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Pavia, maxi frode su riso biologico. Profitti illeciti per 10 milioni dl euro

PAVIA (ITALPRESS) – Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pavia e Ispettori dell’I.C.Q.R.F., Su delega della Procura della Repubblica di Pavia, hanno dato esecuzione in data odierna a un sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Pavia, a carico di una serie di imprenditori agricoli lomellini, sino a concorrenza della somma di oltre 10 milioni di euro, profitto dei reati di frode nell’esercizio del commercio e di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, nel settore della coltivazione del riso biologico.
L’attività si pone a valle di una complessa indagine volta a contrastare condotte che si assume abbiano danneggiato sia i Consumatori – che, a fronte di una maggiore spesa, non hanno ottenuto un prodotto di qualità “bio” – sia la filiera risicola delle coltivazioni biologiche e gli altri operatori del settore. Le investigazioni – che prendevano spunto da segnalazioni promananti dalla Federbio – avviate nel 2023, hanno fatto emergere come la produzione di riso biologico, dichiarata da quattordici aziende agricole pavesi (che, già a un primo esame appariva incompatibile con l’estensione di terreno adibito a tali coltivazioni), fosse in realtà realizzata attraverso il ricorso
a prodotti non ammessi. Le perquisizioni nei loro confronti hanno infatti portato al sequestro di ingenti quantitativi di fitofarmaci e fertilizzanti vietati e di documenti extracontabili comprovanti le condotte illecite contestate, peraltro già emerse in sede di intercettazioni telefoniche. La difforme qualità del prodotto rispetto a quanto dichiarato è stata infine confermata dai risultati delle analisi di laboratorio eseguite sui campioni di piantine di riso prelevate presso le aziende indagate. E’ stato cosi accertato un sistema di produzione di riso e di altri cereali illecitamente commercializzati come biologici, ma di fatto coltivati con l’impiego di sostanze non consentite nell’agricoltura biologica. Le condotte illecite hanno consentito agli imprenditori coinvolti di ottenere una resa per ettaro superiore a quella massima prevista per la produzione del prodotto biologico, conseguendo indebiti profitti provenienti sia dalla vendita di 40.000 tonnellate di riso a un prezzo maggiorato previsto per il “bio” per oltre 9,8 Milioni di euro, sia dalla indebita percezione di Contributi pubblici erogati tramite i bandi regionali di sviluppo rurale legati alla PAC (Politica Agricola Comune) per circa € 400.000,00.(ITALPRESS).

Foto: Guardia di Finanza

Ucraina, Kiev sotto attacco: diversi feriti. Drone uccide comandante russo

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(Adnkronos) – Vasto attacco della Russia sull'Ucraina nella notte. Droni e missili hanno colpito Kiev, danneggiando un istituto scolastico e ferendo almeno 16 persone, secondo quanto riportato dalle autorità.  Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha reso noto che tra i feriti ci sono due bambini di 10 e 12 anni. Secondo quanto riferito, nove persone sono state ricoverate in ospedale. Klitschko ha precisato che un attacco combinato di missili e droni ha colpito diverse zone di Kiev, causando danni a un edificio residenziale, magazzini, uffici e altre strutture.  Nel frattempo, le autorità ucraine hanno segnalato il ferimento di tre persone, tra cui un bambino, in un attacco russo contro un edificio residenziale di 19 piani a Odessa, sulla costa del Mar Nero.  Nel frattempo le forze ucraine specializzate in droni hanno ucciso un generale russo che era stato appena insignito del titolo di Eroe della Russia. Il generale Anton Grunis è morto sabato nell'Ucraina orientale. "Il generale Grunis è stato eliminato il 12 settembre", ha dichiarato il comandante ucraino delle forze droni Robert Brovdi, aggiungendo che il generale è il settimo comandante militare russo ucciso dai suoi droni. Un altro comandante russo, Apti Alaudinov, ha confermato la morte di Grunis. 
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Europei pallavolo, oggi Italia-Slovenia: orario e dove vederla in chiaro

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(Adnkronos) – Quinto match per l'Italia agli Europei di pallavolo maschili. Oggi, giovedì 17 settembre, la nazionale azzurra, guidata dal commissario tecnico Ferdinando De Giorgi, sfida la Slovenia a Modena. L'Italvolley ha vinto tutte e quattro le partite disputate in questa rassegna continentale, contro Svezia, Grecia, Slovacchia e Repubblica Ceca ed è già qualificata agli ottavi di finale. Ecco orario e dove vedere la partita in tv e streaming. La partita tra Italia e Slovenia, quinto impegno degli Azzurri di De Giorgi agli Europei di pallavolo maschili, è in programma oggi, giovedì 17 settembre, alle 21:05 a Modena. 
Italia-Slovenia e tutte le partite dei Campionati europei di pallavolo maschile 2026 sono visibili in diretta tv via satellite sui canali Sky Sport e in streaming su Sky Go, Now, Dazn ed Eurovolley TV. Le partite dell’Italia saranno visibili in diretta tv e in chiaro sui canali Rai e in streaming su RaiPlay. 
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OpenAI: “Nostri sistemi hanno nascosto errori e falsificato dati”

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(Adnkronos) – OpenAI, la società che ha sviluppato il popolare chatbot ChatGPT, ha rivelato sei nuovi casi di "comportamento imprevisto o preoccupante" di intelligenza artificiale in cui i suoi sistemi hanno nascosto errori, falsificato dati e trasferito file su Internet senza autorizzazione. Le rivelazioni sono state pubblicate nell'ambito del nuovo protocollo aziendale per la segnalazione di anomalie, in un contesto di crescenti critiche da parte del settore sulla sicurezza della tecnologia e dopo che i sistemi dell'azienda sono andati fuori controllo all'inizio di quest'anno, attaccando una startup concorrente.  Secondo le informazioni diffuse da OpenAI, i sei episodi riguardano diversi comportamenti osservati durante attività di ricerca, addestramento e valutazione dei modelli. In uno dei casi rivelati, un modello in fase di sviluppo ha scritto autonomamente istruzioni per falsificare dati mancanti, mentre in un altro caso un sistema ha creato codice che ha caricato file in rete in modo autonomo. Tra gli episodi più rilevanti c'è quello emerso nel luglio 2026 durante test di cybersecurity condotti da OpenAI. Alcuni modelli, che avrebbero dovuto operare all'interno di ambienti isolati, riuscirono a eludere alcuni controlli e ad accedere a infrastrutture esterne. Secondo il rapporto tecnico pubblicato successivamente da OpenAI, gli agenti coinvolti arrivarono a interagire con sistemi di Hugging Face, sfruttando credenziali e vulnerabilità presenti nell'ambiente di test. OpenAI ha definito l'episodio un importante caso di studio per comprendere i rischi legati al reward hacking, cioè alla ricerca di strategie non previste per ottenere il risultato richiesto da un sistema di valutazione.  L'indagine indipendente di METR ha inoltre rilevato che circa 1.200 agenti erano destinati a rimanere isolati, mentre circa 700 parteciparono direttamente all'attacco ai sistemi di Hugging Face. 
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Rai, oggi in Cda il caso Ranucci e l’addio di Sergio alla direzione generale

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(Adnkronos) – Sarà un Cda 'caldo' quello che si profila per i consiglieri Rai nella seduta in programma oggi. A tenere banco non sarà infatti solo il caso Ranucci, dopo il ricorso presentato dal giornalista per il reintegro alla conduzione di 'Report' e il provvedimento disciplinare notificatogli nel frattempo dall'azienda per la violazione di alcune regole aziendali. A quanto apprende l'Adnkronos, al centro della seduta del consiglio ci sarà anche l'uscita anticipata dall'azienda, al 30 settembre prossimo, dell'attuale direttore generale Roberto Sergio. Sergio, che avrebbe raggiunto comunque l'età pensionabile nella prossima primavera, lascerà l'incarico in Rai ma manterrà la direzione generale di Rtv San Marino. E' probabile che la direzione generale della Rai, almeno in un primo momento, venga assunta ad interim dallo stesso amministratore delegato della Rai.  La Rai ha intanto notificato una contestazione disciplinare a Sigfrido Ranucci, all'esito dell'istruttoria del comitato etico. Ora il giornalista avrà cinque giorni per inviare la sua memoria difensiva. A quanto apprende l'Adnkronos, la contestazione è stata protocollata lunedì e trasmessa martedì, prima della formalizzazione del ricorso Ranucci, rispetto al quale dunque non ci sarebbe alcun collegamento. La contestazione sarebbe legata esclusivamente alle violazioni rilevate dal comitato etico in merito soprattutto a dichiarazioni e pubblicazioni di Ranucci. Al centro, insomma, ci sarebbe violazioni delle norme aziendali sulle condotte personali dei dipendenti. Nella contestazione non sarebbe menzionata invece la rimozione del giornalista dalla conduzione di 'Report' e dalla vicedirezione ad personam della direzione Approfondimento Rai che l'azienda, come più volte sottolineato, considera una scelta editoriale nella piena facoltà dell'azienda, che ha poi sottoposto a Ranucci tre proposte di ricollocazione.  E’ stato depositato intanto il 15 settembre scorso il ricorso di Ranucci al Tribunale del Lavoro di Roma contro la rimozione dalla conduzione di Report decisa dalla Rai nelle scorse settimane. Si tratta di un ricorso ex art 700 cpc, un ricorso urgente con cui si chiede la revoca del provvedimento di rimozione e il reintegro. Il collegio dei giuslavoristi, che rappresentano Ranucci, è composto dai professori Franco Focareta e Franco Scarpelli e dall’avvocato Stefano Rossi, che operano all’interno del più ampio team di legali dello Studio Devitalaw coordinato dal professor Roberto De Vita. La carenza di motivazioni, l’inconsistenza giuridica dell’atto e il demansionamento. Sono questi i principali punti che il collegio di giuslavoristi che rappresenta Ranucci sottopone al Tribunale del Lavoro di Roma con il ricorso urgente contro la rimozione da Report decisa dalla Rai. Nelle quarantatré pagine di ricorso, che Adnkronos ha visionato, gli avvocati di Ranucci ripercorrendo la storia professionale del giornalista fino all’attentato dello scorso ottobre “strumentalizzato al fine di delegittimare la reputazione professionale di Sigfrido Ranucci e la trasmissione Report – scrivono i legali – mediante una campagna di denigrazione personale e professionale del Ranucci avvenuta con la diffusione di dichiarazioni, articoli di stampa, congetture e insinuazioni”, sottolineano come la rimozione dalla conduzione risulti “manifestamente carente di motivazione” anche con riferimento “agli obblighi di servizio pubblico e di tutela dell’indipendenza e autonomia del giornalismo d’inchiesta da parte dell’Azienda concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo”.  
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Libia, Italpress media partner del “Misurata Energy e Business Summit”

LONDRA (REGNO UNITO) (ITALPRESS) – IN-VR annuncia che Italpress, una delle principali agenzie di stampa nazionali italiane, è stata confermata come Media Partner ufficiale del Misurata Energy & Business Summit, in programma il 16 e 17 novembre 2026 presso la Misurata Free Zone, in Libia, nell’ambito del programma LIBYES! Say Yes to Libya.

Attraverso questa partnership, Italpress garantirà la copertura del summit sulle proprie piattaforme, portando l’evento all’attenzione del pubblico istituzionale, finanziario e imprenditoriale italiano e rafforzando il ponte mediatico tra Italia e Libia in una fase di intensa attività commerciale tra i due Paesi.

Il summit ha il suo fulcro nel porto commerciale di Misurata, cuore operativo dell’economia commerciale della Libia e uno dei principali accessi marittimi del Paese. Insieme al quadro doganale e fiscale della Misurata Free Zone, il porto fa della città un naturale punto di accesso per il commercio, la logistica e il trasbordo tra il Mediterraneo e i mercati africani.

Per le aziende italiane, situate direttamente sull’altra sponda del Mediterraneo e da tempo annoverate tra i principali partner commerciali della Libia, questa vicinanza si traduce in vantaggi concreti in termini di tempi di spedizione, costi logistici e accesso al mercato.

Nel corso di due giornate, il summit riunirà tavole rotonde plenarie con istituzioni governative, missioni diplomatiche e aziende internazionali; un’area espositiva aperta per tutta la durata dell’evento; un programma dedicato di incontri business 1:1 organizzati in anticipo; e conferenze stampa in entrambe le giornate.

Il format è concepito per trasformare l’accesso istituzionale in risultati commerciali, con particolare attenzione alle aziende che entrano per la prima volta nel mercato libico. Il programma del summit ruota attorno a sei settori: sviluppo marittimo e portuale, logistica e shipping, EPC, diritto e quadri normativi, finanziamenti e settore bancario, tecnologia e intelligenza artificiale. In ciascuno di questi ambiti, la partnership con Italpress offrirà alle aziende italiane visibilità sulle opportunità, sulle controparti e sui percorsi normativi disponibili attraverso Misurata e la Free Zone.

“Lavoriamo al fianco della Libia dal 2012, portando investimenti concreti nel settore dell’energia; e ora che Misurata sta emergendo come il prossimo hub dei servizi energetici del Paese, siamo orgogliosi di essere responsabili della comunicazione di questa visione e di diffondere il messaggio che la Libia dovrebbe essere la vostra prossima destinazione di investimento. Il Misurata Summit fa parte del nostro programma LibYES! Say ‘Yes’ to Libya, che mira a rendere la Libia più comprensibile, portare investimenti nel Paese e sostenere la crescita dell’ecosistema nazionale. Misurata è al centro di questo programma e non vediamo l’ora di sostenerne la straordinaria crescita e la trasformazione in un hub dei servizi energetici capace di servire non soltanto il Paese, ma il mondo”, ha commentato Chryssa Tsouraki, presidente di IN-VR.

“Per Italpress, essere media partner del Misurata Energy & Business Summit significa offrire un contributo concreto al dialogo e alla comprensione reciproca tra le due sponde del Mediterraneo. Attraverso il suo servizio Med News, pubblicato in italiano, inglese e arabo, e attraverso le consolidate collaborazioni con le principali agenzie di stampa arabe, tra cui l’agenzia libica LANA, Italpress svolge da tempo il ruolo di ponte informativo tra Europa, Libia e mondo arabo. Raccontare un evento come questo con un’informazione rigorosa, tempestiva e affidabile è per noi fondamentale: significa fornire a istituzioni, decisori, aziende e investitori in Europa e nei Paesi arabi gli strumenti necessari per comprendere opportunità, dinamiche e prospettive di cooperazione. Misurata è un luogo strategico per il dialogo e lo sviluppo e Italpress è orgogliosa di accompagnarne il percorso di crescita e di apertura internazionale”, ha dichiarato Gaspare Borsellino, direttore di Italpress.
(ITALPRESS)

Europa League, oggi Juventus-Nec: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Esordio per la Juventus in questa edizione dell'Europa League. Oggi, giovedì 17 settembre, la squadra bianconera affronta il Nec – in diretta tv e streaming – all'Allianz Stadium nella prima giornata della seconda competizione europea per club. I bianconeri arrivano al match a 4 giorni dalla sconfitta per 3-2 subita al Mapei Stadium di Reggio Emilia, battuti anche gli olandesi per 3-0 dal Cambuur in Eredivisie.  La sfida tra Juventus e Nec è in programma oggi, giovedì 17 settembre, alle ore 21. Ecco le probabili formazioni: JUVENTUS (4-2-3-1): Vicario; Kalulu, Bremer, Kelly, Çelik; Douglas Luiz, Koopmeiners; F.Conceição, Nico González, Alajbegovic; Woltemade. Al. Spalletti.juve NEC NIJMEGEN (3-4-2-1): Crettaz; Storm, Sandler, Kabar; Tahaui, Nejasmic, Geiger, Bischoff; Chery, Lobreton; Sierhuis. All. Schreuder. La sfida di Europa League tra Juventus e Nec sarà trasmessa in diretta tv da Sky tramite l'app per smart tv compatibili oppure utilizzando console di gioco (PlayStation, Xbox), Timvision Box o dispositivi come Google Chromecast e Amazon Fire Stick TV e in streaming su dispositivi come smartphone, tablet, pc e computer fissi grazie a SkyGo e NOW, scaricando l'app o collegandosi al sito ufficiale della piattaforma. 
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Catania, contrasto alla contraffazione: sequestrati 4.400 capi d’abbigliamento

CATANIA (ITALPRESS) – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, nell’ambito del dispositivo di controllo del territorio, hanno intensificato negli ultimi giorni le attività di contrasto alla commercializzazione di prodotti contraffatti in diverse aree della città metropolitana.

Nel corso di uno degli interventi, i “Baschi verdi” della Compagnia Pronto Impiego di Catania si sono recati presso una ditta individuale di Misterbianco (CT), esercente attività di vendita all’ingrosso di capi d’abbigliamento, nei cui locali le Fiamme gialle etnee hanno rinvenuto circa 4.400 prodotti (tra cui magliette, abiti, giubbotti, tute, ecc.), anche destinati ai bambini, recanti marchi contraffatti di note griffe del lusso, casual e sportive.

Tutti i prodotti sono stati sequestrati mentre il titolare della ditta è stato deferito alla locale Autorità giudiziaria per i reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione.

-Foto ufficio stampa Guardia di Finanza-
(ITALPRESS).

Bollo auto abolito, la mossa di Meloni: “Via una delle tasse più odiate”

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(Adnkronos) – "Oggi aboliamo una delle tasse più odiate dagli italiani". Giorgia Meloni, in versione Silvio Berlusconi, si presenta in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri affiancata dai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, l'uomo che tiene i cordoni della borsa. Il governo ha appena varato il decreto sulle accise, ma a catalizzare l'attenzione è un'altra misura, non annunciata: l'abolizione, nel 2027, del bollo auto per le vetture e le moto di media potenza. Un intervento che nasce dentro il decreto con i crismi dell'urgenza ma che, spiegano fonti di Palazzo Chigi, diventerà strutturale quando il governo affronterà il dossier della manovra. La platea è vasta e abbraccia un totale di circa 14,5 milioni di veicoli. "Abbiamo deciso di abolire in modo strutturale il bollo auto per tutte le macchine di piccola e media potenza, cioè quelle che hanno fino a 80 kilowatt", spiega Meloni, precisando che si tratta di "oltre il 70% delle auto in circolazione, più di 13,2 milioni di veicoli", a cui si aggiunge "circa un milione e 100mila motoveicoli". Il meccanismo, chiarisce la premier, "ricalca quello che un altro governo di centrodestra ha usato per la casa": l'esenzione vale per una sola auto di proprietà per cittadino, sotto la soglia degli 80 kW, e si estende anche a chi possiede sia un'auto che una moto – "l'Alfano di turno… abbiamo fatto il lodo Alfano", scherza Meloni riferendosi al suo portavoce, motociclista. Quanto alla copertura, la premier assicura che non graverà sulle Regioni, titolari del gettito: "Trasferiremo alle Regioni la quota di risorse che rappresenta per loro un mancato introito". Sul fronte carburanti, il governo prosegue con lo sconto sulle accise ma lo riduce progressivamente. "Continueremo a prevedere delle misure di contenimento, ma in forma più contenuta", avverte Meloni, ricordando che finora sono stati spesi "oltre 2 miliardi di euro, quasi 2 miliardi e mezzo", e che l'obiettivo ora è "concentrare le risorse che spendevamo su chi ne aveva maggiormente bisogno". Nel concreto: taglio di 10 centesimi al litro sul gasolio per un'altra settimana (12,2 centesimi Iva compresa), poi uno sconto ridotto a 5 centesimi fino al 5 ottobre. Da quella data, spiega la premier, "non si va a zero perché interviene nuovamente il meccanismo delle accise mobili", ormai "pienamente operativo" dopo essere "rimasto sulla carta" per anni: i maggiori proventi dello Stato torneranno a essere riversati per abbassare il prezzo alla pompa. 
Sulla linea del governo si allineano i vicepremier. Tajani rivendica la misura del bollo come una battaglia storica di Forza Italia: "Cancella per moltissimi cittadini italiani una tassa invisa. Non è una novità questa proposta… sono anni che noi parlavamo dell'abolizione del bollo". E respinge l'accusa di elettoralismo paragonando la misura all'Imu di Berlusconi: "Qui non è una promessa, è una decisione che è stata presa".  
Salvini, da ministro dei Trasporti, ne sottolinea la portata pratica: "Semplifica. La riscossione è complicata e c'è un alto tasso di evasione", e apre a un ampliamento futuro: "Conto che sia l'inizio di un percorso… c'è una legge di bilancio a portata di mano". Più cauto Giorgetti, che non nasconde la fatica della mediazione: "Ci siamo arrivati in modo sofferto, valutando tante opzioni", pur ammettendo che la misura "inevitabilmente" diventerà "strutturale". Il ministro nota anche un limite: la platea sono "quelli che hanno auto e quindi consumano benzina e gasolio", mentre chi possiede un'elettrica "non ha alcun beneficio ma non ha neanche avuto maleficio" dei rincari.  
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Russia, da domani il voto ‘per vincere la guerra’: elezioni tra strategia di Putin e disinteresse totale

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(Adnkronos) –
Elezioni di guerra in Russia da venerdì e domenica, un esercizio di stile della tecnologia politica del Cremlino in cui non sono candidate figure indipendenti di spicco, non c'è competizione, non ci sono osservatori in grado di contestare brogli e irregolarità, o di verificare la correttezza del voto elettronico.  Vladimir Putin ha sollecitato i russi, decisamente non interessati al voto, a recarsi alle urne facendo leva sullo spirito patriottico che sembra oramai esaurito, per contribuire in questo modo, ha detto questa sera in un discorso trasmesso sulle reti nazionali, alla vittoria in Ucraina. "La vostra scelta e la vostra volontà ancora una volta dimostrano che milioni di persone sostengono i nostri soldati, che siamo un popolo unito e legato da valori condivisi, memoria storica e amore per la patria, e che nessuno riuscirà a dividerci o a intimidirci, o a incrinare il nostro sistema di stato e socio politico", ha affermato il presidente che probabilmente, poche settimane dopo la chiusura delle urne, decreterà una mobilitazione.  I seggi saranno aperti anche nelle regioni occupate dell'Ucraina annesse unilateralmente da Mosca, il Donbass, Kherson e Zaporizhzhia, a cui Putin si è riferito ieri, nel discorso che ha preso il posto di dibattiti a cui il Presidente non si è comunque mai prestato, con il termine di Novorossiya, che riunisce il concetto di dominio e di impero, riferendosi al nome che era stato dato ai nuovi territori occupati nella seconda metà del Settecento.  Anche parte dell'opposizione all'estero ha indicato il voto per qualsiasi partito che non sia Russia Unita, il partito associato a Putin, Yabloko, unico partito a esprimersi contro la guerra in Russia, ha chiesto ai russi di recarsi alle urne, neanche di usare il voto elettronico, per annullare le schede facendo più scelte. L'obiettivo è quindi condiviso. Votare. Ma i russi non danno retta a nessuno: solo il 28 per cento di loro ha in programma di farlo, secondo un sondaggio di Levada – centro di ricerca indipendente ma 'agente straniero' – dello scorso giugno. Il 66 per cento dei russi non sa neanche quando si voti, o non lo sapeva allora.  Fra chi pensava di non votare, il 41 per cento diceva di non volerlo fare perché la sua scheda non fa alcuna differenza, il 24 per cento perché le elezioni non saranno giuste. Il disinteresse totale ha colpito gli stessi candidati. A Ryazan, l'emittente Rossiya 1 per due giorni consecutivi non è riuscita a portare nello stesso studio i candidati alla Duma. Il conduttore è stato costretto in entrambe le occasioni a chiudere la 'tribuna elettorale' poco dopo la sigla iniziale perché nessuno si era presentato, come scrive Moscow Times.   
Si vota per il rinnovo della Duma di Stato, 450 seggi, la metà dei quali assegnati con il voto di lista e l'altra con il sistema uninominale. Si voterà anche per le elezioni di governatori di alcune regioni, per il rinnovo di assemblee legislative di regioni, alcune delle quali poi eleggeranno il governatore, per il rinnovo di alcuni consigli comunali.  Oltre a Russia unita, che ha 321 seggi nella Duma uscente, con maggioranza costituzionale assicurata anche per la prossima legislatura, si presentano il Partito comunista, i Liberal democratici, Russia giusta, Nuova Popolazione e Yabloko, quest'ultimo non nel voto di lista, dopo la sentenza della Corte suprema dello scorso 10 agosto che lo ha escluso. Un totale di 36 candidati dell'opposizione, la metà dei quali di Yabloko, nel voto uninominale sono stati costretti a lasciare, anche per il risultato di procedimenti amministrativi, quindi anche una lieve sanzione, che implicano l'ineleggibilità. Diciassette di loro, ha calcolato il sito di notizie indipendente Vyorstka, sono stati costretti a lasciare per post in cui era citato Aleksei Navalny, altri sette per link a post su Facebook o Instagram bloccati in Russia (e usati comunque dall'élite).   Come ha sottolineato l'analista Ekaterina Schulmann, che ha da tempo lasciato la Russia per stabilirsi in Germania, "sarebbe sbagliato pensare che prima c'erano rimasugli di libertà che sono ora stati completamente cancellati". Vero è però che negli ultimi dieci anni il numero di partiti registrati legalmente è sceso da 75 a 17. E per la prima volta dal 2012, solo i partiti che sono esentati dal dover raccogliere le 200mila firme degli elettori per poter entrare in lizza, vale a dire i partiti già rappresentati alla Duma uscente, sono stati in grado di presentare liste di candidati per le elezioni alla Duma, ha spiegato al Moscow Times Vadim Ternovoy, di Election Atlas al Moscow Times.  
Dal 2022, il numero di candidati alle elezioni di tutti i livelli è sceso del 20 per cento circa. E non si parla di candidature ammesse, ma di richieste di ammissione. Il disincanto per la politica e le sue ricadute non interessa solo la società civile ma anche i partiti dell'opposizione del sistema, esponenti del Partito comunista o i liberaldemocratici. Finanche esponenti di Russia unita hanno denunciato pressioni da parte del loro stesso partito in vista delle primarie. Il progetto dell'ingegneria politica del Cremlino al suo punto di massimo successo, non avendo più incognite, non interessa più a nessuno in Russia.  
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