(Adnkronos) –
Il 18 ottobre compie 62 anni e li festeggerà a modo suo, sul palco: pronto a conquistare il pubblico dei palazzetti dello sport d'Italia, dove da novembre porterà il suo nuovo viaggio live, dopo le arene estive, con "Perfetto Imperfetto". Per Marco Masini il tempo non è una linea che si allontana dal passato, ma una materia da attraversare continuando a sorprendersi. L'artista si racconta ospite della prima puntata di stagione del vodcast di Adnkronos, disponibile in versione integrale sul sito www.adnkronos.com e sul canale YouTube dell'Adnkronos. "Ho la fortuna di fare un mestiere che mi tiene in vita ogni giorno in maniera desiderosa di scoprire, di imparare ancora, di crescere. E questo è grazie alla musica". Una musica che, dopo 36 anni di carriera, continua a essere per lui una forma di curiosità, quasi un istinto vitale. E forse è proprio questa la chiave per capire Masini oggi: non la nostalgia per quello che è stato, ma la curiosità per quello che ancora può essere. Anche quando si parla di giovani artisti. "Quando diventi più grande e quelle cose le conosci già, rimani sorpreso da quello che fanno i giovani e senti il desiderio di imparare, imparare a fare le stesse cose, a fare musica in maniera diversa, a studiarti le nuove metodologie, le nuove stesure, nuove strutture". Perché, dice, "la musica non finisce mai di sorprenderti". Il compleanno arriva dunque dentro un anno di musica dal vivo e con in progetto un live nei palazzetti d'Italia che promette di rileggere il repertorio senza tradirlo. L'immagine che usa per descrivere il rapporto con il pubblico è quella di una fusione: "Chi viene a vedere il concerto e chi lo fa: diventiamo una cosa sola". Nei palazzetti ci sarà tutto quello che ha accompagnato il suo percorso, ma con un suono più contemporaneo e una nuova dimensione visiva. Non per riscrivere le canzoni, ma per restituirle con maggiore definizione. "La fotografia sbiadita la puoi migliorare attraverso la definizione, quindi la definizione sarà più precisa". "Perfetto Imperfetto", del resto, non è soltanto un titolo. È una filosofia. "È una forma molto semplice per ammettere che la perfezione è proprio data dall'imperfezione. E l'imperfezione è perfetta". E se c'è un'imperfezione che Masini non ha alcuna intenzione di correggere, è quella calcistica. "Tifare purtroppo per la Fiorentina, per esempio, è una sofferenza continua. Però è un'imperfezione perfetta. Perché è proprio la chiara forma d'amore che non si può cambiare". La Fiorentina, inevitabilmente, entra anche nel racconto di un episodio balzato alle cronache social sulla sua apparizione sul red carpet di Venezia, dove recentemente è stato ospite per ricevere il premio alla Carriera Nuovo Imaie, rivelando il vero motivo del mancato tappeto rosso dell'artista. "Stava per iniziare Venezia-Fiorentina. Avevo adocchiato un bar di fronte dove c'era la possibilità di vedere Dazn. Allora ho detto, andiamo a prendere un caffè", svela l'artista toscano non senza ironia. E liquida così l'idea di una fuga dal tappeto rosso: "Io non sapevo neanche chi ci fosse sul palco". A Venezia, quel giorno, c'erano anche le formazioni ufficiali. Difficile competere. La stessa passione accompagna il suo giudizio sul ritorno di Paolo Vanoli come direttore tecnico della Viola, che Masini considera un uomo capace di incarnare "un grande senso d'appartenenza". "Sono molto felice, come ero dispiaciuto quando è andato via, e sono contentissimo sia tornato perché ha quella giusta garra e quel modo di fare che secondo me in questo momento è importante per un gruppo di giovani, molto giovani". Ma se il calcio racconta una parte privata e passionale del personaggio, la musica resta il centro di gravità. E qui, nel dialogo con l'Adnkronos, arriva anche Fedez, con il quale Masini ha condiviso prima la rilettura di 'Bella Stronza' a Sanremo 2025 e poi 'Male Necessario'. Un incontro nato dalla voglia di raccontare qualcosa insieme e diventato, nelle sue parole, un vero lavoro di squadra. "Ci siamo trovati subito bene a scrivere io e Federico", dice, ricordando il contributo di Alessandro Lacava, Cripo e Federica Abbate. "Ci ha dato delle idee nuove, ci ha dato la possibilità di sperimentare cose che magari io da solo o Federico da solo non avremmo mai sperimentato". In "Male Necessario" le loro storie personali hanno finito per incontrarsi. "Lui è un padre, io non sono padre ma sono più anziano, quindi ho quell'esperienza in più che va a sopperire anagraficamente alla sua età, ma lui sopperisce al fatto che io non sono mai stato padre". E c'è un dolore che, pur con percorsi diversi, li ha avvicinati: quello della perdita. Masini ha perso la madre presto e racconta di essere arrivato "in dei precipizi profondi, tanto". Da lì, dice, la possibilità di raccontarsi con un uomo più giovane ma "anche lui abituato a lottare, a combattere" è stata "un grande aiuto". Non c'è, al momento, un nuovo progetto con Fedez. Ma Masini lascia aperta la porta alle sorprese: "La vita ti regala cose inaspettate. Chissà cosa nascerà con Federico, cosa nascerà con altri colleghi, non lo so". Le collaborazioni, ammette, sono proprio una delle cose che oggi lo interessano di più, perché "sono quelle che più mi piacciono e che più mi insegnano". Il futuro, appunto. È qui che Masini sembra trovare la sua risposta più netta, che include anche la tecnologia oggi tanto usata anche nella musica. L'intelligenza artificiale non lo spaventa. "Io ho paura solo della guerra. La guerra mi spaventa, mi spaventa l'essere umano". Per il resto, il futuro non si può mettere in pausa. "Se hai paura del futuro, sei già vecchio". La tecnologia, secondo Masini, può diventare uno strumento creativo, una possibilità in più, anche nella musica: "L'intelligenza artificiale ti dà la possibilità di scegliere tra tante possibilità, e poi devi scegliere tu però a creare l'arrangiamento migliore". È una posizione che nasce dalla stessa curiosità che lo porta ad ascoltare la musica a 360 gradi, dal rock al jazz fino al pop, e a guardare con interesse alla nuova scena. Il futuro, per lui, non è qualcosa da difendere dal presente, ma qualcosa da attraversare. Anche perché, dice con una frase che sembra quasi un manifesto personale, "se uno, a prescindere, non lo accetta o non lo vuole vedere, allora può smettere di essere curioso e quindi smettere di vivere. La curiosità rende vivi". Il 18 ottobre, dunque, Masini spegnerà 62 candeline. Ma più che a fare il conto degli anni, sembra interessato a contare le possibilità ancora davanti. A cominciare da quelle di un palco. "La vita mi stupisce ogni giorno", dice. "Ogni giorno ti alzi e ti può arrivare una telefonata, bella o brutta, ti può arrivare una proposta, una convocazione in studio di registrazione, ti può arrivare una canzone, un'idea". L'appuntamento è già fissato. Nei palazzetti, da novembre, tra vecchie fotografie da mettere a fuoco e nuove emozioni da scoprire.
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Marco Masini compie 62 anni tra musica, la sua Fiorentina e i live: “Sanremo? Quest’anno no, ho altri progetti”
Amani El Nasif: ‘la cittadinanza italiana un incredibile passaporto per la libertà’
(Adnkronos) – Ha ottenuto la cittadinanza italiana nel 2016, a 26 anni, e da allora quel documento non è mai stato per Amani El Nasif soltanto un passaporto con cui viaggiare. "Per me la cittadinanza italiana è un segno di libertà incredibile, un passaporto che mi ha dato la possibilità di sentirmi libera di dire ciò che penso e, allo stesso tempo, di essere tutelata", ha raccontato la scrittrice incontrando la stampa al festival Pordenonelegge. Nata in Siria nel 1990 e cresciuta a Bassano del Grappa (Vicenza), El Nasif ha trasformato la propria esperienza personale in un impegno di testimonianza che da anni la porta soprattutto nelle scuole. Oggi, con “Sii più forte di quanto credi. Voci, paure e sogni dalle scuole medie" (Piemme), torna a raccontare un’età precedente alla vicenda che ha segnato la sua vita: quella delle scuole medie, dell’adolescenza, delle amicizie, delle insicurezze e della scoperta di sé. Il nuovo memoir nasce anche dal confronto con la figlia, che ha iniziato la scuola superiore, e dai numerosi incontri con ragazze e ragazzi avuti negli ultimi tredici anni. "Ho ripreso quello che era Amani prima dei 16 anni", ha spiegato. Un modo per mettere in dialogo l’adolescente che era con quella che oggi osserva nelle scuole. "Credo che siano cambiati gli strumenti, ma non le esigenze dei ragazzi". La difficoltà di parlare, la necessità di sentirsi accolti, il peso delle parole, le dinamiche tra coetanei e il rapporto con gli insegnanti restano, secondo l'autrice, questioni centrali. Il contesto è profondamente cambiato, ma le domande dell'adolescenza continuano a essere riconoscibili. "Io le stesse problematiche che avevo da adolescente le rivedo anche in mia figlia", ha raccontato. Da qui l'importanza, per El Nasif, dell'ascolto. Nelle scuole cerca di parlare agli studenti in modo diretto, partendo dalla propria storia e senza assumere un ruolo di giudizio. "Cinque minuti bastano ad alunno per sentirsi ascoltato. Fa veramente la differenza", ha sostenuto Non basta chiedere genericamente a una classe come siano andate le vacanze: occorre creare uno spazio nel quale un ragazzo possa raccontare ciò che vive. Il titolo del nuovo libro è rivolto direttamente agli adolescenti: "Hai più forza di quanto credi". Una forza che, ha osservato l'autrice, spesso emerge quando ci si trova davanti a situazioni che obbligano a mettere alla prova le proprie risorse. Nel suo lavoro nelle scuole, El Nasif vede una generazione sottoposta a pressioni nuove. "Quello che li circonda oggi li sta appesantendo molto", ha affermato. La velocità dei cambiamenti, la quantità di stimoli e situazioni con cui gli adolescenti devono confrontarsi possono diventare un peso. Ma l'autrice rifiuta l'idea di una generazione senza speranza. "Io confido in loro", ha detto. La sua stessa storia è quella di una ragazza che, a 16 anni, viene portata in Siria con la promessa di risolvere una questione burocratica e che si ritrova invece a vivere per 399 giorni segregata in un contesto nel quale la famiglia ha predisposto per lei un matrimonio combinato. "Avendo vissuto i miei primi 16 anni in Italia, a Bassano del Grappa, sapevo bene cosa significasse essere una ragazza, un'adolescente libera", ha ricordato. La fuga, organizzata con l'aiuto di un cugino del padre, avviene di notte. Dopo un primo tentativo bloccato da un problema con il passaporto, El Nasif si nasconde in un hotel e riesce a prendere un volo per Milano due giorni dopo. Un'esperienza raccontata nel primo libro, “Siria mon amour”(Piemme, 2013), scritto insieme alla giornalista Cristina Obber, al quale è seguito “Sulla nostra pelle” (Piemme, 2022), dedicato alla violenza contro le donne e alle storie di ragazze che hanno avuto un destino simile. "Dopo essere tornata in Italia mi sono chiesta quante storie come la mia ci fossero qui e non se ne parlasse", ha spiegato. Da quella domanda è nato il suo percorso di scrittrice. Un percorso arrivato quasi per necessità, più che per progetto: El Nasif aveva interrotto gli studi quando era stata portata in Siria e, una volta rientrata, aveva dovuto iniziare a lavorare. "Avevo tanto da raccontare", ha detto. Da adolescente teneva diari e appunti; poi ha pensato che quelle esperienze potessero essere utili anche ad altri. Nel nuovo libro lo sguardo si sposta dunque sull'adolescenza, senza nostalgia e senza contrapporre semplicemente passato e presente. Il confronto serve piuttosto a riconoscere ciò che accomuna generazioni diverse. "Quello che provi ha un senso" è, in questa prospettiva, il messaggio rivolto ai ragazzi. El Nasif non rinnega le proprie radici siriane. "Dentro di me scorre il sangue siriano", ha affermato, ricordando episodi quotidiani che ancora oggi riattivano la memoria. Ma distingue la propria identità dall'esperienza di dolore vissuta durante quei 399 giorni. "Quello che mi ha dato l'Italia la Siria purtroppo non me l'ha dato", ha sottolineato, tornando al significato attribuito alla cittadinanza italiana. La Siria, però, resta nel suo immaginario e nei suoi affetti. Non vi è più tornata dal 2016, anche a causa della guerra, ma racconta di avere ancora il desiderio di farlo. "La Siria non è quello che mi ha fatto e causato così tanto dolore", ha detto. E ha ricordato il desiderio di rivedere le zie e quei "cieli stellati incredibili" che conserva nella memoria. (di Paolo Martini)
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Aggredisce anziana alle spalle e tenta di sgozzarla, arrestato 42enne a Gela
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Tenta di sgozzare una anziana donna per strada. E’ accaduto a Gela (Caltanissetta) dove è stato arrestato un uomo. La Polizia ha individuato e arrestato il responsabile accusato di tentato omicidio per il grave episodio che risale all'8 settembre. L'uomo, senza alcun apparente motivo, ha aggredito la donna 75enne alle spalle afferrandola al collo e tentando di sgozzarla con un coltello da cucina. Nel corso dell'azione violenta, l'aggressore ha strattonato la vittima trascinandola violentemente a terra, continuando a colpirla alla testa per poi darsi alla fuga. Il pregiudicato 42enne, già indagato per maltrattamenti contro familiari o conviventi, è stato destinatario di una ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Gela, su richiesta della procura della Repubblica. All'uomo è stato contestato anche il reato di porto illegale di armi od oggetti atti a offendere. La vittima, che ha riportato escoriazioni guaribili in quindici giorni, non ha subito conseguenze più gravi solo perché l’aggressore, per cause indipendenti dalla sua volontà, nell’atto di aggredirla ha impugnato il coltello dalla parte liscia.
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Bollo auto, Renzi contro Meloni: “Mi diede del venditore di pentole, si scusi”. Lei: “Bravo, hai scoperto differenza tra annunciare e realizzare”
(Adnkronos) – "Meloni ha tolto un bollino, ma è un passo avanti. Ritengo vada esteso". Lo ha detto Matteo Renzi, leader di Italia Viva a 'Start', in onda su SkyTg24' sottolineando che "chiunque toglie le tasse, qualunque sia il colore politico, è benvenuto", dando inizio ad un botta e risposta, a seguito dell'abolizione del bollo auto, tra i due che è poi proseguito sui social. "Diciamo, però che la Meloni ha tolto un bollino, più che un bollo, perché la misura dell'eliminazione del bollo va da sei, sette miliardi e in realtà lei ne ha messi solo due. – ha aggiunto Renzi – Però è un passo in avanti considerando che fino a questo momento aveva realizzato zero tagli di tasse. Piccolo passo in avanti importante e ritengo che vada esteso". Poi, su Facebook il leader di Italia Viva ha continuato: "Eliminare il bollo per alcune categorie di auto e per i motorini è una buona idea. Abbassare le tasse è SEMPRE una buona idea", ricordando la polemica con Giorgia Meloni del 2016. Renzi riprende infatti un post pubblicato dall'allora leader di Fratelli d'Italia il 5 maggio 2016, dopo l'arresto dell'allora sindaco Pd di Lodi Simone Uggetti. "Dieci anni fa eliminammo IMU prima casa, Irap costo del lavoro, abbassammo il canone facendolo pagare meno ma tutti, demmo gli 80€. Ogni anno lanciavo una misura diversa per restituire i soldi ai cittadini. E lei mi dava del 'venditore di pentole'!" ha scritto. Nel post del 2016, infatti, Meloni scriveva: "Siamo in piena campagna elettorale, è appena stato arrestato un sindaco del Pd e Renzi prontamente si collega a Facebook per annunciare che vuole abolire il bollo auto e tagliare l'Irpef. Il mago della distrazione di massa. Secondo voi è o non è un venditore di pentole?". Renzi ricorda quindi: "Per la legge di bilancio 2018 avevamo trovato 7 miliardi (non 2: sette!) per togliere del tutto il bollo. Quando lo dissi Meloni mi attaccò con questo tweet". "Questa è Giorgia Meloni. Una leader che aggredisce gli avversari e poi li copia: sulle trivelle, sull’Italicum, su tutto. Io sono diverso e dico a Meloni: togli il bollo davvero, non per finta! Ma le ricordo anche questo tweet per chiederle se ogni tanto le viene da vergognarsi almeno un po'", prosegue Renzi. "Togliere il bollo è giusto come lo era togliere IMU o IRAP costo del lavoro", aggiunge, tornando anche sul caso Uggetti: "E io non volevo nascondere la notizia dell’arresto di un sindaco, ma se proprio lo volete sapere: quel sindaco arrestato allora si chiamava Simone Uggetti, era il sindaco di Lodi e fu massacrato da gente come la Meloni. Ma poi fu ovviamente assolto con tante scuse". "Anche quell’arresto fu una vergogna e la giustizialista Meloni lo cavalcò senza ritegno. Giorgia dovrebbe scusarsi oggi: con noi per la polemica, con Simone per il giustizialismo, con gli italiani per come governa. Secondo voi lo farà?", conclude Renzi. "Bravo Matteo. Oggi hai scoperto la differenza tra annunciare e realizzare", ha risposto sempre via Facebook la premier Giorgia Meloni commentando ironicamente il post di Matteo Renzi sul bollo auto. "Giorgia Meloni mi fa piacere che mi segui sui social. La differenza tra REALIZZARE e ANNUNCIARE? Io ho realizzato 80€, industria 4.0, IRAP costo del lavoro, TAP, IMU prima casa. Tu hai annunciato uscita da euro, eliminazione delle accise, pressione fiscale al 40%. Hai annunciato molto, hai realizzato poco". ha replicato di nuovo Renzi sui social alla premier. "Se sul bollo ti va meglio, sono felice. Ora, però, stacca i social e torna a lavorare a Palazzo Chigi che ti paghiamo per governare. Baci", ha concluso Renzi.
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Il tour del Premio Campiello per la prima volta all’Archivio Storico della Biennale di Venezia
(Adnkronos) – Il tour letterario del Premio Campiello, il concorso di narrativa italiana contemporanea organizzato dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto, fa tappa per la prima volta alla Biblioteca dell’Archivio Storico – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia. L’appuntamento è in programma lunedì 21 settembre, alle ore 17:00, quando i cinque finalisti della 64/a edizione del Premio incontreranno il pubblico negli spazi di Calle Paludo Sant'Antonio, nell’area di Castello, per un incontro gratuito e aperto a tutti. L’appuntamento, realizzato in collaborazione con La Biennale di Venezia e ospitato in uno dei suoi luoghi dedicati alla ricerca e alla cultura contemporanea, si aprirà con i saluti di Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, e gli interventi di Raffaele Boscaini, presidente della Fondazione Il Campiello e di Confindustria Veneto, e Roberto Cicutto, presidente della Giuria dei Letterati del Premio Campiello. Lettori e appassionati avranno l’opportunità di incontrare i cinque finalisti e ascoltarli presentare le proprie opere: Ermanno Cavazzoni con “Storia di un’amicizia” (Quodlibet), Marcello Fois con “L’immensa distrazione” (Einaudi), Valeria Parrella con “La ragazzina” (Feltrinelli), Alcide Pierantozzi con “Lo sbilico” (Einaudi) ed Elena Varvello con “La vita sempre” (Ugo Guanda Editore). L’incontro sarà condotto dalla giornalista Federica Augusta Rossi. In vista della proclamazione del vincitore, il tour estivo del Premio Campiello ha attraversato l’Italia da giugno, portando i cinque finalisti in oltre dieci città, dalla costa tirrenica alle Dolomiti, dalla Puglia alla laguna, con incontri nelle piazze e nei principali luoghi della cultura del Paese, toccando anche Pistoia, Capitale Italiana del Libro 2026, insieme a numerose altre città. Il vincitore della 64/a edizione del Premio Campiello sarà proclamato sabato 3 ottobre, per la prima volta al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia, sulla base della votazione della Giuria dei Trecento Lettori Anonimi. (di Paolo Martini)
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Chirurgia estetica combinata, Skerdi Faria “Pianificazione chiave per sicurezza”
ROMA (ITALPRESS) – Associare più interventi di chirurgia estetica nella stessa seduta non significa automaticamente esporsi a un rischio eccessivo, ma richiede una valutazione più attenta del paziente, della durata dell’operazione e del percorso post-operatorio. A sottolinearlo è il dottor Skerdi Faria, specialista in Anestesia e Rianimazione, dottore di ricerca in Infezioni Ospedaliere e fondatore di KEIT Day Hospital.
“Cambia soprattutto il carico fisiologico complessivo che chiediamo al paziente di affrontare. Tre procedure non devono essere considerate semplicemente come tre interventi messi uno accanto all’altro. Dal punto di vista anestesiologico diventano un unico evento più complesso, che può significare maggiore durata operatoria, trauma tissutale più esteso, variazioni più importanti dei fluidi, maggiori perdite ematiche, risposta infiammatoria, dolore e una mobilizzazione post-operatoria potenzialmente più difficile. Questo non significa che associare più procedure sia di per sè scorretto o pericoloso. La chirurgia combinata viene eseguita regolarmente e può avere un buon profilo di sicurezza nei pazienti correttamente selezionati. La domanda che dobbiamo porci non è semplicemente: “Possiamo eseguire questi interventi insieme?”. E’: “E’ appropriato farlo in questa specifica paziente, con questo profilo clinico e con questo tempo operatorio previsto?”.
Un elemento centrale è proprio la durata dell’intervento. “Molto. La durata non è soltanto un problema organizzativo: è un parametro clinico. Uno studio su oltre 1.700 procedure di chirurgia plastica ha osservato che ogni ora aggiuntiva di intervento era associata a circa un 21% di incremento delle odds di morbilità. Questo – afferma – non significa che dopo un determinato numero di ore un intervento diventi improvvisamente pericoloso. Significa che più il tempo operatorio aumenta, più dobbiamo considerare esposizione anestesiologica, gestione dei fluidi, temperatura, perdite ematiche, immobilità, rischio trombotico e recupero. Per questo l’anestesista deve partecipare alla programmazione dell’intervento, non entrare nella decisione soltanto quando il paziente è già in sala”.
Tra gli aspetti da valutare c’è il rischio tromboembolico. Per Skerdi Faria la prevenzione comincia prima ancora dell’intervento: “Il primo strumento non è un farmaco o una macchina: è la stratificazione del rischio. Dobbiamo valutare età, BMI, precedenti trombotici, familiarità, fumo, terapie ormonali, comorbidità, durata e tipo di intervento e capacità di mobilizzazione. Possiamo utilizzare strumenti di valutazione riconosciuti, integrandoli sempre con il giudizio clinico”.
Alle misure di prevenzione si aggiungono, a seconda delle caratteristiche del paziente, calze elastiche a compressione graduata, compressione pneumatica intermittente, mobilizzazione precoce e, quando indicata, profilassi farmacologica anticoagulante. Non esiste però un protocollo identico per tutti: il bilanciamento tra rischio trombotico e rischio emorragico deve essere individualizzato.
Altro capitolo fondamentale è quello delle infezioni. “Le linee guida internazionali parlano di un insieme di misure. Preparazione corretta del paziente e della cute, antisepsi chirurgica, sterilità dell’ambiente e degli strumenti, corretta igiene delle mani, profilassi antibiotica quando indicata e somministrata con il timing appropriato, mantenimento della normotermia e controllo delle condizioni metaboliche del paziente. A questo – sottolinea Skerdi Faria – aggiungerei la sorveglianza post-operatoria. Febbre, brividi, tachicardia persistente, ipotensione, dolore che aumenta invece di migliorare, arrossamento progressivo, secrezione anomala o un peggioramento generale devono essere valutati. La sepsi si combatte anche attraverso il riconoscimento precoce”.
La sicurezza, infatti, non termina con l’uscita dalla struttura. “Una dimissione significa che in quel momento determinati criteri clinici sono stati soddisfatti. Non significa che il rischio chirurgico sia scomparso. La domanda corretta è: quali criteri sono stati utilizzati per la dimissione e quale sistema di assistenza è stato previsto dopo. La sicurezza continua a casa. Il paziente deve sapere quali sintomi aspettarsi, quali invece sono anomali, chi contattare e dove recarsi in caso di peggioramento”.
Tra i segnali che richiedono particolare attenzione, Skerdi Faria indica: “Dispnea improvvisa, dolore toracico, perdita di coscienza, tachicardia persistente, sanguinamento importante, febbre elevata o brividi, confusione, alterazioni neurologiche, dolore addominale molto intenso o sproporzionato, rapido aumento del gonfiore o un deterioramento improvviso delle condizioni generali. Non significa che ognuno di questi sintomi corrisponda necessariamente a una complicanza grave. Significa che non è il momento di aspettare e vedere se passa”.
La pianificazione resta quindi il punto di partenza. “Il nostro approccio parte dalla selezione del paziente e dalla pianificazione. Prima di decidere se associare più procedure valutiamo anamnesi, BMI, esami, fattori cardiovascolari e respiratori, rischio tromboembolico, terapie, durata prevista dell’intervento, entità della liposuzione e recupero post-operatorio atteso. Se riteniamo che associare tutto aumenti il rischio oltre ciò che consideriamo appropriato, il programma viene modificato o suddiviso”.
Per Skerdi Faria il punto è costruire un sistema capace non solo di prevenire, ma anche di riconoscere rapidamente un problema: “Per me quello rappresenta il vero concetto di sicurezza: essere preparati anche davanti all’evento raro. Una complicanza identificata precocemente può avere un’evoluzione completamente diversa dalla stessa complicanza riconosciuta troppo tardi”.
Un tema che assume particolare rilievo nell’epoca dei social, dove la chirurgia estetica rischia di essere rappresentata soprattutto attraverso il risultato finale. “Confondere la normalizzazione con la banalizzazione. E’ positivo che un paziente possa informarsi e vedere risultati. Ma sui social vediamo soprattutto il “prima e dopo”. Vediamo molto meno la valutazione anestesiologica, la durata dell’intervento, i dispositivi di prevenzione, il controllo dell’emostasi, la sterilità, il recupero e il follow-up. L’organismo non sa che l’intervento è estetico. Per il corpo resta chirurgia. Ed è questa consapevolezza che deve guidare sia la comunicazione del medico sia la decisione del paziente”, conclude il fondatore di KEIT Day Hospital.
– foto KEIT Day Hospital –
(ITALPRESS).
Treni cancellati e ritardi fino a 30 minuti, caos sui binari tra Como e Milano
(Adnkronos) –
Treni soppressi e ritardi fino a 30 minuti. Oggi, giovedì 17 settembre, disagi per chi viaggia in treno in Lombardia. Le informazioni sono state diffuse da Trenord e Ferrovie Federali Svizzere. A causa del violento temporale di questa notte a Como, sono stati rivelati detriti lungo la linea anche alla stazione ferroviaria di Como Camerlata. "Informiamo i viaggiatori che, a causa di danni provocati dal maltempo e di binari allagati in zona Albate‑Camerlata, sulla tratta tra Chiasso e Milano Centrale si stanno verificando soppressioni e ritardi", si leggeva questa mattina sul sito delle FFS. L'ultimo annuncio risale alle 10.50 dove si informa che "la circolazione sulla tratta Chiasso – Milano Centrale è tornata alla normalità. Tuttavia, potrebbero ancora verificarsi ritardi occasionali a seguito dei disagi precedenti". Sulla linea Suburbana S11 Como-Milano-Rho la circolazione ferroviaria è stata sospesa nella stazione di Milano Greco Pirelli a causa di uno svio di un treno merci avvenuto nella serata di ieri, mercoledì 16 settembre. Tuttavia, secondo quanto comunicato da Trenord, questa mattina erano in corso le operazioni di ripristino. La circolazione è stata successivamente riattivata ma con ritardi medi di circa 20 minuti. Disagi anche sulla linea Milano-Como-Chiasso, dove si registrano ritardi fino a 30 minuti e possibili variazioni alla circolazione. Il problema è legato a un guasto a un passaggio a livello, che richiede l'intervento dei tecnici incaricati del ripristino.
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AssoCiso: “Mettere a sistema protezione infrastrutture del Paes”
(Adnkronos) – Oggi al via Ciso Meetup 2026, il convegno di AssoCiso, l’Associazione Italiana Chief Information Security Officer, che rappresenta l’ecosistema dei responsabili della sicurezza cibernetica delle organizzazioni pubbliche, private e partecipate del Paese e il punto di contatto per le istituzioni nazionali anche sul fronte della guerra ibrida e nel contrasto delle minacce cibernetiche. L’evento, ospitato dalla Casa dell’Aviatore dell’Aeronautica Militare, vedrà la messa a sistema delle capacità e professionalità necessarie per presidiare operativamente la sicurezza dello spazio cyber dell’intero Sistema Paese, in un contesto nel quale dominio digitale, sicurezza industriale e Difesa militare, sono strettamente interconnessi. L’evento, organizzato come un confronto di alto livello, vedrà la partecipazione di oltre 150 alti rappresentanti, prime linee e figure di vertice del mondo della Difesa, dell’Intelligence, delle Forze Armate e delle Forze dell'Ordine. In un contesto globale dove il mondo digitale spesso è più veloce di quello reale, la centralità e la responsabilità anche umana della figura del CISO, all’interno di aziende ed istituzioni, è divenuta centrale e un interlocutore qualificato e preparato per affrontare le sfide presenti e future sullo scenario nazionale e internazionale. Il presidente di AssoCiso Fabio Ugoste ha sottolineato che “AssoCiso nasce per rappresentare e valorizzare il ruolo del responsabile della sicurezza cyber, soprattutto in questo momento storico, dove è indispensabile che una comunità autorevole e specializzata, come è quella dei Ciso, sia a fianco di tutti gli stakeholder nazionali coinvolti a difesa dagli attacchi cibernetici sempre più pervasivi e globali. Condividere le esperienze di chi ogni giorno ha la responsabilità della sicurezza di numerose organizzazioni rappresenta quindi un contributo fondamentale per l’intero Sistema Paese”. Tra gli altri sono previsti interventi di: Valentino Valentini, Viceministro del Ministero delle Imprese e del Made in Italy; il presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri; Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, Scienza e istruzione della Camera dei Deputati; Salvatore Deidda, presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati; Lorenzo Guerini, Presidente del Copasir; il Generale Stefano Francesconi, Capo Ufficio Generale per il Coordinamento e Supporto Operativo del Centro Cyber del Comando Interforze Cyber Intell-Ris, in rappresentanza del Generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa; il Capitano di Vascello Mario Gaudino, Capo Reparto C4S, Marina Militare, in rappresentanza dell’Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare; il Generale Paolo Aceto, Capo del III Reparto, Comando Generale Arma dei Carabinieri, in rappresentanza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo; il Direttore della Polizia Postale e per la Sicurezza cibernetica Ivano Gabrielli; il Generale Alessio Nardi, Consigliere del Ministro Tajani per le politiche di sicurezza. Inoltre Marco Minniti, presidente della Fondazione Med-Or, terrà un keynote speech dal titolo: “l’era dell'incertezza: la grande sfida”, mentre nel pomeriggio il Prof. Ernesto Caffo, Presidente della Fondazione SOS Telefono Azzurro Ets, aprirà i panel su Responsabilità e consapevolezza. Le diverse sessioni si concentreranno sulle sfide legate al futuro della cybersecurity, tra Intelligenza Artificiale, Quantum, crittografia, coordinamento tra istituzioni, aziende, intelligence e Difesa.
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Canada “membro associato” Ue, Trump minaccia dazi pesanti e stop a scambi commerciali con Europa
(Adnkronos) –
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di interrompere gli scambi commerciali con l'Unione europea, in risposta al progetto di rendere il Canada il primo Paese membro associato dell'Ue. "Lo trovo ridicolo", ha dichiarato il tycoon ai giornalisti quando è stato interpellato sulla proposta della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. "Se lo faranno, se riterrò che si tratti di un atto ostile, imporrò dazi molto pesanti o interromperò ogni scambio commerciale con l'Europa", ha affermato. Il rafforzamento della partnership tra Ue e Canada proposto ieri da Ursula von der Leyen non è “contro” alcun Paese, ma mira solo ad aumentare la “forza comune”, replica il vice portavoce capo dell’esecutivo Ue Olof Gill, in merito alla reazione del presidente degli Usa Donald Trump alla proposta della politica tedesca di “lavorare” per “aprire la strada” verso lo status di Ottawa come primo membro associato dell’Ue. “Come la nostra presidente ha chiarito ieri – afferma Gill – la proposta di una partnership rafforzata con il Canada non è contro nessun altro Paese, ma per la nostra forza collettiva”.
L'elemento più dirompente del discorso annuale sullo Stato dell'Ue di von der Leyen è stato proprio l'apertura al Canada, Paese alle prese con le stesse turbolenze geopolitiche che interessano l'Ue e in fase di avvicinamento al Vecchio continente: von der Leyen vorrebbe che diventasse il primo "membro associato" del blocco. Un'offerta senza precedenti e ancora da definire nei dettagli con le capitali, rivolta direttamente al premier canadese Mark Carney, seduto tra le prime file dell'emiciclo. Al leader che lo scorso gennaio parlava di "rottura" dell'ordine mondiale, la Commissione ha proposto un'alleanza ambiziosa che spazia dalla tecnologia alla difesa, dall'energia ai minerali critici, passando per l'intelligenza artificiale e l'Artico.
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Ue, nuove regole sui social per i minori: niente account autonomi prima dei 15 anni
(Adnkronos) –
La Commissione Europea vuole vietare l’accesso autonomo ai social ai minori di 13 anni, adottando un approccio graduale a seconda dell’età del minore. Prevede anche che i fornitori verifichino l’età dell’utente, anche usando la apposita applicazione che la Commissione ha presentato qualche mese fa. Il Kids Act dell'Ue, presentato oggi a Strasburgo da Ursula von der Leyen e Henna Virkkunen, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’esecutivo Ue, propone che i bambini possano creare account autonomi sui social media solo “a partire dai 15 anni”, speiga una nota dell’esecutivo. Oggi i nostri bambini interagiscono con alcune delle tecnologie più sofisticate mai create, e queste non sono state create pensando al loro benessere e sviluppo", dichiara la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel corso di una conferenza stampa. "Le piattaforme sono progettate per catturare l'attenzione", sottolinea von der Leyen. I loro algoritmi "apprendono dal nostro comportamento e lo sfruttano per farci cliccare, reagire: è il loro piano di business. L'obiettivo è mantenere i bambini online e monetizzare la loro attenzione", come dimostra un "corpus solido di evidenze sui danni che i social media provocano a un cervello e a una personalità in via di sviluppo". I genitori stessi "ne vedono fin troppo bene gli effetti", continua la leader dell'esecutivo Ue. "Conosciamo tutti le conseguenze: privazione del sonno, depressione, ansia, autolesionismo, comportamenti compulsivi e, tragicamente, il suicidio. I genitori non possono competere né tenere il passo con gli algoritmi, e non dovrebbero doverlo fare", conclude.
Per i bambini di età compresa tra i 13 e i 15 anni, la proposta prevede il “controllo parentale”, consentendo ai tutori di creare “mini-account” a cui i bambini possono accedere tramite l'account del tutore. Questo permetterebbe loro di accedere a piattaforme di social media e di condivisione video “adatte alla loro età”. Inoltre, specifica la Commissione, i servizi disponibili sui mini-account devono essere progettati con misure di sicurezza, come la limitazione dei contatti sociali e del tempo di utilizzo dello schermo, fino a un'ora al giorno, riconoscendo il ruolo dei tutori nel supportare lo sviluppo autonomo e sicuro dei propri figli online.
I bambini di età compresa tra i 3 e i 13 anni non possono accedere ai social media, ma possono accedere a servizi di condivisione video appositamente progettati per i bambini, tramite account gestiti dal loro tutore. Per questo, continua la Commissione, le piattaforme devono offrire ai genitori o ai tutori uno strumento di “facile utilizzo” per limitare l'uso del dispositivo dell'adulto ai servizi adatti ai bambini, quando il dispositivo viene ceduto ai minori, e limitare l'esposizione del bambino fino a un massimo di un'ora al giorno. Non solo. In base al Kids Act dell'Ue, i servizi online e gli app store “devono utilizzare strumenti di verifica dell'età”, che, a logica, dovrebbero valere per tutti, anche se la nota non lo specifica. Possono, ad esempio, “utilizzare l'app di verifica dell'età dell'Ue, che non conserva documenti di identità o dati biometrici, garantendo così i più elevati standard di tutela della privacy”. Gli Stati membri saranno “strettamente coinvolti”nella creazione di questo ecosistema. Inoltre, i fornitori di servizi di social media e piattaforme di condivisione video “saranno tenuti a effettuare la verifica dell'età quando un utente apre un nuovo account”. Per quanto riguarda gli account esistenti, i fornitori devono stimare l'età dell'utente sulla base di indicatori plausibili (ad esempio, data di creazione dell'account, dati della carta di credito).
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