldi”, afferma, avvertendo che questo atteggiamento rischia di incrinare il rapporto di fiducia tra Stati e istituzioni.
Sul nuovo Patto su immigrazione e asilo, la Lega si è astenuta: se da un lato chiama gli Stati a condividere responsabilità, dall’altro, secondo l’eurodeputata, carica i Paesi di frontiera come l’Italia di oneri eccessivi. Diverso il giudizio sul regolamento Rimpatri, rimasto fermo per oltre vent’anni, “ostaggio della sinistra”. Qui, rivendica, ci sarà “un vero cambio di passo” grazie a una “maggioranza ombra” di centrodestra formata da Lega e Patrioti, mentre Pd e socialisti si sono opposti.
Sul conflitto russo-ucraino, Tovaglieri dice di non rinnegare gli aiuti a Kiev, necessari in una fase iniziale per negoziare “ad armi pari”. Ma la tregua non è arrivata e l’Ue, pur avendo pagato il prezzo più alto, resta fuori dal potenziale tavolo: “L’Europa è risultata irrilevante, non è un giudizio personale ma una constatazione di fatto”. Di qui l’invito a smetterla di “svenarsi” per acquistare armi.
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Garattini e la dieta per vivere a lungo: “No a vino e salumi, mangio poco e peso 52 chili”
(Adnkronos) – "Faccio una buona colazione, a pranzo mangio molto poco e poi mangio qualcosa la sera. In termini quantitativi la mia dieta è modesta, attualmente peso 52 chili: mangio relativamente poco". Il professor Silvio Garattini tra pochi giorni compirà 98 anni. Il fondatore e presidente dell'Istituto di ricerche 'Mario Negri' detta la sua 'ricetta' intervenendo a La volta buona. "Si può mangiare nel miglior modo possibile, ma chi mangia tanto ingrassa. Non ci sono magie: mostrare persone di 100 anni che mangiano quello che vogliono sono eccezioni. La maggior parte delle persone muore prima, quella non è la regola", dice lo scienziato. Bisogna distinguere tra lunghezza della vita e durata della vita in buona salute. "Se valutiamo la durata della vita sana, l'Italia scende nelle classifiche. Non ci sono elementi singoli che possono migliorare la durata della vita: dipende da molti fattori. Sono diversi i parametri che dobbiamo ricordare, servono tutti: altrimenti non riusciamo a migliorare. Abbiamo troppe dipendenze dal fumo, dall'alcol. In Italia non si può dire ma il vino è cancerogeno", dice Garattini elencando i fattori negativi. "Abbiamo la dipendenza dalle droghe, in Italia il 10% delle persone usa cannabis e il 5% usa codeina. Spendiamo 2000 miliardi l'anno per i giochi d'azzardo leciti, un'altra dipendenza. C'è poi l'eccesso di consumo di salumi e affettati che costituiscono un fattore di rischio del gruppo 1 per quanto riguarda il cancro al colon", aggiunge. I pilastri positivi sono noti e non vanno trascurati: "Per allungare la vita in buone condizioni serve il movimento, serve il sonno che 'pulisce' il cervello ad una velocità doppia di notte. L'alimentazione deve essere varia ma ridotta, è uno dei fattori fondamentali. Poi c'è l'elemento della scolarità: dove c'è cultura, c'è l'interesse per la salute".
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Martellini (Fcp): “Mezzi di comunicazione evolvono creando Total Audience”
(Adnkronos) – “La velocità e l'evoluzione legate al mondo digitale stanno arricchendo la possibilità di interagire fra i vari settori, perché ciascuno di questi, pur mantenendo le origini da cui proviene, sta vivendo un'evoluzione digitale. I giornali hanno i propri siti, le radio si evolvono con il Dab (Digital Audio Broadcasting), la televisione si sviluppa con le emanazioni digitali e attraverso le piattaforme sia televisive sia web: questa evoluzione sta creando una sorta di vera e propria Total Audience. Tutti stanno sviluppando i propri progetti di comunicazione”. Lo ha dichiarato Massimo Martellini, presidente di Fcp, Federazione delle Concessionarie di Pubblicità, intervenuto a Intersections 2026, il più grande evento in Italia dedicato a marketing, comunicazione, creatività e tecnologia, in corso all’Allianz MiCo di Milano. Il presidente si sofferma poi su come l’evoluzione dei mezzi di comunicazione stia cambiando la strategia delle concessionarie: “Nelle concessionarie vediamo l'evoluzione di questo lavoro, passando dalla semplice vendita di pubblicità alla creazione di progetti che sono essi stessi progetti di comunicazione. Certo, l'economia resta il motore trainante di tutto, quindi non possiamo dimenticarla”. Infine, Martinelli rimarca il modo in cui ogni progetto di comunicazione può assumere diversi volti. “I progetti di comunicazione spaziano dai podcast alle possibilità di avere dei moltiplicatori: un progetto che nasce su un giornale, oltre alla parte di lettura, può avere un parallelo o un contraltare in un progetto digitale che include anche l'aspetto visivo”, conclude.
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