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Innovazione, Carelli (L’Espresso): “Al Festival gli imprenditori del futuro”

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(Adnkronos) – "Il valore dell'iniziativa è quello di mettere in evidenza e di far crescere realtà create soprattutto da giovani imprenditori che mettono in campo la loro creatività tutta italiana, che stanno avendo successo e che saranno probabilmente gli imprenditori del futuro". Ad affermarlo è Emilio Carelli, direttore de L'Espresso, dando il via a 'Sette idee', il Festival dell'Italia che innova organizzato dalla testata e giunto quest'anno alla sua seconda edizione.  "L'iniziativa porta oggi a Milano 98 startup scelte fra le 374 che hanno aderito a questo bando – continua – Abbiamo fatto una selezione rigorosa che si basa su criteri scientifici e tecnici: una commissione di esperti ha esaminato tutte le candidature e ha scelto le 98 migliori, anche in base a parametri come creatività, produttività e possibilità di realizzazione. Tra queste ne sceglieremo 14 che arriveranno in finale, a Roma, il 9 dicembre: da questa competizione usciranno le startup alle quali daremo visibilità su L'Espresso, nei prossimi mesi, raccontando la loro storia". 
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Da Jordan a Phelps, da Vonn a Williams: i grandi ritorni dello sport

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(Adnkronos) – Ci sono sportivi che si ritirano una volta sola. E poi ci sono quelli che, dopo aver detto basta, sentono che la storia non è ancora finita. Clemente Russo, a 44 anni, appartiene alla seconda categoria. Dopo cinque anni lontano dal ring ha deciso di tornare a combattere, spinto da quella voglia di sentirsi ancora un atleta. Una scelta che riporta alla luce una delle storie più affascinanti dello sport: quella dei grandi ritorni. Il nome che viene subito in mente è Michael Jordan. Nel 1993 lasciò il basket, ma nel 1995 tornò con i Chicago Bulls. Non fu un semplice ritorno nostalgico: vinse tre titoli Nba consecutivi e tornò sul tetto del mondo. Jordan ci riprovò anche nel 2001, a 38 anni, con i Washington Wizards. Questa volta il finale fu diverso: nessun titolo e nessun playoff, anche se continuò a regalare prestazioni individuali di altissimo livello. Due ritorni, due storie completamente diverse. Michael Phelps aveva detto addio al nuoto dopo Londra 2012, ma nel 2014 cambiò idea e tornò in piscina. A Rio 2016, alla sua ultima Olimpiade, conquistò altre cinque medaglie d’oro e una d’argento, portando il suo record olimpico a 28 medaglie. Un ritorno che si trasformò nell'ennesimo capitolo di una carriera irripetibile. 
Lindsey Vonn ha scelto invece di sfidare il tempo in uno sport nel quale il corpo presenta il conto prima che altrove. Ritiratasi nel 2019, è tornata alle gare nel 2024, a 40 anni, dopo un intervento al ginocchio. Nel 2025 ha conquistato una vittoria in Coppa del Mondo a 40 anni, diventando la più anziana vincitrice di una gara del circuito. Il suo comeback è arrivato fino alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, dove però una caduta nella discesa libera ha chiuso nel modo più duro la sua ultima avventura olimpica. Anche Serena Williams ha dimostrato quanto possa essere difficile considerare definitivo un addio. Dopo l'ultima partita agli US Open del 2022, nel 2026 è tornata a giocare in doppio, a 44 anni. Non per inseguire necessariamente un altro grande titolo, ma per tornare ancora una volta dentro quella dimensione che per oltre vent'anni aveva rappresentato la sua vita. Tra gli italiani uno degli esempi più straordinari è quello di Yuri Chechi, il signore degli anelli. Ritiratosi nel 1997 dopo il quinto oro mondiale che seguiva il trionfo olimpico dell'anno prima, decise di tornare per i Giochi di Atene 2004, a 35 anni, salendo ancora sul podio a 5 cerchi conquistando la medaglia di bronzo.  Infine c'è Muhammad Ali, l'esempio che racconta il lato più amaro del ritorno. Dopo aver conquistato tutto, Ali tornò sul ring nel 1980, a 38 anni, per affrontare Larry Holmes. Perse nettamente. L'anno successivo arrivò un'altra sconfitta contro Trevor Berbick e, questa volta, fu davvero la fine. Il campione che aveva deciso di tornare si trovò davanti una realtà inevitabile: il tempo non può essere sconfitto. Adesso tocca a Clemente Russo. A 44 anni non torna soltanto un pugile: torna un uomo che ha già detto addio alla sua carriera e che ha deciso di rimettersi in gioco. Il risultato del suo ritorno è ancora tutto da scrivere.  
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Caso Ed Sheeran, Robert Kraft: “Mi ha chiesto di donare 2 milioni di dollari per aiuti a Gaza”

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(Adnkronos) –
Ed Sheeran ha chiesto a Robert Kraft, proprietario del Gillette Stadium, lo stadio di Foxborough, nel Massachusetts, e dei New England Patriots, di impegnarsi con una donazione di 2 milioni di dollari per gli aiuti umanitari a Gaza. Lo ha riferito lo stesso Kraft in una dichiarazione diffusa nel pieno della controversia nata dalla decisione di escludere il rapper Macklemore dal tour statunitense del cantante britannico perchè pro-Pal. "Prima che Macklemore mi sfidasse a fare una donazione equivalente, Ed mi ha chiamato e mi ha chiesto di impegnarmi con 2 milioni di dollari per eguagliare la sua donazione e aiutare ad affrontare la crisi umanitaria nella regione del Medio Oriente", ha scritto Kraft. Il proprietario del gruppo Kraft non ha tuttavia confermato di avere accettato formalmente l'impegno né ha indicato a quali organizzazioni sarebbero destinati i fondi. Sheeran, da parte sua, non ha commentato la dichiarazione né annunciato pubblicamente una propria donazione di quella entità. La vicenda si inserisce nella polemica esplosa dopo la decisione di escludere Macklemore dagli appuntamenti di Sheeran negli Stati Uniti. Kraft, che è ebreo e possiede il Gillette Stadium di Foxborough, vicino a Boston, aveva annunciato lunedì che il rapper non avrebbe potuto esibirsi nella struttura, dove Sheeran è atteso il 25 e 26 settembre. Secondo Kraft, la decisione è legata alle dichiarazioni pronunciate da Macklemore durante precedenti esibizioni, nelle quali l'artista aveva espresso sostegno alla causa palestinese, invocato una "Palestina libera" e parlato di "genocidio" a Gaza, definizione respinta da Israele. Il rapper ha inoltre sostenuto che le sue critiche a Israele non fossero rivolte contro "i miei fratelli e sorelle ebrei". La rimozione di Macklemore ha provocato una reazione a catena nel tour. Altri artisti previsti come support act hanno annunciato il loro ritiro in solidarietà con il rapper. Tra questi Finneas, fratello di Billie Eilish, il cantautore irlandese Aaron Rowe, la band danese Lukas Graham e il gruppo folk irlandese Beoga. Gli artisti hanno sostenuto che l'esclusione di Macklemore rappresentasse un effetto deterrente sulla libertà di espressione. Sheeran ha precisato di non essere stato direttamente responsabile della decisione. In una dichiarazione, il cantante ha spiegato che la scelta è stata presa dai suoi promoter, Messina Touring Group. La società ha sostenuto che alcuni luoghi, tra cui il Gillette Stadium, non avrebbero consentito lo svolgimento dei concerti con Macklemore in cartellone, mettendo a rischio l'intero tour. Il cantante britannico ha espresso rispetto per la posizione di Macklemore e per la sua volontà di sostenere pubblicamente ciò in cui crede, aggiungendo però di non utilizzare abitualmente la propria piattaforma per fare politica. "Questo non significa che non mi importi", ha affermato Sheeran, spiegando di sostenere cause umanitarie anche attraverso iniziative personali. La controversia ha riacceso il dibattito sul rapporto tra artisti, libertà di espressione e organizzatori degli eventi, mentre il tour di Sheeran negli Stati Uniti dovrebbe proseguire con il prossimo appuntamento a Philadelphia.  Nella sua nuova dichiarazione, Kraft ha ribadito di avere sostenuto iniziative rivolte alla creazione di opportunità per i palestinesi e progetti destinati a favorire l'incontro tra giovani palestinesi e israeliani. "Ho dedicato gran parte della mia vita a costruire ponti tra tutte le persone. Credo profondamente che tutte le vite meritino di essere protette", ha dichiarato. Kraft ha inoltre accusato Macklemore di avere una più ampia storia di dichiarazioni antisemite, accusa respinta dal rapper. Il proprietario del Gillette Stadium ha anche criticato l'artista per avere, a suo giudizio, presentato informazioni selettive e ignorato le azioni di Hamas. Nel frattempo, Macklemore ha annunciato che devolverà l'intero milione di dollari di guadagni netti derivanti dal Loop Tour a sei organizzazioni palestinesi. L'obiettivo dichiarato dal rapper è riportare il dibattito "al popolo palestinese" e chiedere un cambiamento politico immediato. (di Paolo Martini) 
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Inter, risentimento muscolare ai flessori della coscia sinistra per Stones

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(Adnkronos) – Il difensore dell'Inter John Stones si è sottoposto questa mattina a esami clinici e strumentali presso l’Istituto Humanitas di Rozzano. Gli esami hanno evidenziato un risentimento muscolare ai flessori della coscia sinistra. Le sue condizioni saranno rivalutate nei prossimi giorni. Il 32enne inglese, che aveva abbandonato il campo al 62' del match di lunedì scorso contro l'Udinese, salterà sicuramente il big match di sabato all'Olimpico contro la Roma.
    
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Erri De Luca sul rabbino aggredito: “Episodi si accumulano in clima, ormai è licenza di antisemitismo”

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(Adnkronos) – Un rabbino sessantenne picchiato e insultato a Milano mentre aspetta il bus nella zona di Bande Nere. Le condanne per l'aggressione e gli interrogativi di sempre: caso isolato o clima deteriorato? "E' licenza di antisemitismo", dice senza mezzi termini all'AdnKronos lo scrittore Erri De Luca in merito all'aggressione.  Qualcuno invita a non generalizzare, mentre le diverse comunità ebraiche denunciano – e da tempo – un clima apertamente antisemita. Per De Luca l'aggressione diventa occasione di un ragionamento: “Gli episodi si chiamano aggressioni, con preferenza di superiorità numerica contro un indifeso", premette lo scrittore all'AdnKronos.  "A forza di essere definite isolate si accumulano in clima e in sistema. Non sono critiche a Israele, sono licenza di antisemitismo”. Proprio ieri, a caldo, poco dopo la denuncia dell'aggressione, il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, aveva tuonato all'Adnkronos contro le forze politiche responsabili di osteggiare la legge sull'antisemitismo:  "Siamo a cavallo dell'approvazione del disegno di legge sull'antisemitismo e questa è un'aggressione a scopo razziale. Vorrei dirlo ai partiti che non lo votano e che vanno alla Camera con i cartelli di svegliarsi: la colpa è solo loro".  La chiosa finale sulla natura delle aggressioni: "Il clima è diventato sempre più difficile: queste sono aggressioni antisemite, a scopo razziale: non per rubare un portafoglio o 50 euro". 
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Dal menarca alla menopausa, la giusta informazione sul benessere intimo contro ogni tabù

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(Adnkronos) – Esistono piccoli gesti che possono fare una grande differenza quando si parla di salute. Tra questi c’è sicuramente l’igiene intima, un aspetto fondamentale per assicurare il proprio benessere intimo e prima forma di prevenzione delle infezioni; eppure resta un argomento che spesso genera vergogna anche al pensiero di affrontarlo con specialisti. È a questo tema che viene dedicato il primo episodio intitolato “Intima” della serie vodcast ‘IntimaMente Noi’ realizzato da Essity in collaborazione con Adnkronos, dove rappresentanti delle istituzioni ed esperti scientifici dibattono di alcuni dei tabù emersi dalla ricerca ‘Gli italiani, l’igiene personale e l’igiene intima’ realizzata da Essity con AstraRicerche sul rapporto della popolazione italiana con l’igiene personale e intima.  
La ricerca
 Dall’indagine emerge che il tema dell’igiene è solo parzialmente condiviso con gli altri e che, in caso di insicurezza, il 36,1% non ne parla con nessuno. Quando si decide di parlarne, il partner resta il confidente principale che con genitori e fratelli porta i parenti al 40,9%, seguiti dagli amici (22,2%) mentre medici e specialisti sono consultati raramente (14,5% in totale tra medico di base, ginecologo, psicologo o altri medici). Ad ogni modo il livello di conoscenza percepito sul tema è mediamente alto: secondo la ricerca sociologica di AstraRicerche circa l’85% degli intervistati si ritiene molto o abbastanza informato su come curare la propria igiene ma emerge anche un forte desiderio (nel 78,7% dei casi) di approfondire aspetti specifici come l’evoluzione dei bisogni nelle diverse fasi della vita.  
Gli ospiti
 Il primo episodio del vodcast, ‘Intima’, vede confrontarsi Nicoletta Orthmann, Direttrice Medico-Scientifica di Fondazione Onda ETS; la ginecologa e divulgatrice Chiara Di Pietro e la Marketing Manager di Essity Italia, Ilaria Spinelli, sul benessere intimo nelle diverse fasi della vita. ‘IntimaMente Noi’, spiega Ilaria Spinelli di Essity, “nasce come uno spazio di condivisione e informazione rispetto all'igiene femminile, un tema che è fondamentale per benessere, prevenzione e cura della donna. Il progetto ha lo scopo di aprire quella che è la discussione rispetto a questo tema per abbattere gli stereotipi e i tabù che ancora oggi sono presenti nella nostra società”. Secondo Nicoletta Orthmann “il tema dell'igiene intima, nella sua accezione più complessa e più completa di benessere intimo è qualcosa che deve accompagnare la donna in modo dinamico da sempre, fin dalla giovanissima età, e deve poi modularsi nel tempo per rispondere a quelle che sono le diverse fasi della vita della donna e che sono fasi connotate da bisogni specifici, da attenzioni e cura specifica”. Chiara Di Pietro è convinta che sia necessario insegnare senza filtri alle donne a vivere con serenità l’igiene intima. Nella sua pratica clinica, racconta, lavora “con donne di ogni età ogni giorno e la cosa più importante che negli anni ho imparato è quanto fondamentali siano l'ascolto e la comunicazione”. “Il medico – spiega la ginecologa – non deve aver paura di chiedere, di sembrare indiscreto o giudicante perché il nostro ruolo è quello di ascoltare, accompagnare, educare le donne a una consapevolezza della nostra fisiologia, del nostro corpo e del nostro cambiamento partendo dall'anatomia e dall'igiene intima intesa come cura di se stesse”. La specialista, peraltro, ricorda quanto comunicare alle donne le giuste informazioni possa innescare un circolo virtuoso: se una madre ha gli strumenti corretti può insegnarli a sua volta alle proprie figlie. “In modo tale che le donne di domani – conclude Di Pietro – crescano già con un bagaglio che non tutte noi abbiamo avuto la fortuna di ricevere”. YouTube: https://youtu.be/e2TvRIU9c1U?si=exSDGjdH-eyo5U_1
 Spotify: https://open.spotify.com/episode/2ebG5mbjvaKqjB5oevv4Ty?si=PXj1zQoaTWeuy7he3EYxvA
 Podcast Adnkronos: https://podcast.adnkronos.com/podcast/intima-esplorare-la-dimensione-fisica-delligiene-intima-femminile/
 
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Ascolti tv mercoledì 16 settembre, la fiction ‘Erica’ si aggiudica la prima serata

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(Adnkronos) –
E' Canale5 con 'Erica – Una Detective per Caso' a vincere la prima serata di ieri, mercoledì 16 settembre 2026. La fiction ha incollato al video 2.276.000 spettatori, per uno share del 17.1%. Rai1, che ieri proponeva 'Non così vicino', è stato la scelta di 1.874.000 spettatori, pari al 13.2% di share. Italia1, con 'The Plane' ha intrattenuto 969.000 spettatori con il 6.3%, mentre 'Mi Manda Raitre', condotto da Federico Ruffo, ha ottenuto un ascolto medio di 867.000 spettatori con share al 6.6%, mentre su Rete4, 'È Sempre Cartabianca' è stato visto da 636.000 spettatori (share al 5.8%), mentre su Rai2 'Boston Blue' ha convinto 539.000 spettatori, pari al 3.3%. La7, che ieri offriva al pubblico 'Una Giornata Particolare – Speciale Vanoni-Paoli', ha tenuto davanti allo schermo 542.000 spettatori per il 4.1% di share. Nell'access prime time, Canale5 con 'La Ruota della Fortuna' ha ottenuto un ascolto medio di 4.603.000 spettatori pari al 24.4%, mentre Rai1 con 'Affari Tuoi' tha incollato davanti allo schermo 3.815.000 spettatori per il 20.2% di share. Sul fronte del Day Time pomeridiano, Canale5 alle 13.45 con 'Grande Fratello Vip' ha conquistato 1.914.000 spettatori pari al 16.5%, mentre 'Beautiful', alle 14.02, è stato visto da 2.017.000 spettatori pari al 18%. Su Rai1, 'La Volta Buona' ha ottenuto 1.258.000 spettatori e il 12.7% di share nella prima parte e 1.297.000 spettatori con il 15.9% nella seconda parte. Rai2, con 'Ore 14', ha coinvolto 457.000 spettatori con il 4.5% di share. 
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Pedopornografia, indagine sotto copertura: sequestrati oltre 22mila video e 34mila immagini

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(Adnkronos) – Circa 282,9 gigabyte di materiale pedopornografico, con oltre 22 mila video e 34 mila immagini. E quanto è stato sequestrato, solo nel corso delle indagini sotto copertura, nell’ambito dell’operazione ‘Fly Trap’ avviata nel 2024 dalla Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma e condotta dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (Cncpo) del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, che ha portato a 17 arresti, di cui 10 in flagranza di reato per la detenzione di un’ingente quantità di materiale pedopornografico.  Le indagini sono state avviate dagli specialisti della polizia postale a seguito delle informazioni condivise, nell’ambito della cooperazione internazionale, dall’Agenzia statunitense Homeland Security Investigations (HSI) relative alla presenza su Telegram di un gruppo privato denominato ‘New
Saga’, dedito alla diffusione di materiale pedopornografico. Le attività effettuate e l’analisi delle transazioni in criptovaluta utilizzate per accedere alla comunità, hanno permesso di identificare uno degli amministratori, un ventiquattrenne campano, poi sottoposto a perquisizione personale, locale ed informatica nel maggio 2024 e di avviare, una complessa attività espletata in modalità sotto copertura. Grazie alle indagini, protrattasi incessantemente dal 2024 al 2025 con la collaborazione dell’Agenzia statunitense Hsi e in raccordo con l’autorità giudiziaria, personale specializzato del Cncpo è riuscito a creare nel tempo un rapporto fiduciario con gli amministratori fino ad ottenere un accredito da ‘co-amministratore’ all’interno dei diversi gruppi di pedopornografia, spesso creati in diverse versioni, dopo la chiusura, con nomi fantasiosi per assicurarne l’anonimato e la riconoscibilità dai soli partecipanti (New Saga-La Zanzara 2, con le versioni 3 e 4 – renew). Per scongiurare il pericolo di monitoraggio da parte delle forze dell’ordine sono stati utilizzati dagli amministratori ‘canali privati esclusivi’ per lo scambio informativo ed organizzativo, uno di questi nominato ‘La Sala dei Re’, a sottolinearne il contesto di potere nel quale gli amministratori dei gruppi Telegram ritenevano di operare. Le indagini hanno documentato in maniera dettagliata l’esistenza di un’articolata organizzazione composta da diversi amministratori con compiti di gestione e promozione dei diversi gruppi creati per la diffusione del materiale pedopornografico, di predisposizione dei servizi connessi per assicurare l’anonimato e per criptarne il contenuto, tra questi quelli di cloud e di server virtuali, di moderazione dei contenuti, di creazione di bot, programmi automatizzati capaci di gestire i numerosi utenti, per garantire la continuità della comunità anche in caso di chiusura dei gruppi o perdita degli account. L’attività operativa ha permesso di accertare la creazione di una comunità online privata, strutturata e organizzata, con rigorose regole, composta da oltre 1.009
partecipanti, accessibile mediante pubblicazione di un link dedicato per raccogliere più utenti, la cui permanenza era consentita previo pagamento in criptovaluta di modiche somme di denaro (definite donazioni) o condivisione di materiale nuovo di pedopornografia. I membri ricevevano supporto diretto e costante dagli organizzatori anche con la condivisione di risorse informatiche necessarie per assicurare l’anonimato e custodire il materiale illecito diffuso, anche in forma criptata, per evitarne la perdita. Le indagini, mediante l’utilizzo di elevate ed innovative tecniche di de-anonimizzazione, hanno permesso di identificare i soggetti coinvolti ed acquisire elementi indiziari a fondamento della richiesta della Procura di Roma delle 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Roma, di cui una sostituita con quella degli arresti domiciliari per lo stato di salute dell’indagato, eseguite due giorni fa nei confronti di 3 amministratori italiani, residenti nella provincia di Napoli, Barletta e Verona e di un cittadino svizzero, come organizzatori/promotori e nei confronti di 2 soggetti, residenti nella provincia di Messina e di Genova, come partecipi, per aver condiviso e detenuto in un archivio informatico una ingente quantità di materiale pedopornografico.  I 22 utenti italiani, di cui 10 attivi anche nella condivisione di materiale, sono stati destinatari di provvedimenti di perquisizione locale, personale ed informatica. Le operazioni, nella stessa giornata, si sono concluse con l’arresto in flagranza di reato di 10 soggetti perché trovati in possesso di una ingente quantità di materiale pedopornografico, video ed immagini di minori anche in tenera età, materiale illecito abilmente occultato, di difficile accesso, protetto in cartelle anche crittografate per impedirne il ritrovamento, ancora in corso di quantificazione. Tra gli arresti in flagranza figurano 6 soggetti residenti nelle Province di Torino Milano e Padova, uno rispettivamente della Provincia di Fermo, Cagliari, Palermo, e Treviso, di cui pochi con precedenti specifici ed altri insospettabili autori.  
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Mario Roggero, no al differimento della pena: il Tribunale di Milano respinge la richiesta

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(Adnkronos) – Nessun differimento della pena (vista la proposta della domanda di grazia) per Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto al suo negozio nell'aprile 2021. Lo ha deciso il Tribunale della Sorveglianza di Milano – presieduto da Marcello Bertolato – che si è uniformato al precedente rigetto dei giudici della Sorveglianza di Torino.  Per i giudici della Sorveglianza di Milano l'istanza è “inammissibile”. A differenza di quanto argomentato dalla difesa del detenuto, il collegio presieduto da Marcello Bortolato “ritiene che il differimento della esecuzione della pena, in caso di presentazione di grazia è istituto applicabile esclusivamente nell'ipotesi in cui l'esecuzione della pena non sia ancora iniziata”, mentre in questo caso l'istanza è stata presentata nel momento in cui Roggero era già detenuto a Bollate e pertanto la richiesta difensiva “è inammissibile”. I giudici ritengono, inoltre, che si è di fronte a una “reiterazione dell’istanza” – essendosi già pronunciato la Sorveglianza di Torino il 9 settembre scorso – e dunque di dover ritenere la questione inammissibile per scongiurare la possibilità di reiterare ulteriormente, in ipotesi, le istanze difensive sul punto.  
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Verissimo torna sabato 19 settembre, Chanel Totti è la prima ospite: l’annuncio

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(Adnkronos) –
Chanel Totti sarà ospite, sabato 19 settembre, a Verissimo, per la prima puntata della stagione del talk show di Canale 5 condotto da Silvia Toffanin.  La figlia di Ilary Blasi e Francesco Totti è la prima protagonista annunciata: "Una giovane ragazza che abbiamo visto crescere e che conosceremo meglio nella sua prima intervista in tv", si legge sul profilo social di Verissimo.   Chanel Totti è la secondogenita di Ilary Blasi e Francesco Totti, nata nel 2007. Nel 2026 ha preso parte al programma Pechino Express, vincendolo in coppia con l'amico di famiglia Filippo Laurino. Insieme formavano la coppia dei 'Raccomandati'.  La giovane non ha mai nascosto il periodo complesso attraverso nel 2022 a causa della separazione dei suoi genitori. Nel corso del reality show di Sky, infatti, la giovane si è aperta sulla sua sofferenza, dicendo chiaramente che scoprire che l'amore tra i suoi genitori era finito è stato "il momento più triste della" sua "vita".  
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