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“Francesco Ancona fu ucciso”, riaperto caso del 1987 a Pavia dopo nuova perizia: indagata la moglie

(Adnkronos) –
Francesco Ancona fu trovato senza vita sul bordo strada a Mortara, Pavia, l'11 febbraio 1987. La nuova consulenza autoptica depositata alla Procura di Pavia smentisce però l'ipotesi di suicidio: fu omicidio con un'agonia di circa un'ora. L'uomo sarebbe infatti stato colpito diverse volte alla testa con un oggetto contundente, Ancona tentò di difendersi, come dimostra la lesione riscontrata sulla mano sinistra. La perizia ha inoltre smentito che la vittima soffrisse di sindrome depressiva, eliminando ogni fondamento alla tesi del gesto volontario ipotizzata dagli investigatori dell'epoca. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla squadra mobile di Pavia
e dal servizio centrale operativo della polizia di Roma, il movente dell'omicidio sarebbe legato alla scoperta da parte della vittima di una relazione extraconiugale della moglie. Gli accertamenti hanno inoltre consentito di ricostruire un anomalo stato di debolezza fisica accusato da Ancona nei suoi ultimi giorni di vita, compatibile con un tentato avvelenamento. Sul corpo e sugli abiti dell'uomo sono state infine rinvenute tracce di benzina, riconducibili a un fallito tentativo degli aggressori di dare alle fiamme il cadavere. Le indagini, riaperta nel settembre 2024 a seguito del trasloco di atti dalla Procura di Trapani, vedono due indagati. Tra questi figura la moglie di Ancona, già sotto procedimento a Trapani per il tentato omicidio del figlio.  
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Malattie rare, Gresele (UniPg): “In arrivo nuovi farmaci per patologie piastriniche”

(Adnkronos) – "Fino a poco tempo fa", per le patologie piastrinche "le innovazioni erano nella diagnostica genetica e nel riconoscimento epidemiologico", mentre dal punto di vista terapeutico c'era ben poco. "Negli ultimi anni per l'emofilia, invece, ci sono state delle novità, dei nuovi approcci terapeutici per la gestione delle emorragie". Così Paolo Gresele, professore di Medicina interna all'università degli Studi di Perugia, intervenendo oggi a Roma in occasione del XXIX Congresso nazionale della Siset – Società italiana per lo studio dell'emostasi e della trombosi. "Le patologie piastriniche congenite – spiega l'esperto – sono state in gran parte trascurate negli anni scorsi perché l'interesse è stato rivolto a malattie emorragiche congenite con un fenotipo più grave, come l'emofilia. In realtà, quello che sta emergendo, ed è emerso anche all'interno di questo congresso, è che queste forme sono molto più frequenti di quanto si ritenesse in passato".  Nel dettaglio, "esiste un nuovo anticorpo monoclonale bispecifico in corso di sperimentazione clinica avanzata, alla quale partecipano molti centri italiani, che è molto promettente – precisa Gresele – Speriamo che la sperimentazione possa offrire presto questa nuova opzione terapeutica ai pazienti". Inoltre, "ci sono innovazioni terapeutiche su alcune specifiche manifestazioni emorragiche. Per esempio, si sta scoprendo che alcuni di questi disordini funzionali piastrinici congeniti presentano una particolare vulnerabilità a livello del sistema gastrointestinale, con emorragie importanti e recidivanti, e alcune terapie anti-angiogenetiche sembrano fornire vantaggi significativi a questi pazienti".  Sull'impatto clinico di questi disordini, l'esperto spiega che "sono sicuramente più frequenti dell'emofilia A e della malattia di Von Willebrand, che viene considerata nel nostro ambiente la malattia emorragica ereditaria più comune. L'altra novità importante dal punto di vista clinico è che si tratta di forme associate a una diatesi emorragica talvolta severa: richiedono quindi di essere diagnosticate ed è molto importante che vengano riconosciute, affinché possano essere impostati precocemente una gestione e un trattamento adeguati", conclude. 
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David Rossi, la moglie e la figlia ospiti a Verissimo: “È stato picchiato prima di morire”

(Adnkronos) – "Spero che ci perdoni per averlo spogliato della sua privacy e che sia orgoglioso di quello che stiamo facendo". Così Carolina Orlandi, figlia acquisita di David Rossi, ospite per la prima volta in uno studio televisivo insieme alla madre Antonella Tognazzi, nell’intervista rilasciata a Silvia Toffanin a Verissimo, in onda domenica 1° novembre, alle ore 15.45, su Canale 5. A tredici anni dalla morte dell’ex responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, avvenuta il 6 marzo 2013, e dopo due archiviazioni del caso come suicidio, la Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze ha riaperto le indagini per omicidio. In merito al lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta, Carolina dichiara: "Non escludiamo nessuna pista. La Commissione ha avuto il merito di dimostrare scientificamente che quello di David è stato un omicidio. Però – aggiunge – crediamo anche che debba intervenire la magistratura, ed è notizia di questi giorni il fatto che finalmente sia successo, è stata aperta un’indagine per omicidio". Sulla possibilità che Rossi potesse essere salvato, Carolina afferma: "È rimasto vivo per 22 minuti. Dal filmato delle telecamere oggi sappiamo che si poteva salvare". E aggiunge: "Il suo corpo ha parlato dall'inizio, anche quando nessuno lo voleva ascoltare, perché David è caduto di schiena; eppure, presenta una serie di ferite in faccia, all'inguine e agli avambracci. È stato picchiato prima di morire". Infine, la moglie Antonella esprime il desiderio che, oltre alla verità sulla morte del marito, venga rispettata anche la sua memoria: "Spero che ci sia l'onestà almeno nel ricordo, perché tante persone che io consideravo essere suoi amici, purtroppo, si sono un po' messe di traverso e questo mi ha fatto male".  
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Sinner, inizia il dopo Cahill? Primo incontro con Norman a Monte Carlo

(Adnkronos) – Il futuro della squadra che affianca Jannik Sinner continua a essere al centro delle attenzioni, mentre l’azzurro è concentrato sul programma di recupero dall'infortunio al ginocchio in vista del ritorno in campo a dicembre, nel Six Kings Slam. Accanto a lui resta il suo team, con Darren Cahill ancora presente (almeno per ora). Come riportato da Sky Sport, a Monte Carlo non è passata però inosservata la presenza di Magnus Norman.  Il nome dello svedese alimenta da settimane le indiscrezioni sul possibile assetto tecnico futuro. Ex numero 2 del mondo e finalista al Roland Garros nel 2000, Norman ha intrapreso la carriera da coach dopo il ritiro nel 2004, legando il suo nome soprattutto ai successi di Stan Wawrinka, con cui ha conquistato tre tornei del Grande Slam. Ora potrebbe affiancare il fuoriclasse azzurro verso nuovi traguardi, insieme a Simone Vagnozzi.  
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Christa Pike dopo esecuzione fallita: “Dolore ovunque, nel corpo e nell’anima”

(Adnkronos) –
Dolore ovunque, "non solo fisico. C'è dolore nella mia mente e nella mia anima". Così parla Christa Pike, sopravvissuta alla tentata esecuzione con iniezione letale nel Tennessee il 30 settembre scorso. In una nota diffusa dai suoi avvocati la donna, 50 anni, spiega di essere in via di guarigione, "ma guarire non è la stessa cosa che stare bene". Ricoverata in ospedale, Pike ha spiegato che "da quella notte non c'è stato un solo istante in cui non abbia provato dolore. Mi fa male tutto il corpo. Mi fanno male le braccia. Mi fanno male le mani. Mi fa male la gola. Faccio ancora fatica a parlare". Ma "il dolore non è solo fisico. C'è dolore nella mia mente e nella mia anima". Pike è stata condannata a morte per l'omicidio a coltellate della compagna di classe Colleen Slemmer, avvenuto nel 1995. Dopo la fallita esecuzione, Pike è stata intubata e i suoi avvocati non si aspettavano che sopravvivesse. Secondo il Death Penalty Information Center, Pike è l'unica persona a essere sopravvissuta all'iniezione letale di sostanze chimiche durante un'esecuzione. Con i suoi avvocati ha iniziato ora una battaglia legale per evitare un secondo tentativo di esecuzione. "Da quella notte, sono stata per lo più isolata nell'infermeria del carcere, lontano dalle altre persone e dai legami umani che per me contano così tanto", ha dichiarato Pike nel comunicato. "Questo isolamento porta con sé un dolore particolare. Ho trascorso 28 anni in isolamento e gran parte di ciò che sto vivendo oggi è un ripetersi di quella condizione", ha aggiunto. 
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Schillaci al congresso Siso: “Oculista centrale nella tutela della salute a tutte le età”

(Adnkronos) – "Questo è un congresso molto importante. Con già 3000 iscritti, la società è cresciuta in tempi rapidissimi data la qualità di chi la governa. L'oculista è al centro delle nostre attenzioni per il ruolo cruciale che svolge in molte patologie e in tutte le fasce di età, anche tra i più giovani. Così come per altri settori, va ricordata la grande qualità dei professionisti che operano in questo campo". Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo oggi a Roma, al Centro Congressi Rome Cavalieri, in occasione del V congresso nazionale della Siso (Società italiana di scienze oftalmologiche Ets), in programma fino al 31 ottobre. "Le richieste che ci arrivano sono quelle di avere attenzione al comparto, alle tariffe, alla professionalità e alla possibilità di impiego per gli specialisti – aggiunge -. In Manovra abbiamo avuto uno stanziamento importante per la sanità, con 3,4 miliardi di euro sul fondo sanitario, 400 milioni per l'efficientamento energetico, 1,6 miliardi destinati alla card per i fragili e gli anziani, e 1,4 miliardi per il payback". 
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Avitabile (Siso): “Liste d’attesa e accesso alle cure, le priorità dell’oftalmologia”

(Adnkronos) – "Questo è il congresso più importante dell’anno per l’oftalmologia. I numeri confermano la sua rilevanza: abbiamo superato i 3.000 iscritti alla società, 5.700 persone collegate online e 2.800 partecipanti presenti in sala. Sono inoltre 1.050 i relatori coinvolti, con 11 sale attive contemporaneamente". A sottolinearlo è Teresio Avitabile, presidente della Siso (Società italiana di scienze oftalmologiche Ets), intervenuto oggi a Roma al V Congresso nazionale della società scientifica, in programma fino al 31 ottobre al Centro Congressi Rome Cavalieri. Durante l'evento, i lavori sono stati sospesi per accogliere il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha partecipato al congresso portando il proprio saluto ai presenti. "Lo ringraziamo per la sensibilità dimostrata e per essere venuto a farci visita", ha aggiunto Avitabile. "Le principali richieste che rivolgiamo alle istituzioni riguardano una migliore gestione delle liste d’attesa e la semplificazione delle procedure. Abbiamo riscontrato aperture sia da parte del ministro sia del Consiglio superiore di sanità e stiamo lavorando per dare seguito a queste disponibilità", spiega Avitabile. "La tecnologia continua a fare passi avanti e, allo stesso tempo, aumentano le esigenze dei cittadini. Dobbiamo essere pronti a rispondere a questi bisogni". Il presidente Siso sottolinea anche l’importanza della vista e della tempestività degli interventi: "Attraverso la vista passa oltre il 70-80% delle informazioni sensoriali. Perdere la vista è una tragedia. L’occhio è strettamente collegato al cervello e, in questo ambito, il fattore tempo è determinante. Per questo è fondamentale garantire ai cittadini un accesso tempestivo alle cure", conclude. 
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Sostenibilità, Giovannini (Asvis): “Accelerare verso Agenda 2030 per il Paese e i giovani”

(Adnkronos) – Rispetto agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030, l'Italia non è posizionata bene. "Su 17 Obiettivi ne abbiamo 5 in cui siamo in una situazione peggiore oggi rispetto a quella del 2010. E guardando anche agli obiettivi in prospettiva, gran parte dei target che ci siamo impegnati a raggiungere a livello europeo o con le programmazioni nazionali non verranno raggiunti. Quindi dobbiamo accelerare in tutti i modi, ma non per essere bravi in una classifica, ma per migliorare la condizione economica, sociale e ambientale del nostro Paese, che è quello tra l'altro che chiedono i nostri giovani". Così Enrico Giovannini, direttore scientifico dell'ASviS, a margine della presentazione dell'undicesimo Rapporto dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, dal titolo 'Agenda per la prossima legislatura. E non solo', oggi a Roma nell'Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati. (VIDEO) Per mettere l'Italia sulla buona strada verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, "il rapporto presenta un ampio spettro di interventi sulle varie tematiche, frutto del lavoro dei nostri mille esperti. Ma nel breve termine si possono fare tre cose che possono cambiare il modo di fare le politiche. Primo: adottare la Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile entro fine anno e farla diventare la guida di tutte le politiche settoriali, superando la frammentazione che invece ha caratterizzato purtroppo anche questa legislatura. Secondo: introdurre una governance anticipante, come ci raccomanda l'Onu e la Commissione europea, cioè istituzioni capaci di anticipare il futuro e non di reagire solo alle emergenze. Terzo, ancora più importante: attuare subito la riforma dell'anno scorso che impone al governo e al Parlamento di valutare l'impatto delle nuove leggi in termini ambientali e sociali sui giovani e sulle future generazioni. Anche questa sarebbe una bella risposta alle giuste rivendicazioni dei giovani che chiedono futuro. È un anno che aspettiamo il decreto di attuazione, è veramente il caso di procedere".  Guardando alla manovra, quali misure sono necessarie? "Abbiamo una povertà molto diffusa e stabile con 5,4 milioni di persone in condizione di povertà assoluta, di cui 1,1 milioni minori – dice Giovannini – La povertà non si batte semplicemente dando dei bonus. Bisogna migliorare, come indichiamo nel rapporto, gli strumenti di lotta alla povertà. E poi realizzare al più presto il Piano Nazionale di Ripristino della Natura. Entro il 2030 dobbiamo ripristinare il 30% degli ecosistemi distrutti: grande opportunità per creare lavoro, per migliorare la condizione di vita delle persone. E poi, ma non meno importante, il lavoro, il lavoro di qualità che manca in molte aree del Paese, soprattutto per giovani e donne". 
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Il rally della Dakar si sposta in Portogallo e Marocco in seguito agli attacchi degli Houthi nel Golfo

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Il Portogallo e il Marocco ospiteranno il Rally Dakar 2027. Lo hanno annunciato oggi gli organizzatori del prestigioso rally, dopo che la manifestazione è stata trasferita dall'Arabia Saudita in seguito ai ripetuti attacchi subiti dal regno da parte degli Houthi yemeniti. Piloti di auto, moto e camion affronteranno il prologo e la prima prova speciale in Portogallo, per poi proseguire con le 11 tappe del massacrante rally – che coprirà quasi 8.000 chilometri, di cui 4.341 di prove speciali – in Marocco. È la prima volta dal 2007 che il rally, nato nel 1978, fa ritorno in Africa. "Nonostante il cambio di sede, la 49a edizione della Dakar manterrà gli standard sportivi che hanno sempre reso questo evento il più impegnativo tra i rally di resistenza", ha dichiarato il direttore di gara David Castera. "Malgrado il poco tempo a disposizione, siamo riusciti a organizzare una Dakar autentica. I concorrenti scopriranno il regno del Marocco da un capo all'altro. Esploreremo tutte le sue caratteristiche uniche lungo un percorso di dimensioni inedite". 
Gli organizzatori del Rally Dakar avevano auspicato di mantenere la gara del 2027 in Arabia Saudita, lavorando alla definizione di un nuovo percorso nella parte settentrionale del Paese. Tuttavia, i recenti attacchi – tra cui quello che questo mese ha colpito l'aeroporto di Riad, causando 13 vittime e centinaia di feriti – hanno reso tutto ciò impossibile. Nelle ultime settimane, gli attacchi degli Houthi contro le infrastrutture civili saudite hanno raggiunto un'intensità senza precedenti dall'inizio del conflitto in Yemen, nel 2014. 
La corsa, un tempo nota come Parigi-Dakar, prevedeva originariamente un itinerario che partiva dalla capitale francese per arrivare a Dakar, in Senegal. Tuttavia, a causa di minacce alla sicurezza lungo il tracciato in Nord Africa, dal 2009 la competizione si è spostata in Sud America e, dal 2020, in Arabia Saudita. Gli organizzatori hanno fatto sapere di voler riportare il rally in Arabia Saudita nel 2028, in occasione della 50ª edizione. Lo spostamento del Rally Dakar è solo l'ultimo evento sportivo nella regione a subire le conseguenze del conflitto in Medio Oriente.  Un torneo di tennis esibizione, che avrebbe dovuto vedere la partecipazione di Novak Djokovic, Carlos Alcaraz e Alexander Zverev, è stato rinviato a fine dicembre. Le Wta Finals, che avrebbero dovuto tenersi a Riad il mese prossimo, si svolgeranno invece a Indian Wells, negli Stati Uniti. Il Gran Premio di Formula 1 di questa stagione a Gedda è stato annullato, mentre la gara in Bahrein è stata cancellata e successivamente riprogrammata, con la stessa denominazione, in Malesia. È stata inoltre cancellata l'ultima tappa del Campionato del Mondo Rally, prevista per il mese prossimo in Arabia Saudita. Le ultime due gare della stagione di F1, in Qatar (29 novembre) e ad Abu Dhabi (6 dicembre), restano per ora in calendario, così come il Gran Premio di MotoGP in Qatar previsto per il mese prossimo; tuttavia, la loro conferma è oggetto di un acceso dibattito interno. D'altro canto, l'attesissimo incontro per il titolo WBC dei pesi supermedi tra il campione in carica Christian Mbilli e la leggenda messicana Saul "Canelo" Alvarez si terrà regolarmente a Riad, questo sabato. 
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Amorim: “Se sei il Milan, l’obiettivo è lo scudetto”. Chivu: “Inter, nel derby non conta la classifica”

(Adnkronos) – "Lo scudetto è sempre l'obiettivo, ma è più difficile dopo aver perso qualche punto. Dobbiamo pensare anche a migliorare e a lottare. Vogliamo vincere, ma non vogliamo vincere un anno e l'anno dopo ritrovarci nella stessa situazione. Oggi bisogna capire che, rispetto alla capolista, c'è un gap". Ruben Amorim ha le idee chiare. E, alla vigilia del derby di Milano contro l'Inter, il tecnico rossonero non ci gira intorno. "L'obiettivo è vincere lo scudetto, ma non so quanto ci vorrà".  I rossoneri ripartiranno dalla stracittadina dopo il rumoroso ko nel turno infrasettimanale contro il Bologna: "L'energia la troveremo dentro di noi, è una partita speciale e poco importa la stanchezza, bisogna performare. Con il Bologna mancava energia, troppi dettagli non hanno funzionato. Vogliamo fare meglio, ho già parlato con la squadra. Dopo la pausa per le nazionali non siamo riusciti ad allenarci al top…". Amorim ha commentato anche le parole di Gerry Cardinale, che in un'intervista alla Gazzetta dello Sport ha parlato di lui come Top Gun: "Apprezzo davvero molto il sostegno di Cardinale. Sapevamo già che non possiamo costruire fondamenta solide se dobbiamo convivere con questo tipo di problematiche nel bel mezzo della stagione. Ci vorrà del tempo, è inevitabile, ma vogliamo vincere ogni partita. Sappiamo che le cose belle richiedono tempo per trovare la quadra". Nel corso della conferenza stampa, Amorim ha parlato anche di Cristian Chivu: "Ho zero invidia per lui. Sono già nel posto giusto, cioè al Milan e non all'Inter. Non ho imparato la lezione dall'esperienza precedente. Ho scelto più o meno la stessa situazione, un club che sta provando a lanciare giovani come Cisse per costruire partendo da zero. So benissimo che bisogna vincere le partite per guadagnarsi il tempo necessario a costruire qualcosa di duraturo. Ognuno sceglie la propria strada, questa è la mia. Se funzionerà o meno, nessuno può saperlo ora, ma sono felice perché questo rispecchia il tipo di lavoro che voglio fare". Il pensiero sui nerazzurri? "L'Inter può giocare a occhi chiusi. Fa rotazioni, come visto a centrocampo nell'ultima partita, e continua a esprimersi sempre nello stesso modo". Nel pomeriggio, anche Cristian Chivu ha parlato in conferenza stampa: "Il derby? Siamo pronti, sappiamo che è una partita importante per l'Inter e per il Milan. Per la città e per i tifosi. E' sempre una motivazione in più giocare queste partite, non conta la classifica. Bisognerà essere la nostra miglior versione per portarla a casa". L'allenatore nerazzurro ha spiegato: "Che approccio mi aspetto? Nasce tutto dall'equilibrio, da ciò che hai nelle gambe e nella testa. Dipende anche dall'avversario, dovremo scegliere quando fare certe cose e quando no. Conosciamo la forza del Milan nel palleggio, può fare male tra le linee e in verticale".  L'Inter non batte il Milan da sette partite: "Noi dobbiamo pensare che è una partita di campionato – ha precisato il tecnico – senza guardare la classifica. Non dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo fatto negli ultimi anni. Dobbiamo essere la nostra miglior versione, aggiungendo qualcosina rispetto al passato. Se non vinciamo da sette partite, una domanda dovremmo farcela. Ma non vuol dire che i ragazzi non si siano impegnati, significa che gli episodi sono girati a loro favore, penso all'andata dell'anno scorso. Chi è favorito? Per me non esistono favoriti nel derby, c'è orgoglio e ambizione. Le energie le trovi nelle motivazioni. La pressione è per tutti, ma non dobbiamo pensare a cose che ti succhiano le energie".  Chivu ha poi ampliato il discorso: "Siamo solo alla decima giornata, la storia dello scorso campionato mi insegna che un derby può anche non essere decisivo. E' vero che è una di quelle partite che può dare tanto a chi vince e togliere a chi perde, ma la storia dice che spesso non è così. Il Milan vinse con noi, poi perse con la Lazio quando tutti pensavano che il campionato fosse riaperto. Contano tutte le partite, la consistenza nel corso di tutta la stagione".  In chiusura, una battuta sul Generali Stadium, il nuovo stadio di Milan e Inter presentato nella cornice del Castello Sforzesco: "Allenare lì tra qualche anno? Devo stare attento a quello che dico, c'è un trabocchetto. So che ci sono i sostenitori del Meazza, lo sono anche io perché ci sono stato dentro. Allo stesso tempo sono anche favorevole all'innovazione, perché il mondo va avanti. Senza soldi, non si può sopravvivere nel calcio".  
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