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Meloni: “Governerò finché avrò una maggioranza solida, voglio arrivare a fine legislatura”

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(Adnkronos) – "Finché io ho una maggioranza solida per governare, intendo governare questa Nazione". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa, rispondendo a una domanda sull'ipotesi voto anticipato. "Io vorrei arrivare alla scadenza della legislatura", ha aggiunto, sottolineando: "Intendo continuare a governare fino a quando avrò questa bella e solida maggioranza che mi accompagna". Sull'ipotesi voto anticipato "leggo ogni giorno delle ricostruzioni, che io davvero non so da dove possano muovere, su questa continua tentazione della Meloni di andare a votare", ha detto ancora la premier aggiungendo: "La prima volta lo lessi che neanche avevo fatto la lista del Consiglio dei ministri…". "Io vorrei arrivare alla scadenza della legislatura", ha rimarcato Meloni. "Mi pare di aver fatto un certo vanto della stabilità che questo governo ha dato all'Italia, non come stabilità in assoluto, ma stabilità per quello che la stabilità ti consente di fare", ha detto ancora la leader di Fdi. Dimissioni se non passa la legge elettorale? "Le due cose sono collegate", risponde quindi Giorgia Meloni. "Quando l'emendamento delle preferenze non passò alla Camera, nello scorso passaggio, io ho sentito dire da più parti che il governo non aveva la fiducia del Parlamento e delle Camere. Quindi credo che sia un fatto di chiarezza", ha rimarcato la premier, confermando l'intenzione di mettere la fiducia. "Se me la sento di dire 'mai con Vannacci? Devo segnalare che parliamo di un partito, Futuro Nazionale, che oggi è composto di tutti i parlamentari che sono stati eletti nel centrodestra per votare i provvedimenti del centrodestra e rappresentare i cittadini che hanno votato centrodestra, e che oggi si trovano in un partito che vota con l'opposizione contro quei provvedimenti e contro quel programma", ha poi aggiunto Meloni rispondendo a una domanda sull'ipotesi di allearsi con l'ex generale. "E chiaramente, quando questo accade una volta, può accadere anche la seconda", ha spiegato. "Voglio ricordare che è sempre molto più importante vincere per governare che vincere per non governare – ha detto ancora -. Questo è il tema che a me interessa".  
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McCullough (ambasciatrice Irlanda): ‘Ecco i tre principi fondamentali della nostra presidenza’

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(Adnkronos) – “Stiamo basando il nostro lavoro su tre principi fondamentali: competitività, valori e sicurezza”. Lo ha detto Elisabeth McCullough, ambasciatrice d’Irlanda in Italia, durante il Soteu, il discorso sullo stato dell'Unione pronunciato da Ursula Von der Leyen e trasmesso in diretta presso Spazio Europa Experience a Roma. Tra i temi indicati, l’agenda per la semplificazione, il mercato unico, l’allargamento e il rafforzamento della sicurezza europea. Dublino ha la presidenza di turno dell'Unione per questo semestre. “Al di sopra di tutti questi ambiti ci sono due priorità fondamentali: il continuo sostegno all’Ucraina e il quadro finanziario pluriennale”, ha aggiunto McCullough, sottolineando l’importanza del bilancio Ue per i prossimi sette anni. Sul discorso di Ursula Von der Leyen, l’ambasciatrice ha parlato di un intervento “davvero valido, molto forte e anche molto realistico”, apprezzando in particolare l’attenzione all’economia, all’energia e ai cittadini europei. Tra le principali sfide, ha indicato “il cambiamento climatico e l’intelligenza artificiale”, oltre a sicurezza e cybersicurezza. 
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Salute: ‘back to school’, 7 consigli per proteggere la vista dei bambini dalla miopia

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(Adnkronos) – La miopia può comparire e peggiorare senza che il bambino si accorga subito del cambiamento. Per questo è importante non aspettare che sia lui a dire di non vedere bene, ma inserire i controlli della vista nella normale prevenzione, soprattutto durante gli anni della scuola. Ecco i sette consigli di Paolo Nucci, ordinario di Oftalmologia all’Università degli Studi di Milano e presidente della Siops (Società italiana di Oftalmologia pediatrica e strabismo), per un rientro a scuola attento alla salute degli occhi. 1. Controllare la vista anche in assenza di sintomi. "Non bisogna aspettare che il bambino manifesti difficoltà a vedere – raccomanda Nucci – La miopia può infatti svilupparsi e progredire senza segnali evidenti. I controlli periodici della vista sono quindi importanti, in particolare durante l’età scolare". 2. Libri e tablet a una distanza adeguata. "Durante la lettura, i compiti o l’utilizzo di tablet e altri dispositivi, è bene evitare di tenere gli oggetti troppo vicini agli occhi. La distanza consigliata è di almeno 20-30 centimetri". 3. Fare una pausa ogni 30-45 minuti. "Lo studio e le altre attività che richiedono di guardare da vicino non dovrebbero essere svolti senza interruzioni. Ogni 30-45 minuti è utile fermarsi per qualche minuto e guardare lontano". 4. Usare gli schermi con equilibrio. Smartphone, tablet e computer non devono essere considerati necessariamente un problema. È importante, però, evitare di trascorrere troppo tempo consecutivo a distanza ravvicinata, alternando l'uso degli schermi con pause e attività all'aperto. 5. Studiare in un ambiente ben illuminato. Anche la luce è importante. "Per leggere e fare i compiti è preferibile scegliere ambienti ben illuminati, sfruttando quando possibile la luce naturale". 6. Trascorrere ogni giorno tempo all'aperto. "Dopo la scuola, via libera a gioco, sport e attività all'aria aperta. Le raccomandazioni indicano di trascorrere 1-2 ore al giorno all'aperto, un'abitudine considerata utile nella prevenzione" della miopia. 7. Se compare la miopia, monitorarla nel tempo. "Quando la miopia viene diagnosticata, sono importanti controlli regolari per seguirne l'evoluzione. Anche la scelta degli occhiali può avere un ruolo: in base alle caratteristiche e alle esigenze del bambino, l'oculista può valutare lenti specifiche per il controllo della progressione miopica". 
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Miopia pediatrica: “Se non trattata rischia di evolvere in patologie gravi in età adulta”

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(Adnkronos) – "Il 35,8% dei bambini e adolescenti nel mondo è miope (2023), erano il 24,3% nel 1990. E' di 740 milioni la prevalenza globale attesa tra i giovani entro il 2050, e si stima che siano già 2 milioni i giovani miopi in Italia. La miopia è un difetto refrattivo dell'occhio: l'immagine degli oggetti lontani si forma davanti alla retina anziché su di essa, e quindi la visione degli oggetti distanti risulta sfocata. Le ragioni possono essere l’allungamento eccessivo del bulbo oculare, la curvatura eccessiva del cristallino o della cornea, oppure un eccessivo potere refrattivo del cristallino. Quanto maggiore è il difetto visivo, tanto minore è la distanza alla quale si vede bene. La miopia si può distinguere, sulla base dell’entità del difetto, in lieve (fino a 3 diottrie), media (da 3 a 6 diottrie), elevata (oltre le 6 diottrie). Nei bambini – secondo gli esperti di Hoya- la miopia compare tipicamente in età scolare e tende a peggiorare progressivamente fino alla fine della crescita, in genere intorno ai 20 anni. Più la miopia insorge precocemente, maggiore è il rischio che diventi 'elevata' in età adulta". Tra i fattori di rischio, "l'uso prolungato di libri, tablet e smartphone a distanza ravvicinata" è associato a un maggior "rischio di sviluppo e progressione della miopia". Inoltre, i bambini che trascorrono meno tempo alla luce naturale sembrano più esposti al rischio; "l'esposizione alla luce del giorno favorisce il rilascio di dopamina retinica, che contrasterebbe l'eccessivo allungamento dell'occhio". Se la miopia insorge presto e progredisce senza controllo, "può evolvere in miopia elevata (oltre le 5-6 diottrie), condizione che aumenta significativamente il rischio, anche in età adulta, di: distacco della retina, glaucoma, cataratta precoce, maculopatia miopica". Per questo le società scientifiche di oftalmologia pediatrica considerano la "prevenzione e il controllo della progressione miopica una questione di sanità pubblica", non solo un problema estetico o di comfort visivo. 
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Salute, indagine: “Vista dei figli tra i controlli top, ma priorità solo per il 7,2% dei genitori”

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(Adnkronos) – "Per il 43,5% dei genitori la salute visiva dei figli si colloca al sesto posto, dietro salute mentale (64,5%), alimentazione (62,9%), sviluppo scolastico (57,3%), uso degli schermi (45,9%) e attività fisica (44,0%). Come prima preoccupazione raccoglie appena il 7,2%. Il quadro si capovolge sulle pratiche ritenute importanti: fra i controlli specialistici i genitori mettono al primo posto proprio la vista, prioritario per il 26,4% e presente fra i primi quattro nell'80% dei casi, alla pari con la visita dentistica (81,0%) e molto avanti rispetto al controllo posturale (64,3%)". E' quanto emerge da una survey condotta da Astra Ricerche per conto di Hoya su un campione di 1005 genitori italiani con almeno un figlio fra i 4 e i 18 anni. Sui temi di salute dei bambini il 43,3% si assegna un voto da 8 a 10 e solo il 12,1% resta sotto la sufficienza piena; sulla vista i valori sono quasi identici, 43,1% e 15,2%. La vista non viene percepita come un dominio più tecnico degli altri e non genera quindi un bisogno informativo avvertito. Questa fiducia non trova però riscontro nelle risposte di merito. Le abitudini raccontano un'infanzia sedentaria e "ravvicinata". Sommando dispositivi a breve e a media distanza, il 31% dei minori trascorre davanti agli schermi quattro ore o più in un giorno di scuola e solo il 31% resta sotto le due; alle attività da vicino senza schermi il 24,5% dedica tre ore o più. All'aperto si sta molto meno: appena il 23% raggiunge le due ore quotidiane e il 35,7% non arriva a un'ora. Come riferimento esterno all'indagine, nella letteratura clinica il tempo all'aperto è il fattore protettivo con l'evidenza più solida: nel campione è il più compresso. Il primo controllo spesso arriva tardi e la costanza non è rispettata. Per uno su sei (16,3%) il percorso inizia entro due anni – quasi sempre nel secondo anno di vita – e complessivamente solo meno della metà lo fa entro i 4 anni (43.9%). Il 19,5% ha atteso i sette anni o oltre e il 7,5% non l'ha mai effettuata o non ricorda. La periodicità ritenuta opportuna è allineata alle linee guida, riferimento esterno all'indagine: il 72,5% indica almeno un controllo annuale. Il quadro si allenta sui comportamenti effettivi: soltanto il 57,4% ha fatto l'ultimo controllo negli ultimi dodici mesi e il 12,6% è oltre i due anni, mentre appena il 56,0% pensa di far controllare la vista nei prossimi tre mesi e solo il 21,3% ne è certo. Fra norma dichiarata e pratica agita si apre uno scarto di quindici punti, probabilmente il vero spazio di intervento per il settore.  Sulle cause i genitori hanno un colpevole designato. L'uso prolungato di smartphone e tablet – si legge – è ritenuto molto o abbastanza incidente dall'80,5%, con il 44,0% all'intensità massima. Seguono familiarità (72,3%), scarsa illuminazione (70,5%) e televisione (70,2%), mentre lettura e studio si fermano al 55,2%, lo stare poco all'aperto al 51,0%. Il contrasto con le evidenze esterne è netto: la letteratura clinica considera discusso il ruolo degli schermi e consolidato quello del tempo all'aperto. Il riconoscimento dei sintomi è parziale. Lo strizzare gli occhi, il segnale più caratteristico, è indicato dal 60,2% l'avvicinarsi molto alla televisione dal 55,8% e ai libri dal 48,2%; fra i primi posti compare però anche il mal di testa frequente (56,1%), che secondo la clinica è un indicatore aspecifico e semmai più tipico di altri difetti refrattivi. Quasi un genitore su quattro attribuisce inoltre alla miopia segnali che in letteratura rimandano maggiormente ad altre condizioni: inclinare la testa (23,5%), rossore oculare (21,1%), saltare righe durante la lettura (17,5%).  La miopia è percepita come questione seria dall'80,9%, benché solo il 32,1% scelga il grado massimo, e la diagnosi precoce raccoglie un consenso più netto, con il 66,1% di voti da 8 a 10. Anche la progressione è acquisita: il 78,3% sa che la miopia può peggiorare durante la crescita. Le lacune emergono nel dettaglio clinico. Il 38,9% ritiene che possa migliorare spontaneamente, informazione errata che convive con un ulteriore 29,8% di indecisi: meno di un terzo ha il quadro corretto. Ancora più critico il rischio, dove solo il 47,1% sa che una miopia elevata aumenta la probabilità di patologie oculari in età adulta, mentre il 39,3% non sa rispondere e il 13,6% lo nega. Il 68,6% conosce almeno una soluzione capace di rallentare la progressione, ma la conoscenza si concentra su una categoria: gli occhiali per la gestione della miopia sono noti al 49,8% e le lenti a contatto morbide dedicate al 24,7%, mentre le opzioni specialistiche restano marginali. Sulle azioni adottate o adottabili prevalgono gli strumenti che delegano a un professionista o passano da un dispositivo: controlli più frequenti dall'oculista (46,6%), occhiali per la gestione della miopia (43,2%), aderenza alle indicazioni dello specialista (41,2%), consulto dell'ottico o del pediatra, entrambi attorno al 25%. Le azioni che richiedono un cambiamento nella vita quotidiana raccolgono molto meno: l'attenzione ai comportamenti si ferma al 31,1% e il più tempo all'aperto al 16,1%, ultimo della graduatoria. Visto che il tempo all'aperto non è riconosciuto come fattore, non entra fra le leve. Solo il 3,2% non adotta alcuna misura.  Fra i genitori di figli miopi la scoperta è quasi sempre domestica: il 36,8% si è accorto per primo del problema e un ulteriore 16,5% indica altri familiari, mentre i professionisti sanitari arrivano al 31,2% e la scuola con i pari al 13,4%. L'impatto percepito si colloca poco sotto la metà su tutte le dimensioni, con il benessere emotivo in testa (48,1%), poi sport (46,4%), studio (45,1%) e autostima (43,5%), mentre le dimensioni relazionali restano attorno al 36%. Il 65,8% si sente adeguatamente informato, ma il 40,7% pensa che avrebbe potuto accorgersene prima e il 40,3% si sente responsabile di un possibile peggioramento: un senso di colpa diffuso, terreno interessante e insieme delicato per qualunque comunicazione. La reazione alle nuove lenti da vista per la gestione della miopia è nettamente favorevole: l'84,8% la trova interessante. La disponibilità sale con la raccomandazione professionale: l'85,9% la considererebbe se consigliata dall'oculista o dall'ottico. Sugli attributi la valutazione è molto positiva: facile da utilizzare per il 79,7%, adatta ai bambini per il 78,0%, sicura per il 77,2%, efficace per il 76,3%. L'argomento che convince di più è quello sull'esito dell’efficacia: il 49,0% indica il rallentamento della progressione e il 38,8% la riduzione del rischio di patologie oculari in età adulta, per un totale dell'80,7% che sceglie almeno un argomento di efficacia, contro il 60,3% degli aspetti pratici. Incrociando conoscenza, allarme, impatto percepito, apertura alla soluzione e propensione ad agire si ottengono quattro gruppi quasi equivalenti. Gli attivi consapevoli (26,1%) sanno, si preoccupano e fanno, con il 71% che indica controlli più frequenti dall'oculista. I preoccupati inerti (25,5%) condividono allarme e percezione dell'impatto ma non traducono nulla in comportamento: è il segmento con il maggior potenziale inespresso, perché la motivazione esiste già e manca l'indicazione pratica. I razionali distaccati (23,3%) sono informati e aperti alla soluzione ma ritengono che la miopia non incida sulla vita del figlio, con valori fra lo 0% e l'8% su tutte le dimensioni di impatto: contengono più figli miopi degli altri e confermano che l'esperienza diretta ridimensiona l'allarme anziché alimentarlo. 
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Salute: è allarme miopia tra i giovani, in Italia già oltre 2 milioni di casi

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(Adnkronos) – Le previsioni indicano che entro il 2050 metà della popolazione mondiale sarà miope. Una tendenza che riguarda da vicino anche i più giovani e che ormai rappresenta un vero problema di salute pubblica. Lo hanno messo nero su bianco pediatri e oftalmologi italiani alla luce dei numeri mondiali e di casa nostra. Guardando all’Italia – informa una nota – rapportando le stime di prevalenza disponibili alla popolazione italiana tra 5 e 19 anni, si può stimare che i giovani miopi siano già oltre 2 milioni. Eppure, sebbene considerata un problema serio, la salute degli occhi non è percepita come urgente dai genitori italiani: c’è scarsa attenzione ai controlli, anche per via di false credenze e abitudini sbagliate. Come dimostrano i risultati di una survey condotta da Astra Ricerche per conto di Hoya su un campione di oltre 1000 genitori italiani.  L’80% dei genitori considera la visita oculistica tra i primi quattro controlli più importanti durante la crescita del figlio – emerge dall'indagine -. Il 66,1% attribuisce grande importanza alla diagnosi precoce. Tuttavia, solo meno della metà dei bambini (43,9%) ha effettuato una prima visita oculistica entro i quattro anni di età mentre quasi un genitore su quattro arriva dopo i sette anni o non ha mai sottoposto il figlio a una visita. Infine, circa tre genitori su quattro ritengono opportuno un controllo almeno annuale, ma poco meno di sei su dieci dichiarano di aver fatto controllare la vista dei propri figli nell'ultimo anno. "La miopia è una condizione multifattoriale nella quale entrano in gioco sia la predisposizione genetica sia fattori ambientali e comportamentali. È comprensibile che molti genitori tendano ad attribuire agli schermi un ruolo centrale; tuttavia, oggi sappiamo che conta soprattutto l'equilibrio complessivo delle abitudini visive. Le attività da vicino prolungate, che siano svolte su uno schermo o su un libro, dovrebbero essere intervallate da pause regolari e alternate a momenti trascorsi all'aperto – spiega Paolo Nucci, ordinario di Oftalmologia presso l’Università degli Studi di Milano e presidente Siops (Società italiana di Oftalmologia pediatrica e strabismo) -. Per gestire la miopia in maniera ottimale dobbiamo fare una valutazione complessiva del rischio del bambino e utilizzare gli strumenti che oggi la ricerca mette a disposizione per cercare di rallentarne l'evoluzione. Fra questi, le lenti per la gestione della miopia rappresentano oggi una delle opzioni più interessanti e accessibili perché consentono di associare due obiettivi: garantire una visione nitida nella vita quotidiana e, allo stesso tempo, intervenire sul controllo della progressione miopica. Il loro vantaggio è che offrono una modalità non invasiva, familiare e facilmente accettabile per il bambino, perché si integrano nella sua esperienza quotidiana come un normalissimo paio di occhiali".  Sul piano delle conoscenze delle cause della miopia, dunque, rimangono ampi margini di miglioramento. I genitori, infatti, sono molto preoccupati dell’utilizzo degli schermi – l'80,5% lo considera un fattore incidente sullo sviluppo della miopia – ma sottovalutano l’assenza di tempo trascorso all'aperto – che viene indicato come fattore incidente solo dal 51,0%. Proprio il tempo trascorso all'aperto rappresenta, però, un fattore sul quale l'evidenza clinica è particolarmente consolidata. Eppure, soltanto il 23,0% dei minori trascorre almeno due ore al giorno all'aperto. "La miopia non è soltanto un problema di vedere bene o male oggi. La sfida è comprendere come la vista evolve durante la crescita e perché sia importante seguirla nel tempo. Intercettare eventuali problemi visivi il prima possibile consente di identificare tempestivamente i bambini che meritano particolare attenzione e di impostare un percorso di monitoraggio adeguato – dichiara Teresio Avitabile, ordinario di Oftalmologia e direttore della Clinica Oculistica dell’Università degli Studi di Catania, presidente Siso (Società italiana di Scienze oftalmologiche) -. Ma la diagnosi precoce, da sola, non basta. La miopia non è una fotografia scattata in un preciso momento della vita del bambino: è una condizione dinamica che può modificarsi nel tempo. Per questo sono necessari controlli frequenti anche in base all’evoluzione del difetto visivo".  La crescente attenzione alla progressione miopica ha accompagnato negli ultimi anni anche l’evoluzione delle soluzioni disponibili per la sua gestione. In questo scenario, l’innovazione tecnologica – dettaglia la nota – ha portato allo sviluppo di lenti specificamente progettate per intervenire sulla progressione della miopia che utilizzano tecnologie come la D.I.M.S. di HOYA, la prima azienda in assoluto ad avere lanciato una lente oftalmica per la gestione della miopia, la cui efficacia è oggi supportata da oltre 150 pubblicazioni e contributi scientifici. HOYA ha ulteriormente potenziato questa tecnologia attraverso il Triple Enhanced Design (TED) dando vita alla nuova MiYOSMART iQ, che alza il livello di efficacia e prevenzione. Dai risultati di uno studio clinico randomizzato e controllato, condotto da HOYA Vision Care in collaborazione con The Hong Kong Polytechnic University e presentati al congresso annuale Arvo 2026 di Denver, che ha coinvolto 196 bambini miopi di età compresa tra 4 e 12 anni, emerge che, dopo 12 mesi i bambini che indossavano MiYOSMART iQ non hanno mostrato, in media, progressione della miopia. Inoltre, l'allungamento assiale dell'occhio è risultato inferiore o comparabile a quello osservato nei bambini non miopi.  Frenare la progressione della miopia è fondamentale per la salute futura dei bambini. Ma anche in questo caso i genitori italiani non ne hanno consapevolezza. I dati di Astra Ricerche mostrano come meno di un terzo degli intervistati sembra avere un quadro corretto dell'evoluzione della miopia (mentre il 38,9% ritiene erroneamente che la miopia possa migliorare spontaneamente e un ulteriore 29,8% non sa rispondere). Ancora più significativo è il dato relativo alla miopia elevata: solo il 47,1% sa che questa condizione può aumentare il rischio di patologie oculari in età adulta.  "Quando l'occhio diventa molto lungo, alcune strutture oculari vengono sottoposte a una maggiore tensione e, nel corso della vita, possono aumentare i rischi di sviluppare patologie come la maculopatia miopica, il distacco di retina o il glaucoma. Naturalmente parliamo di un aumento del rischio, non di un destino inevitabile. Facciamo un esempio: sebbene il rischio di sviluppare maculopatia sia più elevato in un miope di -6D rispetto al miope di -2D, indipendente dal grado di miopia iniziale, ridurre la sua progressione di 1 sola diottria può abbassare del 40% il rischio di sviluppare maculopatia miopica" sottolinea Francesco Bandello, ordinario di Oftalmologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, direttore dell’Unità di Oculistica dell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano e presidente Apmo (Associazione pazienti malattie oculari).  L'indagine Astra Ricerche mostra, infine, come ciò che colpisce i genitori sia sì la possibilità di rallentare la progressione della miopia, ma anche la semplicità di una soluzione che possa accompagnare il bambino nella vita di tutti i giorni. L’85% degli intervistasti mostra interesse verso MiYOSMART iQ e l’86% dei genitori la considererebbe se raccomandata da un professionista della visione.  "La missione di HOYA è chiara: Improve Life Through Vision, migliorare la vita delle persone attraverso una migliore visione in linea con gli stili di vita. Con il lancio di MiYOSMART nel 2020 siamo stati pionieri nel promuovere una nuova consapevolezza: oggi la miopia non può essere considerata soltanto un difetto refrattivo da correggere, ma una condizione da ridurre. Una sfida che va oltre l'ambito clinico e che coinvolge aspetti sociali, educativi e culturali, soprattutto alla luce di una diffusione della miopia destinata a crescere nei prossimi anni – conclude Maurizio Veroli Amministratore delegato, Hoya Vision Care Italia -. Con MiYOSMART iQ vogliamo continuare a contrastare la miopia, offrendo una soluzione sempre più evoluta per contribuire a preservare la salute visiva dei giovani miopi di oggi e degli adulti di domani". 
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Icardi, tramonta ipotesi Lazio? Ecco dove può andare l’ex capitano dell’Inter

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(Adnkronos) –
Mauro Icardi può arrivare alla Lazio da svincolato? La pista che porta all'attaccante argentino sembra essersi raffreddata in casa biancoceleste. E la possibile trattativa, che negli ultimi giorni aveva acceso il dibattito tra tanti tifosi del club capitolino, si è scontrata con due ostacoli. Il primo riguarda l'aspetto economico, visto che il mercato della Lazio – come visto in estate – è condizionato dallo squad cost ratio, il parametro che mette in relazione i costi della rosa con i ricavi del club e che condiziona anche le operazioni.  Insomma, l'operazione Icardi avrebbe un impatto economico importante per il club. Inoltre, ci sono da considerare anche le idee dell'allenatore Gennaro Gattuso, che come attaccante per la sua squadra ha già scelto in estate Andrea Pinamonti e non ha intenzione di modificare equilibri già creati nello spogliatoio. Insomma, due aspetti che avrebbero messo un freno alla trattativa. Quale sarà allora il futuro dell'ex capitano dell'Inter? Icardi è stato seguito nelle ultime settimane da diversi club, che hanno valutato e continuano a studiare la situazione. Tra questi ci sono Olympiacos, Monterrey e Tottenham.  
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Bollo auto abolito, dalle citycar ai mini suv: i modelli esentati dalla tassa

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(Adnkronos) – Via libera all'abolizione del bollo auto e moto. Questa la misura varata oggi in Consiglio dei ministri dal governo e che riguarda le auto di piccola e media potenza ossia quelle in gran parte utilizzate dalle famiglie per gli spostamenti quotidiani. Ma cosa prevede il dl nel dettaglio e quali saranno i modelli di auto esentati dalla tassa? Ecco tutte le informazioni utili.   La misura riguarda tutti i motocicli e oltre il 70% delle auto attualmente in circolazione, nel complesso circa 14,5 milioni di veicoli. L’intervento, spiegano le fonti, "punta ad alleggerire il carico fiscale sulla proprietà di auto o moto per una platea molto ampia di italiani". L'articolo 2 della bozza dello schema di decreto-legge prevede l'esenzione dal pagamento del bollo auto per il 2027 per le persone fisiche in possesso dei requisiti, previsti dal decreto. L'esenzione riguarda "un solo veicolo regolarmente assicurato" e si applica ai versamenti della tassa automobilistica con termine ordinario di pagamento compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Per le autovetture, il beneficio riguarda quelle alimentate, anche in combinazione con altra fonte di propulsione, a benzina o gasolio, "aventi potenza non superiore a 80 kW". Nel caso in cui il contribuente abbia più autovetture agevolabili, l'esenzione viene riconosciuta per una sola vettura, individuata in quella con la minore potenza. In caso di pari potenza, viene considerata quella per la quale, in assenza dell'agevolazione, sarebbe dovuto il bollo di importo più basso. L'agevolazione viene prevista anche per motocicli e ciclomotori alimentati a benzina o gasolio, ma a condizione che il contribuente non risulti soggetto al pagamento del bollo per un'autovettura con potenza pari o inferiore a 80 kW. Anche in questo caso l'esenzione riguarda un solo mezzo. La norma si applica anche nelle Regioni a statuto speciale e nelle Province autonome, previo accordo con le autonomie interessate. Per compensare la riduzione del gettito viene previsto un trasferimento complessivo di "2.293,5 milioni di euro per l’anno 2027". Gli oneri complessivi dell'articolo sono quantificati in 2,362 miliardi di euro.  Ma quali sono i modelli di auto che saranno esenti da bollo? Dalle city car ai mini suv, ecco i principali veicoli che diranno addio alla tassa. – Fiat Panda: Versioni mild hybrid 1.0 da ~70 CV (circa 51-52 kW) e versioni precedenti più basse: quasi tutte rientrano ampiamente nell'esenzione. – Dacia Sandero (e Stepway), versioni SCe 65 (~48 kW), TCe 90 (~66 kW), TCe 100 / ECO-G 100 (~74 kW). La maggior parte rientra nelle esenzioni mentre le ibride più potenti (es. Hybrid 155) possono superare il massimo dei kW.  – Citroën C3 PureTech 100 (~74 kW) e Hybrid 110 (potenza termica base intorno ai 74 kW, sistema combinato spesso ancora sotto o vicino).  – Peugeot 208: PureTech 75 (~55 kW) e 100 (~74 kW). Le mild hybrid entry-level rientrano quasi tutte nei limiti, le più potenti (Hybrid 136/145) e le elettriche no. – Fiat Grande Panda: benzina 1.2 da 100/101 CV (~74 kW) e mild hybrid da 110 CV (~81 kW, borderline). La versione elettrica da 83 kW è al limite o leggermente sopra a seconda della dichiarazione. – Renault Clio: versioni TCe 90/100 (~66-75 kW) e alcune entry. Le più potenti (TCe 115 o full hybrid 145/160) superano il limite di kW.  – Jeep Avenger: versione 1.2 turbo benzina 100 CV (~74 kW) rientra nei limiti. Mild hybrid e 4xe più potenti, nonché l’elettrica (115 kW), no.  – Toyota Yaris (e alcune Yaris Cross entry): le full hybrid da 116 CV (~85 kW sistema) sono al limite o leggermente sopra; versioni precedenti o specifiche possono rientrare nei limiti. – Fiat 500 (termiche e mild), Lancia Ypsilon, Kia Picanto, Hyundai i10, Opel Corsa entry-level, Volkswagen Polo 1.0 base, Suzuki Swift, Skoda Fabia entry: quasi tutte sotto i 80 kW nelle motorizzazioni più comuni. – Elettriche pure: molte citycar (Fiat 500e da 70 kW, Leapmotor T03, Dacia Spring, BYD Dolphin entry) rientrano nei limiti; le più potenti no. La norma tuttavia riguarda auto a benzina/gasolio (anche in combinazione), quindi le pure elettriche seguono regole diverse o non rientrano in questa esenzione specifica.  Tra le auto che potrebbero rientrare nell'esenzione del bollo, infine, anche molti veicoli del parco usato di 10-20 anni (utilitarie e medie di bassa potenza).  
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FdI, Gennaro Sangiuliano coordinatore regionale del partito in Campania: “Grazie a Meloni per la fiducia”

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(Adnkronos) –
Gennaro Sangiuliano è il nuovo coordinatore regionale di FdI in Campania. “In primo luogo un ringraziamento a Giorgia Meloni per la fiducia che ha riposto nella mia persona – ha commentato l'ex ministro, attualmente a capo dell'opposizione in Consiglio regionale -. Con abnegazione e impegno lavorerò per rafforzare Fratelli d'Italia e tutta la coalizione di centrodestra in Campania e per affermare quei valori e ideali della destra politica e culturale che sono stati sempre forti e radicati nella nostra regione".  "La destra ha grandi radici in Campania che non gelano mai. Il governo Meloni ha fatto cose rilevanti per la Campania e i suoi cittadini, un impegno che ci ha resi rilevanti nella crescita economica, bisogna esserne consapevoli e accrescere gli sforzi. Poi un ringraziamento al senatore Antonio Iannone per il lavoro fondamentale che ha svolto in questi anni" conclude. 
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Veneto, Coldiretti-Philip Morris Italia: 55,8 mln euro di valore e oltre 9.100 posti di lavoro

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(Adnkronos) – Oltre 55,8 milioni di euro di valore aggiunto generato ogni anno e un impatto occupazionale stimato in circa 9.100 posti di lavoro tra diretto, indiretto e indotto. Sono questi i principali dati sul territorio veneto dell'accordo di filiera siglato tra ministero dell'Agricoltura, Coldiretti e Philip Morris Italia, emersi oggi a Verona durante la seconda tappa del roadshow “Da 15 anni nei territori, guardando al futuro”, iniziativa che celebra i quindici anni di una collaborazione che ha contribuito a rafforzare, innovare e rendere più competitiva la filiera tabacchicola italiana. In Veneto, dove l'accordo garantisce l'acquisto di oltre il 60% della produzione tabacchicola regionale, la collaborazione rappresenta un importante fattore di sviluppo economico e occupazionale per uno dei territori simbolo della tabacchicoltura nazionale. Dopo il primo appuntamento di Perugia, il roadshow ha fatto tappa oggi a Verona, riunendo rappresentanti delle istituzioni, del mondo agricolo e delle imprese per riflettere sui risultati raggiunti e sulle prospettive future di un comparto strategico per l'agricoltura italiana e per il Made in Italy. Nel corso dell'incontro, Gennarino Masiello, Vicepresidente Nazionale Coldiretti, presidente ONT Italia e presidente Unitab Europa, Cesare Trippella, direttore value chain e external engagement di Philip Morris Italia, e Luisa Maurizi, director leaf di Philip Morris Italia, hanno ripercorso le tappe principali dell'accordo di filiera, approfondendone l'impatto economico, sociale e occupazionale sui territori e il ruolo svolto nell'accompagnare il processo di innovazione della produzione agricola italiana. L'accordo di filiera tra Coldiretti e Philip Morris Italia, avviato nel 2011 e rinnovato nel 2024 per ulteriori dieci anni, estende la collaborazione fino al 2034 e prevede investimenti fino a 1 miliardo di euro, che si aggiungono a quelli realizzati negli anni precedenti, portando il valore complessivo degli investimenti a circa 3 miliardi di euro. Un modello unico di integrazione della filiera che ha garantito stabilità alle aziende agricole, favorito la pianificazione degli investimenti e sostenuto la competitività della produzione italiana.  "Quindici anni fa abbiamo scelto di costruire un percorso fondato sulla collaborazione con il mondo agricolo, sulla programmazione di lungo periodo e sulla valorizzazione delle eccellenze produttive del Paese. Oggi i risultati confermano la validità di quella scelta: insieme ai nostri partner abbiamo contribuito a rafforzare la filiera tabacchicola, generando valore economico, occupazione e opportunità per i territori. Per continuare a crescere e consolidare questi risultati, tuttavia, le filiere hanno bisogno di politiche pubbliche capaci di accompagnarne lo sviluppo", ha dichiarato Cesare Trippella, direttore value chain & external engagement di Philip Morris Italia. "Per questo motivo tutti i livelli istituzionali, insieme alla rappresentanza, devono avere un ruolo importante nel sostenere iniziative e proposte a difesa della filiera, degli investimenti e dell'occupazione nei territori, anche attraverso l'istituzione di meccanismi di coordinamento in grado di parlare alle istituzioni europee con una voce sola". La tappa veneta del roadshow ha rappresentato anche un'importante occasione di confronto sulle sfide che attendono il comparto a livello europeo. “L’accordo di filiera Coldiretti-Philip Morris Italia rappresenta un modello concreto di collaborazione capace di dare certezza e prospettiva alla tabacchicoltura italiana”, ha dichiarato Gennarino Masiello, vicepresidente nazionale Coldiretti, presidente ONT Italia e presidente Unitab Europa. “Per le imprese agricole significa poter programmare investimenti, innovazione e produzione contando su un mercato stabile e su condizioni che consentano di garantire un giusto reddito al lavoro degli agricoltori. E' un modello in cui l’agricoltore è protagonista e che crea valore lungo tutta la filiera, sostenendo l’economia e l’occupazione nei territori. Proprio per questo non possiamo correre il rischio di comprometterlo con scelte regolatorie europee affrettate e non adeguatamente ponderate. Una revisione della normativa sul tabacco che non tenga conto degli effetti sull’intera filiera rischia di colpire innanzitutto gli agricoltori, mettendo in discussione redditività, investimenti e occupazione. L’Europa deve accompagnare l’innovazione, non indebolire filiere che stanno investendo in sostenibilità e competitività”.  Nel corso dell'incontro sono stati approfonditi i risultati raggiunti dall'accordo e le opportunità offerte dall'innovazione lungo tutta la filiera, con un focus sulle iniziative che hanno coinvolto direttamente il territorio veneto. Tra queste, i programmi per la gestione responsabile e l'ottimizzazione della risorsa idrica, anche attraverso tecniche avanzate di irrigazione e le attività per la riduzione delle emissioni di CO2.   Particolare attenzione è stata dedicata inoltre allo sviluppo delle competenze, alla ricerca e alla formazione, anche attraverso progetti come Digital Farmer, finalizzati a supportare i coltivatori, in particolare le nuove generazioni, nell'adozione di competenze digitali e strumenti di agricoltura di precisione. In questo quadro si inseriscono anche le attività di monitoraggio della biodiversità del progetto BeeLeaf, che coinvolge diversi siti tra cui il Veneto, e la riqualificazione del Parco Naturale Valle del Menago, nel Comune di Bovolone, esempio concreto di valorizzazione del territorio e tutela degli ecosistemi nelle aree legate alla filiera tabacchicola. All'evento sono intervenuti anche Luigi Scordamaglia, amministratore delegato Filiera Italia, il deputato Paolo Borchia, capo delegazione Lega, Parlamento europeo (in videocollegamento), Flavio Tosi, Europarlamentare, Commissione ambiente (in videocollegamento), Regione Veneto, Dario Bond, assessore all'Agricoltura – Foreste – Montagna – Politiche Venatorie e Pesca, Regione Veneto. A chiudere l'evento, l'intervento di Carlo Salvan, presidente regionale di Coldiretti Veneto. 
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