(Adnkronos) – La presentazione del Network Mediterraneo per le emoglobinopatie ha rappresentato “un momento importante e strategico, perché non si può più parlare al singolare, ma abbiamo bisogno di confronti e di un dialogo che si strutturi in maniera plurale, sotto direttrici diverse. Una di queste è quella internazionale, tra Paesi che hanno le stesse problematiche, per uno scambio che non sia soltanto di buone pratiche o di dati, ma anche di scelte strategiche, per individuare insieme le migliori soluzioni possibili”. Lo ha detto Annarita Patriarca, segretario Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati e componente XII Commissione Affari Sociali Camera dei deputati, all’incontro con la stampa ‘Per la talassemia, insieme sulla stessa onda’, ospitato da United Ets a Roma con il supporto non condizionato di Avanzanite. L’evento è stato l’occasione per presentare la nuova piattaforma Mediterranean Network for Haemoglobinopathies, che riunisce associazioni di pazienti, clinici, ricercatori e decisori politici per promuovere collaborazione, condivisione di competenze e azioni concrete a livello internazionale. “All’interno di queste reti internazionali – aggiunge Patriarca – è fondamentale che abbiano un ruolo non soltanto la parte politica e quella scientifica ma anche i pazienti, i familiari e le associazioni perché, soltanto attraverso il riconoscimento delle rispettive Competenze, possiamo trovare soluzioni" adeguate. "Questo è un momento importante, in cui la ricerca scientifica ha trasformato la speranza in risultati concreti – osserva – Le scelte politiche devono garantire che le cure non siano un privilegio di pochi, ma una possibilità per tutti. Per fare questo, il Servizio sanitario nazionale deve attivarsi e fare in modo che i problemi di disomogeneità territoriale vengano superati. Se dobbiamo identificare qual è la battaglia di maggiore civiltà per quanto concerne la salute, sicuramente è quella dell’omogeneità territoriale, non soltanto nella fase della presa in carico, che è sicuramente complessa, ma anche e, soprattutto, nella fase della gestione di un paziente che, per quanto riguarda le malattie croniche e le malattie rare, deve essere accompagnato per tutto l’arco della vita”. “La nostra sfida è questa e la raccogliamo: ascoltare, comprendere e insieme trovare le migliori soluzioni possibili – conclude Patriarca – Siamo consapevoli delle problematiche che ci sono, ma siamo anche consapevoli delle risorse che abbiamo, a partire dal patrimonio di operatori sanitari, abbiamo centri importanti e una ricerca che fortunatamente finalmente sta dando risposte concrete”.
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Talassemia, Patriarca (Fi): “Collaborazione tra Paesi per soluzioni adeguate”
Bussigny a Pordenonelegge con ‘I nuovi antisemiti’: ‘L’antisionismo può diventare una forma di antisemitismo’
(Adnkronos) – Un anno di infiltrazione sotto copertura nella galassia dell’ultrasinistra, oltre 100 testimonianze e un’inchiesta sui rapporti tra mobilitazione pro-Palestina, antisemitismo e galassia islamista: sono i temi al centro di “I nuovi antisemiti. Inchiesta di un’infiltrata nelle fila dell’ultrasinistra”, il libro della giornalista francese Nora Bussigny presentato oggi in anteprima nazionale al festival Pordenonelegge. Con l’autrice, a Pordenone è intervenuto l’ex primo ministro francese Manuel Valls. Si tratta dell'edizione italiana, pubblicata da Seferottobre, che oltre alla traduzione integrale del volume francese “Les Nouveaux Antisémites. Enquête d'une infiltrée dans les rangs de l'ultragauche”, pubblicato nel 2025 da Albin Michel, comprende la prefazione di Valls e un capitolo inedito, “La meccanica dell’odio: il caso italiano”. Proprio nell’inedito dedicato all’Italia Bussigny ricostruisce le reti associative riconducibili, secondo la sua inchiesta, alla galassia internazionale dei Fratelli Musulmani nel nostro Paese. La giornalista sostiene che anche in Italia la causa palestinese venga trasformata in una “licenza per escludere, minacciare, punire”. Un meccanismo che, nella sua ricostruzione, non sarebbe specificamente italiano: parlerebbe francese, inglese, spagnolo e tedesco, attraverso le stesse reti, gli stessi slogan e gli stessi legami. La differenza, sostiene Bussigny, sarebbe soprattutto temporale. La Francia avrebbe alcuni anni di vantaggio nella strutturazione delle reti, nella loro rappresentanza politica e nella loro capacità di infiltrazione. L’Italia, secondo l’autrice, sarebbe ancora in tempo per vedere ciò che sta arrivando, “ma soltanto se lo vorrà davvero”. Il libro racconta un’inchiesta durata un anno, durante la quale Bussigny ha partecipato sotto copertura a manifestazioni, eventi e riunioni pro-Palestina in Francia, Belgio e nei campus di università americane ed europee. Tra i luoghi visitati figurano la Columbia University di New York, Sciences Po di Parigi e l’Université libre de Bruxelles. La giornalista riferisce inoltre di aver avuto accesso a chat nelle quali, secondo la sua ricostruzione, veniva progettata la manipolazione online di piattaforme di informazione come Wikipedia. Nel corso dell’inchiesta Bussigny racconta di aver assistito, nelle piazze, ad applausi rivolti a quella che definisce un’apologia del terrorismo. Riferisce anche di aver partecipato a cortei femministi dedicati alla difesa dei diritti delle donne e delle persone Lgbtq+ nei quali, secondo la sua testimonianza, non venivano menzionati gli omosessuali torturati e assassinati nella Striscia di Gaza amministrata da Hamas. Altri incontri, racconta la giornalista, si sono svolti in sale comunali con la partecipazione di membri di organizzazioni vietate in diversi Paesi per i loro legami con il terrorismo. Nella sua ricostruzione, Bussigny individua una progressiva convergenza delle diverse anime della sinistra radicale attorno a un nemico comune: l’ebreo o, più precisamente, il “sionista”. Nel libro il sionista viene indicato dall’autrice come colui che “cristallizza, ossessiona, galvanizza” le folle che invocano la rivoluzione o “l’intifada”, da Parigi a Gaza. Attraverso oltre 100 testimonianze e un’analisi di fatti, protagonisti e slogan, Bussigny sostiene che la galassia islamista sia riuscita a inserirsi in alcune lotte progressiste anche grazie alla sinistra radicale, che definisce un “cavallo di Troia” dell’antisemitismo. Secondo la giornalista, l’antisemitismo sarebbe così tornato a essere rispettabile attraverso il ricorso all’antisionismo. La conclusione dell’inchiesta è che, secondo Bussigny, le organizzazioni terroristiche siano riuscite a farsi strada nelle lotte progressiste perché i paradigmi politici e culturali sarebbero stati profondamente stravolti. (di Paolo Martini)
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Migranti, Parlamento europeo condanna regolarizzazione Spagna: “Più protezione frontiere”
(Adnkronos) –
Il Parlamento europeo condanna la politica di regolarizzazione su vasta scala portata avanti dalla Spagna, giudicandola un "fattore di attrazione" per i migranti e un "segnale negativo" per le reti di trafficanti, e chiede una maggiore protezione delle frontiere esterne dell'Ue. Lo si legge in una risoluzione approvata oggi con 339 voti favorevoli, 225 contrari e 16 astensioni, adottata dopo la crisi degli ingressi irregolari di massa registrati a Ceuta, in cui gli eurodeputati chiedono alla Commissione europea di valutare il possibile impatto transfrontaliero dei programmi di regolarizzazione nazionali sui movimenti secondari e sul funzionamento dello spazio Schengen. Nel rammaricarsi e nell'esprimere cordoglio per la perdita di 141 vite umane, che ritiene comunque "evitabile", l'Eurocamera condanna la "strumentalizzazione della migrazione irregolare come elemento di guerra ibrida contro l’integrità territoriale di un Paese dell’Ue" e sostiene che rafforzare la protezione delle frontiere esterne dell’Ue a Ceuta "è una priorità assoluta". Come l'altra exclave, Melilla, si tratta di una città spagnola ed europea la cui sovranità e integrità territoriale, sottolineano i deputati, non possono essere messe in discussione. Nel testo gli eurodeputati elogiano il senso di responsabilità e la resilienza dimostrati dai cittadini e dalle autorità locali di Ceuta nella crisi di fine luglio, come anche il lavoro delle forze dell'ordine, sanitarie e ong impegnate nella risposta alla crisi. Condannando gli atti di violenza registrati a Ceuta dalla fine di luglio, essi chiedono un rafforzamento delle forze di polizia e di sicurezza nella città, avvertendo che l'ordine pubblico resta a rischio, e sollecitano il governo spagnolo a utilizzare pienamente ed efficacemente i finanziamenti di emergenza concessi dalla Commissione e il sostegno operativo delle agenzie Ue, oltre a cooperare con l'indagine giudiziaria nazionale in corso sugli eventi. La protezione delle frontiere esterne, sottolinea la risoluzione, è una responsabilità condivisa tra gli Stati membri: qualsiasi mancata azione decisiva rischia di compromettere l'integrità dell'intera area Schengen. Il Parlamento invita tutti i Paesi Ue ad assumersi pienamente le proprie responsabilità nella prevenzione e nel contrasto al traffico di migranti, chiedendo all'esecutivo Ue e alle capitali di intensificare gli sforzi e aumentare i finanziamenti, anche per le infrastrutture di protezione delle frontiere esterne, potenziando le capacità di Frontex e garantendo l'attivazione rapida di tutti gli strumenti disponibili nelle situazioni di crisi. Nella risoluzione gli eurodeputati ricordano che il nuovo Patto migrazione e asilo è applicabile da giugno, sottolineando la responsabilità della Spagna di avvalersi pienamente di questo quadro giuridico e operativo. Chiedono anche il rapido rimpatrio di tutte le persone senza diritto a restare nell'Ue, compresi i minori non accompagnati, nel pieno rispetto del diritto Ue e internazionale, e invitano Madrid e Rabat ad accelerare la cooperazione sui rimpatri e sulla riammissione di tutti i migranti irregolari arrivati durante l'ingresso di massa illegale di fine luglio. Il Parlamento sottolinea che le relazioni dell'Ue con i Paesi vicini devono basarsi sulla reciprocità: l'accesso preferenziale al mercato e i finanziamenti, secondo gli eurodeputati, dovrebbero essere subordinati a una cooperazione efficace anche in materia di gestione delle frontiere, contrasto al traffico di migranti e riammissione. La risoluzione invita infine le autorità marocchine a rispettare gli impegni assunti su gestione delle frontiere, rimpatri e cooperazione migratoria, ribadendo che il rispetto incondizionato dell'integrità territoriale dei Paesi Ue è un principio fondamentale del diritto internazionale e che qualsiasi dichiarazione che metta in discussione la sovranità spagnola è inaccettabile e incompatibile con gli obblighi di un Paese partner.
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Andriani al Salone del Gusto di Torino con Terre Bradaniche
(Adnkronos) – Andriani Società Benefit sarà presente con Terre Bradaniche a Terra Madre Salone del Gusto 2026 a Torino. La manifestazione, che si terrà dal 24 al 27 settembre, vedrà la partecipazione della società del gruppo che coordina una delle più estese filiere italiane di leguminose. Fondata tra il 2016 e il 2017, Terre Bradaniche coinvolge oggi circa 250 aziende agricole, prevalentemente tra Puglia e Basilicata, e oltre 4.500 ettari coltivati a leguminose, cui si aggiungono le superfici dedicate a riso integrale e mais. Terre Bradaniche promuove un modello agricolo che integra innovazione, ricerca scientifica, tutela del suolo e creazione di valore lungo l'intera filiera. Un approccio fondato su partnership stabili con gli agricoltori, supporto tecnico e digitale, programmazione condivisa delle coltivazioni, tutela della biodiversità e della fertilità del suolo, oltre a elevati standard di tracciabilità e qualità. Ceci, lenticchie e piselli sono al centro della strategia di Terre Bradaniche. Grazie alla capacità di fissare l'azoto atmosferico, queste colture migliorano la fertilità del suolo, favoriscono le rotazioni colturali, arricchiscono l'agrobiodiversità e rendono disponibili proteine vegetali a basso impatto ambientale. In questo contesto si inseriscono i programmi di agricoltura rigenerativa, sviluppati attraverso attività sperimentali, monitoraggi agronomici, collaborazioni scientifiche e percorsi di certificazione internazionale. "Un cibo buono, pulito e giusto nasce prima di tutto dalla terra e da chi la coltiva – afferma Michele Andriani, presidente e ad di Andriani S.p.A. Società Benefit – Con Terre Bradaniche lavoriamo ogni giorno per costruire una filiera che metta in connessione agricoltori, ricerca e industria, generando valore condiviso e accompagnando concretamente la transizione verso sistemi alimentari più responsabili". Nel 2026 è stato avviato il percorso di certificazione FoodChain ID per l'agricoltura rigenerativa, che coinvolge oltre 110 aziende agricole e più di 2.300 ettari coltivati a leguminose, rafforzando l'impegno della filiera verso pratiche agricole sempre più sostenibili e misurabili. A supporto di questo percorso è stata sviluppata Andriani Farm, la piattaforma digitale che integra in un unico ecosistema dati di tracciabilità, quaderno di campagna, monitoraggio delle pratiche agricole, stazioni meteorologiche e strumenti di supporto alle decisioni agronomiche. La rete conta oggi oltre 100 sensori distribuiti sul territorio, capaci di raccogliere dati utili a gestire le coltivazioni con maggiore precisione e a monitorarne le performance ambientali.
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Emoglobinopatie, per migliorare la gestione nasce il Mediterranean Network
(Adnkronos) – Collegare le competenze, rafforzare la partecipazione dei pazienti e sostenere un'assistenza più equa in tutto il Mediterraneo. Con questi obiettivi è stata presentata ufficialmente, il 16 settembre, a Roma, la nuova piattaforma regionale indipendente Mediterranean Network for Hemoglobinopathies (Mnfh), una rete internazionale e multidisciplinare che riunisce associazioni di pazienti, professionisti sanitari, ricercatori ed esperti di politiche sanitarie attivi nel campo delle emoglobinopatie, con particolare riferimento alla talassemia e all’anemia falciforme. Il Network, che parte da Italia, Grecia e Cipro – informa una nota – nasce dalla consapevolezza che queste patologie rappresentano ancora oggi una sfida sanitaria rilevante per molti Paesi del Mediterraneo, una regione con un notevole carico di talassemia e altre emoglobinopatie e che, nel tempo, ha sviluppato competenze riconosciute a livello internazionale nella prevenzione, nella diagnosi, nel trattamento e nella presa in carico di queste malattie. Si stima che in Europa oltre 38mila persone siano affette da emoglobinopatie e, nonostante i significativi progressi compiuti negli ultimi decenni, persistono differenze nell'accesso alle competenze specialistiche, alle cure e alle innovazioni terapeutiche, mentre la sostenibilità delle risorse trasfusionali e l'introduzione di nuovi trattamenti pongono sfide sempre più rilevanti per i sistemi sanitari. Attraverso una collaborazione strutturata tra Paesi, che condividono una consolidata esperienza nel campo della talassemia e delle altre emoglobinopatie, il Network si propone di favorire lo scambio di conoscenze e il dialogo tra diversi gruppi professionali e stakeholder, contribuendo ad affrontare in maniera coordinata le principali sfide relative alla gestione delle emoglobinopatie. Le priorità del Network – riferisce la nota – includono il sostegno all'adeguatezza, alla sicurezza e alla sostenibilità dell'approvvigionamento di sangue, la riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alle cure specialistiche, il sostegno a un dialogo basato su evidenze sull'accesso ai progressi nel trattamento e nell'innovazione, la valorizzazione dei dati e delle evidenze generate nella pratica clinica e il rafforzamento del ruolo di pazienti e delle loro associazioni nei processi decisionali in ambito sanitario. Particolare attenzione sarà dedicata anche alle opportunità e alle sfide poste dalle nuove terapie per la talassemia e le altre emoglobinopatie, nonché ai cambiamenti in corso nel contesto normativo e sanitario europeo. “La Mediterranean Network for Haemoglobinopathies è nata dal desiderio comune di rafforzare la collaborazione tra i Paesi e tra tutti coloro che sono coinvolti nella prevenzione, nella diagnosi, nel trattamento e nella cura delle emoglobinopatie – ha spiegato lo Steering Committee Mnfh – La condivisione di conoscenze, esperienze e buone pratiche rappresenta un’opportunità concreta per ridurre le disparità evitabili nell’accesso a cure di alta qualità in tutta l’area mediterranea. Il coinvolgimento significativo delle persone affette da queste patologie e delle organizzazioni che le rappresentano sarà fondamentale per lo sviluppo della Rete”. Il Network si fonda sui principi di collaborazione, centralità del paziente, equità, indipendenza e trasparenza e promuove una cooperazione internazionale con l'obiettivo di sostenere un accesso più equo a cure di alta qualità, con l’obiettivo di consentire a ogni persona affetta da talassemia, anemia falciforme o altre emoglobinopatie di accedere a cure ottimali e beneficiare dei progressi della ricerca, dell’innovazione terapeutica e dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche, indipendentemente dal luogo in cui vive. Lo stesso giorno, separatamente, si è tenuta la quarta edizione di ‘Knights for Rare’, iniziativa internazionale promossa da Avanzanite Bioscience BV per valorizzare il ruolo delle associazioni di pazienti e il contributo che queste organizzazioni offrono quotidianamente in termini di supporto, rappresentanza e orientamento alle persone affette da malattie rare e alle loro famiglie. L’iniziativa – chiarisce la nota – riunisce rappresentanti delle associazioni pazienti, della comunità scientifica, del mondo sanitario e del settore biotech, promuovendo il dialogo e la collaborazione sui bisogni della comunità delle malattie rare. Per questa quarta edizione, Avanzanite ha individuato United Ets – Federazione italiana talassemie, emoglobinopatie rare e drepanocitosi quale ‘Rare Knight of the Year’, riconoscendone il contributo alla tutela e alla rappresentanza delle persone affette da talassemia, drepanocitosi ed emoglobinopatie rare. United Ets riunisce 38 associazioni presenti sul territorio nazionale e opera attraverso attività di advocacy, informazione, sensibilizzazione e promozione della ricerca, con l’obiettivo di tutelare i diritti delle persone con emoglobinopatie rare e contribuire al miglioramento della presa in carico e della qualità dell’assistenza. “Knights for Rare – afferma Adam Plich, fondatore e Ceo di Avanzanite Bioscience BV – nasce dalla volontà di riconoscere e valorizzare il ruolo fondamentale che le associazioni di pazienti svolgono ogni giorno all’interno della comunità delle malattie rare. Rappresentano un punto di riferimento essenziale per le persone e le loro famiglie e che, attraverso il loro impegno, contribuiscono concretamente a migliorare la consapevolezza, la rappresentanza e la qualità dell’assistenza. United Ets condivide pienamente questo impegno e merita a pieno titolo il titolo di ‘Rare Knight’ di quest’anno. Siamo lieti di ospitare questo evento per la quarta volta e di raccogliere fondi che possano fare davvero la differenza per il lavoro svolto dalla Federazione”. Nel corso della serata, attraverso la cena di beneficenza e la successiva asta benefica, sono stati raccolti oltre 42.600 euro, che saranno destinati integralmente ai progetti promossi da United Ets a sostegno delle persone che convivono con talassemia, drepanocitosi ed emoglobinopatie rare e delle loro famiglie.
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Basilisco (ingegneri Trieste): “Congresso nazionale di categoria legato a evoluzione figura ingegnere”
(Adnkronos) – "Trieste si appresta ad ospitare dal 23 al 25 settembre il 70esimo Congresso nazionale degli ingegneri. Il tema scelto 'Nuove frontiere, nuove responsabilità' è legato all'evoluzione della figura dell'ingegnere". Lo dice all'Adnkronos/Labitalia Giovanni Basilisco presidente Ordine degli ingegneri di Trieste. "Dalla sua istituzione nel 1923 ad oggi – spiega – la figura dell'ingegnere si è evoluta. Non è più legata soltanto alla professione dell'ingegnere civile, ma va a coprire tutti gli ambiti che riguardano la sicurezza". "Considerando – sottolinea – quali sono le peculiarità del territorio di Trieste che, pur essendo una provincia molto piccola ha al suo interno delle realtà scientifiche di primissimo livello e anche delle realtà imprenditoriali conosciute in tutto il mondo, si sfrutterà le peculiarità del territorio per poter trattare e diversificare i temi che si aprono al mondo dell'ingegneria. Gli ingegneri oggi come oggi operano in tanti settori. Per questo motivo all'interno del programma congressuale sono previsti, soprattutto nella giornata del giovedì, di creare diversi panel dedicati ai settori dell'ingegneria. Per la prima volta si tratteranno dei temi legati all'ingegneria biomedica e industriale".
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Il marito della donna colpita a Prati: “Il cecchino gira libero e mia moglie è terrorizzata”
(Adnkronos) – "Mia moglie, reduce dalla operazione di ieri, è terrorizzata perché quel cecchino gira libero". E' uno sfogo amaro quello che affida all'Adnkronos Valerio Cutonilli, marito della donna colpita a un braccio dal 50enne Edoardo Ciardiello Crescimanno che le ha sparato con un fucile ad aria compressa dal balcone di casa sua. "Mia moglie è particolarmente provata", ribadisce. Stamane, in un post sul suo profilo social, che in queste ore si è riempito di messaggi di solidarietà e auguri di pronta guarigione, l'uomo ha voluto "ringraziare tutti per la vicinanza dimostrata a mia moglie Cristina", spiegando "il sentimento di terrore che la sta assalendo da questa notte". Da lunedì scorso, spiega, "viviamo una situazione molto difficile da spiegare". Il fatto è che il 50enne, che ieri sera si è costituito alla caserma dei carabinieri di Roma San Pietro confessando di essere l'autore del gesto che ha provocato una ferita al braccio della moglie di Cutonilli, la giornalista Cristina Stillitano, è stato denunciato a piede libero per lesioni e, a quanto sembra, sarebbe già tornato a casa. Da qui scatta quindi l'appello "a tutti quelli che non sono mossi da emotività, ma che a differenza di taluni hanno responsabile cognizione della situazione di pubblico pericolo che persiste nella zona Prati, ma che potrebbe trasferirsi altrove". Chiedendo di "non far calare l'attenzione su questa vicenda. Per il bene di tutti".
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Studi medici, Omceo Roma ‘su nostra richiesta avviato confronto con Regione Lazio’
(Adnkronos) – "Su richiesta dell'Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e degli odontoiatri, mercoledì 16 settembre si è svolto un incontro con la Regione Lazio per affrontare i dubbi e le criticità emersi dalla prima stesura della Dgr n. 669/2026, relativa alla disciplina dei procedimenti autorizzativi degli studi medici". Così l’Omceo Roma, in una nota, informa che nel corso del confronto l'Ordine provinciale ha rappresentato "la necessità di rendere le disposizioni più chiare, coerenti e facilmente applicabili, evitando adempimenti eccessivamente complessi o interpretazioni difformi che potrebbero creare difficoltà ai professionisti senza apportare reali benefici sul piano della tutela sanitaria". La Regione Lazio, si legge, ha manifestato "la massima disponibilità al confronto e ha predisposto un calendario di incontri tecnici" finalizzati a chiarire gli aspetti ancora controversi, superare le criticità applicative e agevolare l’attività dei medici e degli odontoiatri. "Accogliamo con soddisfazione la disponibilità dimostrata dalla Regione Lazio – dichiara Antonio Magi, presidente Omceo Roma – L'obiettivo comune deve essere quello di garantire regole certe, proporzionate e concretamente applicabili, capaci di tutelare la sicurezza dei pazienti senza introdurre inutili aggravi burocratici per i professionisti garantendone competenze e professionalità. L'Ordine – conclude – continuerà a partecipare attivamente agli incontri programmati, portando le osservazioni e le proposte della professione affinché la normativa possa essere migliorata e applicata in maniera uniforme, efficace e rispettosa delle diverse realtà degli studi medici e odontoiatrici".
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Infibulazione, “cure gratuite a 50 donne in un anno”: il progetto di Bloom Surgery Foundation
(Adnkronos) – Un percorso di cure per le donne vittime di infibulazione, con la possibilità di interventi ricostruttivi. E' la promessa di Bloom Surgery Foundation, promotrice oggi a Roma alla Camera dei deputati di un convegno dedicato alla tutela della salute delle donne che hanno subito mutilazioni genitali femminili, con particolare attenzione all'infibulazione. "Un appuntamento importante che rappresenta anche un momento di grande soddisfazione per un progetto al quale lavoravamo da tempo e che oggi diventa finalmente concreto", annuncia l'associazione. "L'iniziativa – spiega – prevede la possibilità di offrire gratuitamente un percorso di cura e, quando indicato, un intervento di deinfibulazione alle donne che ne abbiano necessità. Nel primo anno prevediamo di poter accogliere circa 50 donne, individuate attraverso la collaborazione con Ong e organizzazioni impegnate sul territorio, che potranno favorire il contatto con le potenziali beneficiarie e accompagnarle nel percorso di accesso ai servizi. L'obiettivo è garantire a ogni donna un percorso qualificato, sicuro e rispettoso, basato sull’ascolto, sulla riservatezza e sulla piena tutela della sua dignità e delle sue scelte". "Siamo particolarmente soddisfatti perché questo progetto nasce da un lavoro portato avanti da tempo e oggi finalmente si traduce in un'opportunità concreta di cura. Prevediamo di poter raggiungere circa 50 donne nel primo anno grazie anche alla collaborazione con le Ong, che rappresentano un collegamento fondamentale con le persone che potrebbero avere bisogno di questo servizio", afferma Danilo Dodero, ginecologo e presidente del Comitato tecnico-scientifico di Bloom Surgery Foundation. "Siamo estremamente soddisfatti per questo progetto che rappresenta una forma terapeutica efficace contro le mutilazioni e ci permette di accendere una luce di speranza per tutte le donne che hanno subito questa pratica. La chirurgia a quattro mani che proponiamo ci permette di ricostruire quello che non c'è più e di restituire dignità e integrità alle donne", aggiunge il presidente dell’associazione Giovandomenico Caridi. Il convegno – si legge in una nota di Bloom Surgery Foundation – ha rappresentato un'importante occasione di confronto tra professionisti, istituzioni, Ong e realtà del terzo settore, con l'obiettivo di costruire una rete capace di facilitare l'accesso alle cure e promuovere una maggiore consapevolezza sul tema. All'evento ha partecipato anche la Fondazione Artemisia, che conferma l'impegno nel progetto.
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Ciclismo, domenica dopo 25 anni torna il Giro di Campania
NAPOLI (ITALPRESS) – Dopo 25 anni torna il Giro di Campania. La 64^ edizione della corsa ciclistica, in programma domenica 20 settembre, partirà dalla Reggia di Caserta e si concluderà a Napoli, in Piazza del Plebiscito, al termine di 193,1 chilometri attraverso tutte e cinque le province della regione. A promuovere il ritorno della manifestazione sono la Regione Campania e la Città Metropolitana di Napoli, con la collaborazione del Comune di Napoli e della Reggia di Caserta e il supporto della Lega Ciclismo Professionistico, del Comitato regionale di Federciclismo, delle province e dei comuni interessati dal percorso.
La corsa ripartirà simbolicamente dal luogo in cui si era interrotta: proprio a Caserta, infatti, si concluse l’ultima edizione del 2001, vinta dal russo Dmitrij Konyev. Il tracciato attraverserà il Casertano, il Sannio, l’Irpinia, il Salernitano e la Costiera amalfitana, per poi affrontare la salita di Agerola e dirigersi verso la costa vesuviana e Napoli. Il percorso toccherà tre siti UNESCO e sarà anche una vetrina per il patrimonio paesaggistico e culturale campano.
“Il Giro di Campania è una manifestazione storica che con l’assessora Zabatta, che ringrazio – ha affermato il presidente della Regione Campania, Roberto Fico – abbiamo voluto fortemente riportare sulle nostre strade dopo 25 anni. Per noi è importante tenere insieme tutta la Campania, valorizzando ogni territorio e ogni comunità. E lo sport fa questo. Unisce, crea partecipazione e racconta la bellezza e la ricchezza della nostra regione”.
“Come Città Metropolitana di Napoli, con il sindaco Gaetano Manfredi – ha sottolineato il vicesindaco metropolitano, Giuseppe Cirillo – abbiamo portato il Giro d’Italia a Napoli e in Campania, dopo molti anni di assenza, per 5 edizioni consecutive. Ed è da quel lavoro, fatto di infrastrutture, di organizzazione, sicurezza, promozione del territorio, costruito anno dopo anno, e dalla rinnovata collaborazione con la Regione Campania, che ha ripreso corpo un’idea che sembrava ormai affidata soltanto ai libri di storia dello sport”.
Soddisfazione anche da parte dell’assessora regionale allo Sport, Fiorella Zabatta: “Dopo 25 anni riportare il Giro di Campania nel calendario professionistico è motivo di grande orgoglio. Abbiamo voluto una corsa capace di attraversare tutte e cinque le province, dalle aree interne alla costa, raccontando le bellezze della nostra regione. E c’è un aspetto che rende il ciclismo davvero speciale: non serve un biglietto per viverlo. Le persone possono scendere in strada, vedere i campioni da vicino e partecipare a una grande festa collettiva”.
La partenza dagli spazi antistanti la Reggia di Caserta è prevista alle 10, mentre lo start ufficiale sarà dato a Maddaloni, con il passaggio dei corridori atteso intorno alle 10.23. Il punto chiave del percorso sarà la salita di Agerola, sede del Gran Premio della Montagna: 14 chilometri al 6%, con lo scollinamento a 47 chilometri dall’arrivo. Sul percorso si trova anche la stele dedicata a Fausto Coppi, protagonista proprio ad Agerola di una storica impresa nel 1955.
“Siamo profondamente onorati che la Reggia di Caserta – evidenza il Direttore ad interim, Antonio Tarasco – sia stata scelta come cornice simbolica per la partenza di questa gara ciclistica regionale. Il Complesso vanvitelliano è lo spazio perfetto per accogliere una straordinaria molteplicità di eventi”.
Il Giro di Campania è classificato UCI 1.1 ed è inserito nella Coppa Italia delle Regioni. Al via ci saranno 18 squadre.
L’evento sarà trasmesso dalle 13.30 su Rai Sport, sulle piattaforme HBO/Discovery e sul canale YouTube della Lega Ciclismo Professionistico, con copertura internazionale. Aggiornamenti anche sui profili social ufficiali del Giro.
«Il ciclismo campano – ha evidenziato a margine il Presidente della sezione Campania della Federazione Ciclistica Italiana, Umberto Perna – sta uscendo da un momento buio. La rinascita del Giro è una nuova luce su un movimento che sta mostrando segnali di crescita, soprattutto nel settore giovanile, ma manca ancora quella massa critica capace di generare continuità, società, gare e magari un nuovo campione che richiami i tempi di Giuliano Figueras o Crescenzo D’Amore”.
Fonte foto: uff stampa Giro di Campania
(ITALPRESS).