(Adnkronos) – "L’accordo di filiera del tabacco è un modello che dovrebbe essere copiato anche da altri settori, perché garantisce agli agricoltori la sicurezza che il proprio prodotto venga acquistato e che possa generare reddito per la propria famiglia”. Lo ha detto Dario Bond, assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, alla seconda tappa del Roadshow 'Da 15 anni nei territori, guardando al futuro' promosso da Coldiretti e Philip Morris Italia, svoltosi a Verona presso il Mercato Campagna Amica, per celebrare i 15 anni dall’accordo di filiera sottoscritto con il Ministero dell’Agricoltura. “L’accordo garantisce dal 2024 e fino al 2038 importanti certezze alle aziende agricole, sia per quanto riguarda l’acquisto delle foglie di tabacco, sia attraverso una formazione e un’assistenza tecnica che riguardano la concimazione, l’utilizzo dell’acqua, la razionalizzazione dei nutrienti e la raccolta, fino alla gestione complessiva dell’azienda agricola”, ha spiegato Bond. In Veneto, l’accordo di filiera garantisce l’acquisto di oltre il 60% della produzione regionale di tabacco e genera ogni anno 55,8 milioni di euro di valore aggiunto, con un impatto occupazionale stimato in circa 9.100 posti di lavoro. “Il prossimo complemento per lo sviluppo rurale della Regione Veneto sarà fortemente orientato agli investimenti per l’innovazione tecnologica”, ha aggiunto l’assessore, sottolineando che “già nel 2027 inizieremo a lavorare sulle schede delle singole colture e delle singole operazioni”. Tra gli obiettivi indicati, “la razionalizzazione dell’utilizzo dell’acqua e sistemi di coltivazione capaci di garantire sostenibilità ambientale ed economica”. Secondo Bond, “la tecnologia che fino a pochi anni fa sembrava molto lontana si sta avvicinando rapidamente”. “Nei prossimi dieci anni – ha sottolineato – la tecnologia delle raccolte meccanizzate, dall’uva alla frutta fino al tabacco, avrà uno sviluppo incredibile”. Un'evoluzione che, ha concluso, potrà portare “probabilmente” ad una riduzione della manodopera, ma soprattutto ad una riduzione dei costi.
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Tabacco, Bond (Regione Veneto): “Accordo di filiera modello da replicare in altri settori”
Messina torna in Nba, entra nello staff di coach Snyder ad Atlanta
(Adnkronos) – Ora è ufficiale: Ettore Messina torna in Nba dopo 7 anni. Il 66enne coach siciliano entra nello staff di coach Quin Snyder agli Atlanta Hawks. A dare l'annuncio la franchigia della Georgia con un comunicato. Messina lavorerà come consulente sia per la parte tecnica, sia per la parte dirigenziale. L'ex capoallenatore dell'Olimpia Milano torna nella Association dopo le esperienze ai Los Angeles Lakers nel 2011-12 come assistente di coach Mike Brown e poi ai San Antonio Spurs tra il 2014 e il 2019 con Gregg Popovich.
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Giallo a Londra, trovato morto Nicholas Brandram: il banchiere era sospettato di essere il “Putney pusher”, la storia
(Adnkronos) – È giallo a Londra dove martedì 15 settembre è stato trovato morto nel suo appartamento Nicholas Brandram, 44 anni, indagato nell'ambito del caso del cosiddetto "Putney pusher" (letteralmente lo "colui che ha spinto a Putney"): l'uomo era infatti sospettato di aver spinto una donna di 33 anni sulla carreggiata mentre arrivava un bus mentre quest'ultima faceva jogging sul Putney Bridge, nella City, nel 2017. Un'aggressione immotivata, che fu ripresa dalle telecamere di sorveglianza, le cui immagini fecero il giro del mondo. Al momento la polizia ha dichiarato che il decesso è considerato "inatteso, ma non ritenuto sospetto". Brandram era stato arrestato nel giugno di quest'anno con l'accusa di tentate lesioni personali gravi. La scorsa settimana, la Metropolitan Police aveva confermato che l'uomo era stato rilasciato, pur rimanendo sotto indagine. Un portavoce delle forze dell'ordine ha dichiarato che gli agenti sono intervenuti presso l'abitazione a Chiswick insieme al personale sanitario "dopo che un uomo è stato trovato privo di sensi". Brandram, che in passato aveva prestato servizio come capitano degli Scots Guards in Afghanistan, lavorava nel settore del private banking per HSBC. È anche un membro di una famiglia reale europea: discendente diretto della regina Vittoria, aveva come bisnonno il re Costantino I di Grecia e come nonna la principessa Katherine di Grecia, mentre il duca di Edimburgo, il principe Filippo, marito della Regina Elisabetta II, fu il padrino di suo padre. Poco dopo l'incidente del 2017, l'agente inquirente, il sergente Mat Knowles, dichiarò: "È stato solo grazie ai pronti riflessi dell'autista dell'autobus che la donna non è stata investita dal veicolo". Come riporta la Bbc, gli investigatori individuarono oltre 50 persone di interesse per le indagini. La Metropolitan Police aveva inizialmente chiuso il caso nel 2018, dopo che tre uomini erano stati arrestati e successivamente rilasciati senza alcuna incriminazione. Poi, a giugno scorso la svolta.
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Moda, Di Monte (Accademia del Lusso): “‘Fashion & Talent’ in un luogo che ha ospitato grandi stilisti”
(Adnkronos) – “E' un setting veramente speciale, una cornice importante dal punto di vista anche storico culturale. Siamo in piazza di Spagna, quindi siamo veramente in un luogo che da sempre fa cultura e ha segnato tappe importanti nella storia della città. Un luogo legato alla moda perché qui ci sono state le sfilate più importanti degli stilisti eminenti italiani ma anche stranieri”. Lo ha detto la direttrice Accademica dell’Accademia del Lusso di Roma e Milano, Giuseppina Di Monte, a margine dell’evento-sfilata ‘Fashion & Talent” tenutosi a Roma e organizzato dall’Accademia del Lusso e dall’Università eCampus. “La moda è sicuramente un comparto importante dal punto di vista economico che dà delle possibilità a tante figure di essere impiegate professionalmente, quindi a un comparto rilevante nell'economia generale del Paese – ha proseguito Di Monte -. Noi siamo l'Italia e siamo i protagonisti, assieme ai francesi, della moda a livello mondiale. Per cui il fatto di porre l'attenzione sulle scuole, sulle accademie e su chi fa formazione ad alto livello è doveroso”.
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Cosmetica, con Fater esperti esplorano le nuove frontiere delle formulazioni
(Adnkronos) – L'intelligenza artificiale sta cambiando il modo di progettare prodotti, accelerando la ricerca e aprendo nuove opportunità in settori che spaziano dalla cosmetica alla detergenza. Da questa trasformazione prende avvio la quinta edizione della ‘School of formulation’, l'appuntamento dedicato alla scienza delle formulazioni presso il Campus di Fater che dal 14 al 17 settembre riunisce circa 60 partecipanti, tra dottorandi e rappresentanti del mondo industriale, provenienti da tutto il mondo. L’evento – riferisce una nota – è ospitato da Fater, joint venture paritetica tra Angelini Industries e Procter & Gamble, “leader nel mercato italiano dei prodotti assorbenti per la persona e dei prodotti per la cura della casa e della persona”. La School of Formulation si conferma “un importante momento di incontro tra ricerca accademica e industria, offrendo ai partecipanti una panoramica sulle evoluzioni più avanzate del settore e sulle competenze che guideranno l'innovazione nei prossimi anni”. Tra le principali novità dell'edizione 2026 spicca la presenza di contenuti dedicati all'intelligenza artificiale applicata alle formulazioni. Grazie ai più recenti strumenti di Ai, è oggi possibile analizzare rapidamente grandi quantità di dati e individuare combinazioni e correlazioni non immediatamente visibili tra ingredienti, proprietà e performance dei prodotti, supportando il lavoro dei formulatori nella progettazione e nell'ottimizzazione di nuove soluzioni. L'utilizzo di questi strumenti contribuisce inoltre a ridurre il numero di sperimentazioni necessarie, migliorando l'efficienza dei processi di ricerca e sviluppo e contenendone i costi. Sebbene l'applicazione dell'Ai alle formulazioni non rappresenti una novità assoluta nel settore – si legge nella nota – la continua evoluzione dei software e degli approcci metodologici sta ampliando significativamente il potenziale di queste tecnologie. La School of Formulation offrirà quindi ai partecipanti, in particolare ai profili più junior, l'opportunità di comprendere le potenzialità di questi strumenti e le prospettive future del loro impiego. "Siamo lieti di aprire nuovamente le porte del nostro Campus alla School of Formulation e accogliere le migliori menti nel campo della formulazione”, ha dichiarato Stefano Resta, Head of Home & Personal Care Technology Upstream and Open Innovation di Fater. “In Fater crediamo fortemente nel valore della ricerca e nello sviluppo di soluzioni innovative capaci di migliorare la vita delle persone. L'innovazione – continua – nasce anche dall'incontro tra prospettive diverse, per questo ospitare la School of Formulation ci consente di rafforzare il dialogo con Università, ricerca e industria, per affrontare insieme le sfide che stanno trasformando il settore. Dall'intelligenza artificiale alle nuove frontiere della cosmetica, vogliamo offrire ai giovani ricercatori l'opportunità di confrontarsi con esperti internazionali e contribuire alla costruzione delle competenze che guideranno l'innovazione di domani.” La School of Formulation rappresenta un’occasione unica di dialogo tra ricerca e industria, favorendo la condivisione di conoscenze e il confronto tra competenze provenienti da discipline diverse. L’appuntamento negli anni “ha saputo crescere, coinvolgendo un numero sempre maggiore di partecipanti e aggiornando costantemente i propri contenuti in linea con le evoluzioni del settore, confermandosi come un’iniziativa concreta e di valore per il mondo accademico e industriale”. Tra gli speaker, figurano studiosi e professionisti provenienti “da istituzioni di eccellenza quali University of Birmingham, University of York, Sorbonne Université, Università Federico II di Napoli, Università di Bari, Università di Trieste, Università di Lille, oltre a rappresentanti di aziende innovative”. Quest'anno – conclude la nota – l'iniziativa amplia ulteriormente il proprio raggio d'azione coinvolgendo un numero crescente di esponenti del mondo industriale e di realtà appartenenti a differenti settori. Una scelta che riflette l'evoluzione della scienza delle formulazioni e il suo impatto trasversale su numerosi comparti produttivi.
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Marco Masini compie 62 anni tra musica, la sua Fiorentina e i live: “Sanremo? Quest’anno no, ho altri progetti”
(Adnkronos) –
Il 18 ottobre compie 62 anni e li festeggerà a modo suo, sul palco: pronto a conquistare il pubblico dei palazzetti dello sport d'Italia, dove da novembre porterà il suo nuovo viaggio live, dopo le arene estive, con "Perfetto Imperfetto". Per Marco Masini il tempo non è una linea che si allontana dal passato, ma una materia da attraversare continuando a sorprendersi. L'artista si racconta ospite della prima puntata di stagione del vodcast di Adnkronos, disponibile in versione integrale sul sito www.adnkronos.com e sul canale YouTube dell'Adnkronos. "Ho la fortuna di fare un mestiere che mi tiene in vita ogni giorno in maniera desiderosa di scoprire, di imparare ancora, di crescere. E questo è grazie alla musica". Una musica che, dopo 36 anni di carriera, continua a essere per lui una forma di curiosità, quasi un istinto vitale. E forse è proprio questa la chiave per capire Masini oggi: non la nostalgia per quello che è stato, ma la curiosità per quello che ancora può essere. Anche quando si parla di giovani artisti. "Quando diventi più grande e quelle cose le conosci già, rimani sorpreso da quello che fanno i giovani e senti il desiderio di imparare, imparare a fare le stesse cose, a fare musica in maniera diversa, a studiarti le nuove metodologie, le nuove stesure, nuove strutture". Perché, dice, "la musica non finisce mai di sorprenderti". Il compleanno arriva dunque dentro un anno di musica dal vivo e con in progetto un live nei palazzetti d'Italia che promette di rileggere il repertorio senza tradirlo. L'immagine che usa per descrivere il rapporto con il pubblico è quella di una fusione: "Chi viene a vedere il concerto e chi lo fa: diventiamo una cosa sola". Nei palazzetti ci sarà tutto quello che ha accompagnato il suo percorso, ma con un suono più contemporaneo e una nuova dimensione visiva. Non per riscrivere le canzoni, ma per restituirle con maggiore definizione. "La fotografia sbiadita la puoi migliorare attraverso la definizione, quindi la definizione sarà più precisa". "Perfetto Imperfetto", del resto, non è soltanto un titolo. È una filosofia. "È una forma molto semplice per ammettere che la perfezione è proprio data dall'imperfezione. E l'imperfezione è perfetta". E se c'è un'imperfezione che Masini non ha alcuna intenzione di correggere, è quella calcistica. "Tifare purtroppo per la Fiorentina, per esempio, è una sofferenza continua. Però è un'imperfezione perfetta. Perché è proprio la chiara forma d'amore che non si può cambiare". La Fiorentina, inevitabilmente, entra anche nel racconto di un episodio balzato alle cronache social sulla sua apparizione sul red carpet di Venezia, dove recentemente è stato ospite per ricevere il premio alla Carriera Nuovo Imaie, rivelando il vero motivo del mancato tappeto rosso dell'artista. "Stava per iniziare Venezia-Fiorentina. Avevo adocchiato un bar di fronte dove c'era la possibilità di vedere Dazn. Allora ho detto, andiamo a prendere un caffè", svela l'artista toscano non senza ironia. E liquida così l'idea di una fuga dal tappeto rosso: "Io non sapevo neanche chi ci fosse sul palco". A Venezia, quel giorno, c'erano anche le formazioni ufficiali. Difficile competere. La stessa passione accompagna il suo giudizio sul ritorno di Paolo Vanoli come direttore tecnico della Viola, che Masini considera un uomo capace di incarnare "un grande senso d'appartenenza". "Sono molto felice, come ero dispiaciuto quando è andato via, e sono contentissimo sia tornato perché ha quella giusta garra e quel modo di fare che secondo me in questo momento è importante per un gruppo di giovani, molto giovani". Ma se il calcio racconta una parte privata e passionale del personaggio, la musica resta il centro di gravità. E qui, nel dialogo con l'Adnkronos, arriva anche Fedez, con il quale Masini ha condiviso prima la rilettura di 'Bella Stronza' a Sanremo 2025 e poi 'Male Necessario'. Un incontro nato dalla voglia di raccontare qualcosa insieme e diventato, nelle sue parole, un vero lavoro di squadra. "Ci siamo trovati subito bene a scrivere io e Federico", dice, ricordando il contributo di Alessandro Lacava, Cripo e Federica Abbate. "Ci ha dato delle idee nuove, ci ha dato la possibilità di sperimentare cose che magari io da solo o Federico da solo non avremmo mai sperimentato". In "Male Necessario" le loro storie personali hanno finito per incontrarsi. "Lui è un padre, io non sono padre ma sono più anziano, quindi ho quell'esperienza in più che va a sopperire anagraficamente alla sua età, ma lui sopperisce al fatto che io non sono mai stato padre". E c'è un dolore che, pur con percorsi diversi, li ha avvicinati: quello della perdita. Masini ha perso la madre presto e racconta di essere arrivato "in dei precipizi profondi, tanto". Da lì, dice, la possibilità di raccontarsi con un uomo più giovane ma "anche lui abituato a lottare, a combattere" è stata "un grande aiuto". Non c'è, al momento, un nuovo progetto con Fedez. Ma Masini lascia aperta la porta alle sorprese: "La vita ti regala cose inaspettate. Chissà cosa nascerà con Federico, cosa nascerà con altri colleghi, non lo so". Le collaborazioni, ammette, sono proprio una delle cose che oggi lo interessano di più, perché "sono quelle che più mi piacciono e che più mi insegnano". Il futuro, appunto. È qui che Masini sembra trovare la sua risposta più netta, che include anche la tecnologia oggi tanto usata anche nella musica. L'intelligenza artificiale non lo spaventa. "Io ho paura solo della guerra. La guerra mi spaventa, mi spaventa l'essere umano". Per il resto, il futuro non si può mettere in pausa. "Se hai paura del futuro, sei già vecchio". La tecnologia, secondo Masini, può diventare uno strumento creativo, una possibilità in più, anche nella musica: "L'intelligenza artificiale ti dà la possibilità di scegliere tra tante possibilità, e poi devi scegliere tu però a creare l'arrangiamento migliore". È una posizione che nasce dalla stessa curiosità che lo porta ad ascoltare la musica a 360 gradi, dal rock al jazz fino al pop, e a guardare con interesse alla nuova scena. Il futuro, per lui, non è qualcosa da difendere dal presente, ma qualcosa da attraversare. Anche perché, dice con una frase che sembra quasi un manifesto personale, "se uno, a prescindere, non lo accetta o non lo vuole vedere, allora può smettere di essere curioso e quindi smettere di vivere. La curiosità rende vivi". Il 18 ottobre, dunque, Masini spegnerà 62 candeline. Ma più che a fare il conto degli anni, sembra interessato a contare le possibilità ancora davanti. A cominciare da quelle di un palco. "La vita mi stupisce ogni giorno", dice. "Ogni giorno ti alzi e ti può arrivare una telefonata, bella o brutta, ti può arrivare una proposta, una convocazione in studio di registrazione, ti può arrivare una canzone, un'idea". L'appuntamento è già fissato. Nei palazzetti, da novembre, tra vecchie fotografie da mettere a fuoco e nuove emozioni da scoprire.
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Amani El Nasif: ‘la cittadinanza italiana un incredibile passaporto per la libertà’
(Adnkronos) – Ha ottenuto la cittadinanza italiana nel 2016, a 26 anni, e da allora quel documento non è mai stato per Amani El Nasif soltanto un passaporto con cui viaggiare. "Per me la cittadinanza italiana è un segno di libertà incredibile, un passaporto che mi ha dato la possibilità di sentirmi libera di dire ciò che penso e, allo stesso tempo, di essere tutelata", ha raccontato la scrittrice incontrando la stampa al festival Pordenonelegge. Nata in Siria nel 1990 e cresciuta a Bassano del Grappa (Vicenza), El Nasif ha trasformato la propria esperienza personale in un impegno di testimonianza che da anni la porta soprattutto nelle scuole. Oggi, con “Sii più forte di quanto credi. Voci, paure e sogni dalle scuole medie" (Piemme), torna a raccontare un’età precedente alla vicenda che ha segnato la sua vita: quella delle scuole medie, dell’adolescenza, delle amicizie, delle insicurezze e della scoperta di sé. Il nuovo memoir nasce anche dal confronto con la figlia, che ha iniziato la scuola superiore, e dai numerosi incontri con ragazze e ragazzi avuti negli ultimi tredici anni. "Ho ripreso quello che era Amani prima dei 16 anni", ha spiegato. Un modo per mettere in dialogo l’adolescente che era con quella che oggi osserva nelle scuole. "Credo che siano cambiati gli strumenti, ma non le esigenze dei ragazzi". La difficoltà di parlare, la necessità di sentirsi accolti, il peso delle parole, le dinamiche tra coetanei e il rapporto con gli insegnanti restano, secondo l'autrice, questioni centrali. Il contesto è profondamente cambiato, ma le domande dell'adolescenza continuano a essere riconoscibili. "Io le stesse problematiche che avevo da adolescente le rivedo anche in mia figlia", ha raccontato. Da qui l'importanza, per El Nasif, dell'ascolto. Nelle scuole cerca di parlare agli studenti in modo diretto, partendo dalla propria storia e senza assumere un ruolo di giudizio. "Cinque minuti bastano ad alunno per sentirsi ascoltato. Fa veramente la differenza", ha sostenuto Non basta chiedere genericamente a una classe come siano andate le vacanze: occorre creare uno spazio nel quale un ragazzo possa raccontare ciò che vive. Il titolo del nuovo libro è rivolto direttamente agli adolescenti: "Hai più forza di quanto credi". Una forza che, ha osservato l'autrice, spesso emerge quando ci si trova davanti a situazioni che obbligano a mettere alla prova le proprie risorse. Nel suo lavoro nelle scuole, El Nasif vede una generazione sottoposta a pressioni nuove. "Quello che li circonda oggi li sta appesantendo molto", ha affermato. La velocità dei cambiamenti, la quantità di stimoli e situazioni con cui gli adolescenti devono confrontarsi possono diventare un peso. Ma l'autrice rifiuta l'idea di una generazione senza speranza. "Io confido in loro", ha detto. La sua stessa storia è quella di una ragazza che, a 16 anni, viene portata in Siria con la promessa di risolvere una questione burocratica e che si ritrova invece a vivere per 399 giorni segregata in un contesto nel quale la famiglia ha predisposto per lei un matrimonio combinato. "Avendo vissuto i miei primi 16 anni in Italia, a Bassano del Grappa, sapevo bene cosa significasse essere una ragazza, un'adolescente libera", ha ricordato. La fuga, organizzata con l'aiuto di un cugino del padre, avviene di notte. Dopo un primo tentativo bloccato da un problema con il passaporto, El Nasif si nasconde in un hotel e riesce a prendere un volo per Milano due giorni dopo. Un'esperienza raccontata nel primo libro, “Siria mon amour”(Piemme, 2013), scritto insieme alla giornalista Cristina Obber, al quale è seguito “Sulla nostra pelle” (Piemme, 2022), dedicato alla violenza contro le donne e alle storie di ragazze che hanno avuto un destino simile. "Dopo essere tornata in Italia mi sono chiesta quante storie come la mia ci fossero qui e non se ne parlasse", ha spiegato. Da quella domanda è nato il suo percorso di scrittrice. Un percorso arrivato quasi per necessità, più che per progetto: El Nasif aveva interrotto gli studi quando era stata portata in Siria e, una volta rientrata, aveva dovuto iniziare a lavorare. "Avevo tanto da raccontare", ha detto. Da adolescente teneva diari e appunti; poi ha pensato che quelle esperienze potessero essere utili anche ad altri. Nel nuovo libro lo sguardo si sposta dunque sull'adolescenza, senza nostalgia e senza contrapporre semplicemente passato e presente. Il confronto serve piuttosto a riconoscere ciò che accomuna generazioni diverse. "Quello che provi ha un senso" è, in questa prospettiva, il messaggio rivolto ai ragazzi. El Nasif non rinnega le proprie radici siriane. "Dentro di me scorre il sangue siriano", ha affermato, ricordando episodi quotidiani che ancora oggi riattivano la memoria. Ma distingue la propria identità dall'esperienza di dolore vissuta durante quei 399 giorni. "Quello che mi ha dato l'Italia la Siria purtroppo non me l'ha dato", ha sottolineato, tornando al significato attribuito alla cittadinanza italiana. La Siria, però, resta nel suo immaginario e nei suoi affetti. Non vi è più tornata dal 2016, anche a causa della guerra, ma racconta di avere ancora il desiderio di farlo. "La Siria non è quello che mi ha fatto e causato così tanto dolore", ha detto. E ha ricordato il desiderio di rivedere le zie e quei "cieli stellati incredibili" che conserva nella memoria. (di Paolo Martini)
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Aggredisce anziana alle spalle e tenta di sgozzarla, arrestato 42enne a Gela
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Tenta di sgozzare una anziana donna per strada. E’ accaduto a Gela (Caltanissetta) dove è stato arrestato un uomo. La Polizia ha individuato e arrestato il responsabile accusato di tentato omicidio per il grave episodio che risale all'8 settembre. L'uomo, senza alcun apparente motivo, ha aggredito la donna 75enne alle spalle afferrandola al collo e tentando di sgozzarla con un coltello da cucina. Nel corso dell'azione violenta, l'aggressore ha strattonato la vittima trascinandola violentemente a terra, continuando a colpirla alla testa per poi darsi alla fuga. Il pregiudicato 42enne, già indagato per maltrattamenti contro familiari o conviventi, è stato destinatario di una ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Gela, su richiesta della procura della Repubblica. All'uomo è stato contestato anche il reato di porto illegale di armi od oggetti atti a offendere. La vittima, che ha riportato escoriazioni guaribili in quindici giorni, non ha subito conseguenze più gravi solo perché l’aggressore, per cause indipendenti dalla sua volontà, nell’atto di aggredirla ha impugnato il coltello dalla parte liscia.
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Bollo auto, Renzi contro Meloni: “Mi diede del venditore di pentole, si scusi”. Lei: “Bravo, hai scoperto differenza tra annunciare e realizzare”
(Adnkronos) – "Meloni ha tolto un bollino, ma è un passo avanti. Ritengo vada esteso". Lo ha detto Matteo Renzi, leader di Italia Viva a 'Start', in onda su SkyTg24' sottolineando che "chiunque toglie le tasse, qualunque sia il colore politico, è benvenuto", dando inizio ad un botta e risposta, a seguito dell'abolizione del bollo auto, tra i due che è poi proseguito sui social. "Diciamo, però che la Meloni ha tolto un bollino, più che un bollo, perché la misura dell'eliminazione del bollo va da sei, sette miliardi e in realtà lei ne ha messi solo due. – ha aggiunto Renzi – Però è un passo in avanti considerando che fino a questo momento aveva realizzato zero tagli di tasse. Piccolo passo in avanti importante e ritengo che vada esteso". Poi, su Facebook il leader di Italia Viva ha continuato: "Eliminare il bollo per alcune categorie di auto e per i motorini è una buona idea. Abbassare le tasse è SEMPRE una buona idea", ricordando la polemica con Giorgia Meloni del 2016. Renzi riprende infatti un post pubblicato dall'allora leader di Fratelli d'Italia il 5 maggio 2016, dopo l'arresto dell'allora sindaco Pd di Lodi Simone Uggetti. "Dieci anni fa eliminammo IMU prima casa, Irap costo del lavoro, abbassammo il canone facendolo pagare meno ma tutti, demmo gli 80€. Ogni anno lanciavo una misura diversa per restituire i soldi ai cittadini. E lei mi dava del 'venditore di pentole'!" ha scritto. Nel post del 2016, infatti, Meloni scriveva: "Siamo in piena campagna elettorale, è appena stato arrestato un sindaco del Pd e Renzi prontamente si collega a Facebook per annunciare che vuole abolire il bollo auto e tagliare l'Irpef. Il mago della distrazione di massa. Secondo voi è o non è un venditore di pentole?". Renzi ricorda quindi: "Per la legge di bilancio 2018 avevamo trovato 7 miliardi (non 2: sette!) per togliere del tutto il bollo. Quando lo dissi Meloni mi attaccò con questo tweet". "Questa è Giorgia Meloni. Una leader che aggredisce gli avversari e poi li copia: sulle trivelle, sull’Italicum, su tutto. Io sono diverso e dico a Meloni: togli il bollo davvero, non per finta! Ma le ricordo anche questo tweet per chiederle se ogni tanto le viene da vergognarsi almeno un po'", prosegue Renzi. "Togliere il bollo è giusto come lo era togliere IMU o IRAP costo del lavoro", aggiunge, tornando anche sul caso Uggetti: "E io non volevo nascondere la notizia dell’arresto di un sindaco, ma se proprio lo volete sapere: quel sindaco arrestato allora si chiamava Simone Uggetti, era il sindaco di Lodi e fu massacrato da gente come la Meloni. Ma poi fu ovviamente assolto con tante scuse". "Anche quell’arresto fu una vergogna e la giustizialista Meloni lo cavalcò senza ritegno. Giorgia dovrebbe scusarsi oggi: con noi per la polemica, con Simone per il giustizialismo, con gli italiani per come governa. Secondo voi lo farà?", conclude Renzi. "Bravo Matteo. Oggi hai scoperto la differenza tra annunciare e realizzare", ha risposto sempre via Facebook la premier Giorgia Meloni commentando ironicamente il post di Matteo Renzi sul bollo auto. "Giorgia Meloni mi fa piacere che mi segui sui social. La differenza tra REALIZZARE e ANNUNCIARE? Io ho realizzato 80€, industria 4.0, IRAP costo del lavoro, TAP, IMU prima casa. Tu hai annunciato uscita da euro, eliminazione delle accise, pressione fiscale al 40%. Hai annunciato molto, hai realizzato poco". ha replicato di nuovo Renzi sui social alla premier. "Se sul bollo ti va meglio, sono felice. Ora, però, stacca i social e torna a lavorare a Palazzo Chigi che ti paghiamo per governare. Baci", ha concluso Renzi.
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Il tour del Premio Campiello per la prima volta all’Archivio Storico della Biennale di Venezia
(Adnkronos) – Il tour letterario del Premio Campiello, il concorso di narrativa italiana contemporanea organizzato dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto, fa tappa per la prima volta alla Biblioteca dell’Archivio Storico – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia. L’appuntamento è in programma lunedì 21 settembre, alle ore 17:00, quando i cinque finalisti della 64/a edizione del Premio incontreranno il pubblico negli spazi di Calle Paludo Sant'Antonio, nell’area di Castello, per un incontro gratuito e aperto a tutti. L’appuntamento, realizzato in collaborazione con La Biennale di Venezia e ospitato in uno dei suoi luoghi dedicati alla ricerca e alla cultura contemporanea, si aprirà con i saluti di Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, e gli interventi di Raffaele Boscaini, presidente della Fondazione Il Campiello e di Confindustria Veneto, e Roberto Cicutto, presidente della Giuria dei Letterati del Premio Campiello. Lettori e appassionati avranno l’opportunità di incontrare i cinque finalisti e ascoltarli presentare le proprie opere: Ermanno Cavazzoni con “Storia di un’amicizia” (Quodlibet), Marcello Fois con “L’immensa distrazione” (Einaudi), Valeria Parrella con “La ragazzina” (Feltrinelli), Alcide Pierantozzi con “Lo sbilico” (Einaudi) ed Elena Varvello con “La vita sempre” (Ugo Guanda Editore). L’incontro sarà condotto dalla giornalista Federica Augusta Rossi. In vista della proclamazione del vincitore, il tour estivo del Premio Campiello ha attraversato l’Italia da giugno, portando i cinque finalisti in oltre dieci città, dalla costa tirrenica alle Dolomiti, dalla Puglia alla laguna, con incontri nelle piazze e nei principali luoghi della cultura del Paese, toccando anche Pistoia, Capitale Italiana del Libro 2026, insieme a numerose altre città. Il vincitore della 64/a edizione del Premio Campiello sarà proclamato sabato 3 ottobre, per la prima volta al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia, sulla base della votazione della Giuria dei Trecento Lettori Anonimi. (di Paolo Martini)
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